Un Bullo da palcoscenico, a Cagliari la Semifinale centro-sud

Domenica nuova tappa dell’evento presentato da Roberto Manca contro ogni forma di bullismo

CAGLIARI. “Un bullo da palcoscenico” fa tappa a Cagliari domenica 3 dicembre per la Semifinale centro-sud dell’VIII edizione, che alle 17.30 sarà al Teatro TSE di Via Quintino Sella con il celebre talent per giovani artisti organizzato dall’associazione Music&Movie e presentato da Roberto Manca.

Sono dodici le performance portate in scena da sedici tra studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado provenienti da Iglesias, Sestu, Ussana, San Gavino Monreale, Quartu Sant’Elena, Palmas Arborea, Oristano, Maracalagonis, Tuili e Cagliari.

Tra canto, musica, danza e teatro si esibiranno Benedetta Aresti & Adelaide Lai, Greta Aramini & Silvia Loche, Christian Cugia, Rebecca Collu, Letizia Fanari, Aurora Lai, Beatrice Pisanu, Isabel Ruggeri, Emily Usai, Eliana Tolu, Eleonora Cossu, Angelo Pitzalis e Michele Cuccu.

La giuria selezionatissima sarà composta da Sharon Podesva, Bernadette Casu, Fabrizio Sanna, Lory Warner e Sabina Sanna.

Ben vengano quindi le sfide, quando si tratta di incanalare positivamente le energie e trasformarle in divertimento, arte, spettacolo e cultura. La manifestazione, che intende sensibilizzare le giovani generazioni contro i fenomeni devastanti di bullismo e cyberbullismo, è organizzata con il patrocinio della Regione Sardegna e di Endas Sardegna. L’evento è aperto a tutti. Per informazioni contattare il numero 3401846468.




Con FLAGS i pescatori liberano dai rifiuti i mari dell’isola

In sei mesi di attività prelevate dai fondali oltre due tonnellate di spazzatura

L’iniziativa guidata dall’Università di Cagliari sta coinvolgendo dodici cooperative e venti imbarcazioni collegate ai quattro Flag della Sardegna

Alessandro Cau con i rappresentanti di alcuni Flag sardi

CAGLIARI. I pescatori diventano protagonisti attivi e in qualche modo ambasciatori di un mare pulito e di un pescato sostenibile. Grazie al progetto “FLAGS – la rete che libera il mare”, le imbarcazioni di piccolo e grande cabotaggio hanno raccolto in sei mesi oltre due tonnellate di spazzatura dai fondali intorno all’isola, dando avvio a un’attività che potrebbe essere messa a sistema accanto al normale esercizio della pesca.

L’iniziativa è frutto di un partenariato che coinvolge il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Cagliari (in qualità di capofila), e i quattro FLAG presenti in Sardegna (Orientale, Nord, Sud Occidentale e Pescando), attraverso un finanziamento erogato da Argea per la Misura 1.40 del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).

Gli esiti del progetto sono stati presentati (venerdì 16 giugno) nel corso di una conferenza stampa coordinata da Alessandro Cau, ricercatore e responsabile del progetto per conto dell’ateneo cagliaritano.

FLAGS è un gioco di parole tra la sigla dei quattro Gruppi d’azione locale attinenti a pesca e acquacoltura e l’acronimo di “Fishing Litter and Abandoned Gears in Sardinia”, cioè rifiuti da pesca e attrezzi abbandonati in Sardegna, alla cui rimozione è rivolto il progetto.

STRUMENTI E OBIETTIVI. L’attività sperimentale si è concentrata in particolar modo sulle plastiche e non di meno sugli attrezzi da pesca dispersi e abbandonati. Sono state coinvolte imbarcazioni di diverso genere e stazza, dotandole di contenitori e attrezzature per la raccolta e lo stoccaggio a bordo. Ogni natante ha fornito un contributo a seconda del conferimento minimo: venti chili per il piccolo cabotaggio, cinquanta per il piccolo strascico e cento per i grandi strascichi.

