IL FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DAL 16 AL 18 OTTOBRE AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI OLBIA

Organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – realtà nata e cresciuta a Olbia, il Festival porterà all’attenzione del grande pubblico temi cruciali per il futuro dell’umanità: lo spazio e la blue economy, il cibo nello spazio, il ruolo della Sardegna nello sviluppo aerospaziale, con uno sguardo costante alla sostenibilità come chiave di progresso. 

I numeri dell’edizione 2025 delineano un evento in crescita: 10 conferenze con esperti, istituzioni e protagonisti della filiera; 101 laboratori didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie di I e II grado, per stimolare curiosità e competenze STEM; 3 mostre tra astrofotografia, space food e l’esposizione della tuta di un’astronauta; oltre a 3 appuntamenti speciali per coinvolgere il pubblico con esperienze originali e interattive. 

A completare il programma, una grande area espositiva di networking che metterà in relazione aziende, start-up, enti di ricerca e università, favorendo il dialogo, le collaborazioni e il trasferimento tecnologico.

Qui in allegato il programma completo dell’evento. 




CIBO E MISSIONI SPAZIALI AL FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO 2025

 

A OLBIA IL RACCONTO DEL MENU DEGLI ASTRONAUTI

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Nelle navicelle anche piatti tipici della Sardegna: è il caso della fregula

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Un percorso espositivo dove sarà possibile vedere da vicino il cibo dello spazio e una tavola rotonda per sviluppare un tema affascinante: come si sopravvive in ambienti estremi e cosa mangiano gli astronauti? A rispondere alle domande saranno i protagonisti del Festival dell’Aerospazio, in programma al Museo Archeologicodi Olbia dal 16 al 18 ottobre 2025. ​

Durante l’evento, organizzato da Astec – Aerospace Technology Education Center – la mostra “Space Food”, omaggiata da Altec S.p.A. ad Astec, metterà sotto i riflettori le sfide e le opportunità legate alla nutrizione in ambienti estremi. I protagonisti del settore presenteranno soluzioni di alimentazione compatta, sistemi produttivi indoor, come la idroponica, e le colture rigenerative, gli approcci nutrizionali adattivi e i protocolli di conservazione per missioni di lunga durata. Tematiche che verranno sviluppate durante la tavola rotonda “Space Food: tecnologia, gusto e sopravvivenza nello spazio profondo”, in programma il 16 ottobre alle 15:30, che vedrà protagonisti Stefano Polato, lo chef degli astronauti; Antonella Pantaleo, docente dell’Università di Sassari; Stefania De Pascale, docente dell’Università Federico II di Napoli e Valentina Sumini, architetto dello spazio. Moderatrice dell’interessante dibattito sarà Marilisa Pischedda, founder di Astec e direttrice del Festival dell’Aerospazio: “La mostra e la tavola rotonda dedicate allo space food- spiega Marilisa Pischedda – rappresentano un’importante occasione di confronto tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sostenibilità. Come Festival dell’Aerospazio, intendiamo valorizzare il ruolo dello spazio come laboratorio d’avanguardia, capace di generare conoscenze e soluzioni applicabili anche al futuro dell’alimentazione sulla Terra. Lo space food non è solo nutrimento, ma un elemento di benessere e motivazione per gli astronauti: il cosiddetto bonus food è uno degli aspetti più personali nelle missioni spaziali, e di grande attesa perché restituisce valore e significato a qualcosa che sulla Terra spesso diamo per scontato e di cui si sente la mancanza nelle missioni più lunghe”.​

Piatti tipici sardi nelle navicelle: la fregula.  La prima volta che andò in orbita fu nel 2007, quando durante un “convivio spaziale” dedicato alla cucina italiana, la fregula sarda fu servita agli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale. La piccola pasta di semola tipica della Sardegna fu il piatto chiave di un menù studiato per portare nello spazio non solo cibo nutriente, ma anche radici culturali e valori simbolici. L’orizzonte della nutrizione spaziale raccoglie le innovazioni per portare, anche attraverso l’identità, le tecnologie alimentari pensate per lo spazio ma che si rivelano utili anche nel contesto terrestre, contribuendo a sistemi agricoli più efficienti, sostenibili e resilienti.​

Lo chef degli astronauti, Stefano Polato. Il suo cibo ha nutrito Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano, Paolo Nespoli e altri astronauti europei. Stefano Polato, soprannominato “lo chef degli astronauti”, sarà tra i protagonisti della tavola rotonda dedicata al tema dello space food, il 16 ottobre, nella giornata inaugurale del Festival dell’Aerospazio. Lo chef racconterà la sua esperienza partendo da un assunto: la ricerca aerospaziale può essere utile a noi terrestri. ​

“Non è solo una questione di esplorazione o curiosità, ma di apprendere regole alimentari che migliorano la qualità della vita. Nelle missioni spaziali di lunga durata – spiega Polato – il cibo non è solo nutrimento, ma supporto psicologico, mantenimento delle prestazioni e garanzia di salute in condizioni estreme. Molte delle regole che guidano la produzione dei pasti per gli astronauti – dalla densità nutrizionale, alla minimizzazione degli sprechi, fino alla stabilità e praticità – possono essere applicate con grande vantaggio anche qui, nella vita quotidiana”.​

Piantare patate su MarteStefania De Pascale, professoressa ordinaria di Orticoltura e Floricoltura all’Università Federico II di Napoli, autrice di “Piantare patate su Marte: il lungo viaggio dell’agricoltura”, porterà all’attenzione del pubblico dell’evento il risultato dello studio sull’agricoltura spaziale. “Non significa soltanto garantire l’alimentazione degli astronauti – afferma la De Pascale – ma sviluppare sistemi innovativi, sostenibili e sicuri per supportarne la vita e il benessere nelle missioni di lunga durata, sulla Luna e su Marte. Le conoscenze acquisite – spiega la docente – hanno un impatto diretto anche sulla Terra, aprendo nuove prospettive per un’agricoltura più efficiente, circolare e rispettosa delle risorse naturali.”​

Il Festival come laboratorio gastronomico spaziale. Durante il Festival dell’Aerospazio di Olbia saranno esposte autentiche confezioni di cibo spaziale, progetti di ricerca e soluzioni sperimentali studiate per un ambiente microgravitazionale. L’evento, giunto alla terza edizione, non solo discute di formazione, tecnologia e impresa spaziale, ma mette “in tavola” il dialogo tra innovazione e radicamento identitario, dentro un progetto che guarda al futuro dei delicati equilibri tra cibo, uomo e pianeta.




