Sardinia Film Festival, una sedicesima edizione tutta animation firmata Luca Raffaelli

Il nuovo direttore artistico Luca Raffaelli

SASSARI. Il Sardinia Film Festival ritorna per la sedicesima edizione con una veste tutta nuova focalizzata interamente sulla tecnica e il linguaggio del cinema d’animazione in tutte le sue forme, affidando la direzione artistica al giornalista, saggista e sceneggiatore romano Luca Raffaelli, considerato uno dei massimi esperti italiani nel campo dei fumetti e dell’animazione.

Per partecipare al bando 2021 c’è tempo fino al 10 settembre. Il tema è libero ma le opere devono essere in prima visione sarda e non antecedenti il 2020. La durata dei lavori non deve superare i quaranta minuti (inclusi i titoli) e si raccomandano i sottotitoli per i lavori in lingua straniera. L’iscrizione è gratuita.

Nato nel 2006 grazie alla storica associazione culturale Cineclub Sassari presieduta da Carlo Dessì, da sempre impegnata nella promozione cinematografica internazionale in Sardegna, il festival aderisce all’AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema). Sono già centinaia i corti pervenuti da tutto il mondo all’indirizzo della manifestazione.

In palio ben otto prestigiosi riconoscimenti: oltre al Gran Premio Sardinia Film Festival e al Premio Fabrizio Bellocchio per il contenuto sociale (in onore di un geniale appassionato che ci ha lasciato troppo presto), sei sono dedicati a maestri del cinema d’animazione italiano: Premio Bruno Bozzetto per il film dalla parte della Natura e degli Animali; Premio Osvaldo Cavandoli per il one-man-film; Premio Giulio Gianini per l’originalità; Premio Manfredo Manfredi per il film che dà spazio al dubbio; Premio Fusako Yusaki per il film che ama la sintesi; Premio Pino Zac per il film ribelle.

Una precedente edizione del SFF

Anche la formula sarà completamente rinnovata. «Dal 3 all’8 dicembre prossimo a Sassari sarà un happening continuo, con i programmi che si susseguono uno dopo l’altro, senza interruzione, all’interno della stessa sala – ha affermato Raffaelli –. Abbiamo un corposo concorso di corti da tutto il mondo che sarà alternato da incontri con gli autori e da presentazioni di opere nuove e storiche. Una formula particolare capace di creare calore e attenzione tra il pubblico».

Il cinema d’animazione come incontro di tutte le arti. «Il festival farà di tutto per favorire la nascita di nuove idee – ha specificato il direttore artistico –. Vuole essere una congiuntura energetica per tutti quelli che lavorano con la creatività, con le invenzioni, un detonatore di nuove creazioni attraverso l’incontro, la visione delle opere e il confronto. Il cinema di animazione di oggi è davvero un punto d’intersezione di tutte la arti, dal fumetto al videogioco, dalla pittura alla scultura al cinema dal vero. Per questo chiamiamo a raccolta a Sassari tutti gli artisti sardi in primo luogo e tutti gli artisti del mondo, non solo di cinema».

I dettagli del bando sono disponibili all’indirizzo https://filmfreeway.com/SardiniaFilmFestival.

Il pubblico del SFF in una precedente edizione



Moda in Sardegna: Roberto Stella ed Elio Pulli insieme per una “Collezione d’arte”

Lo stilista Roberto Stella

ALGHERO. Arte e moda ai massimi livelli in Sardegna si incontrano per dare vita a una collezione in cui creatività, colori e “fashion design” esplodono nell’abbraccio di due talenti straordinari. Roberto Stella ed Elio Pulli sono le due firme d’eccezione di questo progetto dal titolo “Collezione d’arte”, nato nel 2020 per rappresentare l’isola alla “Fashion week” di Mosca. Un progetto interrotto a causa della pandemia e che finalmente domenica sera (29 agosto) sarà presentato nella cornice suggestiva dell’hotel Baia di Conte, ad Alghero, gestito quest’anno dal Gruppo Studio Vacanze presieduto da Giovanni Sanna.

È un ritorno attesissimo quello di Roberto Stella, stilista da oltre ventidue anni con tante partecipazioni alle collettive di moda di tutta Italia e organizzatore di eventi di successo quali “La notte della moda” a Sassari.

Dopo sei anni di assenza dalle passerelle per seguire altre soddisfazioni professionali, propone ora una collezione che trasmette tutta la forza espressiva del genio di Elio Pulli, maestro riconosciuto a livello internazionale come poliedrico fuoriclasse della creazione artistica.

«Di Pulli ho sempre amato profondamente lo stile, in particolare l’astrattismo – ha spiegato Stella –. Uno stile inimitabile che ora ripropongo in versione fashion per vestire qualsiasi donna nelle tre tipologie della linea giovane, dell’oversize e dell’abito da sera».

La sfilata di moda promette di essere un vero e proprio evento mondano impreziosito dalle note della cantante Roberta Usai, con il buffet allestito da Spianà, il brand di streetfood che porta la firma dello chef Fabio Nurra.

