JazzAlguer • Comunicato stampa • Dal 12 luglio ad Alghero (Ss) la terza edizione della rassegna JazzAlguer. Tra i protagonisti Franca Masu, Stefano Nosei, Paolo Fresu in duo con Daniele di Bonaventura,e Sade Mangiaracina con Ziad Trabelsi.

Comunicato stampa del 2 luglio
Dal 12 luglio ad Alghero (Ss) la terza edizione della rassegna JazzAlguer:
otto appuntamenti in cartellone fino al 3 settembre.
Tra i protagonisti Franca Masu, Stefano Nosei,
Paolo Fresu in duo con Daniele di Bonaventura
e Sade Mangiaracina con Ziad Trabelsi.
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Nonostante la particolare situazione del momento, JazzAlguer si appresta a varare la sua terza edizione. Inizialmente prevista in partenza il 12 giugno, la rassegna organizzata ad Alghero (Ss) dall’associazione culturale Bayou Club-Events con la direzione artistica di Paolo Fresu, ha dovuto, giocoforza, rimodulare calendario e cast artistico, rinunciando a qualche nome già in programma e rinviando qualche appuntamento. È il caso, in particolare, di JazzAlguer Mediterrani, il concorso internazionale per giovani band collegato alla rassegna, che proprio sabato scorso (27 giugno) avrebbe dovuto eleggere il gruppo vincitore nella sua serata finale.
 
Ma è comunque un cartellone di tutto rispetto quello che, inserito nel più ampio calendario degli appuntamenti dell’estate 2020 presentato dall’Amministrazione Comunale e la Fondazione Alghero, fino al 3 settembre animerà la cittadina catalana del nord Sardegna con otto serate a cadenza (circa) settimanale nell’accogliente spazio de Lo Quarter debitamente allestito a prova di distanziamento sociale e nel rispetto delle norme essenziali anti-coronavirus. Un cartellone che, facendo di necessità virtù, si propone come una vetrina per alcune delle migliori espressioni musicali isolane. A partire dall’artista cui spetterà il compito di inaugurare la serie di concerti domenica 12 luglio: al centro dei riflettori in due set distinti (alle 20 e alle 22, per soddisfare l’affluenza del pubblico garantendo le giuste distanze tra gli spettatori), Franca Masu, la cantante di casa proprio ad Alghero; voce passionale capace di fondere in uno stile personalissimo fado, musica napoletana e sarda, tango, morna e echi arabeggianti, proporrà in anteprima dal vivo i brani raccolti nell’album di prossima uscita, “Cordemar”; ad affiancarla, Luca Falomi alla chitarra e altri tre musicisti che ritroveremo anche nel prosieguo del festival: Sade Mangiaracina al pianoforte, Salvatore Maltana al contrabbasso e Massimo Russino alla batteria.

 
Altra voce e altre atmosfere, sei sere dopo (sabato 18 luglio, ore 21.30) con Stefano Nosei: accompagnato dalla chitarra di Andrea Maddalone in “Lovin’James”, il musicista e cabarettista spezzino, con la consueta leggerezza che ha sempre caratterizzato la sua comicità in musica, rilegge grandi successi del pop internazionale – come “Satisfaction”, “Barbie Girl”, “The Wild Boys”, “Waka Waka”, tra gli altri – ma interpretandoli e cantandoli alla maniera di James Taylor, “il massimo cantore del lato delicato delle cose”.
 
Come Franca Masu, anche Salvatore Maltana “gioca in casa”: sabato 25 luglio (ore 21.30) il contrabbassista algherese avrà modo di presentare tra le mura amiche il repertorio del suo recente album “My Folks”, un disco dichiaratamente ispirato dai ricordi di famiglia e dell’infanzia. Con lui sul palco di Lo Quarter gli stessi compagni di viaggio che l’hanno affiancato in studio di registrazione, l’armonicista Max De Aloe e il chitarrista Marcello Peghin, anche lui di base nella cittadina sulla Riviera del Corallo.

Il mese di agosto per JazzAlguer si apre lunedì 3 con un duo d’eccezione (in un doppio set, alle 20 e alle 22), quello formato da Paolo Fresu (tromba e flicorno) e Daniele di Bonaventura, apprezzatissimo interprete del bandoneon, lo strumento a mantice tipico del tango, su cui ha sviluppato una feconda produzione artistica e collaborazioni che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz alla musica etnica alla world music. Un felice sodalizio artistico, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, cementato negli anni attraverso tanti concerti e progetti (in particolare quelli con il coro corso A Filetta), e culminato nell’album “In maggiore” pubblicato nel 2015 dalla prestigiosa etichetta ECM.
 
La formula duo caratterizza anche la serata di sabato 8 agosto (ore 21.30): protagonisti Sade Mangiaracina, pianista siciliana dalla forte e originale cifra stilistica, uno dei nuovi talenti più interessanti del jazz italiano, e il tunisino Ziad Trabelsi, cantante e suonatore di oud (il liuto arabo), membr0 dell’Orchestra di Piazza Vittorio e direttore dell’Orchestra Almar’à (la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia). Un concerto dagli aromi mediterranei, frutto dell’incrocio tra le radici dei due musicisti, con pezzi originali e reinterpretazioni di brani della tradizione mediorientale.

 
Una formazione di primo piano sulla scena jazzistica sarda, Roundella, tiene banco a Lo Quarter la sera del 17 agosto (ore 21.30). Il gruppo cagliaritano nasce nel 2012 quando la cantante Francesca Corrias, il contrabbassista Filippo Mundula e il batterista Gianrico Manca, sulla base del precedente quartetto Around Ella, danno vita a un progetto totalmente originale con l’inserimento nell’organico del chitarrista Mauro Laconi: un progetto basato sulla continua ricerca ritmica e sonora, dove le influenze si intrecciano senza barriere e le differenti personalità dei musicisti trovano un’unità completa nel groove e nel beat. Dopo l’esordio discografico del 2015, “Biography”, nel 2017 inizia la collaborazione del quartetto con il pianista e arrangiatore Luca Mannutza, con cui lavora alla realizzazione del secondo album, in uscita prevista per il mese prossimo.
 
Altri tre volti noti del jazz nell’isola dei nuraghi – il pianista Mariano Tedde, il contrabbassista Nicola Muresu e il batterista Massimo Russino – riuniti sotto l’insegna del trio Timepiece, accolgono nella penultima serata della rassegna, domenica 30 agosto (ore 21.30), Emanuele Cisi, una delle voci più rappresentative del sassofono tenore, con il suo stile capace di unire una profonda conoscenza della tradizione a un gusto personale per la composizione. Classe 1964, premio della critica della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento nel 1995, il sassofonista torinese ha registrato dodici album come leader o co-leader e più di cinquanta come sideman, per etichette italiane e internazionali. Mariano Tedde, Nicola Muresu e Massimo Russino costituiscono un organico ben rodato da quindici anni di intensa attività con varie collaborazioni in campo internazionale come trio e settetto (Timepiece) e come sezione ritmica di qualità.
 
