Cagliari, sabato “La fanciulla del West” del 1915 sonorizzato con l’orchestra in sala al Teatro Adriano

La proiezione del film di Cecil B. DeMille per l’evento speciale della VIII edizione di “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto” organizzata da La macchina cinema, quest’anno dedicata alle origini del western

Cagliari. Una serata irripetibile in cui immagini e suono dal vivo si fondono per rievocare lo spirito più autentico del cinema muto e sottolineare con forza l’idea di contaminazione tra le arti. Sabato 12 ottobre alle 19, nella sala del Teatro Adriano di via Sassari 16, a Cagliari, la rassegna “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto” presenta il suo evento speciale per l’VIII edizione: la visione del lungometraggio “La fanciulla del West” di Cecil B. DeMille (1915, 45’)accompagnato dal vivo dalla pianista Silvia Belfiore, docente del conservatorio di Cagliari, e il sassofonista e flautista Andrea Morelli, docente della Scuola civica di musica di Selargius, con una colonna sonora originale scritta per l’occasione.

L’intento è quello di ricreare l’atmosfera e le emozioni degli albori del cinema, quando l’orchestra era presente in sala, per offrire al pubblico moderno un assaggio della magia del cinema d’altri tempi. Dopo i saluti della direttrice artistica Patrizia Masala, l’introduzione del film sarà a cura di Alessandro Macis.  La sceneggiatura del film si basa sul testo teatrale (14 novembre 1905) di David Belasco da cui venne tratta La fanciulla del West, l’opera musicata da Giacomo Puccini, presentata a New York il 10 dicembre 1910.

La rassegna, che dal 10 settembre al 5 novembre prevede la proiezione di sedici film realizzati tra il 1903 e il 1926, è organizzata dall’associazione culturale La Macchina Cinema con il sostegno della Regione Sardegna.

L’intero progetto si propone, come nelle precedenti edizioni di coinvolgere il pubblico in un importante momento di aggregazione culturale, di sensibilizzazione nei confronti del cinema muto, di educazione degli spettatori e di stimolo per l’individuazione di differenti metodologie critiche, volte all’analisi del film, per coglierne e valorizzarne tutte le sue componenti: estetiche, contenutistiche, culturali, sociologiche, antropologiche.

Dopo l’evento speciale, la rassegna proseguirà con gli altri 4 appuntamenti che prevedono la proiezione dei film: Salomy Jane (15 ottobre), Mandrap (22 ottobre), Womanhandled, Bronco Billy and the schoolmistress, The better man (29 ottobre) e The lady of the dugout, The great train robbery – La grande rapina al treno (5 novembre). L’ingresso è libero e gratuito per tutta la manifestazione.




CineMartist 2024: una prima giornata tra arte contemporanea, documentari e racconti corali

Martis, 27 settembre 2024. La settima edizione di CineMartist è iniziata con un’affascinante combinazione di arte contemporanea e cortometraggi locali e internazionali, offrendo al pubblico uno sguardo ricco e diversificato sulla cultura, in cui arte concettuale e cinema si intrecciano in modo profondo e stimolante. Alle 18:30, presso il Museo Paleobotanico, è stata inaugurata l’esposizione Eutimia, curata da Gloria Perra e Gavino Puggioni. L’evento ha offerto al pubblico un percorso espositivo che unisce due forme d’arte distinte: la prima, intitolata “Ambiguità è passaggio”, esplora concetti astratti legati a stati d’animo complessi attraverso le opere “Limbo” di Giuseppe Cossu e “Smarrito” di Luisa Pistidda. La seconda sezione è invece dedicata al cinema, con i cortometraggi di Sergio Areste Binario Y e di Stefania Porcheddu Argento vivo. Eutimia include anche una dimensione letteraria che evoca la fragilità dell’essere umano. La mostra resterà aperta fino alla mezzanotte di sabato 28.

Il programma di CineMartist è proseguito al centro polivalente “Vincenzo Migaleddu” con la proiezione dei cortometraggi vincitori dell’ultima edizione del concorso “La Caja de Pandora”, svoltosi al Festival del Cinema di Santafé de Antioquia in Colombia. Il pubblico ha potuto apprezzare Inhóspito di Melissa Bolaños Carabalí, premiato come “Miglior Film di Animazione”, e Las Maripósas di Mariana Posada, che ha vinto il “Premio del Pubblico”. 

La serata si è poi conclusa con la sezione “Storie e racconti dell’isola“, dedicata alle produzioni cinematografiche legate al territorio sardo. Il primo corto proiettato è stato l’originale documentario Harder times – storia di un mito di Irene Atzeni, parte di una ricerca antropologica che indaga il contenuto mitico della narrazione sul movimento Harder Times, crocevia di nottambuli che, nei primi anni Novanta, trovò nel Kilton il luogo ideale dove mettersi a nudo senza condizionamenti né limiti espressivi. All’epoca, l’arrivo di nuovi generi musicali, come l’acid house, diede una svolta elettronica alla nightlife cagliaritana. “L’idea era quella di raccontare il mondo delle discoteche di Assemini, città in cui sono nata – ha spiegato Atzeni – ma poi mi sono resa conto che c’era una storia molto più interessante da raccontare”. 

In chiusura, il regista Marco Antonio Pani ha presentato il suo documentario etnografico Padenti (che in sardo significa “foresta”): un’opera osservativa che esplora il lavoro di estrazione del sughero nella foresta di “Is Pranus” di Escalaplano: una ventina di minuti immersivi in un’affascinante foresta di sugherete in cui si realizza un sogno. 

Stasera, venerdì 27, la seconda serata di CineMartist proseguirà con un’altra ricca programmazione. Alle 21.00 proseguirà la proiezione dei cortometraggi vincitori dell’ultima edizione del concorso “La Caja de Pandora”. In particolare, il pubblico potrà assistere a We are almost there di Carlos Prias, vincitore del premio “Miglior Film di Finzione”.

Alle 22.00, all’interno della sezione “Storie e racconti dell’isola”, Enrico Salvatore Porcheddu presenterà il cortometraggio Manos de fainas pro s’affidu – riti del matrimonio ittirese degli anni Cinquanta. Oltre al regista, sarà presente anche Massimiliano Marongiu Trini, direttore artistico dell’associazione culturale Itifallico, che ha prodotto il documentario.

