ALGHERO. “ANTICO E BAROCCO”, CONCERTO IN CATTEDRALE DI MAURO USELLI
Nella maestosa cattedrale di Alghero, il 28 dicembre, si terrà il concerto del maestro e flautista algherese Mauro Uselli. L’incantevole scenario di Santa Maria sposa perfettamente le note del flauto di Uselli che dedicherà alla città e alla musica un tributo speciale. “Antico e barocco “ plaude alla bellezza della città vecchia e alla grandezza della comunità catalana: un tripudio di sinfonie, classiche ma bizzarre, nate dalla fusione del classicismo con l’intima rivelazione sonora di Uselli che si lascia trasportare dall’improvvisazione. Il programma in larga parte si avvale di recenti e originali trascrizioni per flauto solo a cura del maestro flautista Mario Folena, musiche di C.Ph. E.Bach – D. Buxtehude-J.A.Hasse-S.L.Weiss. Sono quattro fantasie trascritte cercando, per quanto possibile, di far confluire nell’unica voce del flauto, le varie parti della scrittura polifonica delle versioni madre per cembalo, liuto e strumenti a tastiera. Il concerto vuole essere una versione serale che dei “Risvegli mattutini”, che si susseguono con grande successo nella chiesetta di Sant’Agostino, nel quartiere della Pietraia, per omaggiare il periodo del santo Natale. Sarà dunque una trasposizione dell’idea del risveglio che allieta al contrario la notte e porta ad un’ intima riflessione. Spazio e voce al flauto accompagnati dai cinguettii e dai suoni del mare: su questo filo conduttore si dipana l’idea del concerto, che tra giochi d’acqua e note concettuali, si ispira alla natura e ai suoni dell’anima. Il concerto, come del resto i recital firmati Uselli, propongono una chiave di lettura semplice ma profonda: la meditazione. La serata musicale inizierà con un brano curato dalla stesso musicista intitolato “Sebastian” che include l’esposizione di una serie di movimenti virtuosi tratti da celebri sonate fuse tra loro con l’idea di creare un mantra, un messaggio sonoro costante, liberatorio e positivo. Attraverso la musica Mauro Uselli trasmette la sua costante ricerca del bello, ispirato dalla natura e dal suo mutevole divenire: note, silenzi, pause e accenti divengono parte integrante di una sinfonia irripetibile che allo stesso tempo arriva alle corde dell’anima. Si tratta di un evento musicale unico, frutto di esperienze maturate negli ultimi anni, ispirate dai suoi rifugi nelle fitte aree boschive dell’alta Gallura e impreziosite dai colori di Alghero, dai tramonti e dai suoi luoghi incantati. Tutto ciò che viene dimenticato, emarginato, scurito, nei brani di Uselli diviene magicamente chiaro, trasparente, positivo. Il concerto inizierà alle 20 00 , con ingresso libero.
Natale con El Cant de la Sibil•la mercoledì nel duomo di Alghero
Il suggestivo rito è patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Un evento promosso dall’Associazione Culturale Arte in Musica in collaborazione con il Coro Polifonico Algherese
Il Festival del Mediterraneo, edizione 2021, si avvia verso il gran finale. Domani, mercoledì 22 dicembre, con inizio alle 20,30, il duomo di Alghero accoglierà l’ultimo evento in calendario, il Canto della Sibilla, patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. L’Associazione Culturale Arte in Musica e il Coro Polifonico Algherese, che nel tempo hanno acquisito il compito di custodire ma anche di divulgare il suggestivo rito, lo riproporranno al pubblico. Interverranno Gabriele Catalano (sibiller), Fabio Frigato (organo), Jasmin Ghera (tromba), Alessia Sassu (violoncello), Alessia Pischedda (percussioni) e Carmela Mura Monfardino (ricerca iconologica e voce narrante). Il complesso corale sarà diretto da Ugo Spanu. Il Canto viene eseguito ininterrottamente dal Medioevo solo ad Alghero e a Maiorca. El Senyal del Judici