Sassari, trent’anni di Motus Musica & Danza celebrati nello spazio S’ALA
Luigi Doddo: “Una realtà gioiello che regalo a Igor e Moreno”
Nel corso della serata è stato annunciato il ritorno nel 2024 dello storico festival “Danza Sassari Danza”
SASSARI. Trent’anni di arte e danza contemporanea sono stati onorati e rievocati sabato scorso a Sassari (25 novembre) con l’installazione-archivio allestita nei locali di “S’ALA – Spazio Per Artisti”, che ricevendo il testimone dall’associazione “Motus Musica & Danza” fondata nel 1993 dal coreografo e danzatore Luigi Doddo, ne ha celebrato l’importante traguardo.
Doddo è artefice di un’intensa stagione creativa come coreografo, ballerino e operatore culturale: «Prima a Sassari – ha affermato – la danza era vista come semplice decorazione, poi il punto di vista è cambiato quando abbiamo messo in scena spettacoli provocatori con una drammaturgia molto forte portando lavori all’avanguardia che, in seguito, hanno girato per il mondo».
Sono le performance testimoniate dalle locandine distribuite lungo i locali di S’ALA e dai video proiettati in appositi spazi per ricordare alcune coreografie di Doddo come, tra le altre, “Bella Napoli”. Insieme alle affiche le pareti erano ricoperte anche da un altro segno di fermento artistico riprodotto in forma di cartolina, le 77 residenze promosse dalla compagnia Igor X Moreno con danzatori e drammaturghi dal 2017 a oggi.
E proprio il duo sardo-basco di coreografi, composto da Moreno Solinas e Igor Urzelai Hernando, ha raccolto l’eredità di Luigi Doddo e della sua associazione Motus Musica & Danza, divenuta dal 2019 S’ALA Produzione. «Ho amato questo gioiello per trent’anni – ha dichiarato Doddo – e quando si ama qualcosa è meglio regalarlo che venderlo, e darlo a chi lo merita come Igor e Moreno». Un gesto raro, se non unico, nel panorama dell’arte in generale. «Penso di essere stato generoso ma credo anche che un artista debba dare più di quanto riceva dal mondo. Negli anni ho avuto tanto sostegno dal mondo della danza e delle istituzioni e adesso è arrivato il momento di restituirlo».
Con il passaggio di testimone S’ALA eredita anche lo storico festival “Danza Sassari Danza”, vetrina per decenni di spettacoli creati dai massimi coreografi italiani e non, da Enzo Cosimi a Virgilio Sieni, e la cui ultima edizione risale al 2019 prima dello stop causato dalla pandemia. «Siamo orgogliosi ed entusiasti di annunciare – ha riferito Margherita Elliot, danzatrice e responsabile della programmazione di S’ALA – che la rassegna tornerà nel 2024. Io mi occuperò di firmare la programmazione e la direzione artistica».
Il team è già al lavoro per dare una nuova veste contemporanea e lungimirante al festival a partire dall’ideazione di un nuovo logo. «Ma quello che ci interessa più di tutto – prosegue Elliot – è portare contenuti, dare un respiro internazionale alla città di Sassari. L’idea è quella di creare una hub sociale e artistica, un punto d’incontro tra pubblico locale e artisti nazionali e internazionali».
All’ingresso dei locali erano disponibili i volumi dell’opera “On/Su/Sobre Andante”, una riflessione di artisti e critici sullo spettacolo “Andante” di Igor X Moreno che ha debuttato nel 2017 a Londra. Lo scorso giovedì (23 novembre) si è tenuta la presentazione del libro, pubblicato da Igor X Moreno con il sostegno di Fondazione di Sardegna, Arts Council England e National Lottery Funding.
La danza primordiale di “Karrasekare” ammalia il Teatro Verdi di Sassari
La performance d’impatto traduce nelle coreografie lo studio sui carnevali sardi e baschi e la sensibilità fluida del teatro emergente
SASSARI. Oltre quattro minuti di applausi al Teatro Verdi di Sassari per la prima sarda di “Karrasekare”, il nuovo spettacolo della compagnia Igor X Moreno, che nei giorni scorsi ha ammaliato gli spettatori, numerosissimi, emozionati e talvolta spiazzati da una performance originale e inaspettata.
L’opera ha reso palpabile la dimensione originaria e l’energia primordiale dei carnevali sardi e baschi portata in scena dai sette danzatori sul palcoscenico e filtrata dalla dimensione queer. In uno scorrere fluido di catarsi come quella ispirata al carnevale di Bosa, carnalità, momenti d’insieme selvaggi e di forte impatto, hanno attraversato le coreografie create da Igor Urzelai Hernando e Moreno Solinas. “Karrasekare” ha presentato un’ipotesi di inclusività e di libertà, colpendo lo stomaco dei presenti attraverso i corpi dei ballerini che agiscono, spesso in totale nudità, come strumenti al servizio del pubblico.
Una enorme “coperta”, evocatrice di un paesaggio primigenio simile a una distesa di neve, è stata il terreno su cui i performer hanno agito, prima che divenisse una sorta di nuvola o pietra scura che, sospesa, incombe sul pianeta. Da questa arriva infine la pioggia che, bagnando il mondo, suggerisce la rigenerazione, la metamorfosi delle stagioni e degli stessi destini umani.
La suggestione di un ciclo della natura, destinato a ripetersi, ha investito il pubblico con la potenza delle immagini, semplici ma profonde. Come quelle dettate dai costumi e dalle maschere, animali e non, “abitati” in un crescendo vertiginoso di emozioni che mette in un angolo ogni discorso intellettuale per lasciare campo libero alla dimensione fisica e agli istinti. Dando così evidenza alle intenzioni dei creatori di “Karrasekare”, lavoro la cui genesi è durata più di tre anni.
