Accordo a sostegno delle AVIS territoriali“Uniss, un Natale in rosso. La solidarietà, il dono più bello”

Il 21 dicembre 2022 il Polo didattico del Quadrilatero dell’Università degli Studi di Sassari, in viale Mancini, ospiterà l’autoemoteca dell’AVIS Sardegna per l’iniziativa “Uniss, un Natale in rosso. La solidarietà, il dono più bello”.
Sarà il primo di una serie di appuntamenti “Le Giornate in rosso”, finalizzati alla raccolta del sangue presso le sedi dell’Università.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari Gavino Mariotti e dal Presidente dell’AVIS Sardegna Vincenzo Dore, con il contributo del Presidente dell’AVIS Provinciale di Sassari Antonio Dettori, accompagna e attua la convenzione appena siglata tra UNISS e AVIS SARDEGNA, con la quale si incoraggia la partecipazione dei medici specializzandi dell’Università degli Studi di Sassari all’attività di volontariato presso le sedi AVIS.
La sensibilizzazione rispetto al valore civico, umano e solidaristico della donazione del sangue è alla base dell’accordo, che si concretizzerà in un’azione capillare di raccolta svolta dalle AVIS, anche attraverso la collaborazione dei medici specializzandi.
L’Università degli Studi di Sassari, sempre sensibile alle emergenze sanitarie del territorio, si impegnerà anche nella promozione delle numerose campagne dell’AVIS Regionale e si augura, grazie alla presenza attiva dei propri studenti e delle associazioni studentesche, di poter contribuire in maniera concreta, alla preziosa attività di raccolta sangue dell’AVIS Sardegna.
Nell’ottica di un’azione sinergica, Avis Sardegna, Avis Provinciale di Sassari e Università degli Studi di Sassari cammineranno insieme per affrontare l’annosa emergenza legata alla carenza di sangue nella nostra Regione.

Sassari,19 dicembre 2022




“Riflessioni sul fine vita” all’Università di Sassari

SASSARI. Sono vive più che mai le discussioni sulla morte come “scelta di vita”, al cospetto dei progressi scientifici che consentono di prolungare artificialmente l’esistenza e, con essa, talvolta la sofferenza dei malati, in alcuni casi anche contro la loro stessa volontà. Il tema, spinoso e attualissimo, sarà approfondito venerdì 16 dicembre, alle 16, nell’Aula Magna dell’Università di Sassari, attraverso il convegno dedicato alle “Riflessioni sul fine vita, aspetti etici e giuridici”, che vedrà confrontarsi accademici, esperti di diritto e bioetica.

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Università di Sassari e con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. In Italia –  spiegano gli organizzatori – il tormentato percorso verso una legislazione a tema ha raggiunto la sua prima meta con l’approvazione di una legge del dicembre 2017 sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Appare cruciale l’interrogativo che da sempre divide i sostenitori di una visione etico-cattolica dai propugnatori di una visione laica: corrisponde davvero a tutelare la dignità dell’essere umano, il prolungarne l’esistenza solo dal punto di vista biologico e per mezzo di terapie di alimentazione e idratazione artificiali?

Tra i numerosi aspetti che caratterizzano la questione, uno degli elementi trattati riguarderà lo stato di incapacità della persona di esprimere la propria scelta. Sono due le direzioni possibili: da un lato si può dare prevalenza al principio di precauzione, secondo cui la vita dovrebbe essere sempre e comunque mantenuta, anche artificialmente, con il rischio di cancellare la cifra morale della persona e ridurne il riconoscimento ad una dimensione meramente biologica.

Una seconda via potrebbe essere invece orientata a recuperare la dignità e le potenzialità morali del malato tentando, dove possibile e con tutte le cautele del caso, di ricostruire la volontà della persona divenuta incapace.

A introdurre l’incontro sarà l’avvocato Attilio Pinna, responsabile area giuridica dell’Is.Be, che passerà la parola al Magnifico rettore Gavino Mariotti per i saluti istituzionali. Interverranno quindi Anna Alberti, docente di Istituzioni di Diritto pubblico Uniss; l’avvocato Giovanni Colli, presidente della Camera Penale di Nuoro; Massimo Foglia, docente di Diritto Privato dell’Università di Bergamo; Mario Oppes, docente di Bioetica all’Istituto Superiore di Scienze religiose di Sassari. La conferenza sarà moderata da Giovanni Maria Uda, docente di Diritto Privato all’Università di Sassari.




Carni made in Sardinia, nuove opportunità e nuovi prodotti: venerdì all’Università di Sassari la presentazione di “Probovis”

SASSARI. Nuovi trend di mercato richiedono carni di qualità certificate, preparazioni semplici, veloci e tempi di cottura non troppo lunghi. Occorre stare al passo con i tempi se si vuol essere competitivi. A tale scopo in Sardegna è nato il progetto di ricerca “Probovis. Nuovi prodotti e nuove opportunità per le carni made in Sardinia”, frutto della cooperazione tra l’azienda di trasformazione carni Forma Srl, l’azienda agricola Agropower Srl e il Dipartimento di Agraria (sezione di Scienze Zootecniche) dell’Università di Sassari, sotto il coordinamento della professoressa Anna Nudda in qualità di responsabile tecnico scientifico.

L’intento è quello di caratterizzare e valorizzare, attraverso processi e tecnologie innovative, le carni ottenute dalle razze bovine e ovine autoctone e dai loro incroci industriali con razze appositamente selezionate.

