Turismo: sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “Le Porte della Sardegna” con i dieci Sindaci interessati alle aree d’accesso all’isola
Cagliari, 9 settembre 2026 – Sottoscritto dall’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu e i sindaci dei Comuni di Alghero, Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Tortolì, il protocollo d’intesa “Le Porte della Sardegna”, un programma a regia regionale, volto a promuovere la realizzazione di investimento coesi e coordinati, coerenti con le prescrizioni del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, con una dotazione finanziaria complessiva di 12 milioni di euro, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna.
Il programma “Le Porte della Sardegna” riguarda dieci Comuni dove sono localizzati gli aeroporti, con traffico nazionale e internazionale, ed i porti con traffico passeggeri e commerciale internazionale e nazionale.
“L’Assessorato regionale del Turismo ha tre progetti strategici nell’FSC, nel Fondo Sviluppo e Coesione. Uno legato al turismo culturale con le città regge, uno sul turismo nei borghi e il terzo, quello che oggi andiamo a sottoscrivere, riguarda le Porte della Sardegna, cioè i luoghi di accesso, di primo contatto dei turisti con la nostra regione. Vogliamo rendere più accoglienti, più decorosi questi luoghi nelle immediate vicinanze dei tre aeroporti principali della Sardegna e dei sei porti nei quali vi è il traffico commerciale con la penisola e con il resto d’Europa. Dodici i milioni di euro che saranno destinati quindi alle strade di accesso, alle piazzole, alle panchine, alla sistemazione delle fioriere. a rendere il più accogliente possibile questi luoghi, poiché si tratta del primo impatto che il turista ha con la nostra regione, ma anche dell’ultima immagine, dell’ultimo ricordo che porteranno via nella Sardegna. Quindi migliorando gli accessi, migliorando le porte della Sardegna, crediamo anche di poter garantire una migliore qualità dell’immagine turistica della nostra regione ma anche un impegno in più per la fidelizzazione del turista.”, ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu.
Il progetto rappresenta uno degli interventi strategici nel settore del turismo e dell’ospitalità, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna. Le risorse sono state ripartite in misura sostanzialmente uniforme tra i territori interessati, con un finanziamento pari a 1.333.333 euro per ciascuna delle principali Porte della Sardegna. Per i Comuni di Oristano e Santa Giusta, che condividono il medesimo sistema portuale di riferimento, l’importo assegnato è pari a 666.666 euro ciascuno, corrispondente al 50 per cento della quota ordinaria prevista per gli altri interventi.
La linea d’azione nasce dalla volontà di qualificare gli spazi attraversati quotidianamente dai viaggiatori in arrivo e in partenza dall’Isola, migliorando la qualità urbana, paesaggistica e funzionale delle aree esterne ai porti e agli aeroporti e contribuendo a rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione turistica moderna, accogliente e sostenibile.
Gli interventi riguarderanno, tra gli altri, la riqualificazione paesaggistica e del verde, l’illuminazione, la cartellonistica, l’arredo urbano, i percorsi di accesso, la viabilità e gli spazi di sosta, con particolare attenzione alle aree prospicienti porti e aeroporti. L’obiettivo è trasformare le principali porte d’ingresso della Sardegna da semplici luoghi di transito a spazi capaci di rappresentare l’identità culturale, paesaggistica e ambientale dell’Isola, contribuendo a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile della destinazione Sardegna pur nel rispetto delle specificità dei singoli territori.
Il programma coinvolge i principali nodi di collegamento marittimo e aereo della regione. Tra questi figurano la riqualificazione delle aree aeroportuali di Alghero ed Elmas, la valorizzazione delle aree portuali e aeroportuali di Olbia, la riqualificazione degli accessi portuali di Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Giusta, Santa Teresa di Gallura e Arbatax, il miglioramento dei collegamenti urbani tra il porto e il centro cittadino di Cagliari e ulteriori interventi di qualificazione paesaggistica e urbana nei Comuni coinvolti.
Le risorse sono state ripartite tra i Comuni sulla base dei programmi di investimento approvati dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 42/31 del 13 Agosto 2026. Gli interventi saranno attuati mediante specifiche convenzioni che disciplineranno gli aspetti procedurali, finanziari e di monitoraggio, nel rispetto dei cronoprogrammi previsti dalla programmazione FSC e dovranno essere completati entro il 2030.
“L’uscita dall’aeroporto o dal porto costituisce il primo impatto che il visitatore ha con la Sardegna, costituisce quella prima impressione -sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu- che avrà un ruolo significativo sul giudizio complessivo sulla destinazione, e quindi sulla possibilità di fidelizzazione. Allo stesso modo all’arrivo al porto o all’aeroporto si registra quell’ultima immagine della Sardegna, che si porterà nei ricordi di viaggio. “Per queste ragioni – conclude l’assessore del turismo- questo progetto rivese una importanza strategica, e ci auguriamo che i Comuni, col supporto della Regione, vogliano trasformarlo in una vera rete, finalizzata a realizzare iniziative coordinate per garantire il miglior impatto possibile del visitatore con la nostra Isola, nei momenti, potenzialmente critici, dell’arrivo e della partenza dalla Sardegna”.
Il futuro di Autunno in Barbagia:a Oliena i sindaci del circuito a confrontosul valore che resta nei territori.
Il confronto coinvolgerà i sindaci dei paesi che compongono il circuito di Autunno in Barbagia, insieme ai rappresentanti degli organismi camerali e agli operatori del territorio. Un sistema che nell’edizione 2026 riunisce 33 borghi in 32 Comuni, Lollove compreso, e che quest’anno celebra un doppio anniversario: venticinque anni della denominazione “Autunno in Barbagia” e trent’anni dalla prima Cortes Apertas di Oliena. La manifestazione si sviluppa dal 5 settembre al 13 dicembre.
Proprio Oliena, nell’anno del trentennale di Cortes Apertas, diventa così il luogo dal quale provare a spostare lo sguardo dal presente al futuro. Nel 1996 il paese apriva le sue Cortes mostrando ai visitatori case, mestieri, sapori, musica, balli, saperi e tradizioni: un’esperienza che avrebbe contribuito ad affermare un nuovo modo di raccontare la Barbagia e la Sardegna.
