Steatosi epatica, nasce al Policlinico l’Ambulatorio MASH. L’epatologo Giancarlo Serra: patologia epatica emergente più rilevante nella popolazione adulta e pediatrica

Cagliari 28 maggio 2025. Nasce al Policlinico Duilio Casula l’ambulatorio dedicato alla gestione multidisciplinare della Malattia metabolica associata a steatoepatite (MASH), una delle patologie epatiche emergenti più rilevanti nella popolazione adulta e pediatrica, afferente alla strutta semplice di Malattie del Fegato diretta dal professor Luchino Chessa.

L’ambulatorio, spiega il dottor Giancarlo Serra, referente del servizio, «ha l’obiettivo di offrire un percorso diagnostico-terapeutico integrato per i pazienti affetti da steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), condizione spesso silente ma potenzialmente evolutiva verso la cirrosi e l’epatocarcinoma».

Il nuovo servizio, prosegue il dottor Serra, «prevede una stretta collaborazione tra epatologi, diabetologi, nutrizionisti, psicologi, cardiologi e altri specialisti, con percorsi personalizzati di prevenzione, diagnosi precoce, follow-up clinico e supporto terapeutico».

Particolare attenzione è riservata ai pazienti con obesità, diabete di tipo 2, disturbi alimentari e sindrome metabolica. La presenza dell’ambulatorio MASH al Policlinico Duilio Casula, conclude il dottor Giancarlo Serra, «rappresenta un importante passo avanti nella presa in carico globale del paziente, con l’obiettivo di ridurre le complicanze della malattia del fegato, migliorare la qualità della vita e promuovere una sanità più efficiente e vicina ai reali bisogni del territorio».




Libri, Alessandro Carlini presenta a Cagliari la storia del partigiano Renato Del Din

Venerdì 30 maggio l’associazione L’Alambicco accoglie lo scrittore ferrarese con il suo nuovo volume (Utet 2024) tra le anteprime del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI.Il giornalista e scrittore Alessandro Carlini venerdì 30 maggio sarà a Cagliari, nella sala Villanova dell’hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 44), dove alle 18.30 presenterà il volume “Se il fuoco ci desidera. Breve storia di Renato Del Din, che l’8 settembre 1943 scelse la libertà” (Utet, 2024).

A dialogare con l’autore Alessandro Carlini sarà lo storico Roberto Ibba. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è inserita tra le anteprime dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu, ed è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco.

Il libro. Partigiano, decorato con la medaglia d’oro al valor militare come la sorella Paola, Renato Del Din viene assegnato alla divisione Julia e ben presto si trova davanti alla scelta più importante della sua vita: seguire Mussolini tra le forze repubblichine o ribellarsi ai nazifascisti. Renato sceglie la libertà, diventando tra i primi animatori delle brigate Osoppo, cuore della Resistenza in Friuli. In sette mesi la sua formazione diviene una spina nel fianco per i nazifascisti, fino alla terribile notte in cui Renato in persona guida un attacco eroico a una caserma della milizia, trovando la morte. È il 25 aprile 1944, esattamente un anno prima della Liberazione, e Renato ha appena 21 anni.

L’autore. Alessandro Carlini (1976, Ferrara), giornalista e scrittore, lavora per l’Agenzia Ansa e collabora con il Corriere del Ticino. Si è occupato soprattutto di politica estera, cultura, spettacoli ed economia in diversi Paesi, fra cui Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti, Francia e Israele. Ha pubblicato il romanzo di ambientazione storica “Partigiano in camicia nera” (Chiarelettere, 2017), vincitore del Premio Città di Como Opera Prima e del Premio Carver, il noir “Gli sciacalli” (Newton Compton, 2021), proposto al Premio Strega da Paolo Ruffilli e fra i primi otto libri di narrativa nel torneo letterario di Robinson – La Repubblica, e il seguito ‘Il nome del male’ (2022), finalista al Garfagnano in Giallo. Nel 2023 ha pubblicato “Nome in codice: Renata” (Utet), la biografia romanzata di Paola Del Din, combattente della Resistenza e agente segreto, libro finalista del premio Fiuggi Storia, e nel 2024 “Se il fuoco ci desidera” (Utet), sul sottotenente degli alpini e partigiano Renato Del Din, libro tra i vincitori del premio Alpini Sempre e finalista del premio Emilio Lussu. Da quest’ultimo nel 2025 ha realizzato lo spettacolo teatrale ‘Il fuoco ci prenda’, curandone la regia e la drammaturgia. Ha scritto per alcune riviste, fra cui Passaporto Nansen, Il corsaro nero e Mondoperaio.




