Giovanni Nurra, lega Sassari: la lettera integrale delle dimissioni.

Nota politica

Sassari 9 Gennaio 2019

Ho consegnato le dimissioni che allego il 25 dicembre scorso al Commissario Regionale Eugenio Zoffili ed ancora non avuto alcuna risposta. Sorvolo sulla maleducazione e l’arroganza e proseguo invece sulla sostanza. Il silenzio ad oggi lo considero una accettazione delle stesse consegnate per altro in un momento in cui ho messo in gioco il mio ruolo politico in Lega ed a rischio la mia eventuale candidatura ma l’ho fatto ugualmente proprio per il rispetto e la stima che ho nei militanti che mi hanno dato fiducia e per il partito in cui ho speso tempo ed entusiasmo.

Le mie dimissioni arrivano dopo lunghe riflessioni e per diversi motivi e questa lettera aperta la scrivo per informare gli elettori affinché scelgano bene chi votare avendo informazioni in più su dinamiche che solitamente sono a loro estranee.

Motivi politici ed umani mi hanno mosso a decidere di trasferire passione ed impegno da qualche altra parte. Magari in un ambiente più sano.

La Lega in Sardegna infatti per me si è dimostrata solo un contenitore di parole e non certo un motore di vero cambiamento. Un simbolo con dentro, almeno in Sardegna, niente! La Lega in Sardegna purtroppo, e lo dico con rammarico profondo, non è quella di Matteo Salvini e non ha strutture democratiche; é invece quella di Eugenio Zoffili che, come Kim Jong Un fa in Corea del Nord, spadroneggia sul partito e sulle persone che lo compongono dipendentemente dal suo umore e non certo da valutazioni strategiche o politiche, persone che alla fine sono trattate come ascari o meglio carne da macello; buone a fare gazebo e propaganda ma che devono tacere e se si azzardano a parlare o esprimere un parere diverso dall’idea, sempre celata e avvolta da mistico silenzio, del Kommisar sono anche maltrattate o umiliate quale pena per la lesa maestà dello stesso.

Come ad esempio Giorgia Vaccaro già Coordinatrice di Alghero, sospesa perché tre iscritti della sua sezione sono andati a cena con la Pisano, attribuendo quindi a lei colpe altrui come nel migliore alto medioevo. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fosse il futuro della Sardegna.

Commissario Regionale che ha solo lui la responsabilità di aver impedito al movimento di strutturarsi così come è invece nel resto del Paese.

Zoffili è assente, non risponde al telefono, non da riscontri, non conosce il territorio e soprattutto, non è sardo; Fa quindi specie che ancora, in Sardegna, la Lega che promuove autonomia e federalismo ovunque e da sempre, non abbia espresso ancora un segretario sardo…forse sintomo della considerazione infima che riserva lo stesso Zoffili ai militanti dell’Isola.

Eugenio Zoffili infatti oltre che Kommissario regionale in Sardegna è anche deputato, è membro della commissione esteri ed anche Presidente della commissione Schengen e per finire consigliere comunale ad Erba.

Anche il mitico Mandrake credo direbbe che gli impegni sono troppi.

La domanda è, come fa a seguire bene un territorio che alla fine – evidentemente – non può per lui che essere marginale? Come fa a dedicare il tempo che la Sardegna ed i sardi meritano?

La Lega in Sardegna ad oggi non ha struttura ed io che ho provato a lavorare per dargliela come Coordinatore di Sassari Gallura Nuoro ed Ogliastra ho trovato ostacolo principale proprio nella sua diffidenza, nella sua assenza di trasparenza e nella sua totale assenza di dialogo nonché nella sua continua assenza fisica dal territorio.

Senza contare i numerosi sospetti ed il clima da Corea del Nord o forse DDR che si respira dentro il partito dove tutti registrano le telefonate, fanno video li mandano a destra e manca, screenshot ed inoltri, registrazione di riunioni ecc…la Lega in Sardegna appare il partito della delazione e dei delatori dove la dialettica politica sui contenuti è sostituita dal pugnale e dalle calunnie.

Zoffili inoltre è bravissimo nel fare gaffes…ad esempio la dichiarazione rilasciata prima del tavolo del centro destra del 7 gennaio, dove dichiara che le liste devono essere scevre da persone con carichi pendenti; bene questo punto mette in grossa difficoltà, ad esempio. la posizione di tanti ma penso a Dario Giagoni che ne ha diversi (pubblicati sui giornali) e per i quali sono convinto sia assolutamente innocente. Oppure Zoffili ritiene che un rinvio a giudizio equivalga ad una condanna? Un modus operandi che somiglia di più a quello di Scientology che a quello di un

movimento politico sano.

A settembre denunciai che avevano allentato i bulloni delle ruote posteriori della mia auto.

In quell’occasione verificai con mano la totale assenza di considerazione ed umanità del Commissario Regionale e del deputato De Martini.

Nessun messaggio di solidarietà da nessuno. Ne De Martini ne Zoffili il quale seppe solo urlare che “i suoi coordinatori non si mettevano in condizioni di farsi svitare i bulloni della macchina”. Nessuna solidarietà ed anzi calunnie e diffamazioni cominciarono a circolare…Solo di sera Zoffili si degno’ di scrivere un comunicato di “solidarietà”.

Seppi poi che il “fastidio” era determinato dal fatto che la mia denuncia rischiava di togliere visibilità a Giagoni e De Martini impegnati al tavolo del centrodestra. Invece io stavo passando giorni di terrore e, mentre la mia compagna piangeva mattina e sera, cercavamo di decidere se fosse meglio denunciare o non farlo e certamente a tutto pensavo fuorché al tavolo del centro destra.

In quell’auto ci viaggiavamo anche con mio figlio di 4 anni.

Comunque una motivazione delirante per usare un eufemismo.

Ebbi pazienza e rimasi in attesa non foss’altro per evitare di gettare alle ortiche o in mano a qualche furbetto dell’ultim’ora il lavoro politico fatto durante l’anno.

Pur sentendomi molto umiliato andai avanti impegnandomi comunque in attività politiche che ho diffuso in tutte le maniere perché ho idee e le voglio portare avanti ed anche perché credo in un progetto politico che ha contenuti.

Per non parlare del livelli di alcuni che, a scarso di argomenti politici, usano la diffamazione come strumento di dialettica se così può chiamarsi.

Praticamente uno schifo! Nessuna democrazia, nessuna dialettica e nessun rispetto per persone che hanno tolto tempo alla famiglia ed al lavoro…solo un coro di SI spaventati e tremuli, pseudo Coordinatori (nessuno ha il potere di nulla) terrorizzati dalla spada di Damocle dell’umore di Kim Jong Zoffili, da cui dipende il loro destino politico, strumenti di ricatto come una eventuale candidatura o un ruolo che salta se parlano ed urtano il suo umore sono all’ordine del giorno.