La passerella sarà predisposta a bordo piscina al cospetto di ospiti di rilievo regionale, nazionale e internazionale. Sfileranno sedici capi unici indossati dalle meravigliose modelle dell’agenzia di Michela Giangrasso di Cagliari, le cui acconciature sono curate da Salvatore Hair Style di Ploaghe. Dal progetto scaturirà una collezione di prêt-à-porter disponibile da settembre nell’atelier RS di Piazza Castello a Sassari.

Al Baia di Conte il maestro Pulli dipingerà un abito dal vivo per la gioia dei presenti, realizzando un’opera d’arte su stoffa che sarà poi esposta all’interno degli spazi museali di Casa Gioiosa, nella struttura dell’ex carcere di Tramariglio.

Roberto Stella con Elio Pulli



Film, fumetti e murales a CineMartist

A Martis dal 21 al 29 agosto. Tra gli ospiti Igort, Anna Kauber, Andrea Arru, Bruno Enna, Emiliano Longobardi, Paola Cireddu, Roberto Achenza

Il murale dedicato a Gian Maria Volonté realizzato nella scorsa edizione

L’omaggio a Fiorenzo Serra nel centenario della nascita, un’intera giornata con Igort tra illustrazione e cinema, il fumetto secondo Emiliano Longobardi e Bruna Enna, le donne pastore raccontate da Anna Kauber, la nuova stella del piccolo e grande schermo Andrea Arru, i cortometraggi d’autore firmati da Paola Cireddu e Roberto Achenza e quelli realizzati durante il festival dai giovani filmmaker invitati per una residenza artistica. E poi film d’animazione, un laboratorio di pittura murale, attività di scultura, una mostra, i risultati del progetto portato avanti nelle scuole secondarie del territorio per la diffusione del linguaggio cinematografico con i registi-docenti Mario Piredda, Sergio Scavio, Nicola Contini e Matteo Incollu.

È davvero ricco il programma della quarta edizione di CineMartist, in programma a Martis dal 21 al 29 agosto. Una crescita costante quella del festival nato nel 2018 e caratterizzato dalla multidisciplinarità e dall’attenzione alla formazione artistica. Gran parte degli eventi si svolgeranno nella centrale Piazza San Giovanni, con le proiezioni pomeridiane al Centro polivalente, ma la manifestazione come sempre coinvolgerà tutto il paese di Martis. E non solo. Anche quest’anno gli studenti-autori invitati a realizzare dei corti durante il festival si sposteranno per girare le loro opere in tutta l’Anglona, in particolare nei comuni di Chiaramonti, Sedini, Laerru, Perfugas, Nulvi, Bulzi.

CINEMA E ANTROPOLOGIA. Nel centenario della nascita CineMartist omaggia Fiorenzo Serra, il più importante documentarista sardo (scomparso nel 2005) che con i suoi lavori, diversi corti e il famoso lungometraggio “L’ultimo pugno di terra” realizzato negli anni Sessanta, ha fatto conoscere meglio l’isola ai sardi stessi e al mondo. Due opere di pittura murale ispirate a Serra saranno realizzate nelle strade di Martis durante un laboratorio condotto da studenti del corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, con la supervisione del docente Giovanni Sanna. L’attività, che coinvolgerà anche bambini e ragazzi del paese, si svilupperà da lunedì 23 agosto a giovedì 26 agosto quando i murales saranno presentati al pubblico (alle 18.45) con interventi di alcuni rappresentanti del Laboratorio di antropologia visuale “Fiorenzo Serra” della Società umanitaria – Cineteca sarda. L’omaggio al regista continuerà domenica 29 agosto (alle 21.15) con la proiezione dei corti “Artigiani della creta”, “Desulo” e “Un feudo d’acqua” introdotti da Antioco Floris, studioso della sua opera e responsabile del Celcam dell’Università di Cagliari.  Ma a Fiorenzo Serra si può per certi versi legare anche il documentario “In questo mondo” di Anna Kauber che l’autrice presenterà a Martis sabato 28 agosto (alle 21.30). Un viaggio lungo tutta l’Italia, con tappe anche in Sardegna, per raccontare le donne dedite alla pastorizia. Uno sguardo poetico, al femminile, sul mondo rurale. A dialogare con la regista dopo la proiezione ci sarà Lorenzo Hendel, docente di cinema documentario ed ex responsabile editoriale di Doc3 sul terzo canale Rai.

