Sassari, venerdì al Cityplex arriva MOD’ART

SASSARI. Da Pino e gli Anticorpi a Jacopo Cullin, dalla compagnia Danza Estemporada ai Lapola, poi Daniela Simula, Claudia Aru e tanti altri artisti per inaugurare una stagione memorabile nella storia del multisala di Sassari. Il 13 gennaio alle 17 il Cityplex Moderno presenta “MOD’ART- la sala cinematografica al centro dell’arte”, un evento che sotto la direzione artistica di Livia Lepri condurrà gli spettatori in un’esperienza coinvolgente e immersiva tra danza, teatro, cabaret, musica, videoarte e poesia.

Calendario alla mano, ognuno potrà scegliere quale performance “abitare”. Dalle 17 alle 21.30 e oltre, gli artisti si alterneranno in un percorso tematico suddiviso da una timeline, per animare le diverse sale con 15 minuti di performance intervallate dalle pause necessarie a svuotare e riempire le sale.

IL PROGRAMMA. Alle 17 le quattro sale accoglieranno nell’ordine i Pirati, la Compagnia Danza Estemporada, Daniela Simula e i Lapola. Alle 17.45 Claudia Aru, Estemporada, i Sirbones, Pino e gli Anticorpi. Alle 18.30 i Bateras Beat, Daniela Simula, Cristian Pagliaro, i Lapola. Alle 19.15 ancora i Pirati, poi Pino e gli Anticorpi, i Sirbones, Cristian Pagliaro. Alle 20 i Bateras Beat, i Lapola, Estemporada. Alle 20.30 è il momento di Jacopo Cullin. Alle 20.45 si esibisce Claudia Aru, e in contemporanea Pino e gli Anticorpi, Cristian Pagliaro. Gli ultimi incontri saranno alle 21.30 con i Pirati, Jacopo Cullin, Estemporada, Daniela Simula.

Il ricco parterre di artisti ha l’intento di fare del Cinema di Sassari un polo culturale della città e un rinnovato luogo d’incontro tra arti e persone. Le fasce orarie sono suddivise in base alle diverse età: la prima, che va dalle 17 alle 18 è dedicata all’infanzia; la seconda, che va dalle 18 alle 19 è dedicata a bambini e ragazzi; la fascia dalle 19 alle 20 è per over e senior; e l’ultima, che va dalle 20 alle 21.30 è per giovani e adulti. Ogni performance sarà accompagnata da un videoclip tematico proiettato sul grande schermo.




appuntamento venerdì 16.12.2022 della Stagione Teatri di Prima Necessità 2022-2023 | Civico Teatro “Gravi Bellero” di Alghero




Wilma Labate domenica a Cagliari riceve il Premio alla Carriera L’Alambicco

CAGLIARI. In queste settimane, grazie alla rassegna “Sguardi d’Autrice”, il pubblico cagliaritano ha potuto rivedere alcune delle sue opere più significative introdotte dall’analisi di storici, critici e operatori culturali, che ne hanno approfondito gli aspetti di narratrice sensibile e autrice capace di distinguersi affrontando temi scomodi e di forte impatto sociale.

Wilma Labate domenica (11 dicembre) sarà a Cagliari dove riceverà il Premio alla Carriera firmato L’Alambicco dalle mani del direttore artistico Alessandro Macis e dalla critica cinematografica Gabriella Gallozzi, che coordineranno l’incontro tra la regista romana e i suoi fan.

La cerimonia prenderà il via alle 18 nella Sala Castello di viale Regina Margherita 44, con un concerto omaggio al piano solo del maestro Romeo Scaccia, che interpreterà una selezione delle più emozionanti colonne sonore dei film della regista romana. L’ingresso a tutti gli appuntamenti della rassegna è libero e gratuito.

Sarà il tredicesimo Premio alla Carriera conferito a Cagliari dall’Associazione Culturale L’Alambicco che da anni, grazie al sostegno della Regione Sardegna, porta nell’isola esponenti di spicco del cinema nazionale e internazionale allo scopo di premiarne il valore e farli conoscere al pubblico sardo.

A ricevere il prestigioso riconoscimento sono stati finora Liliana Cavani, Francesco Rosi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Pupi Avati, Giuliano Montaldo, Roberto Faenza, Carlos Saura, Patrice Leconte, Carlo Verdone, Gianni Amelio e l’attore Omero Antonutti. Un Premio alla regia è andato a Roberto Andò.

