A Villanova Monteleone il ‘Macrocosmo sardo’ di Salvatore Canu

Il 19 giugno a Su Palatu la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “Macrocosmo Sardo: L’Isola che non ti aspetti”

VILLANOVA MONTELEONE. Esiste un universo di forme aliene e architetture perfette, un regno invisibile e affascinante che può essere riscoperto grazie alla maestria di uno sguardo e alla macro-lente di un obiettivo. Un universo ora accessibile a tutti grazie al “Macrocosmo sardo: L’isola che non ti aspetti“, il nuovo progetto espositivo ed editoriale del fotografo Salvatore Canu, un vero e proprio strumento di indagine biologica che, attraverso una selezione accurata e potente di scatti, guida il pubblico tra le curiosità più recondite della biodiversità sarda.

La presentazione del libro (Carlo Delfino Editore) e l’inaugurazione della mostra fotografica sono in programma per venerdì 19 giugno alle 18, nelle sale di Su Palatu a Villanova Monteleone, con i saluti istituzionali del sindaco Quirico Meloni, del Rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti e del presidente della Pro Loco, Pietro Fois, seguiti dall’intervento di Maria Tiziana Nuvoli, responsabile della collezione entomologica del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari (UNISS), che offrirà una chiave di lettura scientifica alle opere esposte.

Tra le pagine del volume, così come nel percorso espositivo, la fotografia di Canu cerca di svelare l’immenso nel minuscolo: si parte dalle orchidee spontanee, straordinari gioielli di evoluzione e mimetismo, per arrivare ai più piccoli e misteriosi abitanti del regno animale.

È documentata la complessa bellezza di ragni e Opilioni, ai quali l’autore ha dedicato anni di rigorosi studi tassonomici, includendo specie che suscitano timore, come il ragno violino e la vedova nera mediterranea.

Lo sguardo cattura la precisione geometrica di libellule e damigelle, la solennità della Mantide religiosa e dell’Iris oratoria, la laboriosità di api come la Colletes daviesanus, fino all’eleganza di farfalle, ditteri e della piccola coccinella Henosepilachna argus. Ogni scatto è un frammento di vita colto nel suo divenire, un omaggio alla resilienza della Sardegna e un monito sulla necessità di preservarla.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 agosto, il sabato e la domenica dalle 18 alle 20, mentre dal lunedì al venerdì l’ingresso è possibile su appuntamento. Per chi desidera un’esperienza più profonda, sono disponibili visite guidate insieme all’autore, per gruppi al massimo di quindici persone, prenotabili contattando il numero 3489954535 o via email all’indirizzo [email protected].

L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Villanova, rientra nel calendario di “RigenerazioneX“ a cura dell’Associazione culturale Anemone; la mostra è inserita nel programma di Chenamos in Carrela” 2026 e fa parte del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari. La manifestazione è inoltre realizzata con il patrocinio e il contributo di un’ampia rete di partner istituzionali e culturali: Unione europea (NextGenerationEU), Ministero della Cultura, Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Agraria e Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).