La serata si concluderà con un omaggio al cinema di Marco Antonio Pani. Verrà trasmesso il documentario Arturo torna dal Brasile, che racconta la storia di un emigrante sardo, Arturo Usai, con una toccante ricostruzione della sua vita. Il regista sarà presente per un dibattito con il pubblico.

L’ingresso a tutte le serate della rassegna è libero e gratuito.

CineMartist è un progetto del comune di Martis. L’edizione 2024 è organizzata in collaborazione con l’associazione Hypergamma e l’Accademia di Belle Arti di Sassari. La direzione artistica è affidata a Davide Bini, docente dell’Accademia di Belle Arti. La direzione organizzativa è a cura di Francesca Panu, presidente dell’associazione Hypergamma. Direzione logistica e progettazione: Davide Tuseddu. Direzione tecnica: Massimo Spanu e Attilio Lombardo. Ufficio stampa: Daniela Piras.




Cagliari, “Storie di volti e silenzi” celebra gli albori del cinema Western

Martedì 10 settembre prende il via l’VIII edizione dedicata alle origini di un genere molto amato e particolarmente affine al cinema muto

La rassegna organizzata da La macchina cinema porta in calendario diciassette film e il consueto evento speciale

CAGLIARI. Sarà dedicata “Alle origini del Western” l’VIII edizione di “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto”, che prende il via il 10 settembre per proseguire fino al 5 novembre negli spazi del Centro culturale Hermaea in Cagliari/Pirri in via Santa Maria Chiara 24.

La rassegna cinematografica è organizzata dall’Associazione culturale “La macchina cinema” con il sostegno della Regione Sardegna. Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle 20 con ingresso libero e gratuito.

Le caratteristiche peculiari rendono il western particolarmente affine al cinema muto: dialoghi stringati, focus sull’espressività degli attori, attenzione alla scelta delle inquadrature, alla scenografia e fotografia, finalizzate a bilanciare la scarsezza del parlato a beneficio di un risultato altamente suggestivo, dimostrano ampiamente questa affinità e gli Anni Venti del Novecento offrono un’ampia scelta di titoli che hanno contribuito a scrivere le regole del genere.

Si tratta di un’occasione preziosa per godere della proiezione sul grande schermo di film di difficile reperimento, grazie alla collaborazione attivata con la National Film Preservation Foundation, organizzazione creata dal Congresso degli Stati Uniti a tutela del patrimonio cinematografico americano.

Il Western non solo è uno dei generi più amati della storia del cinema, ma vanta generazioni diverse di cultori, di sceneggiatori e registi. Gli albori si collocano a inizio Novecento, epoca in cui l’apparato di luoghi e persone collegato alla conquista dell’Ovest negli Stati Uniti è ancora vivo e attivo e, spesso, si trasforma in un set “reale”.

Oltre a possedere un valore storico-documentario elevato, i film in rassegna si distinguono per la peculiarità di alcuni temi e personaggi; in particolare, la narrazione delle protagoniste femminili si discosta sensibilmente da quella che è stata in qualche modo standardizzata nel canone del genere western e che spesso ha tratteggiato le donne come vittime predestinate di un sistema di valori improntato alla violenza e decisamente maschile. Grazie agli approfondimenti che accompagnano le proiezioni, curati da critici cinematografici, docenti, giornalisti e operatori culturali qualificati consentirà al pubblico di vivere un’esperienza cinematografica arricchente, aggiungendo un tassello importante alla conoscenza della storia del cinema e dei meccanismi del linguaggio cinematografico.

I titoli proposti: The silent man,1917 – The Girl Ranchers, 1913 – The Covered Wagon – I pionieri, 1923 – Last of the Line, 1914 – Passing of the Oklahoma Outlaw, 1915 – Deschutes Driftwood, 1916 – Legal Advice, 1916 – The Indian – detour, 1926 – The iron horse – Il cavallo d’acciaio, 1924 –  Salomy Jane, 1914 – Mandrap, 1926 – Womanhandled, 1925 – Broncho Billy and the Schoolmistress, 1912 – The Better Man, 1912 – The lady of the Dugout, 1918 – The great train robbery – La grande rapina al treno,1903.

Tra gli ospiti chiamati a introdurre le serate ci saranno Andrea Rabbito, Simone Tarditi, Alessandro Faccioli, Michael Guarneri, Denis Brotto, Lorella Costa, Elisabetta Randaccio, Bepi Vigna.

Sabato 12 ottobre alle 19 al Teatro Adriano in via Sassari 16, come in ogni edizione verrà proposto l’evento speciale di contaminazione tra le arti. Ad accompagnare dal vivo la visione del lungometraggio “The girl of the golden west – La fanciulla del west” di Cecil B. DeMille (1915, 45’) sarà la pianista Silvia Belfiore, docente del conservatorio di Cagliari e il sassofonista e flautista Andrea Morelli, docente della Scuola civica di musica di Selargius, con una colonna sonora originale scritta per l’occasione. L’intento è quello di ricreare l’atmosfera e le emozioni degli albori della settima arte, quando ancora l’orchestra era presente in sala, per offrire al pubblico moderno un assaggio della magia del cinema d’altri tempi. Le proiezioni prenderanno il via dopo i saluti della direttrice artistica Patrizia Masala, con l’introduzione alla visione dei film curata dall’operatore culturale Alessandro Macis. 

L’intero progetto si propone, come nelle precedenti edizioni di coinvolgere il pubblico in un importante momento di aggregazione culturale, di sensibilizzazione nei confronti del cinema muto, di educazione degli spettatori e di stimolo per l’individuazione di differenti metodologie critiche, volte all’analisi del film, per coglierne e valorizzarne tutte le sue componenti: estetiche, contenutistiche, culturali, sociologiche, antropologiche. L’ingresso è gratuito per tutta la manifestazione.

