Concorso ISCRIE UNA LITERA A SOS 3 RES 2020 / NUORO / 6.1.2020 / Chiesa del Rosario

ISCRIE UNA LÌTERA A SOS TRES RES 2020 è un concorso giunto alla 28 edizione, che ha interessato tutti gli alunni delle scuole elementari della Sardegna, che potevano scrivere una lettera in sardo ai Re Magi della tradizione cristiana. Tutto merito della casa editrice di Nuoro PAPIROS, da 28 a questa parte, che ha a cuore la vitalità della lingua sarda, soprattutto nei bambini, che sono l’anello più debole de trasmissione del sardo da una generazione all’altra.

Il premio dimostra che, benché il sardo soffra di diversi problemi, soprattutto per l’intromissione sempre più forte di parole dall’italiano, si mantiaene ancora forte, anche nell’infanzia.
«La lingua sarda dimostra ancora molta vitalità, nell’uso orale, in gran parte dei paesi della Sardegna. Ma in mancanza di un uso ufficiale e scritto in tutti gli ambiti e usi, a cominciare dalla Regione sarda per continuare nella scuola e nei mezzi di informazione, il futuro della nostra lingua è segnato». «Il concorso Iscrie una Litera a sos Tres Res vuole essere un piccolo contributo a spingere in tale direzione. Ma le scuole che partecipano sono sempre meno, anche in mancanza di una volontà chiara delle Istituzioni in favore del sardo.».«Purtroppo, anche l’Ente Regione Sarda dimostra pochissima sensibilità verso la promozione del sardo.» Diego Corràine, direttore editoriale della Papiros, instancabile organizzatrice del Concorso da quasi 30 anni e di altre iniziative editoriali in sardo e per il sardo, ne è pienamente convinto.
Tra tutte le lettere arrivate entro il 7 dicembre 2019, sono state premiate dalla giuria apposita, le 60 lettere più significative e simpatiche, che sono già state pubblicate in un libro, a tempo di record. Ormai, a partire dal 25º anno, siamo passati da 20 premiati a 60!

“Ai 60 vincitori, sarà attribuito il libro con le lettere 2020 e un rompicapo di 100 pezzi, decorato a colori con l’immagine preparata per l’occasione dalla illustratrice EVA RASANO.”

Il libro LITERAS A SOS TRES RES 2020 pubblica, oltre le 60 lettere premiate, anche un vocabolario bilingue con le prime 100 parole, quest’anno SARDO-FRIULANO (a cura di Christian Romanini), una lingua neolatina parlata nella regione Friuli: usata anche da Pierpaolo Pasolini (1922-1975)!
«Negli anni scorsi, il libro è stato accompagnato dalle stesse 100 parole e immagini in sardo e… inglese, francese, spagnolo, catalano, occitano. Nelle prossime edizioni pubblicheremo altre lingue insieme al sardo, a dimostrare che la nostra lingua non teme il confronto con le altre lingue, piccole o grandi che siano, e che “più lingue si conoscono e meglio è” e “imparere il sardo facilita l’apprendimento di altre lingue!».
Diversamente dalle precedenti edizioni, in cui si chiedeva il patrocinio di un Comune della Sardegna, anche quest’anno gli organizzatori hanno preferito chiedere l’aiuto finanziario dei ragazzi premiati in altre edizioni (ormai adulti), di appassionati della festa dei TRES RES, di cultori e studiosi di lingua sarda, di insegnanti, familiari degli alunni delle scuole elementari sarde. Si è preferita, perciò, la formula del “chiedere poco a molti, anziché molto a pochi o a uno soltanto”.
FONDI RACCOLTI
I fondi raccolti sono stati spesi per la realizzazione di 60 rompicapo da donare in ricordo ai premiati.
Invece, le spese per la confezione del libro che raccoglie le 60 lettere premiate sono state assicurate da una donazione privata, a parte.
RICOMPENSA
I nomi dei contributori sono stati riportati, in ordine alfabetico, nelle prime pagine del libro LITERAS A SOS TRES RRES 2020.

CALENDARIO
La cerimonia di premiazione, avverrà, come ogni anno, nella mattinata del 6 di gennaio del 2020, alla presenza di centinaia di bambini, genitori, insegnanti, appassionati di lingua sarda. Anche quest’anno la cerimonia si svolgerà a Nuoro, a iniziare dalle ore 11 fino alle 13, dopo la messa, presso la Chiesa del Rosario, nella piazza omonima, nel quartiere di San Pietro.


Diegu Corràine
dir. editoriale



LA CAMERA PENALE DI NUORO RENDE OMAGGIO ALL’AVVOCATO ANTONIO BUSIA

La Corte d’Assise del Tribunale di Nuoro ospiterà la cerimonia per l’intitolazione della locale Camera Penale all’Avvocato Antonio Busia, uno dei più noti penalisti nella storia del foro barbaricino, scomparso il 3 novembre 2012.
L’evento si terrà il prossimo 23 dicembre, dalle ore 15.30.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Nuoro, Avv. Andrea Soddu, del Presidente del Tribunale di Nuoro, Dott. Vincenzo Amato e del presidente del COA, Avv. Angelo Mocci, interverranno gli Avvocati Gianni Sannio, Gianfranco Cualbu, Enrico Sanna, Pasquale Ramazzotti, Mario Lai, Priamo Siotto ed il dottor Giovanni Antonio Tabasso, magistrato e già presidente della sezione penale della Corte di Appello di Sassari .
Nel corso dell’evento, coordinato dall’Avv. Salvatore Murru, verrà ricordata la figura di Antonio Busia (che fu anche tra i fondatori della Camera Penale di Nuoro), il quale interpretò la professione di avvocato penalista come un’autentica missione, diffondendo e difendendo i valori del giusto ed equo processo, così da diventare un punto di riferimento ed un esempio illuminato per intere generazioni di avvocati. Cosi la camera penale di Nuoro, con il suo giovane direttivo, ha dato corpo all’idea portata avanti da diversi anni di rendergli un giusto tributo intitolando l’associazione territoriale all’indimenticabile Maestro per rievocarne la figura.

 

LOCANDINA EVENTO AVVOCATO BUSIA_CAMERA PENALE




A Orotelli l’Is.Be premia Sardware

Il riconoscimento è stato consegnato nel weekend durante l’evento annuale itinerante “L’ischis ma no l’ischis”, che si è tenuto per la prima volta in Barbagia

 

OROTELLI. Tecnologia e lingua sarda: binomio vincente. Il progetto Sardware realizzato da quattro giovani volontari che si occupano di tradurre applicazioni e programmi informatici in sardo, si è aggiudicato il premio “Si moves sa limba, sa limba ti movet”, destinato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari a personalità che si siano distinte in maniera significativa nella diffusione e nella promozione della lingua sarda.

Il riconoscimento è stato consegnato nel weekend durante l’evento itinerante “Si moves sa limba salimba ti movet”, l’appuntamento conclusivo delle attività svolte ogni anno dall’istituto sassarese di studi e ricerche, che per la prima volta si è tenuto in Barbagia, accolto da un pubblico numeroso nel Centro polivalente di Orotelli.