Benessere Animale, lettera aperta dell’assessore Andrea Montis

L’enorme impegno profuso dal Comune di Alghero nella lotta al randagismo e, più in generale, a favore del benessere animale, ha prodotto negli anni notevoli riconoscimenti anche a livello nazionale, quali per ultimo il premio “Animali in città 2021”. Lo dicono i risultati del decimo rapporto nazionale di Legambiente in cui Alghero ha ottenuto il miglior piazzamento tra tutti i 656 comuni che hanno fornito dati nella valutazione dei 9 indicatori relativi al quadro delle specifiche regole. È però evidente che tutto ciò non è possibile con il solo forte impegno del personale comunale che opera nel Servizio Ambiente, o della Compagnia Barracellare, vi sono costi da sostenere che, per quanto si cerchi di contenerli, comunque devono trovare adeguata copertura. Faccio riferimento innanzitutto al mantenimento e alla cura dei cani ospitati presso il canile convenzionato, che mensilmente incide sulle casse comunali per una media di circa 30.000 euro, somma che è lievitata negli ultimi mesi non a causa dell’incremento del numero degli ospiti, ma per l’inflazione che ci ha costretti a riconoscere, giustamente, la variazione certificata dall’ISTAT, non essendo ovviamente immaginabile scaricare sul gestore l’aumento del costo sostenuto da loro stessi. Tra le azioni che richiedono un investimento, vi sono le sterilizzazioni incentivate: Dall’anno 2019 e sino al 2021 è stato possibile erogare a numerosi cittadini con ISEE ridotto un aiuto che consente di abbattere notevolmente il costo della sterilizzazione delle gatte e delle cagne, permettendo così di prevenire gravidanze indesiderate che, più di una volta, conducono ad abbandoni che per l’amministrazione regolarmente si traducono in un costo ben superiore all’ammontare del contributo stesso. Sono numerose le persone che continuamente chiedono di poter accedere a tale misura, ma che allo stato attuale è purtroppo priva di copertura finanziaria. Abbiamo anche potuto realizzare due aree di sgambamento sperimentali, attuando così la prima parte del più ampio ed ambizioso piano che prevede di realizzare spazi simili in ogni quartiere cittadino e a Fertilia, così come abbiamo acquistato tutte le attrezzature veterinarie necessarie ad allestire una sala da porre a disposizione dell’ASL di Sassari perché possa intervenire direttamente ad Alghero, per esempio, nella sterilizzazione dei gatti delle colonie, rendendo molto più veloce ed efficace l’azione, ma purtroppo il continuo lievitare dei costi in campo edilizio ci ha sinora impedito di fare alla struttura gli adeguamenti necessari. Questo “di più”, che fa davvero la differenza nella qualità dei servizi che il Comune può erogare, ha trovato copertura nel rimborso che la Regione (attraverso il servizio veterinario delle ASL) ha riconosciuto all’Amministrazione nel 2020, per i quali la nostra città è risultata essere prima in assoluto per ammontare ricevuto, definito sulla base di una serie di parametri che tengono conto della qualità e del livello di attività svolta. Da allora non sono pervenute ulteriori risorse: sappiamo che c’è stata una rivisitazione delle regole di attribuzione, sappiamo anche che vi sono state alcune riunioni tra i responsabili veterinari delle ASL sarde, ai quali è affidato il compito di verificare le rendicontazioni pervenute dai Comuni, e che Alghero ha sempre trasmesso per tempo, ma non si hanno più notizie dell’assegnazione del contributo, del quale mancano all’appello tre annualità e sta maturando la quarta. Sono risorse fondamentali senza le quali non ci è possibile effettuare tutta quella serie di investimenti programmati, i cui effetti positivi nel tempo si tradurranno non solo in un notevole miglioramento dei servizi disponibili per i proprietari di cani residenti stabilmente, ma anche in un ulteriore motivo perché il nostro territorio possa essere scelto come luogo privilegiato per trascorrere le vacanze in compagnia del proprio amico a quattro zampe, con chiare ed ovvie ricadute positive su tutto il tessuto economico. Allo stesso tempo gli investimenti si tradurrebbero in un contenimento della spesa futura: si pensi solo alla limitazione delle nascite e alla prevenzione degli abbandoni. Lancio quindi un appello alla Regione Sardegna: dia mandato urgente affinché le risorse arretrate vengano assegnate ed erogate con sollecitudine, consenta ai Comuni di proseguire nell’opera già intrapresa di lotta al randagismo e nel miglioramento dei servizi dedicati al benessere animale. Tutta l’Isola ne avrebbe un enorme beneficio.
 
Andrea Montis,
Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Alghero




“Scegli in canile il tuo migliore amico”. A Sassari un sito per facilitare le adozioni

