TEATRO VERDI: SUL PALCO DELLA SALA CONCERTI SARA’: MELEANNURCHE

PRENDE IL VIA AL TEATRO VERDI

“CD-NOVITA’ IN CITTA”

nuova rassegna dedicata alle novità discografiche

SUL PALCO DELLA SALA CONCERTI

VENERDI’ 14 DICEMBRE

SARA’

presenta

MELEANNURCHE

AD INTRODURRE LA SERATA

LUIGI MARIELLI DEI TAZENDA

Prende il via venerdì 14 dicembre alle 20 nella sala conserti del Teatro Verdi una nuova iniziativa organizzata da Teatro e/ o Musica dedicata al mondo della discografia. “Ogni appuntamento farà conoscere al pubblico le proposte di giovani artisti che hanno pubblicato recentemente i loro lavori discografici e li presenteranno raccontandone la genesi e proponendo alcuni brani dal vivo.
Ad aprire la rassegna una giovanissima cantautrice sassarese Sarà nome d’arte di Sara Porcu che presenta il cd “Meleannurche” . L’autrice canta i propri brani accompagnata da Enzo Perna (chitarra, basso,percussioni) e Roberto Maria Desiato (flauti). Arrangiamenti: Sara Porcu, Enzo Perna, Roberto Maria Desiato.
“Meleannurche” è primo lavoro musicale di Sarà figlia d’arte (la madre è la musicista Angela Miele ) trae ispirazione per questo suo primo lavoro proprio dalle origini Irpine della madre e attinge sonorità e ritmo dalla cultura popolare, etnica e meridionale che ha frequentato sin da bambina. Tra i temi approfonditi nel cd, accanto ai sentimenti per la natura, vi è quello culinario una passione questa che Sarà ha ereditato dal padre Pasquale Porcu giornalista ed enogastronomo. I brani del disco fanno continui riferimenti ai prodotti tipici del sud : provoloni, friarielli, scarola e meleannurche che si insinuano nei testi ricchi di sfumature poetiche. “Sono fiera di essere sarda -dice Sarà- ma mi sento anche per metà irpina una terra che amo e frequento fin da piccolissima”. Il progetto di Sarà ha preso forma anche grazie all’incontro con due musicisti, non a caso anche loro campani, che vantano una pluriennale esperienza nel campo della musica popolare: il chitarrista Enzo Perna (con il quale ha formato nel 2016 il duo Verão) e il flautista Roberto Maria Desiato. “Anche il titolo del cd “Meleannurche” si ispira ad un prodotto tipico dell’Irpinia -conclude Sarà- una mela, di una qualità che purtroppo sta diventando sempre più difficile da trovare sul mercato e che per questo è un pò il simbolo di quello che vorrei raccontare, oltre la musica, nel mio cd che parla di radici e tradizioni che rischiano di andare perdute”. La serata del 14 dicembre verrà presentata da Luigi Marielli dei Tazenda. 

Monica De Murtas
Ufficio stampa e Comunicazione



Lella Costa inaugura la stagione de “La Grande Prosa” al Teatro Civico di Alghero

Focus sull’amore e il disamore, il desiderio e la trasgressione, la paura e il disincanto con “Questioni di Cuore” di Natalia Aspesi (da un’idea di Aldo Balzanelli) con l’intelligenza e la verve di Lella Costa, in tournée nell’Isola per la Stagione de “La Grande Prosa” del CeDAC – nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna. La pièce debutterà in prima regionale domani (mercoledì 12 dicembre) alle ore 21 – in replica giovedì 13 dicembre, sempre alle 21 – al Teatro Civico di Alghero inserita nel calendario degli eventi “Més que un Mes”.

I misteri dell’eros e il “comune senso del pudore” in un vivido affresco del Belpaese attraverso le lettere inviate alla rubrica de “Il Venerdì” de “La Repubblica” e le risposte argute, comprensive ma anche spiazzanti, illuminanti e sincere, a volte crudeli che affrontano in un dialogo a distanza l’intricato nodo delle passioni e i dilemmi del cuore. Una fotografia dell’Italia – tra evoluzione culturale e trasformazioni sociali, e conseguenti mutamenti della sensibilità e del costume – attraverso le storie emblematiche di donne e uomini innamorati, feriti, tentati e disillusi, alla ricerca della felicità (o della pace dei sensi), in bilico tra passato, presente e futuro.

