comunicato stampa della presidenza del tribunale di Nuoro

Alla cortese attenzione

Ogni processo penale o civile e qualsiasi richiesta di giustizia del cittadino passa attraverso un atto fondamentale: la notifica. È l’avvio di un processo, il passo cruciale per ottenere uno sfratto, un risarcimento danni, per riottenere il lavoro, per vedere un figlio, insomma, per ottenere tutto ciò che anche nell’immaginario più semplice corrisponde all’idea di giustizia.
Ebbene, la situazione nel circondario appare francamente drammatica. Dal 2019 a oggi, l’ufficio Notifiche del Tribunale di Nuoro ha perso otto funzionari e presenta una scopertura prossima all’87%, considerando l’impegno di fatto della dirigente. Non mi dilungo nella geografia del territorio che certamente non aiuta se un ufficiale deve notificare lo stesso giorno a Fonni, a San Teodoro e Bitti.

A settembre rimarranno in ufficio due funzionari, escludendo la dirigente, Circondari più piccoli ne hanno cinque volte tanto, eppure in due dovranno far fronte a migliaia di richieste. Ci riusciranno? Mi spiace, ma ovviamente no.
E noi, senza volerlo, ci dovremmo fermare.
Si fermerà la giustizia civile, si fermerà quella penale. La Corte Di Appello ci è subito venuta incontro, perfettamente consapevole della gravità della situazione di fatto applicando il personale trasferito almeno fino ad agosto. Era da fare e lo ha fatto. Ma cosa succederà a settembre? L’ufficio Notifiche ha già detto che sarà impossibile dar corso al lavoro ordinario. Parliamo di giustizia veloce, tempi ragionevoli e ci stiamo impegnando. Ma quale tutela è possibile senza le notifiche? E purtroppo un problema serio ne trascina altri. Nella difficoltà oggettiva dell’ufficio Notifiche ci si rivolge alle notifiche tramite Posta.

Il sistema delle notifiche a mezzo delle Poste Italiane , che doveva decongestionare le notifiche tramite Ufficio notifiche non sta funzionando. Ha una percentuale di notifiche fallite elevatissima
Le udienze che saltano per omessa notifica sono nell’ordine di un centinaio alla settimana. Ho personalmente constatato la assenza di notifiche per tutti i fascicoli di una stessa udienza.

Ogni udienza saltata comporta un rinvio di almeno quattro mesi, a volte per ottenere lo stesso inutile risultato.
Duole constatare che il destinatario viene dichiarato irreperibile, salvo diversa verifica delle forze dell’ordine che, troppo spesso, invece reperiscono prontamente chi era dato per scomparso. Per il giudice penale, la possibilità di avvalersi della Polizia Giudiziaria non è però una soluzione. È un’altra conseguenza del problema.
Siamo profondamente convinti che Caserme, Commissariati e le forze dell’ordine in genere abbiano ben altre competenze che sopperire deficienze altrui. Non è pensabile che una caserma dei Carabinieri in un piccolo paese debba occuparsi di notifiche per consentire al sistema penale di galleggiare; non è razionale che quella caserma debba magari chiudere per eseguire delle notifiche nei confronti di un presunto irreperibile. Ma nel settore civile questa supplenza è impossibile.
Gli avvocati non possono usare i Carabinieri per le notifiche. Questo rende i debiti non azionabili e gli sfratti impossibili da eseguire. È il collasso del vivere civile. Ancora una volta gli avvocati sono costretti a rivolgersi all’ufficio notifiche. L’effetto perverso è che il carico aumenterà
Questo sottolinea l’inadeguatezza del sistema nel proteggere i diritti civili, costringendo i cittadini a constatare l’inerzia delle istituzioni e la mancanza di accesso alla giustizia.
Prima di interrogarci sulle piaghe della giustizia fai-da-te, fatta di minacce e ritorsioni, un sistema essenziale dovrebbe consentire a chi chiede giustizia almeno vedere il suo processo partire.
Noi magistrati, stiamo lavorando per darvi processi più veloci. E, i dati non mentono, nonostante tutto ci stiamo riuscendo. Ma da soli non bastiamo: senza aver citato tutti i contendenti, il processo non solo non è veloce, ma neppure parte.
E il giudice, di fronte ai perché di chi non riesce a ottenere un’udienza, diviene il viso di un problema che non può risolvere, ma non può distogliere lo sguardo, anche quando non abbiamo il potere di dare risposte.
Le stiamo cercando tutti assieme. Venerdi scorso, il Prefetto ha ricevuto me come Presidente del Tribunale, la Procuratrice della Repubblica, e il Presidente del Consiglio dell’ordine degli Avvocati. Abbiamo ricevuto attenzione, comprensione. Condividiamo tutti la convinzione che ci servono risposte e ci servono subito. È ormai un problema di ordine pubblico. Serve evidentemente una volontà di alta amministrazione e politica attraverso scelte a livello centrale: non trasferire personale prima di aver bandito i concorsi, avere la possibilità di attingere ad altre graduatorie e soprattutto avviare procedure di mobilità interna che consentano la distribuzione delle forze, almeno nel distretto, secondo una proporzione razionale.
Servono scelte, programmazioni e risposte ormai politiche, dalla cui omissione a noi rimangono costi e cocci, difficili da spiegare a chi ci chiede qualcosa che vale quanto e più del pane. Settembre è domani.
Nuoro il 15.04.24 Il Presidente