Due voci femminili, quelle della torinese Valentina Nicolotti e della sassarese Denise Gueye, suggelleranno la terza edizione di JazzAlguer il 3 settembre con il loro progetto Swing Duets. Entrambe appassionate di jazz, le cantanti si incontrano durante i Seminari di Nuoro Jazz nel 2014 per iniziare tre anni dopo, a Torino, la loro collaborazione nel progetto Accordi Disaccordi & Voices. Accompagnate dal trio del pianista Salvatore Spano, con Alessandro Atzori al contrabbasso e Ciccio Brancato alla batteria, sul palco de Lo Quarter per l’atto finale della rassegna, proporranno un repertorio che abbraccia i brani più popolari dell’American Songbook arrangiati per due voci e arricchiti da improvvisazioni.
 
Il prezzo dei biglietti varia a seconda delle serate, dai 10 ai 25 euro. L’abbonamento per l’intera rassegna costa invece 70 euro. Prevendite ad Alghero presso Cyrano Libri Vino e Svago, in via Vittorio Emanuele II, 11, dalle ore 19 alle 20.30.
 
Per informazioni e prenotazioni: [email protected], tel. 3288399504 – 3391161674.
 
La terza edizione di JazzAlguer – música per tots è promossa dall’associazione culturale Bayou club-events, con il contributo e la collaborazione della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del bando Salude&Trigu, della Fondazione Alghero, del Comune di Alghero e della So.Ge.A.AL. S.p.A. Aeroporto di Alghero. Media partner: Catalan TV e Radio Onda Stereo.

 




Presentazione calendario eventi estivi – tutti gli appuntamenti

Alghero, 2 luglio 2020 – Musica, teatro, festival letterari, attività per bambini, nonostante la stagione anomala che rispetta le distanze e le prescrizioni, che fai i conti con le ristrettezze economiche, Alghero garantisce un cartellone culturale e di spettacolo all’altezza della sua tradizione. “Questo succede perché c’è la collaborazione di tutte le nostre professionalità e competenze che compongono il tessuto culturale algherese – ha detto oggi il Sindaco Mario Conoci –  A loro va un ringraziamento perché hanno voluto far parte di un progetto che mette in risalto la forte capacità di Alghero di esprimere arte. La città ha questo ruolo e lo mantiene, con la sua attitudine ad  aprirsi e ad accogliere, garantendo continuità a chi si occupa di cultura, musica e teatro”.  Un calendario work in progress, aperto a nuove proposte ed arricchito fino ad ottobre, quando in programma ci saranno gli eventi internazionali posposti a causa dell’emergenza.  Ad ospitare i numerosi appuntamenti, sono le Aree Archeologiche Palmavera e Anghelu Ruju, il piazzale del Quarter, il giardino del Museo del Corallo, il Parco Tarragona, il Parco di Villa Edera e l’area Lido San Giovanni, e la piazza della Juaria. “È l’estate degli algheresi protagonisti, che mettono a disposizione della città e dei visitatori un’offerta variegata che mette in risalto la magia dei nostri luoghi e la qualità di livello nazionale e internazionale delle proposte”, ha commentato l’Assessore al Turismo Marco di Gangi.  Una miriade di opportunità, all’insegna dell’oculatezza, dunque. Anche il presidente della Fondazione Alghero si unisce ai ringraziamenti alle risorse algheresi. “Sono tante e tutte protagoniste, in una stagione complicata e difficile, sia dal punto di vista dell’emergenza sanitaria che dal punto di vista economico. Ma tutti i nostri artisti, le associazioni, si sono messi a disposizione e ancora oggi continuano ad arrivare proposte che andranno ad integrare il calendario. Nonostante le limitazioni economiche dovute alla riduzione del 70% degli incassi delle Grotte di Nettuno, riusciamo a modulare una proposta di qualità e di assoluto livello”.

La Fondazione Alghero lancia l’invito alla collaborazione da parte di tutti, con la campagna “Cara Alghero il mio 5xmille per te”.  Da oggi è possibile donare il proprio contributo scegliendo di destinare la quota del 5×1000 dell’Irpef per sostenere le attività culturali e di spettacolo della città.




Comunicato Stampa Premio Mario Cervo, edizione 2020

26 giugno 2020 – Il Premio Mario Cervo, che è stato istituito con l’intento di promuovere e incentivare la produzione   discografica degli artisti sardi e premiare i migliori dischi messi in commercio nell’anno precedente, si conferma un punto di riferimento fra gli artisti sardi, orgogliosi di essere selezionati per la serata finale. Da segnalare anche per il 2019, l’alto livello tecnico e artistico di molte produzioni che hanno spaziato in tutti i generi musicali, rendendo complicato il lavoro della giuria.

«Siamo felici di poter realizzare anche quest’anno l’evento. – afferma l’assessore alla cultura Sabrina Serra –  Dopo il lockdown questo evento è sicuramente ancora più atteso e la presenza di grandi artisti di fama internazionale, come Giorgio Fresu, renderà la manifestazione all’altezza della aspettative».

Per questa sesta edizione la giuria, composta da Giacomo Serreli (Giornalista), Lorenzo Sabattini (Musicista), Paolo Ardovino (Giornalista), Renato Piccinnu (Operatore dello spettacolo), Stefania Martelli (Musicista), Marco Navone (Primo associato all’Archivio e organizzatore del festival cinematografico di Tavolara), insieme al coordinatore del Premio Tommy Rossi,  hanno lavorato intensamente per selezionare, fra gli oltre 50 CD di artisti sardi pubblicati nel 2019, i cinque reputati migliori e che verranno presentati nella serata finale che si terrà al Parco Mario Cervo giovedì 7 luglio p.v. alle ore 21.00. In ottemperanza delle direttive governative è prevista la preassegnazione dei posti e la prenotazione dell’evento sulla pagina Fb dell’Archivio, il rispetto della distanza interpersonale e l’uso obbligatorio della mascherina.

Questo l’elenco dei dischi selezionati:

• Francesco Piu con il CD Crossing (Appaloosa Records)
• Paolo Angeli con il CD 22.22 Free RadioHead (ReR Megacorp)
• Salvatore Maltana Trio con il CD My Folks (Barnum for Art)
• Beppe Dettori e Raoul Moretti con il CD S’Incantu ‘e sas cordas (Undas Edizioni Musicali)
• Luigi Frassetto per l’LP 33 ⅓
• Viene inoltre assegnato il premio Disco Storico ad uno dei musicisti sardi più noti in tutto il mondo, Paolo Fresu, per il suo primo disco intitolato Ostinato (anno 1985)

Approfondimenti

Info su Francesco Piu: https://www.francescopiu.com/discography/crossing/

Info su Paolo Angeli: https://www.giornaledellamusica.it/articoli/paolo-angeli-i-radiohead-sardegna

Info su Salvatore Maltana Trio

http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=4180%3Asalvatore-maltana-trio-my-folks&catid=2%3Arecensioni&Itemid=11

Info su  Beppe Dettori e Raoul Moretti: https://www.mydreams.it/beppe-dettori-raoul-moretti-concepiscono-sincantu-e-sas-cordas/

Info su Luigi Frassetto: https://www.rockit.it/luigifrassetto/biografia

Disco Storico a Paolo Fresu a 35 anni dalla pubblicazione del disco “Ostinato”

Progetto: Paolo Fresu Quintet
Etichetta: Splasc(h)
Anno: 1985

Primo lavoro discografico come leader di Paolo Fresu. Registrato a Milano nel gennaio del 1985, questa fortunata opera segna l’inizio non solo della
carriera solistica di Paolo Fresu, ma anche del suo Quintetto che lo accompagna fedelmente ancora oggi.

