RICIBIAMO: LA ZUPPA SORSESE DELLO CHEF DELL’ERSU SASSARI GIOVANNI MURA IN FINALE A PIACENZA NELLA COMPETIZIONE NAZIONALE CHE PREMIA LE MIGLIOR

Ancora una volta dalle cucine dell’ERSU Sassari si esportano  passione, creatività e sapere.

Giovanni Mura, già terzo classificato alla competizione europea “Campus Cook” di Nancy, e Carlo Masia, vincitore della prima puntata del format televisivo “Chopped Italia” del canale satellitare Food Network, hanno partecipato alla prima fase eliminatoria della competizione nazionale “Miglior Ricetta RicibiaAMO – Sei uno Chef Sostenibile?”, che premia le migliori tra le ricette antispreco d’Italia.

Entrambe le ricette presentate dai cuochi di Ersu Sassari hanno superato il primo step, collezionando centinaia di like  sui social, e aggiudicandosi così la finale.

L’evento, organizzato da Università Cattolica in partnership con l’associazione Piacecibosano dedicato alla ristorazione sostenibile e antispreco del cibo, per celebrare la 5° Giornata Nazionale della Prevenzione dello Spreco Alimentare, si è chiuso con la finalissima a Piacenza, all’interno della  Residenza Gasparini.

Le categorie in gara erano tre, Chef professionisti, Futuri Chef, Chef di casa e i vincitori sono stati proclamati da una giuria specializzata, composta dallo chef stellato Giancarlo Morelli (Chef Pomireau Seregno, Presidente di giuria), Paola Gazzolo (Assessore all’Ambiente Regione Emilia Romagna), Marco Trevisan (Preside Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari ed Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), Filippo Sinisgalli (Excecutive Chef del Palato Italiano), Paolo Massobrio (Critico Enogastronomico), Luciana Rabaiotti (Preside Istituto Alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme), Teresa Andena (Preside Istituto Alberghiero Raineri Marcora di Piacenza), Cristina Cerbi (Ristoratrice, Vincitrice edizione 2018).

A portare simbolicamente alta la bandiera dell’ERSU Sassari all’ultima fase, è stato uno dei due chef dell’ente, Giovanni Mura, che ha presentato davanti alla giuria illustre  la Zuppa di pane Sorsese: ingredienti semplici, economici e adatti al riuso in cucina, come il pane raffermo, le verdure e gli aromi selvatici tipici della tradizione culinaria sarda.

La preparazione ha riscosso grandissimo successo tra i giurati, per la tecnica di lavorazione e la genuinità delle materie prime, ma ad aggiudicarsi il titolo come “Miglior Ricetta RicibiAMO” è stata la Chef Cristina Cerbi dell’Osteria di Fornio, che ha realizzato i ravioli di cotechino e zucca con crema di patate e porri e bucce di patate croccanti.

Si tratta, comunque, di un ottimo risultato per Ersu Sassari che dimostra ancora una volta l’alto valore dei servizi che offre, grazie alle professionalità eccellenti che operano all’interno dell’ente.




“Percorsi Di Vini”, il 12 e 13 febbraio le cantine sarde in vetrina all’aeroporto Mameli di Cagliari

“Percorsi Di Vini”, il 12 e 13 febbraio all’aeroporto Mameli di Cagliari saranno protagoniste le cantine della Sardegna 

Saranno le cantine della Sardegna le protagoniste di “Percorsi Di Vini”, l’appuntamento realizzato dal Centro Servizi Promozionali per le Imprese, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Cagliari,il 12 e 13 febbraio all’aeroporto Mameli di Cagliari.

L’iniziativa, nata per continuare a supportare il prestigioso concorso enologico Binu, organizzato da tutto il sistema camerale regionale, ha come obiettivo quello di valorizzare l’eccellenze agroalimentari dell’Isola, in questo caso i vini, per trasformarli in una vetrina di promozione turistica del territorio, sostenendo, allo stesso tempo, le aziende locali.

