NASCE IN SARDEGNA BUSSOLADIRITTI: LA PIATTAFORMA CIVIC TECH CHE SEMPLIFICA L’ACCESSO AI DIRITTI SU DISABILITÀ E WELFARE

Dalla Sardegna un nuovo progetto digitale per orientare cittadini, persone con disabilità, caregiver e famiglie tra invalidità civile, Legge 104, prestazioni economiche, sanità, agevolazioni e servizi territoriali

Sardegna, settembre 2026 – Capire quali diritti spettano, quali prestazioni è possibile richiedere, quali documenti servono e quali scadenze non bisogna dimenticare può trasformarsi, per una persona con disabilità o per una famiglia che assiste un proprio caro, in un vero e proprio percorso a ostacoli.

È da questa esigenza che nasce BussolaDiritti.it, piattaforma digitale di civic tech sviluppata in Sardegna con l’obiettivo di rendere più comprensibili e accessibili le informazioni riguardanti disabilità, invalidità, welfare e servizi pubblici.

Il progetto nasce dall’esperienza diretta del suo fondatore, Davide Fiume, e dalla volontà di trasformare una difficoltà personale in uno strumento utile a una comunità molto più ampia: quella delle persone con disabilità, dei caregiver e delle famiglie che ogni giorno devono confrontarsi con norme, circolari, modulistica, scadenze e servizi spesso distribuiti tra numerosi enti e piattaforme differenti.

DAL “LABIRINTO” BUROCRATICO A UN UNICO PUNTO DI ORIENTAMENTO

Il problema affrontato da BussolaDiritti non è la mancanza di informazioni.

Le informazioni esistono, ma sono spesso frammentate tra siti istituzionali, normative, circolari, amministrazioni regionali e locali, INPS, servizi sanitari e differenti uffici pubblici.

Per chi deve affrontare contemporaneamente una condizione di disabilità, una malattia o il carico assistenziale di un familiare, riuscire a comprendere cosa spetta, come richiederlo, a chi rivolgersi e quali scadenze rispettare può diventare estremamente complesso.

BussolaDiritti nasce proprio per ridurre questa distanza tra il diritto riconosciuto dalla legge e la possibilità concreta del cittadino di comprenderlo e utilizzarlo.

UN ECOSISTEMA DIGITALE PER I DIRITTI

La piattaforma riunisce in un unico ambiente numerosi strumenti dedicati all’orientamento e alla gestione delle principali problematiche legate a disabilità e welfare.

Tra le funzionalità disponibili figurano:

Orientamento e verifica dei diritti

Il Check-up dei diritti consente all’utente di rispondere a una serie di domande per ottenere un primo orientamento sulle prestazioni, agevolazioni ed esenzioni potenzialmente pertinenti alla propria situazione.

Il sistema comprende inoltre strumenti dedicati alla consultazione delle principali prestazioni legate a invalidità civile, Legge 104, pensioni, accompagnamento, bonus e agevolazioni.

Traduzione del linguaggio burocratico

Uno degli strumenti del progetto è dedicato alla comprensione dei documenti della Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è aiutare il cittadino a trasformare il linguaggio tecnico e burocratico in informazioni più semplici e comprensibili, facilitando la lettura di comunicazioni, provvedimenti e documentazione amministrativa.

Fascicolo digitale e gestione delle scadenze

La piattaforma prevede strumenti per organizzare documenti e informazioni personali e per tenere sotto controllo le principali scadenze.

Gli avvisi sono pensati, ad esempio, per ricordare rinnovi, revisioni, aggiornamenti e altri adempimenti che possono essere facilmente dimenticati.

Strumenti per le pratiche

BussolaDiritti raccoglie inoltre modulistica, guide operative e strumenti di supporto per alcune delle pratiche più frequenti.

Sono presenti anche strumenti per la generazione di documenti, tra cui modelli di lettere e diffide.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DEL CITTADINO

Uno degli elementi distintivi del progetto è l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto alla consultazione e all’organizzazione delle informazioni.

Il portale integra un assistente digitale con possibilità di interazione vocale e strumenti pensati per rendere più semplice la ricerca delle informazioni.

L’approccio adottato punta tuttavia a distinguere l’utilizzo dell’AI dalla fonte del diritto: l’intelligenza artificiale viene utilizzata come tecnologia di supporto, mentre le informazioni vengono ricondotte a fonti istituzionali e normative.

BussolaDiritti non nasce quindi con l’obiettivo di sostituire medici, avvocati, patronati o professionisti, ma di offrire al cittadino un primo strumento di orientamento e comprensione.

ACCESSIBILITÀ DIGITALE

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità.

La piattaforma integra strumenti e impostazioni destinati a facilitare la navigazione da parte di persone con differenti esigenze, tra cui modalità ad alto contrasto, caratteri e impostazioni orientate alla leggibilità, dettatura vocale e contenuti informativi accessibili.

Il progetto prevede inoltre contenuti e video-guide dedicati alla Lingua dei Segni Italiana (LIS).

L’obiettivo dichiarato è rendere l’accesso alle informazioni sui diritti il più possibile inclusivo.

LA SARDEGNA COME FASE PILOTA

La Sardegna rappresenta attualmente il territorio di sperimentazione del progetto.

Accanto alle informazioni di carattere nazionale, BussolaDiritti sta sviluppando una componente territoriale dedicata ai servizi presenti sull’isola.

Tra le informazioni e gli strumenti disponibili rientrano:

mappa delle strutture sanitarie;
informazioni sui Pronto Soccorso;
farmacie di turno;
Guardia Medica;
mappa dei defibrillatori DAE;
informazioni sulle strutture e sui servizi sanitari territoriali;
Commissioni Mediche per l’invalidità;
fornitori di protesi e ausili;
informazioni relative a lavoro, bandi e servizi locali.

La sperimentazione sarda rappresenta il primo passo di un progetto concepito con una prospettiva più ampia.

LAVORO, TUTELE E TERZO SETTORE

L’ambito di BussolaDiritti non si limita alle prestazioni economiche.

La piattaforma comprende sezioni dedicate anche al lavoro, alla tutela delle persone fragili e al Terzo Settore.