Cagliari, omaggio a Emilio Lussu per i cinquant’anni dalla morte

Venerdì 16 maggio l’associazione L’Alambicco propone una nuova anteprima del Festival: il libro “Il Capitano. Emilio Lussu: il Carso, l’Altopiano e il Piave che non ha mai raccontato”

CAGLIARI.In occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa di Emilio Lussu, l’associazione culturale l’Alambicco omaggia il grande intellettuale e combattente di Armungia con la presentazione di un libro scritto a quattro mani da Stefano Aluisini e Ruggero Dal Molin: “Il Capitano. Emilio Lussu: il Carso, l’Altopiano e il Piave che non ha mai raccontato” (Itinera Progetti, 2024).

Venerdì 16 maggio, a partire dalle 17.30 nella sede della Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta 2) a Cagliari, sarà presente il co-autore Dal Molin, che dialogherà con Alberto Cabboi, direttore del sistema museale Joyce ed Emilio Lussu di Armungia. L’ingresso è libero e gratuito.

“Un anno sull’Altipiano” è stato un classico della Grande Guerra – spiegano Aluisini e Molin – un compagno sui banchi di scuola per tanti studenti soprattutto delle passate generazioni, un libro indimenticabile di quella “letteratura con le stellette” nata in Italia nel primo dopoguerra, ma rivela solo parzialmente il reale vissuto di Lussu tra i “Dimonios” della gloriosa Brigata “Sassari” nel 1915-18.

Ne è un esempio la profonda amicizia tra lo scrittore e Teresa Nardini, l’amatissima “Madrina” volutamente mai nominata nel libro, una figura ancor più celata di quella fanciulla sconosciuta e del suo amore che invece compaiono tra le pagine più toccanti, segnando la sottile traccia di un sentimento destinato a morire con uno dei migliori amici dello scrittore.

Questa fresca pubblicazione invece ricostruisce un’immagine poco nota dello scrittore sardo e della sua Brigata Sassari, se non del tutto sconosciuta. E lo fa attraverso le testimonianze di quanti condivisero con Lussu glorie e miserie della guerra.

Il libro ripercorre tutti i campi di battaglia nei quali egli fu protagonista, riscoprendo i volti di chi allora gli fu vicino e rileggendo, attraverso le immagini, i suoi tre anni e mezzo di guerra dal Carso all’Altopiano, dalla Bainsizza a Caporetto, dai “Tre Monti” al Piave. E tutto questo grazie a un vasto apparato fotografico, in buona parte raro ed inedito.

Ufficiale pluridecorato nella Grande Guerra, eroe della Resistenza, membro della Costituente e Ministro della Repubblica, Lussu era destinato a diventare una vera figura iconica della Storia d’Italia. Un uomo deciso a non rinunciare mai e, in nessun caso, sul campo di battaglia come in politica, a quanto il cuore e la coscienza gli dettavano, così come a quel codice d’onore che lo rese l’eterno “Capitano” svelato da queste pagine.




Libri, a Cagliari Voltolini presenta “Dagli undici metri”

Venerdì 9 maggio l’associazione L’Alambicco propone nelle sale della libreria “L’isola che non c’era” una nuova anteprima del Festival Premio Emilio Lussu

CAGLIARI.Nuova anteprima a Cagliari dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu, che venerdì 9 maggio alle 18.30, propone negli spazi della libreria L’isola che non c’era (via Garibaldi 43) la presentazione del romanzo “Dagli undici metri” (Baldini+Castoldi 2024) di Dario Voltolini. A dialogare con l’autore sarà Bepi Vigna, sceneggiatore e scrittore. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco.

