Regionalismo differenziato: Riformatori chiedono tavolo speciale per la Sardegna

Regionalismo differenziato: Riformatori chiedono tavolo “speciale” per la Sardegna

 

Cagliari 8 Marzo 2019 –  Archiviate le elezioni regionali, i Riformatori sardi riprendono la battaglia per il riconoscimento del principio di insularità.

La trattativa avviata dalle regioni ricche del nord (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) per nuove forme di autonomia preoccupa i vertici del partito: «Il regionalismo differenziato di cui si parla oggi va contro gli interessi della Sardegna – ha detto l’ex deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu – noi non osteggiamo una riforma che punta a una sana competizione tra le regioni e combatte le politiche assistenzialiste per il Mezzogiorno. Chiediamo però di poter combattere ad armi pari. La Sardegna è una regione con problemi speciali che vanno affrontati in un tavolo specifico. Siamo un’isola e per giunta periferici, nessuna altra regione è nelle nostre condizioni di svantaggio. Per questo, già da due anni, stiamo portando avanti la battaglia per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione e per la restituzione dei diritti economici sulle accise».

Sulla stessa lunghezza d’onda i componenti del Centro Studi del partito, Gianbattista Melis e Stefano Altea: «Il riconoscimento del principio di insularità e la definizione della partita sulle accise ci consentirebbe di drenare nuove risorse – ha detto Melis – anche se non basterebbe a risarcire la Sardegna per i danni ambientali provocati dall’Industria».

«La nostra non è una richiesta di assistenzialismo – ha aggiunto Stefano Altea – la Sardegna deve avere le stesse opportunità delle altre Regioni. La nuova formulazione dell’art.119 della Costituzione apre la strada all’accoglimento delle nostre istanze».

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il leader di Fortza Paris Gianfranco Scalas che ha suggerito di tener presente il tema della lingua sarda: «Siamo la più grande minoranza linguistica della Repubblica italiana – ha detto Scalas – questo ci dà più forza nel confronto con lo Stato e soprattutto con l’Europa. E’ un elemento da sfruttare per veder riconosciuta la nostra specialità».

Dal riconoscimento del principio di insularità passa il futuro della Sardegna, secondo il coordinatore regionale dei Riformatori, Pietrino Fois: «Occorre che il nuovo esecutivo regionale concluda al più resto il contratto con lo Stato – ha detto Fois – la Sardegna ha un bilancio ingessato con una massa manovrabile molto ridotta. Senza nuove risorse la nostra Regione è destinata ad arrancare».

I temi cari ai Riformatori saranno posti con forza all’attenzione del nuovo presidente della Regione Christian Solinas: «Abbiamo sollecitato a più riprese la giunta uscente e lo stesso faremo con la maggioranza di centrodestra di cui facciamo parte – ha detto ancora Vargiu – chiediamo a tutti i sardi e a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento di unirsi alla nostra battaglia sull’insularità e sulle accise».




