CONTAS. OLTRE IL 35% DEI 4MLN DEL FONDO NAZIONALE COMPETITIVITÀ AGLI AGNELLI IGP DI SARDEGNA

Sfiorano i 2milioni di euro i denari in arrivo per i pastori sardi grazie al Fondo per la competitività delle filiere. Lo annuncia il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp (Contas) nel commentare la circolare pubblicata da Agea. Si tratta di un fondo biennale (2020 – 2021) di 7,5milioni di euro, istituito con Decreto ministeriale del 3 aprile 2020 per attenuare le perdite del settore causate dall’emergenza Covid e destinato agli agnelli macellati a marzo aprile dell’anno prima: sia a quelli marchiati Igp (ai quali andranno 8,18 euro/capo) che a quelli non Igp nati, allevati e macellati in Italia (5,45 euro/capo).

In tutta Italia sono state presentate 12.935 domande per un totale di 612.937 capi dei quali 241.235 marchiati Igp (39%) e 371.702 non Igp (61%) per un totale di 4milioni di euro cosi suddivisi: 1.973.145,83 euro (il 49%) andranno agli Igp e 2.026.854,17 (il 51%) ai non Igp (fonte circolare Agea).

La parte da leone la fa proprio la Sardegna con circa 250mila agnelli che portano in Sardegna 1.838.827 euro il 46% del totale destinato a tutti gli allevatori italiani. Di questi 1.413.733 (il 35% del totalle nazionale e il 77% di quello destinato alla Sardegna) andranno ai 172.828 macellati e marchiati Igp di Sardegna nel marzo – aprile 2019, mentre 425.094,55 euro andranno ai 77.999 agnelli non marchiati Igp.

“E’ un intervento voluto fortemente dal nostro Consorzio – ricorda il presidente del Contas Battista Cualbu –, una boccata di ossigeno per gli allevatori che andrà ad attenuare le difficoltà e perdite subite in questo anno pieno di difficoltà e incognite.  Anche da questi dati si evince la forza della nostra Regione in questo settore e la maggiore sensibilità dei nostri allevatori per il marchio Igp rispetto ai colleghi del resto d’Italia. Marchio che assume sempre maggiore importanza sia nelle istituzioni che in un consumatore sempre più consapevole e attento all’origine del prodotto da portare a tavola”.

“Nelle ultime settimane – aggiunge il presidente – come Consorzio abbiamo concluso importanti accordi con la GDO ed oggi il nostro marchio è presente sul 90% delle più importanti insegne nazionali. Accordi che hanno effetti anche sul prezzo di vendita che in questi giorni ha raggiunto quotazioni record per il periodo”.

La forza dell’aggregazione e di fregiarsi del marchio Igp è evidente anche negli interventi pubblici: se infatti tutti gli agnelli sardi fossero stati marchiati Igp, nell’Isola, grazie al Fondo per la competitività delle filiere, sarebbero potuti arrivare oltre 200mila euro in più, dovuti alla differenza di 3,73 euro a capo che vi è tra quelli Igp e quelli solo nati, allevati e macellati in Italia.

“L’appello che rivolgiamo a tutti gli allevatori – dice il direttore del Contas Alessandro Mazzette – è quello aderire al Consorzio e marchiare i propri agnelli Igp. Uniti, oltre a dare più valore e trasparenza al proprio prodotto, rafforza tutto il sistema”.

Per iscriversi all’Igp di Sardegna è necessario compilare una richiesta di iscrizione e seguire tutte le indicazioni presenti sul sito www.agnellodisardegnaigp.eu nella sezione Iscrizione.

SARDEGNA
NUMERO CAPI EURO A CAPO TOTALE EURO
AGNELLI IGP 172.828 8,18 1.413.733,04
AGNELLI NON IGP 77.999 5,45 425.094,55
TOTALE 250.827 1.838.827,59
ALTRE REGIONI ITALIANE
AGNELLI IGP 68.407 8,18 559.569,26
AGNELLI NON IGP 293.703 5,45 1.600.681,35
TOTALE 362.110 2.160.250,61
ITALIA
NUMERO CAPI EURO A CAPO TOTALE EURO
AGNELLI IGP 241.235 8,18 1.973.145,83
AGNELLI NON IGP 371.702 5,45 2.026.854,17
TOTALE 612.937 4.000.000,00



Compagnia Australiana di cannabis medica annuncia una partnership per la produzione in Sardegna di un integratore SUPERFOOD per cavalli a base di cannabis.