Il disco è il primo di una lunga storia discografica  che conta oltre 450 dischi di cui circa 90 a proprio nome o in leadership, e altri con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica Leggera, Musica antica, etc, collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio, etc.

Molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all’estero. Nel 2010 ha fondato la sua etichetta discografica Tŭk Music.
Dirige da trent’anni il Festival ‘Time in jazz’ di Berchidda ed è stato a lungo direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro. Nel suo palmares spicca la direzione per un triennio del festival internazionale di Bergamo.

Altre info: http://paolofresu.it/it/biografia/biografia-essenziale/




XXXIII festival Time in Jazz • Comunicato stampa • Aggiornamenti al cartellone del festival diretto da Paolo Fresu,in programma dal 9 al 16 agosto

Comunicato stampa del 24 giugno 2020
Time in Jazz edizione numero trentatré:
aggiornamenti al cartellone del festival diretto da Paolo Fresu
in programma dal 9 al 16 agosto
tra Berchidda (Ss) e altri centri del Nord Sardegna.
Prevendite al via venerdì 26.
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Presentato alla stampa lo scorso 26 maggio, il festival Time in Jazz va completando il quadro della sua trentatreesima edizione. Si comincia il 9 agosto per andare avanti fino al 16; saranno dunque otto giornate piene di musica, e non solo, con appuntamenti in agenda dal mattino fino alla notte già inoltrata, fra Berchidda, paese natale del direttore artistico Paolo Fresu, e gli altri centri del nord Sardegna che aderiscono quest’anno al suo circuito: Arzachena, Bortigiadas, Cheremule, Ittiri, Loiri Porto San Paolo, Mores, Nulvi, Ploaghe, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania e le “new entry” Bulzi, Luogosanto e Porto Rotondo.

Stabilita la data di uno dei concerti più attesi, quello di Daniele Silvestri dedicato a Fabrizio De André a L’Agnata: il cantautore romano sarà di scena in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di Tempio Pausania proprio nella giornata d’apertura, domenica 9 agosto a partire dalle 18.

Definito anche il calendario dei concerti serali in programma nella piazza del Popolo a Berchidda, “palco centrale” del festival: apre la serie, martedì 11, Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria; mercoledì 12 riflettori puntati su Rita Marcotulli in trio, con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria accanto alla pianista romana; un’altra protagonista del jazz italiano, la cantante Cristina Zavalloni, al centro dei riflettori la sera dopo (giovedì 13), accompagnata da Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria, mentre la sera di Ferragosto tiene banco il gruppo Voodoo Sound Club del sassofonista Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci ospite della formazione che schiera Davide Angelica alla chitarra elettrica, Alessandro Trebo al synth, Salvatore Lauriola al basso elettrico, Gaetano Alfonsi alla batteria e Danilo Mineo alle percussioni.

Completa la locandina delle serate in piazza del Popolo il quartetto di Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, con Alberto Gurrisi all’organo Hammond e Marco Valeri alla batteria ad affiancare il trombettista torinese e il sassofonista di Terracina nel progetto “Connections” di scena venerdì 14: una novità, rispetto al programma già annunciato, dopo la decisione di Fabio Concato, previsto a Berchidda con il trio di Paolo Di Sabatino, di non tenere concerti per questa stagione estiva, vista l’attuale situazione dovuta al coronavirus. L’appuntamento con il cantautore milanese a Time in Jazz è dunque rimandato al prossimo anno.

Vicina alla sua forma definitiva anche la fitta serie di concerti nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione. Tra i protagonisti principali, una rappresentanza di musicisti che hanno registrato per la Tǔk Music, l’etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che festeggia in questo 2020 i suoi primi dieci anni di attività: una ricorrenza cui Time in Jazz renderà omaggio anche con una mostra. Ecco dunque il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura e il chitarrista Marcello Peghin (la mattina del 12 agosto a Bortigiadas), quello del trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna (l’11 mattina a Ploaghe), e quello che vede insieme il sassofonista Raffaele Casarano e il contrabbassista Marco Bardoscia (il 13 pomeriggio a Loiri Porto San Paolo); il trio intestato al batterista Stefano Bagnoli (la mattina del 14 a Mores), quello guidato dal contrabbassista Marco Bardoscia (il pomeriggio dello stesso giorno a Cheremule) e l’Organ Trio del chitarrista Bebo Ferra (la mattina del 13 a Ittiri); e, ancora, il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet (l’11 pomeriggio a Nulvi), il pianista Giuseppe Vitale (in solo il pomeriggio del 12 a Bulzi), e il quartetto d’archi Alborada – ovvero Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola e Andrea Agostinelli al violoncello – di scena il 9 mattina nella chiesa di San Sebastiano, a Berchidda, e poi con un’ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito l’indomani pomeriggio (il 10) al Castello di Baldu, nei pressi di Luogosanto.

Oltre al concerto con il Devil Quartet sul palco di Piazza del Popolo, nella sua Berchidda (la sera dell’11), altri due impegni attendono Paolo Fresu, che sarà di scena in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino alle prese con le musiche di “Tempo di Chet” (per l’ultimo atto del festival, al tramonto del 16 agosto, alla Laguna di San Teodoro) e alla testa del suo quintetto (il 10 sera ad Arzachena), una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto a Fresu, i membri storici: Tino Tracanna ai sax, Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Ettore Fioravanti alla batteria.

Oltre a questi nomi, il cast del festival è impreziosito dalle presenze della cantante Karima, accompagnata da Piero Frassi al pianoforte (a chiudere la giornata inaugurale, la sera del 9 agosto, a Porto Rotondo), del trio del contrabbassista algherese Salvatore Maltana (con Marcello Peghin alla chitarra e Max De Aloe all’armonica), e di Antonello Salis (la mattina del 10 a Telti), il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest’anno spegne settanta candeline. Molte meno quelle sulla torta del talentuoso Giacomo Vardeu, giovanissimo virtuoso dell’organetto diatonico (il pomeriggio di Ferragosto nella chiesetta campestre di San Michele, poco fuori Berchidda). Tutti sardi anche gli artisti e le formazioni in passerella al Festival Bar, mini rassegna che avrà per palchi i bar berchiddesi: si parte già dal 7 agosto con i Jericho (al Bar Centrale) per proseguire nelle sere successive con Giuseppe Bulla from Apollo Beat (l’8 al Muretto Cafè), Don Leone (il 9 al Bar K2), The Shakin’ Apes (il 10 al Jolly Cafè) Daniela Pes, (l’11 al Cafè Rosé), l’Alden Duet di Alain Pattitoni & Denise Gueye (il 12 al Jazz Pub) e il Bad Blues Duo (il 16 al Bar della Piazza).

