ALGHERO RITORNA LA CAPITALE DELL’ESTATE IN SARDEGNA

Musica, cinema, teatro e cultura: è l’estate di Alghero. Amministrazione e Fondazione ripartono con entusiasmo e riprendono ad investire in eventi e spettacoli per tutti i gusti. Un filo lungo che arriva a Sant Miquel, per continuare poi verso il Cap d’Any

D.D. Bridgewater (11 luglio), Paolo Fresu (6 agosto), Mario Biondi (10 agosto), Francesco De Gregori (17 e 18 agosto), Rkomi (20 agosto), Edoardo Bennato (28 agosto), Antonello Venditti (17 e 18 settembre). In mezzo Nick The Nightfly, Franca Masu, Enzo Favata, i Tazenda, Sade Mangiaracina, i concerti d’autore del Barnasants e tanti altri artisti sulla scena internazionale. Grande spazio al teatro, alla musica ed alla danza con le firme prestigiose di Caterina Murino e Stefano Artissunch, Maurizio Rippa, Drusilla Foer, il chitarrista e compositore Mark Lettieri (Snarky Puppy), Stefano Mazzotta, ma anche il telecronista sportivo Federico Buffa e il giornalista televisivo Vincenzo Mollica. Ed ancora, festival contemporanei, numerose presentazioni di libri, racconti, mostre dell’ingegno artistico, pittura, cinema all’aperto e grande fotografia, sport internazionale.

La città di Alghero ritorna la capitale dell’estate in Sardegna e si riprende lo scettro di “Regina” degli eventi, riattivando un percorso interrotto soltanto dalla pandemia che ha condizionato programmi e investimenti. Nuova la location dei grandi concerti, nell’Arena Rugby Maria Pia, che si affianca al tradizionale palco del grande jazz internazionale, nello spazio di Piazza Lo Quarter. Questa mattina la presentazione ufficiale del ricco calendario di eventi e manifestazioni alla presenza del presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu, e del sindaco di Alghero Mario Conoci. Al loro fianco l’assessore al Turismo ed alla Cultura Marco Di Gangi e i membri del Consiglio di amministrazione della Fondazione Alghero, Pierpaolo Carta e Sara Govoni, oltre ai referenti delle numerose associazioni ed enti che collaborano alle manifestazioni. Difficile nominarle tutte, da Insula Events a Sardegna Concerti, passando per la Cedac, l’Umanitaria e Bayou Club, La via del Collegio, Jana Project.

“E’ soprattutto grazie alla loro collaborazione e professionalità se si è potuto definire un cartellone così importante, considerato il difficile periodo condizionato dal Covid. Un grande passo verso la definitiva rinascita del territorio”, ha sottolineato il presidente Andrea Delogu, che ha ringraziato l’Amministrazione comunale per l’impegno e i numerosi operatori culturali locali che con ingegno e determinazione hanno arricchito un calendario straordinario per qualità e innovazione. Soddisfazione espressa a chiare lettere anche dal vice-presidente della Fondazione Alghero. “E’ una bella iniezione di fiducia per la città, per le imprese culturali e turistiche del territorio” le parole di Pierpaolo Carta.

“Iniziamo a vedere un orizzonte davvero incoraggiante e di prospettiva. Finalmente Alghero guarda avanti. Ci sono tutte le condizioni affinché si possa pensare che il peggio è passato. Il calendario di eventi estivi è un filo lungo che arriva a Sant Miquel, per continuare poi verso il Cap d’Any. Una stagione che vede ripartire anche il nostro aeroporto, protagonista di una programmazione incoraggiante dei collegamenti che vuole riportare il territorio alla situazione pre-covid per mettere al centro il rilancio del turismo. Eventi sportivi, cultura, spettacolo, qualità delle scelte: sono gli ingredienti che l’Amministrazione e la Fondazione Alghero mettono in campo per promuovere la destinazione, mentre continuiamo a sostenere parallelamente una campagna di vaccinazioni che ci possa consentire di riprenderci il nostro futuro” ha sottolineato il sindaco Mario Conoci.

L’assessore al Turismo e Cultura Marco Di Gangi rilancia ed anticipa che il cartellone, già denso, verrà comunque arricchito con ulteriori proposte in fase di definizione. “Alghero si riappropria del ruolo guida in Sardegna, con eventi e iniziative capaci di soddisfare un’ampia gamma di gusti e di sensibilità. Si va dalla musica apprezzata dai giovanissimi a quella dei cantautori italiani più prestigiosi, dalla letteratura, al cinema, all’arte contemporanea. Un passo avanti per contribuire a ridare alla nostra Città quel ruolo e quel dinamismo che l’hanno sempre caratterizzata. Un’estate 2021 ricca di offerte di intrattenimento, idonea a rendere ancor più piene e gratificanti le vacanze di chi sceglierà Alghero”.






IN VACANZA CON IL JAZZ
In Sardegna due campus jazz estivi unici in Italia
dedicati all’educazione musicale dei più piccoli.
Da un’idea di Paolo Fresu e Sonia Peana, insieme nella vita e nell’arte.

Comunicato stampa

Da 33 anni si tiene a Berchidda il festival Time in Jazz, una delle più importanti manifestazioni mondiali dedicate alla musica Jazz, nel 2020 insignito dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Ideato dal jazzista Paolo Fresu, ha ospitato nel corso degli anni musicisti di fama mondiale diventando appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati.