Al via “Promo Autunno 7”, venerdì l’inaugurazione

Dal 17 al 20 ottobre in Promocamera attesi decine di migliaia di visitatori

Tra le novità il coinvolgimento dell’Istituto Alberghiero di Sassari

SASSARI. Tutto è pronto per la settima edizione della Fiera regionale Promo Autunno, che prenderà il via venerdì 17 ottobre nei locali della Promocamera di Sassari, dove resterà aperta fino a lunedì 20 ottobre compreso. L’evento organizzato dalla Pubblicover ritorna per quattro giornate con l’obiettivo di portare il pubblico a contatto con le migliori aziende del territorio, ed è ormai un punto di riferimento per il tessuto imprenditoriale dell’isola. L’ingresso è libero e gratuito per tutta la durata della fiera. L’inaugurazione è in programma per le 10 di venerdì con il consueto taglio del nastro da parte dell’organizzatore e ideatore Claudio Rotunno, assieme al prefetto Grazia La Fauci, il sindaco Giuseppe Mascia, il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti, il presidente dell’Azienda speciale Promocamera di Sassari Francesco Carboni, l’assessora regionale al Lavoro Desiré Manca, la docente Sabrina Manunta in rappresentanza dell’Istituto Alberghiero di Sassari. Madrina della manifestazione sarà Jessica Cardinali, modella e influencer particolarmente legata alla città. A impreziosire il momento d’apertura sarà la Fanfara del terzo Reggimento Bersaglieri, il più decorato d’Italia, che proporrà numerosi brani. La fiera quest’anno gode della speciale collaborazione dell’Istituto Alberghiero di Sassari, che avrà una importante postazione nella quale gli studenti, con i loro chef formatori, proporranno l’accoglienza e la reception, sala bar e cocktail per poi presentare laboratori di cucina e pasticceria, preparazioni di pasta fresca, laboratorio sulle panadas, preparazioni di sfoglia, l’uso della pasta frolla, biscotteria sarda, pasta lievitata salata e tanto altro.Anche quest’anno una vasta gamma di espositori sarà posizionata lungo un percorso obbligato che accoglie trecento stand su una superficie di ottomila metri quadri: industria, artigianato, arredo e design, agroalimentare, settore auto, energia, tecnologia, agenzie immobiliari, scuole di lingua, centri benessere, acconciatori e tanto altro attendono l’arrivo, come ogni anno, di decine di migliaia di visitatori.La Camera di Commercio avrà un’importante area dedicata, Spazio Camera, in cui saranno organizzati convegni riservati al mondo imprenditoriale e incontri con le più rappresentative associazioni di categoria.Il percorso sarà posizionato tra i settori Gold, Silver e Platinum. I grandi eventi istituzionali si terranno nel settore Gold, cuore pulsante della manifestazione e palcoscenico delle principali associazioni di categoria, tra incontri, talk show e approfondimenti sulle tematiche più importanti del momento. Il settore Platinum sarà dedicato alle aziende più prestigiose, quale vetrina degli espositori d’eccellenza.A fine percorso è allestita l’Area Eventi, con un grande palco posizionato su due livelli e un fondale con maxi LED Wall di sei metri per quattro. Saranno portate in scena sfilate di moda, convention, food, wedding, spettacoli, intrattenimento, presentazioni di libri, creazioni teatrali e musica. La fiera ospiterà anche convegni rivolti al lavoro, al green, a innovazione e sostenibilità e alle novità del settore automobilistico, con interventi di esperti e professionisti del settore. Un’importante novità sarà disponibile per le famiglie: in Promocamera è stata allestita un’area giochi per bambini di cinquanta metri per otto, con personale qualificato, e disponibilità di giochi, pop-corn e zucchero filato. Per tutte le quattro giornate saranno disponibili le navette dell’Atp che a intervalli regolari porteranno i visitatori da via Tavolara sino alla fiera e viceversa. Interviste ai rappresentanti delle aziende e alle personalità di spicco presenti saranno trasmesse via streaming su tutti i canali social dell’evento, per garantire la maggiore visibilità possibile. Promo Autunno è organizzata in collaborazione con partner storici come Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio del Nord Sardegna, Confindustria Centro-Nord Sardegna, Unione Sarda, Videolina, Radiolina, Atp di Sassari, Confcommercio, Istituto Alberghiero di Sassari, Consorzio Industriale Sassari, Torres Calcio, Consorzio Zir Predda Niedda.

Salvatore Taras

Ufficio stampa Promo Autunno 2025

[email protected] – 3287357589




Alghero Bricks in Town 2025: dal 3 al 5 ottobre il centro storico diventa un colorato Villaggio dei Mattoncini

Alghero si prepara a vivere un weekend speciale: da venerdì 3 a domenica 5 ottobre torna Alghero Bricks in Town 2025, l’evento che porta nel cuore della città la magia e la creatività dei mattoncini LEGO®.
Per tre giorni il centro storico di Alghero diventerà un grande e colorato “villaggio dei mattoncini”. Le vie del centro storico da venerdì pomeriggio si trasformeranno in un percorso speciale: le vetrine di tanti negozi del Centro Commerciale Naturale Al Centro Storico ospiteranno una grande esposizione itinerante di costruzioni e riproduzioni in mattoncini LEGO® dei principali monumenti e luoghi della Sardegna.