Il management di Medicinal Organic Cannabis Australia (MOCA) Pty Ltd ha stipulato una partnership con una compagnia sarda con sede in Provincia di Sassari. L’accordo prevede la produzione di una nuova gamma di integratori per cavalli basata su una formula arricchita di cannabinoidi sviluppata dal team scientifico di MOCA. L’integratore per cavalli, commercializzato con il brand Italian Stallion, è il primo SUPERFOOD a base di cannabis a spettro completo del suo genere sul mercato ed è il risultato di 4 anni di ricerca e sviluppo.

La scienza ha compiuto significativi passi in avanti nel determinare gli effetti positivi del CBD e di altri cannabinoidi presenti nella cannabis sulla salute. A partire dalla scoperta negli anni ‘90 che tutti gli animali con vertebre possiedono un sistema Endocannabinoide che risponde in modo estremamente favorevole ai cannabinoidi come il CBD e il CBG, presenti nella pianta della cannabis.

Secondo il dottor David Allen MD, cardiochirurgo in pensione e membro della International Cannabinoid Research Society (ICRS), la manipolazione del sistema Endocannabinoide è uno dei progressi più significativi della medicina moderna.

Studi scientifici rivelano che i cannabinoidi stanno dimostrando non solo di trattare condizioni di salute comuni, ma aiutano anche a prevenirne lo sviluppo o il peggioramento. Tra gli altri usi per il trattamento degli animali, è molto efficace nello stimolare l’appetito, ridurre l’ansia, nella gestione del dolore e aiuta nel recupero da lesioni.

“MOCA è molto lieta di annunciare la sua partnership per la produzione di integratori animali in Sardegna. I farmaci a base di cannabis destinati al consumo umano stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo e siamo orgogliosi di essere in prima linea. Siamo all’inizio del trattamento con cannabinoidi per gli animali e siamo entusiasti di essere pionieri con un leader del settore in questo nuovo mercato che è destinato a crescere fino a oltre 200 miliardi di dollari “, ha affermato il co-fondatore e Amministratore Delegato di MOCA, Alessandro Sorbello.

Il team scientifico di Alessandro Sorbello lavora con i cannabinoidi dal 2017 per sviluppare la gamma di prodotti MOCA. “Il nostro team si è concentrato su un fattore che accomuna la stragrande maggioranza dei problemi di salute e ha scoperto che tutti hanno una cosa importante in comune. L’infiammazione è alla radice di quasi tutte le malattie che le persone e i nostri animali affrontano. Dal cancro alle allergie, l’infiammazione è da biasimare. Pertanto, ridurre l’infiammazione è fondamentale non solo per fornire sollievo agli attuali problemi di salute, ma anche per prevenire lo sviluppo di malattie in futuro. Alcuni cannabinoidi sono un antinfiammatorio naturale. Innumerevoli studi scientifici dimostrano che i cannabinoidi sono in grado di ridurre l’infiammazione attuale, fattore chiave per prevenirne lo sviluppo e la diffusione”.

MOCA ritiene che il mercato degli animali, incluso quello degli animali da compagnia, sia destinato a crescere in modo esponenziale man mano che i benefici sulla salute diventeranno più noti e promossi. Sorbello afferma che “la partnership con i produttori sardi ci rende estremamente ben posizionati per diventare leader di mercato in questo nuovo prodotto nutraceutico a base di cannabis progettato per animali di alto valore in tutta Europa”.

In Sardegna dalla fine del 2019, MOCA sta attualmente istituendo un centro di ricerca sulla cannabis medica nella provincia di Sassari, Sardegna per sviluppare ulteriormente la sua gamma di prodotti per l’uomo e gli animali.

Informazioni su Medicinal Organic Cannabis Australia (MOCA) Pty Ltd

Fondata nel 2017, MOCA è un’azienda farmaceutica australiana con sede a Sydney, in Australia. L’azienda detiene le licenze del governo federale per importare e vendere all’ingrosso la sua gamma di prodotti a base di cannabis medica a ospedali, centri clinici e farmacie. L’azienda è guidata da Alessandro Sorbello ed Emanuela Ispani e ha sviluppato una gamma di 21 prodotti approvati dal governo australiano per i pazienti. MOCA lavora a stretto contatto con i coltivatori per garantire la qualità e l’innovazione del prodotto.




