Turismo, primo confronto tra il ministro Mazzi e le Regioni: trasporti, strutture e flussi al centro del dialogo

Il primo incontro in videoconferenza tra il nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, e gli assessori regionali ha segnato l’avvio di un confronto sulle priorità del settore. Tra i temi emersi, particolare attenzione è stata riservata ai collegamenti aerei, al rinnovamento delle strutture ricettive e a una gestione più equilibrata dei flussi turistici.

Nel corso della riunione, gli assessori hanno portato all’attenzione del ministro alcune questioni considerate urgenti per il comparto. Il confronto è servito soprattutto a delineare un percorso di collaborazione tra governo e territori, in un momento ritenuto delicato ma anche ricco di opportunità per il turismo italiano.

Uno dei punti più sensibili riguarda il trasporto aereo. È stata evidenziata la necessità di garantire una tutela concreta per il settore turistico in caso di eventuali limitazioni nella disponibilità di carburante per gli aerei. Il tema tocca da vicino sia i voli charter sia quelli di linea, oltre all’aviazione generale, con una preoccupazione particolare per gli aeroporti delle isole, dove l’approvvigionamento di jet fuel viene considerato strategico.

Sul tavolo anche il capitolo delle strutture ricettive. È stata sottolineata l’esigenza di un piano coordinato di incentivi, costruito insieme tra livello nazionale e regionale, per sostenere l’ammodernamento di alberghi e strutture extra-alberghiere. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’offerta e rendere più competitivo il patrimonio ricettivo italiano, intervenendo sia sulla modernizzazione degli immobili sia sulla qualificazione dei servizi.

Un altro passaggio importante ha riguardato la lotta al sommerso e la necessità di proseguire sulle politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione. L’intento è evitare che i flussi turistici si concentrino eccessivamente negli stessi luoghi e negli stessi periodi dell’anno, favorendo invece una distribuzione più sostenibile e più equilibrata delle presenze.

Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato il momento favorevole vissuto dalla Sardegna. L’isola viene indicata come una delle realtà più dinamiche del panorama turistico nazionale, grazie a una crescita significativa delle presenze negli ultimi due anni e a una serie di riconoscimenti internazionali che ne hanno rafforzato l’immagine all’estero.

Tra i motivi di soddisfazione vengono richiamati i traguardi raggiunti sul piano della visibilità e dell’attrattività, con premi e citazioni di rilievo internazionale, oltre alla prospettiva di grandi eventi capaci di consolidare ulteriormente il posizionamento della Sardegna tra le destinazioni più apprezzate.

Se devi caricare altri testi sullo stesso argomento, mandameli pure e aspetto il tuo via prima di lavorare su un’eventuale versione definitiva.




iI Paradosso dei Cieli Sardi: 30 Milioni per un Posto in Ultima Fila

Redazione

L’operazione di integrazione industriale degli scali aeroportuali di Cagliari (Sogaer), Olbia (Geasar) e Alghero (Sogeaal) viene venduta all’opinione pubblica come l’alba di un “campione regionale” della connettività. Tuttavia, sollevando il velo del Term Sheet, emerge un’architettura di spossessamento programmato. A fronte di un esborso finanziario pubblico stimato in circa 30 milioni di euro per l’acquisto delle quote, la Regione Autonoma della Sardegna (RAS) accetta una posizione di “minoranza di facciata”. Nonostante il valore strategico degli asset, il peso politico della Regione nella futura Holding è inversamente proporzionale alla sua responsabilità verso i cittadini.

La ripartizione del capitale cristallizza il comando privato:

  • NewCo Privati: ~50,25% (Controllo di diritto ai sensi dell’art. 2359 c.c.)
  • CCIAA (Cagliari-Oristano): ~40,5%
  • RAS (Regione Autonoma Sardegna): ~9,25%

Questa struttura trasforma la RAS in un socio silente, dove l’impiego di capitale pubblico serve più a legittimare l’operazione davanti alla Corte dei Conti e ad agevolare il passaggio del “Golden Power” che a garantire una reale funzione di indirizzo.