Un momento della conferenza stampa

GRANDE PARTECIPAZIONE. Il budget all’inizio ha previsto il coinvolgimento di quattro soggetti per ognuno dei Flag, ma la volontà di adesione è stata sorprendente, suffragata da un gran numero di richieste. Quindi i soggetti sono diventati dodici cooperative in rappresentanza di venti imbarcazioni, dalla piccola pesca artigianale e pescaturismo fino ai pescherecci in acciaio da trentacinque metri per la pesca d’altura, capaci di stare fuori dal porto anche per cinque giorni a settimana.

RISULTATI. Dal novembre 2022 (quando l’appalto per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti è stato affidato alla ditta Ecogemma di Assemini) le imbarcazioni sono riuscite a rimuovere dal mare oltre due tonnellate di spazzatura di ogni genere. Nello specifico, in 156 pescate che vanno dai dieci agli ottocento metri di profondità sono stati raccolti 1700 oggetti provenienti da ogni zona del Mediterraneo, per una massa complessiva di 2400 chili di rifiuti, con un massimo di 318 chili in una singola pescata su un fondale di 400 metri. È emerso che la tipologia di rifiuti più diffusa per singoli pezzi è senza dubbio la plastica monouso (dominante a livello numerico), seguita dai contenitori in alluminio e dalle bottiglie di vetro.

Da un punto di vista della massa invece, i rifiuti più incisivi si sono rivelati gli attrezzi da pesca abbandonati. Stiamo parlando in buona misura delle reti perdute sul fondo, che ora possono essere recuperate più agevolmente attraverso l’azione delle reti in attività.

NUOVA LEGISLAZIONE. Fino all’approvazione della Legge Salvamare del maggio 2022, i pescatori che rimuovevano la spazzatura in mare venivano sanzionati, in quanto era considerata rifiuto speciale. Il cambio di rotta ha permesso un intervento diretto della categoria, oltre una notevole riduzione dei costi di smaltimento.

PROSPETTIVE. I pescatori hanno svolto un monitoraggio sistematico zona per zona, fornendo dati utili alla produzione di strumenti normativi adeguati. L’ipotesi è quella di riconoscere una premialità per questo tipo di servizio, dato che i pescherecci da fondale sono gli unici in grado di prelevare rifiuti a centinaia di metri di profondità. Grazie anche alla nuova legislazione, questo servizio potrà trovare continuità in maniera sistematica e permanente nel normale corso delle attività di pesca.




Uniss, inaugurato il 461° Anno Accademico

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è intervenuta alla inaugurazione del 461° Anno Accademico dell’Università di Sassari, accolta dal Magnifico Rettore, Prof. Gavino Mariotti e dal Senato Accademico.
Dopo un incontro con i giornalisti presenti, il Ministro si è soffermata all’ascolto di un brano della tradizione sarda eseguito dal Coro dell’Università di Sassari prima di un breve incontro istituzionale con il Rettore.
Nell’aula Magna dell’ateneo, dopo il saluto del Presidente della Regione, Christian Solinas, portato dall’assessore alla Salute, Prof. Carlo Doria, il discorso del Rettore ha sollecitato il Ministro sulla programmazione degli impegni del Mur negli investimenti nell’immediato futuro, un dialogo costruttivo sul quale la Sen. Bernini ha sollecitato una continua comunicazione, “arte” fatta di ascolto reciproco e, per parte sua, assicurando la massima collaborazione e disponibilità.
Il Ministro ha ribadito la soddisfazione per la modifica dell’art. 119 con l’inserimento della insularità in Costituzione e ha sottolineato la positiva trasformazione delle Università da comunità chiusa a ecosistema territoriale che fa ricerca per metterla a disposizione del mondo professionale e imprenditoriale, favorendo sempre più il passaggio diretto degli studenti dal mondo universitario al mondo lavorativo grazie alla interconnessione con i settori imprenditoriali, con gli enti locali, enti di ricerca, alta formazione, diventandone centro di unione e sviluppo.
Non è mancata la conferma di quanto già dichiarato in questo giorni “sardi” del Ministro Bernini del grande impegno a favore dell’Einsten Telescope all’interno della miniera di Sos Enattos a Lula.




