Les Étoiles al Teatro Comunale di Sassari

Il 30 dicembre il gala internazionale coreutico a cura di Daniele Cipriani

Sul palcoscenico un firmamento di stelle della danza per il gran finale del festival “Corpi in movimento”

SASSARI. Un omaggio luminoso all’arte tersicorea. Un cast di straordinari interpreti internazionali per un viaggio attraverso emozioni e stili, che trasformerà il palcoscenico del Teatro Comunale di Sassari in un firmamento di stelle della danza. Martedì 30 dicembre alle 21, la magia di “Les Étoiles” approda per la prima volta in città portando con sé alcune tra le più brillanti star del panorama coreutico mondiale.

Un appuntamento unico, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment e organizzato da Danzeventi di Sassari, che arriva nella serata pre-vigilia di fine anno come gran finale del festival “Corpi in movimento”.

Il gala di danza e balletto a cura di Daniele Cipriani, per la direzione artistica di Anna Lea Antolini, porterà in scena un universo sospeso, in cui grazia, virtuosismo e poesia si fondono in un’esperienza indimenticabile, dove artisti di rara eccellenza celebreranno le più iconiche coreografie di tutti i tempi.

Anbeta Toromani (Opera di Tirana) e Alessandro Macario (San Carlo di Napoli) emozioneranno il pubblico sulle note di Berlioz con “Romeo e Giulietta” di Amedeo Amodio, un passo a due intriso di passione e destino. I due si esibiranno in un secondo pas de deux in “Invisible grace” per la coreografia di Yaroslav Ivanenko e musica di Gurdjieff.

A interpretare il candore del Cigno Bianco e la magnetica seduzione del Cigno Nero saranno David Motta Soares (Staatballet Berlin e Teatro Bolshoi di Mosca) e Liudmila Konovalova (Wiener Staatballet), che daranno vita ai momenti più celebri de “Il Lago dei Cigni” nelle coreografie di Ivanov e Petipa e musiche di Čajkovskij.

Diana Georgia Ionescu (Stuttgart Ballet) incanterà gli spettatori con “Daydreamers” di Edward Clug, insieme a Matteo Miccini (Stuttgart Ballet), per proseguire con “Limelight” di Katarzyna Kozielska sulla musica dei New Tango Orquesta. Matteo Miccini ritornerà in scena a sua volta con “Daydreamers” e con il potente e visionario “Kiss a Crow” firmato da Marco Goecke.

Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni (Teatro alla Scala di Milano) proporranno la versione completa de “Le corsaire” per la coreografia di Marius Pepita, e ancora “Spring waters” di Messerer con musiche di Rachmaninov. Il Defilé conclusivoporterà insieme sul palco tutti gli artisti per un finale di serata memorabile.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari. I biglietti possono essere acquistati online su boxol.it, oppure nel punto vendita Box office Sardegna delle Messaggerie Sarde, in Piazza Castello a Sassari.




Inaugurata “Sassari in Mostra” al Padiglione Tavolara

Un’immersione sensoriale tra arte, danza e tecnologia. La triplice esposizione resterà aperta al pubblico fino al 2 gennaio 2026

SASSARI. Un viaggio multisensoriale che intreccia la memoria storica della danza classica con le più avanzate frontiere dell’olografia e del sound design. Al Padiglione Tavolara è stata inaugurata il 19 dicembre l’esposizione “Sassari in Mostra”, una produzione firmata Danzeventi e Estemporada sotto la direzione artistica di Lucia Cau e la curatela di Livia Lepri, perallestimento e scenografia di Marco Velli.

L’evento, inserito tra i Grandi Eventi 2025 della Regione Sardegna e realizzato in collaborazione con partner d’eccezione come Sky Arte, il Salone del Mobile di Milano e Genova, si articola in tre percorsi distinti che trasformano lo spazio espositivo in un organismo vivo.

L’itinerario si apre con un tributo fotografico a Roland Petit, leggenda della coreografia mondiale. Gli scatti documentano il suo indissolubile legame con l’Italia, ritraendo momenti iconici nei più grandi teatri nazionali (La Scala, Opera di Roma, San Carlo di Napoli) anche al fianco dell’eterea Carla Fracci. «È un’esperienza da vivere pensando a ciò che è stato e al luogo da cui veniamo – ha affermato Livia Lepri –. Petit rappresenta un universo d’amore, passione e ricercatezza del movimento».

