Todde: “In Sardegna in sono calpestati i diritti di base delle persone”

“È sempre emozionante incontrare i nostri giovani, ragazze e ragazzi, che hanno a cuore il presente e il futuro della Sardegna. Sono rimasta estremamente colpita dall’appello pubblicato su L’Unione Sarda da un giovane che con coraggio ha denunciato l’impossibilità da parte di tante e tanti fuori sede di rientrare in Sardegna per votare. Come ho ripetuto in questi mesi da nord a sud dell’Isola, c’è un minimo comune denominatore alla base di ogni tema che abbiamo trattato: in Sardegna in questi 5 anni sono stati calpestati i diritti di base delle persone. Quello alla mobilità è uno di questi, il diritto di poter tornare a casa, di potersi spostare liberamente all’interno del nostro territorio, che di conseguenza porta via con sé, in questo caso, anche il diritto al voto. È così che si alimenta l’isolamento e lo spopolamento della Sardegna. Dobbiamo intervenire subito con politiche serie sui trasporti perché i collegamenti sono di vitale importanza, non solo per scoprire il mondo, ma anche per studiare, per la salute, per fare impresa e creare sviluppo. Non possiamo vedere i prezzi lievitare ad ogni festività impedendo alle persone di spostarsi perché pagare un biglietto aereo è un lusso che la maggior parte di loro non si può permettere, non dobbiamo accettare che i sardi continuino a restare prigionieri nella propria terra. Non è una situazione più tollerabile, dobbiamo ribellarci a questo. Per questo vogliamo cambiare tutto. Per questo il 25 febbraio è indispensabile andare a votare con tutta la convinzione possibile.




PAOLO TRUZZU HA INCONTRATO LA UIL

“Il dialogo con la componente sindacale è fondamentale per un buon governo regionale. Come il dialogo con gli amministratori locali e coi portatori di interesse. Perciò, dopo una campagna elettorale all’insegna dell’ascolto, il mio impegno sarà quello di avviare un rapporto costante coi corpi intermedi”. Così Paolo Truzzu durante l’incontro di questo pomeriggio, nella sede della Uil, con il segretario regionale Francesca Ticca e i suoi dirigenti, che segue quello con la Cisl di alcuni giorni fa.

Truzzu, sollecitato dagli interventi dei dirigenti sindacali, ha illustrato alcuni punti del suo programma: “Voglio realizzare, insieme alle comunità e ai loro amministratori, una ‘Carta dei luoghi’ per disegnare il futuro della Sardegna, secondo le vocazioni dei territori. Intese di programma che rappresenteranno un patto forte della Regione con ciascuna comunità: obiettivi precisi, risultati attesi, risorse chiare, con una robusta comunione di intenti. In tema di energia, servirà un’Agenzia regionale per gestire le fonti primarie, così da governarle nell’interesse dei sardi. Soprattutto, avendo come obiettivo l’abbattimento del costo energetico per le famiglie sarde. Penso ad un comitato di ‘saggi’ per rivedere il Ppr, che tanti problemi ha creato alle Amministrazioni locali e ai cittadini. In campo sanitario, punterò sul potenziamento della medicina territoriale con il riordino della rete, soprattutto nelle zone più periferiche e disagiate, incrementando il sistema di prevenzione. Spendere bene subito per risparmiare dopo. Studieremo un apposito ‘Piano Anziani’, che preveda una completa assistenza sociosanitaria e favoriremo una legge sull’invecchiamento attivo”.

“Per quanto riguarda i trasporti, oltre all’obiettivo del miglioramento della mobilità interna e delle infrastrutture, sulla Continuità territoriale coinvolgeremo il  Governo nazionale per presentarci in Europa con maggiore potere contrattuale. Vogliamo l’applicazione della risoluzione del Parlamento europeo che riconosce maggiori tutele alle isole e l’inserimento della Sardegna all’interno di una normativa specifica in materia di trasporti aerei e marittimi. Penso anche alla defiscalizzazione dei costi di gestione sostenuti dalle compagnie e all’azzeramento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e aeroportuale”.

Nei prossimi giorni, Truzzu incontrerà la Cgil e l’Ugl.




