Il Premio Elio Petri a “I Giganti” di Bonifacio Angius: “Un film estremo, al tempo stesso realistico e visionario”

Bonifacio Angius nel film “I Giganti” da lui diretto e interpretato

“I Giganti” di Bonifacio Angius colpisce nel segno conquistando il prestigioso Premio Elio Petri, che lo scorso anno era andato a “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti a pari merito con “Hammamet” di Gianni Amelio, e nella prima edizione (2019) a “Il traditore” di Marco Bellocchio.

“Un film estremo, al tempo stesso realistico e visionario”, così lo ha definito la giuria costituita da figure autorevoli quali Walter Veltroni, Steve della Casa, Paola Pegoraro Petri, Jean Jili, Alfredo Rossi, Giacomo Manzoli e David Grieco. “Un film – si legge ancora nelle motivazioni, presentate dal direttore del FCPT Luca Elmi – che racconta di sogni che non si sono avverati, e di una realtà dalla quale si vorrebbe evadere senza però riuscirci. Un film che racconta dipendenze che, ancora prima delle sostanze, coinvolgono la mente delle persone, la loro vita, i loro rapporti”.

Nato nel 2019 per iniziativa dell’associazione Porretta Cinema, il Premio Petri ha lo scopo non solo di commemorare la figura e l’opera del maestro – autore di pellicole indimenticabili come “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1969) e “La classe operaia va in paradiso” (1971) – ma di avvalersi di una giuria cinematografica interprofessionale, in grado di “riconoscere e premiare un’opera contemporanea in cui sia evidente, ma non necessariamente esplicito, il lascito dell’eredità autoriale di Elio, non tralasciandone l’importantissima opera di scrittore per il cinema”. Spazio dunque soprattutto a quelle opere culturali capaci di distinguersi per le tematiche di denuncia sociale e politica in linea con il cinema di Petri.

«Solo pensare che venga dedicato al mio lavoro un premio intitolato al Maestro mi fa tremare le gambe – ha dichiarato a caldo il regista sassarese –. Se poi penso a cosa ha significato Elio Petri per me negli anni della mia formazione, il piacere è doppio, in quanto io credo che Petri possa dividere lo scettro di vero genio nella storia del cinema mondiale con pochissimi altri. Un autore “Gigantesco”, padre di un cinema che ora nessuno avrebbe il coraggio di mettere in scena. Io nel mio piccolo, anche per l’amore che ho per il Maestro, a modo mio, ci provo ancora».

Una bella soddisfazione quindi per Bonifacio Angius, pluripremiato regista, sceneggiatore e attore classe 1982, che dopo aver condotto “I Giganti” al Festival di Locarno come unica opera italiana in concorso per il Pardo d’oro, e aver trionfato in Francia al Festival di Annecy, portando nella sua Sardegna la “Miglior Regia” e il “Miglior film Giuria giovani”, conquista ora un ulteriore posto nella storia del grande Cinema Italiano.

Per festeggiare il nuovo traguardo, Angius tornerà (in presenza) con “I Giganti” in sala nella sua città, al Cityplex Moderno di Sassari, lunedì 13 dicembre, alle 19.30; con un’ulteriore proiezione martedì 14, alle 19.30, del film “Perfidia”, quale omaggio all’inizio di questo straordinario percorso cinematografico.

Il Premio Elio Petri



“Who wants to live forever” al Sardinia Film Festival presentato in prima mondiale sulle note dei Queen

Immagine tratta da “Who want to live forever”

SASSARI. Sulle note di “Who wants to live forever” questo piccolo capolavoro d’animazione racconta la devastazione del pianeta e della sua fauna con immagini strazianti, ideate e dirette da Matteo Valenti. Il video, fortemente voluto dal leggendario chitarrista dei Queen, Brian May, è stato presentato ieri in prima mondiale al Cityplex Moderno di Sassari per la XVI edizione del Sardinia Film Festival.

Il progetto è realizzato per l’associazione “Save me Trust” e ha coinvolto diversi studenti di scuole d’animazione da tutto il mondo, realizzato in piena pandemia attraverso una fitta collaborazione a distanza: “Invece di avere una classe davanti avevo tanti quadratini sullo schermo – ha affermato Valenti dal palcoscenico del SFF –. È stata una cosa un po’ triste all’inizio, ma poi ci ha unito molto”. L’opera è stata lanciata per volontà di May in contemporanea al CO26 di Glasgow, la conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici.