Questioni di Cuore” è un viaggio attraverso le emozioni, dalla felicità al dolore, dalla vertigine di un colpo di fulmine al vuoto d’amore: Lella Costa descrive «la vita sentimentale e sessuale degli italiani nel corso degli ultimi trent’anni», con le parole dei protagonisti che si raccontano con semplicità o arroganza, timidezza e audacia, mettendo nero su bianco i propri pensieri, le proprie segrete aspirazioni o inconfessabili inclinazioni, in una necessaria e forse catartica “confessione” in pubblico.

Una pièce originale che indaga gli aspetti più intimi e privati dell’esistenza, i tormenti, i dubbi, i timori di fronte al sentimento più antico e universale – non a caso trasfigurato in un dio capriccioso e crudele come un fanciullo, armato di strali, croce e delizia dei mortali – capace di stravolgere la banalità del quotidiano, di indurre a azioni e comportamenti impensati, di nascondersi negli angoli della mente per riaffiorare all’improvviso in tutta la sua potenza primordiale.

L’amore ha molti volti, infinite sfaccettature, e sono comunque imprevedibili le ragioni del cuore – che la ragione non conosce: cantato dai poeti, narrato dagli scrittori, tradotto in arie liriche e melodie popolari, messo in scena o trasportato sul grande schermo, quel sentimento che ha ispirato capolavori immortali e operette licenziose riesce a commuovere e coinvolgere – e a far sentire vivi dalla prima giovinezza e senza limiti d’età – anche alle soglie del terzo millennio.

Quasi un romanzo epistolare a più voci, “Questioni di Cuore” descrive le differenti declinazioni e variazioni dell’amore – dall’adolescente invaghita di un uomo molto più anziano alla signora irresistibilmente attratta da un sacerdote, dall’uomo che protesta e afferma la propria virilità al giovane che si scopre omosessuale e sceglie le pagine di un settimanale per rivelarsi al mondo. Tra giochi di potere e ambiguità dei sentimenti, riti di corteggiamento e arte della seduzione, affiorano anche le tendenze sado-masochiste per cui infliggere o subire dolore e umiliazioni diventa la chiave del piacere – e considerazioni psicoanalitiche o antropologiche a parte, quel che avviene fra adulti consenzienti con reciproca soddisfazione non può né deve essere oggetto di censura morale – o meglio moralistica.

Si parla anche di solitudine, a volte vissuta come una libera scelta e una conquista, oppure mal sopportata come un’amara necessità in seguito al tradimento e all’abbandono, o al disincanto dopo i reiterati fallimenti – e l’adulterio è un’altra possibile variante, resa più accessibile ma forse fin troppo facile dalle nuove tecnologie, tra gli incontri virtuali in chat e quelli reali, spesso scoperti per colpa di un sms o un messaggio whatsapp – nel tempo della realtà aumentata, quando cellulari e smartphones diventano una sorta di “naturale” estensione della personalità.

Questioni di Cuore” è la sintesi folgorante di tre decenni di storia e storie, narrate nelle lettere (e relative risposte), già racchiuse in un libro di Natalia Aspesi e ora trasformate in uno spettacolo, nato quasi per caso, grazie al talento istrionico e all’eleganza e alla sottile ironia di un’artista poliedrica come Lella Costa, già autrice e interprete di indimenticabili monologhi – da “Adlib” a “Coincidenze” e “Stanca di guerra”, “Un’altra storia” e “Precise parole”, con i ritratti al femminile di “Traviata, l’intelligenza del cuore” e “Alice, una meraviglia di paese” oltre al suo “Amleto”, fino a “Arie” – accanto a commedie come “Nuda Proprietà” e a spettacoli come “Human” con Marco Baliani, sul tema scottante delle migrazioni contemporanee.

Tra gli impegni radiofonici e televisivi, da “La tv delle ragazze” al Maurizio Costanzo Show, a Zelig, che l’hanno fatta conoscere e amare dal grande pubblico – e la scrittura – da “La daga nel loden” a “Che faccia fare”, e ancora “In tournée”, “Amleto, Alice e la Traviata” e “La sindrome di Gertrude. Quasi un’autobiografia” fino a “Che bello essere noi” l’attrice ha anche trovato il tempo di occuparsi di una rubrica – “Dire, Fare, Baciare” su “Smemoranda”: «si entrava in relazione con i lettori, una specie di community ante FB» – ha raccontato in un’intervista a Repubblica «e, per far questo, avevo due maestre: Brunella Gasperini e Natalia Aspesi».

