Forestas, la verità dello SNAF sui trent’anni di precariato

CAGLIARI. Il Sindacato Nazionale Autonomo Forestali esprime la propria versione sulla vicenda che ha visto nei giorni scorsi l’esclusione di un gruppo di operai ex trimestrali dalle stabilizzazioni. «La recente sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso  depositato da un gruppo di operai ex trimestrali, esclusi dalle 1168 stabilizzazioni avvenute nel 2020, conferma  a pieni voti la  sentenza n.112/2019 del Tribunale di Nuoro passata in giudicato – sostengono i vertici regionali dello SNAF – in cui il Tribunale del lavoro condannava Forestas al risarcimento del danno da precariato e alla parità di trattamento contrattuale in materia di scatti di anzianità a favore degli ex operai settemestrali, patrocinati dalla nostra organizzazione sindacale».

La stessa sentenza – spiegano dalla segreteria regionale SNAF – ha impegnato l’Agenzia Forestas al risarcimento complessivo di oltre diecimila euro a ogni singolo ricorrente, sia per l’applicazione di quattro scatti di anzianità che per il danno da precariato.

«Per evitare una cascata di ricorsi, Forestas è stata costretta a stabilizzare tutti i 1168 precari. Pertanto, non si è trattato solo di impegno politico – proseguono i delegati dello SNAF – a differenza di quanto recentemente dichiarato da alcune sigle sindacali, tra l’altro nemmeno presenti nell’agenzia Forestas nel 2019. La Giunta Regionale preferì stabilizzare tutti i settemestrali onde evitare di dover liquidare spese legali pari a quelle necessarie per stabilizzarli. La sentenza della Corte di Stato ha confermato la precedente sentenza n.517/2021 del TAR Sardegna. In questi giorni, gli avvocati della nostra organizzazione sindacale depositeranno i ricorsi dei nostri iscritti e di quelli che vorranno aderire all’iniziativa per l’applicazione agli ex settemestrali degli scatti di anzianità e per il recupero degli arretrati degli ultimi cinque anni».




SASSARI-CONFARTIGIANATO SASSARI-C.STAMPA-10-02-2025-A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e d’Esperienza”.

A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e
d’Esperienza”. Da Confartigianato Sassari il riconoscimento per
l’impegno, la passione e la trasmissione di saperi e valori.

6 storici artigiani della provincia di Sassari sono stati insigniti
del premio “Maestri d’opera e d’esperienza”, riconoscimento nazionale
promosso da ANAP Confartigianato, l’Associazione degli Anziani e
Pensionati, per aver contribuito, con impegno, professionalità,
dedizione, competenza e passione, alla crescita e allo sviluppo
dell’artigianato nel Capoluogo e nella provincia, riuscendo anche a
trasmettere saperi e valori.

L’onorificenza è stata consegnata a Pasquale Casula,
autotrasportatore, Giovanni Battista Idda, maestro edile, Pietro
Ruggiu e Gavino Vacca, barbieri e parrucchieri, Costanzo Salis,
esperto di edilizia ecologica, e Sebastiano Seddaiu, edile e scultore,
dal Presidente di Confartigianato Sassari, Marco Rau, e dalla vice,
Maria Amelia Lai, in occasione degli 80 anni della costituzione
dell’Organizzazione Artigiana sassarese.

L’iniziativa, che ha richiamato oltre cento partecipanti per omaggiare
i protagonisti, è stata aperta dal discorso del rieletto Presidente di
Confartigianato Sassari che ha ripercorso la storia dell’Associazione
Artigiana che nell’arco di 80 anni si è sempre posta come riferimento
sia per le imprese che per i cittadini dell’intera provincia.

“Oggi non premiamo solo l’eccellenza nel lavoro, ma il valore di una
tradizione che si rinnova, la passione per il mestiere e la capacità
di lasciare un segno nelle comunità e nelle generazioni future – ha
affermato Marco Rau – il riconoscimento è il sigillo di una vita spesa
nell’arte del fare, nella precisione, nella fatica, nella
soddisfazione di creare con le proprie mani opere che durano nel
tempo”. “L’artigianato, da sempre, è il cuore pulsante del nostro
tessuto produttivo e culturale – ha aggiunto – dietro ogni mestiere,
ogni opera d’arte, ogni prodotto fatto con cura e dedizione, ci sono
mani esperte che tramandano conoscenze, competenze e valori”.

