Oltre le spiagge della Gallura: la scommessa vinta di Aggius e del Silent Sardinia Festival per rilanciare i paesi dell’interno

Teatro gestuale, riciclo e Silent Disco conquistano il “borgo”: l’offerta turistica alternativa dimostra che l’entroterra sardo ha il potere di attrarre e stupire

AGGIUS – Se il modello turistico tradizionale continua a spingere verso la costa, la Gallura interna risponde rivendicando uno spazio d’eccellenza. È questo il messaggio chiaro emerso dalla tappa di Aggius del Silent Sardinia Festival, andata in scena (il 4 agosto) tra le vie di un affollato centro storico.

Inserita nel calendario dei “Martedì nel borgo” promossi dalla Proloco di Aggius, la serata ha registrato un’affluenza importante, confermando la riuscita dell’alleanza tra tutela del territorio, innovazione artistica e intrattenimento sostenibile.

Bambini e adulti si sono immersi nel pieno divertimento pedagogico di “Micro”, il teatro gestuale di Susi Danesin. Senza fare ricorso alla parola, la performance ha ribaltato il punto di vista dell’osservatore guidandolo dentro il microcosmo degli insetti. Attrice, mimo e autrice di straordinaria competenza, Danesin ha interpretato ora la parte di una mosca, ora un’ape, poi la coccinella, il bruco che diventa magicamente bozzolo e quindi farfalla, coinvolgendo grandi e piccoli tra sorrisi e applausi. L’isolamento acustico garantito dalle cuffie wireless ha permesso agli spettatori di percepire ogni sfumatura dei suoni, nel totale silenzio esterno.

L’avvio di serata ha messo al centro le famiglie e il tema dell’educazione ecologica. Nel laboratorio di manualità incentrato sul riciclo dei tessuti, genitori e figli sono stati guidati da Julie Messina e Sonia Marianni nella ricostruzione fantasiosa delle forme della natura, trasformando la materia di scarto in magnifici insetti con cui giocare. Un’occasione imperdibile di apprendimento condiviso.

Aggius ha chiuso il centro al traffico, trasformando le sue strade in un palcoscenico a cielo aperto privo di effetto acustico, nell’ormai celebre formula “a impatto zero”. Dalle 21.30 il richiamo della Silent Disco ha acceso la notte con i consueti bagliori cromatici delle cuffie luminose. Ancora impatto zero per tre frequenze audio che hanno fatto ballare persone di ogni età, in una festa collettiva nel totale rispetto per la quiete del paese.

L’iniziativa ha mostrato sul campo come la proposta culturale possa trasformarsi in un formidabile vettore di attrazione verso l’entroterra, capace di convincere a scoprire una Sardegna autentica, viva e propositiva.

Il prossimo appuntamento con il Silent Sardinia Festival è per il 6 agosto, alle 21.30 in Piazza della libertà a Santa Teresa di Gallura, con la prima nazionale lo spettacolo “BU!” di Susi Danesin, un viaggio poetico inserito nel ciclo Silent Tales – Fiabe Ecologiche, di Susi Danesin, Gaetano Ruocco Guadagno & Marco Gnaccolini, che cerca di indagare la paura del buio. L’evento andrà in replica l’8 agosto sempre a Santa Teresa.

Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




Il Silent Sardinia Festival fa tappa ad Aggius

Il 4 agosto una serata per tutte le età fruibile in cuffia: dal laboratorio di riciclo creativo allo spettacolo teatrale per bambini “Micro” e la Silent Disco Night fino a notte fonda

AGGIUS (SS) – Non solo le grandi mete turistiche della costa. In Sardegna c’è tanto altro e il Silent Sardinia Festival sceglie il cuore della Gallura per la prossima tappa del suo circuito di divertimento a “impatto ambientale zero”. Stavolta si va ad Aggius, dove martedì 4 agosto, dalle 18.30, la via principale diventerà il palcoscenico a cielo aperto di una serata che unisce arte del riciclo, teatro performativo e musica da ballare. L’esperienza immersiva delle cuffie wireless, simbolo del festival, è capace di far convivere divertimento, spettacolarità e rispetto della quiete e del silenzio del paese.

La serata prende il via alle 18.30 con il Creative Recycling Lab per bambini dai tre anni in su, a cura di Julie Messina & Sonia Marianni, un laboratorio creativo dedicato al riciclo e alla manualità per stimolare l’immaginazione dei più piccoli e delle loro famiglie, trasformando i materiali di scarto in bellezza.