I risultati dello studio saranno presentati venerdì 11 novembre, alle 9, nell’Aula Magna Barbieri del Dipartimento di Agraria a Sassari, in viale Italia 39/a, durante il convegno “Produzione di carne bovina e ovina – Valorizzazione e innovazione in Sardegna”. La ricerca ha toccato diversi campi, che vanno dalle tecniche d’allevamento e benessere animale alla macellazione, dalla trasformazione ai test di valutazione del prodotto e all’analisi di mercato.

A porgere i saluti istituzionali saranno il Magnifico rettore Gavino Mariotti e il direttore del Dipartimento di Agraria, Pierpaolo Roggero, ai quali farà seguito l’introduzione del docente di Zootecnia Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili. A illustrare il piano di ricerca sarà la responsabile scientifica del progetto, Anna Nudda, docente di Zootecnica e titolare della cattedra di Qualità delle produzioni di origine animale.

I risultati della sperimentazione in allevamento e gli effetti sulla qualità, per quanto riguarda la carne ovina saranno evidenziati da Mondina Lunesu, ricercatrice di Zootecnica e, per quanto riguarda le carni bovine, da Maria Rita Mellino, borsista in Scienze Zootecniche.

E esporre i dati emersi dalla sperimentazione nell’innovazione di processo e di prodotto saranno le agronome Enrica Cuccui e Giovanna Buffa assieme allo chef Leonardo Marongiu.

Antonio Lorenzoni della LM Consulting Srl illustrerà i risultati dei focus group e dell’analisi di mercato, e Francesco Forma della Forma Srl parlerà dell’importanza della ricerca e dell’innovazione per competere nel mercato. Seguirà il dibattito e quindi la chiusura dei lavori a cura di Giuseppe Pulina.

L’iniziativa è stata finanziata dalla Regione Sardegna con risorse Psr 2014/2020, sottomisura 16.2, che mirano a potenziare la cooperazione e l’integrazione tra imprese e mondo scientifico attraverso progetti pilota, interventi per lo sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e modalità gestionali delle aziende delle filiere agroalimentari, ai fini di un loro effettivo posizionamento competitivo.

Da un lato è stata verificata la realizzabilità dei processi e delle tecnologie innovative, tra le quali spiccano l’intenerimento delle carni mediante frollatura e la realizzazione di prodotti con maggiore facilità d’uso, quali ad esempio i precotti e i preparati di carne; dall’altro lato è stato analizzato lo specifico gradimento dei singoli prodotti da parte dei mercati. Per informazioni è possibile chiamare il numero 337521480 o contattare [email protected]. Per approfondimenti visitare il sito www.probovis.it.




Festival Lussu, gli studenti protagonisti per un giorno

A Cagliari folla di giovani degli istituti superiori per riscoprire la figura e l’opera di Primo Levi

Nella Sala Castello dell’hotel Regina Margherita oltre centotrenta ragazze e ragazzi delle scuole di Cagliari e Quartu si sono confrontati con il docente piemontese Giovanni Tesio

In serata commozione per l’omaggio a Omero Antonutti

Gli studenti al Centro Internazionale del Fumetto

CAGLIARI – 04.08.2022. Il Festival Premio Emilio Lussu non poteva trascurare i giovani e le scuole. Nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, la mattina del 3 ottobre oltre centotrenta studenti e studentesse delle quarte e quinte superiori, provenienti dagli istituti Pertini e Martini di Cagliari e Motzo di Quartu, sono stati i protagonisti della mattinata dedicata a “Memoria e coscienza civile”, per conoscere e approfondire la figura di Primo Levi, con la presentazione del libro “Primo Levi. Il laboratorio della coscienza” (Interlinea, 2022).

L’impareggiabile vitalità oratoria di Giovanni Tesio, già ordinario di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale e uno dei massimi conoscitori di Levi, ha spinto i ragazzi a vincere la timidezza e a mostrare curiosità, a fare domande ed esprimere pareri. Ne è scaturito un confronto frizzante, anche grazie alle pungenti sollecitazioni di Guido Conti e alle letture di Elisabetta Balduzzi, che hanno offerto ulteriori spunti di riflessioni verso un tema delicato sul quale è sempre bene tenere alta l’attenzione delle nuove generazioni.

Il festival si è spostato quindi al Centro Internazionale del Fumetto – AMI Archivio Multimediale dell’Immaginario, in Via Falzarego n. 35, con il fumettista, scrittore e sceneggiatore Bepi Vigna che ha coordinato una speciale visita alla Mostra permanente, dove gli studenti hanno potuto incontrare gli ospiti del festival.

Nel pomeriggio, in Sala Castello è stato rivolto uno speciale omaggio allo scrittore piemontese Beppe Fenoglio nel centenario dalla nascita, con un’introduzione magistrale di Guido Conti, che ne ha tratteggiato la vita e le opere di partigiano, scrittore e traduttore. Ma la vera sorpresa è stata l’omaggio a un altro grande artista, Omero Antonutti (il padre padrone del film dei Fratelli Taviani basato sul libro di Gavino Ledda), la cui voce è improvvisamente scaturita dall’altoparlante nel leggere un passo di Fenoglio, con profonda commozione di tutti gli amici sardi, e in particolare della vedova di Antonutti, Graziella Moreale, presente in platea.

Graziella Monreale (a destra) con Alessandro Macis e Patrizia Masala

Subito dopo Gian Giacomo Ortu ha presentato il volume “Emilio Lussu civilis homo” (Ticinum Editore, 2021) di cui è curatore,assieme agli autori di alcuni saggi della pubblicazione. Sono intervenuti Alberto Cabboi, Giuseppe Caboni, Giovanna Granata, Cristina Lavinio e Luisa Marinho Antunes. Il volume contiene gli atti del III e IV seminario internazionale di studi su Emilio Lussu tenutosi a Cagliari nell’ottobre del 2020 e del 2021, organizzati dall’associazione culturale L’Alambicco nell’ambito del Festival.