il presidente del tribunale

Mauro Pusceddu




mercoledì 17 aprile alle ore 15,30, nella sala Conferenze della Camera di Commercio di Nuoro, si terrà il convegno “Salute e sostenibilità ambientale nell’ottica ONE HEALTH”.

L’evento, organizzato dal Soroptimist International Club di Nuoro, intende indagare sulle opportunità  di intervento offerte dal modello sanitario One Health, che, integrando discipline diverse, riconosce la stretta interrelazione tra la salute dell’uomo, quella animale e quella dell’ecosistema.  

Dopo i saluti istituzionali, l’evento ospiterà  gli interventi della Direttrice Generale di ARES Sardegna Annamaria Tomasella, del Direttore Sanitario della ASL 3 di Nuoro Serafinangelo Ponti, del Dottor Sandro Meloni della DirezioneSC – Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, di Sandro Rolesu, Direttore Sanitario dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, e di Domenico Scanu, Presidente ISDE Medici per l’Ambiente della Sardegna. 




Sabato 2 marzo 2024 alle ore 9.00, nell’Auditorium dell’ISRE in via Mereu n. 56 a Nuoro, sarà proiettato il docu-film “Dopo il futuro” di Antonio Sanna. Seguirà un dibattito aperto.

Sabato 2 marzo 2024, alle ore 9.00nell’Auditorium G. Lilliu di Nuoro, in via Mereu n. 56, verrà proiettato il docu-film “Dopo il futuro” del regista Antonio Sanna, prodotto dall’associazione di promozione sociale Arkaosfilm.

Il documentario ripercorre le vicende legate alla industrializzazione della piana di Ottana, dal sogno industriale  alla chiusura del polo petrolchimico alla volontà di ripartire attraverso la valorizzazione delle risorse umane, storiche, culturali, naturalistiche del territorio, viste attraverso le testimonianza di protagonisti di allora e di oggi, di cittadini, di giovani imprenditori, di amministratori, di operatori sociali. 

Uno spaccato della nostra storia di alto valore documentale, culturale,  sanitario-ecologico e  sociale, che riteniamo interessante e importante  proporre all’attenzione delle studentesse e degli studenti degli istituti secondari di secondo grado cittadini, che parteciperanno numerosi.

Il film verrà presentato dal regista Antonio Sanna. Alla visione del film seguirà un  dibattito animato da diversi protagonisti (operai, amministratori locali, dirigenti ) degli eventi richiamati dal documentario e con i quali ci si potrà confrontare.

