Olbia: Trasmissione Ordinanza sindacale n. 23 del 2021




COMUNICATO STAMPA – Decidim l’Alguer – PD Alghero

COMUNICATO STAMPA – Decidim l’Alguer – PD Alghero

Decidim l’Alguer, il progetto partecipativo, riformista e progressista, voluto dal Partito Democratico per il rilancio di Alghero nel dopo pandemia, muove in queste settimane i suoi primi passi in una direzione chiara e condivisa.

In tanti e tante si stanno iscrivendo. Tanti e tante stanno contribuendo con le loro idee. Diverse forze civiche stanno aderendo in queste ore per dare l’impulso che manca alla città nel riprendersi dopo la grave crisi.

I nostri obiettivi sono questi:

  1. Attivare una discussione aperta, informata e trasparente in città sul rilancio di Alghero nel post-pandemia. I temi saranno scelti collettivamente: una nuova sanità più vicina alle persone, il rilancio turistico, l’assetto della città, i suoi collegamenti con la Sardegna, l’Italia, il Mondo, il ruolo dei giovani e delle donne, lo sport, la terza età, l’inclusione sociale, etc… Lavoreremo on line su una piattaforma innovativa, già in fase di realizzazione e, quanto prima, di persona;
  2. Chiedere con un’iniziativa popolare al Consiglio comunale l’istituzione di un’Assemblea deliberativa di cittadine e cittadini estratti a sorte sulla base di un campione stratificato utilizzando il modello della Conferenza per il Futuro dell’Europa in partenza entro la prossima estate. Le Assemblee di cittadine e cittadini si diffondono sempre più in Italia, in Europa e nel mondo per la loro caratteristica di ampia rappresentatività e discussione aperta, informata e consapevole. Sono l’istituzione del futuro che possiamo far nascere subito in città;
  3. Rinnovare e potenziare tutti gli strumenti di partecipazione popolare finora inutilizzati anche quando presenti negli statuti e nei regolamenti del Comune. Dalla riattivazione del Difensore civico, fino alla valorizzazione del ruolo dei Comitati di quartiere, alle Iniziative popolari, alle petizioni al Consiglio comunale, ai referendum consultivi. Strumenti il cui sottoutilizzo ha determinato distacco della cittadinanza dalle istituzioni.

Alghero non può più aspettare il suo futuro che è partecipativo, riformista, progressista ed europeo.

Far parte della nostra iniziativa è semplice, bastano 2 minuti.
Per iscriversi questo è il link —> https://forms.gle/3eoofAAYV5iCEzJv8

da: PD Alghero per DECIDIM L’ALGUER Alghero 24/03/2021




Punta Giglio, prescrizioni del Parco sui lavori. Lunedi sopralluogo

Impartite dall’Ente Parco alla cooperativa “Quinto Elemento” le prescrizioni  operative da rispettare in fase di cantiere per la massima attenzione alle componenti ambientali ed in particolare alle specie nidificanti. Richiesto il piano settimanale di avanzamento del cantiere che dovrà essere preventivamente approvato dall’Ente Parco. Il riscontro sul campo di eventuali criticità comporterà la interruzione dei lavori del cantiere. Lunedì mattina 22 marzo previsto un sopralluogo del Parco e del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale. 

Massima l’attenzione dell’Ente Parco sull’andamento dei lavori del cantiere di Punta Giglio. Considerato l’alto livello di attenzione dell’opinione pubblica e della comunità algherese sulle questioni ambientali riguardanti l’intervento di restauro, risanamento conservativo, rifunzionalizzazione e allestimento museale dell’ex Batteria S.R. 413 in località Punta Giglio, la direzione dell’Ente Parco informa che eserciterà un alto livello di sorveglianza sull’andamento dei lavori del cantiere in stretto raccordo con il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, a partire da un primo sopralluogo già programmato tra la Direzione del Parco e la Direzione del Servizio territoriale di Sassari per la giornata di Lunedi mattina 22 marzo. In attuazione delle proprie funzioni di prevenzione e vigilanza l’Ente Parco, ai sensi delle legge regionale 4/1999, ha impartito questi giorni alla Cooperativa “Quinto Elemento” una serie di precisazioni e di specificazioni interpretative, da adottare in fase di cantiere.

