META-DEST, IL FUTURO E’ MULTI-PIATTAFORMA




comune di Zeddianisabato 4 e domenica 5 ottobre

A Zeddiani un convegno sul turismo nei piccoli comuni

Il convegno dedicato alle prospettive turistiche dei piccoli comuni apre la rassegna Colori e Radici, che per due giorni trasformerà Zeddiani in un laboratorio creativo diffuso tra cultura, arte, musica ed enogastronomia.

La rassegna “Colori e Radici: sviluppo e tradizione a Zeddiani” si aprirà sabato 4 ottobre alle ore 17, al Monte Granatico, con un convegno dedicato a un tema di grande attualità: “Come può un piccolo comune come Zeddiani crescere dal punto di vista turistico?”. Il convegno fa parte della programmazione della manifestazione di Colori e Radici: sviluppo e tradizione a Zeddiani, un evento promosso dal Comune di Zeddiani con il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, con la collaborazione della Fondazione Sardegna Isola del Romanico e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

“Il futuro dei piccoli centri – dichiara il Sindaco di Zeddiani Claudio Pinna – si costruisce partendo dalle proprie radici. Con ‘Colori e Radici’ vogliamo affermare che tradizione e innovazione non sono mondi in contrasto, ma percorsi che possono camminare insieme. La nostra ambizione è trasmettere fiducia nelle potenzialità di Zeddiani e dimostrare che la cultura locale è una risorsa preziosa, non solo per chi vive quotidianamente la comunità, ma anche per chi sceglie di venirci a visitare. Per un paese come il nostro, cultura ed enogastronomia rappresentano leve fondamentali di sviluppo. Non sono soltanto attrattori turistici, ma esprimono l’essenza stessa della comunità. Investire in questi ambiti significa promuovere un’immagine autentica del territorio, stimolare nuove opportunità di lavoro, sostenere le imprese locali e rafforzare il tessuto sociale”

“Crediamo che il turismo culturale ed esperienziale – continua Pinna – sia una grande opportunità. I viaggiatori oggi cercano esperienze autentiche, legate al territorio e alle persone che lo abitano. Zeddiani può offrire proprio questo: percorsi tra tradizioni agricole e artigianali, laboratori pratici, degustazioni e momenti di incontro diretto con la comunità. È un turismo che valorizza e rispetta il territorio, generando benefici duraturi sia per chi ci visita sia per chi ci vive”.

“Colori e Radici – conclude Pinna – non è un evento isolato, ma parte di un percorso più ampio. Si inserisce in una visione pluriennale di promozione del territorio che mira a mettere in rete cultura, tradizioni, arte e natura. L’obiettivo è costruire un’immagine unitaria e attrattiva di Zeddiani, capace di dialogare con i comuni vicini e di inserirsi a pieno titolo nei circuiti del turismo regionale e nazionale. È così che immaginiamo il nostro futuro: radicato nella nostra identità e, al tempo stesso, aperto a nuove prospettive di crescita”.

Il convegno Turismo nei Piccoli Comuni, quali prospettive per Zeddiani si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Zeddiani, Claudio Pinna, dell’assessorato regionale al Turismo, Artigianato e Commercio rappresentato da Raimondo Mandis, del presidente dell’Unione dei Comuni del Montiferru e dell’Alto Campidano, Diego Loi, e del presidente della Provincia di Oristano, Paolo Pireddu. A introdurre i lavori sarà Mario Tasca, che guiderà il confronto tra i diversi relatori.

Il dibattito sarà arricchito dagli interventi del professor Carlo Marcetti, docente di economia del turismo, di Antonello Figus, presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico, e dell’agronomo ed enologo Aldo Buiani, consulente nel settore vitivinicolo e agroalimentare. Seguiranno i contributi di Renzo Soro, dirigente nazionale dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, e di Raimondo Mandis presidente di Slow Food Cagliari APS e componente del gabinetto dell’Assessorato Regionale al Turismo, Artigianato e Commercio.

Grazie a voci autorevoli provenienti dal mondo accademico, istituzionale e tecnico, il convegno si propone di avviare un dialogo concreto e costruttivo su come un piccolo centro come Zeddiani possa promuovere le proprie eccellenze, rafforzare la propria identità e costruire nuove prospettive di crescita attraverso un turismo esperienziale e autentico.

Il convegno segna l’avvio del ricco programma di Colori e Radici, che per due giorni trasformerà il piccolo borgo del Campidano in un laboratorio creativo diffuso, tra mostre, concerti, laboratori, degustazioni e itinerari artistici dedicati al rapporto tra tradizione e innovazione.

Subito dopo il convegno, i riflettori si accenderanno sull’arte naïve con l’inaugurazione della mostra “Zia Veronica – Colori e Radici”, un omaggio alla memoria e alla creatività dell’artista zeddianese che ha saputo raccontare con autenticità i momenti di festa e la vita quotidiana della comunità. La giornata inaugurale della manifestazione si concluderà alle 20.30, in piazza Chiesa della Madonna delle Grazie, con il concerto degli YMPOSSIBILI, che porteranno sul palco energia e buona musica.