Tra gli strumenti figurano una bacheca dedicata alle opportunità lavorative, informazioni su bandi e iniziative territoriali, strumenti per la realizzazione di un curriculum inclusivo e guide su tematiche quali l’amministrazione di sostegno e il “Dopo di noi”.

Sono inoltre disponibili risorse informative dedicate alla costituzione e alla gestione delle associazioni e al mondo del volontariato.

UNA PIATTAFORMA COSTRUITA CON L’AI

BussolaDiritti rappresenta anche un esempio di come le nuove tecnologie possano consentire a un singolo progetto indipendente di affrontare problemi tradizionalmente associati a strutture tecnologiche molto più grandi.

Il progetto è stato ideato e sviluppato utilizzando in maniera estesa strumenti di Intelligenza Artificiale per la programmazione, l’architettura e l’implementazione della piattaforma.

L’obiettivo non è utilizzare l’AI per sostituire le istituzioni o gli esperti, ma sfruttarla per costruire strumenti digitali capaci di organizzare, semplificare e rendere più accessibili informazioni già esistenti.

IL TEMA DELL’AFFIDABILITÀ

In un settore delicato come quello della disabilità e del welfare, l’affidabilità delle informazioni rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto.

BussolaDiritti dichiara di basare i propri contenuti su fonti istituzionali e normative, tra cui informazioni provenienti da INPS, Ministero della Salute, Regione Sardegna, Gazzetta Ufficiale e Normattiva.

Il principio alla base del progetto è quello di non creare nuovi diritti o interpretazioni arbitrarie, ma di aiutare il cittadino a comprendere meglio quelli già previsti dalle norme.

PRIVACY E DATI PERSONALI

La gestione dei dati rappresenta un ulteriore elemento centrale della piattaforma.

Considerata la particolare delicatezza delle informazioni che possono essere trattate nell’ambito della disabilità e della salute, il progetto pone attenzione alla tutela dei dati personali e al rispetto della normativa sulla privacy, compreso il Regolamento europeo GDPR e le disposizioni relative alle categorie particolari di dati.

L’obiettivo è garantire un utilizzo trasparente degli strumenti digitali, senza trasformare le informazioni personali degli utenti in uno strumento di profilazione commerciale.

UN PROGETTO NATO DA UN’ESPERIENZA PERSONALE

Alla base di BussolaDiritti c’è un’esperienza personale.

Il fondatore del progetto ha vissuto direttamente le difficoltà legate alla gestione della disabilità e della burocrazia, arrivando alla conclusione che uno dei problemi più grandi non fosse soltanto ottenere un diritto, ma sapere che quel diritto esiste e capire come esercitarlo.

Da questa consapevolezza è nata l’idea di costruire una piattaforma che partisse non dalla singola amministrazione o dalla singola normativa, ma dalla persona.

Una sorta di “bussola” all’interno di un sistema nel quale le informazioni possono essere corrette, ma difficili da trovare, comprendere e collegare tra loro.

DALLA SARDEGNA A UN MODELLO NAZIONALE

BussolaDiritti si trova attualmente nella propria fase pilota in Sardegna, dove vengono sviluppati e testati strumenti e servizi destinati a essere progressivamente ampliati.

L’ambizione del progetto è costruire un modello digitale replicabile anche in altri territori italiani, mantenendo un approccio centrato sulla persona e sulla semplificazione dell’accesso alle informazioni.

La sfida è trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di cittadinanza: non aggiungere ulteriore complessità digitale, ma utilizzarla per ridurre la complessità burocratica.

Perché un diritto che esiste sulla carta è realmente accessibile soltanto quando il cittadino riesce a comprenderlo, riconoscerlo e sapere come esercitarlo.

Sarei onorato di potervi mostrare direttamente le potenzialità della piattaforma, e resto a vostra completa disposizione per interviste, approfondimenti o materiale grafico per le vostre redazioni.

Ringraziandovi per l’attenzione e per il prezioso lavoro di informazione che svolgete per la nostra isola, vi porgo i miei più cordiali saluti.

Davide Fiume Fondatore di BussolaDiritti 379/1085114




Ittireddu, il Vulcano di Monte Lisiri palcoscenico di resilienza con l’arte coreutica

La Compagnia Zappalà Danza 2 di Catania e ViDaVé Company di Napoli conquistano Ittireddu per il festival “Corpi in movimento”

ITTIREDDU – Sul palcoscenico lunare di Monte Lisiri l’arte coreutica cerca di mostrare come, persino nel cuore di un universo frammentato, la vita possa sempre trovare sempre una nuova forma. Succede a Ittireddu, nella nuova tappa del festival “Corpi in movimento”, dove la Compagnia Zappalà Danza 2 ha presentato l’opera “Lif”, ricordandoci che dopo ogni fine c’è sempre spazio per un nuovo inizio da ricostruire passo dopo passo.

Ispirata ai versi del celebre poema norreno Völuspá, con la regia e la coreografia di Claudio Scalia, che ha firmato la drammaturgia assieme a Sergio Campisi, la performance ha portato in scena il peso della grande apocalisse (il Ragnarök) e la conseguente distruzione del mondo.

Nell’interpretazione magistrale di Ismaele Buonvenga e Marco Di Dato, gli unici esseri umani che sopravvivono alla fine del mondo, Líf e Lifthrasir, danno un nuovo inizio all’umanità. Il progetto è stato selezionato per NID Platform (sezione open studios) e finalista al Premio Twain direzioni Altre.

La seconda parte della serata ha portato in scena “Coraggio. La sfortuna non esiste” della ViDaVé Company, una produzione firmata da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali (vincitrice del Premio TWAIN Direzioni Altre 2025 e selezionata per la Vetrina del Network Anticorpi XL 2025).

Il lavoro ha proposto una profonda riflessione artistica sul concetto del Sé e sulla reale esistenza della sfortuna, spesso vissuta come un fattore esterno e incontrollabile.

La performance ha saputo sviscerare la complessità della psiche umana, mostrando come la vera forza risieda nell’irrazionalità e nella resilienza. Senza eroi né vittime, lo spettacolo ha ricordato agli spettatori che le difficoltà possono diventare il motore di una trasformazione personale, affrontando l’ignoto non con la paura, ma con il coraggio e la dedizione al lavoro artistico.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 26 settembre a Palazzo di Città di Sassari, dove alle 20.30 si esibiranno i Komoco con “The Fridas” di Sofia Nappi, la Compagnia Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la Compagnia GDO con “Pre-giudizio”.

“Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari. Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Turismo: sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “Le Porte della Sardegna” con i dieci Sindaci interessati alle aree d’accesso all’isola

Cagliari, 9 settembre 2026 – Sottoscritto dall’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu e i sindaci dei Comuni di Alghero, Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Tortolì, il protocollo d’intesa “Le Porte della Sardegna”, un programma a regia regionale, volto a promuovere la realizzazione di investimento coesi e coordinati, coerenti con le prescrizioni del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, con una dotazione finanziaria complessiva di 12 milioni di euro, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna.

Il programma “Le Porte della Sardegna” riguarda dieci Comuni dove sono localizzati gli aeroporti, con traffico nazionale e internazionale, ed i porti con traffico passeggeri e commerciale internazionale e nazionale.

“L’Assessorato regionale del Turismo ha tre progetti strategici nell’FSC, nel Fondo Sviluppo e Coesione. Uno legato al turismo culturale con le città regge, uno sul turismo nei borghi e il terzo, quello che oggi andiamo a sottoscrivere, riguarda le Porte della Sardegna, cioè i luoghi di accesso, di primo contatto dei turisti con la nostra regione. Vogliamo rendere più accoglienti, più decorosi questi luoghi nelle immediate vicinanze dei tre aeroporti principali della Sardegna e dei sei porti nei quali vi è il traffico commerciale con la penisola e con il resto d’Europa. Dodici i milioni di euro che saranno destinati quindi alle strade di accesso, alle piazzole, alle panchine, alla sistemazione delle fioriere. a rendere il più accogliente possibile questi luoghi, poiché si tratta del primo impatto che il turista ha con la nostra regione, ma anche dell’ultima immagine, dell’ultimo ricordo che porteranno via nella Sardegna. Quindi migliorando gli accessi, migliorando le porte della Sardegna, crediamo anche di poter garantire una migliore qualità dell’immagine turistica della nostra regione ma anche un impegno in più per la fidelizzazione del turista.”, ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu.

Il progetto rappresenta uno degli interventi strategici nel settore del turismo e dell’ospitalità, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna. Le risorse sono state ripartite in misura sostanzialmente uniforme tra i territori interessati, con un finanziamento pari a 1.333.333 euro per ciascuna delle principali Porte della Sardegna. Per i Comuni di Oristano e Santa Giusta, che condividono il medesimo sistema portuale di riferimento, l’importo assegnato è pari a 666.666 euro ciascuno, corrispondente al 50 per cento della quota ordinaria prevista per gli altri interventi.

La linea d’azione nasce dalla volontà di qualificare gli spazi attraversati quotidianamente dai viaggiatori in arrivo e in partenza dall’Isola, migliorando la qualità urbana, paesaggistica e funzionale delle aree esterne ai porti e agli aeroporti e contribuendo a rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione turistica moderna, accogliente e sostenibile.

Gli interventi riguarderanno, tra gli altri, la riqualificazione paesaggistica e del verde, l’illuminazione, la cartellonistica, l’arredo urbano, i percorsi di accesso, la viabilità e gli spazi di sosta, con particolare attenzione alle aree prospicienti porti e aeroporti. L’obiettivo è trasformare le principali porte d’ingresso della Sardegna da semplici luoghi di transito a spazi capaci di rappresentare l’identità culturale, paesaggistica e ambientale dell’Isola, contribuendo a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile della destinazione Sardegna pur nel rispetto delle specificità dei singoli territori.

Il programma coinvolge i principali nodi di collegamento marittimo e aereo della regione. Tra questi figurano la riqualificazione delle aree aeroportuali di Alghero ed Elmas, la valorizzazione delle aree portuali e aeroportuali di Olbia, la riqualificazione degli accessi portuali di Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Giusta, Santa Teresa di Gallura e Arbatax, il miglioramento dei collegamenti urbani tra il porto e il centro cittadino di Cagliari e ulteriori interventi di qualificazione paesaggistica e urbana nei Comuni coinvolti.

Le risorse sono state ripartite tra i Comuni sulla base dei programmi di investimento approvati dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 42/31 del 13 Agosto 2026. Gli interventi saranno attuati mediante specifiche convenzioni che disciplineranno gli aspetti procedurali, finanziari e di monitoraggio, nel rispetto dei cronoprogrammi previsti dalla programmazione FSC e dovranno essere completati entro il 2030.

“L’uscita dall’aeroporto o dal porto costituisce il primo impatto che il visitatore ha con la Sardegna, costituisce quella prima impressione -sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu- che avrà un ruolo significativo sul giudizio complessivo sulla destinazione, e quindi sulla possibilità di fidelizzazione. Allo stesso modo all’arrivo al porto o all’aeroporto si registra quell’ultima immagine della Sardegna, che si porterà nei ricordi di viaggio. “Per queste ragioni – conclude l’assessore del turismo- questo progetto rivese una importanza strategica, e ci auguriamo che i Comuni, col supporto della Regione, vogliano trasformarlo in una vera rete, finalizzata a realizzare iniziative coordinate per garantire il miglior impatto possibile del visitatore con la nostra Isola, nei momenti, potenzialmente critici, dell’arrivo e della partenza dalla Sardegna”.




Da Bellieni a Coppieters: il pensiero sardo incontra il federalismo europeo

Il 15 settembre alla Biblioteca Universitaria di Sassari la presentazione del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Is. Be: l’opera collettiva propone chiavi di lettura per il futuro del nostro Continente

SASSARI – Martedì 15 settembre, alle 17.30, la Biblioteca Universitaria di Sassari (via Enrico Costa 57) ospiterà la presentazione ufficiale del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari.

L’appuntamento, inserito nel cartellone degli eventi Is.Be 2026, nasce dal lavoro di ricerca collettivo condotto da diversi studiosi internazionali, tra i quali Álvarez, Cobbaert, Lavra, Nasone, Rey e Vale, i quali eseguono una profonda indagine sulle radici storiche, filosofiche e politiche delle idee di autonomia e federalismo che hanno segnato la storia d’Europa nel corso del Novecento. Il tutto proposto in una veste trilingue che, oltre all’esposizione in Italiano, presenta all’interno dello stesso volume la versione in lingua inglese “Political Figures for the Europe of the Future, e quella in sardo, “Figuras polìticas pro su tempus benidore de s’Europa”.

