Bonifacio Angius trionfa in Francia all’Annecy Cinéma Italien: a “I Giganti” il Premio Miglior Regia e Miglior film giuria giovani

Bonifacio Angius

Doppio successo in Francia per “I Giganti” di Bonifacio Angius, ancora una volta tra i grandi protagonisti dei festival cinematografici oltralpe. Stavolta il film del regista sassarese ha conquistato il premio per la Miglior Regia e il Miglior film giuria dei giovani al “Annecy cinéma italien”, l’evento che ogni anno, nella città di Annecy (capoluogo dell’Alta Savoia) premia le migliori opere cinematografiche italiane del momento.

Il regista, attore e sceneggiatore sardo, sabato è volato nella cittadina francese per ritirare il prestigioso riconoscimento, onorato delle numerose testimonianze di stima ricevute da pezzi da novanta del panorama cinematografico quali Toni Servillo e Fabrizio Ferracane. «È bello sentire che il pubblico riesce a riconoscersi nel mal di vivere che io ho voluto portare in scena – ha dichiarato Angius, dopo aver ricevuto una vera standing ovation – perché significa che quel male di vivere appartiene anche a loro”.

L’opera, di cui Angius è anche protagonista assieme a Stefano Deffenu, Riccardo Bombagi e, per la prima volta in un ruolo drammatico, i fratelli Michele e Stefano Manca, sembra penetrare le coscienze grazie alla sua volontà di illuminare i lati oscuri e malinconici dell’agire umano, immergendo lo spettatore tra suggestioni di rabbia e dolore, che fanno da contraltare a inaspettati sentimenti di tenerezza e fragilità.

Le scene sono girate principalmente all’interno della Casa Flores di Thiesi e in un vecchio casale di Campu Lazzari, nelle campagne di Siligo. Tra gli altri interpreti ci sono Francesca Niedda, Noemi Medas, Roberta Passaghe e Mila Angius, figlia di Bonifacio.

Intanto c’è grande attesa per l’arrivo del film nelle sale. Le anteprime sarde sono in calendario per lunedì 18 ottobre al Citiplex Moderno di Sassari, martedì 19 ottobre al Cinema Odissea di Cagliari e mercoledì 20 ottobre al Cinema Teatro Eliseo di Nuoro.




Emilio Lussu “homo civilis”: dal IV Seminario internazionale l’idea di un socialismo radicato su una profonda base etica

CAGLIARI. La figura poliedrica di Emilio Lussu sembra rifuggire tutte le definizioni, in particolar modo quelle più retoriche. Inquadrarlo semplicemente come politico, oppure scrittore, avvocato o giornalista, o sul piano politico, federalista e autonomista, risulterebbe insufficiente a tracciarne un profilo adeguato e a leggerne la complessità. L’indagine multidisciplinare messa in campo nel IV Seminario internazionale di studi, domenica nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, a Cagliari, ha evidenziato come questo straordinario personaggio abbia rappresentato essenzialmente un “unicum” nel panorama intellettuale sardo, italiano e internazionale.

L’incontro tra studiosi, scrittori e accademici, inserito tra gli appuntamenti più importanti della settima edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato dall’associazione L’Alambicco, ha messo a fuoco in particolar modo l’essere socialista spontaneo di un uomo che, come ha affermato Gian Giacomo Ortu, coordinatore del convegno, era profondamente affascinato dalla figura di Pietro Nenni, il cui legame lo avrebbe portato nel 1949 a cercare di portare il Partito d’Azione dentro il Partico Socialista.

Gian Giacomo Ortu

Tra le espressioni emerse con maggior forza c’è quella di Homo Civilis data da Italo Birocchi dell’Università di Roma, cioè di colui che vive la politica con la pienezza della sua umanità e del suo senso di civiltà, con un’idea di socialismo improntato su una profonda base etica, radicata in valori che vanno al di là degli stessi valori politici.

Ad analizzare il concetto di “Nazione fallita” in rapporto a quello di “Nazione abortiva” di Camillo Bellieni è stato Federico Francioni, che ha rievocato l’acceso dibattito sul concetto di Nazione nel primo dopoguerra, mentre alcune riflessioni sui percorsi di lettura di Lussu sono state presentate da Giovanna Granata dell’Università di Cagliari, che ne ha tratteggiato l’impegno nella lotta antifascista.

Luisa Maria Plaisant ha lanciato uno sguardo sulla spaccatura con il Psd’az, sui contrasti con La Malfa e sulla visione di un socialismo capace di conciliare in sé la democrazia con la libertà. Un interessante approfondimento su Emilio e Joyce nel mondo lusofono è poi arrivato da Luísa Marinho Antunes dell’Università di Madeira, mentre Alberto Cabboi, direttore del Museo storico “Emilio e Joyce Lussu” di Armungia, ha ripercorso il legame tra lo scrittore sardo e il giornalista sudtirolese Claus Gatterer, che tra il ’68 e il ’71 ne aveva tradotto le opere principali in tedesco.

Sono emersi inoltre singolari aspetti sulla lingua e lo stile, che molto dicono sulla concezione che Lussu aveva della parola e della comunicazione. Al proposito è intervenuta Daniela Marcheschi del CLEPUL di Lisbona, che in serata ha presentato l’atteso volume da lei curato, “Per rileggere Emilio Lussu” (Libreria Ticinum Editore, 2021), realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna per divulgare gli atti del primo e del secondo Seminario internazionale di Studi, svolti a Cagliari nel 2018 e ad Armungia nel 2019. Alla presentazione sono intervenuti anche Gian Giacomo Ortu, Alberto Cabboi, Daniela Matronola, Guido Conti, Luisa Marinho Antunes, Alessandro Macis, Elisabetta Balduzzi.