MICROCHIPPATURA, I NUOVI APPUNTEMENTI. IN ARRIVO L’AVVISO PUBBLICO PER I CONTRIBUTI PER LE ASSOCIAZIONI

Alghero, 13 gennaio 2021 – Venerdì 15 gennaio e venerdi 29 gennaio 2021 sono in programma due nuove giornate della  campagna di microchippatura gratuita dei cani di proprietà. L’appuntamento  è fissato dalle ore 09.00 ( e non oltre le ore 10, 00 )  presso i locali comunali nei Giardini Martin Luther King (via Don Minzoni, fianco stazione ferroviaria).

Sono trentadue le prenotazioni registrate per la data del 15 e già più di 10 per la data del 29, per la quale è ancora possibile prenotarsi. 

Il servizio di microchippatura sarà effettuato a cura del servizio Veterinario di Igiene degli allevamenti e delle Produzioni zootecniche dell’ATS Sardegna, ASSL di Sassari, in collaborazione con l’Assessorato Politiche Ambientali del Comune di Alghero,  Si fa presente che le operazioni di microchippatura saranno effettuate seguendo l’ordine di arrivo presso la sede e non quello di iscrizione .

Si ricorda che:

Saranno accettati cani anche di altri comuni. 

Gli animali non dovranno avere pulci, zecche o altri parassiti.

I cani aggressivi o di grossa taglia dovranno avere la museruola.

L’iscrizione all’anagrafe canina, mediante l’applicazione del microchip è obbligatoria.

I proprietari o i detentori, a qualsiasi titolo, residenti in Sardegna o ivi dimoranti per un periodo di tempo superiore ai 90 giorni, devono iscrivere gli animali entro il termine di 10 giorni dalla nascita o, comunque, dall’acquisizione del possesso.

La mancata sottoposizione all’inoculazione del microchip è punita con la sanzione amministrativa per la violazione dell’art.5, comma 1 della Legge Regionale n.21 del 1994. Per qualsiasi ulteriore informazione si può consultare il sito internet www.sardegnasalute.it, nella sezione approfondimenti, veterinaria pubblica, anagrafe canina.

Si ricorda infine che durante l’orario di espletamento delle procedure di microchippatura, i padroni dei cani potranno accede e sostare le proprie autovetture usufruendo dei parcheggi disponibili nell’area della stazione ferroviaria accessibile da via Fermi.

Intanto proprio in questi giorni l’assessorato all’Ambiente sta predisponendo, tra le politiche messe in campo a sostegno della lotta al randagismo, un avviso che permetterà alle associazioni che si occupano di randagi (cani e gatti) di ricevere un contributo per le spese da sostenere o un aiuto consistente in cibo per le “gattare” ufficialmente iscritte nel registro pubblico comunale e che si occupano dei felini.




Comunicato stampa – Anagrafe Canina, il calendario di novembre

SASSARI, 6 NOVEMBRE 2020 – Anagrafe Canina, il calendario di novembre

Nel mese di novembre i Comuni interessati dall’attività dei veterinari della ASSL Sassari sono: Esporlatu, Benetutti, Ittireddu, Alghero e Ozieri:

– ESPORLATU – 10.11.2020 – dalle 9 alle 12 – Prenotazione tel. 079 793538 int. 6;

– BENETUTTI – 13.11.2020 – dalle 9 alle 12 – Prenotazione tel. 079 7979013;

– ITTIREDDU – 17.11.2020 – dalle 9 alle 11 – Prenotazione tel. 079 767623;

– ALGHERO – 20.11.2020 – dalle 9 alle 11 – Prenotazione tel. 079 99788688/663;

– OZIERI – 23.11.2020 – dalle 9 alle 12 – Prenotazione tel. 079 781227;

Per accedere al servizio gratuito di anagrafe canina è necessario prenotare l’appuntamento con i responsabili di procedimento del proprio Comune o dei Comuni nei quali si desidera accedere al servizio.

L’Area Socio Sanitaria di Sassari ricorda l’obbligo per i proprietari di cani di iscrivere l’animale al registro dell’anagrafe canina e anche l’obbligo di segnalare ogni eventuale variazione in merito al possesso dell’animale. L’iscrizione in anagrafe deve essere completata entro 15 giorni dal momento in cui si entra in possesso di un cane e possibilmente entro due mesi dalla nascita del cucciolo o prima della sua eventuale cessione.