Nelle ultime edizioni spazio sempre più rilevante è stato dato all’educazione musicale delle bambine e dei bambini, sotto l’attenta direzione di Sonia Peana, violinista dall’intensa attività concertistica in Italia e all’estero cui affianca da molti anni la didattica musicale rivolta ai bambini. Sonia Peana “portatrice dei doni dei grandi ai bambini”, come sua madre che era maestra elementare, è la moglie di Paolo Fresu con cui condivide il progetto all’interno del quale cura Time to Children tutta la parte dedicata ai più piccoli.

È nato così TIME TO CAMPUS, il cui progetto è stato presentato in conferenza stampa, introdotto da un video messaggio della Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti che ha commentato: «Una bellissima iniziativa, uno spazio per educare in una dimensione di comunità, di condivisione, di creatività e d’incontro. Sono grata in particolare ai direttori artistici Paolo Fresu e a Sonia Peana, alla direttrice generale Mattea Lissia e a tutti i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine che l’animeranno e che potranno scoprire, attraverso la musica, un modo bello per entrare in relazione con sé e con gli altri, dopo questo momento difficile. Questo progetto» ha proseguito la Ministra «è stato finanziato dal dipartimento delle politiche della famiglia, all’interno del bando EduCare, che ha voluto mettere al centro la creatività e l’innovazione del terzo settore, così attivo nel nostro paese nell’ambito dell’educazione non formale, che è un processo davvero di comunità che si sta consolidando sempre più. La musica è uno strumento straordinario in questa direzione perchè può valorizzare le competenze personali, ma soprattutto può creare quello spazio di fiducia e di speranza nei confronti dei più piccoli, capace di riattivare i loro sogni e le loro ambizioni, facendo si che trovino uno spazio, una cittadinanza all’interno della nostra comunità.»

Due saranno i campus settimanali gratuiti, rivolti ai bambini tra gli 8 e gli 11 anni, in una nuovissima e originale modalità educativa, che ha nel jazz il principale strumento di didattica musicale. In ciascuno di essi i bambini vivranno una settimana intensa e ricca di appuntamenti: laboratori di avvicinamento e sensibilizzazione di tecniche di improvvisazione, ascolto/lettura di fiabe africane, altri tipi di reading, alcuni dei quali anche musicati, escursioni, percorsi didattici ed esperienziali, attività sportive e nella natura, attività tradizionali/artigianali/manuali.

Tante le opportunità per i bambini di incontrare artisti e artigiani che dialogheranno con loro accompagnandoli in questo percorso culturale. Da Ambrogio Sparagna, tra i più importanti musicisti della musica popolare europea, fondatore dell’Orchestra Popolare Italiana, con all’attivo numerosi progetti realizzati con artisti e solisti da tutto il mondo, ad Alien Dee, il migliore beatboxer italiano in assoluto (l’arte di sostituire alla musica il solo utilizzo dell’apparato respiratorio/vocale) che dal 2003 è il rappresentante italiano nella scena del beatbox mondiale, a tantissimi altri grandi artisti compresi ovviamente Paolo Fresu e Sonia Peana.

«L’Associazione culturale Time in Jazz è da sempre attenta ai bisogni delle comunità e ha trasformato in 34 anni il festival internazionale di jazz in un perenne laboratorio culturale. “Time to campus” e “Time to children” rientrano perfettamente in questo progetto, sviluppando i temi della musica, della natura, della sostenibilità ambientale e del sociale che esprimono i nuovi bisogni dettati dalla pandemia. Il tema dell’infanzia suggerisce una riflessione sul bisogno di cultura e creatività utile a costruire la società del futuro e pone istanze alle quali, tutti, dobbiamo dare impellenti risposte» commenta Paolo Fresu, mentre Sonia Peana aggiunge: «Time to campus inaugura, quest’anno, la stagione estiva dedicata ai bambini, che continuerà poi con Time to children. Mai come in questi ultimi mesi, bambini e ragazzi sono stati privati di occasioni collettive in cui poter sviluppare l’aspetto creativo e sociale. Utilizzando linguaggi quali il jazz e le musiche improvvisate, la musica tradizionale e la tecnica beatbox, ascoltando le esperienze di vita di personaggi dello sport e dell’arte, si favorirà lo sviluppo del bambino come individuo “cosmico”, termine caro in ambito filosofico-educativo e in tema col Festival Time in Jazz, quest’anno dedicato alle stelle».

TIME TO CAMPUS riserva anche uno spazio agli anziani del paese con il progetto S’aradio de minores e mannos: un ponte ideale che unisce le case e le persone, dando l’opportunità a sos mannos (gli anziani) di Berchidda di partecipare a distanza a ciò che faranno sos minores (i ragazzi). Ogni giorno, infatti, alcuni laboratori saranno trasmessi in RADIO e raggiungeranno le 250 famiglie sintonizzate sulle frequenze della radio parrocchiale.

TIME TO CAMPUS è un nuovo originale servizio di welfare di comunità ed è realizzato con il sostegno del Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Consiglio dei Ministri e sotto la direzione artistica di Paolo Fresu e Sonia Peana.

Sulle orme di Time in jazz e la sua anima green, anche TIME TO CAMPUS è attento all’ambiente e alla sostenibilità, e si svolgerà con il sostegno di Mereu Auto con le sue auto ibride e Rau Arte Dolciaria che continua a realizzare artigianalmente i suoi prodotti prediligendo l’utilizzo di materie prime locali.