Il premio va ora a una regista che, nell’ottica degli organizzatori, si è affermata come una delle presenze femminili più significative nel panorama del cinema italiano contemporaneo grazie al suo straordinario talento nel cogliere ritratti umani in momenti cruciali dell’esistenza.

Nei giorni scorsi a Cagliari sono stati presentati“Ambrogio”, “La mia generazione”, “Lavorare stanca” tratto da “Alfabeto italiano”, “Un mondo diverso è possibile”, “Nel nome del popolo italiano – episodio Natale De Grazia”, “Arrivederci Saigon”, “Domenica” e “La ragazza ha volato”.

La rassegna proseguirà nella Sala Stampace di viale Regina Margherita domenica 18 dicembre alle 18 con “Genova. Per noi”, uno sguardo sui tragici eventi del G8 di Genova del luglio 2001, e “Monicelli. La versione di Mario”, entrambi introdotti da Primo Giroldini. Martedì 20 dicembre, alle 18 saranno proiettati “Signorina Effe” (2008, 95’) e “Qualcosa di noi” (2014, 74’), presentati da Bepi Vigna.

Chiusura alla grande il 28 dicembre con l’eccezionale anteprima dell’ultimo film di Wilma Labate, non ancora uscito in sala: l’Alambicco è stato autorizzato a presentare a Cagliari “Quei due. La storia di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano”. Per informazioni rivolgersi a [email protected] o chiamare i numeri 3280615046 – 3280951378.




Risate e applausi a Ittiri per lo spettacolo di Luca Cupani

ITTIRI. Risate a non finire sabato sera al Teatro Comunale di Ittiri per uno strepitoso Luca Cupani che, con il suo “Buono come il porridge”, ha catalizzato l’attenzione del pubblico per oltre un’ora e venti minuti di puro spettacolo.

La sua ironia pungente ricca di sfumature british ha rivelato un talento innato nel coinvolgere gli spettatori, proponendo in chiave originale aneddoti e situazioni paradossali tratte da reali fatti di cronaca, di attualità, da argomentazioni politiche e culturali, dalla storia e dal gossip. Non è stato risparmiato nessuno, mantenendo sempre toni eleganti e scevri di volgarità. Insomma, una comicità intelligente espressa in modo semplice e diretto, con una buona dose di autoironia, aspetti dietro ai quali non è difficile scorgere una preparazione culturale non comune.

Per il comico di Zelig è stato un debutto assoluto in Sardegna, dove ha inaugurato anche l’apertura della prima stagione culturale del Centro per le arti e lo spettacolo, affidata a MAB Teatro. A inizio serata, a fare da apripista dopo l’introduzione del direttore artistico Daniele Monachella, sono stati Aurelio Sechi e Albert Canepa di Stand-up Comedy Sardegna, che hanno scaldato il pubblico con una serie di esilaranti battute one liner.

Come ha spiegato Cupani, il suo incontro con la Sardegna ha radici lontane: «L’ho scoperta prima di esserci mai stato – ha dichiarato – poiché a Londra ho conosciuto tanti emigrati sardi, che ho subito paragonato agli scozzesi d’Italia. Mi ero fatto l’idea di una cultura monolitica, invece qui ho trovato una terra che è quasi un continente, ricca di tante sfaccettature, di tante realtà e tante anime».

Per Cupani le prime esperienze di comicità sono arrivate da giovanissimo, impegnato a far ridere i compagni di classe con battute e imitazioni dei professori. Dopo aver fatto Lettere Classiche, un master con Umberto Eco gli ha permesso approdare nel mondo dell’editoria. Ma il sogno era quello di fare l’attore. Quindi la svolta nella scuola di recitazione alla ricerca di un ruolo drammatico, poi la partenza per Londra.

Qui il genere comico è stato riscoperto quasi per caso. Cupani ha sbancato una sorta di Corrida in salsa inglese al Comedy store, dove ha sbaragliato una trentina di agguerriti concorrenti. Ha preso il via così una carriera che non si è più arrestata, proponendo spettacoli dal vivo e in tv si sia per gli anglofoni che per gli italiani.

La celebrità televisiva è arrivata con Zelig, grazie a uno spettacolo che, dice il comico di origine bolognese: «Proprio come il tipico piatto della tradizione scozzese è ricco di sfumature, di risvolti e di sapori differenti». Inevitabile a questo punto un raffronto con la Sardegna. Ma Cupani si è affrettato a precisare: «Se il mio spettacolo è buono come il porridge, la Sardegna lo è di più». A fine serata il comico si è intrattenuto con i fan scambiando battute e scattando selfie.