Le variazioni anagrafiche (smarrimento, furto, morte, cambio di residenza, cessione di proprietà) possono essere notificate al Servizio Veterinario ([email protected]), ai responsabili di procedimento dei Comuni o ai veterinari libero-professionisti autorizzati. La modulistica per le variazioni anagrafiche è scaricabile dal sito: http://anagrafecanina.sardegnasalute.it.

Nel rispetto della normativa vigente in materia di prevenzione della diffusione del Covid-19, si informano i proprietari dei cani che l’accesso ai locali in cui si svolgeranno le operazioni di inserimento dei microchip e di registrazione anagrafica sarà consentito solo, previa prenotazione, al proprietario del cane munito di mascherina. I cani devono essere custoditi con guinzaglio ed eventuale museruola.




CONTRIBUTI PER LA STERILIZZAZIONE DI CANI E GATTI DI PROPRIETÀ: PUBBLICATO IL BANDO

Per il secondo anno consecutivo il Comune di Alghero mette a disposizione delle somme per contribuire alla sterilizzazione di cani e gatti di proprietà. La strada aperta con la delibera n. 315 del 16 ottobre 2019, che ha fissato i criteri di assegnazione dei contributi, viene ripercorsa anche quest’anno, consentendo un notevole snellimento della procedura e l’impegno delle quote agli aventi diritto in tempi decisamente contenuti.

Nonostante l’attenzione attuale è  rivolta sulle conseguenze della diffusione del Covid-19, a maggior ragione non ci si può dimenticare del fatto che comunque moltissimi algheresi hanno scelto negli anni di adottare un cane o un gatto e che il rischio di proliferazione di questi amici domestici può costituire un problema ben più preoccupante da affrontare di quanto non lo fosse anche solo un anno fa.

Con l’intento di semplificare quanto più possibile il compito dei proprietari, il Servizio Ambiente ha realizzato e pubblicato una pagina informativa dedicata alle sterilizzazioni nella sezione “Servizi al Cittadino” del sito Internet istituzionale del Comune di Alghero (https://www.comune.alghero.ss.it/it/servizi-al-cittadino/Amici-a-4-zampe/Contributi-sterilizzazione.html), dove è possibile scaricare il bando, tutta la modulistica e poter disporre in maniera immediata delle informazioni utili per poter presentare la propria istanza, anche grazie alla presenza di uno spazio riservato alle “domande ricorrenti”, alle quali sono già state date risposte basandosi sull’esperienza maturata nel 2019 e che potranno essere aggiornate con eventuali nuove richieste.




COLDIRETTI. LA PESTE SUINA ARRIVA IN GERMANIA MENTRE LA SARDEGNA L’HA DEBELLATA

COLDIRETTI. LA PESTE SUINA ARRIVA IN GERMANIA MENTRE LA SARDEGNA L’HA DEBELLATA

Subito il via libera all’export

 

Mentre la peste suina avanza anche nell’Europa occidentale (la Germania ha notificato il primo caso ufficiale: il 9 settembre scorso è stata rilevata una carcassa infetta di cinghiale morto nei pressi di Cottbus, città al confine con la Polonia) la Sardegna, numeri alla mano, dimostra di averla superata e si pone come esempio virtuoso da imitare.

“Per questo non è più rinviabile – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – il via libera dell’Unione Europea per le esportazioni dei suini sardi oltre i nostri confini dopo oltre 3mila giorni di embargo che hanno lasciato diverse vittime sul campo per le rigide prescrizioni europee che ora dovrebbero essere adottate nella stessa misura in altre nazioni. Non vorremmo trovarci nel paradosso – precisa il presidente della Coldiretti – di essere stati prima confinati per non infettare altri territori (e non lo abbiamo mai fatto) e ora ritrovarci esposti al pericolo di esserlo da parte di altri”.

La Sardegna è da 42 anni che combatte contro la peste suina. Dopo anni difficili e il confinamento delle nostre carni dentro il territorio sardo ininterrottamente dal 2011,  con grande sacrificio e tante difficolta, costate care agli allevatori, finalmente si è imboccata la strada giusta: da 24 mesi non si verificano focolai e da 17 mesi casi positivi.

Numeri frutto di una strategia di intervento seria che stanno a dimostrare (con tutte le precauzioni del caso) che non c’è ragione di continuare con questo embargo.