Così, il 12 e il 13 febbraio, nell’area destinata agli imbarchi dell’aeroporto Mameli di Cagliari, prenderà vita un “corner” allestito per l’occasione, che ospiterà sette cantine del Sud Sardegna (Cantina Sardus Pater, Cantina Olianas, Cantina Mesa, Cantina Sociale Dolianova, Cantina Su Entu, Azienda Locci – Zuddas Antonio e Azienda Vitivinicola Ferruccio Deiana), insieme a una rappresentanza delle etichette provenienti dal resto dell’Isola, tutte premiate al prestigioso concorso enologico Binu. Sarà la postazione ideale dove turisti e visitatori, guidati dal sommelier professionista Marco Delugas, potranno assaggiare una selezione di vini per immergersi in un “educational tour” tra i sapori tipici della Sardegna. Infatti, per ciascuna bottiglia, il sommelier Delugas proporrà anche l’abbinamento con il “piatto perfetto”. E non è un caso che per “Percorsi Di Vini”, sia stata preparata una mini-guida che, oltre a localizzare le cantine protagoniste dell’evento, racconta anche curiosità, usi e costumi dei luoghi che le ospitano.

In questo modo“Percorsi Di Vini”, l’evento organizzato dal Centro Servizi Promozionali per le Imprese, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Cagliari, diventa non solo una vetrina di rilievo per i vini della Sardegna, designati fra i vincitori dell’edizione 2018 di Binu, ma anche uno spazio in grado di mettere in luce i prodotti e le peculiarità degli angoli di Sardegna dove sono nati, per sostenere le imprese oltre i confini dell’isola.

Per info: http://www.cuoredellasardegna.it/binu/premiati/2018-nuoro/

brochure binu

cartella stampa binu




ESCURSIONE AL CHIARO DI LUNA E CENA A SAN GREGORIO

SABATO 19 GENNAIO 2019

ESCURSIONE AL CHIARO DI LUNA E CENA A SAN GREGORIO

Il primo appuntamento dell’anno col chiaro di luna ci conduce in sentieri poco conosciuti della foresta dei Sette Fratelli. Visiteremo antichi ovili, oggi abbandonati, che hanno ospitato attività umane fino al secolo scorso. Rientro, come di consueto, su comoda sterrata, accompagnati dal chiarore lunare che illuminerà i nostri passi.

Al termine ci trasferiremo nel Borgo di San Gregorio dove ci aspetta la consueta calda e piacevole accoglienza dell’Associazione Botteghe in piazza, con tavola imbandita di cibi e vini deliziosi.

Lunghezza: circa 9 Km, Dislivello in salita: circa 200 m, Tempo: circa 4 ore

Auto propria, scarpe da trekking, torcia e acqua da bere. Costo: € 25 a persona

Partenza ore 15:15 fronte Museo del Cervo, ingresso Foresta Sette Fratelli

Adesioni entro le ore 20 di venerdì 18 gennaio al 3489305607

www.allascopertadi.it




COMUNE DI STINTINO – Un’area marina protetta allargata nel mare di Stintino

COMUNICATO STAMPA

Un’area marina protetta allargata nel mare di Stintino

L’amministrazione comunale vuole discutere con gli operatori economici del paese la possibilità di costituire una zona C.

Stintino 7 gennaio 2019 – Un’area marina protetta di tipo C, con una riserva parziale che, così come prevede il ministero dell’Ambiente, rappresenti una «fascia tampone tra le zone di maggior valore naturalistico e i settori esterni all’area marina protetta». Una zona in cui sia consentita la pesca sportiva contingentata ma non quella subacquea, se non quella di tipo professionale, quindi con limitazioni agli attrezzi utilizzabili e alla velocità di transito. Quindi ancora limitazioni alla qualità di imbarcazioni, in termini di caratteristiche tecniche contro l’inquinamento, che possono transitare nell’area marina protetta.

In linea di massima questa l’ipotesi che il Comune di Stintino, con il contributo di pescatori professionali, cooperative di pescatori e operatori turistici, potrebbe presentare al ministero dell’Ambiente per il riconoscimento di una Amp allargata.

«Sono già numerosi gli operatori del settore che ci chiedono un allargamento dell’area marina protetta – fa sapere il sindaco di Stintino Antonio Diana – e alcuni la vedono anche come una manna dal cielo».

Per tutti, alla base, c’è la volontà di salvaguardare il mare e la riproduzione delle varie specie ittiche.

«Da parte degli operatori c’è anche l’attenzione alle nuove generazioni – riprende il primo cittadino – che, in futuro, potrebbero non trovare più le condizioni ideali per lo svolgimento delle attività di pesca.

«Un’area marina protetta di tipo “C” – prosegue – consentirebbe attività di fruizione e un uso sostenibile del mare con un modesto impatto ambientale».

E se la pesca potrebbe trovare così un’occasione di sviluppo ulteriore, a goderne potrebbero essere anche gli operatori economici e gli stessi turisti. «Si potrebbe consentire, infatti –aggiunge Antonio Diana –, un passaggio controllato di imbarcazioni le quali, per il transito in zona, dovrebbero avere determinate caratteristiche, così da evitare anche l’inquinamento.