PROGRAMMA COMPLETO

Martedì 10 settembre, ore 20

Inaugurazione

Proiezione film

The silent man,1917, William S. Hart, 51’

The Girl Ranchers, 1913, Al Christie, 14’

Introduce Andrea Rabbito

Martedì 17 settembre, ore 20

Proiezione film

 The Covered Wagon – I pionieri, 1923, James Cruze, 98’

Introduce Simone Tarditi

Martedì 24 settembre, ore 20

Proiezione film

Last of the Line, 1914, Jay Hunt, 26’

Passing of the Oklahoma Outlaw, 1915, William Tilghman, James Bennie Kent, 13’

Deschutes Driftwood, 1916, Robert C. Bruce, 10’

Legal Advice, 1916, Tom Mix, 13’

The Indian-detour, Anonimo 1926, 16’

Introduce Alessandro Faccioli

Martedì 8 ottobre, ore 20

Proiezione film

The iron horse – Il cavallo d’acciaio,1924, John Ford, 133’

Introduce Michael Guarneri

Martedì 15 ottobre, ore 20

Proiezione film

Salomy Jane, 1914, Lucius Henderson, William Nigh, 87’

Introduce Lorella Costa

Martedì 22 ottobre, ore 20

Proiezione film

Mandrap, 1926, Victor Fleming, 71’

Introduce Bepi Vigna

Martedì 29 ottobre, ore 20

Proiezione film

Womanhandled, 1925, Gregory La Cava, 55’

Broncho Billy and the Schoolmistress, 1912, Gilbert M. Anderson, 14’

The Better Man, 1912, Rollin S. Sturgeon, 12’

Introduce Elisabetta Randaccio

Martedì 5 novembre, ore 20

Proiezione film

The lady of the Dugout, 1918, W.S. Van Dyke, 64’

The great train robbery-La grande rapina al treno (1903), Edwin S. Porter, 11’

Introduce Denis Brotto

EVENTO SPECIALE

CAGLIARI – TEATRO ADRIANO, via Sassari 16

Sabato 12 ottobre, ore 19

Cineconcerto

The Girl of the Golden West – La fanciulla del West, 1915, Cecil B. DeMille, 45’

Introduce alla visione Alessandro Macis

Sonorizzazione dal vivo con musiche di Silvia Belfiore al pianoforte e Andrea Morelli, sassofoni e flauto

Programma consultabile sul sito: www.lamacchinacinema.it




Il Sardinia Film Festival ritorna al Cityplex con l’animazione

A Sassari dal 28 al 31 dicembre quattro giornate di proiezioni per grandi e piccoli

Si parte oggi (giovedì) alle 20.30 con “Mary e lo spirito di mezzanotte” e si chiude domenica con “La Sirenetta” della Walt Disney girato in Sardegna

Sassari. Dal 28 al 31 dicembre il Cityplex Moderno di Sassari accoglie la diciottesima edizione del Sardinia Film Festival, che anche quest’anno sarà dedicato all’arte suggestiva dell’animazione per quattro giornate di proiezioni a ingresso gratuito e aperte a tutti.

Si parte giovedì 28 alle 20.30 con il corto “Mary e lo spirito di mezzanotte” (Italia-85’) distribuito dalla BIM, ultimo film d’animazione di Enzo D’Alò, lo stesso regista che ha diretto il pluripremiato “La gabbianella e il gatto”. Mary è una bambina di undici anni appassionata di cucina, incoraggiata dalla nonna ad andare sempre avanti, anche quando esaminatori saccenti non apprezzano i suoi piatti. Ma la nonna è anziana e subisce un ricovero in ospedale. La piccola ne è addolorata e aumenta le attenzioni nei suoi confronti, sostenuta in questo da una misteriosa giovane donna che compare sul suo cammino.

Venerdì 29 dicembre l’appuntamento con il festival ritorna in mattinata con la sezione “Sff Kids – Al cinema con i nonni”, che alle 11 propone il corto d’animazione “Mummie – A spasso nel tempo” (Spagna-Stati Uniti-2023-88’), una distribuzione Warner Bros Pictures per la regia di Juan Jesús García Galocha. Le vicende sono ambientate nelle viscere della terra, dove si trova una città di mummie.

In serata, alle 20.30, sarà proposta la visione di “Titina” (Norvegia-Belgio-2022-90’), distribuito da Bim per la regia di Kajsa Naess. Il film è ispirato a eventi reali accaduti nel 1926, che videro l’ingegnere aeronautico italiano Umberto Nobile e l’esploratore norvegese Roald Amundsen intraprendere una spedizione verso il polo nord, a bordo del dirigibile «Norge».

Sabato 30 dicembre nuovo appuntamento con la sezione “Sff Kids – Al cinema con i nonni”, che alle 11 offrirà a gradi e piccoli la visione de “Il mio vicino Totoro” (Giappone-1988-86’) distribuito dalla Lucky Red per la regia di Hayao Miyazaki. Nel racconto le sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono insieme al padre in una nuova casa in campagna, dove inizia un viaggio alla scoperta di un mondo sconosciuto.

Alle 20.30 sarà presentato al pubblico “Manodopera” (Francia, Italia, Svizzera, Portogallo-2023-70’), una distribuzione Lucky Red per la regia di Alain Ughetto. L’opera è ambientata nel paese di Ughettera ai piedi del Monte Monviso, in Piemonte, dove vive la famiglia di Ughetto, a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il gruppo è numeroso e molto povero e decide di trasferirsi in Francia, attraversando le Alpi a piedi in pieno inverno.

Domenica 31 dicembre, alle 11, la sezione “Sff Kids – Al cinema con i nonni” porta in calendario “Ernest e Celestine – L’Avventura delle 7 note” (Francia/Lussemburgo-2022-80’), distribuito da I Wonder Pictures per la regia di Jean-Christophe Roger (II) e Julien Chheng. Dopo un lungo letargo, l’orso Ernest si risveglia più affamato che mai e la topina Célestine invita l’amico a riprendere a suonare il violino per strada.

L’ultimo giorno dell’anno si chiude in bellezza, alle 16, con il capolavoro “La Sirenetta” (Stati Uniti-2023-135’), distribuito dalla Walt Disney Italia per la regia di Rob Marshall, girato in numerose località della costa settentrionale della Sardegna tra Santa Teresa di Gallura, Aglientu, Castelsardo e Golfo Aranci, oltre che nei Pinewood Studios di Iver.

Il Sardinia Film Festival è organizzato dal Cineclub Sassari in collaborazione con il Cityplex Moderno, con il patrocinio e il finanziamento dell’assessorato regionale alla “Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport” della Regione Autonoma della Sardegna.




Antimilitarismo nella fiction e nella realtà: alle Messaggerie Sarde il “terre di confine filmfestival”

Il 22 dicembre a Sassari in compagnia di Gianni Cesaraccio e Valerio Minnella l’appuntamento con la XVI edizione dell’evento cinematografico promosso dall’associazione Su Disterru

SASSARI. Dopo aver esordito nei giorni scorsi al Museo Nivola di Orani, il “terre di confine film festival XVI” è pronto a una nuova anteprima che venerdì 22 dicembre alle 18h00 porterà alla Libreria Messaggerie Sarde di piazza Castello a Sassari il regista Gianni Cesaraccio con il suo film ‘Quello che è mio’ e lo scrittore bolognese Valerio Minnella, con il suo libro “Se vi va bene, bene, sennò segxxx”.