Alle 19.30 si darà spazio al teatro con l’atteso spettacolo “Micro – Una Giornata tra gli Insetti”, scritto e interpretato da Susi Danesin. Prodotto da Zebra Ets in associazione con Roerso Mondo per il Silent Sardinia Festival (con il contributo di Fondazione di Sardegna e MIC), il lavoro offre una narrazione visuale che unisce mimo, interazione e visual comedy. Grazie all’ascolto amplificato in cuffia, gli spettatori (da quattro anni in su) saranno guidati in una magica metamorfosi nel mondo in miniatura degli insetti, riscoprendo i suoni della natura contro il caos del mondo moderno. Le musiche originali e la drammaturgia sonora sono coordinate da Michele Moi (direttore artistico del festival) con l’apporto di Fabio Fochesato, Michael Fiorin, Sergio Bolognesi ed Enrico Silvestri. I costumi sono firmati da Sonia Marianni.

Dalle 21.30 fino a tarda notte la strada sarà una pista da ballo con la Silent Disco Night, per tre diversi DJ set a cura di DJ Brush, selezionabili dai partecipanti direttamente con un click sulle proprie cuffie luminose.

L’ingresso all’evento è libero e adatto a tutte le età. È consigliata la prenotazione delle cuffie per garantire la partecipazione agli eventi.

Il legame del festival con Aggius è ormai giunto al quarto anno, ed è sempre più proficuo anche grazie all’attiva collaborazione della Proloco e al sostegno dell’Amministrazione comunale. Roerso Mondo ha coinvolto anche le scuole del paese per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.

Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, ma è cosigliabile la prenotazione attraverso un SMS o un messaggio whatsapp al numero 324/6096565. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.

Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS, e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari.




A Villanova Monteleone il ‘Macrocosmo sardo’ di Salvatore Canu

Il 19 giugno a Su Palatu la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “Macrocosmo Sardo: L’Isola che non ti aspetti”

VILLANOVA MONTELEONE. Esiste un universo di forme aliene e architetture perfette, un regno invisibile e affascinante che può essere riscoperto grazie alla maestria di uno sguardo e alla macro-lente di un obiettivo. Un universo ora accessibile a tutti grazie al “Macrocosmo sardo: L’isola che non ti aspetti“, il nuovo progetto espositivo ed editoriale del fotografo Salvatore Canu, un vero e proprio strumento di indagine biologica che, attraverso una selezione accurata e potente di scatti, guida il pubblico tra le curiosità più recondite della biodiversità sarda.

La presentazione del libro (Carlo Delfino Editore) e l’inaugurazione della mostra fotografica sono in programma per venerdì 19 giugno alle 18, nelle sale di Su Palatu a Villanova Monteleone, con i saluti istituzionali del sindaco Quirico Meloni, del Rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti e del presidente della Pro Loco, Pietro Fois, seguiti dall’intervento di Maria Tiziana Nuvoli, responsabile della collezione entomologica del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari (UNISS), che offrirà una chiave di lettura scientifica alle opere esposte.

Tra le pagine del volume, così come nel percorso espositivo, la fotografia di Canu cerca di svelare l’immenso nel minuscolo: si parte dalle orchidee spontanee, straordinari gioielli di evoluzione e mimetismo, per arrivare ai più piccoli e misteriosi abitanti del regno animale.

È documentata la complessa bellezza di ragni e Opilioni, ai quali l’autore ha dedicato anni di rigorosi studi tassonomici, includendo specie che suscitano timore, come il ragno violino e la vedova nera mediterranea.

Lo sguardo cattura la precisione geometrica di libellule e damigelle, la solennità della Mantide religiosa e dell’Iris oratoria, la laboriosità di api come la Colletes daviesanus, fino all’eleganza di farfalle, ditteri e della piccola coccinella Henosepilachna argus. Ogni scatto è un frammento di vita colto nel suo divenire, un omaggio alla resilienza della Sardegna e un monito sulla necessità di preservarla.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 agosto, il sabato e la domenica dalle 18 alle 20, mentre dal lunedì al venerdì l’ingresso è possibile su appuntamento. Per chi desidera un’esperienza più profonda, sono disponibili visite guidate insieme all’autore, per gruppi al massimo di quindici persone, prenotabili contattando il numero 3489954535 o via email all’indirizzo [email protected].

L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Villanova, rientra nel calendario di “RigenerazioneX“ a cura dell’Associazione culturale Anemone; la mostra è inserita nel programma di Chenamos in Carrela” 2026 e fa parte del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari. La manifestazione è inoltre realizzata con il patrocinio e il contributo di un’ampia rete di partner istituzionali e culturali: Unione europea (NextGenerationEU), Ministero della Cultura, Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Agraria e Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).




IL LAGO DI POGGIO DEI PINI TORNA ALLA COMUNITA’ DOPO GLI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA

Sicurezza idraulica per le popolazioni e per il territorio grazie a una aumentata capacità che permette di ospitare il passaggio di notevoli quantità d’acqua. La nuova diga di Poggio dei Pini, tanto attesa dalla comunità, è stata collaudata il 14 maggio scorso e inaugurata oggi 22 maggio dal Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale rappresentato da Efisio Perra, presidente del Consorzio, alla presenza dell’assessore all’agricoltura Francesco Agus, di Stefano Secci, dell’ufficio di gabinetto dell’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione, di Andrea Mandras, direttore area tecnico ambientale del Consorzio, del sindaco di Capoterra Beniamino Garau, di Gianmarco Tavolacci, presidente della Cooperativa poggio dei Pini, del presidente di Anbi Sardegna Gavino Zirattu.