Non è l’atteggiamento della politica che se pur nei suoi aspetti talvolta aspri e oscuri mai deve perdere il rispetto per il prossimo.

Questa non è politica o almeno non lo è qui in Italia; forse il metodo andava bene nella ex DDR o in URSS ma io credevo di essere iscritto alla Lega di Matteo Salvini e non al PCUS di Stalin e non al partito di Honecker! Credevo di essere nel 21° secolo e invece no, nella Lega in Sardegna siamo in pieno medioevo; un’epoca buia dove un “feudatario” arrivato da Erba impone i suoi stati umorali al lavoro ed alla passione di militanti, che lo sono perché credono nel progetto politico di Matteo Salvini e non certo perché Zoffili abbia un minimo di carisma o capacità di governo delle persone.

Un partito gestito con i piedi è l’immagine migliore che rimane a me oltre che un senso di amarezza profonda per il totale abbandono del territorio del Nord Ovest da parte dello stesso Zoffili che, a sentire Dario Giagoni, non visita da mesi perché i militanti di Sassari sono pesanti e…sono “monelli” non fanno da bravi! Ridicolo se non grottesco tutto questo purtroppo è vero.

Tante volte ho presentato problemi del territorio a Zoffili, mai una risposta mai un riscontro.

Di esempi ne ho diversi ma alcuni sono sotto gli occhi di tutti e in tutti i comunicati stampa delle battaglie che ho fatto.

Ad esempio la questione delle 32 famiglie senza soldi e senza lavoro ad Olmedo perché l’ANAS deve all’impresa 2 milioni di euro e non avendo incassato non può che licenziare tutti.

Oppure i minatori, sempre ad Olmedo, i lavoratori ex Secur ecc.

Bene, Zoffili ha trovato il tempo di andare dal vice ministro Rixi per parlare del ponte di Oloe’ ad Oliena, cosa assolutamente giusta il cui merito va tutto ai militanti del Nuorese, ma non per parlare ad esempio del disastro di quella impresa simbolo di altre cento maltrattate dalla pubblica amministrazione per la quale sarebbe bastato magari chiedere lumi all’ANAS.

Il nord ovest dell’Isola quindi completamente abbandonato e allo sfascio anche nella Lega di Sardegna. Questo solo uno dei tanti esempi che si possono fare su quanto Eugenio Zoffili tenga evidentemente ed a mio parere di più al virtuale che al reale.

Si perché se ne seguite le gesta sui social sembra onnipresente…Ma vi assicuro che non è cosi.

Una delle tante dimostrazioni di quanto a mio modesto e umile parere (ma anche di altri) sia inadeguato all’incarico di Commissario Regionale in Sardegna. La Sardegna ha tante pecore ma i sardi non sono greggi da amministrare con tecniche di zootecnia!

Io ho constatato che per lui è tutto virtuale anche l’amicizia ed il rispetto per i sardi. Tutto finto!

Di De Martini ho poco da dire perché non ho avuto molto a che fare con lui.

Ho visto che la sua attività politica prevalente (almeno in apparenza ed almeno da quel che sento come lagnanza dal territorio anche del sud Sardegna) è fare il banchetto al mercato del pesce di Cagliari, attività accompagnata da una feroce repulsione nei confronti di chiunque con un po’ di esperienza politica voglia entrare in Lega.

In tanti ci hanno provato ma è più facile entrare nella cruna di un ago che in Lega per chi ha esperienza politica precedente…o forse no?! Eh no! Pais, Saiu ecc serissime persone che godono della mia stima ma dov’erano prima del 4 marzo 2018?

Dov’erano quando si lottava per le politiche? Non c’erano! Allora De Martini e Zoffili quale criterio utilizzino non é dato sapere.

Di lui, De Martini, lo ripeto, ho solo avuto l’impressione che sia più preoccupato dall’ingresso in Lega di teste pensanti che da qualunque altro progetto politico.

Ma ci sono aspetti anche meno pittoreschi e più tecnici.

Io ad esempio inizialmente ero per liste separate dal Psd’az perché ritenevo fosse importante che l’onda di consenso della Lega fosse appannaggio esclusivo dei Leghisti. Anatema su un normale dibattito politico!…Salvo poi l’annuncio, nella riunione di Barumini del 30 novembre, sulle liste separate…all’inizio, ripeto, ero d’accordo ed ora dico che invece avevo torto!

Oggi, dopo l’ufficializzazione quali candidati di Pais, Saiu, Titino Cau (stimabilissime ed oneste persone ma tutto fuorché leghisti della prima ora) ed invece il silenzio assoluto fino ad ora sui nomi di chi si è impegnato da quando eravamo ancora niente, ritengo avesse ragione chi voleva un’unica lista con il Psd’az.

La lista unica avrebbe infatti impedito la candidatura degli ultimi arrivati e non avrebbe lasciato spazio che ai leghisti e sardisti di provata fede politica.

Errore che ho fatto per aver sottovalutato la pericolosità strategica dell’ingresso di alcuni nel partito, che arrivati dopo la vittoria del 4 marzo, incarnano probabilmente l’archetipo del saltatore in corsa sul carro del vincitore. Mi auguro che i sardi votino in massa Christian Solinas e che si apra una stagione di cambiamento per la Sardegna.

Mi auguro anche che i vertici nazionali della Lega intervengano a riparare i danni fatti da Zoffili e dai suoi sodali.

Io nel frattempo continuerò il mio percorso di impegno politico sempre con le stesse idee e con lo stesso entusiasmo di prima. Per adesso mi accontento di chiudere qui rimanendo a disposizione per qualunque approfondimento anche documentale.