Il programma prevede i saluti del Presidente dell’Isre Stefano Lavra, della Presidente I.B.I.S. Haydèe Bermudez, della Presidente dell’Ordine dei Medici Maria Giobbe. I lavori verranno coordinati da Lisetta Bidoni. Seguirà alla proiezione del documentario un dibattito animato dagli studenti e dalle studentesse delle Scuole superiori cittadine e dagli ospiti Pasqualina Borrotzu, Giampaolo Marras, Lisa Mossoni, Angelo Ruiu e Maria Sedda.

Ingresso libero.




Cinema, il “terre di confine film festival” riparte da Orani

Domenica 17 dicembre al Museo Nivola l’anteprima della XVI edizione

ORANI. Il “terre di confine filmfestival” riparte con un’anteprima in tre tappe di una XVI edizione che prenderà il via domenica 17 dicembre alle 16.30 al Museo Costantino Nivola di Orani, in via Gonare 2, per una serata dedicata all’antimilitarismo ma soprattutto a un nuovo modo di fare e concepire la comunicazione.

A introdurre il festival cinematografico saranno il direttore del Museo Nivola, Luca Cheri, con Antonio Lombardo dell’archivio biblioteca ‘Primo Maggio’ di Orani. Un museo di grande bellezza, innovativo e multidisciplinare, e uno dei fondatori di un Archivio e Biblioteca dedicato alla storia del Novecento.

Si parte subito con la presentazione di un libro dello scrittore e blogger bolognese Valerio Minnella, “Se vi va bene, bene, sennò segxxx, dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là” (Edizioni Alegre 2023), un oggetto narrativo assemblato a sei mani insieme a WuMing1 e Filomena Sottile.

Antimilitarista e promotore della Lega degli Obiettori di Coscienza, poi cofondatore di Radio Alice e di Orfeo TV, Valerio Minnella racconta cinquant’anni di attivismo, dal terremoto del Belice alla Trieste di Basaglia, fino alla drammatica e straordinaria Bologna degli anni Settanta.
L’intento di Radio Alice – nelle parole del fondatore – è stato quello di rovesciare il paradigma comunicativo di ogni altra radio al mondo, cioè di non fare una radio che parla a molti, ma di attirare i molti a parlare in radio.

Lo scrittore Valerio Minnella

Per ottenere questo sono state fatte tre scelte che Minnella sintetizza così: la prima, parlare il linguaggio della strada, affinché nessuno si senta inadeguato pur non essendo un fine dicitore; la seconda, abolire il palinsesto, affinché nessuno debba chiedere il permesso per trasmettere; e la terza, collegare il telefono in maniera strutturale al mixer, affinché per trasmettere in radio non si debba nemmeno venire in studio.

Alle 17.30 ci sarà una pausa per il firmacopie, l’aperitivo e il buffet al Museo. Quindi, dalle 18 alle 20, sarà presentata la visione del film “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa (Italia, 2004, 108’), sceneggiato dal collettivo WuMing e dallo stesso Chiesa. Nel cast sono presenti Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Tommaso Ramenghi e Marco Luisi.

Il film è ambientato nella Bologna degli anni settanta, durante il periodo segnato dall’austerità economica, dall’inflazione al 21 per cento, dal terrorismo e dalle stragi, in cui le vicende di due ragazzi di periferia, di due improvvisati rapinatori e di un carabiniere alle prese con un insolito modo di fare comunicazione, s’intrecciano a quelle che animarono il movimento del Settantasette. Il tutto sulle onde di Radio Alice, emittente bolognese che “dà voce a chi non ce l’ha”.

L’evento è promosso da ‘terre di confine filmfestival’, che nella XVI edizione tratta il tema “Vertigine delle liste. Musei, biblioteche, collezioni, blob!”, in collaborazione con la Fondazione Costantino Nivola. Il progetto ha il supporto della Regione Sardegna e del Comune di Asuni.

