“Didone ed Enea” al Teatro Civico di Sassari

Venerdì 25 settembre la compagnia internazionale “Controluce Teatro d’Ombre” porta in scena un grande classico del melodramma per il Festival Nessun Dorma – Belle Époque

SASSARI. Un amore maledetto, quello tra il mitico condottiero troiano e la regina di Cartagine, nel capolavoro barocco di Henry Purcell riproposto con un linguaggio teatrale sorprendente, accessibile e contemporaneo: venerdì 25 settembre, alle 21, al Teatro Civico di Sassari, la compagnia “Controluce Teatro d’Ombre” di Torino porta in scena “Didone e Enea”,un grande classico del melodramma inserito nella terza edizione del Festival Nessun Dorma.

Sarà un appuntamento esclusivo per riscoprire il teatro d’ombre, una forma scenica antichissimache tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ha conosciuto una nuova e affascinante stagione nei cabaret artistici, nei salotti e nei teatri europei della Belle Époque. Una performance fuori dall’ordinario, nella quale opera, teatro di figura, immagini, corpi e illusioni visive si fondono in un’esperienza magnetica.

La messinscena e la regia delle ombre sono firmate da Cora De Maria, Alberto Jona e Jenaro Meléndrez Chas. La consulenza drammaturgica è di Alfonso Cipolla, mentre i movimenti coreografici sono a cura di Paola Bianchi.

La compagnia Controluce rappresenta una delle realtà italiane più autorevoli nel campo del teatro d’ombre e del teatro di figura. La sua ricerca ha dato vita a produzioni presentate a Londra, Tokyo, Milano, Torino, Basilea, Lugano e in numerosi festival internazionali. Tra le esperienze più significative figura la collaborazione allo spettacolo di Kate Bush “Before the Dawn”, all’Hammersmith Apollo di Londra.

«Con “Didone e Enea” portiamo a Sassari una forma teatrale di rara bellezza, capace di trasformare la luce e il buio in racconto – afferma Irene Dore, direttrice artistica del Festival Nessun Dorma –. Il teatro d’ombre possiede un fascino ipnotico: ciò che vediamo sembra esistere e dissolversi nello stesso momento, proprio come un ricordo. È il linguaggio ideale per raccontare una storia sospesa tra amore, perdita e destino. Abbiamo voluto offrire alla città uno spettacolo di respiro internazionale, già applaudito in Italia e all’estero, e un’occasione davvero speciale per avvicinarsi all’opera attraverso la meraviglia».

Lo spettacolo ha debuttato nel 1999 al Festival INCANTI di Torino con musica dal vivo e, nel corso degli anni, è stato presentato in importanti contesti internazionali come il Teatro Regio di Parma, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Alfieri di Asti, il Círculo de Bellas Artes di Madrid, le Journées Théâtrales de Carthage in Tunisia, e ancora in Svizzera, Francia, Austria, Turchia e Singapore, conquistando in Germania il Premio del pubblico al Festival Internazionale di Teatro d’Ombre di Schwäbisch Gmünd.

Nel tempo la produzione ha visto collaborazioni con prestigiose realtà e interpreti della musica antica, tra cui il Quartetto Terpsycordes, il direttore Leonardo García Alarcón, Kenneth Weiss, l’Accademia Montis Regalis, il Coro Maghini e il Novantik Project Basel.

Il Festival Nessun Dorma è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e la collaborazione della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, il Comune di Sassari e infine la Camera di Commercio di Sassari attraverso il programma Salude & Trigu. I biglietti sono disponibili alle Messaggerie Sarde di Sassari e online sul circuito Boxol – Box Office Sardegna. È consigliata la prenotazione.




Ittireddu, il Vulcano di Monte Lisiri palcoscenico di resilienza con l’arte coreutica

La Compagnia Zappalà Danza 2 di Catania e ViDaVé Company di Napoli conquistano Ittireddu per il festival “Corpi in movimento”

ITTIREDDU – Sul palcoscenico lunare di Monte Lisiri l’arte coreutica cerca di mostrare come, persino nel cuore di un universo frammentato, la vita possa sempre trovare sempre una nuova forma. Succede a Ittireddu, nella nuova tappa del festival “Corpi in movimento”, dove la Compagnia Zappalà Danza 2 ha presentato l’opera “Lif”, ricordandoci che dopo ogni fine c’è sempre spazio per un nuovo inizio da ricostruire passo dopo passo.

