L’Alberghiero di Sassari vola in Svezia alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo
Gli studenti saranno ricevuti dall’ambasciatore Michele Pala
Una delegazione dell’Ipsar-Ipseoa in viaggio di studio per un gemellaggio tra culture che porterà in Svezia la tradizione enogastronomica dell’isola
SASSARI. Un’importante esperienza internazionale è in arrivo per gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Sassari, che volano in Svezia per prendere parte alla decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, in programma a Stoccolma dal 17 al 23 novembre.
Il progetto dell’Ipsar Ipseoa, denominato “Ambasciatori di sapori”, prevede la partecipazione di dieci allievi dell’indirizzo Enogastronomia-Cucina, accompagnati dai rispettivi docenti e dalla dirigente Antonietta Piras, con il fine di valorizzare la tradizione enogastronomica della Sardegna e sviluppare competenze professionali, linguistiche e interculturali. I ragazzi aderiranno a eventi di prestigio, a laboratori con studenti svedesi e svolgeranno attività di promozione dei prodotti tipici locali.
Il collegamento con la International Hotel & Restaurant School (IHR) di Stoccolma, partner educativo del progetto, aprirà nuove possibilità di collaborazione e di cooperazione didattica internazionale, favorendo la nascita di progetti congiunti, scambi di studenti e docenti, percorsi di mobilità formativa nel quadro del Piano di internazionalizzazione dell’istituto.
Sono davvero tante le attività in calendario, tra co-cooking, laboratori e workshop di cucina e pasticceria. Si inizia il 18 novembre con la partecipazione alla Fiera Gymnasiemässan di Älvsjö; ma uno dei momenti clou si terrà il giorno seguente nella residenza dell’Ambasciatore italiano a Stoccolma, Michele Pala, di origini sarde: i giovani chef sassaresi guidati dai loro formatori proporranno un buffet celebrativo del patrimonio culinario dell’isola all’evento “Taste of Sardinia”, utilizzando ingredienti provenienti dal proprio territorio. Altro importante appuntamento sarà la partecipazione attiva dell’istituto, il 20 novembre, alla manifestazione enogastronomica EATALY a Stoccolma.
Il progetto è sostenuto dall’Ambasciata italiana in Svezia, dalla Camera di Commercio e dalla Confcommercio Nord Sardegna, con il patrocinio del Comune di Sassari. Sono partner del progetto anche l’Istituto per il Commercio Estero, la Camera di Commercio Italo-Svedese, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, EATALY Stoccolma, l’IHR di Stoccolma.
Sassari, Bulgaria e Sardegna trionfano al “Solista con orchestra”
Prima classificata Vassa Atanasova di Sofia e secondo Raffaele Crobu di Cagliari
L’evento promosso dal CISM ha premiato anche Luca Delogu di Sassari e Damiano Maxia di Olbia: calcheranno i palcoscenici di Italia, Bulgaria e Spagna
SASSARI. Hanno appena sedici e diciassette anni ma tanto talento e provengono dalla Bulgaria e dalla Sardegna: Vassa Atanasova di Sofia e Raffaele Crobu di Cagliari sono la prima e il secondo classificato del concorso internazionale “Il Solista con orchestra”, giunto quest’anno alla III edizione. Domenica 7 settembre, i due virtuosi del piano hanno incantato il pubblico del Teatro Civico di Sassari in un emozionante concerto finale, accompagnati magistralmente dall’orchestra Ars Musicandi diretta dal maestro Pio Salotto del Conservatorio di Cagliari.
Dopo aver eseguito il Concerto numero due in Si bemolle maggiore Opera 19 di Beethoven, Atanasova ha espresso grande soddisfazione per l’idea di un concorso internazionale a Sassari, caratterizzato da «un metodo di valutazione accurato, che ha permesso di mostrare la progressione dei partecipanti grazie alle lezioni con i maestri».
Anche Crobu, che ha interpretato il KV 414 in La maggiore di Mozart, non ha nascosto l’emozione: «È un risultato inaspettato, frutto di un confronto con artisti di altissimo livello. Porterò con me tanta gratificazione e la voglia di continuare a migliorare».