La rassegna proseguirà domenica 5 ottobre, quando Zeddiani si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico diffuso. A partire dalle ore 9, il borgo ospiterà l’Estemporanea di pittura e il concorso fotografico, due iniziative che vedranno protagonisti artisti e appassionati di fotografia provenienti da tutta la Sardegna. Alle 10 sarà inaugurato l’itinerario d’arte diffusa, con mostre e installazioni lungo le vie e le piazze del paese. Nella stessa fascia oraria, la chiesa romanica della Madonna delle Grazie sarà aperta al pubblico grazie alla collaborazione con la Fondazione Sardegna Isola del Romanico, che consentirà visite straordinarie dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

La giornata offrirà numerose occasioni di scoperta e intrattenimento per grandi e piccoli. Dalle 10 alle 18 un trenino turistico accompagnerà i visitatori attraverso le aree espositive, mentre dalle 11 prenderanno il via i laboratori artistici, creativi e culinari per bambini in piazza degli Ulivi, organizzati in collaborazione con il Centro di Aggregazione Sociale Spazio Minori. Tra le attività più attese, il Cooking Lab per bambini a cura di Roberta Putzolu – Bastamangiare, che guiderà i più piccoli in un percorso divertente e formativo legato ai sapori della tradizione.

Sempre in piazza degli Ulivi sarà allestita la mostra dei lavori manuali realizzati dal Centro di Aggregazione Sociale Spazio Adulti/Anziani, un’esposizione che valorizza la creatività condivisa tra le generazioni. Alle ore 12, nello stesso spazio, sarà invece protagonista l’enogastronomia con lo show cooking e le degustazioni guidate curate dalle realtà del territorio.

Il pomeriggio sarà scandito da nuovi momenti di condivisione e partecipazione: la presentazione delle opere pittoriche realizzate durante i laboratori, l’inaugurazione di un murales comunitario presso il giardino del centro di aggregazione sociale e l’apertura di atelier e spazi artigianali che offriranno ai visitatori l’opportunità di incontrare artisti e scoprire le eccellenze locali.

Non mancheranno momenti di intrattenimento musicale e spettacoli dal vivo. Alle 16.30 la SeuinStreet Band animerà le vie del paese con la sua energia contagiosa, accompagnando il pubblico fino al gran finale delle 18.30, in piazza Chiesa della Madonna delle Grazie, dove si terrà la premiazione dell’estemporanea di pittura e del concorso fotografico, seguita da spettacoli musicali a cura di artisti locali.

Per l’intera giornata il centro storico sarà animato da artisti ed esibizioni itineranti, che renderanno ogni angolo del borgo un punto di incontro tra arte, cultura e festa.




Golf dimenticato, turismo sprecato: Alghero attende ancora risposte

3 Sett. 2025 – redazione on line

Da otto anni l’ASD Alghero Park Country Club aspetta un segnale dall’amministrazione comunale, ma il silenzio continua. Nel frattempo, la città rinuncia a un’opportunità unica di crescita sportiva ed economica, mentre migliaia di cittadini restano esclusi da una disciplina praticata in tutto il mondo.

Un’associazione ignorata dalle istituzioni

Mentre le società sportive cittadine si preparano alla stagione 2025/2026, il golf ad Alghero resta senza futuro. L’associazione dilettantistica Alghero Park Country Club, nata con l’obiettivo di rendere il golf accessibile a tutti, denuncia la totale assenza di risposte da parte delle amministrazioni comunali, comprese quelle dell’attuale giunta guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto.

Un silenzio che, secondo il presidente Gian Luca Musilli, non solo è ingiustificabile sul piano istituzionale, ma rischia di arrecare un danno profondo alla città e alla sua immagine.

Le promesse mancate della politica

Da anni la politica locale ripete parole d’ordine come “sviluppo dello sport”, “turismo di qualità” e “destagionalizzazione”. Nella pratica, però, non è stato fatto nulla per sostenere l’unica realtà golfistica del territorio. Così, migliaia di algheresi – giovani e adulti – non hanno la possibilità di avvicinarsi a questo sport, mentre la città rinuncia alle importanti ricadute turistiche ed economiche legate a questa disciplina.

Il potenziale del golf per la Riviera del Corallo

Il golf è riconosciuto come un motore di sviluppo per un turismo di fascia alta, soprattutto in bassa stagione, quando i visitatori provenienti dal Nord Europa cercano destinazioni accoglienti e con strutture adeguate. L’area di Maria Pia era stata individuata come luogo ideale per un impianto sportivo pubblico, ma il progetto è rimasto fermo, lasciando spazio a incertezze e logiche poco trasparenti.

Perdite milionarie e posti di lavoro sfumati

Secondo le stime, la mancata realizzazione del “Congressional Park Stadium” a Maria Pia ha già provocato oltre 100 milioni di euro di mancati introiti e la perdita di circa 160 posti di lavoro stabili. Un bilancio pesantissimo per una città che conta 42.000 abitanti e che punta a vivere di turismo.

L’appello finale

Il presidente Musilli lancia un nuovo appello diretto al sindaco Raimondo Cacciotto e all’assessore Enrico Daga, che hanno assunto le deleghe a sport e patrimonio pubblico. “È il momento – sottolinea – di trasformare le parole in fatti concreti. La città e l’associazione meritano risposte ormai non più rinviabili”.

