Candidati lista Forza Italia, Mariolino Andria Sindaco

Giovanni Azzena noto Vanni; Giampietro Michele Miscali; Daneila Cunzinu; Maria Grazia Pes; Roberto Fracassi; Simona Demartis; Chiara Cioccolo; Federica Sgarella; Marco Pinna; Noemi Manai; Benedetta Maria Mamusi; Costantino Fadda; Giuseppe Luigi Virdis; Federica Manunta; Ciro Pignalosa; Stefania Solinas; Consuelo Manchia.




Candidati lista Futuro in comune, Mariano Brianda Sindaco

Pina Ballore; Gavina Bella; Nives Rosa Biosin nota Nives; Alessandro Bulla; Mariangela Busi; Barbara Calzaghe; Giovanni Campus noto Nanni; Anna Cherchi; Paola Cordella; Alberto Dasara; Salvatore Antonio Dau noto Tore; Gianuario Derudas; Marco Dettori; Anna Viaceslavovna Eliseeva nota Eliseva; Nadia Falconi; Sara Floris; Gioia Furelli; Roberto Manca; Sergio Manca; Giovanni Manunta; Maria Tina Maresu; Mattia Mulas; Tiziana Nieddu; Anna Rita Oggiano nota Rita; Costanza Pedoni; Marco Pintore; Francesco Piras; Fabio Poddighe; Simone Ramundi; Giovanni Ruiu; Gerardina Russo; Fabio Salvatori; Eleonora Sanna; Gavino Usai.




NOTA Movimento Cinque Stelle Alghero – Elezioni: Ferrara svela la sua lista

Sabato sera, la sala conferenze di San Francesco ospiterà la presentazione ufficiale della lista del Movimento 5 stelle per le Elezioni amministrative di Alghero in programma domenica 16 giugno.

 

ALGHERO – Mentre le Coalizioni di Centrodestra (soprattutto) e Centrosinistra sono ancora a lavoro per trovare la quadra ed allestire le liste, il Movimento 5 stelle è pronto. Sabato 18 maggio, alle 18, nella sala conferenze di San Francesco, il candidato sindaco Roberto Ferrara presenterà tutti i componenti della lista che lo sosterrà per puntare alla guida della città.

 

Prevista la presenza di Donato Forcillo e Alessandra Todde, candidati alle prossime elezioni europee, dei parlamentari sardi pentastellati, dei Consiglieri regionali e dei sindaci dei Comuni isolani a 5 stelle. “Sarà un incontro dove noi presenteremo le nostre specificità e le nostre competenze, senza filtri, davanti alla gente”, dichiara Ferrara.

 

“Sarà un appuntamento con i nostri elettori. Con chi è già convinto di votarci, ma anche per chi vuole capire. Prima di tutto, dovremo convincere le persone ad andare a votare, a non privarsi di quello che è un diritto ed un dovere per tutti i cittadini. Cambiare si può, ma dobbiamo farlo tutti insieme”, conclude il candidato sindaco del M5s Alghero.

 




Alghero, Riformatori, Bamonti: “i moderati devono stare uniti “

I moderati restino uniti.

Alghero necessità di costruire alle prossime elezioni comunali una maggioranza che sappia risolvere i problemi lasciati aperti dall’amministrazione guidata dell’amico Mario Bruno, rimasti irrisolti nonostante il massimo impegno profuso dal Sindaco uscente.

Temi come il nuovo ospedale, strada quattro corsie Alghero-Sassari, Aeroporto e Porto che costituivano i principali obiettivi del nostro Sindaco, sono rimasti insoluti. Invero la proroga dei finanziamenti per il completamento della Alghero-Sassari è stata garantita dalle appropriate sollecitazioni dell’Onorevole Paola Deiana e dell’Onorevole Michele Pais nei confronti dei Ministri Toninelli e Salvini. Nessun merito al riguardo può ascriversi l’attuale amministrazione cittadina.

Ma sono rimaste irrisolte anche ulteriori questioni – ormai ineludibili – come igiene e decoro urbano, pulizia delle spiagge, razionalizzazione dell’utilizzo dei locali comunali (ad es. ex Caserma dei Carabinieri), recupero degli immobili fatiscenti e abbandonati (Caval Marì e Colle del Trò). E sono destinate a rimanerlo ancora a lungo se si dovesse affidare nuovamente l’amministrazione della città ad una coalizione disomogenea, formata dal PD e da Sinistra in comune, che certamente rappresentano forze politiche meritevoli di assoluto rispetto, sia ben chiaro, ma esprimono visioni amministrative ontologicamente inconciliabili, come è emerso nel corso degli ultimi otto anni di vita politica cittadina.

Contraddizioni, vale sottolineare, che esplodono in modo ancor più evidente su temi fondamentali come PUC, PUL, PTU e Piano del Commercio.

Si può dunque affermare senza tema di smentita, che è necessario andare oltre l’uscente maggioranza cittadina per proporre agli algheresi una coalizione alternativa, capace di ridare speranza e lavoro a una città sempre più in affanno, di superare, in modo coerente con la Giunta regionale, le tante criticità di cui soffre il nostro territorio e esaltarne le enormi potenzialità economico-spociali.

Per questo è opportuno non frustrare le speranze di cambiamento che le elezioni regionali hanno accesso in città e che la colazione moderata – sardista – autonomista -civica vada unita per restituire un buon governo alla nostra Alghero.

Alberto Bamonti

Candidato nei Riformatori.