La presentazione avrà inizio con i saluti istituzionali del direttore della Biblioteca Universitaria di Sassari, Giovanni Fiori, della presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai e, in rappresentanza della Coppieters Foundation, di Laura Marching.

Seguiranno gli interventi dei relatori Didier Rey dell’Università della Corsica, Giangiacomo Vale dell’Università “Niccolò Cusano” di Roma, Antonello Nasone dell’Università di Sassari e del saggista Stefano Lavra. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Salvatore Taras.

Attraverso i contributi degli autori, il volume analizza la vita, il pensiero e l’eredità intellettuale di grandi figure storiche del federalismo e dell’autonomismo europeo e locale, riproponendo e commentando fonti specifiche. Tra questi figurano pensatori di spicco come Camillo Bellieni e Marianna Bussalai, e un pilastro del pensiero sardista come Antonio Simon Mossa, affiancati da personalità internazionali come il galiziano Alfonso Castelao, il valdostano Émile Chanoux, il fiammingo Maurits Coppieters, lo svizzero Denis de Rougemont e il corso Edmond Simeoni.

L’incontro è aperto a tutti e si propone come un momento di riflessione stimolante sul complesso rapporto tra identità locali, autogoverno e Unione Europea, mettendo a disposizione del pubblico nuove e originali chiavi di lettura per immaginare il futuro politico e culturale del nostro Continente. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla RAS con i fondi della L.R.2/2026.




Il futuro di Autunno in Barbagia:a Oliena i sindaci del circuito a confrontosul valore che resta nei territori.

DOMANI (giovedì 10 settembre) alle 10 

all’Hotel Su Gologone amministratori e operatori

si confrontano su impatto economico, 

destagionalizzazione, innovazione, 

governance e prospettive del circuito.

Invito conferenza stampa

Quanto valore lascia realmente Autunno in Barbagia nei territori e come trasformare un circuito capace di attrarre migliaia di visitatori in un’opportunità di sviluppo che duri tutto l’anno? Sono le domande al centro di “Il futuro di Autunno in Barbagia”, il convegno in programma domani(giovedì 10 settembre) all’Hotel Su Gologone di Oliena, organizzato dal Comune di Oliena in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro e ASPEN – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro.

Il confronto coinvolgerà i sindaci dei paesi che compongono il circuito di Autunno in Barbagia, insieme ai rappresentanti degli organismi camerali e agli operatori del territorio. Un sistema che nell’edizione 2026 riunisce 33 borghi in 32 Comuni, Lollove compreso, e che quest’anno celebra un doppio anniversario: venticinque anni della denominazione “Autunno in Barbagia” e trent’anni dalla prima Cortes Apertas di Oliena. La manifestazione si sviluppa dal 5 settembre al 13 dicembre.

Proprio Oliena, nell’anno del trentennale di Cortes Apertas, diventa così il luogo dal quale provare a spostare lo sguardo dal presente al futuro. Nel 1996 il paese apriva le sue Cortes mostrando ai visitatori case, mestieri, sapori, musica, balli, saperi e tradizioni: un’esperienza che avrebbe contribuito ad affermare un nuovo modo di raccontare la Barbagia e la Sardegna. 

A trent’anni di distanza, il convegno non nasce però per celebrare ciò che è stato fatto, ma per misurarne gli effetti e interrogarsi su ciò che ancora può essere costruito. Superata la fase nella quale la priorità era essenzialmente attrarre visitatori, il tema diventa comprendere quanto valore rimanga effettivamente sul territorio una volta conclusa ciascuna tappa, e come fare in modo che l’evento produca opportunità capaci di durare oltre il fine settimana. 

Non sarà una successione di relazioni formali, ma un confronto articolato in brevi panel tematici, costruiti per mettere amministratori, istituzioni e operatori del territorio davanti a questioni concrete. L’accoglienza è prevista dalle 9.30, con l’avvio dei lavori alle 10. A moderare sarà Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale, da anni impegnato nell’analisi delle dinamiche del settore turistico in Sardegna e componente del Comitato di indirizzo del corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale dell’Università di Cagliari.

Al centro, alcune delle questioni decisive per il futuro di Autunno in Barbagia: misurazione dell’impatto e valore economico trattenuto nei territori, passaggio dall’evento a un calendario permanente, innovazione di prodotto e digitale, governance e risorse. Uno spazio specifico sarà dedicato anche al rapporto tra la capacità della manifestazione di attrarre visitatori e le dinamiche di spopolamento che interessano i paesi dell’interno. 

L’obiettivo è spostare la riflessione dalla visibilità prodotta nei giorni della manifestazione alle ricadute che restano durante l’anno, interrogandosi sulle opportunità per imprese, artigiani e giovani, sulla ricettività e sui servizi, sulla costruzione di un’offerta turistica continuativa e sulle possibili forme di collaborazione tra i paesi. Anche il pubblico sarà coinvolto attraverso domande raccolte durante i lavori. 

La mattinata si concluderà chiedendo agli amministratori di indicare gli obiettivi concreti e verificabili da poter riprendere all’apertura dell’edizione 2027. 

Nel pomeriggio, a partire dalle 17, il programma proseguirà con l’inaugurazione delle mostre. Al Collegio dei Gesuiti aprirà “A manu tenta giro, vagando di paese in paese – Le gonne degli abiti tradizionali dei paesi di Autunno in Barbagia”, curata dal Presidio Turistico Galaveras, che riunisce idealmente attraverso gli abiti tradizionali le comunità protagoniste del circuito. A seguire, nella Pinacoteca della Parrocchia Sant’Ignazio di Loyola, sarà inaugurata “Profumo di mandorle”, collezione di dolci artistici di Anna Gardu, dedicata alla tradizione dolciaria e alla manualità che ne custodisce forme, tecniche e significati culturali. Nello stesso pomeriggio, nella Chiesa di Nostra Signora d’Itria, sarà inaugurata anche “Via Crucis”, con opere di Anna Gardu.