La stagione culturale di MAB Teatro prosegue al Teatro Comunale di Ittiri il 20 dicembre alle 20.30 con il Concerto per chitarra classica di Emanuele Addis della “Royal Academy of Music” di Londra.




“Un Bullo da palcoscenico”, sabato a Sassari la Semifinale CentroNord

SASSARI. Cinquanta concorrenti per ventisette esibizioni. Un solo obiettivo: dire NO al bullismo in tutte le sue forme e incanalare le energie nelle più positive forme d’arte da esprimere insieme su un palcoscenico. Sabato 26 novembre alle 20.30, l’Auditorium provinciale di via Monte Grappa 2 a Sassari accoglierà la Semifinale CentroNord della settima edizione di “Un Bullo da palcoscenico”, portando in scena studentesse e studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado tra canto, musica, danza e teatro.

A presentare l’evento sarà come sempre Roberto Manca, direttore artistico della Music&Movie, l’associazione culturale da sempre impegnata in attività a carattere sociale, che organizza la manifestazione con il patrocinio della Regione Sardegna, del Consiglio Regionale della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e di Endas Sardegna.

Chi partecipa arriva da mezza Sardegna con la voglia di esprimere il meglio di sé ma soprattutto di divertirsi e fare gruppo. Ci sono concorrenti di Alghero, Porto Torres, Sorso, Tissi, Osilo, Olbia, Budoni, Telti, Nuoro e Sassari.

I loro nomi sono Giulia Baldinu, Francesca Piga, Mattia Cherchi, Giovanna Porcu, Dina Mannazzu, Francesca Casula, Marco Ruzzeddu, Manuel Sechi, Federica Bianco, Lucia Manca, Nicola Dessole, Radiocination BAND, Francesca Puggioni, Giorgia Pinna, Simone Solari, Angelica Mosino, Alice Sanna, Nicole Leggieri e Federico Varchetta, Chiara e Giulia Conti, Sofia Z, Sofia I, Chiara M e Alice C CREW, Giulia Delogu, Francesca Cambilargiu, Morris Iovine, Underweight BAND, Sofia Madeddu, Veronica Talu, Aurora Sogos e Emanuela Casula, Federica V, Bernardetta D, Martina F, Giorgia C, Valeria C, Roberta G, Greta M e Rebecca P CREW.

Non ci sono regole, se non quella di non superare i tre minuti di durata per ogni performance. Solo i primi sette “bulli” potranno partecipare alla finale assieme agli altri sette che la spunteranno nel corso della Semifinale del CentroSud, che si terrà al Teatro TSE di Cagliari il 4 dicembre prossimo.

All’Auditorium di via Monte Grappa, tra le attività fuori concorso è prevista l’esibizione della classe di k-pop della Popular Dance & Musical School di Sassari. Uno speciale intermezzo darà voce a esponenti della Polizia Postale e della Questura di Sassari, quotidianamente impegnati in vicende legate al bullismo e al cyber-bullismo.

 “Avremo una giuria competente, selezionatissima e presente con incredibile entusiasmo”, assicurano gli organizzatori. Per le semifinali sarà composta da Sharon Podesva, Simona Cillo, Francesca Arca e Bernadette Casu.

La finale regionale si terrà il 3 febbraio 2022 al Teatro Comunale di Sassari, in un matinée rivolto alle scuole. L’ultima edizione pre-covid aveva fatto registrare un afflusso record di circa 1400 spettatori. Per info e prenotazioni contattare il numero 3401846468.




Cinema, a Cagliari “Wilma Labate. Sguardi d’autrice”

CAGLIARI. Si è affermata come una delle presenze femminili più significative nel panorama del cinema italiano contemporaneo, grazie alle sue doti di narratrice sensibile alla storia recente e autrice di emblematici ritratti umani, ripresi, è il caso di dirlo, in momenti cruciali dell’esistenza. Alla regista e sceneggiatrice romana Wilma Labate è dedicata la speciale rassegna cinematografica “Sguardi d’autrice” che l’associazione culturale L’Alambicco rivolge quest’anno a un’artista capace di distinguersi affrontando temi scomodi e di forte impatto sociale.