La mostra ha una doppia anima: un aspetto di giorno e un volto apparentemente diverso di sera. Il cuore tecnologico è rappresentato da “Angel Robot”, installazione ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli insieme ad Alessio Bertallot, Antonio Alfano e Luca Andrea Marazzini. Il pubblico è invitato a interagire con un box bianco, scrivendo i propri pensieri dopo aver visitato l’interno dell’opera: un ologramma danzante che lancia un potente messaggio d’amore. All’inaugurazione ha partecipato il Sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, che ha lasciato anch’egli un messaggio.

«Come amministrazione siamo molto contenti di ospitare una bellissima iniziativa come questa – ha affermato Mascia – un percorso nell’arte della danza, nell’arte musicale con una installazione bellissima, con un percorso fatto di movimenti e forme, quello che noi ci aspettiamo per la nostra città, in un luogo che è deputato a questo e che vogliamo rilanciare attraverso iniziative che hanno una caratteristica non locale ma territoriale».

L’ultima parte del percorso è “KOROS”, un’installazione sonora che trasforma le vibrazioni acustiche in composizioni coreografiche, curata dal musicista, DJ e autore Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay, Radio 2 e Radio Capital, e da Pointillistico. L’inaugurazione è stata allietata da un rinfresco in cui si sono intrattenuti artisti e pubblico. La mostra rimane aperta fino al 2 gennaio a ingresso libero. L’allestimento e scenografia sono di Marco Velli, ed è realizzato con il sostegno di Comune di Sassari, Sardegna Turismo, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.




“Sassari in Mostra” al Padiglione Tavolara

Dal 19 dicembre una triade espositiva che celebra la danza, dall’omaggio fotografico a Roland Petit all’ologramma danzante di “Angel Robot”, passando per l’installazione di Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay

La produzione è firmata Danzeventi-Estemporada in collaborazione con Sky Arte e il Salone del mobile di Milano e Genova, ed è un appuntamento collaterale ai Grandi eventi della Regione Sardegna

SASSARI. Arte, fotografia e musica in un percorso immersivo dall’anima tersicorea. Dal 19 dicembre al 2 gennaio l’arte coreutica volteggia fuori dal palcoscenico dei teatri per conquistare gli spazi espositivi del Padiglione Tavolara dove, venerdì alle 17, sarà inaugurata “Sassari in Mostra”, una triade espositiva che celebra la danza e le sue contaminazioni con l’arte dei suoni e le nuove tecnologie, attraversando il ‘900 sino alla contemporaneità.

La prestigiosa produzione, firmata Danzeventi assieme a Estemporadasotto la direzione artistica di Livia Lepri, è riconosciuta dalla Regione Sardegna come appuntamento collaterale dei Grandi Eventi 2025, ed è realizzata in collaborazione con Sky Arte e il Salone del mobile di Milano e Genova. La mostra resterà aperta a ingresso libero tutti i giorni (la mattina dalle 11 alle 13 e il pomeriggio dalle 17 alle 19), tranne il lunedì e il 30 dicembre.

La prima delle tre mostre è l’“Omaggio a Roland Petit”, un tributo fotografico che rende immortale la figura del celebre coreografo e ballerino francese, esplorando i suoi rapporti storici con gli enti lirici italiani, tra i quali il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro di San Carlo di Napoli.

La seconda proposta espositiva è “KOROS”, un’installazione sonora che trasforma le vibrazioni acustiche in composizioni coreografiche. Curata dal musicista, DJ e autore Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay, Radio 2 e Radio Capital, e da Pointillistico, l’opera si propone come un’intensa esperienza sensoriale fatta di micro-eventi sonori e “danze invisibili”.

La terza proposta è “Angel Robot”, l’ologramma danzante di un angelico robot che lancia un messaggio d’amore e necessità di esprimere sentimenti. Definita come “un sogno che scintilla glitch di coscienza”, l’installazione è uno specchio della contemporaneità che indaga il rapporto tra l’umano e l’artificiale, realizzata da Marco Nereo Rotelli con Alessio Bertallot, Antonio Alfano e Luca Andrea Marazzini.

