Al Verdi di Sassari “Mastros de Arte” in nome della solidarietà

Il 2 marzo tanti esponenti del panorama musicale sardo uniti per aiutare una famiglia danneggiata da un incendio

SASSARI. Mettere insieme il fior fiore degli cantanti sardi non è difficile quando occorre dare una mano a chi si trova in difficoltà. Nasce così “Mastros de Arte”, una grande serata musicale che sabato 2 marzo, dalle 17 in poi, a ingresso non stop, porterà sul palco del Teatro Verdi di Sassari i migliori esponenti del panorama musicale isolano.

La serata sarà presenta da Antonio Fresi con la partecipazione di Alberto Cocco. Tra solisti, gruppi e cori polifonici si esibiranno i Bertas, Maria Giovanna Cherchi, Soleandro, Maria Luisa Congiu, Istentales, Cecilia Concas, Tenores di Bitti, Annamaria Piredda, Enzo Mugoni, Lucia Budroni, Gian Mario Virdis, Giusy Pischedda, Claudio Caggiari, Viola Porqueddu, Mario Donato Vinci, Pietro Sanna, Perpetuus Motus, Fiore Nero, Creuza de Ma, Coro di Usini, Plifonica Santa Croce Sorso, Coro Caras, Coro Spirito Gioioso, Coro Amici del canto sardo, Joyful Soul Ensemble, Movin’on Up Gospel Choir.

L’evento musicale benefico di “artisti uniti per la solidarietà” è finalizzato a raccogliere fondi per sostenere una famiglia sassarese la cui abitazione, il 31 dicembre scorso, ha subito danni ingenti alla propria abitazione a causa di un incendio. I proventi, derivanti dalla vendita dei biglietti e delle donazioni, saranno destinati alla ricostruzione della vita di questa famiglia. L’iniziativa è organizzata dal coro Spirito Gioioso di Sassari in collaborazione con il Teatro Verdi e tutti gli artisti presenti. Per info e prenotazioni contattare il numero 3495109176 o 3463812002.




Danza a Sassari, il 1 marzo ritorna “Primavera a Teatro” con le compagnie Ariella Vidach Aiep e Déjà Donné

Nella Sala Estemporada di via Venezia Livia Lepri presenta la tredicesima edizione della rassegna che anche quest’anno propone lo speciale aperitivo con gli artisti

SASSARI. Per il tredicesimo anno consecutivo la rassegna “Primavera a Teatro” inaugura l’arrivo della bella stagione a ritmo di danza, riproponendo il format vincente de “L’aperitivo con gli artisti” introdotto nella scorsa edizione. Venerdì 1 marzo alle 20 prende il via il ciclo di appuntamenti che fino al 4 maggio porterà a Sassari le otto compagnie internazionali che si esibiranno nella Sala Estemporada di via Venezia. Ancora una volta la manifestazione godrà dell’immancabile direzione artistica di Livia Lepri.

La prima opera in programma per il 2024 sarà “HOPE Performance” della compagnia milanese Ariella Vidach Aiep, uno spettacolo interpretato da Sofia Casprini, creato e diretto da Ariella Vidach e Claudio Prati per affermare l’importanza della materialità del corpo e dell’esperienza fisica, a partire dalla quale si finisce per indagare la correlazione con tutte le estensioni astratte come il corpo sociale e tecnologico, il corpo biologico e quello politico.

Tutto parte dall’idea che con l’avvento dei social media e della realtà virtuale, si sta definendo un nuovo concetto di corpo, un corpo spinto ben oltre la sua forma fisica e biologica tradizionale, capace di interagire e comunicare attraverso immagini, testi e video, e che sfugge completamente all’esperienza fisica, sensoriale e corporea, fondamentale per consolidare e radicare le esperienze. Ognuno di questi aspetti viene riconosciuto come una parte fondamentale dell’esperienza vissuta nel nostro presente, fornendo spunti per comprendere come il concetto di corpo si stia evolvendo.

Il secondo appuntamento della serata sarà “Box” nella nuova produzione 2024 proposta dalla compagnia Déjà Donné, regia di Gilles Toutevoix, con il concept e la coreografia di Virginia Spallarossa. Il lavoro appare come una breve sospensione del tempo, capace di evocare una trasformazione del gesto in una coreografia legata e in costante rapporto con gli elementi essenziali che lo circondano. Una scrittura dal linguaggio semplice si confronta con la consapevolezza di un essere che si ritrova solo sulla scena.

A fine spettacolo, “L’aperitivo con l’artista” permetterà al pubblico di avvicinarsi ai protagonisti dell’evento tersicoreo, siano essi danzatori, interpreti, coreografi, dando la possibilità di interagire con gli artisti in un rapporto di libera convivialità. La rassegna è organizzata dalla compagnia Danza Estemporada con il patrocinio del Mic e il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione Sardegna. “Primavera a Teatro” proseguirà sempre in Sala Estemporada il 6 aprile con Borderlinedanza, BTT, Versiliadanza, il 20 aprile con Art Garage e Mandala Dance Company, per concludersi il 4 maggio con le esibizioni di Asmed e Arb Dance. Per info e prevendita contattare [email protected] o chiamare a 3334748731.




Da Sassari a Casa Sanremo Live Box: Viola Porqueddu canta “Io ti darò di più”

L’8 febbraio la giovane artista sarda interpreterà un classico della musica italiana

SASSARI. Ha nove anni, adora il blues, il gospel e il jazz, la sua più grande passione è Aretha Franklin ma non disdegna di ascoltare Amy Winehouse, Mina e Adele. Viola Porqueddu, giovane talento musicale sassarese, l’8 febbraio sarà tra i protagonisti di “Casa Sanremo Live Box”, dove canterà un classico della musica italiana, “Io ti darò di più”, portato al successo negli anni Sessanta da grandi nomi come Orietta Berti, Iva Zanicchi e Ornella Vanoni.

La sua capacità interpretativa è stata notata lo scorso anno dal direttore artistico di Casa Sanremo, il maestro Ciro Barbato, durante le selezioni che si sono svolte in tutta Italia. Così è stata chiamata a partecipare a questa grande vetrina della musica emergente, che le darà la possibilità di esibirsi di fronte al vasto pubblico nazionale.