Creato ad Asuni nel 2005, il festival è organizzato da Su Disterru onlus – l’associazione dei “sardi di fuori”, cioè quelli che vivono lontani dall’isola, e dei “sardi di dentro”, che si propone di riannodare i legami tra le due componenti, creando reti e circoli virtuosi.

Il prossimo appuntamento dell’anteprima sarà il 22 dicembre alle 18 alle Messaggerie Sarde di Sassari, con Giovanni Campus e Nello Rubattu che introdurranno la proiezione del corto vincitore di Visioni Sarde 2023, “Quello che è mio” di Gianni Cesaraccio. Il regista incontrerà il pubblico. Subito dopo Valerio Minnella presenterà ancora una volta il suo libro. Il terzo appuntamento sarà il 29 dicembre ad Asuni.




PREMIO LETTERARIO NAZIONALE SALVATORE CAMBOSU, SVELATE LE TERNE DEI FINALISTI DELLA V EDIZIONE

La Giuria premierà i vincitori nel corso di una cerimonia pubblica a Orotelli il 22 dicembre. Premio Speciale della Fondazione a Piero Marras

Sono sei in totale – tre per la sezione Narrativa, altrettanti per la sezione Giornalismo – gli autori finalisti della quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Salvatore Cambosu,  il concorso biennale riservato a scrittori e giornalisti ideato dalla Fondazione Salvatore Cambosu di Orotelli, in provincia di Nuoro. Le due terne di finalisti sono state individuate al termine di una selezione operata dalla Giuria del Premio guidata dalla Presidente Neria De Giovanni

Un compito arduo, quello a cui è stata chiamata la Giuria anche in questa edizione 2023, reso complesso dall’alto livello qualitativo delle decine di opere pervenute alla Fondazione entro la scadenza del 10 novembre. Una selezione operata nel totale rispetto delle finalità del Premio – diffondere la conoscenza del pensiero e della produzione del grande intellettuale sardo Salvatore Cambosu, che dal primo Dopoguerra ai primi anni Sessanta del ‘900 non smise mai di affiancare l’impegno letterario a quello giornalistico – ma anche della sua nomea di valorizzatore di talenti e di firme già affermate.

La Giuria, presieduta da Neria De Giovanni – che è anche Presidente dell’Associazione Internazionale Critici Letterari – e composta da Duilio Caocci (docente dell’Università di Cagliari), Simona De Francisci (giornalista e co-direttrice del Tg di Videolina), Tiziana Grassi (autrice Rai) e Dante Marianacci (autore e giornalista), ha individuato le seguenti terne di finalisti: per la sezione Giornalismo: “I libri si sentono soli” di Luigi Contu, edito da La nave di Teseo; “Iran. Il tempo delle donne”, di Luciana Borsatti, edito da Castelvecchi; “Un autunno d’agosto” di Agnese Pini, editore Chiarelettere. Per la sezione Narrativa: “La lama e l’inchiostro” di Ciro Auriemma, edito da Piemme; ”L’oro degli dei” di Marco Buticchi, edito da Longanesi; “Grande terra sommersa” di Alessandro De Roma, Fandango editore. 

I vincitori, selezionati tra i tre giunti in finale per ogni sezione, saranno resi noti e insigniti del Premio Cambosu nel corso della cerimonia conclusiva, che si terrà venerdì 22 dicembre alle 17, presso il centro polivalente Franco Pintus” a Orotelli. Anche per la quinta edizione, il premio assegnato ai vincitori consisterà in millecinquecento euro.

Nel corso della cerimonia, la Fondazione Cambosu assegnerà anche il consueto riconoscimento a una personalità che si è distinta per meriti artistici o letterari. Premio assegnato, per l‘edizione 2023, a una delle bandiere del cantautorato sardo: Piero Marras. Da sempre fedele all’uso della lingua sarda nei suoi testi, Marras resta nei decenni uno dei cantastorie dell’anima sarda più riconoscibili e prolifici, con una carriera che lo ha portato anche a suonare al Concerto di Natale in Vaticano di fronte a Papa Giovanni Paolo II.