A trent’anni di distanza, il convegno non nasce però per celebrare ciò che è stato fatto, ma per misurarne gli effetti e interrogarsi su ciò che ancora può essere costruito. Superata la fase nella quale la priorità era essenzialmente attrarre visitatori, il tema diventa comprendere quanto valore rimanga effettivamente sul territorio una volta conclusa ciascuna tappa, e come fare in modo che l’evento produca opportunità capaci di durare oltre il fine settimana.
Non sarà una successione di relazioni formali, ma un confronto articolato in brevi panel tematici, costruiti per mettere amministratori, istituzioni e operatori del territorio davanti a questioni concrete. L’accoglienza è prevista dalle 9.30, con l’avvio dei lavori alle 10. A moderare sarà Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale, da anni impegnato nell’analisi delle dinamiche del settore turistico in Sardegna e componente del Comitato di indirizzo del corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale dell’Università di Cagliari.
Al centro, alcune delle questioni decisive per il futuro di Autunno in Barbagia: misurazione dell’impatto e valore economico trattenuto nei territori, passaggio dall’evento a un calendario permanente, innovazione di prodotto e digitale, governance e risorse. Uno spazio specifico sarà dedicato anche al rapporto tra la capacità della manifestazione di attrarre visitatori e le dinamiche di spopolamento che interessano i paesi dell’interno.
L’obiettivo è spostare la riflessione dalla visibilità prodotta nei giorni della manifestazione alle ricadute che restano durante l’anno, interrogandosi sulle opportunità per imprese, artigiani e giovani, sulla ricettività e sui servizi, sulla costruzione di un’offerta turistica continuativa e sulle possibili forme di collaborazione tra i paesi. Anche il pubblico sarà coinvolto attraverso domande raccolte durante i lavori.
La mattinata si concluderà chiedendo agli amministratori di indicare gli obiettivi concreti e verificabili da poter riprendere all’apertura dell’edizione 2027.
Nel pomeriggio, a partire dalle 17, il programma proseguirà con l’inaugurazione delle mostre. Al Collegio dei Gesuiti aprirà “A manu tenta giro, vagando di paese in paese – Le gonne degli abiti tradizionali dei paesi di Autunno in Barbagia”, curata dal Presidio Turistico Galaveras, che riunisce idealmente attraverso gli abiti tradizionali le comunità protagoniste del circuito. A seguire, nella Pinacoteca della Parrocchia Sant’Ignazio di Loyola, sarà inaugurata “Profumo di mandorle”, collezione di dolci artistici di Anna Gardu, dedicata alla tradizione dolciaria e alla manualità che ne custodisce forme, tecniche e significati culturali. Nello stesso pomeriggio, nella Chiesa di Nostra Signora d’Itria, sarà inaugurata anche “Via Crucis”, con opere di Anna Gardu.
La Sardegna che non si vede…
Di Daniela Cavallo
Ci sono luoghi che si lasciano fotografare e poi ci sono luoghi che, per essere davvero visti, chiedono di essere attraversati. La Sardegna appartiene a questi ultimi. Non basta arrivare al mare, non basta guardare il colore impossibile dell’acqua, né fermarsi davanti a una spiaggia bianca. La Sardegna più autentica comincia spesso dove finisce la strada, là dove bisogna scendere, lasciare l’automobile, rallentare e camminare. Perché il vero viaggio in Sardegna forse non è quello che porta da un luogo all’altro, ma quello che modifica lentamente lo sguardo. All’Asinara può accadere di incontrare un asino bianco dagli occhi azzurri e per un istante avere la sensazione che sia lui a osservare noi. Quegli occhi, dello stesso colore del mare e del suo fondale che circondano l’isola, sembrano racchiudere una Sardegna intera: selvatica, silenziosa, resistente, quasi sospesa fuori dal tempo. Una Sardegna che non chiede di essere spiegata, ma contemplata. È forse questa la sua forza più misteriosa: la capacità di far apparire la bellezza all’improvviso, quando non te l’aspetti, dietro una curva, oltre un muretto, in fondo a un sentiero, e allora resti senza parole, perché ci sono paesaggi che non si possono raccontare prima di averli incontrati. Esiste una Sardegna visibile, quella delle cartoline, delle coste, delle immagini che hanno fatto il giro del mondo, e poi esiste una Sardegna invisibile, quella dei paesi dell’interno, delle case silenziose, delle piazze, dei volti, dei racconti tramandati, dei riti antichi in cui si può persino ironizzare sulla morte per celebrare la vita. Una contraddizione soltanto apparente, perché forse nessuno come chi conosce la morte sa quanto sia preziosa la vita. La Sardegna vive di contrasti: il bianco e il nero, la roccia e il mare, la luce accecante e il buio profondo, il silenzio e il canto, la festa e il lutto. Colori che non sembrano volerci accarezzare, ma scuotere, come schiaffi necessari a svegliarci dall’apatia, come se il paesaggio volesse dirci: svegliati, guarda, sei vivo. E poi c’è quella luce sarda che sembra essere l’opposto del buio, ma che proprio nel buio trova la sua misura, una luce capace di rivelare e una notte capace di nascondere, strade che attraversano territori scuri, interminabili, senza soluzione di continuità, chilometri durante i quali apparentemente non accade nulla e invece accade tutto, perché il paesaggio sta lavorando dentro di noi. Forse è proprio per questo che i sentieri rappresentano una delle grandi ricchezze ancora da riscoprire e valorizzare. Un sentiero non è semplicemente una traccia sulla terra, è una possibilità, una linea che unisce un prima e un dopo, un paese e una montagna, una comunità e il proprio passato, un viaggiatore e una storia che ancora non conosce. Camminare significa accettare di non arrivare subito. In un mondo che ci chiede continuamente velocità, il cammino restituisce il diritto alla lentezza. Passo dopo passo cambia la percezione, il rumore diminuisce, il respiro diventa più presente, lo sguardo si allarga e cominciamo a vedere ciò che prima non vedevamo: una pianta cresciuta tra le pietre, le tracce di un animale, un vecchio muretto a secco, una fonte, un rudere, una forma nella roccia, un albero piegato dal vento. E comprendiamo che la natura selvaggia non è un paesaggio da attraversare, ma un linguaggio da imparare. Il sentiero ci insegna a leggerlo. Per questo i cammini possono diventare molto più di una risorsa turistica: possono essere infrastrutture culturali, capaci di riportare attenzione nei territori marginali, creare nuove economie, collegare comunità, recuperare memorie, far conoscere luoghi dimenticati e costruire un turismo più lento, rispettoso e consapevole. Ma