Sassari, al Vecchio Mulino “Political figures for the Europe of the future”

Il 10 dicembre sarà presentato il lavoro di ricerca sul pensiero di otto grandi propugnatori dell’Europa dei popoli e delle nazioni senza Stato

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con la Coppieters Foundation di Bruxelles

SASSARI. Martedì 10 dicembre alle 17.30, al Vecchio Mulino di via Frigaglia 5 a Sassari, l’Istituto Camillo Bellieni presenta“Political figures for the Europe of the future”, un progetto di ricerca che ha coinvolto la Coppieters Foundation di Bruxelles nell’analisi di otto personaggi del Novecento che hanno caratterizzato la dimensione del federalismo europeo delle comunità. All’incontro interverranno Antonello Nasone, Daniela Masia Urgu e Immacolata Salis.

Il lavoro pone l’attenzione su alcune tra le più rappresentative figure politiche del XX secolo, accomunate dal sogno di un’Europa unita e articolata nelle diverse nazionalità e comunità prive di Stato. A suggellare la conclusione del percorso è la pubblicazione di un’opera divulgativa con traduzioni in inglese e in sardo, che approfondisce il pensiero e la vita di Camillo Bellieni, Antonio Simon Mossa, Marianna Bussalai (Sardegna); Emile Chanoux (Val d’Aosta); Denis de Rougemont (europeista svizzero): Edmond Simeoni (Corsica); Maurits Coppieters (Fiandre); Castelao (Galizia).

Anche attraverso il supporto delle immagini, il convegno avrà l’obiettivo di esporre la vita e le opere di queste interessanti personalità politiche, che hanno avuto il merito di proporre l’alternativa di un’Europa dei popoli, in cui si esalta il ruolo delle nazioni senza Stato, verso la riconfigurazione dell’architettura europea in senso federalistico.

La Coppieters è una fondazione politica riconosciuta dal Parlamento Europeo fin dal 2007, che sviluppa nuove idee e produce conoscenze sulla gestione della diversità culturale e linguistica, sui diritti collettivi e delle minoranze, sulla governance multilivello, sulla decentralizzazione, la riforma statale e costituzionale, i processi di statualità, l’autodeterminazione, la migrazione, li studi sulla pace e sulla protezione dei diritti umani in Europa. Opera nel rispetto dei principi su cui si fonda l’Unione Europea, vale a dire i principi di democrazia, rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto. I suoi membri hanno sede in otto stati membri dell’UE e sono attivi in ​​quattordici regioni o nazioni senza stato. L’attività è realizzata con il contributo della Regione Sardegna LR 3/2009 articolo 9 annualità 2024.




Grillo ” ho il diritto di estinguere il movimento”






Il ritorno di ITA ad Alghero e le sfide future del nord-ovest della Sardegna

Con il ritorno di ITA Airways, l’aeroporto di Alghero si riavvicina a Roma e Milano, ma le sfide per garantire una continuità territoriale e uno sviluppo turistico competitivo rimangono aperte. Le istituzioni e gli esperti del settore si confrontano per trovare soluzioni sostenibili e rilanciare il Nord-Ovest dell’isola.

Il collegamento aereo con la Sardegna, in particolare con l’aeroporto di Alghero, continua a essere un tema caldo per la mobilità dell’isola e per le politiche di sviluppo del territorio. Con il ritorno della compagnia di bandiera ITA Airways, la città di Alghero si ricollega a Roma e Milano, due tratte essenziali per garantire una continuità territoriale, non solo per i residenti, ma anche per i turisti e le attività economiche del Nord-Ovest della Sardegna.

Nell’incontro organizzato da Politicamente e condotto dall’editore Fausto Farinelli, a cui hanno partecipato Umberto Borlotti (esperto di trasporto aereo), Arnaldo Boeddu (segretario generale FILT CGIL), Stefano Lubrano (imprenditore turistico), Sandro Usai (fondatore di Ablativ), Barbara Manca (assessore ai trasporti della Regione Sardegna), Salvatore Deidda (presidente della IX commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) e Giovanni Dore (consulente dell’assessorato ai trasporti della Regione Sardegna), sono stati affrontati vari punti critici riguardanti la continuità territoriale e le difficoltà nel gestire le tratte aeree da e per Alghero.