Dal futuro del mondo a quello dei giovani che partecipano al festival, Carlo Dessì ha specificato, in rappresentanza del Cineclub Sassari, che l’obiettivo della manifestazione non è “quello di celebrare chi è già famoso, ma aprire la strada alle nuove generazioni di talento”. Giovani come Gustavo Gini, musicista di Buenos Aires ora trasferitosi a Cagliari, che compone colonne sonore per Netflix e Disney, protagonista del primo dei “Sogni sardi”, la rassegna isolana dell’animazione.

Sono molti gli artisti di ultima generazione ad aver colpito la giuria e il pubblico nelle prime proiezioni dei corti in concorso. Domina la cifra personale nelle opere e i temi di forte impatto come la pandemia, il terrorismo, la malattia, sia fisica che psicologica, narrati con stili e tecniche spesso agli antipodi ma tutti accomunati dal filo rosso della sincerità.

Lo stesso tratto che lega Andrea Lorenzon, creatore dei Cartoni Morti, e Manfredo Manfredi, il maestro dell’animazione siciliano, entrambi ospiti del SFF. Risate con il primo, in particolare con la rivisitazione di “Dragon Ball”, il celebre manga giapponese, realizzato con le voci originali dei doppiatori italiani. Con Manfredi forte l’impressione per “Un pezzo da novanta” (1965), storia vera di una madre coraggiosa che denuncia la mafia per l’assassinio del figlio.

IL PROGRAMMA Di DOMANI 6 DICEMBRE.

Domani, lunedì 6 dicembre, si partirà alle 10.30 con due titoli di grande richiamo: il capolavoro per bambini “La mia vita da zucchina” e il documentario “Crepax – Lanterna Magica” sull’artefice di Valentina, uno dei più famosi personaggi del fumetto italiano. Sei le slot dedicate ai film in competizione su un programma serale che vedrà l’arrivo di un nuovo ospite, Nicola Piovesan, filmaker italiano d’animazione residente in Estonia, che introdurrà il suo “Garibaldi senza barba”, corto premiato in tutto il mondo. Dalle immagini alle parole nella conferenza di Damian Perea, selezionatore degli Oscar, che spiegherà come appassionare i bambini al cinema d’animazione. Al presidente del festival, Cristian Jezdic, il compito di omaggiare alle 21.15 la straordinaria artista giapponese Fusako Yusaki, maestra dei lavori d’animazione con la plastilina.

La manifestazione, a ingresso libero ma con obbligo di green pass, è organizzata dal Cineclub Sassari con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni. Il programma del festival è visibile sul sito www.sardiniafilmfestival.it e sui canali social della manifestazione.




“Qui c’è aria di Cultura”, l’editoria sarda protagonista con l’AES a Tempio Pausania

Una passata edizione di Qui c’è aria di Cultura

TEMPIO – 05.12.2021. Per il terzo anno consecutivo l’“Isola dei libri” farà tappa a Tempio Pausania coinvolgendo alcune tra le firme più interessanti degli editori sardi che, dal 10 al 12 dicembre saranno presenti allo Spazio Faber per dare vita alla terza edizione della rassegna “Qui c’è aria di cultura”.

Ideata e organizzata dall’Aes con il sostegno e il patrocinio del Comune gallurese e della Regione Sardegna, la manifestazione si può dire ormai di casa a Tempio, uno dei Comuni isolani in cui si registra il più alto numero di lettori, tanto da avere ottenuto negli ultimi anni il titolo di “Città che legge”.

Città che legge e di lettori buongustai, Tempio è anche, grazie all’Aes e alle scelte dei suoi amministratori, città che vuole saperne di più sulle primizie dell’editoria regionale. Leitmotiv della kermesse il rapporto tra uomo e paesaggio, inteso nella sua specifica accezione di “territorio espressivo di identità”, base delle più autentiche radici identitarie di una comunità. L’ingresso è gratuito previa presentazione del greenpass.