Giovanni Nurra




CITTA’ METROPOLITANA DI SASSARI E PROVINCIA DEL NORD EST, TEDDE E PERU (F.I): CENTROSINISTRA FRANTUMATO NON DECIDE E FA MANCARE IL NUMERO LEGALE IN AULA PER BLOCCARE I LAVORI

CITTA’ METROPOLITANA DI SASSARI E PROVINCIA DEL NORD EST, TEDDE E PERU (F.I): CENTROSINISTRA FRANTUMATO NON DECIDE E  FA MANCARE IL NUMERO LEGALE IN AULA PER BLOCCARE I LAVORI
Cagliari, 10 gennaio 2019 – “Centrosinistra decida una volta per tutte e a testa alta  invece di bloccare i lavori del Consiglio Regionale.” Così i consiglieri regionali di Forza Italia Tedde e Peru commentano l’interruzione dei lavori del Consiglio regionale che discuteva la legge per l’istituzione della Provincia del Nord Est, in relazione alla quale Tedde e Peru hanno proposto 15 emendamenti per istituire la Città Metropolitana di Sassari che era stata negata da Pigliaru e Erriu  nel 2016. Dopo due interruzioni dei lavori causati dall’uscita dall’aula di alcuni consiglieri del centrosinistra che hanno fatto mancare il numero legale il Presidente è stato costretto  ad aggiornare i lavori alla prossima settimana. “Centrosinistra frantumato da una guerra per bande che vede alcuni favorevoli alla Provincia del Nord Est, altri favorevoli a condizione che vengano reintrodotte tutte le altre province soppresse e altri ancora favorevoli a condizione che venga istituita la Città Metropolitana di Sassari proposta da Tedde e Peru ma anche da Lotto e Meloni. “Un guazzabuglio dannoso, una torre di Babele politica  che rischia di far franare la possibilità di rimediare agli errori fatti dal centrosinistra con la legge 2 del 2016 che ha istituito la Città metropolitana di Cagliari senza attribuire pari ruolo a Sassari, e rischia di affondare la provincia di Gallura -denunciano i due esponenti azzurri-.  Il centrosinistra che ha privato Sassari del giusto ruolo di città metropolitana sta perdendo la possibilità di riparare al maltolto -sottolineano Tedde e Peru-.” I due consiglieri ancora una volta ricordano che la preoccupante deriva economica e sociale del territorio del nord ovest dell’isola ha la possibilità di essere invertita attribuendo a Sassari e al suo territorio il ruolo di Città Metropolitana che porterebbe con se la possibilità di attirare risorse pubbliche e investimenti privati, e di avviare un processo di rigenerazione economica e culturale. “Recuperi il centro sinistra un minimo di senso di responsabilità e voti i nostri  emendamenti. Il territorio del sassarese attende da troppo tempo un atto politico del centro sinistra diretto a contribuire alla sua  ripresa economica -chiudono Tedde e Peru-.” .



nota aula seduta n.343

Enti locali, manca il numero legale: rinviato a mercoledì 13 gennaio l’esame della proposta di legge di modifica della legge n.2 del 2016

 

Cagliari, 9 gennaio 2019 – Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha aperto i lavori della 343^ seduta della Legislatura e dopo le formalità di rito ha concesso la parola al capogruppo di Art.1-Sdp, Daniele Cocco, per la prosecuzione della discussione generale sulla proposta di legge n. 405 in materia di riordino delle autonomie locali e che prevede la costituzione della provincia del Nordest (ex Gallura). L’esponente della maggioranza ha ricordato l’impegno assunto con gli amministratori galluresi per l’approvazione del provvedimento per il varo dell’ente intermedio ed ha invitato i colleghi a fare altrettanto richiamando il “valore della parola data e la dignità del Consiglio”.

Il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, ha parlato di “dibattito surreale” ed ha rimarcato la correttezza e la completezza dell’iter della proposta di legge per l’istituzione della provincia del Nord Est. A giudizio dell’esponente della maggioranza le altre proposte contenute nei diversi emendamenti presentati “sviliscono le ragioni e le legittime aspirazioni dei territori” e meritano “approfondimenti e valutazioni adeguate”. Congiu ha anche riconosciuto l’esigenza di una profonda modifica se non anche dell’abrogazione della legge regionale n. 2 («va riscritta all’interno di un adeguato quadro politico») ed ha dichiarato contrarietà a qualunque iniziativa tesa a “stringere la tenaglia dei due poli maggiormente urbanizzati dell’isola sulla Sardegna centrale”.

La capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha definito un “pasticcio” il riordino degli enti locali fatto sia a livello nazionale che regionale dal centrosinistra e si è detta pronta ad ascoltare le differenti esigenze dei diversi territori della Sardegna. «Ma – ha precisato l’esponente della minoranza – va riconosciuta alla provincia Gallura – Monte Acuto – La Maddalena  un diversa attenzione, sia per il ruolo trainante del Nordest e sia perché la proposta di legge per l’istituzione della provincia ha concluso il suo iter ed è pronta per l’approvazione».

L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, non ha nascosto la difficoltà nell’intervenire a nome di un organo collegiale, come è la Giunta regionale, su un argomento così controverso, all’interno di un quadro costituzionale mutato all’indomani del referendum del 2016. «La legge regionale n.2 per il riordino degli Enti Locali – è stata scritta e approvata pensando che le province sarebbero state abrogate ma la vittoria del no alla riforma costituzionale impone una ridefinizione dell’organizzazione delle autonomie locali». «Non servono nuovi carrozzoni – ha precisato il vice presidente della Regione – ma è evidente l’esigenza di dare vita a organismi intermedi, costituzionalmente riconosciuti, e in grado di assolvere i compiti propri delle strategie di programmazione territoriale».

L’assessore ha quindi espresso parere favorevole per la proposta di legge che prevede esplicitamente l’istituzione della provincia del Nordest («ha concluso il suo iter ed origina da un’ampia mobilitazione del territorio») e pur riconoscendo la legittimità delle proposte emendative presentate al testo varato dalla commissione ha invitato l’Aula ad una riflessione circa l’opportunità di ridisegnare gli assetti istituzionali senza adeguati approfondimenti. «La Giunta – ha concluso Paci – non esprimerà parere su tutti gli emendamenti presentati e lascerà al dibattito politico la scelta sulle correzioni più opportune ricordando che la soluzione del “dare tutto a tutti” non è quella ottimale». Il presidente del Consiglio ha quindi sospeso i lavori. (A.M.)

Alla ripresa dei lavori, dopo un interruzione di oltre un’ora, ha preso la parola l’on. Francesco Agus (Misto) per dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli. “L’idea che si possano fare leggi di questo tipo a colpi di emendamenti e in un clima come quello di oggi, è lontano da quello che ho sempre sostenuto. Si rifletta tutti – ha affermato – sulla possibilità di approvare il testo così come è stato licenziato dalla commissione e come è stato approvato dal Cal, oppure di portare gli emendamenti in commissione e consentire un’istruttoria seria”. L’on. Agus ha evidenziato poi le assenze tra i banchi della maggioranza e ha annunciato di non essere disponibile a giochi di maggioranza o di maggioranze trasversali.

Il consigliere Luca Pizzuto ( Art.1-SDP) ha evidenziato che non è un clima in cui discutere una legge come quella oggi all’esame dell’aula. La proposta dell’esponente della maggioranza è stata di riportare il testo in commissione per l’esame degli emendamenti e, entro mercoledì, riportarlo in aula, visto che è una legge per tutta la Sardegna. “Ci metto la faccia e sono una persona che mantiene la parola”.