A garanzia del massimo rispetto delle componenti ambientali (flora e fauna) e delle prescrizioni già impartite dall’Ente Parco è stato chiesto alla cooperativa “Quinto Elemento” di fornire un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dello stesso Ente Parco.La nota inviata dal Parco precisa in primo luogo l’esigenza del rispetto delle disposizioni contenute nel recente regolamento del SIC ITB 010042 approvato con Decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente n. 1007613-16 del 03/11/2020, con particolare riferimento all’articolo 9, commi 7 ed 8, dello stesso Regolamento. Con riferimento alla prescrizione di ordine generale impartita dall’Ente Parco che prevede che tutte le attività di cantiere che si attuano a meno di 100 metri dal margine di falesia dovessero essere interrotte nel periodo compreso fra il 15 marzo e il 30 settembre viene precisato che tale formulazione, espressa in termini generali a scopo precauzionale, vada ora verificata punto, punto, dai tecnici dell’Ente Parco, con riferimento allo specifico avanzamento dei lavori di cantiere. Il riscontro di eventuali criticità comporterà l’interruzione dei lavori del cantiere. A tale fine, precisa l’Ente Parco, di avere completato la terza stagione di monitoraggio dei procellariformi presenti nel parco di Porto Conte e nell’AMP di Capo Caccia – Isola Piana, e di avere a disposizione l’analisi completa dei dati di mappatura di tutti i siti puntuali di nidificazione. Alla luce di tali acquisizioni, il Parco afferma che allo stato attuale nel tratto di falesia compreso fra Capo Bocato e La Piana: a) non sono stati rinvenuti siti di nidificazione di Puffinus yelkouan e i censimenti notturni all’ascolto di quest’anno hanno dato esito negativo, pur in presenza di imponenti raft all’imboccatura della baia di Porto Conte; b) nei due anni precedenti l’unico sito occupato per la nidificazione da parte di Calonectris diomedea è la cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS dove peraltro sono stati trovati tre nidi nella stagione 2020; c) non sono presenti siti di nidificazione di Hydrobates pelagicus. In ragione di tali conoscenze l’Ente Parco ha impartito le seguenti prescrizioni da rispettare in fase di cantiere: 1. tutte le attività che si conducano ad una distanza euclidea inferiore a 100 metri dall’imboccatura della cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS, regolarmente provvista di placchetta identificativa del catasto speleologico regionale, devono essere specificate in un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dell’Ente Parco. L’Ente Parco inoltre ha comunicato alla cooperativa “Quinto Elemento” che si riserva di esprimersi in senso più restrittivo anche su altri tratti di falesia in ragione di eventuali nuove acquisizioni dalle proprie attività di monitoraggio del territorio




LEGA SASSARI: “FONDAMENTALE IL LAVORO DELLA LEGA PER L’APPROVAZIONE DEL PROGETTO SUL CENTRO INTERMODALE”

Sassari 20/03/2021

Il protocollo d’intesa tra il Comune di Sassari, la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e FS Sistemi Urbani, firmato da Giorgio Todde, assessore regionale ai trasporti in quota Lega, ha consentito al Comune di Sassari la realizzazione di un progetto da 28 milioni di euro per la realizzazione del centro intermodale e la riqualificazione urbana delle aree limitrofe. “È un progetto concreto che la città attendeva da 25 anni, fondamentale per il futuro di Sassari anche nell’ottica della città metropolitana. Una vera conquista per tutto il nord Sardegna” – commenta così con soddisfazione Marina Puddinu, coordinatrice della sezione sassarese della Lega. “Ancora una volta la Lega si dimostra puntuale e attenta ai bisogni della città di Sassari – prosegue Puddinu -, grazie al lavoro dei nostri eletti in Regione e del nostro rappresentante in Consiglio comunale di Sassari è possibile giungere a risultati concreti”. Il contenuto del progetto prevede l’acquisto da parte del Comune di Sassari di un un’area della RFI, non più utilizzata da tanti anni, situata all’interno della stazione di Sassari e nella quale sarà realizzato il centro intermodale dei trasporti con un’autostazione del trasporto pubblico su gomma adiacente alla ferrovia. Altri interventi, già cominciati, sono destinati all’area dell’ex gazometro di Via XXV aprile, che ospiterà un parcheggio con sovrastante piazza, e alla riqualificazione di tutta la zona attraverso la realizzazione di rotatorie per regolare e rendere più scorrevole il traffico. “L’auspicio è che il Comune di Sassari possa realizzare il progetto nei tempi previsti e che la sua realizzazione venga compresa in un ragionamento più ampio. È importante che a questo segua un ripensamento dell’organizzazione del trasporto pubblico di Sassari e del progetto sul tracciato della metropolitana di superficie, anche grazie all’impegno dei fondi che arriveranno alla città dal Recovery fund. L’obiettivo finale dovrà essere la connessione del centro sassarese con le sue borgate e con i futuri paesi della Città metropolitana”, si esprime così il coordinamento della Lega città di Sassari, rendendosi disponibile ad offrire il proprio contributo sul tema trasporti.