Ispirata ai versi del celebre poema norreno Völuspá, con la regia e la coreografia di Claudio Scalia, che ha firmato la drammaturgia assieme a Sergio Campisi, la performance ha portato in scena il peso della grande apocalisse (il Ragnarök) e la conseguente distruzione del mondo.

Nell’interpretazione magistrale di Ismaele Buonvenga e Marco Di Dato, gli unici esseri umani che sopravvivono alla fine del mondo, Líf e Lifthrasir, danno un nuovo inizio all’umanità. Il progetto è stato selezionato per NID Platform (sezione open studios) e finalista al Premio Twain direzioni Altre.

La seconda parte della serata ha portato in scena “Coraggio. La sfortuna non esiste” della ViDaVé Company, una produzione firmata da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali (vincitrice del Premio TWAIN Direzioni Altre 2025 e selezionata per la Vetrina del Network Anticorpi XL 2025).

Il lavoro ha proposto una profonda riflessione artistica sul concetto del Sé e sulla reale esistenza della sfortuna, spesso vissuta come un fattore esterno e incontrollabile.

La performance ha saputo sviscerare la complessità della psiche umana, mostrando come la vera forza risieda nell’irrazionalità e nella resilienza. Senza eroi né vittime, lo spettacolo ha ricordato agli spettatori che le difficoltà possono diventare il motore di una trasformazione personale, affrontando l’ignoto non con la paura, ma con il coraggio e la dedizione al lavoro artistico.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 26 settembre a Palazzo di Città di Sassari, dove alle 20.30 si esibiranno i Komoco con “The Fridas” di Sofia Nappi, la Compagnia Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la Compagnia GDO con “Pre-giudizio”.

“Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari. Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Porto Ferro, al “Baretto” si danza tra emozioni e riflessioni

Sul palcoscenico del festival “Corpi in movimento” il talento e l’energia di Artemis Danza e ResExtensa con “Infinitamente Mutabile” e “L’Altro”

PORTO FERRO. Il sole al tramonto, la spiaggia, il mare e la danza. Un nuovo appassionante spettacolo del festival “Corpi in Movimento” è andato in scena sabato sera sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro, con le compagnie Artemis Danza di Parma e Res Extensa di Bari, regalando al pubblico momenti di forte intensità emotiva e un pizzico di riflessione.

A dare il via alla serata è stato “Infinitamente Mutabile” della Compagnia Artemis Danza diretta da Monica Casadei, un vero e proprio viaggio di liberazione e trasformazione attraverso la danza, che ha messo in luce la difficoltà, la paura ma anche la straordinaria forza d’animo necessarie per spogliarsi di ogni maschera e ritrovare se stessi.

Firmato da Raffaele Coppola al suo primo lavoro autoriale, e presentato all’interno della sezione dedicata agli Artisti associati e ai giovani autori, lo spettacolo si è rivelato un assolo intenso e suggestivo incentrato sul tema delle maschere e delle barriere difensive dell’identità.

La creazione coreografica ha esplorato la necessità umana di indossare protezioni invisibili per difendersi dagli sguardi esterni e dal timore di essere feriti, evidenziando al contempo il paradosso di queste armature che, se da un lato offrono riparo, dall’altro finiscono per soffocare l’essenza autentica della persona, intrappolandola in una falsa identità.

Il ritmo e la tensione emotiva hanno preso una nuova dimensione con “L’Altro” della ResExtensa Dance Company, fondendo la fluidità della danza contemporanea con la carica vibrante dell’house dance. La coreografia firmata da Gianni Wers e magistralmente interpretata dal giovane danzatore Moreno Guadalupi, in venticinque minuti di pura energia ha perlustrato le dinamiche di conflitto, competizione e individualismo della società contemporanea.

Al centro della narrazione, è la spinta costante a primeggiare e a “scavalcare” chi vive in prossimità, persino nei rapporti umani più intimi. Anche un semplice giaccone diventa così il simbolo polisemico di protezione, status e identità, trasformandosi in un terreno di contesa immaginaria da parte di tutti ma destinato a pochi.

la performance ha costruito una narrazione astratta ma profondamente riconoscibile, capace di partire dall’illusione di un supporto reciproco per giungere allo svelamento amaro di una lotta solitaria e illusoria.