A ricevere la pergamena dalla mani del direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna e dalla presidente Maria Doloretta Lai, sono stati Lisandro Beccu di Silanus, Gianfranco Fronteddu di Oliena, Luca Meloni di Mamoiada e Adrià Martin di Barcellona. Quest’ultimo è un giovane catalano che dopo aver frequentato l’università di Cagliari si è appassionato di lingua sarda, divenendo un perfetto parlante della variante campidanese.

Il progetto è ancora in fase embrionale, finora sono stati tradotti telegram, facebook, un navigatore jps e sono in programma altre applicazioni. «L’idea è nata dalla volontà di avvicinare la lingua sarda agli strumenti della modernità e portarla sempre più alla portata dei giovani – hanno sostenuto i vincitori –. Con il sostegno anche da parte delle istituzioni si potrebbe fare meglio. Questo premio ci dà un po’ più di carica per proseguire nella giusta direzione».

All’incontro di Orotelli, coordinato dalla responsabile della formazione Is.Be, Daniela Masia Urgu, lo stesso primo cittadino Giovannino Marteddu si è espresso in lingua sarda, manifestando soddisfazione per le attività realizzate in collaborazione con l’Istituto. A dare avvio alle attività è stata l’esibizione a tenore de “Su Cuncordu de Oroteddi Terra ‘e oro”.

Nel corso della mattinata sono consegnati gli attestati di partecipazione ai corsisti di Arzana, Bonorva, Gavoi, Girasole, Bolotana, Martis, Nuoro, Fonni, Pozzomaggiore, Sassari e Tula. Sono intervenuti i docenti Daniela Masia Urgu, Lucia Sechi, Francesca Sini, Adriana Cocco, Immacolata Salis e Ivan Marongiu.

Tra le curiosità, per la prima volta in trent’anni di attività (traguardo festeggiato proprio nei giorni scorsi) il Bellieni ha consegnato per la prima volta i diplomi di competenza linguistica C1, ai corsisti Daria Baroni, Angelo Cocco, Maria Elena Cocco, Franceschina  Falchi, Marco  Satta, Fabio Tuseddu, tutti di Martis.

L’evento è stato occasione per presentare il libro postumo del compianto Enzo Espa, “La risata dei muri vecchi. Su risu de sos muros betzos”, pubblicato dalla Edes a cura di Michele Pinna.




Ufficio stampa Handball Athletic Club Nuoro – L’Hac OjSolution vola alla Final Four Youth League, ma è sempre più sola

L’Hac OjSolution vola alla Final Four Youth League, ma è sempre più sola

 

 

L’Hac OjSolution continua a lavorare per il futuro, e si gode con piena soddisfazione un altro importante traguardo raggiunto dal proprio settore giovanile. Nel prossimo mese di maggio, infatti, la formazione nuorese sarà ai nastri di partenza della Final Four che assegnerà lo Scudetto Youth League U20.

 

La squadra di Roberto Deiana ha staccato il pass per l’atto decisivo della manifestazione grazie al prestigioso successo per 27-23 ai danni di Salerno. Il risultato ottenuto dalle barbaricine assume ancora maggior valore se rapportato al livello delle avversarie, tutte attrezzate per arrivare alla fase finale della kermesse.

 

Il prossimo 3 maggio l’Hac si giocherà dunque l’accesso alla finalissima contro Mestrino, mentre l’altra semifinale vedrà di fronte Conversano e Cassano Magnago.

 

L’Hac OjSultion partecipa alla Youth League con la stessa formazione (straniere a parte) che affronta il torneo di Serie A1. Se nel massimo campionato nazionale il gap di esperienza con le avversarie non ha ancora consentito alle barbaricine di conquistare dei punti, il torneo con le pari età ha evidenziato una volta di più il buon lavoro svolto dal vivaio guidato da Roberto Deiana, capace recentemente di spedire in Nazionale anche Luisella Podda.

 

Per la società nuorese non si tratta certo di una novità: dal 2006, anno di fondazione, sono state innumerevoli le finali nazionali conquistate e i risultati che hanno dato lustro all’intero movimento dell’Handball isolano.

 

I successi dell’Under 20 dell’Hac hanno, però, anche un retrogusto amaro. La partecipazione della squadra a una Final Four ottenuta con tanto sacrificio (anche in termini economici) è tutt’altro che certa. E lo stesso si può affermare a proposito del prosieguo dei campionati di A1 Femminile e A2 Maschile. Nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi, infatti, il supporto dell’amministrazione pubblica continua a latitare. Le casse del sodalizio di via della Resistenza languono, mentre alle porte c’è già una fase delicatissima della stagione, che prevede anche la partecipazione alla Coppa Italia Femminile.

 

“Per l’ennesima volta i nostri appelli sono caduti nel vuoto – dichiara Roberto Deiana – non ci sono tante squadre sarde che possono vantare gli stessi traguardi raggiunti dall’Hac in ambito giovanile, eppure le nostre richieste di sostegno restano puntualmente inascoltate. Ogni giorno facciamo del nostro meglio per offrire un’opportunità in campo sportivo a delle ragazze del posto, ma ci sentiamo sempre più soli. Se le cose non cambieranno entro breve la pallamano sparirà una volta per tutta dalla città. Allora forse qualcuno si renderà conto del nostro valore per l’intera comunità di Nuoro”.

 




Formaggi freschi sardi: identità e qualità nutrizionali. A Nuoro incontro del progetto MINUFORTE

SASSARI. Venerdì 13 dicembre si terrà a Nuoro l’incontro di presentazione dei risultati intermedi di MINUFORTE, il progetto dedicato al miglioramento nutrizionale dei formaggi freschi da latte di pecora e capra e alla garanzia della loro identità territoriale.

Il progetto è promosso e finanziato da Sardegna Ricerche ed è gestito dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, con la collaborazione di quindici aziende lattiero‑casearie del territorio.

MINUFORTE intende contribuire alla diversificazione e al rilancio della produzione casearia della Sardegna attraverso la trasformazione del latte con l’inserimento di microrganismi autoctoni in grado di migliorare le caratteristiche nutrizionali del prodotto. Si tratta di microrganismi in grado di controllare e garantire la salubrità e la qualità del formaggio, di favorire l’accumulo di metaboliti funzionali e di contribuire così al miglioramento nutrizionale dei prodotti. Il progetto viene incontro anche alle esigenze dei consumatori, sempre più attenti a prodotti alimentari dotati di adeguate proprietà nutrizionali e con effetti positivi sulla salute umana.

L’evento, in programma a partire dalle 9:30, si terrà nella sede gemmata del Dipartimento di Agraria, in via Colombo, località Terra Mala.

