Villanova Monteleone inaugura “Fressada. Mostra di tappeti sardi”
Dal 14 giugno le eccellenze tessili della Sardegna in esposizione per una settimana tra Su Palatu e l’Ex Centro ISOLA
VILLANOVA MONTELEONE. Sei comunità in mostra per celebrare una delle espressioni più significative del patrimonio culturale e identitario della Sardegna. Domenica 14 giugno alle 10.30, negli spazi di Su Palatu a Villanova Monteleone, sarà inaugurata l’esposizione “Fressada. Mostra di Tappeti Sardi”, che resterà aperta al pubblico per una settimana, dalle 17 alle 20, sia a Su Palatu sia nelle sale dell’Ex Centro ISOLA.
Le produzioni arrivano da alcuni dei centri artigianali più prestigiosi del territorio sardo: “Laboratorio Tessile Prof. Cannas” di Aggius, Giovanna Maria Campus di Nule, Maria Antonia Urru di Samugheo, Lucia Mureddu di Sarule, Vilma Ghiani di Seulo e Associazione culturale ArTes. Al centro della narrazione trova spazio “sa fressada”, manufatto simbolo della tradizione tessile di Villanova Monteleone, presente però in numerosi comuni dell’isola con caratteristiche peculiari.
Alla cerimonia d’apertura interverranno il sindaco Quirico Meloni e l’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, evidenziando l’importanza dell’iniziativa nel panorama delle attività di tutela e valorizzazione delle produzioni identitarie.
«La mostra – dicono gli organizzatori – nasce con l’obiettivo di promuovere il patrimonio della cultura immateriale sarda attraverso un percorso espositivo che mette in dialogo le diverse tradizioni tessili, evidenziandone affinità, peculiarità e contaminazioni».
A rendere ancora più suggestivo il momento inaugurale contribuiranno le esibizioni del Coro de Iddanoa e del Gruppo Folk Tradizioni popolari e di Villanova Monteleone. Al piano terra dell’Ex Centro ISOLA sono allestiti inoltre i laboratori dall’Associazione culturale ArTes, impegnata nella tutela e nella trasmissione dell’arte tessile tradizionale.
L’appuntamento di domenica proseguiràalle 18.30 a Su Palatu, dove si terrà l’incontro con il fotografo naturalista Domenico Ruiu, che presenterà “lo e il grifone, 40 anni insieme”. Mentre alle 21 sarà proiettato in Piazzetta Arru il film “Ammentos dae Su Monte“ dello stesso autore.
La mostra, realizzata a cura della AgT Sviluppo srls, si propone come un’importante occasione di promozione culturale e territoriale, contribuendo a rafforzare il ruolo di Villanova Monteleone quale centro di conservazione, produzione e diffusione del patrimonio tessile e delle tradizioni della Sardegna. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Alboergo Ospitalità Diffusa a Villanova Monteleone Finanziato dall’Unione Europea – Next generation eu.
A Villanova Monteleone l’appello di Antonio Farris: «Così muore la cerealicoltura sarda»
«I marchi IGP non tutelano la filiera, serve grano locale e lievito madre». Il noto accademico, impegnato a Monte Minerva per le Giornate del Cibo 2026, ha lanciato l’allarme sui rischi per una tradizione secolare. Lievito madre per salvare i panificatori: «Si può lavorare di giorno e ridare futuro ai giovani»
VILLANOVA MONTELEONE – Attenzione ai marchi sul pane quando non tutelano tutta la filiera: occorre pretendere l’uso di farine locali e l’impiego del lievito madre. L’appello arriva dalla voce di un profondo conoscitore delle dinamiche della panificazione, Antonio Farris, già docente universitario e presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, impegnato domenica a Monte Minerva per le Giornate del Cibo di Villanova Monteleone. L’esperto ha guidato i partecipanti in una lectio magistralis tra i segreti della panificazione, a partire dal grano fino alla fermentazione naturale, ponendo l’accento sui marchi Igp, in particolare su quello del Coccoi, la cui pratica a Bruxelles attende solo l’ultimo atto, mentre il Carasau e il Pistocu stanno facendo i primi passi.
“Questi marchi non prevedono né l’uso degli sfarinati locali né l’impiego del lievito madre se non a livello volontaristico – ha specificato Farris – e questo vuol dire che stiamo decretando la morte della cerealicoltura sarda. Già siamo ai minimi termini come superfici coltivate, figuriamoci dopo, è chiaro che diminuirà ulteriormente”. L’invito a una chiara presa di posizione è rivolto non solo ai politici, ma anche alle associazioni di categoria, in particolare dei cerealicoltori.