Un evento che si inserisce  all’interno della Settimana nazionale della Bonifica e della Irrigazione della Associazione Nazionale della Bonifica Italiana che quest’anno la celebra sotto lo slogan “L’acqua coltiva la pace”. “Un tema che si lega perfettamente con l’opera idraulica che abbiamo inaugurato oggi – commenta Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica -, perché la tranquillità della comunità viene in questo caso da un’opera importantissima per la gestione dell’acqua. Un’opera che è stata ripensata in funzione di un rischio idrogeologico di cui ora siamo molto più consapevoli”. 

Il piccolo bacino è un punto di riferimento per Poggio dei Pini, e la sua messa in sicurezza e la restituzione alla comunità non rappresentano solamente la conclusione di un mero adeguamento strutturale agli standard di sicurezza, ma una vera e propria risposta alla popolazione segnata dai tragici eventi del 2008.

“I lavori di messa in sicurezza sono stati pensati nel pieno rispetto di un contesto ambientale unico, e di equilibrio visivo – spiega ancora Perra -, per questo i ringraziamenti ai nostri uffici che hanno supervisionato il progetto, sono doverosi, perché la comunità potrà beneficiare di uno spazio nuovo e bello”. A caratterizzare  l’opera lo sfioratore superficiale a becco d’anatra dal lago principale con un sistema che permette il controllo dei sistemi di scarico. “Ma non solo – spiega Andrea Mandras -. E’ stato allargato anche il canale fugatore, ossia il canale che convoglia e allontana rapidamente grandi quantità di acqua. Importante anche la mitigazione ambientale delle sponde per prevenirne tra le altre cose l’erosione. È stata abbassata la piccola diga a valle, e realizzato un manufatto di interconnessione da cui sarà resa disponibile la risorsa. Infine è stata realizzata la casa di guardia dello sbarramento, dalla quale sarà possibile monitorare sempre lo stato della diga con i più avanzati strumenti tecnologici”.

Cronistoria. Dopo il tragici eventi conseguenza dell’alluvione del 2008, che ha interessato il sistema idraulico di Poggio dei Pini, con la tracimazione della diga in terra, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale su richiesta della Regione Sardegna si rese disponibile a subentrare alla Società Cooperativa Poggio dei Pini nella proprietà e gestione delle infrastrutture idrauliche, diventando proprietario e gestore degli sbarramenti. 

Nel 2013 ci fu l’individuazione del Consorzio da parte del Commissario Straordinario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Sardegna come ente che avrebbe dovuto progettare ed eseguire l’intervento, finanziato con fondi dell’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Autonoma della Sardegna ed assegnati successivamente al CBSM. 

Del 2014 è il progetto preliminare delle opere e l’avvio della procedura di appalto integrato complesso conclusasi solo nel 2018, dopo un lungo iter amministrativo caratterizzato da numerosi ricorsi, con l’aggiudicazione definitiva della progettazione ed esecuzione da parte dell’impresa RTI “Conscoop Spa – Frida costruzioni srl”. Infine l’approvazione da parte degli uffici regionali del progetto esecutivo nei primi mesi del 2023 dà l’avvio ai lavori a distanza di quasi 15 anni dall’evento che li ha resi necessari.

La somma assegnata di oltre 5 milioni di euro di euro però, per via dell’aumento dei prezzi, non era più sufficiente a coprire i costi, così grazie allo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro da parte dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici si permette finalmente l’avvio dei lavori che vengono realizzati e conclusi in tempi brevi.




A Monteleone Rocca Doria si inaugura “Nùrcara – Sentieri del Villanova”

Trentuno chilometri di sentieri tra storia, tradizioni e natura. Sabato 16 maggio il taglio del nastro del progetto che unisce cinque comuni in una rete escursionistica d’eccellenza: un nuovo modello di turismo lento per il rilancio delle aree interne

MONTELEONE ROCCA DORIA – Trentuno chilometri di percorsi rurali riconvertiti in una rete escursionistica d’eccellenza per un nuovo modello di sviluppo territoriale sostenibile. Si chiama “Nùrcara – Sentieri del Villanova” il progetto di riqualificazione degli antichi assi viari promosso e finanziato dall’Unione dei Comuni, mediante la creazione di una rete di sentieri, che verrà inaugurato ufficialmente sabato 16 maggio dalle 10.30, nel Centro Ristoro Roccadò di Monteleone Rocca Doria.