IGORT DAY. In un festival che parte dal cinema e si apre ad altri linguaggi non ci può essere ospite più perfetto: Igort, conosciuto come uno dei più grandi fumettisti a livello internazionale ma impegnato anche nel mondo del cinema, della musica e non solo. Oltre a essere autore di tantissime storie disegnate, ha infatti all’attivo mostre alla Biennale di Venezia, a New York, Tokyo, Parigi, ha registrato album di pop ed elettronica, scritto libri e sceneggiature, diretto film. Senza dimenticare che è anche direttore della rivista Linus e fondatore della casa editrice Oblomov. Un artista eclettico, straordinario, che CineMartist celebra venerdì 27 agosto con una giornata interamente dedicata al suo lavoro. Si parte con la proiezione (alle 17.30) del documentario “Manga Do” realizzato da Domenico Distilo e di cui Igort è protagonista. Le immagini seguono il disegnatore in uno dei suoi viaggi in Giappone, l’amato Paese del Sol Levante che ha raccontato nei tre volumi dei “Quaderni giapponesi”, l’ultimo dei quali uscito pochi mesi fa. Non l’unica pubblicazione recente del fumettista cagliaritano che poco prima dell’estate ha regalato ai suoi lettori anche “Inchiostro su carta”, artbook dove sono raccolte una selezione di illustrazioni realizzate in oltre quarant’anni di carriera. Un percorso artistico eccezionale di cui parlerà nell’incontro con il pubblico in programma (alle 19) al termine della proiezione pomeridiana. Dopo la pausa per la cena riflettori ancora su Igort, ma questa nelle vesti di regista del lungometraggio “5 è il numero perfetto” tratto dalla sua omonima graphic novel di grande successo. Il film con protagonista Toni Servillo, affiancato da Valeria Golino e Carlo Buccirosso, sarà presentato (alle 21.30) dallo stesso autore.

FUMETTI E ANIMAZIONE. Il particolare linguaggio delle nuvole parlanti trova spazio nel programma di quest’anno non solo con Igort. Tra gli ospiti del festival anche Emiliano Longobardi con il suo “Rusty Dogs”, progetto originalissimo che raccoglie cinquanta sue storie brevi di genere noir disegnate da altrettanti disegnatori, e Bruno Enna, affermato autore per Disney e Bonelli. Due sceneggiatori invitati a raccontare al pubblico le caratteristiche della scrittura legata al fumetto. Gli incontri, con Longobardi sabato 28 agosto e con Enna domenica 29 agosto (sempre alle 19), saranno preceduti dalla proiezione al Centro polivalente di due capolavori del genere d’animazione: “Una lettera per Momo” del giapponese Hiroyuki Okiura e “Arrugas – Rughe” diretto da Ignacio Ferreras e basato sulla graphic novel con lo stesso titolo del grande fumettista spagnolo Paco Roca.

UNA STELLA NASCENTE E NUOVI AUTORI. A Star is Born. La citazione del titolo di un famoso film, dai tanti remake, viene naturale perché ormai è una lanciatissima giovane promessa attoriale a livello nazionale. Andrea Arru, quattordicenne cresciuto a Ploaghe, dopo piccole esperienze in corti di filmmaker sardi (tra queste anche una alla prima edizione di CineMartist) ha spiccato il volo ed è sempre più richiesto da importanti produzioni televisive e cinematografiche: in autunno lo si vedrà nella serie “Storia di una famiglia perbene” di cui è protagonista, intanto ha già interpretato Raoul Bova bambino nella fiction “Buongiorno mamma”, è stato il figlio di Alessio Boni nel film “Calibro 9” di Toni D’Angelo” e soprattutto il nipote di Loretta Goggi in “GlassBoy” che sarà proiettato in anteprima regionale a Martis giovedì 26 agosto (alle 21.30). Presente Andrea Arru che nel lungometraggio diretto da Samuele Rossi ha il ruolo principale, quello di Pino che a causa di una malattia e di una famiglia iperprotettiva vive quasi in solitudine fino a quando non fa amicizia con un gruppo di stravaganti ragazzini. A proposito di novità, come ogni anno il festival dà spazio anche a registi sardi emergenti. In questa edizione a Paola Cireddu, con la sua già pluripremiata opera prima “L’uomo del mercato” che racconta di un personaggio ai margini della società in un quartiere popolare di Cagliari, e Roberto Achenza con il suo recentissimo “Un piano perfetto”, storia di due amici squattrinati e senza speranze che tentano una rapina in un bar.

SCUOLA E TERRITORIO. Il territorio come ispirazione e set per le opere di nuove generazioni di registi. È questa la priorità di CineMartist, l’idea sulla quale è nato il festival. Favorire quindi l’incontro tra studenti-autori e spingerli a confrontarsi con il territorio, ormai quasi tutta l’Anglona è coinvolta, per produrre durante una residenza artistica dei cortometraggi di qualsiasi genere. Da qui la collaborazione con istituzioni e scuole che si occupano di formazione cinematografica in Sardegna: in particolare l’Accademia di Belle Arti di Sassari, l’Università di Cagliari, la Società Umanitaria di Carbonia. Ma quest’anno gli organizzatori del festival non si sono limitati a questo. Hanno voluto che anche autori davvero giovanissimi si potessero esprimere e raccontare questi territori. Gli studenti delle scuole secondarie di Chiaramonti, Ploaghe e Sedini che sabato 21 agosto (alle 21.30) mostreranno come durante l’ultimo anno scolastico hanno interpretato il linguaggio cinematografico coordinati dai registi-docenti Mario Piredda, Sergio Scavio, Nicola Contini e Matteo Incollu. Il progetto, “CineMartist, didattica del cinema e ri-generazione”, cofinanziato grazie al bando “Cinema per la scuola: buone pratiche, rassegne e festival” promosso dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Cultura nell’ambito del “Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole”, ha permesso infatti a gruppi di studenti e insegnanti di questi istituti di vivere la realtà della produzione di un piccolo film. Dal soggetto, alla sceneggiatura, alla scenografia e al lavoro con gli attori, fino alle riprese e al montaggio.