La serata è proseguita con la presentazione del libro “Il mio amico” (Manni, 2020) di Daniela Matronola che ne ha approfondito i contenuti in compagnia di Caterina Arcangelo, e in conclusione con l’applauditissimo omaggio a Claudio Lolli “Dal Viaggio in Italia Ferite&feritoie” proposto da Paolo Capodacqua. Sono intervenuti Marina Stefani, Federico Lolli e Tommaso Lolli, membri del Comitato promotore “Fondazione Claudio Lolli”, partner del Festival Lussu.

Daniela Marcheschi

IL PROGRAMMA DI DOMANI (martedì 5 ottobre)

Alle 10 si parte per un viaggio antropologico ideale, alla ricerca delle origini del gioiello della dieta sardo mediterranea: Veronica Matta presenta il volume “Panada on the road” (Ed. Sa Mata. L’albero delle idee, 2019) assieme a Gianni Filippini, Pinhás Ben Abrahamle, Padre Miquel Mascaro’, Don Francisco Juan Salleras, Padre Mario Alonso Aguado.

Alle 17 si terrà la “Festa della Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis”, accogliendo come ospite Vito Minoia, presidente del coordinamento nazionale “Teatro in carcere”, che dialogherà con Gianni Mascia. Quindi Walter Falgio, Anna Cristina Serra, Gianni Mascia ricorderanno la figura di Benvenuto Lobina attraverso la presentazione del suo“Po cantu Biddanoa” (Illisso, 2004). Chiusura di serata con Poetry Blues and roll, una narrazione poetica che si nutre delle suggestioni del blues e del rock, a cura di Gianni Mascia, Paolo Demontis e Salvatore Amara. L’ingresso è libero e gratuito ma occorre essere muniti di green pass.

La manifestazione èorganizzata con il patrocinio della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni.




Cagliari, Premio Lussu a Edith Bruck e Menzione speciale giovani a Ilenia Zedda

Ilenia Zedda, Menzione speciale Premio giovani

CAGLIARI. “Quando ho saputo di aver vinto il Premio Lussu quasi non ci credevo, e ho ricordato ogni minuto vissuto a casa sua. Sono davvero molto felice, mi dispiace solo di non essere proprio lì con voi”. Bloccata a casa per motivi di salute, la scrittrice Edith Bruck in collegamento video con la Sala Castello dell’hotel Regina Margherita, ha salutato con parole commosse il pubblico della VII edizione del festival Premio Emilio Lussu, che sabato 2 ottobre, le è stato conferito dalla giuria internazionale presieduta da Guido Conti e composta da Miruna Bulumete, Manuela Ennas, Bruno Quaranta, Raniero Speelman. Un riconoscimento avvenuto all’unanimità per i contenuti del libro “Il pane perduto” edito da La nave di Teseo.

MOTIVAZIONI.

Nelle motivazioni della commissione, il romanzo rappresenta “una grande sintesi narrativa del mondo di questa scrittrice, che ha sputo raccontare, attraverso gli occhi di una tredicenne, la gioia dell’infanzia, l’orrore e il dolore della guerra nei campi di sterminio di Auschwitz, il ritorno a casa, e la ricostruzione di una intera esistenza, con un capitolo finale, quello della lettera a Dio, che impone al lettore infinite domande sul nostro essere qui, nel mondo, sul male e il silenzio di Dio. Edith Bruck ha testimoniato nella sua lunga carriera, e continua a testimoniare con questo romanzo, il valore della letteratura che non è solo romanzo, ma impegno etico e civile, memoria personale e collettiva di un periodo della nostra storia che non si deve dimenticare, soprattutto per le future generazioni. Il romanzo è perfettamente in linea con i valori etici dello scrittore Emilio Lussu e della sua letteratura”.

Il volume ha ricevuto numerosi giudizi positivi anche nei gruppi di lettura che lavorano in collaborazione con il premio, con le redazioni dei lettori della rivista FuoriAsse”e del Cisle di Torino e del Cisesg – Centro Studi Sirio Giannini di Seravezza, in provincia di Lucca.

Edith Bruck con Guido Conti

A ritirare la Menzione speciale Premio giovani per la Narrativa edita, visibilmente emozionata, è stata invece la scrittrice sassarese originaria di Pozzomaggiore, Ilenia Zedda, per il romanzo d’esordio “Nàccheras”, edito da DeA Planeta Libri, 2020. Un romanzo nato dall’incontro con Chiara Vigo, che come ha dichiarato l’autrice le “ha completamente sconvolto l’esistenza adolescenziale, parlando di amore universale e particolare. Il suo romanzo – è stato detto – pone domande sulle storie e i racconti di un certo modo di fare narrativa delle nuove generazioni di trentenni, più volta verso il passato che sul presente, e che rappresenta una costante al di là delle mode editoriali e del gusto dei lettori.

Primo classificato per la “Narrativa edita a fumetti” è stato il fumettista genovese Andrea Ferraris, per la graphic novel “Una zanzara nell’orecchio. Storia di Sarvarì” Einaudi 2021, che ha ricevuto il premio dalla giuria internazionale composta da presieduta da Àngel De La Calle e composta da Mario Greco, Sandro Dessì e Massimo Spiga, “per aver illustrato con tratto delicato, efficace e coinvolgente, una storia di paternità, senza scadere nel retorico, ma restituendola con una piena carica emozionale ed espressiva. Per l’originalità stilistica del disegno, godibile a più livelli di lettura, arricchita dalla capacità di aver saputo fondere tradizioni figurative e codici narrativi, Ferraris ha anche reso omaggio a grandi interpreti e personaggi del mondo del fumetto, da Miyazaki a Calvin & Hobbes di Bill Watterson”.