Durante l’incontro, è intervenuto telefonicamente anche il Prof. Roberto Devoto, il quale ha evidenziato come sia fondamentale sviluppare una strategia di lungo periodo per il trasporto aereo in Sardegna. Secondo Devoto, senza un piano organico che tenga conto delle specificità dell’isola e delle esigenze delle diverse zone, sarà difficile raggiungere una vera continuità territoriale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di una maggiore collaborazione tra gli attori istituzionali e le compagnie aeree per garantire un servizio efficiente e sostenibile.

L’assessora Barbara Manca ha ribadito l’impegno della Regione Sardegna nel garantire la continuità territoriale, sottolineando la necessità di adottare misure efficaci per migliorare la connettività dell’isola. Ha inoltre evidenziato l’importanza di una collaborazione tra le amministrazioni locali e le compagnie aeree per rendere sostenibile il servizio, e ha menzionato il lavoro svolto per ottenere risorse aggiuntive destinate a incentivare i collegamenti aerei verso Alghero, così da ridurre il divario con gli altri aeroporti della Sardegna.

L’onorevole Salvatore Deidda ha sottolineato come sia fondamentale garantire la continuità territoriale come diritto per i cittadini sardi, mettendo in evidenza l’impegno del Parlamento per trovare soluzioni che siano sostenibili e rispondano alle esigenze dei residenti. Deidda ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di una maggiore pressione sulle compagnie aeree per garantire un servizio regolare e accessibile, evidenziando il ruolo cruciale della collaborazione tra Governo e Regione per migliorare le infrastrutture aeroportuali e rendere Alghero più competitivo rispetto agli altri aeroporti dell’isola.

Arnaldo Boeddu, segretario generale FILT CGIL, ha evidenziato le criticità legate al lavoro nel settore del trasporto aereo, sottolineando l’importanza di garantire condizioni di lavoro stabili e dignitose per i dipendenti delle compagnie aeree e degli aeroporti. Boeddu ha inoltre posto l’accento sulla necessità di interventi concreti per migliorare l’efficienza dei servizi aeroportuali, rendendo Alghero una scelta più competitiva per i vettori e per i passeggeri, in particolare in vista delle sfide future legate alla mobilità e alla sostenibilità.

Uno dei temi più discussi è stato il finanziamento necessario per incentivare le compagnie aeree a servire la Sardegna, con cifre che arrivano a 52 euro a passeggero residente, e la necessità di aumentare l’attrattività di Alghero rispetto a Cagliari e Olbia. Sandro Usai ha sottolineato come la regione abbia dovuto alzare l’asticella per convincere i vettori a operare su Alghero, mentre la vicina Gallura attira naturalmente più traffico.

Usai ha inoltre evidenziato l’importanza di un approccio integrato che coinvolga le comunità locali, le amministrazioni e gli operatori turistici per promuovere Alghero come destinazione appetibile non solo durante l’alta stagione, ma anche nei periodi di bassa affluenza. Ha suggerito di puntare su eventi e iniziative culturali per rendere la città più attrattiva e competitiva tutto l’anno, creando un ecosistema che sostenga il traffico aereo con una domanda costante.

Un altro argomento centrale è stato lo sviluppo del territorio del Nord-Ovest. Stefano Lubrano, imprenditore turistico ed ex sindaco di Alghero, ha sottolineato l’importanza di una strategia comune tra Alghero e le altre località limitrofe, come Bosa, per presentare un’offerta turistica unitaria e competitiva, attirando così più compagnie aeree e aumentando il flusso turistico. Tuttavia, è emerso che il traffico aereo è influenzato anche da fattori strutturali, come i costi aeroportuali e la distanza dalle grandi città come Roma e Milano.

