Sassari, dalla “Suite Italienne” un messaggio di speranza per il mondo del teatro in tempi di pandemia

Festival della danza d’autore “Corpi in movimento”: con un omaggio a Igor Stravinsky, i coreografi Sasha Riva e Simone Repele hanno presentato al Verdi un’opera firmata Daniele Cipriani Entertainment, come un antidoto per il futuro del settore dell’arte

 

SASSARI. Un faro irrompe dall’alto sul cupo orizzonte del palcoscenico come una luce di speranza per il mondo del teatro e dello spettacolo dal vivo in questo difficile momento di pandemia. La “Suite Italienne” portata in scena martedì (20 ottobre) al Teatro Verdi di Sassari in prima regionale dai danzatori Sasha Riva e Simone Repele al festival “Corpi in movimento” di Danzeventi, ha voluto rappresentare quasi un antidoto, un messaggio di fiducia nel futuro per il settore dell’arte.

E questo all’interno di un applauditissimo spettacolo-omaggio a Igor Stravinsky, grande compositore che a sua volta, a causa dell’epidemia di febbre Spagnola, oltre cento anni fa fu costretto a cancellare la tournée del suo balletto “L’Histoire du soldat”.

La scena di base dà quasi la sensazione che tutto avvenga in uno scantinato, o in una mansarda dove tutto è stato dimenticato, così come oggi il teatro sembra essere stato abbandonato a causa dell’emergenza sanitaria. Ed è proprio qui che un raggio di luce riesce a squarciare il cielo per dare allo sguardo una via d’uscita dall’oscurità.

«La composizione a due è stata voluta dalla Daniele Cipriani Entertainment, e studiata appositamente per il periodo di pandemia – hanno spiegato i due artisti –. Abbiamo deciso di realizzare il balletto basandoci sui due personaggi della storia. Il primo è Puccio d’Aniello, contadino leggendario del Seicento su cui si basa la maschera di Pulcinella. Il secondo è una figura più eterea, più astratta del personaggio, che verrà poi elaborata durante le scene con un aspetto fiabesco». Un’atmosfera a dir poco surreale magnificata dagli effetti luce di Alessandro Caso.

Compagni sulla scena e nella vita, Riva e Repele sono partiti dall’idea di base della maschera di Pulcinella nella tradizione italiana, per creare una versione propria attraverso movimenti musicali di Stravinsky interpretati con grande maestria.

In una fusione mistica tra la buffa goffaggine e una profonda drammaticità, l’enigmatico Pulcinella è stato rappresentato nel duplice aspetto che incarna in sé contrasti e contraddizioni. Stupido e furbo, demone e angelo, saggio e sciocco, espressione di un presunto ermafrodismo evidenziato dalla voce squillante e l’inspiegabile nome al femminile.

Il finale è stato scandito dall’interpretazione dell’Adagietto dalla Quinta Sinfonia di Gustav Mahler. Pur essendo quest’ultimo più etereo e mistico, i due pezzi apparentemente indipendenti hanno trovato una profonda interconnessione: mentre Pulcinella viene vestito nel suo carattere, il protagonista dell’Adagetto si sveste dei suoi indumenti. I due corpi sono l’uno rivelazione dell’altro come stati diversi della medesima condizione umana.

Il festival della danza d’autore prosegue venerdì 23 ottobre al Centro Culturale di Sennori, dove alle 20.30 la compagnia ASMED Balletto di Sardegna presenta “Zato’ & Ychi’”, con Valeria Russo e Lucas Monteiro Delfino. Il 24 ottobre sempre al Centro Culturale sarà la volta della Fattoria Vittadini con Riccardo Oliver in “OMOS”, e domenica 25 ottobre doppio appuntamento alla Casa di Artisti, con la compagnia Chiasma diretta da Salvo Lombardo che presenta Alone in the moltitude e quindi Fabritia D’Intino con Discobox.




Sassari, al Teatro Verdi la “Suite Italienne”: omaggio a Stravinsky di Daniele Cipriani Entertainment

Martedì 20 ottobre il secondo appuntamento stagionale di “Corpi in movimento” propone un grande spettacolo di danza con Sasha Riva e Simone Repele, dedicato alla figura enigmatica di Pulcinella

SASSARI. Uno spettacolo di danza che ha il sapore di una piccola rivincita per il grande Stravinsky, costretto oltre cento anni fa a cancellare la tournée del balletto “L’Histoire du soldat” a causa della pandemia di febbre Spagnola, della quale egli stesso si era ammalato.