TIME TO CAMPUS in pratica:
sono previsti due campus riservati a 21 bambini ciascuno della durata di una settimana: uno dal 5 al 9 luglio e uno dal 12 al 16 luglio.
Tutte le attività ludico-educative (pranzo e merenda inclusi) sono gratuite e si svolgeranno dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì.
I luoghi delle attività saranno quasi totalmente all’aperto per recuperare la socialità e il rapporto con l’ambiente.

Tutte le informazioni sul sito www.timeinjazz.it al link https://timeinjazz.it/timetocampus e sulle pagine Facebook e Instagram dedicate a Time to Campus.

Ci si iscrive inviando una mail a [email protected].

A Berchidda ci sono strutture convenzionate con l’associazione Time in Jazz che offrono pacchetti di vitto e alloggio per le famiglie. Per info su luoghi, eventi, servizi, ristoranti, strutture ricettive e simili contattare Laura Pes, E-mail: [email protected], telefono 334 58 77 178.

La 33esima edizione di Time in Jazz, festival ideato e diretto da Paolo Fresu a Berchidda, dove è nato, si tiene dal 7 al 16 agosto. A Berchidda pulsa il cuore dell’organizzazione e della manifestazione. Time in Jazz si snoda anche attraverso una quindicina di altri comuni e località del nord dell’isola facendo tappa con i suoi concerti del mattino e del pomeriggio in spazi e scenari sempre differenti, tra chiesette di campagna, scorci di mare, piazze, boschi, siti archeologici. Al suo interno da qualche anno si svolge – con il patrocinio dall’associazione Il Jazz va a Scuola e il sostegno del Banco di Sardegna – anche Time to Children dedicato all’educazione musicale dei bambini. Tra gli sponsor di Time to Campus il prezioso contributo di Sardinia Ferries.

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Il teatro Comunale riapre al pubblico con un grande concerto sinfonico

Sul palco l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio

direttore Andrea Raffanini

28-29 maggio ore 20

Ritorna la musica sinfonica al Teatro Comunale con un doppio appuntamento venerdì 28 e sabato 29 maggio alle 20 che avrà come protagonista l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Canepa diretta da Andrea Raffanini. L’ensemble torna così al Comunale dopo più di un anno con una serata finalmente aperta al pubblico. Il concerto sarà anche trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Conservatorio Canepa e di Canale 12.

Il consueto concerto di fine maggio rappresenta uno degli eventi più attesi del panorama musicale del nord Sardegna. “L’Orchestra sinfonica – dice il direttore del Canepa Mariano Meloni – composta da una compagine di circa sessanta elementi formata da studenti, ex studenti e docenti del Conservatorio è una delle poche realtà artistiche del territorio che in diversi momenti dell’anno regala alla città concerti sinfonici e sinfonico-corali. Per l’occasione sarà proposto un programma che mette insieme pagine importanti della storia della musica scritte da compositori simbolo della cultura europea. Come ormai tradizione il concerto vedrà anche la partecipazione di due giovani allievi del Canepa selezionati come ogni anno tramite audizione”.

L’orchestra del Conservatorio nasce nel 2002 in seno all’istituzione di alta formazione e inizia subito un ‘intensa attività tenendo una quarantina di concerti nei primi 3 anni di vita. Nel 2004 compie una tournée di dieci concerti in Argentina. In questi 19 anni l’orchestra è stata diretta da prestigiosi direttori come: Umberto Benedetti Michelangeli, Massimo Pradella, Pietro Borgonovo, Augusto Vismara, Ernesto Gordini, Michele Mitti. Il suo vasto repertorio spazia dalla musica barocca al novecento.

Alla guida dell’ensemble da 7 anni anni è il maestro Andrea Raffanini, docente di esercitazioni orchestrali del Canepa, dirige nel repertorio operistico, sinfonico e da camera, numerose orchestre in diversi importanti teatri internazionali.

“Questo concerto, finalmente aperto al pubblico, -dice il Presidente Ivano Iai – è dedicato agli studenti, ai docenti, alla dirigenza e a tutto il personale del Canepa che in questo difficile anno hanno dato prova di serietà e sensibilità lodevoli”.

Ad aprire la serata sarà il giovanissimo Carlo Cesaraccio impegnato nel concerto per oboe e orchestra “KV 314” in do maggiore di Mozart. In questa celebre composizione scritta nel 1777 lo strumento solista primeggia nelle piacevolissime ed eleganti linee melodiche tipicamente mozartiane e nelle brillanti cadenze. La serata proseguirà con il famosissimo concerto per chitarra e orchestra denominato “Concierto de Aranjuez”, il lavoro più noto del compositore spagnolo Joaquin Rodrigo scritto all’inizio del 1839 a Parigi. Alla chitarra un altro giovane talento sardo: Davide Mascia.

In chiusura di concerto si potrà gustare l’esecuzione dell’ottava sinfonia in fa maggiore op. 93 di Beethoven. Il lavoro si compone di quattro movimenti e fu composto tra il 1811 e il 1812. La prima esecuzione risale al 27 febbraio 1814 alla Großer Redoutensaal del Burgtheater di Vienna.