L’obiettivo dell’incontro, oltre alla presentazione dei primi risultati, è quello di coinvolgere nuove imprese che potrebbero essere interessate ad aderire. Saranno presenti la responsabile scientifica del progetto, Nicoletta Mangia, con i ricercatori che collaborano alle attività, la referente di Sardegna Ricerche, Graziana Frogheri, e i rappresentanti di alcune delle imprese coinvolte nel cluster. Le conclusioni saranno affidate all’Assessora regionale dell’agricoltura, Gabriella Murgia.

MINUFORTE è uno dei 35 progetti cluster promossi da Sardegna Ricerche e finanziati grazie al POR FESR Sardegna 2014-2020. I progetti cluster sono attività di trasferimento tecnologico condotte da organismi di ricerca pubblici con l’attiva collaborazione di gruppi di piccole e medie imprese del settore o di settori affini, per risolvere problemi condivisi e portare sul mercato le innovazioni sviluppate nei laboratori. Come per tutti i progetti cluster, anche in questo caso vale il principio della “porta aperta”: tutte le imprese interessate possono chiedere di entrare a far parte del progetto in qualsiasi momento.

Sul sito web di Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it) è disponibile la scheda di progetto con l’elenco delle imprese a tutt’oggi coinvolte, oltre al modulo per le nuove adesioni previste e la presentazione svolta nel corso di Sinnova 2019.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere alla responsabile scientifica del progetto, Nicoletta Mangia (tel. 079.229.287; email: [email protected]) o alla referente di Sardegna Ricerche, Graziana Frogheri (tel. 070.9243.2813; email: [email protected]).




“L’ischis ma no l’ischis” domenica a Orotelli: con l’Is.Be grande festa per la lingua sarda

L’ex Mattatoio ospiterà l’evento conclusivo per i corsisti di lingua sarda organizzati nei diversi centri dell’isola dall’Istituto Camillo Bellieni

OROTELLI. L’Istituto Camillo Bellieni di Sassari presenta a Orotelli uno degli appuntamenti più attesi dell’anno da corsisti, docenti e operatori di lingua e cultura sarda. Il 15 dicembre a partire dalle 10, i locali dell’ex Mattatoio accoglieranno “L’ischis ma no l’ischis”, l’evento che ogni anno chiude in bellezza le attività realizzate dallo storico istituto sassarese di studi e ricerche, che ha da poco festeggiato il trentennale dalla nascita.

L’iniziativa promette di essere molto partecipata, forte del successo delle precedenti edizioni svolte a Pozzomaggiore, Ploaghe, Martis e Macomer. Sarà un incontro all’insegna della promozione e dell’identità del territorio, che oltre a dare spazio a relazioni, interventi di esperti e appassionati, sarà occasione per conoscersi, incontrarsi e confrontarsi nell’ambito dei valori che l’istituto ha da sempre rappresentato. Tra i momenti più attesi, la consegna degli attestati di partecipazione ai corsisti di Arzana, Bonorva, Gavoi, Girasole, Bolotana, Martis, Nuoro, Fonni, Pozzomaggiore, Sassari e Tula.

La manifestazione prenderà il via con l’introduzione della responsabile di formazione Is.Be, Daniela Masia, che coordinerà i lavori. A porgere i saluti istituzionali sarà il sindaco Giovannino Marteddu con le altre autorità presenti, mentre il direttore scientifico Is.Be Michele Pinna e la presidente Maria Doloretta Lai, attraverso documenti, slide e video, presenteranno una relazione multimediale dal titolo “Trint’annos de atividades inter sa Limba e sa Cultura Sarda”.

I corsisti riceveranno le pergamene dalle mani dei docenti Daniela Masia Urgu, Lucia Sechi, Francesca Sini, Adriana Cocco, Immacolata Salis e Ivan Marongiu. Sarà quindi presentata l’ultima pubblicazione promossa a marchio Is.Be, il libro postumo del compianto Enzo Espa, “La risata dei muri vecchi. Su risu de sos muros betzos”, a cura  di Michele Pinna, che assieme a Maria Doloretta Lai illustrerà i contenuti di questa originale e completa raccolta di insulti, imprecazioni, ingiurie dei parlanti in lingua sarda logudorese.

C’è grande attesa anche per l’assegnazione del premio “Si moves sa limba, sa limba ti movet”, destinato ogni anno a personalità che si siano distinte in maniera significativa, con il proprio impegno, attraverso un progetto interessante e meritevole, alla diffusione e alla promozione della lingua sarda.




SOS ARRASTOS DE GRASSIA Il cammino di Efix tra i luoghi di Canne al vento Galtellì – Sabato 9 novembre 2019

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Dal luglio 2010 l’associazione culturale Voches ‘e Ammentos de Garteddi, con un connubio musico teatrale e letterario, promuove a Galtellì la figura di Grazia Deledda e del suo maggior romanzo Canne al vento.

Eventi spettacolarizzati ricchi di emozioni e grandi suggestioni per la carica spirituale e il forte coinvolgimento che li caratterizzano.

Attori e visitatori privilegiati delle nostre origini, un viaggio emozionale ed itinerante tra i luoghi ed i personaggi del narrato di rara bellezza.

Un raro sapore di appartenenza ad una Sardegna incontaminata, quella del mormorio e del sospiro delle canne frusciate al vento.

Un viaggio emozionale attraverso il cammino del servo Efix, personaggio centrale dellanarrazione di Canne al vento che lega con la sua storia personale le vicende di tutti glialtri personaggi.

Un cammino nel cuore della Sardegna, tra Galtellì, Desulo, Bitti e Fonni, annodando lasuggestione di questi antichi luoghi che il mare ha preservato intatti nelle sue bellezzenaturali alle tradizioni musico popolari ed al fascino della descrizione letteraria di questagrande scrittrice.

Efix che coltiva l’ultimo piccolo podere restato degli immensi possedimenti dei Pintor,con la sua dedizione espia segretamente l’assassinio involontario di don Zame Pintor,padre delle dame, compiuto per difendere Lia, la padroncina e sorella più piccola delleDame, di cui era innamorato e fuggita di casa per liberarsi dalla tirannia patema.

Tutta la sua vita è stata un lungo espiare questo peccato. Un castigo che rende Efix ilpersonaggio ideale per raccontare e promuovere i borghi, i santuari e le chiese visitatedurante il suo peregrinare e nella cui pace cerca di rasserenare il proprio animo.

Emergerà l’amarezza del suo vagabondare, itinerare, soffrendo la confusione insieme adaltri petitores di professione, ciechi nati e inventori di malattie, accettando l’elemosina,soldi a volte scagliati, altre volte deposti ai piedi.

Tratto caratteriale di tutte le feste tradizionali sarà il cantilenare di tzoppos, istroppiadose tzegos, la nenia che invoca ‘sa caridade della buona gente.

Le orme di Efix nel suo pellegrinaggio di espiazione, attraverso il narrato di Canne alvento ci offrirà la possibilità di conoscere alcuni dei nostri maggiori luoghi sacri: la chiesa del SS. Crocifisso a Galtellì, la chiesa di Sant’Antonio Abate a Desulo, la chiesa di san Giorgi martire a bitti e il Santuario dei Nostra Signora dei Martiri a Fonni.