Nota su rilancio Forza Italia Alghero

In Forza Italia si cambia.  Dopo la campagna elettorale per le regionali, che ha visto il candidato locale di Forza Italia prevalere su tutti e la lista arrivare ad una incollatura dalla Lega di Salvini, Forza Italia Alghero si prepara alle elezioni comunali mettendo in campo una squadra forte e di grande esperienza, rafforzata da nuove energie, che si prepara all’appuntamento elettorale comunale.
Archiviata la questione Pirisi, che in campagna elettorale ha inteso mettersi fuori dal partito azzurro, ora Forza Italia può vantare l’ingresso di giovani professionisti e imprenditori che parteciperanno ai tavoli programmatici e agli incontri con le categorie per poi sostenere la lista degli azzurri locali in una campagna elettorale che si preannuncia molto impegnativa. Le new entry affiancheranno il consigliere Camerada, il portavoce Manconi e le colonne portanti del movimento che ad Alghero ha vinto tante battaglie, che rispondono ai nomi di Russino, Musu, Delogu, Giorico, Bardino, Pini, Monte, Columbano, Soggiu e Mura, solo per citarne alcuni.
Fra i nuovi ingressi  gli avvocati Giovanna Caria e Tatiana Argiolas, che con il collega Antonello Peru ed il prof.  Mario Tocci affronteranno dal punto di vista giuridico gli obbiettivi programmatici, gli esperti di turismo Francesco Mortello e Elena Bilardi, il ristoratore Andrea Puttolu e la giovane Federica Trentadue che guiderà la pattuglia dei giovani azzurri algheresi.
Ma Forza Italia oggi è ulteriormente rafforzata da un gradito ritorno, l’avv. Giovanni Spano, già consigliere e stimato assessore nella Giunta Tedde.
Una ventata di novità che  proporrà alla coalizione di centrodestra, civica e sardista e agli algheresi un ventaglio di obbiettivi programmatici che punteranno a risollevare l’economia cittadina e a dare sostegno alle imprese e alle famiglie di un territorio che da qualche anno soffre l’assenza di amministratori capaci e concreti e patisce, invece, una amministrazione dedita agli annunci e alle scorribande mediatiche finalizzate a captare qualche consenso.



COMUNICATO STAMPA: IL COMUNE DI ARZACHENA AL DUBAI INTERNATIONAL BOAT SHOW

IL COMUNE DI ARZACHENA AL DUBAI INTERNATIONAL BOAT SHOW

Occasione di promozione turistica e territoriale nel mercato Medio Orientale e dell’Est

Arzachena, 8 marzo 2019. Il Comune di Arzachena ha partecipato con un proprio stand alla 27° edizione del Dubai International Boat show che si è tenuto dal 26 febbraio al 2 marzo nella città degli Emirati Arabi Uniti. All’evento ha preso parte una delegazione formata dal sindaco Roberto Ragnedda, dal presidente del consiglio comunale Rino Cudoni e dall’assessore al Commercio e Attività produttive Mario Russu. Lo stand ha messo in luce le bellezze naturali, la storia, le tradizioni culturali, gastronomiche e artigianali dell’ampia offerta turistica della destinazione.

Soddisfatto dell’esito dell’operazione il primo cittadino, che ha riscontrato di persona l’importanza della fiera e l’interesse suscitato. <Dopo la visita ad Arzachena di Ibrahim Ahli, direttore del Fondo Investimenti di Dubai, abbiamo cercato di sviluppare iniziative capaci di generare opportunità di promozione e crescita per il nostro territorio e le sue attività economiche e culturali – racconta Ragnedda -. Partecipare alla fiera della nautica più importante in tutta l’area del Golfo Persico ci ha permesso di consolidare relazioni e sviluppare nuove sinergie in grado di far conoscere sul piano internazionale la nostra cittadina. Visti i primi risultati, porteremo avanti nuovi progetti sulla stessa linea. Già dalla prossima stagione estiva rileveremo un aumento nella presenza di turisti provenienti dal mondo arabo e dalle ex repubbliche sovietiche>.

<L’interesse dei visitatori si è concentrato sull’opportunità di fruire di servizi di diving, pesca sportiva, noleggio imbarcazioni nelle diverse località del territorio arzachenese, sulla qualità dell’accoglienza turistica e sulle opportunità del mercato immobiliare – spiega Caterina Bonciani, della società Made off Consultancy, organizzatore della trasferta -. Al salone erano presenti circa 800 espositori e hanno partecipato migliaia di visitatori, gran parte provenienti dagli Emirati, dai Paesi del Golfo e non solo. Notevole è stata la presenza di imprenditori e visitatori di Kazakistan, Azerbaijan e Russia. Gli italiani che hanno visitato il Boat show, presenti a Dubai per motivi di lavoro o vacanza, hanno espresso giudizi positivi sull’iniziativa e la dinamicità della Amministrazione comunale, disponibile a mettersi in gioco in un’area piena di opportunità>.




