IL SINDACO CONOCI RISOLVA IL PASTICCIO DELLE MULTE AI RESIDENTI DEL CENTRO STORICO

Non abbiamo nessuna voglia di speculare su una situazione seria. Non siamo né Michele Pais né altri politicanti locali di destra abituati a fare campagna elettorale su ogni difficoltà di chi amministra.

Vero però è che questa situazione non si era mai presentata prima. Come è vero che, se è capitata, è per incapacità manifesta di chi gestisce la delega ai Vigili Urbani – lo stesso sindaco Conoci – e che ha nominato il Comandante dei Vigili Urbani. La mancanza di comunicazione dell’Amministrazione con i cittadini ha poi fatto il resto.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti. La maggior parte dei residenti al centro storico si vedono recapitare in questi giorni decine di verbali. In alcuni casi cifre che sfiorano gli 8 mila euro.

Ora c’è da risolvere una questione importante che metterebbe a terra ogni famiglia. E c’è da farlo subito perché i verbali passati i 5 giorni, dice la norma, si pagano a cifra piena.

Che il Sindaco dimostri di essere capace di amministrare la città, non lasci il cerino in mano all’assessore Piras o al Comandante Bertocchi, peraltro entrambi da lui nominati e di sua fiducia.

La proposta dell’assessore di annullare tutte le multe dei residenti che hanno fatto richiesta del permesso entro il 28 febbraio è buona ma incompleta dal punto di vista delle tempistiche.

I verbali sono stati notificati in questi giorni? Sì.
L’amministrazione ha saputo della situazione in questi giorni? Sì.

Allora che vengano annullate in autotutela tutte le multe ricevute per tutte e tutti i cittadini che fanno richiesta del pass entro l’ultimo giorno di marzo, venerdì 31.

Questo è l’unico modo per Conoci di ridurrre una figuraccia già enorme. Per le scuse c’è tempo: la città di Alghero merita di essere amministrata da persone competenti.




Titolo: “Tensioni nella maggioranza sardo leghista mettono a rischio l’igiene urbana ad Alghero: l’opposizione interviene per salvaguardare il futuro della città

L’eco delle tensioni dell’ultimo consiglio comunale in seno alla maggioranza sardo leghista si riverberano sui lavori della V commissione consiliare.

Incuranti della valenza per la comunità del nuovo capitolato di igiene urbana, infatti, i conociani di FDI, Noi con Alghero e Lega-Psd’Az non rispondono alla convocazione del presidente della commissione competente e snobbano il lavoro dell’assessore Montis. 

Tocca ancora una volta all’opposizione garantire lo svolgimento dei lavori finalizzati a condividere le proposte, formulate in questo caso dagli operatori economici, nel più ampio percorso che dovrà portare alla definizione del nuovo servizio.

Auspichiamo che la frattura, sempre più profonda, in seno alla maggioranza non pregiudichi questo percorso: un Alghero più bella, pulita e ad accogliente è un obbiettivo fondamentale da perseguire e che non  può essere svilito da beghe che nulla hanno a che vedere con il bene della comunità. 

Il Sindaco Conoci dica se ha in mano le redini della sua maggioranza e quindi è in grado di amministrare, oppure, in caso contrario, non esiti a rassegnare le proprie dimissioni.




Fratelli d’Italia Alghero risponde al ” circo” evocato dalla sinistra – Solidarietà a Di Gangi: Proposta sicurezza bocciata, consiglio comunale preferisce discutere di cinghiali

Solidarietà a Di Gangi: Proposta sicurezza bocciata, consiglio comunale preferisce discutere di cinghiali

Tutta la nostra umana solidarietà al coordinatore del partito locale dei fratelli d’Italia, Marco Di Gangi. Il partito della fiamma tricolore aveva provato a proporre un ordine del giorno sulla sicurezza, coinvolgendo tutti: barracelli, ronde, guardie, nonni vigile e caschi blu dell’ONU. Ci aveva provato. Ma non è riuscito evidentemente a coinvolgere la maggioranza in consiglio. Quando l’opposizione ha proposto di discutere l’argomento all’ ordine del giorno, la maggioranza si è prima divisa e poi, dopo essere andata sotto, liquefatta. Un partito, l’udc è rimasto in aula, altri si sono dati alla fuga a gambe levate, sindaco in testa. Il partito di Di Gangi ha ricevuto di fatto una sonora bocciatura: meglio discutere di cinghiali (argomento successivo all’ordine del giorno del consiglio) hanno pensato e declamato in aula gli alleati centristi dei fratelli d’Italia. Non troppo alleati: non si sa mai che, trattando di sicurezza, Alghero diventi la città delle ronde, grazie all’alimentarsi dei motori di ricerca dall’eco roboante del consiglio comunale convocato in teatro. Motivazioni confuse, difficili per la segretaria da riportare in verbale: da Alghero che resta città serenissima (alla stregua di Venezia) e non avrebbe urgenze da città insicura, agli incubi ricorrenti della marea gialla che, al pari del problema ordine pubblico, per loro sarebbe solo un’altra invenzione mediatica autoalimentata. Meglio non parlarne. O diventare città dei cinghiali. E non sia mai che colui che è stato costretto per convulsioni giuridiche varie a lasciare l’assessorato, non ritorni magari da sceriffo, o alle prossime elezioni, da podestà. Così devono probabilmente aver pensato gli amici della destracentro, nella platea del teatro civico. 

