Al Verdi di Sassari il tributo ai leggendari Balletti russi nei centodieci anni dalle storiche esibizioni parigine

Giovedì 10 ottobre il festival “Corpi in movimento” omaggia i grandi Diaghilev e Nijinsky con “Dancing Heritage” della compagnia Daniele Cipriani Entertainment. Partecipazione straordinaria dell’attore Gabriele Rossi

 

SASSARI. Il festival della danza d’autore “Corpi in movimento” di Danzeventi, a centodieci anni dalle storiche esibizioni parigine che diedero vita ai leggendari Ballets Russes, presenta a Sassari “Dancing Heritage – A tribute to Diaghilev and Nijinsky” della compagnia Daniele Cipriani Entertainment. Un omaggio a una espressione artistica segnante e agli autori che diedero vita a una delle pagine più significative della storia della danza.

Giovedì 10 ottobre alle 21, il Teatro Verdi di Sassari accoglierà questo speciale appuntamento che ripercorre le tappe di una vera “rivoluzione”, lasciando che storia e presente si incontrino nel segno di un’arte in continuo mutamento.

Ad andare in scena saranno i solisti e il corpo di ballo della prestigiosa compagnia romana, con la partecipazione dell’attore Gabriele Rossi, in un inedito programma che rende onore al genio e all’opera dei due artisti russi.

Sergei Diaghilev fu un instancabile impresario teatrale. Grazie al suo spirito visionario, compositori e coreografi, scenografi e danzatori si ritrovarono al centro della più grande e innovativa esperienza della storia della danza del Novecento. Vaslav Nijinsk era invece un genio del balletto destinato a rivoluzionare il corso dell’arte di quel secolo.

La compagnia si esibì per la prima volta nel 1909 al Théâtre du Chatelet di Parigi con i migliori ballerini russi, quasi tutti provenienti dal Teatro Mariinsky. Il giovanissimo Nijinsky era affiancato dalla più celebre ballerina di tutti i tempi, Anna Pavlova.

Grazie a loro e a numerosi artisti a loro vicini, tra i quali Bakst, Picasso, Debussy e Stravinsky, nasceva un’esperienza teatrale del tutto nuova: l’ideale di un’opera d’arte totale che superava i canoni del balletto ottocentesco. Un’opera in cui soggetto, musica, scenografia, costumi e danza fondevano i rispettivi elementi di eccellenza.

Il tributo di giovedì prenderà il via con “Le Spectre”, una creazione realizzata su musica di Carl Maria von Weber per i solisti della compagnia, Marco Lo Presti e Mattia Tortora. Torna in scena anche “L’après-midi d’un faune”, storica versione del balletto di Vaslav Nijinsky che tanto scandalo destò alla sua creazione nel 1912, sulle note di Claude Debussy.

Il gran finale arriverà con “Estratto da Mediterranea”, balletto italiano tra i più rappresentati e richiesti, per celebrare le storiche tournée che portarono i Ballets Russes in giro per il mondo, simbolo ed esempio di unione tra le diverse culture, di un’arte che guarda oltre l’orizzonte, annulla le distanze e abbraccia quel che ancora non conosce.




Ballando con le Drag, ultimo atto: sabato a Palazzo di città la decima e ultima edizione

Un’avventura intrapresa nel 2010 contro la discriminazione e l’ignoranza. Roberto Manca: «Il messaggio proseguirà passando il testimone a “Missione drag”, che debutterà a teatro a Sassari nella prossima primavera»

 

SASSARI. “Ballando con le Drag” ritorna per l’ultima volta a Sassari suggellando un’entusiasmante avventura durata ben dieci edizioni. Un lungo viaggio contro la discriminazione e l’ignoranza, che troverà il suo epilogo nell’appuntamento di sabato 12 ottobre alle 21, a Palazzo di Città, con la partecipazione di tanti straordinari protagonisti storici, a partire dall’ideatore e presentatore Roberto Manca, direttore artistico dell’associazione culturale organizzatrice, la Music&Movie.

Rivedremo sul palco Darla Fracci, Sequence’ Knowles, Selene Wood, Maddalena Sottocroce, Alexandra Spacciabelli, Gyna Canesten e la giovane Rebecca. Non mancheranno le performance coreografiche di Darla Fracci con Claudio Smaldone, così come le esibizioni di Selene Wood insieme a Cristina Dore.

Sarà una simpatica reunion tra alcuni dei più graditi ospiti che hanno fatto la storia della manifestazione, le drag, i ballerini e i giurati che di volta in volta hanno fatto parte della commissione tecnica. Coreografie, interventi, scambi di battute e rievocazioni saluteranno il pubblico per ricordare cosa è stato in questi anni “Ballando con le Drag”.

