Sardegna, Regionali 2024, Italia Viva sostegno a Soru

Italia Viva: «Sosteniamo Soru, inaccettabili la destra sovranista e la sinistra populista»

Arriva il sostegno ufficiale del partito di Renzi al fondatore di Tiscali, un comunicato a firma della presidente regionale Claudia Medda

In merito alle prossime elezioni regionali Italia

Viva ha sempre guardato con interesse alla proposta politica, civica e sardista, portata avanti in questi mesi da Renato Soru.

Ci accomunano idee, programmi e prospettive di sviluppo per una regione sempre più moderna, inclusiva e vicina ai suoi abitanti.

Riteniamo inaccettabili le offerte politiche della destra sovranista e della sinistra massimalista

e populista.

Per questo esprimiamo il nostro sostegno alla candidatura a Presidente della regione di

Renato Soru.




Sardegna, Ettore Licheri (M5S): “Soru è il principale alleato della destra, il suo unico obiettivo è far perdere Todde”

“In Sardegna siamo al paradosso più totale. Diversi partiti, soliti vantarsi di orbitare nel campo del centrosinistra, si sono accordati con forze di centrodestra pur di evitare la raccolta delle firme necessarie per poter competere alle elezioni regionali del prossimo 25 febbraio. Infatti, le liste che appoggiano la variopinta coalizione di Renato Soru – Rifondazione Comunista, Azione, Liberu, + Europa, Vota Sardigna – hanno deciso di siglare, all’oscuro dei loro elettori, accordi tecnici con sardisti, riformatori, grande centro e UDC evitando quindi la faticaccia di raccogliere le firme. Trovo sconcertante che tutte le liste che appoggiano Soru potranno partecipare alle elezioni grazie a esponenti del centrodestra. È evidente, dopo aver letto sulla stampa chi ha sottoscritto le adesioni tecniche, che Soru è il principale alleato della destra. E’ evidente che il suo unico obiettivo, insieme a Calenda, è quello di favorire la destra per provare in tutti i modi a far perdere Alessandra Todde. Renato Soru, avendo capito di non giocare per vincere ma solo per partecipare, si è levato la maglia da titolare per indossare direttamente quella dell’avversario. Ma i sardi non hanno l’anello al naso e sanno bene che gioco sta facendo”, dichiara in una nota il senatore del M5S Ettore Licheri




L’Incertezza Domina il Sentimento Italiano nel 2024: Tra Politica e Sfide Sociali

Un nuovo sondaggio rivela l’ansia degli italiani di fronte al futuro incerto e la crescente polarizzazione politica.

14 Gen. 2024 – Nel cuore dell’Italia del 2024, un sentimento di incertezza e preoccupazione si è diffuso tra i cittadini. Secondo recenti dati di Euromedia Research – attraverso un articolo di Alessandra Ghisleri su” la stampa ” – l’incertezza emerge come l’emozione predominante per il 27,7% degli italiani intervistati, mentre l’ottimismo e la fiducia cedono il passo al dubbio, registrando un calo al 13,7%. In questo clima di incertezza, un italiano su tre si dichiara smarrito e ansioso riguardo al futuro.

La natura umana, tendente alla ricerca di sicurezza e controllo, si scontra con una realtà di sfide impreviste e decisioni difficili. Il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico mostrano i livelli più alti di inquietudine tra i loro elettori, rispettivamente al 37,4% e al 35,2%. Al contrario, la generazione Z sembra più focalizzata sull’attesa, vedendo l’incertezza non come un ostacolo ma come un’opportunità di crescita personale.

L’indagine evidenzia anche un aumento del pessimismo (47,5%), alimentato da problemi concreti come l’inflazione, l’aumento dei prezzi, la sanità e le tasse elevate. Queste preoccupazioni si traducono in una paura diffusa verso il disordine e la confusione legati a situazioni imprevedibili.

Sul fronte politico, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ottiene un giudizio positivo dal 37,1% degli intervistati, mentre il 53,2% si esprime negativamente. Tuttavia, escludendo gli indecisi e i non votanti, il sostegno a Meloni sale al 44,4% contro il 50,3% di detrattori. Si stima che tra i 19 e i 21 milioni di italiani siano riluttanti ad esprimere una preferenza politica, prospettando un’affluenza inferiore ai 30 milioni, in linea con le elezioni Europee del 2019.

