Sardinia Film Festival, una sedicesima edizione tutta animation firmata Luca Raffaelli

Il nuovo direttore artistico Luca Raffaelli

SASSARI. Il Sardinia Film Festival ritorna per la sedicesima edizione con una veste tutta nuova focalizzata interamente sulla tecnica e il linguaggio del cinema d’animazione in tutte le sue forme, affidando la direzione artistica al giornalista, saggista e sceneggiatore romano Luca Raffaelli, considerato uno dei massimi esperti italiani nel campo dei fumetti e dell’animazione.

Per partecipare al bando 2021 c’è tempo fino al 10 settembre. Il tema è libero ma le opere devono essere in prima visione sarda e non antecedenti il 2020. La durata dei lavori non deve superare i quaranta minuti (inclusi i titoli) e si raccomandano i sottotitoli per i lavori in lingua straniera. L’iscrizione è gratuita.

Nato nel 2006 grazie alla storica associazione culturale Cineclub Sassari presieduta da Carlo Dessì, da sempre impegnata nella promozione cinematografica internazionale in Sardegna, il festival aderisce all’AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema). Sono già centinaia i corti pervenuti da tutto il mondo all’indirizzo della manifestazione.

In palio ben otto prestigiosi riconoscimenti: oltre al Gran Premio Sardinia Film Festival e al Premio Fabrizio Bellocchio per il contenuto sociale (in onore di un geniale appassionato che ci ha lasciato troppo presto), sei sono dedicati a maestri del cinema d’animazione italiano: Premio Bruno Bozzetto per il film dalla parte della Natura e degli Animali; Premio Osvaldo Cavandoli per il one-man-film; Premio Giulio Gianini per l’originalità; Premio Manfredo Manfredi per il film che dà spazio al dubbio; Premio Fusako Yusaki per il film che ama la sintesi; Premio Pino Zac per il film ribelle.

Una precedente edizione del SFF

Anche la formula sarà completamente rinnovata. «Dal 3 all’8 dicembre prossimo a Sassari sarà un happening continuo, con i programmi che si susseguono uno dopo l’altro, senza interruzione, all’interno della stessa sala – ha affermato Raffaelli –. Abbiamo un corposo concorso di corti da tutto il mondo che sarà alternato da incontri con gli autori e da presentazioni di opere nuove e storiche. Una formula particolare capace di creare calore e attenzione tra il pubblico».

Il cinema d’animazione come incontro di tutte le arti. «Il festival farà di tutto per favorire la nascita di nuove idee – ha specificato il direttore artistico –. Vuole essere una congiuntura energetica per tutti quelli che lavorano con la creatività, con le invenzioni, un detonatore di nuove creazioni attraverso l’incontro, la visione delle opere e il confronto. Il cinema di animazione di oggi è davvero un punto d’intersezione di tutte la arti, dal fumetto al videogioco, dalla pittura alla scultura al cinema dal vero. Per questo chiamiamo a raccolta a Sassari tutti gli artisti sardi in primo luogo e tutti gli artisti del mondo, non solo di cinema».

I dettagli del bando sono disponibili all’indirizzo https://filmfreeway.com/SardiniaFilmFestival.

Il pubblico del SFF in una precedente edizione



Sassari, domenica “Emozioni nel Tempo” in Piazza Moretti per parlare di Alzheimer tra musica e sensibilizzazione

SASSARI. Domenica 29 agosto alle 20.30 in Piazza Monica Moretti l’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna presenta “Emozioni nel tempo – viaggio nella realtà che viviamo”, una serata tra approfondimenti culturali e spettacolo dedicata al tema del decadimento cognitivo e all’importanza che in questo contesto assume la figura del caregiver.