Tutti gli appassionati potranno passeggiare tra le vie della città storica, alla scoperta di tante piccole opere d’arte uniche: dalla riproduzione della Basilica di Saccargia alla Torre dell’Elefante di Cagliari, dal Faro Mangiabarche di Calasetta alla Fontana del Rosello, sino a Cala Goloritzé, Tempio di Antas Fluminimaggiore e tanto altro.
La Torre di Sulis ospiterà le riproduzioni di alcuni tra i più importanti monumenti italiani, come Piazza San Marco, Piazza del Plebiscito, la Fontana di Trevi e il Colosseo. Queste spettacolari opere sono sono curate da Maurizio Lampis del Museo del Mattoncino KaralisBrick, uno dei massimi esperti nazionali del settore.

Accanto alle esposizioni, il weekend sarà arricchito da giochi, contest, laboratori e attività per grandi e piccoli: dal Contest Creativo dedicato ad Alghero – che premierà le opere in mattoncini ispirate alla città e al suo territorio – fino alle cacce al tesoro, le gare di costruzione veloce e i set espositivi portati dai collezionisti.

L’iniziativa è pensata per promuovere la creatività, valorizzare il centro storico e renderlo vivo e attrattivo anche nel mese di ottobre, offrendo a cittadini, famiglie e turisti tanti motivi in più per passeggiare tra torri, piazze e vie della città vecchia.
Alghero Bricks in Town nasce da un’idea del team creativo del CCN Al Centro Storico Alghero: è promosso e organizzato dal CCN Al Centro Storico, con il patrocinio e il supporto di Fondazione Alghero, Comune di Alghero, Regione Sardegna e Camera di Commercio Nord Sardegna, in collaborazione con Welcome to Alghero, associazione Arkadia, CRAI Alghero Marathon, Karalis Bricks di Maurizio Lampis e Welcome to Alghero, rete di attività extra alberghiere, che fornirà uno sconto del 15% sulle prenotazioni durante il weekend dell’Alghero Bricks.
L’evento rientra inoltre nel calendario dell’Alghero Family Fest. Il Weekend si concluderà inoltre con la manifestazione sportiva Crai Alghero Marathon.
Un gioco di squadra che unisce istituzioni, imprese e creativi per regalare ad Alghero un fine settimana di fantasia e condivisione.
Sul sito www.algherocentrostorico.com e sui social ufficiali del CCN Al Centro Storico è possibile scoprire il programma dettagliato e le modalità di partecipazione. 

Ufficio Stampa
CCN Al Centro Storico Alghero




Un giorno in più per “Promo Autunno 7”

Dal 17 al 20 ottobre in Promocamera di Sassari ritorna la fiera regionale del Nord Sardegna, estesa per la prima volta a quattro giornate

Rotunno: “L’evento è costruito tutto intorno al mondo dell’impresa sarda”

Tra le novità il coinvolgimento dell’Istituto Alberghiero di Sassari

SASSARI. Promo Autunno ritorna a Sassari e dura un giorno in più: la fiera regionale del Nord-Sardegna si svolgerà negli spazi di Promocamera, a Predda Niedda di Sassari, dal 17 al 20 ottobre per un intero weekend e oltre a contatto con le migliori aziende del territorio. L’evento organizzato e allestito dalla Pubblicover promette ancora una volta di essere un punto di riferimento per il tessuto imprenditoriale dell’isola, con l’obiettivo di implementare l’incontro tra aziende e visitatori che, ogni anno, invadono a decine di migliaia i padiglioni camerali.

Facendo sue le richieste degli espositori, il patron Claudio Rotunno ha voluto estendere la manifestazione al lunedì successivo, un momento utile alle imprese per chiudere gli affari con tranquillità dopo la grande affluenza del fine settimana.

Oltre trecento stand saranno posizionati su una superficie di circa ottomila metri quadri, accogliendo una vastissima gamma di espositori: dall’arredo al design, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’industria alla gioielleria, passando per assicurazioni, agenzie immobiliari, scuole di lingue, centri benessere, acconciatori, settore auto, energia, tecnologia e molto altro.

Il programma è stato presentato (il 23 settembre) in conferenza stampa nella sala riunioni della Camera di Commercio del Nord Sardegna, con la partecipazione di Claudio Rotunno, ideatore e organizzatore della fiera, e dei principali attori istituzionali, tra cui segretario generale della Camera di Commercio di Sassari, Pietro Esposito, il presidente di Promocamera, Francesco Carboni, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, e la docente Sabrina Manunta in rappresentanza dell’Istituto Alberghiero di Sassari.

«Promo Autunno è ormai un evento che le persone aspettano, con l’obiettivo di far crescere il business del nostro territorio – ha affermato Rotunno –. C’è la massima attenzione sulle imprese, perché sono il carburante della fiera, che è costruita intorno a loro, affinché possano stringere relazioni e sviluppare il massimo fatturato».

Francesco Carboni non ha dubbi che «occasioni come Promo Autunno possano permettere a Sassari di essere un polo attrattore attraverso Promocamera, che rappresenta un fulcro per la realtà imprenditoriale del Sassarese che – ha specificato il presidente – costituisce un tessuto da sostenere e promuovere. In tal senso la fiera esprime un segnale importante per tutta l’isola».