Il confronto politico tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein potrebbe giocare un ruolo chiave nel delineare le scelte degli elettori. Il 56,1% degli italiani si dichiara interessato a seguire l’evento, con un particolare coinvolgimento tra i giovani e gli over 65. Meloni avrà l’opportunità di difendere il suo operato e i successi del suo governo, mentre Schlein potrà dimostrare la sua leadership e la sua empatia, ancora poco evidente.

Entrambe si preparano a candidarsi alle elezioni europee, con l’obiettivo di raccogliere il maggior numero di preferenze per i loro partiti. Queste elezioni potrebbero essere decisive, essendo le ultime nazionali per i prossimi tre anni e mezzo.




Verso l’Unità nel Centro-Destra: Riflettori su Quartu Sant’Elena: Zedda, Conoci e Truzzu.

Appelli di Truzzu e Conoci a Quartu Sant’Elene: la politica sarda punta all’unità in vista delle regionali.

di Fausto Farinelli – direttore editoriale di Sardegna Press

Cagliari, 13 Gen. 2024 – In un momento cruciale per il panorama politico sardo, Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari, si è presentato agli elettori durante la manifestazione “C’è del buono in questo mondo” a Quartu Sant’Elena. L’evento ha visto la partecipazione di diversi esponenti di rilievo dei partiti della coalizione di centro-destra tra cui Forza Italia rimasta “neutra” fino a ieri. Assenti i rappresentanti di Lega e Sardisti.

Presenti Il Sindaco di Alghero Mario Conoci in compagnia con altri sindaci della sardegna, Alessandro Cocco, assessore al turismo e Marco Di Gangi coordinatore cittadino di FDI, Emilio Floris storico esponente di Forza Italia e tanti altri protagonisti della politica Sarda del centro destra. Alessandra Zedda, deputata di Fratelli d’Italia (FDI) e coordinatrice regionale, ha espresso un messaggio significativo, dicendo:

“la politica di buoni propositi con il centro-destra, con tutta la coalizione, senza simboli, uniti, sempre e comunque. Per chi come me e tanti altri in questa sala siamo dei fanatici di Tolkien, sappiamo bene che il capitolo della Compagnia dell’Anello si chiude con Gandalf che fa il quadro sulla Compagnia. E io, pensando a quel quadro, voglio fare un appello a Lega e al Partito Stato d’Azione. Della Compagnia ne fate parte anche voi. Il nostro obiettivo è chiaro, uno, unico, che è vincere le regionali per il bene dei Sardi e della Sardegna. Fate parte della Compagnia, vi aspettiamo, le porte sono aperte, noi siamo qui.”

Mario Conoci, nel suo discorso, ha sottolineato la responsabilità del governare, affermando:

“governare vuol dire anche affrontare le difficoltà, metterci la faccia, avere la capacità di superare le difficoltà per arrivare ai risultati e noi sappiamo che annunciare le cose senza puoi farle ti porta a perdere la credibilità e a perdere la fiducia dei cittadini, noi abbiamo, penso, un dovere grandissimo ovvero quello di trasformare le cose che diciamo, le cose che programmiamo, le cose che ideiamo in incontri come questo, poi in realizzazioni concrete e noi abbiamo la capacità di farlo con unità che sicuramente nel centro-destra esiste e è giunta l’ora di abbandonare queste conflittualità che sono anche fisiologiche in politica, perché il confronto che poi porta a un risultato positivo è sempre auspicabile, però poi alla fine ci si ritrova, non ci si divide e io penso che questo sia il valore che noi dobbiamo avere.”

L’intervento di Paolo Truzzu, durato circa venti minuti, ha chiuso la mattinata, dopo quelli dei rappresentanti delle liste che hanno deciso di appoggiare la sua candidatura.

Partendo dal titolo dell’evento, una citazione del libro “Il Signore degli Anelli” di Tolkien (”C’è del buono in questo mondo: è giusto combattere per questo”), Truzzu ha sottolineato come in questa frase ci sia

«il significato delle nostre vite, del nostro impegno e delle nostre gioie. Le nostre decisioni hanno un unico fine: il tentativo di migliorare la nostra comunità. Il mondo che abbiamo ereditato dai nostri genitori e che noi vogliamo lasciare migliore ai nostri figli».