Anche perché, grazie all’utilizzo del lievito madre, potrebbe risorgere un’attività fortemente in crisi, quella del panificatore. Una crisi dovuta non solo alla riduzione nei consumi di pane, ma al fatto che i giovani fuggono dai lavori notturni. “Tenuto conto che il pane con lievito madre acquisisce la qualità migliore dopo 12-24 ore dalla cottura, si può tranquillamente lavorare di giorno – ha detto Farris –. Si può preparare di pomeriggio per poi metterlo in commercio il giorno dopo, come si fa già in alcuni paesi, ad esempio a Villaurbana e Orroli”.
Dalla teoria alla pratica, a Monte Minerva i partecipanti hanno potuto poi cimentarsi nella realizzazione del pane decorativo, grazie alle maestre della Proloco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore.
Ma la due giorni è stata occasione anche per valorizzare altri prodotti del territorio: olio, vino e agnello.
Grande successo ha riscosso il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” condotto dallo chef Fabio Zago e dal comunicatore gastronomico Tommaso Sussarello, che hanno esplorato l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone Errile”.
A richiamare l’attenzione sul valore dell’olio è stato invece “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, ha presentato l’Elogio dell’olio d’oliva da lui scritto e interpretato.
Il percorso sull’olio di qualità è proseguito attraverso i laboratori guidati di Luciana Putzolu in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna, mentre il laboratorio di degustazione sul vino è stato condotto da Loredana Marchi con la Cantina Santa Maria La Palma. Il calendario è stato impreziosito da degustazioni, laboratori con il Ceas e visite guidate “Alla scoperta di Minerva”.
La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.
A Monteleone Rocca Doria si inaugura “Nùrcara – Sentieri del Villanova”
Trentuno chilometri di sentieri tra storia, tradizioni e natura. Sabato 16 maggio il taglio del nastro del progetto che unisce cinque comuni in una rete escursionistica d’eccellenza: un nuovo modello di turismo lento per il rilancio delle aree interne
MONTELEONE ROCCA DORIA – Trentuno chilometri di percorsi rurali riconvertiti in una rete escursionistica d’eccellenza per un nuovo modello di sviluppo territoriale sostenibile. Si chiama “Nùrcara – Sentieri del Villanova” il progetto di riqualificazione degli antichi assi viari promosso e finanziato dall’Unione dei Comuni, mediante la creazione di una rete di sentieri, che verrà inaugurato ufficialmente sabato 16 maggio dalle 10.30, nel Centro Ristoro Roccadò di Monteleone Rocca Doria.
L’evento segna la nascita di un’importante rete sentieristica, che ingloba cinque itinerari pensati per il trekking e il cicloturismo collegando i territori di Mara, Padria, Romana, Monteleone Rocca Doria e Villanova Monteleone: un viaggio immersivo tra storia, archeologia, fede e natura selvaggia, tra panoramici mozzafiato dedicati all’osservazione dell’aquila reale e del grifone.
L’obbiettivo del progetto consiste nello sviluppo di itinerari di media percorrenza su territori comunali, fruibili in sicurezza, che si colleghino ai percorsi già individuati da Forestas per favorire la creazione di una vasta rete di percorsi a fruizione lenta nell’area dell’Unione dei Comuni del Villanova.
L’appuntamento inaugurale accoglierà un parterre d’eccezione tra personalità di alto profilo tecnico e istituzionale, a testimoniare l’importanza strategica del progetto per l’intera regione. Tra i presenti, a fare da apripista Giovannina Fresi, sindaca di Monteleone Rocca Doria e presidente dell’Unione dei Comuni del Villanova, i sindaci Quirico Meloni, Alessandro Mura, Lucia Catte, Paolo Chessa e i vice-sindaci e gli assessori delle comunità coinvolte, che sono stati il vero motore dell’iniziativa.
L’incontro approfondirà il tema del turismo sostenibile come leva per la valorizzazione delle zone interne della Sardegna. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Lucia Cossu, interverranno Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo; Rosanna Laconi, assessore regionale all’Ambiente; Mauro Rotelli, deputato e presidente Commissione Ambiente della Camera; Giuseppe Mascia sindaco della Città Metropolitana di Sassari; Alessio Saba coordinatore Rete escursionistica della Regione Sardegna; Vincenzo Ligios, presidente Distretto Rurale del Villanova.
A dare il proprio contributo saranno inoltre gli esperti Stefania Fancellu, responsabile del Complesso parchi – Agenzia Forestas; il geografo Matteo Cara, l’architetta Federica Rubattu, la guida escursionistica Corrado Conca e il direttore generale del Distretto Rurale del Villanova, Gianfranco Sanna.