Verso le Elezioni Regionali 2024 in Sardegna: Tendenze e Predizioni

Le ultime rilevazioni di BiDiMedia tracciano il panorama politico sardo alla vigilia delle elezioni regionali.

DI Fausto Farinelli

Un recente studio condotto da BiDiMedia ha gettato luce sulle inclinazioni politiche degli elettori sardi in vista delle imminenti elezioni regionali del 2024. I risultati del sondaggio indicano una prevalenza del centrodestra, con Paolo Truzzu in testa come candidato presidente. Tra i candidati, Alessandra Todde emerge per la notevole fiducia ricevuta dagli elettori, posizionandosi come una figura di spicco in questo contesto elettorale.

Le liste elettorali delineano uno scenario di competizione accesa, evidenziando un’alta percentuale di cittadini ancora indecisi su chi appoggiare. Questo elemento sottolinea l’importanza per i candidati e i loro team di concentrare gli sforzi comunicativi verso questo segmento di elettorato, con l’obiettivo di inclinare la bilancia a proprio favore.

La metodologia impiegata per la raccolta dati, che combina approcci CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e CATI/CAWI (Computer Assisted Telephone Interviewing), garantisce la precisione dei risultati ottenuti. Questo conferma il prestigio di BiDiMedia nel campo dell’analisi politica e sondaggistica, offrendo una fotografia attendibile delle correnti di pensiero tra gli elettori.

Un aspetto significativo emerso dal sondaggio è l’alta percentuale di persone inclini al “non voto”, oltre a una considerevole fetta di indecisi. Questi dati suggeriscono che la battaglia per la conquista dell’elettorato è tutt’altro che conclusa, e che le strategie comunicative dei candidati dovranno essere particolarmente mirate e efficaci per mobilitare queste porzioni dell’elettorato.




Ettore Licheri Contro le Promesse Elettorali Non Mantenute e Critica Paolo Truzzu

Il senatore del M5S prende posizione contro la campagna elettorale di destra in Sardegna.

Il senatore M5S Ettore Licheri esprime una forte critica verso le promesse elettorali dei ministri in visita in Sardegna e prende nettamente posizione contro il candidato di centro-destra Paolo Truzzu, sottolineando la necessità di un cambio di rotta nella governance dell’isola.

Ettore Licheri, senatore del Movimento 5 Stelle, si fa portavoce di una critica incisiva nei confronti della recente ondata di promesse elettorali fatte da esponenti del governo nazionale in visita in Sardegna, tra cui Matteo Salvini, Adolfo Urso e Giuseppe Valditara. Nella sua nota, Licheri si rivolge direttamente ai cittadini sardi, evidenziando come queste promesse spesso rimangano inevasi e non si traducano in azioni concrete per il bene dell’isola.

Contrariamente a quanto erroneamente riportato in precedenza, Licheri critica apertamente Paolo Truzzu descrivendolo come un candidato che evita il confronto e non vuole assumersi le proprie responsabilità. La presa di posizione di Licheri è chiara: “Non permettiamo alla destra di continuare a fare il male dei sardi e della Sardegna,” sottolineando così la sua opposizione a un governo regionale di centro-destra guidato da figure come Truzzu, che secondo lui non sarebbero adeguatamente rappresentative né rispondenti alle reali necessità della popolazione sarda.

Il senatore punta dunque il dito contro la campagna elettorale di centro-destra, accusandola di offrire promesse vuote e di non essere in grado di affrontare i problemi strutturali che affliggono la Sardegna, a partire dalla sanità pubblica fino ai trasporti. Licheri invoca un modello di sanità “no profit e laica per tutte e per tutti,” richiamando le parole del compianto Gino Strada come esempio da seguire.

Questa forte critica rientra in un contesto elettorale particolarmente acceso, in cui il Movimento 5 Stelle si posiziona come forza di opposizione alle politiche proposte dal centro-destra, proponendosi come alternativa in grado di guidare la Sardegna verso un futuro più equo e sostenibile.

La chiamata di Licheri ai suoi concittadini è quindi un invito a riflettere sulle promesse elettorali e a valutare con attenzione le proposte politiche in campo, per scegliere una governance che sia veramente al servizio della comunità sarda.