Dal 27 novembre al 20 dicembre, sei appuntamenti per dodici film nella Sala Stampace di Viale Regina Margherita 44, più la serata di conferimento del Premio alla Carriera nella Sala Castello, guideranno gli spettatori verso la riscoperta delle opere più significative realizzate nel corso di trent’anni d’attività. La rassegna, realizzata con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, prosegue la ricerca intrapresa sul cinema d’autore italiano ed europeo. È in programma la proiezione, la discussione e l’analisi dei lavori, e un incontro tra la regista e il pubblico. L’ingresso è libero e gratuito e non occorre prenotazione.

Nata a Roma nel 1949, Wilma Labate ha iniziato il suo percorso dopo la laurea in filosofia, collaborando con la RAI, per la quale ha girato diversi documentari. Il suo primo lungometraggio è stato “Ambrogio” (1992), in cui ha descritto un mondo dove la parità tra uomo e donna è ancora tutta da inventare e metabolizzare.

PROGRAMMA.

Domenica 27 novembre alle 18, a inaugurare la rassegna nella Sala Stampace sarà il direttore artistico Alessandro Macis, che introdurrà proprio la proiezione di “Ambrogio”, un film in cui una ragazza vuole diventare capitano di lungo corso, ma trova tanti ostacoli davanti a sé che la spingono a farsi chiamare con un nome da uomo. Alle 20 Alessandra Piras introdurrà il secondo film della serata, “La mia generazione” (1996), che cerca di metabolizzare la fase del terrorismo facendo i conti con un periodo tragico della storia italiana, tra attentati, innocenti assassinati a sangue freddo, pentiti e irriducibili.

Ogni proiezione sarà presentata al pubblico da storici, critici e operatori culturali. Tra gli ospiti della manifestazione ci saranno Roberto Silvestri, Primo Giroldini, Gabriella Gallozzi, Domiziana De Fulvio, Elisabetta Randaccio, Bepi Vigna e Alessandra Piras.

Venerdì 2 dicembre alle 18, Roberto Silvestri introduce alla visione di “Lavorare stanca” tratto da “Alfabeto italiano” (1997, 50’), seguito alle 19.30 da “Un mondo diverso è possibile” (2001, 60’).

Sabato 3 dicembre alle 18, Roberto Silvestri introduce invece la proiezione di “Nel nome del popolo italiano – episodio Natale De Grazia” (2017, 60’), seguito alle 19.30 da “Arrivederci Saigon” (2018, 80’) presentato da Elisabetta Randaccio. Venerdì 9 dicembre, alle 18, Domiziana De Fulvio propone “Domenica” (2000, 95’) e subito dopo “La ragazza ha volato” (2021, 93’).

La serata di conferimento del Premio alla Carriera si terrà domenica 11 dicembre alle 18 nella Sala Castello di viale Regina Margherita 42. È in programma l’incontro di Wilma Labate con il pubblico, impreziosito da un concerto omaggio con una selezione delle musiche dei suoi film, eseguite al piano solo dal maestro Romeo Scaccia. Assieme alla regista dialogheranno Alessandro Macis e la critica cinematografica Gabriella Gallozzi.

Seguiranno gli ultimi due appuntamenti della rassegna in Sala Stampace, sulle opere più recenti della regista romana. Domenica 18 dicembre Primo Giroldini introdurrà “Genova. Per noi” (2001, 50’), uno sguardo sui tragici eventi del G8 di Genova del luglio 2001, e “Monicelli. La versione di Mario” (2012, 83’), documentario dedicato a Mario Monicelli, al quale L’Alambicco ha conferito il Premio alla carriera nel 2010, pochi giorni dopo la sua scomparsa.

L’ultimo appuntamento della rassegna si terrà martedì 20 dicembre, con la proiezione alle 18 di “Signorina Effe” (2008, 95’), e “Qualcosa di noi” (2014, 74’), entrambi introdotti da Bepi Vigna. Per informazioni rivolgersi a [email protected] o chiamare i numeri 3280615046 – 3280951378.

COLLABORAZIONI E PARTNERS

Associazione La macchina cinema (FICC); Associazione culturale Hermaea di Cagliari; Associazione Hybris – Centro Internazionale del Fumetto – Cagliari; ANAC Associazione Nazionale Autori Cinematografici; Rivista BookCiak Magazine di Roma; Rivista CineCritica Roma; Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia; CISLE – Centro Internazionale Studi per le Letterature Europee (Torino); CISESG – Centro Internazionale Studi Europei Sirio Giannini (Seravezza); Rivista FuoriAsse – (Torino); Circolo del Cinema Stanley Kubrick (Parma).