La serata, presentata da Giovanni Campus e Nello Rubattu, prenderà il via con la proiezione del cortometraggio di Cesaraccio, girato in provincia di Sassari, precisamente tra Giave, Nulvi, il lago di Cuga a Uri e Sassari, che racconta la storia di quattro ex soldati malati terminali in seguito alle contaminazioni ricevute nei poligoni di addestramento presenti in Sardegna. I protagonisti decidono di riprendersi “quello che è loro” andando a rapinare banche in piccoli borghi dell’isola, con l’obiettivo di mettere da parte abbastanza denaro per permettere alle famiglie di vivere dignitosamente dopo la loro morte.

Il cortometraggio è vincitore della decima edizione di “Visioni Sarde 2023”, competizione organizzata dalla Cineteca di Bologna che lo sta diffondendo in partenariato con varie organizzazioni. Il premio è stato conferito con la seguente motivazione: “per il coraggio di aver raccontato una pagina dolorosa cancellata dalla memoria pubblica e collettiva, e per la capacità di esprimere con registri narrativi diversi le forti contraddizioni sociali della contemporaneità, sintetizzate da personaggi che interpretano, con una recitazione coinvolgente e sentita, una condizione di abbandono politico e esistenziale”.

Alle 19h30, dopo una pausa con aperitivo e buffet, l’anteprima sassarese del festival cinematografico promosso dall’associazione Su Disterru di Asuni proseguirà con la presentazione del libro di Valerio Minnella, scrittore e blogger bolognese, antimilitarista, promotore della Lega degli Obiettori di Coscienza, cofondatore di Radio Alice e di Orfeo TV. “Se vi va bene, bene, sennò segxxx” è un oggetto narrativo assemblato a sei mani insieme a WuMing1 e Filomena Sottile, dove in un racconto autobiografico si raccontano cinquant’anni di attivismo, dal terremoto del Belice alla Trieste di Basaglia, fino alla drammatica e straordinaria Bologna degli anni Settanta. L’intento di Radio Alice – nelle parole del fondatore – è stato quello di rovesciare il paradigma comunicativo di ogni altra radio al mondo, cioè di non fare una radio che parla a molti, ma di attirare i molti a parlare in radio.

La XVI edizione del ‘terre di confine filmfestival’ tratta il tema “Vertigine delle liste. Musei, biblioteche, collezioni, blob!” e ha il supporto della Regione Sardegna e del Comune di Asuni. Creata ad Asuni nel 2005, la manifestazione è organizzata da Su Disterru onlus – l’associazione dei “sardi di fuori”, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro”, che si propone di riannodare i legami tra le due componenti, creando reti e circoli virtuosi I prossimi appuntamenti del festival si svolgeranno nel paese di Asuni.




“Vestire il Cinema”, domenica a Cagliari il premio alla carriera alla Sartoria Tirelli

Il 17 dicembre l’associazione L’Alambicco presenta l’evento speciale della retrospettiva dedicata a un’eccellenza italiana della settima arte

In serata sarà presentato il documentario di Gianfranco Giagni che ha dato il nome alla manifestazione e il concerto omaggio del maestro Romeo Scaccia

CAGLIARI. Domenica 17 dicembre alle 17.30 nella Sala Castello dell’hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 42 – ingresso dall’esterno) a Cagliari, l’associazione culturale L’Alambicco presenta l’evento speciale della retrospettiva cinematografica “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema”, con la consegna del Premio alla carriera a un’eccellenza italiana capace di contribuire, in modo straordinariamente efficace con i suoi costumi, alla realizzazione di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale.

A ritirare l’importante riconoscimento saranno Laura Nobile, amministratrice delegata dell’azienda “Tirelli Trappetti – costumi dal 1964” e Alessandro Trappetti, responsabile dell’unità di Formello (entrambi nipoti del presidente Dino Trappetti). L’iniziativa è organizzata da L’Alambicco con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.

Dopo i saluti degli organizzatori, a fare da apripista alla serata sarà il documentario che ha dato il titolo alla manifestazione: “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema” del regista Gianfranco Giagni. Come di consueto il maestro Romeo Scaccia, storico collaboratore dell’associazione, terrà il concerto omaggio per piano solo accompagnando con le musiche una selezione di sequenze dei film più significativi proposti nel corso della retrospettiva. Tra questi Il gattopardo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Marie Antoinette, Il paziente inglese, C’era una volta in America, Il nome della Rosa, Il racconto dei racconti, Medea, Hugo Cabret, L’età dell’innocenza, Il Casanova. L’ingresso alla serata è libero e gratuito.

La sartoria Tirelli ha conquistato negli anni importantissimi riconoscimenti internazionali: solo per il cinema si contano diciassette Oscar e numerosi Golden Globe e Bafta, assegnati a famosi costumisti che hanno goduto del fondamentale contributo realizzativo dell’azienda. Nomi del calibro di Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti, Ann Roth, Milena Canonero, Massimo Cantini Parrini, Sandy Powell, Danilo Donati, Mariano Tufano, Alessandro Lai.

Fondata nel novembre del 1964 da Umberto Tirelli, l’azienda inizialmente ha avuto disposizione solo due macchine da cucire. Ma l’ascesa è stata rapida. L’attività si è sviluppata sia nella direzione tracciata dallo scenografo, regista e costumista Pier Luigi Pizzi, caratterizzata principalmente dall’ideazione di costumi per il teatro di prosa e d’opera; sia nella direzione seguita dal costumista Piero Tosi, dedicata alla creazione di costumi per il cinema e basata su un’accuratissima ricostruzione filologica degli abiti. Dopo la scomparsa nel 1990 del suo fondatore, la Sartoria Tirelli ha proseguito, con l’appoggio di sostenitori ed eredi, la sua prestigiosa attività, sotto la guida di Dino Trappetti.

La rassegna cinematografica proseguirà il 20 dicembre (Morte a Venezia), il 27 novembre (La leggenda del pianista sull’oceano) e il 29 dicembre (Magnifica presenza e Nuovomondo).