Il prossimo appuntamento con il festival sarà il 31 agosto alle 20.30 al Vulcano di Ittireddu, accogliendo la Compagnia Zappalà Danza 2 con “LIF” e la ViDaVé Company con “Coraggio la Sfortuna non esiste”.

La manifestazione è organizzata da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




A Banari la rinascita di Palazzo Tonca e il sogno scolpito di Giuseppe Carta

Il 1° agosto inaugurata di fronte a un folto pubblico la riapertura di un luogo simbolo per la cultura e per l’arte del territorio

BANARI. Ci si ritrova immersi in ambienti dove una Melagrana rivela i suoi chicchi pulsanti come simbolo di fertilità, e altri in cui la Pera e la Mela Cotogna rievocano i ritmi antichi della terra, oppure il Grappolo d’uva racconta il mistero della festa e del convivio. Nei frutti scolpiti da Giuseppe Carta, la solennità del marmo bianco di Carrara e la translucenza dell’alabastro di Volterra perdono ogni freddezza per farsi vita, linfa e simbolo di rinascita.

Ed è così che a Banari, Palazzo Tonca ritorna a nuova vita. L’antico edificio nobiliare in trachite rossa – da sempre la casa d’arte del noto scultore – ritorna a essere un punto di riferimento artistico e culturale per il territorio, capace di polarizzare sul paese l’attenzione di un pubblico internazionale.

Il “rifugio creativo” di Carta è stato riaperto al pubblico sabato (1° agosto) al cospetto di una folta platea di appassionati, intellettuali, giornalisti, gente comune, a testimonianza della forte curiosità per un luogo che negli ultimi decenni del Novecento – grazie all’intuito e all’impegno dello scultore banarese – aveva saputo catalizzare su di sé i riflettori di un importante orizzonte culturale.

Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti – assieme al maestro e alla sua compagna di vita e di arte Giovanna – il sindaco Francesco Basciu, che ha definito il palazzo come un valore aggiunto per il paese e per tutto l’hinterland; il parroco don Tore Ruzzu, che ha indicato nell’arte una vocazione divina che gli artisti sono chiamati a condividere con gli altri uomini; e il giornalista Tonino Oppes, che ha posto l’accento sull’inaugurazione come un importante segnale, da cogliere soprattutto per quei piccoli centri che lottano contro lo spopolamento, dove chi ha il coraggio di investire in cultura può avere ancora speranza di salvezza. Presente anche l’assessora alla Cultura, Gerolama Sale.

Nello slargo antistante all’ingresso, in via Marongiu, è stata svelata l’ultima opera, definita “La Prigioniera”, una melagrana che tenta di uscire dal blocco di marmo con la volontà di germinare. In sostanza, un invito ai visitatori e una forma di accoglienza che vuole donare speranza.

Riconosciuto come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, Giuseppe Carta è stato recentemente insignito del titolo di “Eccellenza artistica nazionale” a Palazzo Montecitorio. Lunghissimo il suo curriculum espositivo, attraverso il quale ha portato la visione delle “Germinazioni” in tutto il mondo, dal Grand Palais di Parigi al Javits Center di New York, al Colosseo di Roma, dal Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli e i castelli svevi della Puglia, dalla Biennale di Venezia  all’Heydar Aliyev Center di Baku fino alle grandi città dell’Australia e della Cina.

«La riapertura di Palazzo Tonca – afferma Carta – è di fondamentale importanza, perché è casa, è vita, è il luogo dell’anima e della memoria. Non è ancora completo nell’allestimento e negli arredi, ma è certamente l’inizio del sogno che ho intenzione di realizzare. Oltre a ritornare ad essere luogo di arte e di cultura, vorrei che divenisse punto di riferimento e di riflessione: attraverso le opere cerco di comunicare la bellezza e al contempo l’imperfezione della Natura con uno sguardo che pone l’accento sulla sua stessa esistenza. Tutte le germinazioni della Terra nutrono non solo corpi ma anime e visioni, sono simboli di speranza ed è per questo motivo che ne esalto e celebro la Vita in ogni possibile contesto».