Truzzu, in questo appuntamento, ha scelto di non approfondire i temi del programma della coalizione, ma di concentrarsi sulla visione complessiva del ‘fare politica’:

«I programmi sono importanti ma serve anche un’idea complessiva della nostra comunità. Oggi non parlerò di programmi perché non mi voglio unire al nutrito coro di chi, soprattutto in questi giorni e in queste settimane, mostra la bacchetta magica e soluzioni salvifiche. Preferisco invece partire dall’ascolto dei territori e delle comunità: la politica è ascoltare tutti, anche chi la pensa diversamente, fare una sintesi, scegliere e agire. Scelte che devono essere fatte pensando al futuro della Sardegna, senza fare calcoli sul consenso, facendo a volte anche scelte impopolari ma che riteniamo giuste. E partirò dai sindaci, che sono i portatori degli interessi dei territori e che incontrerò e ascolterò in gran numero durante il mio giro elettorale».

«Il nostro obiettivo – ha aggiunto Truzzu – non è quello di battere le sinistre, ci interessa governare coi sardi per il bene dei sardi. Abbiamo davanti scelte coraggiose, da prendere tutti insieme, per il futuro della nostra isola, che necessitano di condivisione, anche al di là di idee e schieramenti politici».

Truzzu ha più volte richiamato il concetto di comunità, soprattutto parlando parlando della visione che guiderà questa campagna elettorale:

«La mia e la nostra idea è quella di comunicare che in Sardegna si può vivere, si può mettere su una famiglia, si può far studiare i propri figli, si può creare un’impresa, si può avviare una professione, si può invecchiare con serenità. Il nostro compito come classe politica è questo, semplicemente: mettere tutti i sardi nelle condizioni di vivere».

In conclusione, un appello all’unità della coalizione di centrodestra, rivolto a Lega e Partito Sardo d’Azione:

«Il vostro posto è qui, non c’è nessun altro posto in cui potreste stare meglio. Abbiamo una storia comune, abbiamo fatto politica assieme in questi anni, vogliamo continuare a farla. State al nostro fianco. Se proprio avete un dubbio, scioglietelo subito per rispetto verso gli elettori, verso i Sardi e verso la Sardegna. Il continuo tira e molla non aiuta nessuno e non è percepito in maniera positiva da chi guarda la politica. La politica in generale, e soprattutto chi ricopre incarichi istituzionali, deve dare l’esempio perché c’è qualcosa di più importante dell’interesse del singolo».




SORU INVITA ALESSANDRA TODDE A UN CONFRONTO PUBBLICO: METTIAMO DA PARTE L’IO E TROVIAMO UNA PERSONA CHE CI RAPPRESENTI TUTTI.

Nuoro, 11 gennaio 2024. «Io sono per l’unità: un progetto per la Sardegna vale più di progetto per me stesso. Per questo, invito Alessandra Todde, in qualunque momento da domani in poi, a fare un confronto pubblico su chi vuole l’unità e chi non la vuole, su qual è il suo progetto per la Sardegna e quale il mio e se possiamo trovare nelle prossime ore una persona che ci rappresenti tutti»: così Renato Soru stasera a Nuoro, rispondendo a una domanda dal pubblico negli ultimi momenti dell’incontro sulle zone industriali.

«In Sardegna ci sono passione civile, buona volontà e intelligenze – ha detto il candidato della Coalizione sarda -, non sono l’unico candidato possibile e nemmeno il migliore. Il bene della Sardegna va al di là della mia ambizione personale. È davvero il momento del noi: il mio io l’ho messo da parte e aspetto che altrettanto faccia Alessandra Todde. Come ho avuto modo di dire a lei e ai dirigenti nell’incontro di qualche giorno fa: abbiamo ancora qualche giorno per mettere insieme i programmi e trovare una persona di mediazione e di compromesso, di riconosciuta capacità, lealtà, onestà, altruismo e generosità che ci rappresenti tutti. Mettiamo da parte l’io e tiriamo fuori una persona che ci rappresenti tutti e sia lì per il bene della Sardegna».

ufficio stampa Renato Soru




Paolo Truzzu in Vista del Governatorato: Incontro Pubblico a Quartu- Solinas convoca il partito.

