All’Astra di Sassari grande successo per “Samà lu mannu e l’Ìsura di Edèa”

Un pubblico caloroso ha applaudito lo spettacolo teatrale per bambini proposto dall’Istituto Bellieni e ispirato alle avventure dei pirati

SASSARI. «Il teatro ha bisogno del Sassarese e il Sassarese del teatro, ma soprattutto delle nuove generazioni, che possono permettere a questa meravigliosa lingua di continuare a vivere con tutte le sue preziose specificità». Le parole di Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, alla fine di uno spettacolo applauditissimo, hanno segnato la conclusione di una serata memorabile al Cineteatro Astra, dove un pubblico caloroso ha assistito alla presentazione di “Samà lu mannu – L’Ìsura di Edèa”.

Accompagnati da uno strepitoso Beppe Dettori alla chitarra e voce, i bambini dagli otto ai dodici anni dell’istituto comprensivo di San Donato (sede di via Forlanini) si sono esibiti in gag esilaranti, trascinando il pubblico che ha risposto in maniera sempre più appassionata.

Sul palco anche Maria Daniela Carta, autrice del libro (Catartica edizioni) dal quale è nato lo spettacolo teatrale, e l’attrice Roberta Tola. Insieme hanno guidato i piccoli, a partire dal mese di ottobre verso l’esito scenico del 3 giugno. I giovani attori hanno interpretato il ruolo di pirati a bordo di un antico veliero, il “Gran Samà”, indossando i costumi di Barbara Uleri tra le spettacolari scenografie di Manuel Attanasio. Tra i presenti in sala anche la dirigente scolastica di San Donato, Patrizia Mercuri, e il docente Mario Lucio Marras, che ha supervisionato l’adattamento dei testi del Gran Samà in Sassarese.

L’attività è stata interamente finanziata dall’Istituto Camillo Bellieni, ed è parte integrante del programma 2025 voluto dall’Is.Be, che sta investendo sempre più risorse nella tutela e valorizzazione della lingua sassarese.

«Spero che il Sassarese venga sempre più coinvolto all’interno delle nostre scuole – ha affermato Roberta Tola –. Credo sia fondamentale negli spettacoli teatrali con i bambini, perché nei piccoli c’è il nostro futuro».

«Per un autore è importante ed è un’esperienza incredibile riuscire a portare in scena il proprio lavoro – ha dichiarato Daniela Carta –, i pirati sono nati dalla mia penna ma vederli in scena attraverso le espressioni dei bambini, attraverso il loro mostrarsi, vivere questo mondo magico è stato davvero un grande accoglimento dell’anima».

Molto soddisfatto anche Beppe Dettori, che ha intrapreso una collaborazione con Mario Lucio Marras, musicando le sue poesie, dalle quali è nata una compilation di quindici brani. «L’esperienza con i bambini è sempre favolosa perché ti danno dei lampi di energia che sono sempre straordinari – ha spiegato Dettori –. Speriamo di portare questi lavori fuori dalla provincia di Sassari, intanto per far sentire la sonorità meravigliose che produce il Turritano-sassarese, e poi anche per la grande ricchezza linguistica che abbiamo nel nord ovest della Sardegna».




Danza a Sassari, al Civico Fabula Saltica e Ariella Vidach

Sabato 7 giugno doppio spettacolo conclusivo per la rassegna “Primavera a Teatro” organizzata da Estemporada

SASSARI. Doppio spettacolo di danza al Teatro Civico di Sassari per la serata conclusiva di Primavera a Teatro 2025, la rassegna coreutica diretta da Livia Lepri. Sabato 7 giugno alle 20.30 sul palcoscenico di Palazzo di Città andrà in scena “Eco di silenzio” della compagnia veneta Fabula Saltica seguito da “Blue” di Ariella Vidach Aiep di Milano.

Eco di Silenzio” è una performance che esplora l’intimo vissuto di chi affronta ogni giorno il disturbo d’ansia sociale. Attraverso un linguaggio corporeo innovativo e un movimento profondamente evocativo, la coreografia dà voce a ciò che spesso rimane inespresso: la fragilità, le tensioni interiori e il tumulto emotivo di chi vive nella morsa della fobia sociale.