M’ARTIST: PITTURA E SCULTURA. Il festival CineMartis nasce come iniziativa culturale di approfondimento, teorico e pratico, sul cinema. Una riflessione che già dalla seconda edizione si è estesa ad altri linguaggi artistici, provando a cercare anche delle connessioni tra questi e quello cinematografico. Sono state così realizzate opere di street art e scultoree nelle strade e nelle piazze del Comune, alcune di queste ispirate al mondo della settima arte. In un’ottica sempre focalizzata sul forte legame tra produzione artistica e didattica dell’arte quest’anno nasce, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Sassari, la sezione “M’ArtisT” che oltre a un laboratorio di pittura murale tenuto dagli studenti del corso di pittura del docente Giovanni Sanna, comprende attività di scultura con la realizzazione di alcune opere da parte degli allievi dei docenti Federico Soro e Davide Fadda. In programma anche una mostra dal titolo “Echi di ritorno”, bipersonale dei giovani artisti Davide Manca e Giuseppina Paola Moretti che sarà inaugurata sabato 21 agosto (alle 19) e sarà visitabile nelle sale del museo di Martis per tutto il festival.

21 AGOSTO

19.00 – Inaugurazione mostra “Echi di ritorno”

21.30 – Proiezione corti realizzati con le scuole all’interno del progetto Cips

26 AGOSTO

18.45 – Presentazione dei lavori del laboratorio di pittura murale: omaggio a Fiorenzo Serra

21.30 – Proiezione del lungometraggio “GlassBoy” con il protagonista Andrea Arru

27 AGOSTO (Igort Day)

17.30 – Proiezione del documentario “Manga Do” su Igort

19.00 – Incontro con Igort

21.30 – Proiezione “5 è il numero perfetto” con il regista Igort

28 AGOSTO

17.00 – Proiezione film d’animazione “Una lettera per Momo

19.00 – Incontro con fumettista Emiliano Longobardi

21.30 – Proiezione del documentario “In questo mondo” con la regista Anna Kauber

29 AGOSTO

17.00 – Proiezione film d’animazione “Arrugas”

18.35 – Visita guidata alle opere realizzate dagli allievi dell’Accademia

19.00 – Incontro con fumettista Bruno Enna

21.15 – Proiezione corti di Fiorenzo Serra, con Antioco Floris

22.00 – Proiezione corto “L’uomo del mercato” di Paola Cireddu

22.30 – Proiezione corto “Un piano perfetto” di Roberto Achenza

23.00 – Proiezione corti realizzati durante la residenza artista dagli studenti-filmmaker

23-26 AGOSTO

Laboratorio di pittura murale

23-39 AGOSTO

Residenza artistica degli studenti-filmmaker

27-29 AGOSTO

Attività di scultura




Sennori, a tu per tu con Salvo Lombardo l’esperienza della danza è “fidarsi” dell’altro

“Alone in the multitude” in Casa Sisini a Sennori

C’è bisogno di riscoprire negli altri un senso di fiducia dopo un anno di limitazioni nel contatto sociale. E questo anche nell’arte e in particolare nella danza: «In “Alone in the multitude” arrivi lì e ti ritrovi con una persona che non conosci. C’è un rapporto immediato con un estraneo, un artista, in una stanza vuota. E quindi il tentativo del performer di entrare in connessione, all’inizio destabilizzante. Poi prevale la fiducia. L’esperienza è questa: fidarsi».

Con queste parole le spettatrici e gli spettatori hanno commentato il coinvolgimento nello spettacolo presentato mercoledì sera a Sennori da Salvo Lombardo per l’ultimo appuntamento del festival della danza “Corpi in Movimento”. La rappresentazione si è ripetuta in loop in Casa Sisini, volta dopo volta a tu per tu con un nuovo interprete, per una durata totale di ben tre ore, nel pieno rispetto delle normative anti-covid.

Il coreografo della compagnia Chiasma ha proposto un evento coreutico sperimentale, suscitando curiosità e stupore e superando di gran lunga le aspettative di chi ben conosce lo spirito dei lavori di questo straordinario artista performativo di origini siciliane. Pulsazioni sonore techno beat con innesti synth pop, i movimenti e lo sguardo del performer che invitano a seguirlo, cuffie alle orecchie e infine cartelloni con frasi profondamente introspettive.

In cinque minuti un intreccio multimediale ha offerto infiniti piani di lettura che si intersecano, si avvicendano o accadono simultaneamente, così che ognuno possa trovare il proprio spazio all’interno di questo disegno basato sulla singolarità della relazione nel rapporto one to one.

