CONFERENZA STAMPA-LUNEDI 15 APRILE 2019-BOSA BEER FEST

CONFERENZA STAMPA
LUNEDI’ 15 APRILE 2019 h.10.00

L’Associazione Culturale Sardinia4all invita gli Organi di
Informazione a partecipare alla CONFERENZA STAMPA, che si terrà
LUNEDI’ 15 APRILE p.v., alle ore 10.0, a Cagliari-Pirri presso
CONFARTIGIANATO SUD SARDEGNA, via Riva Villasanta 241 per la
presentazione della quinta edizione del “Bosa Beer Fest 2019”, in
programma dal 24 e 27 aprile.

Il festival quest’anno prevede la presenza di 25 birrifici, di cui 14
sardi e 11 del resto dell’Italia, eventi gourmet, live music, sport e
numerose altre attività legate al mondo della birra.

Parteciperanno:

Antonio Marras, Presidente Sardinia4All – Organizzatore dell’Evento

Giampiero Carta, Responsabile Comunicazione Sardinia4All

Stefano Mameli, Segretario Regionale Confartigianato Imprese Sardegna,
partner dell’Evento

Pietro Paolo Spada, Segretario Confartigianato Sud Sardegna

Franco Fois, Responsabile Conad – Main Sponsor dell’Evento




ARTE IN SARDEGNA: domenica al MEA di Asuni il “NIDO” di Gianluca Vassallo

L’installazione artistica è stata presentata nei giorni scorsi al “Fabrica” di Treviso, il “centro di sovversione culturale” fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani

ASUNI. L’installazione artistica “NIDO-Faq” ideata da Gianluca Vassallo assieme Maurizio Bosa (architetto e docente di design allo IED), il 14 aprile approderà nel cuore della Sardegna, ad Asuni, dopo una prima fase di nomadismo in giro per il mondo. Dalle 11 del mattino attraverserà le strade del paesino dell’alta Marmilla per poi collocarsi nelle sale del Museo dell’Emigrazione, il MEA, dove alle 18 sarà inaugurata l’omonima mostra.

L’iniziativa ha goduto di un importante risalto mediatico lo scorso weekend in occasione dell’evento “36 ore di Con-Fusione” tenutosi a “Fabrica”, il ‘centro di sovversione culturale’ di Treviso fondato nel ‘94 da Luciano Benetton e Oliviero Toscani. Da questo contesto una lunga diretta streaming ha ospitato per trentasei ore importanti personalità del panorama artistico e intellettuale come lo stesso Toscani, Vittorio Sgarbi, Gad Lerner, Emma Bonino e tanti altri, per trattare ogni aspetto legato ai flussi migratori e all’integrazione. In questo ambito di forte visibilità, Gianluca Vassallo ha presentato il suo progetto che approderà domenica ad Asuni. La mostra resterà aperta venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19, ma resterà chiusa il giorno di Pasqua. L’ingresso è gratuito.

Vassallo è un artista 45enne che vive a San Teodoro, base dalla quale segue i suoi progetti in giro per il mondo. Si esprime attraverso i video, i suoni, la fotografia e le installazioni, e mostra un’attenzione particolare per l’aspetto relazionale e di processo. Molti suoi lavori sono stati presentati da istituzioni e gallerie in Italia e all’estero.

“NIDO” è una sorta di “architettura effimera” in movimento che, attraversando paesi e città, interviene nello spazio urbano come un corpo estraneo e nuovo, invitando chiunque a entrare. Il progetto è stato pensato come un dispositivo di senso con le sembianze di un nido, che custodisce al suo interno dieci domande portate da uccelli parlanti, guarda caso migranti anche loro. Le domande sono le stesse che chiunque sia stato straniero si è sentito fare almeno una volta.

L’appuntamento si inserisce all’interno di un progetto voluto dal Comune di Asuni e finanziato dall’assessorato regionale alla Cultura nella “Rete dell’emigrazione sarda”. Secondo gli autori, l’installazione ha l’obiettivo ultimo di spostare il senso del confine, mettendo in discussione il concetto stesso di straniero, se non da un punto di vista giuridico, da quello della relazione tra diversità: “Nido è una metafora architettonica che si concretizza in geometrie pure, diventando segno nel paesaggio. Un taglio ne offre l’accesso e lo spazio diventa domestico, di intimo ascolto”.