«Alcuni operatori, infatti, ci hanno chiesto la possibilità di contingentare le presenze a mare con un occhio di riguardo alle barche a vela.

«L’area marina protetta non deve essere vista, però, come un vincolo ma un’opportunità di sviluppo e di tutela del nostro patrimonio ambientale», conclude.

Per questo motivo, nei prossimi giorni l’amministrazione comunale di Stintino convocherà gli operatori economici stintinesi per affrontare l’argomento in maniera compiuta.




[Mediatris Comunicazione] COMUNICATO STAMPA. LUOGOSANTO CITTA’ DEL VINO. IL COMUNE GALLURESE CONQUISTA L’AMBITO RICONOSCIMENTO

Luogosanto “Città del Vino”

Il Comune gallurese entra nell’associazione che raccoglie le principali realtà vitivinicole del territorio italiano

Il sindaco: “Un riconoscimento importante anche in chiave di promozione turistica”

 

Luogosanto conquista un ambito riconoscimento con l’ingresso nell’associazione Città del Vino: il comune dell’Alta Gallura entra nel prestigioso novero dei luoghi che rappresentano le eccellenze vitivinicole del territorio italiano. L’ufficialità è arrivata nei giorni scorsi con la pubblicazione sul sito dell’associazione. Il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, commenta: “L’amministrazione comunale ha aderito all’associazione Città del Vino con voto unanime. Si tratta di un titolo importante anche in chiave turistica, perché ci consente di promuovere il nostro territorio con i suoi paesaggi, i vitigni, le bellezze caratteristiche naturalistiche e ambientali. Luogosanto, già Città Mariana, può ora abbinare il turismo religioso ai percorsi enogastronomici. Senza dimenticare i siti archeologici e culturali: tutti attrattori strettamente connessi e, quindi, in grado di rafforzarsi a vicenda”. Per il sindaco del centro gallurese, il titolo appena acquisito fornirà all’amministrazione nuovi strumenti di promozione turistica del territorio. “Il nostro ingresso nell’associazione – rimarca Pirredda-, ci consentirà di dare il massimo risalto alle cantine locali che, sempre più di frequente, portano il nome di Luogosanto in cima alle classifiche dei concorsi enologici internazionali”. Tra le realtà più importanti del territorio c’è sicuramente la Cantina Siddùra, che in questi anni ha raccolto circa 350 premi nelle competizioni di tutto il mondo.

L’assessore al Turismo del Comune di Luogosanto, Toni Loriga, spiega: “Si tratta di un riconoscimento che avrà un impatto fondamentale sul tessuto turistico. Il nostro inserimento tra le Città del Vino è stato possibile grazie alle caratteristiche uniche del nostro territorio e di ciò che offre al settore vitivinicolo. Altrettanto merito va dato alle aziende che hanno deciso di investire a Luogosanto e che, grazie al loro lavoro basato sull’eccellenza della produzione, ci consentono di avere una visibilità a livello internazionale”.

Nella località gallurese si svolge, ogni estate, una manifestazione enologica che sta raccogliendo sempre più consenso e partecipazione: Calici di Vini. L’amministrazione comunale è al lavoro per rendere ancora più popolare e importante questo evento, l’inserimento tra le Città del Vino diventa utile anche per implementarne la promozione oltre i confini regionali.




[Mediatris Comunicazione] COMUNICATO STAMPA- Siddùra progetta il vino del futuro. Stazione meteo e studio del suolo per affrontare i cambiamenti del clima

Siddùra progetta il vino del futuro

Una stazione meteo personalizzata e studi sui campi: così nasce la strategia

per affrontare i problemi determinati dai cambiamenti climatici

Le mani nei campi e gli occhi sullo schermo di un computer. Siddùra viaggia al passo coi tempi, ma soprattutto col tempo, nello specifico quello meteorologico. Il vino del futuro nasce nelle campagne di Luogosanto, grazie alla visione di un’azienda che è stata capace di anticipare i tempi. Il vino del futuro, infatti, deve, e sempre di più dovrà, fare conti con gli effetti del riscaldamento globale. Piogge copiose e improvvisa siccità. Gelate e alluvioni. Temperature impazzite. Il vino si costruisce in cantina, grazie a sistemi avanzati, come la stazione meteo creata in casa, capace di mappare e prevedere le variazioni climatiche della settimana sul campo e nei campi, nelle celle specifiche, non più basandosi sui fallaci modelli previsionali dei siti web.