Il sindaco di Sassari revoca le dimissioni

Il sindaco di Sassari revoca le dimissioni

Il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha revocato questa mattina le dimissioni, rassegnate lo scorso 26 febbraio. «In questi giorni di riflessione che opportunamente la legge prevede nel caso di dimissioni – spiega – ho registrato un grande affetto, una stima, una sollecitazione a completare il mio mandato da parte di tantissimi cittadini e cittadine, rappresentativi di una cittadinanza attiva, che travalica tutti i confini dei partiti o dei gruppi politici. La raccolta di firme da parte di numerose personalità del mondo culturale, dell‘associazionismo, del volontariato, del mondo sindacale, di tanti colleghi sindaci di centro-sinistra, nonché lo scambio di vedute con il neo segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, rappresentano per me un solido sostegno nel ripensare alla decisione che ho assunto all’indomani delle elezioni regionali».

«Non ho mai rinunciato in questi anni a sostenere il peso della responsabilità affidatomi dalla cittadinanza, in più di un’occasione – continua -. Portare a conclusione il percorso iniziato cinque anni fa, per rafforzare i programmi e avviare i progetti sostenuti dagli ingenti finanziamenti pubblici procurati dalla programmazione statale, regionale e dell’Unione Europea, per quasi 600 milioni di euro. Quindi è prioritario resistere per poter mettere in piedi un’azione politica e amministrativa adeguata a contrastare l’avanzata delle forze di centro destra, nelle sue diverse sfaccettature e mimetizzazioni».

«Quanto allo scenario locale, chiedo all’attuale dirigenza del Pd che dimentichi i contrasti interni, mai basati su differenze di carattere programmatico, e che rifletta sui risultati elettorali che hanno visto dilapidare tanti consensi e adesioni raccolte sull’onda del rinnovamento determinatasi con le primarie degli anni scorsi e nelle competizioni elettorali. Per quanto mi riguarda sono a disposizione di chi vorrà lavorare con competenza, serietà ed onestà per il bene della nostra città su obiettivi reali e non di conservazione del potere fine a se stesso».

«Continuo a sostenere l’analisi fatta dopo il 24 febbraio – conclude – palesando una forte preoccupazione per il dilagare delle politiche nazionaliste e reazionarie. Ma credo anche che con l’elezione di Zingaretti si stia percependo che siamo entrati in una nuova fase politica per il Partito democratico e le forze progressiste in Italia e in città, una fase che richiede unità sui programmi. Valga per tutti il richiamo alla sostenibilità ambientale che ci viene rivolto dalle nuove generazioni,che manifesteranno in tutto il mondo il prossimo 15 marzo, un richiamo che comporta precise scelte ecologiche a livello locale e che proprio con la pista ciclabile e la mobilità sostenibile realizzata in questi anni in città, rappresenta la risposta alle domande che le nuove generazioni ci pongono».




Nota stampa degrado Cavall Marì

Ogni qualvolta passeggiamo sul Lungomare Dante, uno dei luoghi maggiormente frequentati di Alghero, ci avvolge un’enorme tristezza. Non certamente per la straordinaria bellezza che la natura ci ha regalato, ma per quello che i nostri occhi non possono non vedere a causa dell’infelice impatto che subiscono: il completo e assoluto degrado del Cavall Marì. Già Fuego e Caligola, luogo storico di intrattenimento, è sempre più in abbandono. Come riportato in questi giorni da alcuni media, era il 2009 quando venne approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale un ordine del giorno presentato dal Centrodestra, allora maggioranza col Sindaco Tedde, che indicava la realizzazione di attività connesse all’intrattenimento e pure alla promozione della cultura e tradizioni locali. Sono trascorsi, appunto, dieci anni e tutto è fermo. Anzi è evidente un notevole peggioramento dello stato dei luoghi per l’azione dei fenomeni climatici ed erosivi del mare che stanno sempre più causando danni agli spazi un tempo generatori di bellezza e benessere per la città. E’ difficile da credere che un’amministrazione, nello specifico l’attuale targata Centrosinistra, non abbia messo in atto quanto deciso già da quell’ordine del giorno o che comunque non sia intervenuta con un suo progetto di riqualificazione. Niente, anche in questo caso l’assenza di idee e di lungimiranza dell’amministrazione Bruno pesa in maniera preponderante sull’offerta turistica della Riviera del Corallo, oltre che rappresentare un mancato introito per le casse comunali. Neanche la moltitudine di giovani senza lavoro e gli altrettanti costretti a partire per cercare fortuna hanno svegliato tali amministratori che presto, siamo sicuri, saranno sostituiti da chi invece metterà al primo posto principi come sviluppo, crescita, benessere e soprattutto lavoro. Alghero merita altro, di ripartire subito e anche la riqualificazione, assegnazione tramite bando a privati che rispettino in toto le indicazioni del Comune e dunque messa a regime del Cavall Mari, può contribuire alla rinascita della nostra città.