Truzzu nel Nuorese: la Sardegna deve ripartire dai territori.

Dopo l’evento di ieri a Nuoro, realizzato insieme ai rappresentanti della coalizione che lo sostiene, questa mattina, Paolo Truzzu ha proseguito in Barbagia il suo giro elettorale, incontrando i sindaci di Fonni, Desulo, Belví, Aritzo e Meana Sardo.

“Ho raccolto l’esigenza manifestata da queste comunità di essere ascoltati, di poter rivendicare alcuni diritti nei confronti dell’Istituzione regionale. Questi incontri stanno fortificato la mia scelta di realizzare una campagna dedicata all’ascolto, in mezzo alla gente, alle attività produttive, agli amministratori”.

“La Sardegna deve ripartire dai territori, riscoprendo l’identità e la vocazione di ciascuno. Perciò, insieme agli amministratori locali voglio disegnare il futuro della Sardegna, realizzando una ‘Carta dei Luoghi’ che valorizzi le specificità. L’Isola al suo interno possiede un’infinita ricchezza di diversità e rappresenta un luogo plurale, ricco di cultura. Serve una politica che, come le mani sapienti delle tessitrici, riannodi i fili delle comunità, della loro storia e delle loro tradizioni. Intese di programma, territorio per territorio, comporranno una ‘Carta’ condivisa. Sarà un patto forte della Regione con ciascuna realtà, che oltre alla declinazione di obiettivi, risultati attesi, risorse per realizzarlo, contenga quella indispensabile spinta di determinazione, comunione di intenti, passione civica e forte orientamento ai risultati, che solo una ‘coscienza di luogo’, un’attenzione alla cura e al rispetto del nostro territorio ci può dare, al di là della formalità dei rapporti istituzionali”.

“Questi territori dell’interno soffrono di carenze ormai pluridecennali. Sanità, trasporti e lavoro sono le condizioni base per frenare lo spopolamento e creare opportunità di sviluppo. Dobbiamo consolidare la mobilità interna, predisponendo un nuovo Piano regionale dei Trasporti e pianificando una serie di lavori per migliorare la rete viaria. In campo sanitario, vogliamo potenziare e organizzare la medicina territoriale con il riordino della rete, soprattutto nelle zone più periferiche e disagiate, incrementando il sistema di prevenzione. Spendere bene subito per risparmiare dopo. Lo sviluppo della cosiddetta
medicina di prossimità, con la presa in carico a domicilio dei pazienti cronici, comporta nel tempo grandi risparmi ospedalieri oltre a consentire la vivibilità anche nei piccoli centri”.

“Infine, dobbiamo valorizzare la nostra montagna, rilanciando il turismo montano con progetti che sfruttino le bellezze ambientali di questo territorio. Una ripresa delle attività produttive in una terra ricca di tradizioni e di eccellenze anche nel settore agroalimentare, favorendo l’imprenditoria locale. Per esempio, con aziende agricole che custodiscano la cultura rurale, una rete escursionista per il turismo attivo e servizi turistici adeguati”.




BENI CULTURALI, SORU: PATRIMONIO STORICO E ARCHEOLOGICO DELLA SARDEGNA È UNA MINIERA DI LAVORO.

Cagliari, 4 febbraio 2024. «La valorizzazione dei beni culturali della Sardegna ha ricadute economiche e occupazionali importanti. Penso a un’agenzia regionale del patrimonio culturale che stabilizzi tutti i lavoratori dei siti archeologici». L’ha detto il candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru nell’intervento che ha chiuso l’incontro dedicato a “Politiche e gestioni per i beni culturali della Sardegna”, ospitato nella sala del palazzo CIS di Cagliari.

Coordinato da Antonello Gregorini, l’incontro ha riunito operatori, studiosi e semplici appassionati per fare il punto sulle opportunità legate all’immenso patrimonio archeologico, storico e culturale dell’isola e illustrare anche le esperienze di divulgazione e narrazione portate avanti in questi anni. «Lo Statuto del 1948 non ci ha dato competenza piena sui beni culturali come invece ha ottenuto la Sicilia – ha ricordato Soru – e dobbiamo riconoscere che, in tutti questi decenni, i tanti siti archeologici sardi non sono stati studiati e valorizzati come avrebbero meritato dalle Soprintendenze ministeriali. Al punto che, nelle carte che riassumono la storia del mondo, i nuraghi dovrebbero apparire prima delle piramidi e invece non ci sono.»