È una storia che parla di sport come metafora di qualcos’altro, attraverso una sequela di intuizioni, e lo fa come d’incanto, con la precisione e il calore della sua scrittura, attraverso uno sguardo che scompone la realtà e la ricompone per farne un racconto. Il romanzo pone domande sul peso del destino, sul peso che hanno il talento, l’allenamento, l’intuizione e il caso. La risposta arriva nel momento in cui il protagonista affronta, con leggerezza e saggezza, il momento più importante della sua carriera: quando da un calcio di rigore dipende la vittoria o la sconfitta della sua squadra. Proprio lui che, contro tutte le previsioni di aveva deciso di fare il portiere, andando contro le certezze, gli schemi e le statistiche degli adulti, sorprendendo perfino il suo professore.

Dario Voltolini è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente alla Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopeful- monster editore. Fra le sue pubblicazioni troviamo Una intuizione metropolitana (1990), Rincorse (1994), Forme d’onda (1996), 10 (2000), Primaverile (2001). Nel 2003 ha pubblicato I confini di Torino, un ritratto inedito e affascinante della città in cui vive, cui sono seguiti Sotto i cieli d’Italia (2004, con Giulio Mozzi), Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia (2006), Foravìa (2010), Pacific Palisades (2017), Sedici passeggiate con Kuma (2023) e Imaginations (2024). Per La nave di Teseo sono usciti i romanzi Il Giardino degli Aranci (2022) e Invernale (2024). Con Invernale ha vinto il primo premio per la narrativa ed è stato conferito della Medaglia della Presidenza della Camera dei Deputati nella X edizione 2024 del Festival Premio Emilio Lussu.




Anteprime Lussu, Gianni Oliva presenta a Cagliari il nuovo romanzo “Il pendio dei noci”

Il 5 aprile lo scrittore torinese illustrerà il volume edito da Mondadori, ambientato nella fase conclusiva della Grande Guerra

CAGLIARI.Sabato 5 aprile alle 18.30, negli spazi della libreria “L’isola che non c’era” (via Garibaldi 43) a Cagliari, l’associazione culturale L’Alambicco presenta il romanzo “Il pendio dei noci” (Mondadori, 2024) di Gianni Oliva, storico, docente e politico torinese. A dialogare con l’autore sarà il direttore artistico del FPEL, Alessandro Macis. L’evento, a ingresso libero, rientra tra le Anteprime della XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu.

Il romanzo è ambientato nel periodo conclusivo della prima Guerra mondiale, dove vige una sola regola: uccidere per non farsi uccidere. Tra amore e guerra, montagne neve, uomini piccoli e grandi rimescolati dalla Storia, l’autore innesta nel racconto una vicenda privata intensa e dolorosa.

Uno dei protagonisti è il sergente Julien Vertou della Legione Straniera francese, che osserva i ragazzi con cui condivide la trincea, a malapena capaci di imbracciare un fucile. Il luogo è un punto cruciale del conflitto, nell’ultima linea difensiva italiana dopo Caporetto, dove gli alpini del battaglione Susa hanno allestito il loro campo. Sotto i colpi di artiglieria, i loro sguardi impauriti iniziano a scalfire la corazza di Julien.

È certamente un’opera significativa e singolare di Gianni Oliva, che ha al suo attivo una proficua produzione saggistica, principalmente incentrata sulla storia italiana tra l’Ottocento e il Novecento: Mussolini e il fascismo; le due guerre mondiali; la Repubblica di Salò e la guerra civile 1943-1945; le avventure coloniali italiane; i Savoia e i Borbone; le forze armate: carabinieri, alpini, esercito, arditi, marò; i crimini di guerra italiani; la Resistenza e le stragi nazifasciste del 1943-45; le Foibe e gli esuli dell’Istria, Fiume, Dalmazia; la storia del Piemonte. Ha scritto anche una storia della Legione straniera francese. Oliva ha affrontato aspetti spesso trascurati dalla storiografia dominante nel Dopoguerra.

Con il volume “45 milioni di antifascisti. Il voltafaccia di una nazione che non ha fatto i conti con il Ventennio” (Mondadori, 2024) Oliva ha vinto il primo premio per la saggistica nella X edizione 2024 del Festival Premio Emilio Lussu.