L’evento accoglierà luminari ed espert* del settore che illustreranno le mille sfaccettature di un argomento complesso e talvolta doloroso. Con interventi chiari e misurati prenderanno parola il neurologo tedesco Kai Paulus, il geriatra Antonio Nieddu, la pedagogista Anna Maria Giulia Fozzi, intervallati dalle performance canore di ragazze e ragazzi di “Un Bullo da Palcoscenico”. La presenza della musica come nobile strumento di comunicazione, grazie alla collaborazione dell’Associazione Music&Movie di Roberto Manca, ha l’obiettivo di lanciare un importante messaggio di sensibilizzazione rivolto in particolare alle nuove generazioni.

Di forte interesse sarà la presentazione del libro “Il miracolo di Mari” dello scrittore Glauco di Martino, seguita dalle letture di Vindice Boi e Lorenzo Aresti, con la partecipazione della presidente di Auser Li Punti. Nel corso della serata sarà proiettato il video “Momenti di vita” che racconta storie di decadimento cognitivo vissute in Sardegna.

L’evento di domenica nasce a conclusione dell’ampio progetto dal titolo “Vivere l’Alzheimer”, che ha visto coinvolti familiari, OSS e assistenti domiciliari in un corso di formazione il cui obiettivo è quello di sviluppare e approfondire tematiche relative alla gestione delle persone con decadimento cognitivo, con particolare attenzione alla malattia dell’Alzheimer.

Il progetto è realizzato grazie al contributo della Fondazione di Sardegna e all’attiva collaborazione dell’associazione AUSER Li Punti, che ha permesso di trattare numerose tematiche, quali la comunicazione efficace per le persone con decadimento cognitivo; l’impatto sociale, psicologico, sanitario ed economico del caregiver sia formale che informale; l’aspetto clinico, l’igiene e l’approccio alla persona con decadimento cognitivo; gli aspetti legali e tutela delle persone non autosufficienti.

«In questa serata evento abbiamo voluto proporre uno spaccato del senso di tutto questo lavoro – ha spiegato Pina Ballore, presidente regionale di AMAS – coinvolgendo non a caso anche l’associazione Music & Movie, organizzatrice del progetto “Un Bullo da Palcoscenico”, per provare a lanciare il nostro messaggio in maniera più efficace. La musica infatti ci appartiene fin dalla nascita, ci accompagna nei momenti più importanti della nostra vita, rimane un ricordo indelebile nella nostra mente riportandoci, se pur a frammenti, in quel mondo nel quale siamo cresciute e cresciuti ancorandoci attraverso i ricordi, trasportati dalle note, ai nostri affetti più cari». L’ingresso è a offerta ed è consentito solo con green-pass, previa prenotazione certa del posto da assegnare in pianta. Per info chiamare i numeri 3336750996 – 3495386310.

Pina Ballore, presidente AMAS



Sennori, a tu per tu con Salvo Lombardo l’esperienza della danza è “fidarsi” dell’altro

“Alone in the multitude” in Casa Sisini a Sennori

C’è bisogno di riscoprire negli altri un senso di fiducia dopo un anno di limitazioni nel contatto sociale. E questo anche nell’arte e in particolare nella danza: «In “Alone in the multitude” arrivi lì e ti ritrovi con una persona che non conosci. C’è un rapporto immediato con un estraneo, un artista, in una stanza vuota. E quindi il tentativo del performer di entrare in connessione, all’inizio destabilizzante. Poi prevale la fiducia. L’esperienza è questa: fidarsi».

Con queste parole le spettatrici e gli spettatori hanno commentato il coinvolgimento nello spettacolo presentato mercoledì sera a Sennori da Salvo Lombardo per l’ultimo appuntamento del festival della danza “Corpi in Movimento”. La rappresentazione si è ripetuta in loop in Casa Sisini, volta dopo volta a tu per tu con un nuovo interprete, per una durata totale di ben tre ore, nel pieno rispetto delle normative anti-covid.