“Siamo impegnati su tutti i livelli per chiedere lo sblocco del mercato suinicolo, lo ha fatto anche i nostro presidente nazionale con il ministro alla Salute – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. I numeri, che non sono frutto del caso ma di una strategia ed organizzazione alla quale guardano come esempio anche gli altri Paesi, corroborano questa nostra richiesta”.

La peste suina in 42 anni in Sardegna ha polverizzato la suinicoltura, che oggi si declina in tantissime piccolissime aziende finalizzate all’autoconsumo. La Sardegna è la quarta regione italiana dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Piemonte, per numero di aziende. Ma precipitiamo in questa classifica se contiamo il numero di capi per azienda: il numero medio per allevamento è di circa 12 capi mentre il valore nazionale è di circa 60. Abbiamo infatti 14.598 per un totale di 180.908 capi (dati aggiornati al 30 giugno 2019). La maggior parte degli allevamenti di suini costituiscono un’attività secondaria testimoniata anche dal fatto che circa il 70% di queste aziende alleva anche altre specie animali.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




È tempo di raccolta – la campagna di sensibilizzazione per i possessori dei cani

Cartelli in città per responsabilizzare i possessori dei cani. Deiezioni canine: “È tempo di raccolta”

Al via la campagna di sensibilizzazione dell’Assessorato all’Ambiente sul rispetto delle norme da parte dei possessori dei cani. In questi giorni si sta procedendo a installare circa un centinaio di cartelli nei punti più critici dove problematica si registra più spesso. La campagna di sensibilizzazione che riporta gli slogan ” E’ tempo di raccolta” – ” L’amore è fatto di piccoli gesti” -” Lui ha il diritto di farla tu hai il dovere di raccoglierla” -” Un attimo di raccoglimento per Alghero” – ” Civile tu Felice lui”, ha l’obbiettivo di responsabilizzare i cittadini sul dovere di raccogliere le deiezioni.

“Il ripetuto abbandono delle deiezioni canine sul suolo pubblico comunale è divenuto un problema non più tollerabile – commenta l’Assessore Andrea Montis – sia per cittadini che per i commercianti che si vedono imbrattate le zone di ingresso alle attività, ma in generale è un brutto segno di inciviltà”. Da ricordare che le ordinanze al riguardo impongono l’obbligo di rimuoverle nell’ immediatezza. Si annunciano, parallelamente alla campagna di sensibilizzazione, maggiori controlli da parte della Polizia Municipale, e si sta valutando una convenzione con un’ associazione di guardie zoofile. “Ma è indispensabile, oltre tutto, la collaborazione di tutti i possessori di animali al fine di evitare che le nostre strade portino i brutti segni del passaggio dei cani. Richiamiamo, quindi, quella minoranza incivile dei possessori di cani ( la maggior parte non ne ha infatti  bisogno) alla massima collaborazione, ricordando di rispettare le  poche e semplici regole di buona condotta”. Per chi non le rispetterà, sono previste sanzioni da 200 euro.




Riprendono anche a Sassari gli appuntamenti con la microchippatura gratuita dei cani,

Anagrafe canina

Riprendono anche a Sassari gli appuntamenti con la microchippatura gratuita dei cani, in programma il 30 giugno, dalle 9 alle 11, nei locali del canile comunale di Sassari, in località Funtana sa Figu, sulla strada provinciale Sassari – Osilo. A differenza del passato, e in relazione alle misure di prevenzione e contenimento del virus Covid 19, l’attività si svolgerà su appuntamento che deve essere preso tramite richiesta telefonica ai numeri 3667770223 o 079279630, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.30, e il martedì e giovedì dalle 15 alle 17. Dovranno essere comunicati i dati anagrafici, il codice fiscale e il numero di documento di riconoscimento (carta di identità o patente), elementi necessari per la precompilazione della scheda anagrafica. Un passaggio importante per regolamentare le presenze ed evitare assembramenti e contatti interpersonali fra l’utenza. Saranno accettate 30 prenotazioni. Gli animali devono essere esenti da infestazioni di pulci, zecche o altri parassiti, pertanto non saranno accettati i cani non trattati con antiparassitari. Inoltre i cani mordaci o di grossa taglia devono essere muniti di museruola.

Il servizio di anagrafe canina, che avviene mediante l’applicazione indolore per il cane di un microchip sottocutaneo, è curato dal Servizio veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni zootecniche dell’ATS Sardegna – ASSL Sassari – in collaborazione con l’assessorato comunale all’Ambiente ed è uno dei pilastri della lotta contro il randagismo.

