“Corpi in Movimento”, Asmed a Porto Ferro presenta Welcome TU Italy
PORTO FERRO. Una performance ispirata e dedicata agli italiani, un popolo magnifico, apprezzato e deriso, pieno di divisioni ma al tempo stesso sempre unito. Il 20 luglio, alle 21.30, sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro la compagnia cagliaritana Asmed Balletto di Sardegna presenta “Welcome TU Italy” al pubblico di Corpi in movimento, il festival della danza d’autore.
Lo spettacolo è ideato e messo in scena da Sara Pischedda e Luca Castellano, impreziosito dalla voce di Simona Pucciarelli ed è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.
È uno sguardo rivolto al popolo del Bel paese, che si muove tra persone libere e allegre, tra uomini e donne con le rispettive contraddizioni, talvolta colonizzatori e talvolta prigionieri, viaggiatori ed esploratori eppure attaccati al calore della propria casa. E ancora ballerini e confusionari, ma anche fermi e silenziosi.
Sviluppata come un viaggio nel tempo e nello spazio, la performance rappresenta un lavoro coreografico dinamico ed allegro.
La composizione prova inoltre a indagare punti di vista inconsueti come lo sguardo di uno straniero e la considerazione del resto del mondo, alla ricerca dei luoghi comuni, delle tradizioni e di tutto ciò che nel bene o nel male ha reso così popolari gli italiani.
Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.
Atzara, la luce radente di Richard Scheurlen dalle grandi tele al roadmovie sulla sua vita
Autoritratto di Richard Scheurlen
ATZARA. Dalla freschezza di una pittura in plein-air capace di folgorare Filippo Figari e Antonio Corriga, a una vita avventurosa in giro per il mondo, che lo portò a scoprire il paese di Atzara come il luogo più degno di essere vissuto. A distanza di ottantacinque anni, quel piccolo borgo del Mandrolisai, patria e dimora di tanti artisti del Novecento, ricambia l’amore del valente pittore tedesco Richard Scheurlen dedicandogli una speciale mostra che, dal 24 luglio al 1 dicembre, esporrà alcune delle sue opere più significative nelle sale del Museo Antonio Ortiz, impreziosite dalla proiezione di un documentario che ripercorrere i passaggi di un’esistenza sorprendente. Tanto sorprendente da poter essere accostata alla trama di un film interpretato da suo nipote Ulrich Tukur, attore di fama internazionale e popolarissimo in Germania, che sarà ospite d’onore ad Atzara e tra i protagonisti del documentario dedicato a suo nonno.
L’esposizione “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista” realizzata a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, sarà inaugurata il 24 luglio alle 19 al Museo Ortiz, mentre alle 22 in Piazza San Giorgio sarà presentato al pubblico il documentario “Il pittore tedesco”, road-movie realizzato dalla sapiente regia di Antonello Carboni. È un lavoro di ricerca, biografico, che attraverso lo sguardo di Sabina permette di vivere in prima persona la progressione e gli esiti dell’indagine, nel piacere della scoperta di questo illustre sconosciuto.
Il 25 luglio a corollario dell’evento, in Piazza San Giorgio sarà proiettato il film “Seraphine”, premio Cesar per il miglior film 2009, diretto da Martin Provost e interpretato dallo stesso Ulrich Tukur, che sarà lieto di presenziare di scambiare due chiacchiere con il pubblico.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il patrocinio e il sostegno del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.
Fu il pittore Filippo Figari nel 1936 a scoprire per caso, a Positano, le eccellenti doti artistiche di Scheurlen, nato a Stoccarda nel 1890, uomo di infiniti interessi e di profonda cultura e membro di un’importante famiglia nobile. Persona sempre generosa e disponibile ma dal carattere disciplinato, era stato comandante degli U-Boat della Marina durante la prima guerra mondiale.
Nelle sue grandi tele si legge la spontaneità dei movimenti, si scorgono figure immerse in un’atmosfera rarefatta, una emblematica luce del sole radente e poi quella mobilità che manca alle opere di Figari, sempre scenografiche e sottomesse al linguaggio accademico delle sue grandi decorazioni.