Da semplice pianista a pianista d’orchestra, per i due giovani vincitori è stato un momento di armonia e condivisione, in cui la tensione e le preoccupazioni del solista si condividono e dirottano nella musica d’insieme. Per i saluti istituzionali sono intervenuti il sindaco Giuseppe Mascia e l’assessora alla Cultura, Nicoletta Puggioni.
«Nel nostro DNA c’è la volontà di offrire ai giovani un ponte tra il mondo accademico e quello professionale – ha ricordato il direttore artistico Stefano Mancuso –, e vogliamo creare occasioni concrete di crescita».
Il contest, promosso dall’associazione CISM – Centro Internazionale Studi Musicali in collaborazione con Musicando Insieme, con il patrocinio del Comune di Sassari e il sostegno della Fondazione di Sardegna, si distingue per una formula originale: sei giorni di prove, workshop e confronti con la giuria, che hanno permesso di valutare non soltanto la singola esibizione, ma l’intero percorso di crescita dei partecipanti nel dialogo tra solista e orchestra.
La giuria era composta dal direttore d’orchestra Pio Salotto, dal primo violino Marco Ligas (portavoce del voto collettivo dell’orchestra), dal pianista Gianluca Paschino e da Filippo Maria D’Angelo, vicepresidente del CISM.
Olbia, Pudda e Arca incontrano gli studenti del Deffenu
Due campioni per promuovere i valori dello sport e dell’inclusione
OLBIA. Due campioni per promuovere a scuola i valori dello sport e dell’inclusione. Stefano Pudda, navigatore di rally con una carriera internazionale e Luca Arca, atleta paralimpico di tennis in carrozzina e rappresentante italiano alle Paralimpiadi, nei giorni scorsi sono stati ospiti di uno speciale incontro all’Auditorium dell’Istituto Tecnico Attilio Deffenu di Olbia, dedicato a “Sport-Abilità: quando la passione abbatte ogni barriera”.
Attraverso le loro appassionanti testimonianze di sfide e successi, hanno trasmesso agli studenti l’importanza della determinazione, del superamento dei limiti e della valorizzazione delle peculiarità individuali.
L’evento, reso possibile grazie all’iniziativa dei docenti Nicola Antonio Piras e Gloria Turtas, ha rappresentato per la comunità scolastica un’importante opportunità di crescita e una concreta illustrazione dell’impatto positivo dell’inclusione.
La sessione mattutina è stata inaugurata dagli interventi del dirigente scolastico Stefano Stacca e della responsabile del dipartimento Sostegno, Silvia Pedoni, che hanno evidenziato l’importanza di creare contesti di confronto e di ascolto capaci di ispirare i giovani e permettergli di toccare con mano esperienze all’uguaglianza e alla resilienza.
Stefano Pudda, di Padru, nonostante una disabilità fisica che lo accompagna dalla nascita, ha dimostrato sempre grande determinazione e passione per il motor-sport. Ha iniziato la sua carriera come navigatore nei rally, partecipando a numerose competizioni sia a livello regionale che nazionale. Nel 2020 ha celebrato le sue prime quaranta gare in carriera durante il Rally Italia Sardegna, evento valido per il Campionato del Mondo Rally (WRC), affiancando il pilota Pablo Biolghini su una Skoda Fabia R5. Nel 2023 ha preso parte alla GR Yaris Rally Cup, una competizione monomarca organizzata da Toyota, iniziando la stagione con il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio.
Luca Arca è di Ozieri, ha iniziato a praticare il tennis in carrozzina all’età di vent’anni, dopo un incidente avvenuto nel 2008. Nel 2015 ha esordito ufficialmente in competizioni internazionali, e oggi è tesserato con il Tennis Club Terranova di Olbia. Nel 2024 ha rappresentato l’Italia ai Giochi Paralimpici di Parigi, partecipando al torneo di Singolare maschile nel tennis in carrozzina.