Sebbene il ritorno di ITA ad Alghero sia visto come un successo, le sfide per rendere la città un polo turistico e di trasporto competitivo non sono ancora risolte. La questione della continuità territoriale rimane un nodo critico per lo sviluppo della Sardegna nord-occidentale, che deve puntare a un’offerta turistica integrata e a una maggiore efficienza nella gestione delle tratte aeree.




Il Rapporto Draghi, Competitività Europea: La Sfida per il Futuro. documento integrale in italiano

Fausto Farinelli

Settembre 2024 – Un rapporto scritto da Mario Draghi, ex Presidente della Banca Centrale Europea e Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, delinea le sfide e le opportunità che l’Unione Europea deve affrontare per mantenere la sua competitività nel contesto globale.

Mario Draghi, economista di fama internazionale, ha ricoperto ruoli cruciali nella gestione economica mondiale. Presidente della Banca Centrale Europea dal 2011 al 2019, è noto per aver guidato l’Europa fuori dalla crisi finanziaria con la storica frase “whatever it takes”. Dal 2021 al 2022 è stato Presidente del Consiglio italiano, gestendo la crisi pandemica e il rilancio economico del Paese. La sua lunga carriera e la sua visione per l’Europa sono oggi al centro di un nuovo rapporto che analizza il futuro della competitività europea.

Una Nuova Era di Competitività

Nonostante i suoi punti di forza, l’Europa sta perdendo terreno in termini di produttività e innovazione rispetto ai concorrenti globali. L’UE rappresenta il 17% del PIL mondiale, con un mercato unico di 440 milioni di consumatori e 23 milioni di imprese, ma la sua crescita economica è rallentata rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Tra il 2002 e il 2023, il divario del PIL pro capite tra l’UE e gli Stati Uniti è cresciuto dal 15% al 30%, con l’Europa che fatica a mantenere il passo.

Uno dei fattori chiave di questo rallentamento è la produttività. Oggi, la produttività dell’UE è inferiore all’80% del livello statunitense. Inoltre, si prevede che la forza lavoro dell’UE diminuirà di 2 milioni di persone ogni anno entro il 2040. La crescita economica futura sarà fortemente dipendente dall’innovazione tecnologica, ma attualmente l’Europa sta arrancando rispetto alle altre potenze. Il 70% dei modelli di intelligenza artificiale sviluppati dal 2017 proviene dagli Stati Uniti, mentre l’Europa vanta solo 4 delle 50 principali aziende tecnologiche a livello mondiale.

La Sfida della Decarbonizzazione

Un altro punto cruciale è il costo dell’energia. Le aziende europee continuano a pagare prezzi dell’elettricità 2-3 volte superiori a quelli degli Stati Uniti e prezzi del gas 4-5 volte superiori, ostacolando la loro competitività. La decarbonizzazione rappresenta un’opportunità per l’Europa di assumere un ruolo di leadership nelle tecnologie pulite, ma il successo dipenderà da una strategia coerente che supporti le industrie energetiche e ad alta intensità energetica nel processo di transizione.

Sicurezza e Dipendenze Economiche

Il panorama geopolitico si sta evolvendo rapidamente, con l’Europa che si trova a dover affrontare dipendenze strategiche che minano la sua sicurezza economica. La spesa europea per la difesa è attualmente un terzo di quella statunitense, e l’industria della difesa europea ha subito anni di sotto-investimenti. Inoltre, le dipendenze dell’UE da fornitori esterni per materie prime critiche, come quelle necessarie per le tecnologie verdi, pongono il rischio di pressioni geopolitiche da parte di paesi terzi.

Per affrontare queste sfide, l’UE deve coordinare meglio le politiche industriali e gli investimenti tra gli Stati membri, evitando la frammentazione che ha finora indebolito l’efficacia collettiva. Una maggiore cooperazione potrebbe consentire all’Europa di sviluppare una capacità industriale di difesa indipendente e di ridurre le vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento.