“Il tema – dichiara Simonetta Castia, presidente Aes – si lega al concetto di comunità, avendo come presupposto l’idea che i singoli ecosistemi ambientali e sociali conservino maggiore traccia e consapevolezza del senso di identità e della propria memoria, e si presta a esaltare il valore millenario, pluristratificato e denso di molteplici significati del patrimonio culturale dell’isola. Sensibilità, ricchezze e diversità che sono intimamente correlate alla bibliovarietà e all’attività della microeditoria di un territorio”.

La scelta del tema e le attenzioni che l’Associazione Editori Sardi sta dedicando a Tempio piacciono agli amministratori della città. “Siamo lieti che anche nel 2021 sia possibile rinnovare la presenza di Aes a Tempio per la promozione dell’editoria sarda. Aes – tiene a precisare il sindaco Gianni Addis – svolge un ruolo encomiabile e fondamentale nel costruire la struttura della cultura che, ne siamo convinti, passa certamente attraverso la lettura, il libro e la diffusione delle idee che si realizza attraverso quelli”. Così anche l’assessora comunale all’Istruzione e alla Cultura, Monica Liguori: “Non c’è titolo più esaustivo di quello scelto per chiamare l’evento di promozione dell’editoria sarda. Della cultura – afferma – abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo, perché, senza quella cultura, che certamente il libro porta con sé, non c’è vita, non c’è progresso. Quindi, ben venga Aes con il suo carico di idee e conoscenze che arricchiscono la consapevolezza di essere umani per gli esseri umani”.

Parole e apprezzamenti che sindaco e assessore avranno modo di ribadire venerdì 10 dicembre (ore 17) in occasione dell’inaugurazione della tre giorni. Durante questi, l’impegno di editori e autori sarà in molti casi doppio: il pomeriggio, allo Spazio Faber, per incontrare lettori e presentare libri; la mattina, nelle scuole della città, ospiti di laboratori e reading organizzati da studenti e insegnanti. Insomma, per tre giorni, la città che legge avrà il suo bel daffare.

S’inizierà venerdì 10 dicembre, quindi, con l’inaugurazione e i saluti delle autorità. La prima giornata sarà moderata da Salvatore Tola (le successive, invece, da Francesco Giorgioni) e ospiterà, in alternanza, presentazioni di libri e focus su temi importanti: l’Omaggio a Grazia Deledda (Alfa Editrice) di Isabella Mastino, il libro illustrato “Il cacciatore” (Imago Multimedia) di Alberto Capitta, che dialogherà con Sara Puggioni, “Lo zodiaco nella Divina Commedia” di Gian Nicola Cabizza (Mediando), ennesimo tributo della città del giudice Nino Visconti al sommo poeta nell’anno della settecentesima ricorrenza della morte, e “Archeologia e Alta Gallura, viaggio nel passato”, excursus di Angela Antona e Nicola Castangia sulle splendide testimonianze archeologiche dell’Alta Gallura.

Sabato 11 il focus sulle tematiche ambientali sarà ancora più stringente e diretto. Dopo la presentazione di “Virus & Censure. Il contagio mediatico” di Pier Giorgio Pinna (Mediando), instant book dedicato al legame tra comunità e pandemie in due secoli di cronache, seguiranno le presentazioni di “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna” (Delfino), “Attaccati alle radici. Alberi di Sardegna” (Enrico Spanu Edizioni), con un confronto tra Ignazio Camarda, Lello Caravano, Bruno Merella e Enrico Spanu, che precederà la presentazione di “Terra muda” (Taphros) di Decimo Lucio Todde e Bruno Piccinnu. Si chiuderà domenica 12 dicembre, sempre allo Spazio Faber e con orario di inizio fissato alle 17, con gli ultimi tre libri in programma: “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte” (Catartica) di Fabrizio Raccis, “I saggi raccontano” (Taphros) di Gisella Rubiu e “La scena nascosta (come ci vediamo)”, volume dell’antropologo Bachisio Bandinu edito da Il Maestrale. 