Nel rispetto delle norme anti-covid gli ingressi saranno liberi ma contingentati e fino ad esaurimento posti con obbligo di prenotazione al botteghino del Teatro Comunale nei giorni 26, 27 maggio dalle ore 17 alle ore 20. Per informazioni telefonare durante gli stessi giorni e orari al numero 079 290881 www.Conservatorio.sassari.it




MAURO USELLI E GIOVANNI CORREDDU PER ALGHERO NEL “ CONCERTO LIBERO”

Il concerto live dei due artisti Mauro Uselli e Giovanni Correddu ha dato il buongiorno alla città di Alghero, questo fine settimana, il primo weekend in zona gialla che vuole in qualche modo segnare l’inizio della ripartenza post pandemia. Un incontro speciale quello dei due artisti musicisti che si sono dati appuntamento in piazza della Juharia, nel cuore del centro storico di Alghero come due amici normalissimi che dopo il caffè dialogano in musica come fossero nel loro studio o nella sala d’incisione. Invece Mauro Uselli, flautista ideatore regista di questo “Concerto libero”, ha suonato insieme al pianista Giovanni Correddu, in una esibizione straordinaria che Alghero ha già avuto modo di ospitare in passato nelle edizioni dei “Risvegli del mattino”. Mauro Uselli, artista flautista maestro e compositore, noto a livello internazionale e protagonista di numerosi concerti live in viaggio tra l’Inghilterra, la Spagna e l’Italia incontra la straordinaria bravura di Giovanni Correddu, pianista organista veneto di Portogruaro di origini sarde, diplomato in organo e composizione al conservatorio, da qualche anno trasferitosi in Sardegna. Artisti impegnati concertisticamente lontano da casa ma quando si tratta di esibirsi in Sardegna, lo fanno con grande gioia. Un appuntamento speciale nato esclusivamente come omaggio e auspicio, in un luogo simbolo all’interno delle mura catalane, che testimonia l’insediamento ebraico, uno tra i più importanti della Sardegna. Alle 7 del mattino flauto e pianoforte in modalità organo hanno dato vita alle prime sonate di Bach, un inno alla quiete che ben si armonizza tra le imponenti architetture storiche. L’amplificazione ha permesso di diffondere la musica che divenuta un fiume in piena, rincorreva i vicoli acciottolati del centro per fondersi nella foce del mare, davanti Porto Salve. Oltre alle sonate di Bach scritte per flauto e organo, i due artisti hanno proposto due standars, tra cui la conosciutissima “Over the Rainbow”, che ha scatenato l’applauso finale . Uno spettacolo musicale riuscitissimo, che intende traslare la potenza della musica su un concetto di urbanità che spesso non riusciamo a condividere. Non solo: l’obiettivo di queste performance è la connessione con i luoghi della socialità per ritrovare un perduto senso dell’urbe come luogo in cui vivere, incontrarsi e interagire. Interagire persino con la bellezza dei luoghi che la musica non fa altro che incorniciare e rendere ancora più affascinanti. E una città come Alghero di fascino può vivere e programmare il suo futuro.
Il concerto, richiesto a gran voce dai follower del maestro Uselli, vuole farsi portavoce di virtù e coraggio: il percorso musicale che Uselli metterà in scena in diversi luoghi simbolo della città di Alghero diventa filosofia e spiritualità. Non si rincorre il pubblico ma lo si guida nella propria intimità, in uno spazio naturale dove non è necessario mostrarsi e piacere ma semplicemente essere. Cosi la musica porta avanti la bellezza come fine ultimo dell’essere umano, risollevando la dialettica estetica del bello che nulla a che fare col marketing autocelebrativo di cui oggi la società moderna è satura. Con la sola purezza d’animo si riesce a cogliere il bello della musica e della vita, senza scadere nel materialismo. Ed è uno degli aspetti questo che identifica la musica di Uselli. Sempre lontano dai riflettori della mondanità, artista purista dei sentimenti musicali, che non smetterà mai di diffondere. Un abstract del concerto è stato pubblicato sulla pagina Facebook dell’artista algherese. Per chi volesse riascoltarlo, questo il link di riferimento https://www.facebook.com/watch/?v=643374396618956. Il prossimo appuntamento con i due artisti, la cui data è ancora in stand by, è per un caffè musicale sullo scoglio di “El Trò”, lungomare D




Si apre allo Spazio Faber la stagione musicale di Tempio Pausania.
Appuntamento sabato 22 maggio alle ore 19 con il
Quintetto di fiati “Ensemble Ellipsis” e la rassegna di musica classica
“Sonum Templi”

Dopo un anno in cui la cultura e lo spettacolo dal vivo sono stati fortemente penalizzati dall’evolversi della pandemia, l’amministrazione comunale è lieta di annunciare la ripresa delle attività di spettacolo in presenza di pubblico con il primo degli appuntamenti che il Comune di Tempio Pausania vuole dedicare alla musica dal vivo.
“In questi mesi, nonostante il prolungato e doloroso blocco delle attività di spettacolo e culturali– dichiara l’Assessore al Turismo, Spettacolo e Sport Elizabeth Vargiu – abbiamo ricevuto numerose proposte interessanti sia da parte di associazioni locali che da alcune associazioni che pur non essendo di Tempio volevano far conoscere le loro produzioni e le loro attività al pubblico tempiese e alla Gallura. Abbiamo molto apprezzato la volontà di tutti di reagire e di mettersi in gioco, malgrado le tante difficoltà di questo periodo e ci è sembrato doveroso, in questo momento, assicurare a tutti la nostra attenzione e il nostro sostegno”.