Il Consiglio di Amministrazione: La Solitudine del Rappresentante Regionale

Il CdA della Holding è il luogo dove si decide la strategia del traffico aereo sardo, ma per la Regione è una stanza con vista, senza comandi. Su 7 membri totali, la RAS siede con un unico rappresentante solitario. Mentre i privati di NewCo blindano 4 consiglieri e la Camera di Commercio (CCIAA) ne ottiene 2, la Regione si ritrova numericamente irrilevante.

Il capitolo nomine è ancora più brutale. L’Amministratore Delegato (AD), il vero motore industriale del Gruppo, è di esclusiva designazione di NewCo Privati. Alla Regione viene concessa una “consultazione” di 10-30 giorni per incontrare i candidati: una finestra burocratica che, nel linguaggio della finanza, non è che una notifica di cortesia senza alcun potere di interdizione. La RAS non approva il capo dell’azienda; riceve semplicemente il suo biglietto da visita prima che inizi a lavorare.

Assetto della Governance nella Holding:

Socio Quota di Capitale Posti in CdA Potere di Designazione Veto su Finanza/Debito
NewCo Privati ~50,25% 4 Amministratore Delegato SÌ
CCIAA ~40,5% 2 Presidente SÌ
RAS ~9,25% 1 Nessuna carica apicale NO

L’Anatomia del “Finto” Veto: Il Paragrafo 17 e la Finanza Esclusiva

Il cuore del potere decisionale risiede nelle “Materie Riservate” (Paragrafo 17). Qui si consuma il vero paradosso: la Regione paga il biglietto d’ingresso ma viene fatta scendere dal bus quando si parla di soldi. Per le decisioni vitali, il quorum richiede solo il voto favorevole di CCIAA e NewCo Privati. La RAS è tecnicamente esclusa da:

  • Assunzioni di nuovo indebitamento sopra le 5 volte l’EBITDA consolidato (il limite critico per il rischio di over-leveraging).
  • Emissione di obbligazioni e operazioni sul debito.
  • Approvazione dei Piani Industriali e Business Plan.
  • Aumenti di capitale e modifiche statutarie ordinarie.

Il cosiddetto “veto” regionale è un’illusione confinata a clausole estreme e quasi simboliche, come lo spostamento della sede legale fuori dalla Sardegna o la chiusura degli scali per oltre 60 giorni. In breve: la Regione può impedire che gli aeroporti vengano rasi al suolo, ma non può decidere un solo euro di investimento o di debito per farli crescere. La tutela del limite del debito (leverage) è un presidio che la RAS non può attivare autonomamente, dipendendo totalmente dal consenso della Camera di Commercio.

Il Dominio dei Fondi: F2i e BlackRock alla Guida Finanziaria

Sotto l’etichetta “NewCo Privati” batte il cuore della finanza globale. La compagine è guidata da F2i Ligantia (veicolo che coinvolge il Fondo III e il Fondo ANIA) e vede la partecipazione di colossi come BlackRock, che agisce tramite asset manager affiliati. È un’architettura che sposta il baricentro decisionale da Cagliari a Milano, Londra o New York.

Mentre l’interesse pubblico sardo è la connettività, l’obiettivo naturale di un fondo infrastrutturale è il rendimento e la gestione ottimale del leverage. In questo scenario, la RAS non ha gli strumenti per impedire che la cassa generata dai passeggeri sardi venga utilizzata per sostenere operazioni finanziarie aggressive. La creazione del Comitato Strategico Territoriale (Paragrafo 9) appare come un “parco giochi” consultivo: un luogo dove la RAS può discutere di trend di traffico e impatto territoriale mentre il CdA, controllato dai fondi, decide dove vanno realmente i flussi finanziari.