Sardinia Film Festival, l’omaggio al genio di Bruno Bozzetto e i Cartoni Morti di Andrea Lorenzon al Cityplex Moderno

Manfredo Manfredi

SASSARI. Domani (4 dicembre) il Sardinia Film Festival entra nel vivo con una seconda giornata di proiezioni e incontri coi maestri del cinema d’animazione. Dopo il debutto serale di venerdì, il SFF illumina gli schermi del Cityplex Moderno fin dalle 10.30 con “L’invasione degli orsi in Sicilia”, film per tutte le età diretto da Lorenzo Mattotti e tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati, acclamato dalla critica fin dalla “prima”, due anni fa, al festival di Cannes. Al termine il presidente e produttore cinematografico Cristian Jezdic, assieme al direttore artistico Luca Raffaelli, e a Carlo Dessì per il Cineclub Sassari, presentano la sei giorni e spiegano il nuovo corso impresso a questa sedicesima edizione, la cui originalità ha già destato l’attenzione dei media nazionali.

Alle 15.30 riprendono i lavori con la sezione “Panorama italiano” e sette opere di altrettanti autori tra riflessioni sul potere e un omaggio all’attrice Beatrice Vitoldi, protagonista ne La Corazzata Potemkin di Sergej Ejzenstein. Dalle 16 via al concorso con il primo blocco di corti inframezzato alle 16.25 dagli interventi provocatori del cineasta colombiano Nieto, che presenterà “Oreille remplie de plumes” e “Prof. Nieto Show”. Alle 16.45 Gustavo Gini col primo dei “Sogni sardi”, la rassegna nella rassegna tutta isolana. Poco dopo le 17.05, il secondo blocco dei corti in concorso, con una modalità frazionata voluta dal direttore artistico per coinvolgere il pubblico nell’ampio ventaglio di offerta del SFF. Spazio ai giovani dalle 17.30 con Andrea Lorenzon e i suoi “Cartoni Morti”, autentico fenomeno web da oltre un milione di follower.

Dalla nouvelle vague ai maestri conclamati dell’animazione: Manfredo Manfredi, che venerdì ha introdotto “Dedalo” (1975) con cui fu candidato all’Oscar, presenterà “KO” e “Ballata per un pezzo da novanta”, due opere risalenti agli anni ’60 ma che non hanno perso nulla della loro originaria forza espressiva. A seguire, il terzo blocco dei corti in competizione, che anticipa “The best of Animayo”, uno dei più importanti festival di animazione, effetti visivi e videogame del mondo di stanza alle Canarie. Ancora i corti in gara dopo le 19, prima della pausa e del rush finale notturno che partirà, alle 21.15, con l’omaggio a Bruno Bozzetto, uno dei padri dell’animazione in Italia, vincitore dell’Orso d’oro di Berlino, del David di Donatello, anche lui candidato all’Oscar, solo per citare una minima parte del suo ricco palmares.

Concluso il quinto blocco dei corti ritornerà Manfredo Manfredi alle 21.55 con l’onirico “Sotterranea” e la riflessione sullo stato dell’arte “Il muro”, rispettivamente del 1972 e del 1970. Alle 22.25 altri venti minuti degli spassosi e dissacratori “Cartoni Morti” a cui seguiranno quattro opere di Nieto e una selezione di corti fuori concorso. Chiusura di serata, alle 23.20, col sesto e ultimo blocco, per sabato, dei lavori candidati ai dieci premi previsti dal SFF.

E proprio sulle ottanta opere scelte per la gara, Luca Raffaelli dichiara di “aver visto molta ricerca e uno stile sempre personale con risultati intensi e drammatici, ottenuti usando sia l’ultima tecnologia che le tecniche dei pupazzi animati”. Una commistione di saperi, inclinazioni, tematiche, scelto per attrarre le più diverse sensibilità degli spettatori.

La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni.




Sassari, sabato all’Auditorium provinciale la sesta edizione di “Un bullo da Palcoscenico”

SASSARI. Canto, musica, danza e teatro: arte e spettacolo ma soprattutto tanto divertimento saranno ancora una volta gli ingredienti della sesta edizione di “Un bullo da palcoscenico”, che sabato 4 dicembre, alle 20.30 accoglierà all’Auditorium provinciale di via Montegrappa le performance di circa quaranta ragazze e ragazzi in arrivo da tutta la Sardegna.

Ventisei esibizioni in totale sotto la conduzione del direttore artistico Roberto Manca, che con leggerezza e ironia darà spazio alle doti artistiche di studentesse e studenti delle scuole di primo e secondo grado, portandoli all’attenzione di un tema delicato e di forte attualità.