LA MAPPATURA. “Il lavoro di mappatura che già da qualche anno impegna Siddùra con lo studio dei microrganismi presenti nel suo terroir, ci ha confermato come l’analisi del microclima sarà sempre più importante nella previsione del cambiamento delle zone climatiche – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto -. Siddùra si è dotata di un sistema di controllo meteorologico che consente di studiare il microclima, compresa la misurazione delle escursioni termiche che incidono sulla qualità dei vini. Il sistema influisce anche sulla prevenzione dei trattamenti fitosanitari: le temperature e il grado di umidità incidono sullo sviluppo delle nevrosi in campo. La stazione capta questi mutamenti e suggerisce all’agronomo il trattamento adeguato”. Piena applicazione del concetto di tecnologia al servizio dell’uomo. “Già con il sistema “Piante che parlano” abbiamo adottato una strumentazione che ci consente di monitorare lo stato idrico del suolo e il fabbisogno d’acqua della pianta in base alle mutanti condizioni climatiche – sottolinea Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra -. Poi c’è la stazione meteo con la quale giornalmente valutiamo l’area di lavoro sui vitigni, visualizzando le previsioni meteorologiche e climatiche giornalmente e nell’arco della settimana”. Il senso della tecnologia applicata alle conoscenze umane della terra è quello di trasformare i mutamenti climatici in vantaggi, prevenire i rischi di malattia della pianta e usufruire di un sistema di supporto decisionale nell’affrontare eventuali situazioni limite. In questo Siddùra è decisamente all’avanguardia, tanto da aver avviato una collaborazione con l’Università del Sacro Cuore di Piacenza per lo studio dell’incidenza di una stazione meteo personalizzata che offre una panoramica reale sul territorio dove si trovano le vigne.

IL GRAFICO. Una cartina diffusa da Conservation International, organizzazione no profit statunitense attiva nella salvaguardia dell’ambiente e la protezione della biodiversità, mostra le zone vinicole che potrebbero essere seriamente danneggiate per effetto dei cambiamenti climatici entro il 2050. Gran parte delle zone interne della Sardegna sono circoscritte col colore rosso, quello che indica il maggior rischio. Arrivare a soluzioni innovative prima degli altri è condizione fondamentale per mantenere un alto livello di qualità dei propri vini. “Noi pensiamo che il microclima di Siddùra e l’adattamento delle piante del vermentino e del cannonau, siano la migliore risposta a quello che sta succedendo – sottolinea Massimo Ruggero -. Ripercorriamo la storia: il vitigno del vermentino fu scelto anticamente per la sua resistenza al salmastro e ai mutamenti climatici e per questo facilmente coltivabile nelle fasce costiere. Il cambiamento climatico porterà anche un cambiamento del gusto. É stato già confermato da uno studio francese, nella zona della Borgogna: attraverso alcune simulazioni si è scoperto come saranno i Borgogna nel 2050, diversi da quelli di oggi a causa dei cambiamenti climatici. Anche in Sardegna ci sarà questa mutazione: stiamo andando incontro al vermentino e al cannonau del domani. Anche in questo caso si verificherà un cambiamento del gusto, né migliore né peggiore. Semplicemente diverso. Non è detto che lo stravolgimento sarà negativo, potrebbero svilupparsi fenomeni che esaltano le qualità dei vitigni”.

I DISCIPLINARI. In futuro potrebbero esserci zone non più adatte ad accogliere un vitigno. In questo caso, ci si dovrà interrogare sulla possibilità di cambiare i disciplinari che consentono la coltivazione di alcuni vitigni solo in determinate zone. “Per non arrivare impreparati di fronte a questi cambiamenti, le cantine devono studiare il proprio microclima e raccogliere moltissimi dati – conferma Massimo Ruggero -. Dobbiamo lavorare sulla mutazione genetica e creare la pianta perfetta che, attraverso innesto e porta innesto, si possa adattare a quel microclima particolare ed esaltare ancor più le qualità del terroir. Sarà compito degli agronomi captare la resistenza di una pianta. In futuro, il team perfetto nei campi sarà composto da meteorologi, agronomi ed enologi”. Se mai come oggi tutta l’industria mondiale delle viti si interroga sulla capacità di adattamento delle zone storiche, in attesa di conferme circa la previsione secondo cui le viti italiane delle zone costiere migreranno all’interno, sulle colline alte, Siddùra prova a guardare lontano. Perché per mantenere la qualità dei vini, dunque dei vitigni, nel tempo, occorre studiare. E prevedere i cambiamenti climatici. Muteranno gli aromi e i gusti attuali dei vini? L’irrigazione delle piante, prima vietata per evitare di caricarle di troppi grappoli (meno sono, migliori sono), ora è consentita come «soccorso» anti siccità. E si attendono nuovi studi su viti con radici che catturino gocce d’acqua in profondità. “È già oggi decisivo adattarsi ai cambiamenti climatici, non possiamo più contare sulla storicità – conferma l’agronomo Luca Vitaletti -. Improvvise gelate o periodi di siccità, come avvenuti in questi anni, rappresentano condizioni limite che impongono studio e soluzioni. L’uva cambierà, dobbiamo essere bravi a far trovare alla pianta le giuste condizioni perché non soffra, senza cambiarne le caratteristiche”.