L’evento ha debuttato con grande successo la scorsa settimana al Festival Romaeuropa e, dopo la data sassarese, arriverà per un’altra replica al Ten di Nuoro il 12 novembre 2023 alle 19. Sono le prime repliche di un lavoro che, dal 2024, circuiterà in tutta Europa toccando le piazze di Cambridge, Londra, Rijeka/Fiume (Croazia), Manchester, Parigi, Den Bosch nei Paesi Bassi e Aarhus in Danimarca.
Oltre alla regia e alla coreografia di Igor e Moreno, il cast può contare su un ensemble di spessore internazionale a partire dagli interpreti Marcella Mancini, Alessio Rundeddu, Matteo Sedda, Giulia Vacca, Margherita Elliot, Igor e Moreno. La consulenza drammaturgica è di Simon Ellis, le musiche originali e il sound design di Edoardo Robert Elliot, la scenografia e i costumi di KasperSophie (Kasper Hansen e Sophie Bellin-Hansen), le luci di Joshie Harriette, il coordinamento tecnico di Edoardo Robert Elliot, project producer Davide Pisano; amministrazione Anna Paola Della Chiesa.
Prodotto da S’ALA e The Place, lo spettacolo include anche, come co-produttori, Theatre De La Ville, Fuorimargine, Romaeuropa, Bora Bora e Theaterfestival Boulevard, in collaborazione con Toscana Terra Accogliente (con residenze a Anghiari Dance Hub e Armunia, e co-finanziamento di Fabbrica Europa).
A supportare l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e di NID Platform, del sostegno di MiC – Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna, e dello sponsor di Viale srl.
La compagnia Igor X Moreno, che firma dei lavori creati da Igor Urzelai Hernando e Moreno Solinas, è nata nel 2012 a Londra per poi trasferirsi a Sassari nel 2019 quando i due coreografi hanno assunto la direzione artistica della compagnia di produzione S’ALA. Le loro produzioni sono state rappresentate non solo in Europa ma anche in Nord e Sud America, in Africa e in Asia. Tra i riconoscimenti ottenuti il Rudolf Laban Award, le nomination per i National Dance Awards e i Total Theatre Awards. I loro lavori sono stati selezionati per Aerowaves (2011, 2013 e 2015), la NID Platform, la British Council Showcase e la British Dance Edition.
Danza a Sassari, al Verdi il “Karrasekare” di Igor X Moreno
Il 9 novembre al Teatro Verdi va in scena in prima regionale dopo il debutto con successo al Festival Romaeuropa: un confronto tra i carnevali sardi e baschi per indagare antichi rituali e dar vita a nuove identità nel segno dell’arte coreutica
SASSARI. Una coreografia ispirata ai carnevali sardi e baschi, da quelli di Gavoi e Lula fino a Zubieta e Lanz, che indaga i rituali pre-cristiani del solstizio di primavera e si proietta nel futuro per dare voce a identità libere, fluide, queer. Giovedì 9 novembre, alle 21, al Teatro Verdi di Sassari andrà in scena “Karrasekare”, l’ultima creazione della compagnia sassarese Igor X Moreno, che sarà presentata in prima regionale dopo aver debuttato con successo al Festival Romaeuropa. La performance si avvale della cornice teatrale per sfruttare l’energia primitiva della sagra e far emergere l’azzardo vitale della combinazione di danza, canti ed ebbrezza, e quindi della vertigine provocata dallo stare insieme.
Prodotto da S’ALA e The Place, “Karrasekare” annovera anche, come co-produttori, Theatre De La Ville, Fuorimargine, Romaeuropa, Bora Bora e TheaterfestivalBoulevard, in collaborazione con Toscana Terra Accogliente (con residenze a Anghiari Dance Hub e Armunia, e co-finanziamento di Fabbrica Europa).
Si avvale inoltre del supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra e di NID Platform, del sostegno di MiC – Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna, e dello sponsor di Viale srl.
La regia e le coreografie sono di Moreno Solinas e Igor Urzelai Hernando, la direzione prove di Margherita Elliot, con gli interpreti Marcella Mancini, Alessio Rundeddu, Matteo Sedda, Giulia Vacca, Margherita Elliot, Igor e Moreno.
Il lavoro è stato sviluppato nello spazio di S’ALA, dove la compagnia ha anche lavorato sul ballo sardo con Angela Mela, maestra del gruppo folk Gurusele del capoluogo turritano. La consulenza drammaturgica è di Simon Ellis, le musiche originali e il sound design di Edoardo Robert Elliot, la scenografia e i costumi di KasperSophie, le luci di Joshie Harriette, il coordinamento tecnico di Edoardo Robert Elliot, project producer Davide Pisano; amministrazione Anna Paola Della Chiesa.
“Karrasekare” nasce in Sardegna e si avvale di un cast internazionale a tutti i livelli, dai performer al sound design e ai costumi, riflettendo così il lungo lavoro di ricerca iniziato nel 2019, portato oltre i confini dell’isola attraverso alcune residenze nel Regno Unito, in Croazia e Danimarca.
La vocazione europea proseguirà nella tournée che dal 2024 attraverserà le maggiori piazze del Vecchio Continente come Cambridge, Londra, Rijeka/Fiume (Croazia), Manchester, Parigi, Den Bosch nei Paesi Bassi e Aarhus in Danimarca. La prossima data sarda invece sarà il 12 novembre 2023 al TEN di Nuoro.