L’Albo, infatti, nasce con l’obiettivo di tutelare e promuovere
l’artigianato di qualità, garantendo il passaggio generazionale di
competenze fondamentali per mantenere un patrimonio economico e
culturale, avendo anche un ruolo attivo nella formazione delle nuove
generazioni, affinché il sapere artigiano non vada disperso.

“Oggi più che mai, in un mondo che corre veloce tra digitalizzazione e
produzione di massa, l’importanza della manualità, della creatività e
dell’esperienza è un valore da custodire e da trasmettere – ha
proseguito Rau – e questi nuovi Maestri rappresentano l’anello di
congiunzione tra la tradizione e l’innovazione, tra il passato e il
futuro del Made in Italy”. “È quindi nostro dovere supportare queste
eccellenze, dando loro il giusto riconoscimento e le giuste
opportunità per continuare a creare, insegnare e lasciare un segno –
ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Sassari – perché un
Maestro non è solo un custode del sapere, ma è un testimone di una
cultura che vive attraverso il fare, attraverso la qualità e
attraverso la passione”.

Poi il ringraziamento finale da tutti i delegati di Confartigianato
Sassari: “Grazie per aver trasformato il vostro lavoro in arte, aver
mantenuto vivi i saperi di un tempo e averli trasmessi alle nuove
generazioni con lo stesso amore e dedizione con cui li avete appresi.
Con l’invito a continuare lo straordinario percorso che avete compiuto
fino a oggi per essere faro di eccellenza e passione nel vostro
mestiere”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT




FIUME TEMO, AL VIA L’ARGINATURA DELLA SPONDA DESTRA. L’ASSESSORE PIU ILLUSTRA OPERA AI CITTADINI

COMUNICATO STAMPA

C agliari, 06/02/2025

L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha partecipato al consiglio comunale di Bosa, nell’aula consiliare, per illustrare e spiegare ai cittadini e alle cittadine il progetto, previsto nel centro abitato, di arginature della sponda destra del fiume Temo, nel tratto compreso fra Santu Lò e il rio Su Seggiu. “Oggi sono qui perché ritengo importante che un’opera fondamentale per la sicurezza e che impatta sulla vita dell’intera comunità debba passare per un confronto – spiega l’assessore – Sento il dovere di essere presente per spiegare che il progetto, datato 2008, non può subire interruzioni. Tengo anche a precisare che quest’opera è necessaria perché consentirà di mettere in sicurezza 3306 residenti”.

Il progetto, del valore complessivo di dieci milioni e mezzo, è stato affidato alla società di ingegneria Vams srl e attualmente è in fase di consegna dei lavori. Il cronoprogramma prevede la consegna dei lavori per il prossimo sabato 15 di febbraio, la durata del cantiere è calcolata in 540 giorni. L’ultimazione delle opere è fissata al 09/08/2026 e il collaudo è calendarizzato al 09/02/2027.

Il Consiglio convocato oggi è stato preceduto, lo scorso 24 settembre, da un incontro dell’assessore Piu con l’associazione professionale “Generazione Mare”, il comitato “Non Ti Temo” e i tecnici dell’Assessorato dei Lavori pubblici sul tema delle opere di difesa idraulica della città di Bosa, con particolare riferimento all’intervento di primo lotto di cui si è parlato anche oggi nell’aula consiliare. Nello scorso incontro il comitato ha fatto presente di essere contrario all’opera illustrandone i motivi, ma in questa fase così avanzata del progetto non è più possibile pensare di intervenire in tal senso. “Quello che però si può fare, ed è l’intento degli incontri fatti con la comunità – sottolinea Piu – è assumersi la responsabilità di fare qualcosa che andava fatto negli anni precedenti: spiegare alla popolazione l’importanza dell’opera in un confronto aperto e franco come avvenuto anche oggi. Tengo a segnalare il grande lavoro del sindaco Alfonso Marras, dei progettisti e gli uffici dell’Unita di progetto, ma anche del comitato che con la sua attività ha dato un contributo per aumentare l’attenzione sull’opera e sulle problematiche del rischio idrogeologico”.

Questo intervento fa parte di una serie di interventi a tutela della città di Bosa, tra i quali i lavori finanziati con 10 milioni da fondi Fsc per il completamento e il collaudo della diga di monte Crispino.

Il lavoro dell’Assessorato è orientato ad attivare tutte le misure e iniziative di prevenzione dal rischio idrogeologico e dare avvio alle opere che rappresentano un argine per contenere al massimo ogni possibile rischio legato alle conseguenze dei fenomeni atmosferici estremi, sempre più frequenti, per tutelare il territorio sardo.