La mostra è quindi un momento di restituzione alla comunità di un’opera che, in quanto oggetto del pensiero, tra un mese continuerà il suo viaggio nel mondo per tornare in via definitiva ad Asuni a settembre.




Re: La vita in volo di Saint-Exupéry nell’interpretazione di Isella Orchis e Cesare Saliu a cura di Giovanni Bernuzzi a Oristano 31.marzo 2019 ore 19 – Museo Diocesano con mondadori di Marina Casta.

NOTA STAMPA La vita in volo di Antoine de Saint-Exupéry nell’interpretazione di Isella Orchis e Cesare Saliu a cura di Giovanni Bernuzzi

Domenica 31 marzo al Museo Diocesano Arborense di Oristano viene presentato il libro “La vita in volo” di Antoine de Saint-Exupéry (Happy Hour Edizioni), con testi curati da Giovanni Bernuzzi e interpretati da Isella Orchis e Cesare Saliu. La presentazione, organizzata dalla Libreria Mondadori di Oristano, nell’ambito della rassegna letteraria “Leggendo ancora insieme”, VII edizione 2019, si terrà al Museo Diocesano Arborense in piazza Duomo 1, domenica 31 marzo alle ore 19. I libri potranno essere acquistati durante la presentazione o nella libreria Mondadori di Marina Casta. L’evento sarà una occasione per scoprire i classici proposti in una veste originale e accattivante e per avvicinare le persone alla letteratura con uno sguardo contemporaneo.




COMUNE ORISTANO – WORKSHOP REGIONALE BUILDING INFORMATION MODELING VENERDI 29 MARZO 2019

Il Comune di Oristano, in collaborazione con l’ENEA, organizza il
Workshop sul BIM dal titolo: Building Information Modeling –
“Innovazione e nuove frontiere per infrastrutture e città
sostenibili”.

L’evento, programmato per venerdì 29 marzo, alle 15, nella sala
conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, ha carattere
regionale e rappresenta un momento attuativo del progetto europeo
net-UBIEP (Network for Using Building Information Modelling BIM for
Improving Energy Performance) promosso dall’ENEA per aumentare le
prestazioni energetiche degli edifici.

Il tema assume un carattere di rilevanza strategica per tutti i comuni
della Sardegna, ma anche per tutti quegli enti che hanno stazioni
appaltanti (Aziende sanitarie, Consorzi Industriali, Consorzi di
Bonifica, etc.), per gli ordini professionali e le associazioni di
categoria.

“L’evento – osserva il Sindaco di Oristano Andrea Lutzu – per Oristano
e per il territorio dell’area vasta rappresenta un’opportunità per
creare rete con l’ENEA e avviare un percorso per approfondire le
tematiche connesse ad energia, clima e sviluppo sostenibile.  Parlare
di modelli virtuosi per l’efficientamento energetico, rappresenta un
primo passo per aggiornare il PAES, il Piano d’azione per l’energia
sostenibile di Oristano. Ma è una interessante opportunità per
indirizzarci verso il PAESC (Piano d’azione per l’energia sostenibile
e il clima) e dare seguito alle politiche in tema di adattamento ai
cambiamenti climatici che l’amministrazione ha già avviato con altri
progetti tra cui “ADAPT”, in attuazione del programma “Po Marittimo
Italia Francia Interreg”.

“Anche gli altri comuni dell’area vasta hanno interesse perché si pone
l’opportunità di realizzare dei piani congiunti per l’energia e il
clima che attraverso una programmazione mirata, consentano di
ottimizzare lo sviluppo delle politiche in tema di energia, mobilità,
e sviluppo urbano, e di rafforzare i modelli cooperativi per
l’attuazione della Programmazione Territoriale di cui Oristano è
partner con l’unione dei Comuni del Sinis Terra dei Giganti. –
aggiunge il Sindaco -. In questo modo si creano le condizioni per
attrarre risorse comunitarie, nazionali e regionali”.