Investimenti: La Chiave per il Futuro

Per sostenere la crescita economica, l’Europa dovrà aumentare significativamente il proprio livello di investimenti. Il rapporto stima che il tasso di investimenti sul PIL dovrà aumentare di 5 punti percentuali all’anno per digitalizzare e decarbonizzare l’economia. Questo livello di investimenti non si vede dagli anni ’60 e ’70. Tuttavia, sarà necessario mobilitare sia il settore privato che quello pubblico. Un aumento della produttività del 2% in 10 anni potrebbe coprire fino a un terzo delle spese pubbliche necessarie.

La sfida sarà anche quella di ridurre il carico normativo che grava sulle imprese europee. Più del 60% delle aziende considera la regolamentazione un ostacolo agli investimenti, e il 55% delle PMI segnala che gli ostacoli normativi sono tra le principali difficoltà che devono affrontare. Ridurre questo carico sarà essenziale per liberare il potenziale di crescita del settore privato.

L’Europa ha la possibilità di mantenere il proprio ruolo di leader globale, ma solo se riuscirà a colmare il divario di innovazione, ridurre la dipendenza energetica e rafforzare la sicurezza economica. Il tempo per agire è ora, e le decisioni prese nei prossimi anni saranno cruciali per garantire un futuro di prosperità per i cittadini europei.




La Corte Costituzionale Respinge il Ricorso del Governo sulla Legge Regionale 9 del 2023

Confermato il Riordino delle Province in Sardegna

La Corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro la legge regionale 9 del 2023, nota come Collegato alla Manovra finanziaria, che includeva norme sul riordino delle province. Gli alti magistrati hanno accolto tutte le eccezioni di inammissibilità sollevate dall’avvocatura regionale al ricorso del consiglio dei ministri.

Lo Schema delle Province Rimane Intatto

Il riordino prevede sei Province e due Città metropolitane. Le eccezioni sollevate dai legali del governo sulla legittimità costituzionale non hanno trovato accoglimento: la Corte ha stabilito che le norme in questione non alterano sostanzialmente l’assetto degli enti intermedi. Si tratta di elementi marginali e di dettaglio della fase transitoria, che non richiedono una consultazione referendaria.

Un Lungo Percorso Legislativo

Il tema del riordino delle province ha coinvolto le maggioranze nelle scorse legislature. La legge 7 del 2021, voluta dal centrodestra, aveva approvato il nuovo schema di sei Province più due Città metropolitane. Tuttavia, questo cammino era stato bloccato da una sentenza della Corte costituzionale su richiesta del governo Draghi, e successivamente sospeso dal governo Meloni, che aveva sollevato nuove opposizioni contro il Collegato alla legge finanziaria del 2023.

Commenti e Prospettive Future

Roberto Deriu, capogruppo del PD in Consiglio regionale, ha commentato la decisione: “È l’ennesima riprova che finalmente l’onda negativa contro le province, proveniente da ambienti centralisti dei vari governi al di là del colore politico, è stata ricacciata indietro dalla Corte, fedele ai valori della Carta. Ora i cittadini dei centri urbani, costieri, montani e rurali devono recuperare il loro livello di governo autonomo che è appunto la Provincia.”

Antonello Peru, consigliere regionale di Sardegna al Centro 20 Venti, ha aggiunto: “Per la seconda volta la Consulta ha dato ragione alla Regione Sardegna respingendo il ricorso del governo sulla legge che istituisce la città metropolitana di Sassari e istituisce le quattro province un tempo soppresse. Non c’è più tempo da perdere. Ci sono tutte le condizioni per dare attuazione finalmente a quella riforma degli enti locali che, come primo firmatario della legge, avevo fortemente sostenuto facendo mie le indicazioni arrivate dai territori. C’era e c’è la necessità di poter avere enti intermedi con funzioni e risorse per erogare servizi fondamentali per i cittadini. L’istituzione della città metropolitana di Sassari è un’altra novità fortemente voluta dal nord ovest della Sardegna per garantire infrastrutture e collegamenti tra zone urbane, costiere e aree interne e portare avanti una efficace politica di area vasta. Alla giunta Todde chiediamo ora di affrettare il più possibile i tempi di attuazione perché di tempo per i vari ricorsi se n’è perso fin troppo. È arrivato il momento di dare gambe alla mia norma che equipara Sassari a Cagliari in termini di risorse e disegna una nuova più equilibrata architettura istituzionale della Sardegna.”