La serata, introdotta dal direttore artistico del festival, Alessandro Macis, ha preso il via con l’omaggio al grande Leonardo Sciascia per i cento anni dalla nascita, in un confronto tra Matteo Collura, Daniela Marcheschi e Mario Patané, che di questo straordinario protagonista della letteratura del Novecento, “socialista senza partito e cristiano senza chiesa”, hanno in particolare modo evidenziato l’attività di scrittura come azione morale.

PROGRAMMA DI DOMANI (lunedì 4 ottobre).

Nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, la giornata prende il via alle 10 con l’omaggio a Gianni Rodari, un incontro rivolto alle scuole. A illustrare l’opera e leggere alcuni brani di Rodari saranno Daniela Marcheschi, Roberto Randaccio, Guido Conti. Quindi Paolo Capodacqua si esibirà nel recital-omaggio a Gianni Rodari “La bella luna a dondolo”.

Alle 17 sarà presentato il libro “Le malizie delle donne” (Marietti 1820, 2021) di Luisa Marínho Antunes che si confronterà con Elisabetta Balduzzi e Daniela Marcheschi. A causa di gravi motivi familiari non potrà essere presente a Cagliari Violante Matos Saramago, figlia del grande autore portoghese José Saramago, che tuttavia, alle 17.45, interverrà in collegamento video in diretta con il pubblico sardo. Assieme a Daniela Marcheschi e Guido Conti, Violante converserà su Cecità, nota pubblicazione del padre edita da Einaudi. In chiusura sarà presentata la rivista letteraria e artistica FuoriAsse (Cooperativa Letteraria, 2021), con l’intervento della direttrice Caterina Arcangelo, in compagnia di Mario Greco, Daniela Marcheschi, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis, Elisabetta Randaccio e Patrizia Masala. L’ingresso è libero e gratuito ma occorre essere muniti di green pass.

La manifestazione èorganizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni.

Andrea Ferraris ritira il premio per il Fumetto



Giornalismo e letteratura: due mondi complementari

Bruno Gambarotta (al centro) con Bruno Quaranta e Guido Conti

CAGLIARI. Il giornalista informa, lo scrittore deforma. Il rapporto tra cronaca e letteratura è antichissimo ma resiste nel tempo. Sono due mondi diversi che spesso s’incontrano e in alcuni casi si confrontano, come è avvenuto ieri (1 ottobre) in apertura della settima edizione del Festival Premio Emilio Lussu, che nella serata presentata da Guido Conti e Bruno Quaranta ha posto sul piatto della bilancia i tanti aspetti di interazione e complementarietà attraverso le testimonianze di quattro prolifici autori come Valerio Varesi, Bruno Gambarotta, Francesco Abate e Giacomo Mameli.

E se apparentemente il giornalismo può sembrare la chiave più immediata per raccontare la realtà, capita talvolta che l’onere della prova ne limiti la sfera d’azione. Come ha affermato Valerio Varesi durante la presentazione di “Reo confesso. Un’indagine del commissario Soneri” (Mondadori, 2021), il giallo deve avere una capacità eversiva, rivoluzionaria, essere in grado di svelare qualcosa che è impossibile a giornalisti e magistrati. Attraverso lo strumento della metafora, il narratore può infatti portare il lettore a una conoscenza più approfondita di alcuni fatti di cronaca, aderendo a quel principio di cui parlava Pasolini: mentre il giornalista non può dimostrarla, il narratore può mostrarla.

Il romanzo può anche essere occasione per svelare un passato inedito e sorprendente, quale la riscoperta di una Cagliari del primo Novecento spogliata dagli stereotipi su una Sardegna arretrata, come hanno evidenziato le ricerche d’archivio di Francesco Abate nella stesura de “I delitti della salina” (Einaudi, 2020), mentre Giacomo Mameli con il suo “Hotel Nord America” ha aperto un focus sulla modernizzazione e sulla storia più recente dell’isola, mostrando curiosamente alcuni aspetti della saggezza popolare di una piccola società contadina, capace talvolta di misurarsi, a suo modo, con l’economia circolare Keynesiana.

Tra le altre tematiche affrontate c’è la crisi della critica letteraria. Durante la presentazione de “La confraternita dell’asino” (Manni, 2020), Bruno Gambarotta ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali che vanno dalla crisi del giornalismo fino al gran numero di pubblicazioni e la fortissima competizione nella ricerca di visibilità. Infine l’omaggio al grande scrittore Georges Simenon, attraverso l’“Intervista impossibile”, ma certamente autentica, realizzata da Gambarotta a un Simenon interpretato da Alessandro Macis.

Già in mattinata il festival è entrato nel vivo con il reading poetico “I volti di Cristo”, in cui Gianni Mascia assieme a Mauro Dedoni, ha coinvolto diverse scolaresche in un incontro con la Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis.

PROGRAMMA DI OGGI

Stasera (sabato 2 ottobre) a partire dalle 16.30 nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita è in calendario l’omaggio a un altro grande scrittore, Leonardo Sciascia, in occasione del centenario della nascita, mentre alle 18.30 si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Lussu 2021.

PROGRAMMA DI DOMANI

Domani (domenica 3 ottobre), sempre nella Sala Castello la giornata sarà dedicata alla figura di Emilio Lussu tra politica, storia e diritto, all’interno del IV Seminario Internazionale di Studi che, a partire dalle 9 del mattino, vedrà intervenire Gian Giacomo Ortu (coordinare del convegno), Giovanna Granata, Italo Birocchi, Federico Francioni, Luisa Maria Plaisant, Daniela Marcheschi, Luisa Marínho Antunes e Alberto Cabboi.