Il messaggio rivolto alle giovani generazioni è quello di veicolare le proprie energie in maniera positiva, rifuggendo da ogni forma di bullismo per affrontare con vero coraggio un palcoscenico che rappresenta la metafora della vita.

Tutto questo di fronte a un pubblico che nella serata finale ha raggiunto anche il numero di 1400 spettatori, limitati stavolta a un massimo di duecento unità per via delle precauzioni legate alla pandemia. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Music&Movie con il patrocinio della Regione Sardegna, del Consiglio regionale della Sardegna, della Fondazione di Sardegna ed Endas Sardegna.

Sotto le luci della ribalta si esibiranno Manuel Sechi, Andrea Idini, Sofia Zironi, Graziano Picoi & Chanel Corda, Nicole Leggieri, Michele Sergi, Simone Mocci, Francesca Puggioni, Lucia Manca, Francesca Casula, Matilde Manzoni, Michela Serra, Alice Sanna, Simone Solari, Giulia Baldinu, Francesca Piga, Nicola Dessole, Luca Rocca, Mattia Cherchi, Dina Mannazzu, Raffaele Balzanti, Morris Iovine, Daniele Tramaglino, Angelica Mosino e le due band Key For Brain e Radiocination. Provengono da Alghero, Porto Torres, Tissi, Osilo, Olbia, Budoni, Telti, Buddusò, Quartu, Barumini, Terralba, Sassari e Cagliari.

Come ogni talent che si rispetti non può mancare una giuria di provata competenza nei diversi settori artistici, formata in questo caso da Sharon Podesva, Simona Cillo, Lory Warner, Rita Casiddu, Ilenia Romano, Laura Monachella, Peppino Anfossi e Laura Calvia. Presenti anche le cinque storiche opinioniste del progetto, Pina Ballore, Maria Paola Curreli, Silvia Pilia, Anna Laura Tocco e Veronica Dessì.

A portare il loro messaggio di sensibilizzazione da Torino ci saranno Maria Catrambone Raso e Aldo Ruffino di Rivoli, genitori di Michele Ruffino, la cui storia è emblematica delle tragiche conseguenze che può causare questo grave fenomeno in età adolescenziale. Interverranno inoltre il consigliere regionale Antonio Piu e due delegati della Polizia Postale di Sassari, che quotidianamente impegnati nel prevenire e combattere atti di bullismo e cyber-bullsmo.

L’evento è aperto a tutte/i. Per info e prenotazioni contattare il 3401846468.




Claudio Rotunno al Gran Galà degli imprenditori italiani a Montecarlo: un sardo tra i cento invitati da Forbes e AIIM

L’ambasciatore Giulio Alaimo (a sinistra) con Claudio Rotunno

MONTECARLO. C’era anche l’imprenditore sassarese Claudio Rotunno, unico sardo tra i circa cento selezionatissimi invitati dalla Forbes e da AIIM, al Gran Galà degli imprenditori italiani nel Principato di Monaco, un evento esclusivo che si è svolto nei giorni scorsi tra gli spazi del prestigiosissimo Yacht Club fondato dal Principe Ranieri.

Alla cerimonia ha preso parte il Ceo ed Executive manager della rivista Forbes, Luiz Costa Macambira, e alcune delle figure più influenti nel campo dell’imprenditoria e del jet set internazionale.

Tra i presenti anche Ezio Greggio e il sindaco di Genova, Marco Bucci, premiato per la celerità con la quale sono stati portati a termine i lavori del nuovo viadotto che sostituisce il Ponte Morandi.

Nel corso della serata, organizzata da Forbes di concerto con l’Associazione imprenditori italiani del Principato di Monaco, sono stati ringraziati gli imprenditori italiani che svolgono la propria attività nel territorio monegasco, i quali si sono distinti nel periodo difficile della pandemia, riuscendo a garantire standard elevatissimi.

Tra le personalità di spicco, anche l’ambasciatore italiano a Monaco, Giulio Alaimo, che si è personalmente complimentato con Claudio Rotunno per i lavori realizzati durante il Gran premio di Formula1, contribuendo a dare lustro all’immagine dell’imprenditoria italiana nel mondo, capace di produrre bellezza e rara professionalità.