Cinema, il “terre di confine film festival” riparte da Orani

Domenica 17 dicembre al Museo Nivola l’anteprima della XVI edizione

ORANI. Il “terre di confine filmfestival” riparte con un’anteprima in tre tappe di una XVI edizione che prenderà il via domenica 17 dicembre alle 16.30 al Museo Costantino Nivola di Orani, in via Gonare 2, per una serata dedicata all’antimilitarismo ma soprattutto a un nuovo modo di fare e concepire la comunicazione.

A introdurre il festival cinematografico saranno il direttore del Museo Nivola, Luca Cheri, con Antonio Lombardo dell’archivio biblioteca ‘Primo Maggio’ di Orani. Un museo di grande bellezza, innovativo e multidisciplinare, e uno dei fondatori di un Archivio e Biblioteca dedicato alla storia del Novecento.

Si parte subito con la presentazione di un libro dello scrittore e blogger bolognese Valerio Minnella, “Se vi va bene, bene, sennò segxxx, dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là” (Edizioni Alegre 2023), un oggetto narrativo assemblato a sei mani insieme a WuMing1 e Filomena Sottile.

Antimilitarista e promotore della Lega degli Obiettori di Coscienza, poi cofondatore di Radio Alice e di Orfeo TV, Valerio Minnella racconta cinquant’anni di attivismo, dal terremoto del Belice alla Trieste di Basaglia, fino alla drammatica e straordinaria Bologna degli anni Settanta.
L’intento di Radio Alice – nelle parole del fondatore – è stato quello di rovesciare il paradigma comunicativo di ogni altra radio al mondo, cioè di non fare una radio che parla a molti, ma di attirare i molti a parlare in radio.

Lo scrittore Valerio Minnella

Per ottenere questo sono state fatte tre scelte che Minnella sintetizza così: la prima, parlare il linguaggio della strada, affinché nessuno si senta inadeguato pur non essendo un fine dicitore; la seconda, abolire il palinsesto, affinché nessuno debba chiedere il permesso per trasmettere; e la terza, collegare il telefono in maniera strutturale al mixer, affinché per trasmettere in radio non si debba nemmeno venire in studio.

Alle 17.30 ci sarà una pausa per il firmacopie, l’aperitivo e il buffet al Museo. Quindi, dalle 18 alle 20, sarà presentata la visione del film “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa (Italia, 2004, 108’), sceneggiato dal collettivo WuMing e dallo stesso Chiesa. Nel cast sono presenti Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Tommaso Ramenghi e Marco Luisi.

Il film è ambientato nella Bologna degli anni settanta, durante il periodo segnato dall’austerità economica, dall’inflazione al 21 per cento, dal terrorismo e dalle stragi, in cui le vicende di due ragazzi di periferia, di due improvvisati rapinatori e di un carabiniere alle prese con un insolito modo di fare comunicazione, s’intrecciano a quelle che animarono il movimento del Settantasette. Il tutto sulle onde di Radio Alice, emittente bolognese che “dà voce a chi non ce l’ha”.

L’evento è promosso da ‘terre di confine filmfestival’, che nella XVI edizione tratta il tema “Vertigine delle liste. Musei, biblioteche, collezioni, blob!”, in collaborazione con la Fondazione Costantino Nivola. Il progetto ha il supporto della Regione Sardegna e del Comune di Asuni.

Creato ad Asuni nel 2005, il festival è organizzato da Su Disterru onlus – l’associazione dei “sardi di fuori”, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro”, che si propone di riannodare i legami tra le due componenti, creando reti e circoli virtuosi.

Il prossimo appuntamento dell’anteprima sarà il 22 dicembre alle 18 alle Messaggerie Sarde di Sassari, con Giovanni Campus e Nello Rubattu che introdurranno la proiezione del corto vincitore di Visioni Sarde 2023, “Quello che è mio” di Gianni Cesaraccio. Il regista incontrerà il pubblico. Subito dopo Valerio Minnella presenterà ancora una volta il suo libro. Il terzo appuntamento sarà il 29 dicembre ad Asuni.




Cinema muto a Cagliari, evento speciale di “Storie di volti e di silenzi”: “La caduta della casa Usher” di Jean Epstein musicato dal vivo

Sabato 9 dicembre alle 19 nella sala Castello dell’hotel Regina Margherita

CAGLIARI. Un evento speciale per offrire al pubblico un assaggio del cinema degli albori, in cui la musica dal vivo è capace di generare atmosfere ed emozioni d’altri tempi. Sabato 9 dicembre alle 19 nella sala Castello dell’hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 44) a Cagliari, la VII edizione della rassegna “Storie di volti e di silenzi. La magia del cinema muto” organizzata dall’associazione “La macchina cinema” propone la visione del lungometraggio “La caduta della casa Usher” di Jean Epstein (1928, 61’), la cui sceneggiatura trae ispirazione dal racconto omonimo di Edgar Allan Poe, e prende spunto anche da altri racconti dello scrittore come “Il ritratto ovale” e “Ligeia”.

L’opera sarà accompagnata da una colonna sonora originale scritta per l’occasione ed eseguita in diretta dalla pianista Silvia Belfiore, docente del conservatorio di Cagliari, e dal sassofonista e flautista Andrea Morelli, docente della Scuola civica di musica di Selargius. Dopo i saluti della direttrice artistica Patrizia Masala, l’introduzione alla visione del film sarà a cura di Alessandro Macis.

La pellicola risente dei caratteri dell’espressionismo tedesco rielaborato da Jean Epstein attraverso audaci innovazioni tecniche, come il “ralenti”, per creare atmosfere angosciose. Collaboratore alla regia in questo lavoro è stato Luis Buñuel.

«L’intero progetto – spiegano gli organizzatori – si propone, come nelle precedenti edizioni di coinvolgere il pubblico in un importante momento di aggregazione culturale, di sensibilizzazione nei confronti del cinema muto, di educazione degli spettatori e di stimolo per l’individuazione di differenti metodologie critiche, volte all’analisi del film, per coglierne e valorizzarne tutte le sue componenti: estetiche, contenutistiche, culturali, sociologiche, antropologiche».

La rassegna, quest’anno dedicata all’intreccio tra cinema e letteratura, proseguirà al Centro culturale Hermaea di Pirri in via Santa Maria Chiara 24 con gli ultimi appuntamenti che prevedono la proiezione dei film: Giglio infranto (11 dicembre), Il pensionante (15 dicembre), Nosferatu – il vampiro (18 dicembre) e Tigre reale (28 dicembre). L’ingresso è gratuito per tutta la manifestazione.