La performer Cassandra Bianco, accompagnata dalle musiche di Nicola Campanella, condurrà lo spettatore in un viaggio emozionale intenso, in cui si alternano momenti di isolamento soffocante, esitazione profonda e vulnerabilità. L’ideazione e la coreografia sono di Esenco Dance Movement. Le sequenze di danza, cariche di espressività e delicatezza, si fondono con pause che vibrano di tensione sospesa, creando un ritmo che riflette il battito irregolare dell’ansia e la lotta costante per ritrovare un barlume di speranza.

La rappresentazione tersicorea non si limita a rappresentare la sofferenza. È una celebrazione della resilienza, una poesia in movimento che onora la forza nascosta dietro ogni sguardo evitato, ogni parola taciuta. Lo spettacolo invita lo spettatore a immergersi nel proprio vissuto, a riflettere sull’importanza di abbracciare le proprie fragilità e a riconoscere la bellezza che nasce dalla connessione umana. La performance si fa spazio nella condivisione e nel supporto reciproco, dove l’eco del silenzio si trasforma in un grido corale di comprensione e speranza.

A chiudere la serata e l’intera manifestazione sarà la compagnia Ariella Vidach Aiep con “Blue”, una creazione di Rafael Candela e Carmine Dipace, che interpreteranno questa pièce come una continua trasformazione di due corpi che abitano varie dimensioni, nel costante tentativo di mantenere un’intesa tra loro e con l’esterno. Più incentrato sulla pratica che sulla struttura coreografica, lo spettacolo si apre alla casualità degli incontri e degli eventi, facendo sì che la drammaturgia venga scritta in tempo reale dalle interazioni tra i performer, il pubblico e lo spazio. Il lavoro è in site-specific adattabile a qualsiasi contesto.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Danza Estemporada con il patrocinio del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna e dell’associazione culturale Artemide. Per info e prevendita contattare 3337688638 o inviare un’email a [email protected].




All’Astra di Sassari “Samà lu mannu e l’Ìsura di Edèa”: sul veliero protagonisti i bambini e la lingua sassarese

Martedì 3 giugno l’Istituto Bellieni presenta il nuovo spettacolo teatrale ispirato alle avventure dei pirati

SASSARI. Il teatro come una marea che trascina il pubblico a bordo di un magico veliero, e a bordo la scoperta di simpatici pirati che parlano una lingua incomparabile: il Sassarese. Martedì 3 giugno, alle 18, all’Astra di Sassari, dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna lo spettacolo teatrale “Samà lu mannu” promosso dall’Istituto Camillo Bellieni che coinvolge bambini dagli otto ai dodici anni, stavolta con nuove esilaranti avventure che conducono a “L’Ìsura di Edèa”.

La rappresentazione è il risultato del laboratorio teatrale in sassarese condotto da Maria Daniela Carta e Roberta Tola che, a partire dal mese di ottobre, per il secondo anno consecutivo, hanno formato i bambini dell’istituto comprensivo di San Donato (sede di via Forlanini). L’attività è parte integrante del programma 2025 voluto dall’Is.Be, che sta investendo sempre più risorse nella tutela e valorizzazione della lingua sassarese.

La sceneggiatura, riscritta e adattata in vernacolo turritano sotto la supervisione di Mario Lucio Marras, nasce dall’omonimo racconto scritto da Maria Daniela Carta e pubblicato da Catartica Edizioni. Le scenografie sono di Manuel Attanasio, i costumi di Barbara Uleri e l’accompagnamento musicale di Beppe Dettori.

«Lingua è identità, tradizione, cultura, abbiamo accolto questi valori immaginando che fosse interessante proporre un’esperienza basata sulla storia e la vita dei pirati a bordo di un veliero – ha spiegato l’autrice –, e il risultato è stato sorprendente. Ma le vicende di questi bizzarri personaggi carichi di empatia sono anche un invito a esplorare le emozioni, le dinamiche espressive e in particolare le tematiche inclusive raccontate all’interno delle pagine del libro».

Il gruppo si è allenato allo spazio scenico con una consapevolezza, una visione e uno sguardo al pari di laboratori di teatro per adulti, per poi dare forma a relazioni e collaborazioni di forte valore umano, portando brio e slancio ai contenuti grazie a una creatività e una sensibilità del tutto personale.