o El Cant de la Sibil•la è un canto paraliturgico. Ad Alghero si esegue fin dal XIV secolo, in occasione della Missa del Gall della notte di Natale. Il testo è documentato da una trascrizione, conservata nell’Archivio Storico Diocesano, fatta dal canonico Antonio Michele Urgias nel 1828. In origine il Canto era diffuso in tutto il Mediterraneo. Preannunciava il ritorno, alla fine dei tempi, di Cristo nelle vesti di Re, Giudice e Salvatore, ovvero uno dei messaggi fondamentali legati alle festività e al Natale. Dopo il Concilio di Trento del 1563 il Cant de la Sibil•la fu ritenuto una tradizione profana e i vescovi ne proibirono l’esecuzione. Il canto scomparve così dalle celebrazioni liturgiche, tranne che a Maiorca e ad Alghero, dove la tradizione popolare prevalse. Il canto viene ancora oggi eseguito grazie anche ai Sibillers che ne hanno preservato il rito. Tra i Sibillers algheresi sono da ricordare don Giovanni Gallo e don Antonio Nughes. Una secolare continuità di esecuzione pervenuta sino a noi e che il 16 novembre del 2010 l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità. Per motivi legati al covid l’Associazione Arte in Musica può celebrare solo adesso la ricorrenza, ma con una data che coincide con i festeggiamenti natalizi. L’evento di mercoledì è organizzato dall’Associazione Arte in Musica nell’ambito della programmazione del Festival del Mediterraneo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato alla Pubblica Istruzione Beni Culturali Spettacolo e Sport, della Presidenza del Consiglio regionale, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Alghero e del Comune di Alghero. All’ingresso e durante la serata saranno osservate le prescrizioni sanitarie anti covid.
ELIO CI VUOLE ORECCHIO ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI
drammaturgia GIORGIO GALLIONE arrangiamenti musicali PAOLO SILVESTRI
con SEBY BURGIO pianoforte, MARTINO MALACRIDA batteria, PIETRO MARTINELLI basso e contrabbasso, SOPHIA TOMELLERI sassofono, GIULIO TULLIO trombone
Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente. Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale. “Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente. Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio. Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: Seby Burgio al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone. A loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra. Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.
“Saltimbanco non guardare, saltimbanco non toccare, non cercare di capire, che un sorriso dalla terza fila non arriva mai. E il teatro non si tenta, e la vita non si inventa, saltimbanchi si diventa si… ma poi… saltimbanchi si muore. Opla!” Enzo Jannacci
Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone, dove una band di cinque musicisti, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare e padre putativo di quella parte della storica canzone d’autore che mai si è vergognata delle gioie della lingua e del pensiero o dello sberleffo libertario, e che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato ma piuttosto un potente strumento dello spirito di negazione, del pensiero divergente che distrugge il vecchio e prepara al nuovo. Sovversione del senso comune, mondo alla rovescia, ludica aggressione alla noia e ai linguaggi standardizzati e che, contemporaneamente, non teme di creare disagio o generare dubbi. Così, nel panorama infinito delle figure che abitano l’universo Jannacci trovano posto anche personaggi dolenti, clown tristi e inadeguati che spesso inciampano nella vita. Il nostro spettacolo sarà perciò un viaggio in questo pantheon teatralissimo, dove per vivere “ci vuole orecchio” e dove, da saltimbanchi si vive e si muore… Opla!