Il Premio di Consolazione: Un Poliziotto senza Volante

Per indorare la pillola di questa marginalità strategica, alla Regione è stata assegnata la Presidenza del Collegio Sindacale della Holding (Paragrafo 10). È il classico “posto di guardia”: la RAS ottiene il ruolo del poliziotto che controlla le ricevute e la regolarità dei conti, ma le viene negato l’accesso al volante della strategia. È una funzione di vigilanza contabile che non sposta di un millimetro l’indirizzo industriale del sistema aeroportuale. La Regione potrà certificare che i soldi sono stati spesi secondo le regole, ma non avrà avuto voce in capitolo su come e perché siano stati investiti.

Una Sovranità Ceduta a Prezzo di Saldo

L’integrazione aeroportuale sarda si configura come un capolavoro di ingegneria finanziaria a trazione privata. La Regione Autonoma della Sardegna, versando 30 milioni di euro, acquista il diritto di sedere a un tavolo dove le carte sono già state distribuite. Con una quota del 9,25%, un solo consigliere su sette e un potere di veto confinato alla sopravvivenza fisica degli scali, l’amministrazione regionale abdica alla sua funzione di indirizzo politico.

Quello che viene presentato come un successo del territorio somiglia tragicamente a una cessione di sovranità infrastrutturale. I privati di F2i e BlackRock assumono la guida operativa, la Camera di Commercio mantiene il ruolo di socio di blocco finanziario e la Regione rimane a terra, confinata in un ruolo di “osservatore certificatore” con la cintura allacciata, mentre altri decidono la rotta e l’altitudine di volo dei cieli sardi.




Referendum sulla giustizia: in Sardegna prevale il “No” in tutte le province

Affluenza attorno alla metà degli aventi diritto e risultato netto a favore del “No” in gran parte del territorio regionale. Solo nel Nord-Est si registra un confronto più equilibrato, mentre nelle altre province il divario appare più marcato.


In Sardegna il voto sul referendum legato alle norme sull’ordinamento giurisdizionale si è chiuso con una chiara affermazione del “No” in tutte le province. I dati aggiornati mostrano una partecipazione complessiva significativa, con percentuali di votanti che oscillano generalmente tra il 49% e il 54%, segno di un interesse diffuso ma non uniforme tra i territori.

Nella provincia di Sassari il risultato evidenzia uno scarto consistente: il “No” supera il 61%, mentre il “Sì” si ferma poco sopra il 38%. Anche a Nuoro il trend appare simile, con il “No” oltre il 64% e una distanza marcata rispetto al voto favorevole. Situazione analoga nel Medio Campidano, dove quasi due elettori su tre hanno espresso contrarietà al quesito.

Il capoluogo metropolitano di Cagliari registra numeri importanti sia in termini di partecipazione sia di voti espressi. Qui il “No” raggiunge circa il 59%, lasciando il “Sì” attorno al 41%. Percentuali simili emergono anche nel Sulcis Iglesiente e in Ogliastra, territori in cui il voto contrario si attesta attorno al 59-60%.

Fa eccezione la Gallura Nord-Est Sardegna, dove il confronto tra le due posizioni è stato più equilibrato. In questa area il “No” prevale di misura, superando di poco il 50%, mentre il “Sì” sfiora il pareggio. Anche nella provincia di Oristano il risultato mostra un vantaggio del “No”, ma con uno scarto meno ampio rispetto ad altre zone dell’isola.

Nel complesso, il quadro regionale restituisce un orientamento piuttosto omogeneo, con la maggioranza degli elettori che ha scelto di respingere la proposta referendaria. Le differenze territoriali emergono soprattutto nell’intensità del voto contrario e nel livello di partecipazione, elementi che delineano una mappa elettorale variegata ma con un esito finale chiaro.




Medaglie senza valore’: FI boccia bandi regionali e chiede conto della comunicazione

Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni.

Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale.

Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”. 

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con  le proprie risorse umane,  ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici EROGAZIONI A PIOGGIA con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. 

Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti. 

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia. 

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della CITTA’ METROPOLITANA, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad  alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello. 