“Questioni di Cuore” è il suo nuovo spettacolo – capace ancora una volta di offrire utili spunti di riflessione sulla complessità della natura umana, e sulle molteplici sfumature dell’amore attraverso «i diversi gradi d’intensità e di intimità».




Cristina Melis e Leonardo Sini al Concerto di Natale del Banco di Sardegna

Il 14 dicembre appuntamento alla Cattedrale di San Nicola a Sassari

 

Grandi musiche e arie d’opera con l’Orchestra dell’Ente “De Carolis”

Sassari, 11 dicembre 2018 – Come da tradizione, saranno due artisti sardi i protagonisti del Concerto di Natale 2018 del Banco di Sardegna: il mezzosoprano Cristina Melis, apprezzata da critica e pubblico nei principali teatri italiani ed esteri, e il direttore d’orchestra Leonardo Sini, vincitore in Ungheria dell’edizione 2017 del prestigioso Concorso Internazionale “Maestro Solti”.

Nella solenne cornice della cattedrale di San Nicola a Sassari, venerdì 14 dicembre alle 20,30 si rinnova l’evento dedicato dal Banco di Sardegna alla città di Sassari e a tutta l’Isola in segno di augurio per il nuovo anno. L’evento è patrocinato dal Comune e la direzione artistica è affidata all’Associazione culturale, teatrale e musicale LABohème.
Il Concerto vedrà, come sempre, la partecipazione dell’Orchestra dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari che anche quest’anno ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e di critica nella Stagione lirica appena conclusa.
Il programma della serata prevede l’esecuzione di musiche e arie d’opera da Donizetti, Saint-Saens, Poulenc, Verdi, Cilea, Mascagni, Rossini e Bizet.
Dato il grande interesse riscosso dall’iniziativa e l’apprezzamento che il pubblico sassarese ha sempre rivolto all’evento, l’organizzazione ha predisposto anche quest’anno l’allestimento esterno di un gazebo riscaldato con posti a sedere, un megaschermo e un impianto audio che permetteranno di seguire il concerto pure a chi non dovesse trovare posto all’interno della Cattedrale.

Gli artisti

 

Cristina Melis, mezzosoprano figlia d’arte, si diploma in flauto traverso al Conservatorio “L.Canepa” di Sassari e in canto a quello di Parma. Si perfeziona con Maria Casula, Giusy Devinu, Virginia Zeani, Bernadette Manca di Nissa, Michele Pertusi, Giorgio Zancanaro, Romano Franceschetto. Nel 2004 vince il Concorso per voci liriche “Giacomo Lauri Volpi” e inizia la sua carriera internazionale.
Ha cantato al San Carlo di Napoli, al Comunale di Bologna, al Maggio musicale fiorentino, al Regio di Torino, al Massimo di Palermo, all’Opera di Roma, in Arena a Verona, al Lirico di Cagliari, al Regio di Parma e, all’estero, a Liegi, Kiel, San Pietroburgo, Mosca, Madrid, Londra, Bruxelles, Berlino, Budapest, Tolosa, Dusseldorf in ruoli come: Cenerentola, Isabella dell’Italiana in Algeri, Carmen, Azucena del Trovatore, Amneris in Aida, Suzuki in Butterfly, Adalgisa in Norma, Cieca in Gioconda, Madelon nello Chénier, Sara in Roberto Devereux, Fenena in Nabucco, Maddalena in Rigoletto, Requiem di Verdi, Manfred di Schumann, Petite messe solennelle di Rossini.