Libri, “Emilio Lussu, storia, memoria e narrazione”: giovedì a Cagliari la presentazione del volume

Il 20 marzo una nuova Anteprima dell’XI Festival Premio Emilio Lussu

approfondirà i contenuti del volume a cura di Alberto Cabboi e Gian Giacomo Ortu (FrancoAngeli 2024)

CAGLIARI. Giovedì 20 marzo alle 17.30, nella sala della Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta 2) a Cagliari, l’associazione culturale L’Alambicco presenta il volume “Emilio Lussu, storia, memoria e narrazione” (FrancoAngeli 2024) a cura di Alberto Cabboi e Gian Giacomo Ortu.

A dialogare con i curatori saranno Alessandro Macis, Giuseppe Caboni e Mariangela Sedda.

L’iniziativa è inserita tra le Anteprime dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu.

Il volume indaga gli scritti di Lussu nell’ottica di contenuto di memoria. Una memoria lucidamente oggettiva, riguardante eventi storici quasi sempre epocali, quali furono la Prima guerra mondiale, lo sviluppo del movimento autonomistico sardo, l’affermazione dei regimi fascisti e la lotta contro di essi, la Seconda guerra mondiale, la resistenza e l’Assemblea costituente che dava vita alla Repubblica italiana.

«Di questi eventi – spiegano i curatori – Lussu non è stato mai semplice comparsa o spettatore, ma sempre attore protagonista. Per questo la memoria oggettiva si salda in lui con la memoria soggettiva, e i suoi scritti sono insieme racconto storico e testimonianza di vita vissuta. Queste potenzialità di scrittore testimone furono subito comprese e apprezzate da Gaetano Salvemini, come mostra la sua corrispondenza con Lussu che in questo volume viene raccolta».

I curatori.

Alberto Cabboi è direttore del Museo storico “Emilio e Joyce Lussu” e lavora dal 2006 all’interno del progetto di gestione del Sistema Museale di Armungia. Per il Museo Lussu si occupa di percorsi di visita guidata, attività divulgative, didattica per le scuole, progettazione culturale, ricerca storica, esposizioni e mostre temporanee. Segue inoltre le collaborazioni del museo con altri istituti culturali. In ambito di ricerca si è concentrato negli anni sul legame tra Emilio Lussu e alcune figure importanti del Novecento italiano ed europeo.

Gian Giacomo Ortu, già professore ordinario di Storia moderna dell’Università di Cagliari, ha insegnato nelle facoltà di Scienze politiche e Architettura. Tra i numerosi studi di cui è autore trovano spazio “Villaggio e poteri signorili in Sardegna e Lo Stato moderno. Profili storici” (Laterza 1996 e 2001), “La Sardegna dei giudici e La Sardegna tra Arborea e Aragona” (Il Maestrale 2005 e 2017), “Il principe il filosofo l’architetto. Prospettive transdisciplinari sulle architetture europee in età moderna” (Cuec 2014). Ortu coordina inoltre la pubblicazione di tutte le opere dell’intellettuale armungese, ed è presidente del Comitato scientifico internazionale del Festival Premio Emilio Lussu.




Sabato a Cagliari la presentazione del libro“Simenon e le immagini. Cinema, Illustrazione, Fumetto”

Il 22 febbraio una nuova Anteprima dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu con gli atti del convegno organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco sul celebre scrittore belga

CAGLIARI. Sabato 22 febbraio alle 19, nella sala Eleonora D’Arborea del Polo Falzarego 35, a Cagliari, saranno presentati gli atti del convegno di studi su Georges Simenon realizzati a dicembre del 2023 dall’associazione culturale L’Alambicco. I contenuti del volume, dal titolo “Simenon e le immagini. Cinema, Illustrazione, Fumetto” (Mimesis, 2024), saranno illustrati dal critico cinematografico Roberto Chiesi, che ne ha curato la pubblicazione. Al fianco di Chiesi interverranno gli autori di alcuni saggi, Alessandro Macis e Bepi Vigna, e il giovane studioso di letteratura Davide Bonsignore. L’iniziativa rappresenta la seconda anteprima dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato sempre da L’Alambicco.

Nei saggi del volume, Maurizio Testa analizza lo stile di scrittura di Simenon individuando tre tempi differenti della sua letteratura; Marina Geat rilegge invece la corrispondenza epistolare con Federico Fellini; Andrea Rabbito si sofferma sulla poetica simenoniana in relazione al cinema felliniano e a quello di Jean Renoir.