I due hanno avuto un confronto a tu per tu con diversi ragazzi appassionati di Rally, tra i quali il giovane Matteo Mureddu, al quale Pudda hanno fatto omaggio di un trofeo in ricordo della giornata. Le loro esperienze sono state ulteriormente approfondite in una puntata del podcast scolastico “Via Vicenza 63”, disponibile sulle piattaforme social, attraverso le interviste curate dagli studenti Dario Deiana e Andrea Tala, sotto la supervisione dei docenti Antonio Menconi, Ciriaco Canu e Valeria Motzo.
Luigi Ferrajoli a Sassari riceve un Premio alla Carriera
Il docente emerito ha partecipato a un incontro seminariale organizzato dall’Is.Be
Nei giorni scorsi nell’Aula Mossa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, l’Istituto Camillo Bellieni ha organizzato un seminario sul tema “Il Cosmopolitismo globale. I termini della questione”, basato sulla relazione fondamentale del professor Luigi Ferrajoli, emerito di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto, e massimo studioso internazionale di garantismo penale e costituzionale, di assiomatica del normativo, e del federalismo cosmopolitico.
La serata è stata inaugurata dalla coordinatrice dei lavori, la professoressa Maria Antonietta Foddai, ordinaria di Filosofia del diritto, e dalla introduzione al pensiero federalista di Ferrajoli ad opera del dottor Alberto Contu, studioso di Filosofia ermeneutica del diritto ed esperto di teoria del federalismo.
Durante la lunga relazione, Ferrajoli ha presentato in anteprima i due suoi ultimi volumi sul tema, Il futuro della democrazia costituzionale e Per una sfera pubblica del mondo, entrambi curati da Alberto Contu, per poi passare ai classici temi della teoria del diritto e della democrazia, culminanti nel progetto della Costituzione della Terra. Al termine si è sviluppato un interessante dibattito tra il relatore e i dottorandi della Scuola di Scienze giuridiche coordinata dal professor Omar Chessa, professore ordinario di Diritto costituzionale. Al dibattito è seguita una replica del docente emerito. Infine, dopo il seminario, il Bellieni ha voluto conferire a Ferrajoli un Premio alla Carriera, che gli ha consegnato nella sede Is.Be: «Siamo stati onorati di ospitare il professor Ferrajoli a Sassari – ha affermato la presidente dell’Istituto, Maria Doloretta Lai – riconoscendo il suo straordinario contributo ai temi della pace e del costituzionalismo globale». L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Uniss e l’Ersu, con il contributo della Regione Sardegna, LR 3/2009 art. 9 annualità 2024.
A Sassari “Il Cosmopolitismo globale” con Luigi Ferrajoli e Omar Chessa
L’incontro seminariale organizzato dall’Is.Be sarà moderato da Maria Antonietta Foddai con l’introduzione di Alberto Contu
SASSARI. Venerdì 13 dicembre alle 17, nell’Aula Mossa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, l’Istituto Camillo Bellieni organizza un incontro seminariale dedicato al “Cosmopolitismo Globale”, con le relazioni a cura di Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto dell’Università di Romatre, e Omar Chessa, professore ordinario di Diritto costituzionale e coordinatore della Scuola di dottorato di ricerca in scienze giuridiche dell’Università di Sassari.
L’incontro sarà moderato da Maria Antonietta Foddai, presidente del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza e professore ordinario di Filosofia del diritto all’Università di Sassari, mentre l’introduzione è affidata ad Alberto Contu, studioso di filosofia ermeneutica del diritto, che presenterà le più recenti pubblicazioni di Ferrajoli.
Luigi Ferrajoli è il principale teorico internazionale del modello di “costituzionalismo globale”, codificato in studi di altissimo valore teorico e tradotti in tutto il mondo. Alla base del modello c’è l’influenza ideale del federalismo mondiale kantiano e del suo progetto di pace perpetua. In quarant’anni di ricerche, il filosofo e giurista fiorentino ha impostato un paradigma costituzionalistico garantista, basato sul primato dei diritti fondamentali e sul modello della Costituzione rigida, che poi ha esteso alla interpretazione dell’ordinamento multilevel della UE, fino a codificare una compiuta teoria democratica costituzionalistico-globale, culminata persino in un progetto di Costituzione declinata secondo i paradigmi del federalismo garantista: nessuna pace è possibile se non si disponga di istituzioni costituzionali e non si superi il modello di anarchia costitutivo del diritto internazionale.