 

Vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra “Maestro Solti”, Leonardo Sini comincia i suoi studi musicali al Conservatorio di Musica “L. Canepa” di Sassari diplomandosi in tromba. Si perfeziona, in seguito, alla Royal Academy of Music di Londra dove intraprende lo studio della direzione d’orchestra con Sian Edwards. Nel 2015 si trasferisce in Olanda e approfondisce gli studi di direzione con Jac van Steen, Ed Spanjaard e Kenneth Montgomery al Royal Conservatoire dell’Aia e al Conservatorium van Amsterdam, ottenendo il Master nel 2017. Partecipa, inoltre, a numerose masterclass lavorando con affermati direttori d’orchestra tra cui Daniele Gatti, Marc Albrecht, Harry Christopher e Gianluigi Gelmetti. Fa il suo debutto operistico con la Netherlands Philharmonic Orchestra e il Dutch National Opera Chorus di Amsterdam dirigendo La Bohème di G. Puccini. Dirige in seguito, fra le altre, la Netherlands Philharmonic Orchestra, la Residentie Orkest, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli e del  Teatro Volksoper di Vienna, la Noord Nederlands Orkest, la Netherlands Symphony Orchestra, l’Opera Nord di Leeds, la Ulster Orchestra (Belfast), la Philharmonie Zuidnederland, l’Orchestra del XVIII secolo, la Bochumer Symphoniker. Nel dicembre 2017 la vittoria del Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti a Budapest lo porta a dirigere numerose orchestre europee. Dal 2018 è direttore principale della Atheneum Chamber Orchestra del Royal Conservatoire dell’Aia.




Barabba sconfigge anche il maestrale. Grande festa con Claudia Crabuzza.

Una serata speciale nel cuore della città vecchia. L’evento dell’Associazione Culturale Cabirol ha raccolto nella piazza del Molo una gran folla di appassionati che non hanno voluto mancare all’appuntamento di festa per Pietro Ledda nonostante il maestrale. Viva Barabba! E così è stato. L’incontro con Claudia Crabuzza è stato coinvolgente. Era da tempo che non si vedeva un entusiasmo così trasversale che ha unito giovani e meno giovani a cantare insieme, uniti dal repertorio di Pino Piras che ha trascinato la piazza. E poi una sfilata di cantanti algheresi che ha tenuto una piazza festante per due ore di spettacolo autentico. L’evento è stato occasione per condividere il riconoscimento ottenuto con la partecipazione al bando del Nuovo Imaie, il nuovo Istituto Mutualistico per Artisti Interpreti o Esecutori, riservato agli over 65 che abbiano lavorato alla composizione ed esecuzione di brani musicali incisi e pubblicati. Tanta musica, nella serata organizzata dall’Associazione Culturale Cabirol e dalla cantante Claudia Crabuzza, protagonista di un  incontro – scambio generazionale con Pietro Ledda molto apprezzato. E poi gli amici che si sono esibiti : Angelo Maresca, Giancarlo Sanna,  Antonello Colledanchise, Berto Calaresu, Piero Sotgiu, Franco Mulas, Anna Maria Multineddu, con la partecipazione a sorpresa di Pino Ferraris. Una serata di musica vera, non di plastica, come dice Barabba, in un contesto di autentico senso di appartenenza ad un’identità forte che attraverso la musica si ritrova sempre.

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NATALE AL FERROVIARIO : IL LAGO DEI CIGNI- LO SCHIACCIANOCI

Dopo il successo del primo appuntamento che ha registrato il tutto esaurito prosegue “Natale al Ferroviario” il cartellone dedicato dalla rassegna “Famiglie a teatro” al periodo festivoDiventata ormai un pezzo di storia del teatro cittadino la stagione di teatro per ragazzi è organizzata dalla Botte e il Cilindro: compagnia stabile riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che ne sostiene l’attività assieme al Comune di Sassari, alla Regione Sardegna e alla Fondazione di Sardegna.

Considerato il successo delle precedenti stagioni anche quest’anno nel mese di dicembre la compagnia sarà presente con una programmazione che mette insieme grandi classici scelti tra le produzioni di maggior successo della Botte e il cilindro e pensati per accompagnare i bimbi e le famiglie durante tutte le festività natalizie.

Ad inaugurare l’atteso appuntamento è stato lo spettacolo “Un principe piccolo piccolo” il nuovo progetto della Botte e Cilindr ispirato ad un classico dei classici “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry, ha divertito e commosso al tempo stesso il giovane pubblico . Il testo di Consuelo Pittalis e la regia di Pierpaolo Conconi hanno raccontato la storia di un enigmatico bambino che approdato sulla terra, dopo un viaggio nello spazio, incontra un aviatore che si è smarrito nel deserto

Dalla narrazione delle sue avventure nello spazio e dei suoi incontri con diversi personaggi stravaganti, scaturiscono riflessioni su argomenti come il senso della vita, l’amicizia, l’amore, la morte. Sul palco: Stefano Chessa, Luisella Conti, Alice Friggia, Consuelo Pittalis. I testi di questo lavoro sono in gran parte delle canzoni, realizzate con la collaborazione musicale di Salvatore Delogu e Sara Pusceddu.