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Ufficio Stampa Regione Sardegna




Anchusa Sardoa, grande partecipazione e collaborazione per l’evento sulla specie a rischio [nota, video e foto]

*”Non rischiare l’estinzione! Aiuta l’Anchusa Sardoa a restare a Mugoni”.
Si è svolto, giovedi mattina, l’evento che ha visto la messa a dimora delle
giovani plantule di Anchusa Sardoa, specie minacciata di estinzione la cui
totalità della popolazione mondiale risiede nel litorale di Mugoni.*

“Un bellissima giornata all’insegna della collaborazione tra vari soggetti
al fine di salvaguardare il nostro patrimonio naturalistico”, cosi il
presidente Emiliano Orrù riguardo la mattina di ieri dedicata ad una specie
di pianta erbacea a rischio estinzione. *L’Anchusa Sardoa *è un
endemismo puntiforme
della Sardegna. La totalità degli individui esistenti al mondo si trova
solo nella baia delle Ninfe all’interno del Parco di Porto Conte dove trova
il suo habitat nella porzione retrodunale della spiaggia.

Il 100% della popolazione mondiale di questa specie risiede in questo
angolo del territorio protetto, ma, negli ultimi 15 anni, ha registrato un
declino maggiore dell’80%. Ecco perché il Parco di Porto Conte
in un progetto di recupero dei semi e replicazione delle giovani plantule.

A causa della forte pressione turistica, del calpestio, la costruzione di
infrastrutture turistiche sulla spiaggia e la rimozione della vegetazione,
l’unica popolazione esistente si sta rapidamente riducendo. Da 1500
individui censiti nel 2008 si è passati a meno di 800 nel 2010,
e quest’anno il numero si sarebbe ulteriormente ridotto.

Ieri, grazie alla collaborazione attiva degli studenti dell’Istituto
Comprensivo 3 di Alghero (scuola secondaria di primo grado di Santa Maria
La Palma), sono state messe a dimora una 60ina di “plantule” lungo il
litorale di Mugoni, all’altezza dell’ingresso della “Stalla”. “Una attività
di rinforzo dall’alto valore conservazionistico, ma anche un importante
momento di riflessione sull’uso corretto del sistema spiaggia dove si
assiste ad una fruizione sempre più impropria degli ambienti dunali”, ha
commentato Orrù. A coadiuvare le operazioni nelle attività di educazione ambientale il Ceas
Porto Conte insieme al Prof. Emanuele Farris e ai colleghi di Cagliari e
Sassari, docenti che da anni studiano e fanno ricerche sulle evoluzioni e
presenze in Sardegna della *Anchusa sardoa
Una intensa mattinata per i giovanissimi partecipanti, ma non solo: hanno
preso parte all’evento, infatti, mettendo a dimora alcune “Anchusa sardoa”
anche il Presidente e il Direttore del Parco, il Comandante dei Carabinieri
Forestali, l’Agenzia Forestas, la Compagnia Barracellare Barracelli –
Comune di Alghero il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Alghero.

Le attività si sono svolte nell’ambito Progetto P.O. FESR 2014-2020 –
Azione 6.5.1 Azioni previste nei Prioritized Action Framework (PAF) e nei
Piani di Gestione della Rete Natura 2000 – Adempimenti Convenzione di
Ricerca scientifica finalizzata all’attuazione di interventi per la
conservazione in-situ ed ex-situ delle specie vegetali maggiormente
minacciate nel sistema dunale di Mugoni – Baia di Porto Conte (Silene
corsica, Anchusa sardoa). L’evento, inoltre, è stato organizzato in
collaborazione con la sezione sarda della Società Botanica Italiana.

Le parole del professore Emanuele Farris




COLDIRETTI CAGLIARI A REGIONE: CRESCE PREOCCUPAZIONE SUL SISTEMA IDRICO DEL SUD SARDEGNA. ATTIVARE ‘TAVOLO PERMANENTE’ INTER-ISTITUZIONALE PER GESTIRE SISTEMA IDRICO SUD SARDEGNA

COLDIRETTI CAGLIARI A REGIONE: CRESCE PREOCCUPAZIONE SUL SISTEMA IDRICO DEL SUD SARDEGNA.

ATTIVARE ‘TAVOLO PERMANENTE’ INTER-ISTITUZIONALE PER GESTIRE SISTEMA IDRICO SUD SARDEGNA.