Per il sindaco Giuseppe Mascia «promuovere il Nord Ovest Sardegna nel suo insieme, consentendo alle sue eccellenze di varcare i confini locali e regionali, è coerente con lo sforzo condotto assieme a tutti i sindaci del territorio e a tutti gli attori istituzionali, sociali, economici e culturali per definire un nuovo modello di sviluppo, basato anche sulle grandi aspettative riposte nella nascita della Città Metropolitana di Sassari»

Tra le novità, la partecipazione dell’Istituto Alberghiero di Sassari: «Lo spirito della nostra scuola è quello di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro per garantire opportunità di crescita professionale – ha spiegato la docente Sabrina Manunta –, lo spirito della fiera regionale coincide perfettamente perché è studiata per creare contatti e sinergie con le eccellenze imprenditoriali del territorio».

Nelle diverse giornate della manifestazione saranno realizzate interviste ai rappresentanti delle aziende e alle personalità di spicco, che saranno poi trasmesse via streaming su tutti i canali social dell’evento, per garantire la maggiore visibilità possibile.

Resta invariato l’allestimento vincente, con i settori Gold, Silver e Platinum. Il primo è il cuore pulsante della manifestazione, cornice degli eventi istituzionali e delle principali associazioni di categoria, per accogliere incontri, talk show e approfondimenti sulle tematiche più importanti del momento. Il settore Platinum sarà dedicato alle aziende più prestigiose, quale vetrina degli espositori d’eccellenza.

La fiera ospiterà anche convegni rivolti al lavoro, al green, a innovazione e sostenibilità e alle novità del settore automobilistico, con interventi di esperti e professionisti del settore.

Cambio radicale invece per la scenografia dell’Area Eventi, che sarà allestita a fine percorso, con un grande palco posizionato su due livelli, e per fondale un maxi LED Wall di sei metri per quattro. Saranno portate in scena sfilate di moda, convention, food, wedding, spettacoli, intrattenimento, presentazioni di libri, creazioni teatrali e musica.

La fiera si avvale della collaborazione di partner storici come Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio del Nord Sardegna, Confindustria Centro-Nord Sardegna, Unione Sarda, Videolina, Radiolina, Atp di Sassari, Confcommercio, Istituto Alberghiero di Sassari, Consorzio Industriale Sassari, Torres Calcio, Consorzio Zir Predda Niedda.




Ritorna “Storicamente”, il festival del romanzo storico

Dal 4 al 12 ottobre due weekend tra Villanova e Meilogu con l’atteso evento editoriale interrotto nel 2020 a causa della pandemia: coinvolti i comuni di Villanova Montelone, Mara, Semestene, Monteleone Roccadoria, Padria e Romana

Tra i temi la Sardegna romana e i Templari, le stragi fasciste impunite, la Banda della Magliana, le BR, senza trascurare storie vere di emancipazione femminile

“Storicamente”, il festival del romanzo storico ritorna dal 4 al 12 ottobre coinvolgendo sette comuni tra Villanova e Meilogu per due weekend alla scoperta delle opere più intriganti del momento. Quattro appuntamenti tra storia e fantasia a contatto diretto con gli autori e con il piacere di fare cultura in alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio.

L’iniziativa riparte sotto la direzione artistica di Lucia Cossu, dopo essersi fermata per alcuni anni in seguito alla pandemia, e aver colto l’occasione di ritornare nel ventennale di attività dell’associazione culturale intercomunale Isperas, che organizza l’evento fin dalla fondazione.

C’è grande attesa per le diverse tematiche che spaziano dalla Sardegna romana ai Templari, dalle stragi fasciste dimenticate fino al dietro le quinte della Banda della Magliana e le Brigate Rosse, passando per storie di emancipazione femminile.

Tra le numerose attività anche quest’anno è prevista la collaborazione con il Liceo Scientifico di Pozzomaggiore: il 4 ottobre l’Istituto ospiterà un incontro con la giornalista Raffaella Fanelli e il 13 ottobre con lo scrittore Alessandro Perissinotto.

Il festival è organizzato in collaborazione con la manifestazione letteraria “6 in storia”, Imago Mundi, la Pro Loco Gurulis Vetus di Padria e l’associazione culturale Istellas di Mara, con il contributo dell’Unione dei Comuni del Villanova e del Comune di Semestene e il patrocinio della Regione Sardegna.

PROGRAMMA. Nella serata d’apertura, il 4 ottobre alle 17.30 a Su Palatu di Villanova Monteleone, Lucia Cossu introduce le “Storie del secolo breve”, accogliendo in primis la scrittrice torinese Raffaella Fanelli che presenta “La verità del freddo” (Chiarelettere), lo scrigno delle confessioni del boss della Banda della Magliana, Maurizio Abbatino; quindi sarà il momento di Daniela Porto con “Il mio posto è qui” (Sperling & Kupfer), in cui la penna dell’autrice romana propone storie anticonvenzionali di emarginazione e di riscatto femminile. Alle 20.30 sarà proiettato il film “Il mio posto è qui” tratto dall’omonimo romanzo.

C’è grande attesa per l’arrivo a Mara di Barbara Frale, archivista del Vaticano, per la prima volta in Sardegna domenica 5 ottobre, alle 10.30, nel Santuario di Bonuighinu con “La torre maledetta dei templari” (Newton Compton) e “L’idolo dei templari” (RAI libri). L’incontro moderato da Fabio Marcello, da non perdere per gli appassionati del genere, vedrà Frale impegnata in una delle sue rare presentazioni. Al suo fianco Massimo Rassu, uno dei divulgatori più prolifici sul tema, che parlerà de “L’abbigliamento dei Templari” (Tipheret).