A chiudere la serata è stato l’approfondimento di una vicenda non ancora del tutto conclusa, a quasi ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Grazie al collegamento in diretta streaming con Ilaria Pavan, docente di Storia contemporanea alla Scuola normale Superiore di Pisa (assente per problemi di salute) che all’interno della sezione “Memoria e coscienza civile” ha presentato il suo libro “Le conseguenze economiche delle leggi razziali” (Il Mulino, 2022). La studiosa ha illustrato il volume rispondendo alle domande della professoressa Cecilia Novelli, intervallate dalle letture di Andreina Del Raso. Un volume che già nel titolo lascia intuire la vicenda dei beni sottratti agli ebrei in Italia durante le persecuzioni fasciste attraverso l’esproprio di case, imprese e terreni, la perdita degli impieghi e l’esclusione dalle professioni. E quindi la beffa, dopo la fine della guerra e la costituzione della Repubblica, di uno Stato che sembrava ignorare il legittimo tentativo dei sopravvissuti di recuperare i beni sottratti.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco in collaborazione con La Macchina Cinema, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari, il partenariato dei comuni di Armungia, Elmas, Modica e Seravezza e di numerosi Enti, Atenei, Centri studi per la letteratura e Associazioni culturali. L’ingresso è libero e gratuito. L’ingresso è libero e gratuito.

Presentazione di Emilio Lussu civilis homo

PROGRAMMA DI DOMANI.

Il festival si conclude mercoledì 5 ottobre con l’omaggio, a partire dalle 17, al poeta siciliano Bartolo Cattafi nel centenario della nascita. Lo speciale tributo sarà accompagnato dalla presentazione del volume “L’osso, l’anima” (Le Lettere, 2022) a cura di Diego Bertelli, che dialogherà con Alessandro Macis.

Alle 18 Giovanni Virgadaula presenterà il suo libro “Vi racconto Nanni Loy” (Aigra, 2021) in compagnia di Antioco Floris, accompagnati dalle letture di Andreina Del Raso. Alle 19 Caterina Arcangelo e Mario Greco illustreranno i contenuti del nuovo numero della rivista FuoriAsse – Officina della cultura (FuoriAsse Edizioni, 2022), dedicata al tema del Dono.

L’appuntamento di chiusura del festival, alle 20, sarà con “BookCiak Azione! 2022 in tour”, che offrirà al pubblico di Cagliari la proiezione dei cortometraggi vincitori della XI edizione ispirati alla letteratura. A introdurre il segmento in cui il cinema dialoga con la letteratura, sarà l’ideatrice e organizzatrice del concorso, Gabriella Gallozzi, in compagnia della critica cinematografica Elisabetta Randaccio.




Paola Ruiu, un modello di vita sempre attuale

SASSARI. Paola Ruiu, una “forma di vita” più che mai attuale. Dalla giornata di studio svoltasi venerdì 6 maggio nell’Aula Magna dell’Ateneo turritano emerge la modernità della figura di una intellettuale, donna di scuola, scrittrice sassarese, protagonista di passaggi cruciali della seconda metà del ‘900. L’iniziativa ha voluto sottolineare il valore di un umanissimo lascito culturale capace, come ha detto la sorella Yerina, di “aprire altre strade segnate dalla ‘fatica’ del concetto e dalla sapienza del cuore”.

Nel rappresentare il saluto del sindaco di Sassari, Laura Useri, assessora alla Cultura, Politiche educative e Pari opportunità, ha espresso l’auspicio che nascano altre Paole Ruiu, donne capaci di percorrere il cammino dei diritti.

A raccogliere il testimone ideale della sua opera due dirigenti scolastici intervenuti a inizio delle attività moderate da Vittoria Casu, già direttrice dell’Ufficio di servizio sociale dei minorenni di Sassari del Ministero della Giustizia. Patrizia Mercuri, alla guida dell’Istituto di San Donato, ha accostato la figura di Paola Ruiu a quella di Maria Montessori, per essersi affermate, sia pure in momenti storici diversi, nello svolgimento di ruoli tradizionalmente riservati agli uomini. L’onere di apripista trova conferma nelle parole del Dirigente del liceo Margherita di Castelvì, Gianfranco Strinna, che ha sottolineato la grande attenzione di Paola Ruiu per gli ultimi in un periodo, gli anni ’80-90, in cui la normativa sull’inclusione degli studenti disabili muoveva appena i primi passi.

Pasquale Lubinu, sindaco di Ossi, ha rimarcato le singolari competenze di una donna che ha diretto Il Circolo Scolastico per oltre dieci anni e che ha saputo tessere relazioni positive con i soggetti istituzionali del territorio, testimoniando il senso di autentica appartenenza alla comunità.

A ripercorrere l’impegno militante di Paola Ruiu nel lungo e contrastato cammino dei diritti è stata la costituzionalista Carla Bassu, che ha evidenziato la sua forza nell’opporsi alla visione stereotipata e subalterna della donna nel secondo dopoguerra. Ha sottolineato il valore dell’impegno concreto di una giovanissima donna aderente all’UdS-Unione donne della Sardegna, che ha portato avanti nei primi anni cinquanta, insieme ad altre compagne di diversa appartenenza politica, l’inchiesta sulla miseria; un lavoro compiuto a stretto contatto con le persone che vivevano in condizioni di degrado, soprattutto donne e bambini.