Dalla Giunta Lutzu 220 mila di sgravi sui tributi per imprese, associazioni e professionisti

Dalla Giunta Lutzu arriva una nuova misura destinata a imprese, associazioni e professionisti in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Su proposta dell’Assessore alle Attività produttive Maria Bonaria Zedda, la Giunta Lutzu ha deliberato i criteri per il nuovo bando “Oristano per le imprese 2021” con la concessione di contributi che, unite alle altre misure già disposte dalle istituzioni nazionali, regionali e comunali, puntano ad alleviare la sofferenza di imprese e professionisti durante l’emergenza sanitaria da coronavirus.

“Nel momento in cui la Sardegna ritorna in area arancione e scattano le misure anti Covid da cui dipenderanno nuove chiusure e nuove restrizioni, interveniamo per un importo complessivo di 220 mila euro per sgravare, nella misura massima di 300 euro a richiedente, le attività produttive e quelle professionali dal pagamento della TARI 2021” osservano il Sindaco Andrea Lutzu e l’Assessore Zedda.

“Accogliendo le istanze delle organizzazioni di categoria e le richieste di tanti imprenditori e professionisti locali abbiamo stabilito una serie di criteri che consentiranno loro di non dover sostenere il peso del pagamento del tributo dovuto per i rifiuti – spiega l’Assessore Maria Bonaria Zedda -. Lo sgravio si aggiunge alle risorse messe a disposizione dal Governo nazionale e dalla Giunta regionale e alle misure adottate dal Comune che in questo anno, tra le altre cose, è intervenuto con varie misure, come i buoni spesa e i buoni famiglia, a favore di centinaia di famiglie in difficoltà”.

I criteri, stabiliti dalla Giunta Lutzu e assegnati al Dirigente comunale per la predisposizione dell’avviso pubblico (che sarà pubblicato nei prossimi giorni), prevedono che il contributo sia attribuito a scomputo del tributo TARI dovuto per l’anno 2021. Potranno presentare domanda le imprese (ditte individuali, imprese artigiane e società) titolari di Partita Iva e iscritte alla Camera di Commercio, nonché i professionisti titolari di Partita Iva, le associazioni (culturali, di promozione sociale, di volontariato, sportive dilettantistiche nonché agli enti del terzo settore) che hanno sede operativa a Oristano e che, nel periodo tra il 4 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020, hanno ricevuto danni diretti a causa della chiusura e/o dalla limitazione delle attività per effetto della normativa anti-Covid e che abbiano riscontrato una diminuzione del fatturato per l’anno 2020 superiore al 25% rispetto a quello del 2019. L’impresa o associazione non deve avere avuto al 31.12.2020 un fatturato per l’anno 2020 superiore a 400 mila euro. Per i professionisti il fatturato 2020 non deve essere stato superiore a 50 mila euro.

“Rispetto al precedente bando introduciamo l’importante requisito della riduzione del fatturato di almeno il 25% per il 2020 rispetto al 2019 – osserva l’Assessore Maria Bonaria Zedda -. È un requisito che abbiamo voluto prevedere per intercettare le reali situazioni di difficoltà di imprese, associazioni e professionisti. Sarà possibile presentare richiesta per ciascuna delle attività aventi sede operative sul territorio comunale di Oristano. Il contributo è una tantum nella misura massima di 300 euro. Se un richiedente avesse più sedi operative nel Comune di Oristano potrà beneficiare del contributo di 300 euro per la prima attività e di un ulteriore 50% del contributo per una sola seconda attività”.




OLIENA CHIAMA BOLZANO, SINERGIA NELLA RICOSTRUZIONE POST ALLUVIONE GRAZIE ALLA GENEROSITA’ E SOLIDARIETA’ DELLA PROVINCIA AUTONOMA

Una lettera alla Provincia Autonoma di Bolzano che è contemporaneamente un ringraziamento e un invito. Il sindaco di Oliena Sebastiano Congiu, prende carta e penna e scrive agli amministratori alto atesini, protagonisti dopo la terribile alluvione del 2013 di una importante raccolta fondi da destinare proprio al paese in quei giorni fortemente provato dall’evento. 