Instancabile viaggiatore e profondo conoscitore dei movimenti artistici europei, il pittore tedesco si fece convincere facilmente a visitare Atzara. Vi sarebbe rimasto per circa quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce del pomeriggio che caratterizza il centro Sardegna, paragonabile solo a quella che l’artista aveva osservato a Ceylon. Una luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura.
Atzara era già residenza artistica dei pittori costumbristi spagnoli come Antonio Ortiz e Eduardo Chicharro, e di altri grandi come Giuseppe Biasi, Carmelo Floris, Stanis Dessy, Antonio Delitala e Filippo Figari.
In paese, un giovane Antonio Corriga che allora studiava all’Accademia di Sassari diretta da Figari, rimase impressionato dallo stile di Scheurlen, non celando di aver appreso più dalla tecnica del tedesco che in anni di scuola dai suoi maestri.
La mostra esporrà diverse opere presenti in Sardegna e numerose altre messe a disposizione dalla famiglia dell’autore, oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario. Grazie alla collaborazione con i discendenti è maturata anche l’idea di realizzare il documentario che, attraverso la partecipazione del nipote Ulrich, permetterà una risonanza mediatica internazionale diversamente irraggiungibile.
A “Corpi in Movimento” arrivano Versiliadanza, Res Extensa e Ariella Vidach
“Verso la luce” di Versiliadanza
SENNORI. Al giro di boa di una spumeggiante edizione 2021, il festival della danza d’autore “Corpi in movimento” offre uno sprint di tre spettacoli in tre giorni al pubblico di appassionati. Il 12 luglio alle 21.30, la compagnia fiorentina Versiliadanza presenta “Verso la luce” all’Ex Cava di Sennori, doveil 13 luglio alle 21.30 la compagnia pugliese Res Extensa porta in scena “Non tutti sanno che…”, mentre il 14 luglio alle 21.30 Ariella Vidach Aiep riporta il festival sulla spiaggia di Porto Ferro con “Elle_live solo”.
“Verso la luce” è un lavoro nato dalla collaborazione triennale di Versiliadanza con l’artista Susanne Linke, e realizzato con la coreografia e la danza di Leonardo Diana. L’opera si compone di diversi quadri in cui il corpo dell’attore dialoga col suo doppio psichico, per snodarsi e contorcersi come un meccanismo difettoso e infine, cambiare pelle per rinascere in una nuova dimensione.
Attraverso il linguaggio del movimento, Diana parla della condizione umana, dell’uomo disorientato e
della sua ossessiva ricerca di un’identità in tempi di esistenza liquida. L’identità si configura come la giusta postura da assumere di volta in volta, per collocarsi e posizionarsi adeguatamente in un mondo in mutazione continua.
“Non tutti sanno che…” di Res Extensa
“Non tutti sanno che…” della ResExtensa Dance Company, ideato e diretto da Elisa Barucchieri, è invece uno sguardo dietro “le quinte” che permette allo spettatore di vedere altri aspetti e altri punti di vista solitamente nascosti, e allo stesso tempo una ricerca dei meandri complessi di una creazione artistica: come si inventa e cosa si combina per arrivare a uno spettacolo compiuto.
“Elle_Live solo” muove infine attorno al tema dell’artificialità e della riproducibilità con la coreografia e interpretazione di Ariella Vidach, con la regia condivisa di Claudio Prati. Un’interprete femminile in un ritmo serrato enfatizza il dettaglio e l’articolazione delle estremità del corpo, in dialogo con l’avatar proiettato nel fondale della scena. Il riferimento è alla relazione corpo-clone e una sfida alla tecnologia, proponendo una visione di corpo abitato e animato da un corpo vero, prestato per essere in ascolto e reattivo.
Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.