Casa Sanremo è nata nel 2008 con l’obiettivo di creare un hub per tutti i giornalisti, gli artisti, gli addetti ai lavori che ogni anno confluiscono digitalmente nella cittadina ligure per il Festival della Canzone Italiana, il più desiderato e atteso evento mediatico e artistico dell’anno.

È un luogo dove il mondo dello spettacolo, della musica e del cinema si incontrano e dove nascono iniziative artistiche e musicali in un ambiente ricercato, accompagnato da momenti di intrattenimento e culturali.

Esibirsi al Live box di Casa Sanremo è una grande soddisfazione per Viola, che fa parte del Coro Spirito Gioioso di Sassari, e ha partecipato a diversi concorsi ottenendo numerosi riconoscimenti. Tra questi il premio “Miglior solista” al concorso “A manu tenta, la patria dei cori” a Nuoro; il premio visualizzazioni per la categoria Junior “Video presentazione Voci d’oro” al concorso nazionale “Voci d’oro, 50 anni e dintorni” organizzato da Marystar Spettacoli a Montecatini Terme; il premio sezione Baby al Rumore Bim festival di Bellaria Igea Marina organizzato da Anteros Produzioni, con l’ammissione tra i trenta bambini dai quali verranno selezionati a Bologna i quindici partecipanti allo Zecchino d’Oro 2024. L’esibizione di Viola su Live Box potrà essere seguita in diretta streaming sulla web-tv ufficiale di Casa Sanremo, nella categoria kids.




Bando Capodanno di Alghero: Solo una Azienda Locale tra i Vincitori

Assegnazioni a sorpresa seppur legittime nelle postazioni per cibo e bevande durante la tre giorni festiva

Le recenti polemiche legate al bando per l’assegnazione delle postazioni per la distribuzione di cibo e bevande durante la celebrazione del capodanno ad Alghero hanno raggiunto un nuovo capitolo. La Fondazione Alghero, organizzatrice dell’evento, ha annunciato le aziende vincitrici, suscitando ulteriori sorprese.

Nonostante l’impegno dichiarato nella trasparenza e l’apertura a tutti gli interessati, l’esito ha sollevato alcune sopracciglia. Delle quattro aziende aggiudicatarie, solo una proviene da Alghero, evidenziando un’apparente discrepanza tra la distribuzione locale e quella proveniente da altre città.

Ecco l’esito del bando: La prima azienda, di Sassari, ha presentato un’offerta di € 33.508,20. Segue un’azienda di Palau con € 31.100,00. La terza, unica rappresentante di Alghero, ha offerto € 30.500,00. Infine, una società di Olbia si è aggiudicata la quarta postazione con un’offerta di € 28.561,00.

La procedura per il bando è stata curata in autonomia dal Presidente Delogu e dalla componente del CDA ancora senza deleghe ufficiali Sara Govoni. Il fatto che solo una delle aziende vincitrici sia di Alghero solleva domande sulla dinamica del processo di selezione, specialmente in un contesto che dovrebbe favorire soprattutto il coinvolgimento delle realtà imprenditoriali locali. E’ anche vero che i bandi sono pubblici e tutti vi possono partecipare, dando a chi produce il bando stesso una trasparenza oggettiva nella sua conduzione.

Questo ci porta a riflettere sulla resilienza e il coraggio imprenditoriale delle aziende di Alghero. È evidente che il panorama competitivo si sta intensificando, sollevando interrogativi fondamentali: sono le imprese locali pronte ad affrontare una competizione sempre più agguerrita? E quale ruolo possono e devono giocare per assicurarsi un posto in eventi di grande importanza e visibilità? La capacità di adattarsi e competere in un mercato in rapida evoluzione sarà cruciale per il futuro delle aziende Algheresi.




Cinema, il “terre di confine film festival” riparte da Orani

Domenica 17 dicembre al Museo Nivola l’anteprima della XVI edizione

ORANI. Il “terre di confine filmfestival” riparte con un’anteprima in tre tappe di una XVI edizione che prenderà il via domenica 17 dicembre alle 16.30 al Museo Costantino Nivola di Orani, in via Gonare 2, per una serata dedicata all’antimilitarismo ma soprattutto a un nuovo modo di fare e concepire la comunicazione.

A introdurre il festival cinematografico saranno il direttore del Museo Nivola, Luca Cheri, con Antonio Lombardo dell’archivio biblioteca ‘Primo Maggio’ di Orani. Un museo di grande bellezza, innovativo e multidisciplinare, e uno dei fondatori di un Archivio e Biblioteca dedicato alla storia del Novecento.

Si parte subito con la presentazione di un libro dello scrittore e blogger bolognese Valerio Minnella, “Se vi va bene, bene, sennò segxxx, dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là” (Edizioni Alegre 2023), un oggetto narrativo assemblato a sei mani insieme a WuMing1 e Filomena Sottile.

Antimilitarista e promotore della Lega degli Obiettori di Coscienza, poi cofondatore di Radio Alice e di Orfeo TV, Valerio Minnella racconta cinquant’anni di attivismo, dal terremoto del Belice alla Trieste di Basaglia, fino alla drammatica e straordinaria Bologna degli anni Settanta.
L’intento di Radio Alice – nelle parole del fondatore – è stato quello di rovesciare il paradigma comunicativo di ogni altra radio al mondo, cioè di non fare una radio che parla a molti, ma di attirare i molti a parlare in radio.

Lo scrittore Valerio Minnella

Per ottenere questo sono state fatte tre scelte che Minnella sintetizza così: la prima, parlare il linguaggio della strada, affinché nessuno si senta inadeguato pur non essendo un fine dicitore; la seconda, abolire il palinsesto, affinché nessuno debba chiedere il permesso per trasmettere; e la terza, collegare il telefono in maniera strutturale al mixer, affinché per trasmettere in radio non si debba nemmeno venire in studio.