Un Violino per Manno – venerdì 17 maggio ad Alghero – invito –

II Violino Manno ad Alghero, la consegna al Museo Casa Manno

Una donazione del Club Unesco di Cremona in omaggio al grande politico, storico e giurista algherese

Venerdì 17 maggio alle ore 18,00 presso la Sala di rappresentanza del Comune di Alghero (Palazzo Civico, via Columbano n. 6) si terrà la cerimonia di donazione al museo Casa Manno di un violino ottocentesco decorato con lo stemma araldico del barone Giuseppe Manno. La donazione, promossa dal Comitato Promotore Club per l’UNESCO di Cremona presieduto dal prof. Fabio Perrone, con la compartecipazione del Rotary Club di Alghero, vuol essere un omaggio all’uomo algherese e soprattutto al musicista che fu. Il Manno, infatti, iniziò a suonare il violino a Cagliari quando studiò presso il Collegio dei Nobili e restò intimamente legato allo strumento fino alla sua scomparsa. Il violino ottocentesco destinato a Casa Manno desidera mantenere viva e rinnovare la storia dell’uomo e la memoria musicale dell’illustre algherese. L’evento completa il ciclo di manifestazioni per il 150° anniversario della sua scomparsa del Manno, iniziate ad Alghero il 12 maggio 2018 con la mostra “Il Conservatore” di Roberta Filippelli e a cura di Mariolina Cosseddu. “Un Violino per Manno”, l’appuntamento di venerdì prossimo a Palazzo Civico, sarà aperto dall’intervento del Sindaco di Alghero Mario Bruno, a cui seguiràanno quelli dell’Assessora  alla Cultura Gabriella Esposito, di Francesco Scoppola, Direttore generale educazione e ricerca Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di  Aldo Accardo, Presidente Fondazione “Siotto” di Cagliari, di Fabio Perrone, Presidente C.P. Club per l’UNESCO di Cremona e di Margherita Lendini, Presidente Rotary Club Alghero. Un secondo violino, costruito dall’Accademia Liuteria Piemontese di Torino, sarà donato sempre tramite la Fondazione Siotto di Cagliari, al Convitto Nazionale di Cagliari (ex Collegio dei Nobili) dove Manno studiò.




Dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente Solinas

Cagliari, 14 maggio 2019 – La seduta si è aperta sotto la presidenza del Presidente del Consiglio regionale, l’on. Michele Pais. All’ordine del giorno la Discussione sulle Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione.

Prima dell’inizio della discussione, l’on. Pais ha comunicato che il Presidente della Regione, l’on. Christian Solinas, ha trasmesso i decreti di nomina dei componenti della Giunta. I sette nuovi assessori sono: Valeria Satta (Affari generali, personale e riforma della Regione), Roberto Frongia(Lavori pubblici), Quirico Sanna (Enti locali, Finanze e Urbanistica), Giorgio Todde (Trasporti), Andrea Biancareddu (Cultura), Anita Pili (Industria) e Gabriella Murgia (Agricoltura e Riforma Agropastorale).

I neo assessori, che non sono stati eletti consiglieri regionali, sono stati chiamati dal presidente Paisa prestare giuramento e hanno preso posto nei banchi della Giunta regionale.

Il presidente Pais ha quindi aperto la discussione e dato la parola all’on. Aldo Salaris (Riformatori sardi), il quale ha affermato che “le dichiarazioni programmatiche del presidente Solinas sono in perfetta sintonia con il pensiero del Gruppo dei Riformatori sardi”. E ha aggiunto: “Recepiscono i punti salienti del nostro programma elettorale verso il cambiamento richiesto”. Giudizio positivo, dunque, anche per la forte attenzione riservata ai temi dell’insularità e delle accise, “necessari per un reale e concreto sviluppo economico della Sardegna”. L’on. Salaris ha sottolineato la convergenza che si è creata sull’insularità, che non si era mai vista prima, e che risulta centrale nell’azione di governo della Sardegna. Dal riconoscimento del principio di insularità, ha sottolineato il consigliere di maggioranza,  dipende lo sviluppo economico e sociale dell’Isola, ed “è quindi necessario muovere i dovuti passi verso Roma” anche alla luce della richiesta di maggiore autonomia da parte delle altre Regioni. “Da qui la nostra proposta di legge nazionale di modifica delle Norme di attuazione dello Statuto quale via maestra per ottenere ciò che ci spetta”.

Per quanto riguarda le Provincie, il consigliere ha sottolineato che non cambia l’opinione dei Riformatori (“Troviamo un errore rivitalizzarle”), ma che sono pronti comunque a un confronto con la Giunta e la maggioranza. Sulla sanità ha affermato che è un tema che va affrontato con la massima celerità e attenzione nell’interesse del diritto alla salute dei sardi, senza guardare al passato. L’on. Salaris ha sottolineato la gravosità del compito che oggi ha l’assessore regionale della Sanità, a cui va dato tutto l’appoggio possibile. Ricordando che la spesa sanitaria impegna più del 50 per cento del bilancio regionale, ha evidenziato che secondo il Crea, Centro di ricerche dell’Università La Sapienza di Roma, “ha certificato che la performance assistenziale della sanità sarda è la peggiore d’Italia, nonostante la spesa pro capite sia tra le più alte”. L’on. Salaris ha evidenziato che ci sono delle peculiarità proprie della nostra isola dal punto di vista territoriale che vanno tenute in considerazione, come il fatto che la popolazione invecchia e che le cronicità avanzano. “Bisogna mettere mano immediatamente alla riforma del Sistema sanitario” e ha sottolineato favorevolmente il lavoro già iniziato dall’assessore della Sanità, Mario Nieddu.

L’on. Francesco Mura (FdI) è intervenuto sull’ordine dei lavori e ha chiesto al presidente Pais di onorare la memoria dell’ex assessore regionale ed ex sindaco di Oristano, Angela Nonnis, scomparsa prematuramente, facendo osservare all’Aula un minuto di silenzio.

La richiesta è stata accolta dal presidente Pais e l’Aula ha onorato la memoria dell’ex assessore Nonnis.