Pubblicato in Serbia un fumetto sui Giganti di Mont’e Prama

Lo aveva annunciato un mese fa a Cagliari dal palco del Festival Premio Emilio Lussu: Aleksandar Zograf ha ora pubblicato sul periodico indipendente “Vreme” (settimanale con sede a Belgrado),un fumetto dedicato ai Giganti di Mont’e Prama. L’idea dello scrittore serbo, al secolo Saša Rakezić, era nata quest’estate allo scopo di far conoscere al pubblico dei Balcani le straordinarie ricchezze storiche e archeologiche della Sardegna.

Il lavoro di Zoagraf racconta quella che è un po’ la sua storia. La storia di un appassionato d’archeologia e studioso dei collegamenti tra il mondo antico del continente e quello mediterraneo: «Nel mese di settembre del 2022 – si legge nel testo in lingua serba – assieme a una squadra di rappresentanti serbi e austriaci, ho partecipato agli scavi archeologici presso la località di Banjska Stena, alle terme di Gamzigrad. Oltre ai reperti risalenti all’età del rame, a quelli della cultura di La Tène e dell’epoca romana, i più interessanti forse sono stati quelli dell’età del Bronzo, principalmente frammenti di contenitori di ceramica, ma anche rovine di antichi villaggi, importanti tracce di sepolture e altro…».

L’autore si concentra poi sul suo soggiorno nell’isola, ospite del Festival Lussu organizzato dall’Alambicco: «Poco dopo quegli scavi nella Serbia dell’Est, per puro caso ho avuto l’occasione di andare in Sardegna, dove ho presentato il mio ultimo libro a fumetti».

Il libro è “Il quaderno di Radoslav e altre storie sulla Seconda guerra mondiale” (001 Edizioni, 2021), un volume che descrive attraverso testimonianze e documenti il secondo conflitto mondiale nei suoi momenti difficili e negli accadimenti al di fuori dalla storia ufficiale.

«Ovviamente non mi sono fatto sfuggire l’occasione di visitare il museo archeologico di Cagliari», ha proseguito Zoagraf, definendo il museo del capoluogo sardo come un «vero paradiso per chiunque sia interessato all’età del bronzo, grazie alle statuine (bronzetti) che raffigurano dettagli come armi, indumenti e oggetti d’uso quotidiano che non è facile invece notare nei ritrovamenti di altri siti europei».

In un riquadro vengono illustrati due bronzetti nuragici, nelle figure di un guerriero e di un personaggio orante. Quindi l’attenzione si concentra sui nuraghi e sui rinvenimenti di Mont’e Prama: «Oltre alle imponenti costruzioni circolari di pietra, le più importanti tracce di quell’epoca sono senza dubbio i ritrovamenti delle monumentali statue di pietra, alte sui 2-2.5 metri, rinvenute a Cabras, nella zona occidentale dell’isola. Nel 1974, mentre aravano i campi, alcuni contadini notarono che i blocchi di pietra nascosti sotto terra che ostacolavano il loro lavoro, in verità potevano essere parti di una grossa scultura. Quindi li caricarono su un cassone e li portarono via…».

Le immagini dei Giganti sono ben tratteggiate in un altro riquadro, nelle tre tipologie a noi pervenute. «Dopo il recupero e il restauro durato anni, si capì che le sculture erano in tutto venticinque, alcune raffiguranti costruzioni, altre chiamate i giganti di Mont’e Prama, che rappresentano arcieri, guerrieri e lottatori», scrive Zoagraf che prosegue introducendo il mistero sull’origine e sugli autori di tanta magnificenza: «A dire il vero è difficile capire in realtà chi o cosa possano rappresentare le tre statue, ma si sa che sono senza dubbio collegate alla tomba (della tarda età del bronzo o del primo periodo dell’età del ferro), ritrovata sullo stesso sito. La testa del lottatore con il suo sguardo ipnotico, quasi caricaturale, ma comunque maestoso, rende l’idea di una rappresentazione imponente e gloriosa dell’essere umano. Lo possiamo avvertire e capire anche noi, nonostante le migliaia di anni che ci separano dalla loro epoca…».

Zoagraf è molto noto non solo in Italia, ma in tutta Europa, per aver raccontato attraverso i fumetti i terribili massacri avvenuti durante la disgregazione dell’ex Jugoslavia.