Alle 17.30 ci sarà una pausa per il firmacopie, l’aperitivo e il buffet al Museo. Quindi, dalle 18 alle 20, sarà presentata la visione del film “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa (Italia, 2004, 108’), sceneggiato dal collettivo WuMing e dallo stesso Chiesa. Nel cast sono presenti Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Tommaso Ramenghi e Marco Luisi.

Il film è ambientato nella Bologna degli anni settanta, durante il periodo segnato dall’austerità economica, dall’inflazione al 21 per cento, dal terrorismo e dalle stragi, in cui le vicende di due ragazzi di periferia, di due improvvisati rapinatori e di un carabiniere alle prese con un insolito modo di fare comunicazione, s’intrecciano a quelle che animarono il movimento del Settantasette. Il tutto sulle onde di Radio Alice, emittente bolognese che “dà voce a chi non ce l’ha”.

L’evento è promosso da ‘terre di confine filmfestival’, che nella XVI edizione tratta il tema “Vertigine delle liste. Musei, biblioteche, collezioni, blob!”, in collaborazione con la Fondazione Costantino Nivola. Il progetto ha il supporto della Regione Sardegna e del Comune di Asuni.

Creato ad Asuni nel 2005, il festival è organizzato da Su Disterru onlus – l’associazione dei “sardi di fuori”, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro”, che si propone di riannodare i legami tra le due componenti, creando reti e circoli virtuosi.

Il prossimo appuntamento dell’anteprima sarà il 22 dicembre alle 18 alle Messaggerie Sarde di Sassari, con Giovanni Campus e Nello Rubattu che introdurranno la proiezione del corto vincitore di Visioni Sarde 2023, “Quello che è mio” di Gianni Cesaraccio. Il regista incontrerà il pubblico. Subito dopo Valerio Minnella presenterà ancora una volta il suo libro. Il terzo appuntamento sarà il 29 dicembre ad Asuni.




CASTELSARDO, 21^ EDIZIONE DEL CAPODANNO IN PIAZZA CON MAHMOOD, FUOCHI D’ARTIFICIO DALLE MURA DEL CASTELLO DEI DORIA E PRESERALE.

Tanti appuntamenti, sino alla festa del Patrono Sant’Antonio Abate il 17 Gennaio

CASTELSARDO – La star Mahmood sarà il protagonista della notte di San Silvestro a Castelsardo, chiudendo un anno straordinario con un artista che ha vinto per ben tre volte il Festival di Sanremo, ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest ed ha prestato la propria voce al personaggio di Sebastian nella rivisitazione live-action del classico Disney La Sirenetta.

“Castelsardo ha una lunga tradizione di concerti in piazza a Capodanno – sottolinea il sindaco Antonio Maria Capula – e, nonostante la ricca offerta delle altre piazze dell’isola, abbiamo voluto comunque proporre un nome di pregio ai nostri concittadini ed agli ospiti”. “Mamhood raccoglie consensi su una fascia generazionale differente da quella di Alghero, Sassari ed Olbia – conferma l’assessore a cultura e turismo Valeria Sini – per questo motivo abbiamo voluto diversificare, creando una situazione ottimale per i giovani”.

L’artista milanese-egiziano, originario di Orosei, è infatti uno dei più apprezzati e seguiti artisti italiani del momento. Ha vinto tre volte il Festival di Sanremo. Per la prima volta nel 2018, nella categoria Giovani con “Gioventù bruciata”, poi nel 2019, fra i big, con il brano “Soldi” e nel 2022 in duetto con Blanco con il brano “Brividi”.  Ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest sia nell’edizione 2019 di Tel Aviv, piazzandosi in seconda posizione, sia nell’edizione 2022 di Torino, insieme a Blanco, ed ospite alla finale 2023 alla Liverpool Arena.

Inoltre, Mahmood ha prestato la propria voce al personaggio di Sebastian nella rivisitazione live-action del classico Disney La Sirenetta, diretta da Rob Marshall e distribuita dalla Walt Disney Company Italia, con molte scene girate proprio a Castelsardo, ai piedi della fortezza.

L’artista sarà protagonista al prossimo Festival di Sanremo 2024 e, a seguire, sarà impegnato in un tour europeo che si articolerà in sedici date, fra Aprile e Maggio, in dieci paesi: Lussemburgo, Regno Unito, Francia, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Spagna, oltre all’Italia, con gran finale al Fabrique di Milano il 17 maggio.

Mahmood è molto legato alla cultura e al folclore della Sardegna e considera l’isola una seconda casa e fonte di ispirazione per la composizione dei brani.

Conta 29 dischi di platino e 7 dischi d’oro in Italia, 6 dischi di platino e 3 dischi d’oro all’estero e ha quasi 2,7 miliardi di stream totali all’attivo.

Un grande evento per Castelsardo e per tutta la Sardegna, che si prepara a salutare il nuovo anno in grande stile! Ma il programma delle feste prevede anche altre iniziative.  

Ha già preso il via il concorso “La vetrina più bella”, che si chiuderà il 7 Gennaio 2024 con premi in danaro, nato con lo scopo di sostenere il commercio locale e stimolare la creazione di un’atmosfera festiva con l’illuminare accese, che incentivi i cittadini a compiere i propri acquisti nei negozi locali.

Questi gli appuntamenti delle feste:

Giovedì 7 dicembre 2023, ore 15:30 nella Biblioteca Comunale: “Addobbiamo l’albero di Natale e la Biblioteca”;

Giovedì 14 dicembre 2023, ore 15:30 nella Biblioteca Comunale: “L’ora del racconto natalizio per i bambini dai 4 ai 6 anni”;

Venerdì 15 dicembre 2023, ore 15:30 nella Biblioteca Comunale: “Laboratorio di Natale per i bambini dai 6 agli 11 anni”;

Sabato 16 dicembre 2023, ore 18:00 nella Sala XI del Castello dei Doria proiezione del film “ERÉNTZIA” di Giulia Camba

Un viaggio nella vita e nella storia dei sardi, attraverso i gesti, i luoghi e gli oggetti dell’artigianato. Un patrimonio della comunità da salvaguardare e tramandare alle future generazioni. Castelsardo, con le sue nasse e i suoi cestini, sarà tra i protagonisti del film;