Nel pomeriggio, alle 17 sarà presentato il libro “Per rileggere Emilio Lussu” a cura di Daniela Marcheschi (Libreria Ticinum Editore, 2021). Il volume è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna e contiene gli atti dei seminari internazionali di Studi su Emilio Lussu svolti a Cagliari nel 2018 e ad Armungia nel 2019. Interverranno Daniela Marcheschi, Gian Giacomo Ortu, Alberto Cabboi, Daniela Matronola, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis ed Elisabetta Balduzzi.

Subito dopo sarà presentato il libro “Il mio amico” (Manni, 2020) di Daniela Matronola che dialogherà con Caterina Arcangelo. Dalle 18.45 la serata prosegue con l’omaggio a Claudio Lolli “Dal Viaggio in Italia di Claudio Lolli a Ferite&feritoie” a cura di Paolo Capodacqua. Partecipano Marina Stefani, Federico Lolli, Tommaso Lolli, membri del Comitato promotore “Fondazione Claudio Lolli”, partner del Festival Lussu. L’ingresso è libero e gratuito, consentito ai partecipanti fino ad esaurimento posti solo se muniti di green pass.

Gianni Mascia incontra gli studenti



Festival Premio Emilio Lussu, a Cagliari sei giornate di appuntamenti per la VII edizione

CAGLIARI. Ben sei giornate dedicate a incontri con gli autori, a reading letterari, laboratori di scrittura e di promozione della lettura, il coinvolgimento delle scuole e approfondimenti sulla vita e le opere di personaggi straordinari come Leonardo Sciascia, Gianni Rodari e José Saramago, per il quale sarà presente la figlia Violante Matos. E quindi l’attesa cerimonia di premiazione dei vincitori e il riconoscimento alla carriera al fumettista e vignettista Sergio Staino. Tutto questo e tanto altro alla settima edizione del Festival Premio Emilio Lussu, che dall’1 al 6 ottobre proporrà tra gli spazi l’Espace Peacock e la Sala Castello Hotel Regina Margherita un calendario fittissimo di appuntamenti, all’insegna della riscoperta del grande intellettuale sardo, uomo d’azione e di cultura, politico e icona emblematica dell’antifascismo.

La manifestazione èorganizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni.

Il programma è stato presentato oggi a Cagliari alla presenza del direttore artistico del festival Alessandro Macis, del direttore artistico della Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis Gianni Mascia, e della responsabile della direzione organizzativa Patrizia Masala. È inoltre intervenuto Andrea Frailis, che ha portato i saluti della Camera dei Deputati.

PROGRAMMA. La manifestazione prende il via venerdì alle 11 all’Espace Peacock – Events & Meetings di via Campidano 24/A, con l’incontro tra gli studenti e la Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis e il reading poetico “I volti di Cristo” a cura di Gianni Mascia e Mauro Dedoni.

Alle 16.30 si va alla scoperta de “I giornalisti narratori”, accogliendo gli autori di alcuni successi editoriali del momento che si confronteranno con lo scrittore Guido Conti e il giornalista critico letterario Bruno Quaranta. Saranno presentati nell’ordine: “Reo confesso. Un’indagine del commissario Soneri” di Valerio Varesi (Mondadori, 2021); “La confraternita dell’asino” di Bruno Gambarotta (Manni, 2020); “I delitti della salina” di Francesco Abate (Einaudi, 2020); “Hotel Nord America” di Giacomo Mameli (Il Maestrale, 2020). Alle 19.30 Bruno Gambarotta propone il reading “Georges Simenon: Intervista impossibile”, in cui Alessandro Macis interpreta il ruolo dell’intervistato non comune.

Sabato 2 ottobre l’evento si trasferisce nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, dove alle 10.30 Guido Conti condurrà il “Laboratorio Leggere per imparare a scrivere” rivolto a insegnanti e studenti delle Scuole medie e superiori.

Alle 16.30 Matteo Collura, Daniela Marcheschi, Mario Patané porgeranno uno speciale omaggio al grande scrittore Leonardo Sciascia in occasione del centenario della nascita. L’attesissima cerimonia di proclamazione dei vincitori del Premio Lussu si terrà alle 18.30. Sono due le sezioni in concorso: La “Narrativa edita”, con una giuria internazionale presieduta da Guido Conti e composta da Bruno Quaranta, Miruna Bulumete, Raniero Speelman, Manuela Ennas; la “Narrativa a fumetti edita”, con una giuria internazionale presieduta da Ángel De La Calle e composta da Mario Greco, Sandro Dessì, Massimo Spiga.

Domenica 3 ottobre, sempre nella Sala Castello la giornata sarà dedicata alla figura di Emilio Lussu tra politica, storia e diritto, all’interno del IV Seminario Internazionale di Studi che, a partire dalle 9 del mattino, vedrà intervenire Gian Giacomo Ortu (coordinare del convegno), Giovanna Granata, Italo Birocchi, Federico Francioni, Luisa Maria Plaisant, Daniela Marcheschi, Luisa Marínho Antunes e Alberto Cabboi.

Nel pomeriggio, alle 17 sarà presentato il libro “Per rileggere Emilio Lussu” a cura di Daniela Marcheschi (Libreria Ticinum Editore, 2021). Il volume è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna e contiene gli atti dei seminari internazionali di Studi su Emilio Lussu svolti a Cagliari nel 2018 e ad Armungia nel 2019. Interverranno Daniela Marcheschi, Gian Giacomo Ortu, Alberto Cabboi, Daniela Matronola, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis ed Elisabetta Balduzzi.