I CORRIDOI UNIVERSITARI PER UNA NUOVA GENERAZIONE MEDITERRANEA

Sono arrivati numerosi in questa 4 edizione gli studenti del Foundation Course grazie alle 20 borse di studio INCLUSIVE UNISS messe a disposizione dall’Ateneo di Sassari. Il supporto del partenariato locale e dei docenti interni ed esterni all’Università hanno reso possibile il loro arrivo per mezzo dell’attivazione di corridoi universitari con alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.
È attualmente in atto la quinta edizione che supporta la formazione online pre-universitaria di studenti che provengono da un sistema di istruzione molto diverso da quello italiano e che si iscriveranno nel prossimo anno accademico presso i Corsi di Studio dell’Università di Sassari.
Accolti dagli studenti delle precedenti edizioni e dagli “studenti ambasciatori” del progetto Mentorship del Ministero dell’Interno, i giovani provenienti dall’Angola, Eritrea, Mali, Congo Brazaville, Gambia, Mozambico, Senegal, Eritrea, Russia e Venezuela hanno appena intrapreso il percorso accademico in diversi Corsi di Studio e ringraziano a gran voce l’Ateneo di Sassari per aver aperto loro una grande prospettiva che nei loro Paesi di provenienza sembrava una utopia.
“Le strategie di inclusione di studenti provenienti da contesti disagiati, a causa degli effetti del cambiamento climatico, della povertà, delle guerre in atto, sono un nostro impegno costante, sostiene il Magnifico Rettore. Sono tanti i delegati, sottolinea, che hanno dato impulso a corridoi universitari con Paesi in cui non è sempre garantita la possibilità di proseguire gli studi universitari”.
Anche le opportunità offerte per il prossimo anno accademico dalla Fondazione di Sardegna per i corridoi universitari con il Marocco, la Tunisia e l’Algeria si muovono nella stessa prospettiva e consentono di far crescere importanti partenariati di ricerca e nuovi percorsi didattici comuni in questi territori. Si confermano infatti le 20 borse di studio del programma FORMED che consentiranno la selezione di nuovi giovani studenti internazionali provenienti da questi Paesi.
Il Foundation Course accoglie anche studenti rifugiati. Il diritto allo studio a favore di rifugiati eritrei in Etiopia è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Assessorato al Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale della Regione Sardegna che, con il supporto e il contribuito finanziario, ha consentito di estendere a livello locale il progetto UNICORE attivato con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e il Ministero degli Esteri.
“Il superamento delle complesse procedure che gli studenti stranieri extra europei devono affrontare, sostiene la delegata Silvia Serreli, non sarebbe possibile senza una continua interazione tra delegati, e soprattutto senza il lavoro costante delle persone che operano negli uffici dell’Area didattica e servizi agli studenti che, con competenza e dedizione, superano ogni giorno le difficoltà del processo di inclusione universitaria. Inoltre, va evidenziato il supporto fondamentale e attivo dell’ERSU che ospita ogni anno 50 studenti provenienti dai corridoi universitari e della Caritas diocesana di Sassari che accoglie e supporta nelle prime fasi dell’accoglienza gli studenti con maggiore difficoltà”.
L’Università di Sassari con i corridoi universitari amplia l’azione del Manifesto delle Università inclusive promosso da UNHCR, confermandosi uno degli Atenei più attivi nel dare risposte alle necessità formative di contesti solo apparentemente distanti.

Sassari, 9 marzo 2023




Cagliari: Le tesi dei 19 nuovi specialisti per la gestione integrata delle politiche pubbliche

Nell’aula magna di Ingegneria si è svolto l’evento di chiusura del master di secondo livello “Conclusione Master in Governance multilivello: la gestione integrata delle politiche pubbliche” diretto dal professor Gianmario Demuro

Mattinata con presentazione dei project works finali e tavola rotonda su “Futuro della Governance multilivello e costruzione di reti integrate”, con i docenti del corso Gianfranco Bottazzi, Gianmario Demuro, Vittorio Pelligra, Francesco Pigliaru, Alessandro Spano e Corrado Zoppi. Tra gli intervenuti Paola Secci, presidente del CAL Sardegna e sindaca di Sestu. 