La mattinata prenderà il via con la proiezione del video emozionale “Nurcara, sentieri che raccontano una storia”, realizzato dall’agenzia Redfish Advdi Sassari, che ha curato tutta la comunicazione del progetto. A fine mattinata, dopo un breve momento conviviale, l’esperienza diventerà reale: gli ospiti saranno accompagnati da Corrado Conca e Matteo Cara in una visita guidata lungo il circuito ad anello che abbraccia il borgo di Monteleone, regalando scorci mozzafiato sul lago del Temo.
«Nùrcara rappresenta la volontà di trasformare il patrimonio storico e ambientale in una risorsa viva – spiegano i promotori –. Non si tratta soltanto di una rete di percorsi fine a se stessa, ma di un ponte rigenerato tra passato e futuro, di un racconto corale del territorio che permette di scoprire siti di inestimabile valore con un occhio di riguardo per l’ambiente».
Gli itinerari Nùrcara, consultabili sul sito www.sardegnasentieri.it,si candidano così a diventare una destinazione d’eccellenza per chi cerca un contatto autentico con la Sardegna più profonda, unendo in un unico cammino la bellezza dei paesaggi tra storia, tradizioni e natura.
A Monte Minerva due giornate tra olio e vino, agnello e pane rituale: un messaggio di pace che unisce gastronomia e culture
Sabato e domenica il secondo e terzo atto delle “Giornate del Cibo” di Chenamos in carrela organizzate dalla Pro Loco di Villanova Monteleone
Villanova Monteleone – Olio, vino, agnello, lievito madre e pane rituale per un fine settimana imperdibile al Ceas di Monte Minerva: il 16 e 17 maggio arrivano il secondo e il terzo atto delle “Giornate del cibo” di Chenamos in Carrela. Due nuovi appuntamenti promossi dalla Pro Loco di Villanova Monteleone in cui il cibo diventa uno strumento per costruire ponti, contrapponendo la bellezza della condivisione alla violenza cieca delle guerre. Il percorso a cura di Tommaso Sussarello stavolta porta il cuore dell’identità pastorale sarda a incontrarsi con le raffinate suggestioni della cucina orientale, offrendo una riflessione profonda che unisce gastronomia e culture.
Sabato 16 maggio, a partire dalle 10, il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” sarà condotto dallo chef Fabio Zago, dall’imprenditore locale Antioco Marras e da Sussarello. I tre esploreranno l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone ’Errile”, l’agnello ormai maturo, svezzato a erba, che regala carni e sapori profondamente diversi dall’agnellino da latte, recuperando un’antica tradizione sarda del consumo primaverile. Traendo ispirazione dalla cucina persiana e indiana, ma con radici saldamente piantate nel territorio, il piatto simbolo sarà una rivisitazione del Biryani, sostituendo il riso con “Succu”, la pastina tipica del Logudoro. Il pranzo a tema sarà riservato agli invitati.
Sempre in mattinata sono in programma laboratori per bambini con il CEAS, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, l’attenzione si sposta sull’analisi sensoriale. Si parte con poesia e musica grazie alla performance “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, col suo elogio dell’olio d’oliva renderà omaggio al pregiato prodotto del territorio. Si prosegue con i laboratori guidati di Luciana Putzolu per imparare a riconoscere l’olio di qualità in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna. “Dal vigneto al calice” sarà invece il laboratorio di degustazione sul vino con la Cantina Santa Maria La Palma guidati da Loredana Marchi. Dopo le visite guidate “Alla scoperta di Minerva”, al Rosetto antico e alle vicine Domus de Janas, la serata si concluderà con l’apericena nel Giardino della biodiversità e con la musica da ballo del noto fisarmonicista Antonio Tanca.
Domenica il focus si sposterà sull’arte della panificazione tra lievito madre e pane rituale. Alle 10 Antonio Farris, presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, condurrà i partecipanti nel viaggio “Dal grano al pane” e tra i segreti della fermentazione naturale. Le maestre della Pro Loco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore, sveleranno i segreti della decorazione del pane, un’arte antica che presuppone precisione e pazienza. Sono in calendario laboratori con il CEAS e le degustazioni a tema “Non solo Pane” con lo chef Zago. Alle 15.30 Antonio Farris condurrà i presenti nel nuovo percorso esperienziale “Dall’impasto alla cottura del pane nel forno a legna”. Il calendario è impreziosito da degustazioni, visite guidate “Alla scoperta di Minerva” e dal brindisi di chiusura.
La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari. I posti disponibili per le degustazioni e i laboratori del pane sono a numero limitato ed è necessaria la prenotazione.