La rassegna prosegue sabato 8 dicembre e domenica 9 con un ‘altro grande classico “Il lago dei cigni” realizzato in collaborazione con Parabatulae Il Balletto del Mediterraneo e grazie al contributo di MIBACT, RAS, Comune di Sassari e Fondazione di Sardegna.

Dopo Lo Schiaccianoci”, e “Coppelia” la Botte e il Cilindro rivisita un’altra storia legata ad una delle trame più note del balletto “Il lago dei cigni” per la regia di Pierpaolo Conconi su testi di Consuelo Pittalis. Lo spettacolo completa così la trilogia inaugurata tre anni fa e ispirata alle atmosfere fiabesche della danza classica. “La versione teatrale della celeberrima opera di Čajkovskijdice Conconi– è una riscrittura liberamente ispirata alle vicende narrate nel balletto e nell’antica fiaba tedesca “il velo rubato” da cui è tratto “il lago dei cigni”. Fiaba e danza si intrecciano sul palco in un tessuto narrativo frutto di una miscela di linguaggi che nasce da un lavoro di equipe in cui il teatro si trasforma in coreografia, o meglio potremmo dire: entra in armonia con la danza, in diversi i momenti clou dello spettacolo”.

Teatro e danza classica.

Così come la protagonista Odette si trasforma in cigno così il teatro si trasforma in danza. “Il linguaggio predominante del lavoro è certamente quello teatrale –prosegue Conconi- ma attraverso le atmosfere della danza abbiamo cercato di trasmettere al nostro giovane pubblico l’intensità narrativa della musica di Čajkovskij, la sua tensione verso l’assoluto. In questo ultimo progetto della trilogia la danza è certamente più presente rispetto ai primi due ma fondamentale è stato anche il lavoro di coordinamento tra altri linguaggi: teatro, danza, maschere, un accurato lavoro su scene, costumi, luci. Preziosa in questo lavoro la collaborazione delle coreografe Rossella Serra e Alessandra Mura. Abbiamo coinvolto inoltre anche la trainer Donatella Panu per una consulenza su alcune scene in cui era necessario acquisire tecniche rubate al mondo dello sport”.

Sul palco: Luisella Conti, Alice Friggia-Consuelo Pittalis-Emilia Satta, Giomaria Carboni-Marta Pala Stefano Chessa-Sara Giordanelli-Maria Benelli-Noemi Zucca.

La voce del lago è di Chiara Conconi costumi Luisella Conti e Roberta Amadu per Progetto Palcomaschere realizzate da Andrea Gennati disegno luci Paolo Palitta scenotecnica e fonica Michele Grandi.

LO SCHIACCIANOCI

L’ultimo appuntamento con il cartellone natalizio del Ferroviario accompagnerà l’intero periodo festivo (22 dicembre ore 21:00 – 26, 29, 30 dicembre – 5, 6 gennaio (ore 18:00) ed è dedicato ad una delle favole di ambientazione natalizia più amate e rappresentate: Lo Schiaccianoci.

la Compagnia la Botte e il Cilindro mette così in scena un grande classico capace di coinvolgere nello spirito favolistico natalizio sia gli adulti che i più piccini. “Ispirato alla fiaba originale di Hoffmann la cui fortuna nacque dalla trasposizione in forma di balletto ad opera del musicista Chajkovskij e del coreografo Petipa, lo spettacolo invita lo spettatore ad entrare nell’atmosfera magica di un colorato sogno fatto di danza, musica e parole -dice il regista Pier Paolo Conconi– in cui la componente dell’avventura e del gioco fa da contraltare a quella delle paure e delle ansie proprie dell’infanzia. Senza dimenticare che a dare un senso a tutto è la figura di Drosselmeyer, evocatore di altri mondi, di altre magie”.