L’evento è curato da Livia Lepri con allestimento e scenografia di Marco Velli, ed è realizzato con il sostegno di Comune di Sassari, Sardegna Turismo, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.




Is.Be, “Così ricordiamo Camillo Bellieni”

Grande successo per il convegno dedicato al pensatore scomparso nel 1975

Presentati il riordino e l’inventariazione dell’archivio privato

SASSARI. «Con orgoglio il nostro istituto porta il nome di un personaggio fondamentale per la storia culturale e politica del Novecento sardo. Non potevamo non omaggiarlo con questa iniziativa per i cinquant’anni dalla scomparsa». Con queste parole la presidente dell’Istituto Camillo Bellieni, Maria Doloretta Lai, ha salutato l’inizio dei lavori del convegno che si è tenuto nell’Aula Magna del rettorato dell’Università di Sassari, in occasione dei cinquant’anni dalla morte del pensatore sassarese avvenuta a Napoli nel 1975.

«Bellieni è stata fonte ispiratrice per il fondatore dell’Is.Be, Michele Pinna», ha precisato Daniela Masia, coordinatrice dell’incontro, che ha ricordato come un paio d’anni fa proprio Pinna si adoperò per intitolare la sala consiliare del rettorato a Camillo Bellieni.

Dal saluto accalorato di Maria Picciau, soprintendente ai beni archivistici della Sardegna, è trasparsa tutta la soddisfazione per il riordino e l’inventariazione dell’archivio privato di Bellieni, donato dal figlio Nicola nel 2007.

Proprio le prime due relazioni, tenute dal funzionario dell’archivio, Enrico Fenu, e dall’archivista Stefano Alberto Tedde, curatore il primo e operatore il secondo, hanno mostrato la perizia con cui sono stati condotti i lavori che hanno fatto emergere un archivio familiare molto articolato, con carte che risalgono addirittura alla fine del ‘600.

Tedde, storico collaboratore dell’Is.Be, ha posto l’accento sugli aspetti poco conosciuti della famiglia Bellieni-Marras. «Bellieni fu influenzato dai filosofi del diritto che hanno insegnato nei due atenei dell’isola nei primi del ‘900, ed è stato portatore di una forma originale di federalismo”, ha sostenuto Alberto Contu, mentre del Bellieni storico hanno parlato l’emerito rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino e Vanni Piras.

Mastino ha esaminato i rapporti tra lo storico di fama Ettore Pais e Bellieni, attribuendo a quest’ultimo il merito di aver operato un rovesciamento di visuale dell’opera del Pais al fine di dare al popolo sardo un ruolo da protagonista nelle vicende del mondo antico.

Piras ha fatto un resoconto dell’ultima grande opera del Bellieni dedicata al ruolo dei sardi nel Medioevo, evidenziando il filo rosso che dall’ambiente romano-orientale conduce alla nascita dei giudicati. Dopo aver portato i saluti del sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, il direttore scientifico dell’Istituto, Antonello Nasone, ha chiuso i lavori rievocando sia i rapporti tra Bellieni e Giovanni Gentile, sia la centralità della figura di Attilio Deffenu, decisiva nel cammino di formazione del pensatore sassarese.




“Casteddos e fortilesas” chiude giovedì con le fortificazioni della città di Sassari

Giovedì 11 dicembre su CatalanTV va in onda l’ultima puntata del programma condotto in lingua sarda da Salvatore Taras, che ha accompagnato i telespettatori alla scoperta dei principali castelli medievali dell’isola. Si andrà a esplorare le torri pisane e il suggestivo barbacane

SASSARI. Giovedì 11 dicembre alle 21.15 su CatalanTV (canale 15) Salvatore Taras presenta la puntata conclusiva di “Casteddos e fortilesas”, la trasmissione in lingua sarda che da ormai dieci settimane conduce i telespettatori alla scoperta dei castelli medievali dell’isola. A chiudere il ciclo sarà un episodio interamente dedicato alle fortificazioni medievali di Sassari e al Castello Aragonese.

Si parte da Pozzu di Bidda, una piazza dell’antico centro storico dove la tradizione colloca il nucleo originario di abitazioni in cui nacque il paese di Sassari, che poi si espanse al punto da diventare una città forte, libera e indipendente, dotandosi di mura di cinta e di torri perimetrali per circa due chilometri e mezzo di lunghezza.