Comunicato su Servizi Sociali

Fragilità in vetrina

Non si può più tacere la situazione di gravissimo disagio in cui versano gli uffici comunali che si occupano di servizi sociali, ubicati dal 12 novembre 2018 presso gli “ex atelier” de Lo Quartier in Largo San Francesco, a seguito della inagibilità e conseguente sgombero dell’edificio di Viale della Resistenza.

Invero, per oltre tre mesi, stante l’urgenza di garantire comunque l’apertura degli uffici, utenti e operatori del servizio sociale dal 26 luglio scorso, sono stati ospitati presso gli uffici del servizio ragioneria al terzo piano di via Columbano e, pur in assenza delle condizioni minime in termini di spazio, privacy, confort e sicurezza, il servizio è stato garantito grazie all’ammirevole solerzia degli operatori che hanno accettato tale disagio con spirito di adattamento e nell’ottica di massima collaborazione, consapevoli della situazione di emergenza  in cui ci si trovava, fiduciosi di poter a breve usufruire di uffici idonei  e funzionali, almeno quanto quelli presso l’ex CRA.

Ma così non è stato.

Le evidenti criticità già rilevate nell’immediatezza dai responsabili della sicurezza sul lavoro, sindacati e dipendenti comunali coinvolti, non sono valse ad arrestare la deplorevole scelta della giunta comunale di esporre in vetrina dipendenti e utenti di un tanto delicato servizio.

Attualmente, quello che si presenta ai cittadini presso gli “ex atelier” a Lo Quartier in largo San Francesco è un servizio sociale con ulteriori disagi e criticità che esigono l’attenzione di tutti: l’accettazione e il front office sono ricavati in una porzione della prima stanza che non consente di contenere neppure dieci persone, senza alcun accorgimento utile a garantire accoglienza e privacy; i successivi ambienti sono adibiti ad uffici di pochi metri quadri – con corridoio passante – in cui operano insieme almeno tre impiegati per stanza, impossibilitati a lavorare con la dovuta privacy, sia nelle conversazioni telefoniche che nel ricevimento dell’utenza.

La precedente collocazione logistica consentiva l’audizione di più di duecento utenti a settimana (oggi ridotti a non più di cinquanta), oltre alle situazioni di emergenza, nonché di coloro che fossero stati convocati dagli uffici per il disbrigo delle pratiche amministrative.

Oggi l’utenza può essere ricevuta con la dovuta riservatezza solo in tre uffici attigui, utilizzati in condivisione con gli operatori sociali del PLUS, per raggiungere i quali si rende necessario, tuttavia, uscire dagli uffici, passando all’esterno della piazza, esposti a intemperie ed agli sguardi curiosi dei presenti, e comunque scortati almeno a vista dalla guardia giurata. Un tormento quotidiano cui sono costretti operatori sociali ed utenti che lamentano, peraltro, di non riuscire ad essere ricevuti tempestivamente.

In questo contesto surreale, gli operatori sociali ricevono formazione e prescrizioni in tema di privacy e trattamento dei dati che devono rispettare, insieme a promemoria su scadenze e adempimenti che, parimenti, non possono disattendere, oltre alle importanti attività con numerose e perentorie scadenze, tra le quali: domande per piani personalizzati della legge 162/98; progetti di inclusione sociale REI; leggi di settore; contributi alle locazioni legge 431/98, fino alle imminenti domande per l’aggiornamento della graduatoria  alloggi ERP, per dirne alcune.