I lavori sono proseguiti con l’intervento dell’on. Roberto Deriu (Pd). L’esponente dell’opposizione ha evidenziato come le dichiarazioni del presidente Solinas siano “interessanti e ambiziose”. Ha poi evidenziato che l’opposizione avrà il compito di sconsigliarlo, evidenziando limiti e pericoli delle sue scelte. L’on. Deriu ha sottolineato che si soffermerà, in particolare, sul capitolo intitolato “Identità politica e istituzionale”. “Siamo rimasti smarriti davanti all’affermazione iniziale che la chiave di lettura è la sardità intesa come identità”, non supportata da alcuna analisi storica. L’on. Deriu ha evidenziato che ci si deve muovere all’interno di un quadro dettato della Costituzione e bisogna fare attenzione alle affermazioni pronunciate.

Il consigliere ha evidenziato che non c’è alcuna preconcetta ostilità. Ci sono alcuni punti condivisibili come quello di pagina 17 delle dichiarazione programmatiche, che ha l’obiettivo di tutelare e promuovere le comunità locali e che si ricollega all’articolo 5 della Carta “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”.

Tra le azioni sconsigliate: la revisione dello Statuto della Sardegna, che esporrebbe a rischi lo stesso Statuto, una volta messo al vaglio del Parlamento italiano.

“Sulle province – ha detto – le diamo il benvenuto, visto che noi l’abbiamo sostenuto sin dal lontano 2011”.  L’On. Deriu ha sconsigliato un approccio superficiale, come ha sconsigliato di procedere alla riforma della Regione. Il consigliere ha affermato che per azione volte al bene del popolo sardo non sarà negato l’appoggio del Pd. L’on. Deriu ha, inoltre, sconsigliato l’istituzione del dipartimento delle identità e di affrontare il tema sulla semplificazione legislativa senza analizzare bene quanto già posto in essere dalla Giunta Pigliaru e dalla Prima commissione. L’esponente del Pd, augurando buon lavoro al presidente Solinas, ha affermato che “nessuno le augura l’insuccesso”, ma il ruolo della minoranza sarà quello di avere un atteggiamento franco tale dei servitori fedeli della Repubblica e della Costituzione.

Il presidente Pais ha dato la parola all’on. Stefano Schirru (Psd’Az), il quale ha sottolineato l’importanza di una corretta e proficua collaborazione tra Giunta e Consiglio. “Sono infatti convinto che la centralità del Parlamento autonomistico, così fortemente stigmatizzata dalle dichiarazioni rese all’Aula sia davvero il perno su cui far ruotare l’intera azione riformatrice, così ben tratteggiata dal presidente Solinas”, ricordando la separazione netta tra Giunta e Consiglio avvenuta nella scorsa legislatura. L’on. Schirru ha definito le dichiarazioni programmatiche: “Intelligenti, azzeccate, ricche di spinti ed entusiasmanti per la nuova stagione che siamo chiamati ad affrontare”.

Il consigliere di maggioranza ha posto l’accento sulla nuova visione della Sardegna, ma anche sul ruolo della politica e sulla volontà di cambiare l’impostazione presente fino a oggi. Più celerità nel dare risposte e nel trovare soluzioni ai problemi, nell’ottica anche di trasformare la percezione che i cittadini e le aziende hanno della Regione: da ostacolo a opportunità, sfruttando al massimo gli strumenti messi a disposizione dallo Statuto sardo. Per l’on. Schirru la politica deve riappropriarsi del suo ruolo di guida, non lasciando alla burocrazia regionale il ruolo politico.

L’on. Schirru si è detto d’accordo su una rivisitazione degli enti locali, salvaguardando le diverse identità di cui si compone la Sardegna. “L’abolizione delle Province – ha detto – è stato un insuccesso”. Il consigliere del Psd’Az ha auspicato un’Amministrazione regionale capace di stare in un mondo moderno e che richiede professionalità formate e aggiornate alle nuove sfide. E ha aggiunto che il vero autonomismo è “l’affermazione della nostra diversità, il nostro essere popolo e nazione”, e “di saper essere in un mondo moderno”. Per l’on. Schirru la madre di tutte le battaglie è la tutela dell’ambiente e la capacità di disegnare un modello di politiche ambientali che daranno i risultati oggi e nel futuro. Per quanto riguarda la politica urbanistica, l’on. Schirru ha sottolineato la necessità di recuperare il patrimonio edilizio esistente prima di consentire di costruire altre case. Le città vanno modernizzate, come Cagliari, ha detto, affinché stimolino quello che per la Sardegna è sviluppo: il turismo.  L’on. Schirru ha auspicato anche un riordino e una riorganizzazione delle competenze degli assessorati e si è detto favorevole a realizzare un dipartimento dedicato ai rapporti con l’Europa, che sia dotato di personale altamente formato. Non è mancato poi un passaggio sui dati della sanità, che ha definito desolanti: “Abbiamo aumentato costi, calato l’efficienza e portato le  persone a non curarsi”.  

L’on. Giuseppe Meloni (Pd) è intervenuto sull’ordine dei lavori per chiedere al presidente Solinasdi riferire in aula sulla continuità territoriale, evidenziando la grave situazione che stanno vivendo i lavoratori di Air Italy.

Il presidente Pais ha poi dato la parola al consigliere del Pd, Valter Piscedda, il quale, come il collega Deriu, ha ribadito la preoccupazione per il concetto di sardità espresso dal presidente e ricordando che “la Sardegna sta in un’Italia unita, che sta in un’Europa unita, che sta in un mondo globalizzato e c’è il rischio dell’isolamento”. Il consigliere del Pd ha sottolineato che nel processo di riforma bisogna stare attenti al costo del riformismo moderato e a non lasciare indietro neanche un cittadino. Ha espresso, inoltre, perplessità sulla proposta di istituire una Assemblea costituente per modificare lo Statuto. Si è detto, invece, d’accordo sul mettere al centro gli enti locali, come alla volontà di riunire le regioni ad autonomia differenziata per una riforma dello Stato in un’ottica federale. L’on. Piscedda si è detto contrario invece a istituire un dipartimento dell’identità, come alla revisione dde gli enti regionali, all’istituzione degli osservatori sul turismo e sul mondo del lavoro, come ancora ha trovato irriverenti le parole sulla chimica verde.