NOTE DI ELIO
“Ci vuole orecchio” non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente (…) È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: tra i brani c’è La luna è una lampadina, L’Armando, El purtava i scarp del tennis, canzoni che rido mentre le canto. Ne farò alcune snobbate, Parlare con i limoni, Quando il sipario calerà. Perché c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore di Vincenzina o Giovanni telegrafista, risate e drammi. Come è la vita: imperfetta. E nessuno meglio di chi abita nel nostro paese lo sa. (…) Una volta ci siamo incrociati negli studi Rai. Lui ha bofonchiato qualcosa, io pure, lui non ha capito, io nemmeno. Sono un timido. Mai avrei avuto il coraggio di dirgli “sono un tuo fan”. Questo è il solo contatto che ho avuto con Enzo Jannacci. (…) Ma una curiosità c’è: mio papà era stato suo compagno di classe, me ne parlava, me lo faceva ascoltare e mi faceva già ridere. Da adulto mi ha affascinato la dignità del comico che ha portato nella canzone d’autore e lo stile surreale della sua risata, che poi era il clima del Derby, il cabaret di Milano, che per ragioni anagrafiche ho mancato. Col senno di poi rimpiango di non avere avuto dieci anni di più: gli anni 70, dilaniati dal terrorismo, sul piano artistico sono stati tra i più liberi e rivoluzionari. In quegli anni ci sono tutti i miei dèi, uno di questi è proprio Enzo Jannacci. (dall’intervista ad Anna Bandettini, su Repubblica)
I BRANI DELLO SPETTACOLO, DI ENZO JANNACCI
Saltimbanchi Ci vuole orecchio Silvano Sopra i vetri Taxi nero La luna è una lampadina T’ho compraa i calsett de seda L’Armando El purtava i scarp del tennis (estratto) Faceva il palo Son s’ciopaa Parlare con i limoni Vivere Quando il sipario calerà
ELIO, biografia
Nato in una zona di Milano, in tenera età si trasferisce in un’altra zona di Milano, ma sempre in periferia. Poi dopo tanti anni va ad abitare fuori Milano, ma non tanto, dove abita tuttora, ma in periferia nella zona dove era andato in tenera età che ho detto prima. Milano, città che ha dato i natali ad Elio, è anche la città dove va a scuola, elementari, medie, liceo scientifico Einstein, con Mangoni, università di ingegneria (politecnico) terminata con calma, scuola civica di musica dove suona il flauto traverso e si diploma anche al conservatorio G. Verdi di Milano, che però G. Verdi è nato a Busseto ma non c’è neanche da fare il paragone per scherzo. In più gioca a pallone nella Milanese, nel Fatima, nel Corsico fino all’età di 18 anni, poi gioca a baseball nell’Ares, sport che gli piace tuttora. Obblighi militari assolti dall’86 all’88, dal 1979 cerca di far divenire realtà il sogno di Elio e le Storie Tese.
CI VUOLE ORECCHIO
una co-produzione AGIDI – International Music and Arts
regia e drammaturgia GIORGIO GALLIONE arrangiamenti musicali PAOLO SILVESTRI
con ELIO
SEBY BURGIO pianoforte MARTINO MALACRIDA batteria PIETRO MARTINELLI basso e contrabbasso SOPHIA TOMELLERI sassofono GIULIO TULLIO trombone
Un ringraziamento a MARCO PRESTA, FRANCESCO PICCOLO, MICHELE SERRA
XIX Gospel Explosion , Al via domani la diciannovesima Gospel Explosion con Karla Jones and The Sound Of Praise, in Sardegna per un tour di concerti in nove tappe
Da domani (martedì 21) a giovedì 30 dicembre la diciannovesima edizione di Gospel Explosion. Protagonista la formazione statunitense Karla Jones and The Sound Of Praise, in Sardegna per un tour di concerti in nove tappe ad Alghero, Arzachena, Carbonia, Iglesias, Oristano, Pula, Portoscuso, Sestu e Vallermosa. * Al via domani (martedì 21 dicembre) la diciannovesima edizione di Gospel Explosion, tradizionale appuntamento natalizio organizzato dall’associazione Progetto Evoluzione, importante realtà culturale di casa a Narcao (Sud Sardegna), che da oltre trent’anni dedica il suo impegno alla diffusione e divulgazione della musica afroamericana in Sardegna organizzando nel Sulcis il festival internazionale Narcao Blues.
Fino a giovedì 30 la manifestazione rivivrà i suoi appuntamenti in presenza, dopo l’edizione virtuale dello scorso anno per via dell’emergenza sanitaria, riportando così la magia del Natale con l’inimitabile spirito e il calore del gospel, il genere musicale nato negli anni Trenta del Novecento nelle chiese afroamericane cristiano-metodiste, e allargatosi progressivamente nell’intero continente nordamericano.
Protagonista, quest’anno, la formazione statunitense Karla Jones and Sound Of Praise, complesso vocale composto dal soprano Karla “KJ” Jones, dai contralti Rebecca Bascombe e Sharnecia Jones e dal tenore Brandon Bascombe, accompagnati da Joel Law al pianoforte, Jose Villalpando al basso e Nick Law alla batteria.