Giuseppe Carta nominato “Eccellenza Artistica” a Montecitorio

Dal 1° agosto, il maestro caposcuola dei “frutti della Terra” riapre a Banari la sua storica dimora artistica di Palazzo Tonca, che per tanti anni è stata il teatro di grandi eventi culturali

BANARI. “Per l’altissimo valore della sua ricerca artistica e per aver saputo trasformare la scultura in un linguaggio universale di straordinaria forza espressiva”. Con queste motivazioni, il celebre scultore banarese Giuseppe Carta ha ricevuto nei giorni scorsi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, il “Riconoscimento di Eccellenza Artistica”, conferito dalla XVII Commissione Arte della Camera dei Deputati.

Un riconoscimento – si legge ancora nelle motivazioni – concesso “per aver portato l’arte italiana nei più prestigiosi contesti nazionali e internazionali, attraverso opere monumentali e di profondo impatto simbolico, affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti della scultura contemporanea e ambasciatore dell’eccellenza creativa del nostro Paese nel mondo”.

A partire dal 1° agosto, il maestro sardo, apprezzato a livello internazionale come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, riaprirà le porte del suo rifugio creativo, Palazzo Tonca, nel cuore di Banari.

Giuseppe Carta a Palazzo Montecitorio

Un’occasione straordinaria per scoprire il luogo in cui nasce questa profonda filosofia della materia, in cui la visione della natura e la ricerca estetica intersecano il racconto della Terra nella sua più intima metamorfosi, con l’intento di celebrarne la miracolosa rinascita.

Dalle iconiche Germinazioni ai grandi frutti monumentali come peperoncini, melagrane e olive, l’opera di Carta ha saputo valicare ogni confine, portando la sua visione al Grand Palais di Parigi, al Javits Center e New World Art Center di New York, al Colosseo di Roma, alla Biennale di Venezia, sui palcoscenici del Teatro del Silenzio con Andrea Bocelli, ai castelli svevi della Puglia, fino all’Heydar Aliyev Center di Baku e alle grandi metropoli della Cina e dell’Australia.

Antica dimora nobiliare in trachite rossa, Palazzo Tonca è stato acquistato e recuperato dallo scultore a partire dalla metà degli anni Ottanta, divenendo nel tempo e per tanti anni teatro di grandi eventi culturali, in un perfetto equilibrio tra architettura tradizionale e arte contemporanea. L’intento è quello di renderlo nuovamente un punto di riferimento per il territorio, una sede operativa e organizzativa di eventi, mostre e attività dedicate all’arte, alla cultura e alla comunità. La riapertura del Palazzo converte oggi gli spazi in un organismo vivente, lasciandone inalterata la suggestione evocativa dell’epoca. La materia vegetale creata da Carta abita e dialoga con la casa d’arte, rivelando un paesaggio visivo custode dell’incanto perpetuo della natura.

Palazzo Tonca a Banari



Danza a Sassari, al Civico Mandala Dance Company

Sabato 18 aprile nuovo appuntamento con “Balancier” per la quindicesima edizione di Primavera a Teatro

SASSARI. Da Roma a Sassari per portare in scena una produzione intensa e poetica che indaga il senso dell’equilibrio attraverso il movimento: sabato 18 aprile alle 20.30, al Teatro Civico, Mandala Dance Company presenta “Balancier” all’interno della rassegna “Primavera a Teatro – XV edizione”.

L’opera, firmata dalla coreografa e regista Paola Sorressa, esplora il concetto di equilibrio inteso come processo dinamico anziché condizione finale. In un mondo in cui l’essere umano aspira perennemente a una stabilità definitiva, lo spettacolo suggerisce che la vera essenza risieda nell’oscillazione infinita tra dualismi. Immersi in sospensioni cariche di energia e movimenti fluidi, i danzatori abitano il contrasto tra mente e corpo, forza e leggerezza, movimento e staticità. “Balancier” non è solo una performance, è un percorso di ricerca di senso che invita il pubblico a riscoprire l’equilibrio nelle sue espressioni più profonde.

Sulle trame sonore elettroniche di Alva Noto e Aleksi Perälä, i tre interpreti Alessia Stocchi, Davide Galuppi e Gabriele Crosta, disegnano uno spazio di riflessione sull’instabilità e sull’armonia, supportati dal disegno luci di Paola Sorressa e Luca Bevilacqua e dalle scenografie di Fiorenzo Zaffina. La produzione, sostenuta dal MIC (Ministero della Cultura), arriva sul palcoscenico di Palazzo di Città dopo il successo ottenuto nelle prestigiose residenze artistiche del Lazio.