La compagnia di produzione Daniele Cipriani Entertainment martedì 20 ottobre alle 20.30 propone al Teatro Verdi di Sassari la “Suite Italienne”, secondo appuntamento stagionale del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi.

«Operare in questo difficile momento di pandemia in qualche maniera ci avvicina a Stravinsky, autore della musica – ha dichiarato Daniele Cipriani –. Mettendo in scena ‘Suite italienne’ proprio ora, è come se in qualche maniera lui si stesse prendendo una piccola rivincita».

GLI INTERPRETI. La composizione vedrà esibirsi sul palcoscenico gli interpreti d’eccezione Sasha Riva e Simone Repele, due artisti che nonostante la giovane età hanno un lungo curriculum alle spalle. Riva è un danzatore nativo della Virginia, ha studiato alla Hamburg Ballet School e nel 2011 è entrato a far parte della compagnia diretta da Neumeier, dove ha trascorso cinque stagioni. Nel 2012 ha ricevuto il premio “Promising Young Talent” dalla rivista tedesca “Tanz” (2012) e numerosi altri premi in Italia quali: l’”International Award of Merit” (2017) – “Anfiteatro d’Oro for the art of dance” (2018) e il premio nazionale “Sfera d’Oro per la Danza” (2019).

Repele è invece un danzatore torinese che ha iniziato la sua formazione in Italia per proseguire anche lui nel 2009 all’accademia dell’Hamburg Ballet School, dove si è diplomato all’età di 18 anni. Ha ricevuto da Francesco Imperatore l’“Anfiteatro d’oro”, un premio della città di Avella per creatività ed originalità espressiva. Insieme hanno fondato una propria associazione, la “Riva & Repele danzArte” investendo nella creazione di programmi nei quali si esibiscono con diversi artisti.

L’OPERA. Con Suite Italienne, Riva e Repele ricostruiscono la storia della maschera a mezzo volto, chiave della storia del folklore napoletano conosciuta in tutto il mondo. Un viaggio introspettivo che ci riporta nell’antico ‘600 in cui, il contadino Puccio d’Aniello, leggenda umana e unico protagonista concreto che svelerà tutti i lati che costruiranno nella sua integrità la figura enigmatica di Pulcinella.

Una riproduzione della storia con un tocco fiabesco e verosimile, volta a creare un legame tra la figura umana e la nota maschera in una sorta di fusione mistica. Una scena simbolica analizza il personaggio incarnando in sé contrasti e contraddizioni, dalla buffa goffaggine ad una profonda drammaticità, un presunto ermafrodismo intrinseco per il quale si fa riferimento alla sua voce squillante e l’inspiegabile nome al femminile.

La maschera della commedia dell’arte, riprodotta da sempre come stupido e furbo, demone e angelo, saggio e sciocco, sempre in sospeso tra i pericoli della città partenopea, Pulcinella viene così rappresentato dai due artisti nella sua integrità, consapevole di tutti i problemi che lo affliggono ma pronto ad uscirne sempre con allegria, deridendo le insidie che lo attendono nel mondo esterno e cercando rifugio nella sua complessa interiorità.

L’appuntamento segue rigorosamente le disposizioni relative al contenimento dell’emergenza sanitaria. Per info e prenotazioni contattare il numero 340 6517531. Il programma completo su www.danzeventi.it.




Sennori e Sassari città della danza d’autore: al via la XVII edizione del festival “Corpi in movimento”

L’Associazione Danzeventi propone dal 16 ottobre un mese di spettacoli con le più rinomate compagnie internazionali di settore

L’esordio venerdì al Centro Culturale di Sennori con la Compagnia Déjà Donné di Perugia e Virginia Spallarossa nello spettacolo “White Paper”

 

Un’immagine dello spettacolo “White Paper”

SENNORI. Prende il via venerdì 16 ottobre la XVII edizione di “Corpi in movimento”, “il festival della danza d’autore” firmato Danzeventi (associazione riconosciuta dal Mibact), che per un mese porterà nel nord Sardegna una serie di appuntamenti con alcune tra le più prestigiose e quotate compagnie internazionali di danza moderna. Tra i protagonisti non mancheranno Daniele Cipriani Entertaiment, Asmed, Borderline Danza, Spellbound produzioni, Davide Valrosso, Danza Estemporada, Chiasma, Fabritia D’Intino e Fattoria Vittanini. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Mibact, l’Amministrazione comunale di Sennori, la Fondazione di Sardegna e la Ras.