Gli inquilini del canile comunale di Sassari e dei tre rifugi convenzionati sono certo fortunati perché vengono accuditi e curati da personale formato e da volontari amorevoli, ma vivere in una casa col calore di una famiglia è un’altra cosa. Il progetto messo su dal Comune di Sassari, Settore Ambiente e Verde pubblico e Ufficio stampa e Comunicazione, in collaborazione con il Settore Innovazione tecnologica, punta proprio a svuotare i canili e a far incontrare i loro ospiti con le famiglie più adatte. Tutti i particolari sono stati presentati questa mattina durante una conferenza stampa dall’assessore all’Ambiente Antonello Sassu, che ha avuto l’idea e dato l’input al progetto, e dalla dirigente del Settore Marge Cannas insieme alle funzionarie.
Nella homepage del sito www.comune.sassari.it è stata creata una apposita sezione dove si trovano le schede dei cani presenti nelle quattro strutture. Per ogni animale c’è una breve descrizione con le caratteristiche principali caratteriali e fisiche, l’indole, l’età, il genere ed eventuali problemi di salute. Al momento sono state caricate dall’Ufficio stampa e Comunicazione in collaborazione con il Settore Innovazione tecnologica – che ha anche predisposto la sezione sul sito – le schede di circa 200 cani, ma la sezione sarà in continuo aggiornamento con nuove foto e descrizioni inviate dai responsabili delle quattro strutture. Grazie a un menù a tendina è possibile scegliere di vederli in base al genere o alla taglia: piccola, media, grande. Naturalmente si tratta di un primo contatto, una occasione in più per far conoscere gli inquilini dei rifugi nella speranza che sulla scheda si fermi lo sguardo della loro futura famiglia. Dopo questa prima fase, sarà necessario contattare il canile dove si trova l’animale e che è indicato nella descrizione e da quel momento partirà l’iter per conoscerlo ed eventualmente procedere con preaffido e adozione.
Il nuovo sito dedicato alle adozioni si inserisce in un percorso più ampio portato avanti dall’Amministrazione comunale che punta a presentare anche all’esterno le realtà dei canili sassaresi e soprattutto i loro inquilini. L’ambizioso obiettivo sarebbe quello di arrivare a chiuderli perché tutti i cani hanno trovato casa. In questo programma si inseriscono la mostra fotografica itinerante che ha fatto la sua prima tappa sotto Natale al Centro del Riuso e che raffigurava scene di vita quotidiana degli ospiti del canile; uno spazio informativo che sarà periodicamente allestito alla galleria commerciale Porte di Sassari negli spazi offerti gratuitamente dal centro commerciale; alcune “Giornate dell’adozione” con sfilata dei cani già adottati e Open day dei canili con la presentazione dei cani ospitati. Partirà anche il progetto “Settimana dell’anziano – dell’adolescente – del cucciolo (rappresentazione delle fasi della vita del cane)”. Inoltre sono previste attività di promozione per l’adozione nella Penisola e all’estero.
Per ogni informazione è possibile contattare gli uffici del Comune all’indirizzo mail creato per l’occasione [email protected] oppure direttamente le strutture: Canile Comunale – strada prov.le per l’Anglona – Loc. Acchettas- s.v. Funtana sa Figu, 333908085 (Inverno: dal lunedì al venerdì, mattino dalle 9 alle 12.30; pomeriggio su appuntamento. Estate: dal lunedì al venerdì – mattino dalle 9 alle 13; pomeriggio dalle 19 alle 20). Canile LIDA – s.v. Monti di Jesgia n. 71 – Caniga, 079319431. Lunedì dalle 15 alle 18; martedì dalle 14 alle 18; mercoledì dalle 8.30 alle 10.30; giovedì dalle 16 alle 18; venerdì dalle 14 alle 18. Canile Nuova Agri-Cultura / Campanedda – via Bosa – Campanedda, 3408565809, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30 (orario invernale); dalle 15 alle 17 (orario estivo); sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12. Canile Pippolandia – via Buonarroti, 45 – Zona Artigianale – Comune di Ittiri, 3409489088, da settembre a maggio dalle 10.30 alle 12.30; da giugno ad agosto dalle 10 alle 13.
I numeri. Oltre al canile comunale sulla s.v. Funtana sa Figu, il Comune di Sassari ha altre tre strutture convenzionate: quella della Lida, a Caniga, Pippolandia a Ittiri e quella della Nuova Agri-cultura, a Campanedda, per un totale di circa 630 cani. A oggi l’Amministrazione spende poco meno di 500mila fra le quattro strutture, a cui si aggiungono 142mila euro per la cura dei cani randagi.