Ad inaugurare la stagione musicale 2021 – nell’ambito del progetto “Tempio città della musica” – sarà la rassegna di musica classica “Sonum Templi”, organizzata in collaborazione con l’Associazione Ellipsis di Sassari, che firma la direzione artistica del progetto che prevede sei incontri tra maggio e novembre.
Il primo appuntamento della manifestazione si terrà sabato 22 maggio 2021 alle ore 19 presso lo Spazio Faber, uno dei luoghi che Tempio ha consacrato alla musica, e vedrà come protagonista l’Ensemble Ellipsis nella formazione di quintetto di fiati composto da Tony Chessa (flauto), Alberto Cesaraccio (oboe), Antonio Puglia (clarinetto), Roberto Mura (corno) e Giovanna Virdis (fagotto). Per l’occasione il Quintetto presenterà una nuova produzione, viaggio esplorativo nel repertorio classico, che spazia tra brani per fiati di compositori classici quali Grieg, Farkas, Ibert, Agay e Strauss. Il quintetto di strumenti a fiato è infatti una delle formazioni che tra ’800 e ‘900 ha riscosso maggior interesse da parte dei compositori classici, basando la propria forza espressiva sulla varietà timbrica dei cinque elementi.

L’Ensemble Ellipsis, attivo dai primi anni ’90, si è successivamente legato all’associazione da cui prende il nome. Il gruppo svolge la propria attività in diverse formazioni, a partire dal duo, e si evolve in continuazione verso nuovi e più ampi insiemi. L’Ensemble ha tenuto tournée in Belgio, Francia, Turchia, Austria, Germania, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca e Australia, con concerti nella sede del Parlamento Europeo, un ciclo di lezioni-concerto per gli alunni della Scuola Europea di Bruxelles e registrazioni per le emittenti nazionali australiane SBS e ABC. Si è esibito in gran parte d’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. L’attività dell’Associazione Ellipsis è riconosciuta e sostenuta dal MIC (Ministero della Cultura), dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna.

In osservanza alle regole di sicurezza anticovid la partecipazione alla serata sarà limitata a 35 spettatori e l’accesso sarà regolato in ordine di arrivo.

L’evento è realizzato con il sostegno del MIC – Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna e con il supporto dell’Assessorato al Turismo, Spettacolo e Sport del Comune di Tempio Pausania.




L’ORCHESTRA JAZZ DELLA SARDEGNA RITORNA A SUONARE SUL PALCO DEL VERDI: 2 DOPPI APPUNTAMENTI 23 MAGGIO E 6 GIUGNO

LE PRODUZIONI ORIGINALI ABNO

XVIII Edizione

L’OJS RITORNA A SUONARE.

SUL PALCO DEL VERDI.

Omaggio a Maynard Ferguson 23 maggio (ore 11 e ore 19)

OJS e Andrea Tofanelli (tromba)

Gavino Mele direttore

“Omaggio a Nat King Cole” 6 giugno (ore 11 e ore 19)

OJS e Nick The Nightfly (voce solista) 

Gabriele Comeglio direttore 

L’Orchestra Jazz della Sardegna (OJS) riprende la sua attività dopo mesi di assenza con due nuovi progetti originali realizzati all’interno della rassegna di produzioni originali “JazzOp”. La diciottesima edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Blue Note Orchestra (ABNO) si svolgerà sul palco del Verdi di Sassari sancendo una collaborazione con la Cooperativa Teatro e/o Musica che gestisce lo storico teatro cittadino.

Con questo nuovo sodalizio artistico due tra le più importanti realtà culturali del territorio danno così forma simbolicamente al desiderio comune di unire le forze per far ripartire con determinazione lo spettacolo dal vivo in Sardegna. Organizzata con il patrocinio del Comune di Sassari e il contributo della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura e della Fondazione di Sardegna la nuova edizione di “Jazzop” sarà divisa in due fasi e caratterizzata da una serie di coproduzioni. Una prima tranche coprirà il periodo primaverile ed estivo, mentre la seconda sarà presentata in autunno, chiudendo la rassegna.

I primi spettacoli di questa edizione sono due produzioni originali: “Omaggio a Maynard Ferguson” (23 maggio) affidato all’OJS e alla tromba di Andrea Tofanelli, e “Omaggio a Nat King Cole” il 6 giugno con la voce solista di Nick The Nightfly. Entrambi i progetti artistici sono stati scritti ed arrangiati appositamente per l’OJS, unico organico orchestrale in Sardegna e tra i pochissimi in Italia. 




XXXIV festival Time in Jazz • Comunicato stampa • Al via lunedì 17 maggio su Vivaticket la prevendita degli abbonamenti.

Al via lunedì 17 maggio su Vivaticket la prevendita degli abbonamenti
per la trentaquattresima edizione del festival Time in Jazz diretto da Paolo Fresu,
in programma dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri del nord Sardegna. 
In vendita anche i biglietti per il concerto a L’Agnata in omaggio a De André .
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Al via le prevendite per la trentaquattresima edizione di Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu, in programma dal 7 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e in altri centri e località del nord Sardegna. 

Da lunedì 17 maggio si possono acquistare su Vivaticket gli abbonamenti per i concerti in cartellone nella Piazza del Popolo a Berchidda (i biglietti saranno invece posti in vendita più avanti): 100 euro il prezzo intero per l’ingresso alle cinque serate, ridotto a 90 per gli spettatori sopra i 65 anni, gli studenti universitari e i soci di Time in Jazz.