Nove le tappe in Sardegna per il gruppo originario della Florida: domani – martedì 21 – il debutto isolano è alle 21.30 presso la Chiesa di Santa Maria della Neve ad Arzachena; mercoledì 22 il tour prosegue alle 21 al Cinema Miramare di Alghero; giovedì 23 Karla Jones and Sound Of Praise saranno di scena alle 21 al Teatro Garau di Oristano, il giorno di Natale (sabato 25) alle 19 al Teatro Centrale di Carbonia, mentre per Santo Stefano (domenica 26) sono attesi alle 19 a Vallermosa nella Sala Teatro di via Salvo d’Acquisto; lunedì 27 appuntamento alle 19 al Teatro Maria Carta di Pula, martedì 28 alle 19.30 nella Chiesa della Madonna delle Grazie a Sestu; mercoledì 29 il giro dell’isola approda alle 18.30 nella Chiesa San Giovanni Battista a Portoscuso (SU); ultimo impegno a Iglesias, giovedì 30 alle 19 presso la Chiesa di San Pio X.
Tutti i concerti sono a ingresso gratuito, a eccezione degli appuntamenti di mercoledì 22 al Teatro Miramare di Alghero (biglietto a 15 euro, per informazioni contattare l’associazione culturale Music & Movie al numero 3401846468), di giovedì 23 al Teatro Garau di Oristano (biglietto intero a 15 euro, soci a 12 euro, under 15 a 10 euro; prevendita c/o L’Ente Concerti in via Ciutadella de Menorca – il mattino dalle ore 10 alle ore 12 e la sera dalle ore 17 alle ore 19; inizio prevendita lunedì 20 dicembre ) e di sabato 25 al Teatro Centrale di Carbonia (biglietti a 12 euro, in vendita a Carbonia presso Biagetti, in via Gramsci, 111).
Karla Jones and Sound Of Praise è una formazione originaria della Florida Centrale, guidata dal soprano Karla Jones, trascinante leader con numerosi concerti all’attivo negli Stati Uniti, che si caratterizza per le innate capacità vocali e una predisposizione spirituale che traduce in musica durante le sue esibizioni dal vivo. La sua imponente presenza scenica, accompagnata da una gioia contagiosa, permette all’intera formazione di esprimere al meglio il suo talento. L’ensemble, infatti, è capace di muoversi abilmente da un repertorio gospel molto tradizionale, spaziando per quelle cose sono le pietre miliari della grande black music americana.
MISURE DI CONTENIMENTO • Nell’attuazione delle misure sanitarie per contrastare l’emergenza coronavirus, l’ingresso agli eventi della rassegna sarà consentito a una persona per volta, con obbligo di mascherina e super green pass (certificato verde rafforzato che spetta ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19). Sarà cura dell’organizzazione mettere a disposizione del pubblico il gel per sanificare le mani. Accesso vietato alle persone con una temperatura corporea superiore ai 37 gradi e mezzo.
LA RASSEGNA • Sotto la direzione artistica di Gianni Melis e dell’Associazione Culturale Progetto Evoluzione, la rassegna Gospel Explosion ha portato nel corso degli anni in tutta la Sardegna il grande gospel statunitense, con importanti gruppi come The Harlem Messengers, Tony Washington Singers, Flossie Boyd Johnson & Favor, Friendly Travelers, Sjuwana Byers and Children of God, Oscar Williams & Perfected Praise, il London Community Gospel Choir, Followers of Christ, South Carolina Mass Choir e Cedric Shannon Rives. Nata con il preciso intento di dar continuità all’idea dell’associazione culturale Progetto Evoluzione di creare occasioni di sviluppo e crescita culturale in periodi dell’anno differenti da quello estivo, la rassegna è divenuta nel tempo uno degli appuntamenti più importanti nella mappa delle rassegne isolane e nazionali.
Per informazioni, la segreteria dell’associazione culturale Progetto Evoluzione risponde al numero 0781875071 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected].