📊 I numeri del golf dimenticato ad Alghero

8 anni di attesa senza risposte istituzionali

100 milioni di euro di perdite economiche stimate

160 posti di lavoro mancati

42.000 abitanti privati di un campo pubblico per il golf

Turismo potenziale soprattutto tra ottobre e giugno




Aeroporti del Nord Sardegna: Alghero sorprende, Olbia cresce in anticipo sui tempi

Fausto Farinelli – 3 Sett. 2025

L’estate 2025 segna un’inversione di tendenza per gli scali del Nord Sardegna. I dati sul traffico passeggeri internazionali mostrano un andamento particolarmente positivo, con Alghero che sorprende in controtendenza rispetto alle critiche locali e Olbia che conferma la sua forza con numeri in crescita anticipata.


✈️ Alghero: numeri da record già a giugno

Il grafico dedicato allo scalo della riviera del corallo parla chiaro: a giugno 2025 Alghero aveva già raggiunto i volumi di traffico che lo scorso anno si erano toccati solo a luglio. Un mese di anticipo che ribalta le percezioni negative diffuse tra operatori turistici e cittadini, che per mesi avevano criticato la gestione dell’aeroporto.

La crescita è stata particolarmente evidente con l’apertura della stagione estiva. Una spinta che apre a nuove riflessioni: se i collegamenti internazionali partissero già a marzo, il territorio potrebbe beneficiare di una stagione più lunga e di ricadute economiche ancora maggiori.


✈️ Olbia: il motore sempre acceso

Lo scalo gallurese conferma la propria forza. Nel 2025 ha raggiunto i numeri del 2024 con circa venti giorni di anticipo, consolidandosi come punto di riferimento per il turismo internazionale. Una crescita che lascia prevedere picchi ancora più significativi nei mesi centrali dell’estate.


📊 L’analisi di Usai e il nodo Cagliari

A mettere in evidenza questi dati è stato Sandro Usai, esperto in analisi dei numeri, che ha condiviso le sue osservazioni sul proprio profilo Facebook:

“I due aeroporti del Nord hanno contribuito a far crescere il traffico passeggeri. Esiste una forte sinergia tra direzioni aeroportuali e operatori turistici locali.”

Un commento che va in controtendenza rispetto al malumore di Alghero, dove la fusione societaria con Olbia aveva generato paure e allarmismi.

Anche Fausto Farinelli è intervenuto nel dibattito:

“I numeri dimostrano che quelle preoccupazioni erano infondate. Il management ha dimostrato di essere composto da seri professionisti.”

Non è passata inosservata, tuttavia, l’assenza dei dati relativi a Cagliari-Elmas. Sollecitato sul tema, Usai ha chiarito:

“I dati di Cagliari non mostrano una tendenza degna di essere citata.”

Una dichiarazione che alimenta la sensazione di un Sud Sardegna meno brillante, soprattutto nel confronto con Alghero e Olbia.


🤝 Professionalità e prospettive

Il dibattito ha messo in evidenza una differenza di approccio gestionale. Se a Nord la collaborazione tra aeroporti e operatori turistici appare solida, a Sud sembra mancare la stessa capacità di fare sistema. Come ha osservato ancora Usai:

“È proprio questa la differenza: la professionalità che a Cagliari pare assente.”

Le proiezioni per i prossimi mesi restano comunque ottimistiche: Alghero e Olbia sembrano avere tutte le carte in regola per trainare la stagione turistica del 2025, con prospettive di allungare la stagione e rafforzare ulteriormente l’economia del territorio.


📌 Box dati e grafici

elaborazione Sandro Usai





Claudio Rotunno: «Porto Cervo come Monte Carlo? Si può fare!»

L’imprenditore sassarese, tra i protagonisti del libro “Costa Smeralda” di Fausto Farinelli, racconta la sua “Costa Smeralda”: «La mia idea per rendere il litorale gallurese vivo tutto l’anno come il Principato di Monaco»

PORTO CERVO. «Il lusso non è soltanto estetica. È esperienza, è atmosfera, è dettaglio. Ma soprattutto, può essere opportunità». Claudio Rotunno, deus ex machina tra gli imprenditori sardi nell’allestimento dei grandi eventi a livello internazionale, è riuscito a fare dell’accoglienza una vera arte scenica, “reinventando il concetto di evento esclusivo, mescolando eleganza, visione e rispetto del territorio”. Il suo nome compare tra le ventisette personalità inserite nel libro “Costa Smeralda” di Fausto Farinelli, che racconta il “sogno dell’Aga Khan” attraverso le voci di chi lo ha vissuto e ne custodisce l’eredità.

Il volume, edito dal Gruppo Editoriale – lo stesso che annovera tra le sue pubblicazioni anche il Costa Smeralda Magazine – vuole essere un viaggio nella memoria e nell’identità del territorio, ma anche spunto per guardare al futuro facendo tesoro dei suggerimenti di chi conosce bene il contesto, e ha fatto della sua attività nel mondo del turismo d’èlite il proprio marchio di fabbrica.