Si esibiranno inoltre Manuel Pagliaro ed Emma Garbato, giovani del progetto “Student’s Got Talent Sardegna”, quindi Cristina Dore con le emozionanti danze orientali, per lasciare spazio alle danze latine delle scuole Gran Ballo New Dance di Caterina Muntoni e della G&S Latin Dance di Stefano Nonna.

Dal suo debutto il 14 novembre 2010 fino a oggi, l’evento ha stretto fortissimi legami con realtà operanti nel sociale come Voce Amica, l’Associazione Parkinson Sassari, Vip, Mos e Amnesty International, e gode da anni del patrocinio del Comune di Sassari e della Regione Sardegna. L’iniziativa, nata con l’idea di rivisitare l’originale “Dancing with the stars”, ha permesso alle Drag di rivelarsi al pubblico misurandosi con le dinamiche della danza, grazie alla guida di straordinarie maestre e maestri di ballo.

Ma chi sono davvero le drag queen? «Sono performer di altissimo livello la cui forma d’arte ha origini antichissime; tra le più accreditate, l’accostamento alla figura del giullare di corte che nell’antichità in taluni casi si vestiva da donna per dare spettacolo – ha spiegato Roberto Manca, a cui va il merito di aver sdoganato la diffidenza per queste figure artistiche –. Fin dall’inizio volevamo far conoscere alla gente un mondo assolutamente discriminato ed etichettato in maniera scorretta. Possiamo dire di aver fatto passi da gigante».

E se il ciclo di “Ballando con le Drag” finisce qui, il suo messaggio positivo prosegue ancora passando il testimone a una nuova avventura, quella di “Missione Drag”, il cui debutto è previsto a Sassari per la prossima primavera. Sabato il botteghino del Civico sarà aperto fin dalle 18.30. Per prenotare i biglietti rivolgersi al numero 3401846468.




Estemporada regala emozioni al Verdi di Sassari: lo spettacolo di Livia Lepri incanta il pubblico del festival

Al suo debutto in prima assoluta per la kermesse di “Corpi in movimento”, “Lo stato della materia #ilmutaforme” si è rivelato un’opera intensa, emozionante e coinvolgente, ma soprattutto un lavoro di forte carica esperienziale

 

SASSARI. Danzatrici quasi prive d’anima alla ricerca del loro lato più umano e vitale, la penombra di una Sala concerti tra lunghi teli calati come cascate di luce e il pubblico protagonista all’interno dello spazio scenografico. Sabato sera, al suo debutto al Teatro Verdi di Sassari, il nuovo spettacolo della compagnia Danza Estemporada si è rivelato un’opera intensa, emozionante e coinvolgente, ma soprattutto un lavoro di forte carica esperienziale.

Nato dal genio artistico della coreografa Livia Lepri, “Lo stato della materia #ilmutaforme” si è presentato all’appuntamento del festival “Corpi in movimento” di Danzeventi come un’installazione artistica fatta di luci, videomapping e suoni in surround. Un percorso che a partire dall’ingresso ha trascinato il presenti verso la rappresentazione di un mondo ultraterreno.

Oltre al portale d’accesso, il portamento e l’espressione quasi aliena di tre danzatrici. I loro corpi aggraziati e volteggianti, avvolti in tute color carne aderentissime, hanno lasciato intravedere una vibrante sensualità, semicelata all’interno di buste trasparenti indossate come costumi. Strofinati contro il corpo, gli involucri di plastica hanno prodotto una sorprendente ritmica di suoni perfettamente a tempo di musica.

Le giovani interpreti della compagnia sassarese si sono mosse in una dimensione ultra-onirica, calibrata sullo spazio scenico della Sala concerti. Uno spazio intimo e avvolgente che ha reso l’opera unica e irripetibile, anche grazie al disegno luci curato da Adriano Marras e al videomapping realizzato da Pipe Studios di Pavlo Hanatenko e Andrea Lupi.

«Lo spettacolo è veramente ricercato affinché il pubblico possa scegliere se lasciarsi catturare dal suono, dalle immagini o dai corpi – ha spiegato Livia Lepri –. Ognuno può vedervi qualcosa di diverso a seconda della sensibilità e della capacità di percezione».

Lunghi teli calati in sala hanno arricchito la scenografia di un senso di magnificenza, rifrangendo i chiaroscuri dei fasci luminosi appositamente studiati, e mostrandosi a tratti come alte cascate d’acqua. E proprio l’acqua, sostanza purificatrice per eccellenza, è stato uno degli elementi chiave dell’intera rappresentazione.