Sennori, la “Musica delle piante” per interagire con la natura

SENNORI. Avvicinarsi alla natura e agli alberi percependone le sensazioni attraverso la musica. Anche questo è “Chent’annos”, la tre giorni di celebrazioni per i 50 anni del Moscato Doc di Sorso Sennori, che si è conclusa domenica in paese con il concerto bucolico “Musica delle Piante” proposto dal duo Giovanni Antonio e Patrizio.

Grazie all’utilizzo di un apposito computer, l’inserimento di un polo positivo e di uno negativo permette di captare i livelli di energia prodotta dagli alberi durante la fotosintesi clorofilliana, e ne reinterpreta le frequenze traducendole in note musicali. Si percepisce così l’umore dell’albero in rapporto a chi gli sta vicino, a chi ne entra in contatto.

A Sennori gli spettatori di questo originale concerto hanno iniziato a interagire con le piante dell’agrumeto retrostante il Centro Culturale Pazzola, chi accarezzando le foglie, chi i rami e chi il tronco, scoprendo tonalità differenti a seconda del contatto o del gradimento della pianta per ognuno dei presenti.

“A seconda di chi tocca le foglie ci sono cambi di frequenza – ha spiegato Giovanni Antonio – a volte positiva, nel senso che le note diventano più vivaci e gradevoli, altre volte l’albero percepisce negatività, quindi, o produce sonorità cupe, molto basse o può arrivare addirittura a smette di suonare. Questo può succeder quando il contatto avviene con persone che abbiano spezzato qualche ramo”.

L’appuntamento è stato accolto con entusiasmo dall’Amministrazione comunale di Sennori per le diverse finalità a cui è rivolto: inizialmente nato come progetto turistico per la valorizzazione e la sensibilizzazione verso l’ambiente, è stato poi utilizzato come valido strumento di natura didattica all’interno delle scuole per fare educazione ambientale, per sensibilizzare gli alunni verso un atteggiamento più sostenibile nei confronti della natura.

Il lungo weekend iniziato venerdì è stato occasione per promuovere le eccellenze del territorio attraverso il moscato. Tra le iniziative culturali che hanno accompagnato l’evento c’è stata anche l’inaugurazione del trekking urbano a cura di Maria Paola Cordella in collaborazione con l’associazione culturale Il lentischio di Sennori, le cui componenti hanno contribuito attraverso le ricerche sul campo e prestando le loro voci. È un percorso per le vie del paese con tanto di QrCod, voluto dall’Amministrazione comunale e in particolare dall’assessorato al Turismo guidato da Elena Cornalis, che permette di conoscere la comunità ascoltando le voci guida dal proprio cellulare, mentre si cammina tra i viottoli e gli slarghi del centro storico.

“È uno strumento e una testimonianza nelle mani della comunità – ha affermato Cordella –. È un filo rosso di racconto che vuole veramente invitare la popolazione a raccontarsi. Sono delle finestre che si sviluppano nel tempo. Questo è solo il punto di partenza”.

Tra Giocheria per bambini e ricami della tradizione, a chiudere in concomitanza il ricco programma è stata la replica della proiezione del docufilm “Romangia, ricami di terra tra cielo e mare”, a cura di Maria Paola Cordella per la produzione Pipe Studios.

“Avvicinandomi alla dimensione dei produttori ho visto che in questa professione c’è tanto amore – ha proseguito Cordella – c’è rispetto e la voglia di aprire discorsi che allarghino questo essere agricoltori, produttori e portatori della tipicità di un luogo, verso diverse dimensioni territoriali. Un invito a fare rete, a connettere le tante unicità che devono imparare a portarsi in superficie e a promuoversi”.

La manifestazione è inserita all’interno del percorso “Salude e Trigu” della Camera di Commercio Nord Sardegna, organizzata con il sostegno e il contributo del Comune di Sennori e gode del patrocinio dell’Associazione nazionale “Città del vino” e dell’Associazione “Turismo del VinoSardegna”.




Cinema, “Storie di volti e di silenzi” ritorna a Cagliari con “Il muto contemporaneo”

CAGLIARI. Dal 6 novembre al 14 dicembre ritorna la rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto”, con una VI edizione dedicata all’eredità lasciata da questo straordinario periodo d’esordio del cinema che, con le sue forme espressive e le soluzioni stilistiche, ha influenzato non poco le produzioni di film di tutto il mondo fino ai giorni nostri.

Sono in calendario dodici serate al Centro culturale Hermaea di Pirri per un totale di tredici film, che saranno presentati e introdotti dagli interventi di critici ed esperti. Quindi evento finale il 17 dicembre nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita a Cagliari, con tavola rotonda e sonorizzazione dal vivo del lungometraggio “Dr Plonk”.