Il coreografo della compagnia Chiasma ha proposto un evento coreutico sperimentale, suscitando curiosità e stupore e superando di gran lunga le aspettative di chi ben conosce lo spirito dei lavori di questo straordinario artista performativo di origini siciliane. Pulsazioni sonore techno beat con innesti synth pop, i movimenti e lo sguardo del performer che invitano a seguirlo, cuffie alle orecchie e infine cartelloni con frasi profondamente introspettive.

In cinque minuti un intreccio multimediale ha offerto infiniti piani di lettura che si intersecano, si avvicendano o accadono simultaneamente, così che ognuno possa trovare il proprio spazio all’interno di questo disegno basato sulla singolarità della relazione nel rapporto one to one.

Non è la prima volta che si tenta di porre lo spettatore sul piano dell’artista. Lo spettatore che in questo caso diventa anch’esso parte integrante della dimensione coreografica, e quindi esso stesso performer, in un ambiente in cui due soggettività vivono un momento irripetibile, unici presenti nel duplice ruolo di artisti e di pubblico.

Il festival organizzato da Danzeventi conclude così una XVIII edizione ricchissima di proposte dal forte impatto emozionale, che tra le più intriganti location di Sennori e il Baretto di Porto Ferro, attraverso il vettore mediatico della danza hanno dato spazio a messaggi di rilievo sociale, come nel caso dell’“Omos” di Riccardo Olivier, oppure a punti di vista inconsueti come quello dell’artista, nel caso di “Non tutti sanno che…” della Res Extensa, o ancora, ha permesso di incontrare affinità con le vette sublimi della danza del Novecento nei Balletti Russi proposti da Daniele Cipriani.

«Siamo davvero contenti di ciò che ha portato questo mese di eventi alla nostra comunità – ha affermato l’assessora alla Cultura, Elena Cornalis – sia da un punto di vista esperienziale per la bellezza degli eventi, sia dal punto di vista del ritorno per il nostro territorio in termini di promozione, e in particolare per il contesto dell’Ex cava di tufo, ma anche per il Centro culturale, la Biblioteca comunale e la Casa Sisini. Un ringraziamento a Danzeventi quindi e a tutte le compagnie che hanno fatto di Sennori un palcoscenico della grande danza».

La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Sennori e della Comes, della cooperativa Piccoli Passi e del Baretto di Porto Ferro.




Mercoledì a Sennori si danza con “Alone in the multitude”: Salvo Lombardo chiude il festival Corpi in movimento

SENNORI. Cinque minuti in loop per una performance faccia a faccia tra artista e spettatore. “Alone in the multitude”, lo spettacolo di Salvo Lombardo conclude mercoledì 28 luglio a Sennori la XVIII edizione del festival della danza Corpi in Movimento organizzato da Danzeventi. Alle 20.30 negli spazi di Casa Sisini il coreografo della compagnia Chiasma si esibirà in un lavoro compositivo che prevede una relazione diretta tra il performer e uno spettatore o spettatrice per volta. Un’occasione di prossimità che vuol essere considerata come un avvicinamento tra due corpi oltre la confort zone della solidarietà e della contemplazione.

L’esplorazione performativa, che contraddistingue ancora una volta il genio dell’autore siciliano per il suo carattere sperimentale e innovativo, si basa su una serie di sequenze imitabili che si intrecciano a una partitura coreografica eseguita dal danzatore, relazionandosi alla pulsazione sonora di un genere techno beat con innesti synth pop.

La nuova avventura coreutica nasce come variazione “one to one” di Outdoor dance floor, dove si reinterpretano le estetiche e le dinamiche sociali del clubbing, cioè dell’andare in discoteca, trasferendole in spazi non deputati al ballo quali dark room, musei, spazi espositivi, club e magazzini.

Con questo ciclo di elaborazioni, Lombardo prosegue la sua ricerca intorno alla club-culture, avviata con il lavoro scenico Present Continuous, che già individuava nel clubbing una “dimensione del possibile”: una dimensione che oscilla tra pratiche collettive e piacere solitario in cui trascendere convenzioni sociali e di genere. La forma di partecipazione del pubblico sfocia quindi in un vero e proprio dj set.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Sennori e della Comes, della cooperativa Piccoli Passi e del Baretto di Porto Ferro.