Roberto Chiesi, nello specifico, confronta il romanzo “Les Fantômes du Chapelier – Il fantasma del Cappellaio” (1949) con il film che nel 1982 ne ha tratto Claude Chabrol, esempio di fedeltà e al tempo stesso di libertà creativa da parte di un cineasta da sempre in empatia con lo scrittore belga, come dichiara lo stesso Chabrol in un’intervista qui pubblicata per la prima volta in traduzione italiana.

Denis Brotto esamina la funzione espressiva degli ambienti nel film che Mathieu Amalric ha tratto dal romanzo La chambre bleue – La camera azzurra; Bepi Vigna ripercorre le alterne fortune che le creazioni di Simenon hanno avuto nell’ambito dei fumetti e dell’illustrazione mentre Alessandro Macis traccia un parallelo fra le personalità femminili che hanno attraversato la vita dello scrittore e le protagoniste di alcuni suoi romanzi. L’ingresso alla presentazione è libero e aperto a tutti.




Paola Musa a Cagliari presenta “La vita in più di Marta S.”

Il 14 febbraio con il romanzo edito da Arkadia prendono il via le anteprime cagliaritane della XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu

Tra pochi giorni sarà online il bando di concorso per opere di Narrativa e Saggistica edita, con scadenza l’1 giugno 2025

CAGLIARI.Prendono il via le anteprime cagliaritane della XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco. Venerdì 14 febbraio l’appuntamento è nella sala Stampace dell’hotel Regina Margherita (viale Regina Margherita 44), dove alle 18.30 la scrittrice Paola Musa presenta il romanzo “La vita in più di Marta S.” (Arkadia, 2024). A dialogare con l’autrice sarà la giornalista e operatrice culturale Lorella Costa.

Il romanzo tratta una tematica piccante sul vizio più antico del mondo, sull’immaginario che ha prodotto in varie epoche e latitudini, nella letteratura e nell’arte, una riflessione sulle implicazioni sociali del cybersesso. La protagonista è un’ingegnera che lavora per l’industria del sesso, Marta Scacchi, fin da adolescente preda di visioni che la convincono di avere vissuto altre vite, tutte contraddistinte da libidine e oscure passioni che si riconoscono tra loro in un gioco di specchi. Anche se di alcune non ha chiara memoria. Conduce un’esistenza solitaria e abita a Torino da quando, terminata la kermesse dedicata all’eros, ha fatto un incontro che l’ha turbata. Ulteriore capitolo sui vizi capitali, a fare da protagonista è la lussuria, in una vertiginosa giostra di desiderio e rovina, eros e thanatos, estasi e conoscenza di sé, magistralmente descritta da una donna che attraversa i tempi.

Nell’edizione X del FPEL 2024, Paola Musa ha ricevuto la Menzione speciale per la narrativa con il suo “Umor vitreo”. Scrittrice e traduttrice, ha ottenuto svariati riconoscimenti in ambito poetico. Vive a Roma e collabora da anni con numerosi musicisti come paroliere. Ha firmato diverse canzoni per Nicky Nicolai insieme a Stefano Di Battista e Dario Rosciglione. Ha composto le liriche per la commedia musicale Datemi tre caravelle (interpretata da Alessandro Preziosi, con musiche di Stefano Di Battista) e per La dodicesima notte di William Shakespeare (regia di Armando Pugliese, musica di Ludovico Einaudi).

Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, Condominio occidentale (Salerno Editrice), selezionato al Festival du premier roman de Chambéry e al “Premio Primo Romanzo Città di Cuneo”. Ha scritto con Tiziana Sensi la versione teatrale del suo romanzo d’esordio, portato in scena da attori vedenti e ipovedenti in importanti teatri romani, e al Festival internazionale Babel Fast di Târgovişte (Romania). Nel 2015 il libro è diventato un tv movie per Rai 1 con il titolo Una casa nel cuore e con protagonista Cristiana Capotondi. Nel giugno 2009 è uscito il romanzo Il terzo corpo dell’amore (Salerno Editrice) e nel marzo 2012 la sua prima raccolta di poesie Ore venti e trenta (Albeggi Edizioni). Per Arkadia Editore ha pubblicato i romanzi Quelli che restano (2014), Go Max Go (2016), L’ora meridiana (2019), La figlia di Shakespeare (2020), Nessuno sotto il letto (2021), Umor vitreo (2023) e La vita in più i Marta S. (2024). Per quanto riguarda la partecipazione al Premio Lussu 2025, tra pochi giorni sarà online il bando di concorso per opere di Narrativa e Saggistica edita, con scadenza l’1 di giugno.