E’ poi intervenuto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che ha affermato: “Riforme così importanti non si fanno al’ultimo momento”, pur comprendendo che la Gallura ha una aspirazione comprensibile e condivisibile. Il presidente ha poi ricordato che “normalmente quando un territorio fa un passo in una direzione apre la strada anche agli altri”, quindi se l’aula decidesse di votare oggi a favore della provincia del Nord Est non toglierebbe opportunità agli altri territori. Il presidente Pigliaru si è detto infine d’accordo con quanto detto dal presidente Agus, ci sono solo due possibilità: votarla così come portata oggi in aula o ritornare in commissione per l’esame degli emendamenti.

L’on. Giuseppe Fasolino (FI) ha affermato che: “Prima di essere consiglieri regionali e politici dobbiamo essere uomini e avere il coraggio delle nostre azione e non nascondendoci dietro una tenda”. Il consigliere ha espresso apprezzamento per l’atteggiamento tenuto in questa situazione dal presidente Pigliaru.

Per l’on. Fasolino c’è una sola strada: va votata la proposta di legge come esitata dalla commissione e dal Cal.

L’on. Marco Tedde (FI) ha affermato che “c’è una parte della maggioranza che vuole impedire a quest’aula di discutere del futuro di territori che aspettano risposte”. Per il consigliere “questa maggioranza sta dando il peggio di sé” e ha aggiunto“noi vogliamo andare avanti e votare questa legge. Noi chiediamo che non si faccia mancare il numero legale, votate, metteteci la faccia e fateci capire come la pensate”.

L’on. Giorgio Oppi (capogruppo Udc), in apertura si è lamentato del ritardo di due ore prima di riprendere l’esame del testo. “Questa legge è stata approvata dalla maggioranza, all’unanimità dal Cal e nessuno vieta che si ritirino gli emendamenti. Il problema è dobbiamo andare avanti oppure no? Bisogna essere corretti e dire quale linea si vuole seguire”. Oppi ha evidenziato che una parte della maggioranza ha lasciato l’aula e ha dato l’idea ai sindaci che non si volesse andare avanti con questa legge. “Io invito il presidente ad andare avanti così che tutti si prendano le proprie responsabilità”.

L’on. Daniele Cocco (capogruppo Art.1- SDP) si è detto d’accordo con quanto affermato dal presidente Pigliaru. “Sono del parere che il testo che è arrivato possa essere votato e invito tutti i colleghi di maggioranza e opposizione a ritirate gli emendamenti, a tornare in aula e proseguire i lavori”. E sull’ipotesi di tornare in commissione solo per integrare il testo ma con garanzie di esitare la proposta di legge. “Io ho assunto un impegno personale e del gruppo e mantengo l’impegno preso. Io rimango in aula”.

L’on. Antonio Solinas (PD) ha affermato di intervenire come consigliere regionale di tutta la Sardegna e ha affermato che si tratta di un riconoscimento dovuto alla Gallura, però si tratta di mettere mano a un settore che riguarda una modifica strutturale degli enti locali. Il consigliere ha ritenuto la proposta fatta dal collega Pizzuto di buon senso, in modo da dare il tempo alla commissione di esaminare gli emendamenti e riportare in aula il testo mercoledì prossimo.

L’on. Giovanni Satta (Psd’Az-La Base) ha criticato chi oggi ha abbandonato l’aula: “Dov’erano in questo anno e mezzo?” e ha aggiunto: “Penso sia fondamentale andare avanti senza se e senza ma”, dicendosi d’accordo con l’analisi fatta dal presidente Pigliaru.  “E’ una riforma per la Gallura, non contro il Sulcis, l’Ogliastra o il Medio Campidano”.

L’on. Pierfranco Zanchetta (capogruppo dei Cristiano popolari socialisti) ha affermato: “Rimango in aula non solo per salvaguardare gli interessi del territorio ma anche per non mortificare il mio ruolo di consigliere regionale”. E ha aggiunto che non ci si può sottrarre all’approvazione del provvedimento, quindi istituire la provincia del Nord Est, e che debbano essere ritirati tutti gli emendamenti.

Il consigliere del Pd, Giuseppe Meloni,  ha chiesto che venga portata in votazione la proposta di legge come è stata esitata dalla commissione. “Perché questi emendamenti sono arrivati solo adesso? Forse perché qualcuno si vuole pulire la coscienza?”. Per Meloni si tratta di una proposta di legge bipartisan che aveva l’appoggio sia della maggioranza sia dell’opposizione.

Il capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha annunciato il voto favorevole di Forza Italia al passaggio agli articoli. L’esponente dell’opposizione ha sottolineato che la proposta di legge ha seguito un iter completo, che non ci sono vizi di forma che ne precludano l’approvazione.

L’on. Annamaria Busia (Misto) ha affermato: “Ero presente quando è stato preso un impegno. Dobbiamo ricordarci che siamo uomini e donne, consiglieri e consigliere che rappresentano una intera regione. Non possiamo svilire il lavoro di questo Consiglio regionale”. E ha aggiunto: “Non comprendo questa bulimia emendativa che si è scatenata in questa e in altre occasioni” oltre allo “scatenarsi di territori gli uni contro gli altri”. Si tratta, ha proseguito, di “una legge che ha avuto un iter importante e non deve essere vittima di volontà che si manifestano all’ultimo momento. Sono favorevole a proseguire”.

Il presidente Ganau ha respinto la richiesta di rimandare il testo in commissione dell’on. Pizzuto perché deve essere richiesta da cinque consiglieri o da un capogruppo. Il presidente ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 31 voti favorevoli.

E’ intervenuto Franco Sabatini (Pd) e ha chiesto che gli emendamenti vengano vagliati con attenzione e ha chiesto che l’aula venga sospesa e che si riporti il testo in commissione. “Gli emendamenti pongono dei problemi così profondi e importanti che non è pensabile che non si provveda a un rinvio in commissione”, ha affermato.

La richiesta è stata ritenuta ammissibile perché supportata da altri quattro consiglieri. Prima di metterla in votazione è intervenuto l’on. Michele Cossa (Riformatori sardi) per chiedere spiegazioni sull’inammissibilità degli emendamenti sul titolo della legge. L’on. Agus è, nuovamente intervenuto, per esortare i colleghi a ritirare gli emendamenti, dichiarando di sentirsi vincolato al voto dato in commissione. “Credo che la maggioranza non possa venir meno alla sua responsabilità”.

Per l’on. Pizzuto “è scorretto dire che è una legge che riguarda un solo territorio, mentre si occupa del riassetto territoriale della Sardegna”. E ha aggiunto: “Se questa diventa una legge che riguarda un solo territorio allora non si offrono le opportunità a tutte le altre aree della Sardegna”. Per l’on. Pizzuto è normale ed è previsto che si possano presentare emendamenti, c’è bisogno però di una sintesi per portare a casa un risultato per tutti i territori. Il consigliere ha ribadito la richiesta che sia “una legge per tutti e non faccia torti a nessuno”.