soprattutto possono restituire alle persone una relazione con il territorio, perché un territorio che non viene più attraversato rischia lentamente di diventare invisibile. La Sardegna è anche una terra che sembra conoscere l’indolenza, ma forse chiamarla semplicemente pigrizia è un errore. Potrebbe essere qualcosa di più complesso, una filosofia della sopportazione, la capacità di stare immobili davanti al dolore, di aspettare, di osservare chi corre continuamente chiedendosi dove voglia arrivare. Ma arriva un momento in cui anche l’attesa deve trasformarsi, perché un territorio non può vivere soltanto di memoria. La bellezza, da sola, non basta. La Sardegna ha bisogno di riattivarsi senza tradirsi, ha bisogno di abitanti capaci di riconoscere il valore di ciò che possiedono, di giovani che possano immaginare un futuro senza dover necessariamente partire, di comunità che tornino a sentirsi protagoniste. E ha bisogno di una politica coraggiosa, capace di investire nei territori, nella cultura, nelle infrastrutture lente, nella manutenzione del paesaggio, nella rete dei sentieri, nei paesi (biddas), nelle competenze e nelle persone, non per trasformare la Sardegna in qualcos’altro, ma per permetterle di essere finalmente se stessa. È dentro questa esigenza che nasce Origenia, una nuova associazione che si occupa di valorizzazione territoriale e che parte da una domanda semplice e radicale: quanto di ciò che abbiamo è ancora invisibile? È una domanda che contiene una responsabilità, perché vedere significa anche scegliere e scegliere significa agire. Sono felice e onorata di essere stata chiamata a far parte dei suoi fondatori. Entrare in Origenia significa per me assumere un impegno: contribuire a cercare ciò che non è ancora abbastanza raccontato, ciò che non ha ancora trovato il proprio spazio, ciò che rischia di perdersi nel silenzio. Non vogliamo soltanto promuovere luoghi, vogliamo generare attenzione, raccontare storie, creare connessioni, dare valore alle identità locali, riportare le persone sui sentieri, far incontrare chi abita un territorio con chi lo attraversa. Perché la valorizzazione non dovrebbe essere una vetrina, ma un atto di cura. Forse, alla fine, la Sardegna non ha bisogno di diventare più bella: è già bellissima. Ha bisogno di essere guardata con occhi nuovi, ha bisogno che qualcuno abbia il coraggio di uscire dai percorsi conosciuti e seguire una strada laterale, di fermarsi davanti a una porta antica, di entrare in un paese che sembrava non avere nulla da raccontare, di ascoltare un anziano, di seguire un sentiero, di camminare nella natura selvaggia fino a quando lo sguardo non cambia. Perché il vero patrimonio di un territorio non è soltanto ciò che possiamo mostrare, ma anche ciò che possiamo ancora scoprire. E forse è proprio questo il futuro della Sardegna: non costruire sempre qualcosa di nuovo, ma imparare a riconoscere il valore di ciò che esiste già e che ancora non abbiamo saputo vedere. Come quegli asini bianchi dell’Asinara, fermi, silenziosi, con gli occhi azzurri, a guardarci come se sapessero qualcosa che noi abbiamo dimenticato: che la bellezza non corre, non grida, non ha bisogno di essere inseguita. Aspetta. Alla fine di un sentiero, dietro una curva, dentro un paese, nel silenzio di una notte, negli occhi di un animale. E aspetta soprattutto che qualcuno abbia finalmente il coraggio di guardare. Origenia nasce per questo: per rendere visibile l’invisibile e trasformare quello sguardo in azione.
Daniela Cavallo è architetto, docente di marketing territoriale, territory coach, consulente per le pubbliche amministrazioni, project manager, già direttrice della candidatura di Latina e Valeggio sul Mincio a capitali della Cultura, oggi direttrice della candidatura di Bardolino/Lago di Garda
IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO
Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.
In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.
Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.
Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.
Turismo a Olbia, dal 17 al 20 giugno la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco
Cagliari, 16 giugno 2026 – Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.
Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.
A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.
Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.
L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.
“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM – prosegue l’assessore – è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta – aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu – è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.
AL VIA LA PIÙ LUNGA STAGIONE DEL WATERFRONT COSTA SMERALDA: APERTURA ANTICIPATA, DESIGN RINNOVATO, ARTE IMMERSIVA E BRAND ICONICI
Dal design firmato Gio Pagani ai nuovi “Portals” artistici: il Waterfront di Smeralda Holding apre con un mese di anticipo rispetto alle passate edizioni e prolunga la stagione fino a settembre, confermandosi hub internazionale di lifestyle, cultura e intrattenimento.
Porto Cervo, 11 giugno 2026 – Smeralda Holding annuncia la riapertura al pubblico del Waterfront Costa Smeralda 2026, il punto di riferimento per ospiti e visitatori della destinazione che, a partire da giovedì 11 giugno, accoglierà il pubblico con un’edizione profondamente rinnovata, all’insegna di design, arte e nuove esperienze immersive. La stagione 2026 si distingue inoltre per un calendario esteso rispetto agli anni precedenti, con un’apertura anticipata di circa un mese, a conferma del crescente ruolo del Waterfront nell’offerta turistica e di intrattenimento della Costa Smeralda.
Situato nella suggestiva cornice del Porto Vecchio di Porto Cervo e sviluppato come di consueto da Filmmaster – una delle più importanti realtà italiane nell’ideazione e produzione di grandi eventi – per conto di Smeralda Holding – società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA) – il Waterfront evolve ulteriormente il proprio concept, trasformandosi in uno spazio sempre più integrato e dinamico, capace di coniugare shopping, intrattenimento e cultura in un’unica esperienza.
Aperto tutti i giorni dalle 18:00 all’01:00 fino al 7 settembre, con una stagione significativamente più lunga rispetto al passato grazie all’apertura anticipata, il Waterfront si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, contribuendo ad arricchire l’offerta della destinazione con nuove esperienze capaci di valorizzare l’identità internazionale e contemporanea della Costa Smeralda.