«L’impegno e la dedizione di questi giovani attori ha reso ancora una volta il laboratorio un’esperienza di grande impatto, dove il teatro non è solo spettacolo, ma anche strumento di crescita, di espressione e di condivisione – ha affermato Roberta Tola –. Questa edizione ha confermato quanto il percorso intrapreso sia prezioso, testimoniando l’evoluzione caratteriale e artistica di ogni partecipante». Per info, prenotazioni e acquisto biglietti scrivere all’indirizzo email [email protected].




Oristano applaude le musiche di Antonio Simon Mossa: presentato al Museo Diocesano il cd con la raccolta dei brani

La serata promossa dall’Is.Be è stata accompagnata da un concerto per quartetto d’archi e pianoforte

Il 21 maggio la presentazione alla Fondazione Siotto di Cagliari

ORISTANO. Dopo anni di lavoro finalmente “Le musiche di Antonio Simon Mossa” sono racchiuse in un CD che può essere ascoltato e goduto da tutti. La pubblicazione del disco prodotto dall’Is.Be è stata presentata nei giorni scorsi in un evento concerto al Museo Diocesano Arborense di Oristano, con la partecipazione del figlio del grande intellettuale sardo, Pietro Simon, del maestro Battista Giordano, che ha trascritto le partiture ritrovate, e l’introduzione di Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che ha promosso e portato a compimento il progetto.

Di fronte a un pubblico attento e incuriosito si sono esibiti i componenti del quartetto d’archi Reunis con Antonella Chironi al pianoforte. Già dalle prime note la mente degli spettatori ha ripercorso immagini da film. Ed è emerso così il talento sorprendente di un personaggio notissimo per il suo impegno di ideologo dell’indipendentismo sardo, poliedrico uomo di cultura, architetto, giornalista e scrittore.

Gli spartiti, riscoperti a Pisa diversi anni fa, sono stati sottoposti all’analisi del maestro Giordano, che con sorpresa vi ha riscontrato ottimi segni di espressione, frutto di una cultura musicale ereditata dalla madre pianista.

Le partiture più facili su cui lavorare sono state quelle per pianoforte, mentre più difficoltà si è avuta per le parti orchestrali di un brano destinato a una pellicola, che è un po’ il gioiello della raccolta, Song of the sand, i cui manoscritti erano in qualche modo un po’ cancellati e i fogli destinati ai diversi strumenti musicali sparpagliati in maniera disorganica.

Come hanno ampiamente evidenziato i relatori, ascoltando i materiali non è difficile rendersi conto di che meraviglia musicale sia riuscito a creare Simon Mossa negli anni Trenta, quando era di certo un compositore in erba. I pezzi presentano un orientamento cosmopolita stupefacente, impreziositi da citazioni che, nelle parole di Giordano: portano all’idea che il giovane Antonio, per i lavori cinematografici, fosse giunto alla stessa sintesi percorsa da Nino Rota.

All’interno del CD è presente anche il brano “Dimandas”, scritto dal compianto direttore scientifico del Bellieni, Michele Pinna, e musicato e cantato da Beppe Dettori. La studiosa e docente Daniela Masia, dopo un’attenta introduzione alla filosofia insita nei versi di Pinna, ha lasciato spazio a Dettori che ha interpretato il motivo tra gli applausi, con la richiesta di un bis.

La prossima presentazione del CD sarà il 21 maggio alle 18, alla Fondazione “Giuseppe Siotto” di Cagliari; e il 17 giugno, alle 18, al Teatro Astra di Sassari. Entrambi gli appuntamenti saranno accompagnati dall’ensemble d’archi Glareano.

L’iniziativa è organizzata dall’Is.Be con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (legge regionale del 07.08.2009, art. 9, c. 10, lett. m. annualità 2025), e solo per la prima tappa con il patrocinio delle Acli provinciali di Oristano (risorse 5×1000). Per info e prenotazioni contattare l’email [email protected] o chiamare il numero 079/230268 (lun-merc-ven dalle 10 alle 13).