INAUGURAZIONE. L’esordio dell’edizione 2020 si terrà venerdì al Centro Culturale di Sennori, dove la Compagnia Déjà Donné di Perugia proporrà Virginia Spallarossa in solo nello spettacolo “White Paper”.

Siamo di fronte a un’opera singolare, nella quale la coreografa indaga la nozione di doppio e, con particolare attenzione, il rapporto bambino/adulto. In questa dimensione il tempo sembra restare sospeso per nutrirsi del disorientamento tra il mondo incantato dei bambini e la nostalgia di un mondo perduto.

Sul palcoscenico un cerchio, un’isola, un circo, un ring, una stanza dei giochi rappresentano lo spazio indefinito in cui un personaggio di carta si muove tra fragilità e candore, in un’atmosfera straniante, mosso dal desiderio di saziarsi di esperienze. Ed è qui che il sogno di un bambino può lasciare spazio a vecchi fantasmi che si trascinano fino all’età adulta.

Il desiderio è quello di creare un’immagine di ambiguità tra le due declinazioni, restando in bilico tra luce e oscurità, riflessione e azione, in una lotta interna tra binomi di diversa natura ma visceralmente intrecciati.

CALENDARIO. Il secondo appuntamento con il festival della danza sarà il 20 ottobre, alle 20.30 al Teatro Verdi di Sassari, per accogliere una produzione Daniele Cipriani Entertainment: Suite Italienne con Sasha Riva e Simone Repele.

La rassegna prosegue quindi a Sennori per tutte le date successive. Il 23 ottobre alle 20.30, al Centro Culturale arriva la compagnia ASMED Balletto di Sardegna in “Zato’ & Ychi’”, con Valeria Russo e Lucas Monteiro Delfino.

Il 24 ottobre sempre al Centro Culturale sarà la volta della Fattoria Vittadini con Riccardo Oliver in “OMOS”. Domenica 25 ottobre doppio appuntamento alla Casa di Artisti, con la compagnia Chiasma diretta da Salvo Lombardo che presenta Alone in the moltitude e quindi Fabritia D’Intino con Discobox.

Il 29 ottobre al Centro Culturale sarà protagonista Claudio Malangone con la sua creazione “Pari Intervallo”, una produzione Compagnia Borderline. Subito dopo Andrea Zardi proporrà GRNDR_Date no one.

Sabato 31 ottobre sul palcoscenico del Centro Culturale salirà Davide Valrosso, il 7 novembre sarà la compagnia sassarese Danza Estemporada diretta da Livia Lepri con Interferenze 1.0, e il 10 novembre la Spellbound produzioni. Tutti gli appuntamenti seguono rigorosamente le disposizioni relative al contenimento dell’emergenza sanitaria. Per info e prenotazioni contattare il numero 340 6517531. Il programma completo su www.danzeventi.it.




Solarussa, annullato il concerto di Joe Perrino

L’aggravarsi dell’emergenza sanitaria nell’hinterland oristanese ha spinto gli organizzatori a cancellare l’evento in via del tutto precauzionale

 

Joe Perrino

SOLARUSSA. Il concerto di Joe Perrino e la sua band in programma per sabato 10 ottobre a Solarussa come evento collaterale del “terre di confine” filmfestival, è stato annullato a causa del preoccupante aggravarsi dell’emergenza sanitaria nell’hinterland di Oristano.

Pur a malincuore, la decisione è stata presa dagli stessi organizzatori, che finora hanno cercato di attenersi scrupolosamente alle disposizioni e alle limitazioni emanate in misura di contenimento della diffusione del virus Covid19.

Dato il gran numero di contagi registrati negli ultimi giorni, in via del tutto precauzionale l’associazione “Su Disterru” ha preferito cancellare l’evento concertistico, molto atteso in paese (il cantautore cagliaritano avrebbe eseguito brani tratti dal progetto ‘Per Grazia Non Ricevuta’ e ‘canzoni della mala cagliaritana’). Lo scopo della decisione, nello stesso interesse del festival, è quello di scongiurare situazioni di pericolo che possano pregiudicare in qualsiasi modo la sicurezza e la salute dei partecipanti.