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la qualificata partecipazione alla V edizione del premio letterario intitolato allo scrittore orotellese” dichiara Angelo Sirca, Presidente della Fondazione Cambosu. “Il giorno della premiazione si avvicina e cresce l’ attesa per conoscere i nomi dei vincitori. La cerimonia sarà accompagnata dalla lettura di alcuni brani di Bobboricu – così era conosciuto a Orotelli – da parte degli studenti delle scuole elementari e medie del paese. Il pubblico potrà ancora una volta apprezzare quanto possa essere dolce il Miele amaro di Cambosu”.

Soddisfazione anche nelle parole della Presidente della Giuria Neria De Giovanni: “La scelta dei finalisti, quest’anno, è stata molto laboriosa, perché la Giuria si è trovata di fronte a una proposta di  titoli e autori estremamente validi; la selezione di una terna a sezione ha giocoforza escluso numerose opere di eccelso valore. Si tratta del risultato di un’annata che ha premiato il premio Cambosu con l’invio, da parte di case editrici regionali e nazionali molto prestigiose, di opere di autori di alta caratura, caratterizzate da temi di attualità e di cultura davvero importanti”.

Il Premio è organizzato dalla Fondazione Salvatore Cambosu con il patrocinio del Comune di Orotelli, del Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna e con il contributo dell’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. 

Informazioni e contatti:

www.fondazionecambosu.it

[email protected]

Instagram: @fondazionecambosu

Facebook: @premiocambosu




A Oliena “Sos deretos de sos pitzinnos in pagas paràulas”

OLIENA. Otto pannelli illustrati in lingua sarda per esprimere un tema che non conosce confini temporali né geografici, il tema sempre attuale dei diritti dei bambini. Venerdì 26 maggio alle 10.30, negli spazi delle Scuole Medie di Oliena sarà inaugurata la mostra “Sos deretos de sos pitzinnos in pagas paràulas”, realizzata nell’ambito del progetto “Faeddos in Caminu” a cura dello Sportello linguistico comunale di Oliena coordinato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari. Le attività sono finanziate attraverso i fondi della Legge 22 della Regione Autonoma della Sardegna.

A presentare l’esposizione nella sala convegni dell’Istituto comprensivo saranno Diego Corraine, editore di Papiros, Elvira Calia del Comitato provinciale Unicef di Nuoro e Gianfranco Fronteddu, operatore dello Sportello linguistico olianese.

L’obiettivo è quello di far conoscere quali siano le possibilità per la lingua sarda nel veicolare idee universali e rafforzare, partendo dalla nostra lingua, il movimento per i diritti umani soprattutto dei bambini. Il tutto sempre in linea con il motto “Su sardu est in totue”, ormai fatto proprio dall’Is.Be in tutte le sue attività.

L’idea è nata grazie ai contenuti del libretto “I diritti dei bambini in parole semplici”, pubblicato alcuni anni fa dal Comitato italiano per l’UNICEF, al quale si è ispirato Corraine nel tradurre i testi che illustrano i diritti fondamentali dei più piccoli, poi riportati sui pannelli dell’esposizione.

La Convenzione ONU del 1989 ha definito cinquantaquattro articoli sui diritti dei bambini che, da allora, sono vincolanti per il diritto internazionale in riferimento ai minori fino ai 18 anni d’età. Alla convenzione hanno aderito tutti i paesi del mondo, tranne gli Stati Uniti. I diritti fondamentali sono quello a giocare, al cibo, ad avere una casa, il diritto alla salute e al benessere fisico e mentale, all’educazione, a crescere protetti da una famiglia, a una nazionalità, all’uguaglianza senza distinzione di razza, sesso e altre condizioni, a esprimere le proprie opinioni, a non lavorare. Secondo l’UNICEF, benché la mortalità infantile e la denutrizione si siano sensibilmente ridotte nel mondo, e sempre più bambini abbiano la possibilità di andare a scuola, purtroppo persistono ancora sfruttamento, abusi, lavoro minorile e sofferenze causate dai conflitti armati. La mostra sarà allestita all’ingresso dell’istituto scolastico.