Paola Pinna, già segretaria della Cgil Scuola, ha riannodato il filo rosso che collega queste esperienze al ruolo svolto da Paola Ruiu in qualità di prima Segretaria della CGIL Provinciale di Sassari nel 1971. Ne ha rievocato la cifra distintiva dell’impegno sindacale: l’autorevolezza orientata al rispetto per le istituzioni, accompagnato dalla ricerca della mediazione vissuta nel confronto di esperienze e saperi; Il tratto di una donna decisa con gli adulti ma “dolcissima coi bambini” al cui mondo faceva sempre riferimento.

Nel ricordare i saperi e le competenze esercitate negli spazi professionali e della formazione dalla compianta insegnante, il presidente della Casa Museo Gramsci di Ghilarza, Giorgio Macciotta, ha parlato dei meriti acquisiti grazie all’appartenenza a due “scuole”: quella del PCI e quella di Antonio Pigliaru nel gruppo multifunzionale di Ichnusa, dove lei apprese a tessere relazioni sociali e a combattere le battaglie del tempo, come quella per il Piano di rinascita negli anni ’60.

L’apprendistato con Pigliaru ritorna nel ricordo di Salvatore Tola, studioso della cultura sarda, che ha ripercorso l’esperienza del Centro Maestri di Ichnusa per ripensare l’impegno della maestra Paola Ruiu attenta alle urgenze culturali e sociali delle comunità, con particolare riguardo all’educazione degli adulti. Un’esperienza portata avanti insieme ad un gruppo attivo di insegnanti, sotto lo sguardo sapiente e lungimirante del filosofo Antonio Pigliaru, che ne incoraggiò la prosecuzione autonoma anche dopo la cessazione dell’attività della rivista, avvenuta nell’estate del 1965.

Il tratto di una donna capace di leggere le criticità del suo tempo si riconosce nella qualità antropologica della tesi di laurea riguardante “le trasformazioni culturali prodotte dal lavoro industriale tra i lavoratori del petrolchimico”. Una ricerca sul campo, analizzata dallo storico Sandro Ruju, che ha evidenziato il grande valore documentario delle interviste fatte a uomini e donne provenienti dall’agricoltura e dall’emigrazione, fotografia di un tempo spartiacque tra due mondi.

Nella sessione pomeridiana, la tavola rotonda moderata dall’accademico Alberto Merler ha posto in luce la singolarità di una cultura didattica capace di intrecciare diritti e immaginazione.

Della produzione poetica e di testi per il teatro di Paola Ruiu hanno dato un assaggio l’attore della compagnia “La botte e il cilindro” Giommaria Manunta e l’attrice Ica Sanna con la lettura della favola “La calamita attira matti” tratta dal libro “I bambini dei vicoli di Sassari”.

La presentazione di alcune scene dello spettacolo teatrale tratto dal libro “I bambini e il cappellaio” ha offerto l’opportunità di apprezzare un messaggio di denuncia di scelte economiche irresponsabili. Lo spettacolo ha preso le mosse da un laboratorio teatrale delle scuole elementari di Ossi ed è arrivato secondo nella Rassegna Nazionale del Teatro per l’infanzia di Serra San Quirico nelle Marche nel 1999.

La presentazione della favola “Mille nastri sull’Oceano”, tratto dal Dvd “Nastri di parole per girotondi di pace”, è il punto di approdo di un progetto sull’educazione ai diritti umani patrocinato dalla Sezione Italiana di Amnesty International, destinato alle bambine e ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Gian Mario Manca e Fabio Di Pietro ne hanno tratteggiato l’iter muovendo dai testi del libro di Paola Ruiu, “Fiabe e filastrocche sui diritti dei bambini”, mettendo in luce il coinvolgimento di bambine e bambini provenienti dalla scuola primaria, di giovani attivisti amnestiani e di studenti del Liceo Azuni di Sassari 

La testimonianza coinvolgente delle maestre di Oschiri, Franca Deligios e Maria Pina Sini ha confermato il valore della rivoluzione pedagogica della “signora Paola” messa in atto con l’avvento del tempo pieno e dell’inclusione dei diversamente abili: un’opera che ha cambiato il tessuto sociale della comunità.

A conclusione della giornata di studio il canto del “Deus ti salve Maria”, nella versione di Fabrizio De Andrè, ha consegnato ai presenti l’emozione per l’infaticabile impegno di una Maestra che ha reso onore ai talenti e al coraggio delle donne e che, come ha detto la figlia Grazia Maddalon, ha reso possibile “l’invenzione di discorsi intessuti di poesia”.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio dell’Università di Sassari, del Comune di Sassari, del Consiglio regionale della Sardegna, della Provincia di Sassari, dei Comuni di Ossi e Oschiri. Hanno collaborato la Cgil Sassari, l’Istituto Magistrale Margherita di Castelvì, Amnesty International, UDI-Unione Donne in Italia e IC Statale San Donato.




Paola Ruiu, venerdì a Sassari il ricordo di una vita tra appartenenze e diritti

SASSARI. Una giornata di studio per ripensare la biografia di una donna che incrocia momenti significativi della seconda metà del Novecento. Venerdì 6 maggio dalle 9 del mattino, l’Aula Magna dell’Università di Sassari ospiterà il convegno dal titolo “Paola Ruiu, una vita tra appartenenza e diritti”. Interverranno personalità e rappresentanti della società civile, del mondo della scuola, della politica e della cultura.