Giocano in casa tre diverse realtà musicali di Berchidda: la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, che sarà impegnata con le sue parate musicali nelle strade del paese; la Banda musicale “Bernardo De Muro” (nei cui fila ha mosso i primi passi tra le note un giovanissimo Paolo Fresu), attesa in concerto al tramonto di Ferragosto nella bella cornice di piazza Funtana Inzas; e il batterista Giovanni Gaias, cui spetterà il compito di animare lo spazio jazz club, col suo gruppo rinforzato di volta in volta da musicisti ospiti, dopo i concerti in Piazza del Popolo, intorno alla mezzanotte.

  • Altri appuntamenti


Accanto ai concerti, come sempre a Time in Jazz, tanti altri appuntamenti e iniziative caratterizzano anche questa edizione. Come già annunciato, ritorna Time to Children, lo spazio dedicato all’educazione musicale dei bambini: un progetto coordinato dall’associazione Il Jazz va a Scuola, nato e sviluppato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano. Dall’11 al 14 agosto, a Berchidda, si rinnova la collaborazione del festival con l’associazione Realtà di Debora Mancini, con una serie di appuntamenti nell’arco delle quattro giornate, in cui l’attrice e il musicista Daniele Longo condurranno i bambini alla scoperta della musica e dei suoni, anche attraverso l’integrazione con altre forme d’espressione, come la letteratura, la pittura o il cinema. Per Daniele Longo altro impegno in agenda con “Una classica serata jazz”, insieme al cantautore e cabarettista Stefano Nosei e al chitarrista e scrittore Reno Brandoni. Ritorna anche il “Drum Circle“ di Stefano Baroni: un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull’ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo. Una novità per questa edizione di Time to Children è invece il progetto “MusicAmbiente” del percussionista Danilo Mineo.

Dedicato ai bambini, ma non solo, anche l’ormai consueto appuntamento della mattina di Ferragosto intorno alla chiesetta di Santa Caterina, nelle campagne di Berchidda, con il regista, attore e autore Giancarlo Biffi e le avventure dell’intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto “Cuore di nonna”.

In stretto rimando al cartellone concertistico, la mostra “10 Years of Tǔk Music”, allestita negli spazi della Casara, la sede di Time in Jazz a Berchidda, ripercorre i primi dieci anni dell’etichetta discograficafondata da Paolo Fresu, riunendo gli artwork degli album e i video clip prodotti dal 2010 a oggi da artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale. Tra i nomi in mostra, Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana.

Il racconto della passata edizione nel festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si potrà rivivere attraverso gli scatti dei fotografi Roberto Sanna e Daniele Franchi, anche questi in esposizione alla Casara, dove sarà visitabile anche la mostra “CasArt – Casa d’Arte Time in Jazz”, con le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival.

La Casara ospiterà anche “Time to Read”, la consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori. Mario Piatti e Enrico Strobino presenteranno la loro “Grammatica della fantasia musicale. Introduzione all’arte di inventare musiche“ (edito da Franco Angeli), di ispirazione rodariana, in cui si suggeriscono attività per lo sviluppo della creatività in contesti di educazione musicale; Severino Salvemini, Costanza Sartoris e Arianna Riccardi portano invece in dote “I Festival jazz in Italia” (pubblicato lo scorso inverno da Manni Editori): un’analisi di impatto sul territorio, come recita il sottotitolo, che offre una prima mappa del sistema dei festival jazz in Italia in termini di offerta, domanda, struttura finanziaria e ricadute economiche, sociali e culturali. In “Perigeo. Una storia tra innovazione e sperimentazione” (edito da Stampa Alternativa), il giornalista musicale Luigi Onori ripercorre le tappe del gruppo jazz-rock italiano di culto negli anni Settanta. Presentazioni editoriali anche al di fuori della Casara: il pomeriggio di Ferragosto, alla chiesetta campestre di San Michele, Rosa Maria Meloni, insegnante e dottore di ricerca in Scienze Sociali dell’Università di Sassari, parlerà del suo studio “La Tribù sonora – Time in Jazz tra identità, turismo e territorio“ (edizioni CISU) in cui ha ricostruito lo stretto legame tra l’identità culturale del festival e delle località in cui si svolge; l’indomani (il 16 agosto), al Museo del Vino di Berchidda, è invece la volta del progetto editoriale “Time in Jazz Diary 2019” (Postcard 2020), un diario della scorsa edizione festival corredato dalle foto di Daniele Franchi.

Dal passato recente alla stretta attualità: lo stato di salute della cultura in Italia al tempo del coronavirus è il tema di un incontro, “Dica trentatré”, la mattina Ferragosto alla chiesetta campestre di Santa Caterina, in collaborazione con la Federazione Nazionale il Jazz Italiano (IJI).

E non mancheranno nemmeno quest’anno le consuete iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale sotto l’insegna Green Jazz, dedicate ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2, anche nell’intento di ridurre l’impatto del festival sull’ambiente.

  • Biglietti e abbonamenti: prevendite da venerdì 26 giugno


Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, a eccezione del concerto di Daniele Silvestri a L’Agnata il 9 agosto e di quelli in programma dall’11 al 15 in piazza del Popolo a Berchidda. Posti limitati in entrambi i casi, per garantire il distanziamento tra gli spettatori previsto dalle misure anti-contagio. Si potrà accedere all’area concerti solo con biglietti o abbonamenti digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso: una modalità che permette di evitare gli assembramenti e il contatto fisico con il biglietto cartaceo. Prevendite online su Vivaticket a partire da venerdì 26 giugno. Il biglietto intero per ogni singolo concerto in piazza del Popolo costa 25 euro, 22 il ridotto; abbonamento per le cinque serate a cento euro. Venti euro è invece il prezzo per assistere al concerto di Daniele Silvestri a L’Agnata. Riduzioni previste per gli over 65, gli studenti universitari e i soci Time in Jazz.

La trentatreesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries, e con la collaborazione di Consorzio Porto Rotondo, Agenzia Regionale Forestas, Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Arborea, Le Cantine del Jazz e Geasar. Radio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale del festival. Media partner Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell’Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.