Per Rotunno lavorare in Costa Smeralda è una “sfida della perfezione”. L’imprenditore sassarese è riuscito a portarsi ai massimi livelli del proprio settore partendo umilmente da Sassari per crescere sempre più fino a concentrare la sua attività fra Porto Cervo, Milano, Monte Carlo e persino New York.

«In Costa la clientela è di fascia altissima – ha spiegato nel libro –. C’è chi investe persino un milione di euro in una singola serata, e non ammette errori. Puoi avere una sola opportunità: se riesci, la fama cresce; se sbagli, rischi di sparire. La posta in gioco è molto alta e servono strutture perfette, cura dei dettagli e grande diplomazia con ospiti molto esigenti». Insomma, non si può mai dire no, anche quando arrivano richieste particolari, come un trasporto last minute, la pretesa di un artista specifico o un oggetto raro. Ma quando tutto funziona, la soddisfazione è enorme.

Il vero cruccio è quello di allungare la stagione. «Ma – per Rotunno non c’è nulla di impossibile quando si possiede il brand Costa Smeralda, strutture da sogno e un mare leggendario. Non manca il fascino del luogo né la richiesta di un certo tipo di turismo». Occorre un dialogo costante e costruttivo fra operatori, istituzioni e investitori,come quello che il Consorzio ha già avviato, per tracciare un calendario più ampio di respiro internazionale: «È la formula che permette a Monte Carlo di restare viva tutto l’anno – e aggiunge – nel mio lavoro vedo numerosi investitori pronti a scommettere sul progetto Costa Smeralda».

Gli attori da coinvolgere sono appunto gli imprenditori, la Smeralda Holding e la Qatar Holding (a cui appartengono gli asset principali), il comune di Arzachena, la Regione Sardegna e il Consorzio Costa Smeralda. Gli ingredienti ci sono, occorre mescolarli al meglio e dare un pizzico di pepe, come la possibilità di «ospitare grandi eventi culturali o sportivi, un festival cinematografico estivo, gare motoristiche, sfilate di design o di alta moda». Organizzare eventi di lusso avrebbe poi un altro vantaggio: «Quello di attrarre una clientela che scopre la Sardegna e, magari, si innamora anche dell’interno, con un beneficio diffuso».

L’importante è mantenere la propria identità, come sosteneva l’Aga Khan, e non spegnere le luci finita la stagione estiva. Il pensiero va quindi al principe ismaelita scomparso a Lisbona lo scorso 4 febbraio: «Se potessi ancora parlarci gli direi innanzitutto grazie, per aver acceso i riflettori su questo territorio e averlo preservato con regole ferree. Vorrei che si ricucisse il filo con quel progetto iniziale, completando l’idea di una destinazione fiorente per dodici mesi, con collegamenti migliori e grandi eventi internazionali».




Giovanni Antonio Sanna a Montecitorio parla di ‘Centri storici, anima delle città’

L’ozierese esperto di turismo rurale tra gli autori del libro curato da Daniela Cavallo

Il volume edito da Movability Books Simtur è stato presentato nei giorni scorsi in Camera dei Deputati

ROMA. Il 31 luglio a Palazzo Montecitorio a Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati è stato presentato il libro “Centri storici, anima delle città”, a cura di Daniela Cavallo, architetto e docente di Marketing territoriale, edito da Movability Books Simtur, associazione che riunisce i professionisti di Turismo e mobilità sostenibili. Tra i curatori dell’opera è intervenuto anche l’ozierese Giovanni Antonio Sanna, autore del decimo capitolo dedicato al futuro dei centri storici.

Secondo Sanna, che ha posto i cittadini come protagonisti della vita urbana, il nuovo modello di sviluppo per i centri storici (in graduale abbandono in molti comuni dell’isola), deve includere elementi di sostenibilità economica, ambientale, e sociale e, in particolar modo, l’attiva partecipazione della comunità.

«Sono circa 23mila i centri storici che stanno vivendo una stagione di abbandono, spopolamento e perdita di interesse a livello nazionale – ha specificato l’autore –. Per questo è necessaria una riflessione seria su un tema che appartiene all’identità e alla reputazione dei luoghi e ai futuri possibili».

L’iniziativa è stata promossa dalla deputata Paola Boscaini, che ha partecipato assieme al deputato Silvio Giovine (presidente dell’Intergruppo parlamentare per la valorizzazione dei centri storici), con la curatrice Daniela Cavallo e altre personalità tra studiosi, progettisti, amministratori, architetti, economisti, manager, esperti di turismo che hanno portato contributi alla pubblicazione. Oltre a Sanna erano presenti Antonella Carella, Maurizio Carta, Michele Franzina, Massimo Marini, Massimo Pica Ciamarra, Isidoro Pennisi, Alberto Gottardi e Federico Massimo Ceschin,

presidente nazionale di Simtur, l’ecosistema dei professionisti della mobilità e turismo sostenibile.