Paola Musa



Carnevale Sangavinese 2025: Comune e organizzatori lavorano ad un grande evento

COMUNICATO STAMPA
San Gavino Monreale
Giovedì 27 febbraio – domenica 2 marzo e martedì 4 marzo

Carnevale Sangavinese 2025: Comune e organizzatori lavorano ad un grande evento
Da giovedì 27 febbraio a martedì 4 marzo la cittadina di San Gavino Monreale si prepara ad ospitare la tanto attesa edizione 2025 del Carnevale Sangavinese.

Il Carnevale Storico Sangavinese 2025 è un evento promosso dal Comune di San Gavino Monreale, organizzato dalla società Atlas Srl in collaborazione con le associazioni locali e i gruppi carnevaleschi, una grande manifestazione popolare che porterà nel cuore del paese tre giornate ricche di eventi, che culmineranno nella Grande Sfilata di domenica 2 marzo quando le strade del paese si trasformeranno in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, dove l’arte della cartapesta, la creatività e il talento dei carristi prenderanno vita in un’esplosione di colori e musica. Il percorso della sfilata, completamente rinnovato per offrire al pubblico un’esperienza ancora più coinvolgente, vedrà il corteo percorrere la centralissima via Roma, per poi concludersi con un Grande Finale con festa della birra, punti ristoro, DJ Set e premiazioni.

Il Carnevale a San Gavino Monreale è una tradizione che affonda la sue radici negli anni 80, quando i primi gruppi carnevaleschi cominciarono a cimentarsi con la cartapesta. Oggi San Gavino può vantare ben 5 gruppi carnevaleschi che con dedizione e passione, trasformano materiali semplici come carta e colla in spettacolari carri allegorici. Queste creazioni non solo testimoniano l’abilità tecnica degli artigiani locali, ma riflettono anche l’identità culturale e lo spirito più vero del paese, rendendo il Carnevale un evento particolarmente sentito in tutto il territorio.

L’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di San Gavino Monreale, Riccardo Pinna, sottolinea con orgoglio l’importanza di questa manifestazione per la comunità. “Il Carnevale Sangavinese non è solo una festa, ma una straordinaria espressione artistica e culturale che affonda le sue radici nella tradizione del nostro Paese. I carristi e gli artisti locali, con passione, talento e dedizione, lavorano per mesi per dare vita a delle vere e proprie opere d’arte in cartapesta, capolavori che sono il frutto di una maestria che rende il nostro Carnevale uno dei più spettacolari della Sardegna. Il loro impegno è il cuore pulsante della manifestazione, un patrimonio di creatività che merita il massimo riconoscimento e sostegno. Per questo motivo, l’amministrazione comunale ha scelto di investire risorse significative, con un contributo di 30.000 euro destinato alla manifestazione e la partecipazione al bando regionale sui grandi eventi, con l’obiettivo di ottenere ulteriori fondi per valorizzare ancora di più il lavoro di questi straordinari artisti e rendere questa edizione del Carnevale un evento memorabile.”

Giovedì 27 febbraio il Carnevale 2025 prenderà il via con la tradizionale sfilata dei Bambini, un evento organizzato grazie al supporto delle scuole, della Pro Loco e delle Associazioni di San Gavino Monreale che trasformerà la via Roma in un grande spazio di festa dedicato ai più piccoli, con animazioni, giochi e intrattenimenti pensati appositamente per le famiglie. La manifestazione raggiungerà il suo apice domenica 2 marzo, quando la mattina, in via Dante, i carri allegorici si raduneranno dalle ore 11:00 per offrire al pubblico un’anteprima delle loro straordinarie creazioni.