Nel weekend tutti a Thiesi: c’è “Rochitas in festa”

THIESI. I profumi e i sapori della tradizione, la suggestione delle antiche cantine, il calore dei falò accesi tra le vie del centro, spettacoli e tanto divertimento sono ancora una volta gli ingredienti di “Rochitas in festa”, che ritorna dal pomeriggio di sabato 22 dicembre fino alla tarda sera del 23. L’evento enogastronomico che ogni anno richiama visitatori da tutta la Sardegna, prevede un ricco calendario di iniziative, alle quali si aggiungono visite guidate, mostre, concerti, balli in piazza, laboratori artistici con Pina Monne, rappresentazioni teatrali e un convegno per parlare delle prospettive di crescita del territorio.

Il percorso accoglie quest’anno circa trenta postazioni nelle quali poter gustare le specialità tipiche di questa ospitale e laboriosa comunità del Meilogu. Saranno servite frègula, culurgiones cun patatu e menta, poscrabu, anzone arrustu, sucu, fae e lardu, pulenta, porchetta, impanadas e tanto altro. Tutto annaffiato da buon vino e birre artigianali di laboratori locali.

Nel corso della manifestazione sarà possibile visitare il Museo Aligi Sassu, all’interno del quale sarà offerta una degustazione di formaggi locali, il fiore all’occhiello della gastronomia tiesina. “Rochitas” prende il nome dall’omonimo quartiere, il più antico del paese, che indica le rocce calcaree nelle quali sono scavate le antichissime cantine.

L’evento è organizzato dal Comune di Thiesi in collaborazione con la Proloco, la Fondazione Aligi Sassu, l’Istituto comprensivo e l’Istituto tecnico, la cooperativa Siendas e la varie associazioni e i comitati locali, con il finanziamento dall’assessorato al Turismo della Regione Sardegna.

Il programma dettagliato.

Sabato alle 15, la manifestazione prende il via alla Torre Prigione con una mostra fotografica dedicata al territorio. Alla stessa ora la cooperativa Siendas presenta “Le pietre raccontano”, una passeggiata turistica organizzata per conoscere alcuni tra i monumenti più significativi del paese. Si parte dall’info point di casa Garau, in via Eleonora d’Arborea, per concludere l’itinerario al Museo Sassu. È previsto il coinvolgimento degli studenti dell’Itc di Thiesi.

Alle 17, nella Sala Aligi Sassu, si parlerà di prospettive economiche e culturali in un dibattito a tema “Il territorio del Meilogu. Idee, suggerimenti e prospettive di crescita”, mettendo a confronto rappresentanze del mondo politico, istituzionale e imprenditoriale. All’incontro, moderato da Carlo Marcetti, parteciperanno Andrea Pinna, Andrea Ledda, Pasquale Tanda, Paolo Manca, Giuseppe Campus e Stefano Ruiu.

Alle 19 il momento tanto atteso: l’apertura delle cantine e delle mostre di artigianato locale. Nei locali dell’antico Monte Granatico la poliedrica artista Pina Monne intratterrà bambini e adulti con il suo laboratorio di ceramica.

A partire dalle 20, diversi gruppi musicali animeranno le vie del centro con spettacoli itineranti: prima i “Meda Funky street band”, poi i Tenores di Thiesi e l’organettista Giuseppe Pola per i balli in piazza.