Chi volesse mangiare può prenotare presso la Locanda Minerva o consumare il pasto in autonomia nelle Aree Picnic appositamente attrezzate. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’indirizzo [email protected] o il numero 338 277 5286.
La Sardegna a Villanova riscopre il tesoro delle erbe selvatiche
Successo al Nuraghe Appiu per il primo appuntamento delle “Giornate del cibo” promosse dalla Proloco di Villanova Monteleone: il connubio tra i percorsi botanici e gli itinerari archeologici diventa risorsa per il territorio
VILLANOVA MONTELEONE – Con 2500 specie di piante native, la Sardegna ha un tesoro naturale che per millenni ha fornito alimentazione, tessuti, coloranti, medicine, materiali per realizzare manufatti. Ed è proprio alle “Erbe spontanee”, quelle edibili e quelle non commestibili ma utilissime, che a Villanova Monteleone è stato dedicato il primo appuntamento delle “Giornate del cibo”, in un contesto storico e ambientale di pregio come quello del Nuraghe Appiu.
Dopo il saluto del presidente della Proloco, Pietro Fois e l’intervento introduttivo del comunicatore enogastronomico Tommaso Sussarello, il gruppo di appassionati arrivato da tutto l’hinterland ha preso parte a un’immersione nella natura, tra panorami mozzafiato e pregevoli testimonianze archeologiche. La visita guidata condotta dall’archeologa Alessandra Succu è stata alternata dall’intervento magistrale di Emanuele Farris, docente dell’Università di Sassari e presidente della sezione sarda della Società Botanica Italiana.
«Dopo gli anni ‘50 e ‘60 – ha spiegato Farris – si è avuta una fortissima erosione delle antiche usanze, quindi anche la perdita delle conoscenze nell’utilizzo delle piante. Il riavvicinamento degli ultimi anni significa riscoprire le radici, ma può aprire anche a interessanti prospettive di tipo imprenditoriale».
La mattinata è proseguita con il laboratorio del giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, esperto di erbe officinali. Sono ventotto quelle presentate sul tavolo, tra le quali “su fìlighe”, “sa feruledda”, che hanno mille usi di cui si è persa conoscenza. Servivano per pulire i forni del pane o per filtrare il latte dopo la mungitura. E ancora “sa lua”, utilizzata per cacciare le anguille quando ancora nuotavano nei fiumi della Sardegna. «Quello delle erbe è un patrimonio che l’isola ha sempre utilizzato e oggi stiamo perdendo – ha detto Fancello – e un’occasione come questa vuol dire rivalutarle, riscoprirle, perché la natura ci offre tutto ciò che ci serve, la natura ci aiuta».
Dalle erbe e i pascoli del territorio alla produzione delle eccellenze casearie il passo è breve. L’evento è proseguito con la preparazione dal vivo di formaggio e di ricotta, dalle mani dei componenti della proloco, per concludersi con lo show cooking dello chef Fabio Zago, che ha sperimentato alcuni abbinamenti di erbe selvatiche, formaggi e ricotte: «Abbiamo preparato una crema di pecorino fresco, poi cotto le nostre erbe con aglio, olio, peperoncino e sale, scelto biete, finocchietto e “appara” (un tipo di aglio selvatico), e abbiamo farcito un pane creando una sorta di “supa” tipica della cucina sarda».
«Quella di collegare i percorsi botanici ed enogastronomici con gli itinerari archeologici di Villanova Monteleone è stata una felice intuizione – ha affermato il sindaco Quirico Meloni –. Penso che il successo della manifestazione, al quale ha contribuito l’impegno fondamentale della Proloco, sia un buon viatico per organizzare nuove giornate importanti ed efficaci come questa».
L’appuntamento, inserito all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.
“Erbe e formaggi”, a Villanova Monteleone prendono il via “le Giornate del cibo”
Sabato 25 aprile al Nuraghe Appiu il primo appuntamento alla scoperta delle “Erbe spontanee formaggi nostrani” con Emmanuele Farris, Giovanni Fancello, Fabio Zago e Tommaso Sussarello. L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco nel programma di “Chenamos in carrela” 2026 e fa parte del Network Salude&Trigu
VILLANOVA MONTELEONE – Nuraghe Appiu ancora una volta grande protagonista di primavera delle “Giornate del cibo” organizzate dalla Pro Loco di Villanova Monteleone. Sabato 25 aprile, a partire dalle 10 del mattino, nel contesto del sito megalitico, è in programma l’evento dedicato alle “Erbe spontanee commestibili e possibili abbinamenti con i formaggi nostrani e le ricotte”.