Omar Chessa ha pubblicato numerose opere tra le quali spiccano le monografie “Libertà fondamentali e teoria costituzionale”, “Il Presidente della Repubblica parlamentare. Un’interpretazione della forma di governo italiana”, “I giudici del diritto. Problemi teorici della giustizia costituzionale”, “La costituzione della moneta. Concorrenza, indipendenza della banca centrale, pareggio di bilancio”.
Dopo gli interventi si aprirà il dibattito al quale potranno intervenire gli studenti, i dottorandi e i docenti universitari. L’incontro è valido al fine del conferimento dei crediti universitari e si configura come lezione per i dottorandi di ricerca. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Uniss e l’Ersu, con il contributo della Regione Sardegna, LR 3/2009 art. 9 annualità 2024.
Autismo, uno studio sulle abilità sociali (social skills)
I risultati preliminari saranno presentati venerdì 11 ottobre
nell’Aula Magna dell’Università di Sassari
Autismo, uno studio sulle abilità sociali (social skills)
sviluppato tra Sassari e Roma
I risultati preliminari saranno presentati venerdì 11 ottobre
nell’Aula Magna dell’Università di Sassari
7 ottobre 2024
SASSARI. Da un importante lavoro di ricerca sviluppato tra la Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e l’Istituto Rete per il sociale Ets di Roma nasce uno “Studio sul potenziamento delle abilità sociali (social skills) nel disturbo dello spettro autistico”, i cui esiti saranno presentati venerdì 11 ottobre alle ore 10.00, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Sassari.
Il progetto, promosso dal Rotary Club Sassari Nord con il contributo economico della Fondazione di Sardegna, coinvolge anche l’Università di Sassari e la Cooperativa Giuliaparla di Roma. Ospite d’eccezione sarà Stefano Vicari, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.
Il disturbo dello spettro autistico (ASD) è una patologia del neurosviluppo molto diffusa, caratterizzata da comportamenti ripetitivi e difficoltà persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale. La prevalenza in fase di crescita sottolinea l’importanza di interventi precoci e personalizzati. Lo studio si focalizza sul Social Skills SSG (training di abilità sociali), un intervento volto a migliorare le abilità sociali in contesti relazionali e strumentali, con l’obiettivo di ridurre la severità dei sintomi dell’ASD. L’intervento si svolge in ambiente naturale coinvolgendo famiglia e scuola, e prevede attività strutturate come sport e orticoltura, oltre alla formazione continua degli operatori e degli insegnanti.
A porgere i saluti istituzionali saranno il Magnifico Rettore Gavino Mariotti, il Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, la direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari, Lucia Anna Mameli, il presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu, il presidente del Rotary Club Sassari Nord, Giuseppe Satta e la past president Alessandra Cuccu, promotrice dell’iniziativa. Modera l’incontro il giornalista Salvatore Taras.
Aprirà i lavori Stefano Sotgiu, direttore dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari; della genesi delle “Social Skills” parlerà Stefano Vicari, direttore dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù (OPBG) di Roma; presenteranno il progetto e i risultati preliminari Alessandra Carta, responsabile scientifica del progetto e neuropsichiatra infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, e Arianna Madrau, dirigente medica dell’Uonpia dell’Asl di Sassari.
Tra i medici e gli specialisti interverranno inoltre Salvatorica Manca, responsabile della Struttura complessa di Neuropsichiatria infantile (Uonpia) dell’Asl di Sassari, Lucia Porcu, Simona Levanto e Paolo De Stefani, Flavia Pulina, Marialuisa Maiorano e Marco Pistidda. Il rapporto ospedale-territorio e il trattamento abilitativo Social Skills in contesto scuola sarà illustrato da Angela Nuvoli. Delle attività svolte dagli operatori degli Orti di San Pietro parleranno Letizia Cascioni ed Elisabetta Mura.