Ricchissimo il programma di domenica. Alle 10 del mattino la cooperativa Siendas ripropone le passeggiate “Le pietre raccontano”, in contemporanea con l laboratorio di ceramica di Pina Monne al Monte Granatico. Alle 12 si spalancheranno le porte delle cantine. Alle 15 spettacolo itinerante in lingua sarda, con il reading letterario a cura dello sportello linguistico comunale e dei bambini dell’Istituto comprensivo di Thiesi. Alle 16 in Piazza Eleonora d’Arborea si esibirà il gruppo folk femminile “Sas maestralinas”. Alle 18.30, nella chiesa di Santa Vittoria si terrà il concerto con la partecipazione della Polifonica Logudorese. Alle 19.30, in Piazza Santa Vittoria esibizione di giocoleria e teatro fuoco a cura dei Shedan Fire-Theater. Si prosegue fino a tarda notte.




CONFERENZA STAMPA ”AJò A IPPUNTARE”

Si accendono i riflettori su “Ajò a Ippuntare 2018”.

La manifestazione enologica che da 17 anni affolla il paese di Usini.

Il rosso e il bianco sono i colori che dipingono l’atmosfera natalizia e Usini ne approfitta per far degustare i suoi colori identitari. Con il vino rosso e il vino bianco, frutto de vigneti usinesi, si potrà brindare al natale in occasione della manifestazione enologica, Ajò a ippuntare, organizzata dalla Pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale e il Coro di Usini. Il 15 Dicembre, infatti, si rinnova l’appuntamento annuale che mette in moto l’intera isola da ben diciassette edizioni. 

Un pasto caldo oppure uno spuntino, fra musica, canti, balli, culture e tradizioni tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino. Le vie del paese si popoleranno secondo un percorso itinerante che guiderà gli ospiti verso la lunga catena degli assaggi nelle cantine locali.

“Ajo a ippuntare è sempre un appuntamento fondamentale per il nostro paese che ha nel vino il principale attrattore turistico e culturale!” ha detto il sindaco Antonio Brundu. “Già dallo scorso anno, insieme alla pro loco, abbiamo rinnovato la formula, aprendo le nostre cantine dal mattino e creando una serie di iniziative collaterali che vanno dallo sport ai laboratori di arte e gusto, passando per la cultura tradizionale fatta di abiti, canti e balli! La musica sarda, –  ha proseguito Brundu –  con il Coro di Usini, accompagnerà i percorsi nelle cantine, mentre le danze e la sfilata di abiti tradizionali, a cura del gruppo folk San Giorgio, coloreranno le nostre strade! Il vino, con le 12 cantine aperte, sarà il motore di questa piccola economia, con cantine ormai veterane e con il ritorno di grandi produttori e grandi nomi! Un grazie alla pro loco nella persona di Antonella Masia e a tutti coloro che hanno collaborato per questa manifestazione che, negli anni, ha fatto da apripista a tanti eventi simili nel territori”.

Le cantine. Quest’anno, infatti, saranno appunto dodici le cantine partecipanti: Leonardo Spina, Giuseppe Fiori, Piccoli produttori, Cantina Billia Cherchi, Sa Domo ‘e su inu, Azienda Agricola Salvatore Chessa, Azienda agricola Gavino Delogu, Azienda vitivinicola Francesco Fiori, Giampiero Spanu, Paolo Andrea Chessa, Giovanna Chessa e Luigi Fiori.

Eventi collaterali. A fare, poi, da cornice ai colori protagonisti del rosso e il bianco, sono stati organizzati una serie di eventi che spaziano dallo sport, con la gara podistica “Ajo a ippuntare di Corsa”, ai laboratori che coinvolgeranno soprattutto i bambini nella realizzazione di abiti tradizionali, preparazione di cibi e dolci tipici e ancora laboratori didattici per la valorizzazione del patrimonio di Usini, insieme alla degustazione del vino Ippocratico, un antico sapore speziato dal Medioevo. Non mancheranno, inoltre, mostre ed, Giovanna Chessa esposizioni allestite presso le antiche case storiche del paese, insieme a mercatini di Natale e visita ai presepi di quartiere con il trenino turistico.

“Dietro questa manifestazione si nasconde un duro e dettagliato lavoro. Una grande fatica che, però, viene sempre ripagata con la buona riuscita dell’evento. Noi, in quanto Pro Loco, teniamo fortemente alle nostre tradizioni e come associazione turistica siamo lieti di poter promuovere il patrimonio storico e culturale di Usini attraverso la manifestazione “ Ajò Ippuntare”. Evento tanto atteso che da 17 anni affolla le vie del paese”. Ha detto la presidente della Pro loco, Antonella Masia.