In “Porta Sant’Antonio”, Taras incontrerà l’archeologo Alessandro Vecciu, e insieme proseguiranno lungo Corso Trinità fino alla Fontana del Rosello, nei pressi di un’altra importante porta cittadina, di cui restano alcune tracce nell’ultimo palazzo alla destra del tratto viario che si estende fino a Piazza Mercato.

La puntata si sposta quindi in Piazza Castello, il cui nome rappresenta l’ultima testimonianza del Castello Reale Aragonese demolito nell’Ottocento, ma di cui sono ancora presenti le rovine dell’antemurale e del barbacane che puntava le sue bocche da fuoco contro la città. In compagnia della guida turistica Nanni Manca e del responsabile del Comune di Sassari, Francesco Ledda, Taras entrerà nei corridoi sotterranei del barbacane per mostrare al pubblico televisivo le caratteristiche del monumento recuperato durante gli scavi archeologici del 2008-2010.

A riservare sorprese sarà anche l’intervento della funzionaria della Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, Nadia Canu, che descriverà i risultati della campagna di scavo nel cortile dell’Università centrale, con la scoperta dei ruderi di una presunta torre già segnalata a suo tempo da Enrico Costa.

Il giornalista gastronomico Giovanni Fancello illustrerà un alimento medievale tipico del luogo, mentre il docente accademico Marco Milanese (Università di Sassari) darà una pillola di conoscenza delle antiche fortificazioni cittadine. Le immagini spettacolari della troupe diretta da Mauro Fancello proporranno ancora una volta inquadrature coinvolgenti e panorami mozzafiato. Il programma è un prodotto dalla db Video Management con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna.




Il Gran Premio Sardinia film festival 2025 va a “The night boots” di Pierre-Luc Granjon

La Francia domina tra i premiati nelle opere d’animazione. All’italiano “Dagon” di Paolo Gaudio va il Premio Visioni. Il Miglior Cortometraggio Giuria Giovani è “Scuritate” del Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte

SASSARI. È “The night boots” del regista Pierre-Luc Granjon il “Gran Premio Sardiniafilmfestival XX Edizione”. L’opera dell’autore francese è il delicato racconto della nascita di un’amicizia, narrato attraverso la raffinata tecnica dello schermo di spilli, un’invenzione quasi centenaria, estremamente fragile e complessa da utilizzare, e rappresenta la volontà – nelle parole della giuria composta da Luigi Manca, Giulia Tolino e Michela Anedda – di “preservare una tradizione ormai persa e, soprattutto, l’amore per l’arte dell’animazione, la scoperta del sé e dell’altro, dell’affrontare la solitudine attraverso la condivisione”.

La commissione tecnica ha decretato di conferire il Premio della critica a “Signal” di Emma Carrè e Mathilde Parquet; Premio miglior Corto scuole di cinema a “L’Avegle”, regia di Remy Xu della ECV Paris; Menzione speciale scuole di cinema a “La Bande a Bonnot” degli studenti della Ecole Georges Melies; Premio Green a “What now?”, regia degli studenti della Ecole Mo Pa; all’italiano “Dagon” di Paolo Gaudio va il Premio Visioni.

Miglior Cortometraggio Giuria Giovani, assegnato dagli studenti della 2a GC del Polo tecnico Devilla, presieduta dai docenti Susanna Loche e Marras Monica, va a “Scuritate” di Marta Anselmi, Miriam Ceribelli, Dario Lauritano e Anna Xiccanto del Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte (Scuola nazionale di Cinema). L’opera è stata premiata per la trama di forte impatto emotivo e per aver affrontato un fenomeno di grande attualità come la violenza di genere, a questo si aggiunge grande coesione tra musica e immagine, e una grafica suggestiva e accattivante.

Sabato sera (6 dicembre), l’appuntamento conclusivo del festival presentato da Rachele Falchi al Cityplex Moderno di Sassari, è stato un momento per riflettere sulle opere e sulle numerose iniziative proposte dalla manifestazione.