“Con il Waterfront Costa Smeralda continuiamo a far evolvere un progetto che, anno dopo anno, si arricchisce di nuovi contenuti, esperienze e interpretazioni innovative del lifestyle contemporaneo – commenta Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding –. L’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti nella nostra visione di creare un luogo distintivo, in cui design, arte, intrattenimento e ospitalità si integrano armoniosamente, dando vita a un’esperienza autentica e riconoscibile. L’estensione del periodo di apertura testimonia inoltre il nostro impegno nel valorizzare la destinazione lungo un arco temporale più ampio, intercettando una domanda sempre più internazionale e contribuendo a una fruizione della Costa Smeralda che va oltre i tradizionali confini della stagione estiva.”
Un design completamente rinnovato firmato Gio Pagani
Protagonista dell’edizione 2026 è il significativo rinnovamento progettuale curato dall’architetto Gio Pagani, che ha ripensato l’intero layout del Waterfront introducendo nuove aree lounge accoglienti e sofisticate, caratterizzate da una ricercata palette cromatica e da un attento lavoro sui materiali e sui complementi d’arredo.
I lounge sono ulteriormente valorizzati da strutture riflettenti che, al calare della sera, si trasformano in elementi luminosi scenografici, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e contemporanea.
Portals: l’arte diventa esperienza
Tra le principali novità del 2026, il progetto artistico “Portals” a cura di Deodato Arte introduce quattro installazioni immersive che reinterpretano il concetto di temporaneità del Waterfront in chiave poetica e visiva.
“Portals” trasforma la natura effimera dello spazio in una narrazione artistica, celebrando il viaggio dell’arte che, come il Waterfront stesso, emerge in Costa Smeralda durante la stagione estiva.
Le opere di artisti internazionali dialogano con portali geometrici e luminosi – quadrati, cerchi, rombi – che ne amplificano forme e significati, generando giochi di luce e pattern dinamici capaci di coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva.
Tra conferme e nuovi arrivi: una selezione di brand iconici
Il Waterfront 2026 propone una selezione curata di brand internazionali, confermando il suo ruolo di piattaforma esclusiva per il mondo del lusso, del design e del lifestyle.
Tra le principali novità spicca il ritorno di Range Rover, con un allestimento esclusivo, affiancandosi a importanti partner già protagonisti delle scorse edizioni: Ferretti Group, con una presenza articolata che include Riva Lounge, spazio bar dall’estetica iconica ispirata al mondo nautico, e Riva Boutique, con una selezione esclusiva di oggetti e accessori di design; Assouline, con le sue collezioni editoriali di pregio dedicate al lifestyle e alla cultura internazionale; Technogym, con uno spazio dedicato al wellness design ed alla nuova collezione Sand Stone che definisce la nuova frontiera del wellness luxury living a casa, in barca o in hotel, previste anche sessioni di allenamento personalizzate con i master trainer Techogym; Kiton, azienda leader nell’abbigliamento di lusso su misura e prêt-à-porter; Deodato Arte, che torna con una selezione di opere di artisti di fama internazionale, tra Pop e Street Art.
Completano l’offerta lo spazio dedicato alla promozione territoriale di Arzachena Turismo che ospiterà una galleria fotografica sulle bellezze della destinazione, alcune riproduzioni di reperti custoditi nel Museo Civico “Michele Ruzittu” e un infopoint dedicato all’intero comprensorio, e la Costa Smeralda Boutique, con collezioni brandizzate per tutti coloro che desiderano acquistare un ricordo delladestinazione: t-shirt, accessori, poster delle località più famose e le miniature dell’iconica pietra di confine con la scritta “Costa Smeralda”.
Una nuova esperienza per la mixology
Altra novità dell’edizione 2026 è il completo rinnovamento dello spazio firmato Nikki Beach, che evolve in un nuovo concept – anche nel naming The Nikki Beach Cocktail Club – dedicato alla mixology. Il nuovo format introduce ambienti ridisegnati e arredi contemporanei, consolidandosi come destinazione di riferimento per aperitivi al tramonto e serate esclusive nella cornice del Waterfront.
Sardegna, la nuova mappa della ricchezza turistica: Alghero regina delle presenze, Arzachena capitale del valore, Olbia prima per strutture censite.
redazione Sardegna Press
Non basta più contare quanti turisti arrivano. La vera domanda è quanto valore genera ogni territorio. L’analisi incrocia presenze ufficiali, strutture registrate IUN, offerta ricettiva, affitti brevi, mercato premium e capacità di spesa.
La Sardegna turistica non si può più leggere con un solo numero.
Per anni il dato dominante è stato quello delle presenze: quanti turisti arrivano, quante notti dormono, quale Comune supera gli altri nella classifica regionale. Ma oggi quel dato, da solo, non basta più. Perché una notte in un campeggio, una camera in un hotel a cinque stelle, un appartamento in affitto breve, una villa in Costa Smeralda o un soggiorno collegato alla nautica di lusso non producono lo stesso impatto economico.
La vera domanda, oggi, è un’altra:
quanta ricchezza genera davvero ogni località turistica?
Da questa domanda nasce un’elaborazione che prova a ridisegnare la mappa economica del turismo sardo. Non una classifica ufficiale dei fatturati, che a livello comunale non esiste in questa forma, ma una stima avanzata della ricchezza turistica generata dai principali territori dell’isola.
Il risultato racconta una Sardegna più complessa di quella descritta dalle sole presenze.
Alghero è la regina dei numeri. Arzachena e la Costa Smeralda sono la capitale del valore. Olbia è la città con il maggior numero di strutture censite nel Registro IUN tra le località analizzate.
Tre primati diversi. Tre modi diversi di pesare nel turismo sardo.
La Sardegna dei numeri ufficiali
Il punto di partenza sono i dati statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, basati sul sistema SIRED-ROSS1000.
Nel 2024 la Sardegna ha registrato:
4.442.111 arrivi, 18.907.165 presenze, una permanenza media di 4,26 notti.
La componente straniera è ormai decisiva: le presenze estere superano i 10 milioni e rappresentano circa il 53% del totale regionale. Quelle italiane si attestano poco sotto i 9 milioni.
Il Nord Sardegna ha un peso determinante. La Provincia di Sassari supera i 9,7 milioni di presenze, più della metà del movimento turistico regionale.
Dentro questo quadro, il primo verdetto è molto chiaro: Alghero è il Comune con il maggior numero di presenze turistiche in Sardegna.