Le opere selezionate attraversano generi il cui punto d’incontro è “Il muto contemporaneo”, caratterizzato dalla mancanza di dialoghi, e da un’evoluzione delle scene in cui ad accompagnare lo svolgimento della storia e le didascalie narranti è la sola presenza di rumori e di colonne sonore musicali.

La rassegna è organizzata dall’associazione culturale La macchina cinema (FICC) con la direzione artistica di Patrizia Masala, grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con le associazioni L’Alambicco ed Hermaea insieme ad altri partner nazionali e internazionali.

DATE E FILM. Il ciclo di appuntamenti sarà inaugurato domenica 6 novembre alle 17.30, con la proiezione dei film“La spia-The Trief” di Russel Rouse (1952, 64’) e “L’ultima follia” di Mel Brooks (1976, 84’). Mercoledì 9 novembre alle 20sarà proposto “Sidewalk Stories” di Charles Lane (1989, 101’). Lunedì 14 alle 20 sarà offerta la visione di “Baraka” di Ron Fricke  (1992, 94’), e mercoledì 16 alle 20 quella di “Juha” di Aki Kaurismäki (1999, 73’).

Lunedì 21 novembre alle 20 la rassegna accoglie la pellicola di “Margarette’s Feast” di Renato Falcão (2003, 80’), e mercoledì 23 novembre alle 20, The Call of Cthulhu di Andrew Leman (2005, 47’). Lunedì 28 novembre alle 20 si terrà la proiezione del film “La Antena” di Esteban Sapir (2007, 100’). Mercoledì 30 alle 20 il film Lèmuri-Il bacio di Lilith di G. Virgadaula (2008, 80’).

Lunedì 5 dicembre alle 20 è in programma The Artist di Michel Hazanavicius (2011, 100’) e, per il 7 dicembre, alle 20, è in calendario “Blancanieves” di Pablo Berger (2012, 104’).

TEMI. Serata dopo serata si passa dalla spy-story sulla guerra fredda al comico sul meta-cinema, dall’omaggio al cinema chapliniano alle diversità culturali e alla bellezza della natura attraverso un viaggio in 24 paesi del mondo. In questi capolavori sono trattati, in una narrazione tra fantasia e realtà, il dramma dell’abbandono e la perdita del lavoro. Si passa dalla follia mutuata da un racconto di Lovecraft a un salto fantascientifico nel futuro, da una città i cui abitanti hanno misteriosamente perso la voce all’horror mitologico.

Saranno approfonditi i momenti legati alla fine della grande stagione del cinema muto, quando l’ingresso del sonoro mandò in rovina numerosi attori, e sarà analizzata la rivisitazione creativa in un altro spazio-tempo presente nella fiaba di Biancaneve. Tra i soggetti presi in esame ci saranno anche le malsane dinamiche familiari che tracimano in tragedia, l’emarginazione e la disabilità che portano a comportamenti devianti.

SERATA FINALE. L’appuntamento conclusivo si terrà il 17 dicembre, nella Sala Castello dell’hotel Regina Margherita a Cagliari, con diversi eventi speciali, a iniziare dal mattino con la tavola rotonda “Il muto nel cinema sonoro” (10-12.30) coordinata dal Alessandro Faccioli dell’università di Padova, allo scopo di indagare questo affascinante mondo del muto contemporaneo. Interverranno Denis Lotti dell’università di Verona, Antioco Floris dell’università di Cagliari, Stella Dagna dell’università di Torino e Luca Mazzei dell’università Tor Vergata di Roma.

La rassegna si conclude in serata, alle 19, con il Cine-concerto dedicato al film Dr Plonk di Rolf de Heer (2007, 81’), introdotto alla vision da Alessandro Macis. L’opera sarà sonorizzata dal vivo attraverso le musiche originali di Guido Coraddu, da lui proposte al pianoforte assieme a Franziscu Medda – Arrogalla in live electronics e Andrea Parodo al basso elettrico. L’ingresso è libero e gratuito per tutti gli appuntamenti della manifestazione.