Efix fermerà il suo viaggio di espiazioni rientrato nella sua Galte invecchiato esofferente, comprende che le dame Pintor non hanno più bisogno di lui: smetterà disoffrire significativamente quando la sua amata Noemi accetterà di sposare Don Predu ecosì pure Giacinto fisserà il suo legame a Grixenda.

Un coinvolgente viaggio tra musiche e canti di ispirazione popolare attraverso luoghi diancora attuale sentita religiosità, quella vissuta ai primi del 900 dai personaggi delladecadente famiglia delle Dame Pintor: Ruth, Ester e Noemi, poi Grixenda, l’usuraiaKallina, Pottoi la maga, Don Predu ed il cugino Giacinto.

Quest’anno Sos Arrastos de Grassia è composto dal “Premio Mastru ‘e Ammentos 2019, dal convegno “Canne al Vento: La musica in Grazia – Ennio Porrino: La musica per Grazia” e da quattro rassegne (nei comuni di Galtellì, Desulo, Bitti e Fonni) del dramma musico/corale e teatrale “La Colpa e l’Espiazione”, un connubio musico teatrale, liberamente ispirato alle figure di Efix e Lia del romanzo Canne al vento.

Obiettivo dell’iniziativa, rendere omaggio alla scrittrice Grazia Deledda, nobel per laletteratura, che questi luoghi di sentita ispirazione religiosa di Baronia e della Barbagia, così come le sue genti raccontò con dovizia di particolari e pathos rendendo immortalianche importanti aspetti della nostra cultura etnomusicale profana e religiosa.

Un mezzo per contribuire a tutelare l’ambiente inteso come luogo dell’ispirazione; unmetodo originale che attraverso le videoriprese, la coralità e le voci narrantiinterpreteranno i luoghi di Canne al vento come insieme di risorse ambientali, sociali,storiche, artistiche e di tradizione. Un originale strumento di sviluppo musico-culturalesostenibile che gratificherà il territorio del nuorese e distribuirà brillanti benefici attraversoun indotto diversificato di affascinati ascoltatori. Considerato il periodo di bassa stagionesi ritiene che la manifestazione fungerà da rilevante attrattore turistico, qualificando edelocalizzando in particolare importanti flussi turistici verso la zona interna ed inparticolare dei comuni interessati.

Una nuova offerta turistico culturale che associ gli elementi di eccellenza (patrimonioletterario, materiale, immateriale e ambientale) ad una rete di visitatori coordinata efunzionale.

Un approccio che integri il turismo letterario alla conservazione e valorizzazione dei benietnomusicali dell’isola, fondamentale per la promozione di forme di turismo sostenibile erequisito qualitativo essenziale per un’offerta turistica rivolta al mondo letterario ecanoro musicale nazionale e internazionale ed ai mercati tipici correlati.

 

Galtellì – sabato 09 novembre – ore 16:00

Sala Conferenze Anfiteatro Comunale – ore 16

PREMIO MASTRU ‘E AMMENTOS 2019

Nel 2018 l’associazione Voches ‘e Ammentos de Garteddi, contestualmente all’inaugurazione a Galtellì del Laboratorio delle Arti e Tradizioni Etnomusicali, ha dato vita al premio “mastru ‘e ammentos  assegnandolo a tziu Bernardu Zizi. Grande poeta di indiscusso spessore culturale, che ancora oggi, a 90 anni compiuti, con il suo tatto e la fine ironia che sempre lo accompagna, rappresenta l’attuale maggiore espressione di poesia estemporanea.

Il premio è annualmente assegnato dall’associazione a persona che si sia distinta nella tutela della lingua e della cultura sarda attraverso la valorizzazione e la diffusione delle tradizioni poetiche e musicali più antiche.

Certificano le motivazioni del premio una elegante opera realizzata in marmo dall’artista Luca Cosseddu. Due volti che cantano, parlano e trasmettono memorie, arte di canto, musica e poesia su un cesto, una voluta di vimini, un’evoluzione continua, la nascita di un nuovo sapere attraverso l’intreccio e il circolo della sua tessitura.

Un ulteriore importante traguardo per la nostra comunità, sempre attenta alla costruzione e promozione di nuove conoscenze per tutelare e valorizzare la cultura e la storica identità della nostra isola.

L’importante riconoscimento sarà attribuito quest’anno ad ELENA LEDDA, una delle più importanti figure della canzone di ispirazione popolare della Sardegna.

I suoi concerti in tutto il mondo portano la nostra cultura musico popolare ai suoi massimi livelli.

La sua voce scandisce e ripropone in forma contemporanea l’universo della tradizione musicale sarda, mantenendo sempre saldo il forte legame espressivo delle sue origini.

Talento, rigore, coerenza, passione hanno dato vita ad una raffinata carriera con la produzione di coinvolgenti brani musicali.