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Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda




Il 21 giugno a Los Angeles con Enzo Favata e Marcello Peghin l’anteprima digitale dell’edizione 2020 del festival “Musica sulle Bocche”

Il 21 giugno a Los Angeles con Enzo Favata

e Marcello Peghin l’anteprima digitale

dell’edizione 2020 del festival “Musica sulle Bocche”

I due jazzisti sardi saranno protagonisti della Festa della Musica organizzata

nella metropoli californiana con un concerto registrato nell’incantevole

scenario della Grotta di Nettuno ad Alghero e che verrà diffuso

sul canale Youtube dell’Istituto Italiano di Cultura di LA

 

18 giugno 2020

 

La magia di un concerto di Enzo Favata e Marcello Peghin registrato all’interno della incantevole Grotta di Nettuno di Alghero per celebrare a Los Angeles la musica nella giornata internazionale ad essa dedicata. Un evento eccezionale che sarà anche un’anteprima dell’edizione 2020 del festival Musica sulle Bocche, che nonostante le limitazioni imposte dal Coronavirus si terrà anche quest’anno. Alla Festa della Musica organizzata nella metropoli californiana ci sarà un pezzo di Sardegna: domenica 21 giugno i due jazzisti isolani parteciperanno infatti “digitalmente” al grande appuntamento con un concerto registrato nella famosa grotta sotto il promontorio di Capo Caccia. La tournée annullata negli Usa di Favata e Peghin si è trasformata così in un evento on line a partire dalle 9 (ora italiana) sul canale Youtube dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, con un concerto registrato in una location straordinaria che dopo tantissimi anni è stata riaperta alla musica grazie alla partnership tra la Fondazione Meta di Alghero, Alghero Turismo, la Linea Grotte di Nettuno e il festival Musica sulle Bocche.

 

L’esibizione di Enzo Favata (al sax soprano, clarinetto basso ed elettronica dal vivo) e Marcello Peghin alla chitarra elettrica si è tenuta nella spiaggetta del laghetto della Sala dell’Organo, rigorosamente alla sola presenza della troupe e di pochi fortunati spettatori, chiaramente in totale sicurezza. Per valorizzare maggiormente lo scenario, la ripresa è stata realizzata con camere di alta qualità e droni per gli esterni, mentre il concerto è stato registrato con audio multritrack.

 

Il concerto verrà trasmesso il 21 giugno durante il Make Music Day a Los Angeles al quale Favata avrebbe dovuto partecipare, ma che quest’anno si terrà solo in versione digitale, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura della metropoli californiana.

 

“La realizzazione di questo progetto che vedrà coinvolte tante altre nazioni è sicuramente un originale mezzo di promozione del ‘made in Sardinia’ e permetterà alla nostra regione e ai territori di interesse turistico di essere presenti in un network di alto profilo nell’era 4.0 della fruizione digitale dei contenuti multimediali” spiega Enzo Favata. “Non a caso, l’associazione Jana Project da tempo sta realizzando un progetto internazionale di promozione dei territori in cui si tengono i nostri concerti, in collaborazione con la rete diplomatica italiana e gli Istituti di Cultura”.

 

Con questo progetto inizia anche la collaborazione tra la Fondazione Meta di Alghero e il festival Musica sulle Bocche. Entro breve verrà presentato il programma che quest’anno, tenendo la sua centralità a Castelsardo, avrà un carattere maggiormente itinerante nel nord Sardegna, interagendo con le comunità: dallo stretto delle Bocche di Bonifacio sino ad Alghero con eventi più ridotti come pubblico, ma con l’introduzione della fruizione web e streaming che ne amplierà il pubblico internazionale.

 

Il focus del festival Musica sulle Bocche è sempre stato quello di creare una sinergia tra la musica dal vivo e il paesaggio: sono famose le albe e i tramonti che in vent’anni hanno fatto conoscere i luoghi del festival. Il concerto all’interno della Grotta di Nettuno segue questa tradizione, portando l’isola all’attenzione di uno degli appuntamenti più interessanti organizzati per celebrare in tutto il mondo il 21 giugno la Festa della Musica.




Il manifesto sardo live presenta “Talking about Contemporary”

Il manifesto sardo live presenta “Talking about Contemporary”

 

Il manifesto sardo live presenta Talking about Contemporary, incontro online per raccontare la manifestazione biennale d’arte d’avanguardia organizzata dall’associazione Brebus che si svolge a Donori a fine estate. Modera Roberto Loddo e intervengono l’ideatore Roberto Follesa, il direttore artistico Maurizio Coccia e la responsabile dell’organizzazione Silvia Schirru, insieme agli artisti Franko B e Vittoria Soddu. La diretta sarà visibile venerdì 12 Giugno alle ore 18:00 sulla pagina Facebook e YouTube del manifesto sardo e sui siti web del manifesto sardo (www.manifestosardo.org) e del Contemporary Festival D’Arte D’Avanguardia (www.contemporaryfestival.com).

 

Contemporary – Festival di Arte e Avanguardia è una manifestazione biennale, della durata di tre giorni, che si tiene a Donori (CA), a fine estate. Nasce da un’idea di Roberto Follesa che, dal 2015, è affiancato nella direzione artistica da Maurizio Coccia. Silvia Schirru, Roberto Loddo, Pietro e Paolo Marchi completano il gruppo. Ogni nuova edizione conferma e consolida la sua originaria vocazione internazionale.

 

Contemporary si rivolge a tutte le espressioni culturali che si incrociano sul terreno della sperimentazione, della ricerca e dell’innovazione. Avanguardia, Resistenza, Accoglienza e Condivisione sono le parole chiave del progetto, che rifiuta ogni steccato, sia tra i linguaggi sia tra le persone. È composto da due sezioni: una residenza artistica di una settimana e un programma notturno di performance sonore, nei giorni finali del festival. In parallelo, nei luoghi più suggestivi di Donori si svolgono anche dibattiti pubblici, letture, presentazioni di libri, incontri di filosofia. Contemporary è caratterizzato da un’atmosfera di coinvolgimento con i temi e le opere, le persone e il territorio, tutto in modo informale, senza accademia e gerarchie. Così, ad artisti, musicisti, performer, non è chiesto di lasciare una traccia concreta, un “oggetto” della loro esperienza.

 

Per l’ideatore Roberto Follesa: “L’arte, come ogni espressione creativa, ha un ruolo importante nella nostra vita. Purtroppo, a causa di persistenti barriere sociali, per molti essa sembra inaccessibile. Ciò può essere vero solo se si pensa ai risultati, gli oggetti. A Donori, invece, l’attenzione si sposta dagli oggetti alle relazioni, ai rapporti che si instaurano nel corso del festival, tra partecipanti, ospiti, cittadini”. Per il direttore artistico Maurizio Coccia: “A Donori, durante il Contemporary, non saremmo tutti artisti, ma tutti siamo a contatto diretto con l’arte perché ogni fatto, ogni evento naturale, ogni azione umana possono essere portatori di arte, quella più ricca e costantemente rinnovata perché legata alla vita, qui, adesso”.