L’on. Rossella Pinna (Pd) ha detto di essere “d’accordo a riportare l’esame degli emendamenti in commissione. Io ho presentato diversi emendamenti non per ostruzionismo e non per fare un torto alla Gallura”. L’esponente della maggioranza ha affermato di d’accordo che la Gallura abbia quello che merita, ossia di autodeterminare il proprio territorio, ma per l’on. Pinna il titolo della legge non è corretto: “Non è un ‘integrazione a un articolo della Legge 2, ma una parziale modifica. Ora affermare che si tratta di una integrazione è una sottigliezza che sottende la volontà di far passare una modifica complessiva che riguarda tutta la Sardegna come una integrazione a un articolo”.

Il presidente Ganau ha messo in votazione la richiesta di rimandare in commissione la proposta di legge per esaminare gli emendamenti che è stata respinta dall’Aula. (Eln)

Successivamente il presidente ha invitato il relatore e la Giunta ad esprimere il parere sugli emendamenti: Il relatore Giuseppe Meloni (Pd) ha espresso parere contrario su tutti gli emendamenti mentre, per la Giunta, il vice presidente Raffaele Paci ha annunciato la decisione di rimettersi all’Aula.

E’iniziato quindi il dibattito sull’art.1 e sugli emendamenti.

Il consigliere del Pd Franco Sabatini ha definito il titolo della legge «molto discutibile perché intervenire sulle Province significa intervenire sulla legge istitutiva, invece questa legge istituisce una sola Provincia senza tenere conto delle condizioni in cui versano le altre, per esempio il Sarrabus ha come capoluogo Carbonia pur essendo distante più di 200 chilometri, non ha nessuna relazione col Sulcis ed oltre alla difficoltà per i cittadini non c’è alcuna omogeneità: ecco perché occorre rivedere complessivamente l’organizzazione amministrativa della Regione anzichè lasciar fuori molti territori da ogni progetto di riforma».

Il consigliere di Art.1-Sdp Luca Pizzuto si è detto «favorevole alla Gallura ma se si approvasse la legge così com’è si consumerebbe una profonda ingiustizia contro tutti gli altri territori, per cui ribadisco l’invito tutti ad un maggiore senso di responsabilità anche perché a termini di regolamento il Consiglio può lavorare fino all’ultimo giorno utile per fare una legge utile a tutta la Sardegna».

Il consigliere del Pd Luigi Lotto ha espresso dispiacere per il nervosismo della minoranza, lo sono anche io, ha affermato, «e vorrei dire che poco fa sono uscito utilizzando uno strumento del regolamento, come è accaduto in questa e nelle precedenti legislature ed inoltre annuncio che se non approvo il provvedimento farò in modo che non vada avanti, perché sono convinto che si debbano ascoltare tutti i Sindaci della Sardegna e non solo quelli di un territorio». Ribadisco perciò, ha continuato, «il mio appello non per affossare la legge ma per prenderci qualche giorno di tempo per trovare una soluzione condivisa in modo da spiegare i cambiamenti intervenuti dopo il voto sul referendum costituzionale: la linea secondo la quale oggi si può fare una nuova Provincia e domani si vedrà in base ai rapporti di forza non la condivido».

La consigliera Rossella Pinna, anch’essa del Pd, ha sostenuto che «è sbagliato non far tornare la legge in commissione forse anche sulla spinta di voler andare nei territori a fare campagna elettorale». La Gallura è un territorio ricco con indicatori economici tutti positivi compreso l’aumento demografico, ha aggiunto, «io invece provengo da uno dei territori più poveri d’Italia e chi ha di più dovrebbe mostrare maggiore generosità, almeno la stessa mostrata dal Medio Campidano quando con i suoi consiglieri ha approvato il Mater Olbia». Oggi al contrario, ha concluso, «si vuole portare a casa un risultato senza dare ad altri nemmeno una possibilità e dispiace che questa linea sia stata appoggiata anche dal relatore, mio collega di gruppo che peraltro stimo».

Il consigliere di Art.1-Sdp Eugenio Lai ha definito «un errore il braccio di ferro in corso all’interno del Consiglio, perché la discussione non deve concludersi con la spartizione dei torti e delle ragioni dato che tutti hanno commesso errori; dal centro destra con un referendum senza soluzioni al centro sinistra con la legge di riforma delle autonomie, oggi totalmente superata perché ha detto che le Province devono esistere». Ora però, ha concluso, «bisogna dare spazio al buon senso dando ascolto a tutti i territori della Sardegna ed il relatore ha sbagliato a dichiararsi contrario a tutti gli emendamenti, anche per questo non bisogna smettere di lavorare ad una soluzione condivisa»

Il consigliere Francesco Agus (Campo progressista) ha contestato in apertura l’equazione secondo la quale «all’aumento degli Enti locali corrisponde un aumento dello sviluppo economico, abbiamo già vissuto quella stagione e ne paghiamo ancora gli errori, fermo restando che la maggioranza deve fare la maggioranza e consentire l’approvazione delle leggi mentre l’opposizione fra un altro mestiere». I colleghi Sabatini e Pinna, ha proseguito, «hanno fatto discorsi meritevoli di grande attenzione anche se non credo possano essere risolti con l’istituzione di una Provincia pur ammettendo che, a suo tempo, forse la presenza degli enti intermedi in certi territori aveva garantito quantomeno una quota di spesa pubblica, cosa che oggi è del tutto inimmaginabile». In conclusione, ha detto Agus, «ritengo che alcuni emendamenti siano da ritirare o riportare in commissione ma non si può continuare a lavorare con una opposizione che ha l’appoggio esterno della maggioranza, a questa operazione non sono disponibile».

Successivamente l’Aula ha respinto gli emendamenti n.61 e 60, con una “coda” di dibattito nel quale hanno preso la parola numerosi consiglieri: Sabatini (Pd), Pizzuto (Art.1-Sdp), Lotto, Collu e Pinna (Pd), Lai (Art.1-Sdp), Fasolino e Alessandra Zedda (FI). Gli esponenti della maggioranza hanno insistito negli appelli alla ricerca di una soluzione positiva ribadendo la necessità di allargare il discorso della riforma ad altri territori, mentre l’opposizione ha accusato la maggioranza di fare ostruzionismo a se stessa, dopo essere rimasta in silenzio nei 2 anni trascorsi dalla riforma delle autonomie.