Borore, al via la VII edizione del Premio Nino Carrus

BORORE. Nato con l’obiettivo di esprimere un contributo importante sui temi fondamentali dello sviluppo della Sardegna, il “Premio Nino Carrus” ritorna con una settima edizione dedicata al presente e futuro delle zone interne dell’isola.

C’è tempo fino al 30 settembre prossimo per presentare le domande di partecipazione, corredate di un elaborato (saggio, articolo o altro tipo di prosa) finalizzato allo sviluppo di un progetto di studio e di ricerca sul tema “Presente e futuro delle zone interne della Sardegna: resistere o pensare a sviluppare una nuova esistenza? Proponi idee e progetti in forma di politiche pubbliche, di iniziative imprenditoriali, sociali e culturali”.

L’iniziativa, a carattere biennale, è organizzata dall’Associazione Nino Carrus, da anni impegnata sul piano politico e culturale con particolare attenzione alle tematiche inerenti lo sviluppo locale, la sensibilizzazione sociale e la promozione territoriale. A sostenere il premio sono il Comune di Borore, la Fondazione di Sardegna e altri importanti partner pubblici e privati.

Sono diversi i punti sui quali sviluppare le idee, dal piano sociologico a quello storico ed economico, nella massima libertà di approfondire la declinazione progettuale più vicina alla propria formazione e al proprio bagaglio culturale. È fondamentale però la presentazione di soluzioni attuabili e di interventi economicamente sostenibili e praticabili.

A tale scopo il candidato potrà essere chiamato ad articolare d persona la sua proposta progettuale, definendo in maniera chiara e dettagliata gli obiettivi e le azioni da intraprendere, ed eventualmente individuarne le criticità. Una particolare attenzione dovrà essere rivolta all’individuazione degli attori da coinvolgere nel processo di sviluppo, motivandone il ruolo e l’importanza.

L’elaborato sarà valutato dall’apposita commissione sulla base di criteri tecnico-scientifici, giudicando la portata innovativa, l’originalità e la reale fattibilità del progetto proposto. Sono in palio tre premi in denaro: 2.500 euro per l’elaborato più esaustivo, 1.500 per quello più originale tra le proposte attuabili, mille euro per il Premio “Comune di Borore”.

Il bando è rivolto a tutti i sardi residenti nell’isola o emigrati per motivi di studio o di lavoro, ai residenti in Sardegna da almeno cinque anni, a gruppi in cui almeno un componente sia nativo dell’isola, con la clausola che nessun partecipante al momento della scadenza del bando abbia superato il 45esimo anno di età. La premiazione è prevista per il mese di dicembre prossimo nella sala consiliare “Nino Carrus” di Borore.

La domanda può essere presentata solo in modalità online inviandola in formato pdf all’indirizzo [email protected]. Per informazioni contattare [email protected] o visitare il sito www.ninocarrus.it.




LA LEGGENDA DELLE SANTE SPINE DI IRGOLI. SABATO 8 APRILE SI INAUGURA LA MOSTRA SULLA VIA CRUCIS DI ANNA GARDU

Una mostra sulla via Crucis dal sapore e dal tratto particolare.
Quindici tavole che documentano il percorso doloroso del Cristo con l’ultima di queste dedicata alle Sacra Spine di Irgoli.
Un elemento tra religiosità e leggenda con le Sacre Spine, un tratto distintivo di questa comunità
che è conservata nella chiesa parrocchiale di San Nicola: la tradizione dice che quella è appartenuta alla corona, di spine, appunto, che ha cinto la testa di Gesù nel momento della Crocifissione.