L’evento segna la nascita di un’importante rete sentieristica, che ingloba cinque itinerari pensati per il trekking e il cicloturismo collegando i territori di Mara, Padria, Romana, Monteleone Rocca Doria e Villanova Monteleone: un viaggio immersivo tra storia, archeologia, fede e natura selvaggia, tra panoramici mozzafiato dedicati all’osservazione dell’aquila reale e del grifone.

L’obbiettivo del progetto consiste nello sviluppo di itinerari di media percorrenza su territori comunali, fruibili in sicurezza, che si colleghino ai percorsi già individuati da Forestas per favorire la creazione di una vasta rete di percorsi a fruizione lenta nell’area dell’Unione dei Comuni del Villanova.

L’appuntamento inaugurale accoglierà un parterre d’eccezione tra personalità di alto profilo tecnico e istituzionale, a testimoniare l’importanza strategica del progetto per l’intera regione. Tra i presenti, a fare da apripista Giovannina Fresi, sindaca di Monteleone Rocca Doria e presidente dell’Unione dei Comuni del Villanova, i sindaci Quirico Meloni, Alessandro Mura, Lucia Catte, Paolo Chessa e i vice-sindaci e gli assessori delle comunità coinvolte, che sono stati il vero motore dell’iniziativa.

L’incontro approfondirà il tema del turismo sostenibile come leva per la valorizzazione delle zone interne della Sardegna. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Lucia Cossu, interverranno Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo; Rosanna Laconi, assessore regionale all’Ambiente; Mauro Rotelli, deputato e presidente Commissione Ambiente della Camera; Giuseppe Mascia sindaco della Città Metropolitana di Sassari; Alessio Saba coordinatore Rete escursionistica della Regione Sardegna; Vincenzo Ligios, presidente Distretto Rurale del Villanova.

A dare il proprio contributo saranno inoltre gli esperti Stefania Fancellu, responsabile del Complesso parchi – Agenzia Forestas; il geografo Matteo Cara, l’architetta Federica Rubattu, la guida escursionistica Corrado Conca e il direttore generale del Distretto Rurale del Villanova, Gianfranco Sanna.

La mattinata prenderà il via con la proiezione del video emozionale “Nurcara, sentieri che raccontano una storia”, realizzato dall’agenzia Redfish Adv di Sassari, che ha curato tutta la comunicazione del progetto. A fine mattinata, dopo un breve momento conviviale, l’esperienza diventerà reale: gli ospiti saranno accompagnati da Corrado Conca e Matteo Cara in una visita guidata lungo il circuito ad anello che abbraccia il borgo di Monteleone, regalando scorci mozzafiato sul lago del Temo.

«Nùrcara rappresenta la volontà di trasformare il patrimonio storico e ambientale in una risorsa viva – spiegano i promotori –. Non si tratta soltanto di una rete di percorsi fine a se stessa, ma di un ponte rigenerato tra passato e futuro, di un racconto corale del territorio che permette di scoprire siti di inestimabile valore con un occhio di riguardo per l’ambiente».

Gli itinerari Nùrcara, consultabili sul sito www.sardegnasentieri.it,si candidano così a diventare una destinazione d’eccellenza per chi cerca un contatto autentico con la Sardegna più profonda, unendo in un unico cammino la bellezza dei paesaggi tra storia, tradizioni e natura.




A Monte Minerva due giornate tra olio e vino, agnello e pane rituale: un messaggio di pace che unisce gastronomia e culture

Sabato e domenica il secondo e terzo atto delle “Giornate del Cibo” di Chenamos in carrela organizzate dalla Pro Loco di Villanova Monteleone

Villanova Monteleone – Olio, vino, agnello, lievito madre e pane rituale per un fine settimana imperdibile al Ceas di Monte Minerva: il 16 e 17 maggio arrivano il secondo e il terzo atto delle “Giornate del cibo” di Chenamos in Carrela. Due nuovi appuntamenti promossi dalla Pro Loco di Villanova Monteleone in cui il cibo diventa uno strumento per costruire ponti, contrapponendo la bellezza della condivisione alla violenza cieca delle guerre. Il percorso a cura di Tommaso Sussarello stavolta porta il cuore dell’identità pastorale sarda a incontrarsi con le raffinate suggestioni della cucina orientale, offrendo una riflessione profonda che unisce gastronomia e culture.

Sabato 16 maggio, a partire dalle 10, il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” sarà condotto dallo chef Fabio Zago, dall’imprenditore locale Antioco Marras e da Sussarello. I tre esploreranno l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone ’Errile”, l’agnello ormai maturo, svezzato a erba, che regala carni e sapori profondamente diversi dall’agnellino da latte, recuperando un’antica tradizione sarda del consumo primaverile. Traendo ispirazione dalla cucina persiana e indiana, ma con radici saldamente piantate nel territorio, il piatto simbolo sarà una rivisitazione del Biryani, sostituendo il riso con “Succu”, la pastina tipica del Logudoro. Il pranzo a tema sarà riservato agli invitati.