«A livello di cortometraggi c’è un cinema europeo molto interessante – ha affermato il direttore artistico Carlo Dessì – l’Italia ha lavori autoriali importanti, però a livello di quantità abbiamo pochi numeri. Il Csc di Torino forma giovani animatori, con prodotti importanti ma è troppo poco rispetto a ciò che fa la Francia, che ha tantissime scuole di cinema d’animazione che sfornano prodotti di livello, che non lasciano nulla al caso neppure dal punto di vista del contenuto».

Profondamente soddisfatto si è detto il critico dell’animazione Luca Raffaelli, impegnato in questi giorni nell’Omaggio a Hayao Miyazaki e allo Studio Ghibli: «È stato bello scoprire il riscontro alla fine dei film, in un dialogo con gli studenti, con gli spettatori che hanno davvero espresso tante emozioni nei confronti di opere, che sono davvero delle magie, perché creano dei mondi interiori. In alcune proiezioni ho davvero visto la difficoltà di esprimere le proprie emozioni perché erano troppe».

Presente in Sala Marta Anselmi, una delle registe del corto “Scuritate” che ha ritirato il Premio Giuria Giovani: «Il cinema d’animazione è sicuramente fondamentale anche per la varietà delle possibilità espressive – ha dichiarato – comprende una quantità di linguaggi narrativi e tecniche che permettono non solo di comunicare, ma di evocare delle dimensioni in modo fenomenale»

La regista Giulia Tolino ha espresso compiacimento per la partecipazione del pubblico alle Masterclass proposte all’Ex.Ma.Ter: «Gli studenti del Liceo Artistico e delle Accademie erano molto interessati alla programmazione e ai contenuti. Ma anche il livello dei cortometraggi era altissimo. È stato bello vederne così tanti, e tanti provenienti da molti paesi dell’Europa».

Il SFF 2025 è organizzato dal Cineclub Sassari con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, in collaborazione con la Sardegna Film Commission, Ficc, Afic, Cartoonitalia e Cityplex Moderno.




L’Is.Be celebra Camillo Bellieni nel cinquantennale dalla scomparsa

Martedì 9 dicembre a Sassari, in Aula Magna universitaria, un convegno per riscoprire uno degli intellettuali sardi più carismatici del Novecento

SASSARI. L’Is.Be si appresta a concludere la stagione culturale 2025 con un evento di grande rilevanza storica e politica: la celebrazione di Camillo Bellieni, figura carismatica del Novecento, storico dell’antichità e del Medioevo sardo, teorico del federalismo e fondatore del Partito Sardo d’Azione. L’incontro, intitolato “Camillo Bellieni a cinquant’anni dalla morte”, si svolgerà martedì 9 dicembre alle 16 nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Sassari.

«Non sarà un semplice convegno di studi, ma un momento per ricordare, con rigore e serietà, un personaggio di alta levatura nella sua poliedricità e molteplicità di interessi», ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’istituto che, proprio alla figura di Bellieni, ha dedicato il nome, ispirandosi alle sue idee ai suoi valori.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per approfondire la filosofia politica di Bellieni, la sua visione federalista, il suo intransigente approccio antifascista e l’ipotesi di sardismo che ha segnato la storia dell’isola.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Sardegna e il patrocinio dei comuni di Sassari e Sorso, l’Università di Sassari, il Ministero della Cultura, la Direzione generale archivi e la Soprintendenza archivistica della Sardegna, promette un taglio vivace e ampio grazie alla partecipazione di numerosi studiosi ed esperti.

Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali saranno il magnifico rettore dell’UNISS, Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, la soprintendente archivistica della Sardegna, Maura Picciau, e la presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai.

Il dibattito scientifico, moderato da Daniela Masia Urgu, vedrà sul tavolo dei relatori Antonello Nasone (Socialismo politico e idealismo filosofico nel sardismo di Bellieni), Enrico Fenu (L’Archivio Bellieni: tutela, descrizione e prospettive di valorizzazione a cinquant’anni dalla scomparsa), Stefano Alberto Tedde (Camillo Bellieni: un archivio sconosciuto), Alberto Contu (Bellieni e la mitopoiesi federalista), Attilio Mastino (Camillo Bellieni allievo del nazionalista Ettore Pais, la Sardegna dal dominio romano alla liberazione del popolo sardo), Vanni Piras (I sardi nel medioevo di Camillo Bellieni), Antonello Mattone, (Camillo Bellieni tra politica e storiografia). Ad impreziosire e animare il dibattito saranno le letture a tema a cura dell’attrice e scrittrice sassarese Maria Daniela Carta.