“Primavera a Teatro” è organizzata dall’associazione Danza Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con l‘obiettivo di offrire al pubblico sassarese uno sguardo sulle più interessanti realtà della danza nazionale e internazionale. La rassegna è sostenuta da MIC, Regione Sardegna, Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e Artemide.

I biglietti sono disponibili alle Messaggerie Sarde di Piazza Castello oppure online su boxol.it. Per maggiori informazioni contattare il numero079 281129 o inviare un’email a [email protected]




L’incanto di “Les Étoiles” ammalia il pubblico di Sassari

Grande successo al Comunale per il gala internazionale di fine anno firmato Daniele Cipriani per “Corpi in Movimento”

L’auspicio e l’invito di Anbeta Toromani: “Torniamo a vivere la danza a teatro”

SASSARI. «Torniamo nei teatri, torniamo nelle sale per vedere la danza e qualsiasi forma d’arte, poiché c’è bisogno di bellezza e di viverla dal vivo». Più che un invito, un auspicio di fine anno lanciato da Anbeta Toromani alla fine del grandioso spettacolo “Les Étoiles”, di cui è stata protagonista il 30 dicembre, al Teatro Comunale di Sassari, assieme ad altre stelle del balletto internazionale per la serata conclusiva del festival “Corpi in movimento 2025”.

Assieme al compagno Alessandro Macario, Toromani ha interpretato “Invincible grace” di Ivanenko e “Romeo e Giulietta” di Amodio tra applausi scroscianti. «Eseguire quest’ultimocapolavoro tutto italiano è stato un privilegio e un onore. Essere una coppia anche nella vita ci ha permesso di entrare nel ruolo più facilmente, portando in scena più sinergia e più complicità».

Volto celebre della seconda edizione di “Amici” di Maria De Filippi, Anbeta è stata prima ballerina in numerosi teatri internazionali e italiani, dal Teatro nazionale di Tirana al San Carlo di Napoli, dal Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo al Sferisterio di Macerata: «Ho fatto di tutto per divulgare il più possibile la danza classica – ha affermato – “Amici” ha certamente contribuito a riavvicinare i giovani all’arte coreutica, ma in tv basta fare zapping per cambiare canale. Spero che quel pubblico ritorni anche al teatro, nei cinema, nelle sale, dove si sceglie di andare, dove il sipario si apre, si sentono le emozioni degli artisti, le aspettative delle persone, c’è un’energia che arriva, si scambia, è come cibarsi di cose belle».

La stessa energia che ha pervaso il Comunale di Sassari per una prestigiosa produzione Daniele Cipriani Entertainment sotto la direzione artistica di Anna Lea Antolini. Un vero omaggio all’arte tersicorea, apprezzato da un pubblico di tutte le età. Tra i passi a due più virtuosi è andata in scena la versione completa di “Le Corsaire” di Marius Pepita, con Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni, primi ballerini alla Scala di Milano, che hanno padroneggiato una tecnica raffinata fondendo insieme energia e grazia: «Sicuramente la danza porta gioia, passione e felicità – hanno commentato i due danzatori – e pensiamo sia un ottimo modo per finire l’anno, anche per regalare dei momenti di cultura e bellezza».

A interpretare il candore del Cigno Bianco e la magnetica seduzione del Cigno Nero sono stati invece David Motta Soares dello Staatballet Berlin e Teatro Bolshoi di Mosca e Liudmila Konovalova della Wiener Staatballet, che hanno regalato al pubblico i passi più celebri de “Il Lago dei Cigni” nelle coreografie di Ivanov e Petipa sulle musiche di Čajkovskij.

L’inserimento di diversi stili ha permesso contrasti di rara intensità, passando dal rigore del tutù alla fluidità del linguaggio moderno: «Penso sia sempre molto importante portare uno stile contemporaneo, che aggiunge qualcosa di speciale a queste serate di gala», ha dichiarato Matteo Miccini, primo ballerino a Stoccarda, che si è esibito in uno spettacolare “Kiss a crow” di Goecke e quindi nel

seducente pas de deux “Daydreamers” con Diana Georgia Ionescu dello Stuttgart Ballet.