Al termine la consegna delle pergamene ai 19 corsisti (tra parentesi i titoli dei project works finali): Gabriele Buondonno (La disabilità in Sardegna nel contesto delle riforme previste dal Pnrr); Stefano Onnis, Donatella Orgiano, Maria Grazia Piras, Jorgos Giacobbe (Turismo e digitalizzazione i percorsi escursionistici nel territorio delle zone del Sarrabus e del Gerrei. Strumenti, risorse e fondi nazionali ed europei utilizzabili per la valorizzazione del territorio); Marzia Cabras, Fabio Meloni, Patrizia Serra (Progettazione della ciclovia rosa negli itinerari deleddiani come sperimentazione di governance multilivello); Giovanna Lenzu, Nicola Onano (Governance territoriale multilivello per lo sviluppo locale delle aree interne. Lo stato di attuazione della Snai strategia nazionale aree interne per l’alta Marmilla e proposte evolutive: estensione del cammino minerario di Santa Barbara); Alessandra Mura, Angelo Loddo (La costruzione di un nuovo presidio ospedaliero nell’area di Cagliari e l’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n.67, come strumento di finanziamento. Analisi di contesto normativo e socio-sanitario); Paola Erriu (Sicurezza integrata, polizia locale e politiche integrate per la sicurezza nella Regione Sardegna); Salvatore Lovicu, Bianca Maria Pisano, Alvarez Atziri Martinez (Piano regionale della rete della portualità turistica: proposta di governance per la realizzazione e gestione di una rete per la portualità turistica in Sardegna); Chiara Orrù, Alice Scalas (La governance dei progetti di sviluppo territoriale nell’ambito della programmazione 2014-2020 della Regione Sardegna: un modello di valutazione); Carolina Pisu (Trama e ordito. La costruzione della rete regionale per l’inclusione socio-lavorativa).

«Ha scritto Italo Calvino: “Le città sono invisibili, non perché non ci siano, ma perché nascondono sempre un qualcosa che ai nostri occhi sfugge sempre”, con questa immagine – sono le parole del professor Gianmario Demuro, docente di diritto costituzionale e direttore del master di UniCa – si conclude l’edizione 2021-2022 del Master sulla Governance Multilivello: le politiche pubbliche integrate. L’immagine di ciò che c’è anche se non è immediatamente visibile è il cuore del progetto di tutte le edizioni del Master che, da oltre vent’anni, accompagnano i partecipanti alla scoperta degli strumenti del dialogo e della interazione virtuosa tra livelli di governo, tra soggetti pubblici e privati, individui e imprese. Un master che intreccia saperi giuridici, economici, pianificatori, sociologici tessuti insieme per realizzare il maggior numero di accordi di programma, soluzioni di pianificazione condivisa, progetti di semplificazione».

«Il Cal Sardegna ritiene indispensabile la formazione come veicolo di crescita delle professionalità e delle competenze del personale che opera all’interno delle autonomie locali. A partire dal 2020 – evidenzia Paola Secci, presidente del Consiglio delle autonomie locali della Sardegna – abbiamo finanziato due master di “Governance Multilivello” che hanno garantito un’alta formazione a una quarantina di corsisti. Siamo pronti a investire anche quest’anno in un altro master per potenziare la professionalità dei dipendenti delle autonomie locali».

Il master è stato organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari e ha formato 19 professionisti con competenze trasversali di alto profilo, utili per ruoli di responsabilità nella PA, attraverso un percorso di studio articolato in 300 ore di didattica frontale, 100 ore di didattica a distanza, 200 ore per redazione e discussione di un project work, 200 ore di tirocinio in aziende, istituzioni/enti pubblici e Consiglio delle autonomie locali (Cal) della Sardegna. 

Cagliari, 22 febbraio 2023 (IC)




L’ambasciatore di Francia in visita all’Università di Sassari

Il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Sassari, Prof. Gavino Mariotti, ha ricevuto questa mattina l’Ambasciatore della Repubblica di Francia in Italia, Christian Masset, accompagnato da Fabrice Maiolino, Console generale Francese a Roma, e dal Console di Francia a Sassari, Giovanni Pinna Parpaglia.

Dopo aver accolto il rappresentante diplomatico francese, il Prof. Mariotti lo ha accompagnato in una visita del palazzo storico dell’ateneo, illustrando la storia e i protagonisti dei 461 anni di esistenza dell’Università di Sassari, prima di ospitarlo nel suo studio privato, dove si è parlato di sviluppo della collaborazione istituzionale, culturale e scientifica fra i mondi accademici dei due Paesi.
Presenti all’incontro anche il Prof. Lorenzo Devilla, Associato di Lingua Francese e il Dott. Andrea D’Urso, Ricercatore di Letteratura Francese, entrambi presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Ateneo sassarese.