Partner: Università di Padova, Università di Torino, Università di Tor Vergata Roma, Università di Cagliari, Università di Verona, Celcam Centro per l’educazione ai linguaggi del cinema degli audiovisivi e della multimedialità – Cagliari, Associazione Culturale L’Alambicco – Cagliari, Associazione Hybris – Centro Internazionale del Fumetto – Cagliari, IFFS International Federation Film of Societies, FICC Federazione Italiana dei Circoli del Cinema – Roma, Centro Regionale FICC Sardegna, Associazione culturale Hermaea – Cagliari, SNCCI Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, CineCritica rivista di cinema, ANAC Associazione nazionale autori cinematografici, BookCiak Magazine Roma, CISESG Centro Internazionale Studi Europei Sirio Giannini di Seravezza CISLE Centro Internazionale Studi per le letterature Europee di Torino, FuoriAsse rivista multidisciplinare Torino, Istituto Luce




Danza a Sassari tra ologrammi e intelligenze artificiali, Livia Lepri accolta tra gli applausi

Al Verdi la prima assoluta di “#the game”: il festival della danza d’autore “Corpi in movimento” ha concluso sabato la XIX edizione con uno spettacolo di grande complessità firmato Estemporada, che vuol essere un invito a non avere paura del futuro

SASSARI. “No, non ti sto spiando, sono progettata per proteggere la tua privacy”. Una voce artificiale irrompe in sala al Teatro Verdi di Sassari e, nonostante il tentativo rassicurante, provoca una certa inquietudine. Il timbro vocale è di Alexa, l’intelligenza artificiale, i cui circuiti luminosi volteggiano sul palco tra due danzatrici dai costumi avveniristici, ad indicare che il futuro è già qui.

All’improvviso appare una figura luminosa che inizia a danzare accanto alle tre protagoniste. L’immagine sembra quasi criptata ma la sensualità delle movenze e la sagoma sono inconfondibili: è Livia Lepri, notissima coreografa della compagnia Estemporada di Sassari, ideatrice dello spettacolo.

Anzi no, è il suo ologramma, magicamente prodotto grazie a un complesso gioco di luci. Il sincronismo è perfetto, e i movimenti ipnotici della danza sembrano quasi tranquillizzare gli spettatori, in un ritmo ammaliante che è l’invito ad accettare questo nuovo mondo, questo nuovo gioco fatto di interazioni, “the game”.

È “Lo Stato della Materia #thegame”, l’ultimo lavoro ideato da Livia Lepri per la compagnia Danza Estemporada, presentato in prima assoluta sabato scorso al Verdi come spettacolo conclusivo del festival “Corpi in movimento” 2022.

Gli applausi arrivano scroscianti, ma solo a fine serata, quando la coreografa saluta il pubblico sul palco assieme alle danzatrici e agli scenografi e costumisti. Gli spettatori hanno atteso in silenzio fino all’ultimo momento, perché i sensori di Alexa sono sensibilissimi e si attivano con il battito.

Tutto è studiato per evidenziare un futuro pressante fatto di nuovi media, intelligenze artificiali e tecnologia, senza mai dimenticare l’origine, e quindi la coscienza di un ritorno alla natura di esseri viventi. Un senso di libertà pervade il finale, quando la proiezione di cavalli al galoppo lungo praterie sconfinate straborda volutamente addirittura dal quadrato del palcoscenico.

«Sono davvero grata che il messaggio sia passato, che è quello di non avere paura del futuro – ha affermato Lepri –. È stato un lavoro molto complesso, lungo, ma tanto gratificante perché mi sono circondata di grandi professionalità. Sono tre anni che ci lavoriamo. L’ologramma ha richiesto una lunga gestazione perché doveva interagire non solo con le danzatrici in carne ed ossa ma anche con i sensori di Alexa”.

Le scenografie e i costumi sono a cura di Fabio Loi, lo studio digitale e il progetto olografico sono di Francesco Dessì e Stefano Campus, il disegno luci è affidato ad Adriano Marras e la parte tecnica è a cura di Toni Grandi. Ora la compagnia Estemporada partirà in Albania, dove in settimana, presenterà a Tirana il prequel de “Lo stato della materia #ilmutaforme”.

“Per me è stato un onore chiudere il festival di Danzeventi “Corpi in movimento” – ha proseguito Livia Lepri – perché è un festival di grande spessore. E realizzare una prima nazionale per la mia città dove io lavoro, dove svolgo la mia esistenza umana e creativa è stato un onore. Quindi adesso voleremo in Albania e in altre parti d’Italia, sperando di essere presenti a noi stessi”.

Il festival è organizzato dall’associazione Danzeventi con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Comune di Sennori e del Baretto di Porto Ferro,e la collaborazione del Teatro Verdi, del Rotary Club Sassari Nord e della Comes.