 




Al “terre di confine” Giovanni Columbu: il regista è come uno psicanalista tra sogni, incertezze e ricerca di spontaneità

Una lezione magistrale in un confronto di “visioni cinematografiche” con Gabriella Rosaleva

La XIII edizione della rassegna si è conclusa domenica a Solarussa

 

Il pubblico numeroso pur nel rispetto dei distanziamenti e delle limitazioni anti-Covid

SOLARUSSA. «In un certo senso il regista lavora con gli attori come lo psicanalista fa con i suoi pazienti. Cioè, dopo aver accuratamente preparato l’interprete, cerca di destabilizzarlo affinché possa esprimere la sua parte più intima, più vera, realizzando così quella feconda incertezza di cui parlava John Ford».

Giovanni Columbu stupisce il pubblico alla XIII edizione del “terre di confine” film festival, con una lezione per nulla scontata in un confronto di “visioni” cinematografiche con la regista “Gabriela Rosaleva”, che sabato nella sala proiezioni di Casa Sanna, a Solarussa, ha presentato in prima regionale la versione restaurata del suo docu-film “Processo a Caterina Ross”.

«John Ford non ha mai battuto più di due o tre ciak per scena – ha proseguito Columbu –. Sapeva che i migliori sono sempre il primo o il secondo, poiché dopo si perde l’incertezza, condizione indispensabile agli attori per poter dare il meglio di sé».

Secondo l’autore di capolavori intramontabili come “Su Re” è importante non fermarsi alla sola sceneggiatura, ma essere aperti alle variazioni che scaturiscono dall’ambiente e soprattutto dagli interpreti: «Adottare i progetti è fondamentale ma deve essere fatto in modo flessibile, associando alla propria volontà anche la propria capacità di ascoltare e adeguarsi alle circostanze».

Giovanni Columbu (a destra), Antonella Puddu e Gabriella Rosaleva (a sinistra)

Vietato poi usare la parola “Azione!” prima delle riprese: «Genera una cesura netta tra il mondo della realtà e quello della finzione, facendo perdere tutta quella spontaneità che c’era fino al momento prima».

L’incontro tra Columbu e Rosaleva ha rappresentato un confronto tra “visioni” cinematografiche al cospetto di un pubblico molto attento che non ha esitato a presentare domande. Nel corso della serata sono state proiettate le docufiction “Surbiles” e “Visos. Sogni, avvisi, visioni”. Un tema, quello dei sogni e delle visioni, per Columbu in stretta relazione con il mondo del Cinema, «perché il Cinema è esso stesso un sogno, che come tutta l’arte tende a produrre delle rappresentazioni della realtà, i cui risvolti sono prossimi all’universo onirico. Ogni film è una lezione di cinema. In ogni opera ci sono tutti gli elementi, i metodi e le visioni proprie di quell’autore, e possono essere decifrate e fatte proprie da chi guarda».

Infine un invito ai neofiti a conoscere bene i fondamenti della grammatica cinematografica, ma evitando di farne ostentazione nei propri lavori: «A un autore esordiente non si chiede di essere un virtuoso, ma di avere cose da dire. Parafrasando il grande Peppino De Filippo, chi cerca lo stile trova la morte, chi cerca la vita trova lo stile».

Nel corso della serata Luisa Cutzu ha presentato il trailer del documentario “Gabriella Rosaleva – Cineasta del passato futuro”, che è al momento in corso di realizzazione. La rassegna si è conclusa domenica a Solarussa con un particolare accento sulle isole Shetland: la proiezione di ‘Ribelle’ (‘The Brave’), storia di una principessa scozzese guerriera; quindi un lavoro tratto dalla serie TV della BBC SHETLAND, ‘Red Bones’ per la regia di Peter Hoar; di ‘Clavel’ di Shona Main sulla vita di un anziano pastore e agricoltore delle isole Shetland; per poi chiudere con un estratto del capolavoro ‘Cul de sac’ di Roman Polansky.