Non è la prima volta che si tenta di porre lo spettatore sul piano dell’artista. Lo spettatore che in questo caso diventa anch’esso parte integrante della dimensione coreografica, e quindi esso stesso performer, in un ambiente in cui due soggettività vivono un momento irripetibile, unici presenti nel duplice ruolo di artisti e di pubblico.

Il festival organizzato da Danzeventi conclude così una XVIII edizione ricchissima di proposte dal forte impatto emozionale, che tra le più intriganti location di Sennori e il Baretto di Porto Ferro, attraverso il vettore mediatico della danza hanno dato spazio a messaggi di rilievo sociale, come nel caso dell’“Omos” di Riccardo Olivier, oppure a punti di vista inconsueti come quello dell’artista, nel caso di “Non tutti sanno che…” della Res Extensa, o ancora, ha permesso di incontrare affinità con le vette sublimi della danza del Novecento nei Balletti Russi proposti da Daniele Cipriani.

«Siamo davvero contenti di ciò che ha portato questo mese di eventi alla nostra comunità – ha affermato l’assessora alla Cultura, Elena Cornalis – sia da un punto di vista esperienziale per la bellezza degli eventi, sia dal punto di vista del ritorno per il nostro territorio in termini di promozione, e in particolare per il contesto dell’Ex cava di tufo, ma anche per il Centro culturale, la Biblioteca comunale e la Casa Sisini. Un ringraziamento a Danzeventi quindi e a tutte le compagnie che hanno fatto di Sennori un palcoscenico della grande danza».

La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Sennori e della Comes, della cooperativa Piccoli Passi e del Baretto di Porto Ferro.




Bicinuragica 2021, ritorna il tour ciclopoetico in Sardegna,

CAGLIARI. Dopo cinque anni di pausa, domenica 1 agosto prende il via con partenza da Cagliari verso Villaspeciosa il tour ciclopoetico “BiciNuragica”, la rassegna poetica itinerante in bicicletta organizzata dell’Associazione Culturale L’Alambicco per immergersi in un viaggio culturale tra scrittura, voce, suoni, territorio, tradizioni e ovviamente tanto sport. Questa quinta edizione è dedicata alla memoria di Andrea Olla, ciclofilo e ambientalista sardo recentemente scomparso.

Durante il giorno gli artisti si muovono in bici da una tappa all’altra e la sera propongono un originale reading tra parole e note in cui poeti, musicisti e artisti si affiancano al gruppo itinerante dei bicinuragici 2021, formato da Ugo Magnanti, Claudia Tifi, Enrico Pietrangeli, Numa Echos, Dona Amati e Sonia Topazio.

Domenica a Villaspeciosa lo spettacolo sul piazzale della chiesa di San Platano alle 20.30 accoglieràgli artisti Pinella Depau, Brice Grudina, Enrica Meloni, Fabio Pinna, Aurora Serra Olla con “Incursioni Clown” di Prof Pietrosky a cura di Circoscienze. Già alle 19 si terrà il prologo dedicato ai bambini.

I prossimi incontri saranno a Monserrato (2 agosto), San Gavino Monreale (3 agosto), Assemini (4 agosto), Tratalias (5 agosto), Villacidro (6 agosto), Settimo San Pietro (7 agosto) e infine la chiusura a Cagliari (8 agosto).

La manifestazione è inserita tra le attività ecosostenibili ed è collocata tra le anteprime della VII edizione del Festival Premio Emilio Lussu, e gode del sostegno della Regione Sardegna e il patrocinio dei comuni coinvolti nel tour.

Partner della manifestazione sonoAssociazione La macchina cinema, Fusibilia libri, Teatro Intrepidi Monelli, Associazione Hermaea, Scuola Civica di Musica San Gavino Monreale, Associazione culturale Cùratoria Monreale, Cagliari Live Magazine, LS Video produzioni, Unica Radio, Bookciak Magazine, Libreria MieleAmaro.

L’evento si svolgerà nel pieno rispetto della normativa anti Covid. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o il numero 39 3280951378.

PROSIEGUO DEL PROGRAMMA.

Il 2 agosto alle 20.30 l’appuntamento sarà negli spazi della Casa della cultura di Monserrato, in Via Giulio Cesare 37, in compagnia di Petula Farina, Aurora Serra Olla, e con il flauto di Andrea Morelli. Il prologo dedicato ai bambini si terrà invece alle 19.30.

Martedì 3 agosto nuova tappa al Parco Rolandi di San Gavino Monreale, in Vico Rinascita 17, dovealle 20.30 interverranno Efisio Cadoni, Claudia Musio, Cristiano Dotto, Altea, con l’accompagnamento della chitarra di Enrico Fadda. Il prologo dedicato ai bambini è in calendario per le 19.30.

Mercoledì 4 agosto il circuito si sposta ad Assemini, alle 20.30 in Piazza San Pietro, con le performance di Enrica Meloni, Angelica Piras, Teresa Meloni e Giuseppe Mereu. Alle 19.30 il prologo dedicato ai bambini.

Giovedì 5 agosto alle 20.30 teatro della manifestazione sarà il centro storico di Tratalias, nella Cattedrale romanico-pisana di Santa Maria di Monserrat, con Francesco Artuso, Susanna Montis, Cristina Soru, Loriana Pitzalis.