NECESSARIE AZIONI COORDINATE E CONDIVISE PER PIANIFICARE INTERVENTI IMMEDIATI E MEDIO-LUNGO PERIODO

Un Tavolo Permanente inter-istituzionale, con la partecipazione della Regione, del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale (CBSM) e delle organizzazioni professionali agricole, per coordinare e accelerare il piano di interventi infrastrutturali del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale contenuto in un dossier presentato dallo stesso ente di bonifica. Lo chiede Coldiretti Cagliari che, accogliendo favorevolmente il lavoro prodotto dal Consorzio ha inviato una lettera agli assessori dell’Agricoltura e dei Lavori Pubblici, Gian Franco Satta e Antonio Piu, sottolineando l’importanza di sostenere il piano attraverso un tavolo condiviso che coinvolga tutti i soggetti rappresentativi. L’obiettivo è quello di garantire una gestione efficiente e sostenibile delle risorse idriche nel territorio e attivare tutta una serie di azioni per tamponare le emergenze e sostenere le aziende agricole in questo momento di difficoltà.

PREOCCUPAZIONI. Anche perché cresce di giorno in giorno la preoccupazione di Coldiretti Cagliari per una situazione invasi nel Sud dell’isola che continua a essere deficitaria. Questa, unita alle ataviche difficoltà di gestione del sistema generale e alla mancanza di alcune infrastrutture strategiche, sta colpendo in modo pesante le aziende agro-pastorali del territorio, rendendo sempre più fosco il prossimo futuro. Il documento presentato alle associazioni di categoria dal CBSM evidenzia non solo gli interventi strategici necessari su opere importanti per migliorare la governance del sistema idrico nel Sud Sardegna, ma dipinge un quadro a tinte fosche sul sistema idrico attuale che non è cambiato rispetto alle recenti piogge cadute nel Sud Sardegna che non son state tali da condurre il territorio fuori dalla crisi idrica che si porta dietro da oltre un anno.

I NUMERI. Nonostante la provincia di Cagliari sia ancora molto vitale sul fronte agricolo, infatti, si è attivato negli anni un trend di calo di alcuni fattori che, se non invertiti attraverso queste politiche di programmazione e di pronto intervento durante le crisi, si rischia di disperdere una parte cospicua del patrimonio economico del territorio legato al mondo agro-pastorale. I numeri registrati in questi ultimi 10 anni nel territorio mostrano, infatti, una perdita di circa 1.200 ettari di superficie agricola utilizzata (oltre 346 mila ettari del 2010 contro i poco più di 345 mila nel 2020 (Elaborazione Coldiretti Cagliari su dati Istat)). Calato anche il numero di aziende totali, passate nel Sud Sardegna dalle 23.304 nel 2010 alle 16.629 del 2020 (6.675). Numeri non strettamente connessi alla sola difficoltà di gestione idrica ma questa rappresenta comunque un elemento molto rilevante in questo trend da contrastare.

LA PROPOSTA. Il Tavolo permanente permetterebbe, dunque, di attivare un’azione strategica per supportare il Consorzio di Bonifica che sta programmando i numerosi interventi infrastrutturali proposti nel dossier. Non solo, attiverebbe sia una pianificazione di programmi e azioni di medio-lungo termine che misure straordinarie contro gli effetti della crisi idrica. Perché, come sottolineato da Coldiretti Cagliari nella missiva alla Regione “per affrontare il cambiamento climatico serve una task force coordinata che dia sostegno immediato alle imprese. È emblematico, infatti, che nel 2024 in piena crisi idrica e nonostante la mobilitazione di Coldiretti con migliaia di agricoltori in protesta nelle strade dell’isola, ancora siamo in attesa di risposte fattive dalle istituzioni”.

RIFORME. La mancanza d’acqua “rende ancora evidenti le carenze del sistema di gestione delle risorse idriche – evidenzia Giorgio Demurtas, presidente di Coldiretti Cagliari – con milioni di metri cubi d’acqua dispersi ogni anno a causa di condotte colabrodo e una mancanza di interconnessioni tra gli invasi”. Una mala gestione idrica che “si ripercuote drammaticamente sulle aziende agricole, causando perdite di reddito familiare e favorendo l’abbandono delle campagne, un fenomeno già preoccupante in Sardegna – aggiunge il neo direttore, Giuseppe Casu – il settore agricolo, già provato dalla crisi economica e dai cambiamenti climatici, si trova ora ad affrontare sfide ancora più complesse. Non intervenire significherebbe accelerare la perdita delle economie rurali, che svolgono un ruolo cruciale nel presidio del territorio contro fenomeni come gli incendi e lo spopolamento”.