“Elle_Live solo” di Ariella Vidach
A Sassari ritorna “Missione Drag” per superare ogni limite
Alcuni protagonisti dell’edizione 2021
SASSARI. La parola d’ordine è “superare i limiti”. L’edizione è la terza. La missione è Drag. Ritorna a Sassari la fortunatissima sfida-spettacolocontro l’ignoranza e la discriminazione organizzata dall’Associazione Culturale Music&Movie, da sempre impegnata in lodevoli iniziative a carattere sociale. “Missione Drag – Quei limiti sono superabili” andrà in scena il 24 luglio alle 21.30 nel cortile dell’Istituto comprensivo “S. Farina – S. Giuseppe” (Scuola media 2 di Corso Cossiga), portando all’interno del cartellone di Sassari Estate un nuovo appuntamento legato all’inclusione e al rispetto delle diversità.
A presentare l’iniziativa sarà come sempre il direttore artistico Roberto Manca, che darà un tocco di frizzante ironia a un evento nato per dare coraggio nel superare barriere e distanze. Il progetto arriva con tante novità, forte dei dieci anni di esperienza di Ballando con le Drag, che tornerà per una sola volta ad Alghero, in esclusiva, il prossimo 23 agosto.
Nel format due squadre si affrontano sullo stesso campo di battaglia in quattro diverse prove, sia fisiche sia di cultura generale. Del primo gruppo fanno parte cinque persone molto “comuni”, che vivono il quotidiano. Sono Giovanni Macina, Andrea Pala, Fabio Masala, Mattia Mulas e Cinzia Cassanu.
L’altra squadra è formata da persone un pelino meno comuni, paladine di una forma d’arte diffusa in tutto il mondo e dall’origine antichissima: cinque agguerrite e simpatiche drag queen come Darla Fracci, Rebecca, Taylor Monroe, Alexandra Spacciabelli e, in arrivo da Milano, Madeleine Rubia.
Opinioni, pareri e interventi sono affidati a Don Gaetano Galia, Maria Speranza Frassetto, Rita Olmeo, Maria Paola Loddo, Pina Ballore, Daniele Piseddu e Barbara Sanna, mentre a decretare il superamento delle prove sarà il giudizio insindacabile del pubblico.
Tra i protagonisti della serata anche ragazze e ragazzi provenienti da “Un bullo da palcoscenico” quali Manuel Pagliaro, Fabio Niedda, Matteo Manca, Gabriele Bella, Andrea Budroni, Beatrice Faggi, Manuel Sechi, Giulia Baldinu, Lello Olivieri e Chanel Corda. È prevista inoltre la partecipazione speciale di Peppino Anfossi ed Ennio Masu.
Parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza alle organizzazioni di volontariato Quà la Zampa di Sassari, Orme Onlus di Ozieri e Anima ‘e Coros di Ittiri, che si occupano quotidianamente di cani, randagismo e animali in generale. Il biglietto di ingresso può essere acquistato esclusivamente in prevendita contattando il numero 3401846468 nel rispetto della normativa vigente anti-covid.
Dopo Omos, Riccardo Olivier il 10 luglio a Porto Ferro con iLove
Riccardo Olivier in OMOS a Sennori
SENNORI. «Con questo spettacolo vorrei cambiare il mondo», non ha dubbi Riccardo Olivier nel parlare del suo OMOS, il lavoro artistico contro l’omofobia portato in scena sul palcoscenico sennorese del festival Corpi in movimento. Una kermesse che lo vedrà ancora una volta impegnato il 10 luglio alle 21.30 sul palco del Baretto di Porto Ferro per una performance dal titolo “iLove”.
A Sennori Olivier ha proposto una rappresentazione originale, impreziosita da profonde contaminazioni culturali dell’isola, scaturite dalla collaborazione della compagnia milanese Fattoria Vittadini con la sassarese Danza Estemporada.
Chie m’at a cherrer bene dae como a in antis? Who will love me now? I versi sardi si sono fusi con quelli inglesi per riportare dall’universale al particolare, dall’astratto al concreto, dalla visibilità globale al luogo più isolato del mondo il bisogno di chiedere un po’ d’amore e dire basta a ogni forma di discriminazione.