Venerdì 6 agosto alle 20.30 l’appuntamento è al Mulino Cadoni di Villacidro, in Vico Lavatoio, per l’esibizione di Efisio Cadoni e Fabio Pinna accompagnati dalla chitarra di Francesco Saiu.

Sabato 7 agosto, alle 20.30 sul palcoscenico della Casa Dessy di Settimo San Pietro (in Via Gramsci) saliranno Mariagrazia Dessì, Alessandra Sorcinelli, Guglielmo Aru, Francesca Petrucci, Carlo Onnis, Ignazio Arbau, Franco Carta, Roberto Pinna, Vincenzo La Ferla, Franca Todde, Domenico Loddo, Angelica Piras. Alle 19 il prologo dedicato ai bambini.

Domenica 8 agosto, alle 20.30 la tappa finale sarà al Teatro Intrepidi Monelli di viale Sant’Avendrace, a Cagliari, in compagnia di Gavino Angius, Giuseppe Boy, Gianni Mascia, Marco Mura, Carmen Salis, Stefania Sergi e Aurora Serra Olla, con Incursioni Clown di Prof Pietrosky a cura di Circoscienze.




Ulrich Tukur: “La Sardegna è parte della mia storia”

Tukur con gli organizzatori Sabina Corriga (a sn) e Antonello Carboni (a dx)

ATZARA. “La Sardegna per me è molto più di un’isola bellissima, è parte della storia della mia famiglia”, sono le parole commosse con le quali l’attore Ulrich Tukur ha salutato il pubblico di Atzara al Museo di Arte Moderna Ortiz durante l’inaugurazione della mostra “Richard Scheurlen. L’Uomo e l’artista” dedicata a suo nonno, abile pittore impressionista trapiantato per quindici anni nel piccolo centro del Mandrolisai.

Al fianco di Tukur sono intervenuti il sindaco Alessandro Corona, Cinzia Littera in rappresentanza della cooperativa Progetto Cultura, e i curatori dell’esposizione, Sabina Corriga e Antonello Carboni, in quali hanno approfondito i dettagli di un’iniziativa che in principio era sembrata a dir poco pazzesca. Prima di immergersi nelle sale della galleria, tra i colori accesi delle grandi tele di Scheurlen, Tukur ha ricordato la sua prima avventura nell’isola, nel lontano 1982, quando da giovane studente era sbarcato a Oristano sulle tracce di suo nonno, per essere accolto nella casa del pittore Antonio Corriga, di cui fino ad allora conosceva soltanto il nome. Erano altri tempi, per quanto non troppo lontani. Allora quel piccolo villaggio di Atzara gli era sembrato perduto nel tempo, in una dimensione arcaia e dai ritmi quasi medievali.

Tukur di fronte all’autoritratto di nonno Scheurlen

La Sardegna è sempre stata presente nella mia infanzia come un sogno, un’isola perduta, qualcosa di misterioso. C’era l’immagine di questo fantasma, il nonno, che aveva vissuto in un paese pieno di sole”, ha dichiarato Tukur, ringraziando i curatori e tutti gli organizzatori per il grande lavoro svolto, dichiarandosi felice e onorato di accompagnare una mostra che restituisce il giusto valore a una persona e a un artista finora privato dell’attenzione meritata. Come hanno specificato i curatori, la tecnica di Scheurlen era considerata alla pari di artisti del suo tempo, come Figari, Biasi e Dessy, e lo stesso Antonio Corriga lo considerava il suo più grande maestro.

Erano riferite al primo soggiorno di Tukur in Sardegna, in casa Corriga, le immagini comparse sul maxischermo in Piazza San Giorgio nel documentario di Antonello Carboni: quel giovane in costume e berritta era proprio il giovane Ulrich, nipote del “pittore tedesco”. Lo stesso Ulrich che sarebbe diventato un grande attore internazionale interpretando ruoli quali il tenente colonnello Anton Grubitz in “Le vite degli altri”, o Gibarian in “Solaris” al fianco di George Clooney, e ancora l’Helmut di “A torto o a ragione” in compagnia di Harvey Keitel. Non si contano le pellicole di successo alle quali ha preso parte. Tra queste “Seraphine” di Martin Provost, in cui interpreta il ruolo del protagonista Wilhelm Uhde al fianco di Yolande Moreau, proiettato tra gli applausi in piazza San Giorgio la sera del 25 luglio.

Il roadmovie di Carboni, presentato ad Atzara in prima assoluta, ha evidenziato l’indagine sorprendente svolta dal regista oristanese assieme a Sabina Corriga, un lavoro di ricerca che tra testimonianze, vecchie foto e documenti sapientemente amalgamati con ritmo e ironia, ha condotto i protagonisti dalla Sardegna fino a Berlino per poi restituire all’isola un’esposizione esclusiva che, anche grazie alla preziosa collaborazione degli eredi Scheurlen, sarà visitabile al Museo Ortiz fino al 30 novembre prossimo, nei consueti orari di apertura. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il contributo del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.