ELENA LEDDA

Comincia la sua attività giovanissima nell’ambito della musica tradizionale cui unisce, dall’età di sedici anni, gli studi di canto classico al conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari. Inizia la sua carriera frequentando i palcoscenici deputati alla tradizione. Sulla scia dei grandi fermenti culturali che negli anni ‘70 animano l’isola, interpreta Brecht, Weill e Eisler, si dedica al canto classico, promuove  le prime esecuzioni filologiche di musica antica (dal medioevo al barocco) e partecipa ai primi esperimenti dedicati alla musica contemporanea. Approfondisce in questo periodo la sua ricerca dedicata alla musica tradizionale sarda che, in seguito, la porterà a privilegiare questo repertorio nell’ambito della sua arte espressiva. Voce tra le più importanti della scena tradizionale sarda e mediterranea, animatrice di grande temperamento della nuova cultura sarda, soprano drammatico dotata di una voce straordinaria,  in oltre trent’anni di musica  Elena Ledda  ha portato in tutto il  mondo (dai più piccoli comuni della nostra isola a New York, Sidney, Tripoli, Rio de Janeiro ecc.)  il suo singolare repertorio, che vivifica la memoria del canto tradizionale  con una speziata musica popolare aperta verso i lidi del Mediterraneo. ​La  sua formazione artistica e il suo patrimonio culturale le consentono di non chiudersi in un ristretto territorio musicale, ma di confrontarsi con musicisti di diverse estrazioni e provenienze.  Vanta una carriera ricca di produzioni originali e prestigiose collaborazioni con i più grandi protagonisti del panorama culturale nazionale ed internazionale: virtuosi di musica rinascimentale,  alfieri della new age,  cantadores,  eccezionali  interpreti dalla world music al jazz e tantissimi altri.  La sua attività non tradisce mai le premesse da cui si è sviluppata: ricerca, studio, confronto. Partecipa a un gran numero di  prestigiose produzioni (teatrali, musicali, italiane e straniere) e al film “Passaggi Di Tempo”  – il viaggio di Sonos ‘e Memoria – per la regia di Gianfranco Cabiddu,  con  la direzione musicale di Paolo Fresu, prodotto  e distribuito dell’Istituto Luce. Dal suo primo lavoro discografico “Ammentos”,  nel 1979, alla partecipazione nel gruppo Suonofficina e successivamente nel gruppo  Sonos,  prosegue  nel suo viaggio artistico denso di  grandi emozioni e soddisfazioni.  Dopo un’intensa attività  live in Francia e in diversi paesi d’Europa,  Africa e USA, nel 1993 registra per l’etichetta francese  Silex “Incanti.  Dall’incontro con lo straordinario violinista napoletano Lino Cannavacciuolo,  scaturisce nel 2005 la pubblicazione di  “Amargura”,  caratterizzato da una seducente miscela  di atmosfere  arabe, sarde e spagnole. La profonda passione di Elena Ledda per la ricerca di nuovi e diversi  mondi sonori emerge anche nella produzione “Rosa Resolza” (S’ardmusic 2007), un inedito ed emozionante  viaggio tra le affascinanti sonorità del Mare Nostrum, inciso con l’indimenticato Andrea Parodi.  Il disco si aggiudica nello stesso anno la targa al Premio Tenco nella sezione popolare (prima volta che la prestigiosa targa viene attribuita a musicisti sardi), e il Premio Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana. Nel 2008 viene pubblicato “Elena Ledda – Live at Jazz in Sardegna”. Il progetto discografico “Cantendi a Deus-Elena Ledda”,  prodotto da S’Ardmusic e Jazz in Sardegna nel 2009,  si aggiudica il  secondo posto al Premio Tenco 2010 (sezione popolare) e al Premio Nazionale Città di Loano 2010 per la Musica Tradizionale Italiana,  e il primo  posto  al Premio P.I.M.P.I. (Premio Italiano Musica Popolare indipendente) per la miglior produzione  tradizionale. Nel 2011 riceve il premio EJE 2011 alla carriera insieme alla pianista Rita Marcotulli; è  a Roccella Jonica con il progetto “Sui Prati, ora in cenere, di Omero..”(da Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo,  con: Chiara Caselli  voce recitante,  Rita Marcotulli pianoforte,  Luciano Biondini fisarmonica. Nel 2012 è produttrice del progetto discografico “InCanti e tradimenti” del gruppo salentino Triace. Nuove produzioni originali la vedono accanto a  Laia Genc, versatile pianista di modern jazz, tedesca di origini turche, con la quale condivide la ricerca appassionata all’interno di radici culturali capaci di trovare coinvolgenti punti di incontro; ancora con Antonio Placer, per un interessante trio con Stracho Temelkovski, talentuoso polistrumentista e compositore francese di genitori macedoni; con lo scrittore Massimo Carlotto per  il viaggio nei mercati del mediterraneo “La via del pepe”. Nel 2014 riceve il “Premio Donna sarda dell’annoDedica particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, curando seminari di cultura musicale e la produzione artistica e discografica di musicisti emergenti in Sardegna, in Italia, Francia e Germania. Dal 2011 è direttore artistico del Premio Andrea Parodi.

 

CANNE AL VENTO: LA MUSICA IN GRAZIAENNIO PORRINO: LA MUSICA PER GRAZIA.”

Ospiti: Stefania Porrino, Neria De Giovanni, Elena Ledda, Tziu Bernardu Zizi.

Coordina: Luca Urgu

Neria De Giovanni, racconterà la presenza della tradizione musicale e del ballo  in molte opere di Grazia Deledda, da “Elias Portolu” fino a “Canne al vento”, illustrandone l’importanza all’interno delle diverse storie. Leggerà anche alcuni brani da cui emerge come per la Deledda, e in genere per la cultura sarda, il ballo e la musica fossero momenti centrali nella vita comunitaria e in quella personale dei protagonisti.

Stefania Porrino, figlia del grande compositore e musicista Ennio Porrino, partendo dal suo ultimo libro “Effetti di sardi affetti”, ricorderà come il Maestro sia stato vicino all’opera deleddiana, creando la colonna sonora dello sceneggiato televisivo “Canne al vento”. Inoltre farà conoscere l’opera paterna per la diffusione della storia sarda, in particolare rievocando l’opera lirica, rappresentata in tutto il mondo, “I Shardana”, il cui  cammeo di una lirica in sardo è stato  interpretato da Elena Ledda. Parteciperanno alla discussione, coordinati da Luca Urgu e con le loro rispettive esperienze poetico musicali, intervenendo sugli argomenti, Elena Ledda e Tziu Bernardu Zizi.

NERIA DE GIOVANNI

Neria De Giovanni è tra le maggiori esperte di Grazia Deledda, sulla quale ha pubblicato dodici volumi tra cui proprio Il Cammino di Efix in cui riassume il peregrinare del servo delle Dame Pintor. Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, giornalista pubblicista, dirige il Portale Letterario e la Casa Editrice Nemapress di Alghero–Roma. È ideatrice e conduttrice del Premio nazionale di letteratura e giornalismo “Alghero donna” ed ha insegnato per otto anni letteratura italiana presso la Facoltà di lettere dell’Università di Sassari. Ha pubblicato trentanove volumi di saggistica, soprattutto sulla poesia contemporanea e sulla letteratura delle donne tra cui E dicono che siamo poche, scrittrici italiane del secondo novecento, edito dalla Commissione nazionale di parità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tiene seminari e conferenze presso Istituti di cultura Italiani all’estero e università straniere. Dal 2008 coordina gli incontri con gli scrittori nella Rassegna “I Venerdì di Propaganda” presso la Libreria Internazionale Paolo VI della Libreria Editrice Vaticana a Roma. Ha inoltre curato diverse trasmissioni radiofoniche e televisive con emittenti regionali e nazionali.

TZIU BERNARDU ZIZI

Ziu Bernardu rimane uno dei più grandi interpreti della poesia estemporanea sarda e della nostra cultura.

Un poeta geniale, che con i suoi canti  è stato capace di toccare tutte le corde dell’animo umano, passando dal tono ironico a quello tragico con una maestria  fuori dal comune, senza mai perdere l’eleganza e signorilità del verso. La sua abnegazione e amore per la poesia improvvisata, per la lingua e la cultura sarda,  rimangono esempio e testimonianza di altissima civiltà per le future generazioni e punto fermo nella storia artistica della nostra terra e nel mondo.

Le rime composte in lingua sarda per il Coro Voches ‘e Ammentos de Garteddi su Grazia Deledda, Efix, gli altri personaggi ed i luoghi del narrato, ci proiettano all’interno del romanzo muovendosi con agilità tra coinvolgenti contesti che premono tra loro, in un labirinto di intense descrizioni ed emozioni.

Il suo sonetto Efix è la colonna sonora dello spettacolo.

Galtellì – Sabato 9 novembre – ore 20:00

Chiesa del Santissimo Crocifisso

LA COLPA E L’ESPIAZIONE

Liberamente ispirato alle figure di Efix e Lia, dal Romanzo “Canne al Vento“ di Grazia Deledda.