Apre la serie di concerti sul “palco centrale” del festival, l’11 agosto, proprio Paolo Fresu con “Heroes“, il suo tributo a David Bowie che lo vede affiancato dalla cantante Petra Magoni, Gianluca Petrella al trombone e all’elettronica, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al basso e Christian Meyer alla batteria. Giovedì 12 riflettori puntati su un altro trombettista, Avishai Cohen, stella del jazz israeliano, alla testa del suo gruppo elettrico Big Vicious; venerdì 13 torna in scena Gianluca Petrella, stavolta con la sua Cosmic Renaissance, ovvero Mirco Rubegnialla tromba, Francesco Ponticelli al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni; sabato 14 spazio a un protagonista della canzone d’autore italiana, Fabio Concato, accompagnato dal trio del pianista Paolo Di Sabatino, con Marco Siniscalco al basso e Glauco Di Sabatino alla batteria; domenica 15, gran finale in Piazza del Popolo per la tradizionale festa di Ferragosto con una produzione originale di Time in Jazz: a guidare le danze il batterista Nanni Gaias col suo quartetto (Jim Solinas all’Hammond, piano e synth, Giuseppe Spanu alla chitarra, Pier Piras al basso) e con la partecipazione del duo blues Don Leone e del chitarrista tuareg Bombino. 

Lunedì (17 maggio) si apre anche la prevendita dei biglietti per un evento immancabile di Time in Jazz: il concerto con cui il festival fa visita anche quest’anno a L’Agnata, la tenuta nei pressi di Tempio Pausania che fu la dimora in Sardegna del grande Fabrizio De André; protagonista, il 9 agosto, il duo Musica Nuda della cantante Petra Magoni con il contrabbassista Ferruccio Spinetti. Il biglietto, a 20 euro, dà diritto all’accesso con posto a sedere sul prato de L’Agnata, dove il limite massimo di capienza è di trecento spettatori. 

Nel rispetto delle misure anti-Covid, si potrà accedere ai concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, per garantire la possibilità di osservare il distanziamento interpersonale, di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo. Come già l’anno scorso, i concerti per i quali è previsto invece l’ingresso gratuito, saranno a numero chiuso e conprenotazione obbligatoria: i voucher, senza i quali non sarà possibile accedere alle aree concerti, si potranno prenotare a partire dal 20 luglio, sempre sui canali VivaTicket.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all‘indirizzo di posta elettronica [email protected]. Aggiornamenti e altre notizie sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e alla pagina www.facebook.com/timeinjazz.

La trentaquattresima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Arborea, Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Scuola Holden e Qobuz. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del Sardinia Jazz Network, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili




XXIII Dromos Festival • Comunicato stampa • Noa in concerto a Oristano il 3 agosto. Biglietti in prevendita.

Comunicato stampa del 7 maggio 2021
Noa in concerto a Oristano il 3 agosto.
La cantante israeliana ospite del ventitreesimo festival Dromos.
Biglietti in prevendita.
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Altra importante anticipazione sul ventitreesimo festival Dromos, in programma tra fine luglio e metà agosto a Oristano e in vari altri centri della sua provincia: dopo Niccolò Fabi, atteso a Fordongianus l’8 agosto, il cartellone della manifestazione – che verrà presentato a breve – si arricchisce della prestigiosa partecipazione di Noa; la cantante israeliana di origine yemenita (ma anche compositrice, percussionista, oratrice e attivista internazionale), sarà in concerto martedì 3 agosto a Oristano nella cornice di piazza Duomo, sullo stesso palco che nelle recenti edizioni del festival ha accolto altre voci prestigiose, come quelle di Gregory Porter, Dee Dee Bridgewater e Fiorella Mannoia.

I biglietti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito BoxOffice al prezzo di trenta euro (più diritti di prevendita). Posti a sedere limitati e distanziati, secondo le norme anti-covid. Per informazioni, la segreteria del festival Dromos risponde ai numeri 0783310490 e 3348022237 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Il concerto è organizzato con il contributo del Comune di Oristano e della Fondazione Oristano, con la collaborazione dell’Antiquarium Arborense e grazie alla gentile concessione dello spazio di Piazza del Duomo da parte dell’Arcidiocesi di Oristano.



Tra le figure più acclamate e rappresentative in Israele, Noa, al secolo Achinoam Nini, sarà affiancata dal chitarrista Gil Dor – una collaborazione, la loro, che dura da ben trentun anni – per presentare il suo ultimo progetto discografico, il primo in chiave interamente jazz: “Afterallogy“, registrato durante i mesi di lockdown nello studio casalingo della cantante israeliana e pubblicato lo scorso 30 aprile, con presentazione ufficiale avvenuta l’indomani in diretta streaming dall’aeroporto di Tel Aviv. Insieme a Noa (voce e percussioni) e Gil Dor(chitarra e direzione musicale) nel concerto di Oristano, una sezione ritmica formata da Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni.