Dalla Florida ad Alghero l’emozione del Gospel
ALGHERO. Il 22 dicembre alle 21 al Cinema Miramare di Alghero l’Associazione Culturale Music&Movie presenta “L’emozione del Gospel 2021”, un evento natalizio che farà emozionare grazie agli straordinari interpreti “Karla Jones & the Sound of Praise”.
In tournée con i suoi sette elementi tra cantanti e musicisti, la corale gospel arriva direttamente dalla Florida, per tenere ad Alghero l’unico concerto del 2021 in provincia di Sassari.
Sono artisti ricchi di talento, esperienza ed energia. KJ è nota per essere una trascinante leader di Praise & workshop (pastore di preghiera e di lode), capace di entusiasmare le platee di concerti ed eventi musicali americani attraverso un sound ricco di fede, soul and talent.
Il gruppo The Sound Of Praise le permette di esprimere al meglio il suo talento, e il suo sorriso contagioso e la sua presenza scenica convincono tutti a cantare con lei.
L’ensemble è in grado di confrontarsi con un repertorio gospel molto tradizionale ma anche di fare un tuffo nel repertorio “inspirational” della grande Black music americana. Per informazioni e prevendita (prevista anche il giorno del concerto) contattare il numero 3401846468 (Roberto Manca).
Omar Pedrini in concerto a Santa Teresa Gallura il 29 dicembre
Entrambe le serate sono organizzate dal Comitato dei Fidali 78 in collaborazione con il Comune di Santa Teresa.
La Sardegna si prepara a riaccogliere un artista rock italiano da sempre molto apprezzato nell’isola: Omar Pedrini, ex leader della storica band Timoria e affermatissimo cantautore e chitarrista, il 29 dicembre suonerà in piazza Vittorio Emanuele a Santa Teresa Gallura. Pedrini farà un concerto di circa due ore in cui ripercorrerà il suo vastissimo repertorio che comprende decine di brani indimenticabili dei Timoria e tante altre canzoni pubblicate durante la sua lunga carriera da militante del rock. Con lui, salirà sul palco la Omar Pedrini Band, una formazione di quattro musicisti che avrà il compito di alzare il livello di energia del live. La serata sarà aperta dai deejay teresini Country Cousin.
“Sono incredibilmente felice di poter suonare di nuovo in Sardegna – dichiara Pedrini – chi mi conosce sa benissimo quale sia il legame forte che ho sempre avuto con questa terra. Il pubblico sardo per me è speciale, è un popolo a cui ho dato tanto e da cui ho ricevuto tanto. Anni fa ho partecipato a Sardegna Chiama, l’iniziativa pensata dal mio amico fraterno Paolo Fresu a sostegno dei minatori del Sulcis; molto spesso mi faccio fotografare col mio mantello dei 4 mori… è un rapporto che nasce dai primi concerti dei Timoria perché il nostro primo bassista, Pietro Paolo Pettenadu, era di origini sarde. Insomma, è un rapporto forte che nasce tanti, tanti anni fa. Perciò sono assolutamente carico – conclude Pedrini – e vi aspetto tutti a Santa Teresa per passare una grande serata insieme”.
L’evento è organizzato dal Comitato Fidali 78, è finanziato dal Comune di Santa Teresa Gallura ed è inserito nel tabellone delle manifestazioni natalizie organizzato dall’amministrazione comunale.
Oltre al concerto di Omar Pedrini, il Comitato ha messo in programma diverse altre iniziative, tra cui spicca il concertone di Capodanno che si svolgerà la sera del 31 dicembre. Sul palco allestito in piazza, saliranno diversi dj locali che si sfideranno a colpi di musica dance; seguirà l’esibizione del cabarettista sardo Enzo Mugoni e, in chiusura i fuochi d’artificio e infine il dj Fargetta, figura chiave della musica dance anni 80 e 90 in Italia.
Un altro evento in piazza di sicuro impatto si svolgerà il 23 dicembre con il concerto del Coro Gospel Movin’on up: l’ensemble musicale ripercorrerà le grandi canzoni che hanno caratterizzato la vita religiosa (e non solo) dell’America più profonda negli ultimi 100 anni. La serata sarà aperta dalla band Krakatoa.