“Gentilissimi, a nome mio personale, dell’amministrazione comunale che rappresento e dell’intera cittadinanza di Oliena, desidero esprimere il più sentito ringraziamento per il grande gesto di solidarietà che avete manifestato a seguito dell’alluvione del 18 novembre 2013 che ha duramente colpito il nostro territorio”, scrive il primo cittadino. “Colgo l’occasione, per Vostro tramite, per estendere il ringraziamento doveroso anche al Circolo dei Sardi, che in quel periodo era presieduto da una nostra concittadina, Ilaria Congiu, che insieme ai suoi genitori si è subito attivata, tanto da arrivare a sensibilizzare e rendere partecipe un’amministrazione importante come la Provincia Autonoma di Bolzano”. Il finanziamento di 500 mila euro da stanziato, 450 mila sono andati al comune di Oliena, ricevuti con un accordo di programma tra la Protezione Civile della Regione Sardegna. Congiu ricorda poi il complesso iter (partito nel novembre del 2018 e concluso nell’ottobre del 2020) che ha portato alla realizzazione degli interventi previsti con il collaudo delle opere. I lavori hanno interessato il sito adiacente il monumento naturale di Su Gologone, che era stato particolarmente danneggiato dalla furia del ciclone. Sono stati ricostruiti il muro di sostegno e la scalinata che porta al belvedere, dove è anche presente la Chiesa di Nostra Signora della Pietà, che ha necessitato di un importante intervento di ristrutturazione, nonché altre opere accessorie, per un importo totale speso di 377.502 mila euro. “Come amministrazione comunale, era nostro intento invitarvi ufficialmente per il giorno del collaudo finale delle opere, in modo da istituzionalizzare la giornata con un evento che potesse coinvolgere la cittadinanza ed esaltare il grande gesto di solidarietà e vicinanza tra i due popoli, ma le restrizioni delle note vicende legate alla pandemia in atto non ci hanno purtroppo permesso di farlo”, rimarca il sindaco. “Tuttavia, sarebbe per noi un grande onore, avervi come nostri ospiti, in una data da concordare anche per le vie brevi, per far sì che vi sia una diretta testimonianza di come è stato nuovamente reso fruibile il sito naturalistico grazie al vostro aiuto, ed inoltre possiate conoscere e ammirare le bellezze del nostro territorio”      




lettera ex sindaci a Draghi: «I territori siano protagonisti della ripresa sostenibile»

Signor Presidente,

gli ex Sindaci firmatari di questa lettera sono i primi a essere consapevoli dello sfor- zo che le istituzioni ad ogni livello stanno facendo per affrontare la più grave crisi sanitaria, economia e sociale che ci sia stata in Italia dal secondo dopoguerra. In particolare la nostra solidarietà va ai Sindaci delle città (metropolitane, medie, piccole e piccolissime) che ogni singolo giorno sono chiamati in prima persona a rispondere alle esigenze sempre più com- plesse dei loro concittadini.

A un anno dall’inizio della pandemia, siamo tuttavia alla vigilia di un evento storico. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea di ripresa per tutti i Paesi membri fatta di indirizzi condivisi e di risorse per investimenti paragonabili solo a quelle del cosiddetto “Piano Marshall”. Il Governo italiano sta elaborando in coerenza con il Recovery Plan e il Next Generation EU un suo proprio documento programmatico (PNRR) per dare applica- zione coerente agli indirizzi europei. Siamo certi dell’impegno di tutte le istituzioni nel non perdere l’occasione di rilanciare e riformare il Paese in una logica di innovazione, di soste- nibilità (ambientale, sociale ed economica) e di riduzione delle diseguaglianze.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, per esprimerLe un timore, che, per la nostra esperienza temiamo sia ancora attuale. Il timore è che la filiera della “Governance istituzio- nale” italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del PNRR. Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni, anche quando eravamo protagonisti della vita pubblica delle nostre città, i Comuni che non si confrontano fra loro, le Regioni che non dialogano con le Città Metropolitane e che ad ogni occasione (spesso fittizia) si distinguono dalle indicazioni del Governo Nazionale. Per non dire dei piccoli Comuni abbandonati a se stessi (senza risorse né tecniche, né eco- nomiche) per la cancellazione, colpevole, di un Ente di Area Vasta.

A noi non piace, Signor Presidente, parlare in astratto della seppur necessaria riforma della Pubblica Amministrazione, tantomeno accettare l’idea che in Italia vi sia ovunque i- nefficienza e incompetenza perché sappiamo che non è così, sia nel settore pubblico che in quello privato, anzi. Il problema è che quelle competenze vengono spesso inutilizzate e se- parate fra loro da norme di legge e abitudini culturali desuete, che antepongono il rispetto di se stesse, il controllo, il diritto di veto, la logica della sospensiva, all’efficacia dell’azione e alla sua verifica. Proprio per questo pensiamo che l’applicazione del PNRR sia l’occasione

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non perdibile per rendere più efficiente la governance amministrativo-istituzionale del Pae- se: da Roma fino a tutte le città, i paesi, i territori che, con le persone che li abitano, devono diventare i veri protagonisti della ripresa e della resilienza. Chi altrimenti?