I visitatori potranno immergersi fin dalle prime ore del giorno nella magia del Carnevale, passeggiando tra le vie del paese per ammirare i numerosi murales che raccontano l’anima artistica di San Gavino Monreale e scoprire l’offerta gastronomica locale. I punti ristoro, allestiti nel cuore del centro abitato, offriranno sapori tipici e specialità carnevalesche, mentre i ristoratori sangavinesi proporranno menù dedicati all’evento, arricchendo l’esperienza con piatti tradizionali.

Nel pomeriggio, prenderà il via la Grande Sfilata, portando in scena uno spettacolo di luci, suoni e colori. Un lungo serpentone colorato percorrerà il centro del paese, in testa il simbolo del carnevale Su Baballotti, a seguire le maschere singole, i gruppi a piedi, i carri di seconda categoria e per finire i grandi carri di prima categoria.

Il nuovo percorso garantirà ancora più spazio per le esibizioni e le coreografie, con un tratto di via Roma interamente transennato per offrire al pubblico un’esperienza visiva ottimale e assicurare la massima sicurezza ai partecipanti. Sicurezza che sarà garantita anche dalla presenza di un gruppo di vigilantes privati che assisteranno i partecipanti assicurando un corretto svolgimento della manifestazione.

Il Grande Finale di questa edizione sarà una vera e propria festa popolare gratuita aperta a tutti. Il tradizionale rogo di Su Baballotti illuminerà la notte, rinnovando un rito che da sempre accompagna la chiusura del Carnevale Sangavinese. Successivamente si svolgeranno le premiazioni per il miglior carro, la miglior maschera singola e il miglior gruppo a piedi. La serata proseguirà con un travolgente DJ set che farà ballare il pubblico presente fino a tarda notte. Uno spettacolare gioco di luci e un maxi schermo dove saranno proiettate le immagini della sfilata renderanno l’atmosfera ancora più suggestiva.

I festeggiamenti del Carnevale 2025 si concluderanno il martedì 4 marzo con la tradizionale pentolaccia conclusiva gestita dalla Pro Loco e dalle Associazioni di San Gavino Monreale in Piazza Resistenza.

Il premio per la miglior maschera singola sarà dedicato alla memoria di Kikki Pilloni

Un momento particolarmente emozionante di questa edizione sarà la dedica del premio per la miglior maschera singola a Kikki Pilloni, una figura storica del Carnevale Sangavinese che per oltre trent’anni ha portato in scena maschere satiriche e personaggi iconici, lasciando un segno indelebile nella storia della manifestazione. Il riconoscimento sarà un tributo al suo talento, alla sua ironia e alla sua capacità di raccontare, attraverso il Carnevale, l’anima più autentica e scanzonata della comunità sangavinese.

“San Gavino – conclude Riccardo Pinna – merita un Carnevale inclusivo e partecipato, che sia un’occasione di aggregazione per tutta la comunità. Per questo invitiamo le associazioni culturali, sportive e di volontariato, insieme a famiglie e bambini, a prendere parte attivamente all’evento, contribuendo con la loro energia e creatività. Sarà fondamentale anche il coinvolgimento delle attività commerciali e della ristorazione locale, con cui intendiamo avviare una collaborazione per la creazione di offerte speciali dedicate al Carnevale, affinché la festa si estenda a tutto il tessuto economico del paese”.

Un Carnevale sempre più coinvolgente

Walter Piras, CEO di Atlas e direttore artistico del Carnevale Sangavinese 2025, sottolinea l’importanza di una strategia comunicativa efficace per raccontare al meglio l’evento.

“Abbiamo scelto di dare particolare rilievo alla comunicazione e alla promozione del Carnevale, affinché ogni suo aspetto e ogni protagonista riceva la visibilità che merita. I sangavinesi sono profondamente legati a questa manifestazione, e vogliamo dare spazio a tutti coloro che contribuiscono a renderla speciale: i carristi locali, i gruppi ospiti che parteciperanno alla Grande Sfilata di domenica 2 marzo, la musica, i costumi e ogni elemento che rende unico il nostro Carnevale.”

Le immagini della sfilata saranno protagoniste anche nei giorni successivi grazie al contest fotografico “Scatta il Carnevale”, un’iniziativa aperta a tutti gli appassionati di fotografia che desiderano vivere l’evento da una prospettiva privilegiata.