La pubblicazione offre ai lettori uno sguardo complesso, profondo e multidisciplinare sul ruolo, sul significato e sull’identità dei centri storici nel XXI secolo. Non soltanto un’esplorazione architettonica o urbanistica, ma un vero e proprio viaggio nell’anima dei luoghi che custodiscono la memoria collettiva, il senso di appartenenza e la stratificazione culturale delle comunità locali. Il libro intreccia riflessioni teoriche e casi pratici, visioni strategiche e suggestioni poetiche, evidenziando come i centri storici non siano solo contenitori di patrimonio ma organismi vivi, in continua trasformazione.




CAPRI, CORTINA d’AMPEZZO, COURMAYEUR, MADONNA DI CAMPIGLIO (Comune di Pinzolo) E PORTO CERVO (Comune di Arzachena) FIRMANO LA COSTITUZIONE DELL’ASSOCIAZIONE DEI TERRITORI DI ALTAGAMMA

INSIEME PER AFFERMARSI COME DESTINAZIONI ITALIANE D’ECCELLENZA NEL MERCATO TURISTICO INTERNAZIONALE

Formalizzata ieri a Milano nella sede di Fondazione Altagamma la costituzione dell’Associazione che riunisce le cinque destinazioni simbolo del turismo italiano

Milano, 26 giugno 2025 _ Nella sede di Fondazione Altagamma a Milano, i rappresentanti dei Comuni di Capri, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo-Madonna di Campiglio e Arzachena-Porto Cervo hanno sottoscritto l’atto costitutivo dell’Associazione dei Territori di Altagamma, dando ufficialmente vita a una realtà che intende rafforzare la collaborazione tra le cinque destinazioni simbolo del turismo d’eccellenza italiano.

Alla firma dell’atto erano presenti: Melania Esposito, Assessore al Turismo del Comune di Capri; Roberta Alverà, Vicesindaco e Assessore al Turismo del Comune di Cortina d’Ampezzo; Roberto Rota, Sindaco di Courmayeur; Monica Bonomini, Vicesindaco del Comune di Pinzolo, per Madonna di Campiglio; Claudia Giagoni, Assessore al Turismo del Comune di Arzachena, per Porto Cervo.

L’iniziativa è il frutto di un percorso avviato nell’ottobre 2023, durante il quale le cinque località – già individuate nel 2014 da Fondazione Altagamma come Territori d’Eccellenza e nominate Honorary Members – hanno lavorato congiuntamente per sviluppare strategie comuni volte alla promozione e al posizionamento del turismo di alta gamma sia in Italia che all’estero. Nel novembre 2024, i cinque territori hanno siglato un primo accordo di programma, ponendo le basi per un’azione sinergica volta a promuovere e valorizzare queste destinazioni nel mercato turistico internazionale attraverso un’offerta ampia, diversificata e attrattiva. 

Durante l’incontro di oggi è stato nominato Roberto Rota, sindaco di Courmayeur, come primo presidente dell’Associazione dei Territori di Altagamma. “Lavoreremo insieme per rafforzare l’identità dei nostri territori e affermare, anche attraverso una rappresentanza più coesa, il ruolo strategico che il turismo di alta gamma riveste nello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro Paese” ha dichiarato  il Presidente.

“Arzachena entra a far parte come socio fondatore di questo accordo prestigioso con un lavoro congiunto accanto al Consorzio Costa Smeralda e al direttore Massimo Marcialis,  e grazie alla Fondazione Altagamma, che ha individuato il territorio di Porto Cervo tra quelli d’eccellenza italiana – afferma Claudia Giagoni, assessore al Turismo e al Commercio del Comune di Arzachena -. Cogliamo l’occasione ancora una volta di promuovere la destinazione e trasmettere un concetto di lusso che vogliamo tradurre  in termini di slow living, di contatto con la natura,  di qualità della vita e dei servizi, oltre che di esperienze legate ai luoghi simbolo di Arzachena e alla cultura in tutte le  stagioni”. 

Da oggi – prosegue Matteo Bonapace, direttore di Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio, nominato coordinatore del comitato gestionale dell’Associazione iniziamo a lavorare alla definizione del piano delle attività, che prenderà il via in autunno, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente un turismo di alta qualità.

Stefania Lazzaroni, Direttrice Generale di Altagamma, ha dichiarato: “Siamo lieti che i Territori di Altagamma abbiano scelto di costituirsi in Associazione e di consolidare il rapporto con la nostra Fondazione. Siamo certi che da questa collaborazione si svilupperanno progetti e iniziative utili a promuovere il turismo italiano e le sue eccellenze come questi cinque territori simboli in tutto il mondo del nostro stile di vita”.

L’Associazione dei Territori di Altagamma ha, inoltre, l’obiettivo di rafforzare il dialogo con le istituzioni, con fondazioni culturali, organizzazioni turistiche e stakeholder privati nazionali e internazionali, affinché le politiche pubbliche possano riconoscere e supportare adeguatamente il valore strategico di questi territori. Tra le priorità individuate dall’Associazione: la promozione del turismo sostenibile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030; la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, artistico, artigianale e storico; la salvaguardia dell’identità culturale e sociale delle comunità locali; lo sviluppo di modelli di gestione integrata del turismo di alta gamma.

Uniti sotto un’unica visione, Capri, Cortina, Courmayeur, Pinzolo-Madonna di Campiglio e Arzachena-Porto Cervo, rafforzano la collaborazione per promuovere il meglio del lifestyle e dell’ospitalità italiana di eccellenza a livello internazionale.