«Questa storia dimenticata – ha proseguito il candidato – che ha una dignità importante nella storia dell’uomo e ha una presenza diffusa quasi in ogni campagna della Sardegna è una grande risorsa. Può avere delle ricadute sulla miglior comprensione di chi siamo e quindi della nostra storia, ma anche una grande ricaduta economica e lavorativa in un mondo in cui il turismo continua a crescere e che oggi è fatto da viaggiatori, esploratori che viaggiano spesso in cerca di esperienze paesaggi, cibo e culture diverse.»

«Qualcosa è stato realizzato – ha detto Soru -. Abbiamo Barumini riconosciuta tra i beni Unesco, ma rimane tantissimo da fare. Avevamo immaginato una rete dei beni culturali della Sardegna, un sistema anche con una identità visiva che aiutasse il visitare a capire il contesto storico e dove ogni sito fosse un punto d’accesso ideale, però è stato stravolto o realizzato in maniera episodica. Abbiamo due fondazioni molto attive a Barumini e Cabras grazie ai Giganti, ma gli altri siti sono gestiti da singole cooperative, a volte in maniera troppo precaria e senza protezione sociale per i lavoratori.»

«Con un’agenzia regionale del patrimonio culturale – ha proposto il leader della Coalizione sarda – possiamo prendere in mano la gestione dei siti e stabilizzare chi ci lavora, formare nuovo personale, aprire scuole di restauro e dare un’identità e una narrazione unitaria al nostro patrimonio. Serve una norma di attuazione dello Statuto che definisca le competenze, anche primarie, con lo Stato e ci consenta di gestire meglio e in modo coordinato i luoghi culturali.»

«La transizione digitale porterà grandi occasioni di lavoro e di innovazione – ha ricordato ancora -. Possiamo digitalizzare gli archivi cartacei e tutti i reperti archeologici catalogati e oggi lasciati nei magazzini. Mettere tutto a disposizione come grande occasione di studio e conoscenza, promozione e occupazione. È la realizzazione di un grande patrimonio digitale che sarà per sempre.»

«E da quest’operazione – ha concluso Renato Soru – può nascere un Betile digitale. Vent’anni fa immaginammo questo grande museo sul lungomare di Cagliari, oggi lo possiamo fare online, con tutti i reperti della storia della Sardegna presenti grazie ai loro «gemelli digitali» a portata di mano di ogni smartphone e di ogni computer nel mondo e per sempre. Sarebbe la prima esperienza al mondo.»

AGENDA ELETTORALE 5 FEBBRAIO.
Ecco gli appuntamenti di domani, lunedì 5 febbraio, del candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru:
– ore 10.30, confronto coi candidati presidente organizzato da Confagricoltura, Caesar’s hotel, via Darwin 2/4, Cagliari;
– ore 16.00, incontro coi cittadini «La Sardegna di oggi e del futuro», sala consiliare, via Roma 95, Lanusei;
– ore 18.00, incontro coi cittadini «La Sardegna di oggi e del futuro», teatro San Francesco, piazza fra Locci, Tortolì.




Lunedì 5 e martedì 6 febbraio, Paolo Truzzu sarà presente ad alcuni incontri che vedranno protagonista il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, accompagnato dal sottosegretario Fausta Bergamotto.

Lunedì, alle 15.30, a Portoscuso, nella sala del Consorzio Industriale, coi rappresentanti delle sigle sindacali e gli operai sulle vertenze di crisi Euroallaumina, Portovesme e Sideralloyds.
Poi, alle 17.30, a Cagliari, nella sala della Camera di Commercio, sul tema “Industria 5. 0”.

Infine, martedì, alle 9, a Macchiareddu, il Ministro incontrerà la Rsu Sanac e i dipendenti nel piazzale della fabbrica.