Per partecipare al convegno occorre iscriversi contattando il seguente indirizzo e-mail: [email protected]
Silvio Carta crea il blend “Kusidura”: il primo vino rosso a base vernaccia
Nuove prospettive per il vitigno che ha fatto la storia del comparto nell’Oristanese
Il progetto nasce per volontà dell’azienda di Baratili in collaborazione con l’Ateneo cagliaritano, l’impresa agricola Mario Perra e la LM Consulting di Sassari
CAGLIARI – 09.08-2024. La vernaccia vince ma non vende. Senza un’azione mirata questo vitigno autoctono che ha fatto la storia del comparto vinicolo oristanese rischia di scomparire. Con l’intento di garantire nuove prospettive alla coltivazione di questa varietà pregiata e unica nel 2021 ha preso il via Prinveor, un progetto di ricerca ambizioso e innovativo che ha permesso di creare il blend “Kusidura”, il primo capace di “cucire” i più importanti rossi dell’isola assieme alla vernaccia, che è un bianco ossidativo, offrendole un valore aggiunto e una spinta per sopravvivere alle nuove esigenze di mercato.
L’iniziativa nasce per volontà dell’azienda Silvio Carta di Baratili San Pietro (capofila) in collaborazione con l’Università degli studi di Cagliari, l’impresa agricola Mario Perra e la LM Consulting di Sassari, che stamani hanno presentato i dettagli del progetto (finanziato con i fondi Psr 2014-2020 – sottomisura 16.2) in conferenza stampa alla Cittadella universitaria di Monserrato.
Un momento della conferenza stampa alla Cittadella Universitaria di Monserrato
IL PRODOTTO. “Kusidura” è un blend a base di una vernaccia giovane e di un’altra raffinatissima e strutturata con vent’anni di invecchiamento in botti di castagno, tagliate con rossi sardi altrettanto importanti, cannonau, carignano e cagnulari, al fine di percepire con equilibrio quel sentore caratteristico di mandorla amara che ne rende sublime il gusto al palato. Insomma, un mix che può sembrare avveniristico ma che nella sua complessità risulta ben bilanciato e armonico e, a giudicare dai primi test, sta dando ottimi risultati in termini di apprezzamento.
Un ruolo fondamentale nello sviluppo del prodotto lo ha avuto il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’ambiente l’Università di Cagliari. Come ha spiegato Alberto Angioni, docente di Chimica degli alimenti e responsabile del progetto di ricerca, «sono state investigate le caratteristiche chimiche, microbiologiche e organolettiche delle uve e dei vini vernaccia per ottenere il miglior blend con i rossi che portassero a un prodotto unico di elevata qualità. Gli studi hanno permesso di evidenziare le caratteristiche di salubrità e le aromaticità peculiari e uniche del vino “Kusidura”».
LA VERNACCIA. Già Gran medaglia d’oro in Canada (unico vino Italiano), Medaglia d’oro in Germania, Inghilterra e Giappone, e primo vino della Sardegna a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata nel 1971, quest’anno la Vernaccia di Oristano Doc Riserva 2004 Silvio Carta ha vinto il premio come miglior bianco @5starwines con il punteggio di 96/100 al Vinitaly. Ma sono lontani i tempi in cui i bar in Sardegna richiedevano dai trecento ai cinquecento litri in media a settimana. «I nuovi mercati prediligono vini freschi e leggeri – ha precisato il docente di Microbiologia Agraria, Severino Zara –. L’invecchiamento in un legno neutro come il castagno provoca un’importante evaporazione, aumentandone la gradazione fino a 19° e mezzo e a questa si aggiunge l’ossidazione biologica. Ciò che in altri tempi sarebbe stato un pregio ulteriore, oggi ai fini del consumo può essere un ulteriore ostacolo. Oltretutto la vernaccia è tanto resistente come prodotto finito quanto delicato come vitigno». Tutto questo spinge i produttori a optare per la coltivazione di varietà più resistenti e remunerative. Numeri alla mano, dai 1500 ettari lavorati tra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento si è passati ai 435 del 2002 e, nel 2021 gli ettari totali dichiarati tra produzioni Doc e Igt sono stati solo 67 (fonte Laore), seguendo un passo che, senza interventi di alcun genere, potrebbe portare in pochi anni la coltivazione della vernaccia a essere solo un ricordo.