“Afterallogy” si presenta come un regalo per chi ama la vita, la musica e l’amicizia, un lavoro che suggella lo speciale sodalizio artistico di Noa e Gil Dor attraverso una raccolta di preziosi standard attinti dal vasto repertorio dell’American Songbook, come My Funny Valentine, Anything Goes, Lush Life, Every Time We Say Goodbye, tra gli altri; canzoni che fanno parte delle radici musicali dell’artista nativa di Tel Aviv (Noa è vissuta e cresciuta a New York dall’età di due anni fino ai diciassette), e che lei reinterpreta sapientemente e delicatamente, con l’inconfondibile e personale stile che la caratterizza, seguendo semplici linee vocali, nel profondo rispetto dell’essenza di ogni brano.

«Io e Gil ci siamo conosciuti nell’ottobre 1989, alla Rimon School of Jazz and Contemporary Music di Ramat HaSharon, in Israele» ricorda Noa: «Ero una studentessa appena uscita dall’esercito. Gil era il direttore accademico, un co-fondatore e venerato insegnante. Era anche considerato uno dei migliori musicisti israeliani, in grado di suonare tutto ma specializzato in jazz. Fin dal primo giorno a scuola, venendo dagli Stati Uniti e avendo familiarità con il repertorio jazz / Broadway standard, sono stata immediatamente etichettata come “cantante jazz”, anche se non mi sono mai considerata tale. (…) Ma, ovviamente, essendo cresciuta a New York parlavo correntemente l’inglese ed ero immersa in tutta la straordinaria cultura che la grande città aveva da offrire. L'”American Songbook” degli standard jazz era una mia radice musicale essenziale e immergermi in essi era naturale per me quanto esplorare le mie radici ebraiche o yemenite. Il mio obiettivo era, allora come oggi, solo quello di “fare bene” con questi straordinari pezzi di musica … accentuando la loro grandezza con umiltà, da un punto di vista personale, rispettoso e amorevole».

Noa e Gil Dor hanno tenuto il loro primo concerto insieme nel febbraio del 1990, quando la cantante era appena ventenne. Nel corso degli anni successivi, i due hanno esplorato diversi territori musicali, scritto ed eseguito centinaia di canzoni, lavorando con formazioni e organici differenti, dal trio acustico all’orchestra sinfonica; tre decenni scanditi da sedici album insigniti dalla critica, da centinaia di concerti in tutto il mondo, apparizioni su alcuni dei palchi più importanti e prestigiosi, come la Carnegie Hall e la Casa Bianca, e davanti a tre Papi. 

«Poi è arrivato il 2020 e il Covid-19 ci ha colpito tutti come uno schiaffo in faccia» racconta ancora Noa: «I tour sono stati cancellati, i teatri hanno chiuso i battenti, gli aeroporti sono stati deserti, la paura e l’incertezza sono penetrate nei cuori di milioni di persone in tutto il mondo (…). Dopo alcune settimane ad annaspare e cercare di orientarci, Gil e io decidemmo che era giunto il momento di registrare quell’album jazz che abbiamo sentito dentro di noi per tutti quegli anni (…). Sono fortunata ad avere uno studio nel seminterrato di casa mia, uno spazio meraviglioso con pareti blu, strumenti colorati, pavimenti in legno e luce solare dal giardino inglese su entrambi i lati della control room. Sono anche fortunata che Gil, oltre a suonare, arrangiare ed essere generalmente brillante, abbia imparato da solo a lavorare in studio come un ingegnere professionista. E così, attraverso un blocco dopo l’altro, lentamente e amorevolmente, tra le sessioni di zoom dei miei figli e i bollettini preoccupanti (…) abbiamo registrato. (…) A volte suonavamo una canzone trenta volte. A volte tre. Qualunque cosa ci sia voluta, per portarla in quel luogo che non può essere descritto, solo sentito. Quel momento in cui il cielo si apre e non esiste nient’altro che musica e luce. (…) E “Afterallogy” è nato. Spero che vi piacerà».

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All’indirizzo  si può vedere e ascoltare la registrazione del concerto di anteprima di “Afterallogy” dello scorso 1 maggio. Qui, invece, un’intervista sul disco con Noa e Gil Dor (in inglese con sottotitoli in italiano): .

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Comunicato Stampa – EYES OF A DISPERATE SOULIL NUOVO ALBUM DI GIONTA

EYES OF A DISPERATE SOULIL NUOVO ALBUM DI GIONTA
Giovedì 26 Marzo 2021tutti i digital stores e le piattaforme di musica in streaming

La pandemia ha cambiato il mondo e a subirne maggiormente gli effetti è stato proprio il mondo degli artisti, musicisti in primis. In questo periodo difficile il cantante sardo – nato ad Alghero nel 1995 – Antonio Francesco Daga rinasce con il nome d’arte Gionta e decide di pubblicare il suo nuovo lavoro discografico indipendente.

Un progetto di 9 tracce intitolato Eyes Of A Desperate Soul, in cui al timbro di fabbrica del vocal looping si aggiunge una vera e propria produzione ad accompagnare le parole e le melodie del cantautore. Abbiamo già ascoltato la musica di Antonio Francesco Daga nel 2019, quando sotto lo pseudonimo Antonio F pubblicava Space Monkeys, il suo primo EP.
In quel progetto la voce era protagonista assoluta di ogni brano, realizzato interamente con la tecnica del vocal looping, ossia sovra-incidere più tracce vocali per costruire un impianto armonico e strumentale completo, caratterizzato esclusivamente dalla sua voce.