S’Antiga Moda. Un’evento nell’evento, quello di “S’Antiga moda” che, a partire dalle 16.00 allieterà la giornata con la rappresentazione della Sardegna tra canto e danza.

S’Antiga moda aprirà le porte con una sfilata di abiti tradizionali provenienti da tutta l’isola lungo le vie del paese, con conclusione in piazza Conciliazione. Gli abiti partecipanti arriveranno da: Nuoro, Iglesias, Monastir, San Basilio, Sennori, Milis, Villagrande, Strisaili, Samugheo, Bolotana, Olbia, Bitti, Ossi, Uri, Nulvi, Porto Torres, Trinità d’Agultu, Ollolai, Macomer, San Nicolò d’Arcidano, Villanovaforru, Sorso, Mores, Ozieri, Mara, Olmedo e Osilo.  Oltre al canto anche il ballo sardo seguirà il percorso itinerante nelle vie principali. Ad esibirsi saranno, infatti, il gruppo folk San Giorgio di Usini, gruppo folk Santa Maria bambina di Usini, gruppo folk Intragnas di Porto Torres e il gruppo folk città di Sassari accompagnati dagli organetti di Giuseppe Cubeddu e Paolo Tucconi.

A guidare il canto sarà, invece, il Coro di Usini che con la partecipazione del Coro Logudoro, Coro Santa Rughe di Ittiri, Coro di Villanova Monteleone e la scuola di canto Boghes de Logudoro si esibiranno presso le cantine aderenti.

Dalle 21.30, infine, in piazza Arborea ci sarà lo spettacolo di intrattenimento del Gruppo Etnico A ballare di Emanuele Bazzoni e Roberto Fadda dove, a chiudere in bellezza la serata, sarà tutta la popolazione partecipante “ballende e cantende ad ajò a Ippuntare”.




CHE GUSTO! Food &beverage festival all’ex mercato civico

Food &beverage festival

all’ex mercato civico

due giornate dedicate al buon cibo e alla convivialità

sabato 8 e domenica 9 dicembre

dalle ore 11 alle 15 e dalle 17 alle 22

Due giornate dedicate alle eccellenze sarde ed internazionali dell’enogastronomia nel cuore della città. Prende il via Che Gusto! evento dedicato al pianeta cibi e bevande con circa 20 stand dove poter degustare ed acquistare salumi, formaggi, olio, pasta, conserve, dolci, cioccolato, torrone, panadas, seadas, piatti a base di mare e di terra ed altro ancora, nella suggestiva cornice dell’ex mercato civico di Sassari.

degustazioni

Oltre agli operatori sardi fanno parte del progetto interreg “Food&Wine Market Place” produttori provenienti da Corsica, Toscana e Francia del sud. L’iniziativa è sostenuta dalla Confcommercio Nord Sardegna, che in diverse occasioni ha organizzato la trasferta in Francia, Corsica e Toscana di operatori sardi di eventi promossi dagli altri partner.

Una delle postazioni consentirà in entrambe le giornate a tutto il pubblico di gustar dei saporiti piatti caldi preparati da chef dall’associazione cuochi della Provincia di Sassari, guidata dall’infaticabile presidente Angelo Pittui.

Ticket in omaggio

Anche i commercianti del centro partecipano all’iniziativa Che Gusto! Chi acquisterà nei negozi aderenti avrà in omaggio un ticket degustazione che da diritto ad un bicchiere di vino (o bottiglietta d’acqua) ed una bruschetta, utilizzabile proprio al vecchio Mercato Civico nei 2 giorni dell’evento.

Talk show

Oltre agli stand, sabato alle 17 ci sarà un momento di approfondimento pensato con la formula del talk-show curato dal giornalista specializzato in “agrifood” Massimo Mereu, con la preziosa consulenza dell’enogastronomo Tommaso Sussarello. Nel corso della serata verranno intervistati diversi ospiti tra cui da alcuni produttori presenti negli stand e specialisti del settore. La serata si cocluderà con una degustazione finale aperta a tutti.

Musica

Nell’arco delle 2 giornate, come attività collaterale e grazie alla preziosa collaborazione dell’organizzatore,Luca Usai si esibiranno i finalisti del “Piccolo Festival Del Cantautore & Premio A Squarciagola”.sabato 8 (12.00-13.00) Gavinuccio Canu e Fabio Noceore ,(18.30-19.30) Federico Murzied Elisabetta Mattia Usaiore, (21.30-22.30) Claudio Murgia. DOMENICA 9 (ore 12.00-13.00), “Palazzo Rosa e Antonio MIgheliore 18.30-19.30 (Giantonio Demuro e Federico Marras Perantoni) ore 21.30-22.30 Gianfranco Cossu e Raffaello Landi “Gramigne”.