«L’identità è liquida – ha affermato Olivier – il retaggio romantico dove l’identità è una cosa che sta per sempre è da superare. La transitorietà della nostra identità dovrebbe appartenere a tutti». Grazie al progetto delle “Residenze artistiche”, Olivier ha lavorato due giorni di fila al fianco della coreografa sarda Livia Lepri, coinvolgendo assieme alle danzatrici di Estemporada due attrici della compagnia teatrale Lentischio, per sublimare in OMOS un incrocio di storie e di esperienze.
OMOS sul palcoscenico di Sennori
Un primo sconfinamento scenico verso la platea ha trascinato il pubblico in un’atmosfera di inquietudine per poi riportare l’attenzione sul palco, dove sono esplosi sentimenti di violenza incorporata, crude manifestazioni di violenza sessuale e di classe, odi non solo omofobici ma anche di genere e di etnia. Senza fare sconti a nessuno. Il testo racconta anche chi ha subito forme di discriminazione e, pur da omosessuale, la reitera contro chi esprime un’identità ulteriormente “diversa”.
Sulla spiaggia di Porto Ferro sabato lo spettacolo “iLove” proporrà invece un duetto al maschile che parla d’amore, un lavoro di Cesare Benedetti e Riccardo Olivier in cui due personaggi si studiano, si presentano, provano a esporsi e a cercare loro stessi, la loro relazione e il loro essere uomini. Tutto per scoprire che concetti come macho sono solo etichette, come un abito indossato per metà, per un’identità in parte biologica e in parte scelta. Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.
Riccardo Olivier in iLove con Cesare Benedetti
DanSoul, che spettacolo al Teatro Verdi di Sassari: emozioni e applausi per il “Concerto” di Sharon Podesva
Sharon Podesva saluta il pubblico con i protagonisti del “Concerto”
SASSARI. Un Teatro Verdi gremito, un pubblico entusiasta e una serata spettacolare per un lavoro che definire un saggio sarebbe a dir poco riduttivo. DanSoul il 4 luglio ha portato in scena a Sassari il suo “Concerto”, frutto di un anno di lavoro della scuola diretta da Sharon Podesva, coinvolgendo le giovani interpreti (dagli 8 ai 19 anni) al fianco di due straordinari allievi professionisti quali Angelo De Serra ed Elena Idini.
Le danzatrici si sono distinte per grazia ed eleganza, naturalezza, capacità espressiva e, nel caso di De Serra e Idini, per la forza propulsiva delle movenze eseguite in maniera sublime. Grande cura è stata messa anche nella scenografica e nelle luci, per un contesto di forte impatto emozionale.
Il prologo della serata ha dato prova al pubblico di alcune significative lezioni tratte dal programma dell’American Ballet Theatre di New York, una delle compagnie di settore più importanti al mondo in cui Sharon si è diplomata come docente. Sono prove ai massimi livelli per chi intende indossare le scarpette da punta, studiate per combinare una formazione artistica di qualità con la tutela della salute e lo sviluppo fisico del neofita.
Angelo De Serra ed Elena Idini
Ad alto gradimento sono state le esibizioni canore di Ilenia Romano, Eliana Carboni, Korin Podesva e della stessa Elena Idini, che hanno introdotto il secondo tempo della serata, interamente ideato da Sharon sul tema del lockdown, e perciò intitolato “Zona Rossa”. Gli applausi non si sono fatti attendere da platea e loggione, amplificando le emozioni di un palcoscenico che, dopo quasi due ore di rappresentazione, ha concesso al pubblico un commosso saluto finale da parte di tutti i protagonisti. Una mostra fotografica dedicata alla scuola e firmata da diversi autori è stata occasione per riscoprire alcuni momenti indimenticabili di questo anno di lavoro.
Preludio
È una grande soddisfazione per Sharon Podesva, discendente di una famiglia la cui storia coincide proprio con quella del balletto classico a Sassari. Sua nonna Jaguse Vrankova, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Praga, negli anni Settanta aveva fondato in città la prima scuola di danza classica. La tradizione continua. Il primo anno di vita di DanSoul ha mostrato al pubblico le potenzialità di una rinnovata istituzione capace di avvicinare le giovani e i giovani all’arte tersicorea, di scoprirne e affinarne i talenti e, perché no, porgere un forte input verso più alti traguardi.