Durante ogni evento in piazza, il Comitato Fidali 78 sarà presente con un punto di ristoro.
Sassari, sabato all’Auditorium provinciale la sesta edizione di “Un bullo da Palcoscenico”
SASSARI. Canto, musica, danza e teatro: arte e spettacolo ma soprattutto tanto divertimento saranno ancora una volta gli ingredienti della sesta edizione di “Un bullo da palcoscenico”, che sabato 4 dicembre, alle 20.30 accoglierà all’Auditorium provinciale di via Montegrappa le performance di circa quaranta ragazze e ragazzi in arrivo da tutta la Sardegna.
Ventisei esibizioni in totale sotto la conduzione del direttore artistico Roberto Manca, che con leggerezza e ironia darà spazio alle doti artistiche di studentesse e studenti delle scuole di primo e secondo grado, portandoli all’attenzione di un tema delicato e di forte attualità.
Il messaggio rivolto alle giovani generazioni è quello di veicolare le proprie energie in maniera positiva, rifuggendo da ogni forma di bullismo per affrontare con vero coraggio un palcoscenico che rappresenta la metafora della vita.
Tutto questo di fronte a un pubblico che nella serata finale ha raggiunto anche il numero di 1400 spettatori, limitati stavolta a un massimo di duecento unità per via delle precauzioni legate alla pandemia. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Music&Movie con il patrocinio della Regione Sardegna, del Consiglio regionale della Sardegna, della Fondazione di Sardegna ed Endas Sardegna.
Sotto le luci della ribalta si esibiranno Manuel Sechi, Andrea Idini, Sofia Zironi, Graziano Picoi & Chanel Corda, Nicole Leggieri, Michele Sergi, Simone Mocci, Francesca Puggioni, Lucia Manca, Francesca Casula, Matilde Manzoni, Michela Serra, Alice Sanna, Simone Solari, Giulia Baldinu, Francesca Piga, Nicola Dessole, Luca Rocca, Mattia Cherchi, Dina Mannazzu, Raffaele Balzanti, Morris Iovine, Daniele Tramaglino, Angelica Mosino e le due band Key For Brain e Radiocination. Provengono da Alghero, Porto Torres, Tissi, Osilo, Olbia, Budoni, Telti, Buddusò, Quartu, Barumini, Terralba, Sassari e Cagliari.
Come ogni talent che si rispetti non può mancare una giuria di provata competenza nei diversi settori artistici, formata in questo caso da Sharon Podesva, Simona Cillo, Lory Warner, Rita Casiddu, Ilenia Romano, Laura Monachella, Peppino Anfossi e Laura Calvia. Presenti anche le cinque storiche opinioniste del progetto, Pina Ballore, Maria Paola Curreli, Silvia Pilia, Anna Laura Tocco e Veronica Dessì.
A portare il loro messaggio di sensibilizzazione da Torino ci saranno Maria Catrambone Raso e Aldo Ruffino di Rivoli, genitori di Michele Ruffino, la cui storia è emblematica delle tragiche conseguenze che può causare questo grave fenomeno in età adolescenziale. Interverranno inoltre il consigliere regionale Antonio Piu e due delegati della Polizia Postale di Sassari, che quotidianamente impegnati nel prevenire e combattere atti di bullismo e cyber-bullsmo.
L’evento è aperto a tutte/i. Per info e prenotazioni contattare il 3401846468.
Giovanni Luca Valea: il singolo “Canzone per un mezzo uomo” anticipa l’ep “Iniziali”
Dal 24 novembre in radio e sui digital stores il singolo Canzone per un mezzo uomo di Giovanni Luca Valea, che anticipa l’epIniziali, primo lavoro in studio del cantautore, di prossima uscita per La Stanza Nascosta Records.
Il brano, sorretto da un arrangiamento vagamente radioheadiano, non concede quasi nulla al format del pop-rock tradizionale, dipanandosi in un crescendo sonoro ed emotivo, enfatizzato dalle architetture d’archi e dalle suggestioni della parte corale.
In Canzone per un mezzo uomo Valea sembra forzare i codici del cantautorato classico- dal quale pur prende le mosse – e coniare un linguaggio musicale peculiare, forte di una disarmante sensibilità testuale e interpretativa.