La compagnia Igor X Moreno, che firma dei lavori creati da Igor Urzelai Hernando e Moreno Solinas, è nata nel 2012 a Londra per poi trasferirsi a Sassari nel 2019 quando i due coreografi hanno assunto la direzione artistica della compagnia di produzione S’ALA. Le loro produzioni sono state rappresentate non solo in Europa ma anche in Nord e Sud America, in Africa e in Asia. Tra i riconoscimenti ottenuti il Rudolf Laban Award, le nomination per i National Dance Awards e i Total Theatre Awards. I loro lavori sono stati selezionati per Aerowaves (2011, 2013 e 2015), la NID Platform, la British Council Showcase e la British Dance Edition.
A Cagliari ritorna la magia del cinema muto esplorando il rapporto tra immagini e letteratura
Al via la VII edizione di “Storie di volti e silenzi” con la rassegna cinematografica e la sonorizzazione dal vivo di un lungometraggio.
“La macchina cinema” riesplora il concetto di “Narrativa per immagini” attraverso alcuni capolavori risalenti agli albori della settima arte
Cagliari. La rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto” ritorna a Cagliari con una VII edizione che, a partire da sabato 11 novembre efino al 28 dicembre 2023,declinerà il legame speciale tra cinema e letteratura, proponendo al pubblico 12 film realizzati tra il 1911 e il 1928.
L’iniziativa, che si svolgerà al centro culturale Hermaea di Pirri con una serata al polo bibliotecario Falzarego 35 di Cagliari, è organizzata dall’associazione La macchina cinema (FICC) con il sostegno della Regione Sardegna.
Il legame tra letteratura e cinema risale alle origini della settima arte: fin dai primi esempi di arte cinematografica, la letteratura ha fornito a sceneggiatori e registi il materiale su cui costruire le regole di un nuovo linguaggio, destinato a rivoluzionare il concetto di narrazione.
La materia letteraria, dunque, è stata trasformata e adattata allo scopo, con risultati sorprendenti soprattutto per il cinema muto, capace di tradurre la parola scritta sul grande schermo, paradossalmente, proprio senza l’ausilio delle parole. La VII edizione riesplorerà dunque gli albori della storia del cinema, tratti da diversi generi di testi letterari, dal racconto breve al romanzo a puntate. Queste opere raccontano la perizia dei primi, veri artisti che si cimentarono con un linguaggio ricco di potenzialità ancora inespresse, contribuendo all’arricchimento di correnti artistiche già esistenti o elaborandone di nuove, come nel caso dell’espressionismo tedesco e dell’impressionismo francese degli anni ’20 del Novecento.
Da Friedrich Wilhelm Murnau con i titoli Aurora,Nosferatu il vampiroeIl castello di Vogelod a Jean Epstein con La caduta della Casa Usher, la rassegna offre un’ampia scelta di generi, tra cui spiccano horror e dramma storico, capaci di attirare un pubblico eterogeneo per età e interessi culturali e di offrire alle generazioni più giovani, così come a chi si approcci allo studio del linguaggio cinematografico, una panoramica degli autori più significativi dell’epoca.
Il programma della rassegna comprende, tra gli altri, Metropolisdi Fritz Lang, tratto da un romanzo di Thea Von Harbou, all’epoca moglie di Lang, che scrisse anche la sceneggiatura del film, considerato il precursore, nonché la principale fonte d’ispirazione del moderno cinema di fantascienza, a cominciare da “Blade Runner” di Ridley Scott; ancora Il pensionantee Fragile virtùdi un giovanissimo Alfred Hitchcock, in cui sono già evidenti i meccanismi narrativi che caratterizzeranno l’opera del maestro del brivido; la trasposizione della tragedia diWilliam Shakespeare Romeo e Giulietta realizzata da Ugo Falena e Ilcarretto fantasma di Victor Sjöström, pilastro del cinema svedese che ispirò, tra gli altri, Ingmar Bergman. Ed ancora Giglio infranto di David Wark Griffith adattamento del racconto The Chink and the Child, scritto da Thomas Burke.
Non mancano, infine, gli esponenti italiani delle correnti cinematografiche del periodo, tra cui spicca Giulio Antamoro con la prima trasposizione cinematografica del capolavoro di Carlo Collodi Pinocchio e Tigre reale di Giovanni Pastrone, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga.
In un’epoca in cui la comunicazione viaggia sui social media, attraverso gli schermi di cellulari e tablet, ed è caratterizzata dalla contaminazione tra linguaggi, la nostra associazione sceglie di tornare indietro nel tempo per raccontare come la letteratura abbia contaminato il nascente linguaggio del cinema all’inizio del Novecento: oggi, sono i prodotti audio-video che viaggiano sulle piattaforme streaming a cambiare le regole della narrazione, ma la magia del “raccontare storie”, al cinema – anche negli anni del cinema muto -, è iniziata così, traendo ispirazione dalla letteratura.
Ad introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Roberto Silvestri, Mariuccia Ciotta, Elisabetta Randaccio, i docenti dell’università di Padova Denis Brotto e Alessandro Faccioli e gli operatori culturali Alessandro Macis, Patrizia Masala, Lorella Costa, Bepi Vigna e Massimo Spiga.
Come di consueto, il 9 dicembre nella sala Castello dell’hotel Regina Margherita nell’omonima via al civico 42, si proporrà come evento speciale la sonorizzazione dal vivo di uno dei titoli più suggestivi proposti, La caduta della Casa Usher di Jean Epstein, con musiche originali di Silvia Belfiore al pianoforte e Andrea Morelli ai sassofoni e flauto a sottolineare con ancor maggior forza l’idea di contaminazione tra le arti che il progetto de La macchina cinema sostiene con la sua decennale attività.