Ulrich Tukur con il regista Antonello Carboni sullo sfondo della sua immagine da giovane in costume sardo



Mercoledì a Sennori si danza con “Alone in the multitude”: Salvo Lombardo chiude il festival Corpi in movimento

SENNORI. Cinque minuti in loop per una performance faccia a faccia tra artista e spettatore. “Alone in the multitude”, lo spettacolo di Salvo Lombardo conclude mercoledì 28 luglio a Sennori la XVIII edizione del festival della danza Corpi in Movimento organizzato da Danzeventi. Alle 20.30 negli spazi di Casa Sisini il coreografo della compagnia Chiasma si esibirà in un lavoro compositivo che prevede una relazione diretta tra il performer e uno spettatore o spettatrice per volta. Un’occasione di prossimità che vuol essere considerata come un avvicinamento tra due corpi oltre la confort zone della solidarietà e della contemplazione.

L’esplorazione performativa, che contraddistingue ancora una volta il genio dell’autore siciliano per il suo carattere sperimentale e innovativo, si basa su una serie di sequenze imitabili che si intrecciano a una partitura coreografica eseguita dal danzatore, relazionandosi alla pulsazione sonora di un genere techno beat con innesti synth pop.

La nuova avventura coreutica nasce come variazione “one to one” di Outdoor dance floor, dove si reinterpretano le estetiche e le dinamiche sociali del clubbing, cioè dell’andare in discoteca, trasferendole in spazi non deputati al ballo quali dark room, musei, spazi espositivi, club e magazzini.

Con questo ciclo di elaborazioni, Lombardo prosegue la sua ricerca intorno alla club-culture, avviata con il lavoro scenico Present Continuous, che già individuava nel clubbing una “dimensione del possibile”: una dimensione che oscilla tra pratiche collettive e piacere solitario in cui trascendere convenzioni sociali e di genere. La forma di partecipazione del pubblico sfocia quindi in un vero e proprio dj set.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Sennori e della Comes, della cooperativa Piccoli Passi e del Baretto di Porto Ferro.




Porto Ferro, la danza di Ariella Vidach e il mondo interconnesso dove si balla da soli

Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro

PORTO FERRO. Un corpo-clone si muove come un automa concepito per essere in ascolto, reattivo alle comunicazioni trasversali. Le braccia si protendono come antenne imbrigliate di cellulari, che ricordano file di ripetitori tv pronti a trasmettere e ricevere in contemporanea. Si presenta così “Elle_Live solo” di Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro per il festival Corpi in movimento organizzato da Danzeventi, tra fredde rifrazioni luminose smorzate di blu e uno sfondo musicale ipnotico e serrato. La sua danza sembra suggerire il futuro che ci aspetta, o forse un più drammatico presente, esibito all’interno di una rappresentazione iperbolica che non vuole fare sconti.

Il tutto appare ancor più accentuato e stridente in rapporto a un contesto naturalistico come la costa occidentale della Sardegna, guardando al tramonto panoramico di una spiaggia e di un mare di per se stessi emblema impareggiabile di libertà. Un luogo in cui lasciarsi alle spalle, almeno per il breve soggiorno vacanziero, lo stress della modernità e la saturazione di comunicazioni.

“Non si può fare a meno dei social, neanche nei luoghi più isolati e lontani dall’urbanizzazione”, sembra dirci il lavoro messo in piedi dalla Vidach con la regia condivisa di Claudio Prati. Il tutto a partire dallo studio delle movenze del principale strumento di relazione con lo spazio e con gli altri, il proprio corpo, esplorandone il nuovo rapporto con la tecnologia e i dispositivi del nostro tempo più utilizzati in assoluto.

Un momento dello spettacolo al Baretto di Porto Ferro

La mancanza di privacy è il binario parallelo indagato dalla composizione. A un certo momento dello spettacolo diverse voci si accavallano l’una sull’altra, proferendo messaggi audio che si perdono nell’etere sconfinato delle telecomunicazioni, nel sottile limite esistente tra dimensione pubblica e privata. L’intreccio tra le evidenze materiali a le apparenze dell’online si confonde in una sola realtà, quella della visibilità globale offerta da un mondo intangibile, “nel quale si vuole essere presenti – ha affermato la coreografa e danzatrice – forse perché si ha il timore di non essere troppo presenti con se stessi”.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.

Ariella Vidach durante lo spettacolo



Ulrich Tukur in Sardegna, l’attore tedesco alla scoperta del nonno pittore che visse ad Atzara

Ulrich Tukur con il regista Antonello Carboni e Sabina Corriga

ATZARA. È stato l’assassino di Richard Moser nel primo “Commissario Rex” ma il grande pubblico lo conosce per film come “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck e “Solaris” con George Clooney per la regia di Steven Soderbergh. L’attore Ulrich Tukur interpreta ora il ruolo di se stesso all’interno del documentario “Il pittore tedesco” diretto dal regista oristanese Antonello Carboni, alla riscoperta del nonno pittore Richard Scheurlen che visse per quindici anni ad Atzara, in Sardegna, sperimentando en plein air una luce radente di rara bellezza.