La diretta si potrà seguire da questo link su YouTube:

https://www.youtube.com/watch?v=CZ92cPpPZE0




Comunicato Stampa – ESORDIO MUSICALE PER SPTFR ON LINE CON GUBBLE BUM

ESORDIO MUSICALE PER SPTFR ON LINE CON GUBBLE BUM

GIUSEPPE ESPOSITO TORNA IN GRANDE STILE SULLA SCENA MUSICALE: DISCO IN PRODUZIONE, SINGOLO IN STORE E VIDEOCLIP ON LINE

Il 31 maggio scorso il produttore sardo SPTFR ha debuttato on line con il nuovo singolo e video dal titolo Gubble Bum. SPTFR all’anagrafe Giuseppe Esposito è un musicista a 360 gradi dal background importante, fotografo professionista ed esperto in comunicazione multimediale. Alle spalle ci sono gli esordi come cantante e chitarrista in diversi progetti dal sapore crossover, l’amore per la musica elettronica, la formazione come audio engineer e in produzione musicale. Il tutto però accantonato qualche anno fa per dedicarsi esclusivamente alla professione di fotografo.

Il lockdown appena vissuto ha avuto anche aspetti positivi per chi come SPTFR è riuscito a scovarli dentro sé stesso e le proprie passioni. La difficile situazione pandemica da una parte ha annullato tutti gli eventi lavorativi ma dall’altra gli ha dato la possibilità di riprende a produrre musica. Giuseppe Esposito per mesi ha lasciato la macchina fotografica nel cassetto e ha rispolverato campionatore e sintetizzatori.

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Il risultato è un brano dal titolo Gubble Bum che piace e che funziona talmente tanto da attirare immediatamente l’attenzione degli addetti ai lavori. In men che non si dica SPTRF firma un contratto con la 152 Records, etichetta discografica inglese specializzata che lancia Gubble Bum in esclusiva su Beatport, store di riferimento per la musica elettronica in tutto il mondo. Ed il brano – https://www.beatport.com/release/gubble-bum/2970870 – fa davvero il “boom”, talmente che in pochissimi giorni sulla piattaforma vola tra i 30 più ascoltati e acquistati nella classifica delle release deep house.

Ad accompagnare il singolo c’è anche un videoclip on line su Youtube –https://www.youtube.com/watch?v=Ob9KWgrVuNg – diretto dallo stesso artista con il sostegno di Maria Biancu, Carla Cabras e Alice Figus, prodotto da Underskin Media Factory e che vede in scena Claudio Atzeni, Fabio Candotti e Mariandrea Prastaro.

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Le sonorità del brano sono quelle della house music inglese con una serie di contro tempi di batteria che ricordano i ritmi garage e un riff di basso molto presente, tondo quasi gommoso come la chewingum che esplode in faccia al protagonista alla fine del videoclip. Insomma Gubble Bum è uno di quei pezzi che una volta sentito non va più via dal cervello, grazie al suo stile fresco e dinamico e alla qualità espressa dal produttore.

Il prossimo 14 Giugno Gubble Bum sarà ascoltabile su tutti i main store di musica on line: Spotify, Amazon Music, iTunes ecc, Google Play, Dreezer e molti altri. Dopo questo esordio esplosivo SPTFR e 152 Records continuano la collaborazione con diverse proposte dell’artista sardo in uscita a breve, tra remix e nuove produzioni. Della serie, questo è davvero solo l’inizio.




Paolo Fresu ospite di Iceberg on air




Time in Jazz • Comunicato stampa • A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz,il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu.

Comunicato stampa del 26 maggio 2020
A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna
l’edizione numero trentatré di Time in Jazz
il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu.
Tra gli artisti in cartellone Rita Marcotulli, Cristina Zavalloni,
Daniele Silvestri, Fabio Concato e Antonello Salis,
*
Sarà un’edizione di Time in Jazz del tutto particolare, quella in programma quest’anno nel consueto periodo intorno a ferragosto: alla sua trentatreesima volta, caratterizzata dal titolo “Anima • Ànemos”,anche il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito, deve infatti fare i conti con i problemi e le limitazioni del difficile e delicato momento storico che stiamo attraversando. <<Ma faremo in ogni caso un festival di alto profilo, naturalmente nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio>>, promette il trombettista sardo, che ribadisce l’importanza di confermare anche quest’anno la manifestazione, nonostante le difficoltà e la complessità della situazione: <<Il nostro vuole essere un messaggio di ottimismo; il festival è un’occasione per piantare un seme di bellezza in questo momento così difficile e, insieme, una prova del senso di responsabilità di Time in Jazz nei confronti della comunità che lo ospita e lo sostiene. Il nostro festival conta un seguito di circa trentamila spettatori e un indotto sul territorio di tre milioni di euro. Numeri che quest’anno non potranno ripetersi, evidentemente, perché mancherà, per ovvie ragioni, il pubblico abituale. Ma in un momento di difficoltà come questo noi possiamo portare, seppur ridimensionato dalle circostanze, un contributo all’economia locale e lanciare un segnale positivo per ripartire>>.
 
Insieme a Berchidda, al momento è confermata l’adesione dei comuni di Arzachena, Bortigiadas, Cheremule, Ittiri, Loiri Porto San Paolo, Mores, Nulvi, Ploaghe, San Teodoro e Telti, ma c’è fiducia che altri possano aggiungersi prossimamente.
 
Già definito da mesi e pronto per essere presentato con il consueto anticipo lo scorso aprile, il cartellone del festival è stato necessariamente rimodulato in rapporto alle varie limitazioni e condizioni poste per contrastare il coronavirus. Alcuni dei gruppi e dei progetti più complessi o dall’organico particolarmente folto, non potranno essere confermati: è il caso, per esempio, dei 100 Cellos, il grande ensemble di violoncellisti guidato da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, l’appuntamento col quale, già annunciato da mesi, ora è rimandato al prossimo anno. Potrebbero saltare anche alcuni appuntamenti immancabili di ogni edizione del festival, come il pranzo tipico di ferragosto, a causa delle difficoltà nell’applicare il distanziamento interpersonale.
 
E tuttavia il programma, che potrebbe essere soggetto a ulteriori modifiche in base alle norme di sicurezza che saranno da mettere in atto al momento dello svolgimento del festival, si annuncia di grande interesse e qualità: in arrivo nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni (in quartetto con Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria), il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul “palco centrale” del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Altra voce di spicco della canzone d’autore nostrana, Daniele Silvestri sarà invece il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione di Time in Jazz: il concerto dedicato a Fabrizio De André a L’Agnata, in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di Tempio Pausania. Altro momento ormai immancabile del festival, ritorna anche quest’anno – ed è la quindicesima volta consecutiva – la “concertazione navale” a bordo di un traghetto della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna: un evento reso possibile grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle, tra i principali partner di Time in Jazz. Si prevede un progetto musicale ad hoc, naturalmente nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus.
 