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

La regione ha messo a correre sul capodanno 3.600.000, ed il sistema del pubblico quindi i comuni hanno messo altri 3.600.000, quale ritorno ci può essere? ma fermandoci a quelli della regione, con quella cifra si spende quanto la regione puglia (amministrazione di sinistra) spende per il capodanno su canale 5 e per la kermesse estiva battiti Live (settimanale dove le location variano e ci fanno visitare ogni volta una città diversa della puglia ) l’effetto leva sta proprio qui!

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale  al comunicato di progetto Alghero  nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 23021 In san Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo.

Per la segreteria cittadina di Forza Italia

Il segretario Andrea Delogu




Nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica dei comuni del Villanova

Cinque percorsi a vocazione turistica e cicloturistica per oltre trentuno chilometri di itinerari che collegano paesi, monumenti e siti archeologici

UNIONE COMUNI DEL VILLANOVA – Antichi assi viari e vecchie mulattiere abbandonate riprendono vita in cinque percorsi dedicati al trekking e al cicloturismo. Nell’Unione dei Comuni del Villanova nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica che fin da subito renderà disponibili oltre trentuno chilometri di itinerari di media percorrenza, collegando contesti tematici di altissimo valore ambientale, naturalistico, religioso, storico e archeologico. Senza trascurare il pregio panoramico dei sentieri del grifone e dell’aquila reale.

Nonostante il processo di spopolamento sia in costante aumento, le potenzialità di sviluppo del territorio hanno permesso di delineare un Piano di sviluppo strategico intercomunale, con la creazione di un sistema di accoglienza turistica sostenibile che, attraverso la realizzazione di una rete sentieristica-escursionistica, possa raccontare e promuovere il territorio e le sue importanti risorse tematiche. 

«La rete sentieristica mira a diventare un importante attrattore, non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale nell’ambito della domanda del turismo lento escursionistico – ha affermato la presidente dell’Unione, Giovannina Fresi –. L’inserimento dei nostri sentieri nella RES promossa dalla Regione sarà certamente un volano per l’internazionalità del progetto e, in questo senso, è stata avviata un’importante collaborazione con l’agenzia Forestas e il CAI».

Il progetto, realizzato con l’ausilio dell’esperto Matteo Cara e pianificato dall’architetto Federica Rubattu, è stato approvato dai sindaci Quirico Meloni, Paolo Chessa, Alessandro Mura, Lucia Catte e dalla stessa Giovannina Fresi.

I nuovi percorsi, individuati all’interno dei territori comunali di Villanova Monteleone, Mara, Padria, Romana e Monteleone Rocca Doria, saranno collegati a quelli diForestas e del CAI e saranno censiti nell’apposito catasto della Regione Sardegna, perfettamente attrezzati per consentire la fruizione escursionistica e turistica delle aree verdi che mettono in comunicazione paesi, monumenti e siti archeologici. Gli interventi prevedono la manutenzione, il taglio della vegetazione invadente, il ripristino di muretti a secco e di staccionate, la posa in opera di segnaletica a bande orizzontali bianco-rosse e cartelli dedicati.

Il primo percorso parte da Villanova Monteleone e si estende per sedici chilometri inoltrandosi nelle strade vicinali, collegando l’abitato al sito archeologico di Nuraghe Appiu e alla vicina SP19, e proseguendo in direzione di Monte Minerva fino a congiungersi con una tratta RES fino alla Locanda Minerva e ai siti storici e archeologici della zona.

Il secondo percorso, poco più di sette chilometri, si sviluppa nel territorio di Padria e collega il centro abitato con il nuraghe e con l’insediamento medioevale di San Saturnino, nella cui zona esisteva anche il villaggio scomparso di Musidanu, per poi proseguire fino alla SP1.

Il terzo itinerario ha un’estensione di quasi cinque chilometri di strade rurali, che collegano l’abitato di Mara con la chiesa di Nostra Signora di Bonu Ighinu, passando a breve distanza dal Castello di Bonvehi, fino al santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu.

Il quarto sentiero si estende per tre chilometri e mezzo dai piedi di Monteleone Rocca Doria, transitando nei pressi dell’antico lavatoio e compiendo il periplo ai piedi della rocca, permette di visitare le scenografiche cave di tufo abbandonate e riqualificate, collegandosi alle pareti predisposte per l’arrampicata, dove è presente la famosa “Ferrata della Regina”.