La pandemia ha accentuato contraddizioni e discriminazioni più antiche: una cre- scente diseguaglianza sociale ed economica, una disoccupazione giovanile e femminile che ci priva delle migliori risorse e competenze, una troppo scarsa integrazione e omogeneità delle condizioni di benessere tra i territori, un mondo dei servizi pubblici essenziali arretrato e non omogeneo (basti pensare ai 20 diversi sistemi sanitari italiani), la mancanza di molte infrastrutture fisiche e digitali indispensabili alla coesione territoriale e sociale. A queste ca- renze ormai croniche la pandemia ha aggiunto il nuovo bisogno dei cittadini, divenuto sem- pre più urgente per anziani, donne, bambini, di avere servizi efficienti di prossimità. A tutto ciò il PNRR dovrà saper rispondere ripensando il sistema delle città e dei territori, se non lo si vuole ridurre all’ennesimo aiuto distribuito erga omnes (sui soggetti piuttosto che sui pro- getti), peraltro in netto contrasto con le scelte europee. Il PNRR seguirà una logica di sussi- diarietà, progettando soluzioni il più vicino possibile a dove i bisogni si manifestano, o una logica di direttive nazionali forti e uguali per tutti? Noi pensiamo che sia indispensabile ap- plicare il principio della “Sussidiarietà verticale” (come da Trattato della Comunità europea) e che le politiche nazionali saranno tanto più forti ed efficaci quanto più potranno articolar- si, declinarsi, adattarsi alle tante diverse realtà territoriali italiane. Realtà che compongono ormai un quadro molto variegato di difficoltà e potenzialità diffuse ovunque, facendoci su- perare, come molti studiosi sostengono, la storica netta separazione tra Nord e Sud, rispetto a una realtà composta di “tanti Nord e tanti Sud” presenti ovunque sul territorio nazionale.

Su questi temi abbiamo aperto un confronto con valenti ed esperti giuristi italiani e ne è emersa una “proposta” che viene illustrata in dettaglio nel documento che Le alleghia- mo e che qui possiamo sintetizzare come segue.

I territori italiani saranno o non saranno i veri protagonisti di una ripresa sostenibile del Paese. Perché lo siano è necessario che i loro rappresentanti partecipino da subito alla elaborazione e definizione del PNRR, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace applicazione. Nello stesso tempo, è difficile e sbagliato pensare che, senza una Ca- bina di Regia unica e nazionale si possa garantire la necessaria coerenza realizzativa delle linee guida europee e delle priorità italiane. La coniugazione tra coerenza e articolazione, tra responsabilità e partecipazione, dovrebbe essere il valore aggiunto del PNRR nei prossimi

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mesi. Questa “partecipazione” deve coinvolgere le Regioni ma non può limitarsi al solo confronto con le Regioni, che spesso hanno rappresentato un diaframma anziché un agente facilitatore della filiera istituzionale. Non immaginiamo che debba essere ulteriormente moltiplicata l’esperienza, non sempre positiva, della figura del “Commissario straordinario” con pieni poteri, né nazionale né territoriale. Al contrario, noi riteniamo che nella presenta- zione dei progetti sia necessario e doveroso (anche costituzionalmente) responsabilizzare i Sindaci che sono di fatto i portavoce dei bisogni delle loro comunità e i registi delle risposte che vengono fornite dall’amministrazione pubblica ai cittadini. In una parola, Signor Presi- dente, noi pensiamo che possa essere utilmente replicato ed esteso un modello simile a quel- lo applicato a Genova nella vicenda della ricostruzione del Ponte Morandi. Quel modello prevede che i Sindaci e le “Conferenze di servizio” siano i responsabili dei progetti da rea- lizzare, che non possano intervenire sospensive mentre i lavori sono in corso, che vi sia una certificazione pubblica e trasparente della coerenza tra il progetto approvato e la sua realiz- zazione. Siamo consapevoli dei rischi di infiltrazione malavitosa che la sussidiarietà può comportare, non solo nel Mezzogiorno. Ma senza questo allentamento del controllo ex ante, bilanciato da maggiori responsabilità penali ex post, riteniamo sia impossibile, fuori dal set- tore delle grandi opere pubbliche nazionali, estendere ai territori l’innovazione dei servizi, la transizione ecologica e la crescita economica sostenibile che l’Europa ci chiede.