Il testo dello spettacolo è di di Nadia Imperio per la regia di Pier Paolo Conconi, le coreografie sono curate da Alessandra Mura e Rossella Serra. Sul palco: Stefano Chessa, Luisella Conti, Nadia Imperio, Giommaria Manunta, Consuelo Pittalis e le danzatrici: Alessandra Mura, Alice Friggia, Bianca Lay, Marta Pala e Annamaria Pinna.

Un enorme albero di Natale al centro del palco svela subito agli spettatori che è arrivato il periodo più magico dell’anno, la festa che tutti i bambini del mondo aspettano. Anche i protagonisti Clara e Fritz attendono con desiderio il momento in cui tutti gli orologi scoccheranno l’ora in cui i grandi daranno a ciascuno il permesso di scoprire quale sorpresa racchiudono quei pacchi colorati. Ecco, fra i tanti regali, il regalo più misterioso di tutti: Uno schiaccianoci giocattolo neanche bello, anzi, bruttino a cui però Clara si affeziona all’istante, inspiegabilmente attratta dalla sua enigmatica espressione. Quel giocattolo le ricorda qualcuno. Forse un principe. Forse il suo compagno Nicola. Un sogno. E in questo sogno, frotte di orribili topi-vampiro che, guidati dal Re dei Topi, si scagliano proprio contro l’indifeso Schiaccianoci e la sua protettrice. Se non arrivassero in soccorso le bambole meccaniche, i pupazzi e tutti i giocattoli di Clara, chissà come andrebbe a finire. Invece, come spesso accade nei sogni o negli incubi di piccoli e grandi, la paura non viene sola, ma si porta dietro meraviglia, stupore, o l’insondabile enigma dell’amore.

Arrangiamenti musicali Fabrizio Conconi, scenografie: Fabio Loi, costumi: Luisella Conti e Nadia Imperio per Progetto Palco. Assistente alla regia Antonella Masala, disegno luci Paolo Palitta, scenotecnica e fonica Michele Grandi

Carnet

Si conferma anche per questa stagione la promozione per i biglietti di ingresso agli spettacoli. Sarà possibile acquistare un Carnet che da diritto a 10 ingressi al costo scontato di € 50,00. Il carnet non è nominativo e occorre ritirare il proprio biglietto il giorno dello spettacolo.

Per prenotazioni e informazioni inviare una mail a [email protected]. I carnet possono essere acquistati in qualsiasi momento della stagione direttamente in biglietteria i giorni di spettacolo.




dopo il sold out del primo appuntamento proseguono domenica 9 dicembre : I CONCERTI APERITIVO

Prosegue l’appuntamento con i concerti aperitivo

dopo il sold out del primo concerto

il grande jazz ritorna domenica 9 dicembre al palazzo di città

Sul palco l’Orchestra jazz della Sardegna

in

Good Morning Blues

progetto di Mario Raja

I concerti aperitivo al loro 18esimo compleanno confermano il successo di un’iniziativa che da sempre catalizza l’attenzione di un folto pubblico di appassionati. Tutto esaurito e lunghe file al botteghino per il primo appuntamento che ha portato al Palazzo di città il grande jazz in un doppio concerto dedicato a “Miles Davis Songbook” con gli  arrangiamenti di  Roberto Spadoni

Domenica 9 dicembre, sempre con doppio appuntamento alle 11 ed alle 18 l’OJS presenterà, con la direzione dell’autore, “Good Morning Blues”,  progetto di Mario Raja dedicato alla musica del primo Count Basie. “Good Morning Blues” è il titolo di una delle prime composizioni di Count Basie e della sua autobiografia. In questa Basie racconta dei suoi inizi a Kansas City insieme a un gruppo di ragazzi che prendevano la musica quasi come un gioco, ma anche come una cosa terribilmente seria, fino a raggiungere un successo che all’inizio poteva sembrare solo un sogno.