Domenica 17 Dicembre 2023 in “Piazza Maestro di Castelsardo” e “Piazza Pianedda”, i

“Mercatini di Natale” a cura della neonata associazione Giovani Castelsardo:

spettacoli per bambini, grande show di Spider-Man, villaggio di Natale, Lotteria di Natale e tanto altro;

Giovedì 21 dicembre 2023, dalle ore 16.00 in Piazza del Novecentenario, il “C’entro IN-SI-E-ME” presenta “Christmas Party”;

Venerdì 22 dicembre 2023, dalle ore 18:00 al Centro Storico: “Castelsardo diVino – Winter Edition”, a cura di C.A.R.M.A Cooperativa e dell’associazione Giovani Castelsardo;

Dal 22 Dicembre il “Trenino Natalizio” percorrerà le vie della Città, sino al 7 gennaio (escluso il 25 e il 31 dicembre e il primo gennaio). Sarà gratuito per tutti dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00;

Venerdì, 5 gennaio 2024, dalle ore 16.00 in Ludoteca, Sala verde, la “TOMBOLATA” DELLA BEFANA”;

Sabato 6 Gennaio 2024 dalle ore 18:00 in Piazza Maestro di Castelsardo, l’atteso “Show Musical Magic Cartoons”, con la parata dei personaggi Disney;

Martedì 16 e Mercoledì 17 Gennaio 2024, la Festa di Sant’Antonio Abate, patrono della Città.

Il calendario delle manifestazioni è suscettibile di variazioni ed integrazioni. Per rimanere aggiornati verificare le pagine social Facebook, Instagram Castelsardo Turismo e Facebook, Instagram e Whatsapp Castelsardo Bene Comune.




La Saggezza del Passato e le Sfide del Presente: Riflessioni dialogando con Antonangelo Liori

Uno sguardo approfondito sulle tradizioni sarde, il giornalismo moderno e la vita di Antonangelo Liori, unendo storia, cultura e filosofia in una narrazione coinvolgente.

Fausto Farinelli

SEULO, 9 Dic. 2023. Nel convegno dove l’ospite d’onore era Antonangelo Liori, si è aperta una finestra suggestiva sulla cultura e le tradizioni sarde, unendo l’antico e il moderno in un dialogo ricco e sfaccettato. Il convegno ha esplorato temi vari, dall’educazione dei bambini sardi alle dinamiche del giornalismo contemporaneo, fino alla vita e alle riflessioni dello stesso Liori, una figura di spicco nella comunità.

Uno degli aspetti più affascinanti dell’evento è stata la discussione sui fratelli Locci, noti pedagogisti che utilizzano il gioco, in particolare la transumanza, come strumento educativo. Il loro approccio, incentrato sull’apprendimento attraverso il gioco, rispecchia un elemento fondamentale della cultura sarda: la fusione tra il lavoro e il gioco, elementi visti non come attività separate, ma come parti integranti di una vita equilibrata e significativa.

Il convegno ha poi approfondito l’importanza delle radici culturali e della tradizione, evidenziando come le pratiche quotidiane, come la mungitura e la guida delle pecore, siano cariche di significato culturale e simbolico. Queste attività, lungi dall’essere considerate semplici compiti, sono interpretate come espressioni vitali dell’identità e dell’eredità sarda.

Una parte del convegno è stata dedicata al giornalismo, dove è emersa una critica marcata verso l’approccio moderno alla professione. La discussione ha messo in luce un confronto tra il giornalismo del passato, percepito come più informato e rispettato, e quello attuale, spesso criticato per la sua presunta arroganza e superficialità.

Antonangelo Liori, ha condiviso le sue esperienze come giornalista e pastore, oltre alle sue riflessioni su vari temi sociali e culturali. La sua narrazione ha offerto una prospettiva unica sulle sfide e le opportunità del mantenere vive le tradizioni in un mondo che cambia rapidamente.

Il convegno si è concluso con un’appassionata riflessione sull’importanza della comunità, del senso di appartenenza e della conservazione delle tradizioni. Le discussioni hanno enfatizzato l’importanza dell’interazione tra l’uomo e la natura e la necessità di trasmettere questi valori alle generazioni future.

Il convegno ha rappresentato un viaggio attraverso il tempo e la cultura, unendo le voci del passato e del presente in un dialogo che risuona con significati profondi e attuali, sottolineando l’importanza di preservare e celebrare le ricche tradizioni della Sardegna.

Antonangelo Liori, nato a Desulo il 1º aprile 1964, è una figura poliedrica nel panorama culturale italiano. Ha avuto un percorso professionale variegato e ricco di successi, ma anche di controversie.

Liori è noto principalmente per il suo ruolo nel giornalismo, avendo ricoperto la carica di direttore de L’Unione Sarda dal 1994 al 1999. Durante questo periodo, è stato il più giovane direttore di un quotidiano in Italia, guadagnandosi la reputazione di un imprenditore rampante e di uno dei più promettenti scrittori sardi. La sua personalità, descritta come sicura e spregiudicata, lo ha portato a ingaggiare battaglie con chiunque tentasse di contrastarlo​​​​.

Oltre al giornalismo, Liori ha avuto una carriera notevole come scrittore e studioso di tradizioni popolari. Laureato in antropologia culturale, ha pubblicato una trentina di volumi che esplorano temi come i culti e le magie, l’economia e il diritto, nonché la tradizione e le speranze di una Sardegna incantata. Il suo lavoro come traduttore di classici greci e latini, insieme alla realizzazione di diverse sceneggiature televisive e cinematografiche, dimostra la sua versatilità e il profondo impegno nella cultura e nelle tradizioni italiane​​​​.

Tuttavia, la carriera di Liori non è stata priva di controversie. Ha subito una rapida caduta, segnata da querele, indagini giudiziarie e condanne in vari processi. Questo periodo difficile ha incluso la perdita del lavoro, l’imputazione e la condanna in una miriade di processi, oltre a periodi di carcere e problemi di salute​​.