La ringraziamo davvero, Signor Presidente, per l’attenzione che ci ha riservato e le auguriamo, nel pieno rispetto e apprezzamento del ruolo che ha svolto e che sta svolgendo, un buon lavoro.

FIRME DEGLI EX SINDACI: Giuliano Pisapia (Milano) Nicola Sanna (Sassari)
Sergio Cofferati (Bologna) Enzo Bianco (Catania)

Mario Bruno (Alghero)

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Marco Alessandrini (Pescara) Gianfranco Burchiellaro (Mantova) Enrico Campedelli (Carpi) Valentino Castellani (Torino) Monica Chittò (Sesto San Giovanni) Massimo Cialente (L’Aquila)

Paolo Corsini (Brescia)
Sergio Daniel (Varedo)
Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari) Antonella Ferrario (Ceriano Laghetto) Lillo Firetto (Agrigento)
Daniela Gasparini (Cinisello Balsamo) Oriano Giovanelli (Pesaro)
Marco Mairaghi (Pontassieve)
Giuseppe Manni (Bresso)
Vidmer Mercatali (Ravenna)
Carlo Novarino (Moncalieri)
Paolo Perazzoli (San Benedetto del Tronto) Massimo Pironi (Riccione)
Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano) Roberto Poli (Casalfiumanese)
Francesco Prina (Corbetta)
Maurizio Roi (Lugo)
Gaetano Sateriale (Ferrara)
Roberto Scanagatti (Monza)
Luigi Spagnolli (Bolzano)
Fabio Sturani (Ancona)
Tiziano Tagliani (Ferrara)
Elena Torri (Lizzano in Belvedere)
Walter Vitali (Bologna)
Paolo Zanotto (Verona)

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situazione della Sanità di Alghero – disattese le indicazioni del Consiglio Comunale

gent.mo Presidente,

il Consiglio comunale di Alghero in data 16 novembre 2020 approvava una risoluzione unitaria, a partire dalla discussione di due mozioni iscritte all’ordine del giorno, sulla situazione della sanità in città e con la stessa il Consiglio Comunale impegnava il Sindaco a portare nelle sedi deputate l’imprescindibile pronunciamento del Consiglio Comunale, quale istituzione rappresentativa della Città di Alghero.

Constatiamo che ad oggi non solo appaiono disattesi gli impegni richiesti al Sindaco dal Consiglio comunale, con particolare riferimento al futuro della terapia intensiva e alla salvaguardia dell’attività dell’Ospedale marino, ma le ultime decisioni della Regione Sardegna e dei vertici ATS sanciscono, con la delibera commissariale n. 63 del 12 marzo 2021 la fine dell’Ospedale Marino, e vanno in direzione esattamente contraria alle indicazioni del Consiglio comunale.

A salvaguardia della volontà unanime del Consiglio Comunale, le chiediamo di riportare nell’immediatezza in aula la discussione sullo stato di attuazione della risoluzione approvata lo scorso novembre affinché il Consiglio cComunale possa riflettere e deliberare su una immediata e risoluta strategia finalizzata a tutelare il diritto alla salute degli algheresi e dei cittadini del nostro distretto.

Sicuri che vorrà far sue le nostre considerazioni e la nostra preoccupazione per lo Stato della Sanità locale le annunciamo che abbiamo depositato una interrogazione indirizzata al Sindaco, con richiesta di risposta scritta, alla luce degli scarsi risultati ottenuti dalla sua azione politica rispetto alle determinazioni del Consiglio Comunale e della evidente nulla autorevolezza nei confronti della Regione Sardegna e dei vertici ATS.

In attesa di un suo pronto riscontro, le porgiamo i saluti più cordiali

f.to I consiglieri comunali:
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Mario Bruno
Valdo Di Nolfo
Mimmo Pirisi




Ristori per taxi e Ncc, pubblicato il bando. L’assessore Fasolino: “Boccata d’ossigeno per un comparto in crisi”

Così l’assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino, commenta la pubblicazione del bando dedicato agli operatori del settore del trasporto pubblico locale non di linea (taxi e NCC e mezzi atipici), che prevede un’indennità una tantum finalizzata a compensare in parte i danni economici causati dall’emergenza sanitaria.