Un laboratorio esperienziale in cui saranno presentati al pubblico la preparazione del formaggio e della ricotta e i possibili abbinamenti con le erbe selvatiche commestibili. Quindi un percorso nella natura incontaminata delle campagne di Villanova Monteleone sarà l’ideale per riscoprire e riconoscere le piante erbacee naturali e il loro utilizzo nell’alimentazione. La mattinata sarà impreziosita da una visita guidata all’importante sito archeologico e dalle degustazioni a tema appositamente studiate per abbinamenti con i formaggi del territorio.
Ospiti d’eccezione saranno il botanico Emmanuele Farris, docente all’università di Sassari e Presidente della sezione sarda della Società Botanica Italiana, il giornalista gastronomico ed esperto di erbe spontanee Giovanni Fancello, lo chef Fabio Zago, che sperimenterà alcuni abbinamenti tra le erbe selvatiche e i nostri formaggi e ricotte. A coordinare l’incontro sarà il comunicatore enogastronomico Tommaso Sussarello.
La partecipazione ai laboratori è gratuita ma è richiesto un ticket per le degustazioni.
L’appuntamento è inserito all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, che ha l’intento di promuovere le eccellenze del territorio: tra primavera ed estate numerosi incontri celebreranno il valore non solo delle erbe e dei formaggi, ma anche il pane, l’olio, vini, carni, la pasta, i dolci, il miele e tanto altro.
L’intero calendario è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.
Nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica dei comuni del Villanova
Cinque percorsi a vocazione turistica e cicloturistica per oltre trentuno chilometri di itinerari che collegano paesi, monumenti e siti archeologici
UNIONE COMUNI DEL VILLANOVA – Antichi assi viari e vecchie mulattiere abbandonate riprendono vita in cinque percorsi dedicati al trekking e al cicloturismo. Nell’Unione dei Comuni del Villanova nasce “Nùrcara”, la rete sentieristica che fin da subito renderà disponibili oltre trentuno chilometri di itinerari di media percorrenza, collegando contesti tematici di altissimo valore ambientale, naturalistico, religioso, storico e archeologico. Senza trascurare il pregio panoramico dei sentieri del grifone e dell’aquila reale.
Nonostante il processo di spopolamento sia in costante aumento, le potenzialità di sviluppo del territorio hanno permesso di delineare un Piano di sviluppo strategico intercomunale, con la creazione di un sistema di accoglienza turistica sostenibile che, attraverso la realizzazione di una rete sentieristica-escursionistica, possa raccontare e promuovere il territorio e le sue importanti risorse tematiche.
«La rete sentieristica mira a diventare un importante attrattore, non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale nell’ambito della domanda del turismo lento escursionistico – ha affermato la presidente dell’Unione, GiovanninaFresi –. L’inserimento dei nostri sentieri nella RES promossa dalla Regione sarà certamente un volano per l’internazionalità del progetto e, in questo senso, è stata avviata un’importante collaborazione con l’agenzia Forestas e il CAI».
Il progetto, realizzato con l’ausilio dell’esperto Matteo Cara e pianificato dall’architetto Federica Rubattu, è stato approvato dai sindaci Quirico Meloni, Paolo Chessa, Alessandro Mura, Lucia Catte e dalla stessa Giovannina Fresi.
I nuovi percorsi, individuati all’interno dei territori comunali di Villanova Monteleone, Mara, Padria, Romana e Monteleone Rocca Doria, saranno collegati a quelli diForestas e del CAI e saranno censiti nell’apposito catasto della Regione Sardegna, perfettamente attrezzati per consentire la fruizione escursionistica e turistica delle aree verdi che mettono in comunicazione paesi, monumenti e siti archeologici. Gli interventi prevedono la manutenzione, il taglio della vegetazione invadente, il ripristino di muretti a secco e di staccionate, la posa in opera di segnaletica a bande orizzontali bianco-rosse e cartelli dedicati.
Il primo percorso parte da Villanova Monteleone e si estende per sedici chilometri inoltrandosi nelle strade vicinali, collegando l’abitato al sito archeologico di Nuraghe Appiu e alla vicina SP19, e proseguendo in direzione di Monte Minerva fino a congiungersi con una tratta RES fino alla Locanda Minerva e ai siti storici e archeologici della zona.
Il secondo percorso, poco più di sette chilometri, si sviluppa nel territorio di Padria e collega il centro abitato con il nuraghe e con l’insediamento medioevale di San Saturnino, nella cui zona esisteva anche il villaggio scomparso di Musidanu, per poi proseguire fino alla SP1.
Il terzo itinerario ha un’estensione di quasi cinque chilometri di strade rurali, che collegano l’abitato di Mara con la chiesa di Nostra Signora di Bonu Ighinu, passando a breve distanza dal Castello di Bonvehi, fino al santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu.