Al termine dello scrutinio dell’emendamento n.59 è stata registrata la mancanza del numero legale e, di conseguenza, il presidente ha sospeso la seduta (per almeno 30 minuti, secondo il regolamento) convocando la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.59 riscontrando nuovamente la mancanza del numero legale.

Il presidente ha quindi riconvocato il Consiglio per mercoledì prossimo 16 gennaio alle ore 11.00. (Af)




Consiglio regionali: incontro dei capigruppo con i borsisti Agris

Cagliari, 9 gennaio 2019 – In tempi molto brevi la Giunta lavorerà ad una soluzione positiva per consentire la stabilizzazione dei borsisti dell’Agenzia Agris (25 unità), rimasti esclusi dalle recenti graduatorie a causa di un problema interpretativo legato al loro contratto di lavoro.

Lo ha annunciato l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu al termine di un incontro dei capigruppo, presieduto dal presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, con una delegazione dei professionisti dell’Agenzia, accompagnati dai rappresentanti sindacali.

La soluzione, ha spiegato l’assessore Spanu, potrebbe arrivare inserendo i ricercatori Agris in una parte della riforma Madia che riguarda in modo specifico gli enti di ricerca. La nostra volontà, ha aggiunto, “è quella di considerare queste figure professionali, al di là della tipologia contrattuale di inquadramento, fra quelle contenute nella legge regionale 37/2016 sulle stabilizzazioni, superando questioni di forma che purtroppo nel tempo sono diventate anche di sostanza”.

Infatti tutto è nato, come hanno ricordato i sindacalisti, quando nel 2009 la legge di stabilità introdusse una drastica riduzione dei cosiddetti contratti Co.co.co inducendo l’Agenzia, per salvaguardare la sua operatività, a trasformare gli stessi contratti in borse di studio. Nei fatti, però, i professionisti continuarono a lavorare come in precedenza a progetti di ricerca finanziati da risorse regionali ed europee regolarmente portati a termine, attraverso attività e modalità del tutto assimilabili al lavoro subordinato.

Conosciamo il valore della vostra professionalità, del vostro lavoro e della vostra esperienza, ha affermato l’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria, presente all’incontro, “e faremo ogni sforzo per arrivare ad una soluzione tecnica soddisfacente”.

(Af)




Caniga, Bancali e La Landrigga: venerdì 11 gennaio si vota per il forum di quartiere

Venerdì 11 gennaio dalle ore 17.30 alle ore 20.30 nel plesso scolastico di Caniga, in via Padre Luca n.1, si voterà per l’elezione del forum di quartiere per la zona di Bancali, Caniga, La Landrigga, Mandra di L’ainu, Caffè Roma, Giaga Manna, Saccheddu, Prato Comunale e Monte Oro. In apertura di assemblea si voterà, per alzata di mano, per il numero di componenti del forum, che possono essere 7 o 9. Si procederà poi alla votazione, i risultati della quale saranno pubblicati sul sito del Comune di Sassari.

L’elezione del forum di quartiere, istituto partecipativo di cittadinanza attiva, arriva in conclusione del percorso di partecipazione nelle borgate portato avanti dall’amministrazione comunale nel mese di dicembre 2018.

«Il forum – spiega il sindaco Nicola Sanna – sarà uno strumento preposto al dialogo e al confronto con l’amministrazione, necessario all’individuazione delle problematiche e allo sviluppo delle idee volte a migliorare la qualità di vita dei quartieri».

—
Rossella Porcheddu
Portavoce del Sindaco
Comune di Sassari



Un anno di attività della Polizia locale

Un anno di attività della Polizia locale

Nel 2019 sono cresciute le attività della Polizia locale del Comune di Sassari in tutti i campi, come polizia giudiziaria, ambientale, edilizia e commerciale; hanno, inoltre, assorbito uno peso significativo le azioni rivolte a rafforzare la sicurezza stradale e ad assicurare l’ordinato svilupparsi della mobilità urbana, sia veicolare che pedonale. Sono solo alcuni degli aspetti emersi dal report annuale presentato stamattina al Comando in via Carlo Felice che fotografa l’attività del Corpo nel 2018: 38 slide che racchiudono i numeri di un anno intenso, durante il quale la Polizia locale è stata impegnata in operazioni di controllo, di prevenzione e di repressione degli illeciti per aumentare la sicurezza dei cittadini e delle cittadine e la sua percezione. All’incontro con la stampa erano presenti il sindaco Nicola Sanna, l’assessore alla Polizia municipale Antonio Piu e il comandante Gianni Serra.

Particolarmente apprezzata ed efficace si è rivelata la campagna di sicurezza stradale “Smartphone Zombie”, così come le azioni di educazione e di sensibilizzazione realizzate nelle scuole, nelle piazze, presso sedi istituzionali e di associazioni che operano nel sociale.

Inoltre, la campagna pedoni sicuri e la lotta alle condotte pregiudizievoli della sicurezza stradale ha permesso di arginare le condotte di guida dissennate, riducendo i fattori di rischio.

Sul fronte della prevenzione e della repressione dei reati, emerge il lavoro straordinario assicurato da nucleo investigativo in borghese e dagli agenti appartenenti ai nuclei specialistici motoveicoli e pronto intervento.

«Gli investimenti compiuti dall’Amministrazione comunale hanno permesso di accrescere e di ammodernare le attrezzature e i dispositivi di lavoro, con il potenziamento del parco mezzi, con l’acquisto di una nuova stazione mobile dotata di tecnologia avanzata, con l’installazione in via sperimentale di telecamere dash-cam sulle auto destinate ai servizi operativi, e di telecamere body-cam sulle divise degli agenti» ha dichiarato il sindaco Nicola Sanna.

«La Polizia locale del Comune di Sassari consolida e rafforza i risultati conseguiti negli ultimi anni, dimostrando un’inclinazione spiccata verso le attività operative, rivolte ad accrescere la sicurezza urbana su tutto il territorio, ma anche la percezione, ovvero il sentimento di sicurezza e legalità nella comunità locale» ha commentato il comandante Gianni Serra.

«Ulteriori investimenti hanno permesso di dotare il nucleo SAPR di un drone di ultima generazione, destinato alle operazioni in scenari critici, di acquistare nuovi motocicli e di potenziare il parco velocipedi» ha aggiunto l’assessore Antonio Piu.

Nel 2019 si è registrato un incremento degli illeciti correlati alle violazioni delle norme del codice della strada, e ciò principalmente per l’incisività e l’efficacia delle campagne di sicurezza stradale rivolte a sensibilizzare, prevenire e reprimere le condotte maggiormente pregiudizievoli della sicurezza della mobilità sia veicolare che pedonale.