Sempre in mattinata sono in programma laboratori per bambini con il CEAS, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, l’attenzione si sposta sull’analisi sensoriale. Si parte con poesia e musica grazie alla performance “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, col suo elogio dell’olio d’oliva renderà omaggio al pregiato prodotto del territorio. Si prosegue con i laboratori guidati di Luciana Putzolu per imparare a riconoscere l’olio di qualità in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna. “Dal vigneto al calice” sarà invece il laboratorio di degustazione sul vino con la Cantina Santa Maria La Palma guidati da Loredana Marchi. Dopo le visite guidate “Alla scoperta di Minerva”, al Rosetto antico e alle vicine Domus de Janas, la serata si concluderà con l’apericena nel Giardino della biodiversità e con la musica da ballo del noto fisarmonicista Antonio Tanca.

Domenica il focus si sposterà sull’arte della panificazione tra lievito madre e pane rituale. Alle 10 Antonio Farris, presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, condurrà i partecipanti nel viaggio “Dal grano al pane” e tra i segreti della fermentazione naturale. Le maestre della Pro Loco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore, sveleranno i segreti della decorazione del pane, un’arte antica che presuppone precisione e pazienza. Sono in calendario laboratori con il CEAS e le degustazioni a tema “Non solo Pane” con lo chef Zago. Alle 15.30 Antonio Farris condurrà i presenti nel nuovo percorso esperienziale “Dall’impasto alla cottura del pane nel forno a legna”. Il calendario è impreziosito da degustazioni, visite guidate “Alla scoperta di Minerva” e dal brindisi di chiusura.

La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari. I posti disponibili per le degustazioni e i laboratori del pane sono a numero limitato ed è necessaria la prenotazione.

Chi volesse mangiare può prenotare presso la Locanda Minerva o consumare il pasto in autonomia nelle Aree Picnic appositamente attrezzate. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’indirizzo [email protected] o il numero 338 277 5286.




Cronaca di una Trasformazione: Alghero Inaugura l’Impianto per il Trattamento della Posidonia

L’inaugurazione dell’impianto per il trattamento della Posidonia ad Alghero non rappresenta soltanto un traguardo tecnico, ma segna un cambio di paradigma nella gestione del capitale naturale sardo. Per decenni, la biomassa spiaggiata è stata trattata come un’emergenza da occultare, un “rifiuto” che pesava sulle casse comunali e sul decoro urbano. Oggi, quel paradigma viene ufficialmente scardinato: l’evento odierno sancisce il passaggio da una logica di smaltimento a una di asset management industriale.

Come sottolineato dalla Direzione del CIPS (Consorzio Industriale Provinciale di Sassari), l’impianto non è un semplice sito di stoccaggio, ma un nuovo asset patrimoniale inserito nel solco dell’economia circolare. La Posidonia passa da criticità irrisolta a “materia prima seconda”, una risorsa capace di generare valore economico e ambientale. Questo traguardo è il risultato di una visione strategica che ha saputo trasformare un limite geografico in un vantaggio competitivo, stabilendo un modello di gestione dei sedimenti che punta direttamente al de-risking ambientale del litorale.

2. L’Architettura del Progetto: Fondi PNRR e Continuità Amministrativa

La realizzazione di questa infrastruttura è l’esito di un complesso “labirinto amministrativo” superato grazie a una rara ed efficace continuità politica. Non si tratta di un’opera estemporanea, ma di un progetto che affonda le radici in una programmazione decennale, capace di resistere ai cambi di legislatura.

Il percorso realizzativo si fonda su tre pilastri fondamentali:

  • Il Precedente Storico (2017): Il seme del progetto risale al 2017, con l’esperimento della vagliatura a secco presso il molo di sottoflutto. Quella “proof of concept”, che permise la creazione di una nuova spiaggia, dimostrò tecnicamente che il recupero era possibile, ponendo fine all’era dei costosi e inefficienti trasporti verso i siti di Quartu Sant’Elena.
  • L’Effetto PNRR: L’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato il catalizzatore finanziario. La complessità dell’iter di aggiudicazione ha richiesto una progettazione di alto profilo tecnico da parte del CIPS, dimostrando la capacità del territorio di intercettare e mettere a terra investimenti strutturali.
  • Sinergia Istituzionale: L’Assessore Selva ha giustamente lodato la “continuità amministrativa”. Il passaggio di testimone tra la vecchia e la nuova giunta non ha subito rallentamenti ideologici, privilegiando l’interesse collettivo e la risoluzione definitiva del problema.

3. Impatto Ambientale e Decoro Urbano: Il Bilancio Sedimentario e il Recupero dell’Oro Bianco

Il cuore tecnologico dell’impianto risiede nella sua capacità di separare la Posidonia dalla sabbia, restituendo a quest’ultima il suo ruolo naturale di difesa della costa. Il recupero dell’”oro bianco” è essenziale per contrastare l’erosione e preservare l’attrattività internazionale di Alghero.