E’ disponibile anche il videoclip ufficiale, per la regia di Alessandro Mancuso (Zeta Focus)
Il videoclip– racconta il regista Alessandro Mancuso- vuole raccontare la genesi del brano ed è giocato sul “calore” dei colori e della fotografia. Abbiamo voluto dare un tono malinconico e riflessivo alla sessione in studio, complice anche l’immagine di Giovanni Luca, colto quasi nell’atto di parlare a se stesso, riflessa sul vetro.
Link al videoclip:
Questa canzone è il dono di una notte. Ricordo di averle dato una veste minima al pianoforte, tra una sigaretta e l’altra. Insieme, naturalmente, a molto sconforto e ad un po’ d’orgoglio. Mi rivolgo ad un uomo che ha trattenuto una donna che ho molto amato – era un tempo lontano, che spetta quasi alla leggenda – con ricatti terribili. Così, dalla mia prospettiva non sempre innocente, ho potuto ammirare veri e propri capolavori: dalle sue minacce di suicidio a profonde crisi esistenziali; ma oggi non è più così importante. I sentimenti fluiscono velocemente: fatto quello che dovevo, i rapporti sono cessati in fretta. Quello che ho potuto dire con questa canzone, l’ho detto. Ho avuto la fortuna di tornare, prima del previsto, ad altre occupazioni.
Dal punto di vista musicale, ho profondamente amato l’arrangiamento di Salvatore Papotto, capace di cogliere l’intimismo del brano così come la sua auspicabile universalità, quasi liberatoria. I cori di Angela De Luca e Giulia Mugnaioni amplificano lo stupore, chiari e infiniti come sono.
Devo molto a due maestri, Claudio Biancalani e Ivan Sardella, che hanno aiutato la mia ma mano che cadeva sul pianoforte. Senza di loro, la canzone sarebbe rimasta su un mucchio di fogli di una camera qualsiasi.
Videoclip: Zeta Focus, regia di Alessandro Mancuso
Sassari, dal 12 novembre al Vecchio Mulino gli incontri con gli autori dell’Istituto Bellieni
SASSARI. Tre appuntamenti al Vecchio Mulino di Sassari con al centro il mondo del libro per condurre il lettore nei luoghi, nella la storia, nella filosofia, nella cultura e nella lingua della Sardegna, alla quale sarà dedicato uno speciale omaggio conclusivoattraverso il concerto di Beppe Dettori.
L’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari riprende le attività in presenza, e offre al pubblico la possibilità di scoprire gli ultimi prodotti editoriali in compagnia degli autori, con i quali sarà possibile confrontarsi e dialogare.
Venerdì 12 novembre alle 18, il direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna, presenta la sua ultima fatica letteraria, dal titolo “L’inquieto esistere” (Edes 2020), un saggio sulla figura di Salvatore Satta e sull’opera “Il giorno del Giudizio”, una sorta di viaggio tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze descritte in questo grande capolavoro del Novecento. Ma non solo. Il volume nasce nel contesto della ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” costituisce la prima tappa. Il lavoro di ricerca, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei luoghi.
La nuova edizione del libro “A sa sarda. Solutziones de sos esertzìtzios” (Edes 2020), sarà invece presentata giovedì 25 novembre, alle 18, dall’autrice Francesca Sini, operatrice linguistica Is.Be. Attraverso testi ed esercizi, il libro mostra come la lingua sarda possa entrare senza problemi nel linguaggio della didattica e dell’insegnamento scolastico, seguendo in questo caso i criteri ortografici della Limba sarda comuna (LSC), riconosciuta dalla RAS in coufficialità con l’italiano a partire dal 2006.
L’appuntamento finale di questo ciclo di presentazioni si terrà venerdì 3 dicembre, dalle 18, con l’illustrazione dei “Quaderni di filosofia” (Edes 2020), a cura di Michele Pinna e Daniela Masia Urgu, e i “Quaderni di storia” (Edes 2020), a cura di Stefano Alberto Tedde e Michele Pinna. La serata si concluderà con il concerto di Beppe Dettori e il suo Trio Fish&Meat, formato da Giovannino Porcheddu e Andrea Pinna, che si esibiranno con un repertorio musicale in lingua sarda.