Tutto il programma è scaricabile su www.associazioneculturalealambicco.org.




A Cagliari ritorna la magia del cinema muto esplorando il rapporto tra immagini e letteratura

Al via la VII edizione di “Storie di volti e silenzi” con la rassegna cinematografica e la sonorizzazione dal vivo di un lungometraggio.

“La macchina cinema” riesplora il concetto di “Narrativa per immagini” attraverso alcuni capolavori risalenti agli albori della settima arte

Cagliari. La rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto” ritorna a Cagliari con una VII edizione che, a partire da sabato 11 novembre efino al 28 dicembre 2023, declinerà il legame speciale tra cinema e letteratura, proponendo al pubblico 12 film realizzati tra il 1911 e il 1928.

L’iniziativa, che si svolgerà al centro culturale Hermaea di Pirri con una serata al polo bibliotecario Falzarego 35 di Cagliari, è organizzata dall’associazione La macchina cinema (FICC) con il sostegno della Regione Sardegna.

Il legame tra letteratura e cinema risale alle origini della settima arte: fin dai primi esempi di arte cinematografica, la letteratura ha fornito a sceneggiatori e registi il materiale su cui costruire le regole di un nuovo linguaggio, destinato a rivoluzionare il concetto di narrazione.

La materia letteraria, dunque, è stata trasformata e adattata allo scopo, con risultati sorprendenti soprattutto per il cinema muto, capace di tradurre la parola scritta sul grande schermo, paradossalmente, proprio senza l’ausilio delle parole. La VII edizione riesplorerà dunque gli albori della storia del cinema, tratti da diversi generi di testi letterari, dal racconto breve al romanzo a puntate. Queste opere raccontano la perizia dei primi, veri artisti che si cimentarono con un linguaggio ricco di potenzialità ancora inespresse, contribuendo all’arricchimento di correnti artistiche già esistenti o elaborandone di nuove, come nel caso dell’espressionismo tedesco e dell’impressionismo francese degli anni ’20 del Novecento.

Da Friedrich Wilhelm Murnau con i titoli Aurora, Nosferatu il vampiro e Il castello di Vogelod a Jean Epstein con La caduta della Casa Usher, la rassegna offre un’ampia scelta di generi, tra cui spiccano horror e dramma storico, capaci di attirare un pubblico eterogeneo per età e interessi culturali e di offrire alle generazioni più giovani, così come a chi si approcci allo studio del linguaggio cinematografico, una panoramica degli autori più significativi dell’epoca.

Il programma della rassegna comprende, tra gli altri, Metropolisdi Fritz Lang, tratto da un romanzo di Thea Von Harbou, all’epoca moglie di Lang, che scrisse anche la sceneggiatura del film, considerato il precursore, nonché la principale fonte d’ispirazione del moderno cinema di fantascienza, a cominciare da “Blade Runner” di Ridley Scott; ancora Il pensionante e Fragile virtù di un giovanissimo Alfred Hitchcock, in cui sono già evidenti i meccanismi narrativi che caratterizzeranno l’opera del maestro del brivido; la trasposizione della tragedia diWilliam Shakespeare Romeo e Giulietta realizzata da Ugo Falena e  Il carretto fantasma di Victor Sjöström, pilastro del cinema svedese che ispirò, tra gli altri, Ingmar Bergman. Ed ancora Giglio infranto di David Wark Griffith adattamento del racconto The Chink and the Child, scritto da Thomas Burke.

Non mancano, infine, gli esponenti italiani delle correnti cinematografiche del periodo, tra cui spicca Giulio Antamoro con la prima trasposizione cinematografica del capolavoro di Carlo Collodi Pinocchio e Tigre reale di Giovanni Pastrone, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga.

In un’epoca in cui la comunicazione viaggia sui social media, attraverso gli schermi di cellulari e tablet, ed è caratterizzata dalla contaminazione tra linguaggi, la nostra associazione sceglie di tornare indietro nel tempo per raccontare come la letteratura abbia contaminato il nascente linguaggio del cinema all’inizio del Novecento: oggi, sono i prodotti audio-video che viaggiano sulle piattaforme streaming a cambiare le regole della narrazione, ma la magia del “raccontare storie”, al cinema – anche negli anni del cinema muto -, è iniziata così, traendo ispirazione dalla letteratura.

Ad introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Roberto Silvestri, Mariuccia Ciotta, Elisabetta Randaccio, i docenti dell’università di Padova Denis Brotto e Alessandro Faccioli e gli operatori culturali Alessandro Macis, Patrizia Masala, Lorella Costa, Bepi Vigna e Massimo Spiga.

Come di consueto, il 9 dicembre nella sala Castello dell’hotel Regina Margherita nell’omonima via al civico 42, si proporrà come evento speciale la sonorizzazione dal vivo di uno dei titoli più suggestivi proposti, La caduta della Casa Usher di Jean Epstein, con musiche originali di Silvia Belfiore al pianoforte e Andrea Morelli ai sassofoni e flauto a sottolineare con ancor maggior forza l’idea di contaminazione tra le arti che il progetto de La macchina cinema sostiene con la sua decennale attività.

L’ingresso a tutta la manifestazione è a titolo gratuito e non occorre la prenotazione.

PROGRAMMA

SABATO 11 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 18,00 – Auroradi Friedrich Wilhelm Murnau (1927, 90’)

Introduce Piero Spila

LUNEDI’ 13 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Pinocchio diGiulio Antamoro (1911, 42’)

Introduce Mariuccia Ciotta

H. 21,00 – Romeo e Giulietta di Ugo Falena (1912, 34’)

Introduce Roberto Silvestri

LUNEDI’ 20 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Fragile virtù di Alfred Hitchcock (1928, 89’)

Introduce Patrizia Masala

LUNEDI’ 27 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il carretto fantasma di V.R Sjöström (1921, 100’)

Introduce Lorella Costa

GIOVEDI’ 30 NOVEMBRE – TEATRO VIA FALZAREGO 35

H. 20,00 – Metropolis di Fritz Lang (1927, 87’)

Introduce Bepi Vigna

LUNEDI’ 4 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il castello di Vogelod di F. W. Murnau, 1921, 75’

Introduce Massimo Spiga

EVENTO SPECIALE

SABATO 9 DICEMBRE, H. 19,00 – SALA CASTELLO HOTEL REGINA MARGHERITA

Sonorizzazione dal vivo del film La caduta della casa Usher di Jean Epstein (1928, 63’)