Subito dopo sarà presentato il libro “Il mio amico” (Manni, 2020) di Daniela Matronola che dialogherà con Caterina Arcangelo. Dalle 18.45 la serata prosegue con l’omaggio a Claudio Lolli “Dal Viaggio in Italia di Claudio Lolli a Ferite&feritoie” a cura di Paolo Capodacqua. Partecipano Marina Stefani, Federico Lolli, Tommaso Lolli, membri del Comitato promotore “Fondazione Claudio Lolli”, partner del Festival Lussu.

Lunedì 4 ottobre la mattinata si apre alle 10 con l’omaggio a Gianni Rodari, un incontro rivolto alle scuole. A illustrare l’opera e leggere alcuni brani di Rodari saranno Daniela Marcheschi, Roberto Randaccio, Guido Conti. Paolo Capodacqua si esibirà nel recital-omaggio a Gianni Rodari “La bella luna a dondolo”.

Alle 17 sarà presentato il libro “Le malizie delle donne” (Marietti 1820, 2021) di Luisa Marínho Antunes che si confronterà con Elisabetta Balduzzi e Daniela Marcheschi. Alle 17.45 una presenza molto attesa, quella di Violante Matos Saramago, figlia del grande autore portoghese José Saramago. Assieme a Daniela Marcheschi e Guido Conti, Violante converserà su Cecità, nota pubblicazione del padre edita da Einaudi. In chiusura sarà presentata la rivista letteraria e artistica FuoriAsse (Cooperativa Letteraria, 2021), con l’intervento della direttrice Caterina Arcangelo, in compagnia di Mario Greco, Daniela Marcheschi, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis, Elisabetta Randaccio e Patrizia Masala.

Martedì 5 ottobre alle 10 si parte per un viaggio antropologico ideale, alla ricerca delle origini del gioiello della dieta sardo mediterranea: Veronica Matta presenta il volume “Panada on the road” (Ed. Sa Mata. L’albero delle idee, 2019) assieme a Gianni Filippini, Pinhás Ben Abrahamle, Padre Miquel Mascaro’, Don Francisco Juan Salleras, Padre Mario Alonso Aguado.

Alle 17 si terrà la “Festa della Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis”, accogliendo come ospite Vito Minoia, presidente del coordinamento nazionale “Teatro in carcere”, che dialogherà con Gianni Mascia. Quindi Walter Falgio, Anna Cristina Serra, Gianni Mascia ricorderanno la figura di Benvenuto Lobina attraverso la presentazione del suo“Po cantu Biddanoa” (Illisso, 2004). Chiusura di serata con Poetry Blues and roll, una narrazione poetica che si nutre delle suggestioni del blues e del rock, a cura di Gianni Mascia, Paolo Demontis e Salvatore Amara.

La manifestazione si conclude mercoledì 6 ottobre con un appuntamento tutto pomeridiano dedicato alla letteratura in Sardegna. Alle 16.30 Giovanni Follesa e Rossana Copez presentano il libro “Cent’anni fa arrivò Lawrence” (Il Maestrale, 2021), assieme a Paolo Lusci. Alle 17.15 Angelica Grivel Serra propone “L’estate della mia rivoluzione” in compagnia di Manuela Ennas e, alle 18.30, Tonino Cau illustra la sua ultima fatica poetica “Berlinguer. Un’Omine una vida” intervistato da Salvatore Taras, con la partecipazione straordinaria dei Tenores di Neoneli. In conclusione di serata sarà conferito il Premio Lussu alla Carriera al fumettista, vignettista e regista italiano Sergio Staino. Nel rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, l’ingresso libero e gratuito è consentito ai partecipanti fino ad esaurimento posti e solo se muniti di green pass.




ADEI e AES, dal Forum di Alghero la forza di fare rete

ALGHERO. L’Editoria a carattere locale come voce indipendente e anima libera dei territori, produttrice di cultura e bibliodiversità e alternativa alla rincorsa smodata verso il mercato. La seconda edizione del Forum nazionale sull’editoria regionale “Tutti i libri del mondo”, promosso da ADEI e organizzato congiuntamente all’Associazione Editori Sardi negli spazi dell’Ex Mercato civico di Alghero (all’interno del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”), ha messo in luce i propositi e gli obiettivi di un’editoria indipendente sempre più consapevole del proprio ruolo, motivata a fare rete e a darsi una forte rappresentatività nel confronto con le istituzioni. Il tutto in un ampio dibattito tra le numerose associazioni regionali e nel dialogo con le organizzazioni di altre aree del Mediterraneo, nello specifico catalane, galiziane e valenciane.

Già in apertura, il sindaco di Alghero Mario Conoci ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dagli editori indipendenti nel preservare l’identità storica e culturale dei luoghi in cui rispettivamente operano. Idea fortemente condivisa dal portavoce del ministro della Cultura, Gianluca Lioni, che in collegamento da Roma ha ribadito come le piccole case editrici siano garanzia di pluralismo, e ha parlato della preparazione di una legge a sostegno dell’intera filiera del libro, in assimilazione al mondo del cinema e allo spettacolo.

A introdurre le particolarità e le criticità del settore è stata Simonetta Castia, presidente dell’Associazione Editori Sardi, illustrando la vocazione di proposta, di ricerca e di scouting dell’editoria del territorio: “Una piccola editoria a dimensione spesso locale che, per sovvertire le leggi dei grandi numeri e i fortissimi squilibri numerici del mercato e delle singole regioni – ha affermato Castia – deve operare in sinergia con tutti gli attori della filiera e il sistema territoriale delle infrastrutture culturali, affinché le comunità recuperino l’amore per la lettura passando per le scuole, le biblioteche e le librerie.Da questo punto di vista sarà cruciale l’approvazione di una norma nazionale a favore della totalità delle realtà editoriali”.