Il quarto sentiero si estende per tre chilometri e mezzo dai piedi di Monteleone Rocca Doria, transitando nei pressi dell’antico lavatoio e compiendo il periplo ai piedi della rocca, permette di visitare le scenografiche cave di tufo abbandonate e riqualificate, collegandosi alle pareti predisposte per l’arrampicata, dove è presente la famosa “Ferrata della Regina”.
Un quinto intervento riguarda l’antico sentiero che collega Monteleone a Romana attraverso le vallate del Temo, dei suoi affluenti e la tomba neolitica di Monte Airadu, e sarà presto fruibile interamente.
Al via Storicamente, nel weekend il festival del romanzo storico parte tra i segreti della Magliana e dei Templari
Sabato Raffaella Fanelli e Daniela Porto a Villanova Monteleone, domenica Barbara Frale e Massimo Rassu a Mara e in serata Cosimo Filigheddu e Ignazio Salvatore Basile a Semestene
Un weekend d’apertura a tu per tu con i segreti della Banda della Magliana e con i misteri dei templari, attraverso l’incontro con gli autori e le autrici più in voga del momento. “Storicamente: Festival del Romanzo Storico” prende il via sabato (4 ottobre) alle 17.30, a Su Palatu di Villanova Monteleone, con l’arrivo della scrittrice torinese Raffaella Fanelli, che presenta “La verità del freddo” (Chiarelettere). Un testo denso di contenuti in cui Maurizio Abbatino, capo e fondatore della banda della Magliana, racconta anni di delitti e di vendette, aprendo uno squarcio di luce su alcuni misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di Aldo Moro, fino alla scomparsa di Emanuela Orlandi. A moderare la serata sarà la giornalista Lucia Cossu, che subito dopo introdurrà la presentazione de “Il mio posto è qui” (Sperling & Kupfer), di Daniela Porto, per parlare di storie anticonvenzionali, di emarginazione e di emancipazione femminile. Alle 20.30 sarà proiettato il film “Il mio posto è qui” tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice romana. La serata sarà impreziosita dall’esibizione del Coro de Iddanoa Monteleone.
Raffaela Fanelli. In alto Barbara Frale
La seconda tappa del festival, domenica mattina (5 ottobre) alle 10.30, accoglierà nel Santuario di Bonuighinu, a Mara, la scrittrice Barbara Frale nella sua prima presentazione in Sardegna. Storica del Medioevo, archivista del Vaticano nota per le sue scoperte sui templari, la studiosa presenterà due suoi libri, “La torre maledetta dei templari” (Newton Compton) e “L’idolo dei templari” (RAI libri). A impreziosire l’incontro sarà la presenza di Massimo Rassu, uno dei divulgatori più prolifici sul tema, che esporrà i contenuti della sua pubblicazione a tema “L’abbigliamento dei Templari” (Tipheret). L’incontro sarà moderato da Fabio Marcello.
In serata l’appuntamento con Storicamente si sposta a Semestene, nella chiesa di San Giorgio, dove alle 17.30, Cosimo Filigheddu presenta in prima assoluta la sua ultima fatica letteraria, “Allo sguardo attento” (il Maestrale), la rievocazione di un’epoca e di una classe sociale in disfacimento durante il Ventennio fascista. Ma anche una riflessione sull’identità d’oggi, dove persona e personaggio si confondono sul grande palcoscenico della virtualità.
Lo scrittore cagliaritano Ignazio Salvatore Basile renderà invece omaggio a Fabrizio de Andrè con il volume “Sicuramente ligure, ma anche un poco sardo-cartaginese” (Dei Merangoli Editrice), che ha il sapore di una storia parallela in cui la vera protagonista è la Sardegna e i suoi codici comportamentali. A fare da accompagnamento musicale il gruppo “…E se vai” con le canzoni di De Andrè. A coordinare la serata sarà Alessandro De Roma.
Il festival è organizzato dall’associazione culturale intercomunale Isperas con il contributo dell’Unione dei Comuni del Villanova (Mara, Monteleone Rocca Doria, Padria, Romana e Villanova Monteleone) e del Comune di Semestene e con il patrocinio della Regione Sardegna.
Ritorna “Storicamente”, il festival del romanzo storico
Dal 4 al 12 ottobre due weekend tra Villanova e Meilogu con l’atteso evento editoriale interrotto nel 2020 a causa della pandemia: coinvolti i comuni di Villanova Montelone, Mara, Semestene, Monteleone Roccadoria, Padria e Romana
Tra i temi la Sardegna romana e i Templari, le stragi fasciste impunite, la Banda della Magliana, le BR, senza trascurare storie vere di emancipazione femminile
“Storicamente”, il festival del romanzo storico ritorna dal 4 al 12 ottobre coinvolgendo sette comuni tra Villanova e Meilogu per due weekend alla scoperta delle opere più intriganti del momento. Quattro appuntamenti tra storia e fantasia a contatto diretto con gli autori e con il piacere di fare cultura in alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio.