Introduce alla visione Alessandro Macis

Musiche originali di e con Silvia Belfiore, pianoforte E Andrea Morelli, sassofoni e flauto

LUNEDI’ 11 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Giglio infranto di D.W. Griffith (1919, 90’)

Introduce Alessandro Macis

VENERDI’ 15 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il pensionante di Alfred Hitchcock (1927, 90’)

Introduce Elisabetta Randaccio

LUNEDI’ 18 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Nosferatu il vampiro di F. W. Murnau (1922, 94’)

Introduce Denis Brotto

GIOVEDI’ 28 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Tigre reale di Giovanni Pastrone (1916, 80’)

introduce Alessandro Faccioli




“Vestire il cinema”, la rassegna dell’Alambicco dal 10 novembre omaggia la Sartoria Tirelli

Da venerdì a Cagliari dodici appuntamenti per la rassegna cinematografica e la serata del Premio alla Carriera a un’eccellenza italiana che con i suoi costumi ha contribuito a fare la storia del cinema

CAGLIARI. L’omaggio alla Sartoria Tirelli rappresenta il tributo alla perizia artigianale di un’eccellenza italiana capace di contribuire in modo decisivo con i suoi costumi, alla realizzazione di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale. L’associazione L’Alambicco, con il sostegno della Regione Sardegna, intende valorizzare questo comparto dell’industria cinematografica spesso trascurato dal pubblico generalista: dal 10 novembre al 29 dicembre nella sala Stampace e nella Sala Villanova di viale Regina Margherita 44 a Cagliari (con ingresso dall’omonimo hotel), si terrà la rassegna cinematografica “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema”, che accompagnerà gli appassionati per dodici appuntamenti, che includono il conferimento del premio alla carriera e il concerto del maestro Romeo Scaccia.

Insomma, uno sguardo per portare anche all’attenzione dei più giovani fruitori di cinema, una realtà fondata da Umberto Tirelli nel novembre del 1964, che è stata fondamentale per tratteggiare il carattere dei protagonisti e delle ambientazioni di storie indimenticabili, capaci di definire e ridefinire i canoni della settima arte grazie alle capacità delle maestranze coinvolte nella realizzazione degli abiti.

La rassegna sarà inaugurata venerdì 10 novembre, alle 17.30, nella Sala Stampace con la proiezione de “Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963), introdotto da Piero Spila. Per questo capolavoro Piero Tosi ha disegnato, tra gli altri, il celebre abito da ballo in organza avorio e seta verde chiarissimo indossato da Claudia Cardinale; deteriorato dall’inclemente trascorrere del tempo, l’abito è stato replicato con assoluta precisione grazie alle foto di scena. Con Morte a Venezia (1971) continua la collaborazione tra Luchino Visconti e Piero Tosi, che realizza i vestiti di Silvana Mangano e riceve una nomination per i Migliori Costumi al Premio Oscar. Altro appuntamento con Il Casanova (1976) di Federico Fellini: il regista e il costumista Danilo Donati reinterpretano il Settecento amplificando il gusto per l’esagerazione e per il grottesco dello stile Rococò. Le mode del tempo, già intrinsecamente eccessive, vengono enfatizzate e talvolta persino trasfigurate in funzione critica: il costume è fondamentale per la costruzione, anche in chiave psicologica, del personaggio di Casanova interpretato da Donald Sutherland.

Tra il 1982 e il 1983 Sergio Leone gira C’era una volta in America, affidandosi per i costumi a Gabriella Pescucci. L’ambientazione del film ha comportato per la costumista un grande lavoro di documentazione sulla moda americana dei primi anni ‘30, dissimile rispetto a quella europea; spicca, tra tutti, l’abito da sera in organza rosa indossato da Elisabeth Mc Govern.  È ancora Gabriella Pescucci la costumista del film Il nome della Rosa (1986) del regista Jean-Jacques Annaud; alla base della realizzazione dei costumi, c’è uno studio approfondito delle tinture vegetali e della lavorazione di pellami e tessuti, trattati così come in uso nella prima metà del 1300, epoca in cui è ambientata la trasposizione del romanzo di Umberto Eco. I costumi di Nuovomondo (2006) di Emanuele Crialese, sono curati da Mariano Tufano: il costumista ha svolto uno studio molto accurato nell’archivio del Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Roma, concentrandosi in particolare sulle forme e i disegni degli abiti popolari, ricavando dei cartamodelli molto precisi ricalcati su quelli di inizio Novecento. Il film ha ottenuto un David di Donatello per i Migliori Costumi; si distinguono, tra tutti, gli abiti indossati da Charlotte Gainsbourg.

La rassegna prosegue con Medea (1969): il regista Pier Paolo Pasolini si affida a Piero Tosi per la realizzazione dei costumi, tra cui spiccano gli abiti indossati da Maria Callas, interprete della protagonista: Tosi si ispira agli abiti dell’antica Grecia e compie un’accurata ricerca relativa alle differenze tra le varie etnie  della penisola, dalle fogge (la plissettatura in particolare) ai colori, fino ai tessuti utilizzati per conferire a Medea, regina della Colchide, l’aspetto misterioso e al contempo inquietante che si addice a questo potente e al contempo fragile personaggio femminile.

Con L’età dell’innocenza (1994) di Martin Scorsese, la costumista Gabriella Pescucci vince il Premio Oscar per i Migliori Costumi; impossibile non citare gli splendidi abiti da sera in raso di seta e organza indossati da Winona Ryder e Michelle Pfeiffer, filologicamente ispirati alla moda di fine ‘800.  I costumi disegnati dalla Pescucci strizzano l’occhio ai dipinti di Tissot, non a caso presenti nella scenografia del ballo a casa Beaufort. 

Hugo Cabret (2011), rappresenta l’omaggio di Martin Scorsese a Georges Méliès, l’inventore del cinema inteso come forma d’espressione artistica. Per i costumi, il regista si è affidato a Sandy Powell, che ha ottenuto una nomination al Premio Oscar: la Powell ha agito su un doppio binario, con i costumi degli anni ’30 del Novecento – per lo più abiti da lavoro o adatti alle incombenze quotidiane -, in cui è ambientato il filone narrativo principale del film, e la ricostruzione degli stravaganti costumi indossati da Méliès e dai suoi attori durante le riprese dei suoi film, tra fine ‘800 e primi del ‘900.