Alghero, “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, ottimo bilancio per la prima edizione del festival curato dall’Associazione Editori Sardi

ALGHERO. Dopo cinque intense giornate di appuntamenti di straordinario fascino e partecipazione, tra incontri con autori, concerti, reading e molto di più, il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES ha concluso ad Alghero con successo l’edizione inaugurale, mettendone bene in luce l’anima cosmopolita.

Le iniziative di promozione della lettura hanno rianimato gli spazi dell’Ex Mercato Civico con forte adesione di pubblico, consegnando al mezzo del libro lo straordinario ruolo di catalizzatore di aspetti culturali, letterari e paesaggistici: dal mito alla poesia, dall’archeologia all’osservazione astronomica, dalla musica ricca di contaminazioni alle canzoni del Sabir, scrutando nel tempo e nello spazio attraverso lo sguardo degli autori arabi e di grandi letterati del passato come Dante, Petrarca e Boccaccio, nei quali il limite geografico del nostro mare è superato da quello letterario.

«Un successo che ci spinge a guardare con fiducia e positività verso la costruzione di un percorso condiviso ed esteso ad un’ampia rete di attori, all’insegna dei libri, della lettura, dell’arte, della cooperazione e degli scambi culturali – afferma Simonetta Castia, presidente AES e curatrice della manifestazione –. Già da oggi possiamo guardare a importanti e prestigiose richieste di partenariato, che sono di per se stesse la prova dell’efficacia e validità di un’iniziativa che mira a creare integrazione tra le comunità del Mediterraneo».

Questa prima fase della kermesse è stata in grado di tratteggiare l’evoluzione millenaria della storia mediterranea e di recuperare quella comune matrice di contaminazioni e passaggi che ha plasmato culture, tradizioni e civiltà, senza trascurare le tematiche della salvaguardia dell’ambiente e della fauna marina che hanno caratterizzato la serata conclusiva con ospiti d’eccezione come Egidio Trainito e Giulia Mo. Non c’è più tempo per stare a guardare. Occorre una rivoluzione ecologica che sia soprattutto culturale, per evitare che i cambiamenti in atto siano irreversibili, ha affermato Trainito, che assieme al giornalista Salvatore Taras ha presentato “Ambiente marino della Sardegna”, riedizione aggiornata a cura de Il Maestrale della celebre opera di oltre venti anni fa, in cui si evidenziano i mutamenti del clima attraverso le trasformazioni dei fondali marini dell’isola. L’autore ha raccontato aneddoti e testimonianze di questo suo affascinante lavoro, che lo ha portato tra l’altro a svolgere il ruolo di consulente e poi autore di Lineablu su Rai1. Dalla comparsa di specie aliene alla sparizione di rare varietà autoctone come la Pinna nobilis, la serata ha lasciato spazio a un tema che fa ben sperare per le future generazioni, quello del ritorno della foca monaca.

Occasione per riscoprire questo raro esemplare della fauna marina è stata la presentazione del fortunato libro “Tottoi” di Gianni Padoan nella riedizione Taphros. In presenza del direttore editoriale Dario Maiore si è sviluppato un incontro a più voci con Trainito, Mo e Giuseppe Pisanu (direttore del Museo archeologico di Dorgali) il cui zio, Francesco, fu l’accompagnatore di Padoan nei luoghi frequentati dalle foche, per diventare l’amico del giovane Tottoi all’interno del romanzo. Giulia Mo, ricercatrice Ispra e responsabile del progetto di studio sulla foca monaca, ha illustrato ampiamente lo stato di salute di questa specie così rara, arrivata a circa settecento esemplari stimati in tutto il Mediterraneo, con un’espansione sulle coste della Siria, del Libano, di Israele, Albania e Monte Negro. Solo trent’anni fa sembrava avviarsi all’estinzione con 350 esemplari stimati. Mo ha rivolto un appello affinché gli avvistamenti siano segnalati prontamente all’Ispra, in modo da avviare le adeguate attività di monitoraggio e salvaguardia delle nuove colonie.