“Terre di confine”, tutto esaurito per “Assandira”. Mereu: “Lo spirito del film è lo stesso del festival, cioè raccontare di chi non ha voce”

La rassegna si conclude domenica con la proiezione di ‘Ribelle’ (‘The Brave’), ‘Red Bones’ di Peter Hoar, episodio della serie TV della BBC SHETLAND,  quindi ‘Clavel’ di Shona Main e un estratto di ‘Cul de sac’ di Roman Polansky

Il pubblico di Solarussa per “Assandira”

SOLARUSSA. Tutto esaurito a Solarussa per la presentazione del film “Assandira” di Salvatore Mereu, in prima visione nella provincia di Oristano, tra gli appuntamenti del “terre di confine” film festival. Tanto che gli organizzatori hanno dovuto bloccare le richieste a causa delle limitazioni legate all’emergenza sanitaria.

«Ho raccontato di un mondo ai confini con la modernità – ha spiegato Mereu ai presenti – ho raccontato la Sardegna che a un certo punto incrocia la civiltà moderna, un mondo che normalmente non ha voce, quello della civiltà pastorale, e in questo senso c’è una grande affinità con lo spirito del festival di Asuni e Solarussa. Il fatto che si svolga in un luogo di confine è importante perché rappresenta un tentativo sincero di portare la cultura del cinema laddove sembrerebbe essere scomparsa».

Sotto una meravigliosa luna piena nel cortile di Casa Sanna, il pubblico ha incontrato il regista con quale si è intrattenuto a lungo a dialogare dopo la proiezione del film, accanto alla direttrice artistica Michela Anedda e al sindaco di Solarussa, Mario Tendas, il quale è stato più volte ringraziato da Mereu per il grande impegno profuso in Regione a sostegno del comparto del Cinema in Sardegna. Un comparto che dà lavoro nell’isola a un gran numero di maestranze.

Salvatore Mereu con Michela Anedda e Mario Tendas

E se è vero che il film è un atto di denuncia sul ripiegamento dei valori in funzione del più facile profitto forzando anche i limiti imposti dalla natura, leggere il film solo in questa direzione, secondo l’autore «significherebbe privarlo di tutta una serie di altre letture possibili, a partire dal conflitto tra un padre e un figlio e tra le loro visioni del mondo».

Riguardo alla partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia, Mereu ha specificato che è sempre un’esperienza straordinaria ed emozionante. Ma che quest’anno lo è stata in particolar modo, perché si è voluta fare nonostante la situazione contingente sembrasse cancellarla: «Anche se il si è svolta in tono minore penso sia stato dato un grande segnale al pubblico e agli operatori del settore e al cinema di tutto il mondo, perché il cinema deve continuare a vivere, deve rinascere e non essere travolto».

Quindi una piccola curiosità sulla scelta di Gavino Ledda come protagonista: «Avevo visto una sua foto sul web che lo ritrae sotto una quercia in canottiera. Era perfetto. L’ho corteggiato e sono riuscito a convincerlo, per poi capire col tempo quale persona duttile e sensibile fosse, e avesse quindi tutte le carte in regola per diventare un grande interprete, come il film dimostra. Oggi farei fatica a immaginare questo lavoro senza di lui».

Prima di “Assandira” il pubblico di Solarussa ha potuto visitare la mostra fotografica di Alessandro Mirai: ‘A festival can hide another – Un festival ne può nascondere un altro’, e vedere il film “Iona” di Scott Graham preceduta da un videomessaggio dell’autore.

IL PROGRAMMA DI DOMANI.

Domenica 4 ottobre sarà il giorno conclusivo dell’intera manifestazione. Gli appuntamenti si terranno al coperto in Casa Sanna a causa delle previsioni meteo poco favorevoli per eventi all’aperto.

La serata prende il via alle 18 con un film per i più piccoli, ‘Ribelle‘ (‘The Brave’) – La storia di una principessa scozzese guerriera. Alle 20 sarà proiettato un episodio particolarmente rappresentativo della serie TV della BBC SHETLAND, ‘Red Bones‘ (poliziesco, thriller – 2013 – 120’) regia di Peter Hoar, in inglese con sottotitoli in italiano: il commissario Jimmy Perez indaga su uno strano delitto in un’isola delle Shetland.

Alle 22 proiezione di ‘Clavel‘ di Shona Main (docufilm – 2010 – 30′), che racconta la vita di un anziano pastore e agricoltore delle isole Shetland. Il docufilm sarà preceduto da un videomessaggio della regista e seguito da una sessione live di domande e risposte .

Alle 23 proiezione di un estratto di ‘Cul de sac’ (drammatico – 1966 – 111’) di Roman Polansky – Strani incontri nella remota isola di Lindisfarne. La serata e l’intera rassegna si conclude subito dopo con un brindisi finale.