Alghero: Apre in città l’Info point per l’adozione dei Cani

Si arricchisce di un nuovo importante tassello la politica sul benessere animale del Comune di Alghero. Il Servizio Ambiente ha infatti raggiunto un accordo con DNA Randagio, l’associazione che gestisce il Canile Primavera, convenzionato con l’Amministrazione per la cura e gestione dei cani randagi, che prevede l’apertura un giorno alla settimana di un punto informazioni in città, dove sarà possibile conoscere le attività del canile e gli amici a quattro zampe ospitati presso la struttura. Dal 15 febbraio 2023, ogni mercoledì dalle 9,30 alle 12,00 nei locali dei Giardini Martin Luther King, di fianco alla stazione ferroviaria nel quartiere de La Pietraia, un operatore sarà a disposizione della cittadinanza insieme ad uno dei cani del Comune di Alghero che attende di trovare una famiglia che lo accolga. Si potrà interagire con lui e apprezzarne immediatamente il carattere e, con l’aiuto degli esperti del canile, valutare se è l’animale giusto da adottare, tenendo presente anche il contesto nel quale dovrà essere inserito. L’Assessore alle Politiche Ambientali Andrea Montis, nel constatare che «la distanza del Canile Primavera dalla città ha da sempre costituito un ostacolo alla visita dello stesso», sottolinea come «con questa iniziativa, attivata nell’ambito del contratto vigente e senza costi ulteriori a carico della collettività, accorciamo le distanze e aggiungiamo un ulteriore servizio che va ad affiancarsi ai diversi già esistenti, non ultimo lo spazio delle due nuove aree sperimentali di sgambamento aperte nel quartiere San Michele, a ridosso del Parco Hemmerle». La sede utilizzata per il punto informazioni è la medesima già impiegata per erogare il servizio mensile di microchippatura gratuita, garantita dal Comune di Alghero grazie alla stretta e proficua collaborazione con la ASL di Sassari, facendo così del quartiere de La Pietraia un riferimento importante per le politiche sul benessere animale.




Carni sarde, la qualità non teme confronti ma occorre un brand

Fondamentali benessere animale e sostenibilità ambientale

I risultati della ricerca “Probovis” sono stati presentati l’11 novembre a Sassari

Il progetto è frutto della collaborazione tra “Forma srl” e il Dipartimento di Agraria

SASSARI. Le carni sarde piacciono, non temono confronti con quelle estere sia in termini nutrizionali che di gradimento, ma è fondamentale la costituzione di un brand per le produzioni bovine di qualità, se si vuole che siano riconosciute dal consumatore finale e prendano quota nei mercati. Occorre pertanto un marchio certificato che possa garantire i parametri di tradizione, sostenibilità ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare per tutta la catena di produzione.

Sono questi gli esiti del progetto di ricerca “Probovis” che, per oltre un anno, ha coinvolto l’azienda di trasformazione carni Forma Srl di Nuoro e il Dipartimento di Agraria (sezione di Scienze Zootecniche) dell’Università di Sassari. Grazie a un finanziamento RAS con risorse Psr 2014/2020 (sottomisura 16.2), il percorso ha toccato tutti i segmenti della filiera, a partire dall’allevamento alla trasformazione sino all’apprezzamento in tavola e al gradimento sui mercati.

I risultati sono stati presentati l’11 novembre a Sassari nell’Aula Magna Barbieri, alla presenza del Magnifico Rettore Gavino Mariotti, del vice direttore del Dipartimento di Agraria Quirico Migheli e del docente di Zootecnia Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili, che ha moderato l’incontro.

«Il progetto ha consentito di osservare che il settore bovino da carne della Sardegna ha le potenzialità per valorizzare le produzioni anche con l’impiego delle razze autoctone in purezza come la Sardo-Bruna, o i suoi meticci ottenuti da incroci con razze estere selezionate per la produzione di carne, come la francese Limousine», ha affermato Anna Nudda, responsabile tecnico scientifico di “Probovis”, docente di Zootecnia e titolare della cattedra di Qualità delle produzioni di origine animale.

I vitelloni della razza Sardo-Bruna hanno mostrato prestazioni di accrescimento e di peso simili a quelle dei capi Limousine, seppure partiti da un peso iniziale inferiore a parità di età. Le rese alla macellazione sono state però inferiori, poiché questi animali tendono ad avere più tare di macellazione.

La qualità delle carni fresche però non è risultata diversa fra i tipi genetici studiati, e il processo di frollatura, cioè la maturazione e intenerimento della carne in condizioni di temperatura e umidità controllata, ha consentito di mantenere livelli elevati di colore e lucentezza anche dopo frollatura di durata medio-lunga. Un esito molto positivo, se si pensa che il colore della carne è il primo criterio che guida la scelta del consumatore all’acquisto.

È stato evidenziato come la Sardo-bruna tenda a comportarsi come gli altri due tipi genetici nonostante non sia una razza propriamente da carne. Su questi risultati si ritiene che abbiano inciso anche le buone pratiche di gestione del benessere degli animali sia nella fase di allevamento che di pre-macellazione.

«Vogliamo rendere più competitive le imprese del settore agroalimentare attraverso l’introduzione di nuove tecnologie sia nella fase di allevamento sia nella fase di trasformazione – ha spiegato Francesco Forma, titolare dell’omonima srl che ha curato tutte le fasi del progetto – il fine è quello di creare prodotti innovativi».