Un finale in bellezza non poteva che essere suggellato dall’abbraccio tra editoria, cinema e ambiente, in un tributo a “La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo, pellicola del 1957 a colori tratta dal romanzo “Squarciò” (Feltrinelli) di Franco Solinas. La proiezione del film capolavoro del neorealismo italiano è stata introdotta da un ricordo di Maiore alla riscoperta della figura di Solinas e in relazione al partenariato con il festival “La valigia dell’attore”.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero, dove in partenariato con “Florinas in giallo”, Paolo Carta, curatoredella recentissima riedizione critica di “Banditismo in Sardegna” dialogherà di “Mistica della sardità” con Alessandra Pigliaru (Il Maestrale) per riscoprire un classico della letteratura giuridica che ha il suo incipit ne “La vendetta barbaricina”.

Il concetto di vendetta, che nella visione ormai classica appare come un dovere e un obbligo sociale posto dalla comunità e sancito da una tradizione, ha però un’origine di tipo sacrificale, quasi d’ordine «mistico», se non religioso. Il volume si arricchisce ora di curiosità, carte inedite, tagli e appunti, schizzi e riflessioni che colgono aspetti specifici dell’insularità nei suoi risvolti esistenziali, per ampliare lo sguardo dal Nuorese verso la storia dell’intera isola.

“Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” è organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




Porto Ferro, la danza di Ariella Vidach e il mondo interconnesso dove si balla da soli

Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro

PORTO FERRO. Un corpo-clone si muove come un automa concepito per essere in ascolto, reattivo alle comunicazioni trasversali. Le braccia si protendono come antenne imbrigliate di cellulari, che ricordano file di ripetitori tv pronti a trasmettere e ricevere in contemporanea. Si presenta così “Elle_Live solo” di Ariella Vidach sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro per il festival Corpi in movimento organizzato da Danzeventi, tra fredde rifrazioni luminose smorzate di blu e uno sfondo musicale ipnotico e serrato. La sua danza sembra suggerire il futuro che ci aspetta, o forse un più drammatico presente, esibito all’interno di una rappresentazione iperbolica che non vuole fare sconti.

Il tutto appare ancor più accentuato e stridente in rapporto a un contesto naturalistico come la costa occidentale della Sardegna, guardando al tramonto panoramico di una spiaggia e di un mare di per se stessi emblema impareggiabile di libertà. Un luogo in cui lasciarsi alle spalle, almeno per il breve soggiorno vacanziero, lo stress della modernità e la saturazione di comunicazioni.

“Non si può fare a meno dei social, neanche nei luoghi più isolati e lontani dall’urbanizzazione”, sembra dirci il lavoro messo in piedi dalla Vidach con la regia condivisa di Claudio Prati. Il tutto a partire dallo studio delle movenze del principale strumento di relazione con lo spazio e con gli altri, il proprio corpo, esplorandone il nuovo rapporto con la tecnologia e i dispositivi del nostro tempo più utilizzati in assoluto.

Un momento dello spettacolo al Baretto di Porto Ferro

La mancanza di privacy è il binario parallelo indagato dalla composizione. A un certo momento dello spettacolo diverse voci si accavallano l’una sull’altra, proferendo messaggi audio che si perdono nell’etere sconfinato delle telecomunicazioni, nel sottile limite esistente tra dimensione pubblica e privata. L’intreccio tra le evidenze materiali a le apparenze dell’online si confonde in una sola realtà, quella della visibilità globale offerta da un mondo intangibile, “nel quale si vuole essere presenti – ha affermato la coreografa e danzatrice – forse perché si ha il timore di non essere troppo presenti con se stessi”.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.