Sull’ambiente ha poi aggiunto: “La tutela ambientale non è discutibile e non indietreggeremo di un passo”. L’on. Piscedda ha garantito la collaborazione per tutte le azioni volte al miglioramento della vita dei sardi.

La presidenza è stata assunta dall’on. Giovanni Antonio Satta.

E’ quindi intervenuto, Giuseppe Talanas (FI): “Le sue dichiarazioni programmatiche, forse per la prima volta, richiamano all’identità sarda e all’autonomia speciale. Ed è la scelta che darà carattere alla sua azione”. Per l’on. Talanas è necessaria una forte azione a sostegno dei settori produttivi della nostra Isola, con la richiesta al Governo e all’Europa di interventi straordinari per la nostra Isola. “Sarà una battaglia che non dovrà combattere da solo, ma con una coalizione unita”. La gestione della politica non può essere affidata a un’azione ordinaria – ha continuato –  per far fronte alle tante emergenze. L’on. Talanas si è detto favorevole a puntare sullo Statuto autonomistico della Sardegna: dal Piano di rinascita, alla questione delle entrate, all’istituzione dei punti Franchi, fino all’insularità e alla continuità territoriale.

Il consigliere azzurro ha chiesto una particolare attenzione alle zone interne e al Nuorese e alle aree non rappresentate in Giunta. Va bene riunire in Sardegna i rappresentati delle regioni europee ad autonomie differenziata, ma con nuove risorse riconosciute dallo Stato. “L’Assemblea costituente è una bella idea – ha detto – per integrare e non cancellare lo Statuto”. Per l’on. Talanas bisogna rilanciare l’articolo 13, un Piano di Rinascita che guardi alle zone interne e disagiate, a forte rischio di spopolamento, con piccoli punti franchi con fiscalità di vantaggio nelle aree di  Pratosardo, Nuoro, Siniscola, Ottana, Macomer, Sorgono, Suni, Ozieri, Isili e Arbatax. Per l’esponente di maggioranza va potenziato il turismo, anche con percorsi e offerte alternative a quelle legate alle zone costiere. Un passaggio importante è stato riservato al comparto agricolo e alla forte spinta politica a sostegno del prezzo equo del latte, a partire da un euro a litro e alla ricerca di una trasformazione strutturale del comparto. Serve, inoltre, una task force che si occupi delle richieste del mondo agropastorale, creando anche un collegamento tra ambiente e mondo agricolo. Tutti i programmi devono essere portati avanti senza ritardi.

E’, poi, intervenuto il consigliere del Movimento 5 Stelle, Roberto Li Gioi, il quale ha evidenziato   che la mancata partecipazione del presidente Solinas alle celebrazioni del 25 aprile l’hanno lasciato sconcertato. “Una data, ha spiegato, che è una pietra miliare della nostra storia”. “Autonomia sì, ma all’interno di una nazione che ha lottato con ardore per la sua libertà e che ha lasciato sul campo tantissime vittime”. L’on. Li Gioi ha evidenziato i 70 giorni passati prima di vedere completata la Giunta, sul cui operato vigilerà, insieme ai consiglieri del suo gruppo. Per l’esponente del Movimento 5Stelle è fondamentale la riorganizzazione degli enti e agenzie e che si risolvano i problemi dei dipendenti dell’Aras e dell’Aias. Apprezzabile sulla carta, ha detto, il punto sull’identità ambientale e territoriale, ma sarà necessario valutare con attenzione le politiche ambientali e urbanistiche che saranno portate avanti. L’on. Li Gioi ha, inoltre, evidenziato come il turismo sia imprescindibile per lo sviluppo dell’Isola, ed è fondamentale che la Sardegna abbia un sistema di trasporti efficiente. E’ necessario, ha, proseguito, lavorare su continuità territoriale che metta alla pari i tre aeroporti sardi, così come bisogna intervenire sulla continuità marittima. Il consigliere ha ricordato la proposta presentata dal deputato Nardo Marino (M5S) in Parlamento.  In conclusione, ha affermato che il suo gruppo non farà sconti alla Giunta, ma che sarà pronto ad appoggiare gli interventi a favore del popolo sardo. (eln)

L’on. Pierluigi Saiu (Lega) ha preso la parola e ha detto: “Cari colleghi, sento l’onore di questo ruolo. Abbiamo tutti la responsabilità di lavorare per la nostra terra e per i giovani sardi.

La nostra autonomia ha superato i 70 anni e il suo sostanziale logoramento impone l’avvio di un serio processo di riforma. In questo scenario le regioni a statuto speciale sembrano stancamente inseguire le regioni a statuto ordinario e il loro dinamismo. La classe politica sarda ha poi mostrato difficoltà a elaborare riforme coraggiose ed è urgente ripensare il nuovo statuto, per consentire ai sardi di muoversi liberamente e alle imprese di crescere. ‘La sovranità e l’autonomia o la si esercita o decade’, diceva Mario Melis. Noi dobbiamo riformare lo Statuto in senso federale ed è questa la frontiera della nostra autonomia. Dobbiamo ricominciare a parlare di autonomia conquistata, non concessa. Dobbiamo scrivere un nuovo testo unico degli enti locali sardi, senza ricalcare la disciplina nazionale ma mettendo sempre al primo posto l’interesse dei cittadini sardi e dei piccoli comuni, che dovranno essere messi nelle condizioni di erogare i servizi necessari alla popolazione”.