Coordinamento, comunicazione & advocacy SEC & Partners

Design e immagine coordinata PLUS Trento

L’Associazione è stata assistita dall’avv. Giuliano Zanchi dello studio BIP LAW & Tax per gli aspetti legali e strategici




Hotel Cala di Volpe e Cervo Hotel inaugurano la stagione in Costa Smeralda

I due alberghi gestiti da Marriott International per conto di Smeralda Holding

inaugurano ufficialmente la stagione estiva 2025 in Costa Smeralda

L’Hotel Cala di Volpe apre le porte il 18 aprile. Il Cervo Hotel ha inaugurato la stagione lo scorso 28 marzo. I due alberghi che Marriott International gestisce per conto di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority, insieme al Pevero Golf Club e diversi bar e ristoranti, lanciano un segnale forte, con l’apertura per i lunghi ponti pasquali, seguiti dal 25 aprile e il Primo Maggio. Una stagione sempre più lunga per la Costa Smeralda, che andrà avanti fino a ottobre. 

IL CALA DI VOLPE. L’hotel più iconico della Costa Smeralda riapre le porte il 18 aprile per la stagione 2025. Concepito negli anni ’60 dal celebre architetto e scultore Jacques Couëlle, l’Hotel Cala di Volpe nel corso degli ultimi anni è stato sottoposto ad un imponente piano di ristrutturazione guidato dagli architetti francesi Bruno Moinard e Claire Bétaille di 4BI & Associés, con un’armoniosa fusione di tradizione e innovazione, dalle caleidoscopiche pareti in vetro, legno e intonaco decorato alla terracotta setosa e ai tessuti che adornano la proprietà.

Le 121 camere e suite meticolosamente rinnovate – alcune delle quali riprogettate dallo studio di architettura italiano Dordoni Architetti – esaltano lo splendore e il design eccezionale, elevando l’esperienza degli ospiti a livelli senza pari.

Tra le stanze, la Harrods Suite brilla come la gemma più preziosa. Disegnata da Harrods Interior Design Studio, è un capolavoro di eleganza che comprende tre suite distinte, ciascuna con bagno privato, ampie zone giorno, una cantina con una collezione di vini e bar in marmo completato da tecnologie all’avanguardia, mentre all’ultimo piano svetta la terrazza privata con piscina a sfioro e vista mozzafiato sulla baia. 

Per gli amanti della cucina, l’hotel propone un viaggio che inizia con l’esclusivo BeefBar, rinomato per la sua carne di prima qualità, e l’acclamato Matsuhisa, che porta l’eccezionale cucina giapponese in stile Nobu nel cuore della Costa Smeralda. Prosegue poi con Le Grand, pluripremiato ristorante dell’hotel, che invita gli ospiti a concedersi una cucina raffinata in un ambiente senza tempo e il Cala di Volpe Barbeque, che quest’anno rivela nuovi elementi grazie a recenti lavori di restyling. L’esperienza continua con gli aperitivi sulla terrazza panoramica dell’Atrium Bar e i piatti mediterranei di Ai Due Mari, al Pevero Golf Club.

Anche il benessere è al primo posto. La pluripremiata Shiseido Spa invita gli ospiti a concedersi un’evasione olistica che fonde rituali giapponesi e scienza moderna, offrendo una gamma di trattamenti esclusivi pensati per ritrovare equilibrio e tranquillità. Circondata da rilassanti elementi di design, è un rifugio per la mente e il corpo. Per chi ama fare sport anche in vacanza, l’hotel offre aree fitness interne ed esterne, watersports, campi da tennis e da padel all’avanguardia, e l’esclusiva Academy di Mouratoglou, campi da calcetto e la Juventus resort experience per i più piccoli, dove divertimento e apprendimento vanno di pari passo. 

IL CERVO HOTEL. Immerso nel cuore di Porto Cervo, il Cervo Hotel ha riaperto il 28 marzo, invitando gli ospiti a immergersi in un’incantevole estate sarda. Progettato nel 1962 dal famoso architetto Luigi Vietti, l’hotel fonde perfettamente il fascino rustico con il comfort moderno. Con le sue affascinanti facciate color pastello e l’elegante architettura in pietra rosa, le 80 camere e suite dell’hotel sono una celebrazione del design tradizionale mediterraneo. All’interno, piastrelle in terracotta, artigianato sardo e decorazioni su misura creano un’atmosfera di calore e autenticità. Ogni camera è un vero e proprio santuario, dotato di balconi privati ​​con viste mozzafiato sulla scintillante Marina o sulla vivace Piazzetta, offrendo un mix coinvolgente di lusso, comfort e tradizione locale.

Per gli amanti della buona cucina, il Cervo Hotel eleva l’esperienza culinaria con una vasta gamma di opzioni. Il Bar Cervo, con vista sulla Piazzetta, offre aperitivi e cocktail dopo cena con musica dal vivo al pianoforte, mentre La Pergola regala un’elegante esperienza culinaria sempre con vista mozzafiato sulla Piazzetta di Porto Cervo. 