Spogliatesi delle buste, le protagoniste sono rimaste all’apparenza senza veli, quasi a mettere a nudo il vero aspetto del lato umano, di una personalità fino ad allora nascosta dentro un involucro soffocante. E la riscoperta del lato umano, di un mondo carico di emozioni, è il più profondo messaggio dell’opera. Le buste sono state consegnate agli spettatori affinché potessero decidere se indossarle o meno.

Il prossimo appuntamento di “Corpi in movimento” al Teatro Verdi, il 10 ottobre alle 21 sarà “Dancing Heritage”, il tributo a Diaghilev e Nijinsky della compagnia Daniele Cipriani Entertainment.




Sennori. I bambini protagonisti della performance “F” risolvono le equazioni della Felicità

Martedì 8 ottobre Artemis Danza presenta il tributo a Pina Bausch

SENNORI. I bambini delle suole elementari dell’Istituto comprensivo di Via Marconi sono stati i protagonisti di una performance singolare organizzata nei giorni scorsi al Centro sportivo del paese, tra gli appuntamenti del festival “Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi.

Le performer Valentina Pagliarani e Sissj Bassani di Katrièm hanno coinvolto gli scolari partendo da un peculiare compito di matematica: risolvere una serie di equazioni alla ricerca dell’elemento “F”, simbolo di una Felicità non sempre facile da trovare. “F” è anche il titolo dello studio, arrivato finalista al Premio Scenario Infanzia 2018 con la regia della stessa Pagliarani.

Le formule matematiche hanno utilizzato quattro elementi con i quali gli adulti cercano di trovare la felicità, ovvero L come lavoro, S come successo, D come denaro e P come potere. Ma con questi simboli il risultato non ha mai portato a “F”.

Sono stati proprio i piccoli protagonisti a trovare la soluzione, aggiungendo altri elementi propri dell’infanzia, come G per Gioco, F come fantasia, N come natura. Il laboratorio all’aperto ha rappresentato una sorta di anticamera al vero e proprio momento artistico, una preparazione alla visione performativa della danza, del movimento del corpo che è stato raccontato nella seconda parte all’interno del palazzetto. I bambini si sono ritrovati così catapultati all’interno dell’opera, in relazione diretta e partecipata.

Il prossimo e ultimo appuntamento di “Corpi in movimento” 2019 a Sennori sarà l’8 ottobre alle 21 nei locali del Centro culturale, con uno speciale “Omaggio a Pina Bausch” a dieci anni dalla morte, interpretato dalla compagnia Artemis Danza per l’ideazione, la coreografia e la regia di Monica Casadei. I danzatori, sotto la guida della coreografa, hanno sentito la necessità di confrontarsi con la lezione di una grande icona della danza contemporanea, la cui scrittura coreutica nasceva dalla necessità di sondare le profondità dell’animo umano, misurandosi costantemente con l’urgenza del gesto e il suo significato.

Gli artisti hanno dunque intrapreso un cammino di recupero, riscoperta e reinvenzione di quei ruoli che, negli anni, essi hanno danzato decine di volte e che si sono progressivamente sedimentati nei loro corpi sotto forma di memoria dinamica, emotiva e cognitiva.

 




Teatro Verdi, Estemporada con una prima assoluta per “Corpi in Movimento”

Sabato 5 ottobre lo spettacolo “Lo stato della materia #ilmutaforme” sarà una vera e propria installazione danzata, fatta di luci, videomapping e suoni in surround. Livia Lepri: “Per trentasette minuti il pubblico deve vivere un’esperienza”

SASSARI. La compagnia Danza Estemporada ritorna al Teatro Verdi sabato 5 ottobre alle 21 con “Lo stato della materia #ilmutaforme”, una prima assoluta dal forte impatto spirituale e artistico. L’appuntamento, inserito nel calendario del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” organizzato da Danzeventi, sarà presentato nella Sala concerti dello storico teatro di via Politeama, e rappresenterà un’esplicita esortazione alla ricerca dell’essere “umani”.

Lo spettacolo è una vera e propria installazione danzata, fatta di coreografie, luci, videomapping e suoni in surround in cui il pubblico si ritrova partecipe e coinvolto.  “#ilmutaforme” nasce da una profonda rielaborazione de “Lo stato della materia”, collaudata composizione in cui la regia e le coreografie di Livia Lepri indagano il mistero del passaggio dalla vita alla morte.

Sempre partendo dalla materia, questo nuovo studio è un folgorante ritornare alla vita, un riappropriarsi del gioco delle sensazioni, dei piccoli gesti della quotidianità, e desiderio di innescare un meccanismo virtuoso per smuovere le coscienze verso il concetto di responsabilità.