Film festival a Solarussa: a Lezione di Cinema con Giovanni Columbu e prima regionale di Gabriella Rosaleva

Al “terre di confine” la regista lombarda presenta la versione restaurata del suo lavoro dedicato a una donna condannata ingiustamente per stregoneria

Il regista sardo accompagnerà inoltre la visione di due sue docufiction: “Surbiles” e “Visos. Sogni, avvisi, visioni”

 

Giovanni Columbu (credits: copyright Bram Belloni/Amsterdam/www.belloni.nl)

SOLARUSSA, 02.10.2020. Grande serata di appuntamenti anche sabato 3 ottobre a Solarussa per il “terre di confine” film festival”. La manifestazione si terrà al coperto in Casa Sanna per godere in tutta tranquillità della fruizione delle opere e degli incontri con i protagonisti anche in caso di condizioni meteo avverse.

Si parte alle 19.15 con il saluto della regista Gabriella Rosaleva, che riceverà uno speciale tributo da parte della rassegna: l’introduzione delle direttrici artistiche Antonella Puddu e Michela Anedda anticiperà la presentazione, da parte dell’autrice Luisa Cutzu, del trailer del documentario “Gabriella Rosaleva – Cineasta del passato futuro”, che è al momento in corso di realizzazione.

Subito dopo seguirà la proiezione di due opere della Rosaleva: il corto “Viaggio a Stoccolma” (drammatico – 2017 – 15’), un omaggio a Grazia Deledda girato con il supporto dell’Università di Sassari; e in prima visione regionale in versione restaurata, l’attesissimo “Processo a Caterina Ross” (drammatico – 1982 – 60’), un lavoro in cui Rosaleva, attraverso l’analisi degli atti del processo ricavati dai verbali originali, ricostruisce la storia del processo svoltosi nel 1697 contro una contadina trentaduenne, condannata ingiustamente per stregoneria nella Confederazione svizzera.

Gabriella Rosaleva (Still da documentario in progress. Copyright Luisa Cutzu)

Alle 20.30, in Casa Sanna arriva invece un tributo al regista sardo Giovanni Columbu, che per l’occasione darà ai presenti una sua personale “lezione di cinema”. Seguirà la proiezione di due sue docufiction. La prima è “Surbiles” (drammatico – 2017 – 63’) in italiano e sardo (sottotitolato italiano), che parla di alcune figure mitologiche sarde, donne apparentemente uguali a tutte le altre che fra il tramonto e l’alba, nel sonno o attraverso l’uso di droghe, abbandonano il corpo, penetrano nelle case in cui ci sono bambini e succhiano loro il sangue. La seconda docufiction in programma è “Visos. Sogni, avvisi, visioni”, in cui si presentano sette sogni interpretati e raccontati direttamente da pastori e contadini.

Salta invece il concerto di Joe Perrino, in programma alle 18, a causa delle previsioni meteo poco favorevoli a un evento all’aperto. Ma l’appuntamento è solo rinviato di una settimana: il cantautore cagliaritano e la sua band si esibiranno sabato 10 ottobre alle 20 nel cortile di casa Sanna, presentando al pubblico di Solarussa i brani più amati tratti dal progetto ‘Per Grazia Non Ricevuta’ e ‘canzoni della mala cagliaritana’. Tutti gli appuntamenti seguono rigorosamente le disposizioni e le limitazioni relative al contenimento dell’emergenza sanitaria. La XIII edizione del film festival si chiuderà domenica a Solarussa.




Filmfestival, a Solarussa l’ultimo weekend del XIII “terre di confine”: venerdì apertura con “Assandira” di Salvatore Mereu

Il 2 ottobre prende il via la tappa conclusiva della XIII edizione della rassegna cinematografica: tre giorni di proiezioni, concerti, mostre e lezioni di cinema

SOLARUSSA. Dopo le tappe di Cagliari e Asuni, il “terre di confine” si avvia alla conclusione portando l’ultima tappa del filmfestival a Solarussa, per un weekend che dal 2 al 4 ottobre offrirà un ricco calendario tra proiezioni, lezioni di cinema, mostre e concerti.

Venerdì alle 21.15 nel Cortile di Casa Sanna si parte alla grande con la presentazione del film sardo del momento, “Assandira” di Salvatore Mereu, fresco del successo come partecipante fuori concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia.