Sassari, al Civico quattro accademie internazionali per il concerto “Insieme-Together-Juntos-Ensemble”

Il 17 maggio il festival SYEMF (Sassari Youth Early Music Festival) entra ufficialmente all’interno del festival “Note senza tempo” per dare spazio ai giovani talenti della musica antica

SASSARI. Sabato 17 maggio, alle 19, al Teatro Civico di Sassari, l’associazione Dolci Accenti presenta il concerto “Insieme-Together-Juntos-Ensemble, che mette insieme l’Accademia di musica antica “Cristobal Galan”, l’Istituto musicale città di Thiene”, la Early Music Youth Orchestra e la String Academy di Londra per eseguire brani originali che vanno dal Cinquecento al Settecento su copie di strumenti d’epoca. Le formazioni giovanili saranno affiancate dai maestri delle rispettive accademie. L’ingresso è libero e gratuito.

L’iniziativa porta il marchio del festival SYEMF rivolto ai giovani talenti che si avvicinano alla musica antica,

nato nel 2022 in concomitanza della nascita dell’Accademia Galan, e da quest’anno è inserito all’interno del festival internazionale “Note senza tempo”.

«Dolci Accenti rivolge lo sguardo alla formazione della musica antica partendo dalla base, quindi dai giovani, per suscitare un interesse verso questo genere musicale», spiega il presidente Calogero Sportato.

La dislocazione geografica della Sardegna rappresenta per molti studenti un limite talvolta invalicabile nella prosecuzione dei propri studi musicali, in quanto sono limitate le opportunità di approfondimento, specializzazione ed esecuzione dei concerti. Chi studia musica antica è ulteriormente penalizzato in quanto non esistono nell’isola master o occasioni di studio.

«Dal 2024 la nostra associazione ha portato il proprio know-how in Veneto a Thiene, dove gestisce con altre due associazioni locali l’Istituto musicale città di Thiene – specifica il direttore artistico di “Note senza tempo”, Daniele Cernuto – ed è proprio lì che sono partite diverse iniziative rivolte alla musica antica e principalmente ai ragazzi, alcuni dei quali saranno protagonisti del concerto a Palazzo di Città». La collaborazione con Alberto Sanna, attuale direttore dell’Accademia Galan ha portato al partenariato con la Early Music Youth Orchestra e con String Academy di Londra.

Il festival “Note senza tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari, Uri, Porto Torres e Monteleone Roccadoria. La manifestazione è inserita in REMA, la rete di festival internazionali a livello europeo, e fa parte del circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari. Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it.




Villanova, “biodiversità volano per lo sviluppo economico”

 Il convegno al Ceas Monte Minerva ha messo in luce le potenzialità del patrimonio naturalistico del territorio, in una due giorni dedicata alle caratteristiche dei mieli e dei vini del nord-Sardegna

VILLANOVA MONTELEONE. Il convegno sulla “Biodiversità ambientale, alimentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico sardo” ha fornito un importante risultato: quello di far conoscere meglio le potenzialità e le ricchezze in termini di biodiversità ambientale e paesaggistica, senza trascurare le specie floristiche, faunistiche presenti nel territorio, e in secondo luogo ha permesso di ottenere degli spunti per una valorizzazione importante delle specificità.

La conferenza, che si è svolta nel weekend al Ceas di Monte Minerva, a Villanova Monteleone, accostata al programma di Chenamos in carrela 2025, è stata introdotta da Alida Manca del Ceas, con i saluti di Pietro Fois della Proloco e del sindaco Quirico Meloni, seguiti dai contributi significativi di Giovanni Piras, direttore di Agris, Emanuele Farris, docente di Botanica dell’Uniss, Antonello Brunu, Referente UOTT Multifunzionalità e Sviluppo rurale, Mauro Forteschi di Forestas e Antonio Farris, presidente Accademia sarda del lievito madre.

Gli interventi hanno permesso una chiave di lettura della biodiversità e delle sue declinazioni sotto diversi aspetti ma, soprattutto, di come possa rappresentare un volano, uno strumento per promuovere un ulteriore sviluppo economico che, è stato sottolineato, può essere uno strumento per contrarre lo spopolamento che affligge tutte le aree interne della Sardegna.

La Giornata del cibo di sabato, dedicata al miele, è stata impreziosita dagli interventi dell’esperto Gavino Carta, del sommelier dei mieli Emilio Fois, e dei rappresentanti dell’associazione apistica Su Moju.