Situazione Precedente Benefici Futuri e Obiettivi Strategici
Logistica insostenibile: Trasferimento coatto dei materiali a Quartu Sant’Elena con elevati costi energetici e ambientali. Filiera a KM 0: Trattamento localizzato presso il CIPS, riduzione drastica delle emissioni e abbattimento dei costi di trasporto.
Degrado Urbano: Accumuli storici e maleodoranti nei siti critici di Fertilia, Cugutto e San Giovanni. Ripristino del Decoro: Liberazione definitiva dei siti di stoccaggio e restituzione degli spazi alla cittadinanza.
Erosione Costiera: Perdita sistematica di metri cubi di sabbia “intrappolata” nella biomassa e rimossa dalle spiagge. Equilibrio Sedimentario: Recupero meccanico della sabbia e sua reimmissione sui litorali per il ripascimento naturale.
Immagine Critica: Percezione di una città soffocata dai propri scarti naturali. “Città Ritrovata”: Rilancio del brand Alghero come destinazione turistica ecosostenibile e d’avanguardia.

4. Prospettive Future: Verso una Filiera Industriale della Posidonia

L’avvio odierno non è un punto di arrivo, ma l’inaugurazione di una nuova stagione industriale. Il CIPS si prepara a gestire l’impianto con una logica di scalabilità operativa, guardando oltre la semplice pulizia degli arenili.

  • Evoluzione Occupazionale: La fase di start-up prevede l’impiego di 3-5 operai specializzati. Tuttavia, l’assetto è progettato per essere implementato e “tarato” nei prossimi mesi, con una crescita della forza lavoro proporzionale all’entrata a regime del sistema.
  • Messa a Riserva e Continuità: Nei prossimi mesi sarà completata la struttura di “messa a riserva”. Questo passaggio tecnico è cruciale: permetterà di stoccare la materia prima per trattarla durante tutto l’anno, trasformando un’attività stagionale in un processo industriale continuo.
  • Oltre il Trattamento: L’Assessore ha accennato ad “altri mondi”. Il riferimento è alla creazione di una filiera corta dove la Posidonia trattata diventi input per nuove applicazioni (bio-edilizia, agricoltura, packaging), stimolando la nascita di start-up e impianti satellitari.

5. Alghero come “Caso Particolare” e Modello Nazionale

Alghero si conferma oggi un laboratorio di innovazione territoriale. Tuttavia, la gestione di volumi così imponenti di Posidonia rende la città un “caso particolare”, come definito dal Sindaco. Per questo motivo, il successo di questo impianto non può prescindere da un sostegno strutturale e costante da parte della Regione Sardegna e del Ministero dell’Ambiente.

L’inaugurazione odierna restituisce l’immagine di una “città ritrovata”, capace di guardare al futuro con pragmatismo industriale senza rinunciare alla tutela del proprio patrimonio biologico. È un modello virtuoso di come la tecnica, quando supportata da una politica lungimirante, possa trasformare un onere in un volano di sviluppo.




La Sardegna a Villanova riscopre il tesoro delle erbe selvatiche

Successo al Nuraghe Appiu per il primo appuntamento delle “Giornate del cibo” promosse dalla Proloco di Villanova Monteleone: il connubio tra i percorsi botanici e gli itinerari archeologici diventa risorsa per il territorio

VILLANOVA MONTELEONE – Con 2500 specie di piante native, la Sardegna ha un tesoro naturale che per millenni ha fornito alimentazione, tessuti, coloranti, medicine, materiali per realizzare manufatti. Ed è proprio alle “Erbe spontanee”, quelle edibili e quelle non commestibili ma utilissime, che a Villanova Monteleone è stato dedicato il primo appuntamento delle “Giornate del cibo”, in un contesto storico e ambientale di pregio come quello del Nuraghe Appiu.

Dopo il saluto del presidente della Proloco, Pietro Fois e l’intervento introduttivo del comunicatore enogastronomico Tommaso Sussarello, il gruppo di appassionati arrivato da tutto l’hinterland ha preso parte a un’immersione nella natura, tra panorami mozzafiato e pregevoli testimonianze archeologiche. La visita guidata condotta dall’archeologa Alessandra Succu è stata alternata dall’intervento magistrale di Emanuele Farris, docente dell’Università di Sassari e presidente della sezione sarda della Società Botanica Italiana.

«Dopo gli anni ‘50 e ‘60 – ha spiegato Farris – si è avuta una fortissima erosione delle antiche usanze, quindi anche la perdita delle conoscenze nell’utilizzo delle piante. Il riavvicinamento degli ultimi anni significa riscoprire le radici, ma può aprire anche a interessanti prospettive di tipo imprenditoriale».