Cagliari, 12 Gen 2024 – Prima di addentrarci nel complesso scenario politico sardo, è importante segnalare un evento chiave: Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari e figura prominente di Fratelli d’Italia (FdI), sarà presente a un incontro pubblico a Quartu Sant’Elena questo sabato, 13 gennaio. L’iniziativa, organizzata dal partito FdI, vede Truzzu protagonista in un contesto che prelude alla sua candidatura per la presidenza della Regione. L’entourage del sindaco ha comunicato che tutti i partiti sono stati invitati per tempo, sottolineando un approccio inclusivo e aperto al dialogo.

Il Dilemma di Solinas: Sfida o Compromesso nel Contesto Politico Sardo

Nel frattempo, il governatore uscente della Sardegna, Solinas, affronta un bivio significativo. Con il persistere delle tensioni a Roma tra Lega e FdI, il suo futuro politico è incerto. Se non dovesse ricevere il sostegno sperato, Solinas potrebbe scegliere tra correre da solo nelle prossime elezioni o accettare un compromesso offerto dai vertici nazionali del centrodestra, che potrebbe includere un seggio sicuro alle prossime elezioni Europee.

Tuttavia, le vicende giudiziarie che coinvolgono Solinas complicano la situazione. La sua imputazione a Cagliari potrebbe ostacolare una possibile candidatura come europarlamentare. Nel tentativo di navigare in questo scenario complesso, il Psd’Az ha convocato una riunione per discutere la situazione politica e prendere decisioni importanti.

Solinas e Truzzu, con le loro posizioni ferme e decise, rappresentano due facce della medesima realtà politica sarda, in un momento in cui il centrodestra cerca unità e direzione. Le mosse future di entrambi saranno cruciali per il panorama politico della regione.




Duello Politico in Sardegna: La Risposta Decisiva al Controverso Antonio Moro

Per la seconda volta in pochi giorni Antonio Moro mi cita totalmente a sproposito, con affermazioni e argomentazioni prive di senso. Ho voluto, per il bene di quell’unità e di quella coesione tanto richiamata in questi giorni, evitare di rispondere ma oggi mi vedo costretto quanto meno a precisare alcune cose. 

Se non avesse fatto il mio nome avrei pensato che Antonio Moro si stesse riferendo a sé stesso quando ha parlato di chi è titolato a parlare.

Ricordo a lui, ma dovrebbe saperlo bene, che è assessore da nominato e non certo per i voti presi alle elezioni. Anzi, per quanto lo riguarda tutte le volte che si è presentato al giudizio degli elettori è stato sonoramente bocciato. 

Io posso dire a gran voce di non esser mai stato nominato, sono sempre stato eletto e sono sempre stato tra i più votati in Sardegna. 

Sono fiero di esser stato libero e coraggioso, non tanto per essere uscito da un partito ma per aver fondato una forza politica tutta sarda che rappresenta i sardi, ascolta la loro voce e la traduce in azioni concrete. Non ho avuto paura di uscire dal comodo perimetro dei partiti nazionali per costruire un progetto e donarlo alla mia terra. La differenza tra me e lui sta tutta lì, tra chi il consenso lo ha conquistato camminando ogni giorno in ogni angolo della Sardegna e chi invece senza consenso si è fatto traghettare in un incarico in Giunta.

Vorrei poi precisare che noi di Sardegna al centro 20 Venti non siamo mai stati contro qualcuno e neanche contro Solinas, abbiamo chiesto discontinuità amministrativa facendo valutazioni politiche e su queste ha concordato in larga maggioranza il tavolo. Lui invece è stato tra quelli che più duramente hanno criticato il Presidente con attacchi durissimi. Poi ha cambiato radicalmente idea, quando si è seduto nella poltrona da assessore.