Domenica, a introdurre la Giornata del vino è stato il concerto del Coro de Iddanoa Monteleone per dare spazio a un interessante dialogo fra Tommaso Sussarello, il vicepresidente nazionale dell’associazione Città del vino, Giovanni Antonio Sechi, lo chef Fabio Zago e il pubblico. La collaborazione con le aziende vitivinicole Sandro Panzali e Salvatore Chessa di Usini, ha permesse di servire e analizzare le caratteristiche di vermentino e cagnulari, un bianco e un rosso scelti per la contiguità territoriale tra le regioni storiche del Nurcara di Villanova e il Coros di Usini. Ma soprattutto per fare in modo che le buone pratiche sviluppate con decenni di lavoro, dai contadini del Coros, possano essere un modello da seguire per aiutare a crescere il territorio del Villanova.

Le due giornate sono state impreziosite da escursioni storico-archeologiche e laboratori creativi delle operatrici del Ceas Monte Minerva, da visite guidate al Giardino della biodiversità, al Roseto antico, alle domus de janas.

Il prossimo appuntamento sarà il 17 maggio alla Macelleria Villanova Carni per approfondire il tema “Trasformare le nostre carni”: in compagnia di Tommaso Sussarello, dello chef Fabio Zago e dell’imprenditore Antioco Marras si parlerà in particolare di come sfruttare tutta la filiera della carne dall’allevamento all’ingrasso, dalla macellazione e trasformazione per finire con la commercializzazione, lasciando nel territorio il valore aggiunto. Seguiranno le degustazioni.

Chenamos in carrela” è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, il Ministero della Cultura, Funded by the European Unione, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




Libri, a Cagliari Voltolini presenta “Dagli undici metri”

Venerdì 9 maggio l’associazione L’Alambicco propone nelle sale della libreria “L’isola che non c’era” una nuova anteprima del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI.Nuova anteprima a Cagliari dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu, che venerdì 9 maggio alle 18.30, propone negli spazi della libreria L’isola che non c’era (via Garibaldi 43) la presentazione del romanzo “Dagli undici metri” (Baldini+Castoldi 2024) di Dario Voltolini. A dialogare con l’autore sarà Bepi Vigna, sceneggiatore e scrittore. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco.

È una storia che parla di sport come metafora di qualcos’altro, attraverso una sequela di intuizioni, e lo fa come d’incanto, con la precisione e il calore della sua scrittura, attraverso uno sguardo che scompone la realtà e la ricompone per farne un racconto. Il romanzo pone domande sul peso del destino, sul peso che hanno il talento, l’allenamento, l’intuizione e il caso. La risposta arriva nel momento in cui il protagonista affronta, con leggerezza e saggezza, il momento più importante della sua carriera: quando da un calcio di rigore dipende la vittoria o la sconfitta della sua squadra. Proprio lui che, contro tutte le previsioni di aveva deciso di fare il portiere, andando contro le certezze, gli schemi e le statistiche degli adulti, sorprendendo perfino il suo professore.

Dario Voltolini è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente alla Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopeful- monster editore. Fra le sue pubblicazioni troviamo Una intuizione metropolitana (1990), Rincorse (1994), Forme d’onda (1996), 10 (2000), Primaverile (2001). Nel 2003 ha pubblicato I confini di Torino, un ritratto inedito e affascinante della città in cui vive, cui sono seguiti Sotto i cieli d’Italia (2004, con Giulio Mozzi), Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia (2006), Foravìa (2010), Pacific Palisades (2017), Sedici passeggiate con Kuma (2023) e Imaginations (2024). Per La nave di Teseo sono usciti i romanzi Il Giardino degli Aranci (2022) e Invernale (2024). Con Invernale ha vinto il primo premio per la narrativa ed è stato conferito della Medaglia della Presidenza della Camera dei Deputati nella X edizione 2024 del Festival Premio Emilio Lussu.