Va da sé che tale condizione di disagio non può essere sopportata oltre misura né dagli utenti né dagli operatori. La qualità delle persone, ancor più se amministratori, si misura dall’attenzione che rivolge ai cittadini più fragili e alle soluzioni che riesce ad approntare a tutela e supporto di queste fragilità.

Le vetrine servono ad altro.




Christian Solinas, riguardo le notizie sulla vertenza pastori.

“Esprimo la mia solidarietà personale e politica ai pastori impegnati da settimane in una dura trattativa sul prezzo del latte e per il miglioramento delle condizioni del comparto. Ho seguito e sto seguendo con attenzione il problema, ho in tempi non sospetti coinvolto i ministri Salvini e Centinaio che hanno portato la vicenda a livello nazionale. Ma per il rispetto e la serietà che merita questa vicenda ho evitato facili strumentalizzazioni in campagna elettorale e non ho mai fatto sfilate alle manifestazioni né partecipato ad alcun incontro con i rappresentanti dei pastori nei giorni scorsi. Purtroppo il rallentamento nel conteggio dei voti sta ritardando la mia proclamazione e non ho ad oggi i poteri e le prerogative di presidente della Regione. Questo non mi consente, per serietà e rispetto istituzionale, di convocare tavoli o incontrare delegazioni senza averne titolo ufficiale. Ciò premesso, assicuro che il tema rimane tra le priorità nelle emergenze da affrontare con impegno non appena sarò a tutti gli effetti Presidente della Regione”. Christian Solinas, riguardo le notizie sulla vertenza pastori.




Regionali 2019: L’analisi di Mauro Pili

grazie, con i tempi del cuore e della mente

I rituali della politica sono scanditi dal ritmo incensante dell’ipocrisia. Gli stati d’animo sono vietati e nemmeno prender fiato è tollerato. Secondo questi canoni, che si vinca o che si perda, bisogna all’istante esternare, ringraziare, esaltare e persino traguardare nuovi orizzonti del proprio impegno politico.

Sono sempre stato interiormente convinto che con questa politica, usa e getta, senza animo e senza cuore, fosse per me difficile convivere.

Mi sono preso qualche ora di riflessione, come ho ritenuto fosse giusto, nonostante le sollecitazioni, qualche volta rivoltemi con malagrazia, ad esprimere un commento a caldo sul risultato delle elezioni.

Per alcuni era la conta di voti, di numeri, di preferenze. Era l’ambita corsa al potere che si dispiegava in percentuali e scranni. Vittorie o sconfitte personali.

Non lo era per me! Sentivo e percepivo questo appuntamento come l’ultimo appello alla resistenza del Popolo sardo contro le continue e reiterate speculazioni ai danni della nostra terra.

Avevo sperato che la rivolta dei pastori potesse risvegliare coscienze sopite contro speculazioni d’oltremare e non solo!

Speravo che le mie, le nostre, tante battaglie contro i nemici della Sardegna e dei Sardi, dalla Tirrenia all’Alitalia, da Abbanoa all’Enel, dall’Eni all’Anas avessero aperto un modesto umile varco nella coscienza del nostro popolo.

Ahimè così non è stato.

La sconfitta è mia, personale e politica. Sconfitta dura e severa. Inutile tergiversare. Ne prendo atto, non con rassegnazione ma con il malcelato convincimento che i nostri nemici ora avranno ancor più campo libero.

Ed è questo il dolore vero che provo per la mia terra e il mio popolo.

La vita mi ha insegnato a vincere e a perdere. Ed anche le sconfitte sono state per me lezioni di vita.

Tutto questo, però, non allevia la mia angoscia e il mio dolore nel vedere un popolo idealmente così forte e coraggioso totalmente indifeso, per sua stessa volontà, da coloro che ne approfittano, speculano sulla Sardegna.