Alle 17.30 nella chiesa di San Giorgio a Semestene, Alessandro De Roma animerà un incontro dedicato agli “anni ’70 nati dal fracasso”. A dare il via alla serata sarà Alessandro Bertante con “Mordi e fuggi. Il romanzo delle BR” (Baldini+Castoldi), in cui si evincono i fatti cruciali che hanno innescato la stagione degli anni di piombo. Lo scrittore cagliaritano Ignazio Salvatore Basile renderà invece omaggio a Fabrizio de Andrè con il volume “Sicuramente ligure, ma anche un poco sardo-cartaginese” (Dei Merangoli Editrice), che ha il sapore di una storia parallela in cui la vera protagonista è la Sardegna e i suoi codici comportamentali. A fare da accompagnamento musicale il gruppo “…E se vai” con le canzoni di De Andrè.

Sabato 11 ottobre il circuito letterario si sposta a Monteleone Roccadoria, in piazza Sant’Antonio, dove Ciriaco Serra guiderà l’incontro dedicato a storia, enigmi e immaginazione. Davide Cossu presenterà “Il castello delle congiure” (Newton Compton) ripercorrendo le tracce che portano a una tragedia confinata nel passato oscuro degli Este. Quindi la fantasia di Ciriaco Offeddu ci ricondurrà in Sardegna, in una grande avventura che dall’isola porta sino all’Argentina, seguendo il destino di migranti dominati da passioni estreme. La presentazione è inserita all’interno della manifestazione “Piccoli borghi, Nuove Energie. L’acqua e la roccia”. Le letture saranno a cura di Dario Cosseddu.

Domenica 12 ottobre si parla di storie di Roma e di Sardegna all’ex Convento francescano di Padria, dove alle 10.30 Salvatore Meloni dialogherà con Gabriele Tanda in un confronto in lingua sarda dedicato ai “Contos de sa Sardigna Romana” (Condaghes). Quindi l’attenzione sarà rivolta a Massimiliano Colombo e al suo “Il prigioniero di Cesare” (Newton Compton Editori), una storia d’amicizia tra il condottiero Vercingetorige e il centurione che lo tiene prigioniero. A corollario una rievocazione storica e un laboratorio per bambini curato dal Castrum La Crucca.

Chiusura della manifestazione alle 17.30 nella chiesa della Madonna degli Angeli, a Romana, dove la giornalista Simona Scioni approfondirà numerose trame che separano il Cinquecento e il secolo breve.

Prima protagonista sarà Graziella Monni con “Il medico di Càller” (Solferino libri), dando spazio a un’epoca, il XVI secolo, in cui le coste sarde erano minacciate dalle scorrerie dei pirati musulmani. Finale di festival con “La guerra dei Traversa” (Libri Mondadori) di Alessandro Perissinotto, una sfida narrativa dedicata alla prima strage impunita perpetrata dai fascisti a Torino nel 1922, in cui la letteratura diventa strumento per sconfiggere l’oblio. A impreziosire la presentazione sarà il monologo teatrale “Rammendare la memoria” tratto dal romanzo di Perissinotto.




Alghero diventa capitale del triathlon: in arrivo l’IRONMAN 70.3 del 2026

Alghero, 21 Settembre – redazione online

Negli ultimi giorni tanti post sui social hanno commentato l’annuncio dell’IRONMAN ad Alghero. Come spesso accade, si discute molto senza prendersi il tempo di verificare i fatti: basterebbe un pizzico di curiosità per capire innanzitutto che cos’è l’IRONMAN 70.3, dove si è già svolto e con quali risultati. Ad Alghero, purtroppo, è frequente un certo vizio: “mortificare” il lavoro altrui o, peggio ancora, ignorarlo. Con questo articolo proviamo a fare chiarezza e a fornire qualche informazione utile. In realtà, sarebbero state notizie facilmente reperibili da chiunque.

Alghero si prepara a ospitare un evento sportivo di calibro internazionale: l’IRONMAN 70.3, in programma il 7 giugno 2026. L’annuncio è arrivato il 18 settembre 2025 durante l’IRONMAN Italy in Emilia-Romagna e ha subito acceso i riflettori sulla Riviera del Corallo, pronta a trasformarsi in palcoscenico di endurance e bellezza naturale.

Il percorso promette spettacolo: 1,9 km di nuoto nelle acque cristalline della baia di San Giovanni, 90 km in bici con 850 metri di dislivello attraverso il Parco Naturale di Porto Conte, e 21,1 km di corsa lungo le antiche mura medievali e il centro storico. Un mix che unisce sport e paesaggio, capace di esaltare sia gli atleti sia il territorio.

“Sarà un’opportunità di crescita per Alghero e una vetrina globale per le nostre eccellenze”, ha dichiarato il sindaco Raimondo Cacciotto, sottolineando come l’evento arrivi in una città già abituata a ospitare appuntamenti di grande richiamo, dal Giro d’Italia alle World Triathlon Championship Series.

Secondo le stime iniziali, sono attesi 2.500-3.000 partecipanti da tutto il mondo, a cui si aggiungeranno accompagnatori, staff e pubblico. Per una città che già accoglie oltre 1,5 milioni di turisti l’anno, l’IRONMAN 70.3 rappresenta una straordinaria occasione di destagionalizzazione e valorizzazione internazionale.

Una breve storia dell’IRONMAN di Cervia

Per capire cosa significhi ospitare una gara IRONMAN in Italia basta guardare a Cervia, in Emilia-Romagna. Dal 2017 la località romagnola è diventata la capitale italiana del triathlon, ospitando ogni anno l’IRONMAN Italy.

Negli anni la manifestazione è cresciuta fino a diventare una delle più partecipate al mondo, con oltre 6.000 atleti iscritti provenienti da quasi 100 Paesi. Nel 2023 ha generato un indotto record di 8,7 milioni di euro in pochi giorni, con circa 45.000 presenze turistiche aggiuntive.

Oltre all’impatto economico, l’IRONMAN ha dato a Cervia una vetrina internazionale straordinaria, trasformandola in meta sportiva globale. È questo il modello che oggi guarda anche Alghero, con tutte le potenzialità di un territorio unico.