“L’evento ha rappresentato un’occasione imperdibile per promuovere la nostra isola in un contesto internazionale prestigiosissimo”, ha affermato Rotunno, che ha assunto un po’ il ruolo di ambasciatore delle eccellenze sarde in un ambiente così esclusivo: “Cerco di far conoscere non solo Porto Cervo e la Costa Smeralda, dove attualmente vivo quando rientro in Sardegna – ha specificato – ma anche l’entroterra e i luoghi poco conosciuti, fatti di mille sfumature, che meritano di essere valorizzati e promossi ovunque nel mondo”.




Sassari, al Teatro Verdi arriva “La notte di Antigone”, lo spettacolo teatrale ispirato alla figura di Ilaria Cucchi

SASSARI. Le Antigoni di ogni tempo e di ogni luogo sono donne che cercano la verità sfidando il sistema per un senso innato di giustizia, o magari per amore di un fratello, come nel caso di Ilaria Cucchi. A questa donna straordinaria e coraggiosa è ispirato lo spettacolo teatrale della compagnia milanese Eco di Fondo che, mercoledì 27 ottobre alle 21, e in replica giovedì 28 alla stessa ora, porta per la prima volta a Sassari, sul palcoscenico del Teatro Verdi di via Politeama, “La notte di Antigone”. Alle scuole sarà appositamente riservato un matinée, alle 10.30, solo nella giornata del 28 ottobre, con un particolare sconto per gli studenti.

L’iniziativa, che chiude la prima edizione del Festival multidisciplinare Interagendo organizzato dall’associazione Music&Movie diretta da Roberto Manca, è una produzione sostenuta da NEXT – laboratorio delle idee 2019/20 della Regione Lombardia.

“Antigone è la riflessione più lucida e profonda che sia mai stata scritta sul conflitto tra la legge privata dell’anima e la legge inamovibile dello Stato – spiegano gli organizzatori –. Antigone non si nasce, ma ci si scopre lottando”.

Nella tragedia di Sofocle, la fanciulla aveva deciso di dare sepoltura al fratello Polinice, sfidando alla luce del sole la volontà del re di Tebe, Creonte. Fu perciò condannata a vivere in una tomba dalla quale non sarebbe mai più uscita.

“Ma se la nostra Antigone fosse in grado un’ultima volta ad alzare la testa? Di sollevarsi dal suolo e puntare il dito verso un Creonte qualsiasi, al quale chiedere ostinatamente giustizia?”, sono domande alle quali risponderà questa originale rappresentazione portata in scena dalla compagnia Eco di fondo, nata a Milano nel 2009 grazie a Giacomo Ferraù e Giulia Viana.

I due attori, diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, in un rapido crescendo sono riusciti a catalizzare l’interesse di pubblico e di critica già dopo i primi lavori, aggiudicandosi il Premio ANPI Cultura 2008 Ovest Ticino con “Le rotaie della memoria”. A Ferraù è stato inoltre assegnato il Primo premio nazionale e internazionale di regia “Fantasio Piccoli 2010”.

Al Verdi, il cast sarà formato da Edoardo Barbone, Enzo Curcurù, Giacomo Ferraù, Ilaria Longo e Giulia Viana. Alla fine di ogni appuntamento sono previsti gli interventi dei rappresentanti di Amnesty International (partner nazionale dello spettacolo), di Emergency, della docente universitaria Patrizia Patrizi, di don Gaetano Galia, e di Daniele Pulino per l’Associazione Antigone.

Il biglietto di ingresso può essere acquistato in prevendita al negozio “Viale” di Via Roma 13, a Sassari, o contattando il numero 3401846468. È previsto uno sconto significativo per le scolaresche. L’ingresso sarà consentito solo se muniti di green pass.




“Maria Antonietta, processo di una Regina” all’Auditorium provinciale di Sassari

SASSARI. Una figura storica in bilico fra regalità e umanità, colpita e denigrata come molte donne ancora oggi lo sono, e issata sugli altari per poi farla precipitare nel fondo del patibolo. A “Maria Antonietta, processo di una Regina” è dedicato lo spettacolo teatrale che sabato 16 ottobre, alle 21, la compagnia “La luna del pomeriggio” diretta dal regista sassarese Simone Gelsomino proporrà sul palcoscenico dell’Auditorium provinciale di Sassari, in via Monte Grappa 2.