La Sardegna in prima linea contro il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata, La Sardegna in prima linea contro il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata

Cagliari, 20 giugno 2024 – La Sardegna si posiziona come leader nella battaglia contro il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata, recentemente approvato in Parlamento. La presidente della Regione, Alessandra Todde, definisce la riforma come una “secessione dei ricchi” e annuncia la sua intenzione di impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale.

La posizione della Sardegna
La presidente Todde ha rilasciato tre interviste a quotidiani nazionali per spiegare la sua strategia. L’obiettivo è creare un fronte comune non solo con le regioni a guida centrosinistra, ma anche con quelle amministrate da Forza Italia, che hanno espresso riserve sulla riforma sostenuta dalla Lega. Todde afferma che nel centrodestra esistono governatori pronti a evidenziare le criticità della legge.

“Troveremo alleati anche nel centrodestra,” afferma Todde, sottolineando come l’autonomia differenziata sia già motivo di divisione all’interno della coalizione di governo. “Stiamo valutando di muoverci in tutte le sedi possibili per fermare questa riforma sbagliata,” ribadisce.

Le criticità dell’autonomia differenziata
Secondo Todde, la riforma viola l’articolo tre della Costituzione italiana, che sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Inoltre, rappresenta una minaccia per le specificità autonomistiche della Sardegna, regione a Statuto speciale, che rischia di vedere ridotte le sue prerogative.

“La Sardegna si batterà con tutti gli strumenti possibili per difendere la Costituzione, i diritti, l’uguaglianza e la dignità dei sardi,” dichiara Todde. La presidente teme che l’autonomia differenziata impoverisca ulteriormente la Sardegna, sottraendo risorse essenziali per sanità, istruzione e trasporti.

La risposta della Lega Sardegna
In contrasto con le dichiarazioni di Todde, Michele Pais, coordinatore regionale della Lega, vede nell’autonomia un’opportunità per la Sardegna di rivendicare il principio di insularità e ottenere maggiori risorse. Pais sostiene che l’autonomia differenziata permetterebbe alla regione di avere più capacità decisionale e responsabilità, migliorando infrastrutture e trasporti.

“È sorprendente che la presidente di una regione già autonoma si opponga all’idea di ulteriore autonomia,” afferma Pais. “Il rispetto dell’insularità nella definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni è stato inserito nella legge su richiesta della Regione, garantendo così la specificità della Sardegna.”

Le dichiarazioni di Fratelli d’Italia Alghero
Anche Fratelli d’Italia Alghero interviene nel dibattito, criticando la posizione della presidente Todde. Secondo il deputato Salvatore Deidda, le attuali difficoltà della Sardegna in sanità e trasporti sono il risultato di accordi firmati dai governatori di sinistra, oggi alleati della presidente.

“La legge sull’autonomia differenziata non creerà ulteriori squilibri tra le regioni, ma garantirà un trattamento adeguato per ogni territorio, incluso il rispetto delle specificità delle isole,” afferma Deidda. “È essenziale che l’amministrazione regionale lavori in modo propositivo con il Governo nazionale, affrontando le sfide energetiche, sanitarie, infrastrutturali e occupazionali dell’isola.”

Un’opportunità o una minaccia?
Il dibattito sull’autonomia differenziata continua a dividere. Da una parte, Todde e altri leader regionali del centrosinistra vedono nella riforma una minaccia all’uguaglianza e ai diritti dei cittadini delle regioni meno ricche. Dall’altra, la Lega e altri esponenti del centrodestra la considerano un’opportunità per ottenere maggiore autonomia e risorse.