Un quinto intervento riguarda l’antico sentiero che collega Monteleone a Romana attraverso le vallate del Temo, dei suoi affluenti e la tomba neolitica di Monte Airadu, e sarà presto fruibile interamente.




Siccità, un problema sistemico per il Sassarese

Emergenza idrica in Sardegna: un appello alla Regione

La siccità nel Sassarese continua a colpire duramente la popolazione. La mancanza di acqua sta diventando un problema sistemico, sollecitando interventi urgenti da parte della Regione.

⏱️ 3 min di lettura

Emergenza idrica in Sardegna: un appello alla Regione

Siccità cronica nel Sassarese

La Sardegna, e in particolare le province del Sassarese, affrontano da decenni una crisi idrica sempre più allarmante. Se nel sud dell’isola si sono registrati ultimi miglioramenti, nel Sassarese le condizioni rimangono critiche, con una carenza d’acqua che si ripete annualmente e che non mostra segni di miglioramento. La popolazione, costretta a rimanere in attesa delle autobotti, vive quotidianamente i disagi causati dall’assenza dell’acqua, un bene fondamentale che non dovrebbe mai mancare.

La situazione attuale

Secondo le recenti comunicazioni di Abbanoa, alcuni bacini idrici cruciali come Bidighinzu e Temo hanno raggiunto già livelli di capienza minimi. Le comunità di Sorso, Sennori, Ittiri, Ossi, Bosa, Macomer, Usini, Thiesi, Ploaghe e Uri si trovano attualmente a fronteggiare interruzioni nelle forniture idriche. La situazione è pertanto divenuta insostenibile per i residenti, creando un clima di malcontento e impotenza.

Cause del problema

Le responsabilità per la gravità della crisi idrica nel Sassarese ricadono in gran parte sulle scelte governative della Regione Sardegna. Negli anni, non sono state intraprese adeguate pianificazioni e progettazioni per affrontare il problema. Non sono stati banditi appalti e mancano iniziative per coinvolgere ingegneri e imprese specializzate in gare nazionali o internazionali, lasciando le comunità a fare affidamento su misure temporanee. La mancanza di una strategia a lungo termine ha portato a questa emergenza ciclica, che ogni anno grava sulle spalle dei cittadini.

Critiche e appelli

L’attuale rappresentante regionale, On. Francesca Masala, ha espresso incertezza nei confronti dell’operato della giunta regionale. “È inconcepibile che, nonostante le continue emergenze, la Regione continui a non agire. Le risorse vengono disperse in annunci annuali e ciclici senza risultati tangibili”, ha dichiarato. L’espressione di dissenso nei confronti delle scelte politiche attuali è palese, con richieste di interventi urgenti da attuare a favore delle comunità colpite.

Implicazioni socio-economiche

Le conseguenze della crisi idrica non si limitano soltanto al disagio immediato per i cittadini; si estendono anche all’ambito economico. La mancanza d’acqua influisce direttamente sulle attività agricole, compromettendo la produzione e, di conseguenza, il reddito delle famiglie. La preoccupazione è alta poiché la situazione climatica sembra non migliorare e le previsioni future non promettano nulla di buono. Il rischio di vedere sempre più persone lasciare la regione per cercare opportunità altrove è concreto.

Prospettive future

Ci si interroga ora su quali misure saranno attuate dalla Giunta per far fronte a questo problema cronicamente sottovalutato. L’appello lanciato da Masala si fa sempre più urgente: “La Presidente Todde deve prendere atto della gravità della situazione e agire concretamente per risolvere le problematiche idriche”. Solo con un cambiamento di rotta sarà possibile invertire la tendenza e garantire un futuro migliore per il Sassarese.

Con il crescere della consapevolezza riguardo alla crisi climatica, è fondamentale adottare strategie innovative e sostenibili per affrontare la scarsità d’acqua. La speranza è che la Regione si impegnino a farlo prima che sia troppo tardi e che il Sassarese non diventi un ulteriore caso emblematico di contagiosa negazione del problema.