Il festival “Nessun Dorma” riporta la Belle Époque a Sassari, Sorso e Alghero

Si parte il 12 settembre da Villa Mosca con “La Chanteuse”. Fino al 27 ottobre dieci appuntamenti tra storia e immaginazione per riscoprire e vivere la musica, l’opera e le atmosfere di uno dei periodi di fermento culturale più affascinanti della storia europea. La terza edizione del festival è organizzata da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore

SASSARI. La Belle Époque torna a vivere in Sardegna tra musica da camera, opera, teatro d’ombre, recital, passeggiate narrative, salotti d’epoca e rievocazioni storiche. Dal 12 settembre al 27 ottobre è in programma la terza edizione del festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore.

Si parte sabato 12 settembre alle 19.30 a Villa Mosca di Alghero, dove Alessia Desogus porta in scena “La Chanteuse”, un viaggio musicale e teatrale fatto di canzoni, racconto, ironia e atmosfere rétro nell’universo dei cafés chantants parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo.

Attraverso lo spettacolo, in replica a Sassari il 13 settembre, alle 20, nel Chiostro di Santa Maria di Betlem, Desogus permette un’incursione in quell’Europa vivacissima nella quale, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, nacquero nuove forme di intrattenimento destinate a influenzare profondamente la cultura popolare del XX secolo.

Il programma è stato presentato oggi a Sassari da Irene Dore, presidente ARS Aurelia, con Nicoletta Puggioni, assessora alla Cultura di Sassari, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, la cantante Alessia Desogus e lo scenografo Fabio Loi.

Il festival ha in programma dieci appuntamenti in un grande scenario diffuso tra Sassari, Alghero e Sorso, dove palazzi storici, ville, chiostri, teatri e persino il Cimitero Monumentale diventano parte integrante della narrazione intorno a uno dei periodi di fermento culturale più affascinante della storia europea. Figuranti in costume, rievocazioni, ambientazioni e scenografie accompagneranno il pubblico all’interno di un’epoca segnata da profonde trasformazioni culturali e sociali.

Le scenografie sono a cura di Fabio Loi, mentre diverse realtà culturali e associazioni del territorio partecipano alla costruzione della dimensione immersiva.

«Nessun Dorma nasce dalla convinzione che un Festival non debba limitarsi a presentare degli spettacoli, ma possa costruire un immaginario e trasformare, anche solo per qualche settimana, il modo in cui viviamo i luoghi della nostra città e del nostro territorio – ha affermato Irene Dore –. Vogliamo che il pubblico non sia soltanto spettatore, ma possa entrare in questo mondo, incontrare i figuranti, attraversare un cimitero monumentale ascoltandone le storie, ritrovarsi in un salotto d’epoca, visionare un’opera attraverso il teatro d’ombre o scoprire la città seguendo il suono di un pianoforte. Nessun Dorma vuole dimostrare che la musica colta può essere rigorosa e allo stesso tempo accessibile, sorprendente e contemporanea».

Il festival prosegue sabato 19 settembre, a Villa Mimosa di Sassari dove alle 18, con “Il rito del tè”, sarà allestito un autentico salotto d’epoca nel quale, grazie anche ai figuranti dell’Associazione Quiteria, la tradizione parigina incontra la cultura sassarese. L’appuntamento è dedicato a uno dei grandi rituali sociali tra Otto e Novecento, un’occasione per raccontare abitudini, convenzioni, curiosità e trasformazioni del costume attraverso un’esperienza condivisa con il pubblico.

Primo appuntamento d’autunno sarà il 25 settembre al Civico di Sassari, che alle 21 accoglie lo spettacolo “Dido and Aeneas” di Henry Purcell, capolavoro del teatro musicale barocco. La vicenda della regina di Cartagine e dell’eroe troiano viene riletta attraverso l’incontro tra opera e teatro d’ombre, con la partecipazione di CONTROLUCE con la regia di Alberto Jona.

Il 1° ottobre alle 19, la Belle Époque fa tappa al Castello di Osilo, con uno spettacolo dedicato al canto de La Vie est Belle di Edith Piaf in un contesto fortemente suggestivo.

Il 3 ottobre, alle 17.30 si prosegue con una “Passeggiata nella memoria” al Cimitero Monumentale di Sassari, con la partecipazione dell’Associazione Quiteria.

Il 3 e 4 ottobre, Sassari incontra “Piano Pianissimo”, il primo festival pianistico diffuso della Sardegna, con l’obiettivo di superare il modello tradizionale del concerto in un unico spazio e costruire invece un percorso musicale capace di attraversare la città come strumento di scoperta urbana e di incontro.

Il 9 ottobre, alle 21 al Civico di Sassari, il Trio Visconti composto da Rusu, Valerio Battaglia e Tornabene, porta in scena una serata dedicata alla grande musica da camera.

Il 16 ottobre alle 21, sempre al Civico arriva il “Gilda Fiume Recital”, uno dei momenti più attesi del cartellone, che vedrà esibirsi il soprano Gilda Fiume, una delle voci italiane più richieste sulla scena internazionale, accompagnata al pianoforte da Marco Schirru. Parteciperanno all’evento i figuranti in costume dell’Associazione Arkadia.

Il18 ottobre alle 18, il Palazzo Baronale di Sorso si trasforma in un salotto parigino d’altri tempi con “Salon Belle Époque – Édith Piaf – Une nuit à Paris”, dedicato alla canzone francese e alle atmosfere della Parigi notturna.
Il 27 ottobre alle 21, gran finale al Teatro Civico di Sassari con il Recital pianistico di Paolo Ehrenheim, che chiude al pianoforte un percorso nel quale la musica torna al centro come esperienza di ascolto, memoria e bellezza.

“Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.
Per info e prenotazioni contattare [email protected]. I biglietti sono acquistabili anche alle Messaggerie Sarde o tramite il sito Boxol. Gli interessati sono pregati di affrettarsi. I primi due spettacoli sono già sold-out.




ESTATE IN FIORE 2026: IL CENTRO STORICO SI TRASFORMA IN UN GIARDINO DEDICATO ALL’OUTDOOR

Quattro giornate tra installazioni floreali, ambiente, sport, natura, incontri, artigianato, enogastronomia, musica e attività per bambini. 

Arzachena, 3 settembre 2026 – Dal 10 al 13 settembre torna Estate in Fiore, che per la sua dodicesima edizione sceglie come filo conduttore l’Outdoor, inteso come incontro tra natura, movimento, benessere, scoperta del territorio e nuove opportunità di vivere e raccontare Arzachena in ogni stagione.