Il compito delicato di tessere le trame della rete fra editori è proprio di ADEI, l’Associazione degli editori indipendenti che, come ha affermato il presidente Marco Zapparoli, rappresenta ben 240 soci per un fatturato del 47.6 per cento rispetto al totale.

Tra gli aderenti ad ADEI, le testimonianze delle varie esperienze regionali sono arrivate da Giovanni Chiriatti, dell’Associazione Pugliese editori, nata nel 2010, con 24 soci all’attivo; Alberto D’Angelo, della Rete Campania ADEI; da Chiara Finesso, degli Editori Veneti. Poi Salvatore Granata, dell’Associazione Siciliana Editori; e infine Mauro Garbuglia, dell’Associazione Editori Marchigiani.

Tutti hanno concordato sull’esigenza di fare rete per una più efficace comunicazione e visibilità, e quindi per consolidare una rappresentanza di peso nel rapporto le istituzioni. Forte è l’esigenza di una programmazione sistematica degli eventi di promozione, e di una legge nazionale di tutela del comparto.

L’iniziativa è stata occasione di confronto con gli editori omologhi provenienti dalla sponda opposta del Mediterraneo. Nella mattinata le testimonianze di Silvia Bello Campos dell’Asociación Galega de Editoras e Marian Val dell’Associació d’Editorials del País Valencià, che hanno descritto gli ambiziosi e concreti programmi di iniziative culturali e di internazionalizzazione, con rimandi alla favorevole situazione legislativa e di contesto delle proprie regioni.

Henrique Alvarellos Casas dell’Asociación Galega de Editoras, ha evidenziato il contesto di sofferenza sorto già prima dalla crisi del 2008 e quindi dopo la pandemia, e richiamato alla necessità di presentare la lettura come una sorta di pillola di salute, nella quale in tanti hanno trovato conforto durante il lockdown. È un momento di grande fermento per l’Asociación, che nel 2023 festeggerà i cento anni dall’inizio dell’editoria galiziana, dopo che, nel 2022, la Spagna sarà paese ospite alla fiera di Francoforte.

La presidente dell’Associació d’Editorials del País Valencià, Àfrica Ramirez Olmos, ha sottolineato l’importanza e l’efficacia avuta dall’internazionalizzazione per la crescita del mercato di riferimento, attestato su un più 10-15 per cento di fatturato. Anche in Valencia è fondamentale la necessità di fare rete, in quanto le case editrici sono piccole e mostrano un riflesso economico della propria società.

A porre l’accento sull’espressione plurilinguistica che caratterizza la storia del mondo editoriale catalano, dove da sempre è in uso la pubblicazione nelle lingue minoritarie, è stato Gustau Navarro della Generalitat de Catalunya – sede di Alghero. Basti pensare che solo nel 2020 in Catalogna sono stati editati 30mila titoli diversi, dei quali circa 10mila erano appunto in catalano, evidenziando un rapporto profondo tra il libro e la cultura identitaria.

Di grande interesse è stata anche la presenza di Marco Pautasso, vicedirettore del Salone del libro Torino, che nella sessione coordinata dalla vicepresidente ADEI, Isabella Ferretti, ha ricordato come grazie al sostegno del territorio e al supporto dei piccoli editori indipendenti, la grande kermesse torinese sia stata salvata dal tentativo perpetrato dai grandi gruppi che cercarono di portarla a Milano.

Anche l’intervento di Cleophas Adrien Dioma, presidente dell’associazione “Le Réseau” ha evidenziato come lo strumento associativo sia stato fondamentale per la creazione di una piattaforma di confronto con le istituzioni e il mondo culturale della città di Parma, da cui è scaturito poi il Festival Ottobre Africano di cui è direttore artistico.

Nel corso della serata Isabella Ferretti ha portato l’esempio del Book Pride per la tematica dedicata alle “Fiere ed editoria indipendente”, Della Passarelli ha illustrato l’esempio e l’esperienza della casa editrice Sinnos e di Ibby Italia, e Ariase Barretta dell’Università Complutense di Madrid ha richiamato l’attenzione sulla necessità di dare spazio alla controcultura nell’editoria italiana.

Il vicepresidente dell’Associazione Librai Italiani, Aldo Addis, ha rimarcato che l’arma vincente per superare le criticità sia quella di fare rete tra le diverse anime del comparto, uscendo dalle diffidenze reciproche. L’esempio lampante è stato quello dell’appoggio tra editori e librai sardi nel cercare di superare insieme le carenze normative di alcuni interventi straordinari del Governo, pure salutato come un grande traguardo per il riconoscimento del libro quale bene essenziale.

In chiusura dei lavori, Marco Zapparoli ha individuato nel Forum di Alghero “un momento di forte aggregazione, foriero di proposte e suggerimenti che possono portare grandi sviluppi se l’entusiasmo e la passione, unite alla competenza, proseguiranno con la stessa intensità. L’auspicio – ha proseguito il presidente ADEI – è quello di mettere a fattor comune qualità, originalità, soprattutto ricerca. Perché l’editoria indipendente è caratterizzata da una propensione alla ricerca, che a lungo termine premia. Infine – ha concluso – non bisogna aver paura se necessario, a ‘battere i pugni’ sui tavoli di comando: laddove c’è una rete, si genera una eco sempre più grande, cui alla fine le istituzioni daranno ascolto”.