Conclusioni

In conclusione, la situazione attuale nel Sassarese richiede un intervento urgente. La siccità non può più essere considerata un’emergenza temporanea, ma deve essere affrontata come un problema sistemico. È necessario un impegno collettivo e mirato per garantire accesso all’acqua per tutti, in modo sostenibile e duraturo.

SP

Sardegna Press

Le notizie che contano




Canile comunale, scontro aperto tra Conoci e Cacciotto: “Decisione ferma o lentezza strategica?”

redazione on line

Il futuro del canile comunale di Alghero accende il confronto politico tra l’ex sindaco Mario Conoci e l’attuale primo cittadino Raimondo Cacciotto. Da una parte la richiesta di una scelta immediata, dall’altra la difesa dei tempi tecnici e della prudenza amministrativa.

Un tema che torna a infiammare la politica algherese

Il destino del canile comunale torna a far discutere, diventando terreno di scontro tra l’attuale amministrazione e l’opposizione. L’ex sindaco Mario Conoci ha rivolto un appello diretto al primo cittadino Raimondo Cacciotto, chiedendo una “decisione definitiva” sull’acquisto della struttura.
Secondo Conoci, “dopo le prime aperture e dichiarazioni pubbliche, tutto sembra essersi fermato”, lasciando la questione in una fase di stallo che preoccupa cittadini e volontari.

L’ex sindaco: “Servono atti concreti, non rinvii”

Conoci ha ricordato la grande mobilitazione popolare a favore dell’acquisizione del canile, con oltre 8.000 firme raccolte dai volontari.

“Una richiesta chiara e senza precedenti che chiede un gesto concreto da parte dell’Amministrazione”,
ha dichiarato l’ex sindaco.

Rivolgendosi direttamente alla Giunta, Conoci ha sottolineato la disponibilità finanziaria del Comune:

“Con un avanzo di 12 milioni di euro, destinare anche solo il 5 o 6% a questa causa sarebbe una scelta di responsabilità, di civiltà e di buon senso.”

E ancora, l’appello a non perdere tempo:

“Non servono ulteriori rinvii, studi o ipotesi di smembramento del compendio: la struttura funziona e svolge un servizio fondamentale. Ogni giorno di attesa espone al rischio di perdere un’opportunità unica.”

Cacciotto replica: “Sì all’acquisto, ma con responsabilità”

La risposta del sindaco Raimondo Cacciotto è arrivata attraverso il suo profilo ufficiale Facebook.

“Ogni acquisto pubblico deve essere fatto con cognizione di causa e nel rispetto delle condizioni di economicità e di interesse collettivo.”

Il primo cittadino ha ribadito la volontà di procedere con l’acquisto, ma ha chiarito che serve il tempo necessario per valutare tutti gli aspetti:

“Non c’è alcun tentennamento né pressioni esterne. Stiamo lavorando con rigore e serietà per garantire la tutela dell’Ente e della comunità.”

Tra prudenza e sospetti politici

Nel suo intervento social, Cacciotto ha poi lasciato intendere che la fretta dell’ex sindaco possa nascondere altri motivi:

“Semmai, viene da chiedersi se la fretta manifestata non nasconda intendimenti differenti.”

Un’affermazione che ha immediatamente acceso il dibattito politico e aperto nuovi interrogativi sul vero motivo delle pressioni di Conoci.

Una decisione attesa dalla città

La vicenda del canile è ormai il simbolo di un confronto più ampio sul modo di amministrare la città: da una parte chi chiede rapidità e decisione, dall’altra chi invoca cautela e trasparenza.
Nel frattempo, volontari e cittadini continuano ad attendere che dalle parole si passi ai fatti, con una scelta definitiva che dia stabilità al futuro della struttura.




Alghero convoca il Consiglio comunale per discutere di Palestina: ma a che serve ora?

credit foro vatican news

Convocata per giovedì 16 ottobre una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Alghero dedicata alla solidarietà con la Palestina. Una decisione che solleva interrogativi sul suo reale tempismo e significato politico.