Umana solidarietà dunque all’ex compagno Di Gangi che pur di non accettare la cruda realtà di una maggioranza che non accoglie neanche un loro ordine del giorno, quello che di solito non si nega a nessuno, preferisce, a testa bassa, provare a colpire la minoranza. Che lo perdona. Deve avere infatti perso la bussola, Di Gangi, e forse anche la faccia, dopo aver consentito al suo partito, perfino alla firmataria dell’ordine del giorno, di votare contro se’ stessa. Roba da autocensura postuma. Non risolvibile – questa volta – a tavolino, come nelle migliori performance dell’ex assessore del turismo. 

Ci sarebbe solo da sorridere, se il tema non fosse, purtroppo, estremamente serio e affrontato da dilettanti allo sbaraglio.




Istituto IXE’, i dati che preoccupano la Meloni e danno sprint a Elly Schlein

FdI in netto calo, Pd sopra il 20%. I dati Ixè




CONSIGLIO COMUNALE IN TEATRO, MA LA MAGGIORANZA DI DESTRA CREDE DI ESSERE AL CIRCO

In consiglio comunale – convocato nel teatro civico a causa della mancanza di spazi istituzionali – la maggioranza si spacca su un ordine del giorno depositato dalla stessa. 

Ed è la seconda volta che succede nel giro di pochissimo tempo. Dopo il pasticcio dell’ultimo consiglio comunale di un mese fa quando la maggioranza si spaccò sull’ordine del giorno sull’aereoporto passato solo grazie ai voti della minoranza, oggi nella sala del teatro è andata in scena la replica. La maggioranza è andata in frantumi sulla scelta di discutere un odg sul problema sicurezza in città. 

L’apoteosi del delirio circense si è raggiunta con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che prima presenta l’ordine del giorno e poi vota contro la proposta di discuterlo e con il Sindaco che prende la borsa e oramai sempre più rassegnato  si allontana dall’aula. Quel che resta della maggioranza lo segue. L’UDC rimane in aula. E la spaccatura è definitiva. Niente numero e consiglio comunale saltato. Di nuovo!

Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune, PD e M5stelle 




Venerdì a Cagliari il libro di Cressati e Siliani: “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”

CAGLIARI. “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” è il ritratto inedito e appassionato del leader del Partito Comunista, scritto a quattro mani da Susanna Cressati e Simone Siliani per raccontarne la vita, le idee, i progetti e le opere.

Gli autori saranno a Cagliari venerdì 24 marzo, alle 18, nella sala della Fondazione Enrico Berlinguer in via Emilia 39, per presentare il libro, edito da Castelvecchi, dialogando con Salvatore Cherchi, presidente della Fondazione Berlinguer e con Maria Del Zompo, già rettrice dell’università di Cagliari.

L’iniziativa, inserita tra le anteprime della IX edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco, è sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal comune di Cagliari in collaborazione per questo evento con la Fondazione Enrico Berlinguer, la casa editrice Castelvecchi, la libreria Mieleamaro di Cagliari, i centri studi CISLE di Torino e CISESG di Seravezza.

IL LIBRO. Il volume si spinge a indagare il pensiero di Berlinguer al fine di cogliere spunti utili per riformare la politica oggi.

Tra le tematiche di maggior intensità troviamo la democrazia come valore universale, l’austerità come leva del cambiamento, la questione morale come priorità politica, la pace mondiale come obiettivo primario. Sono ben presenti il rapporto con il mondo cattolico, con l’Europa, i movimenti, l’ambiente, le nuove tecnologie. In quest’intensità di messaggi emerge centrale il tema della felicità.