La carriera di Antonangelo Liori rappresenta un viaggio affascinante attraverso successi e sfide, segnando una figura complessa e influente nella cultura italiana. Dal suo ruolo di leader nel giornalismo a quello di studioso e scrittore di tradizioni popolari, Liori ha lasciato un’impronta indelebile, nonostante le avversità e le controversie che hanno segnato la sua vita professionale.




Innovazione e Tradizione si Incontrano a Seulo per il “Procargius”: Slow Food Sardegna Celebra la Razza Suina Sarda

Un viaggio tra biodiversità, cultura del cibo e turismo sostenibile nel cuore della Barbagia

Fausto Farinelli

SEULO, 9 Di c. 2023 – Nella splendida cornice del comune di Seulo, si è svolta la seconda giornata di “Procargius”, un evento che celebra la cultura gastronomica sarda con un focus speciale sulla razza suina sarda. La manifestazione ha visto la partecipazione di Raimondo Mandis di Slow Food Sardegna, il sindaco Enrico Murgia, e numerosi produttori e tecnici locali.

Raimondo Mandis ha illustrato l’importanza del riconoscimento di Slow Food per l’allevamento del suino di razza sarda. Questo presidio, primo del suo genere in Sardegna, mira a salvaguardare una razza autoctona resiliente e adattabile alle condizioni ambientali locali. La razza suina sarda è notevole per le sue qualità rustiche e una carne di squisita qualità, risultato di un’alimentazione naturale e di un allevamento semi-brado.

Il sindaco Enrico Murgia ha sottolineato l’orgoglio della comunità di Seulo per essere diventata il primo Presidio Slow Food in Sardegna. Ha anche affrontato temi di equità di genere e solidarietà comunitaria, riflettendo sulla necessità di rispetto reciproco e di promozione di un turismo sostenibile e consapevole.

Altri partecipanti, tra cui Antonio Moi e Roberto Boe, hanno evidenziato l’importanza di lavorare insieme per promuovere la biodiversità e la qualità dei prodotti locali. Moi ha espresso la necessità di supporto e servizi adeguati per gli allevatori, in particolare in aree marginali come Seulo. Ha inoltre sottolineato l’importanza del rispetto delle tradizioni, come l’osservazione delle fasi lunari nella macellazione, pur adottando pratiche moderne e sostenibili.

Roberto Boe, tecnico agronomo, ha discusso l’importanza dell’alimentazione degli animali e di strategie collaborative per ridurre i costi e incrementare la sostenibilità. Ha anche evidenziato come i prodotti locali, legati al territorio e alle sue particolarità, possano essere un forte richiamo per un turismo consapevole e rispettoso.

Il tema del turismo è stato ulteriormente esplorato da Mandis di Slow Food, che ha collegato il valore dei prodotti locali alla loro capacità di attrarre un turismo di qualità, interessato all’autenticità e alla cultura del cibo. Ha menzionato l’iniziativa “Slow Food Travel” come un esempio di come il cibo e la cultura possano essere motori di un turismo sostenibile.

“Procargius” si è rivelato non solo una celebrazione della biodiversità e della cultura enogastronomica sarda, ma anche un punto di riflessione sull’importanza della sostenibilità, dell’innovazione nel rispetto delle tradizioni, e del potenziale del turismo lento e consapevole. Un esempio brillante di come il cibo possa essere un ponte tra passato, presente e futuro, unendo le comunità in un obiettivo comune di valorizzazione e tutela del territorio.

Leggi l’articolo nei suoi punti chiave

  • Slow Food e Suino di Razza Sarda: Raimondo Mandis di Slow Food Sardegna illustra l’importanza del suino di razza sarda, recentemente riconosciuto come presidio Slow Food, il primo con base territoriale regionale in Sardegna. Sottolinea l’adattabilità e la resilienza della razza, la sua alimentazione naturale e il contributo alla biodiversità.
  • Qualità della Carne e Processo di Stagionatura: Si discute della qualità eccezionale della carne suina sarda, del suo basso calo di peso dovuto a un’alimentazione naturale e del processo di stagionatura che può variare dai 12 ai 60 mesi.
  • Impatto Economico e Ambientale: L’allevamento di questa razza ha un basso impatto ambientale e contribuisce alla riduzione del colesterolo grazie ai grassi sani presenti nella carne. Si evidenzia la necessità di una giusta remunerazione per gli allevatori e l’importanza di pratiche sostenibili.
  • Turismo e Cultura Locale: L’evento tocca anche l’importanza turistica e culturale di Seulo e dell’area della Barbagia. Si discute dell’attrattiva turistica della zona per la sua offerta di prodotti unici e di un’esperienza di vita “lenta” e autentica.
  • Challenges e Futuro: Si affrontano le sfide del settore, come la necessità di infrastrutture adeguate (es. macelli locali) e di regolamentazioni favorevoli. Si sottolinea l’importanza dell’unione tra produttori per raggiungere obiettivi significativi e dell’attenzione verso il territorio nella produzione.



A Cagliari ritorna la magia del cinema muto esplorando il rapporto tra immagini e letteratura

Al via la VII edizione di “Storie di volti e silenzi” con la rassegna cinematografica e la sonorizzazione dal vivo di un lungometraggio.

“La macchina cinema” riesplora il concetto di “Narrativa per immagini” attraverso alcuni capolavori risalenti agli albori della settima arte

Cagliari. La rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto” ritorna a Cagliari con una VII edizione che, a partire da sabato 11 novembre efino al 28 dicembre 2023, declinerà il legame speciale tra cinema e letteratura, proponendo al pubblico 12 film realizzati tra il 1911 e il 1928.

L’iniziativa, che si svolgerà al centro culturale Hermaea di Pirri con una serata al polo bibliotecario Falzarego 35 di Cagliari, è organizzata dall’associazione La macchina cinema (FICC) con il sostegno della Regione Sardegna.

Il legame tra letteratura e cinema risale alle origini della settima arte: fin dai primi esempi di arte cinematografica, la letteratura ha fornito a sceneggiatori e registi il materiale su cui costruire le regole di un nuovo linguaggio, destinato a rivoluzionare il concetto di narrazione.