Efix, desideroso di espiazione, dopo il suo doloroso lungo peregrinare insieme al mendicante cieco per le chiese del nuorese torna a Galte, ormai malato.

Morirà infatti di lì a poco in occasione del matrimonio di Donna Noemi con Don Predu.

Ad Efix morente appare Lia, tra sogno e realtà, per un dialogo liberatorio, dove entrambi confesseranno le verità nascoste per tanti anni; in particolare di quei tragici avvenimenti che portarono alla fuga di Lia e alla morte del padre Don Zame.

I personaggi sono come immersi nei chiaroscuri dell’umile chiesa di S. Pietro, in cima al paese di Galte, a ridosso del cimitero, e del S.S. Crocifisso l’attuale parrocchia, che all’epoca cadeva in rovina, in un contrasto di luci con effetti intensamente potenti e drammatici. Questa reciproca confessione porterà i due protagonisti del romanzo Canne al vento, il più intenso e avvincente di G. Deledda, a raccontare le loro vite: le aspirazioni mancate e quelle realizzate, i desideri, i rimpianti, le gioie e i dolori.

I canti del Coro Voches e Ammentos de Garteddi diretto dal maestro Pietro Marrone, un composito di coinvolgenti armonie fra tradizione e innovazione canora, con le musiche originali del maestro Gianpaolo Selloni, sostengono e arricchiscono le due voci recitanti di Giovanni Carroni e Monica Corimbi, dando risalto al tema centrale del romanzo deleddiano, la fede, e con essa i temi della colpa e dell’espiazione.

La scena si completa con le immagini video di Renzo Gualà, con una narrazione fuori dal naturalismo o documentarismo, sui luoghi del romanzo, dentro un percorso onirico ed evocativo a sostegno della parola, che si leva dai sentimenti più profondi dei personaggi.

Il cast è composto dagli attori Giovanni Carroni, (che cura anche la regia e le scene), Monica Corimbi e Stefania Coro, il Coro Voches ‘e Ammentos de Garteddi diretto dal M° Pietro Marrone con i brani composti sui sonetti di Tziu Berbardu Zizi, il M° Gianpaolo Selloni che cura le musiche per pianoforte e organo, Neria de Giovanni che cura la consulenza storica e Renzo Gualà che cura i video.

GIOVANNI CARRONI

Studia recitazione, mimo, canto e teatro-danza presso la scuola di teatro “Roy Hart Theatre“, in Lasalle, nel sud della Francia. Si perfeziona inoltre a Granada e Madrid. Fonda a Nuoro nel 1988 la compagnia Bocheteatro, della quale è direttore artistico e regista. È attore di teatro, cinema, televisione e conduttore radiofonico. Per il teatro debutta nel 1988 con un suo monologo dal titolo nuorese Intro (dentro), tratto da Non si sa come di Luigi Pirandello e Oppio e altre storie di Géza Csáth. Lavora per tanti anni col regista Marco Gagliardo, che lo dirigerà in molti spettacoli, tra cui L’uomo irrisolto di Roberto Cavosi, Udienza di Václav Havel, Il condannato a morte di Jean Genet, La zappatera e Lamento per Ignazio S. di Federico García Lorca e La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès. Lavora anche con il regista genovese Marco Parodi, col quale è protagonista nello spettacolo Bachisio Spanu – Epopea di un contadino alla Grande Guerra e La tragedia di Luigi Pirandello. È protagonista in Emigranti di Sławomir Mrożek, per la regia di Maria Maglietta. È attore protagonista per la cooperativa Teatro di Sardegna in Nina, o il paese del vento di Grazia Deledda, regia di Orlando Forioso, Una famiglia per Giacomo di Paolo Puppa da Giuseppe Dessì, per la regia di Guido De Monticelli e in Paska Devaddis di Michelangelo Pira, regia di Theodoros Terzopoulus. Con il drammaturgo Paolo Puppa mette in scena Il muro incinto, che racconta la vita dello scultore sardo Costantino Nivola. Altri spettacoli interpretati o curati: Triste rondine maschio di Manuel PuigSos sinnos di Michelangelo Pira, Perlasca l’impostore sulla vita di Giorgio Perlasca, Eleonora d’Arborea di Giuseppe Dessì, Hikmet di Nazım Hikmet e Cristolu – Vita di un frate bandito di Salvatore Niffoi. Attualmente è impegnato da 2 anni e mezzo in una tournée mondiale con lo spettacolo Macbettu, del quale è attore nel ruolo di Banquo, nonché traduttore del testo in lingua sardo nuorese. Lo spettacolo è vincitore dei premi:  nazionale UBU e ANCT.

CORO VOCHES ‘E AMMENTOS DE GARTEDDI

Galtellì sorge nel cuore della Baronia, protetto dal monte Tuttavista e attraversato dal Cedrino.

E’ un luogo ricco d’arte, di cultura e di storia che ha animato la fantasia creativa di Grazia Deledda: in “Canne al vento” ne ha descritto con cura gli ambienti, “liberando” i suoi personaggi nell’intreccio narrativo che le è valso il premio Nobel.

Le 24 voci del Coro “Voches ‘e Ammentos de Garteddi” nascono in questo contesto nel 2001, per cantare la bellezza di una lingua che si esprime in versi, per trasferire a chi ascolta le emozioni di un’isola poetica.

E’ ora diretto dal M° Pietro Marrone di Buddusò. Il suo repertorio musicale trova origine nel canto di “ispirazione popolare” nel tentativo di ricostruire in nuove armonizzazioni corali poesie, canti, musiche e danze antiche, mantenendo viva e in parte rinnovando questa traccia di tradizione di vita e di costume, con il fine di tutelarle e valorizzarle.

Fortemente impegnato in campo culturale e sociale, nel mese di dicembre 2018 ha inaugurato nel centro storico di Galte il “Laboratorio delle Arti e Tradizioni Etnomusicali”.

Annualmente promuove importanti iniziative musico culturali, conferendo annualmente anche il “Premio Mastru ‘e Ammentos” a persona che si è distinta per meriti artistici e non solo.

Tantissime le sue partecipazioni a concerti e rassegne nell’isola e nella penisola; importanti i premi conseguiti in concorsi internazionali in Spagna, Norvegia e Gran Bretagna.

PIETRO MARRONE

Il giovane maestro nasce a Buddusò nel 1993 ed inizia gli studi al pianoforte all’età di 7 anni.

Nel 2008 è ammesso al conservatorio Luigi Canepa di Sassari con il massimo dei voti sotto la guida del Mº Andrea Ivaldi. Nel 2017 consegue la laurea in Pianoforte. Durante il suo percorso di formazione musicale, numerose le partecipazioni a masterclass con illustri pianisti di fama mondiale ed a concorsi regionali in cui aggiudica i premi  “Villa Las Tronas” e “Per Elisa”.