Nel campo dell’infortunistica stradale si osserva che in 12 mesi sono stati rilevati 944 sinistri, con una crescita complessiva modesta rispetto al 2018, ma dall’analisi dei dati emerge un calo del 15% dei decessi a dimostrazione dell’efficacia delle azioni di contrasto delle condotte illecite.

Anche nel 2018 la maggior parte dei sinistri si sono registrati lungo le strade del consorzio Predda Niedda, a dimostrazione del sempre più importante carico veicolare che questa rete viaria assorbe. Inoltre, si sono rivelate ancora una volta più insidiose sotto il profilo dell’incidentalità le strade di collegamento tra il perimetro urbano e il sistema viario extraurbano.

Hanno registrato una crescita anche le attività svolte dai nuclei della polizia edilizia, di polizia commerciale, di polizia ambientale, specie quelle specialistiche e che assorbono profili di natura penale.

In materia ambientale sono stati ulteriormente intensificati i controlli rispetto al 2017.

L’elevata professionalità raggiunta dal nucleo di polizia ambientale emerge dal numero delle attività delegate dall’Autorità Giudiziaria, cresciute del 66% e, inoltre, dalla crescita esponenziale delle attività specialistiche rappresentate dalle indagini realizzate col supporto degli aeromobili a pilotaggio remoto e dai rilievi fonometrici tesi a rilevare il valore limite di immissione delle sorgenti inquinanti negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno.

Per accrescere l’attenzione verso il degrado e l’inquinamento provocati dall’abbandono e dal deposito indiscriminato di rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, sono state realizzate cinque campagne informative: 127.000 cittadini ti osservano – La condotta immorale della settimana – I costi della mancata differenziazione – Il viaggio più lungo della mondezza – SUV sulla spiaggia – I cafoni non vanno in vacanza.

«Lo scopo di queste iniziative è stato quello di sensibilizzare la comunità su un fenomeno diffuso: quello degli illeciti ambientali, chiedendo, nel contempo, a ogni cittadino di svolgere il ruolo di sentinella di legalità – ha continuato il comandante Serra -. Il messaggio che si è voluto divulgare è stato anche quello di sottolineare la gravità delle conseguenze, sotto il profilo sia amministrativo sia penale, in cui incorrono i trasgressori».

Nel campo della sicurezza urbana un sempre maggiore e più qualificato impegno si ricava dall’analisi dei dati elaborati dall’ufficio di polizia giudiziaria da cui risaltano le numerose operazioni rivolte alla repressione di reati predatori e le azioni tese ad arginare i reati collocabili nella sfera della microcriminalità.

Nel 2018 la Polizia Locale ha assicurato una vigilanza costante nei parchi pubblici, nei centri Caritas, nel campo nomadi e all’interno dei quartieri che registrano maggiori rischi di attecchimento di fenomeni di disagio e di illegalità.

Stazione mobile, agenti di quartiere, agenti in borghese, unità cinofila, reparto motociclisti, nuclei di pronto intervento e di infortunistica hanno assicurato azioni costanti a tutela della legalità.

Il Comando ha organizzato anche quest’anno numerose campagne educative di sicurezza stradale rivolte agli studenti che frequentano gli istituti scolastici cittadini.

E proprio in tema di sicurezza stradale stamattina è stata riproposta per il 2019 la campagna “Smartphone Zombie”, attraverso un nuovo video elaborato insieme all’attore Alessandro Gazale e al suo staff.

La riproposizione della campagna risponde alla volontà di rafforzare nei pedoni e negli automobilisti la consapevolezza dei rischi correlati all’uso dissennato e senza regole dei cellulari durante la mobilità lungo le strade, a piedi o alla guida di veicoli.

 

Statistica 2018

 

Video Smartphone Zombie.




Alghero, cartelle pazze: stop Step

CARTELLE PAZZE, BRUNO IN UN “CUL DE SAC”. RISCHIO DANNO ERARIALE E ALGHERESI ANCORA PIU’ VESSATI

Come diceva l’antico detto, la Befana tutte le feste si porta via, ma i problemi e le incompiute del Sindaco rimangono tutte.

Sulle cartelle pazze, l’unica novità rispetto al suo fantasioso annuncio di metà dicembre 2018 è che nulla è cambiato

Eppure il Sindaco, sparandola ancora più grossa del solito, aveva promesso ai cittadini algheresi, quale regalo di Natale l’annullamento di tutti gli avvisi di accertamento TARI ed IMU notificati a pioggia ai cittadini algheresi.

Il Sindaco aveva promesso una delibera che avrebbe risolto tutti i problemi, aveva dichiarato in Consiglio Comunale che era tutto a posto, impedendo al consiglio stesso che si affrontasse e magari, grazie alle proposte dell’opposizione, si risolvesse il problema.

Ed invece le solite, oramai patetiche, mistificazioni, i giorni passano, la situazione è sempre più caotica e all’orizzonte non c’è la capacità di risolvere il problema.

Il caos più assoluto, con la STEP che di giorno in giorno palesa sempre di più la sua inappropriatezza, dimostrando, a quanto sembra, non solo di aver l’unico obiettivo di portare a casa un po’ di denari, in totale spregio al principio di equità contributiva, ma anche di non avere una minima conoscenza delle regole e delle leggi.

La STEP sta inviando una lettera (in posta ordinaria, ossia senza alcun valore), datata 14 dicembre, ma recapitata ai contribuenti in questi giorni, una comunicazione con cui fa riferimento ad una inesistente “intervenuta delibera”, di chi non è dato sapere. Delibera che invita a sospendere i pagamenti. Bene, anzi male: vi assicuriamo che detta delibera non esiste.

Se uno poi non volesse (e vi assicuriamo sono in tanti) fidarsi delle promesse del sindaco e presentare un ricorso, avrebbe come primo risultato quello di scatenare il panico fra i poveri impiegati della STEP, che non appaiono in grado di ricevere e gestire un ricorso, che non hanno la modulistica e che, loro malgrado, riescono solo a creare file chilometriche.

E nel frattempo, nonostante la nave sia alla deriva e, nonostante anche in questo caso le   rassicurazioni del sindaco Bruno, non c’è un Assessore alle Finanze che possa prendere in mano la situazione e provare a risolverla.

Insomma il Sindaco anche in questo caso lascerà in eredità agli algheresi le tasche ancora più vuote e il rischio di un danno erariale enorme

Da Forza Italia Alghero era arrivata, già ai primi di dicembre una proposta concreta per rimediare, almeno in parte, al colossale errore politico amministrativo del Sindaco, errore per il quale a piangere sono oggi i cittadini algheresi.

Una proposta volta ad annullare gli atti sbagliati ed emetterli corretti, previo deliberato consiliare che avrebbe dovuto provvedere a sanare tutti gli errori ed impedire a alla STEP di interpretare a suo piacimento e a suo vantaggio leggi e regolamenti.