Mi dispiace, infine, che proprio il Psd’az possa invocare l’aiuto di Roma per poter stravolgere una decisione assunta da un tavolo sardo legittimato a scegliere il candidato della coalizione. Noi di Sardegna al Centro 20 Venti rappresentiamo i territori, ascoltiamo quotidianamente la loro voce e la portiamo avanti con coerenza. Ora, se si vogliono evitare i veleni che ha citato Moro e si vuole andare avanti nel segno dell’unità, come ha chiesto il tavolo sardo, non si cerchi di cambiare una decisione assunta in Sardegna provando a giocare la carta dell’aiuto romano. Sarebbe davvero la morte del sardismo.

Antonello Peru – Sardegna al centro 20 20




LAVORO E DIGITALE, SORU A CAGLIARI: CON LE NUOVE TECNOLOGIE, OCCUPAZIONE E OPPORTUNITÀ PER IMPRESE E PA

Cagliari, 10 gennaio 2024. «La Sardegna si trova davanti al grande cambiamento che arriverà con la transizione digitale e lo deve gestire come un’opportunità di ripartire alla pari con gli altri per creare posti di lavoro, più stabili e meglio retribuiti: il mondo digitale non conosce isole, centro o periferie, non trasporta cose ma bit»: lo ha detto oggi a Cagliari, all’Auditorium del CIS, Renato Soru nell’intervento che ha chiuso l’incontro dal tema “Patto per il lavoro e transizione digitale”.

Coordinato dalla docente universitaria Piera Loi, col contributo della sindacalista Isabella Murtas, l’incontro ha messo a confronto imprenditori digitali sardi, docenti, esperti e sindacalisti del mondo delle telecomunicazioni sulle sfide portate dai cambiamenti tecnologici che stanno rivoluzionando le nostre vite e il mondo del lavoro in questi ultimi anni. «Intorno a noi è cambiato tutto – ha detto Soru -: oltre a quelli tecnologici, stiamo sperimentando i cambiamenti climatici e quelli geopolitici come la guerra a pochi km da qui. Abbiamo assistito anche a una cosa impensabile: il ritorno di una epidemia in epoca moderna».

Ma proprio «dal Covid che ha fermato l’economia e ha impoverito tutti – ha aggiunto il candidato presidente della Coalizione sarda – è nata la spinta al cambiamento che l’Unione europea sta sostenendo con grandi investimenti e grandi progetti: fondi strutturali come quelli di coesione e fondi straordinari come il PNRR o il JTF per costruire un’Europa della prossima generazione all’insegna della transizione verde e digitale. Queste ingenti risorse sono a disposizione anche della Sardegna: lo sono dal 2020, ma non sono state spese e devono essere utilizzate entro il 2027. Un terzo di questi soldi deve spingere la transizione digitale della nostra isola, anche per portare la rete fisica in ogni angolo dell’isola».

«Vediamo tutti i giorni come questa quarta rivoluzione industriale ci sta cambiando la vita ed è entrata nel nostro quotidiano. – ha spiegato Renato Soru -. La trasformazione digitale è una delle leve su cui costruire una Sardegna nuova, una ripartenza da zero dove ce la possiamo giocare alla pari e dalla quale possono nascere lavori che non sono solo superspecialistici o riservati agli informatici. Gli esempi portati qui oggi raccontano di imprese che stanno al passo coi tempi e diventano competitive: si trovano in Sardegna ma lavorano con tutto il mondo, perché non lavoriamo più solo per il mercato interno e non siamo penalizzati dai costi di trasporto: viaggia tutto coi bit».

«La digitalizzazione – ha detto poi il candidato – è un’opportunità enorme anche per la pubblica amministrazione: quella sarda, in questi ultimi cinque anni, è diventata lenta, ma deve tornare immediata, veloce, sburocratizzata e trasparente grazie alla rete. E c’è tutta una filiera di lavori che si possono creare anche nella PA: con la digitalizzazione degli archivi o dei beni culturali valorizziamo un patrimonio che rischia di essere dimenticato ma abbiamo anche una vera miniera di informazioni per ottenere dati, fare ricerca, aprire nuove possibilità».

Quasi in chiusura, un passaggio sulla diffusione dell’intelligenza artificiale e sui timori che l’accompagnano: «Sembra una cosa che ruba il lavoro e invece ha bisogno di tanto lavoro: il controllo umano è fondamentale dopo l’acquisizione dei dati con cui sono stati nutriti gli algoritmi. E dalla diffusione delle tecnologie IA possono nascere applicazioni utili per i cittadini: pensate a una intelligenza artificiale della Regione Sardegna, che dialoga col cittadino e fornisce informazioni in tempi immediati».