Una tradizione ed una leggenda appunto intrisa di devozione e spirito cristiano. Anna Gardu, dopo l’intenso lavoro dei mesi scorsi, firma una mostra di grande impatto secondo lo stile che caratterizza l’artista capace di creare dei veri e propri gioielli con pasta, mandorle e zucchero. Dolci buoni per il palato e gioia anche per la vista per forma, cromatismi. Abituata alle sfide negli sconfinati campi dell’arte questa volta l’artista originaria di Oliena, è stata chiamata a pensare attraverso le sue opere decorate con un minuzioso processo di miniaturizzazione che esalta tratti e figure, uno dei momenti più toccanti e ricchi di pathos della Settimana santa: la via Crucis.

Calando il rito nei canoni davvero particolari della tradizione di Irgoli, centro che conserva intatte numerose tradizioni (dal canto liturgico alle eccellenze architettoniche), tra queste emerge con forza la Sacra spina. Un tratto distintivo della Pasqua di questo centro della Baronia che in queste giornate è caratterizzato dalla presenza dei fedeli davanti alla teca della parrocchiale. Momenti che diventano sempre più grandi e intensi. In tutte le tavole della Via Crucis di Anna Gardu è rappresentato un telo rosso. Quello in cui rimasero infilzate le sante spine. Ci sarà poi una sedicesima tavola che raffigurerà il mendicante con le spine sante.

La mostra verrà inaugurata nella chiesa di Santu Miali a Irgoli, sabato 8 aprile, alle 18. Oltre all’artista ci sarà il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, da sempre grande estimatore dell’arte di Anna Gardu, il consigliere regionale Franco Mula. L’incontro sarà moderato dal giornalista Antony Muroni. Questa volta stimolata a esporre a Irgoli all’interno della manifestazione Andalas Anna Gardu ha tirato fuori dal suo estro un nuovo capolavoro che i visitatori potranno ammirare nella chiesetta di Santu Miali, dedicata a san Michele, risalente al 1200, è l’edificio sacro più antico di Irgoli. Qui Anna Gardu che porta avanti con orgoglio l’arte dolciaria esistente da quattro generazioni nella sua famiglia ha trovato l’habitat giusto per la sua nuova sfida professionale.

L’EMOZIONE DI ANNA GARDU

“Il mistero delle Sante Spine rivive nelle celebrazioni della Pasqua. Una Via Crucis che ripercorre in quindici tappe il dolore di Cristo. Una corona di spine per ricordarci il dolore di colui che, scegliendo il bene per gli altri ha rinunciato alla propria vita. Le Sante Spine che hanno il dono di rasserenare le anime in pena e donare la pace. C’è un alone di mistero in tutta questa rappresentazione che mi ha particolarmente coinvolta nel riprodurre. Lo stesso mistero che avvolge Irgoli attraverso la figura di un mendicante giunto da lontano, con in dono le originali spine della radice di pace della corona di Cristo”, ha detto Anna Gardu.

Lavorando lo zucchero, l’acqua e le mandorle sono nati gli oggetti in filigrana, i bottoni sardi, le pavoncelle, i grembiuli, gli scialli e le maschere, i piccoli cuori con un interno morbido e dolce ricoperto di glassa finemente decorata con perle e fili d’oro e d’argento commestibili. Tra le splendide creazioni di Anna Gardu non può certo mancare un tipico dolce del suo paese, Oliena: è il gâteaux, dolce croccante di mandorle al profumo di limone citato persino nei romanzi di Grazia Deledda, lavorato anche in composizioni monumentali tali da essere considerati capolavori d’arte, che l’artista pasticciera presenta sotto campane di vetro.