SOLUZIONI. Secondo Demurtas e Casu, in questo “servono interventi strutturali e mirati come la ristrutturazione delle reti idriche, il recupero delle acque reflue e la costruzione di un piano invasi, dotati di sistemi di pompaggio, che permetterebbe non solo di assicurare l’approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità, ma anche di ridurre gli effetti devastanti delle piogge e degli acquazzoni sempre più intensi”. Il tutto in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei Consorzi di bonifica che hanno dimostrato la loro efficacia nel garantire una tenuta delle colture grazie a una irrigazione capillare. In Sardegna, la scarsità d’acqua è acuita da fenomeni climatici estremi: precipitazioni sempre più concentrate e irregolari rendono indispensabile una gestione flessibile e moderna degli invasi. Coldiretti chiede la creazione di interconnessioni tra bacini idrici per distribuire l’acqua dove è più necessaria, evitando che piogge abbondanti in alcune aree lascino invasi pieni mentre altri restano vuoti.

Matteo Piga
Responsabile Ufficio stampa e Relazioni esterne
3403968370
3355419412

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Quale futuro per l’agrivoltaico nei terreni agricoli?Un incontro per analizzare opportunità, sfide e impatti dell’agrivoltaico sulle aziende agricole

Esperti del Centro Studi Agricoli si confrontano con agricoltori e allevatori per discutere di sostenibilità, energia e redditività nel settore agricolo.
Il Centro Studi Agricoli organizza a Campanedda un incontro sul tema dell’agrivoltaico, un’opportunità innovativa per le aziende agricole. I relatori Tore Piana e Stefano Ruggiu illustreranno vantaggi, criticità e prospettive per le imprese che scelgono di integrare la produzione di energia elettrica con le loro attività tradizionali, affrontando anche il problema dello spopolamento rurale.

L’incontro sull’agrivoltaico a Campanedda
Il 24 gennaio, presso i locali del salone parrocchiale di Campanedda, si terrà un importante incontro organizzato dal Centro Studi Agricoli. L’evento, aperto ad agricoltori e allevatori, è dedicato a un tema di grande attualità: l’agrivoltaico.

Gli impianti agrivoltaici combinano la produzione di energia elettrica da pannelli solari con le attività agricole, offrendo nuove possibilità di reddito per le aziende agricole e contribuendo alla sostenibilità ambientale.

Gli obiettivi del dibattito
L’incontro mira a:

Fare chiarezza sulle opportunità offerte dall’agrivoltaico.
Analizzare le ragioni del blocco delle autorizzazioni.
Approfondire i vantaggi economici e le sfide per gli agricoltori.
Esaminare i benefici per il settore agricolo e il territorio.
Relatori e temi principali
Interverranno Tore Piana e Stefano Ruggiu, rispettivamente presidente e vicepresidente del Centro Studi Agricoli nazionale. I due esperti tratteranno:

Redditività aziendale: grazie alla produzione di energia elettrica, le aziende agricole potrebbero aumentare significativamente i propri introiti, migliorando il tenore di vita degli agricoltori.
Contrasto allo spopolamento rurale: gli impianti agrivoltaici, che hanno una durata media di circa 30 anni, richiedono la continuità dell’attività agricola, incentivando così il mantenimento delle aziende e delle comunità rurali.
Un’opportunità per il settore agricolo
Il Centro Studi Agricoli sottolinea che l’agrivoltaico non deve essere visto come una “mercificazione delle terre”, ma come un’occasione per coniugare sostenibilità economica e ambientale. Gli agricoltori, essendo custodi del territorio, sono i primi a voler preservare l’ambiente e a cercare soluzioni innovative per affrontare le difficoltà del settore.

L’incontro si propone come un’occasione di confronto aperto, utile a esplorare strategie per rendere l’agrivoltaico una risorsa sostenibile e vantaggiosa per le aziende agricole.

Informazioni utili

Data e ora: 24 gennaio, ore 11:00.
Luogo: Salone parrocchiale, Campanedda.
Organizzatore: Centro Studi Agricoli.
Per maggiori informazioni, contattare: [email protected].