Nella giornata di ieri, Paolo Truzzu, dopo aver incontrato gli amministratori di Arborea e Terralba, ha visitato alcune aziende del settore agroalimentare del territorio, chiudendo la mattinata coi pescatori di Marceddí.

“Nell’Oristanese sono presenti diverse eccellenze imprenditoriali di grande tradizione. Compito della politica regionale è anche quello di ascoltare le loro istanze, seppure nel rispetto dei ruoli, e agevolare i territori a sviluppare progetti secondo le loro vocazioni. Grazie anche ad una programmazione puntuale e scrupolosa delle risorse, che spesso restano in cassa per mancanza di progetti. Nella mia visione di amministrazione, il ruolo della Regione è decisivo nell’accompagnare i territori nella loro crescita socioeconomica”.

Di pomeriggio, a Morgongiori, Truzzu ha incontrato alcuni sindaci dei Comuni che fanno parte del Parco Monte Arci: “Dopo troppi anni di attesa, la Regione deve agevolare la definitiva nascita del Parco in una zona ricca di bellezze ambientali, archeologiche e culturali. La Sardegna è certamente nota in tutto il mondo per il suo splendido mare, ma è arrivato il momento di promuovere in maniera decisa la sua montagna e le sue zone interne, caratterizzate da risorse naturali finora poco considerate e conosciute. Valorizzando i territori vogliamo creare le condizioni affinché i nostri giovani non abbandonino la nostra Isola, ponendo un freno allo spopolamento che rischia di impoverirci sempre più. Anche in questo territorio ho trovato piccole realtà con grandi potenzialità. Sono convinto che anche le piccole Amministrazioni affiancate dalla Regione possano contribuire al rinascimento sardo”.




SISTEMA REGIONE, SORU INCONTRA DIPENDENTI: MACCHINA REGIONALE DA ADEGUARE AI TEMPI, ANCHE CON NUOVI CONCORSI.

Cagliari, 2 febbraio 2024. «La macchina regionale è bloccata: l’organizzazione, gli strumenti materiali e digitali, la situazione del personale sono rimasti indietro. È urgente rimetterla al passo coi tempi. Servono concorsi, dare stimoli a chi ci lavora e avvicinare l’amministrazione al cittadino». L’ha detto il candidato della Coalizione sarda Renato Soru nell’intervento che ha chiuso l’incontro coi dipendenti del sistema Regione, oggi pomeriggio a Cagliari.

Coordinato da Antonio Ara, l’incontro ha dato voce a lavoratori, funzionari e dirigenti che hanno fatto il punto della situazione sulla macchina regionale, illustrato cosa funziona, cosa non funziona e quali urgenze ci sono. «È un incontro emozionante. Dalle vostre parole emerge però il vuoto che si trova a vivere l’amministrazione regionale – ha detto Soru alla platea -. Un vuoto che è di progettualità e di organizzazione. Ci sono impegno, buona volontà, talenti e competenze nei dipendenti, ma anche frustrazioni, poca motivazione e fastidio verso la pervasività della politica.»

«Abbiamo – ha continuato il candidato – dodici assessorati figli di un’altra epoca, rigidi e intoccabili, un’organizzazione ministeriale che non permette flessibilità o la creazione di strutture per progetti ed emergenze che invece sono ormai utilizzate a livello nazionale. Quindi il primo passo è fare la legge statutaria e poi rimettere mano alla legge 1, quella sull’organizzazione: bisogna cancellare le stratificazioni, soprattutto quelle di questi anni, grazie alle norme intruse nelle leggi di bilancio. E dopo queste, occorre aggiornare la legge 31, quella sul personale della Regione. Non solo, bisogna rimettere mano agli aspetti contrattuali: il contratto è fermo al 2001, non tiene conto di tanti aspetti del lavoro di oggi.»

«Anche gli strumenti digitali non sono in linea coi tempi – ha detto il leader della Coalizione sarda -. Il sito della Regione è tornato indietro: fino a pochi mesi fa era ancora quello del 2007, in quello nuovo non si trova nulla e le delibere non vengono più pubblicate. E il sistema dei siti tematici, che tanto apprezzamento aveva riscosso negli anni, è stato abbandonato. Non esiste più l’intranet regionale che aiutava il lavoratore a tenere traccia del suo ruolino. Insomma, c’è stata una grossa spesa nell’informatica, ma non si sa per cosa sia stata usata.»