L’ambasciatore, nel ringraziare il Magnifico Rettore per la cordiale accoglienza, ha voluto sottolineare come l’ingresso e la visita del palazzo trasmetta l’entusiasmo, l’orgoglio e la storia di questo ateneo, non solo nel mondo accademico ma anche nella vita politica del Paese, con i due Presidenti della Repubblica che ha espresso, Antonio Segni e Francesco Cossiga e altri protagonisti di rilievo come Enrico Berlinguer.

L’Università di Sassari ha già attivi diversi accordi con Università francesi, in particolare con quelle di Bourgogne Dijon, Provence Aix-Marseille I, Pascal Paoli Corse, Bordeaux.

Le mobilità degli studenti UNISS in uscita verso gli atenei francesi sono state 30, delle quali 19 per studio e 11 per tirocinio, mentre le mobilità a fini di studio degli studenti francesi presso il nostro ateneo sono state 9.

In un’ottica di ulteriore sviluppo dei rapporti culturali e di ricerca, l’Ambasciatore ha evidenziato come l’Università di Sassari dovrà diventare il punto di riferimento della Sardegna.

Al termine dell’incontro, il Rettore ha consegnato a Monsieur Masset il sigillo storico dell’Università di Sassari.

Sassari, 14 febbraio 2023




A Sassari successo per le “Berrette bianche”: «Inizia l’era di collaborazione tra chef e istituzioni»

SASSARI. “Oggi ci vestiamo di un’altra immagine. Non chiusa ma aperta verso l’esterno”. Fausto Tavera, neopresidente dell’Associazione cuochi provinciale, apre un’era di collaborazione con le istituzioni inaugurata dal convegno “Le Berrette bianche” tenutosi mercoledì 8 febbraio nella Sala Angioy della Provincia. All’insegna di solidarietà, integrazione e formazione, l’intento dell’Acps ha ricevuto la risposta positiva di Amministrazione comunale, enti ecclesiastici, associazioni datoriali, intervenuti in gran numero al dibattito. “Sono impressionato da tutte queste presenze”, commenta il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus all’inizio dell’incontro moderato dall’enogastronomo Tommaso Sussarello.

Diverse le iniziative solidali proposte, come la cucina-laboratorio da realizzarsi nella comunità di recupero di S’Aspru fondata da padre Salvatore Morittu, artefice della richiesta. Oppure i corsi di cucina da attivare nelle carceri o a favore dei giovani in difficoltà chiesti da don Gaetano Galia, cappellano di Bancali. Istanze che nascono dall’interrogativo di Tavera e del direttivo dell’associazione: “Cosa possiamo fare per aiutare gli altri?”. Un sostegno rivolto ai cuochi di oggi, ieri e domani, anche con la creazione di un fondo di solidarietà dedicato allo chef scomparso Amedeo Piras.

La necessità della formazione ad alto livello ha visto un importante annuncio da parte del prorettore Andrea Piana: “L’università di Sassari istituirà un corso di laurea in Scienze gastronomiche”. Rispondendo così alla domanda crescente di forza lavoro qualificata sul territorio. Dopo il covid ci sono 300mila chef in meno in Italia, ricorda infatti Marcello Sanna, presidente regionale Unione Cuochi. “Vi è una gran richiesta – commenta Antonietta Piras, dirigente dell’Istituto Alberghiero di Sassari – stiamo lavorando per prepararli tenendo conto che nella ristorazione non esiste l’improvvisazione”. Una preparazione tecnica quindi ma anche interiore, per lavoratori soggetti a forte stress. “Il 70 per cento degli incidenti in cucina avviene per questo fattore – ha spiegato lo psicologo Franco Ferreri -. Bisogna lavorare sulla dimensione emotiva degli chef”. E su quella contrattuale sono rivolti i progetti di realizzazione di un sito, comunicati dal direttore di Confesercenti Gianni Simula, che convogli e regoli domanda e offerta di prestazioni professionali.