Le presenze ufficiali: Alghero davanti a tutti
Posizione
Località
Presenze 2024
1
Alghero
1.589.756
2
Arzachena / Costa Smeralda
1.188.081
3
Olbia
1.079.885
4
Cagliari
964.380
5
San Teodoro
893.910
6
Orosei
870.513
7
Villasimius
824.403
8
Budoni
776.673
9
Muravera / Costa Rei
760.892
10
Palau
700.474
La fotografia delle presenze dice che Alghero è prima. Ma il turismo non è fatto solo di quantità. È fatto anche di qualità della spesa, categoria delle strutture, capacità di trattenere ricchezza sul territorio, mercati internazionali, ristorazione, commercio, servizi, nautica, affitti brevi e valore immobiliare.
Ed è qui che la classifica cambia.
La classifica della ricchezza turistica stimata
La stima economica non misura il fatturato ufficiale delle imprese. Misura la ricchezza turistica generata dai territori, costruita incrociando presenze ufficiali, tipologia dell’offerta ricettiva, capacità ricettiva, dati del Registro IUN, indicatori AirDNA sugli affitti brevi, profilo dei mercati turistici, peso del lusso e coefficienti territoriali.
Posizione
Località
Presenze 2024
Ricchezza turistica stimata
Valore al minuto
Tempo stimato per generare 1 milione €
1
Arzachena / Costa Smeralda
1.188.081
circa 550 mln €
1.046 €/min
15 h 56 min
2
Alghero
1.589.756
circa 375 mln €
713 €/min
23 h 22 min
3
Olbia
1.079.885
circa 315 mln €
599 €/min
1 g 3 h 49 min
4
San Teodoro
893.910
circa 260 mln €
495 €/min
1 g 9 h 42 min
5
Villasimius
824.403
circa 260 mln €
495 €/min
1 g 9 h 42 min
6
Cagliari
964.380
circa 220 mln €
419 €/min
1 g 15 h 49 min
7
Orosei
870.513
circa 215 mln €
409 €/min
1 g 16 h 45 min
8
Palau
700.474
circa 205 mln €
390 €/min
1 g 18 h 44 min
9
Muravera / Costa Rei
760.892
circa 195 mln €
371 €/min
1 g 20 h 55 min
10
Budoni
776.673
circa 190 mln €
361 €/min
1 g 22 h 06 min
Il dato più forte è questo: Arzachena non è prima per presenze, ma è prima per valore stimato.
La Costa Smeralda ha meno presenze di Alghero, ma genera una ricchezza turistica superiore perché lavora su una fascia di mercato diversa: hotel di alto livello, ville, nautica, ristorazione premium, shopping, servizi, portualità turistica e clientela internazionale con maggiore capacità di spesa.
Nel turismo, dunque, non vince solo chi ha più notti. Vince anche chi riesce a trasformare ogni notte in più valore.
Presenze, strutture censite e ospitalità diffusa
Per capire davvero il turismo sardo non basta osservare gli arrivi e le presenze. Bisogna guardare anche alla struttura dell’offerta.
L’analisi dei CSV estratti dal Registro Regionale IUN per Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau mostra un quadro molto netto: nelle principali destinazioni turistiche dell’isola l’ospitalità diffusa non è più un segmento laterale, ma una componente strutturale del sistema.
Nelle dieci località analizzate risultano complessivamente 22.786 strutture IUN.
Di queste, circa 22.230 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa: alloggi privati, affittacamere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze e boat & breakfast. Le strutture alberghiere sono 470. Le altre strutture complementari sono 86.
Il dato non riduce il peso economico degli alberghi, che in alcune località resta altissimo, soprattutto dove il livello medio delle tariffe è elevato. Ma mostra una trasformazione profonda: la Sardegna turistica non vive più soltanto dentro hotel, resort e villaggi. Vive sempre di più dentro una rete estesa di case, appartamenti, B&B, affittacamere e strutture registrate che alimentano ristorazione, commercio, pulizie, manutenzioni, trasporti, escursioni e servizi locali.
Questa è la fotografia dell’offerta ufficialmente censita nelle dieci località analizzate:
Località
Strutture IUN totali
Ospitalità diffusa IUN
Strutture alberghiere
Olbia
4.524
4.440
75
Alghero
3.869
3.810
45
Cagliari
2.909
2.858
37
San Teodoro
2.350
2.309
36
Arzachena
2.314
2.193
108
Villasimius
1.843
1.786
54
Budoni
1.562
1.514
42
Palau
1.288
1.254
26
Muravera
1.083
1.056
19
Orosei
1.044
1.010
28
In questa lettura Olbia emerge come la località con il maggior numero di strutture IUN censite tra quelle considerate, seguita da Alghero e Cagliari.
È un dato che aiuta a spiegare perché alcune città non siano semplici destinazioni balneari, ma vere piattaforme turistiche: luoghi in cui l’economia del turismo entra nella vita urbana, immobiliare e commerciale del territorio.
AirDNA e IUN: due dati diversi che si completano
Il confronto con AirDNA consente di distinguere tra offerta ufficialmente registrata e mercato digitale effettivamente attivo.
Il Registro IUN fotografa le strutture censite. AirDNA rileva invece gli annunci visibili e monetizzati sulle principali piattaforme degli affitti brevi.
I due dati, quindi, non devono coincidere. Una struttura può essere regolarmente registrata ma lavorare con canali diretti, agenzie locali, clienti abituali o sito proprio. Allo stesso tempo, gli annunci rilevati da AirDNA rappresentano una quota del mercato online attivo.
Località
Ospitalità diffusa IUN
Annunci AirDNA attivi
Valore AirDNA stimato
Olbia
4.440
1.604
44,7 mln $
Alghero
3.810
1.729
42,7 mln $
Cagliari
2.858
1.829
39,7 mln $
Arzachena
2.193
566
29,0 mln $
San Teodoro
2.309
628
27,4 mln $
Palau
1.254
550
19,7 mln $
Budoni
1.514
538
15,5 mln $
Villasimius
1.786
486
15,0 mln $
Orosei
1.010
575
13,8 mln $
Muravera
1.056
422
13,6 mln $
Il valore complessivo stimato da AirDNA per le dieci località supera i 260 milioni di dollari annui.
Non è l’intero mercato degli alloggi turistici, ma è un indicatore significativo della parte digitale, attiva e monetizzata dell’ospitalità diffusa.
Il dato è compatibile con lo IUN perché gli annunci AirDNA sono sempre inferiori al totale dell’offerta censita. La differenza non è un’anomalia: è lo scarto naturale tra offerta ufficiale registrata e offerta effettivamente visibile sulle piattaforme monitorate.