Il Comune di Porto Torres entra come socio fondatore nella Fondazione di Partecipazione per la gestione delle Domus de Janas iscritte nella lista del Patrimonio UNESCOSu Crucifissu Mannu è tra i 17 siti riconosciuti di valore universale

Via libera da parte del Consiglio comunale all’adesione del Comune turritano alla Fondazione di Partecipazione per la gestione del sito seriale “La tradizione funeraria nella Preistoria della Sardegna. Le Domus de Janas” e all’approvazione del relativo Statuto.
A seguito dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO di 17 siti della Sardegna, tra i quali la necropoli di Su Crucifissu Mannu, il Comitato del Patrimonio Mondiale ha indicato una serie di raccomandazioni specifiche perché lo storico riconoscimento, avvenuto lo scorso 12 luglio, possa produrre effetti duraturi in termini di tutela e valorizzazione e possa tradursi in opportunità concrete per i territori e le comunità locali.
Tra gli adempimenti indicati vi è l’adesione degli enti coinvolti a solide forme di governance per tradurre in azioni concrete i Piani Operativi che delineano gli obiettivi generali, le strategie e i principi individuati dalla piattaforma di gestione generale. Si va dal Piano della conoscenza, a quello della tutela e conservazione, dal Piano della formazione a quello della valorizzazione e comunicazione.
La Fondazione di Partecipazione è la forma di governance individuata su iniziativa del CeSim – Centro Studi “Identità e Memoria”, unitamente alla Rete dei Comuni che hanno dato impulso e coordinato la proposta di candidatura UNESCO e, il Comune di Porto Torres, con deliberazione unanime dell’Assemblea civica, entra a farne parte come socio fondatore insieme a Ministero della Cultura, CeSim, Regione Autonoma della Sardegna e agli altri Comuni il cui territorio custodisce questi preziosi gioielli dell’archeologia sarda (Alghero, Villanova Monteleone, Putifigari,Ossi, Sennori, Castelsardo, Cheremule, Bonorva, Anela, Sedilo, Ardauli, Oniferi, Mamoiada, Goni, Villaperuccio).
Approvato anche lo Statuto della Fondazione condiviso con le altre amministrazioni e gli enti coinvolti che nei suoi 29 articoli indica le finalità, la durata, le attività della Fondazione, l’individuazione del Consiglio d’amministrazione e dell’Assemblea dei soci con le rispettive competenze e le modalità di funzionamento. Previsti anche organismi contabili e un Comitato scientifico con funzioni di supporto.

«L’orgoglio per il riconoscimento del valore universale di un sito di così alto spessore storico e culturale per il nostro territorio – ha detto il Sindaco Massimo Mulas – si accompagna alla soddisfazione dell’Amministrazione per aver acquisito nel patrimonio comunale quest’area che diventa, a tutti gli effetti, un bene della collettività turritana. È un elemento che rispecchia la centralità della città turritana e il ruolo che ha avuto nella storia dell’isola»

«L’iscrizione UNESCO non è un traguardo ma un punto di partenza – ha sottolineato l’assessora alla Cultura Maria Bastiana Cocco – una responsabilità condivisa per valorizzazione al meglio il nostro patrimonio archeologico»

«L’ingresso nella Fondazione – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Alessandro Carta – rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione intrapreso da questa Amministrazione. Una strategia che ha già visto lo stanziamento di 40 mila euro per l’acquisizione dell’area di Su Crucifissu Mannu che, pur essendo sempre stata fruibile grazie alla costante disponibilità dei proprietari, ora potrà essere oggetto di una pianificazione specifica di interventi. Un finanziamento regionale da 150 mila euro, inoltre, permetterà di avviare azioni di conservazione e valorizzazione del sito».

Le azioni previste nel progetto di conservazione e valorizzazione predisposto dal Comune riguarderanno il miglioramento dell’accessibilità, la delimitazione, la realizzazione di un’area di sosta, il posizionamento della cartellonistica informativa e didattica da installare in accordo con le indicazioni dei competenti uffici della Soprintendenza ABAP. Si tratta di un primo pacchetto di interventi, in attesa di ulteriori finanziamenti già previsti dalla RAS, finalizzati a migliore l’accessibilità e la fruibilità di Su Crucifissu Mannu che potrà rivestire un ruolo strategico nelle linee di sviluppo culturale dell’Amministrazione.