L’ingresso è libero a numero chiuso, ma occorre essere muniti di green pass. Agli aspetti culturali e artistici della tradizione farà da cornice l’accostamento gastronomico, anch’esso dai profondi richiami culturali, grazie al circolo enogastronomico “Il Vecchio Mulino, che si distingue per l’originalità dei piatti tipici. Solo per l’evento conclusivo è possibile partecipare alla cena, su prenotazione, contattando l’indirizzo email [email protected] o il numero 079 230268.
Grazia Di Michele incanta il pubblico di San Teodoro: l’arte di Marisa Sannia rivive in “Poesie di carta”
Grazia Di Michele in concerto a San Teodoro
SAN TEODORO. “Con le parole si dicono cose umane, con la musica si esprime ciò che ognuno di noi ha dentro e non sa definire”. La voce delicata e profonda di Marisa Sannia rompe il silenzio nell’attesa del concerto. È solo una registrazione, ma è subito magia. Grazia Di Michele giovedì sera ha dato il via così al suo nuovo progetto musicale “Poesie di Carta”, presentando in prima assoluta al pubblico di San Teodoro lo speciale tributo all’artista sarda scomparsa nel 2008.
Sul palco di Piazza di Gallura ha preso vita un concerto autentico, animato dal comune amore delle due donne per la poesia, nel fluido alternarsi di emozioni cantate in italiano, in sardo e spagnolo. Fin dai primi brani in scaletta il pubblico è stato rapito dall’intreccio indissolubile di musica e parole, a partire dalla struggente ballata “Melagranàda ruja”, scritta da Ciccittu Masala, e dall’intensità di “Laberintos y espejos” di Federico Garcia Lorca.
Palpabile l’energia del gruppo per l’entusiasmo di suonare finalmente insieme dal vivo. La voce della cantautrice romana accompagnata dalle note di Marco Piras al pianoforte, Fabiano Lelli alla chitarra, Fabrizio Fabiano al violoncello e Bruno Piccinnu alle percussioni, ha incantato la platea con le immagini evocative de “Il marinaio blu” e le trasognanti atmosfere iberiche di “He cerrado mi balcón” e di “El abanico”.
Lo spettacolo è entrato nel vivo con l’immancabile ricordo del legame d’amicizia e del sodalizio artistico fra la Sannia e Sergio Endrico, attraverso le note di “Come stasera mai”. Endrigo fu il primo a riconoscerne il talento, tanto che nel 1970 lei gli dedicò l’intero album “Marisa Sannia canta Sergio Endrigo… e le sue canzoni”.
Filo conduttore è stato il meraviglioso album “Rosa de Papel”, nel quale “la gazzella di Cagliari” aveva saputo trasformare magistralmente in musica molti dei versi di Federico Garcìa Lorca. Tra i brani proposti a San Teodoro: “El nino mudo”, “Aguila de los ninos”, “Canción China en Europa”, lacanzone piena di ore perdute nell’ombra “Verlaine” e la trascinante melodia “Chie sò”, applauditissime dal pubblico che ha reclamato il bis.
Il quintetto ha infine eseguito la celebre “Casa Bianca” (seconda classificata al Festival di Sanremo 1968) e ha chiuso con un capolavoro di Grazia Di Michele,“Le Ragazze di Gauguin”, il cui ritornello è statocantato all’unisono con il pubblico, come a suggellare l’omaggio di una donna a un’altra donna, a “un altro dolce mistero che il tempo non cambierà”. Il concerto ha inaugurato le quattro serate di spettacoli della sesta edizione del festival “Musica dalle Finis Terrae”.
“Poesie di carta” sarà riproposto nell’Isola il prossimo anno, con alcune date già in calendario a gennaio a Macomer, Oristano e San Gavino. «L’intento è quello di far conoscere a tutti, e di ricordare a chi già lo apprezza, il prezioso patrimonio artistico che rappresenta il lavoro della Sannia – ha affermato Grazia Di Michele – rispettando al contempo l’umiltà e la riservatezza che l’hanno contraddistinta come donna».