Per l’oratore “lo spopolamento delle zone interne si combatte investendo denari e realizzando strade”. E pure le Province dovranno avere “organi eletti direttamente dai cittadini e non dobbiamo aver paura di chi parlerà di poltrone perché la viabilità provinciale cade a pezzi e non ci sono le risorse per farlo. Come nella strada per Siniscola, dove il 10 marzo scorso abbiamo registrato l’ennesimo incidente mortale. Lo dico da presidente della commissione Prima: dobbiamo scrivere un nuovo Statuto, una nuova Statutaria e una legge generale di riforma degli enti locali. I sardi si aspettano questo e si aspettano discontinuità”.   L’esponente leghista ha parlato anche dei problemi della sanità e della necessità di una riforma che venga incontro prima di tutti ai problemi dei cittadini”.

Per i Progressisti ha preso la parola l’on. Gianfranco Satta: “Le dichiarazioni del presidente Solinas sono piene di elementi di criticità, che saranno oggetto di analisi nel corso della nostra legislatura. La nostra opposizione sarà leale, chiara e intransigente, a cominciare al tema della riorganizzazione degli enti locali. Voi volete ripristinare le province ed eliminare ogni altro ente intermedio come le unioni dei Comuni ma è molto dubbia la legittimità costituzionale della vostra proposta. E i Comuni rurali hanno bisogno del pieno riconoscimento, sotto il profilo dei contributi e dei finanziamenti, della loro condizione visto che oltre la metà dei sardi abita in aree definite rurali. Per questo noi riteniamo sia necessario investire sullo sviluppo rurale di tipo partecipativo, abbandonando il modello centralista e valorizzando davvero le decisioni delle comunità”. L’oratore ha proseguito dicendo: “Se davvero lei intende dare equa rappresentanza a tutti i territori, perché non ha iniziato a usare questo criterio componendo la giunta? Non c’è un solo rappresentante della provincia di Sassari né di quella di Nuoro: è questo il suo modo di assicurare la equa rappresentanza?”.

E’ intervenuta l’on. Annalisa Mele (Lega), che ha parlato del suo territorio di provenienza, l’Oristanese, e ha detto: “La prospettiva federalista è senza dubbio la più realistica e la più consona ai nostri ideali per la Sardegna. Presidente Solinas, la sua è la via giusta: dobbiamo scegliere la via dell’identità e della collegialità per trasformare la Sardegna. Ogni enunciato dovrà avere la sua realizzazione a cominciare dalla Sanità. Un fatto su questo deve essere chiaro: la riforma della Sanità dovrà poggiare sul fattore umano. Va recuperato il prezioso contributo dei lavoratori della Sanità, che oggi si sentono privati di dignità e dimenticati dalla politica. Dobbiamo rivendicare con il Governo nazionale la libertà in materia di spesa e di formazione, per evitare una riduzione scellerata dei servizi e restituire ai territori la rete dei servizi sanitari. Non sono i pazienti che vengono verso i servizi sanitari ma sono i servizi che dovranno andare da loro, considerando l’aumento dell’età media e la necessità di occuparsi di prevenzione e di aree emergenti di criticità”. L’oratore, che esercita la professione di medico, ha toccato diffusamente i temi della disabilità, della malattia mentale e dell’incremento delle malattie neurodegenerative. “Un capitolo a parte riguarda l’emergenza urgenza territoriale, l’unico servizio che funziona e riscuote il grande apprezzamento della popolazione. Areus è in via di definizione e va rimodellata aumentando i punti di postazione avanzata. E va rivisto anche il servizio di elisoccorso, spesso utilizzato impropriamente e sproporzionato”. L’on. Mele ha parlato poi dell’agricoltura sarda e della cultura: “La valorizzazione della storia della Sardegna deve essere la linfa che alimenta ogni azione di governo. Il mio territorio ha partorito una gigante come Eleonora d’Arborea e mi sia consentito rivolere un pensiero alla collega Angela Nonnis, scomparso pochi giorni fa, sindaco di Oristano e assessore di questa nostra Regione”.

Per l’opposizione l’on. Eugenio Lai (Leu) è intervenuto e ha parlato di linee programmatiche “confuse e contradditorie. Abbiamo vissuto sino a oggi una situazione paradossale e una maggioranza che ha in comune soltanto la divisione dei posti di governo. Non bastano le dichiarazioni del neo assessore al Turismo che pensa di risolvere il problema della disoccupazione con i campi da golf. In realtà i dati macroeconomici del governo Pigliaru sono migliori di quelli che la giunta Cappellacci aveva lasciato all’atto della conclusione della sua legislatura. E’ nel concreto che vorremmo conoscere le vostre intenzioni: che volete fare per i dipendenti Aias, senza stipendio da circa dieci mesi?  Che politica è quella che non si occupa di questi problemi? Io mi batto per una politica che possa consentire ancora al figlio dell’operaio di diventare dottore. E qual è la vostra politica energetica? Stiamo ancora aspettando il taglio delle accise sulla benzina promesso dal vostro primo alleato nel primo consiglio dei ministri”.

Per l’oratore “non serve cementificare ancora, se i nostri paesi sono pieni di case abbandonate come tutti sappiamo. Non siamo il partito del no ma del sì: al lavoro nell’ambiente, al mare cristallino, a un’isola senza plastica, a una nuova legge urbanistica. Serve invece una nuova continuità territoriale che permetta ai cittadini di viaggiare a basso costo in Sardegna e in Italia. Non possiamo aspettare lustri per il completamento di opere strategiche per i collegamenti sardi, che non spettano a noi ma allo Stato”.