Il Comune di Alghero ha convocato per giovedì 16 ottobre 2025, alle ore 17, una seduta straordinaria del Consiglio comunale nella sede di Villa Maria Pia. All’ordine del giorno figura un solo punto: “Alghero città solidale con la Palestina”.

Un’iniziativa che, almeno sulla carta, intende esprimere vicinanza a un popolo martoriato da anni di conflitti. Tuttavia, la decisione appare quantomeno tardiva: la guerra è ormai giunta al termine e la pace, seppur fragile, è finalmente una realtà riconosciuta a livello internazionale.

Viene quindi spontaneo chiedersi: quale senso ha oggi discutere di un tema che avrebbe avuto valore simbolico e politico mesi fa, nel pieno della crisi? Perché questa convocazione arriva solo ora, quando il mondo guarda avanti e si parla di ricostruzione e diplomazia?

Il gesto, seppur animato da buone intenzioni, rischia di apparire come un atto puramente formale, privo di reale efficacia. Forse sarebbe stato più utile e coerente affrontare la questione nel momento in cui la solidarietà avrebbe potuto davvero contare, non quando ormai i giochi diplomatici sono fatti.




Fratelli d’Italia Alghero: piena solidarietà a Circolo di Cagliari







Fratelli d’Italia Alghero – Comunicato Stampa


5 Ottobre 2025

POLITICA ▼

Fratelli d’Italia Alghero: piena solidarietà a Circolo di Cagliari

Basta clima d’odio e accuse infamanti. Il direttivo condanna gli atti di violenza contro la sede politica

📍 ALGHERO | Fratelli d’Italia – Circolo di Alghero

Nella giornata di oggi il Circolo di Fratelli d’Italia di Alghero e il suo direttivo esprimono ferma solidarietà ai militanti e dirigenti del Circolo di Cagliari, vigliaccamente colpiti con un attacco alla sede di via Sonnino.

Il lancio di vernice e di oggetti contro una sede politica non è un episodio isolato, ma rappresenta l’ennesimo sintomo di un clima di odio e delegittimazione costruito e alimentato giorno dopo giorno anche da chi, ricoprendo incarichi istituzionali, utilizza la propria posizione per diffondere insulti, accuse infamanti e provocazioni nei confronti del Governo e dei suoi rappresentanti.

Solidarietà
Piena

Condanna
Totale

Posizione
Ferma

“Siamo certi che anche questa volta qualcuno proverà a sminuire l’accaduto, dicendo che non si tratta di un atto di violenza, ma di un semplice gesto dimostrativo”

Un linguaggio del genere, irresponsabile e carico d’odio, non ha nulla a che vedere con il legittimo dissenso politico: è semmai il frutto amaro di una strumentalizzazione vergognosa di una causa nobile e drammatica, come quella palestinese, piegata a miseri fini di propaganda contro il Governo italiano e contro chi lo sostiene.

Chi soffia sul fuoco di questa tensione, anche solo con le parole, diventa moralmente complice di chi passa dalle accuse alle aggressioni, dalla vernice alle pietre.

Non è più soltanto un attacco a Fratelli d’Italia: è un attacco al principio stesso di libertà politica e di rispetto democratico.

“Noi non ci faremo intimidire”

Condanniamo senza appello questo gesto vile e chiunque, dentro o fuori le istituzioni, continui a legittimare l’odio politico con parole irresponsabili e denigratorie.

Fratelli d’Italia continuerà a stare dalla parte dei cittadini, della verità e della democrazia, con fermezza e coraggio, difendendo le istituzioni da chi vorrebbe sostituirle con il fanatismo e la violenza.







Israele-Gaza: Negoziati al Via Domani in Egitto







Israele-Gaza: Negoziati di Pace



NOTIZIE DAL MONDO
4 OTT 2025

Israele-Gaza

Negoziati di Pace
al Via

Italia pronta con i Carabinieri

8.100
Militari Italiani

29
Missioni Attive

18
Paesi Coinvolti

⚠️ Ultima Ora
Negoziati previsti per domani in Egitto con presenza dell’inviato USA Witkoff. Italia valuta invio Carabinieri per supporto post-conflitto.