Il confronto si sposta ora sul piano giuridico, con la possibilità di un ricorso alla Corte costituzionale, e su quello politico, con iniziative referendarie e raccolte firme.




ELEZIONI EUROPEE, PAIS: “SODDISFATTI DEL RISULTATO OTTENUTO”COMUNALI, ENNAS: “SIGNIFICATIVO RISULTATO DELLA LEGA AD ALGHERO”

Cagliari, 11 giugno 2024 – “Il 5,6 per cento della Lega in Sardegna alle europee è un risultato che va salutato con soddisfazione. Dalle regionali di febbraio abbiamo recuperato quasi due punti, e possiamo dire di aver contribuito in modo fattivo alla tenuta del dato nazionale del partito” – così Michele Pais, coordinatore regionale della Lega Sardegna.

“Alle comunali abbiamo ottenuto un risultato più che dignitoso a Cagliari con la nostra candidata Alessandra Zedda e ad Alghero siamo il secondo partito della coalizione con il 7,6 per cento” – continua Pais – “Abbiamo presentato delle liste composte soprattutto da giovani, lavoratori e professionisti e i nostri concittadini ci hanno premiato”.

“Ad Alghero Michele Pais ha ottenuto un importante successo personale, essendo il candidato più votato in città con 861 preferenze personali” – dichiara Michele Ennas, vice coordinatore regionale della Lega – “Un risultato oltre le aspettative, segno di una ritrovata spinta e della credibilità che il partito ha saputo ricostruire, con un programma politico chiaro e avanzato, a partire dai temi del lavoro e delle imprese”.




Una grande festa per “La città che cambia”: la campagna elettorale di Giuseppe Mascia chiude giovedì in piazza d’Italia






Tedde: Cumuli di Posidonia oscurano Capo Caccia: polemiche e risposte della politica algherese

Una vista nascosta e una stagione turistica compromessa

“Alghero si trova di fronte a un problema inedito e preoccupante: enormi cumuli di posidonia spiaggiata stanno impedendo la vista di Capo Caccia, un simbolo del paesaggio locale”. Marco Tedde all’attacco di Montis. “Questa situazione, – continua Tedde – verificatasi all’inizio della stagione turistica, sta causando gravi danni all’immagine della città. Gli algheresi e i visitatori sono abituati a godere della splendida vista di Capo Caccia, ma quest’anno la posidonia ha creato una barriera naturale che ostacola questo spettacolo. L’incuria nell’affrontare questo problema solleva interrogativi sulla gestione ambientale da parte dell’amministrazione comunale.”

Le responsabilità dell’Assessore Montis e l’appello a Cacciotto

“L’Assessore all’ambiente Andrea Montis, attualmente impegnato in una campagna elettorale con la coalizione Campo larghissimo, sembra avere poco tempo per i suoi compiti istituzionali. La situazione peggiora per via del supporto del sindaco Mario Conoci, che aveva dichiarato che Montis non poteva dimettersi dalla giunta di centrodestra perché impegnato a risolvere i problemi ambientali di Alghero. Tuttavia, i fatti dimostrano il contrario.”

Continua Marco Tedde : “Raimondo Cacciotto, figura di spicco della politica locale, viene esortato a intervenire con decisione sul suo candidato assessore Montis e sul sindaco Conoci. Gli algheresi sono stanchi di queste negligenze che minano la bellezza e l’attrattiva della loro città. È ora che Cacciotto utilizzi la sua autorevolezza per richiamare all’ordine i suoi colleghi di coalizione, affinché la gestione ambientale torni ad essere una priorità”.

La replica di “Noi Riformiamo Alghero” a Marco Tedde

Il gruppo politico “Noi Riformiamo Alghero” ha risposto con fermezza alle critiche sollevate dal candidato del centrodestra Marco Tedde riguardo alla gestione della posidonia spiaggiata nella città. La loro replica è stata tagliente e dettagliata, evidenziando gli sforzi e i risultati ottenuti negli ultimi anni per affrontare questo annoso problema.