«In un mondo che cambia così tanto, il lavoro umano rimane al centro, ma queste novità vanno governate e regolamentate attraverso un confronto proficuo con le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese. Il digitale ci mette di fronte a un bivio – ha concluso Renato Soru -:  continuare a galleggiare oppure ripartire con ottimismo, coraggio, passione e competenza».

Domani appuntamento a Nuoro, venerdì a Macomer e sabato a Oristano.

Ufficio stampa Renato Soru




L’associazione GLOCAL il 16 Gennaio promuove un dibattito sulle Periferie Urbane di Sassari dialogando con Renato Soru e +Europa.

L’associazione GLOCAL il 16 Gennaio promuove un dibattito sulle Periferie Urbane di Sassari dialogando con Renato Soru e +Europa.
Il prossimo 16 gennaio a partire dalle ore 18,00, a Sassari presso la sala convegni dell’Oratorio salesiano della parrocchia del Latte Dolce, in via Kennedy, 1, su iniziativa del movimento civico di attivazione comunitaria e d’innovazione sociale GLOCAL di Sassari. si svolgerà un confronto tra le diverse esperienze dei cittadini impegnati nell’animare l’attività dei comitati quartiere al fine di rappresentare i loro bisogni, i problemi ma anche le soluzioni e le attività di volontariato a favore dei residenti.
La periferia non è il mero concetto geografico. Parlare di periferie non significa stabilirne la posizione, bensì ragionare sulle persone e sulla facilità di accesso ai servizi, ai loro legami nella vita quotidiana con il centro cittadino, inteso quest’ultimo come attrattore di servizi.
Dialogheranno con Renato Soru, l’ex Sindaco di Sassari Nicola Sanna, Speranza Serra, insegnante di della scuola elementare di via Cilea, l’Ingegnere Lorenzo Corda, l’Avvocata Elvira Useli i quali introdurranno i diversi temi di carattere strategico mentre interverranno nel corso del dibattito Franco Zazzu, fondatore comitato di quartiere di Latte Dolce e S.Maria di Pisa, Saturnina Tanda che da quasi 40 anni gestisce la Farmacia del quartiere; Giovanni Ruiu animatore del comitato del centro storico e Patrizia Mercuri, la dirigente scolastica di San Donato, Loredana Barra che testimonierà l’esperienza in corso con le più piccole generazioni, Roberto Fresu, presidente della società sportiva di calcio LatteDolce-Sassari, Giovanna Deriu animatrice del quartiere, Francesco Piras e a Consuelo Sari che porteranno lo sguardo dei partecipanti sui quartieri più lontani dal centro cittadino come Sant’Orsola, Caniga passando per la Landrigga, Bancali fino a Li Punti, Ottava e le borgate della Nurra
Tutta la cittadinanza è invitata alla partecipazione.




Regionali, Antonio Moro (presidente Psd’Az): il tavolo sardo convocato dalla Zedda (FDI) è “truccato”

composto irritualmente per precostituire una maggioranza nominale e fittizia che non trova riscontro nella realtà. Metodi inaccettabili imposti dai personalismi e dalle camarille che hanno intossicato la legislatura che si chiude. Servono ragionamenti politici e buon senso, non forzature a buon mercato.

Il tavolo regionale a cui fa riferimento la coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia in Sardegna è un tavolo “truccato”, convocato irritualmente, pessimamente gestito e le cui conclusioni sono state forzatamente e strumentalmente interpretate dalla medesima coordinatrice di FdI.

Lo dimostrano le incongruenze che con il passare delle ore emergono in tutta la loro gravità, ad incominciare dalla cooptazione, unilateralmente decisa dalla coordinatrice di FdI,  all’interno dello stesso tavolo e con uguale diritto di voto, di singoli consiglieri regionali, di sigle senza liste a supporto e di liste di nuova costituzione che non hanno alcun peso elettorale dimostrato da precedenti partecipazioni al voto in Sardegna.