Ma la cucina e il cibo sono anche elementi spirituali e di condivisione fraterna come ricordato da monsignor Gian Franco Saba, arcivescovo metropolita di Sassari. “Le immagini del banchetto e della convivialità, presenti sin dall’origine del cristianesimo e non solo, sono metafore da tenere sempre vive”. D’altra parte dietro ogni piatto si nasconde una storia, talvolta tragica ma anche festosa. Lo ricorda Antonello Canu, rappresentante di Fondazione Accademia Casa di popoli culture e religioni, riferendosi all’esperienza con gli afgani fuggiti dalla guerra e ospitati in città.

Al termine del convegno la processione con il nuovo stendardo dell’Acps verso la cattedrale e la messa officiata dall’arcivescovo monsignor Saba, che ha benedetto il vessillo. Nel corso della cerimonia il coro di Ittiri Boghes e Ammentos, diretto dal maestro Piero Murru ha eseguito diversi brani del repertorio ecclesiale. In serata la cena offerta dall’Associazione provinciale cuochi nei locali del seminario arcivescovile con la partecipazione dei ragazzi dell’Ipsar di Sassari, presenti insieme ai colleghi di Alghero al dibattito.

“Berrette bianche”, oltre all’organizzazione dell’Acps, vede la collaborazione delle scuole alberghiere Ipsar di Sassari e Alghero, e si avvale del patrocinio della Federazione Italiana Cuochi, dell’Unione Regionale Cuochi Sardegna, del Comune di Sassari, dell’Arcidiocesi di Sassari, della provincia di Sassari, di Confesercenti, della Camera di Commercio di Sassari e di Confindustria.




CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE Concluso il primo Master dell’Università di Cagliari Il traguardo finale raggiunto il 2 febbraio, con la discussione delle tesi del master di primo livello diretto dal professor Gabriele Finco.

Presenti per l’occasione il rettore Francesco Mola, l’assessore regionale alla sanità Carlo Doria, l’assessora comunale alle politiche sociali, benessere e famiglia Viviana Lantini, il presidente della società italiana cure palliative Gino Gobber e, per l’Aou, la direttrice generale Chiara Seazzu e il direttore sanitario Giancarlo Angioni

Il Master in “Cure palliative e terapia del dolore” è organizzato dal Dipartimento di Scienze mediche e Sanità pubblica di UniCa in collaborazione con la Regione Sardegna

Il corso di studi, della durata di 12 mesi, ha dovuto subire un rallentamento a causa della pandemia, con l’interruzione forzata del periodo di tirocinio, ma al termine è riuscito a formare ben 27 nuovi professionisti sanitari con competenze specifiche e interdisciplinari nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore. La preparazione fornita dal master permette infatti di gestire strategie assistenziali globali e interprofessionali mirate a preservare la miglior qualità di vita possibile a persone con patologie dolorose croniche e all’assistenza di malati affetti da patologie per le quali non esistono ancora terapie risolutive.

“Siamo molto soddisfatti per i ragazzi e le ragazze che oggi terminano il loro percorso – ha detto il rettore di UniCa, Francesco Mola – e che hanno scelto una professione di enorme importanza per i malati e per coloro che se ne prendono cura”

Il master –rivolto a laureati nelle professioni sanitarie Infermieristica, Infermieristica pediatrica, Fisioterapia, Terapia occupazionale – è nato per formare figure professionali di cui c’è carenza nel territorio regionale sardo. I nuovi specialisti potranno svolgere da subito la loro attività assistenziale nelle strutture sanitarie pubbliche o private, nelle organizzazioni senza scopo di lucro che operano nella rete per le cure palliative e per la terapia del dolore, nonché nell’ambito delle equipe di cure palliative domiciliari previste dalla Legge 38/2010. Questo grazie alle competenze, generali e specifiche, acquisite sulla diagnosi e trattamento del dolore, compresa la conoscenza degli aspetti psicologici che caratterizzano le esperienze di dolore cronico e di fine vita.

“Nella mia professione di medico – ha spiegato Doria – mi sono occupato di cure palliative cercando sempre di trasmettere a collaboratori e colleghi l’importanza primaria di garantire ai pazienti un percorso di dignità”.

Il corso è diretto dal professor Gabriele Finco, ordinario di Anestesiologia, medicina intensiva e terapia del dolore, nonché direttore della Scuola di specializzazione in Anestesiologia, terapia intensiva e terapia del dolore, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e terapia Intensiva dell’Aou, presidente dell’Associazione italiana per lo studio del dolore (Aisd).