Cagliari, 17 marzo 2021 – “Andiamo incontro al comparto del trasporto privato che da circa un anno, a fronte di uno stop generalizzato della mobilità delle persone, ha dovuto comunque sostenere i costi per assicurare i servizi di pubblica utilità. Oggi mettiamo in campo una misura di sostegno che va a soccorrere e rilanciare uno dei settori strategici per la nostra economia”. Così l’assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino, commenta la pubblicazione del bando dedicato agli operatori del settore del trasporto pubblico locale non di linea (taxi e NCC e mezzi atipici), che prevede un’indennità una tantum finalizzata a compensare in parte i danni economici causati dall’emergenza sanitaria.

Destinatari della misura sono i titolari di una licenza taxi e di noleggio con conducente, sia che si tratti di lavoratori autonomi e sia che si tratti di titolari di partita IVA, fino a 4 mila euro per ciascun beneficiario. “Si tratta di una delle misure che danno la concreta percezione di una Regione che vuole essere al fianco della Sardegna, delle famiglie, dei territori, delle aziende isolane – continua l’Assessore – L’attenzione rivolta al trasporto privato è la risposta alla sofferenza di tutti quegli operatori che hanno subito e stanno subendo importanti perdite economiche, con margini negli utili drasticamente ridotti e difficoltà a fronteggiare il servizio. La Regione non solo è attenta alle loro esigenze ma si è dimostrata pronta a intervenire per garantire una prospettiva anche nel breve termine”. Soggetti attuatori del programma di aiuti sono le Camere di Commercio. Le domande di contributo dovranno essere presentate a partire dalle 9 del 25 marzo 2021 e fino alle 9 del 19 aprile 2021. Tutte le informazioni potranno appunto essere reperite sui siti internet istituzionali delle 3 Camere di Commercio di Cagliari-Oristano, Sassari e Nuoro.




Punta Giglio, Porto Conte: documenti e verità. L’Azienda Speciale Parco di Porto Conte ricostruisce la storia del progetto riguardante il compendio ex-militare di Punta Giglio

Punta Giglio è un bene prezioso, di altissimo pregio ambientale, ricco di valori storici, culturali ed identitari. Ed è giusto e doveroso che tutta la comunità di Alghero si batta per tutelarlo, preservarlo e difenderlo da qualsiasi possibile rischio per consegnarlo e tramandarlo integro alle generazioni future. Non si può quindi che apprezzare il dibattito acceso, le prese di posizione ed anche le dure critiche che alcune componenti della comunità locale stanno rivolgendo al progetto di valorizzazione del compendio promosso dal Demanio dello Stato ed affidato in concessione ad una cooperativa di giovani imprenditori che ha vinto nel 2018 un bando pubblico. Si tratta di una chiara testimonianza di democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva che, tuttavia, ha il preciso dovere del rispetto dei fatti, come oggettivamente si sono verificati e del ruolo effettivo che sulla vicenda ha svolto il Parco di Porto Conte. Per questo motivo il Parco intende concorrere in modo costruttivo a questo dibattito con la massima trasparenza, portando all’attenzione di tutta la comunità la sua posizione affinchè non vi possano essere dubbi e fraintendimenti sul proprio operato. A tale fine ha deciso di pubblicare nel proprio sito istituzionale  una ricostruzione dei fatti come si sono svolti – fin dai mesi precedenti la decisione del Demanio e fino alla autorizzazione unica rilasciata dal Comune di Alghero – corredata da allegati di atti e lettere ufficiali che dimostrano in modo inequivocabile quali siano stati gli intendimenti e le azioni poste in essere dal Parco per la massima tutela e valorizzazione del compendio di Punta Giglio (il dossier è consultabile al link https://www.algheroparks.it/news-e-eventi/posts/2021/march/compendio-di-punta-giglio-parco-di-porto-conte-documenti-e-verit%c3%a0/). Come riscontrabile dai documenti pubblicati, i punti salienti dell’operato del Parco possono essere così riassunti:

–        fin dai primi mesi della sua effettiva operatività (anno 2008), il Parco cercò in tutti i modi di riportare la disponibilità dei ruderi militari di Punta Giglio, bene dello Stato, nella propria diretta gestione per evitarne il progressivo degrado e per poterlo ricondurre alle finalità istituzionali di tutela, educazione ambientale e fruizione controllata proprie di un’area protetta. Della questione fu anche interessato l’allora Sottosegretario di Stato alla Difesa ma, nonostante le dichiarate disponibilità, il tentativo non condusse ai risultati sperati;