“Per trentasette minuti la gente deve vivere un’esperienza – ha spiegato Livia Lepri –. La performance coinvolge il pubblico fin dall’ingresso al botteghino, per intraprendere un percorso luminoso e corredato di immagini fino all’ingresso in un nuovo mondo, una nuova dimensione della vita rappresentata dal concreto spazio scenico”.

L’iniziativa si presenta come un unicum, anche per via dell’ambientazione, e non sarà più riproposta nello stesso modo. Allo scopo si presta perfettamente il carattere intimo e riservato della Sala concerti.

La partitura musicale è una composizione ad hoc. Mette insieme suoni e rumori, elementi della natura e della quotidianità lasciando spazio ad alcuni dei motivi lirici più noti nella tradizione coreutica, dal Lago dei cigni di Tchaikovsky a L’Uccello di fuoco di Stravinskij, melodie composte nell’Ottocento e a inizio Novecento per la danza storica.

Una parte dei suoni proviene dai costumi delle danzatrici ricoperte di sacchi di spazzature industriali, che attraverso i movimenti creati dalla Lepri saranno in grado di generare singolari sonorità. Le performer si collocheranno nello spazio come singoli atomi, capaci di ritornare infine esseri umani. La ricostruzione di un mondo ideale è alimentata oltremodo dall’intervento di un bambino, il quale attraverso una ragnatela, quasi nel voler diventare spiderman, ricostruisce il mondo donandogli ossigeno.




La danza della Fattoria Vittadini e di Estemporada al Teatro Verdi con “Janas” e “Vanitas”

Domenica e lunedì la compagnia milanese sarà a Sassari per due spettacoli di forte caratterizzazione spirituale al festival Corpi in movimento organizzato da Danzeventi

Francesca Penzo e Livia Lepri

SASSARI. Domenica 29 e lunedì 30 settembre il festival della danza d’autore “Corpi in movimento” di Danzeventi accoglie al Teatro Verdi di Sassari due spettacoli della compagnia milanese Fattoria Vittadini.

Il primo è “Janas”, realizzato in coproduzione con Danza Estemporada di Sassari,

Il lavoro, che prenderà il via alle 21 nella Sala concerti dello storico teatro sassarese, trae spunto dal percorso creativo “Yes, I’m a witch” di Francesca Penzo, in cui le “witches” (le streghe) sono trasmutate in Janas sarde. Attraverso pratiche sul corpo di diversa tradizione, quali release technique, chakra meditation, pranayama, floor work, twerk, il laboratorio ha l’obiettivo di lasciar andare e liberare il proprio potenziale sia fisico che spirituale, per intravedere le identità possibili celate in ognuno di noi.

Lasciarsi trasportare dalle “janas” significa entrare in un rituale collettivo in cui si perdono i confini del proprio corpo e della propria percezione per esplorare un nuovo modo di essere gruppo, superficie tattile, forma mutevole e sensuale, celebrazione viva di un respiro comune. Il work lascerà il posto all’opera curata nella sua parte compositiva da Francesca Penzo e Livia Lepri.

Lunedì al Verdi, alle 21 la Fattoria Vittadini propone invece “Vanitas”, originale composizione ispirata al Bardo Thodol (Il Libro Tibetano dei Morti), che sarà portata in scena con le coreografie di Francesca Penzo e il “visual concept” di Jacques-André Dupont. Come in un programma di simulazione, lo spettacolo conduce pubblico e artisti attraverso diversi stadi di un processo in cui ognuno può prepararsi alla propria fine temporale. I performer diventano i canali di un cambiamento in atto, fisiologico, sensoriale e di coscienza, coinvolgendo lo spettatore in un viaggio quasi visionario.




In arrivo il Festival Premio Emilio Lussu 2019: la V edizione al via dal 2 ottobre tra Cagliari e Armungia

Dal 2 al 13 ottobre un ricco calendario di appuntamenti in cui si confrontano diversi linguaggi artistici. Tanti gli ospiti internazionali nella memoria del grande intellettuale, politico e scrittore sardo. Il Premio Lussu alla Carriera 2019 sarà conferito a Liliana Segre.

Un momento della conferenza stampa

CAGLIARI, 26.09.2019. Dal 2 al 13 ottobre ritorna il Festival Premio Emilio Lussu con una V edizione che da Cagliari farà tappa ad Armungia, paese natale del grande intellettuale e scrittore sardo. Il ricco calendario di appuntamenti sarà orientato al dialogo tra i più diversi linguaggi artistici, nell’ottica di valorizzare la figura di questo straordinario uomo d’azione e di cultura, politico e punto di riferimento nel suo ruolo attivo di antifascista.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione culturale L’Alambicco con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il contributo dei Comuni di Cagliari e Armungia e una quarantina di partner, accoglierà ospiti prestigiosi a partire dai Tenores di Neoneli con il concerto tributo d’apertura (2 ottobre), per proseguire con il critico Piero Dorfles, lo storico Giordano Bruno Guerri, la giornalista Gabriella Gallozzi, il poeta Nanni Cagnone e tanti altri. Il Premio alla Carriera 2019 sarà assegnato alla senatrice a vita Liliana Segre, tra le poche testimoni della shoah italiana sopravvissute all’Olocausto nazista.