Ariella Vidach durante lo spettacolo



Ulrich Tukur in Sardegna, l’attore tedesco alla scoperta del nonno pittore che visse ad Atzara

Ulrich Tukur con il regista Antonello Carboni e Sabina Corriga

ATZARA. È stato l’assassino di Richard Moser nel primo “Commissario Rex” ma il grande pubblico lo conosce per film come “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck e “Solaris” con George Clooney per la regia di Steven Soderbergh. L’attore Ulrich Tukur interpreta ora il ruolo di se stesso all’interno del documentario “Il pittore tedesco” diretto dal regista oristanese Antonello Carboni, alla riscoperta del nonno pittore Richard Scheurlen che visse per quindici anni ad Atzara, in Sardegna, sperimentando en plein air una luce radente di rara bellezza.

Il 24 luglio alle 19, Tukur sarà al Museo Ortiz per l’inaugurazione della speciale mostra d’arte “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista”, realizzata dall’associazione Antonio Corriga a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, un’esposizione delle opere più significative del pittore originario di Stoccarda, oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario.

Alle 22 in Piazza San Giorgio sarà presentato il road movie “Il pittore tedesco”, un seducente lavoro d’indagine di Carboni che permette di vivere in prima persona la scoperta di questo illustre sconosciuto. Tra le testimonianze in ricordo dell’artista ci sono le famiglie che gli furono vicine e a cui lasciò importanti opere, mentre lo sguardo conduttore è quello di Sabina, figlia del noto pittore atzarese Antonio Corriga, che da ragazzo aveva frequentato Scheurlen carpendone i segreti della peculiare tecnica espressiva. La partecipazione di Tukur (al secolo Ulrich Scheurlen) tra i protagonisti del documentario, permetterà una risonanza mediatica internazionale altrimenti irraggiungibile.

Alcune locandine dei principali film con Ulrich Tukur

Tra le sue interpretazioni più riuscite c’è quella al fianco di Harvey Keitel in “A torto o a ragione” di István Szabó, e nel ruolo di protagonista in “Amen.” diretto da Costa-Gavras. Ma a valorizzare particolarmente il suo talento è stato “Seraphine” diretto da Martin Provost, Premio Cesar per il Miglior film 2009, in cui ha interpretato il ruolo di Wilhelm Uhde al fianco di Yolande Moreau. La pellicola, dedicata alla vita della pittrice francese Séraphine de Senlis, sarà proiettata il 25 luglio alle 22 in Piazza San Giorgio, dove Ulrich Tukur sarà ospite d’onore e lieto di scambiare due battute con il pubblico.

A scoprire per caso le eccellenti doti di nonno Scheurlen, nel 1936 a Positano, fu il pittore Filippo Figari, che lo invitò a conoscere Atzara, patria e residenza di tanti artisti. Ci sarebbe rimasto per quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura. Il vivace centro del Mandrolisai dopo quasi novant’anni ricambia questo amore rinnovando il legame con i discendenti. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il contributo del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.

Richard Scheurlen durante il soggiorno ad Atzara



A Sennori l’omaggio ai “Balletti russi” di Sergei Diaghilev

SENNORI. La cava di Sennori come il Théâtre du Chatelet di Parigi per celebrare la grande danza sotto un cielo di stelle nell’omaggio ai leggendari “Balletti russi” di Sergei Diaghilev. Il 23 luglio alle 21.30 il festival “Corpi in movimento” presenta lo spettacolo “Soiréè Russe” proponendo due capolavori assoluti quali “Prélude à l’après midi d’un faune” e “La Sagra della Primavera” prodotti dalla Daniele Cipriani Entertainment.