Mario Raja nel nuovo progetto curato  appositamente per l’Orchestra Jazz della Sardegna, affronta la musica del primo Count Basie partendo dalle prime registrazioni della band del 1937. Allora l’orchestra aveva ancora un organico piccolo, ma vi spiccavano i talenti straordinari di Lester Young, Benny Morton, Freddy Green e Jo Jones e si avvaleva degli arrangiamenti di Basie stesso e di alcuni pionieri come Eddie Durham e Andy Gibson. Semplicità ed energia erano il segreto di quella prima orchestra, caratterizzata da un suono e da alcune soluzioni ritmiche talmente efficaci da diventare un riferimento per tutto il jazz degli anni seguenti, segreto che Raja vuole trasporre in questo progetto per l’orchestra sarda. Al termine del concerto mattutino, come di consueto, il Museo del Vino di Berchidda curerà la degustazione e la presentazione dei prodotti della Cantina di Olevò di Berchiddeddu, Di Madrigosas di Olmedo e di Pianeta Pizza di Gavino, realtà produttiva sassarese,

 

Grazie ad una rete di collaborazioni pluriennali il festival non è però soltanto musica.  “To Be in Jazz” offre infatti un programma di eventi che coinvolgono il settore enogastronomico, con le tradizionali degustazioni curate dal Museo del VinoEnoteca Regionale della Sardegna di Berchidda, o la videoproiezione dedicata alla storia del jazz , visto da un occhi sardo, denominata “To be in Jazz/immagini” presentata da Ogros-fotografi associati nelle sale di rappresentanza del Palazzo di Città dal 2 al 24 dicembre ogni venerdi, sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, e curata dai fotografi Antonio Mannu e Salvatore E. Masala.

In collaborazione con l’agenzia di viaggi “Time Out Viaggi” di Sassari, un info-point dedicato metterà a disposizione, nella sede dell’agenzia, materiale illustrativo della manifestazione.

 

Prossimi appuntamenti

Domenica 16 la manifestazione prosegue con il consueto doppio appuntamento (ore 11 ed ore 18 ) e la presentazione di “Maineiro”,suggestivo ed insolito progetto del compositore Michele Corcella nel quale la musica antica incontra il jazz contemporaneo made in Italy. È un’operazione fascinosa, nella quale vengono riprese e modellate sull’organico dell’Orchestra Jazz della Sardegna le partiture di Giorgio Mainerio, originale figura di prete, compositore e maestro di cappella che lavorò dal 1560 fino alla morte tra Aquileia e dintorni. Quelli del religioso sono in origine «balli a quattro voci», che per l’occasione vengono riletti con molta libertà, mescolando barocco e minimalismo, momenti improvvisati e citazioni folk fino alla grande tradizione del jazz orchestrale. L’OJS sarà diretta per l’occasione dall’autore, e dopo il concerto delle ore 11.00 il pubblico potrà apprezzare la degustazione e la presentazione dei prodotti della Cantina del Vermentino di Monti, di Madrigosas di Olmedo e del Pianeta Pizza di Sassari.

 

Il 23 dicembre alle ore 18 ed il 24 alle 11 la manifestazione si conclude con un doppio appuntamento dedicato alla produzione “Natale in Swing” il concerto di Natale con cui l’Orchestra Jazz della Sardegna Laboratory, sotto la direzione di Gavino Mele, omaggerà l’epopea dello Swing, con arrangiamenti del  repertorio delle grandi orchestre di Glenn Miller, Benny Goodman, Duke Ellington, Count Basie, ed alcune sorprese in tema con le festività dicembrine.

Il concerto si terrà sempre a Palazzo di Città, con la collaborazione della Corale Vivaldi & Joyful Soul diretta da Daniele Manca e la voce solista di Denise Gueye.

La sera del 23, dopo il concerto, le degustazioni e presentazioni curate dal Museo del Vino di Berchidda, con i prodotti delle Tenute Sella & Mosca e di Madrigosas di Olmedo, unitamente  ad una selezione di prodotti tipici.

La prevendita dei biglietti viene effettuata presso la Libreria Messaggerie Sarde in Piazza Castello 11 a Sassari (info: 079230028) e presso Ticketok, in via Tempio 65 a Sassari (info: 0792822015). Il costo del biglietto per il singolo concerto è di € 10,00, mentre l’abbonamento ai quattro concerti costa € 30,00

TO (BE) IN JAZZ – I CONCERTI APERITIVO

XVIII EDIZIONE – 2018

 

CONCERTI

Sassari Palazzo di Città ore 11.00 – 18.00

 

2 dicembre

Miles Davis Songbook”