L’iniziativa riparte sotto la direzione artistica di Lucia Cossu, dopo essersi fermata per alcuni anni in seguito alla pandemia, e aver colto l’occasione di ritornare nel ventennale di attività dell’associazione culturale intercomunale Isperas, che organizza l’evento fin dalla fondazione.
C’è grande attesa per le diverse tematiche che spaziano dalla Sardegna romana ai Templari, dalle stragi fasciste dimenticate fino al dietro le quinte della Banda della Magliana e le Brigate Rosse, passando per storie di emancipazione femminile.
Tra le numerose attività anche quest’anno è prevista la collaborazione con il Liceo Scientifico di Pozzomaggiore: il 4 ottobre l’Istituto ospiterà un incontro con la giornalista Raffaella Fanelli e il 13 ottobre con lo scrittore Alessandro Perissinotto.
Il festival è organizzato in collaborazione con la manifestazione letteraria “6 in storia”, Imago Mundi, la Pro Loco Gurulis Vetus di Padria e l’associazione culturale Istellas di Mara, con il contributo dell’Unione dei Comuni del Villanova e del Comune di Semestene e il patrocinio della Regione Sardegna.
PROGRAMMA. Nella serata d’apertura, il 4 ottobre alle 17.30 a Su Palatu di Villanova Monteleone, Lucia Cossu introduce le “Storie del secolo breve”, accogliendo in primis la scrittrice torinese Raffaella Fanelli che presenta “La verità del freddo” (Chiarelettere), lo scrigno delle confessioni del boss della Banda della Magliana, Maurizio Abbatino; quindi sarà il momento di Daniela Porto con “Il mio posto è qui” (Sperling & Kupfer), in cui la penna dell’autrice romana propone storie anticonvenzionali di emarginazione e di riscatto femminile. Alle 20.30 sarà proiettato il film “Il mio posto è qui” tratto dall’omonimo romanzo.
C’è grande attesa per l’arrivo a Mara di Barbara Frale, archivista del Vaticano, per la prima volta in Sardegna domenica 5 ottobre, alle 10.30, nel Santuario di Bonuighinu con “La torre maledetta dei templari” (Newton Compton) e “L’idolo dei templari” (RAI libri). L’incontro moderato da Fabio Marcello, da non perdere per gli appassionati del genere, vedrà Frale impegnata in una delle sue rare presentazioni. Al suo fianco Massimo Rassu, uno dei divulgatori più prolifici sul tema, che parlerà de “L’abbigliamento dei Templari” (Tipheret).
Alle 17.30 nella chiesa di San Giorgio a Semestene, Alessandro De Roma animerà un incontro dedicato agli “anni ’70 nati dal fracasso”. A dare il via alla serata sarà Alessandro Bertante con “Mordi e fuggi. Il romanzo delle BR” (Baldini+Castoldi), in cui si evincono i fatti cruciali che hanno innescato la stagione degli anni di piombo. Lo scrittore cagliaritano Ignazio Salvatore Basile renderà invece omaggio a Fabrizio de Andrè con il volume “Sicuramente ligure, ma anche un poco sardo-cartaginese” (Dei Merangoli Editrice), che ha il sapore di una storia parallela in cui la vera protagonista è la Sardegna e i suoi codici comportamentali. A fare da accompagnamento musicale il gruppo “…E se vai” con le canzoni di De Andrè.
Sabato 11 ottobre il circuito letterario si sposta a Monteleone Roccadoria, in piazza Sant’Antonio, dove Ciriaco Serra guiderà l’incontro dedicato a storia, enigmi e immaginazione. Davide Cossu presenterà “Il castello delle congiure” (Newton Compton) ripercorrendo le tracce che portano a una tragedia confinata nel passato oscuro degli Este. Quindi la fantasia di Ciriaco Offeddu ci ricondurrà in Sardegna, in una grande avventura che dall’isola porta sino all’Argentina, seguendo il destino di migranti dominati da passioni estreme. La presentazione è inserita all’interno della manifestazione “Piccoli borghi, Nuove Energie. L’acqua e la roccia”. Le letture saranno a cura di Dario Cosseddu.