Un uso sapiente del disegno luci ha tramutato il palcoscenico in un luogo senza tempo dove, nel defilé conclusivo,tutti gli artisti hanno salutato il pubblico in un memorabile finale di serata e di anno all’insegna della bellezza. Il festival “Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari.




Alghero, Galà lirico di Capodanno al Teatro Civico con “Un brindisi al 2026 in musica”

Le voci di Francesca Sassu e Valerio Borgioni accompagnate da Riccardo Pinna al pianoforte per la direzione artistica di Irene Dore

ALGHERO. Un augurio in musica che unisce tradizione e accessibilità, qualità artistica e spirito di festa nel segno della grande lirica italiana. Giovedì 1° gennaio alle 20.30, al Teatro Civico di Alghero arriva il Galà lirico di Capodanno per celebrare l’importante ricorrenza con “Un brindisi al 2026 in musica”.

Sul palcoscenico del “Gavino Ballero” saranno protagonisti il soprano sassarese Francesca Sassu e il tenore Valerio Borgioni, interpreti di consolidata esperienza e volti noti al pubblico locale e nazionale.

L’accompagnamento al pianoforte è affidato al maestro algherese Riccardo Pinna, mentre la direzione artistica è del maestro Irene Dore. Il repertorio attraverserà alcune delle pagine più celebri della lirica italiana e internazionale, offrendo al pubblico un percorso musicale accessibile e coinvolgente, capace di coniugare qualità artistica e spirito celebrativo.

Inserito nel cartellone “Echi Armonici” dell’associazione Contrapunctum ETS e promosso dall’associazione Ars Aurelia, il Galà Lirico di Capodanno rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore rilievo del Cap d’Any de l’Alguer voluti dalla Fondazione Alghero e il Comune di Alghero.

Francesca Sassu si è affermata negli ultimi anni per una carriera che unisce attività teatrale e concertistica, distinguendosi per eleganza vocale e sensibilità interpretativa. Valerio Borgioni è oggi tra i tenori italiani più apprezzati della sua generazione, regolarmente impegnato nei principali teatri lirici italiani e internazionali.

Il concerto, a ingresso gratuito, si inserisce nella tradizione italiana dei Galà lirici di Capodanno, appuntamenti simbolici che affidano alla musica d’opera il compito di celebrare le festività e la cultura nazionale. “Portare questo format ad Alghero significa rafforzare il ruolo della città come luogo di produzione e diffusione culturale – ha affermato Irene Dore – valorizzando il Teatro Civico come spazio di incontro tra pubblico, artisti e territorio, e promuovendo laddove possibile le professionalità artistiche locali”.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito Boxol o alla Tabaccheria D’Apello. Per informazioni rivolgersi ad [email protected].




Les Étoiles al Teatro Comunale di Sassari

Il 30 dicembre il gala internazionale coreutico a cura di Daniele Cipriani

Sul palcoscenico un firmamento di stelle della danza per il gran finale del festival “Corpi in movimento”

SASSARI. Un omaggio luminoso all’arte tersicorea. Un cast di straordinari interpreti internazionali per un viaggio attraverso emozioni e stili, che trasformerà il palcoscenico del Teatro Comunale di Sassari in un firmamento di stelle della danza. Martedì 30 dicembre alle 21, la magia di “Les Étoiles” approda per la prima volta in città portando con sé alcune tra le più brillanti star del panorama coreutico mondiale.

Un appuntamento unico, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment e organizzato da Danzeventi di Sassari, che arriva nella serata pre-vigilia di fine anno come gran finale del festival “Corpi in movimento”.

Il gala di danza e balletto a cura di Daniele Cipriani, per la direzione artistica di Anna Lea Antolini, porterà in scena un universo sospeso, in cui grazia, virtuosismo e poesia si fondono in un’esperienza indimenticabile, dove artisti di rara eccellenza celebreranno le più iconiche coreografie di tutti i tempi.

Anbeta Toromani (Opera di Tirana) e Alessandro Macario (San Carlo di Napoli) emozioneranno il pubblico sulle note di Berlioz con “Romeo e Giulietta” di Amedeo Amodio, un passo a due intriso di passione e destino. I due si esibiranno in un secondo pas de deux in “Invisible grace” per la coreografia di Yaroslav Ivanenko e musica di Gurdjieff.