Mostra fotografica al Teatro Verdi
Giocoleria e Danza a Sennori, Francesco Sgrò sbalordisce il pubblico di “Corpi in movimento”
SENNORI. Che sia frutto di memoria impressionante, di straordinaria abilità o semplicemente un trucco, il performer Francesco Sgrò ha riposizionato perfettamente tutti i colori del celebre cubo di Rubik in pochissimi istanti, sul palcoscenico dell’Ex cava di tufo di Sennori. Dopo aver assegnato a una spettatrice il compito di disfare l’ordine dei colori, di fronte al pubblico sbalordito del festival Corpi in movimento all’artista sono bastati soli otto secondi per riassemblare tutti i quadrati al posto giusto, dando prova di come tante straordinarie abilità circensi e di giocoleria possano ben abbinarsi al contesto della danza in modo ironico e divertente.
Dal movimento acrobatico all’interno di un cerchio gigante allo slacciarsi le scarpe facendo roteare al contempo diverse palline con le mani, nel corso dello spettacolo sono state tante le prove di abilità molto gradite e applauditissime dagli spettatori. Le performance sono state impreziosite dall’accompagnamento musicale dal vivo di Pino Basile, per una produzione Spellbound realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, in cui a condividere lo spazio sono un musicista sperimentale e un circense sperimentatore.
Francesco Sgrò a Sennori alle prese con il cubo di Rubik
All’ex Cava di Tufo di Sennori il festival prosegue il 5 luglio, alle 21.30, con Davide Valrosso che porta in scena “Cinque danze per il futuro”, un lavoro dedicato al concetto di corpo performativo per costruire un organismo scenico di forma ibrida fra danza e concerto.
Un danzatore e un musicista agiscono dal vivo all’interno di cinque quadri combinando di volta in volta un diverso sistema di relazioni per ognuna delle cinque proposte. Il concept è impreziosito dalle musiche di Daniele Gherrino e dall’ideazione di Valeria Vannucci, per una produzione Nina.
Nella visione futuristica di Valrosso la danza è vista come sistema di relazioni, di trasformazione e di scoperta, che continua a superare i suoi stessi confini per creare immaginari e paesaggi inediti. Si nutre delle particolarità di ognuno degli interpreti, che uniti esprimono il proprio bagaglio di elementi necessari per il futuro.
Il 7 luglio la Fattoria Vittadini di Milano in coproduzione con la sassarese Danza Estemporada porterà nel pittoresco scenario dell’Ex Cava di tufo lo spettacolo “OMOS – noi non siamo uguali”, ideato e realizzato da Riccardo Olivier.
Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.
Davide Valrosso
Danza in Sardegna, prima nazionale dei Borderline a sorpresa sul tramonto di Porto Ferro
SASSARI. Con una prima nazionale a sorpresa la compagnia campana Borderline Danza spiazza il pubblico di Porto Ferro in apertura del festival Corpi in movimento. Due lavori di Luigi Aruta e di Antonio Formisano si sono fusi sul palcoscenico del celebre “Baretto” per dare vita a una sola, originale composizione di danza contemporanea: “Intercode..studio 1” è una primissima ricerca coreografica ricca di spunti e idee per tante chiavi di lettura sul rapporto dell’uomo con il mondo digitale.
Il primo lavoro, Matricola 0541, è ispirato al comportamento di uno studente durante un esame; il secondo, DependEsports, è dedicato alla dipendenza da videogames. Unirli insieme è stata una provocazione sull’utilizzo totalizzante del computer e di altri strumenti tecnologici che, soprattutto durante la pandemia, sono divenuti centrali rendendo difficile fare differenze tra un impiego sano e un altro più ossessivo.
Come le diverse modalità di fruizione si fondono ormai nella vita di tutti i giorni, così anche i due spettacoli si sono uniti in un’opera originale, che ha suscitato certamente emozioni in un contesto già di per sé esaltante come la rinomata spiaggia sassarese allo scoccare del tramonto.