Palcoscenico della manifestazione saranno il Teatro Intrepidi Monelli, l’Hostel Marina, l’Istituto di Istruzione Superiore De Sanctis-Deledda di Cagliari e lo Spazio Polifunzionale di Armungia.

La kermesse metterà in relazione aspetti inerenti alla musica, il cinema, il teatro, la letteratura, le arti figurative e i laboratori. La principale sezione del premio è dedicata alla “Poesia e Narrativa”, edita e inedita, i cui riconoscimenti saranno conferiti dalla giuria internazionale formata da Margherita Rimi, Miruna Bulumete e Raniero Speelman. Per la sezione “Fumetti, illustrazioni e bozzetti”, introdotta con successo lo scorso anno, la giuria internazionale è invece composta da Sandro Dessì, Angel De La Calle, Mario Greco e Massimo Spiga.

Il programma è stato illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa al Teatro Intrepidi Monelli da uno dei due direttori artistici, Alessandro Macis, che ha portato i saluti del collega Gianni Mascia, con l’intervento di Patrizia Masala per la direzione organizzativa e la moderazione del giornalista Salvatore Taras.

“La modalità interculturale del format ha creato curiosità permettendo di ampliare di volta in volta il numero degli spettatori – hanno spiegato gli organizzatori – e questo ha rappresentato un forte input alla promozione della lettura verso le opere degli autori incontrati al festival. Tra il pubblico si è registrata un’incoraggiante presenza di giovani, in particolare nella fascia di età compresa tra i 14 e i 24 anni”.

Tra le finalità del progetto vi è anche il fine di prevenire e recuperare situazioni di disagio ed emarginazione, e di porre un argine alla dispersione scolastica dilagante in Sardegna, promuovendo eventi tutto l’anno. E proprio alla scuola è stata dedicata l’apertura di questa quinta edizione.

PROGRAMMA. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 2 ottobre alle 10, negli spazi dell’Istituto di Istruzione Superiore De Sanctis-Deledda di Cagliari (iniziativa realizzata con il patrocinio della Camera dei Deputati), dove gli studenti delle scuole e i responsabili delle biblioteche scolastiche dell’Area Metropolitana incontreranno il critico e giornalista Piero Dorfles, che dialogherà con Aldo Cannas sulla Funzione delle biblioteche nelle scuole per la promozione alla lettura.

La giornata d’apertura entra nel vivo alle 17 al Teatro Intrepidi Monelli con “ContaminAzioni. Festa della Poesia Popolare per la Pace”. La serata coordinata dal poeta Gianni Mascia prenderà il via con la canzone d’autore di Andrea Andrillo per proseguire con la presentazione di Litanie eretiche (edizioni Tracce, 2019) dello stesso Mascia, che dialogherà con la giornalista Maria Paola Masala. La serata sarà impreziosita dal reading di Anna Cristina Serra e le improvvisazioni musicali di Davide Casu, per proseguire con le voci della Scuola Popolare di poesia per la Pace. Tra le altre attrattive della serata il rap di Mark Tembo e Mandrone e il Live painting di Cristina Papanikas.

Alle 21 l’evento speciale. Il concerto “Omines Ammentos – Tributo a Emilio Lussu” dei Tenores di Neoneli, frutto di un intenso progetto dedicato alla vita e all’opera di Emilio Lussu, con la partecipazione di Orlando ed Eliseo Mascia. Lo spettacolo canta di Lussu, del suo trascorso sardo, del suo essere politico di carattere e fortemente autonomista e antifascista.

Giovedì 3 ottobre alle Scalette San Sepolcro – Sala convegni Hostel Marina, si parlerà della Grande guerra nei libri e nel cinema, a iniziare dalle 10 alle 12.30 con la proiezione e discussione di alcuni frammenti di film sul primo conflitto mondiale. Le letture saranno a cura di Laura Zedda e Antonio Luciano, allievi della Scuola di teatro “Il Crogiuolo” di Cagliari, con l’introduzione e il coordinamento del direttore artistico Alessandro Macis e del presidente ANPI provinciale Cagliari Antonello Murgia,

In serata Elisabetta Randaccio presenta numerosi eventi di forte interesse culturale, a partire dalle 17, con l’atteso arrivo di Giordano Bruno Guerri, che assieme a Pierpaolo Argiolas presenta il suo libro “Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione. Fiume 1919-1920” edito da Mondadori.