Elio Carta
NUOVA COLLOCAZIONE. «Il nostro tentativo è quello di offrirle una nuova collocazione, proponendo il nostro blend come vino da tavola per il segmento Premium», ha affermato Elio Carta, CEO dell’azienda di Baratili e figlio del fondatore. La ditta, che oggi produce oltre ottanta etichette (tra vini, liquori e distillati), non vuole rinunciare a tutelare il prodotto che l’ha vista decollare nel 1951 e che nell’Oristanese ha fatto la storia dell’intero comparto. «Non possiamo abbandonare la nostra storia – ha proseguito Elio Carta – dobbiamo salvare questo vitigno che magari fra venti o trent’anni, se non prima, potrebbe tornare a vendere in modo sorprendente».
TEST DI MERCATO. “Kusidura” è stato sottoposto a un’indagine di mercato a cura della LM Consulting che, come ha illustrato il CEO Antonio Lorenzoni, ha coinvolto esperti e consumatori attraverso focus group per degustazione e confronto con prestigiosi vini internazionali, nazionali e regionali di fascia super premium. Nonostante l’ardua comparazione, il riscontro è stato decisamente positivo. Anche l’indagine svolta al Vinitaly ha mostrato ottimi risultati di gradimento sensoriale. «”Kusidura” ha le carte in regola per trovare una giusta collocazione nel segmento di mercato Premium Price – ha evidenziato Lorenzoni –. La cosa ci fa ben sperare perché, nonostante la crisi dei vini rossi tradizionali, i prodotti premium e luxury continuano a crescere, ma occorre investire in comunicazione e in storytelling, perché raccontare il territorio, la sua storia, la sua cultura attraverso il vino è un modo potente per creare valore e differenziarsi».
Nella relazione illustrata dagli export manager della Silvio Carta, Alberto Mason e Nino Mason, la Germania è stato il primo paese estero sottoposto a indagine di mercato su un pubblico internazionale, con esiti che fanno ben sperare. Nelle prossime settimane si farà un piccolo tour europeo che interesserà diverse nazioni, e sarà fondamentale per sondare i mercati ricevendo feedback da operatori del settore e consumatori di cultura, gusti e abitudini differenti. «Internazionalizzare i vini sardi vuol dire non solo divulgare i prodotti, le vicende e la filosofia di un’azienda – ha concluso Elio Carta – ma anche tutto ciò che è Sardegna con la sua cultura e la sua storia millenaria».
Tecnologie Alimentari, depositato un brevetto nazionale e internazionaleLa sfera commestibile e organica made in Italy4 luglio 2024
SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari, all’interno del progetto IDOLI, in collaborazione e dietro ispirazione dell’azienda capofila Accademia Olearia (Innovation in Dairy and OLive Industry – Programma di ricerca e sviluppo della Regione Sardegna – Area di specializzazione: AGROINDUSTRIA – POR FESR Sardegna 2014-2020 Asse I – Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Innovazione) ha ottenuto il brevetto nazionale e internazionale per invenzione industriale, attraverso lo studio e la realizzazione di un metodo innovativo per una sfera edibile (cioè commestibile) contenente una matrice liquida. Questa invenzione apporterà un approccio innovativo nel panorama dei processi tecnologici del settore chimico e farmaceutico, potendo risultare interessante anche per il settore alimentare e della ristorazione.