L’appuntamento, suddiviso in due sessioni, sarà introdotto dai saluti delle massime istituzioni cittadine e regionali rappresentate dal rettore Gavino Mariotti, dal sindaco di Sassari Nanni Campus, dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, e dall’amministratore straordinario della Provincia di Sassari, Pietrino Fois.
Seguirà l’omaggio dei sindaci Roberto Carta e Pasquale Lubinu, rispettivamente primi cittadini di Oschiri e di Ossi, paesi nei quali Paola Ruiu è stata direttrice didattica per anni. Quindi l’intervento dei dirigenti scolastici Patrizia Mercuri e Gianfranco Strinna, che ne hanno conosciuto e apprezzato l’umanissima professionalità.

A introdurre e moderare le attività sarà Vittoria Casu, già direttrice dell’Ufficio di servizio sociale dei minorenni di Sassari del Ministero della Giustizia. Gli interventi della mattina metteranno in luce aspetti di una lunga strada segnata dalla passione per la conoscenza, intesa come convivialità di saperi, orientata dalla fiducia nella forza del dialogo. Il percorso di una infaticabile donna di scuola che nel 2001 e nel 2002 è stata insignita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di due diplomi con medaglia d’oro per la sua “carriera superlativa” e come “Benemerita della Scuola, della cultura e dell’arte”.
Del suo coinvolgente impegno di sindacalista parlerà Paola Pinna, già Segretaria della CGIL Scuola.
Giorgio Macciotta, presidente della ‘Casa Museo Gramsci’, traccerà il valore dell’appartenenza tra politica e cultura.
Salvatore Tola, studioso di cultura sarda, si soffermerà sulla “stagione” del Centro Maestri di Ichnusa; lo storico Sandro Ruju, presenterà gli aspetti salienti di una interessante inchiesta condotta la Paola Ruiu a metà degli anni ’70 riguardante le trasformazioni culturali indotte dal lavoro industriale tra gli operai del petrolchimico e tra gli emigrati sardi. Infine la costituzionalista Carla Bassu evidenzierà la vocazione etico-politica di una donna degli anni ’50 nel lungo e contrastato percorso dell’emancipazione femminile.
La seconda sessione prenderà il via alle 15 con la tavola rotonda dedicata all’“Intreccio di diritti tra parole e immaginazione” moderata dall’accademico Alberto Merler, in cui si parlerà della valenza culturale di una didattica aperta al mondo della vita.
Una forma di vita ma anche un esercizio di pensiero, quello di Paola Ruiu (classe 1932, scomparsa nel 2020) libero dal peso delle convenzioni e del pregiudizio, improntato alla buona vita e al servizio della comunità.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio dell’Università di Sassari, del Comune di Sassari, del Consiglio regionale della Sardegna, della Provincia di Sassari, dei Comuni di Ossi e Oschiri. Hanno collaborato la Cgil Sassari, l’Istituto Magistrale Margherita di Castelvì, Amnesty International, UDI-Unione Donne in Italia e IC Statale San Donato. L’ingresso è libero ma regolato dalle disposizioni legislative anti Covid. Per informazioni rivolgersi alla segreteria organizzativa Ruiu/Maddalon 3331624170 – 3388069345.




Nanonavette intelligenti per la terapia anti Covid-19
Ricerca dell’Università di Sassari con UCLA e Nanomater s.r.l
22 febbraio 2022

SASSARI. “Pallottole magiche” in grado di uccidere agenti patogeni risparmiando le cellule e i tessuti dell’ospite. Così diceva Paul Ehrlich, il padre della chemioterapia, circa 100 anni fa. Questo concetto è stato oggi raccolto come sfida nella lotta contro il virus responsabile dell’attuale pandemia. In questo scenario, un team di ricercatori sardi, appartenenti all’Università di Sassari, all’azienda Nanomater S.r.l., e all’Università della California (UCLA, Los Angeles), ha pensato di incrementare l’efficacia di agenti antivirali da utilizzare nella terapia anti COVID-19, veicolandoli tramite “nanonavette” intelligenti, in grado di riconoscere selettivamente le cellule infettate o che potrebbero infettarsi con il virus SARS-CoV-2.

Virus e nanonavetta: stesso meccanismo di “attracco” sulle cellule
Il team ha iniziato a lavorare sul progetto all’inizio della pandemia, quando si erano acquisite informazioni sul meccanismo attraverso il quale il virus infetta le cellule – in particolare quelle dell’epitelio alveolare del polmone – partendo dall’idea di sfruttare lo stesso processo come potenziale terapeutico.
I risultati dello studio dal titolo “Development of Targeted Nanoparticles Loaded With Antiviral Druds For SARS-CoV-2 Inhibition”, coordinato dal chimico farmaceutico Mario Sechi (Università di Sassari), in collaborazione con la nanotecnologa Vanna Sanna (Nanomater S.r.l.) e il biologo Sandro Satta (UCLA), sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista di chimica farmaceutica European Journal of Medicinal Chemistry. Anche il Prof. Tzung Hsiai (UCLA) è coautore dell’articolo.
La ricerca ha portato alla realizzazione di nanoparticelle di dimensioni simili a quelle del virus, caricate con il farmaco antivirale Remdesivir, utilizzato come modello, e di recente approvato per il trattamento della malattia COVID-19; queste nanoparticelle sono state ingegnerizzate in superficie con piccoli “gancetti” capaci di riconoscere e di interagire con delle strutture specifiche (denominate “ACE2”), presenti sulla superficie delle cellule del tessuto polmonare: esse costituiscono il sito di riconoscimento per il SARS-CoV-2 per l’ingresso e quindi l’infezione nelle cellule. La presenza di questi “ganci molecolari”, nel favorire l’interazione (o “attracco”) tra il nanovettore e le cellule principalmente localizzate nell’apparato respiratorio, consente la veicolazione selettiva del farmaco verso tali bersagli.