I prossimi spettacoli del festival si terranno sabato 3 luglio all’Ex Cava di Sennori con la Spellbound Produzioni che alle 21.30 presenta “Nel Tempo”; il 4 luglio al Teatro Verdi di Sassari con la Compagnia Danza Estemporada che alle 21.30 propone “Humanesses”; e il 5 luglio all’Ex Cava di Sennori con il performer Davide Valrosso che alle 21.30 porta in scena “Cinque danze per il futuro”.
Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.
“I Giganti” di Bonifacio Angius al Festival di Locarno, è l’unico film italiano in concorso per il Pardo D’Oro
SASSARI. C’è un solo film italiano in concorso alla 74esima edizione del Locarno Film Festival. È sardo, ed è in lizza al Concorso internazionale per la conquista del prestigioso Pardo D’Oro. Il regista sassarese Bonifacio Angius porta ancora una volta la Sardegna alla ribalta del cinema internazionale, e stavolta lo fa con un lavoro dalle tinte forti, “I Giganti”, che lo vede anche protagonista come attore e interprete assieme a Stefano Deffenu (già volto immagine di “Perfidia”), il giovane Riccardo Bombagi e i fratelli Michele e Stefano Manca (alias “Pino e gli anticorpi”), impegnati in un inedito quanto singolare ruolo drammatico. Tra gli altri interpreti ci sono Francesca Niedda, Noemi Medas, Roberta Passaghe e Mila Angius, piccola figlia d’arte.
«Tornare in quel posto magico, così importante per il cinema mondiale mi riempie il cuore di gioia, è un grande onore e un’emozione fortissima – ha commentato a caldo il regista, per la seconda volta in gara all’importate manifestazione elvetica dopo il successo di “Perfidia” nel 2014 –. Sono contento di andarci con un altro film a cui tengo molto, nato dall’idea di mettere a nudo le fragilità dei rapporti umani e di mostrarne il disequilibrio attraverso il mezzo cinematografico. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in questa meravigliosa avventura».
Bonifacio Angius nel film
“I Giganti” concorre al Pardo D’Oro per il miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista. Prodotto dallo stesso Angius per Il Monello Film con il contributo della Fondazione Sardegna Film Commission, il lungometraggio descrive una rimpatriata tra vecchi amici che si ritrovano a fare baldoria in una casa sperduta in una valle dimenticata dal mondo.
Un vecchio vinile è l’occasione per richiamare atmosfere retrò in cui le colonne sonore di Luigi Frassetto amplificano le suggestioni di rabbia e dolore intrise di tenerezza e fragilità, furore e ironia. Da questo abisso emergono ricordi, piombo, e storie d’amore mai dimenticate.
C’è la volontà di illuminarne i lati più oscuri, sinistri e malinconici dell’agire umano, mentre cinismo e violenza fanno da contraltare al ritratto di un piccolo mondo autodistruttivo, motore invisibile delle azioni che a tratti esplodono in maniera cruda e inaspettata.
Le scene sono girate principalmente a Thiesi, all’interno della storica Casa Flores che a fine Settecento fu teatro di vicende significative per la rivoluzione sarda antifeudale. Quindi in un vecchio casale di Campu Lazzari, nelle campagne di Siligo, quasi sul confine tra i territori di Florinas e Ploaghe.
Il trailer dell’opera uscirà il 1 luglio sul portale www.screendaily.com, una delle più importanti riviste per il cinema europeo a livello internazionale, dove sarà disponibile in esclusiva per ventiquattro ore.
Assieme a Cannes, Berlino e Venezia, il Locarno Film Festival rappresenta una delle manifestazioni di settore più rinomate al mondo per la qualità dei lavori in concorso. Nato nel lontano 1946, negli anni ha accolto opere di mostri sacri del cinema come Kubrick, Fellini, Antonioni e Tarantino.
La Piazza Grandedella cittadina ticinese è anche il cinema all’aperto più grande del mondo. Dal 4 al 14 agosto vi saranno presentate in prima mondiale, internazionale e europea le migliori produzioni cinematografiche di fronte a un pubblico che per ogni singola proiezione può raggiungere gli ottomila spettatori.