“Aiuta l’Anchusa Sardoa a restare a Mugoni”, evento del Parco di Porto Conte

*COMUNICATO STAMPA:*

“Non rischiare l’estinzione! Aiuta l’Anchusa Sardoa a restare a Mugoni”.
Questo il titolo dell’evento in programma giovedi prossimo 23 gennaio dalle
9.30 nella Spiaggia di Mugoni-La Stalla. Saranno coinvolte alcune
scolaresche nella messa a dimora delle giovani plantule di Anchusa Sardoa,
specie minacciata di estinzione la cui totalità della popolazione mondiale
risiede nel litorale di Mugoni. Il Parco di Porto Conte prosegue la sua
importante attività di tutela e conservazione di specie ed habitat
prioritari introducendo anche buone pratiche di gestione dei litorali e
salvaguardia degli habitat dunali.

Si chiama Anchusa Sardoa, vive sulle dune di Mugoni, la spiaggia della Baia
di Porto Conte, all’interno del Parco naturale regionale di Porto Conte,
dell’Area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana e della zona speciale
di conservazione. Una piccola piantina dai fiorellini lilla parente stretta
dell’Anchusa Crispa che invece soggiorna sulle dune di Cala Porticciolo, ma
con una sola differenza sostanziale: il 100% della popolazione
mondiale di Anchusa
Sardoa risiede a Mugoni dove però ha avuto un declino maggiore dell’80%
negli ultimi 15 anni. Ecco perché il Parco di Porto Conte è attivamente
impegnato insieme ai ricercatori delle Università degli Studi di Sassari e
Cagliari in primis i professori Emmanuele Farris e Gianluigi Bacchetta in
un progetto ambizioso di recupero dei semi e replicazione delle giovani
plantule.

Proprio giovedì prossimo (mattino dalle 9.30 alle 12.30) le plantule
verranno messe a dimora lungo il litorale con la collaborazione di alcune
scolaresche.

Un attività di rinforzo dall’alto valore conservazionistico, già peraltro
svolta circa dieci anni fa quando venne sottoscritto un documento
programmatico denominato “Una Carta per Mugoni: decalogo di impegni per il
recupero, salvaguardia e valorizzazione del litorale, dell’area boscata e
dell’area umida” da istituzioni e operatori balneari. Oggi grazie ad un
progetto finanziato nell’ambito del P.O. FESR 2014-2020 – Azione 6.5.1
Azioni previste nei Prioritized Action Framework (PAF) e nei Piani di
Gestione della Rete Natura 2000 si punta a rendere strutturale l’attività
di rinforzo delle popolazioni di specie appartenenti agli habitat dunali
quali: non solo l’Anchusa Sardoa, ma anche la Silene Corsica e Anchusa
Crispa. L’evento di messa a dimora delle giovani plantule di Anchusa Sardoa
vuole essere anche momento di riflessione sull’uso “balneare” corretto del
sistema spiaggia dove si assiste ad un utilizzo sempre più improprio degli
ambienti dunali.

All’evento di giovedì sono state invitate anche le istituzioni locali e
regionali allo scopo di “fertilizzare le coscienze” e far comprendere
meglio e direttamente sui luoghi cosa di dovrebbe e cosa non si dovrebbe
fare sulle spiagge.




“Binu de Sardigna” va alla scoperta di Badesi e dei suoi tesori

Mercoledì 11 dicembre Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi fanno tappa alla Cantina Li Duni e raccontano le eccellenze del rinomato centro costiero

BADESI. A partire dall’11 dicembre l’appuntamento settimanale con “Binu de Sardigna” si fa in due per andare in onda su Catalan TV sia il mercoledì che la domenica. E proprio mercoledì 11 dicembre, alle 21, Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi porteranno gli spettatori a conoscere i segreti della Cantina Li Duni, attraverso le testimonianze in lingua gallurese di “Ciccu” Addis, memoria storica della produzione vinicola di questo territorio, e del giovane Francesco Addis, che illustrerà tutte le innovazioni e gli aspetti moderni della vinificazione in azienda. Una delle principali caratteristiche aziendali riguarda la maggior parte delle viti, coltivate a piedefranco come si faceva nei secoli scorsi prima dell’attacco della fillossera, e la presenza di terreno sabbioso, elementi che concedono ai vini un carattere importante.

Quindi un’accurata selezione delle uve, una raccolta esclusivamente manuale e i rigorosi processi di vinificazione all’interno della cantina, permettono di estrarre un prodotto ricco di aromi e profumi. Tra gli intervistati in lingua gallurese troverà spazio anche Eliana Muzzigoni, che si occupa di accoglienza ed enoturismo, mentre tra le curiosità, un incontro inaspettato sarà quello con l’operatore di turismo esperienziale Giovanni Antonio Sanna, studioso di “musica delle piante”, che con una apposita strumentazione riesce a cogliere l’energia trasmessa dalle foglie di vite ogni qualvolta entrano a contatto con elementi della natura e con altri esseri viventi, per poi decriptarla in note musicali.