L’ingresso a tutta la manifestazione è a titolo gratuito e non occorre la prenotazione.
PROGRAMMA
SABATO 11 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA
H. 18,00 – Auroradi Friedrich Wilhelm Murnau (1927, 90’)
Introduce Piero Spila
LUNEDI’ 13 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA
H. 20,00 – Pinocchio diGiulio Antamoro (1911, 42’)
Introduce Mariuccia Ciotta
H. 21,00 – Romeo e Giulietta di Ugo Falena (1912, 34’)
H. 20,00 – Nosferatu il vampiro di F. W. Murnau (1922, 94’)
Introduce Denis Brotto
GIOVEDI’ 28 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA
H. 20,00 – Tigre reale di Giovanni Pastrone (1916, 80’)
introduce Alessandro Faccioli
“Vestire il cinema”, la rassegna dell’Alambicco dal 10 novembre omaggia la Sartoria Tirelli
Da venerdì a Cagliari dodici appuntamenti per la rassegna cinematografica e la serata del Premio alla Carriera a un’eccellenza italiana che con i suoi costumi ha contribuito a fare la storia del cinema
CAGLIARI. L’omaggio alla Sartoria Tirelli rappresenta il tributo alla perizia artigianale di un’eccellenza italiana capace di contribuire in modo decisivo con i suoi costumi, alla realizzazione di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale. L’associazione L’Alambicco, con il sostegno della Regione Sardegna, intende valorizzare questo comparto dell’industria cinematografica spesso trascurato dal pubblico generalista: dal 10 novembre al 29 dicembre nella sala Stampace e nella Sala Villanova di viale Regina Margherita 44 a Cagliari (con ingresso dall’omonimo hotel), si terrà la rassegna cinematografica “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema”, che accompagnerà gli appassionati per dodici appuntamenti, che includono il conferimento del premio alla carriera e il concerto del maestro Romeo Scaccia.
Insomma, uno sguardo per portare anche all’attenzione dei più giovani fruitori di cinema, una realtà fondata da Umberto Tirelli nel novembre del 1964, che è stata fondamentale per tratteggiare il carattere dei protagonisti e delle ambientazioni di storie indimenticabili, capaci di definire e ridefinire i canoni della settima arte grazie alle capacità delle maestranze coinvolte nella realizzazione degli abiti.
La rassegna sarà inaugurata venerdì 10 novembre, alle 17.30, nella Sala Stampace con la proiezione de “Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963), introdotto da Piero Spila. Per questo capolavoro Piero Tosi ha disegnato, tra gli altri, il celebre abito da ballo in organza avorio e seta verde chiarissimo indossato da Claudia Cardinale; deteriorato dall’inclemente trascorrere del tempo, l’abito è stato replicato con assoluta precisione grazie alle foto di scena. Con Morte a Venezia (1971) continua la collaborazione tra Luchino Visconti e Piero Tosi, che realizza i vestiti di Silvana Mangano e riceve una nomination per i Migliori Costumi al Premio Oscar. Altro appuntamento con Il Casanova (1976) di Federico Fellini: il regista e il costumista Danilo Donati reinterpretano il Settecento amplificando il gusto per l’esagerazione e per il grottesco dello stile Rococò. Le mode del tempo, già intrinsecamente eccessive, vengono enfatizzate e talvolta persino trasfigurate in funzione critica: il costume è fondamentale per la costruzione, anche in chiave psicologica, del personaggio di Casanova interpretato da Donald Sutherland.
Tra il 1982 e il 1983 Sergio Leone gira C’era una volta in America, affidandosi per i costumi a Gabriella Pescucci. L’ambientazione del film ha comportato per la costumista un grande lavoro di documentazione sulla moda americana dei primi anni ‘30, dissimile rispetto a quella europea; spicca, tra tutti, l’abito da sera in organza rosa indossato da Elisabeth Mc Govern. È ancora Gabriella Pescucci la costumista del film Il nome della Rosa (1986) del regista Jean-Jacques Annaud; alla base della realizzazione dei costumi, c’è uno studio approfondito delle tinture vegetali e della lavorazione di pellami e tessuti, trattati così come in uso nella prima metà del 1300, epoca in cui è ambientata la trasposizione del romanzo di Umberto Eco. I costumi di Nuovomondo (2006) di Emanuele Crialese, sono curati da Mariano Tufano: il costumista ha svolto uno studio molto accurato nell’archivio del Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Roma, concentrandosi in particolare sulle forme e i disegni degli abiti popolari, ricavando dei cartamodelli molto precisi ricalcati su quelli di inizio Novecento. Il film ha ottenuto un David di Donatello per i Migliori Costumi; si distinguono, tra tutti, gli abiti indossati da Charlotte Gainsbourg.
La rassegna prosegue con Medea (1969): il regista Pier Paolo Pasolini si affida a Piero Tosi per la realizzazione dei costumi, tra cui spiccano gli abiti indossati da Maria Callas, interprete della protagonista: Tosi si ispira agli abiti dell’antica Grecia e compie un’accurata ricerca relativa alle differenze tra le varie etnie della penisola, dalle fogge (la plissettatura in particolare) ai colori, fino ai tessuti utilizzati per conferire a Medea, regina della Colchide, l’aspetto misterioso e al contempo inquietante che si addice a questo potente e al contempo fragile personaggio femminile.