Omaggio alla marginalità, il pittore Gabriele Sanna presenta il suo progetto artistico: una serie di installazioni e live performance nei luoghi che ogni giorno affrontano l’emarginazione e la paura.
Omaggio alla marginalità, il pittore Gabriele Sanna presenta il suo progetto artistico: una serie di installazioni e live performance nei luoghi che ogni giorno affrontano l’emarginazione e la paura.
Il lockdown della scorsa primavera è stato per lui un’occasione di crescita artistica e personale, un’opportunità per guardarsi dentro e trasformare la sua arte – per anni inespressa – in una vera e propria terapia per affrontare il lungo periodo di confinamento imposto dall’emergenza sanitaria.
Nasce un anno fa il percorso artistico di Gabriele Sanna, storico operatore culturale della città, impegnato da anni nel mondo dell’associazionismo come organizzatore di eventi – sua la direzione artistica dell’ultimo concerto a Sassari del celebre gruppo napoletano 99 Posse, in occasione della Festa della Liberazione del 2014, ma anche come gestore di storici locali cittadini, come il circolo Arci “Aggabachela” di via Diaz e l’associazione culturale “L’ Ultimo Spettacolo” di corso Trinità.
Dopo un anno esatto di intensa produzione pittorica, di un segno che ha iniziato a occupare tutta la superficie della tela, come uno schizzo anestetizzante e ossessivo che si ripete e che nei mesi di chiusura forzata ha preso man mano forma dando vita a figure ancestrali e archetipiche, ora il disegno e la pittura sono diventati l’ossigeno quotidiano di Gabriele.
E coerente con il suo percorso di vita ha scelto di mettere al servizio degli altri la sua arte, dando vita qualche settimana fa al progetto artistico “Omaggio alla marginalità”, la prima tappa di una serie di installazioni e live performance nei luoghi che ogni giorno trattano, curano e affrontano l’emarginazione e la paura.
Grazie al supporto offerto dal direttore del Centro di Salute Mentale di Sassari, Pietro Pintore e la supervisione dei medici psichiatri Antonangelo Corraduzza e Gianfranca Nieddu, Sanna ha avuto libero accesso alla sede del CSM di via Amendola: per dieci ore – ogni giorno per sette giorni – ha dipinto la parete di ingresso della struttura, interagendo con i pazienti, alcuni dei loro familiari, i medici e gli infermieri.
«La collaborazione è nata per caso – racconta l’artista– i primi giorni le pazienti e i pazienti mi vedevano tracciare questi segni sulla parete, il segno grafico che ormai caratterizza tutte le mie opere. Mi osservavano incuriositi e forse anche un po’ intimoriti, ma non ci ho pensato su molto a lungo, li ho messo in mano dei pennelli e da quel momento è partita la magia. Insieme abbiamo dato vita all’opera che per me e per loro rappresenta il Centro di Salute Mentale. L’Arteterapia può essere utile nei disturbi psichiatrici – prosegue Sanna – aiuta a promuovere l’autostima, ad incrementare la socializzazione e soprattutto ad entrare in contatto con il proprio mondo emotivo che è un po’ quello che è accaduto a me durante il periodo di confinamento. Da allora, il disegno e la pittura non mi hanno più lasciato, neppure per un minuto, nella mente e nelle abitudini. Una vera e propria meditazione. Il cervello si svuota e compare su tele fogli e tavole, un groviglio instancabile di pace».
Un’esperienza artistica e umana che ha dato il via al progetto al quale Gabriele tiene molto: sarà la Casa della Fraterna Solidarietà ad ospitare la prossima installazione dell’artista, grazie ad una nuova collaborazione nata con Aldo Meloni, presidente della storica struttura cittadina che ogni giorno distribuisce oltre 200 pasti a chi si trova in difficoltà. Un nuovo omaggio alla marginalità che aiuterà a proteggere la privacy di uomini, donne, bambini e oggi anche intere famiglie, tutti i giorni in fila in attesa di ricevere una “carezza” alimentare, sotto una pensilina alla quale Gabriele regalerà in arte una nuova vita.