Il seminario di Oristano ha l’obiettivo di presentare la metodologia
BIM fornendo ai partecipanti una conoscenza di base del Building
Information Modelling, un modello da utilizzare durante l’intero ciclo
di vita di un edificio: dalla progettazione alla costruzione,
gestione, manutenzione, ristrutturazione, per arrivare, infine, alla
demolizione.

È importante che tutti i professionisti e i tecnici, che partecipano
alle diverse fasi della progettazione e della realizzazione, abbiano
uno specifico ruolo di raccolta, gestione e memorizzazione di tutte le
informazioni necessarie, durante l’intero il ciclo di vita
dell’edificio. Ogni tecnico, dipendente pubblico, progettista,
costruttore, gestore di strutture o fornitore, deve dunque conoscere
quali informazioni possano essere utilizzate potenzialmente da
qualsiasi altro attore. Tutte le informazioni dovranno essere
disponibili per tutta la vita dell’edificio anche quando il processo
che l’ha generato è terminato. È quindi essenziale che tutti i diversi
attori utilizzino lo stesso linguaggio, gli stessi dizionari e la
stessa struttura dei dati.

Il Seminario vede inoltre il supporto organizzativo della
Confartigianato Imprese Sardegna con lo scopo di divulgare alle
aziende del contesto regionale l’innovazione che il BIM comporta anche
in prospettiva per lo sviluppo di prodotti per l’edilizia, inseribili
nei cataloghi BIM.

La partecipazione consente il riconoscimento dei crediti formativi
professionali ai sensi del Regolamento per l’aggiornamento e lo
sviluppo professionale continuo.




Prima Festa Nazionale del Disagio Diffuso – Iniziativa il 24 3 2019

Segnaliamo la Prima Festa Nazionale dl Disagio Diffuso, domenica 24 marzo p.v. dalle ore 16.00 al Centro Sociale in via San Nicolò 31, organizzata dalla Fondazione Nuova Specie ONLUS in collaborazione con Alsa Sardegna Onlus ed il patrocinio del Comune di San Vero Milis.

La manifestazione sarà in contemporanea su tutto il territorio nazionale, con vari eventi espressivi per sensibilizzare la cittadinanza su le varie sintomatologie del disagio diffuso: psichico, tossicodipendenza, alcolismo, disagio asintomatico, attacchi di panico, problemi di coppia, ecc., che possono colpire ciascuno di noi e sono sempre più emergenti nei giovani e nelle loro dinamiche di vita.

Una importante occasione per conoscere i progetti attivi su queste tematiche,  ascoltare buona musica e assistere ad altre forme artistiche, che ci parleranno di come è possibile rinascere dal disagio.

Per ulteriori informazioni: [email protected] cell. 3932930315




Arte in Sardegna: mostre di Alejandro Robles e Lea Gramsdorff al MEA di Asuni

Dal 15 marzo al Museo dell’emigrazione arrivano due importanti esposizioni dell’architetto cileno Alejandro Robles e dell’attrice e artista italiana di origine tedesca Lea Gramsdorff

L’attrice e artista italo-tedesca Lea Gramsdorff

ASUNI. Dopo il passaggio della stupenda collettiva “Dimore”, dal 15 marzo Asuni si tinge di nuovi colori dando spazio alle due importanti esposizioni artistiche dell’architetto cileno Alejandro Robles e dell’attrice e artista italo-tedesca Lea Gramsdorff, che arrivano in paese grazie a uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il “terre di confine filmfestival”.

La prima è “Sentieri da minotauri” di Robles, a cura di Bianca Laura Petretto. Sarà inaugurata alle 11.30 nella Casa Porcu Cau (Centro di documentazione), dove resterà aperta sino al 27 marzo. È un viaggio attraverso l’identità e la comunicazione, nel quale l’artista sudamericano propone uno sguardo contemporaneo dell’uomo quotidiano e uno spaccato di brandelli di una comunità in movimento, quella del Cile, ma anche dell’umanità in transito. In questo contesto le opere pittoriche, grafiche, scultoree e le installazioni tracciano sentieri per l’esplorazione dell’individuo e della comunità.