Alle 18.15 il poeta Nanni Cagnone presenta la raccolta poetica Le cose innegabili (ed. Avagliano, 2018), in compagnia di Daniela Marcheschi, presidente del Comitato scientifico internazionale FPEL.

Alle 19 saranno proiettati i cortometraggi vincitori del “Premio Bookciak Azione! 2019”: “Memorie” di Elisa e Serena Lombardo; “Eroico” di Aurora Alma Bartiromo; “La memoria nel corpo” per la regia collettiva degli allievi del 2° anno CSC Animazione; “Napoli Reload” di Elettra White; “Volti” per la regia collettiva allieve-detenute nel carcere di Rebibbia. La direttrice del Premio, Gabriella Gallozzi, dialoga con la critica cinematografica Elisabetta Randaccio.

Venerdì 4 ottobre nella Sala convegni Hostel Marina la serata prende il via alle 17 con una tavola rotonda su “Lavoro, impegno, società. Riflessioni a confronto sul pensiero di Sirio Giannini, Giorgio La Pira, Piero Gobetti, Emilio Lussu, Antonio Gramsci”. Sotto il coordinamento di Walter Falgio, presidente dell’ISSASCO – Istituto Sardo per la storia dell’Antifascismo e della Società contemporanea, interverranno i responsabili delle istituzioni gemellate con il Festival, Chiara Tommasi, presidente CISESG (Seravezza), Tiziana Spadaro, presidente Festival Versi di Luce (Modica), Caterina Arcangelo, presidente CISLE (Torino), Laura Stochino, Associazione Antonio Gramsci (Cagliari).

Alle 19,15 seguirà la presentazione a cura di Daniela Marcheschi, del libro “Un mondo migliore. Ritratti” di Silvia Sereni (Bompiani), giornalista e scrittrice recentemente scomparsa, alla cui memoria è dedicata questa V edizione del festival.

Sabato 5 ottobre sarà uno dei giorni più attesi all’Hostel Marina, con l’assegnazione dei premi per i vincitori della V edizione. Alle 17 si parte con il conferimento del Premio Lussu alla carriera a Liliana Segre. Sarà presente anche Mariapaola Gargiulo, portavoce della Segre per il Senato della Repubblica. L’incontro con il pubblico sarà coordinato da Daniela Marcheschi.

Alle 18.30 la giuria internazionale consegnerà i riconoscimenti ai vincitori della sezione Narrativa e Poesia, mentre Laura Zedda e Antonio Luciano proporranno le letture di brani e versi tratti dalle opere vincitrici. Saranno inoltre premiati i vincitori del concorso per Fumetti, Illustrazioni e Bozzetti sulla vita e le opere di Emilio Lussu.

Domenica 6 ottobre il festival si sposta ad Armungia, paese natale di Lussu. Nello Spazio polifunzionale di Viale Gramsci si terrà il secondo Seminario Internazionale di Studi «Emilio Lussu: dall’Italia all’Europa», coordinato da Gian Giacomo Ortu dell’Università di Cagliari. A partire dalle 10 interverranno Daniela Marcheschi, presidente internazionale FPEL, Fernando Molina Castillo, Università di Siviglia (Spagna), Luìsa Marinho Antunes, Università di Madeira (Portogallo), Alberto Cabboi, direttore Sistema Museale Armungia, Gian Giacomo Ortu, Università di Cagliari, Daniela Matronola, anglista e critico letterario.

Nel pomeriggio sarà possibile visitare il Sistema Museale, che comprende il Museo Etnografico “Sa Domu de is Ainas”, il Nuraghe Armungia e il Museo storico “Emilio Lussu”

Domenica 13 ottobre si ritorna all’Hostel Marina con un evento collaterale. Dalle 9 alle 12.30 si svolgerà il “Laboratorio di fumetti” condotto e curato da Sandro Dessì, rivolto a giovani tra gli 8 e i 16 anni, interamente gratuito. Per info contattare [email protected] o il 328 0951378. Le iscrizioni scadono il 30 settembre.