IL SINDACO DI IRGOLI E LE SINERGIE

“I nostri progetti partono dall’esigenza di promuovere i tre settori cardine del nostro territorio. Quello agroalimentare, religioso e patrimonio ambientale. La promozione del comparto alimentare, che comprende settori trainanti della nostra economia, come quella della trasformazione delle carni, della panificazione e dell’agroalimentare, ha beneficiato della promozione di una persona di spicco quale lo scrittore ed enogastronomo Edoardo Raspelli. L’evento Andelas, da visibilità al nostro bellissimo patrimonio ambientale. Le escursioni trekking, bike, a cavallo e le passeggiate nei siti nuragici (in tutto oltre 120 km di sentieri accatastati), fanno si che Irgoli non sia più inquadrato esclusivamente come un paese vicino al mare, ottenendo di riflesso i vari benefici che porta il turismo estivo, ma che possa anche godere del flusso di bassa stagione, in netta crescita negli ultimi anni nella nostra Isola”, ha detto il sindaco di Irgoli Ignazio Porcu.
“Infine, con l’evento sulle sante spine, Irgoli riporta al centro della cerimonia religiosa della Pasqua, la venerazione delle Sante Spine, che dal sedicesimo secolo e fino ai primi del novecento avevano spinto tantissimi pellegrini nella nostra comunità (che le ha custodite con fede) nel giorno in cui venivano mostrate ai fedeli. Con Anna Gardu abbiamo voluto allestire la chiesa di Santu Mjali, dove il giorno dell’inaugurazione della mostra, le persone potranno vedere le reliquie, dopo aver attraversato la riproduzione della Via Crucis arricchita dalle opere dell’artista”.




Nuoro: la Giunta comunale approva un deciso taglio delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, a sostegno delle attività locali

La Giunta comunale di Nuoro ha approvato all’unanimità una misura che favorisce ulteriormente le attività locali, attraverso un notevole abbassamento delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico. Questo provvedimento è diretto agli esercenti nuoresi in vista della prossima stagione primaverile ed estiva, con una riduzione del 70% rispetto all’anno precedente, portando la tariffa giornaliera a soli 0,13 centesimi al metro quadro.

L’amministrazione comunale accetterà il pagamento sia in un’unica soluzione che tramite un piano di rateizzazione, a discrezione delle attività interessate. Rachele Piras, assessora al Bilancio, ha evidenziato come questa iniziativa sia in linea con l’obiettivo di incentivare le imprese che contribuiscono a migliorare la vita in città, valorizzandone le bellezze. Grazia Mele, assessora alle Attività produttive, ha aggiunto che si tratta di un’azione concreta a sostegno delle attività locali che lavorano per trasformare Nuoro in un’accogliente area di ritrovo cittadino, soprattutto in vista della stagione imminente.

In confronto ad altri comuni importanti della Sardegna, come Cagliari, Sassari e Oristano, la decisione di Nuoro di ridurre significativamente le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico mostra un impegno proattivo nell’appoggiare e stimolare le attività locali. Mentre anche in altre città si stanno attuando politiche di sostegno alle imprese, l’approccio di Nuoro si distingue per l’entità della riduzione delle tariffe, il che potrebbe incoraggiare un maggior numero di esercenti a sfruttare questa opportunità e contribuire alla vitalità della città durante la stagione turistica.




Donna segregata in casa: la denuncia ai servizi sociali salva la sua vita

Una terribile storia di violenza domestica si è conclusa grazie all’intervento degli agenti del Commissariato di Macomer. Una donna è stata trovata segregata in casa dal suo compagno, costretta a vivere con gli infissi sbarrati e senza maniglie. La situazione è stata scoperta dopo una segnalazione dei servizi sociali del Comune, che ha permesso ai poliziotti di intervenire e liberare la vittima dalla prigionia in cui si trovava. La donna è stata fatta assistere da una psicologa e affidata a una casa famiglia in una località protetta. Il suo aguzzino, invece, è stato arrestato in flagranza di reato e accusato di sequestro di persona e maltrattamenti.

Purtroppo, casi come questo non sono rari e mettono in luce la gravità della violenza domestica, che spesso colpisce donne e bambini. È importante che ci sia un’attenzione costante su questo tema, che sia messa in atto una prevenzione efficace e che siano garantiti adeguati sostegni alle vittime, sia dal punto di vista legale che psicologico. Solo così potremo sperare di prevenire futuri episodi di violenza domestica e garantire alle persone che ne sono vittime di poter vivere libere e in sicurezza.