Eyes Of A Desperate Soul è un disco vario, ricco di influenze musicali, dal reggae alla dub, dall’elettronica al cantautorato, con elementi che vanno dal pop al tribale. Nell’albumin uscita il 26 Marzo su tutti digital stores e le piattaforme digitali talvolta sembra di essere sospesi, senza il sostegno della struttura canonica della forma canzone.

I testi sono un’analisi intima e personale di sé, del passato, della vita, passando in rassegna le emozioni del giovane cantautore in un viaggio talvolta ermetico, talvolta cristallino nella sua interiorità.
 Una commistione innovativa in cui il concetto dello sperimentare è il file rouge che tiene unito l’impianto compositivo, abbinato all’energia e l’esplosività di ritmi incalzanti e il costante gioco di contrasti.

L’analisi intima delle parole parte già dalla scelta del proprio nome d’arte, non soltanto uno pseudonimo, ma una parola ricca di valori, ricordi e vita vissuta: Gionta è infatti il cognome di suo padre, cognome che non ha mai potuto portare e di cui con questa scelta Antonio si è riappropriato, interiorizzando e accettando il suo passato per costruire un nuovo futuro; per dirlo con le sue parole:

“[…] una maniera “romantica” di prendere il cognome che non ho mai avuto e che dovrei in realtà possedere”

All’interno dell’album si potranno ascoltare anche le chitarre di Antonio Fortunato (sui brani Mother, Lascio, The Blackest of Vision e The Neverending Follow) e il basso di Federico Morittu (sul brano The Neverending Follow). Arrangiamenti, mix e master di tutte le canzoni sono di Mattia Uldanck (in arte Matyah), collaboratore fondamentale nella crescita artistica di Antonio Francesco Daga, avvenuta proprio grazie alle contaminazioni musicali tra i due.

Gli addetti ai lavori non si stancano di ripetere che questo non è il periodo giusto per pubblicare un disco, soprattutto per un artista indipendente. Ma la musica non può e non deve fermarsi e Gionta, la sua determinazione e la sua passione che stanno alla base di Eyes Of A Desperate Soul ne sono la dimostrazione.




Aperte le iscrizioni ai Seminari di canto, musica e danza popolare della rassegna Mare e Miniere in programma dal 21 al 27 giugno a Portoscuso (Sud Sardegna)

Si guarda già alla prossima estate dalle parti di Mare e Miniere, la rassegna itinerante di musica, teatro e danza che dal 2006 va in scena tra località e centri del Sud Sardegna legati al mare e alla storia mineraria dell’isola. 

Dedicata alle espressioni artistiche di matrice popolare, Mare e Miniere è frutto dell’esperienza e della professionalità di due grandi protagonisti della scena musicale sarda: il compositore e polistrumentista Mauro Palmas e la cantante Elena Ledda.

Nel corso degli anni, la rassegna ha proposto concerti e altri eventi con artisti di caratura internazionale (come Michael Nyman, Estrella Morente, Anouar Brahem, Savina Yannatou, Fanfara Station, Rita Marcotulli, Gabriele Mirabassi, Ginevra Di Marco, Lucilla Galeazzi e Carlo Rizzo, i Pupi Di Surfaro, il Coro Laus Cordis diretto da Anastasia Eun Ju Kim, tra gli altri), con particolare attenzione per la ricerca, lo studio e la sperimentazione intorno alle musiche del Mediterraneo: un universo di suoni, ritmi e tradizioni da esplorare e applaudire anche nella prossima edizione, la quattordicesima, di Mare e Miniere. 

Mentre il cartellone degli appuntamenti live è ancora in fase di definizione, sono già stabiliti date, materie e docenti dei Seminari di canto, musica e danza popolare, momento di punta dell’intera manifestazione, in programma dal 21 al 27 giugno nella cornice dell’antica tonnara su Pranu di Portoscuso: un’iniziativa capace di attrarre a ogni edizione un ampio numero di iscritti (centocinquanta l’anno scorso, la metà circa proveniente da tutta la Sardegna, gli altri dalla penisola e da Svizzera, Germania, Norvegia, Polonia e Francia, oltre a uno “zoccolo duro” di trentacinque fedelissimi che seguono i seminari abitualmente). In cattedra musicisti di spicco: Luigi Lai terrà le lezioni di launeddas, Marcello Peghin quelle di chitarra; Elena Ledda eSimonetta Soro guideranno la classe di canto popolare, Alessandro Foresti quella di canto corale, mentre si andrà a lezione di canto a tenore con il Cuncordu de Orosei; l’organetto diatonico ha per maestro Simone Bottasso, il tamburo a cornice Andrea Piccioni; con Gigi Biolcati si farà pratica di body percussion, ovvero l’arte di suonare il corpo, Mauro Palmas spiegherà invece teoria e pratica del suo strumento, la mandola; a Giulia Cavicchioni è affidato il laboratorio musicale per bambini e adulti, a Mario Incudine e Silvano Lobina, infine, quello di musica d’insieme. 

Per le modalità di iscrizione e per ulteriori informazioni, la segreteria organizzativa risponde all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Per altre notizie e aggiornamenti: www.mareeminiere.it e www.facebook.com/mareminiereofficial.

La quattordicesima edizione di Mare e Miniere è organizzata dall’associazione culturale Elenaledda Vox con il contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Comune di Portoscuso e delle altre Amministrazioni Comunali interessate, con la collaborazione di Sardinia Corsica Ferries e la media partnership di Blogfoolk.