In seguito a un lavoro di squadra svolto dai ricercatori Maria Grazia Farbo, Elisabetta Avitabile e Roberto Cabizza, sotto la guida del professor Costantino Fadda della sezione di Tecnologie Alimentari del Dipartimento di Agraria, è stato possibile mettere a punto una matrice sferica edibile in grado di contenere matrici liquide idrofobiche o idroalcoliche dalle caratteristiche chimico-fisiche innovative. Gli esperimenti sono stati condotti nei laboratori della sezione di Tecnologie Alimentari del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari. Due anni dopo l’ottenimento del brevetto per invenzione industriale in Italia, la domanda di brevetto è stata estesa in campo internazionale, mediante il deposito della domanda in Spagna e Grecia.
“L’invenzione proposta pone le basi per la realizzazione di sistemi di contenimento, stoccaggio, trasporto e conservazione che siano del tutto edibili, in grado di contenere al proprio interno matrici liquide idrofobiche e idrofile”, spiega Costantino Fadda. “L’invenzione vuole dare inoltre due risposte al mercato, sia di natura tecnica, dunque legata al processo di produzione, sia di natura alimentare, relativa alla possibilità di racchiudere, conservare e proteggere diverse matrici liquide senza alterarne le caratteristiche in modo innovativo”.
Attualmente sul mercato non sono presenti sistemi di sferificazione “Made in Italy” di natura esclusivamente organica e rispettosi dell’ambiente, in grado di contenere l’olio extravergine d’oliva e bevande alcoliche in forma liquida. L’innovativa invenzione di processo potrà essere fruibile dal settore alimentare, chimico e farmaceutico, rispondendo appieno alle richieste sempre più stringenti per la realizzazione, stoccaggio e diffusione di prodotti biocompatibili e sicuri per il consumatore e l’ambiente.
Bovinicoltura, giornata di studio nel dipartimento di Agraria
dell’Università di Sassari
Evento patrocinato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura
26 giugno 2024
SASSARI. Si terrà venerdì 28 giugno dalle 9.30 alle 13.00, nell’aula magna Barbieri del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari (viale Italia 39a), un convegno di studi su “Bovinicoltura e valorizzazione delle risorse ambientali della Sardegna. L’evento si aprirà con i saluti del Magnifico Rettore, Gavino Mariotti.
In Sardegna il settore bovino costituisce la seconda attività zootecnica per l’economia agricola regionale, con due indirizzi, uno da carne e uno da latte. Secondo la Banca Dati Nazionale aggiornata al 2023, nel nostro territorio sono presenti poco più di 9000 aziende in cui si allevano circa 286.000 capi. L’indirizzo per la produzione della carne è quello più importante, sia per numero di aziende bovine (circa l’80%), che per capi allevati (circa il 70%) e diffusione territoriale. Esso, com’è noto, è caratterizzato dalla linea vacca-vitello e dalla fase di ingrassamento.
La prima è una forma di allevamento che promuove e sostiene la produzione di vitelli da destinare all’ingrassamento. La seconda completa il ciclo portando il vitellone, a seconda dei casi, ad un peso alla macellazione di 450-500 kg (vitellone leggero) o 600-650 kg (vitellone pesante).
La filiera del bovino da carne è concentrata per lo più nei comuni del centro e del nord dell’Isola, caratterizzati da ambienti per lo più collinari, dove sono allevate tre razze rustiche locali (Sarda, Sardo-Bruna e Sardo-Modicana) e razze estere specializzate (Limousine e Charolaise) utilizzate come linee paterne e incrociate con vacche delle razze locali al fine di ottenere dei meticci con caratteristiche intermedie tra i tipi genetici parenterali. Per lo stesso motivo, quasi la metà dei capi presenti in Sardegna è rappresentata da meticci, che sono distribuiti in maniera uniforme sull’intero territorio regionale. Al contrario, le razze in purezza quali Charolaise e Limousine sono concentrate per lo più nel nord Sardegna, la Sardo-Bruna e la Sarda nel centro, mentre la Sardo-Modicana nella regione del Montiferru.