Militari all’Estero
8.100
📈 +3.2%

Missioni Attive
29
📈 +2%

Paesi Coinvolti
18

Budget Annuale
€1.4Mld
📈 +5.8%

🛡️ Il Ruolo dei Carabinieri
L’Italia ha una lunga tradizione di peacekeeping. I Carabinieri sono già impegnati nella formazione delle forze di polizia libanesi, guadagnando la fiducia di tutte le parti coinvolte.

Trend Impegno Peacekeeping Italia (2020-2025)

20206.800 militari
6.800

20217.100 militari
7.100

20227.350 militari
7.350

20237.600 militari
7.600

20247.850 militari
7.850

20258.100 militari
8.100

L’Italia supera costantemente la media europea per impegno nelle missioni di pace

Composizione Forze Italiane all’Estero

Esercito35%
35%

Carabinieri28%
28%

Marina22%
22%

Aeronautica15%
15%

I Carabinieri rappresentano il 28% delle forze impiegate, specializzati in formazione e polizia civile

🏆 Dichiarazione Ministro Crosetto
“Abbiamo non solo l’intenzione, ma il dovere nel caso in cui scoppi la pace di essere presenti,
perché in quel luogo più che in tanti altri serve il nostro approccio, la nostra cultura di pace,
la nostra capacità di inclusione.”
Evento Leopolda – Dialogo con Matteo Renzi

🌍 Leadership Internazionale
Le forze italiane sono riconosciute per la loro preparazione e approccio inclusivo, distinguendosi in missioni ONU, NATO ed EU.

Dispiegamento Forze Italiane per Area

Medio Oriente1.250 militari • 8 missioni
1.250

Mare1.100 militari • 7 missioni
1.100

Africa890 militari • 6 missioni
890

Balcani650 militari • 5 missioni
650

Asia420 militari • 3 missioni
420

Medio Oriente

1.250
militari in 8 missioni attive
  • • UNIFIL (Libano)
  • • Formazione polizia locale
  • • Supporto umanitario

Africa

890
militari in 6 missioni attive
  • • Training forze locali
  • • Stabilizzazione regionale
  • • Contrasto terrorismo

Mare

1.100
militari in 7 operazioni navali
  • • Sorveglianza Mediterraneo
  • • Operazioni antipirateria
  • • Supporto NATO

Il Metodo Italiano

Le forze italiane si distinguono per un approccio unico che combina:

👥 Vicinanza alla popolazione: 4.000+ stazioni Carabinieri in Italia, esperienza nel dialogo locale

🛡️ Cultura di pace: Approccio inclusivo riconosciuto da tutte le parti coinvolte

Tentativi di Negoziato (Ultimi 6 Mesi)

Apr 242 tentativi • 0 successi
2

Mag 243 tentativi • 0 successi
3

Giu 241 tentativo • 0 successi
1

Lug 244 tentativi • 1 successo
4

Set 243 tentativi • 1 successo
3

Ott 255 tentativi • 2 successi
5

Ottobre 2025 mostra un’accelerazione nei negoziati con 5 tentativi e 2 successi parziali

Timeline Chiave

5 Ott 2025

Negoziati al Cairo
Incontro previsto in Egitto con presenza inviato USA Steve Witkoff

4 Ott 2025

Dichiarazioni Crosetto
Ministro conferma disponibilità Italia a inviare Carabinieri per supporto post-pace

Set 2025

Successo UNIFIL
Riconoscimento internazionale per lavoro Carabinieri nella formazione polizia libanese

Lug 2025

Piano Trump
Amministrazione USA presenta piano per stabilizzazione Gaza post-conflitto

📅 Prossimi Passi
Se i negoziati avranno successo, l’Italia potrebbe dispiegare un contingente di Carabinieri entro 60-90 giorni per supportare formazione forze di polizia locali e mantenimento sicurezza.