E poi, ad avvicendarsi nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione del festival, una nutrita rappresentanza di musicisti della Tǔk Music, l’etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che quest’anno spegne le sue prime dieci candeline (una ricorrenza che Time in Jazz celebrerà anche attraverso una mostra): il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet, la cantante, pianista e compositrice Petrina, il trio intestato al contrabbassista Marco Bardoscia, il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura con il chitarrista Marcello Peghin, quello del sassofonista Raffaele Casarano con il pianista Eric Legnini, e quello che vede insieme il trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna; e, ancora, il quartetto del contrabbassista Paolino Dalla Porta, il batterista Stefano Bagnoli, il pianista Giuseppe Vitale, le sorelle Leila e Sara Shirvani, rispettivamente violoncellista e pianista, in duo e in quartetto con Francesco Diodati alla chitarra e Enrico Morello alla batteria, il chitarrista Bebo Ferra con l’Organ Trio e in solo, il quartetto d’archi Alborada con un’ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito; e, poi, naturalmente, Paolo Fresu: lo ascolteremo in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino, e alla testa del suo quintetto, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto al trombettista di Berchidda, i membri storici: il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti alla batteria e, naturalmente, Roberto Cipelli, atteso a Time in Jazz anche per un concerto in piano solo.
 
Ma non è tutto, perché il cast del festival annovera anche la cantante Karima, accompagnata al pianoforte da Piero Frassi, e, per salutare un’altra ricorrenza significativa, Antonello Salis, il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest’anno spegne settanta candeline e al quale Time in Jazz deve la memorabile esibizione in solo che inaugurò, nel 1997, la serie di concerti nelle chiese campestri, divenuti poi un “must” del festival.
 
A fare gli onori di casa, due immancabili formazioni berchiddesi: la Banda musicale “Bernardo De Muro”, palestra per tanti talenti, compreso proprio Paolo Fresu, che nelle sue fila mosse i primi passi nella musica, e la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, prima funky street band in Sardegna, impegnata con le sue parate musicali nelle vie e nelle piazze del paese.
 
I bar di Berchidda ospitano invece i set di quattro formazioni sarde, il duo Don Leone, i Jericho, Giuseppe Bulla from Apollo Beat e il Bad Blues Duo. Mentre a un altro brillante talento locale, il batterista Giovanni Gaias, con il suo gruppo e con musicisti ospiti, spetterà il compito di riempire di musica le nottate berchiddesi nello spazio jazz club, dopo i concerti in Piazza del Popolo.
 

  • Time to Children

Anche questa trentatreesima edizione riserverà uno spazio speciale a iniziative pensate per l’educazione musicale dei bambini: ecco dunque una nutrita serie di incontri sotto il titolo “Time to Children“, un progetto coordinato dall’Associazione Il Jazz va a Scuola, nato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, con l’obiettivo di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del jazz, le pratiche dell’improvvisazione e dell’invenzione e la conoscenza degli aspetti socioculturali e musicali di questi ambiti.
 
Ad arricchire le proposte di quest’anno, si rinnova la collaborazione con l’associazione Realtà di Debora Mancini, con sette incontri in cui l’attrice e il pianista e polistrumentista Daniele Longo condurranno i bambini alla scoperta della musica e dei suoni, anche attraverso l’integrazione con altre forme d’espressione, come la letteratura, la pittura o il cinema. Tra le attività in programma, “Un pianoforte come il cielo”, “Forme e colori in musica”, “Cinema… quasi… muto”. Per Daniele Longo altro impegno in agenda con lo spettacolo “Una classica serata jazz”, insieme a Remo Brandoni e Stefano Nosei.
 
Rivolto a bambini e adulti, torna a Berchidda anche il “Drum Circle“ del percussionista Stefano Baroni: un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull’ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo.
 
Una novità assoluta per quest’anno è invece il progetto “MusicAmbiente” del percussionista Danilo Mineo .
 
La mattina di Ferragosto, infine, per il consueto appuntamento nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, torna il regista, attore e autore Giancarlo Biffi con l’intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto “Cuore di nonna”: in azione, con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu alla tromba, Sonia Peana al violino e altri ospiti a sorpresa.

  • Altri eventi

Nello spirito di Time in Jazz, accanto alla musica, restano fondamentali l’apertura verso altre forme espressive come l’arte visiva, la letteratura e il cinema, e l’ascolto del mondo in cui viviamo con un’attenzione speciale riservata alle tematiche ambientali e sociali.
 
È in questo contesto che si inserisce Time To Speak, un momento di riflessione, fissato tradizionalmente la mattina di ferragosto, su temi cari al festival: quest’anno, in collaborazione con la Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, sarà proposta la conferenza “Dica Trentatré – Lo stato di salute della Cultura in Italia al tempo del coronavirus”, seguita dalla presentazione del libro “I Festival jazz in Italia. Un’analisi di impatto sul territorio“, dell’economista Severino Salvemini con Costanza Sartoris e Arianna Riccardi, uscito lo scorso febbraio.

Il cinema sarà come sempre presente nella consueta sezione curata dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno dedicata in particolare al mondo dell’infanzia.

Spazio anche all’arte, alla Casara, edificio che nel nome rivela il suo precedente uso per la produzione e la vendita di prodotti caseari, di recente restaurato e trasformato nella sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda, dove saranno ospitati gli eventi espositivi di questa edizione.
 
Ripercorre i primi dieci anni della Tǔk Music, la mostra “10 Years of Tǔk Music”, che riunisce gli artwork delle copertine dei cd e dei vinili e i video clip prodotti dal 2010 ad oggi dall’etichetta discografica indipendente fondata da Paolo Fresu. Artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale hanno infatti collaborato alla realizzazione delle copertine dei diversi album targati Tǔk, che costituiscono quindi una vera e propria galleria d’arte, oltre che di musica, mettendo in rapporto sinergico l’immagine e il suono. Tra i nomi in mostra Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana.
 
Il racconto della passata edizione nel festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si potrà rivivere nell’esposizione “Time to Time 2019” con gli scatti dei fotografi Roberto Sanna e Daniele Franchi. Sarà poi visitabile la mostra “CasArt – Casa d’Arte Time in Jazz”, in cui si radunano le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival. CasArt documenta gli esiti della ricerca e della sperimentazione artistica e creativa in Sardegna comprendendo anche opere di artisti nazionali e internazionali.
 
E alla Casara troverà spazio anche “Time to Read”, la consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori. La storia del festival e il suo rapporto con il territorio sono al centro dello studio “La Tribù sonora – Time in Jazz tra identità, turismo e territorio” della ricercatrice Rosa Maria Meloni (edizioni CISU), e del progetto editoriale “Time in Jazz Diary 2019” (Postcard 2020), un diario del festival 2019, corredato dalle foto di Daniele Franchi.
 
Si resta in ambito musicale con Mario Piatti e Enrico Strobino, che portano in dote la loro “Grammatica della fantasia musicale. Introduzione all’arte di inventare musiche” (edito da Franco Angeli) di ispirazione rodariana, in cui si suggeriscono attività per lo sviluppo della creatività in contesti di educazione musicale; in “Perigeo, una storia. Tra innovazione e sperimentazione” (edito da Stampa Alternativa), il giornalista musicale Luigi Onori ripercorre invece le tappe del gruppo jazz-rock italiano di culto negli anni Settanta. La musica fa da scenario anche per il romanzo noir “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri). Si sposta invece in ambito sportivo “Gioco come sono” (Rizzoli), autobiografia ironica di Luigi Datome, capitano della Nazionale e uomo-simbolo della nostra pallacanestro, orgogliosamente sardo.
 