Con L’età dell’innocenza (1994) di Martin Scorsese, la costumista Gabriella Pescucci vince il Premio Oscar per i Migliori Costumi; impossibile non citare gli splendidi abiti da sera in raso di seta e organza indossati da Winona Ryder e Michelle Pfeiffer, filologicamente ispirati alla moda di fine ‘800. I costumi disegnati dalla Pescucci strizzano l’occhio ai dipinti di Tissot, non a caso presenti nella scenografia del ballo a casa Beaufort.
Hugo Cabret (2011), rappresenta l’omaggio di Martin Scorsese a Georges Méliès, l’inventore del cinema inteso come forma d’espressione artistica. Per i costumi, il regista si è affidato a Sandy Powell, che ha ottenuto una nomination al Premio Oscar: la Powell ha agito su un doppio binario, con i costumi degli anni ’30 del Novecento – per lo più abiti da lavoro o adatti alle incombenze quotidiane -, in cui è ambientato il filone narrativo principale del film, e la ricostruzione degli stravaganti costumi indossati da Méliès e dai suoi attori durante le riprese dei suoi film, tra fine ‘800 e primi del ‘900.
La rassegna continua con il film Magnifica presenza (2012) di Ferzan Özpetek, che registra il contributo del costumista sardo Alessandro Lai e con Il paziente inglese (1996) di Anthony Minghella, che ottiene una candidatura agli Oscar per i Migliori Costumi disegnati da Ann Roth: la moda di fine anni ’30 e inizio anni ’40 viene celebrata dal magnifico guardaroba indossato da Kristin Scott Thomas, sia in occasione delle spedizioni nel deserto magrebino, che durante le eleganti serate di gala.
Ancora in rassegna troviamo il film La leggenda del pianista sull’Oceano (1998) di Giuseppe Tornatore, con i costumi di Maurizio Millenotti, vincitore di un David di Donatello; la trasposizione cinematografica del monologo “Novecento” di Alessandro Baricco è ambientata nel 1935 e ha dato modo a Millenotti di esplorare una grande varietà di abbigliamento, da adattare alle diverse classi sociali che viaggiano sul transatlantico che fa da sfondo alla vicenda narrata. La stoffa utilizzata per gli abiti è stata fatta tessere su espressa volontà di Umberto Tirelli nel 1986, all’indomani della ricca e importante Donazione Tirelli a Palazzo Pitti.
I costumi ispirati alla moda anni ’70 di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri, altro titolo in rassegna, sono particolarmente preziosi: il kimono, indossato da Florinda Bolkan e ispirato a un pezzo originale di Maria Monaci Gallenga databile tra gli anni 1910-30, è stato disegnato da Franco Carretti, dall’originale di Gallenga restaurato dalla Sartoria Tirelli.
Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola ha vinto un Premio Oscar, un Nastro d’argento e ha avuto una nomination al Premio Bafta per gli splendidi costumi disegnati da Milena Canonero: tra accuratezza filologica e rottura dei canoni tradizionali, il lavoro della Canonero ben interpreta l’eclettica trasposizione della vita della più famosa regina di Francia proposta dalla regista, con uno studio e una reinterpretazione della moda nella seconda metà del XVIII secolo alla corte di Luigi XVI.
Sono invece disegnati da Massimo Cantini Parrini i costumi del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (2015): fra i tanti abiti che contribuiscono a creare il mondo ispirato alla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile si distinguono quelli indossati dall’attrice Salma Hayek nel ruolo della Regina di Selvascura; Nastro d’Argento e David di Donatello per i Migliori Costumi, ovviamente realizzati dalla Sartoria Tirelli.
Chiamati a introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, il docente di Storia dello spettacolo Giuseppe Mattia e gli operatori culturali Lorella Costa, Luigi Cabras, Patrizia Masala, Alessandro Macis, Stefania Costa, Bepi Vigna.
Il 17 dicembre presso la sala Castello, nell’ambito dell’evento speciale del conferimento del Premio alla Carriera, verrà proposto al pubblico, in presenza del regista Gianfranco Gigni, il documentario Sartoria Tirelli. Vestire il Cinema, a cui si ispira il titolo della rassegna cinematografica proposta dall’Alambicco. A ritirare il Premio sarà Dino Trappeti, direttore della Tirelli Trappetti – costumi dal 1964. A seguire il consueto concerto con le musiche arrangiate trascritte ed eseguite al pianoforte dal M° Romeo Scaccia accompagnate da una selezione dei film più significativi proposti in rassegna. Tra gli ospiti della serata Laura Nobile, coordinatrice generale della Tirelli Trappetti e la sorpresa di alcuni dei costumisti che fanno la storia di questa grande istituzione del mondo del cinema, del teatro e della lirica.