Arzachena: meno presenze di Alghero, più valore
Il caso Arzachena è il più evidente.
Con 1.188.081 presenze, Arzachena è seconda per presenze tra le località analizzate. Ma nella classifica della ricchezza stimata supera tutti.
La ragione è nella composizione del mercato: Costa Smeralda, Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu, ville, hotel di fascia alta, nautica, ristorazione premium e servizi collegati al turismo di lusso.
Nel Registro IUN Arzachena conta 2.314 strutture, di cui 108 alberghiere. È il dato alberghiero più alto tra le dieci località considerate. Ma soprattutto è la località con il più alto ricavo medio AirDNA per annuncio tra quelle analizzate: 51.250 dollari annui.
Questo conferma il profilo premium del territorio.
Arzachena dimostra che nel turismo non conta solo il volume. Conta la capacità di trasformare la presenza in spesa, la spesa in valore e il valore in economia locale.
Alghero: la regina delle presenze e la città turistica più completa
Alghero resta il grande motore quantitativo del turismo sardo.
Con 1.589.756 presenze, è il primo Comune dell’isola. Ha un mercato turistico ampio, internazionale, distribuito tra alberghi, B&B, appartamenti, affittacamere, ristorazione, commercio, escursioni, servizi balneari e aeroporto.
Il Registro IUN conferma la forza dell’offerta: 3.869 strutture censite, secondo dato più alto tra le località analizzate dopo Olbia.
Di queste, 3.810 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa e 45 sono strutture alberghiere.
Anche il dato AirDNA è molto rilevante: 1.729 annunci attivi e un valore stimato di circa 42,7 milioni di dollari annui.
Alghero non è solo una destinazione turistica. È una città turistica completa, con una base ricettiva ampia, un’identità forte, un mercato straniero importante e una capacità di distribuire ricchezza su molte categorie economiche.
La sua sfida non è dimostrare di avere turismo. La sua sfida è aumentare il valore medio prodotto da ogni presenza.
Olbia: la capitale dell’ospitalità censita
Olbia è il caso più interessante se si guarda al Registro IUN.
Con 4.524 strutture censite, è prima tra le dieci località analizzate. Di queste, 4.440 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa.
Il dato conferma che Olbia non può essere letta solo come città di passaggio. È una delle principali infrastrutture economiche del turismo sardo.
Aeroporto, porto, servizi, collegamenti, vicinanza alla Costa Smeralda, quartieri residenziali turistici e una massa enorme di alloggi registrati fanno di Olbia una piattaforma turistica di primo livello.
Anche AirDNA conferma la forza del mercato digitale: 1.604 annunci attivi e un valore stimato di circa 44,7 milioni di dollari annui, il più alto tra le località osservate per valore complessivo AirDNA.
Olbia è il punto in cui la Sardegna turistica diventa sistema: non solo mare, ma logistica, case, servizi, mobilità, arrivi, partenze e permanenza.
Cagliari: il caso più sottostimato
Cagliari è sesta nella classifica della ricchezza stimata, ma probabilmente è il territorio più sottostimato dai dati tradizionali.
Il motivo è semplice: il turismo urbano non si misura solo con i pernottamenti. Cagliari intercetta crociere, business travel, turismo culturale, eventi, ristorazione, shopping, visite giornaliere, congressi, mobilità e spesa urbana.
Con 964.380 presenze ufficiali, Cagliari è quarta per movimento turistico tra i Comuni analizzati. Ma il Registro IUN mostra una realtà ancora più ampia: 2.909 strutture censite, di cui 2.858 nell’area dell’ospitalità diffusa.
AirDNA rileva 1.829 annunci attivi, il numero più alto tra quelli osservati, con un valore stimato di circa 39,7 milioni di dollari annui.
La capitale regionale dimostra che una parte importante della ricchezza turistica non passa solo dalla notte registrata, ma dalla spesa urbana. Cagliari non è solo una destinazione: è un mercato.
San Teodoro e Villasimius: meno città, più destinazione balneare
San Teodoro e Villasimius rappresentano due modelli turistici fortemente stagionali, ma ad alto valore.
San Teodoro conta 893.910 presenze e 2.350 strutture IUN, con un mercato AirDNA da circa 27,4 milioni di dollari annui. Il ricavo medio per annuncio è molto alto: 43.580 dollari, secondo solo ad Arzachena tra le località considerate.
Villasimius conta 824.403 presenze e 1.843 strutture IUN. È una destinazione balneare premium, con una forte riconoscibilità nazionale e internazionale, un patrimonio ambientale di altissimo valore e una capacità di spesa superiore alla media.
Entrambe confermano che le località balneari più forti non si misurano solo con il numero di turisti, ma con la qualità del posizionamento.
Orosei, Palau, Muravera e Budoni: il turismo diffuso che genera economia reale
Orosei, Palau, Muravera e Budoni completano la top ten e raccontano una Sardegna meno metropolitana ma decisiva.
Orosei supera le 870 mila presenze, con una permanenza media lunga e una forte vocazione naturalistica.
Palau, pur con meno presenze, beneficia della prossimità alla Maddalena, alla nautica e al turismo internazionale.
Muravera, con Costa Rei, ha un modello balneare molto forte e una lunga permanenza media.
Budoni conferma la forza della costa nord-orientale e dell’ospitalità diffusa.
In tutti questi territori il Registro IUN mostra numeri importanti. Non si tratta di economie marginali, ma di sistemi locali in cui case, appartamenti, B&B, affittacamere, commercio, ristorazione e servizi producono ricchezza reale.
La nuova verità del turismo sardo
La conclusione è chiara: la Sardegna non può più misurare il turismo solo attraverso il numero delle presenze.
Le presenze servono. Sono fondamentali. Ma non bastano.
Oggi bisogna guardare anche alla qualità della spesa, alla tipologia delle strutture, alla crescita degli alloggi privati, alla forza degli affitti brevi, alla presenza dei mercati stranieri, al peso della nautica, al valore immobiliare, alla ristorazione, ai servizi e alla capacità di un territorio di trasformare il turismo in economia stabile.
La Sardegna turistica del 2024 è una regione a più velocità.
C’è la Sardegna dei grandi numeri, guidata da Alghero. C’è la Sardegna del lusso e del valore, guidata da Arzachena. C’è la Sardegna delle strutture censite e dell’ospitalità diffusa, guidata da Olbia. C’è la Sardegna urbana, con Cagliari probabilmente sottostimata. E c’è la Sardegna delle destinazioni balneari mature, da San Teodoro a Villasimius, da Orosei a Palau, da Muravera a Budoni.