In questa sessione hanno conseguito il Master in Cure palliative e terapia del dolore i dottori: Michela Caboni, Carla Cacciarru, Luca Calia Maria Adriana Ilva Cannas, Stefano Cariello Musso, Tiziana Congiu, Maria Antonietta Fenu, Giulia Gabriellini, Emilia Garifo, Santa Giuffrida, Luigi Giacomo Loi, Francesca Marci, Fabiana Melis, Chiara Montonati, Sonia Pintus, Lidia Pirastu, Paola Piroddi, Marisa Pittau, Stefano Planta, Stefania Poddighe, Raffaele Secci, Ilenia Servetti, Sergio Siddi, Emanuela Soddu, Valentina Tocco, Barbara Tondo, Cesare Valorosi.

Cagliari, 4 febbraio 2023




La natura della Sardegna contro il Parkinson Un progetto dell’Università di Sassari per una migliore qualità della vita.

Tra le tante proprietà benefiche che la natura della Sardegna offre, pochi potrebbero pensare che la nostra regione possa essere una vera “palestra a cielo aperto” per intervenire beneficamente nella lotta al morbo di Parkinson.
Il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari intende dimostrare proprio questo, con il progetto “Sardegna palestra a cielo aperto: interventi motori adattati in ambiente naturale in persone con malattia di Parkinson”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna.
Parte di un filone di ricerca che ha lo scopo di promuovere gli stili di vita attivi attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali (sia in soggetti sani che con patologie), il progetto sarà presentato il 3 febbraio presso l’aula A del complesso biomedico dell’Università in viale San Pietro.
Interverranno il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Professor Gavino Mariotti, che porterà i saluti dell’Ateneo, il Sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus e i rappresentanti degli Enti a vario livello co-promotori, i cui interventi di saluto saranno seguiti dalle relazioni dei ricercatori protagonisti della ricerca.
Lo studio, condotto su pazienti di entrambi i sessi e con diagnosi di malattia di Parkinson, avrà la durata di un anno e si articolerà nella programmazione di tutte le fasi valutative, nell’attuazione del programma multisport in ambiente naturale, che comprende trekking, surf, kayak e vela, con la successiva divulgazione e pubblicazione dei risultati del progetto, originato dalla consapevolezza di come l’attività motoria adattata possa essere un potente alleato nel migliorare l’equilibrio, la mobilità funzionale e le capacità di esercizio nei pazienti con questa patologia.
Il gruppo di studio è coordinato dalla Professoressa Lucia Cugusi, docente del corso di laurea in Scienze motorie, Sportive e Benessere dell’Uomo dell’Università di Sassari e vedrà la collaborazione ddei docenti e ricercatori della sezione di Anatomia e Istologia dell’Ateneo sassarese con il Professor Pasquale Bandiera, della Fisiologia Umana con la Professoressa Franca Deriu e della Bioingegneria con il professor Ugo Della Croce.
Alla ricerca parteciperanno, in qualità di partner, l’U.O.C. di Neurologia dell’AOU di Sassari, direta dal Professor Paolo Solla, l’Ambulatorio dei Disordini del movimento della ASL di Sassari, coordinato dal dottor Kai Paulus, le Associazioni Parkinson di Sassari e Alghero, il CUS Sassari, Adventure Guide, Bonga Surf School, Yacht Club Alghero, 3Motion e Azen Kayak, che con la loro esperienza e competenza porteranno i partecipanti a vivere un’esperienza unica.

Sassari, 02 febbraio 2023

Ufficio stampa dell’Università di Sassari
p.zza Università 21, 07100 Sassari




Progetto Ortumannu. I batteri come alternativa ai fertilizzanti chimici

ATENEO DI CAGLIARI IN PRIMA FILA, CON ENEA, CRS4 E UNIVERSITÀ DELLA GIORDANIAOttimi e innovativi i risultati degli studi internazionali, finanziati dalla Regione Sardegna, per l’introduzione dei fertilizzanti microbici quale pratica sostenibile idonea a combattere l’impoverimento dei suoli, ridurre l’utilizzo di acqua, di fertilizzanti e di pesticidi. Responsabile scientifico delle ricerche è il professor Giovanni Battista De Giudici (dipartimento di Scienze chimiche e geologiche di UniCa). Con lui i ricercatori Elisabetta Dore, Daniela Medas, Pier Andrea Marras, Rosa Cidu, Franco Frau e Francesca Podda.