La via inalatoria valida alternativa alla somministrazione endovenosa
La novità introdotta dal team sardo è che la nanonavetta così realizzata può consentire all’agente antivirale caricato al suo interno di raggiungere con più selettività le cellule già infettate (o che potrebbero essere infettate), e quindi essere utilizzato in dosi contenute, garantirne una efficiente distribuzione e limitarne eventuali effetti indesiderati per l’organismo. Inoltre, tale tecnologia offre la possibilità di somministrare farmaci per il trattamento di COVID-19 per via inalatoria, ampliandone così le potenzialità e le applicazioni terapeutiche come nel caso del Remdesivir, correntemente somministrato per via endovenosa. Questo approccio può essere sfruttato non solo per il Remdesivir ma anche per qualunque altro agente potenzialmente utile per la terapia del COVID-19.

Risultati incoraggianti in laboratorio
I risultati degli esperimenti condotti in laboratorio sulle cellule infettate hanno mostrato un significativo incremento dell’attività antivirale del farmaco veicolato attraverso la nanonavetta e confermato la sua competizione con il virus nell’ingresso nella cellula. Sono in corso delle interlocuzioni con aziende interessate a sviluppare questa tecnologia. Questi risultati hanno portato nuovi stimoli ed entusiasmo nel proseguire gli studi volti a migliorare la struttura dei nanosistemi intelligenti e ad approfondirne l’efficacia nella prospettiva di ulteriori sviluppi.
Sardegna-USA: una collaborazione che funziona
La collaborazione tra il gruppo di ricerca sardo e quello statunitense, anche su altre tematiche, ha inoltre consentito di generare una solida piattaforma sperimentale per altri progetti nel settore dello sviluppo di nuovi farmaci innovativi e della loro veicolazione con nanosistemi ad alto contenuto tecnologico. Un ringraziamento da parte dei ricercatori è rivolto a tutti gli amici che nelle diverse fasi del lavoro hanno interagito con lo studio, in particolare la dott.ssa Maria Orecchioni, responsabile del laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare (Uniss) per il suo prezioso contributo. “C’è grande soddisfazione per i risultati ottenuti e per l’attenzione ricevuta dallo European Journal of Medicinal Chemistry, una delle riviste a impatto più alto per lo specifico settore scientifico – commenta il professor Mario Sechi – Tuttavia, devo purtroppo constatare l’assenza di contributi economici dedicati, nonostante le richieste di supporto o di partecipazione a bandi inoltrate a diverse Istituzioni. Penso che si potrebbe fare di più in questa fase delicata della situazione sanitaria”.

Link all’articolo:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S022352342200023X




“Concerto per il nuovo anno” con Francesco Demuro e i Tazenda

L’8 gennaio alle 20.00 in diretta sui canali social dell’Università di Sassari

5 gennaio 2022

SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari per il secondo anno consecutivo si apre alla musica. Il tenore Francesco Demuro e i Tazenda saranno protagonisti del “Concerto per il nuovo anno” rivolto alla comunità universitaria, alla Sardegna e alla cittadinanza tutta.

L’evento si svolgerà a porte chiuse sabato 8 gennaio alle 20.00 nell’Aula Magna di piazza Università e sarà trasmesso in diretta streaming sui canali ufficiali Youtube (Unisstube) e Facebook dell’Università di Sassari e di Radio Uniss (www.radiouniss.it).

Il concerto si aprirà con i saluti del Rettore Gavino Mariotti e della Prorettrice ai rapporti con il territorio, Antonietta Mazzette.

L’Università di Sassari in questo modo vuole dare, anche quest’anno, un segno di solidarietà a supporto della musica e delle arti particolarmente penalizzate in questi mesi di pandemia, seppure siano componenti irrinunciabili della vita sociale e culturale del Paese.

Sarà uno spettacolo dotato di due anime musicali distinte che per l’occasione si fonderanno in un’unica manifestazione artistica. Il “Concerto per il nuovo anno” si aprirà con il volto e la voce dell’acclamato cantante Francesco Demuro, accompagnato dal pianista Andrea Certa. Demuro è nativo di Porto Torres ma cittadino dei teatri di tutto il mondo. La serata proseguirà con lo storico gruppo musicale Tazenda, forse il più rappresentativo dell’Isola, che nel 2021 ha dato vita al nuovo album “Antìstasis” (resistenza). Chiuderà il concerto il tenore con “Nessun dorma”.

Collabora all’iniziativa, anche attraverso Radio Uniss, il Corso di laurea in Comunicazione Pubblica e Professioni dell’Informazione dell’Università di Sassari.

La diretta, curata dalla Media Eventi con regia di Stefano Di Franco, sarà visibile anche su Teleregione Live che trasmette per tutta la Sardegna sul canale 88 del digitale terrestre. Inoltre si potrà seguire su tutto il territorio nazionale da Smart Tv grazie alla tecnologia HBB TV al canale 68 del digitale terrestre, premendo il tasto rosso.