La vecchia domanda era: quanti turisti arrivano?
La nuova domanda è: quanta ricchezza lascia ogni turista?
Ed è su questa domanda che si giocherà il futuro del turismo sardo.
Nota metodologica
Questa elaborazione non misura il fatturato ufficiale delle imprese turistiche, né sostituisce i bilanci aziendali o i dati fiscali.
La classifica economica è una stima giornalistica avanzata della ricchezza turistica generata nei territori analizzati.
I dati ufficiali di base su arrivi, presenze, provenienze, macro-tipologie ricettive e capacità ricettiva derivano dai file statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, che indicano come fonte il sistema SIRED-ROSS1000, con estrazione al 21 maggio 2025.
Per il controllo dell’offerta ricettiva ufficialmente censita sono stati analizzati i CSV estratti dal Registro Regionale IUN per dieci località: Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau.
Il Registro IUN misura l’offerta ufficialmente censita. AirDNA misura invece la quota di offerta rilevabile sulle principali piattaforme online degli affitti brevi. Per questo AirDNA non è stato usato come censimento completo di tutte le strutture regolari, ma come indicatore del mercato digitale attivo e monetizzato.
Le stime economiche sono state costruite incrociando:
presenze turistiche ufficiali 2024;
capacità ricettiva regionale;
distribuzione tra alberghiero ed extra-alberghiero;
dati IUN comunali;
dati AirDNA su annunci attivi e ricavo medio annuo;
indicatori di spesa per provenienza;
peso del turismo internazionale;
presenza di hotel di fascia alta;
incidenza di nautica, ristorazione, commercio e servizi;
coefficienti territoriali legati al posizionamento turistico delle singole località.
I valori economici sono quindi da leggere come ordini di grandezza stimati, non come fatturati certificati. Per questo nell’articolo vengono utilizzate le formule “circa”, “stima” e “ricchezza turistica stimata”.
L’estate 2026 segna il ritorno della firma di Dolce&Gabbana al Cala di Volpe
Olbia-New York, Arzachena rilancia: il volo diretto accende turismo, investimenti e cultura
Il nuovo collegamento tra Olbia e New York viene letto come un passaggio decisivo per la Gallura e per la Costa Smeralda. Per il sindaco Roberto Ragnedda non è soltanto una novità nei trasporti, ma un segnale forte di crescita internazionale, capace di aprire nuove opportunità per il territorio.
Un collegamento che rafforza il profilo internazionale
Ad Arzachena il volo diretto per New York viene accolto come una conferma del peso sempre più forte della Costa Smeralda sul piano internazionale. Per Roberto Ragnedda, i dati presentati durante l’evento raccontano con chiarezza l’interesse crescente del mercato americano verso questo tratto di Sardegna, considerato ormai un punto di riferimento riconoscibile in tutto il mondo.
“Questo volo Olbia-New York conferma la forza attrattiva della Costa Smeralda”.
Il sindaco descrive la fase attuale come una stagione particolarmente favorevole per Arzachena e per tutta la Gallura, tra promozione internazionale, investitori in arrivo e voglia di crescita. In questa prospettiva, la nuova tratta aerea rappresenta un tassello in più nel percorso di apertura verso altri continenti.
“È un momento d’oro per Arzachena e per la Gallura”. “È un momento epocale che rafforza il nostro territorio”.
La spinta non si ferma al turismo balneare
Nel ragionamento del primo cittadino, la novità non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi visitatori. Il collegamento con gli Stati Uniti viene visto anche come una leva per attrarre investimenti e creare nuove prospettive economiche, con effetti che potrebbero andare oltre la sola stagione estiva.
“Sarà l’occasione non soltanto per promuovere oltremodo la nostra destinazione, ma anche per attingere nuovi investitori”.
Ragnedda lega questo scenario a una crescita che deve produrre ricadute durature, soprattutto per i più giovani. L’idea è quella di consolidare un territorio sempre più competitivo, senza perdere il legame con la propria identità.
“Dobbiamo far sì che ci sia sempre una grande possibilità di crescita per le nostre future generazioni”.
Il museo della Costa Smeralda come nuovo tassello
Tra i progetti che il sindaco collega a questa fase di sviluppo c’è anche quello di un museo capace di raccontare la storia, l’architettura e l’anima della Costa Smeralda. L’acquisizione recente di un immobile ritenuto strategico viene considerata un passaggio concreto in questa direzione.
“Abbiamo acquisito un bene strategico”. “Non si tratta soltanto di un valore economico, ma di un valore intrinseco alla nostra comunità”.
L’obiettivo, spiega Ragnedda, è arricchire l’offerta per chi arriva in Gallura, affiancando al mare una proposta culturale più ampia. Non solo spiagge, dunque, ma anche architettura, artigianato, prodotti tipici, enogastronomia e memoria del territorio.
“La missione è far sì che i nostri visitatori possano apprezzare il nostro mare e le nostre spiagge, ma vedere anche qualcosa in più”.
Immobiliare, domanda alta e mercato che cambia
Il sindaco osserva poi come il mercato immobiliare della zona stia attraversando una trasformazione profonda. I valori continuano a crescere, soprattutto nel segmento alto, mentre molte operazioni riguardano riqualificazioni e rilanci di strutture nate decenni fa e oggi non più adeguate alle richieste di una clientela internazionale.
“Il mercato immobiliare oggi si è completamente trasformato”. “I numeri dicono che i valori stanno crescendo moltissimo per quelle che sono le realtà altospendenti”.
In questo scenario, anche l’entroterra sta conquistando spazio. Non solo perché alcune aree costiere risultano più sature, ma anche perché sempre più investitori cercano privacy, natura e autenticità, elementi che le zone interne possono offrire con forza crescente.
“Molti investitori ritrovano nel nostro entroterra una grande opportunità”. “Garantisce una privacy unica che in altre parti del nostro territorio magari non hai”.
La scommessa sull’entroterra e sulla stagione lunga
Per Ragnedda, il territorio va osservato nel suo insieme, senza fermarsi alla sola immagine della fascia costiera. La sfida, secondo il sindaco, è distribuire meglio i flussi, valorizzare siti archeologici e produzioni identitarie, e costruire una proposta capace di prolungare la stagione turistica.