Tramite un panel test tra la Sardegna e la Lombardia, l’azienda ha potuto testare la percezione del consumatore sulla bontà sia della carne fresca che frollata ricavata da capi dei tre diversi tipi genetici (Sardo-Bruna, Limousine, meticcio), che sono stati allevati e monitorati nell’azienda agricola Agropower srl di Macomer.

Per la prima volta in Italia è stata sperimentata la metodica Global Quality Score (MQ4), che ha permesso di riscontrare come i tagli frollati per tre settimane siano stati quelli più graditi. Nonostante il panel di giudici abbia apprezzato maggiormente la carne di Scottona (giovane femmina che non ha partorito), anche il bovino adulto maschio ha riscontrato un ottimo successo.

I risultati della sperimentazione in allevamento e gli effetti sulla qualità, per quanto riguarda le carni bovine sono stati illustrati da Maria Rita Mellino, borsista in Scienze Zootecniche, e per quanto riguarda le carni ovine da Mondina Lunesu, ricercatrice di Zootecnica

In merito a queste ultime, sono stati confrontati gli agnelli di razza sarda con quelli ottenuti dall’incrocio con arieti della sudafricana Dorper, una delle più importanti per l’attitudine alla produzione di carne. Lo studio ha interessato le produzioni di agnelloni macellati a un peso di circa 20 chilogrammi, che bene si inquadrano nella categoria dell’agnello “da taglio” previsto nel disciplinare per l’Igp di Sardegna.

Gli accrescimenti dei capi in allattamento non sono risultati differenti fra i tipi genetici considerati, confermando come a regolarne lo sviluppo in questa fase sia la disponibilità di latte materno. Tuttavia, dagli agnelloni da incrocio sono state ottenute carni con minore contenuto di grasso sia di superficie che perirenale, meno grasso intramuscolare e un colore più vivo, con differenze anche per il profilo acidico del grasso. È emerso quindi come sia possibile produrre agnelloni pesanti che presentino un minor contenuto in grasso e un profilo acidico di elevato valore nutrizionale.

La collaborazione tra la Forma srl e lo Chef Leonardo Marongiu ha permesso di suggerire diversi utilizzi, oltre a quelli tradizionali, della carne di Agnello Di Sardegna IGP, come preparazioni semplici e veloci da mettere in tavola rivolte a tutte le tipologie di clienti. Lo studio si è focalizzato sull’IGP da Tagliointero e porzionato, attualmente non presente sul mercato locale, nella grande distribuzione e nella ristorazione.

A presentare i dati della sperimentazione nell’innovazione di processo e di prodotto sono state le agronome Enrica Cuccui e Giovanna Buffa.

Per quanto riguarda la ricerca di mercato, un Focus Group ha coinvolto sia consumatori che chef e ristoratori, i quali hanno testato “alla cieca” le carni sarde in comparazione con carni straniere di qualità. All’assaggio, l’agnello da taglio sardo è stato preferito al rinomato agnello Irlandese. Risultati eccellenti sono stati ottenuti da tutte le produzioni, ma la sola qualità oggettiva, pur restando un elemento basilare non è sufficiente per far vendere i prodotti sul mercato. Come ha specificato Antonio Lorenzoni della LM Consulting: «È necessario far conoscere il prodotto e soprattutto raccontarlo. È fondamentale in tal senso la creazione di una Brand Identity per la carne bovina sarda, di uno specifico marchio di riconoscimento e, se fosse possibile costituire una IGP, come è stato fatto per l’Agnello di Sardegna, si potranno ottenere risorse economiche dalla UE per la valorizzazione dei prodotti».

La carne dovrà essere posizionata su un segmento Premium Price che, oltre a rappresentare il suo corretto posizionamento, è anche quello che soffre meno le crisi economiche. Parte del valore aggiunto potrà essere quindi trasferito al settore primario (aziende agricole di produzione) che è l’anello debole della catena.

Per raggiungere i risultati maggiormente auspicabili, occorrerà che le istituzioni investano nel supportare le produzioni di qualità Made Sardinia, e che le imprese agroalimentari creino delle filiere certificate per garantire la qualità e la sostenibilità ambiatele delle carni dalla nascita alla vendita.