Da oltre due anni è il direttore artistico del Coro Voches ‘e Ammentos de Garteddi ed è il compositore della colonna sonora EFIX sul sonetto di Tziu Beranrdu ZIZI.

M° GIANPAOLO SELLONI

Musicista nuorese attivo su diversi fronti del panorama musicale isolano.

Pianista, di formazione jazzistica e classica, trova un ideale terreno di scoperta, ricerca e ispirazione nella cultura popolare sarda come compositore di brani corali e strumentali. Ha collaborato con diversi musicisti isolani e del panorama internazionale.

Alcuni dei suoi lavori hanno trovato spazio in pubblicazioni discografiche, in particolare la produzione per coro maschile di ispirazione popolare.

Da qualche anno si occupa di musica per le immagini e per il teatro.

Le repliche dello spettacolo si terranno:

DESULO

Domenica 10 novembre – ore 20:00

Chiesa di Sant’Antonio Abate

BITTI

Sabato 16 novembre – ore 20.00

Chiesa di San Giorgio Martire

FONNI

Domenica 17 novembre – ore 19:00

Basilica Santa Maria dei Martiri

L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, dei comuni di Galtellì, Desulo, Bitti e Fonni.

Sul sito internet www.ilcamminodiefix.wordpress.com e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/SosArrastosdeGrassia/ puoi trovare ulteriori informazioni e foto sui diversi partecipanti all’iniziativa.




Maremè – Un mare di storie

Maremè – Un mare di storie. Navigare a vista con i libri e gli autori. Siniscola, 26 – 27 ottobre

 

Oltre una decina tra scrittori, fumettisti, educatori e animatori culturali sono ormai pronti per dare il proprio meglio ad un festival ricco di storie da raccontare e da vivere. Arrivano dall’estero, dalla penisola e dalla Sardegna con un carico di competenze ed entusiasmo da mettere in campo in un’intensa due giorni tra Siniscola, La Caletta e Santa Lucia. Tutti appuntamenti che vedono i ragazzi come protagonisti e, insieme ai più piccoli, come fruitori.

Curata dall’associazione Dialoghi con l’autore, la rassegna – alla sua prima edizione – si svolgerà il 26 e 27 ottobre, con una chiusura nella serata di domenica 27. In programma appuntamenti mattutini (dalle 10 alle 13.30) e pomeridiani (dalle 15 alle 19). Alle 19 di sabato ci sarà l’evento conclusivo della prima serata; sempre alle 19.30 della domenica ci sarà quello finale, che coinvolgerà tutti i partecipanti al festival.

IL FESTIVAL

Maremè – Un mare di storie è un festival che vuole coinvolgere il più possibile il territorio: campeggi, scuole, enti, locali. I protagonisti sono i ragazzi, coadiuvati da un team di esperti.

“Il gruppo di progetto si occuperà di tutti gli elementi: quale significato dare al festival di anno in anno, come costruirlo, come promuoverlo”, spiega il direttore artistico Ciro Auriemma. “Cureranno i contatti, la grafica coordinata di locandina e manifesto (ricorrendo laddove necessario a professionisti che siano in grado di realizzarla), la comunicazione via social. Sceglieranno quali libri, fumetti, film presentare e quali artisti invitare. Ogni singolo ospite, durante il festival, potrà avvalersi di un gruppo di lavoro per raccogliere materiale e memorie e raccontare un pezzo del territorio e della sua storia”.

Scopo finale dell’intero percorso è costruire una rete collaborativa con i ragazzi e per i ragazzi. Abbattere le distanze e consentire di “parlare” di passioni comuni, un modo che possa aiutare a ridurre il gap socio-economico e, di conseguenza, quello culturale, favorendo la percezione della diversità come trama della complessità del proprio tempo e non come qualcosa di spaventoso contro cui costruire muri.

“Il nome del festival” conclude Auriemma, “è preso a prestito da un meraviglioso albo di Bruno Tognolini e Antonella Abbatiello, in cui si racconta l’individuo come un continuo divenire e la vita come qualcosa in cui non è così spaventoso sentirsi pesci fuor d’acqua e bimbi fuor d’aria”. Il tema di quest’anno sarà “la mia casa”: un pretesto per scoprire il mondo che abitiamo e quello che siamo, e quanto flebili siano i confini.

LE ATTIVITA’

Le attività saranno dunque svolte in tempi diversi, attraverso scuole e biblioteche, i vettori fondanti del progetto. Il festival rappresenterà quindi un momento finale di incontro, appagante per il lavoro speso da ognuno, ricco di eventi e di laboratori. L’obiettivo è superare la diffidenza nei confronti della lettura e della scrittura, del fumetto, del teatro e della musica intesi come linguaggi, trasformandoli in “super poteri individuali e collettivi”, prediligere l’auto-sostegno e il lavoro collaborativo e partecipativo, produrre idee e storie divertendosi: questi sono i punti di forza del progetto. Fondamentale, per questa prima edizione, sarà il contributo delle classi di liceo scientifico 4A, 5A e 5B dell’istituto Michelangelo Pira e di un gruppo di ragazzi del paese.

PREMESSE

Un festival che nasce da alcune premesse poco incoraggianti ma che si vogliono invertire. A giugno del 2018 sono stati pubblicati i dati relativi alla dispersione scolastica e al tasso di ripetenti; la Sardegna conta un tasso di dispersione del 18,1% – il 23,6% sono maschi e il 12,1% femmine – contro la media nazionale del 13,8%, mentre, per quanto riguarda il tasso di ripetenti, ci attestiamo al 12,83% contro il 7,25% della media nazionale, ben 4 punti sopra la Sicilia, seconda regione di questa triste classifica che vede primo il Trentino Alto Adige con il 3.76%. Dal rapporto 2017 dell’istituto Toniolo, emerge inoltre che solo il 60,5% è convinto che l’istruzione sia una risorsa utile ad affrontare la vita.

Da queste cifre tutt’altro che positive nasce l’intento di lavorare per ricreare e dare un nuovo senso alla comunità, rideterminarne i valori comuni e ricostruirne una memoria propria e comune. Il Festival Maremè si propone come volano, capace di rappresentare una rete di connessioni tra i membri di una società e il territorio in cui questi vivono.

L’obiettivo è riportare alla cultura – in tutte le sue possibili accezioni – i giovani e, con loro, gli adulti, rendendo i primi attori principali del festival, della sua programmazione e della sua costruzione.

ATTIVITA’

Dopo una fase preparatoria, svolta insieme a Ciro Auriemma ed Emanuele Ortu, i ragazzi trasformeranno i tre paesi in una terra dell’(im)possibile, dove saranno chiamati a condurre e animare ogni incontro e ad accompagnare gli ospiti alla scoperta della loro “casa”. I laboratori, pensati come momento di arricchimento, saranno invece curati da professionisti che hanno colto la sfida lanciata dai ragazzi, con i quali scriveranno storie, film, rime, disegneranno, comporranno versi…Ci sarà ovviamente spazio anche per i più piccoli, attraverso un gioco costruito dai più grandi, e laboratori quali quelli di illustrazione, esplorazione tattile, costruzione di piccoli musei delle cose minute.