Per la maggioranza l’on. Stefano Tunis, leader di Sardegna 20/20, ha detto: “Chi mi ha preceduto si è mosso sul terreno scivoloso della critica senza la prudenza di chi ha a lungo governato. La stessa prudenza che dovrebbe avere chi si avventura a parlare di calcio senza aver mai giocato. Il realtà il centrosinistra sardo ci ha riconsegnato il governo avendo soltanto parlato di Pil e crescita occupazionale. Senza che il popolo percepisse i vantaggi di tale precedente governo.  Per cinque anni non siete intervenuti sulle questioni più cruciali e non avete ostacolato il più volgare assistenzialismo. Abbiamo sentito tutti noi il presidente Pigliaru dire che neppure Marchionne era stato capito quando fondava Fca. Noi ci assumiamo il peso di un grande rinnovamento e del rilancio della Regione e lo faremo dai settori strategici e dagli locali. Ci sono rischi nel programma del presidente Solinas ma ci sono ancora più rischi nel procedere come avete proceduto voi. Noi siamo una maggioranza giovane, esuberante ma trainante e lo dimostreremo in quest’Aula”.

Ha preso la parola l’on. Antonio Piu (Progressisti) che ha sollecitato “tempi più rapidi per le decisioni che riguardano la Sardegna e soprattutto soluzioni. Vengo da un territorio grande e vasto come Sassari che non ha rappresentanza in Giunta e non difendo a prescindere le decisioni del passato. Però se nei vostri interventi c’è così tanta voglia di raccontarvi in maniera differente io non ci sto: la vostra Giunta è partita con mesi di ritardo e la Quarta commissione inizierà a lavorare domani, per la prima volta”.

L’oratore ha proseguito: “Un’identità di popolo si ha solo se si lavora sulle persone e mi sarebbe piaciuto leggere questo nelle vostre linee programmatiche. Mi auguro che in questi cinque anni il presidente Solinas mostri le soluzioni a problemi che ha raccontato con tanta leggerezza”.

(Cg)

Il consigliere Michele Ciusa (M5S) ha iniziato il suo intervento mettendo in luce, da cittadino, le difficoltà del sistema Regione nella proclamazione degli eletti a causa di una legge fatta apposta per fermare il Movimento 5 stelle, e successivamente i gravi ritardi che hanno accompagnato la composizione dell’esecutivo, dovuti solo alla necessità di trovare il tempo di «soddisfare gli appetiti delle forze politiche di maggioranza». Noi diciamo no, ha aggiunto, «a questi artigiani della quantità e dubitiamo che le grandi  scelte possano essere fatte con le mani libere, perché temiamo che prevarrà la convenienza personale in continuità con il passato». La Sardegna, ha detto, «deve puntare su modello di sviluppo sostenibile e compatibile con le sue vocazioni, unica strada per risolvere la profonda crisi di lavoro che riguarda i giovani che comunque hanno tanta voglia di fare e vanno sostenuti nei loro sforzi per restare in Sardegna e riportarli a casa, assicurando loro una buona formazione e l’opportunità di essere una nuova generazione di imprenditori anche lavorando ad un grande progetto di autosufficienza alimentare».

Il consigliere Andrea Piras (Lega), dopo aver ricordato che questa legislatura comincia con una eredità pesantissima, rappresentata dal più alto abbandono scolastico d’Italia, da tante opportunità di lavoro negate ai giovani, e da un grave peggioramento della situazione economica che ha determinato il declassamento della Regione da parte dell’Unione europea, ha criticato l’amministrazione precedente «che non ha portato nulla di buono alla Sardegna, lasciando tanti giovani senza una vera speranza per futuro». Il compito che ci attende, ha continuato, «è quello di affrontare con slancio tante emergenze, puntando sulla come fattore di valorizzazione della nostra identità, dal patrimonio archeologico gli antichi mestieri, e soprattutto sulla formazione di qualità, se davvero vogliamo frenare l’emigrazione e riprendere un cammino di crescita». Piras ha poi approfondito la situazione del settore agricolo, a suo giudizio frenato da troppe inefficienze: burocrazia, bassa capacità di spendere le risorse assegnate e di concentrare l’attenzione su settori strategici in grado di incrementare produzioni ad alto valore aggiunto, col risultato di aver deluso per l’ennesima volta le aspettative di quanti volevano tornare a lavorare sulla terra». Quello di una nuova qualità ambientale, ha concluso, «deve essere un grande obiettivo, assieme ad nuova cultura alimentare, alla lotta contro la contraffazione dei nostri prodotti, all’ammodernamento tecnologico del settore e ad una redistribuzione delle risorse all’interno delle varie misure europee».

Elena Fancello, del M5S, ha messo l’accento sul tentativo del presidente di unificare i diversi settori della realtà sarda con il collante con identità, anche se «le esperienze negative del passato pesano nel deterioramento dei rapporti fra politica e cittadini confermato dall’elevata astensione, molto diffusa fra giovani che, peraltro, non hanno trovato lo spazio che avrebbero meritato nelle dichiarazioni programmatiche». Si avverte, ha proseguito, «una grande di sfiducia nel futuro e tuttavia va raccolta la sfida di proporre ai sardi una idea complessiva della Sardegna del futuro attenta soprattutto ai giovani, attraverso la semplificazione burocratica, gli incentivi per l’accesso al credito, l’attenzione al capitale umano, alla formazione professionale per chi non riesce a laurearsi e sono purtroppo tantissimi,  alla valorizzazione dei saperi antichi». Molti dicono che con la cultura non si mangia, ha ricordato la Fancello, «io invece penso che in Sardegna con la cultura ci sia da mangiare per tutti e che, anzi, l’investimento in cultura sia lo strumento migliore per arginare il calo demografico e dare spazio a tanti giovani, come per esempio i medici, che hanno aspettato fin troppo ed hanno diritto di avere risposte».