CONTRIBUTI PER LE STERILIZZAZIONI DI CANI E GATTI – AVVISO PUBBLICO CON SCADENZA AL 29 NOVEMBRE

Stanziati 15 mila euro per le sterilizzazioni, entro il 29 novembre le domande per cittadini, imprenditori agricoli, cacciatori possessori di cani e gatti

Alghero, 16 novembre 2021 – Pubblicato l’avviso rivolto ai residenti nel Comune di Alghero, singoli cittadini, imprenditori agricoli e zootecnici, cacciatori, per la presentazione delle domande di contributo per le sterilizzazioni di cani e di gatti. L’obbiettivo è quello di contenere le nascite incontrollate che spesso portano all’abbandono delle cucciolate, costringendo l’Amministrazione, soprattutto nel caso dei cani, ad onerosi ricoveri nelle strutture convenzionate, con pesante aggravio sul bilancio comunale e quindi sull’intera cittadinanza. Il contributo è variabile, a seconda che si proceda alla sterilizzazione di un cane o di un gatto e, per i privati cittadini, si terrà conto del reddito Isee. L’iniziativa è stata portata avanti già nell’anno 2020 con successo e anche quest’anno l’Amministrazione ha stanziato una cifra di circa 15.000 euro per replicare la campagna di sterilizzazione anche grazie ai corposi contributi ricevuti dall’ATS Sardegna quale premialità per le attività intraprese.
I criteri di assegnazione rimangono quelli stabiliti dalla Giunta a Novembre 2020 con apposita delibera: l’importo dell’incentivo per la sterilizzazione dei cani parte dai 100euro per i cacciatori (per i quali non è richiesta certificazione del reddito), ai 230euro per allevatori ed agricoltori (anche in questo caso indipendentemente dal reddito Isee). Ai singoli cittadini, non rientranti in queste tre categorie, sono erogabili incentivi che vanno da un minimo di 120euro ad un massimo di 220euro. Nessuna distinzione di categoria è prevista per i possessori di gatti, per i quali sono stati programmati contributi compresi tra i 70 ed i 100euro, variabili a seconda della propria condizione economica. Il contributo sarà versato direttamente ai proprietari, che dovranno dimostrare l’avvenuta sterilizzazione presentando fattura o ricevuta fiscale, rilasciata da un veterinario con regolare iscrizione all’albo, con data di emissione successiva a quella di pubblicazione da parte del Comune dell’elenco degli ammessi.
“Si lavora molto anche per il benessere animale – specifica l’Assessore all’ecologia Andrea Montis – in questi giorni gli uffici stanno portando avanti la progettazione della prima area canina che sorgerà nei pressi del Parco Hemerle e per cui son già pronte le risorse per la sua realizzazione che, intoppi permettendo, dovrebbe arrivare entro i primi mesi dell’anno 2022. Pronto anche lo studio convenzionato con la facoltà di Architettura per la sistemazione della Colonia Felina del Solaio, potremmo così procedere a richiedere in consegna gratuita l’area ( Demaniale Marittima) e partire con la riqualificazione”.
Possono richiedere l’incentivo anche i proprietari di cani non microchippati, ma in questo caso avranno diritto a ricevere il contributo solo dopo l’avvenuta microchippatura.
L’avviso pubblico e tutta la modulistica sono disponibili sul sito internet istituzionale del Comune di Alghero https:// www.comune.alghero.ss.it/it/servizi/ambiente/contributi, sull’app Municipium e sullo sportello polifunzionale. Le domande dovranno essere presentate entro il 29 Novembre.