“Bisogna cercare di vedere il territorio a tutto tondo”. “La fascia costiera è il nostro biglietto da visita, però bisogna stare attenti a un’evoluzione che ci sta integrando a livello territoriale”.
È in questo passaggio che il volo per New York assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre la semplice connessione aerea: diventa uno strumento per allargare lo sguardo e rafforzare anche le aree meno legate al turismo balneare tradizionale.
“Dal mare al Limbara”, una visione che torna attuale
Nel finale, Ragnedda richiama la visione originaria che ha accompagnato la nascita della Costa Smeralda, quella di uno sviluppo capace di superare i confini della costa e coinvolgere il territorio in modo più esteso. È una lettura che lega il presente a un’idea più ampia di crescita, diffusione delle opportunità e valorizzazione delle eccellenze locali.
“Dal mare all’imbaro era una delle massime”. “La lungimiranza stava proprio nel fatto che la Costa Smeralda non doveva essere un enclave chiuso”.
Per il sindaco, il nuovo collegamento internazionale, i progetti culturali e l’interesse economico verso la zona sembrano oggi ricomporre un disegno più ampio. Un passaggio che viene vissuto come storico e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà trasformarsi in una crescita concreta e diffusa.
“Si chiude un cerchio, si concretizzano diversi sogni”. “Siamo veramente molto soddisfatti e orgogliosi di essere testimoni di questo momento storico”.
Olbia-New York, Nizzi: “Un passaggio storico per la città e per tutta la Sardegna”
Il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York apre una fase nuova per il nord-est dell’isola. Per Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia di Gallura, non è solo una novità nei trasporti, ma una vera occasione di crescita per il territorio.
Una giornata che segna un punto di svolta
Per Nizzi, l’avvio della rotta diretta con gli Stati Uniti ha un valore che va oltre i confini cittadini. “È una giornata storica per la nostra città, ma soprattutto per l’intera Sardegna”, osserva, spiegando che il nuovo volo rappresenta una risposta concreta a una difficoltà vissuta per anni da chi doveva raggiungere l’America partendo dall’isola.
Finora, racconta, il viaggio verso New York significava quasi sempre passare da Roma o Milano, affrontando scali, attese lunghe e partenze all’alba. “Chi ha avuto la fortuna di andare a New York sa quanto sia stato complicato dover fare trasferimenti, aspettare magari una mattinata intera o alzarsi prestissimo per prendere il primo aereo”, sottolinea.
La scelta di Olbia come segnale di fiducia
Secondo il sindaco, la decisione di una compagnia internazionale di puntare su Olbia è un riconoscimento importante per tutto il territorio. “Questa compagnia così importante ha creduto nel nostro territorio”, dice Nizzi, rimarcando che non si parte da zero, perché la Gallura e la Sardegna sono già conosciute all’estero.
Ma la novità, da sola, non basta. Ora serve continuità. “Dobbiamo lavorare tutti assieme”, afferma, ricordando anche il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il progetto. “La Regione ci ha creduto, noi ci abbiamo creduto e dobbiamo fare in modo che questa iniziativa, che ci dà una spinta importante per il futuro, possa essere mantenuta e soprattutto sostenuta da tutti”.
Quattro collegamenti a settimana, con la prospettiva di crescere
Il nuovo collegamento parte con quattro voli settimanali, ma il margine per crescere esiste. Nizzi richiama le valutazioni già emerse sul possibile ampliamento del servizio. “Potrebbero essere implementati a seconda dei risultati il prossimo anno, magari allungando il periodo all’inizio o alla fine della stagione”, spiega.
Molto dipenderà dall’andamento della rotta e dalle scelte della compagnia, che valuterà numeri e prospettive. “La scelta fatta da Delta Air Lines è stata quella di individuare questo territorio e saranno loro a decidere in futuro quale sarà la strategia migliore”, osserva il sindaco.
Il territorio deve farsi trovare pronto
Per Nizzi, la Gallura ha tutte le caratteristiche per attrarre un pubblico internazionale di alto livello. Il clima, il paesaggio e la qualità ambientale sono elementi forti, capaci di rendere competitiva la destinazione anche agli occhi di un viaggiatore esigente come quello americano. “Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, penso che non ci sia niente di uguale”, afferma.
Proprio per questo, però, occorre alzare ulteriormente l’asticella. “Dobbiamo farci trovare pronti”, insiste, perché il nuovo collegamento può portare a Olbia un turismo con grandi possibilità di scelta e aspettative molto alte.
Servizi, ospitalità e qualità dell’accoglienza
Il sindaco spiega che la città e il territorio sono già abituati a gestire grandi numeri. “Siamo abituati ad avere numerosi turisti, milioni di presenze in questa parte di territorio”, ricorda. Ma l’arrivo di un target ancora più internazionale richiede un impegno aggiuntivo da parte di tutti.
L’appello è rivolto agli albergatori, ai commercianti, ai ristoratori, a chi si occupa di trasporto pubblico e alle istituzioni. “Dobbiamo stare attenti ai servizi e fare quello che un turista si aspetta”, dice Nizzi, convinto che la qualità dell’esperienza sia decisiva quanto il collegamento aereo stesso.
La sfida: unire la costa con l’interno
Nella visione del sindaco, questa nuova apertura può diventare anche l’occasione per allargare i benefici del turismo oltre la fascia costiera. “Questa è la volta buona per cercare di collegare la costa con l’interno”, sottolinea, indicando la necessità di un lavoro condiviso e di una strategia che coinvolga tutto il territorio.
Per raggiungere questo obiettivo serviranno organizzazione, servizi efficienti e una capacità di accoglienza autentica. Nizzi mette al centro un principio semplice ma fondamentale: “Gentilezza, cordialità e accoglienza sono le parole importanti”.
L’immagine che il territorio deve lasciare
Alla fine, spiega il sindaco, la vera promozione passa dal ricordo che il visitatore porta con sé al ritorno. Anche con qualche limite linguistico, conta soprattutto il modo in cui ci si presenta. “Un turista deve tornare a casa dicendo: guarda che bel posto, c’è gente brava, cordiale, gentile”, conclude.
È in questa idea di ospitalità, più ancora che nella rotta stessa, che Nizzi vede la chiave per trasformare il volo diretto Olbia-New York in una possibilità duratura per la città e per tutta la Sardegna.