Come si misura l’impatto

Per valutare con precisione le ricadute dell’IRONMAN 70.3 su Alghero, si utilizzeranno parametri consolidati nel turismo sportivo:

  • Numero ufficiale di iscritti e provenienza (Italia/estero).
  • Presenze turistiche calcolate su durata media del soggiorno (3–4 notti).
  • Spesa media giornaliera distinta per atleti, accompagnatori e pubblico.
  • Tasso di occupazione alberghiera confrontato con anni precedenti.
  • Indotto su settori specifici (alloggi, ristorazione, trasporti, shopping, servizi sportivi).
  • Valore mediatico (copertura stampa, TV, social network).
  • Impatto sociale e ambientale (volontari coinvolti, scuole, gestione rifiuti, viabilità).

Che differenza c’è tra IRONMAN e IRONMAN 70.3?

Molti si chiedono cosa significhi “70.3” e in cosa differisca dal cosiddetto full distance.

  • IRONMAN Full Distance

    • 3,8 km di nuoto
    • 180 km di ciclismo
    • 42,2 km di corsa (una maratona intera)
    • Totale: 226 km (140.6 miglia)
    • È la versione “mitica”, nata alle Hawaii nel 1978, considerata la sfida di endurance per eccellenza.

  • IRONMAN 70.3 (Half Distance)

    • 1,9 km di nuoto
    • 90 km di ciclismo
    • 21,1 km di corsa (mezza maratona)
    • Totale: 113 km (70.3 miglia, da cui il nome)
    • Più accessibile a un numero maggiore di atleti, ma comunque molto impegnativa: richiede mesi di preparazione.

👉 In breve: il 70.3 è “mezzo Ironman”, pensato per chi vuole vivere l’esperienza della gara senza affrontare subito la distanza completa.

📣 Le dichiarazioni

Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero
“Sarà un’opportunità di crescita per Alghero e una vetrina globale per le nostre eccellenze. L’IRONMAN 70.3 non è solo sport, ma una sfida che valorizzerà la nostra identità e la nostra ospitalità.”

Thomas Veje Olsen, Managing Director IRONMAN Europe
“Il triathlon in Italia continua a crescere. Dopo il successo di Cervia, siamo entusiasti di portare la magia dell’IRONMAN anche in Sardegna, dove sport e natura si fondono in modo unico.”

Gregory Barnaby, triatleta italiano vincitore della Pro Series 2024
“Ogni IRONMAN è un’avventura straordinaria. Correre in Sardegna, con un percorso così affascinante tra mare, natura e storia, sarà un’esperienza che attirerà atleti da ogni parte del mondo.”

Dall’opposizione in consiglio comunale si erano levate nei giorni scorsi voci critiche, temendo che il ritorno in termini di visibilità per Alghero non fosse commisurato all’impegno economico richiesto.” Queste voci mettono in dubbio il rapporto costo-beneficio dell’evento, suggerendo che i costi per l’organizzazione potrebbero superare i vantaggi in termini di promozione turistica.

L’arrivo dell’IRONMAN 70.3 ad Alghero non è solo una sfida sportiva: rappresenta un’occasione di rilancio economico, promozione turistica e partecipazione comunitaria. Come dimostra l’esperienza di Cervia, l’impatto di queste manifestazioni va ben oltre la linea del traguardo: porta presenze, visibilità e orgoglio collettivo.

Per Alghero, il 7 giugno 2026 potrebbe essere il giorno in cui la città entra ufficialmente nella mappa mondiale del triathlon.




Porto Torres, grande partecipazione a San Gavino per la serata conclusiva di “Voci d’Europa”

Il maestro Uwe Sochaczewsky: “Qui in Sardegna siamo una sola Voce”

Il Coro Polifonico Turritano, il Coro dell’Università di Sassari e l’Orchestra Sinfonica dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt si sono uniti in una grande formazione per dare vita a un concerto emozionante e indimenticabile

PORTO TORRES. Una fusione di “Voci d’Europa” nel vero senso della parola. Una serata memorabile che ha visto unirsi in una sola formazione, nella basilica di San Gavino a Porto Torres, il Coro Polifonico Turritano, il Coro dell’Università degli Studi di Sassari e l’Orchestra Sinfonica dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt in arrivo dalla Baviera, per la serata finale della 42esima edizione, ricca di emozioni e voglia di fare musica insieme.

Il maestro Uwe Sochaczewsky

Di fronte a un pubblico delle grandi occasioni, il 12 settembre i tre maestri Uwe Sochaczewsky, Laura Lambroni e Ciro Cau si sono alternati nel dirigere, tra applausi scroscianti, lo spettacolare ensemble, che dalle note sublimi dell’Ouverture del Flauto Magico di Mozart eseguita per sola orchestra ha dato vita a un’esaltante amalgama di armonie strumentali e vocali, sublimando opere senza tempo di Mozart e Mendelssohn. Nel ruolo di solista il baritono Michele Barria.

«Per me è un grande piacere essere qui alla Basilica di San Gavino, in una cornice che ha circa mille anni di storia – ha affermato Sochaczewsky – e ho pensato che questa acustica meravigliosa era così anche mille anni fa. Questo progetto è nato e si è sviluppato a un migliaio di chilometri di distanza, o forse più, e ognuno di noi ha lavorato separatamente dall’altro, fin quando non siamo arrivati qui e abbiamo messo le cose insieme, ed è stato magnifico. Io sono un convinto europeista: non ci sono tedeschi, non ci sono italiani, quindi, quando ci troviamo qui a Voci d’Europa tutto questo scompare e ci troviamo come un’unica voce».