Una serata con straordinari interpreti di fama internazionale per rievocare una delle pagine più significative della storia della danza. Una pagina artistica nata a inizio Novecento dall’incontro tra l’impresario teatrale russo Sergei Diaghilev e figure luminose come Anna Pavlova e il genio del balletto Vaslav Nijinsky, poi Igor Stravinskij e Claude Debussy, Lèon Bakst e Picasso. A partire dal celebre teatro parigino, l’incontro tra la cultura russa e il teatro occidentale ampliò i confini della danza trasformandola nel cuore di straordinarie opere d’arte in movimento, in cui soggetto, musica, scenografia e costumi si fondono nei rispettivi elementi d’eccellenza.

Prélude à l’après midi d’un faune è un passo a due di grazia e sensualità nella versione di Amedeo Amodio tratta dal balletto originale di Nijinsky, che destò parecchio scandalo al suo debutto parigino del 1912. Dopo l’esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto con le scene di Giacomo Manzù più volte riproposte alla Scala di Milano, l’opera arriva a Sennori nell’interpretazione di Susanna Elviretti e Mattia Tortora, solisti della Daniele Cipriani Entertainment, riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le compagnie più prestigiose a livello nazionale.

Sulle note musicali di Claude Debussy, le sinuosità dei corpi descrivono il risveglio dei sensi di un Fauno, per ricreare atmosfere di ideale classicità sfiorate dai versi di Stéphane Mallarmé. Nel finale le melodie penetranti di Igor Stravinskij introdurranno la bellezza de La Sagra della Primavera, nella versione coreografica di Uwe Scholz interpretata in solo da Mattia Tortora, unico protagonista su cui incombono le grandi immagini proiettate sul fondale. Attraverso un racconto intimo che parla di vita, solitudine e conflitto, la composizione rievoca un rito pagano di fertilità che si chiude con il sacrifico di una giovane per il risorgere della nuova stagione. Al debutto parigino nel 1913, le note possenti di Stravinskij insieme alla coreografia spigolosa di Nijinsky generarono un linguaggio coreutico completamente nuovo, consegnando alla storia il primo vero balletto moderno.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.




La Siria poetica di Asmae Dachan commuove il pubblico del festival letterario

Presentazione di “Non c’è il mare ad Aleppo” con Asmae Dachan e Salvatore Taras

ALGHERO. Il cielo stellato sul nuraghe Palmavera, una notte d’estate di un festival letterario e una luna splendente che rischiara le suggestive mura dell’antica area archeologia. Ingredienti irresistibili per i tanti appassionati di archeoastronomia, che domenica sono accorsi in gran numero all’evento “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, lo speciale appuntamento della kermesse “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’Associazione Editori sardi. Prima edizione di un festival che dal 15 luglio sta impreziosendo le serate di Alghero attraverso iniziative letterarie, incontri con autori, reading e spettacoli di successo.

I collegamenti tra la cosmologia dantesca e la volta celeste hanno rapito il pubblico numeroso, che a fine serata ha potuto osservare la bellezza degli astri e le forme dettagliate dei crateri lunari, scrutando dall’obiettivo dei potenti telescopi messi a disposizione dalla Società Astronomica Turritana.

Ad accompagnare gli spettatori in questo seducente viaggio astrale, è stato il fisico e noto divulgatore scientifico Gian Nicola Cabizza, autore de “Lo Zodiaco nella Divina Commedia”, un’agile e sintetica edizione dell’“Atlante astronomico della Divina Commedia”, edita da Mediando.

Osservazione astronomica al nuraghe Palmavera

Cabizza ha inoltre presentato su maxischermo l’adattamento flat di un video dedicato alla “Cosmografia dantesca”, da lui realizzato insieme a Nicola Bonomo in omaggio ai settecento anni dalla morte di Dante. La versione originale progettata per essere mostrata a tutta cupola, ha ricevuto il primo premio per il miglior video per planetari dell’anno, conferito dalla giuria dell’Associazione Planetari italiani.