Tratto dal romanzo di Giulio Angioni, il film affronta il tema dei compromessi ai quali i sardi sono spesso costretti a sottostare per riuscire a “vendersi” meglio ai turisti stranieri. Nella trama si snodano le vicende dell’agriturismo “Assandira”, nel quale un anziano pastore interpretato da Gavino Ledda si presta a recitare la caricatura del tipico sardo, costruita attraverso stereotipi, solo per dare una mano al figlio nel seguire l’attività.

Ad incontrare il pubblico di Solarussa sarà lo stesso regista Salvatore Mereu, che si intratterrà a dialogare con i presenti. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la casa di produzione Lucky Red e al distributore sardo Roberto Podda con la sua Creative Service.

Ma la serata venerdì inizia già alle 18 con il saluto delle direttrici artistiche Antonella Puddu e Michela Anedda, che daranno il via all’inaugurazione della mostra fotografica di Alessandro Mirai: ‘A festival can hide another – Un festival ne può nascondere un altro’. L’esposizione, che sarà presentata dall’autore, raccoglie foto realizzate nel 2017 in qualità di fotografo accreditato al Midnight Sun Film Festival di Sodankyla (Lapponia).

Backstage delle riprese di “Assandira”. Copyright 2020 LUCKY RED S.r.l. tutti i diritti riservati

Alle 19.15 nel Cortile di Casa Sanna sarà il momento della proiezione dello spot della XIII edizione, De s’atra parti de s’arriu (Dall’altra parte del fiume), un corto d’animazione realizzato da Michela Anedda nel corso di un laboratorio sperimentale che ha coinvolto gli abitanti di Asuni e Solarussa.

Seguirà la proiezione di “Iona” di Scott Graham (drammatico – 2015 – 90’) film dal quale è tratta l’immagine della locandina della XIII edizione del film festival. L’opera è presentata in lingua originale (inglese) con sottotitoli in italiano, e sarà preceduta da un videomessaggio del regista Scott Graham.

Da segnalare sabato alle 18 il concerto di Joe Perrino e subito dopo la partecipazione della regista Gabriella Rosaleva, che presenterà il suo “Processo a Caterina Ross”. Quindi la lezione di cinema di Giovanni Columbu e la proiezione delle sue docufiction “Surbiles” e di “Visos. Sogni, segnali, avvisi”. Tutti gli appuntamenti seguono rigorosamente le disposizioni e le restrizioni relative al contenimento dell’emergenza sanitaria.




“L’800 ad Alghero” degli “Itinerari nel Tempo”

Dal 9 al 18 ottobre un accurato percorso di rievocazione storica per immergersi nelle atmosfere magiche del XIX secolo tra musica, teatro e gastronomia

L’800 ad Alghero. Il secolo lungo, della borghesia, dell’unità d’Italia. L’Ottocento rivive ad Alghero grazie all’associazione Itinerari nel Tempo che propone un tuffo nel passato con il suo progetto di rievocazione-evocazione storica. Mostre, passeggiate in abiti d’epoca, cene a lume di candela, concerti di musica classica, narrazione teatralizzata di eventi che hanno segnato quel periodo ricco di cambiamenti. Attorno a questi elementi ruota il programma della IV edizione della manifestazione “L’800 ad Alghero” che si svolgerà dal 9 al 18 ottobre, nel pieno rispetto delle norme sanitarie. «Il progetto – spiega Andrea Sini, presidente dell’associazione organizzatrice – ha come obiettivo quello di diffondere e infondere negli spettatori un senso di appartenenza e di partecipazione attiva alla vita sociale, attraverso la conoscenza della storia locale e nazionale. La riscoperta dell’autenticità delle tradizioni di un popolo costituisce un arricchimento culturale volto al miglioramento della nostra società».

L’inaugurazione è prevista venerdì 9 ottobre, alle 19.45 nella Chiesa di Santa Maria, con un concerto corale dal repertorio romantico dell’associazione Musicale G. Rossini di Sassari, sotto la direzione artistica di Clara Antoniciello. Sabato 10 ottobre ci si sposta in Piazza del Teatro per rivivere, dalle 20, uno spaccato del passato appartenuto alla città attraverso l’evocazione teatralizzata degli avvenimenti accaduti ad Alghero il 25 marzo del 1821: l’insurrezione popolare causata dall’esportazione del grano per trarne maggior guadagno, fatto che provocò l’aumento dei prezzi e una minor disponibilità del grano per la città.Uno spettacolo propostoin collaborazione con l’associazione culturale Les Bruixesper la regia di Federico Pacifici, attore dalla lunga esperienza teatrale, cinematografica e televisiva. Il viaggio nella storia continua domenica 11 ottobre alle 19 con l’inizio della passeggiata nel centro storico in abiti di metà Ottocento.