Proseguono anche le iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale riunite sotto l’insegna Green Jazz, che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2, anche nell’intento di ridurre l’impatto del festival sull’ambiente.
 
Time in Jazz è un festival inclusivo, che fa dell’incontro tra culture attraverso lo scambio e la condivisione di saperi un suo punto cardine: per questo si lavorerà anche quest’anno per realizzare una serie di attività laboratoriali per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, nell’ambito di “BABEL Reloaded – Building Awareness, Bridges, Experiences, Links”, un progetto multidisciplinare sul tema della convivenza interculturale riunito sotto il titolo “Migrant Reloaded”, a cura della compagnia Theatre en Vol.
 

  • Biglietti e prevendite

In piazza del Popolo, a Berchidda, fulcro dei concerti serali del festival, non ci sarà il grande palco di sempre, ma una pedana rialzata; ridimensionato anche il numero dei posti in platea, che oscilleranno tra 300 e 400, con le poltroncine distanziate come previsto dalle disposizioni vigenti. Sarà possibile accedere all’area concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, che si potranno acquistare prossimamente online su Vivaticket. Una modalità che garantisce la possibilità di rispettare il distanziamento interpersonale e di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo.
 

  • Anima • Ànemos

Sotto il titolo “Anima • Ànemos”, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz assume dunque un significato particolare, dato il momento storico che stiamo attraversando. <<Quanto valgono i numeri. E, soprattutto, cosa ci dicono al tempo del coronavirus?>>, scrive Paolo Fresu nelle sue note di presentazione del festival; <<33 rappresenta la maturità e sono gli anni di Cristo. Una cabala emblematica e ammaliante che ricorre nelle culture e nelle religioni del mondo. Un numero di passaggio nel quale leggere il dinamico movimento di un presente che dovrà necessariamente condurre verso il futuro>>. E, più avanti: <<Dovessimo andare a ritroso scopriremmo, senza troppo stupore, che la manifestazione si è modificata negli anni senza tuttavia perdere quei valori fondamentali che sono le relazioni umane e il rapporto con il territorio. Relazioni che oggi il Covid-19 ci fa vedere come distanti ma che la musica e l’arte riescono a sviluppare in maniera nuova e laddove la sfida del presente ci trova pronti e forgiati dalla forza dell’arte e della creatività. La stessa che oggi ci spinge con forza e volontà a ripartire nonostante le difficoltà che il tempo del coronavirus ci impone. Un festival con un alto grado di civiltà che, grazie alla musica e oggi ancora di più, vuole parlare al mondo di bellezza e rispetto, uguaglianza e comprensione, responsabilità e senso sociale (…). Come scriveva Gianni Rodari, al quale dedichiamo questa edizione in occasione dei cento anni dalla sua nascita, “è difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi”. Facciamo nostro il suo pensiero fieri di essere parte dello stesso cammino laddove l’edizione XXXIII è per noi un nuovo importante compleanno oltre che un transito libertario verso altri numeri e verso un nuovo domani>>.
 
La trentatreesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries, e con la collaborazione di Consorzio Porto Rotondo, Agenzia Regionale Forestas, Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Arborea, Le Cantine del Jazz e Geasar. Radio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale del festival. Media partner Spotify e Spreaker.

Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell’Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.




Comunicato Fondazione Maria Carta evento musicale a sostegno dei lavoratori Air Italy mercoledì 26 febbraio

AIR ITALY- MUSICA SARDA IN PISTA

Anche il mondo della musica sarda si mobilita a sostegno dei lavoratori di Air Italy impegnati in una durissima vertenza che ha assunto aspetti drammatici dopo la recente e improvvisa decisione di messa in liquidazione della società e conseguenti licenziamenti. La Fondazione Maria Carta di Siligo ha deciso di chiamare a raccolta alcuni degli esponenti più rappresentativi della scena musicale isolana per un evento che sarà ospitato mercoledì 26 febbraio a partire dalle ore 15,30 all’interno dell’aeroporto Costa Smeralda di Olbia.

Come noto in quel giorno, successivo alla dichiarata fine della “dead line” della compagnia, l’attività nello scalo gallurese è ancora bloccata per i lavori in corso sulla pista. La Fondazione Maria Carta ringrazia per questo la direzione dello scalo che mette a disposizione gli spazi nell’aerostazione passeggeri nell’ambito del programma di eventi denominato Flight Club.

Gli artisti si alterneranno sul palco con l’obiettivo di sancire e rafforzare la vicinanza di tutti i sardi ai lavoratori in lotta. Nella consapevolezza che questa non può essere liquidata come una vicenda settoriale, ma che ha inevitabili ripercussioni sull’intero comparto economico, sociale e, verrebbe da aggiungere, culturale dell’isola.

Per ribadire che i sardi si sentono isolani ma non vogliono sentirsi isolati, condizione alla quale li vedrebbe sempre più costretti l’eventuale tracollo di un’azienda che pure in Sardegna era nata, e ancora oggi, nonostante gli sviluppi societari degli ultimi anni, continua a essere indicata come compagnia sarda.

La mobilitazione del mondo della musica isolano vuole rappresentare questa forte vicinanza di tutti i sardi in questo momento delicatissimo della vertenza. La musica è capace di infrangere steccati ideologici, rafforzare idee e convincimenti anche per dare linfa a una lotta che non si presenta facile. Non porta ovviamente soluzioni ma indicare la straordinaria volontà di difendere un patrimonio umano e professionale, per opporsi alla cancellazione di una risorsa imprescindibile per il futuro dell’intera regione. Insomma i musicisti sardi scendono loro in pista nell’auspicio che quel 26 febbraio, mercoledì delle ceneri, possa segnare una rigenerazione di Air Italy.

Hanno aderito all’iniziativa e si esibiranno i seguenti artisti e gruppi: Alessandro Azara, BBrothers, Bertas, Maria Giovanna Cherchi, Cordas et Cannas, Cuncordu e tenore di Orosei, Beppe Dettori, Dohlmen, Fantafolk (Vanni Masala e Andrea Pisu) e Valeria Carboni, Gravity Sixty, Nova Euphonia e Corale Studentesca Città di Sassari, Francesco Piu. Prevista anche l’esibizione del gruppo folk Olbia e mamuthones e issohadores della Pro Loco di Mamoiada.

L’evento olbiese rappresenterà anche idealmente una tappa del tutto speciale di “Freemmos” il progetto portato avanti da tre anni dalla Fondazione Maria Carta sul tema dello spopolamento dell’isola, con una sensibilizzazione che passa anche attraverso la diffusione e la promozione della musica nel territorio. Per ribadire il diritto a restare nell’isola e da questa poter scegliere di muoversi e tornare. Una ulteriore compromissione della mobilità dei sardi che scaturisce dalla vertenza Air Italy innesca nuove penalizzazioni anche sue quel versante.