Ho provato solitudine in parlamento a votare contro la svendita della Sardegna, una volta alla Tirrenia, una volta all’Alitalia, all’Enel o all’Eni.

Solitudine umana e politica. Ho sentito il fiato sul collo dei faccendieri quando mi opponevo con veemenza alle speculazioni mafiose e camorristiche sull’eolico o sui rifiuti in terra sarda, quando facevo saltare per aria gli accordi per la cessione dei mari del nord Sardegna o bloccavo il nefasto progetto delle scorie nucleari nell’isola.

Ho cercato di costruire un argine ideale, alzando la voce quando il silenzio era piatto, ho denunciato ciò che altrui coprivano per ignavia o connivenza.

Ho combattuto contro le basi militari come nessuno aveva mai fatto, non solo per salvaguardare la nostra terra, ma per tentare di preservare la vita a quei tanti militari che venivano vigliaccamente esposti a tumori di ogni genere. Magari mi hanno odiato, insultato, come suggerivano i generali a libro paga delle industrie belliche, ma l’ho fatto con l’unico spirito di preservare, o tentare ci salvaguardare, la loro vita.

Ho combattuto a viso aperto e il più delle volte da solo. E l’ho fatto senza mai traguardare elezioni o incarichi, anzi!

La legge elettorale regionale funzionale ai poteri forti, come in pochi sanno, impedisce ad una candidato presidente che non arriva primo o secondo di entrare in consiglio regionale.

Ne ero ovviamente ben conscio e consapevole.

E, infatti, quest’ultima resistenza elettorale rappresentata da Sardi Liberi aveva come obiettivo fondamentale quello di far approdare nell’assemblea sarda un manipolo di guerrieri in grado di arginare, fermare, denunciare l’avanzata di tali poteri.

Sono bastati dieci giorni di calata mediatica italiana e non solo, schieramenti di troupe che a memoria d’uomo non ricordo, per annientare tutto questo.

Ho continuato a percorrere in lungo e in largo la mia terra, amandola sempre di più, scoprendola sempre più bella, ma sentivo alle spalle l’incedere di satelliti, di parabole, troupe schierate in una guerra che aveva un unico obiettivo annientare la nostra identità, il nostro popolo, renderlo funzionale alle logiche italiane di destra e sinistra.

Non me la posso prendere con nessuno.

La calata è stata fulminea e non prevedibile, in quella vile dimensione da faccendieri del palazzo della peggior specie.

Anche i nostri sforzi, quelli più estremi sono risultati vani.

Anche i nostri guerrieri più determinati hanno dovuto lasciare il passo all’incedere dell’orda barbarica che ha trasformato queste elezioni in un referendum tra destra e sinistra, annientando i Sardi e la Sardegna.

Trasformando la sfida per il governo della Sardegna come in una misera contesa tra Milan e Juventus, come se il Cagliari non giocasse nello stesso campionato.

Le tv di Stato e non solo hanno occupato ore e ore di propaganda scostumata, con trogloditi delle tv di Stato che hanno eseguito senza ritegno la missione affidata dal padrone di turno, cancellare qualsiasi tipo di reazione, galvanizzare i sardi nella scelta tra destra e sinistra.

Sono prevalsi il tifo, il selfie, gli inganni dell’ultim’ora.

E i Sardi loro malgrado ci sono cascati. Come un anno fa.

Meno di dodici mesi fa assegnavano ai 5 stelle un vergognoso primato del 42%. Salvo, poi, riportarli sotto il 10% a queste elezioni.

Ed ora la Lega, quella si accinge al grande furto a favore delle regioni del Nord, a scapito della Sardegna, con la complicità di tutti i partiti italiani e di servi isolani proni al padrone.

Il carro del vincitore ha fatto il pieno, di incapaci e malaffare, di servilismo e affarismo.

Sarebbe servita ben altra resistenza, contro Tirrenia e Alitalia, contro la calata in terra sarda di mafia e camorra!