La rassegna continua con il film Magnifica presenza (2012) di Ferzan Özpetek, che registra il contributo del costumista sardo Alessandro Lai e con Il paziente inglese (1996) di Anthony Minghella, che  ottiene una candidatura agli Oscar per i Migliori Costumi disegnati da Ann Roth: la moda di fine anni ’30 e inizio anni ’40 viene celebrata dal magnifico guardaroba indossato da Kristin Scott Thomas, sia in occasione delle spedizioni nel deserto magrebino, che durante le eleganti serate di gala.

Ancora in rassegna troviamo il film La leggenda del pianista sull’Oceano (1998) di Giuseppe Tornatore, con i costumi di Maurizio Millenotti, vincitore di un David di Donatello; la trasposizione cinematografica del monologo “Novecento” di Alessandro Baricco è ambientata nel 1935 e ha dato modo a Millenotti di esplorare una grande varietà di abbigliamento, da adattare alle diverse classi sociali che viaggiano sul transatlantico che fa da sfondo alla vicenda narrata. La stoffa utilizzata per gli abiti è stata fatta tessere su espressa volontà di Umberto Tirelli nel 1986, all’indomani della ricca e importante Donazione Tirelli a Palazzo Pitti.

I costumi ispirati alla moda anni ’70 di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri, altro titolo in rassegna, sono particolarmente preziosi: il kimono, indossato da Florinda Bolkan e ispirato a un pezzo originale di Maria Monaci Gallenga databile tra gli anni 1910-30, è stato disegnato da Franco Carretti, dall’originale di Gallenga restaurato dalla Sartoria Tirelli.

Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola ha vinto un Premio Oscar, un Nastro d’argento e ha avuto una nomination al Premio Bafta per gli splendidi costumi disegnati da Milena Canonero: tra accuratezza filologica e rottura dei canoni tradizionali, il lavoro della Canonero ben interpreta l’eclettica trasposizione della vita della più famosa regina di Francia proposta dalla regista, con uno studio e una reinterpretazione della moda nella seconda metà del XVIII secolo alla corte di Luigi XVI.

Sono invece disegnati da Massimo Cantini Parrini i costumi del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (2015): fra i tanti abiti che contribuiscono a creare il mondo ispirato alla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile si distinguono quelli indossati dall’attrice Salma Hayek nel ruolo della Regina di Selvascura; Nastro d’Argento e David di Donatello per i Migliori Costumi, ovviamente realizzati dalla Sartoria Tirelli.

Chiamati a introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, il docente di Storia dello spettacolo Giuseppe Mattia e gli operatori culturali Lorella Costa, Luigi Cabras, Patrizia Masala, Alessandro Macis, Stefania Costa, Bepi Vigna.

Il 17 dicembre presso la sala Castello, nell’ambito dell’evento speciale del conferimento del Premio alla Carriera, verrà proposto al pubblico, in presenza del regista Gianfranco Gigni, il documentario Sartoria Tirelli. Vestire il Cinema, a cui si ispira il titolo della rassegna cinematografica proposta dall’Alambicco. A ritirare il Premio sarà Dino Trappeti, direttore della Tirelli Trappetti – costumi dal 1964. A seguire il consueto concerto con le musiche arrangiate trascritte ed eseguite al pianoforte dal M° Romeo Scaccia accompagnate da una selezione dei film più significativi proposti in rassegna. Tra gli ospiti della serata Laura Nobile, coordinatrice generale della Tirelli Trappetti e la sorpresa di alcuni dei costumisti che fanno la storia di questa grande istituzione del mondo del cinema, del teatro e della lirica.

Il programma è consultabile e scaricabile sul sito www.associazioneculturalealambicco.org

Per info +39 3280615046 – +39 3280951378 – email [email protected]

Il programma

VENERDI’ 10 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Inaugurazione rassegna
H. 17.45 – Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963, 187’)
Introduce Piero Spila

MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970, 112’)
Introduce Roberto Silvestri
H. 20,00 – Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006, 125’)
Introduce Mariuccia Ciotta

SABATO 18 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17,30 – Il paziente inglese
di Anthony Minghella (1996, 161’)
Introduce Lorella Costa

MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – C’era una volta in America
di Sergio Leone (1984, 139’)
Introduce Bepi Vigna

SABATO 25 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Il nome della Rosa
di Jean-Jacques Annaud (1986, 126’)
H. 20,00 – Il racconto dei racconti
di Matteo Garrone (2015, 134’)
Introduce i film Lorella Costa

DOMENICA 3 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Medea di Pier Paolo Pasolini (1969, 110’)
Introduce Roberto Chiesi
H. 20,30 – Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011,126’)
Introduce Alessandro Macis

MERCOLEDI’ 6 DICEMBRE – SALA VILLANOVA
H. 20.00 – L’età dell’innocenza
di Martin Scorsese (1993,138’)
Introduce Gigi Cabras

VENERDI’ 8 DICEMBRE – SALA VILLANOVA
H. 17.30 – Il Casanova di Federico Fellini (1976, 155’)
Introduce Giuseppe Mattia

EVENTO SPECIALE
DOMENICA 17 DICEMBRE, ore 17.30
SALA CASTELLO HOTEL REGINA MARGHERITA
Proiezione del documentario
“Sartoria Tirelli. Vestire il cinema” di Gianfranco Giagni (2006, 54’)
Introducono il regista Gianfranco Giagni e il direttore artistico dell’Alambicco Alessandro Macis

Conferimento del Premio alla carriera alla TIRELLI TRAPPETTI – Costumi dal 1964
Il Premio verrà consegnato al direttore Dino Trappetti

Concerto Omaggio
di una selezione delle musiche e delle immagini dei film in rassegna
Arrangiamenti, trascrizioni ed esecuzione del
M° Romeo Scaccia al pianoforte

MERCOLEDI’ 20 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – Morte a Venezia
di Luchino Visconti (1971, 130’)
Introduce Elisabetta Randaccio

MERCOLEDI’ 27 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – La leggenda del pianista sull’Oceano
di Giuseppe Tornatore (1998, 165’)
Introduce Stefania Costa

VENERDI’ 29 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H.17.30 – Magnifica presenza
di Ferzan Özpetek (2012, 105’)
Introduce Alessandro Macis
H. 20.00 – Nuovomondo
di Emanuele Crialese (2006, 114’)
Introduce Patrizia Masala

Ingresso gratuito per tuta la manifestazione – Non occorre prenotazione.