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha lamentato la marginalità che il programma ha riservato a temi di enorme importanza come, istruzione, diritto allo studio e cultura, «che invece sono elementi strategici sui quali far poggiare ogni disegno di sviluppo». Il documento del presidente, ha aggiunto, «parla di scuola solo due volte e lo fa per citare i dati sulla dispersione che in realtà è la conseguenza di una povertà educativa che arriva da lontano: mancanza di asili nido, scuole per l’infanzia e luoghi di aggregazione soprattutto nei piccoli centri, mentre nelle aree urbane non sono accessibili alle fasce più deboli della società». Manca inoltre, ha lamentato la Caddeo, «ogni riferimento alla disabilità, anch’esso fenomeno e trasversale che richiede una programmazione forte per ampliare gli spazi di integrazione, così come manca una politica per le donne e la parità di genere, che comprenda misure organiche su lavoro e compatibilità fra impegno sociale e realizzazione personale e professionale». Infine, «dire prima i sardi è una cosa banale e individualista, oltretutto in contrasto la citazione di Fortza Paris».

Per Nico Mundula (Fdi) il programma appare coerente con la realtà percepita fuori dal palazzo, perché propone una visione complessiva del concetto di sardità insieme ad una idea di autonomia finalmente compiuta, da protagonisti e non comprimari. E’un compito impegnativo, ha osservato, «perché ereditiamo una Sardegna in ginocchio che però vuole e deve ripartire, a cominciare dalla sanità che richiede la profonda correzione di una riforma che ha scontentato tutti ed ha peggiorato il servizio regionale, mentre invece occorre al più presto rimettere al centro cittadini e costruire un nuovo sistema attorno a loro». Va dato poi impulso, ha auspicato Mundula, «a comparti trainanti dell’economia della Sardegna finora trascurati, come l’agro pastorale, l’agroalimentare, l’artigianato ed il turismo, favorendo l’accesso al credito anche delle micro imprese, tagliando la burocrazia, tutelando i prodotti sardi nei mercati, incentivando il turismo nelle zone interne, rivolgendosi in particolare ai giovani che vogliono restare in Sardegna».

Secondo Diego Loi (Progressisti), in linea generale il programma presenta diversi passaggi condivisibili a cominciare da quelli sull’identità, sui quali ci si potrà confrontare nel quadro del rilancio della nostra autonomia nel quadro nazionale ed internazionale. Ci sono anche suggestioni interessanti su un progetto di rinnovamento istituzionale coerente con le tante identità della nostra Regione, ha continuato, «ma ho qualche riserva sulle modalità indicate perché sarebbe meglio approfondire alcuni passaggi, con particolare riferimento a quelli relativi alle forme aggregative fra Comuni che dovrebbero fare spazio alle Province; vedo in altre parole una dicotomia fra questo e la valorizzazione delle comunità locali; nelle esperienze condotte fin qui c’è a mio avviso molto da salvare, perché combattere la frammentazione va bene ma senza dimenticare che molte cose funzionato e hanno fatto crescere tante piccola realtà che hanno mostrato di superare i localismi».

Carla Cuccu, del M5S, ha auspicato che questa legislatura riesca a trasmettere al popolo sardo l’attenzione delle istituzioni ai loro problemi, anche se da questo punto di vista il programma appare troppo teorico per essere concreto. Noi, ha annunciato, «faremo opposizione sui contenuti vigilando sul recupero di una idea che rappresenti davvero un quadro di istituzioni al servizio dei sardi nel nome dell’identità e richiamata ci saremo quando si parlerà di cose concrete sulle quali faremo le nostre proposte». Da donna, ha affermato, «vedo una carenza sulle politiche della famiglia che poi è il nucleo dal quale si sviluppa qualunque società e bisogna secondo noi valutarla come centro di interessi e di diritti che può fare molto per la Sardegna». Mancano inoltre, ha lamentato, «sia un messaggio di speranza e di liberazione dalla cattiva politica che una attenzione ai problemi della parità di genere che liberi la donna da una scelta obbligata fra diversi ruoli». Per quanto riguarda la sanità, ha concluso, «diciamo no a soluzioni tampone, perché si deve ripartire dalla prevenzione e dalle prestazioni di qualità».

Emanuele Cera, di Forza Italia ha detto di aver particolarmente apprezzato un programma che mette al centro il cittadino, e propone un buon metodo per valorizzare responsabilità amministrativa di chi si impegna in politica sottoponendosi al giudizio dei cittadini. Apprezzamento, inoltre, «per il nuovo ruolo assegnato agli Enti locali nel rapporto con la Regione, che può essere un ottimo strumento per riconquistare la fiducia dei sardi con uno spirito nuovo, facendoli sentire partecipi di un progetto, valorizzando competenze, risorse umane e meritocrazia». Siamo consapevoli del momento difficile che attraversiamo, ha sostenuto Cera, «e sappiamo che saranno necessarie scelte coraggiose, nel rispetto del principio di sussidiarietà che presuppone il superamento di un certo centralismo regionale, garantisce una risposta migliore alle esigenze delle imprese ed accompagna positivamente i processi di crescita economica con proposte concrete nei diversi settori». Col rilancio delle vertenze aperte con lo Stato in settori strategici, ha concluso, «possiamo puntare ad essere l’isola della qualità della vita ma dobbiamo fare in fretta perchè non c’è più tempo e i sardi non possono aspettare».

Al termine di quest’ultimo intervento il presidente Pais ha tolto la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì ore 10.00 con l’intervento del consigliere Giuseppe Meloni, del Pd.




Primo incontro pubblico per Mariano Brianda

Primo incontro pubblico per Mariano Brianda

Il candidato sindaco del centrosinistra venerdì 10 maggio in piazza Tola

Primo incontro pubblico per Mariano Brianda, che domani, venerdì 10 maggio, alle 18.30 sarà in piazza Tola per discutere con cittadine e cittadini alcuni temi del programma elettorale. La rivitalizzazione del centro storico e il suo ripopolamento, l’avvio di nuove forme di agevolazione per le attività del centro e di fruizione turistica della Sassari storica sono alcuni degli argomenti che affronterà il candidato sindaco del centrosinistra, che porrà l’accento anche sull’inclusione sociale e sulla partecipazione democratica. Il coinvolgimento, infatti, della cittadinanza nelle scelte pubbliche è uno dei punti saldi del programma, che sarà presentato nelle prossime settimane in diverse piazze della città, dal centro storico alle periferie urbane.