GLI OSPITI

Tanti gli ospiti di questa prima edizione: Roberta Balestrucci, educatrice ed animatrice culturale, Kevin Brooks, scrittore britannico specializzato in libri per adolescenti, Sara Dal Cortivo, grafica e fumettista, Andrea Cotti, scrittore e sceneggiatore, Lorenzo Ghetti, scrittore e fumettista, Andrea Melis, scrittore, poeta e parolaio, Elisa Menini, illustratrice e fumettista, Emanuele Ortu, educatore, narratore e formatore, Nadia Paddeu, narratrice e promotrice della lettura, Andrea Pau, sceneggiatore e autore di libri per ragazzi, l’associazione culturale Puntidivista, Massimo Serra, scrittore ed educatore, Francesco Trento, scrittore, sceneggiatore e docente di narrazioni. Ma non mancheranno soprese.




Nuoro “Fèminas de pabilu e de carre” all’Archivio di Stato

Mercoledì 17 luglio l’Istituto Camillo Bellieni organizza un incontro con per parlare in forma bilingue della conquista dei diritti delle donne

NUORO. La donna oggi è lavoratrice e cittadina, e la sua forza occupazionale ha un peso importante nella società industrializzata. Ma non sempre è stato così. Il 17 luglio alle 17, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Nuoro (via Antonio Mereu 49), l’Istituto Camillo Bellieni organizza l’incontro “Fèminas de pabilu e de carre” (Donne di carta e di carne), una conferenza a tema realizzata in collaborazione con lo stesso archivio e con il Ministero per i beni e le attività culturali.

L’incontro, che rappresenta l’evento conclusivo dello sportello linguistico dell’Archivio di Stato, permetterà di ripercorrere il pregiudizio imponente e stratificato presente nel sentire comune. Prenderanno parte all’iniziativa diverse professioniste che, rispettivamente nel proprio campo, sono riuscite ad affermarsi. Nell’ordine la direttrice dell’archivio, Angela Andrea Oriani, la presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai, la responsabile del Coordinamento operatori di lingua e cultura sarda, nonché filosofa, Daniela Masia Urgu, la vice sindaca e assessora alla Pubblica istruzione di Oniferi, Daniela Daga, la psicologa Anna Modolo e l’operatrice linguistica e docente Immacolata Salis.

Gli interventi, esposti in forma bilingue, riguarderanno la donna nei documenti e nelle carte d’archivio; la visione della donna nella filosofia; le figure femminili nell’analisi letteraria; e la donna oggi tra quotidianità, lavoro e politica.

“Feminas de pabilu” sono in sostanza le donne raccontate attraverso immagini letterarie o romanzi che vanno da Salvatore Satta a Grazia Deledda; e quindi attraverso originali documenti d’archivio. Quelle “de carre” rappresentano testimonianze di personalità che si sono distinte nelle lotte, che si sono realizzate nelle loro attività.

In quasi tutti i tempi e i luoghi – spiegano le organizzatrici – la donna ha vissuto esperienze di vita sociale meno favorevoli di quelle riservate all’uomo dal punto di vista giuridico, economico e civile e, per tanto tempo, è rimasta esclusa da tutta una serie di diritti e dinamismi sociali.

L’incontro sarà occasione per parlare della conquista di questi diritti, a partire dalla condizione della donna nel mondo antico fino all’avvento dell’industrializzazione, e quindi alle lotte del Novecento che portarono nel 1946 al diritto di voto in Italia (elettorato attivo e passivo), nel 1948 all’uguaglianza tra i sessi stabilita in Costituzione e nel 1975 a una legge che decretò la parità di diritti tra marito e moglie. E infine, ci si soffermerà sul pensiero della donna di oggi, perché molte convinzioni sono dure a morire.




Gavino Sanna ad Atzara per la mostra sui grandi artisti sardi del Novecento

C’è un filrouge che lega il più titolato tra i pubblicitari italiani e la collettiva “Cent’anni”, che sarà inaugurata il 22 giugno al Museo Ortiz. Sanna affiancherà nel taglio del nastro il sindaco Alessandro Corona e i curatori Sabina Corriga e Antonello Carboni

ATZARA. A inaugurare la mostra “Cent’anni” sui maestri sardi del secolo scorso, il 22 giugno ad Atzara ci sarà anche il mago della pubblicità, Gavino Sanna, in qualità di padrino, per dare avvio a un’esposizione tra le più rappresentative dell’arte sarda del Novecento.

Il noto pubblicitario originario di Porto Torres ha accolto con piacere l’invito degli organizzatori: sarà lui, sabato alle 19.30 al Museo Ortiz, ad accompagnare nel taglio del nastro il sindaco Alessandro Corona e i curatori Sabina Corriga e Antonello Carboni.

E in effetti c’è un filrouge che lega la presenza di questo straordinario artista della comunicazione pubblicitaria ai protagonisti della collettiva di Atzara. Prima di lavorare a New York accanto a professionisti del calibro di Andy Warhol, Sanna ha studiato a Sassari, nello stesso Istituto d’arte dove si sono formate figure come Antonio Corriga, Libero Meledina, Costantino Spada, Mauro Manca, Gavino Tilocca, Antonio Atza e Nino Dore, solo per citarne alcuni.

E in cui hanno insegnato giganti come Gavino Tilocca, Eugenio Tavolara, Stanis Dessy e Filippo Figari. Proprio quest’ultimo – al quale è stato intitolato l’istituto che è diventato Liceo artistico statale – ricopriva l’incarico di preside negli stessi anni in cui le aule erano frequentate da un giovane allievo che sarebbe diventato il pubblicitario sardo e italiano più noto al mondo.

La mostra “Cent’anni” presenta almeno un’opera di ognuno di questi maestri. Ma il un gruppo è allargato a più di trenta nomi, tra i quali figurano anche Giuseppe Biasi, Edina Altara, Maria Lai, Antonio Ballero e Carmelo Floris.

In totale saranno esposte quarantatré opere, quadri di grande valore ma anche sculture, ceramiche, bronzi e tele. Dal 22 giugno al 1 dicembre, la collettiva resterà aperta tutti i giorni, al mattino dalle 9.30 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Antonio Corriga con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Atzara ed è sponsorizzata da numerosi enti pubblici e privati, tra i quali il Distretto Culturale del Nuorese, il Gal BMG, l’associazione Città del vino, la Fondazione di Sardegna e il Banco di Sardegna, che ha messo a disposizione ben sette straordinari capolavori della sua collezione.

La collettiva si presenta come un evento unico, dal momento che le opere sono state reperite da collezioni private grazie a un impegnativo lavoro di ricerca. Un invito irripetibile quindi alla riscoperta della bellezza di un’isola, attraverso lo sguardo lungo un secolo, dei suoi più grandi artisti.