Le parole chiave lasciate in eredità emergono nel testo attraverso contributi e interviste che coinvolgono anche personalità della vita politica e culturale italiana. Tra questi Salvatore Cherchi, Enrico Rossi, Gianni Cuperlo, Claudio Martini, Nadia Urbinati, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Giorgio Van Straten, Ferdinando Adornato, Pietro Folena, Wlodek Goldkorn, Vittoria Franco, Guido Sacconi, Michele Ventura e altri. Nella postfazione è presente un contributo di Maurizio Maggiani.

AUTORI. Susanna Cressanti è una giornalista professionista che per 25 anni ha lavorato al quotidiano L’Unità, e ha ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa della Regione Toscana. Simone Siliani è un giornalista pubblicista, direttore di Fondazione Finanza Etica del Gruppo Banca Etica, è stato assessore alla Cultura di Firenze, presidente del Consiglio regionale della Toscana e assessore alle Riforme istituzionali, cooperazione allo sviluppo e politiche sociali della Regione Toscana.




Franco Mula lascia la guida del Psd’Az ma resta nel partito: la delusione personale e politica alla base della scelta

Franco Mula, il capogruppo del Partito Sardo d’Azione (Psd’Az) in Consiglio regionale, ha deciso di lasciare l’incarico di guida del gruppo ma rimanere nel partito. Mula ha spiegato le motivazioni della sua decisione in una mail inviata al partito, in cui ha dichiarato che la delusione personale e politica sono alla base della sua scelta.

Mula ha espresso la sua delusione per il rapporto con il presidente della Regione Christian Solinas, che non ha dato risposte alle emergenze del territorio di provenienza di Mula, il Nuorese. Inoltre, ha criticato la decisione di dare la delega all’assessore Carlo Doria per l’Autonomia differenziata senza interpellare nessuno e il mancato invito all’ultimo vertice di Villa Devoto.

Mula ha dichiarato di voler prendersi un po’ di tempo per valutare il futuro del partito e della sua posizione all’interno di esso. Ha anche condiviso un post criptico su Facebook in cui ha parlato della delusione come strumento per trovare la giusta direzione.

Il Partito Sardo d’Azione è stato fondato nel 1921 come movimento politico autonomista che promuove la cultura e le tradizioni della Sardegna. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il partito si oppose all’occupazione fascista dell’isola e fu attivo nella resistenza. Dopo la guerra, il partito si divise in diverse fazioni, ma rimase un’importante forza politica in Sardegna. Nel 1983, il Psd’Az entrò per la prima volta nella giunta regionale e da allora è stato un importante attore della politica sarda. Il partito si definisce autonomista, regionalista e ambientalista e sostiene la tutela dell’identità e delle tradizioni sarde.




Prodi richiama Schlein: prima il programma, poi le alleanze

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di costruire un programma solido e credibile come punto di partenza per le alleanze politiche. In un’intervista al Corriere della Sera, Prodi ha ribadito che il primo passo per affrontare le sfide del futuro è quello di definire un progetto condiviso e realizzabile, che metta al centro i bisogni e le aspirazioni dei cittadini.

Prodi ha inoltre sottolineato che la politica deve guardare avanti, senza farsi distrarre dalle beghe interne e dalle contrapposizioni sterili. Secondo l’ex presidente del Consiglio, l’obiettivo deve essere quello di costruire un’alternativa credibile al governo attuale, che sia in grado di offrire soluzioni concrete ai problemi del paese.

Romano Prodi ha una vasta esperienza politica alle spalle: ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio in due occasioni, dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008. Durante i suoi mandati ha portato avanti importanti riforme in materia di lavoro, welfare e ambiente, e ha svolto un ruolo attivo nella promozione dell’integrazione europea.

La sua figura è stata spesso associata alla capacità di mediare tra le diverse forze politiche e di costruire alleanze trasversali, in grado di superare le divisioni ideologiche. La sua voce continua ad avere un peso importante nel panorama politico italiano, soprattutto in vista delle prossime elezioni.




Solinas indagato per corruzione e traffico di influenze: negato il dissequestro dei cellulari

Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, è sotto indagine per corruzione e traffico di influenze illecite. L’inchiesta riguarda il presunto coinvolgimento di Solinas nelle vicende legate all’ospedale San Camillo di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari. Secondo quanto riportato dalle fonti, i telefoni cellulari del presidente della Regione sono stati sequestrati dalle autorità investigative e il Tribunale del Riesame di Cagliari ha negato la richiesta di dissequestro avanzata dalla sua difesa.