Nuna al Sole sarà il cuore pulsante di Porto Cervo. Aperto tutto il giorno, è un locale glamour e vivace, il luogo ideale per uno spuntino leggero o un cocktail rinfrescante dopo lo shopping, mentre il Pomodoro renderà omaggio al cuore della cucina italiana, esaltando la ricchezza dei piatti tradizionali a base di pomodoro con un’attenzione particolare all’autenticità e al sapore.




La “Carta di Amalfi” per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti

Le città simbolo del Belpaese hanno sottoscritto un nuovo patto per il turismo. Dal presidente della commissione turismo del Senato De Carlo, la promessa di accogliere le proposte dei sindaci per tradurle in azioni concrete

Amalfi, 4 aprile 2025 – È stata siglata la “Carta di Amalfi” per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti.
Oltre 25 tra sindaci e amministratori pubblici si sono ritrovati nelle giornate di ieri e oggi all’Arsenale di Amalfi per discutere di temi cruciali per il turismo quali ospitalità e residenzialità, fiscalità, mobilità e sicurezza, e spazi pubblici. Il dibattito si è svolto nella cornice del Summit nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile” promosso dalla Repubblica Marinara insieme alle Città di Arzachena (Porto Cervo), Capri, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo (Madonna di Campiglio) e Polignano a Mare, sotto il patrocinio di ANCI Campania. Hanno partecipato anche il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato, il sindaco di Riomaggiore Fabrizia Pecunia, il sindaco di Taormina Cateno De Luca, il Sindaco di Positano Giuseppe Guida, il Sindaco di Pollica Stefano Pisani, intervenuti ai panel del Summit, oltre al Sindaco di Champoluc Alex Brunod, il Sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, il Sindaco di Praiano Anna Maria Caso, il Sindaco di Castellabate Marco Rizzo, il Sindaco di Ascea Stefano Sansone, il Sindaco di Ischia Vincenzo Ferrandino.
Il Sindaco di Amalfi Daniele Milano ha sottolineato: “Riconoscere la specificità dei Comuni turistici che oggi vedono tarate le loro dotazioni organiche e gli spazi di manovra su criteri squisitamente demografici è essenziale. Il turismo è la fortuna dei nostri territori ed occorre fondarlo su 4 pilastri: allineamento strategico, sostenibilità che coinvolge il territorio, implementazione della qualità dei servizi per garantire la qualità della vita dei residenti, rispettando il patrimonio, la cultura, l’autenticità dei luoghi e sostegno all’operatività economica”.
Il Sindaco di Capri Paolo Falco è intervenuto manifestando l’urgenza di intervenire nella gestione dei flussi turistici in arrivo sull’isola con un limite orario al numero di sbarchi. In particolare, ha dichiarato che: “Capri si pone come modello nazionale di sviluppo sostenibile del turismo e delle comunità locali. È fondamentale che il nostro Comune abbia finalmente voce in capitolo nella definizione del quadro orario dei collegamenti marittimi, attualmente stabilito solo a livello regionale, un aspetto su cui dobbiamo confrontarci seriamente. A Capri vogliamo tutelare fino in fondo chi viene a visitarci e garantire a tutti un’esperienza di qualità, nell’ottica di nuovo equilibrio tra gli interessi privati e comunità che non è più rinviabile”. Il percorso delineato dal sindaco di Capri, e condiviso anche dal Sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, punta a definire un limite orario di massimo carico dell’area portuale, e su questo tema, è stato annunciato l’avvio di uno studio scientifico in materia di sicurezza nell’area portuale che sarà sottoposto alle autorità regionali coinvolte.
Assicurare ai visitatori una buona esperienza e preservare al contempo la residenzialità, questo il punto centrale del dibattito su cui si è soffermato il Sindaco di Napoli e Presidente nazionale ANCI Gaetano Manfredi, che ha affermato: “In una fase di significativa trasformazione del settore, caratterizzata da una crescente pressione turistica, sia nei grandi che nei piccoli centri, emerge con forza la necessità di ripensare i meccanismi regolatori esistenti per arrivare ad una proposta unitaria che guardi a tutto il Paese e che tenga conto delle piccole e delle grandi realtà, tenendo insieme crescita economica e vivibilità dei nostri territori”.
Il Presidente 9ª Commissione (“Turismo”) del Senato Luca De Carlo ha commentato: “Oggi abbiamo lanciato una promessa a quelli che sono gli interlocutori privilegiati, i sindaci, i veri custodi del territorio che ogni giorno lavorano alacremente. La promessa è audire le proposte che nascono dalla Carta di Amalfi e riuscire poi a tradurle e metterle in pratica. Io credo che questo sia la migliore maniera per gratificare lo straordinario lavoro dei tanti sindaci che vivono sulla propria pelle i problemi, ma che hanno proposte che il governo potrebbe recepire nell’interesse di tutti. Viva il turismo e via questi straordinari comuni!”.
Il Sindaco di Courmayeur Roberto Rota ha introdotto la tematica dell’IMU rispetto alle richieste crescenti di residenza in seconde case come abitazione principale, sottolineando che “Il mancato versamento della tassa ha un impatto molto forte sulle casse del Comune. Il punto è la mancanza di chiarezza da parte del legislatore anche a fronte delle ultime indicazioni della Cassazione nel 2023 sulla possibilità che i membri di uno stesso nucleo familiare abbiano residenze in comuni diversi”.
Si è così lanciata la proposta di istituire delle Zone Turistiche Speciali (ZTS), caratterizzate da un’affluenza turistica che eccede sistematicamente la capacità ricettiva, infrastrutturale e di ordine pubblico dei territori interessati impattando sull’equilibrio economico, sociale e ambientale locale. I sindaci dei Comuni situati in queste aree avrebbero così poteri speciali riconosciuti per gestire la circolazione, l’accesso alle zone turistiche e i flussi di pedonali. Potrebbero, ad esempio, limitare l’accesso a certe aree o regolare gli orari di ingresso, con ordinanze motivate e basandosi su dati documentati di pressione turistica.
Come emerso nel corso del Summit, si tratta di sfide che coinvolgono comuni con necessità “particolari” distribuiti indifferentemente tra Nord, Sud e Isole, diversi tra loro ma accomunati dalle stesse opportunità e criticità. Comuni che, a differenza di tutti gli altri, si trovano a dover gestire picchi di presenze sul territorio significativamente superiori al totale della popolazione residente, con considerevoli impatti sulla comunità, sulla tenuta dei servizi pubblici e delle infrastrutture, nonché sulla sicurezza stessa della destinazione.
“Noi Sindaci – dichiara il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda – di fronte a queste criticità, ci troviamo a combattere spesso con armi spuntate e con limitato potere d’ intervento.  Sentiamo fortemente l’esigenza di condividere le nostre esperienze per ottenere nuovi strumenti di gestione dei flussi turistici e dare risposte concrete sia alle comunità residenti sia ai nostri ospiti”.
Per tutti i soggetti aderenti al patto, infatti, il concetto fondamentale è quello del gioco di squadra quale ingrediente irrinunciabile per affrontare e vincere le sfide del turismo.
“Siamo ben consapevoli – prosegue il Sindaco di Pinzolo Michele Cereghini – del valore e dell’importanza del turismo per la crescita dei nostri territori ma siamo altrettanto consapevoli della necessità di un garantire benessere ai nostri residenti. Per questo chiediamo al Governo, alle Regioni e alle Province autonome di dotarci di misure che ci aiutino a poter consentire la migliore visita e fruizione alle località e al tempo stesso garantire la vivibilità per chi vi abita, vi soggiorna e vi lavora. È il concetto di turismo di qualità quello che noi vogliamo garantire e preservare”.
Altro tema centrale riguarda la gestione dei picchi, per cui è necessario poter incidere sulla redistribuzione dei numeri e un controllo più efficace degli arrivi.
Il Sindaco di Polignano a Mare Vito Carrieri: “Non chiediamo misure straordinarie ma poteri da attivare in presenza di dati, valori e numeri che compromettono la vivibilità delle nostre destinazioni. Insomma, non un numero chiuso ma la possibilità di adottare provvedimenti a seconda di quelle che sono le necessità. E questo va definito per territori perché le difficoltà o le esigenze di talune aree sono diverse rispetto ad altre. Il nostro impegno si focalizzerà sulla tutela dell’autenticità e identità, pilastri fondamentale per il nostro turismo, perché noi non vogliamo combatterlo, ma anzi tutelarlo, prima che i residenti diventino i nostri nemici”.
Conclude la Sindaca del Comune di Riomaggiore Fabrizia Pecunia: “Quando i sindaci si riuniscono danno sempre una visione di collaborazione che aiuta anche ciascuno di noi a fare importanti passi avanti. Questa progettualità condivisa ci aiuta a crescere insieme a migliorare”.