COLDIRETTI SARDEGNA. IN ARRIVO IN FINANZIARIA I RISTORI PER LA BLUE TONGUE

Sarebbero circa 13 i milioni di euro che starebbe stanziando il Consiglio regionale per le analisi e i danni diretti ed indiretti causati dalla blue tongue. E’ quanto è stato deciso dalla conferenza dei Capigruppo in Consiglio regionale secondo le indiscrezioni giunte a Coldiretti Sardegna.
Un risultato che si starebbe materializzando dopo una prima bozza delle legge finanziaria in cui la voce blue tongue era assente come denunciato nei giorni scorsi da Coldiretti Sardegna che ha poi avanzato delle proposte nelle interlocuzioni avute con i diversi gruppi del Consiglio regionale tenendo conto anche dell’evolversi del morbo e delle perdite dirette ed indirette che ad oggi interessano 2.243 allevamenti e 810.669 capi, 74.621 dei quali presentano sintomi e 12.867 sono invece morti.
“Una buona notizia per gli allevatori che ancora una volta stanno subendo perdite a causa della blue tongue presente in Sardegna da ormai oltre 20 anni, dall’agosto del 2000 quando venne accertato il primo caso in Sardegna a Pula – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Un risultato frutto di un lavoro di squadra che ha mirato all’obiettivo senza guardare ai colori politici. Ringraziamo per questo tutti i capigruppo e l’assessorato all’Agricoltura per il lavoro svolto con la speranza che i denari siano formalmente inseriti in Finanziaria come abbiamo chiesto dalle scorse settimane e dopo averne denunciato anche l’assenza dalla proposta di legge”.
Secondo le indiscrezioni – dettaglia Coldiretti Sardegna – 2 milioni di euro sono destinati agli esami sulla reazione a catena della polimerasi (PCR), estesa anche agli ovini (come scritto da Coldiretti Sardegna alla Terza Commissione, Programmazione, bilancio e politiche europee); 700 mila euro invece saranno destinati al rimborso dei denari spesi dagli allevatori per l’acquisto dei repellenti per scacciare il moscerino; mentre 10 milioni sono per ristorare i danni diretti ed indiretti per i capi che a causa del morbo produrranno di meno come le tante pecore che stanno abortendo.
La provincia più colpita rimane quella di Nuoro che insieme all’Ogliastra conta circa 700 focolai. A seguire Cagliari oltre 650 e Oristano con circa 600 e infine Sassari e la Gallura con oltre 260.
“Vigileremo affinché i 10 milioni di euro siano dapprima formalizzati e immediatamente dopo arrivino in tempi rapidi e certi agli allevatori – assicura il direttore di coldiretti Sardegna Luca Saba – nella speranza che il morbo cominci a scemare”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




COLDIRETTI SARDEGNA. DUE MILIONI DI EURO PER LA BLUE TONGUE IN FINANZIARIA

“Occorre inserire urgentemente in finanziaria due milioni di euro per i danni causati dalla blue tongue”. È la richiesta di Coldiretti Sardegna rivolta alla Giunta e al Consiglio regionale che ha quantificato le perdite dirette ed indirette dei pastori dopo aver denunciato nei giorni scorsi l’assenza della voce blue tongue nella proposta di legge. Richiesta rimasta isolata e messa nero su bianco anche in una lettera spedita alla Terza Commissione regionale.
La nuova ondata di blue tongue, che continua ad allargarsi su tutto il territorio regionale, ha coinvolto oltre 680mila capi (683.740 al 7 ottobre) equivalenti a quasi 2mila allevamenti (1.913).
Le perdite dirette (pecore morte) ammontano a 9388 capi, da sommarsi agli aborti e altre perdite indirette sempre legate al morbo.
“Il provvedimento omnibus, come abbiamo già contestato, non può non comprendere la voce blue tongue – evidenzia il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Come Organizzazione abbiamo quantificato in 2milioni di euro la dotazione da destinare alle perdite dirette e indirette dei pastori”.
I denari sono necessari per ristorare le perdite dovute alle pecore morte cosi come alle perdite indirette, che molti pastori stanno subendo con l’aborto delle pecore o altre concause che vanno accertate sul campo. Così come occorre garantire il rimborso delle spese per l’acquisto dei repellenti.
“Nelle audizioni che abbiamo avuto con le istituzioni ed il sistema sanitario veterinario – ricorda il presidente di Coldiretti Sardegna – avevamo chiesto alla Regione di fornirli ai pastori, ma visto che per motivi burocratici i tempi sarebbero stati biblici, si deve intervenire a rimborso”.
Altra richiesta già protocollata alla Commissione Programmazione e Bilancio è quella di estendere i rimborsi per gli esami della reazione a catena della polimerasi (PCR) anche agli ovini oltre che ai bovini (come già previsto) prevedendo un arco temporale pluriennale.
“È importante garantire il ristoro alle aziende che hanno realmente subito i danni – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Purtroppo le calamità sono all’ordine del giorno e le perdite si stanno sommando divenendo spesso insostenibili per le aziende agricole. Per questo è fondamentale intervenire in modo chirurgico e immediato sulle aziende che hanno subito danni senza disperdere un euro. La tecnologia ci viene incontro e rappresenta uno strumento basilare per semplificare il metodo e tagliare notevolmente i tempi”.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




Benessere animale, Sassari al top tra i capoluoghi sardi e tra i primi Comuni a livello nazionale

Benessere animale, Sassari al top tra i capoluoghi sardi e tra i primi Comuni a livello nazionale