«Abbiamo chiesto conto all’assessore come richiesto dalla coalizione “Asilo Mariuccia”. Abbiamo scoperto che negli ultimi 6 anni (comprendenti le ultime due amministrazioni in carica), gli assessori competenti hanno messo in campo risorse straordinarie per la risoluzione di un problema, quello della posidonia spiaggiata, mai affrontato da nessuno; e creato proprio da Marco Tedde nell’anno 2007, quando volle aprire il sito di stoccaggio a San Giovanni dove oggi si è costretti ad accumulare la posidonia. Il suo massimo sforzo (lo racconta lui stesso) fu quello di inondare di posidonia qualche terreno privato. Abbiamo scoperto che in questi anni, in cui ha rivestito ruolo di consigliere regionale di riserva e consulente regionale con lauto stipendio, Marco Tedde non ha mai mosso un dito per la risoluzione del problema benché vi sia ampia traccia delle richieste di sostegno da parte dell’amministrazione Comunale anche a lui indirizzate».

Un impegno concreto e finanziamenti importanti

La replica evidenzia che, grazie alla collaborazione tra il comune, il consorzio industriale e la Provincia, sono stati reperiti circa 10 milioni di euro per finanziare un impianto di trattamento della posidonia ad Alghero. Questo intervento è un esempio di sforzo corale che, secondo “Noi Riformiamo Alghero”, Marco Tedde, da solista, non è in grado di comprendere. Inoltre, negli ultimi sei anni sono stati smantellati cumuli di posidonia accumulati da oltre vent’anni in vari siti della città.

«Abbiamo scoperto, ma lui non ne sa nulla perché parla solo delle questioni che riguardano se stesso, che in pochissimi anni si è passati da sperimentare il trattamento della posidonia a veder finanziato un apposito impianto (in fase di realizzazione) ad Alghero, partendo da zero e reperendo circa 10 milioni di risorse, grazie alla collaborazione tra comune, consorzio industriale e Provincia. Un intervento corale che lui, da solista quale è, non è in grado di capire. Abbiamo scoperto che negli ultimi 6 anni son stati smantellati cumuli di posidonia che giacevano da oltre vent’anni in diversi siti della città. Non si preoccupi Tedde, che ancora una volta da dimostrazione di non conoscere i temi e i processi che servono per svolgerli, volendo sembrare preparato, ma invece di essere piuttosto concentrato solo a far apparire la sua immagine ormai sbiadita e stantia. Un uomo che vuole diventare sindaco, ma che da ampia dimostrazione che non sarà più in grado di farlo».

Difesa dell’Assessore Montis

“Noi Riformiamo Alghero” ha anche difeso l’Assessore Andrea Montis, sottolineando il suo impegno e la sua dedizione nell’affrontare le questioni ambientali nonostante la campagna elettorale in corso. Montis ha recentemente ottenuto ulteriori finanziamenti per 350.000 euro per avviare nuovi interventi di rimozione e trattamento della posidonia.

«Bene ha fatto l’assessore Montis a non dimettersi, considerato che, mentre qualcuno accecato dal livore scrive comunicati di livello bassissimo, ha continuato con impegno dedizione e imparzialità a occuparsi delle questioni urgenti, (tralasciando certamente la sua campagna elettorale) come quello della posidonia; così che anche in questi ultimi giorni (reperite risorse per circa 350.000 euro) verranno avviati, solo l’ultimo in ordine di tempo, interventi di rimozione della posidonia dai depositi e invio a trattamento della stessa. Insomma, così come già abbiamo fatto nei comunicati di risposta alle bizze di Tedde, gli consigliamo di prepararsi meglio se vuole confrontarsi sulle tematiche, piuttosto che dimenarsi alla ricerca di un sempre più flebile consenso in città» chiude la replica di “Noi Riformiamo Alghero”.