I rievocatori incontreranno così tra le vie della città vecchia i passanti, indossando vestiti che sono frutto di precise ricerche storiche. La passeggiata terminerà alle 20 nella Cattedrale di Santa Maria che ospiterà un concerto di musica classica, organizzato in collaborazione con l’Istituto artistico musicale G. Verdi di Alghero, con protagonisti il violinista Michelangelo Lentini e i Solisti dell’Ichnusa Chamber Orchestra. Nella stessa serata, dopo il concerto, è in programma una cena storica con minuta curata dall’esperto gastronomo Giovanni Fancello. Il ristorante la Lepanto ospiterà i commensali (ingresso in questo caso a pagamento) per una serata all’insegna del gusto, dei profumi e delle atmosfere di una cucina d’altri tempi. La manifestazione proseguirà martedì 13 ottobre con una giornata ricca di appuntamenti. Alle 17.30 nella Torre di San Giovanni in programmala cerimonia di uno speciale annullo postale con il Circolo filatelico numismatico del collezionismo e modellismo algherese e l’inaugurazione della mostra “Raccontiamo Alghero e la Sardegna tra ‘800 e ‘900” che rimarrà aperta fino al 18 ottobre. A seguire un incontro su Giuseppe Manno con Mauro Porcu, direttore del Museo Casa Manno, che racconterà aspetti della vita pubblica e privata del grande intellettuale e politico algherese vissuto nell’Ottocento.




“Le vene rosse di Ulassai”, l’omaggio di Chiara Mulas a Maria Lai

L’originale mostra d’arte, presentata al MEA di Asuni all’interno del “terre di confine” filmfestival, resterà aperta per tutto il mese di ottobre

 

ASUNI. Due donne appartenenti a due generazioni diverse. Un dialogo attraverso fili di lana che la perfomer e videoartista Chiara Mulas instaura con Maria Lai, omaggiando così la più grande artista sarda del Novecento. In questo modo si presenta la mostra “Le vene rosse di Ulassai” inaugurata al Museo dell’emigrazione di Asuni durante il “terre di confine” film festival e visitabile per tutto ottobre da martedì a sabato pomeriggio (dalle 15 alle 19) e la domenica anche la mattina (dalle 10 alle 13).

Una serie di foto, realizzate da Enrico Lai, in cui Chiara Mulas utilizza alcuni elementi chiave dell’opera di Maria Lai riuniti in contesto fantasmagorico. Lana, sedie, pistole e lei con l’abito tradizionale di Gavoi (il suo paese). Immagini che sembrano tramutarsi in pittura, come icone di un tempo indefinito. La mostra fotografica è accompagnata dal trittico video “Ruviu, Biancu, Nigheddu” della stessa artista. Una metafora della terra madre, una riflessione della condizione femminile e una poesia al padre al centro delle performance mostrate in tre video mandati in loop su altrettanti schermi.

Con l’inauguarazione di un’altra mostra, “A festival can hide another – Un festival ne può nascondere un altro” di Alessandro Mirai, comincerà venerdì l’ultima parte della rassegna: tre giornate a Solarussa che da diversi anni affianca Asuni come sede della manifestazione. Si tratta di scatti realizzati nel 2017 da Mirai in qualità di fotografo accreditato al Midnight Sun Film Festival di Sodankyla, in Lapponia. Importante manifestazione cinematografica, che ha tra i fondatori il grande regista finlandese Aki Kaurismaki, gemellata con il festival sardo organizzato dall’associazione Su Disterru.

Dal 2 al 4 ottobre, tra Casa Sanna e Casa Naitana, si svilupperà il ricco programma di incontri e proiezioni. Tra i film scelti dalla direzione artistica “Assandira”, il nuovo lungometraggio di Salvatore Mereu, “Surbiles” di Giovanni Columbu e la versione restaurata di “Processo a Caterina Ross” di Gabriella Rosaleva. Con ospiti tutti e tre i registi.