Ai Sardi Liberi, nati con il sacrificio di simboli di movimenti già consolidati, sorti con l’obiettivo di unire le migliori forze identitarie, spettava questo compito arduo e ardito.

Il voto artefatto e manipolato dalle tv di Stato glielo ha, per adesso, impedito.

Ciò non toglie che l’ambizione alta e matura, nobile e moderna, di unire le forze identitarie, indipendentiste, sardiste e libere della nostra terra resta la massima e unica speranza anche per il futuro, da perseguire con maggior forza e maggior coraggio, senza confusioni e senza retaggi ideologici di nefasta memoria.

Ai guerrieri, ai nostri candidati, ai nostri sostenitori e volontari, dirigenti e amministratori, che hanno messo il loro volto in questa sfida imponente vorrei dire: grazie di cuore.

Potrete dire ai vostri figli e nipoti che avete avuto il coraggio di esserci, con uno, cento o mille voti, utili alla grande causa di libertà del Popolo Sardo.

A quei Sardi Liberi che ci e mi hanno votato vorrei dire: doppiamente grazie, voi per me contate doppio.

Doppio perché si tratta di un voto libero. Perché ci avete votato senza chiedere niente in cambio. Perché il vostro voto è senza curriculum, senza promesse vacue. Senza un concorso manipolato o di un’assunzione a tre mesi in qualche losco appalto sanitario o di nettezza urbana.

Non vi abbiamo promesso potere, ma sapevate che il nostro unico obiettivo era il vostro: quello di vivere in una terra dove i nostri figli non sono costretti a partire come emigrati alla ricerca di migliori fortune altrove, lontani dalla propria patria sarda e dalle loro famiglie.

E poi ci sono io. In questi anni ho lottato senza risparmiarmi, l’ho fatto senza aspettarmi niente in cambio. Ho rinunciato a posizioni di comodo perché sono convinto che per la propria terra occorra osare, senza limiti, gettando animo e corpo oltre la trincea. Ho ricevuto attacchi, insulti e atti giudiziari. Cercherò di difendermi per quanto ne avrò la forza.

Queste elezioni, però, hanno gravemente e duramente messo alla prova la forza della mia azione di difesa della nostra terra.

Sarebbe sbagliato non prenderne atto. E significherebbe prestare ulteriormente il fianco ai nostri nemici. Devo, mio malgrado e con non poco dolore, trarne le conseguenze.

Il mio passo indietro è un atto di generosità verso la causa di libertà della Sardegna e dei Sardi.

Causa di libertà alla quale, comunque, non rinuncio per nessuna ragione e alla quale intendo dare se necessario modesto e umile contributo.

Sono certo che il sogno di un popolo di Sardi Liberi possa prima di quanto si possa pensare avere le energie e le forze per restituire a questa povera terra tutto ciò che gli è stato negato e che purtroppo continueranno a negargli.

Arriverà il momento, spero non troppo tardi, che i Sardi aprano gli occhi e si rendano conto di vivere in una terra stupenda, unica ed esclusiva che attende un popolo coraggioso e libero di costruire con la testa e il cuore il proprio futuro.

Ai Sardi Liberi, di ieri, di oggi e di domani, un grazie di cuore per la fiducia che mi avete riservato in questi anni. Resto in debito con ognuno di voi.




Regolare la laurea conseguita da Christian Solinas all’Università di Sassari

SASSARI. A seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa nazionale, in merito a presunte irregolarità nella carriera universitaria del dottor Christian Solinas, si segnala che l’Università di Sassari ha subito avviato una verifica amministrativa interna, da cui risulta che tutti gli atti di carriera dello studente sono regolari.

L’interpretazione fornita negli articoli su esami e date di sostenimento degli stessi non è corretta (tra le altre cose, si fa confusione tra date di delibere, date di registrazione dell’eventuale frequenza – peraltro non obbligatoria,-e date di sostenimento effettivo degli esami); la carriera amministrativa e didattica è pertanto regolare.