I saluti di apertura di Gabriella Gasperetti, archeologa della Soprintendenza, hanno dato l’input all’archeologo Luca Doro per approfondire le peculiarità del complesso megalitico, e introdurre alle più recenti scoperte archeo-astronomiche realizzate da Aristeo e SAT, il cui presidente, Michele Forteleoni, ne ha illustrato le risultanze preliminari.

Tra gli incontri con gli autori, a commuovere il pubblico all’Ex Mercato Civico è stata invece Asmae Dachan con la sua silloge poetica “Non c’è il mare ad Aleppo”. L’autrice italo-siriana si è confrontata con il giornalista Salvatore Taras per aprire uno squarcio di luce sui più profondi e drammatici aspetti della guerra in Siria, un conflitto che si protrae ormai da undici anni. Il tema dei bambini soldato, la questione delle donne violate, i bombardamenti sui civili, le stragi e tante altre realtà della guerra sono state affrontate mediandone la tragicità attraverso il linguaggio delicato della poesia, senza mai privare di un pizzico di speranza la visione del futuro. La scrittrice e pluripremiata giornalista si è detta stupita dalla bellezza di Alghero, le cui antiche mura le hanno ricordato proprio Aleppo, la città d’origine della sua famiglia, che ora vive ad Ancona. Il percorso culturale del festival si è poi addentrato nel filone letterario dedicato all’ambiente, alla bellezza e alla storia del paesaggio e alla sostenibilità ambientale.

Un libro uguale un albero, sarebbe il caso di dire per il bel volume fotografico “Attaccati alle radici”, presentato dal fotoreporter ed editore Enrico Spanu insieme al giornalista Lello Caravano. È uno scrigno di spettacolari immagini degli alberi monumentali dell’isola, con la scelta inusuale e coraggiosa di pubblicarle in bianco e nero, corredate da storie e leggende inerenti ogni singolo monumento verde. Il progetto prevede la piantumazione di un albero per ogni singola copia stampata. Un’iniziativa tanto apprezzata dal celebre musicista Peter Gabriel, che ha voluto scrivere di proprio pugno la prefazione dell’opera.

Presentazione di “Attaccati alle radici” con Lello Caravano ed Enrico Spanu



“Corpi in Movimento”, Asmed a Porto Ferro presenta Welcome TU Italy

PORTO FERRO. Una performance ispirata e dedicata agli italiani, un popolo magnifico, apprezzato e deriso, pieno di divisioni ma al tempo stesso sempre unito. Il 20 luglio, alle 21.30, sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro la compagnia cagliaritana Asmed Balletto di Sardegna presenta “Welcome TU Italy” al pubblico di Corpi in movimento, il festival della danza d’autore.

Lo spettacolo è ideato e messo in scena da Sara Pischedda e Luca Castellano, impreziosito dalla voce di Simona Pucciarelli ed è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna.

È uno sguardo rivolto al popolo del Bel paese, che si muove tra persone libere e allegre, tra uomini e donne con le rispettive contraddizioni, talvolta colonizzatori e talvolta prigionieri, viaggiatori ed esploratori eppure attaccati al calore della propria casa. E ancora ballerini e confusionari, ma anche fermi e silenziosi.

Sviluppata come un viaggio nel tempo e nello spazio, la performance rappresenta un lavoro coreografico dinamico ed allegro.

La composizione prova inoltre a indagare punti di vista inconsueti come lo sguardo di uno straniero e la considerazione del resto del mondo, alla ricerca dei luoghi comuni, delle tradizioni e di tutto ciò che nel bene o nel male ha reso così popolari gli italiani.

Il festival “Corpi in movimento” è organizzato dall’associazione Danzeventi di Sassari, ed è giunto alla diciottesima edizione. La manifestazione è sostenuta dal Mic, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna, con il patrocinio e la collaborazione della cooperativa Piccoli Passi, del Baretto di Porto Ferro, del Comune di Sennori e della Comes.