Olbia, il Festival Contrasti prende il via con una grande performance di Andrea Lucchi

Tre giornate di masterclass e concerto finale nella chiesa di Nostra Signora de La Salette per la prima tromba solista dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia

OLBIA. Con la masterclass di tromba di Andrea Lucchi nella Chiesa Nostra Signora de La Salette, a Olbia si è aperto ufficialmente il Festival Internazionale Contrasti. Una manifestazione che nel corso dell’anno si protrarrà con numerosi appuntamenti in luoghi suggestivi della Gallura e del Sassarese dedicati alla musica classica e al jazz.

Il maestro Lucchi, prima tromba solista dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, è stato protagonista di tre giornate seminariali molto intense e seguite soprattutto dai giovani, concludendo questo importante appuntamento sardo con un concerto per ensemble di trombe che ha coinvolto una quindicina di esecutori provenienti da tutta l’isola e in parte da varie regioni d’Italia.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla direttrice artistica Laura Cocco: «Siamo molto felici che il festival sia partito con un’attenzione rivolta alla didattica per i giovani, perché uno degli aspetti principali della manifestazione vuol essere l’attenzione alle nuove generazioni di musicisti. I ragazzi erano entusiasti, c’è stata da subito un’ottima intesa e la possibilità di scoprire segreti e singolarità dell’utilizzo professionale di uno strumento per nulla scontato».

Andrea Lucchi incarna l’eccellenza nel panorama musicale internazionale, una figura di spicco la cui carriera testimonia un talento straordinario e una dedizione assoluta alla musica. Il suo ruolo come prima tromba solista in una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Italia, e nel mondo, lo colloca al vertice della gerarchia orchestrale, confermando la sua maestria tecnica e la sua profonda musicalità.

Diplomato al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, Lucchi ha completato i suoi studi distinguendosi alla Hochschule für Musik di Detmold in Germania, e nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con alcune tra le più importanti orchestre sinfoniche nazionali ed internazionali, tra cui l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musica le Fiorentino, la NDR Sinfonieorchester di Amburgo, l’Orchestra della SWR di Freiburg e l’Orchestra Sinfonica del Concertgebow di Amsterdam. Docente di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente diretto dai nomi più importanti della musica classica.

A Olbia il maestro ha approfondito gli accorgimenti tecnico esecutivi della tromba con un’attenzione alla musica d’insieme e agli aspetti solistici. Sono stati eseguiti brani che vanno dal repertorio barocco sino al cinema contemporaneo. Tra i partecipanti alla masterclass ragazzi di ogni età, a partire dalle scuole medie fino al perfezionamento post conservatorio e ai professionisti.

Il maestro tornerà in Gallura per un secondo appuntamento con il Festival internazionale Contrasti tra fine giugno e i primi di luglio, quando presenterà un’altra masterclass e un concerto solistico.

Il focus su comuni come Olbia, dove la programmazione artistica è spesso limitata rispetto alle grandi città, è uno degli obiettivi del progetto per ridurre il divario di opportunità culturali tra aree centrali e periferiche della Sardegna, contribuendo a un’equilibrata ridistribuzione sul territorio. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Contrapunctum in collaborazione con l’Associazione Ars Aurelia di Sassari e il contributo della Fondazione di Sardegna.




Arb Dance Company sabato a Sassari con Harmless

Il 3 maggio in sala Estemporada la compagnia casertana esplora la sottile tensione fra stasi e trasformazione

SASSARI. Sabato 3 maggio alle 20.30 in Sala Estemporada (via Venezia 7) a Sassari, la Arb Dance Company di Casertapresenta lo spettacolo Harmless, una produzione Arabesque realizzata sotto la direzione artistica di Annamaria Di Maio. Monica Cristiano e Luigi D’Aiello porteranno in scena le coreografie di Irma Cardano per accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso il tempo, la materia e il movimento. Il lavoro è inserito nel calendario di Primavera a Teatro 2025, la rassegna coreutica organizzata da Estemporada e diretta da Livia Lepri.

Nell’idea degli autori, anche ciò che sembra inerte, privo di voce e di volontà, custodisce in sé un ritmo segreto, un respiro sommesso che attende di essere rivelato. In questa coreografia, il corpo diventa pietra e la pietra si fa corpo, esplorando la sottile tensione tra stasi e trasformazione.