Nicola Sanna si dimette dalla carica di sindaco di Sassari

https://www.facebook.com/SassariChannel/videos/1999509263495005/

Nicola Sanna ha rassegnato questo pomeriggio le proprie dimissioni dalla carica di sindaco di Sassari. «Le elezioni di domenica scorsa – commenta – rappresentano una svolta storica per il popolo sardo. Le politiche nazionaliste e più reazionarie promosse dalla Lega Nord hanno trovato proseliti presso un quarto degli elettori sardi e un’altra metà circa non è più interessata alla partecipazione politica e democratica. L’insieme delle difficoltà economiche delle famiglie, causate dall’assenza di lavoro e di prospettive reali di ripresa, ha incattivito gli animi nei confronti di chiunque si assuma una responsabilità di governo. Governare in questo decennio di crisi economica, che si porta con sé la crisi della politica, dei partiti e dei movimenti, è davvero difficile, e la fluttuazione dell’elettorato partecipe sta a dimostrare l’entità del disorientamento».

«A tutti noi e a me per primo – continua – è spettato l’onere di contribuire al tentativo di fermare questa ondata reazionaria, insieme a tanti sindaci del centro sinistra in Sardegna. Diverse condizioni, tuttora presenti, di divisione di questo fronte hanno ancora una volta pesato sull’esito finale. Coloro i quali hanno tentato di sfilarsi dalla condivisione di un’azione di governo regionale, certamente al di sotto delle aspettative ma non disastrosa (come preferiscono definire superficialmente gli avversari) sono stati comunque giudicati negativamente dall’elettorato».

«Per quanto attiene al PD sardo e locale – tiene a sottolineare Nicola Sanna – fin dai primi anni di governo regionale e comunale, abbiamo dovuto scontare un’assenza di proposte politiche e programmatiche, nonché un vuoto di direzione politica all’altezza della prova di governo in atto. A Sassari poi, l’onda del rinnovamento determinatasi con le primarie, è stata contrastata in modo a dir poco violento da parte dei ceti politici dominanti. Ho profuso tutto l’impegno e la pazienza politica per ricucire i rapporti interni, sacrificando anche personalità elette, pur di garantire un’azione di governo che fosse partecipe e condivisa. Durante il mio mandato si sono raggiunti numerosi traguardi programmatici, sia in termini operativi che di progettazione ormai finanziata e pronta a dispiegare benefici effetti sulla città di Sassari. Ciò nonostante devo prendere atto che l’azione di lungo logoramento della mia figura ha sortito gli effetti sperati».

«Il deludente risultato elettorale nella competizione regionale di domenica scorsa, sebbene contestualizzato in un quadro di grande difficoltà politica del PD e del centrosinistra, mi porta a dover responsabilmente prendere atto della conclusione della mia attività politico-amministrativa. Avevo dato la mia disponibilità a contribuire alla competizione elettorale, ben conscio della chiara presa di posizione della maggioranza del PD che si dichiarava indisponibile a proporre la mia ricandidatura a sindaco della città. Come per le primarie del 2014 mi sono rimesso al giudizio degli elettori. Ne prendo serenamente atto. Desidero ringraziare ciascuno di coloro i quali mi hanno rinnovato la loro fiducia. Così come ringrazio tutte le sassaresi e i sassaresi per avermi dato il privilegio di essere al loro servizio in qualità di sindaco eletto con quasi il 66% dei consensi. Un onore, un onere e una gioia che ho condiviso con tutti i miei concittadini in questi cinque anni. Un’esperienza unica, la più bella che potesse capitarmi, svolta con impegno, onestà e riconoscenza».

«Rassegnando le mie irrevocabili dimissioni – conclude – lascio quindi I’incarico di sindaco, del resto giunto ormai alla sua conclusione naturale, all’indomani di un risultato elettorale dal quale altri potranno ripartire. Vado via con la consapevolezza di aver lasciato una grande eredità in finanziamenti per opere pubbliche, importanti e decisive per il futuro di Sassari, delle sue figlie e dei suoi figli. A zent’anni».

 

—
Rossella Porcheddu
Portavoce del Sindaco
Comune di Sassari