VENERDI’ 10 NOVEMBRE – SALA STAMPACE H. 17.30 – Inaugurazione rassegna H. 17.45 – Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963, 187’) Introduce Piero Spila
MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE – SALA STAMPACE H. 17.30 – Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970, 112’) Introduce Roberto Silvestri H. 20,00 – Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006, 125’) Introduce Mariuccia Ciotta
SABATO 18 NOVEMBRE – SALA STAMPACE H. 17,30 – Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996, 161’) Introduce Lorella Costa
MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE – SALA STAMPACE H. 20,00 – C’era una volta in America di Sergio Leone (1984, 139’) Introduce Bepi Vigna
SABATO 25 NOVEMBRE – SALA STAMPACE H. 17.30 – Il nome della Rosa di Jean-Jacques Annaud (1986, 126’) H. 20,00 – Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (2015, 134’) Introduce i film Lorella Costa
DOMENICA 3 DICEMBRE – SALA STAMPACE H. 17.30 – Medea di Pier Paolo Pasolini (1969, 110’) Introduce Roberto Chiesi H. 20,30 – Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011,126’) Introduce Alessandro Macis
MERCOLEDI’ 6 DICEMBRE – SALA VILLANOVA H. 20.00 – L’età dell’innocenza di Martin Scorsese (1993,138’) Introduce Gigi Cabras
VENERDI’ 8 DICEMBRE – SALA VILLANOVA H. 17.30 – Il Casanova di Federico Fellini (1976, 155’) Introduce Giuseppe Mattia
EVENTO SPECIALE DOMENICA 17 DICEMBRE, ore 17.30 SALA CASTELLO HOTEL REGINA MARGHERITA Proiezione del documentario “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema” di Gianfranco Giagni (2006, 54’) Introducono il regista Gianfranco Giagni e il direttore artistico dell’Alambicco Alessandro Macis
Conferimento del Premio alla carriera alla TIRELLI TRAPPETTI – Costumi dal 1964 Il Premio verrà consegnato al direttore Dino Trappetti
Concerto Omaggio di una selezione delle musiche e delle immagini dei film in rassegna Arrangiamenti, trascrizioni ed esecuzione del M° Romeo Scaccia al pianoforte
MERCOLEDI’ 20 DICEMBRE – SALA STAMPACE H. 20,00 – Morte a Venezia di Luchino Visconti (1971, 130’) Introduce Elisabetta Randaccio
MERCOLEDI’ 27 DICEMBRE – SALA STAMPACE H. 20,00 – La leggenda del pianista sull’Oceano di Giuseppe Tornatore (1998, 165’) Introduce Stefania Costa
VENERDI’ 29 DICEMBRE – SALA STAMPACE H.17.30 – Magnifica presenza di Ferzan Özpetek (2012, 105’) Introduce Alessandro Macis H. 20.00 – Nuovomondo di Emanuele Crialese (2006, 114’) Introduce Patrizia Masala
Ingresso gratuito per tuta la manifestazione – Non occorre prenotazione.
L’equilibrio del vivere nella danza di Estemporada
“Corpi in movimento” chiude tra gli applausi al Verdi di Sassari
Successo per la prima assoluta presentata da Livia Lepri per la XX edizione del festival della danza d’autore
SASSARI. Una potente riflessione sulla vita mediata da danza e tecnologia ammalia gli spettatori. È “In Equilibrio”, ultimo spettacolo della XX edizione di Corpi in Movimento, il festival della danza d’autore, andato in scena al Teatro Verdi con una prima nazionale assoluta della Compagnia Estemporada. «Si tratta di un’indagine creativa che, dopo alcuni progetti in cui abbiamo anche usato l’intelligenza artificiale, vuole tornare alla naturalezza dell’origine, dei colori, all’essenziale», ha affermato la coreografa Livia Lepri, ideatrice dell’opera.
Notevole l’entusiasmo degli spettatori coinvolti fin dal prologo della performance nel foyer del teatro. A due a due, sono stati introdotti da una “dottoressa” in una piccola costruzione bianca, quasi un’incubatrice emotiva o clinica dell’equilibrio, dove immagini, parole e domande hanno creato le suggestioni per accedere al clima dell’esibizione successiva. «È un progetto che parte dalla ricerca dei contrasti, ha preso ispirazione dal fotografo Herb Ritts e rappresenta essenzialmente la ricerca di un equilibrio del vivere».
Immersiva anche la resa scenica di “In Equilibrio” che fa dialogare i sensi del pubblico, prima con le immagini di alcuni video, montate ad arte, accompagnate da una colonna sonora pop e riconoscibile, quindi con la danza dal vivo dei ballerini solisti della compagnia.
Lo spazio viene scrutato e vissuto tra simmetrie e lontananze in una continua ricerca del bilanciamento, all’insegna dei contrasti dei corpi, esaltati da movimenti, da luci e suoni techno, per un lavoro a cui hanno collaborato anche Alessandro Spanu, Fabio Loi e Adriano Marras.
Ora “In Equilibrio”, concluso il debutto sassarese, si appresta a muovere i propri passi oltre i confini isolani. «A breve cominceremo un tour che interesserà la penisola e, in seguito, anche l’Europa», ha dichiarato Livia Lepri.
“Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari con il sostegno del Mic, della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna e Fondazione Alghero, dei comuni di Alghero, Ittireddu e Sennori, e il Baretto eventi di Porto Ferro. Per maggiori informazioni visionare il sito www.danzeventi.com, oppure contattare [email protected] o il numero 340 6517531.
Li Punti, con CasaCostruendo nuova vita per le panchine di via Era
Un progetto di Pro@positiva APS sostenuto dalla Fondazione di Sardegna
SASSARI. Sette giovani di buona volontà, tanta passione e un risultato che restituisce nuova vita alle panchine di via Era, permettendo alla comunità di Li Punti di godere della cultura del bello e del piacere di sostare tra i colori.
L’iniziativa, fortemente voluta dall’Auser Li Punti, fa parte del progetto CasaCostruendo ed è realizzata da Pro@positiva APS con il sostegno dalla Fondazione di Sardegna (bando scuola). «È un progetto extra-scolastico che da tre anni portiamo avanti con ragazze e ragazzi della Secondaria di primo grado per donare una bella esperienza di vita a studentesse e studenti – ha affermato Roberto Manca, ideatore e coordinatore –. Dedicare otto o dieci giornate del proprio tempo libero non è scontato né facile, chi partecipa ha una grande energia e voglia di vivere emozioni nuove. Diventiamo davvero una piccola comunità».