–        in tempi più recenti, venuti a conoscenza dei propositi del Demanio dello Stato di mettere a bando il compendio militare, il Parco, unica voce del territorio a prendere una posizione, si mobilitò e cercò di contrastare tali intendimenti manifestando anche formalmente la propria contrarietà ad una ipotesi di sfruttamento turistico di un’area di alto pregio storico-ambientale ricadente all’interno di un’area protetta e non compatibile con la stessa; 

–        anche in questo caso la posizione chiaramente espressa dal Parco non fu accolta dallo Stato anche perché, nel frattempo, completate le fasi di aggiudicazione, il Demanio chiese ed ottenne la piena disponibilità degli allora vertici dell’Amministrazione comunale di Alghero a sostenere l’iniziativa ed il progetto risultato vincitore, anche al prezzo di introdurre le necessarie modifiche di tipo urbanistico;

–        vani furono i tentativi del Parco, anche in quel caso in solitudine, di evidenziare le forti criticità ambientali e di scongiurare la posizione dell’Amministrazione comunale che, al contrario, firmò un protocollo d’intesa che dava il via libera al progetto dichiarato vincitore dal Demanio;

–        forti furono le preoccupazione del Parco per le caratteristiche del progetto risultato vincitore, ritenuto non compatibile con l’area naturalistica protetta; il progetto prevedeva, infatti, un intervento di riqualificazione della caserma e degli altri edifici militari, nonché l’aggiunta di ulteriori unità mobili sparse all’interno del compendio al fine di costituire una struttura ricettiva diffusa per un totale di oltre 70 posti letto con annesso ristorante e piscina: propositi del tutto improponibili all’interno di un Parco naturale;

–        di fronte a questa evidenza dei fatti al Parco non restava che attivare immediatamente una linea di condotta di diretta interlocuzione con la cooperativa vincitrice per fare in modo che la stessa ridefinisse in modo sostanziale i contenuti della proposta originaria per renderla compatibile con l’area naturale protetta e con i diversi vincoli di natura edilizia e paesaggistica, nonché con la esigenza del pieno rispetto della storia, della salvaguardia della memoria e della identità dei luoghi;

–        la cooperativa “Il Quinto Elemento” con spirito di massima collaborazione si rese fin da subito disponibile alla collaborazione richiesta dal Parco ed alla rimodulazione sostanziale della proposta originaria per rispondere alle richieste dei diversi Enti preposti fra i quali, oltre al Parco, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Ufficio Tutela del Paesaggio, il Corpo Forestale dello Stato, il Comune di Alghero;

–        il punto di arrivo della rimodulazione può essere così sintetizzato: rinuncia completa alla impostazione turistico-ricettiva con 70 camere, ristorante e piscina e nuova impostazione delprogetto, suggerita dal Parco e del tutto condivisa dalla Soprintendenza, di realizzazione prioritaria di un museo a cielo aperto con annessa foresteria (massimo 20 posti letto), punto ristoro e vasca ludica legata in modo funzionale alle attività dell’Ecomuseo del Parco di Porto Conte;

–        la nuova impostazione che rende oggi compatibile il progetto con le esigenze di tutela e sostenibilità ambientale ha trovato puntuale conferma nei nuovi documenti progettuali approvati con il provvedimento finale di autorizzazione unica rilasciato dal Comune di Alghero;

–        in fase di realizzazione dei lavori massima dovrà essere l’attenzione agli aspetti ambientali ed alla prescrizioni impartite dalla Regione e dal Parco per il massimo rispetto della flora e della fauna, nonché quelle a tutela della memoria storica impartite dalla Soprintendenza; a tale fine il cantiere sarà monitorato e controllato passo passo da tutti gli Enti pubblici preposti.

In conclusione, è solo grazie alla determinazione ed alla perseveranza del Parco di Porto Conte che è stato possibile scongiurare l’ipotesi originaria di una inaccettabile “aggressione” ambientale del compendio e di sfruttamento dello stesso a fini turistico-ricettivi non compatibili con un’area protetta. Il progetto approvato è un progetto rispettoso dell’ambiente che fermerà il degrado ed eviterà la cancellazione della memoria storica, consegnando alla comunità algherese un museo a cielo aperto che ridimensiona in modo del tutto sostenibile le previste attività di ristoro e pernottamento secondo le logiche tipiche dei rifugi di montagna.

Si tratta di un chiaro esempio che coniuga le finalità conservazionistiche e la tutela ambientale con lo sviluppo locale, creando occasioni di impresa e di occupazione, non solo per i giovani imprenditori della cooperativa, ma per un indotto locale di giovani algheresi che avranno la possibilità di collaborare col Parco nella gestione del museo e nei servizi per la fruizione naturalistica. Ma allora, non è proprio questo quello che un Parco deve fare?