L’identificazione e l’applicazione del microchip è totalmente gratuita.

Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Comunicato Stampa – Riprende l’attività dell’anagrafe canina garantita dai veterinari della ASSL Sassari

SASSARI, 15 GIUGNO 2020 – Riprende l’attività dell’anagrafe canina garantita dai veterinari della ASSL Sassari

A giugno il calendario dell’anagrafe canina interesserà i comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres e Sorso

È ripresa l’attività dell’anagrafe canina garantita dai veterinari della ASSL Sassari. Nel mese di giugno i Comuni interessati sono Sassari, Alghero, Porto Torres e Sorso:

30.06.2020 – Nel comune di Sassari, presso il Canile Comunale (dalle 9 alle 11) (non c’è bisogno di prenotazione);

18.06.2020 / 31.06.2020 – Nel comune di Alghero, via Don Minzoni fianco Agenzia delle Entrate (dalle 9 alle 10) (tel. 079 99788688/663);

17.06.2020 – Nel comune di Porto Torres, via dell’Industria 11, presso Multiservizi (dalle 9 alle 10) (tel. 079 514551);

19.06.2020 – Nel comune di Sorso, presso Autoparco Comunale (dalle 9 alle 10) (3773608975);

Per una migliore erogazione del Servizio, dove richiesto, è necessario prenotare l’intervento nel proprio Comune di residenza (il recapito telefonico da contattare viene inserito tra parentesi al fianco del Comune). In assenza di prenotazioni, il veterinario non sarà presente nel Comune, pertanto l’anagrafe verrà rinviata di un mese o sino a quando non vi saranno prenotazioni.

L’Area Socio Sanitaria di Sassari ricorda l’obbligo per i proprietari di cani di iscrivere l’animale al registro dell’anagrafe canina e anche l’obbligo di segnalare ogni eventuale variazione in merito al possesso dell’animale. L’iscrizione in anagrafe deve essere completata entro 15 giorni dal momento in cui si entra in possesso dell’animale e possibilmente entro due mesi dalla nascita del cucciolo o prima della loro eventuale cessione.

Sempre nel mese di giugno i veterinari della ASSL Sassari hanno riattivato il servizio di sterilizzazione sui cani in adozione e sui cani randagi. Il servizio di sterilizzazione si svolge nei canili comunali.




COLDIRETTI. SUINICOLTURA A RISCHIO ESTINZIONE: “SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI”.

Proposta della spesa sarda per un nuovo inizio da donare ai ristoratoriIl Coronavirus rischia di spazzare via anche gli ultimi pilastri della suinicoltura sarda, quelli che hanno resistito a 40 anni di peste suina.

E’ un vero è proprio grido di allarme quello che arriva dagli allevatori di suini che in oltre 40 anni di Psa e 10 consecutivi di divieto di esportazione delle carni oltre i confini sardi rischiano adesso di essere travolti dalle conseguenze economiche dal lockdown e dalle speculazioni del mercato.

Dopo un piccolo e stretto varco apertosi gli ultimi giorni prima di Pasqua, il mercato è caduto in un sonno profondo che rischia di essere lungo e deleterio.

Oltre il 70% della produzione sarda dei maialetti, simbolo della gastronomia sarda, è infatti indirizzato al turismo, settore economico più penalizzato e sul quale la ripresa è la più incerta e lunga di tutti.

Il canale horeca è quello infatti che assorbe la quasi totalità dei nostri maialetti, o meglio di quelli che rimangono dopo 40 anni di peste suina, che solo negli ultimi 10 anni ha ridotto di oltre il 50% il numero dei suini allevati in Sardegna che si attestano intorno ai 100mila capi.

L’altra linea della suinicoltura sarda, quella dei cosiddetti magroni, subisce invece le speculazioni del mercato, dovuta al crollo delle vendite dei prosciutti (che traina il mercato in Italia) e alla chiusura delle macellazioni di circa 200mila suini alla settimana. Ma non ha bloccato invece l’importazione di circa 1milione di cosce dall’Estero, provocando un invitabile crollo de prezzo (circa il 40% negli ultimi due mesi) che si sta ripercuotendo anche nel mercato sardo, in cui la speculazione la fa da padrone e si passa sopra anche sugli impegni e contratti firmati.