Ventesima su circa mille Comuni italiani e prima tra i capoluoghi sardi. Sassari ha di che essere fiera quando si parla del benessere animale. È ciò che emerge dall’ultimo report di Legambiente “Animali in città 2020” pubblicato nei giorni scorsi. Oltre trenta parametri presi in considerazione, più di 150 domande a cui il Comune ha dovuto rispondere: dalla normativa emanata dall’Amministrazione per la tutela degli animali, ai servizi offerti (come le sterilizzazioni, i canili, il riconoscimento delle colonie feline e la microchippatura), passando per gli spazi a essi dedicati (non solo le aree cani, ma anche le spiagge per gli amici a quattro zampe etc).

L’indagine di Legambiente valuta le performance che amministrazioni comunali e aziende sanitarie offrono ai cittadini che possiedono animali d’affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici.

Sassari è prima tra i capoluoghi di Provincia sardi, con oltre 44 punti nel calcolo complessivo delle performance, ben distanziata da Cagliari che si ferma a poco più di 25, doppiandola nel parametro che prende in considerazione i fondi e il personale messi a disposizione del servizio comunale dedicato agli animali, con Sassari a quota 16,5 e Cagliari a 8,15. Inoltre comparando i parametri relativi alla performance Organizzazione/Servizi delle ultime tre annualità è evidenziato un ulteriore miglioramento per quanto riguarda l’organizzazione e i servizi offerti (si passa da 13,5 nel 2018 a 16,5 nel 2020). 

Molto buona la valutazione complessiva anche in campo nazionale: il Comune di Sassari si piazza al ventesimo posto rispetto a circa mille Comuni italiani. L’Amministrazione sassarese, con 44,25 si distanzia di pochi voti dal quinto posto di Bologna che ha una valutazione complessiva di 49,9.

«Siamo sicuramente soddisfatti di questo risultato, che premia sia le scelte di questa Amministrazione che punta, in un’ottica di sensibilizzazione ambientale, a sviluppare un’attenzione in materia di tutela e difesa degli animali, sia l’impegno degli uffici che rendono concreti i nostri obiettivi – commenta l’assessora all’Ambiente e Verde pubblico Antonella Lugliè – . E tuttavia vediamo questo come un punto di partenza e non di arrivo: contiamo il prossimo anno di fare ancora meglio».




Contributi per le associazioni per supportare la lotta la randagismo, la Giunta delibera per il sostegno economico e per l’avviso pubblico

Alghero, 18 maggio 2021 – Le associazioni di volontariato che si occupano di animali d’affezione avranno un contributo da parte del Comune, per supportare progetti legati alla promozione del benessere animale, contrasto al fenomeno del randagismo e a sostenere le spese effettuate.
E’ la prima volta che l’amministrazione comunale prevede un sostegno di tipo economico alle realtà associative che operano a favore degli animali domestici. In particolare, la Giunta ha approvato nella seduta di ieri una delibera che fissa i criteri del bando di imminente pubblicazione che definirà le modalità di presentazione delle richieste di contributo. Il budget complessivo messo a disposizione dal Comune è di 25.000 euro. Il contributo che potrà essere erogato a favore di ogni singola associazione non sarà superiore a 5.000 euro, a copertura delle spese effettivamente sostenute per le attività svolte.
“Con questa delibera – spiega l’assessore all’ambiente Andrea Montis– abbiamo voluto dare una risposta alle istanze delle realtà associative operanti nel nostro comune. Le attività svolte dalle associazioni sono infatti di assoluto rilievo, e le difficoltà che incontrano nel sostenere volontariamente le spese sono spesso gravose”.
Si tratta infatti di un primo, rilevante passo che l’amministrazione fa nei confronti di chi, quotidianamente, opera a favore degli animali. Soprattutto in un periodo come l’attuale, nel quale il Comune ha da affrontare le priorità legate alla pandemia, il mondo associativo può colmare dei vuoti in questo ambito. Eventuali fondi che rimarranno disponibili potranno essere utilizzate per l’acquisto di scorte di cibo da consegnare ai gattari/e, che si occupano delle colonie, regolarmente iscritte nel registro comunale.
Nel frattempo, per accorciare i tempi relativamente all’istituzione delle aree di sgambamento i cui atti son depositati per l’iter di approvazione, l’Assessore potrebbe procedere già dai prossimi giorni a proporre la realizzazione della prima area in via sperimentale nei pressi del giardino Hemmerle.