La mattinata è proseguita con il laboratorio del giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, esperto di erbe officinali. Sono ventotto quelle presentate sul tavolo, tra le quali “su fìlighe”, “sa feruledda”, che hanno mille usi di cui si è persa conoscenza. Servivano per pulire i forni del pane o per filtrare il latte dopo la mungitura. E ancora “sa lua”, utilizzata per cacciare le anguille quando ancora nuotavano nei fiumi della Sardegna. «Quello delle erbe è un patrimonio che l’isola ha sempre utilizzato e oggi stiamo perdendo – ha detto Fancello – e un’occasione come questa vuol dire rivalutarle, riscoprirle, perché la natura ci offre tutto ciò che ci serve, la natura ci aiuta».

Dalle erbe e i pascoli del territorio alla produzione delle eccellenze casearie il passo è breve. L’evento è proseguito con la preparazione dal vivo di formaggio e di ricotta, dalle mani dei componenti della proloco, per concludersi con lo show cooking dello chef Fabio Zago, che ha sperimentato alcuni abbinamenti di erbe selvatiche, formaggi e ricotte: «Abbiamo preparato una crema di pecorino fresco, poi cotto le nostre erbe con aglio, olio, peperoncino e sale, scelto biete, finocchietto e “appara” (un tipo di aglio selvatico), e abbiamo farcito un pane creando una sorta di “supa” tipica della cucina sarda».

«Quella di collegare i percorsi botanici ed enogastronomici con gli itinerari archeologici di Villanova Monteleone è stata una felice intuizione – ha affermato il sindaco Quirico Meloni –. Penso che il successo della manifestazione, al quale ha contribuito l’impegno fondamentale della Proloco, sia un buon viatico per organizzare nuove giornate importanti ed efficaci come questa».

L’appuntamento, inserito all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




INAUGURATO DOPO 40 ANNI L’IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DI UTA NORD

Una inaugurazione che ha atteso ben 40 anni quella dell’impianto di sollevamento di Uta Nord con la conseguente riattivazione del comprensorio irriguo ad esso collegato. Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale stamane ha tagliato il nastro di un’opera della quale, dopo averne ottenuto l’affidamento nel 2020 da parte della Regione, ha curato il suo ripristino e messa in funzione, salvandola dall’abbandono in cui era caduta. Ora quell’opera è pronta finalmente a servire un territorio a forte vocazione agricola che conta 1700 ettari nel distretto di Uta Nord e, che in questi anni sta salvando le stagioni irrigue nel distretto del Cixerri (6000 ettari attrezzati).
Presenti all’inaugurazione, insieme al presidente di Bonifica della Sardegna Meridionale Efisio Perra, l’assessore Regionale all’Agricoltura Francesco Agus, il consulente dell assessore ai lavori pubblici Stefano Secci, il presidente dell’Anbi Sardegna, Gavino Zirattu, i sindaci di Uta, Giacomo Porcu, e Villaspeciosa, Gianluca Melis e i tecnici che hanno illustrato storia, lavori e potenzialità dell’impianto. Presenti anche diversi sindaci e assessori del territorio, consiglieri regionali e le associazioni di categoria.
“Una risposta dovuta al territorio, attesa da tempo, che permette la messa in opera di un progetto di infrastrutturazione agricola ed economica fondamentale per la competitività delle aziende – commenta Efisio Perra, presidente del Consorzio – per il Consorzio sempre a stretto contatto con la comunità territoriale, essendo la nostra base consortile proprio composta da agricoltori, era fondamentale e primario raggiungere l’obiettivo.
Nel ringraziare la regione che ha finanziato l intervento preme evidenziare il rispetto dei tempi nel realizzare le opere. Dobbiamo ridare speranza e fiducia per una ripresa economica e sociale dei territori che veda l’agricoltura all centro delle politiche di sviluppo. Ora ci aspettano altri importanti progetti, come quello che vede al centro la riconversione dell’ approvvigionamento idrico nell’agro di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa. Anche lì, come per Uta, si tratta di interventi attesi da tempo a cui stiamo lavorando come consorzio”.

Cronistoria. Verso la fine degli anni ’70 è stato predisposto il progetto per l’infrastrutturazione del complesso irriguo di Uta dall’Ente Autonomo del Flumendosa. Contestualmente furono appaltati i lavori per la realizzazione dello sbarramento sul Rio Cixerri a Genna Is Abis, necessari per fornire di risorsa idrica l’impianto irriguo in costruzione. Ma i tempi di realizzazione delle due opere non coincisero, e a causa dell’intervallo di tempo intercorso tra l’infrastrutturazione del territorio e la realizzazione della diga, una parte delle opere realizzate, in particolare l’impianto di sollevamento di Uta Nord, è stata oggetto di una serie di atti vandalici che ne hanno compromesso la funzionalità impedendo, una volta resa disponibile la risorsa, la messa in servizio dell’opera. Il comprensorio irriguo non è mai entrato in funzione.
La svolta nel 2020, quando la Regione Sardegna decide con Decreto del Presidente della Regione di assegnare il comprensorio di Uta Nord al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale (che dal primo gennaio 2018 aveva incorporato anche i Consorzi di bonifica del Cixerri e del Basso Sulcis). A ottobre del 2022 l’assegnazione, sempre da parte della Regione di 2 milioni di euro necessari per l’esecuzione dei lavori di «Realizzazione opere idrauliche ed elettromeccaniche a servizio dell’impianto di sollevamento di Uta Nord» che permetteranno l’avvio dell’impianto nell’aprile 2024. Da allora, nel 2024 e 2025, oltre 7 milioni di metri cubi d’acqua sono stati erogati a servizio del comparto di Uta (circa 50 ettari) ma soprattutto verso il distretto irriguo dell’ex comprensorio del Cixerri (attraverso la condotta di collegamento verso le miniere di Iglesias) garantendo il servizio irriguo ad oltre 700 ettari per oltre 1000 utenti.