I protagonisti: schede di approfondimento e foto (https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/uniss-concerto-il-nuovo-anno-con-francesco-demuro-e-i-tazenda)

I Tazenda
Tutto cominciò quando nell’88 i Tazenda si chiesero come fare ad accettare l’idea dell’autocensura per non utilizzare la lingua inglese per darsi la possibilità di scrivere e cantare in sardo. Il tempo divenne immediatamente propizio. Dibattiti, tavole rotonde per salvare la lingua e la cultura dell’isola furono per loro combustibile perfetto per gettarsi a capofitto nella creazione di un vero e proprio nuovo paradigma stilistico: pop-rock-etno-folk, in lingua logudorese, con piccole percentuali di italiano.
Nel 2021 i Tazenda hanno dato vita a un nuovo progetto discografico dal titolo “Antìstasis” che ha donato 11 nuovi brani al repertorio degli spettacoli live. Il termine, tratto dal greco classico, significa “resistenza”, inteso né in senso politico né antipolitico, ma che vuole sottolineare l’immagine della gente che ingaggia una propria forma creativa di difesa e capacità di sopravvivere a tutto, tema decisamente attinente al periodo.
In questo nuovo progetto i Tazenda vogliono rappresentarsi in un modo molto diverso dal solito. Saliranno sul palco pronti a parlare di loro stessi e delle loro esperienze di tutta la vita musicale che hanno attraversato fino ad ora. L’intento è di raccontare, con aneddoti, canzoni e storie, tutto ciò che ricordano di loro stessi da bambini, da adolescenti e da adulti in quanto musicisti che hanno apprezzato e ascoltato altri musicisti e artisti. Fare alcune riflessioni importanti e doverose sul piano personale e globale rispetto alle vicissitudini degli ultimi 2 anni, per arrivare a raccontare il presente e gli auspici per il futuro. Tutti gli elementi sopra citati rappresentano il concetto di “Resistenza” secondo la visione dei Tazenda che per ovvie ragioni, in un così particolare anno, devono essere raccontate con maggiore distanza, ma è proprio da questo contesto forzato che si è voluto trarre spunto per offrire al pubblico uno spettacolo inedito e diverso dal solito, con l’auspicio che esso possa essere capace di aiutarci a lasciare alle spalle le barriere imposte dal Covid grazie al potere della musica e di donare comunque al pubblico un bene immateriale molto importante e purtroppo spesso negato in questo periodo.

Francesco Demuro
Francesco Demuro è nato a Porto Torres nel 1978. Ha studiato al Conservatorio di Sassari e successivamente al Conservatorio di Cagliari, come allievo della Soprano Elisabetta Scanu.
Il suo debutto nel 2007 a Parma con Luisa Miller è stato un grande successo sia di critica che di pubblico a seguito del quale Demuro ha ricevuto inviti da alcuni dei più importanti teatri d’opera italiani e stranieri. Tra il 2007 e il 2009 ha cantato nuovamente Luisa Miller a Sassari, e ha debuttato a Torino con Rigoletto, che ha interpretato anche a Hong Kong in una tournée con il Teatro Regio di Parma. Ulteriori momenti salienti di quelle stagioni includono Simon Boccanegra al Megaron di Atene, il Rigoletto a Dresda diretto da Fabio Luisi, il Festival Verdi di Parma e La Bohème a Bari. Ha ottenuto ottime recensioni di pubblico e critica per il suo debutto spagnolo in Roberto di Devereux a Las Palmas e ha cantato La Traviata al Teatro Municipal di Santiago (Cile) e il Rigoletto a Pechino, in tournée con il Teatro Regio di Parma.
Nell’ottobre 2009 ha debuttato negli Stati Uniti cantando La Traviata alla Seattle Opera con un grandioso ricontro, per poi ottenere un enorme successo personale alla Suntory Hall di Tokyo con Così Fan Tutte. Da ricordare le esibizioni ne La Traviata a Valencia con il M° Maazel, Lucia di Lammermoor ad Amburgo e Varsavia, La Traviata e Der Rosenkavalier a Dresda, L’Elisir d’Amore alla Scala di Milano (debutto), La Bohème a Detroit, Maria Stuarda ad Atene, L’Elisir d’Amore e La Bohème alla Wiener Staatsoper, una nuova produzione di Rigoletto alle Wiener Festwochen diretta da Luc Bondy.
Nell’estate 2011, Francesco Demuro ha ottenuto ottime recensioni di pubblico e critica all’Arena di Verona, dove ha aperto la stagione estiva con La Traviata. Il suo successivo debutto alla Royal Opera House di Londra con Gianni Schicchi diretto dal M° Pappano è stato un enorme successo, dopo il quale ha interpretato Alfredo nuovamente ne La Traviata. La stagione è proseguita con sempre con La Traviata alla Staatsoper di Berlino, a Limoges e alla Wiener Staatsoper, Falstaff a Verona, Rigoletto ad Amburgo, Don Pasquale al Théâtre des Champs-Élysées, Macbeth a Monaco.

Si registra inoltre il debutto al Metropolitan Opera di New York nei panni di Alfredo ne La Traviata e Rodolfo ne La Bohème; Rigoletto, Così Fan Tutte e Falstaff a San Francisco con il M° Luisotti; La Traviata alla Staatsoper di Berlino, all’Opera di Monaco, all’Opera di Francoforte, alla Royal Opera House di Londra, all’Opéra Bastille, alla Fenice di Venezia, al Teatro Real de Madrid, al Liceu di Barcellona e all’Arena di Verona, nonché a Las Palmas, Bari e Cagliari; Don Pasquale a Verona, Falstaff alla Scala, La Bohème e Rigoletto a Seattle, Maria Stuarda a Bilbao e agli Champs Elysées a Parigi, Rigoletto al Festival Puccini di Torre del Lago, al Teatro Real di Madrid e a Tokyo in tournée con La Scala con il M° Dudamel, Roméo et Juliette all’Arena di Verona e a Seoul, La Bohème a Francoforte, Rigoletto, La Traviata e Der Rosenkavalier all’Opéra Bastille, L’Elisir d’Amore a Muscat in tournée con La Fenice, Lucia di Lammermoor ad Ancona.
In ambito concertistico, ha eseguito il Requiem di Mozart a Verona, il Requiem di Verdi con la Houston Symphony e con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, lo Stabat Mater di Rossini al Palace of the Arts di Budapest, la Petite Messe Solennelle di Rossini con la Staatskapelle Berlin, il tradizionale Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice.