Trasporti, l’appello di Mascia, Cacciotto e Delrio: «La Regione stoppi l’inutile e dannoso progetto dell’Arst»

«Arst non tratti il nord ovest Sardegna come un campo per sperimentazioni incompatibili con le esigenze di tutela ambientale, con le specificità delle aree a vocazione rurale e, soprattutto, con l’aspirazione a collegamenti metro-tranviari in grado di penetrare in ambito urbano e collegare i centri delle città tra loro, con il porto e con l’aeroporto, collegamenti degni di un territorio che punta a un immediato futuro metropolitano». È la presa di posizione dei tre candidati sindaci di Sassari, Alghero e Sorso per il campo largo, Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio.

Da poco l’Arst ha annunciato un piano per un collegamento ferroviario a scartamento ridotto, con annesso impianto di produzione di idrogeno da impiegare per alimentare i treni e, in futuro, gli autobus. Il progetto da 124 milioni di euro è al vaglio degli uffici regionali per la Valutazione sull’impatto ambientale. «La Regione fermi quest’inutile e dannoso spreco di risorse», è l’appello di Mascia, Cacciotto e Delrio alla presidente del governo isolano, Alessandra Todde.

I tre candidati sindaci della dorsale metropolitana del nord ovest Sardegna, territorio che da tempo sogna un unico collegamento tra i tre centri abitati ma anche con il porto di Porto Torres e l’aeroporto di Fertilia, sono ostili a un progetto «che anzitutto manca del requisito essenziale del coinvolgimento della comunità su scelte strategiche come i trasporti e i collegamenti», affermano. «Asrt ha pagato i treni a idrogeno circa cinque volte più del costo di un treno ibrido», rimarcano. «Tra l’altro sono prototipi, difficilmente saranno convertiti e omologati entro il giugno 2026, quando scadrà il finanziamento del Pnrr», insistono Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio.

Non solo. «L’impianto fotovoltaico e l’elettrolizzatore, necessari per produrre l’idrogeno, comprometterebbero le aree agricole, senza trascurare i problemi di stoccaggio e trasporto dell’idrogeno prodotto in surplus». Ma lascia perplessi anche l’idea che per andare in aeroporto si debba cambiare treno a Mamuntanas. «È una scelta fuori da ogni seria programmazione», accusano i tre candidati sindaci. «Si imponga ad Arst di ammodernare la linea ferroviaria tra Alghero, Sassari e Sorso, rendendola una vera metro-tranvia territoriale con frequenze, sicurezza, velocità e comfort adeguati», chiedono.

Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio ribadiscono quanto è scritto nei loro programmi per il governo della nascitura città metropolitana. «Il tema della mobilità è cruciale per promuovere lo sviluppo urbano e territoriale e per far diventare Sassari perno dei processi di sviluppo del Nord Sardegna», sostiene Mascia, secondo cui «Sassari è una città diffusa, contraddistinta da una marcata dispersione urbana, al di fuori di ogni disegno pianificatorio». Motivo per cui, fa eco Cacciotto, «occorre fare scelte coerenti con il Programma regionale di sviluppo e il Piano regionale dei trasporti», mentre per Delrio «è necessario armonizzare la pianificazione dello sviluppo territoriale e urbanistico con la pianificazione delle infrastrutture e dei trasportisti».

L’invito dei tre portabandiera del campo largo è chiaro. «Si pensi a migliorare e completare la rete stradale, funzionale anche a garantire un migliore trasporto pubblico su gomma», affermano. Ma soprattutto «si sviluppino e si valorizzino i collegamenti su ferro – chiosano – come struttura portante del trasporto pubblico locale della futura città metropolitana, connettendo i centri principali fra loro, con il porto e con l’aeroporto».

GIUSEPPE MASCIA SINDACO – mail: [email protected] Fb: Mascia Sindaco Ig: masciasindaco web: giuseppemasciasindaco.com