ufficio stampa cbsm
Michela Columbu




Nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica dei comuni del Villanova

Cinque percorsi a vocazione turistica e cicloturistica per oltre trentuno chilometri di itinerari che collegano paesi, monumenti e siti archeologici

UNIONE COMUNI DEL VILLANOVA – Antichi assi viari e vecchie mulattiere abbandonate riprendono vita in cinque percorsi dedicati al trekking e al cicloturismo. Nell’Unione dei Comuni del Villanova nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica che fin da subito renderà disponibili oltre trentuno chilometri di itinerari di media percorrenza, collegando contesti tematici di altissimo valore ambientale, naturalistico, religioso, storico e archeologico. Senza trascurare il pregio panoramico dei sentieri del grifone e dell’aquila reale.

Nonostante il processo di spopolamento sia in costante aumento, le potenzialità di sviluppo del territorio hanno permesso di delineare un Piano di sviluppo strategico intercomunale, con la creazione di un sistema di accoglienza turistica sostenibile che, attraverso la realizzazione di una rete sentieristica-escursionistica, possa raccontare e promuovere il territorio e le sue importanti risorse tematiche. 

«La rete sentieristica mira a diventare un importante attrattore, non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale nell’ambito della domanda del turismo lento escursionistico – ha affermato la presidente dell’Unione, Giovannina Fresi –. L’inserimento dei nostri sentieri nella RES promossa dalla Regione sarà certamente un volano per l’internazionalità del progetto e, in questo senso, è stata avviata un’importante collaborazione con l’agenzia Forestas e il CAI».

Il progetto, realizzato con l’ausilio dell’esperto Matteo Cara e pianificato dall’architetto Federica Rubattu, è stato approvato dai sindaci Quirico Meloni, Paolo Chessa, Alessandro Mura, Lucia Catte e dalla stessa Giovannina Fresi.

I nuovi percorsi, individuati all’interno dei territori comunali di Villanova Monteleone, Mara, Padria, Romana e Monteleone Rocca Doria, saranno collegati a quelli diForestas e del CAI e saranno censiti nell’apposito catasto della Regione Sardegna, perfettamente attrezzati per consentire la fruizione escursionistica e turistica delle aree verdi che mettono in comunicazione paesi, monumenti e siti archeologici. Gli interventi prevedono la manutenzione, il taglio della vegetazione invadente, il ripristino di muretti a secco e di staccionate, la posa in opera di segnaletica a bande orizzontali bianco-rosse e cartelli dedicati.

Il primo percorso parte da Villanova Monteleone e si estende per sedici chilometri inoltrandosi nelle strade vicinali, collegando l’abitato al sito archeologico di Nuraghe Appiu e alla vicina SP19, e proseguendo in direzione di Monte Minerva fino a congiungersi con una tratta RES fino alla Locanda Minerva e ai siti storici e archeologici della zona.

Il secondo percorso, poco più di sette chilometri, si sviluppa nel territorio di Padria e collega il centro abitato con il nuraghe e con l’insediamento medioevale di San Saturnino, nella cui zona esisteva anche il villaggio scomparso di Musidanu, per poi proseguire fino alla SP1.

Il terzo itinerario ha un’estensione di quasi cinque chilometri di strade rurali, che collegano l’abitato di Mara con la chiesa di Nostra Signora di Bonu Ighinu, passando a breve distanza dal Castello di Bonvehi, fino al santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu.

Il quarto sentiero si estende per tre chilometri e mezzo dai piedi di Monteleone Rocca Doria, transitando nei pressi dell’antico lavatoio e compiendo il periplo ai piedi della rocca, permette di visitare le scenografiche cave di tufo abbandonate e riqualificate, collegandosi alle pareti predisposte per l’arrampicata, dove è presente la famosa “Ferrata della Regina”.

Un quinto intervento riguarda l’antico sentiero che collega Monteleone a Romana attraverso le vallate del Temo, dei suoi affluenti e la tomba neolitica di Monte Airadu, e sarà presto fruibile interamente.