La materia letteraria, dunque, è stata trasformata e adattata allo scopo, con risultati sorprendenti soprattutto per il cinema muto, capace di tradurre la parola scritta sul grande schermo, paradossalmente, proprio senza l’ausilio delle parole. La VII edizione riesplorerà dunque gli albori della storia del cinema, tratti da diversi generi di testi letterari, dal racconto breve al romanzo a puntate. Queste opere raccontano la perizia dei primi, veri artisti che si cimentarono con un linguaggio ricco di potenzialità ancora inespresse, contribuendo all’arricchimento di correnti artistiche già esistenti o elaborandone di nuove, come nel caso dell’espressionismo tedesco e dell’impressionismo francese degli anni ’20 del Novecento.

Da Friedrich Wilhelm Murnau con i titoli Aurora, Nosferatu il vampiro e Il castello di Vogelod a Jean Epstein con La caduta della Casa Usher, la rassegna offre un’ampia scelta di generi, tra cui spiccano horror e dramma storico, capaci di attirare un pubblico eterogeneo per età e interessi culturali e di offrire alle generazioni più giovani, così come a chi si approcci allo studio del linguaggio cinematografico, una panoramica degli autori più significativi dell’epoca.

Il programma della rassegna comprende, tra gli altri, Metropolisdi Fritz Lang, tratto da un romanzo di Thea Von Harbou, all’epoca moglie di Lang, che scrisse anche la sceneggiatura del film, considerato il precursore, nonché la principale fonte d’ispirazione del moderno cinema di fantascienza, a cominciare da “Blade Runner” di Ridley Scott; ancora Il pensionante e Fragile virtù di un giovanissimo Alfred Hitchcock, in cui sono già evidenti i meccanismi narrativi che caratterizzeranno l’opera del maestro del brivido; la trasposizione della tragedia diWilliam Shakespeare Romeo e Giulietta realizzata da Ugo Falena e  Il carretto fantasma di Victor Sjöström, pilastro del cinema svedese che ispirò, tra gli altri, Ingmar Bergman. Ed ancora Giglio infranto di David Wark Griffith adattamento del racconto The Chink and the Child, scritto da Thomas Burke.

Non mancano, infine, gli esponenti italiani delle correnti cinematografiche del periodo, tra cui spicca Giulio Antamoro con la prima trasposizione cinematografica del capolavoro di Carlo Collodi Pinocchio e Tigre reale di Giovanni Pastrone, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga.

In un’epoca in cui la comunicazione viaggia sui social media, attraverso gli schermi di cellulari e tablet, ed è caratterizzata dalla contaminazione tra linguaggi, la nostra associazione sceglie di tornare indietro nel tempo per raccontare come la letteratura abbia contaminato il nascente linguaggio del cinema all’inizio del Novecento: oggi, sono i prodotti audio-video che viaggiano sulle piattaforme streaming a cambiare le regole della narrazione, ma la magia del “raccontare storie”, al cinema – anche negli anni del cinema muto -, è iniziata così, traendo ispirazione dalla letteratura.

Ad introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Roberto Silvestri, Mariuccia Ciotta, Elisabetta Randaccio, i docenti dell’università di Padova Denis Brotto e Alessandro Faccioli e gli operatori culturali Alessandro Macis, Patrizia Masala, Lorella Costa, Bepi Vigna e Massimo Spiga.

Come di consueto, il 9 dicembre nella sala Castello dell’hotel Regina Margherita nell’omonima via al civico 42, si proporrà come evento speciale la sonorizzazione dal vivo di uno dei titoli più suggestivi proposti, La caduta della Casa Usher di Jean Epstein, con musiche originali di Silvia Belfiore al pianoforte e Andrea Morelli ai sassofoni e flauto a sottolineare con ancor maggior forza l’idea di contaminazione tra le arti che il progetto de La macchina cinema sostiene con la sua decennale attività.

L’ingresso a tutta la manifestazione è a titolo gratuito e non occorre la prenotazione.

PROGRAMMA

SABATO 11 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 18,00 – Auroradi Friedrich Wilhelm Murnau (1927, 90’)

Introduce Piero Spila

LUNEDI’ 13 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Pinocchio diGiulio Antamoro (1911, 42’)

Introduce Mariuccia Ciotta

H. 21,00 – Romeo e Giulietta di Ugo Falena (1912, 34’)

Introduce Roberto Silvestri

LUNEDI’ 20 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Fragile virtù di Alfred Hitchcock (1928, 89’)

Introduce Patrizia Masala

LUNEDI’ 27 NOVEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il carretto fantasma di V.R Sjöström (1921, 100’)

Introduce Lorella Costa

GIOVEDI’ 30 NOVEMBRE – TEATRO VIA FALZAREGO 35

H. 20,00 – Metropolis di Fritz Lang (1927, 87’)

Introduce Bepi Vigna

LUNEDI’ 4 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il castello di Vogelod di F. W. Murnau, 1921, 75’

Introduce Massimo Spiga

EVENTO SPECIALE

SABATO 9 DICEMBRE, H. 19,00 – SALA CASTELLO HOTEL REGINA MARGHERITA

Sonorizzazione dal vivo del film La caduta della casa Usher di Jean Epstein (1928, 63’)

Introduce alla visione Alessandro Macis

Musiche originali di e con Silvia Belfiore, pianoforte E Andrea Morelli, sassofoni e flauto

LUNEDI’ 11 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Giglio infranto di D.W. Griffith (1919, 90’)

Introduce Alessandro Macis

VENERDI’ 15 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Il pensionante di Alfred Hitchcock (1927, 90’)

Introduce Elisabetta Randaccio

LUNEDI’ 18 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Nosferatu il vampiro di F. W. Murnau (1922, 94’)

Introduce Denis Brotto

GIOVEDI’ 28 DICEMBRE – CENTRO CULTURALE HERMAEA

H. 20,00 – Tigre reale di Giovanni Pastrone (1916, 80’)

introduce Alessandro Faccioli




“Vestire il cinema”, la rassegna dell’Alambicco dal 10 novembre omaggia la Sartoria Tirelli