Sassari: la coalizione di centro destra, sardista civica ed autonomista ha scelto il candidato sindaco

comunichiamo che la coalizione di centrodestra sardista, civica ed autonomista, formata da Lega, PSdAz, Fratelli d’Italia, Sardegna20Venti, Riformatori Sardi – Fortza Paris, UDC, EpI e Movimento Civico Uniti per Sassari, all’unanimità dei presenti rappresentanti politici, ha deciso indicare come proprio candidato sindaco il Geometra Mariolino Andria per le prossime elezioni comunali del Comune di Sassari.
Sarà presto convocata la conferenza stampa di presentazione.
La Segreteria
Riformatori Sardi – Sassari



ENNESIMA AGGRESSIONE DI UN AUTISTA A BORDO DEL BUS!

Siamo venuti a conoscenza, con dispiacere, dai lavoratori dell’Azienda Regionale dei trasporti ARST, di un’aggressione ai danni di un conducente di autobus, a causa di un biglietto non pagato.

La vicenda è avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 6 maggio 2019), verso le ore 19 nell’abitato di Thiesi.

Il conducente era in servizio sulla linea Sassari – Padria delle 17.45, sul mezzo sale un passeggero, sprovvisto di biglietto, il quale chiede al conducente di poter acquistare il titolo di viaggio alla fermata successiva, la corsa parte regolare, durante il tragitto pare subito chiaro all’autista che il passeggero in questione non sia assolutamente intenzionato ad acquistare il biglietto e nasce un diverbio.

Comunque, appena giunti a Thiesi, egli sarebbe stato in grado di regolarizzare tutto.

Alla fermata del paese del Mejlogu, Thiesi, il conducente viene affrontato fisicamente dal passeggero, strattonato e aggredito con pugni e calci. Una colluttazione dalla quale l’autista ne vien fuori ferito e sanguinante. Arrivano i soccorsi, ambulanza e carabinieri, chiamati dagli altri passeggeri terrorizzati.

Il lavoratore viene portato al pronto soccorso, dove riceve le cure e l’aggressore identificato e speriamo denunciato.

Come sindacato dei lavoratori dei trasporti ancora una volta siamo testimoni, dell’ennesima aggressione ai danni di un lavoratore, che paga pesantemente con la propria salute, il fatto di aver svolto il proprio dovere. Denunciamo da alcuni anni questa escalation di rabbia e violenza verso conducenti di autobus, controllori, capitreno e addetti di stazione, da parte di persone capaci di “sporcarsi le mani” per pochi euro, tanto costa un biglietto di un autobus.

Abbiamo chiesto a più riprese l’intervento dei Ministeri dei Trasporti e dell’Interno, perché servono urgenti accorgimenti a tutela dei lavoratori, ad esempio: telecamere di videosorveglianza, posti guida chiusi (bussolotti), tornelli per accesso in vettura, interventi rivolti ad individuare azioni efficaci di contrasto ad ogni forma di violenza nei luoghi di lavoro.

Auspicando pronta guarigione al collega e l’intervento da parte dell’ARST nei confronti dell’aggressore, chiediamo di attivare con urgenza un tavolo, alla presenza delle istituzioni preposte alla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e lavoratrici,  con tutte le rappresentanze sindacali al fine di adottare tempestivi provvedimenti volti a garantire la sicurezza nel posto di lavoro.

Il Segretario Territoriale

​​​​​​​​​​     Alessandro Russu




Focus China – 4 seminari sulla Cina dall’8 maggio all’Università di Sassari

SASSARI. A partire dall’8 maggio, l’Ateneo di Sassari proporrà in aula Segni (viale Mancini 3) una serie di quattro incontri volti ad approfondire la conoscenza della Cina. L’ascesa cinese a seconda potenza globale ha profondamento modificato e in un tempo brevissimo lo scenario politico ed economico internazionale. La Cina non è solo il Paese più popoloso del mondo ma anche una potenza industriale che negli ultimi anni ha avvicinato i paesi occidentali e le tigri asiatiche sul terreno dell’innovazione e della tecnologia. La conoscenza della Cina, nonostante il suo ruolo e importanza sempre crescente, rimane ancora piuttosto frammentaria e parziale. La lontananza geografica è accompagnata da una differenza culturale che costituisce una barriera ancora difficile da superare. Per questo motivo nell’ambito del corso di laurea in Sicurezza e Cooperazione internazionale dell’Università di Sassari è stato attivato “Focus China”, un ciclo speciale di quattro lezioni aventi come tema la Cina contemporanea. Il ciclo è coordinato dai prof. Quirico Migheli e Plinio Innocenzi. Le lezioni saranno tenute da quattro specialisti con una lunga esperienza diretta della Cina con i quali sarà possibile interloquire e acquisire una prima conoscenza di questo grande Paese.

Le quattro lezioni aperte a tutti si terrranno nell’aula Segni del Dipartimento di Giurisprudenza e saranno dedicate a: La Cina da fabbrica del mondo a centro dell’innovazione (8 maggio, ore 15.00, Plinio Innocenzi); 1949-2019: settanta anni del Partito Comunista cinese al governo (9 maggio, ore 15.00, Edward Burman); La Cina contemporanea e le sue prospettive sotto la presidenza di Xi Jinping (21 maggio, ore 15.00, Filippo Fasulo); Il nuovo ordine mondiale e la “Trappola di Tucidide”. Stati Uniti, Cina, Europa e multilateralismo nella geopolitica contemporanea. (23 maggio, ore 15.00, Giuseppe Rao).