Su Crucifissu Mannu, con le sue ventidue sepolture ipogeiche risalenti al Neolitico, è fruibile anche tramite il servizio di visita guidata curato dagli operatori di Memoria Storica dell’Ufficio Turistico comunale. Le visite sono disponibili su prenotazione, tutti i giorni in questo periodo dell’anno, dalle 9.00 alle 14:00 (esclusi il 25, 26 e 31 dicembre e l’1 gennaio) al numero 3347062913
Inoltre, il giorno del solstizio d’inverno, il Dies Natalis Solis Invicti dei Romani, l’area sarà il teatro del suggestivo evento “Il Natale del Sole – Mito, luce e rinascita”. Si tratta di un’esperienza ideata dalla Coop. Memoria Storica come momento di incontro tra archeoastronomia, mito e storia antica. A partire dalle prime luci dell’alba si esplorerà l’intero sito approfondendo affascinanti segreti e le connessioni tra i culti preistorici e quelli di età romana, periodo in cui è documentata la frequentazione del sito che durerà sino ai giorni nostri.

Il riconoscimento UNESCO è il coronamento di uno straordinario lavoro avviato nel 2018, frutto di un efficace gioco di squadra guidato dal CeSim con il contributo determinante del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Autonoma della Sardegna, dei Comuni aderenti , degli Uffici territoriali del MiC, delle Università sarde e di numerosi volontari, esperti e professionisti che hanno contribuito al riconoscimento del valore universale delle “case delle fate” e della Preistoria sarda.




DUECENTOGRAMMI PRESENTA “2D1”: LA NUOVA COLLEZIONE DOUBLE FACE CHE CAMBIA PROSPETTIVA E RADDOPPIA LO STILE

Sassari, 28 novembre 2025– Duecentogrammi torna con una nuova collezione che spinge il design oltre la sua forma più ovvia. Si chiama 2D1 (DueDiUno) e nasce da un concept disruptive: rompere l’idea che ogni oggetto debba avere un solo lato, un’unica identità, un’unica voce. Con una serie di pezzi double face, vivaci e trasformativi, la collezione gioca con colore, materia e prospettive, dando vita a composizioni che cambiano a seconda dell’uso, della luce, dello sguardo. E perchè no? Dell’umore.

La presentazione ufficiale si terrà venerdì 5 dicembre, dalle ore 19, negli spazi del Quod Design, in via Mercato 1B a Sassari, punto di riferimento cittadino per la ricerca creativa, l’artigianato e il design contemporaneo: ad accompagnare la serata le sonorità che uniscono indie ed elettronica della dj Claudia M, Claudia Melis Cargiaghe.

Nuova Collezione Linee
Chiara Duecentogrammi

Sassari, 16/11/2024
Foto Luigi Canu

Ideata da Chiara Curreli, fondatrice e designer del brand che da oltre dieci anni rappresenta un’eccellenza del gioiello contemporaneo a livello nazionale, 2D1 è una collezione pensata per chi vive gli oggetti come parte del proprio stile e della propria narrazione personale. Ogni pezzo rivela due anime: due palette cromatiche, due attitudini, due possibilità. Non un compromesso, piuttosto un plus di libertà.

«Con 2D1 ho voluto dare vita a oggetti che non devono scegliere chi essere – spiega Chiara Curreli –. Possono cambiare ritmo, cambiare lato, cambiare ruolo, rimanendo sempre fedeli alla loro essenza. Sono pezzi che si adattano, che giocano, che rispondono allo spazio e lo trasformano interpretando naturalmente quella che è l’idea di stile Duecentogrammi».

La collezione infatti conserva lo stile riconoscibile di Duecentogrammi: linee pulite, attenzione al dettaglio, un uso del colore consapevole e audace, dove il concept di artigianalità contemporanea mescola tecnica e carattere. Nella collezione invernale 2025 Curreli usa il taglio con consapevolezza, ricorrendo a linee nette e geometrie che accompagnano il gioco del colore in una armoniosa danza.