Domenica 12 ottobre si parla di storie di Roma e di Sardegna all’ex Convento francescano di Padria, dove alle 10.30 Salvatore Meloni dialogherà con Gabriele Tanda in un confronto in lingua sarda dedicato ai “Contos de sa Sardigna Romana” (Condaghes). Quindi l’attenzione sarà rivolta a Massimiliano Colombo e al suo “Il prigioniero di Cesare” (Newton Compton Editori), una storia d’amicizia tra il condottiero Vercingetorige e il centurione che lo tiene prigioniero. A corollario una rievocazione storica e un laboratorio per bambini curato dal Castrum La Crucca.
Chiusura della manifestazione alle 17.30 nella chiesa della Madonna degli Angeli, a Romana, dove la giornalista Simona Scioni approfondirà numerose trame che separano il Cinquecento e il secolo breve.
Prima protagonista sarà Graziella Monni con “Il medico di Càller” (Solferino libri), dando spazio a un’epoca, il XVI secolo, in cui le coste sarde erano minacciate dalle scorrerie dei pirati musulmani. Finale di festival con “La guerra dei Traversa” (Libri Mondadori) di Alessandro Perissinotto, una sfida narrativa dedicata alla prima strage impunita perpetrata dai fascisti a Torino nel 1922, in cui la letteratura diventa strumento per sconfiggere l’oblio. A impreziosire la presentazione sarà il monologo teatrale “Rammendare la memoria” tratto dal romanzo di Perissinotto.
Monteleone, “Voci d’Europa” sperimenta il coro spazializzato
La 42esima edizione del festival ha preso il via con la sezione maschile del Complesso Vocale di Nuoro, che ha proposto una modalità musicale sperimentale
Ottima performance del Corpo Polifonico turritano, che ha dato il via alla serata
MONTELEONE ROCCA DORIA. L’atmosfera di un luogo magico, ricco di storia e bellezze paesaggistiche come Monteleone Rocca Doria ha dato il via alla 42esima edizione del festival internazionale di musiche polifoniche Voci d’Europa. Le melodie del Coro Polifonico Turritano hanno animato il paese fin dal pomeriggio (del 4 settembre), attraverso un tour itinerante a tappe gente tra gli slarghi, le piazze e i contesti panoramici dell’antico borgo fondato dai Doria. Un passaggio suggestivo è stato quello proposto all’interno del Museo del pane.
In serata, la formazione diretta dal maestro Laura Lambroni ha aperto il concerto polifonico nella chiesa romanica di Santo Stefano, con l’accompagnamento del virtuoso tedesco Christian Antwerpen al violoncello e della bravissima Chiara Manca al pianoforte. Subito dopo, i due strumentisti hanno proposto alcuni applauditissimi brani in duetto, resi ancor più suggestivi grazie alla pregevole acustica dell’edificio sacro, un unicum in Sardegna per la presenza di due navate con due absidi affiancate.
Christian Antwerpen e Chiara Manca
Protagonista del finale è stata la sezione maschile del Complesso vocale di Nuoro diretto dal maestro Franca Floris, che ha proposto un repertorio vario, con l’esecuzione di due mottetti, tratti da codici del 13esimo e 14esimo secolo, seguiti da un inno gregoriano molto famoso, il Crux fidelis, prima in modalità gregoriana e poi cantato in modalità per coro spazializzato. Quest’ultima è un’esperienza musicale rara e molto interessante, ispirata da un brano scritto da Giovanni Bonato, compositore contemporaneo, il quale sperimenta le varie possibilità della voce, facendola interagire anche con le diverse acustiche, e posizionando i cantori in varie parti del luogo che funge da palcoscenico. Alla fine della serata sono state consegnate delle targhe di partecipazione agli artisti partecipanti e alla sindaca Giovannina Fresi.
«In questa chiesa c’è un’ottima acustica, per cui sia i brani della prima parte, quelli sacri, medievali, rinascimentali sono stati veramente piacevoli da eseguire, ma anche la parte romantica – ha affermato Franca Floris –. Questo è un paese veramente straordinario, ed è altrettanto straordinario che il coro polifonico turritano abbia pensato di inserirlo come una delle località privilegiate del festival».
Il festival prosegue il 5 settembre a San Gavino di Porto Torres, il 6 San Pietro di Sorres a Borutta e nel Parco Littu di Santa Maria Coghinas, il 7 sul traghetto per l’Asinara e quindi di nuovo a Porto Torres nella Tenuta Li Lioni. Quindi gran finale con il ritorno alla basilica di San Gavino.
Il festival Voci d’Europa è organizzato dal Coro Polifonico Turritano ed è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, da Grimaldi lines e dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.
Il Coro Polifonico Turritano; in alto la sezione maschile del Complesso Vocale di Nuoro