Per quattro giorni il centro storico si trasforma in un grande giardino urbano a cielo aperto, dove installazioni artistiche e composizioni floreali dialogano con gli spazi della città. Protagoniste dell’allestimento le aziende florovivaistiche Sgaravatti Group, Garden Center Costa Smeralda, Isola Verde Giardini di Piras Riccardo, Vivai Piante Prato Verde, MEF Landscaping & Gardening, Ever Green e Vivai Carta, affiancate dai tappeti floreali delle associazioni di infioratori “Puppusedda” di Arzachena e “Procupra” di Cupramontana.

Accanto ai giardini, il programma propone il Mercato in Fiore con artigianato ed enogastronomia, workshop, esperienze outdoor, musica dal vivo, laboratori e attività per bambini. La manifestazione si apre giovedì 10 settembre con l’apertura degli stand, il taglio del nastro e la presentazione del progetto “La Casa di Plastica Fatata”, realizzato nell’ambito della Scuola Estiva di Abbiadori dalla cooperativa sociale La Rosa di Gerico, un’iniziativa che unisce educazione ambientale, riciclo e creatività con il coinvolgimento dei più piccoli.

Uno dei momenti centrali sarà il Convegno “Outdoor”, in programma giovedì alle 18.30 in Piazza Risorgimento, dedicato a turismo sostenibile e destagionalizzazione, con gli interventi di Telemaco Murgia, Elisa Asara e Fabio Viglioli (La Contea di Rena), Raimondo Ziroddu e Antonio Sanna (Hotel Vallicciola), Mario Sotgiu (La Scatola del Tempo) e di Adriana Miotto, Andrea Gelsomino e Angelo Seneci, che presenteranno il Piano Arzachena Outdoor 2030.

«L’Outdoor rappresenta oggi una delle direttrici più importanti per lo sviluppo turistico del territorio. Non parliamo soltanto di attività sportive, ma di un modo nuovo di vivere Arzachena attraverso il cammino, la bicicletta, l’escursionismo, il contatto con la natura e la scoperta del patrimonio ambientale e culturale – afferma l’Assessore al Turismo e Commercio Claudia Giagoni – Con Estate in Fiore vogliamo raccontare questa visione e condividere con cittadini e operatori il percorso avviato con il Piano Arzachena Outdoor 2030, che punta a costruire un’offerta sempre più strutturata, sostenibile e capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, contribuendo concretamente alla destagionalizzazione».

Il tema prosegue nelle giornate successive con esperienze e itinerari proposti da operatori specializzati: dal 10 al 12 settembre lo Stand Verde Ambiente ospita le attività di Qr Sport, Gallura Avventura, Mediterranea Adventure e Pannysbikelab. Venerdì 11 settembre spazio alla cultura con la presentazione del libro “Selvaggio Blu” di Telemaco Murgia, il workshop “Oltre il miele. Biodiversità, territorio e futuro” a cura di Clem Bees e lo spettacolo musicale “Storie di un poeta” di Mauro Savignidedicato a Fabrizio De André.

Sabato 12 settembre la manifestazione unisce ambiente e solidarietà con la Walk for the Cure, passeggiata a sostegno di Komen Italia, il workshop “Olivi e olio di Sardegna” a cura di Agricura, un Pic Nic per bambini, la premiazione dei florovivaisti alle 19.00 e il live del Francesco Piu Trio. Domenica 13 settembre è dedicata alla libera passeggiata tra le installazioni artistiche nel centro storico. Particolare attenzione è riservata in tutte le giornate ai più piccoli, con laboratori creativi, giochi e attività sulla natura, il riciclo e la sostenibilità.

«Estate in Fiore continua ad essere uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro calendario perché riesce a coniugare valorizzazione del verde, educazione ambientale e coinvolgimento della comunità – commenta l’Assessore all’Ambiente Michele Occhioni – Attraverso installazioni, laboratori, attività e momenti di approfondimento vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza sul rispetto dell’ambiente e sul ruolo che ciascuno può svolgere nella tutela del nostro territorio».

Con la dodicesima edizione di Arzachena Estate in Fiore 2026, il verde diventa così non soltanto elemento decorativo, ma strumento per raccontare il territorio e le sue potenzialità: un territorio da vivere all’aria aperta, da conoscere attraverso il movimento e l’esperienza, da valorizzare in una prospettiva di turismo sostenibile capace di andare oltre la tradizionale stagione estiva. La manifestazione è promossa dal Comune di Arzachena, con gli assessori Michele Occhioni e Claudia Giagoni, e organizzata da Enjoy Communication di Viola Angioi.




A Nuoro lo spettacolare Big Show di Didi Bizzarro

Dal 11 al 20 settembre stunt, motori e adrenalina

Il Big Show di Didi Bizzarro torna a Nuoro dall’11 al 20 settembre, dieci giorni dedicati a motori, acrobazie e spettacolo.

L’evento si svolgerà in via Sardegna, nella zona Terra Mala – Campi Neri, dove ogni sera, alle 21:00, Didi Bizzarro e il suo team di stuntman porteranno in scena un programma di circa 90 minuti caratterizzato da evoluzioni, acrobazie e numeri spettacolari con i motori. 

Lo spettacolo, rivolto a un pubblico di tutte le età, propone una combinazione di intrattenimento e performance ad alto tasso di adrenalina, con una successione di numeri pensati per mantenere alta l’attenzione del pubblico durante tutta la serata. 

Per le domeniche è prevista anche una replica pomeridiana alle ore 18:00, oltre allo spettacolo serale delle 21:00. 

Il ritorno a Nuoro rappresenta una nuova tappa del tour del Big Show di Didi Bizzarro, già protagonista di numerosi appuntamenti in Sardegna. 

I biglietti possono essere acquistati direttamente al botteghino prima dello spettacolo oppure online sul sito ufficiale www.big-show.it




LUOGOSANTO, LA PORTA SANTA SI APRE DOPO SETTE ANNI

CUORE DELLA DEVOZIONE ALLA MADONNA REGINA DI GALLURA

FOLLA DI FEDELI PER IL RITO CHE HA SEGNATO LA 798ª FESTA MANNA DI GADDURA

Agostino Pirredda, sindaco di Luogosanto. “È in momenti come questo che si comprende

il vero significato della Festa Manna: l’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese 

ai popoli della Gallura”.