Il maestro Laura Lambroni

Nelle parole del direttore artistico del festival, Laura Lambroni: «Questa serata è stata la sublimazione dello spirito più profondo di Voci d’Europa, che si concretizza nella diffusione e la divulgazione della musica corale all’insegna dello scambio di culture, di esperienze e opportunità di creare reti internazionali che arricchiscano l’animo di tutti».

A fine serata, la presidente del Coro Polifonico Turritano, Maria Maddalena Simile, al fianco della presentatrice Valentina Sanna, ha conferito le targhe di partecipazione ai rappresentanti delle tre formazioni artistiche, e quindi al vicesindaco di Porto Torres, Alessandro Carta, in rappresentanza del comune assieme all’assessora alla Cultura, Maria Bastiana Cocco.

Il baritono Michele Barria

«È da considerare che l’espressione “Voci D’Europa” è stata utilizzata da noi quando ancora l’Europa unita non esisteva – ha assicurato la presidente Simile –. Quindi, dal lato musicale, siamo stati lungimiranti perché a noi faceva piacere che si realizzasse la Comunità europea, e in noi non è mai venuta meno quella volontà di superare confini e generazioni».

Il festival Voci d’Europa è organizzato dal Coro Polifonico Turritano ed è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria, da Grimaldi lines.

La presidente Maria Maddalena Simile consegna le targhe ricordo



Porto Torres, ZwoZwoEins scoprono il “ballu tundu” e omaggiano la Sardegna cantando “Non potho reposare”

Al festival Voci D’Europa il coro polifonico tedesco si è legato idealmente all’isola

PORTO TORRES. Una celebrazione del dialogo tra i popoli attraverso la musica: un ponte di note e culture ha unito la Sardegna e la Germania alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres (il 7 settembre) per il festival Voci d’Europa, coinvolgendo i cantori tedeschi dello ZwoZwoEins in uno spettacolare “ballu tundu” con il gruppo folk turritano Intragnas e il gruppo folk “Città di Ossi”.

Al suono di chitarra e fisarmonica, con i loro splendidi costumi, i danzatori sardi hanno trascinato i cantori tedeschi in una vivace danza tradizionale, che ha rappresentato simbolicamente il movimento dell’universo in cui si uniscono tutti i componenti del gruppo di ballo.

La formazione maschile del Tölzer Knabenchor diretta da Marco Barbon ha offerto anche un’emozionante performance, culminata con la sorprendente esecuzione in lingua sarda di “A Diosa” – nota anche come “Non potho reposare” – un omaggio e una manifestazione d’amore per la Sardegna, che ha scaldato i cuori dei presenti guadagnando applausi scroscianti.

Il concerto ha preso il via con l’esibizione del Coro Polifonico Turritano, andato in scena con un repertorio di brani internazionali per promuovere l’idea di unione e scambio culturale al centro della manifestazione. La direttrice artistica Laura Lambroni, ribadendo il messaggio lanciato nei giorni scorsi dal maestro Barbon, ha sottolineato il profondo significato dell’evento: «La musica è armonia, è costruzione di accordi ed è un veicolo di dialogo e di pace».

Una targa di partecipazione è stata consegnata dalla presidente del CPT, Maria Maddalena Simile, a Gianni Nieddu, presidente del gruppo folk Intragnas, a Veronica Martinez per il gruppo folk “Città di Ossie ad Anna Maria Zara, presidente della proloco di Porto Torres.

I visitatori hanno avuto l’opportunità di immergersi nella cultura locale, esplorando le esposizioni di artigianato e i laboratori di giochi antichi e di strumenti musicali tradizionali. Un momento di forte attrattiva è stato offerto anche dalle proposte della gastronomia isolana, con la degustazione di piatti tipici tra i quali il più richiesto è stato il pane frattau, per completare il viaggio sensoriale nella cucina sarda con le seadas, le tiricas e gli amaretos.

In mattinata, il Coro Polifonico Turritano ha accompagnato i turisti sul traghetto per l’Asinara, allietando il viaggio dei presenti con alcuni dei brani più significativi del suo repertorio.

Lunedì 8 settembre, alle 20.30, l’appuntamento è alla Basilica di San Gavino, a Porto Torres, con il Coro Polifonico Algherese diretto dal maestro Ugo Spanu, il Coro Lux Nova di Ossi diretto da Salvatore Spanedda e la Polifonica Santa Cecilia di Sassari diretta da Alessio Manca.

Gran finale venerdì 12 settembre, alle 21, nella basilica di San Gavino, dove si esibiranno il Coro Polifonico Turritano, il Coro dell’Università degli Studi di Sassari, e l’Orchestra Sinfonica dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt in arrivo dalla Germania, diretta da Uwe Sochaczewsky.

Il festival “Voci d’Europa” è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, da Grimaldi lines e dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