Chi si iscriverà al contest riceverà un pass da fotografo ufficiale e potrà accedere alle aree riservate, comprese le zone transennate lungo il percorso della sfilata. Questo permetterà di catturare gli scatti migliori e contribuire alla promozione futura del Carnevale Sangavinese.

Ufficio Stampa Carnevale Storico Sangavinese 2025
Mauro Melis, Atlas Srl 3336238705
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“Fede” è il primo CD di Federica Olla

Il progetto discografico sarà presentato mercoledì 29 gennaio alle 18, al Teatro Houdini di Cagliari, in una serata concerto condotta da Giacomo Serreli

CAGLIARI. Otto brani per una voce femminile calda e avvolgente, capace di regalare emozioni e trasmettere spensieratezza sulle note di melodie dal fascino profondo. Si chiama “Fede” il primo progetto discografico di Federica Olla, una raccolta tutta in lingua sarda che a partire da un gioco di parole tra il titolo e il suo nome vuol essere un messaggio di speranza da condividere con il mondo.

Il CD sarà presentato mercoledì 29 gennaio, alle 18, al Teatro Houdini in via Molise 2 a Cagliari, in una serata concerto condotta dal giornalista Giacomo Serrelli. L’ingresso è libero e gratuito. Da “Deu cun tie” a “Nebida”, da “T’apo a donai sa manu” a “Danza in su sonnu” e “Istella”, tutte le canzoni sono scritte in Campidanese o in Logudorese, e sono realizzate in collaborazione con affermati autori isolani e musicisti di provata bravura. Gli arrangiamenti sono a cura di Paolo Poddighe, produttore di altri noti artisti di tutta l’isola.

Nativa di Cagliari, Federica è un’artista eclettica, cantante e musicista appassionata di arti e spettacolo. Da diversi anni ha incentrato le sue attenzioni sulla ricerca, valorizzazione e divulgazione della cultura musicale isolana di estrazione folk ed etno-pop contemporanea.

Dopo un periodo in cui diversi avvenimenti l’hanno particolarmente segnata, si è avvicinata con maggior vigore alla musica e alla fede, che sono state le principali protagoniste di questo nuovo percorso artistico nel quale oggi proietta, con passione e dedizione, tutte le sue energie. In questo momento Federica lavora molto all’estero dove porta la sua musica oltre i confini regionali e nazionali attraverso i circoli sardi. Tanto è vero che al concerto non potrà mancare il presidente dei circoli sardi di tutta l’Olanda, Mario Agus, autore del testo di “Su destinu miu”, uno dei brani presenti del CD.

Tra le numerose collaborazioni musicali è stata ideatrice di un format teatrale dal titolo “Tradizioni di Sardegna” che è diventato un appuntamento mensile al Teatro Houdini di Cagliari, poi ha aderito come voce solista a diversi progetti musicali e ha partecipato alla presentazione del CD “Carrera” prodotto con le canzoni di Tony Del Dro, indimenticato cantautore sassarese, tradotte in spagnolo.

L’incontro decisivo per la sua carriera è stato quello con il maestro Bruno Noli che, affascinato dal suo timbro vocale, l’ha incoraggiata a intraprendere la professione e a fare il salto di qualità. Attualmente compone canzoni curando, anche per altri, musiche e testi prevalentemente in lingua sarda. Tra gli altri riconoscimenti, Federica ha ricevuto il titolo di “Miss Eleganza” alle Selezioni Regionali del Concorso di “Miss Italia” del 2002, attribuito dalla Giuria presieduta da Daniela Ferolla.

«Questa pubblicazione segna un passaggio molto importante per la mia carriera e costituisce un sogno che si realizza – ha affermato Federica –. Dedico il progetto a chi è riuscito a dare un senso profondo alla mia vita, cioè ai miei figli Isaia e Chiara. L’obiettivo del lavoro è trasmettere leggerezza e regalare sogni in un momento in cui, tra crisi e conflitti a livello globale, se ne sente particolarmente bisogno». L’iniziativa è patrocinata dal circolo sardo “Amici Mediterranei” di Arnhem (Olanda), dall’Associazione italiana tutela emigrati famiglie e l’Istituto Fernando Santi.