Da venerdì a Cagliari dodici appuntamenti per la rassegna cinematografica e la serata del Premio alla Carriera a un’eccellenza italiana che con i suoi costumi ha contribuito a fare la storia del cinema

CAGLIARI. L’omaggio alla Sartoria Tirelli rappresenta il tributo alla perizia artigianale di un’eccellenza italiana capace di contribuire in modo decisivo con i suoi costumi, alla realizzazione di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale. L’associazione L’Alambicco, con il sostegno della Regione Sardegna, intende valorizzare questo comparto dell’industria cinematografica spesso trascurato dal pubblico generalista: dal 10 novembre al 29 dicembre nella sala Stampace e nella Sala Villanova di viale Regina Margherita 44 a Cagliari (con ingresso dall’omonimo hotel), si terrà la rassegna cinematografica “Sartoria Tirelli. Vestire il cinema”, che accompagnerà gli appassionati per dodici appuntamenti, che includono il conferimento del premio alla carriera e il concerto del maestro Romeo Scaccia.

Insomma, uno sguardo per portare anche all’attenzione dei più giovani fruitori di cinema, una realtà fondata da Umberto Tirelli nel novembre del 1964, che è stata fondamentale per tratteggiare il carattere dei protagonisti e delle ambientazioni di storie indimenticabili, capaci di definire e ridefinire i canoni della settima arte grazie alle capacità delle maestranze coinvolte nella realizzazione degli abiti.

La rassegna sarà inaugurata venerdì 10 novembre, alle 17.30, nella Sala Stampace con la proiezione de “Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963), introdotto da Piero Spila. Per questo capolavoro Piero Tosi ha disegnato, tra gli altri, il celebre abito da ballo in organza avorio e seta verde chiarissimo indossato da Claudia Cardinale; deteriorato dall’inclemente trascorrere del tempo, l’abito è stato replicato con assoluta precisione grazie alle foto di scena. Con Morte a Venezia (1971) continua la collaborazione tra Luchino Visconti e Piero Tosi, che realizza i vestiti di Silvana Mangano e riceve una nomination per i Migliori Costumi al Premio Oscar. Altro appuntamento con Il Casanova (1976) di Federico Fellini: il regista e il costumista Danilo Donati reinterpretano il Settecento amplificando il gusto per l’esagerazione e per il grottesco dello stile Rococò. Le mode del tempo, già intrinsecamente eccessive, vengono enfatizzate e talvolta persino trasfigurate in funzione critica: il costume è fondamentale per la costruzione, anche in chiave psicologica, del personaggio di Casanova interpretato da Donald Sutherland.

Tra il 1982 e il 1983 Sergio Leone gira C’era una volta in America, affidandosi per i costumi a Gabriella Pescucci. L’ambientazione del film ha comportato per la costumista un grande lavoro di documentazione sulla moda americana dei primi anni ‘30, dissimile rispetto a quella europea; spicca, tra tutti, l’abito da sera in organza rosa indossato da Elisabeth Mc Govern.  È ancora Gabriella Pescucci la costumista del film Il nome della Rosa (1986) del regista Jean-Jacques Annaud; alla base della realizzazione dei costumi, c’è uno studio approfondito delle tinture vegetali e della lavorazione di pellami e tessuti, trattati così come in uso nella prima metà del 1300, epoca in cui è ambientata la trasposizione del romanzo di Umberto Eco. I costumi di Nuovomondo (2006) di Emanuele Crialese, sono curati da Mariano Tufano: il costumista ha svolto uno studio molto accurato nell’archivio del Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Roma, concentrandosi in particolare sulle forme e i disegni degli abiti popolari, ricavando dei cartamodelli molto precisi ricalcati su quelli di inizio Novecento. Il film ha ottenuto un David di Donatello per i Migliori Costumi; si distinguono, tra tutti, gli abiti indossati da Charlotte Gainsbourg.

La rassegna prosegue con Medea (1969): il regista Pier Paolo Pasolini si affida a Piero Tosi per la realizzazione dei costumi, tra cui spiccano gli abiti indossati da Maria Callas, interprete della protagonista: Tosi si ispira agli abiti dell’antica Grecia e compie un’accurata ricerca relativa alle differenze tra le varie etnie  della penisola, dalle fogge (la plissettatura in particolare) ai colori, fino ai tessuti utilizzati per conferire a Medea, regina della Colchide, l’aspetto misterioso e al contempo inquietante che si addice a questo potente e al contempo fragile personaggio femminile.

Con L’età dell’innocenza (1994) di Martin Scorsese, la costumista Gabriella Pescucci vince il Premio Oscar per i Migliori Costumi; impossibile non citare gli splendidi abiti da sera in raso di seta e organza indossati da Winona Ryder e Michelle Pfeiffer, filologicamente ispirati alla moda di fine ‘800.  I costumi disegnati dalla Pescucci strizzano l’occhio ai dipinti di Tissot, non a caso presenti nella scenografia del ballo a casa Beaufort. 

Hugo Cabret (2011), rappresenta l’omaggio di Martin Scorsese a Georges Méliès, l’inventore del cinema inteso come forma d’espressione artistica. Per i costumi, il regista si è affidato a Sandy Powell, che ha ottenuto una nomination al Premio Oscar: la Powell ha agito su un doppio binario, con i costumi degli anni ’30 del Novecento – per lo più abiti da lavoro o adatti alle incombenze quotidiane -, in cui è ambientato il filone narrativo principale del film, e la ricostruzione degli stravaganti costumi indossati da Méliès e dai suoi attori durante le riprese dei suoi film, tra fine ‘800 e primi del ‘900.

La rassegna continua con il film Magnifica presenza (2012) di Ferzan Özpetek, che registra il contributo del costumista sardo Alessandro Lai e con Il paziente inglese (1996) di Anthony Minghella, che  ottiene una candidatura agli Oscar per i Migliori Costumi disegnati da Ann Roth: la moda di fine anni ’30 e inizio anni ’40 viene celebrata dal magnifico guardaroba indossato da Kristin Scott Thomas, sia in occasione delle spedizioni nel deserto magrebino, che durante le eleganti serate di gala.