L’evento è inserito nel calendario della prima edizione del “Festival Multidisciplinare Interagendo” organizzato dall’Associazione Culturale Music & Movie sotto la direzione artistica di Roberto Manca. Un festival che va a trarre, da ogni spettacolo previsto in cartellone, spunti di riflessione su svariate e importanti tematiche.

Nei panni di Maria Antonietta si esibirà l’attrice Francesca Gabucci e, con lei, faranno parte della corte francese Egle Bandiera, Francesca Cabizza, Antonella Putzulu, Lorenzo Aresti, Vindice Boi, Carla Fancello, Lisa Marzeddu, Matteo Marongiu, Fabio Masala, Marta Pedoni, Matteo Marongiu, Stefano Dionisi e Antonio Medas.

“Con la messa in scena dello spettacolo dedicato all’ultima regina della Francia dell’ancien régime – ha affermato Simone Gelsomino – inizia un percorso che ci poterà al 2022, ripercorrendo la storia della rivoluzione francese e la cultura di quegli anni che è stata motore di un orrore umano di dimensioni enormi”.

Per gli organizzatori, la storia della povera Maria Antonia d’Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVI, ha ancora oggi molto da insegnare. Ricordata soprattutto per la celebre esternazione “Se il popolo ha fame dategli le brioches”, una frase forse mai pronunciata, dopo la caduta della monarchia visse un periodo di tremenda prigionia, durante il quale dimostrò di essere una madre e una moglie esemplare.

Dopo il processo sommario in cui si cercò in tutti i modi di infangarne la dignità, Maria Antonietta venne giudicata colpevole di alto tradimento dal tribunale rivoluzionario e quindi ghigliottinata in Place de la Révolution il 16 ottobre 1793. Nonostante tutto, seppe salire sul patibolo con dignità. Per info e prevendita del biglietto contattare il 3401846468.




Violante Saramago al pubblico sardo: la scrittura come denuncia della cecità umana

La figlia del grande scrittore portoghese José Saramago è intervenuta in diretta video alla VII edizione del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI. È apparsa provata ma sorridente per il grande calore ricevuto dal pubblico sardo. Violante Matos, figlia del grande scrittore portoghese José Saramago, in collegamento video dalla sua casa di Madera si è detta profondamente colpita dall’affetto dimostrato, e dispiaciuta di non poter essere presente di persona, a Cagliari, come ospite della VII edizione del Festival Premio Emilio Lussu, a causa di problemi di salute di un suo familiare.

Per quarantacinque minuti in diretta streaming Violante ha toccato numerose tematiche, in un confronto con Daniela Marcheschi e Luisa Marínho Antunes, che ha tradotto i dialoghi dal portoghese all’italiano. A partire dai concetti espressi in un libro paradigmatico come “Cecità”, Violante ha descritto suo padre fondamentalmente come un filosofo, che trovava nella letteratura la modalità espressiva per trasmettere il suo messaggio: “Era un pensatore che ha trovato nella scrittura la forma per comunicare i suoi pensieri e le sue preoccupazioni”.

Preoccupazioni essenziali come quelle sui diritti umani, che in questa pubblicazione vedevano un’opera profondamente attuale, “potente metafora per descrivere il momento nero e complicato che stiamo vivendo, nonostante il testo sia stato scritto negli anni Novanta”.

Negli scritti di Saramago è chiarissima l’impronta civile e politica. All’interno del libro i personaggi restano vittime di cecità, ed è questa l’immagine evocativa dei nostri tempi. Tempi in cui le persone sembrano non vedere ciò che succede intorno a loro, mentre qualcosa di grande e terribile accade nella vita pubblica.

E se tutti i romanzi dello scrittore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, iniziano col narrare una situazione del passato, il loro orientamento è profondamente rivolto al futuro: “Proprio questo traduce in fondo quello che credo sia stata la grande preoccupazione di mio padre – ha affermato Violante – quella di fare della scrittura un luogo dove un suo pensiero filosofico sull’uomo, sul mondo e sulla società potesse essere trasmesso. Era una preoccupazione sulla società umana alla quale apparteneva e su quella che voleva costruire”.