La giornata di studi organizzata dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari ha lo scopo di fare il punto sulle filiere della carne bovina in Sardegna e sulla capacità che hanno mostrato diversi progetti di ricerca di trasferire l’innovazione al mondo degli allevatori e dell’industria della trasformazione delle carni e dell’economia rigenerativa a vallo del processo. In questo quadro saranno presentati i progetti di ricerca Bovaria, ProBovis, Boes, Meat Culture e Versoa, condotti dai ricercatori di Agraria rispettivamente con le aziende Forma, Milia, Cooperativa Produttori Arborea e BSGreen. Il convegno è organizzato con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, il cui presidente prof. Giorgio Cantelli Forti porterà il saluto e trarrà le conclusioni, e dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali, con i saluti del presidente prof. Nicola Macciotta.
Sono previsti infine i crediti formativi sia per i professionisti agronomi, che per gli studenti del dottorato e delle lauree in Agraria.
Olbia, gli studenti del Deffenu a scuola di volo
L’iniziativa è frutto di una convenzione con l’Aviosuperficie di San Teodoro e ha coinvolto le quarte e le quinte dell’indirizzo Aeronautico
OLBIA. Cinture ben allacciate, sguardo attento alla strumentazione e poi via a tutto gas, cloche all’indietro e si parte. Sono gli stessi movimenti eseguiti tutto l’anno al simulatore di volo della scuola. Ma se in classe c’era solo la testa, tra le nuvole, ora si vola sul serio. È adrenalina pura. Un’esperienza unica per gli studenti delle quarte e quinte dell’Istituto Aeronautico Attilio Deffenu di Olbia diretto da Stefano Stacca, che in questi giorni stanno provando l’ebbrezza di pilotare un vero ultraleggero a motore.
Su iniziativa del docente Luca Altera, che insegna Scienze della navigazione aerea, ai ragazzi è stata data la possibilità di mettere in pratica le tecniche sperimentate al Flight simulator. Questo piccolo gioiello della tecnologia assomiglia a un videogioco di ultima generazione e permette di manovrare cloche e pedaliere con la sensazione fisica di essere su un aeroplano a tutti gli effetti. Ma l’emozione di veder staccare le ruote da terra non ha prezzo. Solo così si diventa aviatori.
Grazie a una convenzione del Deffenu con l’Aviosuperficie di San Teodoro, gli studenti accompagnati dai professori Altera, Zaffarano, Zirolia e Taras, hanno ricevuto tutte le indicazioni dall’istruttore Salvatore Biddau, che li ha portati a cimentarsi in un volo completo della durata di mezzora su un biposto ad ala alta Savannah. Si parte dalla conduzione in pista per poi effettuare il decollo con prua a sud, livellamento e crociera fino a Posada,manovre e quindi inversione di rotta verso Tavolara per una serie di evoluzioni sull’arcipelago e su alcune delle coste più belle del nord Sardegna. Infinerientro e atterraggio. Solo i più coraggiosi hanno chiesto di provare i brividi di uno stallo.
È stata un’immersione totalizzante nel mondo del volo da diporto e sportivo, dalla costruzione all’impiantistica del motore fino all’analisi della strumentazione. Gli studenti hanno approfondito la conoscenza dei motori con il meccanico Gion Loi e la presenza straordinaria di Hermann Flores, responsabile mondiale della Dynon Avionics, è stata occasione per analizzare il passaggio dall’analogico al digitale senza trascurare l’importanza di conoscere un inglese perfetto. Indispensabile è stato porre l’accento sulla cura e manutenzione del velivolo, a partire dalla pulizia dell’elica per operare in assoluta sicurezza.
L’iniziativa va a completare una serie di attività a tema già svolte quest’anno, come le visite alla base militare di Decimomannu, alla base dell’aviazione dell’esercito a Elmas e all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia, sia all’interno degli uffici Geasar che nella torre di controllo. Solo dopo queste esperienze i ragazzi riescono a farsi meglio un’idea di quello che può essere il loro futuro nel settore dell’aviazione, dell’aeronautica e del controllo del traffico aereo.