Ancora in rassegna troviamo il film La leggenda del pianista sull’Oceano (1998) di Giuseppe Tornatore, con i costumi di Maurizio Millenotti, vincitore di un David di Donatello; la trasposizione cinematografica del monologo “Novecento” di Alessandro Baricco è ambientata nel 1935 e ha dato modo a Millenotti di esplorare una grande varietà di abbigliamento, da adattare alle diverse classi sociali che viaggiano sul transatlantico che fa da sfondo alla vicenda narrata. La stoffa utilizzata per gli abiti è stata fatta tessere su espressa volontà di Umberto Tirelli nel 1986, all’indomani della ricca e importante Donazione Tirelli a Palazzo Pitti.

I costumi ispirati alla moda anni ’70 di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri, altro titolo in rassegna, sono particolarmente preziosi: il kimono, indossato da Florinda Bolkan e ispirato a un pezzo originale di Maria Monaci Gallenga databile tra gli anni 1910-30, è stato disegnato da Franco Carretti, dall’originale di Gallenga restaurato dalla Sartoria Tirelli.

Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola ha vinto un Premio Oscar, un Nastro d’argento e ha avuto una nomination al Premio Bafta per gli splendidi costumi disegnati da Milena Canonero: tra accuratezza filologica e rottura dei canoni tradizionali, il lavoro della Canonero ben interpreta l’eclettica trasposizione della vita della più famosa regina di Francia proposta dalla regista, con uno studio e una reinterpretazione della moda nella seconda metà del XVIII secolo alla corte di Luigi XVI.

Sono invece disegnati da Massimo Cantini Parrini i costumi del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (2015): fra i tanti abiti che contribuiscono a creare il mondo ispirato alla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile si distinguono quelli indossati dall’attrice Salma Hayek nel ruolo della Regina di Selvascura; Nastro d’Argento e David di Donatello per i Migliori Costumi, ovviamente realizzati dalla Sartoria Tirelli.

Chiamati a introdurre i film i critici cinematografici Piero Spila, Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, il docente di Storia dello spettacolo Giuseppe Mattia e gli operatori culturali Lorella Costa, Luigi Cabras, Patrizia Masala, Alessandro Macis, Stefania Costa, Bepi Vigna.

Il 17 dicembre presso la sala Castello, nell’ambito dell’evento speciale del conferimento del Premio alla Carriera, verrà proposto al pubblico, in presenza del regista Gianfranco Gigni, il documentario Sartoria Tirelli. Vestire il Cinema, a cui si ispira il titolo della rassegna cinematografica proposta dall’Alambicco. A ritirare il Premio sarà Dino Trappeti, direttore della Tirelli Trappetti – costumi dal 1964. A seguire il consueto concerto con le musiche arrangiate trascritte ed eseguite al pianoforte dal M° Romeo Scaccia accompagnate da una selezione dei film più significativi proposti in rassegna. Tra gli ospiti della serata Laura Nobile, coordinatrice generale della Tirelli Trappetti e la sorpresa di alcuni dei costumisti che fanno la storia di questa grande istituzione del mondo del cinema, del teatro e della lirica.

Il programma è consultabile e scaricabile sul sito www.associazioneculturalealambicco.org

Per info +39 3280615046 – +39 3280951378 – email [email protected]

Il programma

VENERDI’ 10 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Inaugurazione rassegna
H. 17.45 – Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963, 187’)
Introduce Piero Spila

MERCOLEDI’ 15 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970, 112’)
Introduce Roberto Silvestri
H. 20,00 – Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006, 125’)
Introduce Mariuccia Ciotta

SABATO 18 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17,30 – Il paziente inglese
di Anthony Minghella (1996, 161’)
Introduce Lorella Costa

MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – C’era una volta in America
di Sergio Leone (1984, 139’)
Introduce Bepi Vigna

SABATO 25 NOVEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Il nome della Rosa
di Jean-Jacques Annaud (1986, 126’)
H. 20,00 – Il racconto dei racconti
di Matteo Garrone (2015, 134’)
Introduce i film Lorella Costa

DOMENICA 3 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 17.30 – Medea di Pier Paolo Pasolini (1969, 110’)
Introduce Roberto Chiesi
H. 20,30 – Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011,126’)
Introduce Alessandro Macis

MERCOLEDI’ 6 DICEMBRE – SALA VILLANOVA
H. 20.00 – L’età dell’innocenza
di Martin Scorsese (1993,138’)
Introduce Gigi Cabras

VENERDI’ 8 DICEMBRE – SALA VILLANOVA
H. 17.30 – Il Casanova di Federico Fellini (1976, 155’)
Introduce Giuseppe Mattia

EVENTO SPECIALE
DOMENICA 17 DICEMBRE, ore 17.30
SALA CASTELLO HOTEL REGINA MARGHERITA
Proiezione del documentario
“Sartoria Tirelli. Vestire il cinema” di Gianfranco Giagni (2006, 54’)
Introducono il regista Gianfranco Giagni e il direttore artistico dell’Alambicco Alessandro Macis

Conferimento del Premio alla carriera alla TIRELLI TRAPPETTI – Costumi dal 1964
Il Premio verrà consegnato al direttore Dino Trappetti

Concerto Omaggio
di una selezione delle musiche e delle immagini dei film in rassegna
Arrangiamenti, trascrizioni ed esecuzione del
M° Romeo Scaccia al pianoforte

MERCOLEDI’ 20 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – Morte a Venezia
di Luchino Visconti (1971, 130’)
Introduce Elisabetta Randaccio

MERCOLEDI’ 27 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H. 20,00 – La leggenda del pianista sull’Oceano
di Giuseppe Tornatore (1998, 165’)
Introduce Stefania Costa

VENERDI’ 29 DICEMBRE – SALA STAMPACE
H.17.30 – Magnifica presenza
di Ferzan Özpetek (2012, 105’)
Introduce Alessandro Macis
H. 20.00 – Nuovomondo
di Emanuele Crialese (2006, 114’)
Introduce Patrizia Masala

Ingresso gratuito per tuta la manifestazione – Non occorre prenotazione.