Foto, video apertura Porta Santa, video Festa Manna e videointerviste sono disponibili a questo link

Sette anni di attesa, poi la Porta Santa della Basilica di Nostra Signora di Luogosanto si è aperta nuovamente davanti a un grandissimo numero di fedeli. È stato il momento più intenso e simbolico della 798ª Festa Manna di Gaddura, che tra il 7 e l’8 settembre ha riportato nel paese gallurese pellegrini, comunità, confraternite e gruppi provenienti da diverse parti della Sardegna per rendere omaggio alla Madonna Regina di Gallura. Una Porta che si apre soltanto ogni sette anni e che per Luogosanto va ben oltre il rito. Attraversarla significa entrare in una storia di devozione che scorre lungo le generazioni e che, ancora una volta, ha trasformato il piccolo centro gallurese in uno dei luoghi di riferimento della spiritualità dell’Isola. La stessa Festa Manna, che da quasi otto secoli riunisce idealmente la Gallura, ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo proprio per la coincidenza con l’apertura settennale. 

Per il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, l’edizione 2026 ha restituito ancora una volta la dimensione sovracomunale della Festa Manna e, con l’apertura della Porta Santa, ha reso ancora più evidente il ruolo di Luogosanto come luogo di incontro per fedeli e comunità provenienti da tutta l’Isola. 

”L’8 settembre per Luogosanto – dichiara Pirredda – non è un giorno come gli altri. È il giorno nel quale ritroviamo le nostre radici, la nostra fede e il senso più profondo dell’appartenenza alla nostra comunità. La Festa Manna è un patrimonio di fede, di storia e di identità che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e tramandare. È sempre emozionante vivere la Festa dedicata a Maria Bambina e quest’anno abbiamo avuto ancora una volta il grande privilegio di assistere all’apertura della Porta Santa nella nostra Basilica. È in momenti come questo che si comprende fino in fondo il vero significato della Festa Manna: l’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese ai popoli della Gallura. 

Nei secoli – ricorda il sindaco – i popoli della Gallura raggiungevano Luogosanto per le celebrazioni e vi rimanevano per diversi giorni, fino alla loro conclusione. Si diceva in gallurese: “andemo a spunì a Locusantu”. Era l’espressione con cui gli abitanti degli stazzi indicavano proprio questo: andare dai parenti e fermarsi a Luogosanto per tutta la durata della festa, Novena compresa”.

LA PORTA SANTA, IL RITO CHE SI RINNOVA DOPO SETTE ANNI

Il momento più atteso è arrivato nella serata di lunedì 7 settembre, al termine di un percorso iniziato alle 18 dalla Chiesa di San Quirico con il Rito del Fuoco e la processione penitenziale delle Confraternite, presieduta dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, Roberto Fornaciari e accompagnata dalla banda musicale Città di Tempio e dai gruppi folk ‘Accademia Tradizioni Popolari’ di Tempio Pausania e Civitas Mariana di Luogosanto. Alle 19.15 la messa solenne nella basilica e, subito dopo, l’apertura della Porta Santa.  Davanti alla basilica, il rito ha riunito una folla di fedeli arrivati a Luogosanto per assistere a un gesto che conserva intatta la sua forza simbolica: il passaggio attraverso quella Porta che la tradizione lega al pellegrinaggio, alla riconciliazione e alla devozione alla Madonna.

“La festa della natività di Maria è la più importante e la celebriamo proprio come regina della Gallura, la prima festa mariana dell’anno pastorale, quando si raduna intorno all’immagine della Madonna tutta la devozione dei galluresi – sottolinea Dom Roberto Fornaciari, vescovo della diocesi di Tempio Ampurias -. L’apertura della Porta Santa rappresenta un motivo in più per venire a mostrare in questo luogo la propria fede, in un momento di riconciliazione con il Signore. Luogosanto è un posto di preghiera intorno al quale si riscopre il valore del pellegrinaggio e della partecipazione dei fedeli”. 

Un significato che alla vigilia della Festa era stato ricordato anche dal parroco, don Roberto Aversano: “Attraversare quella Porta significa ripercorrere le orme della fede di migliaia di pellegrini, che hanno scelto il nostro paese per deporre ai piedi della Madonna Regina di Gallura preghiere, suppliche, desideri e ringraziamenti”. 

L’8 SETTEMBRE, LA SARDEGNA RENDE OMAGGIO A NOSTRA SIGNORA DI LOCUSANTU

Dalla Porta Santa alla Festa Manna. L’8 settembre Luogosanto ha rinnovato il legame tra il paese, la Gallura e Nostra Signora di Locusantu. Le celebrazioni sono iniziate alle 8.30 nella Basilica con la Santa Messa officiata dal vescovo della diocesi di Ozieri, Corrado Melis. Alle 9.30 la tradizionale consegna dei vessilli di Nostra Signora di Locusantu e San Simplicio, patrono della Gallura, ai cavalieri di Luogosanto per il rito di Lu Caracolu. Dal bivio di San Trano si è quindi mosso il corteo dei cavalieri, dei gruppi folk e delle bande musicali che ha preceduto, alle 10.30, la grande processione di Nostra Signora di Luogosanto. Un lungo corteo di fede e tradizione nel quale alla dimensione religiosa si sono affiancati gli elementi che da generazioni accompagnano la Festa Manna: i cavalieri, gli abiti tradizionali, le bande, i gruppi folk e i vessilli delle comunità. Un rito che continua così a parlare non soltanto a Luogosanto ma all’intera Gallura, che nella Madonna di Locusantu riconosce uno dei propri riferimenti religiosi e identitari.

“Noi ci mettiamo il nostro impegno, è la festa più importante del paese. Collaboriamo con i Fidali 1982, con il parroco e l’amministrazione per fare in modo che sia una Festa Manna per tutti, non solo per noi ma anche per tutti gli ospiti che vengono dagli altri paesi – spiega Angelo Cuccu, presidente della Pro Loco di Luogosanto -. Appena finisce la Festa si inizia a lavorare per l’anno successivo, chiunque arrivi qui deve sentirsi come a casa, cerchiamo di fare il possibile perché questo avvenga”.