Il peso diventa leggerezza, l’equilibrio si spezza per ritrovarsi altrove, in un dialogo continuo con il tempo che modella, erode e rinnova. I danzatori si muovono come rocce che rotolano lungo il pendio del destino, come sculture che prendono vita nel battito silenzioso dei secoli. Ogni gesto, ogni postura, evoca l’eterna ambivalenza tra l’essere e il divenire: siamo immobili solo in apparenza, eppure dentro di noi qualcosa si muove incessantemente.

Il tempo ci modella, ci leviga, ci porta con sé, proprio come il vento scolpisce la pietra fino a farle raccontare nuove storie. Attraverso un linguaggio coreografico fluido e scultoreo, la danza si fa eco di questa tensione tra il visibile e l’invisibile, tra il permanere e il mutare. La musica, rarefatta e vibrante, accompagna questo viaggio con suoni che evocano la materia primordiale e il battito profondo dell’universo. Harmless è un’esperienza che invita a guardare oltre l’apparenza, a cogliere il movimento là dove sembra esserci solo quiete, a scoprire la vita anche nel più profondo silenzio.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Danza Estemporada con il patrocinio del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna e dell’associazione culturale Artemide. Per info, abbonamenti e prevendita contattare 3337688638 o inviare un’email a [email protected].




Sassari, Daniele Monachella al Civico con “Un anno sull’Altipiano”

Inserito tra le celebrazioni per la Giornata della liberazione, il 24 aprile andrà in scena il recital musicale tratto dall’omonimo romanzo di Emilio Lussu con i brani originali di Andrea Congia e Andrea Pisu

Sassari. Venerdì 24 aprile alle 12, al Teatro Civico di Sassari, “B-oghes&Ispantu produzioni” in collaborazione con “MAB Teatro” presenta “Un anno sull’Altipiano – Ho tanti ricordi come se avessi cento anni”. Il recital musicale è tratto dall’omonimo romanzo di Emilio Lussu, e prende spunto dall’esergo presente nel libro “Ho più ricordi che se avessi mille anni”, di evidente rimando a “I fiori del male” di Baudelaire, il testo letterario fedele “amico” dell’autore durante la sua lunga permanenza sull’Altipiano di Asiago.

L’adattamento teatrale e la voce recitante sono di Daniele Monachella, accompagnato dalle musiche originali di Andrea Congia alla chitarra classica e loop station e da Andrea Pisu alle launeddas e percussioni.

Al matinée scolastico sono invitati a partecipare gli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado della città di Sassari e della provincia, in occasione delle commemorazioni per l’Anniversario della Liberazione.

Arrivano come fendenti le parole di un autore che si rivolta moralmente alla guerra e alla classe che la provoca. I suoni provocatori di chitarra, di launeddas e tamburi, notoriamente strumenti del folklore, intrecciano la narrazione e parlano in questo viaggio con suoni universali che rifiutano la belligeranza e le inutili stragi.

Con il suo alto valore letterario, civile, identitario, storico e sociale, il memoriale traduce in esigenza artistica la volontà di tramandare attraverso il linguaggio performativo di prosa-musicale, il messaggio morale che vi è contenuto. E intende onorare la memoria del popolo sardo che con migliaia di vite umane pagò l’immane prezzo della Prima guerra mondiale. Protagonisti sono i Dimonios e gli eventi della trincea, la poesia del ferro e del cognac, del fuoco e del sangue.

Se è noto che i dominatori aragonesi vissuti in Sardegna definivano i sardi “Pocos locos y mal unidos”, Emilio Lussu, nella sua analisi testuale sottolineava come, per la prima volta, i sardi furono coesi, seppur nella sventura delle trincee. Proprio perché unità, solidarietà e fratellanza furono i comuni denominatori che permisero agli sfortunati combattenti di trascorrere quei tre lunghi anni di guerra. Il pensiero collettivo dei “Diavoli Rossi” è raccolto sotto l’egida del motto “Forza paris” (Forza insieme).

Il recital è realizzato con il patrocinio e contributo del Comune di Sassari, il patrocinio della Presidenza del Consigli dei Ministri “Struttura di missione per la commemorazione del Centenario della prima guerra mondiale”, il contributo di Fondazione di Sardegna Progetto “Passavamo sulla terra … leggendo!” e per gentile concessione e Autorizzazione degli aventi diritto eredi Emilio Lussu.