A interpretare il candore del Cigno Bianco e la magnetica seduzione del Cigno Nero saranno David Motta Soares (Staatballet Berlin e Teatro Bolshoi di Mosca) e Liudmila Konovalova (Wiener Staatballet), che daranno vita ai momenti più celebri de “Il Lago dei Cigni” nelle coreografie di Ivanov e Petipa e musiche di Čajkovskij.

Diana Georgia Ionescu (Stuttgart Ballet) incanterà gli spettatori con “Daydreamers” di Edward Clug, insieme a Matteo Miccini (Stuttgart Ballet), per proseguire con “Limelight” di Katarzyna Kozielska sulla musica dei New Tango Orquesta. Matteo Miccini ritornerà in scena a sua volta con “Daydreamers” e con il potente e visionario “Kiss a Crow” firmato da Marco Goecke.

Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni (Teatro alla Scala di Milano) proporranno la versione completa de “Le corsaire” per la coreografia di Marius Pepita, e ancora “Spring waters” di Messerer con musiche di Rachmaninov. Il Defilé conclusivoporterà insieme sul palco tutti gli artisti per un finale di serata memorabile.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari. I biglietti possono essere acquistati online su boxol.it, oppure nel punto vendita Box office Sardegna delle Messaggerie Sarde, in Piazza Castello a Sassari.




Inaugurata “Sassari in Mostra” al Padiglione Tavolara

Un’immersione sensoriale tra arte, danza e tecnologia. La triplice esposizione resterà aperta al pubblico fino al 2 gennaio 2026

SASSARI. Un viaggio multisensoriale che intreccia la memoria storica della danza classica con le più avanzate frontiere dell’olografia e del sound design. Al Padiglione Tavolara è stata inaugurata il 19 dicembre l’esposizione “Sassari in Mostra”, una produzione firmata Danzeventi e Estemporada sotto la direzione artistica di Lucia Cau e la curatela di Livia Lepri, perallestimento e scenografia di Marco Velli.

L’evento, inserito tra i Grandi Eventi 2025 della Regione Sardegna e realizzato in collaborazione con partner d’eccezione come Sky Arte, il Salone del Mobile di Milano e Genova, si articola in tre percorsi distinti che trasformano lo spazio espositivo in un organismo vivo.

L’itinerario si apre con un tributo fotografico a Roland Petit, leggenda della coreografia mondiale. Gli scatti documentano il suo indissolubile legame con l’Italia, ritraendo momenti iconici nei più grandi teatri nazionali (La Scala, Opera di Roma, San Carlo di Napoli) anche al fianco dell’eterea Carla Fracci. «È un’esperienza da vivere pensando a ciò che è stato e al luogo da cui veniamo – ha affermato Livia Lepri –. Petit rappresenta un universo d’amore, passione e ricercatezza del movimento».

La mostra ha una doppia anima: un aspetto di giorno e un volto apparentemente diverso di sera. Il cuore tecnologico è rappresentato da “Angel Robot”, installazione ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli insieme ad Alessio Bertallot, Antonio Alfano e Luca Andrea Marazzini. Il pubblico è invitato a interagire con un box bianco, scrivendo i propri pensieri dopo aver visitato l’interno dell’opera: un ologramma danzante che lancia un potente messaggio d’amore. All’inaugurazione ha partecipato il Sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, che ha lasciato anch’egli un messaggio.

«Come amministrazione siamo molto contenti di ospitare una bellissima iniziativa come questa – ha affermato Mascia – un percorso nell’arte della danza, nell’arte musicale con una installazione bellissima, con un percorso fatto di movimenti e forme, quello che noi ci aspettiamo per la nostra città, in un luogo che è deputato a questo e che vogliamo rilanciare attraverso iniziative che hanno una caratteristica non locale ma territoriale».

L’ultima parte del percorso è “KOROS”, un’installazione sonora che trasforma le vibrazioni acustiche in composizioni coreografiche, curata dal musicista, DJ e autore Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay, Radio 2 e Radio Capital, e da Pointillistico. L’inaugurazione è stata allietata da un rinfresco in cui si sono intrattenuti artisti e pubblico. La mostra rimane aperta fino al 2 gennaio a ingresso libero. L’allestimento e scenografia sono di Marco Velli, ed è realizzato con il sostegno di Comune di Sassari, Sardegna Turismo, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.