“Buon cibo fa buon sangue!”

Giornata di donazione Non-Stop organizzata da Ersu Sassari e Avis Sassari

Tutti i donatori e le donatrici riceveranno un buono per usufruire di

UN PASTO GRATUITO IN MENSA

Ersu Sassari e Avis insieme per realizzare una maratona per la vita che vedrà coinvolti tutti gli studenti iscritti in un percorso universitario o di alta formazione accademica a Sassari, ma non solo. Mercoledì 12 dicembre 2018 dalle 8.30 alle 19 sarà possibile dare il proprio contributo per contrastare l’ emergenza sangue in Sardegna: l’autoemoteca dell’Avis di Sassari verrà posizionata davanti all’ingresso della Mensa universitaria, in via dei Mille 102, e volontari ed infermieri saranno a disposizione per una vera e propria “maratona della donazione”.

Tutti i donatori e le donatrici, in segno di gratitudine da parte di Ersu Sassari per il gesto nobile, saranno omaggiati di un coupon per usufruire di UN PASTO GRATUITO IN MENSA.

Inoltre gli operatori dell’Avis Provinciale forniranno ai donatori un certificato che varrà come giustificazione da presentare, ad esempio, al proprio datore di lavoro (nel caso di studenti occupati).

Inoltre gli studenti e le studentesse che donano possono concorrere per la BORSA DI STUDIO DELL’AVIS del valore di 500 EURO.

IL CONCORSO

Ogni anno vengono messe a concorso 50 borse di studio del valore di 500 euro ciascuna destinate agli studenti universitari che conseguiranno la Laurea o la Laurea Magistrale/Specialistica nell’anno solare, in questo caso il 2018, con esclusione degli studenti in possesso di una precedente laurea di pari livello o livello superiore rispetto a quella per cui si richiede la partecipazione; al 31 dicembre 2018 coloro che hanno conseguito la Laurea di primo livello non devono aver compiuto 28 anni e 31 anni coloro che hanno conseguito la Laurea Magistrale/Specialistica.

Possono beneficiare della borsa di studio esclusivamente gli studenti iscritti, entro il 31 dicembre 2018, ad una delle Avis Comunali esistenti in Sardegna e che abbiano effettuato almeno una donazione di sangue negli anni solari 2016-2017-2018.

Per maggiori dettagli: http://www.avisardegna.it/borse-di-studio-per-laureandi-anno-2018/

COSA SIGNIFICA DONARE?

  • Donare il sangue è un gesto concreto di solidarietà. Significa letteralmente donare una parte di sè e del propria energia vitale a qualcuno che sta soffrendo, qualcuno che ne ha un reale ed urgente bisogno, significa preoccuparsi ed agire per il bene della comunità e per la salvaguardia della vita.

  • Donare il sangue è innanzitutto un dovere civico, la disponibilità di sangue è infatti un patrimonio collettivo a cui ognuno di noi può attingere in caso di necessità e in ogni momento.

  • Una riserva di sangue che soddisfi il fabbisogno della nostra comunità è quindi una garanzia per la salute di tutti, donne, uomini, giovani, vecchi, bambini, compresi noi stessi e le persone che ci sono più care.

PERCHÈ DONARE SANGUE È NECESSARIO?

  • Il sangue e gli emocomponenti sono un’esigenza quotidiana che diventa tragica ogni volta che il sangue manca, non solo in caso eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti, ma anche e soprattutto nella gestione ordinaria dell’attività sanitaria: nell’esecuzione di trapianti e di vari interventi chirurgici, nei servizi di primo soccorso, nelle terapie oncologiche contro tumori e leucemie, nella combinazione dei farmaci plasmaderivati, chiamati non a caso anche farmaci salvavita, utilizzati per contrastare patologie importanti quali anemie croniche, emofilia, malattie del fegato, deficit immunologici o nella profilassi di infezioni come il tetano e l’epatite B.

  • Il sangue e i suoi componenti sono quindi presidi terapeutici indispensabili per la vita e purtroppo non sono riproducibili in laboratorio. Ciò significa che non esistono ad oggi alternative possibili alla donazione e se vogliamo una Sanità capace di prendersi cura di noi, non possiamo far appello solo sulla scienza e sulla medicina ma dobbiamo dare il nostro contributo.