Salvatore Taras intervista Francesco Addis

Maria Giovanna Cherchi incontrerà invece Giovanni Maria Mamia, sindaco del paese, che dopo una passeggiata alla scoperta dei bellissimi murales, esporrà il progetto del futuro museo multimediale del vino: oltre a essere un museo della civiltà contadina, evidenzierà le modalità con le quali la coltivazione della vite a Badesi sia cambiata nel corso dei secoli. Infine una breve visita alla chiesa del Sacro Cuore e ad altri monumenti religiosi. Gli approfondimenti legati alle caratteristiche dei vini sono come sempre a cura del critico enogastronomico Gilberto Arru.

“Binu de Sardigna” è un programma in lingua sarda dedicato alle cantine, ai produttori, ai vini e ai vitigni dell’isola prodotto dalla DB Video Management con la regia di Mauro Fancello. Il prossimo appuntamento sarà domenica 15 dicembre, alle 21, alla scoperta della storia singolare e delle produzioni della Cooperativa agricola tissese.

Salvatore Taras con Giovanni Antonio Sanna



A Pesca di Rifiuti a Sarroch: centinaia di partecipanti per la quarta edizione di un evento in continua crescita

Sarroch, 18 maggio 2024 – La quarta edizione dell’evento “A Pesca di Rifiuti” si è conclusa con successo nel comune di Sarroch, in località Perd’e Sali presso il porticciolo turistico. Organizzato dall’A.S.D. ISULA Fishing Club Sardegna, in collaborazione con partner pubblici e privati, l’evento ha ricevuto il fondamentale sostegno della Fondazione di Sardegna.

“Siamo estremamente soddisfatti del successo ottenuto dalla quarta edizione di ‘A Pesca di Rifiuti’ qui a Sarroch. La partecipazione attiva della comunità locale e degli appassionati di subacquea ha superato le nostre aspettative, dimostrando ancora una volta l’importanza e l’efficacia del nostro impegno nella tutela ambientale. L’evento di quest’anno ha evidenziato quanto sia fondamentale la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini. Il sostegno della Fondazione di Sardegna e la partnership con la Regione Autonoma della Sardegna e l’Assessorato della difesa dell’ambiente sono stati determinanti per il successo dell’iniziativa.”
La tutela del territorio, dell’ambiente e l’impegno volontario sono stati i pilastri che hanno reso “A Pesca di Rifiuti” un evento di successo e notorietà. Quest’anno, il momento clou della manifestazione è stato la liberazione di una tartaruga Caretta caretta, simbolo della lotta contro l’inquinamento marino, a cura degli esperti della Rete regionale per la conservazione della fauna marina e del CNR.

“La liberazione della tartaruga Caretta caretta è stata un momento simbolico che ci ha ricordato l’importanza della nostra missione. Speriamo che eventi come questi possano ispirare sempre più persone a unirsi a noi nella lotta contro l’inquinamento e nella tutela del nostro prezioso ecosistema marino.”

L’evento si è svolto come di consueto sotto forma di gara sportiva, nel tratto di mare adiacente al porticciolo turistico di Marina di Perd’e Sali. Subacquei tesserati FIPSAS e di altre associazioni sportive nazionali hanno partecipato alla competizione di pesca in apnea con l’obiettivo di raccogliere rifiuti dal fondale marino, seguendo le linee guida della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS). I rifiuti raccolti sono stati successivamente accumulati in un’area designata e smaltiti.

Sono stati assegnati premi ai partecipanti, includendo categorie come il maggior numero di rifiuti raccolti, il rifiuto più insolito e il partecipante più giovane, per coinvolgere attivamente anche la generazione Zeta.

“Uno degli aspetti più gratificanti di questa edizione è stato il coinvolgimento degli studenti del Liceo Pacinotti di Cagliari. Grazie al biologo marino Andrea Alvito, abbiamo potuto sensibilizzare i giovani sull’importanza della conservazione marina, contribuendo a creare una generazione più consapevole e attenta all’ambiente”.




COLDIRETTI COMPIE 80 ANNI,  CON OLTRE 1.500 AGRICOLTORI TUTTA LA SARDEGNA SI UNISCE ALLE 96 ASSEMBLEE NAZIONALI E A DORGALI CON IL SEGRETARIO NAZIONALE. 