 

PATROCINIO E PARTNERS

Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Comune di Cagliari, Comune di Armungia, Accademia Lusofona Luis de Camoes e Istituto Fernando Pessoa di Lisbona (Portogallo), Universidad de Sivilla – facoltade de filologia (Spagna), Clepul Università di Madeira (Portogallo), Università di Parma, Università Ca’ Foscari di Venezia, Comune di Armungia; comune di Seravezza, Comune di Modica, Il Vittoriale degli Italiani, ISSASCO, Istituto Camillo Bellieni, Istituto di Istruzione Superiore De Sanctis-Deledda di Cagliari, Fondazione Sardegna Film Commission, CISLE, Sistema museale di Armungia, CISESG, Scuola Internazionale di Comics di Torino, ANPI provinciale Cagliari, Ca’ Foscari Short Film Festival, Cooperativa Letteraria di Torino, Festival di cinema e poesia Versi di Luce di Modica, BookCiak Magazine di Roma, Associazione La macchina cinema, Rivista poetica letteraria Coloris de Limbas, Associazione Calipso BookCiak di Roma, FICC Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, Centro Regionale Ficc Sardegna, Associazione Antonio Gramsci di Cagliari, Associazione Boxis, Associazione culturale Hermaea – archeologia e arte, Intrepidi Monelli – centro di produzione per lo spettacolo, Hostel Marina – laboratorio di creatività, Associazione Cineclub 262 – Modica, AIDO Associazione italiana donatori organi Sardegna, Associazione Passa Parola di Marsiglia, Compagnia teatrale Il Crogiuolo di Cagliari, Bloc Notes – Rivista Cultura Bellinzona (Svizzera), Libreria Miele amaro di Cagliari, Laboratorio artigiano La Nuova fucina di Cagliari, Istituto Culturale di Sicilia per la cinematografia, LS Video produzioni.

 




COMUNE DI STINTINO – Nico Schiaffino è il nuovo priore della confraternita della Beata Vergine della Difesa

Nico Schiaffino è il nuovo priore della confraternita della Beata Vergine della Difesa

Raccoglie il testimone da Eugenio Denegri che gli ha ceduto la bandiera maggiore del sodalizio stintinese.

Stintino 17 settembre 2019 – È Nicola Costantino Schiaffino il nuovo priore della confraternita della Beata Vergine della Difesa di Stintino. Lo ha nominato domenica, a maggioranza assoluta, l’assemblea del sodalizio stintinese e sarà lui, adesso, a portare la bandiera maggiore.

Domenica, in una gremita chiesa parrocchiale, a conclusione della celebrazioni eucaristica e della processione, Nico Schiaffino ha ricevuto il vessillo dal priore uscente, Eugenio Denegri, che lo ha portato per un intero anno, durante tutte le uscite ufficiali della Confraternita. E per il nuovo priore la prima uscita, da ospite, sarà quella di domenica prossima, per le vie della borgata di Pozzo San Nicola che festeggerà il suo patrono.

«Diamo il benvenuto al nuovo priore – ha detto il presidente della confraternita Giuseppe Benenati – imprenditore e uomo solido che raccoglie un ruolo impegnativo. Quindi un ringraziamento a Eugenio Denegri che assieme alla moglie Cristina ha percorso questo cammino con passione».

È stato quindi il sacerdote don Nicola Carta, che in attesa del nuovo parroco svolgerà le funzione di supplente, a ricordare ai confratelli che il loro «non sia soltanto un abito esteriore, date dimostrazione di unione»

A fine celebrazione, il sindaco Antonio Diana ha portato al nuovo priore gli auguri di buon lavoro a nome dell’amministrazione comunale stintinese.

Ad animare la messa è stato il coro parrocchiale che, durante il cambio della bandiera, ha visto l’inserimento di una voce di eccezione, quella di Beppe Dettori che ha intonato Deus ti salvet Maria




Luciana Savignano al Verdi di Sassari con “Bolero” per il Festival della Danza

Lunedì 9 settembre alle 21 per “Corpi in movimento” la grande artista presenta con Padova Danza uno spettacolo di forte impatto emotivo

SASSARI. “Corpi in movimento – Festival della Danza d’autore” si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più importanti della XVI edizione. Quello con la grande artista Luciana Savignano, una vera icona della danza considerata al pari di personaggi come Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Lunedì 9 settembre alle 21, sul palcoscenico del Teatro Verdi, l’Étoile Internazionale Luciana Savignano con Padova Danza presentano il “Bolero, prigionia di un amore”: uno spettacolo in cui la versione di Bejart rappresenta il punto di partenza dove sensualità ed erotismo gridano libertà.

In questo lavoro quel grido di libertà diventa urlo di prigionia. Emerge il racconto della segregazione di un amore malato, un mantra che “urla dentro il silenzio immerso in una società martoriata dal femminicidio”.

Interpretato dalla Savignano con i solisti di Padova Danza diretti da Gabriella Furlan Malvezzi, lo spettacolo sarà impreziosito dagli interventi dell’attore Matteo di Girolamo, al quale saranno affidate le voci di vittime e carnefici. Voci che appaiono distinte ma come parte di una medesima natura.