“Una situazione anomala – denuncia Pierluigi Mamusa, titolare di uno dei più grossi e moderni allevamenti suinicoli sardi – in cui crollano le macellazioni made in Italy ma non le importazioni dall’estero e in cui si utilizza il crollo del prezzo della carne suina in Italia come una clava anche con noi, dove tra l’altro per via della poca produzione, circa l’80% del nostro fabbisogno è coperto dalle importazioni. In questo modo si favoriscono le speculazioni a scapito delle nostre produzioni di qualità. Purtroppo la grande distribuzione si sta dimostrando poco sensibile a questo problema”.

A resistere in questi anni sono stati non solo gli allevatori più coraggiosi ma anche quelli più innovativi che hanno investito in formazione dando vita ad aziende moderne esempi di biosicurezza e imprenditorialità in Italia e in qualche caso in Europa.

Il modello vivente che ha tenuto in piedi e dato speranza di futuro a tutto il settore anche e soprattutto nei momenti più bui e difficili.

Ma quando sembrava giunto il momento del riscatto per questo settore, quando ormai si avvicinava anche il via libera alle esportazioni che avrebbero sancito anche il superamento della peste suina è arrivato l’emergenza Coronavirus.

Per gli allevamenti linea maialetto un duro colpo che senza sostegno sono destinati alla chiusura. Primavera-estate è infatti il momento di maggiore vendita. Quello in cui sono programmati e si concentrano le nascite.

La non vendita dei maialetti significa non solo meno entrate ma anche più spese. Stiamo parlando infatti di allevamenti strutturati, in cui tutto è programmato. I suini non possono essere aperti al pascolo brado, vietato dalle norme sulla peste suina, quindi le spese per l’alimentazione sono sempre le stesse per i maiali adulti, accresciuti dalla presenza anche dei maialetti non venduti, che intanto crescono e vanno fuori mercato. Stesso discorso per gli altri allevamenti di suini. In molti casi, questi allevamenti innovativi, effettuano anche il congelamento dei maialetti, visto che il mercato si concentra soprattutto a fine primavera e estate, con la crescita del flusso turistico. Ma a parte lo spazio nelle celle, il congelamento non ha tempi lunghissimi di conservazione.

“Il 55% del bilancio dell’azienda è composto dalle spese per mangimi – affermano i giovani allevatori Fabrizio Viglietti di Arzachena e Luciano Nieddu di Berchidda -. Ogni giorno spendiamo circa un euro a maiale. È chiaro che anche una azienda sana come le nostre non possono reggere queste ingenti perdite. Il margine per riprogrammare ed abbassare i costi di gestione sono davvero limitati con il rischio di mandare in fumo anni di programmazione e compromettere l’allevamento. Da oltre un mese siamo in perdita in un periodo nel quale invece devono prevalere le entrate”.

Nei giorni scorsi i due allevatori hanno regalato circa 30 maialetti alla Caritas di Olbia per destinarli alle famiglie meno abbienti. Un gesto di solidarietà, nonostante la crisi: “in questo momento, nonostante stiano andando in fumo anni di lavoro e investimenti e tutti i nostri progetti, non possiamo dimenticare chi sta peggio di noi”.

“Chiediamo al presidente Solinas la convocazione immediata di un tavolo virtuale sulla suinicoltura per trovare insieme delle soluzioni al comparto – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. In questo momento, per via del blocco del mercato c’è una sovrapproduzione di carne. E’ necessario l’immissione di liquidità per garantire almeno il sostentamento degli animali, a rischio è un intero comparto e il lavoro di anni. Le soluzioni non mancano. Inoltre riteniamo opportuno estendere i controlli annunciati dal presidente Solinas anche al settore della carne per tutelare sia i produttori che i consumatori perché non ci risulta che il prezzo alla vendita sia più basso”.

Ma la proposta di Coldiretti Sardegna è anche un’altra. “La Regione potrebbe anche investire qualche milione di euro per acquistare carne di suino magari abbinato con una bottiglia di vino, da donare in questo caso ai ristoratori, altro settore fortemente penalizzato oltre che legato con i due settori agricoli (quelli che maggiormente in agricoltura stanno subendo perdite). Sarebbe “la spesa del nuovo inizio” con annessa promozione e sensibilizzazione ad un utilizzo maggiore di prodotti sardi nella ristorazione nostrana”.

28-04-2020

La Redazione.