DAL FALSO MADE IN ITALY ALLE ETICHETTE, PASSANDO PER I DANNI DA FAUNA SELVATICA. AL CENTRO LE POLITICHE PER IL FUTURO

Il contrasto al falso made in Italy e la lotta per la trasparenza nelle etichette, passando per le battaglie sul cibo sintetico e le farine di insetti sino alla difesa del ruolo degli agricoltori in tema di politiche nazionali e soprattutto in Ue con la nuova Pac, per arrivare alle necessarie azioni sulle politiche di sostegno contro i danni da una fauna selvatica che in tutta Italia costa agli agricoltori circa 200 milioni di euro.

TEMI. È passata da questi grandi temi la giornata dedicata a Orgoglio Coldiretti, che ha visto in tutta Italia in 96 province, la partecipazione record di oltre cinquantamila agricoltori, per chiedere soluzioni immediate in una giornata cruciale per un’organizzazione che quest’anno festeggia i suoi ottanta anni. Anche in Sardegna nelle quattro province con oltre 1.500 agricoltori e allevatori si sono messi al centro i temi più importanti dell’agricoltura sarda e nazionale, con uno sguardo importante alle battaglie future. Quattro le assemblee regionali tra Cagliari e Sassari, Oristano e Dorgali che ha visto anche la partecipazione del segretario generale Vincenzo Gesmundo. 

CUALBU. “Coldiretti da 80 anni può fregiarsi dello stesso logo e stesso nome e oggi queste assemblee hanno permesso di mettere a confronto dirigenti e la base sociale in un momento fondamentale per la vita della nostra associazione – sottolinea Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna – un momento importantissimo per ascoltare e condividere le esigenze dei nostri produttori in un dialogo costante e focalizzato a uscire dalle vertenze attuali – conclude – davanti abbiamo tante sfide da vincere e possiamo raggiungere gli obiettivi solo programmando il futuro migliore tutti insieme e spingendo la politica sarda, nazionale ed europea a mettere l’agricoltura al centro delle sue decisioni”.

SABA. “Quello di oggi è stato un momento importante per discutere insieme delle azioni fatte grazie a un’associazione sempre giovane – sottolinea Luca Saba, direttore regionale – oggi rilanciamo l’Orgoglio Coldiretti che portiamo avanti per una associazione presente e protagonista di tante battaglie. Non ci sono stati anni, mesi e giorni, in cui Coldiretti non si sia contraddistinta nelle sue attività e nella difesa dei suoi soci e del mondo agropastorale con autorevolezza conquistata nel tempo – continua – cerchiamo di valorizzare il sistema agricolo e tutelare i consumatori ed essere presenti nei tavoli istituzionali in cui abbiamo già ottenuto importantissime vittorie come i 74 milioni di euro della legge del 2022 dopo la manifestazione di Cagliari – conclude Saba – fu un momento fondamentale in un periodo difficile della nostra regione. C’è ancora tanto da fare ma andiamo avanti con questo spirito che rappresenta la nostra forza al fianco di agricoltori e allevatori”.

FOCUS. Tanti i focus fatti in tutta la Sardegna con la partecipazione dei tantissimi soci, donne e giovani, allevatori e agricoltori con i presidenti provinciali e direttori Giorgio Demurtas e Luca Saba a Cagliari, Leonardo Salis e Alessandro Serra da Dorgali (Nuoro-Ogliastra) insieme al presidente nazionale Cualbu; Antonello Fois ed Ermanno Mazzetti a Sassari e Paolo Corrias con Emanuele Spanò da Osristano. Tra i punti esaminati quello sulla fauna selvatica che vede in testa i cinghiali che rappresentano il maggior pericolo anche per i cittadini, con 170 incidenti stradali con morti e feriti causati nel 2023 proprio dall’impatto con cinghiali e altri animali selvatici, secondo l’analisi Coldiretti su dati Asaps, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Senza dimenticare gli ingenti danni alle coltivazioni. Altro problema che pesa sui bilanci delle imprese è il crollo dei prezzi pagati alla produzione in molti settori simbolo, a partire dal grano, aggravato peraltro dal fenomeno delle pratiche sleali. Da qui anche l’approfondimento sul falso made in Italy con le importazioni di cibo che sono aumentate del 60% nell’ultimo decennio raggiungendo il valore record di 65 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Un fenomeno drammatico contro la quale la Coldiretti ha portato diecimila agricoltori alle frontiere del Brennero, lanciando una grande mobilitazione per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola, con la raccolta di un milione di firme. La campagna potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.