Violante ha affermato di non voler consigliare quali libri leggere di suo padre, “però tra tutti, quello che può maggiormente sintetizzare il suo messaggio è il discorso fatto a Stoccolma durante la cerimonia del Nobel, dove è evidenziata la mancanza di rispetto dei diritti umani e l’inesistenza concreta e seria di una democrazia: “Perché i poteri democratici sono stati presi d’assalto da poteri economici e finanziari non eletti. Tutto questo disturba i procedimenti democratici”.

Poi un excursus finale sullo studio dei testi religiosi da parte di un uomo certamente non credente, dai quali attingere elementi per introdurre la lotta che il bene, tramite i suoi valori, può intraprendere ogni giorno per vincere sul male. E quindi un ritorno immancabile al tema della Cecità: “Perché se è tanto difficile seguire la via del bene, altrettanto difficile è eliminare le cecità collettive che troviamo nel nostro mondo”. Violante ha quindi salutato il pubblico sardo con l’auspicio di essere presente nell’isola nella prossima edizione.

La serata è stata anche l’occasione per presentare il libro “Le malizie delle donne” (Marietti 1820, 2021), un volume sulle malizie e le virtù femminili che l’autrice Luisa Marínho Antunes, ha affermato essere ispirato anche ad alcuni principi appresi dalla stessa Violante, prima di lei deputata al Parlamento portoghese.

In chiusura è stata presentata la rivista letteraria e artistica FuoriAsse (Cooperativa Letteraria, 2021), con l’intervento della direttrice Caterina Arcangelo, in compagnia di Mario Greco, Daniela Marcheschi, Guido Conti, Luisa Marínho Antunes, Alessandro Macis, Elisabetta Randaccio e Patrizia Masala.

È una rivista multidisciplinare con un comitato scientifico di livello internazionale, che contiene diverse rubriche su svariate tematiche, ad esempio quello della Pietas, e molto spazio offre alla questione meridionale. Il prossimo numero uscirà nel mese di gennaio sul tema del Dono.

Durante la mattinata si è rivelato avvincente l’omaggio dedicato a Gianni Rodari, al quale hanno partecipato numerose scolaresche elementari e medie del territorio, sia in presenza che online, segno che le opere di questo grande poeta riescono ancora a entusiasmare i giovanissimi. Sono intervenuti Daniela Marcheschi, Roberto Randaccio, Guido Conti, e quindi Paolo Capodacqua con il recital “La bella luna a dondolo”. Il Festival Premio Emilio Lussu si conclude domani (6 ottobre) con il conferimento del Premio Lussu alla Carriera a Sergio Staino. La manifestazione èorganizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio della Camera dei Deputati, il contributo della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, e il partenariato di un vasto parterre di enti, università e associazioni.




Cagliari, domani Sergio Staino riceve il Premio Lussu alla Carriera

Sergio Staino

CAGLIARI. Dopo sei giornate intense di appuntamenti, la settima edizione del Festival Premio Emilio Lussu si conclude domani (mercoledì 6 ottobre) con il conferimento del Premio alla carriera al grande fumettista, vignettista e regista toscano Sergio Staino, che riceverà il prestigioso riconoscimento alle 19.45 nella Sala Castello dell’Hotel Regina Margherita, a Cagliari, alla presenza del direttore artistico Alessandro Macis.

Ma la serata inizia alle 16.30 con un appuntamento tutto dedicato alla letteratura in Sardegna, a partire dalla presentazione del volume “Cent’anni fa arrivò Lawrence” (Il Maestrale, 2021), di Giovanni Follesa e Rossana Copez, che approfondiranno i contenuti del libro assieme a Paolo Lusci.

Alle 17.15 Angelica Grivel Serra proporrà “L’estate della mia rivoluzione” in compagnia di Manuela Ennas e, alle 18.30, Tonino Cau illustrerà la sua ultima fatica poetica “Berlinguer. Un’Omine una vida” intervistato da Salvatore Taras, con la partecipazione straordinaria dei Tenores di Neoneli. Nel rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, l’ingresso libero e gratuito è consentito ai partecipanti fino ad esaurimento posti e solo se muniti di green pass.