Il 24 luglio alle 19, Tukur sarà al Museo Ortiz per l’inaugurazione della speciale mostra d’arte “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista”, realizzata dall’associazione Antonio Corriga a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, un’esposizione delle opere più significative del pittore originario di Stoccarda, oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario.

Alle 22 in Piazza San Giorgio sarà presentato il road movie “Il pittore tedesco”, un seducente lavoro d’indagine di Carboni che permette di vivere in prima persona la scoperta di questo illustre sconosciuto. Tra le testimonianze in ricordo dell’artista ci sono le famiglie che gli furono vicine e a cui lasciò importanti opere, mentre lo sguardo conduttore è quello di Sabina, figlia del noto pittore atzarese Antonio Corriga, che da ragazzo aveva frequentato Scheurlen carpendone i segreti della peculiare tecnica espressiva. La partecipazione di Tukur (al secolo Ulrich Scheurlen) tra i protagonisti del documentario, permetterà una risonanza mediatica internazionale altrimenti irraggiungibile.

Alcune locandine dei principali film con Ulrich Tukur

Tra le sue interpretazioni più riuscite c’è quella al fianco di Harvey Keitel in “A torto o a ragione” di István Szabó, e nel ruolo di protagonista in “Amen.” diretto da Costa-Gavras. Ma a valorizzare particolarmente il suo talento è stato “Seraphine” diretto da Martin Provost, Premio Cesar per il Miglior film 2009, in cui ha interpretato il ruolo di Wilhelm Uhde al fianco di Yolande Moreau. La pellicola, dedicata alla vita della pittrice francese Séraphine de Senlis, sarà proiettata il 25 luglio alle 22 in Piazza San Giorgio, dove Ulrich Tukur sarà ospite d’onore e lieto di scambiare due battute con il pubblico.

A scoprire per caso le eccellenti doti di nonno Scheurlen, nel 1936 a Positano, fu il pittore Filippo Figari, che lo invitò a conoscere Atzara, patria e residenza di tanti artisti. Ci sarebbe rimasto per quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura. Il vivace centro del Mandrolisai dopo quasi novant’anni ricambia questo amore rinnovando il legame con i discendenti. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il contributo del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.

Richard Scheurlen durante il soggiorno ad Atzara



A Sennori l’omaggio ai “Balletti russi” di Sergei Diaghilev

SENNORI. La cava di Sennori come il Théâtre du Chatelet di Parigi per celebrare la grande danza sotto un cielo di stelle nell’omaggio ai leggendari “Balletti russi” di Sergei Diaghilev. Il 23 luglio alle 21.30 il festival “Corpi in movimento” presenta lo spettacolo “Soiréè Russe” proponendo due capolavori assoluti quali “Prélude à l’après midi d’un faune” e “La Sagra della Primavera” prodotti dalla Daniele Cipriani Entertainment.

Una serata con straordinari interpreti di fama internazionale per rievocare una delle pagine più significative della storia della danza. Una pagina artistica nata a inizio Novecento dall’incontro tra l’impresario teatrale russo Sergei Diaghilev e figure luminose come Anna Pavlova e il genio del balletto Vaslav Nijinsky, poi Igor Stravinskij e Claude Debussy, Lèon Bakst e Picasso. A partire dal celebre teatro parigino, l’incontro tra la cultura russa e il teatro occidentale ampliò i confini della danza trasformandola nel cuore di straordinarie opere d’arte in movimento, in cui soggetto, musica, scenografia e costumi si fondono nei rispettivi elementi d’eccellenza.

Prélude à l’après midi d’un faune è un passo a due di grazia e sensualità nella versione di Amedeo Amodio tratta dal balletto originale di Nijinsky, che destò parecchio scandalo al suo debutto parigino del 1912. Dopo l’esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto con le scene di Giacomo Manzù più volte riproposte alla Scala di Milano, l’opera arriva a Sennori nell’interpretazione di Susanna Elviretti e Mattia Tortora, solisti della Daniele Cipriani Entertainment, riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le compagnie più prestigiose a livello nazionale.

Sulle note musicali di Claude Debussy, le sinuosità dei corpi descrivono il risveglio dei sensi di un Fauno, per ricreare atmosfere di ideale classicità sfiorate dai versi di Stéphane Mallarmé. Nel finale le melodie penetranti di Igor Stravinskij introdurranno la bellezza de La Sagra della Primavera, nella versione coreografica di Uwe Scholz interpretata in solo da Mattia Tortora, unico protagonista su cui incombono le grandi immagini proiettate sul fondale. Attraverso un racconto intimo che parla di vita, solitudine e conflitto, la composizione rievoca un rito pagano di fertilità che si chiude con il sacrifico di una giovane per il risorgere della nuova stagione. Al debutto parigino nel 1913, le note possenti di Stravinskij insieme alla coreografia spigolosa di Nijinsky generarono un linguaggio coreutico completamente nuovo, consegnando alla storia il primo vero balletto moderno.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.