Utilizzare i microbi al posto dei fertilizzanti chimici per puntare ad un’agricoltura sempre più sostenibile. Si può fare, presto e bene. Una ulteriore conferma che è questa la strada giusta arriva dal progetto Ortumannu, in cui l’Università di Cagliari è protagonista, in collaborazione con l’Enea, il Crs4 e la Mutah University della Giordania.

Microrganismi e batteri opportunamente utilizzati sono in grado di favorire la produzione agricola anche in periodi di stress idrico e migliorando le caratteristiche del suolo

Ortumannu, da dicembre 2021 a novembre 2022, ha riguardato la sperimentazione sulla coltivazione del sorgo (o saggina, cereale tra i più importanti al mondo, noto anche come pianta cammello) nella regione di Wadi Ghuweir, sud-ovest della Giordania. In precedenza (2017-2021) un altro progetto triennale, denominato Supreme, ha sperimentato l’uso dei batteri al posto dei fertilizzanti chimici nella coltivazione di orzo e fave in Giordania e a Cipro e, in Sardegna, sui pomodori nella piana di Pula. Con risultati sempre ottimi in termini di qualità e quantità.

Buone pratiche per il presente e per il futuro

Il mineralogista Giovanni Battista De Giudici, referente per UniCa dei due progetti, spiega: “Alla base c’è il concetto di sostenibilità e il mantenimento degli equilibri chimico-fisici dei suoli. I risultati sono molto incoraggianti da ogni punto di vista, anche economico. Ora si tratta di passare ad una sperimentazione su più larga scala e passare da migliaia di metri quadri a centinaia di ettari può essere fatto in qualche anno. Abbiamo già avviato una collaborazione con AGRIS che ci consentirà di condurre gli studi su scala maggiore e anche su altre colture”.

In prospettiva opportunità imprenditoriali e spazio a nuove start-up capaci di cogliere l’importante innovazione tenendo insieme sostenibilità ambientale e sostenibilità economica

Nella pratica, l’utilizzo dei fertilizzanti microbici consiste nell’arricchire le funzioni del suolo con batteri e funghi endemici in grado di sciogliere i minerali del suolo per fornire alle piante i nutrienti necessari. Occorre dapprima conoscere la composizione mineralogica del suolo, isolare e identificare i batteri in esso presenti per poi testarli per la loro capacità di fissare l’azoto, di metabolizzare il fosforo, di rendere solubile il potassio, di produrre fitormoni. Questo quadro conoscitivo permette di dare risposte alle esigenze degli agricoltori. “Di fertilizzanti microbici ne esistono già in commercio, quel che non va bene è che propongono soluzioni generalizzate, mentre invece è indispensabile tenere conto della specificità di ogni singolo terreno”.

Previsti a breve ulteriori studi di UniCa, sempre con Enea, Crs4 e Regione

Anche in agricoltura la sostenibilità non è più un vezzo ma un’esigenza. I danni causati dall’utilizzo eccessivo (non sempre efficiente) dei fertilizzanti chimici sono stati denunciati da tempo da vari organismi internazionali quali l’Agenzia Onu per l’ambiente e dall’Oms. Recenti rapporti prospettano che la produzione dei pesticidi supererà i 300 miliardi di dollari nel 2025, causando sempre maggiori danni all’ambiente e alla salute degli esseri umani. D’altra parte occorre rispondere alla sempre più crescente domanda di cibo derivante dall’aumento costante della popolazione mondiale. La FAO ha indicato la strada: “Rafforzare la produzione e la sicurezza globale senza sacrificare la fertilità del suolo e gli ecosistemi”.

Per contatti, foto e video di approfondimento:
 HYPERLINK “http://www.unica.it/unica/page/it/innovazioni_per_lagricoltura_batteri_al_posto_dei_fertilizzanti_chimici” www.unica.it/unica/page/it/innovazioni_per_lagricoltura_batteri_al_posto_dei_fertilizzanti_chimici