Soffermandosi poi sulla necessità di inserire nuove risorse nell’amministrazione, Soru ha detto: «Ho visto gli ultimi concorsi che sono stati fatti, con i quiz simili a quelli usati nell’università. È un sistema troppo simile a una lotteria, influenzato da troppi fattori casuali. Penso che i concorsi debbano essere pensati in maniera vocata a prendere le migliori competenze e le persone più adatte al servizio pubblico. E anche le migliori competenze per le singole necessità. Servono poi dirigenti, capaci di creare un clima di lavoro che favorisca la produttività e un migliore servizio ai cittadini.»

«La pubblica amministrazione non può essere solo quella che verifica, controlla, sanziona, come troppo spesso è ridotta oggi con interi assessorati bloccati dalle rendicontazioni dei contributi regionali. Ma serve – ha concluso Renato Soru – una Regione dove si lavora bene, in armonia, che accoglie e ha un ruolo di consulenza e accompagnamento per far crescere gli altri. Questo dovrebbe essere il fondamento rivoluzionario della pubblica amministrazione.»




Confronto tra candidati in Confcommercio, Telese non adatto a condurre il dibattito

Di Fausto Farinelli

Cagliari – Il dibattito organizzato dalla Confcommercio Sardegna per la presidenza della Regione ha sollevato polemiche non solo per la composizione dei partecipanti ma anche per la conduzione del confronto. Previsto come un’occasione di dialogo tra i candidati, l’evento ha visto un’esclusiva partecipazione di Renato Soru e Alessandra Todde, con l’assenza notata di Paolo Truzzu, il quale, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non ha rinunciato ma era pronto a intervenire. Truzzu, infatti, – da una nota ufficiale diffusa dal suo ufficio stampa – era fermo in auto per mantenere una connessione stabile, aspettando una chiamata che non è mai arrivata dal moderatore Luca Telese, a dispetto dell’accordo con gli organizzatori per un collegamento video alle 15. Alle 15: 30 Truzzu ha proseguito per mantenere fede ai suoi impegni presi in precedenza.

La discussione si è concentrata su temi quali turismo, commercio e digitalizzazione, con Soru e Todde che hanno proposto iniziative per promuovere l’isola e sostenere le piccole imprese. La scelta di Luca Telese, noto per le sue posizioni politiche a sinistra e per precedenti mancanze di professionalità, come dimostrato dalle sue assenze ingiustificate a impegni prefissati, solleva dubbi sulla sua capacità di garantire un dibattito equo e imparziale.

La presenza di un moderatore percepito come parziale mette in discussione la credibilità dell’intero evento, sviando l’attenzione dalle questioni chiave a favore di controversie che riguardano la conduzione del dibattito stesso. In un contesto elettorale, dove la trasparenza e l’imparzialità sono fondamentali, è essenziale affidare la moderazione a figure che possano assicurare un confronto equilibrato e libero da pregiudizi.

Il caso di Truzzu, pronto per contribuire al dibattito e mai coinvolto, evidenzia ulteriormente la problematica gestione dell’evento, dimostrando come la mancata comunicazione e la scelta di un moderatore controverso possano influenzare negativamente la percezione pubblica di un dibattito politico. Questo episodio sottolinea l’importanza di selezionare con cura chi è chiamato a guidare il dialogo, per garantire che ogni confronto elettorale rimanga uno spazio di discussione aperta, equa e costruttiva.

Visto e considerato che fare domande è anche il mio lavoro, ne pongo almeno 3 a lettore:

  1. Quanto influisce la scelta di un moderatore dichiaratamente di parte sull’equità e la percezione di un dibattito pubblico?
  2. Credi che l’esclusione di candidati da un confronto pre-elettorale possa compromettere la completezza e la rappresentatività del dibattito?
  3. Quali criteri dovrebbero essere adottati per garantire la selezione di moderatori imparziali e assicurare dibattiti equi e trasparenti?