Malgrado la tematica sia indirizzata inevitabilmente verso il tessuto emotivo femminile, colpito in modo più atroce, la voce e il corpo sono affidate volutamente a un uomo poiché la violenza di genere non ha confini, e perché nella visione degli ideatori, il dramma dei maltrattamenti sulle donne è anche quello degli uomini che restano.

Le note del Bolero di Maurice Ravel fanno da colonna portante a tutta l’opera, per ritrovarsi come echi della dimensione emotiva attraverso gli interventi del musicista Enrico Gabrielli. Nell’incontrare la coreografia, il soggetto e i testi di Milena Zullo, il brano musicale racchiude in sé una magia, una forza capace di ipnotizzare. Appare come un mantra che conduce lentamente e inesorabilmente nella caverna della nostra intimità.

«La presenza di Luciana Savignano – sostengono gli autori – regala ancor più a questo lavoro il desiderio umile di continuità. La straordinaria danzatrice, limpido gioiello dell’arte tersicorea, racchiude in sé l’iconografia del femmineo più nobilmente inteso. È il simbolo dell’anima e della carne dell’essere donna, quanto più di prezioso altra donna e la società tutta possa mai partorire».

L’artista diverrà qui il racconto di una mortificazione che pesa sull’incapacità, ancora oggi, di proteggere la laica sacralità della Bellezza. Il festival è organizzato dall’Associazione Danzeventi con il sostegno del Comune di Sennori e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna, Mibact e Ras. Per la campagna abbonamenti e tutte le info rivolgersi a [email protected] o chiamare il 340 6517531.




La storia del paese attraverso i suoi alimenti: un successo la III edizione di “Martis in poesia”

L’evento organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni è stato caratterizzato da un simpatico concorso nel quale i partecipanti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non aveva molte tracce scritte

MARTIS. Tre primi classificati ex aequo al concorso gastronomico di “Martis in poesia”, organizzato e dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Sono “Coccoi cun bagna” proposto dal personale della Comunità alloggio del paese, “Pirichitos de entu” di Gianluca Spezzigu e Giovanna Maria Pala, e quindi la “Picciriella”, uno squisito sformato di zucchine preparato con cura dagli ospiti della stessa casa di riposo, in primis dalla simpaticissima zia Domenica, novantadue anni di esuberanza e allegria.

Le targhe e i riconoscimenti in denaro sono stati consegnati sabato sera sul palco del Centro polivalente dalle mani del giornalista e scrittore Giovanni Fancello, presidente della giuria, accompagnato dalla presidente del Bellieni, Maria Doloretta Lai e dagli altri membri della commissione tecnica formata da Michele Pinna, Tiziano Lasia, Daniela Masia Urgu e Lucia Sechi.

«Attraverso la preparazione dei loro piatti, i concorrenti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non ha molte tracce scritte – ha spiegato Giovanni Fancello –. E il risultato è stato sorprendente, considerato che non si tratta di professionisti, ma sono stati raffinatissimi nell’esecuzione. Una manifestazione di questo tipo è importantissima perché iniziamo a scriverne le ricette in italiano e in sardo superando la situazione di una cucina orale che non si trasmette più».

Anche questa terza edizione ha goduto di una importante risposta e partecipazione da parte della comunità, delle zone limitrofe e dei paesi vicini. Vincente la caratterizzazione  di un format innovativo ispirato al connubio tra gastronomia, poesia e filosofia, perché se il cibo è l’alimento del corpo, poesia e filosofia sono gli alimenti dell’anima.

«Nel cibo c’è la storia di un popolo esattamente come nella lingua, è parte integrante della storia dei poveri – ha affermato Michele Pinna –. Riscoprire le tradizioni alimentari vuol dire riscoprire i territori e le attività produttive, le abitudini delle famiglie e i modi di vivere. La filosofia deve fare i conti con la realtà delle persone».

Nel corso della serata Nino Pericu, Roberto Demontis e Michele Pinna hanno eseguito letture e performance coinvolgenti di versi poetici a tema, e sono stati presentati i libri “Durches” di Giovanni Fancello (Arkadia) e “In coghina” di Lucia Sechi (Edes). È stato inoltre proiettato un video-reportage di Salvatore Taras sulle preparazioni realizzate il giorno precedente, passo dopo passo, sotto lo sguardo vigile dei giurati. Il coinvolgimento della casa di riposo è stato oltretutto di fondamentale importanza per dare la possibilità agli anziani, che rappresentano la memoria storica, di affermare ancora una volta il loro ruolo utile all’interno della società.