La posizione di Solinas si sta facendo sempre più complicata a seguito delle testimonianze fornite da alcuni imprenditori del settore sanitario. Secondo quanto rivelato dalle fonti, il presidente della Regione Sardegna sarebbe coinvolto in presunte attività illecite a favore dell’ospedale San Camillo. In particolare, si fa riferimento alla vicenda dell’appalto per la gestione della terapia intensiva dell’ospedale, che sarebbe stato affidato senza seguire le procedure previste dalla legge.

Solinas ha respinto le accuse che gli sono state mosse e ha espresso la sua fiducia nella giustizia, sottolineando che è pronto a collaborare con le autorità competenti per fare luce sulla vicenda. Tuttavia, l’indagine in corso sembra essere ancora lontana dalla conclusione e sarà necessario attendere ulteriori sviluppi per comprendere l’effettiva portata delle accuse a carico del presidente della Regione Sardegna.

Il sequestro dei telefoni cellulari di Solinas è giustificato dalle esigenze investigative e costituisce un elemento importante per l’inchiesta in corso. Il Tribunale del Riesame di Cagliari ha ritenuto che il sequestro sia necessario per acquisire elementi utili per far luce sulla vicenda.

L’indagine in corso sta gettando una luce negativa sulla politica sarda e sollevando preoccupazioni sull’effettiva trasparenza delle attività istituzionali. La magistratura sta facendo il proprio lavoro con determinazione e la giustizia dovrà essere fatta, indipendentemente dal ruolo e dalla posizione sociale delle persone coinvolte.




Assessore Doria presenta proposte per contrastare la carenza di medici di base in Sardegna e in Italia. Mario Bruno: Atto vuoto

L’Assessore regionale alla Sanità della Sardegna, Carlo Doria, ha presentato al Ministero della Salute due proposte per contrastare la carenza di medici nelle aree svantaggiate al di fuori dei grandi centri urbani. La prima proposta mira ad autorizzare un aumento di circa un terzo dei posti disponibili per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia delle università di Cagliari e Sassari, per almeno tre anni. La seconda proposta suggerisce una negoziazione a livello nazionale per modificare gli attuali parametri utilizzati per individuare gli studi di medicina generale con carenza di medici, da un medico ogni 1.000 abitanti a uno ogni 1.200 nelle aree urbane con popolazione superiore a 20.000, mantenendo l’attuale rapporto per le aree con meno residenti. Doria sostiene che la situazione attuale, caratterizzata da un forte squilibrio tra pensionamenti e nuove assunzioni, ha determinato una carenza di medici di base, soprattutto nelle aree periferiche, lasciando intere popolazioni senza accesso alle cure sanitarie. Se in passato era adeguato l’attuale parametro di un medico ogni 1.000 abitanti, oggi privilegia i grandi centri urbani rispetto alle zone periferiche, che richiedono maggiore attenzione.

La bozza del protocollo d’intesa tra il Presidente della Regione ed il Rettore dall’Università di Sassari, pubblicata dall’assessore regionale della Sanità Carlo Doria a mezzo stampa, è un atto vuoto. È la legge regionale 24/2020 all’articolo 18 comma 3 a dirci che tale protocollo e le relative convenzioni devono essere redatte “anche ai fini del mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio Ospedaliero Civile di Alghero”. Ma quella bozza, sul punto, elude e rimanda ad un accordo fra le aziende, dopo l’approvazione degli atti aziendali. Atti che sono purtroppo già approvati e che prevedono, per esempio, una sola unità di ortopedia in capo all’AOU. Ciò significa che occorre garantire – per mantenere i requisiti del DEA di primo livello – che la struttura universitaria operi formalmente in ortopedia anche per la Asl, altrimenti la mancanza di questa unità specialistica renderebbe il civile solo un ospedale di base. E la norma non verrebbe attuata. Inoltre, il protocollo, per essere efficace, deve dirci dove prende la copertura finanziaria. Cioè con quali risorse ne assicuri l’attuazione, il mantenimento delle unità organizzative e il fabbisogno del personale, pensiamo per esempio all’anestesia che dovrà essere presente come unità organizzativa sia al Marino e al Civile,  o agli altri reparti. Finora, infatti, ad Alghero, è stata la asl a venire incontro con personale e strutture all’AOU. Le soluzioni ora sono due: o si corregge questa bozza riempiendola di contenuti o si cambia la legge, affidando non al Presidente della Regione ed al Rettore, ma ai direttori generali delle aziende l’onere di rispettare la norma, impegnando la relativa spesa. Ma va fatto in fretta, perché il tempo passa. E noi continueremo a vigilare, perché questo è il compito che ci hanno affidato gli elettori.