Emblematico è il caso della nuova Dc di Gianfranco Rotondi, parlamentare iscritto al gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, che è stato rappresentato alla riunione dello scorso 4 gennaio dal consigliere regionale Valerio De Giorgi, eletto in Consiglio regionale nelle liste di Forza Paris (formazione che oggi sostiene il centrosinistra della Todde) e attuale componente del gruppo misto.

Non cambia il discorso per Idea Sardegna, rappresentata dal solo consigliere Roberto Caredda (eletto nella lista di Cuccureddu, oggi nel centrosinistra) unico esponente dopo la fuoriuscita della consigliera Carla Cuccu, anch’essa candidata nelle liste a sostegno della Todde, della componente del gruppo Misto che non ha votato in Aula neppure il collegato alla legge finanziaria.

Analoghe incongruenze si registrano nella partecipazione del consigliere eletto nelle liste di Forza Italia, poi passato a “Cambiamo” di Giovanni Toti e quindi all’Udc, Antonello Peru, che nell’arco di qualche giorno è passato dall’essere il portavoce di un fantomatico grande centro, a rappresentare la lista “Sardegna al Centro/Sardegna 2020” dell’ex consigliere regionale Stefano Tunis.

Inutile evidenziare che, considerate le posizioni di partiti come Forza Italia e Udc che hanno chiaramente dichiarato attraverso i propri leader di dover attendere un confronto nazionale con Lega e FdI per ufficializzare una posizione di sintesi che tenga unita la coalizione sulla regola sempre seguita di ricandidare gli uscenti, sono proprio queste componenti politicamente impalpabili e liberamente accreditate che hanno assecondato la posizione (mai motivata con argomentazioni politiche) della coordinatrice di Fratelli d’Italia contro l’ipotesi della riconferma del presidente uscente Christian Solinas.

Ed è superfluo sottolineare come, contrariamente a quanto stabilito nella prima riunione della coalizione, non si sia dato seguito – come unanimemente deciso – alla costituzione, parallelamente al tavolo del programma, anche del tavolo per l’individuazione delle regole per stabilire il perimetro politico dell’alleanza di centro destra civica e sardista ed il peso di ciascun voto, in vista di possibili nuove adesioni per le elezioni del prossimo 25 febbraio.

Non resta dunque che ripartire dalla correttezza e dalla lealtà, se davvero si vuole ricercare l’auspicata unità politica e di azione, lasciando da parte gli inutili personalismi e le camarille che hanno intossicato la legislatura che si chiude, portando a continui cambi di casacca, alla scomposizione dei gruppi espressione di partiti in favore di sigle e raggruppamenti nati in maniera scomposta con il dichiarato intento di condizionare la maggioranza.

Si tratta di metodi inaccettabili, tradotti in questi anni in forzature infantili che hanno portato a spaccare la coalizione in tutte le elezioni amministrative nei centri sopra i 15.000 abitanti da Olbia a Iglesias, per arrivare a Capoterra e Assemini. Purtroppo i protagonisti di questi strappi, per la sola esigenza di avere proprie candidature anche se a perdere, sono stati sempre gli stessi e sarebbe opportuna una riflessione in questo senso. 

Antonella Zedda prima di dare patenti di unità e coerenza per la coalizione dovrebbe ricordare come ad Olbia per le elezioni comunali abbia spaccato la coalizione non presentando il simbolo di FdI nel centrodestra ma abbia addirittura candidato i suoi iscritti a sostegno della coalizione di centrosinistra formando una lista civica contrapposta al Sindaco Nizzi. Così come ad Iglesias ha presentato un candidato a Sindaco di FdI in contrasto con il resto della coalizione. L’unica costante di queste operazioni è sempre stata la sconfitta. 

Ecco perché chiediamo ancora una volta che si torni al buon senso ed a ragionamenti politici che consentano ai partiti di compiere le proprie legittime scelte, nel rispetto della forma e della sostanza, delle regole e delle consuetudini, delle persone e delle cariche, evitando pericolose quanto improduttive scorciatoie, insieme con quelle dannose forzature che minano la credibilità e l’autorevolezza di chi dovrebbe recitare un più calzante ruolo politico a garanzia della tenuta della coalizione e del pieno rispetto dei più elementari principi democratici.