Alghero, alla scoperta del pane antico tra cultura, salute ed economia

ALGHERO. Il pane come elemento paradigmatico per riscoprire quei valori che con il tempo sono stati accantonati alla ricerca spasmodica del progresso, in un mondo che cambia sempre più rapidamente e con esso le abitudini culturali e alimentari. La tavola rotonda “Pan Mediterraneo. Economia, sostenibilità, cultura”, presentata giovedì scorso all’Ex Mercato Civico di Alghero dall’AES, nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, grazie all’intervento di numerosi esperti ha permesso di riscoprire quelle produzioni dotate di particolari caratteristiche a livello nutrizionale, salutistico e culturale. Produzioni che possono rappresentare un motivo di crescita economica con una ripercussione positiva sui territori.

L’incontro, introdotto dalla presidente AES Simonetta Castia e moderato da Marco Zapparoli, editore di Marcos&Marcos in rappresentanza di Letteratura Rinnovabile, ha preso il via con l’analisi di quattro concetti paradigmatici come “valore, scambio, terra e mappa”.

Nel primo intervento di Massimiliano Lepratti, coordinatore e ricercatore nel campo della transizione ecologica dell’economia per l’Associazione Economia e sostenibilità, è emerso il significato di valore comeatto di trasformazione di ciò che offre la natura. È sostanzialmente il valore del lavoro, che trova nello scambio reciproco il senso più immediato della costruzione di rapporti economi, creando relazioni utili a rispondere a determinati bisogni individuali e sociali.

Andrea Calori, esperto in politiche territoriali, di sviluppo locale e di cicli alimentari sostenibili per Esta, ha messo in evidenza come la produzione di valore rappresenti sempre più il distacco dalla natura e dalla terra, e come sia sempre più connessa a elementi immateriali. Di rimando, il mondo rurale è stato sempre più accostato ad antitesi del progresso. Per ripensare i valori di questo rapporto, il pane può essere un ottimo punto di partenza al fine di ribaltare le regole sociali e costruire nuove relazioni tra economia ed ecologia.

Ma se l’essere umano è sempre più inserito al di fuori dal mondo naturale, è anche vero che il nostro cervello è progettato per vivere in quel contesto. Pier Andrea Serra, prorettore dell’Uniss, medico, farmacologo, tossicologo e coordinatore del corso di Studi in Scienze dell’alimentazione, ha spostato l’attenzione sugli aspetti biologici che caratterizzano il rapporto dell’uomo con il cibo. Un rapporto sempre più esposto all’elemento velocità, mentre occorrerebbe riscoprire e promuovere il valore della lentezza. Così come lenta è la lievitazione del pane fermentato con pasta madre.

Un pane che ha anche un forte valore culturale e antropologico. Alessandra Guigoni, dottore di ricerca specializzata in storia e cultura del cibo, in collegamento video ha ripercorso la storia del rapporto dell’uomo con questo alimento fondamentale, sperimentato in forme primordiali ben prima della scoperta dell’agricoltura. Per quanto riguarda i lieviti, fino a circa un secolo fa erano tramandati attraverso pratiche empiriche, con un’attribuzione di valore quasi sacro se non magico. Solo nell’ottocento gli scienziati hanno iniziato a capire gli effetti di questi microrganismi, facendo perdere un po’ di sacralità alle fasi di produzione di questo alimento. Bisogna quindi tornare alla centralità del pane perché è simbolo d’identità e coesione sociale.

A illustrare le varie declinazioni salutistiche e nutrizionali dei prodotti a lievito madre, è stato l’intervento conclusivo di Giovanni Antonio Farris, già ordinario di Microbiologia Agroalimentare dell’Università di Sassari e autore di numerosi libri a tema. Non è una moda, ha spiegato l’accademico, ma una necessità.

La fermentazione acida rende il pane molto più nutriente e fa bene alla salute: un insieme di microrganismi, tra lieviti e batteri, concorre a trasformare le grosse molecole e le proteine presenti all’interno della farina, rendendole più digeribili. Tra queste c’è anche il glutine, alla base delle problematiche legate alla celiachia.

Sotto l’aspetto economico, l’utilizzo di semole di grano duro incentiverebbe la coltivazione di questo cereale, che in Sardegna ha visto un calo dai 100mila ettari di fine anni Novanta agli attuali 25mila. Ma il pane a lievito madre è soprattutto buono. Per scoprirne le caratteristiche di fragranza, aroma e consistenza, a fine serata è stata offerta una minidegustazione a cura del panificio Cherchi, affiancata all’assaggio di un altro ottimo prodotto doc del territorio come l’olio. Lo stesso panificio ha presentato un’esposizione di pani tipici di Alghero.

L’iniziativa, realizzata a cura di ESTA, Letteratura Rinnovabile e AES è inserita nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




Martedì a Sassari è il momento di “CUORE”: un evento dedicato al decadimento cognitivo

Pina Ballore e Roberto Manca

SASSARI. Martedì 21 settembre, alle 21 negli spazi dell’Auditorium provinciale di via Monte Grappa 2, a Sassari, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna AMAS e l’Associazione culturale Music & Movie presentano “CUORE – il decadimento cognitivo nel territorio”, un evento che metterà a confronto numerosi medici specializzati in questo particolare tipo di patologia spesso sconosciuto e sottovalutato.

“Il decadimento cognitivo è una condizione clinica caratterizzata da una sfumata difficoltà in uno o più domini cognitivi (quali, ad esempio, memoria, attenzione o linguaggio) – spiegano gli organizzatori – oggettivata attraverso i test neuropsicologici, che nel tempo può compromettere le normali e quotidiane attività di una persona”.

Nel corso della serata, numerosi interventi a tema coordinati da Pina Ballore, presidente AMAS, illustreranno l’argomento nel dettaglio, in particolar modo per quanto riguarda il territorio sardo.