Nulla di tutto questo è accaduto e adesso il sindaco si è cacciato in un “cul de sac” dal quale sarà difficile uscire, perché da un lato rischia, come detto, un grave danno erariale e dall’altro di mettere mano ai portafogli dei cittadini algheresi, già in difficoltà per la sua politica totalmente distante dalle necessità di creare sviluppo, benessere e lavoro.

Ponga almeno rimedio ad un colossale errore, si sciolga dal contratto con la STEP, per incapacità oramai acclarata e provveda ad reinternalizzare il servizio, Ci creda, le professionalità della Secal esistono e sono valide, basta solo dargli gli strumenti.




Nota bando impianti sportivi

Bruno sospenda subito la gara per l’affidamento degli impianti sportivi

Non c’è mai peggio al peggio con l’Amministrazione Bruno. Dopo aver miseramente fallito il precedente tentativo di dare in concessione gli impianti sportivi comunali, con riverberi anche giudiziari, il Sindaco Bruno, stavolta in tandem con l’Assessora Cavazzuti, ci riprova e non paghi del disastroso risultato a suo tempo ottenuto, con impianti oramai sempre più decadenti e privi di manutenzione, lo strano duo toglie fuori dal cilindro un nuovo capitolato destinato, verosimilmente, ad un ennesimo fallimento.

Le condizioni di affidamento sono ancora più restrittive del bando precedente e le risorse finanziarie che le società sportive dovrebbero reperire per la gestione degli impianti sono talmente elevate da rendere antieconomico qualsiasi tentativo di gestione da parte di associazioni, ricordiamolo, senza fine di lucro.

Oggi alle associazioni che vi vogliano partecipare viene chiesto addirittura di “mettere a norma preventivamente”, a spese loro gli impianti, sostituendosi all’assessorato alle opere pubbliche del comune e, addirittura, di occuparsi dell’eventuale accatastamento dell’immobile.

Scopriamo quindi, evidentemente, che questi impianti sportivi non sono a norma, non rispettano le normative antincendio, pur essendo tutti regolarmente aperti e frequentati, quotidianamente, da centinaia di giovani. Con quali rischi ? Siamo proprio fuori di ogni logica, e davvero questi amministratori sembrano vivere in un altro pianeta. In questi 5 anni i nostri amministratori hanno completamente ignorato lo Sport  ed oggi sembrano davvero dargli il colpo di grazia disperdendo un patrimonio di risorse umane, di amore, che questa collettività davvero non merita. Chiediamo alla coppia Bruno-Cavazzuti di sospendere immediatamente la gara e che quanto prima venga convocato un tavolo di lavoro nel quale siano le associazioni sportive le vere protagoniste delle scelte in materia di sport.




COMUNICATO STAMPA Caserma a pagamento con arretrati La denuncia della FP CGIL Polizia Penitenziaria

Non bastavano le numerose problematiche che attanagliano gli Agenti della Polizia Penitenziaria come: carenza del personale, strutture obsolete e fatiscenti, condizioni lavorative precarie e non in sicurezza dove i poliziotti rischiano quotidianamente la propria pelle, mancata fornitura degli effetti vestiario – adesso afferma il coordinatore regionale della FP CGIL Polizia Penitenziaria Sandro Atzeni – il nuovo anno ha riservato una “amara sorpresa” per tutte le poliziotte e i poliziotti accasermati che, alla luce di una circolare ministeriale, dovranno pagare anche il pernottamento presso le caserme con arretrati, da ottobre 2017, che si attestano sulle 650,00 euro a poliziotto. Da precisare che il personale accasermato è soggetto ed obbligato, ad intervenire in qualsiasi momento, del giorno e della notte, in caso di emergenze connesse ad esigenze che riguardano la sicurezza delle carceri della regione.

Secondo quanto disposto da una circolare emessa il 7 gennaio 2018 dalla Direzione Generale del Personale e delle Risorse dell’Amministrazione Penitenziaria, chi usufruisce della camera in caserma dovrà corrispondere l’onere, cosa che era stata chiarita dal precedente Governo, con il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio del 2018, sancendo che l’utilizzo degli alloggi collettivi di servizio del personale della Polizia Penitenziaria è a titolo gratuito prevedendo stanziamenti ad hoc. La circolare emessa dalla Direzione Generale del DAP sarebbe giustificata da una errata stima delle risorse econominche stanziate con l’ultimo DEF.

Nonostante cambino i Governi e nonostante le promesse in campagna elettorale la politica rimane, ancora una volta, lontana, se non miope, alle problematiche e alle esigenze dei poliziotti penitenziari.

La FP CGIL Nazionale, con nota formale, ha chiesto la sospensione del provvedimento ed un incontro urgente con i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma. Se l’incontro non sortirà gli effetti auspicati la FP CGIL chiamerà in causa il Ministro della Giustizia. Non si escludono forme di protesta.

Cagliari 08 gennaio 2019
Con gentile richiesta di pubblicazione e diffusione




II^ commissione: gestione dei beni culturali, audizioni sulla Pl 424

II^ commissione: gestione dei beni culturali, audizioni sulla Pl 424

Cagliari 8 gennaio 2018. La Seconda commissione, presieduta da Piero Comandini (Pd), si è riunita, nelle ore precedenti l’odierna seduta del Consiglio regionale, per svolgere una serie di audizioni sulla proposta di legge n.424 (Sabatini e più) finalizzata all’istituzione della “Fondazione Sardegna per la gestione dei beni culturali degli istituti e dei  luoghi della cultura”.

Nel parlamentino della Cultura, il rappresentante di Legacoop, Jose Moica, e quello di Confcooperative. Marco Benoni, hanno affermato la loro contrarietà al proposto ente unico regionale per la gestione dei siti archeologici , dei musei e dei luoghi della cultura sarda, lamentando rischi sia per la stabilizzazione del personale attualmente impiegato dalle ditte che si sono aggiudicati gli appalti pubblici, nonché una serie di difficoltà amministrative e procedurali. A favore di un “passaggio agevolato” del personale delle ditte (in gran parte coop) nella eventuale fondazione regionale si è invece espresso Ignazio Marci, in rappresentanza del comitato “Nessuno a Casa” che raggruppa un numero consistente di lavoratori che lamentano da tempo ritardi nei pagamenti delle retribuzioni e una sostanziale incertezza lavorativa, derivante dal cattivo funzionamento del sistema di gestione dei siti e dei beni museali e archeologici.

A sostegno del provvedimento si sono espressi anche, seppur con differenti sottolineature critiche,  il presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini (Pd), il consigliere del Misto, Angelo Carta, e del Pd, Rossella Pinna e Mario Tendas.