Tra le principali proposte i Comuni della neonata rete richiedono:
• Poteri normativi per fronteggiare la gestione dei “picchi” nelle loro località, ovvero l’ottimizzazione degli arrivi di veicoli, treni, imbarcazioni, attraverso forme di concertazione con gli enti locali che tengano conto degli spazi disponibili e delle infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti;
• Strumenti per disciplinare l’offerta di posti letto turistici evitandone la concentrazione in zone che dimostrano elevati “indici di turisticità”;

•   Maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale a tempo determinato - in particolare per il controllo del territori – e più in generale di personale per la gestione degli elevati afflussi – quali ad esempio, personale preposto all’informazione turistica e alla pulizia dei luoghi - oggi agganciate a vincoli anacronistici e assolutamente non rispondenti alle esigenze dei Comuni turistici;

•   Maggiore flessibilità nella fiscalità locale per avere leve finanziarie idonee a gestire le esigenze connesse con i significativi flussi turistici.  

In questa cartella tutti i materiali da scaricare, disponibili in tempo reale:

SUMMIT AMALFI

Il Summit è aperto al pubblico: è possibile comunicare l’adesione compilando il form online e ricevere così informazioni aggiuntive.

L’evento è diffuso in diretta streaming attraverso la pagina Facebook del Comune di Amalfi.




COMUNICATO STAMPA: Arzachena al summit “Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile” – Amalfi 3 e 4 aprile 2025