Le ultime stagioni hanno visto Demuro esibirsi in tutto il mondo: in Europa alla Deutsche Oper di Berlino e al Teatro Filarmonico di Verona (L’elisir d’amore), Teatro di San Carlo (La bohème, La traviata), Opéra de Monte Carlo (Maria Stuarda ), al Teatro alla Scala (Falstaff, anche in tournée ad Astana), Teatro La Fenice (Lucia di Lammermoor), Staatsoper di Berlino (Les pêcheurs de perles, Falstaff, Medea), Opéra de Paris (Falstaff, Simon Boccanegra, I puritani), Opera di Colonia e Comunale di Bologna (La Bohème, “Premio Abbiati” come miglior spettacolo operistico nel 2018), Maggio Musicale Fiorentino (La Traviata, Linda di Chamounix), Savonlinna Festival in tournée con Teatro Real, Palazzo delle Arti di Budapest e Oper Francoforte (I puritani), Modena, Piacenza e Reggio Emilia (Faust), Festival Verdi di Parma (Attila), Festival di Baden-Baden (Cassio in Otello); negli USA al Metropolitan Opera (Falstaff, Rigoletto); in Oriente all’Opera di Shanghai (La Traviata), al NCPA di Pechino (Roméo et Juliette, Les pêcheurs de perles) e al Festival Matsumoto (Gianni Schicchi); in Australia, in concerto con la Queensland Symphony Orchestra.
Più di recente, sta cantando il Werther nei teatri di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, una nuova produzione di Lucia di Lammermoor all’Hamburg State Opera, una nuova produzione di La sonnambula al Théâtre des Champs-Élysées e La traviata alla Tokyo Suntory Hall. In concerto esegue la Nona Sinfonia di Beethoven con il Teatro Regio di Parma.

I prossimi progetti comprendono La traviata al Teatro di San Carlo, Rigoletto all’Opéra Royal de Wallonie e Wiener Staatsoper, Les pêcheurs de perles alla Staatsoper di Berlino, Werther al Teatro Petruzzelli, Le postillon de Lonjumeau al Tiroler Festspiele, I puritani all’Opera di Roma.




In Sardegna Le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione Autonoma della Sardegna sono sospese per le giornate del 7 ed 8 gennaio 2022. L

Ordinanza n. 1/2022, firmata dal Presidente della Regione, Christian Solinas.

Le Aziende Socio-Sanitarie Locali della Regione Autonoma della Sardegna, nei
territori di rispettiva competenza, devono curare l’organizzazione di una campagna
di screening mirato alla popolazione studentesca, mediante adeguati test ad alta
specificità e sensibilità, da realizzarsi nei giorni precedenti la regolare ripresa delle
attività di didattiche




Tavolo tecnico con il Ministro dell’Università Maria Cristina Messa all’Università di Sassari

3 dicembre 2021

SASSARI. E’ stato breve ma ricco di contenuti il tavolo tecnico che ha avuto luogo stamattina all’Università degli Studi di Sassari tra il Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, i rappresentanti dei due Atenei regionali e il territorio.

Il Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti – affiancato dal Prorettore vicario dell’Università di Cagliari Gianni Fenu, in sostituzione del Rettore Francesco Mola – ha presentato uno schema di progetto PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) nel quale l’Ateneo turritano si propone come capofila a livello nazionale. I partner del progetto sono Regione Sardegna, Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, CRS4, CNR, Abinsula, Qatar Foundation, ATS, AOU di Sassari, Accademia di Belle Arti, Coldiretti, Sistema camerale, Università di Trieste, Università Federico II di Napoli, oltre ad altri partner, pubblici e privati (Price Waterhouse e Coopers, Istituto Turistico Immobiliare, As do Mar), “allo scopo di riunire le diverse anime del territorio in un unico intento”, ha dichiarato Mariotti. I temi su cui si punterà, in un unico progetto, sono riconducibili a quattro macro aree: agro-veterinario e alimentare; sanità; sistema bancario; sistema dell’industria turistica, che svilupperanno attività al fine di rispondere alle esigenze del territorio. L’obiettivo è quello di valorizzare tutte le risorse che la Sardegna può mettere in campo in questi settori per lo sviluppo sociale ed economico della nostra Isola”, ha aggiunto il Rettore.

Il Ministro Maria Cristina Messa ha ricordato che il PNRR destina al Sud il 40% dei fondi da distribuire sulla base della progettualità. Per l’Università e la formazione ci sono 11 miliardi di cui 9 per la Ricerca che saranno messi a bando. Pertanto, “è necessario presentare progetti che guardino al futuro e che diano risorse per lo sviluppo per i prossimi 5 anni. I progetti dovranno garantire innovazione e l’innovazione non si fa senza ricerca. C’è totale disponibilità da parte del Ministero a supportare le vostre iniziative, ma la cosa importante è fare rete in Sardegna e anche nell’ambito del territorio nazionale, perché la conoscenza non ha confini”, ha dichiarato Maria Cristina Messa. “L’obiettivo finale è dare ai giovani gli strumenti per la formazione e per l’inserimento nel mondo del lavoro. C’è attenzione da parte del Governo per le esigenze della Regione Sardegna. Chiediamo progettualità con l’indispensabile coinvolgimento delle imprese”.

In chiusura il Ministro ha ascoltato gli interventi degli attori economici del territorio ed è emersa la volontà da parte di tutti a contribuire al progetto, ciascuno per le proprie competenze.


Valentina Guido

Addetta stampa Università di Sassari