La consegna delle targhe ai gruppi folk e alla Proloco di Porto Torres



Longevity Fest Costa Smeralda 2025

L’annuncio: Arzachena inserita tra le Blue Zones della Sardegna

Porto Cervo, 6 settembre 2025 – Arzachena sarà inserita tra le Blue Zones della Sardegna. L’annuncio è arrivato durante la prima giornata del Longevity Fest 2025, in corso dal 5 al 7 settembre a Porto Cervo, promosso dal Consorzio Costa Smeralda, in partnership con Smeralda Holding e con il patrocinio della Regione Sardegna e del Comune di Arzachena. L’attesa notizia è stata comunicata da Gianni Pes, medico e ricercatore dell’Università di Sassari, fondatore del concetto di Blue Zone, al termine della proiezione in Piazza Risorgimento del documentario “Arzachentos” e la preview di un estratto del nuovo “Finding the Blue”, firmati da Pietro Mereu, creatore e direttore artistico del Festival. Il centro della Costa Smeralda entra nel novero delle Blue Zones della Sardegna insieme a Barbagia e Ogliastra.
Il filmato indaga gli elementi che hanno portato al riconoscimento di Arzachena come nuova Blue Zone, includendo figure di spicco come il sacerdote don Francesco Cossu, da oltre cinquant’anni, parroco e viceparroco di Arzachena e Porto Cervo e autore di oltre trenta libri sul passato e le tradizioni locali. La serata è stata moderata da Benedetta Rinaldi, giornalista e conduttrice della trasmissione televisiva Elisir, con l’intervento di Pietro Mereu e del neurologo e biochimico Giovanni Scapagnini. Un traguardo storico per Arzachena e per tutta la Costa Smeralda.
“Accogliamo con immenso piacere i risultati del grande lavoro di ricerca storica e scientifica che riconoscono ad Arzachena le caratteristiche uniche che la accomunano alle altre, rare, Blue Zones del mondo – sottolinea il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda -. Attendiamo di leggere la pubblicazione scientifica integrale del dottor Gianni Pes, pioniere nell’individuazione delle Blue Zones in Sardegna, per scoprire i dettagli che confermano come la nostra destinazione vanti il potenziale per l’inclusione tra quelle aree geografiche in cui la qualità della vita e le condizioni sociali e naturali favoriscono la longevità. Da questo annuncio, si aprono nuove opportunità per il territorio e nuove sfide che, come amministratori, ci impegnano ancor di più nella tutela del patrimonio materiale e immateriale di cui abbiamo la fortuna di beneficiare. Grazie a questi elementi puntiamo a delineare un modello di sviluppo sostenibile che coniughi sempre più turismo e benessere”.
Il festival, che si propone di aprire un dialogo internazionale sul tema della longevità e della qualità della vita, si è affermato negli anni come un momento di confronto scientifico e di divulgazione culturale, capace di unire ricerca, innovazione e tradizioni locali. L’obiettivo non è soltanto indagare come vivere più a lungo, ma soprattutto come vivere meglio, attraverso la prevenzione, la promozione di stili di vita sani, l’attenzione all’ambiente e alle relazioni sociali, senza dimenticare il ruolo della genetica.
“Siamo onorati che questo annuncio sia arrivato durante un evento che, anno dopo anno, si conferma un punto di riferimento per la divulgazione scientifica e per la promozione di uno stile di vita consapevole e sostenibile – conferma Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda -. Il Longevity Fest è un’occasione unica per mettere in dialogo esperti di fama internazionale, comunità locali e cultura del territorio, creando un ponte tra ricerca scientifica e

tradizione. Un appuntamento che contribuisce a rafforzare il ruolo della Costa Smeralda non solo come destinazione turistica d’eccellenza, ma anche come polo di innovazione e laboratorio naturale nel campo del turismo del benessere”.

Tra i protagonisti di questa quarta edizione, alcuni dei massimi esperti mondiali nei campi della nutrizione, della genetica e della medicina preventiva, coinvolti nel panel “Harvard Meets Porto Cervo”, previsto per domenica 7 settembre, dalle 18,30, al Cervo Conference Center di Porto Cervo.

Tra questi Frank Hu, professore di Nutrizione ed Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health e professore di Medicina alla Harvard Medical School, che ha aperto il festival con una lectio magistralis dal titolo “Food as medicine for a longer, healtier life” ed è intervenuto sui legami tra alimentazione, salute pubblica e prevenzione delle malattie croniche. Immaculata De Vivo, docente di Medicina alla Harvard Medical School e di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, approfondirà i temi di epigenetica e longevità femminile; Giovanni Scapagnini, neurologo e biochimico, parteciperà a diversi momenti tra cui i panel su segreti delle alghe, epigenetica e destino e sulla ricerca condivisa con Harvard, portando la sua esperienza sui meccanismi cellulari dell’invecchiamento; Giuseppe Passarino, ordinario di Genetica presso l’Università della Calabria, sarà protagonista della sessione dedicata a genetica ed epigenetica dell’invecchiamento, presentando le sue ricerche sui centenari; Gianni Pes, medico e ricercatore dell’Università di Sassari, fondatore del concetto di Blue Zone, venerdì 5 settembre ha affrontato con Andrea Cabiddu, ricercatore di Agris Sardegna, il tema delle erbe sarde e delle proprietà nutraceutiche e ha dialogato sul concetto di Blue Zone da lui stesso elaborato. Il programma si arricchirà anche di ulteriori contributi sul rapporto tra longevità e intelligenza artificiale, sul ruolo del cibo tradizionale dei centenari e sulle nuove frontiere della comunicazione e imprenditoria della longevità, con uno spazio dedicato alle start-up impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative per una vita lunga, sana e di qualità.

«Siamo partiti con la peculiarità della Blue Zone sarda facendola dialogare con Okinawa e Nicoya, arrivando quest’anno a confrontarci con i massimi esperti a livello mondiale. Il Longevity Fest diventa così un riferimento internazionale nel campo della longevità», aggiunge Pietro Mereu, direttore artistico del Festival.

A rendere ancora più speciale questa edizione sarà la serata conclusiva del Festival, condotta dalla giornalista Barbara Carfagna, durante la quale verrà assegnato al regista Pupi Avati il Longevity Award 2025. Il riconoscimento che ogni anno celebra una personalità di spicco, scelta per l’eccezionale continuità, impatto e longevità della propria opera nel tempo.

Il Longevity Fest si conferma così non solo come un evento di alto profilo scientifico e culturale, ma anche come un motore di valorizzazione del territorio, capace di raccontare la Costa Smeralda come destinazione che coniuga bellezza naturale, cultura dell’ospitalità e nuove tendenze nel turismo esperienziale e del benessere.

Tutti gli eventi saranno ad ingresso libero, previa prenotazione a [email protected] .
Per maggiori informazioni: www.consorziocostasmeralda.com