Nell’ultima edizione CasaCostruendo ha coinvolto studenti e studentesse di Li Punti che, in diversi mesi di lavoro nei laboratori di Canto, Mindfulness, Educazione Civica, Teatro, Danza e Lingua dei Segni, hanno appreso nozioni teoriche e pratiche per esibirsi con successo in un esito scenico al Teatro della Parrocchia Nostra Signora di Latte Dolce.
I loro nomi sono Diego, Edoardo, Noemi, Leonardo, Angelica B., Angelica T., Alessandro e Giorgia, mentre le lezioni sono state impartite da Fabrizio Sanna, Pina Ballore, Letizia Tedde, Maria Paola Dessì, Lory Warner e Simonetta Fara, con la presenza fissa di Roberta Marongiu.
Tra gli obiettivi c’è stato quello di fare un restyling delle panchine di via Era, non prima di aver ricevuto tutte le autorizzazioni da parte delle autorità competenti. Avuto l’ok, la professoressa Barbara Sanna, insegnante d’Arte e immagine al Liceo artistico di Sassari, si è subito messa al lavoro e, dopo aver definito l’idea, il team di CasaCostruendo si è nuovamente riunito il 7 e 8 ottobre per ottemperare alla promessa fatta.
Le panchine, che presentavano un naturale degrado dovuto agli agenti atmosferici, sono state trattate con una base di pittura su tutta la superficie, e quindi tinteggiate con accorgimenti che richiamano la tradizione dell’artigianato sardo. La volontà è ora quella di dipingere, con gli stessi motivi, anche i due grandi vasi in cemento.
Partito nel maggio 2021 in partenariato con l’Istituto comprensivo Li Punti, il progetto CasaCostruendo ha avuto edizioni anche a San Donato e a Sennori. Nel 2023 ha coinvolto ancora le scuole di Li Punti grazie alla disponibilità della dirigente scolastica Laura Neri.
Roberto Manca e Barbara Sanna
Sassari, un corso per imparare l’arte della filigrana
L’Istituto Bellieni organizza un laboratorio di oreficeria sarda
SASSARI. Dopo il successo della prima edizione, l’Istituto Camillo Bellieni ripropone un corso teorico-pratico di venti ore per acquisire e ampliare le conoscenze dell’arte della filigrana e della creazione dei gioielli. A partire dal 27 ottobre, le lezioni si terranno tutti i venerdì dalle 16 alle 20 a Sassari, nella sede Is.Be di via Maddalena 35 a Sassari, con i docenti Davide Masia, orafo, e Paola Corrias, esperta di gioielli sardi.
Il laboratorio sarà rivolto a chi si avvicina per la prima volta a questa forma d’arte e desidera impararne i segreti. Alla presentazione generale del programma seguirà l’analisi estetica dei tesori scaturiti dalle mani di grandi maestri, e saranno forniti i materiali e gli strumenti utili per lo svolgimento del corso.
Durante gli incontri i partecipanti impareranno a progettare e realizzare un gioiello unico, apprenderanno nozioni sulla storia dei monili, sui composti e sulla loro lavorazione.
Sarà possibile prendere visione del processo di manipolazione del metallo e della lavorazione del filo per la preparazione della filigrana, una particolare attenzione sarà rivolta alla costruzione dei disegni e delle formine e al montaggio dei progetti in filigrana su lastre in metallo.
Altre lezioni saranno dedicate al traforo del gioiello, a eventuali correzioni e alla preparazione per la rifinitura. Quindi saranno trattate la rifinitura definitiva, la limatura e la messa in forma, per giungere alle ultime fasi della messa a colore e lucidatura, e ai ritocchi conclusivi.
Alla fine del laboratorio i partecipanti potranno tenere il gioiello personalizzato realizzato durante le lezioni e otterranno un attestato di partecipazione. Gli organizzatori consigliano di affrettarsi nelle prenotazioni perché è ammesso un numero massimo di dieci partecipanti. Per info su prezzo e iscrizioni scrivere un’email a [email protected]. Il programma completo è visitabile sul sito .
“Corpi in movimento”, gran finale tra Alghero e Sassari: Spellbound al Civico ed Estemporada in prima assoluta al Verdi
Sabato 14 ottobre la compagnia romana proporrà “If you were a man” e domenica 15 la compagnia sassarese “In Equilibrio” ideato da Livia Lepri
ALGHERO-SASSARI. La ventesima edizione del festival “Corpi in movimento” nel weekend si prepara al gran finale con due spettacoli sui palcoscenici di due significativi teatri del nord Sardegna: sabato 14 ottobre, alle 20.30, al Civico Alghero, la Spellbound Contemporary Ballet presenta “If you were a man” e domenica 15, al Verdi di Sassari,alle 21, la compagnia Danza Estemporada offre al pubblico cittadino la prima nazionale assoluta del nuovissimo lavoro “In Equilibrio” ideato da Livia Lepri.
“If you were a man”, realizzato dalla compagnia romana in coproduzione con “Attraversamenti Multipli” e “Armonie d’Arte Festival” e con il contributo del MIC, è uno studio per quattro uomini con le coreografie di Mauro Astolfi. A interpretarlo su una profonda riprogrammazione dell’ascolto sono Lorenzo Capozzi, Mario Laterza, Matteo Mirdita e Alessandro Piergentili.