2D1 è un invito a guardare oltre la superficie e a vivere gli oggetti in tutte le loro possibilità: che siano due di uno o duecentouno possibilità.

Due lati. Una sola voce, uno stile: quello di chi li indossa.




Is.Be, grande festa delle lingue e culture minoritarie a Sassari con “L’Ischis ma no l’ischis”

Domenica 23 novembre all’ExMa sono intervenuti centinaia di corsisti e di appassionati di lingue e di culture minoritarie

SASSARI. “Giornata importante in un anno importante”: la ricorrenza del cinquantenario dalla morte di Camillo Bellieni, ai cui valori si richiamano le attività dell’istituto fondato nel 1989 da Michele Pinna. Domenica mattina, per la prima volta all’ExMa, l’appuntamento con la decima edizione di “L’Ischis ma no l’ischis” (l’evento annuale conclusivo delle attività dell’Is.Be), è stato ancora una volta un successo. L’iniziativa ha fatto registrare una forte presenza di pubblico, e l’entusiasmo dei partecipanti è stato palpabile.

«Abbiamo fatto conoscere a molte persone cosa facciamo per la lingua sarda, attraverso i corsi e i laboratori di tutela delle tradizioni e delle lingue – ha affermato la presidente Maria Doloretta Lai, che ha introdotto e coordinato l’intera manifestazione – e non solo riguardo alla lingua sarda – ha ribadito – ma anche alle altre lingue minoritarie come il Sassarese».

Proprio al Sassarese è stata dedicata la prima sezione moderata da Mario Lucio Marras, che ha presentato la realizzazione di un cd musicale in collaborazione con Beppe Dettori, e il Vocabolario in Sassarese di Bazzoni, riportato in normativa standard da Marras assieme a Gianni Muroni. A salire sul palco sono state quindi Maria Daniela Carta e Roberta Tola, autrici del laboratorio in sassarese per bambini “Aiò isciddinni a pizu”.

La Sezione Ricerca è stata invece moderata da Antonello Nasone, per la prima volta sul palco di “L’ischis ma no l’ischis” in qualità di direttore scientifico Is.Be. Ricchissimo il programma. Tra i punti in agenda la presentazione di “Camillo Bellieni: filosofo, storico, politico”. «Possiamo definire Bellieni come il nostro nume tutelare, ispiratore delle attività del nostro istituto, un uomo che ha pagato anche a caro prezzo la propria coerenza – ha detto Nasone – e di cui noi dell’Is.Be in fondo rispettiamo e rispecchiamo i valori che ci ha trasmesso, e che ha trasmesso tramite naturalmente il fondatore dell’Is.Be, che è stato Michele Pinna».

Sono stati presentati il CD di Antonio Simon Mossa; l’osservatorio linguistico composto da Daniela Masia, Immacolata Salis e Mario Marras; l’osservatorio giuridico formato da Anna Aberti, Salvatore Mura, Chiara Cuccuru. È stata anticipata la presentazione del libro “Luigi Nieddu: L’altro Gramsci e Dal mito alla Storia”, a cura di Alberto Contu; la pubblicazione di “Political figures for the Europe of the future” in collaborazione con la Coppieters Foundation. Ancora Collaborazioni extra programma con il Comune di Padria per “Storia di una comunità attraverso le deliberazioni degli organi consiliari” di Stefano Alberto Tedde; con il Comune di Bonorva di “Giovanni Antioco Mura” nelle ricerche di Lucia Sechi e Giovanna Ruggiu; con il Comune di Putifigari del Laboratorio e del convegno “L’arte del muro a secco”.

A moderare la sezione Filosofica è stata Daniela Masia, che ha illustrato il seminario di Cinemaieutica, il Book Club Filosofico, la Filosofia per ragazzi nella scuola-Philosophy for children, e ha presentato i Quaderni di Filosofia numero 6 del 2025.

Per la sezione Biblioteca è intervenuta Barbara Salis. E sono stati quindi consegnati gli attestati della sezione Lingua Sarda-Sportelli linguistici, moderata da Immacolata Salis, Maria Leonarda Correddu, Francesca Sini e Anna Laura Pirisi. La mattinata si è conclusa con un festoso incontro conviviale, di condivisione e di scambi culturali, allietato dall’intermezzo musicale di Franco Sechi.