Interverranno Renato Ortu, dirigente di Neurologia all’Aou di Sassari; Elisa Ruiu, medico dell’AOU di Sassari; Antonio Nieddu, medico dell’AOU di Sassari; Alberto Zoccheddu medico specialista in Neurologia; e dalla Rsa San Nicola di Sassari, la responsabile sanitaria Maria Franca Brau.

Sarà quindi proiettato il video “Luci Spente” realizzato dall’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e diretto dal giovane regista Marco Peddio. Il medico Kai Paulus parlerà invece dell’importanza che la musica e l’attività artistica hanno in un percorso di terapia del morbo di Parkinson, che è la seconda più comune patologia neurodegenerativa dopo il morbo di Alzheimer.

Ospite della manifestazione sarà il coro “Volare si Può” dell’Associazione Parkinson Sassari, che si esibirà sotto la direzione dal maestro Fabrizio Sanna. Sempre in serata sarà presentato il concerto della cantante Giò Box, con brani a tema e non a caso d’altri tempi. Arrivata per l’occasione da Gran Canaria, l’artista sarà accompagnata dai musicisti Federico Canu, Bachisio Ulgheri, Massimo Canu e Massimiliano Ruiu.

Parte del ricavato della serata, presentata da Roberto Manca, sarà devoluto per sostenere le attività dell’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna. Per informazioni e prevendita contattare il numero 3401846468. È possibile accedere solo se in possesso di green pass.




Giovedì ad Alghero alla scoperta del Mediterraneo tra alimentazione, economia, sostenibilità e cultura

ALGHERO. Giovedì 16 settembre alle 18 negli spazi dell’Ex Mercato civico di Alghero, l’Associazione Editori Sardi presenta “Pan Mediterraneo. Economia, sostenibilità, cultura”, una tavola rotonda dedicata ai punti di forza dell’economia del Mediterraneo con una particolare attenzione al cibo, per andare alla radice di una riflessione circolare che unisce passato, presente, futuro di un bacino economico e culturale ancora largamente da valorizzare.

Esperti del settore e accademici si confronteranno su tematiche paradigmatiche attorno ai concetti di Valore, Mare, Pane e Terra, attorno ai quali si approfondiranno numerosi aspetti del territorio.

Tra i relatori di altissimo profilo interverranno Andrea Calori, esperto in politiche territoriali, di sviluppo locale e di cicli alimentari sostenibili per Esta; Giovanni Antonio Farris, già ordinario di Microbiologia Agroalimentare dell’Università di Sassari; Alessandra Guigoni, dottore di ricerca specializzata in storia e cultura del cibo, agrobiodiversità, fenomeni di globalizzazione agroalimentare, sviluppo rurale e patrimoni agroalimentari; Massimiliano Lepratti, coordinatore e ricercatore nel campo della transizione ecologica dell’economia per l’associazione Economia e sostenibilità; Pier Andrea Serra, prorettore dell’Uniss, medico, farmacologo, tossicologo e coordinatore del corso di Studi in Scienze dell’alimentazione. A moderare l’incontro sarà Marco Zapparoli, editore di Marcos&Marcos in rappresentanza di Letteratura Rinnovabile.

A fine serata sarà offerta una minidegustazione a cura del panificio Cherchi per conoscere i sapori e le fragranze di alcuni dei caratteristici prodotti doc come il pane e l’olio.

L’iniziativa, realizzata a cura di ESTA, Letteratura Rinnovabile e AES è inserita nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, organizzato dall’AEScon il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano di Alghero e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.

La manifestazione proseguirà il 17 settembre con la seconda edizione del Forum nazionale sull’editoria regionale “Tutti i libri del mondo”, promosso da ADEI e organizzato congiuntamente all’Associazione Editori Sardi. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti con l’obbligo del green pass.




Premio Lussu, i nomi delle cinquine finaliste per la Narrativa edita e la Narrativa edita a fumetti

CAGLIARI. Arrivano i nomi delle cinque opere finaliste delle due edizioni in concorso al Festival Premio Emilio Lussu – VII edizione. La Giuria internazionale per la Narrativa edita, presieduta da Guido Conti e composta da Bruno Quaranta, Miruna Bulumete, Raniero Speelman e Manuela Ennas, dopo la valutazione iniziale ha selezionato le prime dieci opere per arrivare alla cinquina di nomi che si contenderanno il primo premio: sono Antonio Moresco con Chisciotte (SEM Edizioni, 2020), Mariangela Mianiti con Organsa (Il Verri Edizioni, 2021), Ilenia Zedda con Nàccheras (Dea Planeta, 2020), Edith Bruck con Il pane perduto (La nave di Teseo, 2021), Ciro Auriemma con Il vento ci porterà (Piemme, 2021).

Anche la Giuria internazionale per la Narrativa edita a fumetti, presieduta da Angel De La Calle e composta da Mario Greco, Sandro Dessì, Massimo Spiga, dopo la valutazione iniziale ha selezionato le dieci opere dalle quali è stata scelta la cinquina finalista, composta da Bruna Martini con Patria. Crescere in tempo di guerra (Becco Giallo, 2020), Alessandro Ranghiasci e Francesco Barilli con Socrate (Becco Giallo, 2020), Andrea Ferraris  con Una zanzara nell’orecchio. Storia di Sarvari (Einaudi, 2021), Gabi Beltrán e Bartolomé Seguí con La mia vita nel Barrio (Tunué, 2020), Sara Dellabella e Alessio Lo Manto con St. Louis. Il coraggio di un capitano (Round Robin Editrice, 2021).La cerimonia di premiazione si terrà il 2 ottobre a Cagliari, a partire dalle 16.30, nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, nell’ambito delle iniziative del festival che avranno luogo dal 1 al 6 ottobre.