«Se i suoni prodotti dai movimenti, dai respiri, potessero sempre essere decodificati in tempo utile – sostengono gli autori – alcune cose potrebbero essere evitate, potrebbero non accadere e si potrebbe imparare ad ascoltare efficacemente un corpo che non parla. Così anche i piccoli rumori e le strategie del corpo possono dichiarare in anticipo un imminente conflitto». Il rifiuto, il sospetto, la diffidenza, l’amore o la paura non sempre sono comunicati in tempo utile per poter intervenire, per poter accogliere un’informazione preziosa sugli altri. In tal modo, anche la meraviglia di un dialogo silenzioso porta con sé risultati inaspettati.
Il festival della Danza d’autore chiude in bellezza al Teatro Verdi di Sassari presentando il nuovo lavoro di Livia Lepri dedicato all’equilibrio tra gli opposti, in una ricerca di bilanciamento e d’integrazione tra l’umano e il colore. Il pubblico è invitato a recarsi al Verdi fin dalle 20 per una prima parte esperienziale. “In equilibrio”, portato in scena da Estemporada di Sassari, è il primo studio di un’indagine creativa tra opposti, contrasti, integrazioni tra il corpo e il colore, respiri, loop esistenziali e “altro” in una proposta esperienziale che si fa carico di una male sociale da curare: l’inconsapevolezza.
«Prendendo spunto dal libro fotografico di Herb Ritts dal titolo “In Equilibrio” – ha affermato Lepri – e leggendo come nella sua ricerca il corpo fosse già luce e ombra e bastasse a se stesso, ho pensato che a distanza di circa quarant’anni io mi trovo a fare la stessa ricerca chiedendomi quale sia il punto di Equilibrio. Ritts trovò il suo nella purezza della luce naturale, io cerco il mio nella naturalezza del vivere».
Il progetto ha visto confrontarsi tra loro, oltre all’autrice, anche Alessandro Spanu, Fabio Loi e Adriano Marras così da costruire insieme, attraverso luce, video, scene, movimento e sonorità, la “clinica dell’equilibrio”. “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari con il sostegno del Mic, della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna e Fondazione Alghero, dei comuni di Alghero, Ittireddu e Sennori, e il Baretto eventi di Porto Ferro. Per maggiori informazioni visionare il sito www.danzeventi.com, oppure contattare [email protected] o il numero 340 6517531.
Spellbound
Festival Lussu, dalle streghe di Joyce all’omaggio a Guccini
Domani (13 ottobre) la kermesse proporrà inoltre un tributo all’opera della poetessa polacca Wislawa Szymborska nel centenario della nascita
CAGLIARI. Dopo le eretiche al Festival Premio Lussu arrivano le streghe: le “streghe” di Joyce Lussu. Venerdì 13 ottobre alle 17, in Sala Castello di viale Regina Margherita 42, per la sezione “Donne e società” saranno presentate le riedizioni di due interessanti libridella scrittrice che non si accontentò di essere solo la moglie di Emilio Lussu.
La studiosa Chiara Cretella assieme alla giornalista Federica Ginesu presentano “Joyce Lussu. Il libro delle streghe” e “Padre, padrone, padreterno. Breve storia di schiave e matrone, villane e castellane, streghe e mercantesse, proletarie e padrone” di Joyce Lussu (Nda Press, 2022). Nel primo volume streghe e sibille possono riemergere, perdere finalmente l’immagine distorta dagli specchi deformanti della storia e da perfide manipolazioni, e assurgere a simbolo della cultura matriarcale delle origini e delle sue idee di pace, civiltà e convivenza. Nel secondo, che è un classico della cultura alternativa degli anni ’70. Joyce Lussu traccia una contro-storia delle donne dall’età romana al Novecento inquadrando la condizione femminile nel percorso dello scontro di classe in Occidente.
Wislawa Szymborska
Sarà quindi tributato un omaggio all’opera della poetessa polacca Wislawa Szymborska nel centenario della nascita, con la presentazione del suo libro “Canzone nera” (Adelphi, 2022), in cui gli spettri della guerra irrompono in una Varsavia che crolla a pezzi, i ragazzi di strada stringono fra le mani le bottiglie di benzina che sono impazienti di scagliare contro i carri armati tedeschi. Il curatore Andrea Ceccherelli interverrà con la traduttrice Linda Del Sarto e Diego Bertelli, poeta e traduttore. La moderazione è affidata ad Alessandro Macis.
In finale di serata, alle 19, Virginia Buonavolontà introduce l’Omaggio al poeta cantautore mito di più di una generazione, Francesco Guccini, la cui attività di scrittore si configura come una delle esperienze più originali e suggestive della scena letteraria italiana dell’ultimo decennio. In un libro bello e bizzarro scritto a quattro mani da Guccini insieme ad Alberto Bertoni dal titolo suggestivo, “Non so che viso avesse. Quasi un’autobiografia” (Giunti, 2020), ha scelto, per la prima volta, di raccontare la sua vita.
Il coautore Alberto Bertoni ne parlerà con acume e ironia assieme a Paolo Capodacqua e Alessandro Macis. Chiuderà la serata il cantautore e chitarrista Paolo Capodacqua con il reading concerto dedicato a Guccini.
Il Festival Premio Emilio Lussu è organizzato dall’associazione Culturale l’Alambicco in sinergia con l’associazione La Macchina Cinema, con il sostegno della Regione Sardegna, dei comuni di Cagliari e di Armungia, con il patrocinio del Senato della Repubblica e il conferimento della Medaglia della presidenza della Camera dei Deputati, con il partenariato di università straniere, enti, centri studi per le letterature, realtà associative. Tutto il programma è scaricabile dal sito del Festival sul link https://festivalpremioemiliolussu.org/. Per info contattare +39 3280951378.