Orchestra Jazz della Sardegna

Roberto Spadoni direzione e arrangiamenti

—–

Degustazioni a cura del Museo del vino di Berchidda

Tenute Rossini – Laerru

Madrigosas – Olmedo

I Salis di Michelangelo Salis – Ploaghe

 

9 dicembre

Good Morning Blues”

La musica del primo Count Basie

Orchestra Jazz della Sardegna

Mario Raja direzione e arrangiamenti

—–

Degustazioni a cura del Museo del vino di Berchidda

Cantina Conca di Olevà – Berchiddeddu – Olbia

Modrigosas – Olmedo

Pianeta Pizza di Gavino – Sassari

 

16 dicembre

  1. Mainerio”

Orchestra Jazz della Sardegna

Michele Corcella direzione e arrangiamenti

—–

Degustazioni a cura del Museo del vino di Berchidda

Cantina del Vermentino di Monti

Madrigosas – Olmedo

Pianeta Pizza di Gavino – Sassari

 

23 dicembre ore 18.00

24 dicembre ore 11.00

  1. Natale in Swing”

Orchestra Jazz della Sardegna Laboratory

Corale Vivaldi & Joyful Soul

(direttore del coro Daniele Manca)

Denise Guye voce solista

Gavino Mele direzione

—–

Degustazioni a cura del Museo del vino di Berchidda

23 dicembre

Tenute Sella & Mosca – Alghero

Madrigosas – Olmedo

Selezione prodotti tipici

 

TO BE IN JAZZ/IMMAGINI

OGROS – fotografi associati

presenta

una videoproiezione di Mannu&Masala

dal 2 al 24 dicembre

venerdì/sabato/domenica

ore 10.30/13.00-17.00/20.00




“Sound and Vision”: domani sera a Carbonia (Teatro Centrale, ore 21) la musica dei Dorian Gray con i disegni dal vivo di Gildo Atzori.

La musica dei Dorian Gray con i disegni dal vivo dell’artista visivo Gildo Atzori domani sera (venerdì 7) a Carbonia per la rassegna di fumetti e cinema Nuvole Parlanti, in programma nella città mineraria fino al 16 di questo mese. La band cagliaritana porta sul palco del Teatro Centrale (con inizio alle 21 e ingresso gratuito) Sound and Vision, la rodatissima performance che mescola suoni, parole e segni chiamando in azione un illustratore di volta in volta diverso. A Carbonia, come in varie occasioni precedenti, sarà appunto l’eclettico Gildo Atzori (che fino al 29 tiene a Cagliari una mostra personale allo spazio (In)visibile in via Barcellona) ad affiancare e interpretare con il suo live painting le note e le liriche di Davide Catinari (voce, chitarra acustica, percussioni), Samuele Dessì (chitarra, loop, cori), Nico Meloni (chitarra), Andrea Viti (basso) e Sergio Lasi (batteria e percussioni).
 
In scaletta brani tratti dagli ultimi lavori discografici dei Dorian Gray, “Forse il sole ci odia” (del 2008), “La pelle degli spiriti” (2011) e soprattutto “Moonage Mantra“, settimo album in studio, pubblicato a febbraio dell’anno scorso; un disco in cui proprio la componente grafica gioca un ruolo importante: al vinile è infatti allegato un elegante art book di trentadue pagine con tavole originali di Ausonia, Andrea Bruno, Davide Toffolo, Marino Neri e dello stesso Gildo Atzori: tutti artisti che si sono alternati (tra gli altri) nelle tante repliche di “Sound and vision”, dal debutto nel 2013, a Roma, passando per importanti rassegne come Lucca Comics, Napoli Comicon e il festival Rock the South a Malta.
 
I Dorian Gray provengono da una delle stagioni più fertili dell’underground italiano, gli anni Novanta, attraverso tour memorabili (prima band europea in Cina), canzoni di qualità (premio Lunezia 1999 conferito da Fernanda Pivano a Davide Catinari) e una discografia nutrita e originale. Dall’album “Forse il sole ci odia”, uscito nel 2008, prende avvio il nuovo corso del gruppo cagliaritano, che comprende i concerti in Italia e all’estero e l’importante riconoscimento alla carriera ricevuto al MEI 2009, a testimoniare il valore del progetto. Nel 2016 i Dorian Gray sono stati l’unica formazione italiana a partecipare alla Canadian Music Week.
 

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