Una partecipazione che ha accompagnato anche il lavoro del Comitato Festa Manna di Gaddura – Fidali 1982, presieduto da Alice Mannoni, protagonista dell’organizzazione di un’edizione preparata nell’arco di un intero anno, insieme alla parrocchia e all’amministrazione comunale, alla Pro Loco e con il coordinamento artistico di Alessandro Secchi. Il percorso dei dodici componenti del Comitato era iniziato il 15 settembre 2025 con il passaggio della bandiera della Madonna ed è proseguito tra questue, offerte, sponsor e organizzazione degli appuntamenti. 

LA FESTA MANNA CONTINUA

La giornata dell’8 settembre è proseguita nel pomeriggio con gli appuntamenti religiosi e le esibizioni legate alla tradizione. Alle 22, in Piazza Incoronazione, si è svolto il concerto di Ermal Meta, uno degli eventi più attesi del programma al quale ha assistito un pubblico numeroso proveniente da tutta l’isola. Ancora Festa mercoledì 9 settembre con la giornata dedicata a San Giuseppe: con la processione in onore del Santo, dalle 10.30 dalla Piazza della Basilica, accompagnata dai Portantini con la partecipazione della banda musicale Michele Columbano di Calangianus, del Gruppo Folk Civitas Mariana e delle autorità civili e religiose e la Messa solenne delle 11.30; nel pomeriggio, giochi e animazione per i bambini e, alle 19, il concerto della banda Michele Columbano. Alle 22 in Piazza Incoronazione ancora musica con i Tazenda. Il lungo calendario arriverà, infine, al 15 settembre con la Festa di L’Ottu, ultimo atto della 798ª edizione. Dopo le celebrazioni religiose, la serata sarà dedicata alla chiusura della manifestazione e al passaggio di consegne dai Fidali 1982 ai Fidali 1983, che segnerà simbolicamente l’inizio del cammino verso la prossima Festa Manna.




Sassari, Anna Massi è “Solista con Orchestra” 2026

L’artista aretina vince al Teatro Civico la IV edizione del concorso internazionale di pianoforte promosso dal Cism

SASSARI – La musicista toscana Anna Massi ha vinto al Teatro Civico di Sassari la IV edizione del “Solista con Orchestra”, il Concorso Internazionale di pianoforte promosso dal CISM (Centro Internazionale Studi Musicali) in collaborazione con l’Orchestra da Camera Ars Musicandi.

Anna Massi in concerto con orchestra al Civico di Sassari

Ventitré anni, di San Giovanni Valdarno (provincia di Arezzo), Massi si è aggiudicata il titolo eseguendo, di fronte a un pubblico numeroso, il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, KV. 595 di Mozart. Con la vittoria ha ottenuto la possibilità di suonare da protagonista due concerti in Sardegna.

Ex aequo al secondo posto gli altri due finalisti, Pietro Viola di Parma e Gianmaria Conzato di Vicenza, che si sono esibiti, rispettivamente, con il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi in Re minore, BWV 1052 di Bach, e con il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, op. 19 di Beethoven. Per loro, un concerto a testa nell’isola.

Anna Massi si è avvicinata al pianoforte a cinque anni. Dopo la formazione all’Accademia Musicale Valdarnese è stata ammessa per audizione alla Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, diplomandosi con il massimo dei voti con il maestro André Gallo. Ha inoltre frequentato numerose masterclass con importanti pianisti italiani e internazionali e ha sviluppato una significativa esperienza concertistica.

I vincitori con Giuseppe Mascia e Stefano Mancuso

«Sono stati tre giorni molto duri di lavoro, ma anche bellissimi – ha dichiarato subito dopo la premiazione –. È stata un’esperienza travolgente, più faticosa di quello che pensassi ma anche una soddisfazione: sono cresciuta, mi sono divertita. Quando mi sono iscritta avevo sottovalutato effettivamente la difficoltà della gara: conosco bene il concerto che ho scelto di cimentarmi, mi sentivo tranquilla. L’orchestra e il maestro Francesco Pasqualetti sono stati fondamentali».

A condividere il suo entusiasmo anche gli altri due finalisti. «Ho diciott’anni e studio pianoforte al Conservatorio di Parma. Ringrazio tutti gli organizzatori per questa bellissima esperienza che è stata molto formativa, sia per me e credo anche per i miei colleghi» ha commentato Pietro Viola. «Nonostante sia difficile rapportarsi con un’orchestra, sono molto contento di questa avventura, ho imparato tanto e mi sono anche divertito» ha aggiunto Gianmaria Conzato, quindici anni.

A complimentarsi con i tre musicisti la giuria, che nel corso di queste giornate li ha ascoltati e anche consigliati: Simone Ivaldi, docente del Conservatorio di Udine; Francesco Giammarco, insegnante del Conservatorio di Cagliari; Clara Antoniciello, docente del Conservatorio di Sassari; Marco Ligas, primo violino dell’orchestra e maestro del Conservatorio di Cagliari; il maestro Francesco Pasqualetti, direttore dell’orchestra che ha accompagnato i ragazzi durante il concorso.

Tra gli interventi, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha rivolto un plauso agli organizzatori: «Voi realizzate da tempo delle cose molto importanti. Con una certa abnegazione abbiamo voluto riaprire il Teatro Civico, accelerando i tempi, l’abbiamo fatto perché questo è un nostro gioiello al centro di Sassari. Abbiamo ascoltato tre prove notevoli, sono colpito dalla maturità dei tre ragazzi. Avete portato sul palco un ottimo esempio di bravura e dedizione».

A chiudere la serata finale del concorso, la riflessione di Stefano Mancuso, presidente del CISM. «L’articolo quattro del nostro statuto specifica la nostra vocazione, che consiste nel voler elevare la persona umana attraverso l’arte musicale e le sue connessioni con le altre forme d’arte. Siamo convinti che lo studio, la musica, qualunque forma artistica, seria e approfondita, possa produrre dei cittadini migliori». Il concorso è organizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, e si avvale della collaborazione di importanti associazioni del territorio quali ‘Musicando insieme’, ‘Ars Aurelia’ e ‘Thàmus‘.

Anna Massi sul palco del Teatro Civico a Sassari