La seconda, Exodus.4, di Lea Gramsdorff sarà inaugurata sempre il 15 marzo alle 20.30 al MEA dove sarà visitabile sino al 31. L’esposizione, presentata da Efisio Carbone, costituisce la quarta tappa della ricerca sul tema dell’Esodo, iniziata nel 2012 con la mostra “Exodus” nello Spazio (In)visibile di Cagliari a cura di Ines Richter.

Le opere sono realizzate su carte nautiche sulle quali la geografia è riscritta e attraversata da centinaia di figure umane miniaturizzate. In questa edizione il lavoro viene arricchito di un’installazione dal titolo “Somewhere a way”, realizzata in collaborazione con l’artista Simone Dulcis, il quale presta al progetto un dittico su tela realizzato nel 2012 ed esposto precedentemente presso il Museo MAN di Nuoro nella personale “Co-Naissance” ospitata dalla rassegna Caratteri Ereditari e Mutazioni Genetiche.

L’artista cileno Alejandro Robles




Solarussa, l’appello dal filmfestival: “Che il cinema a scuola diventi materia curricolare!”

Al “terre di confine” registi e insegnanti si sono confrontati per parlare di percorsi formativi che portano il cinema nelle scuole dell’obbligo. La panoramica evidenziata è molto incoraggiante. Ma se tanto lavoro è già in campo, c’è la necessità di creare una rete tra operatori

SOLARUSSA. Il cinema a scuola è già una realtà. Il dato è emerso ieri (domenica 11 marzo) al terre di confine filmfestival durante l’incontro “Il cinema insegna la vita”, un appuntamento che ha visto confrontarsi ben dieci addetti ai lavori tra registi, operatori dell’audiovisivo, videomaker e insegnanti.

Nel corso del dibattito, introdotto da Enrico Pitzianti e moderato dal formatore Andrea Mura, sono emerse tante situazioni diverse in cui si sta già utilizzando il cinema sia come strumento per educare i bambini alla visione e all’interpretazione del messaggi audiovisivi, sia come strumento per metterli in grado utilizzare questo straordinario strumento di comunicazione.  Inoltre c’è anche una terza direzione molto importante, quella che vede la cinematografia come miccia per far parlare di altri temi quali storia, geografia, politica e tanto altro.

È il secondo anno consecutivo in cui la manifestazione diretta artisticamente da Marco Antonio Pani ha scelto di dedicare un importante momento di confronto al mondo dell’educazione e della formazione. Assieme a Pani, a raccontare le loro esperienze sono stati i registi Matteo Incollu e Sergio Scavio, la dirigente scolastica Alessandra Patti e l’insegnante Alessandra Piras, l’animatrice Michela Anedda, Ottavia Pietropoli della Cooperativa Museo del Mare Sant’Antioco, Alessandra Sento della “Società Umanitaria-Cineteca Sarda” e Mariangela Bruno della Fondazione Sardegna Film Commission.

Tra le iniziative presentate tante sono estemporanee, realizzate da operatori del settore, e molte altre si stanno facendo a livello istituzionale con i bandi Iscola della Regione, con i quali molti istituti hanno potuto organizzare degli interventi sull’audiovisivo.

Durante gli interventi i relatori hanno proiettato degli estratti video di laboratori svolti nelle scuole. Tra questi l’animazione “Alla ricerca di madre natura” della classe 5^D – Scuola Primaria dell’I.C.“Gramsci-Rodari” di Sestu, vincitore Cinemambiente di Torino 2018; l’animazione “About the sea”, esito della residenza artistica per ragazzi “Cosa ci porta il mare” progetto del Muma-Museo del Mare di Marco Antonio Pani e Michela Anedda; “Coins” di Matteo Incollu e “La notte di cesare” di Sergio Scavio.

La panoramica evidenziata è molto incoraggiante. Ma se tanto lavoro è già in campo, è stata segnalata la necessità di fare rete, di creare un network tra operatori in modo da conoscersi, confrontarsi e fare buona pratica. “Uno degli scopi che spero che si raggiungano, anche attraverso iniziative come questa – ha affermato Andrea Mura – è proprio quello di incontrarsi, parlarsi, conoscersi e far migliorare l’intero settore”.

In conclusione, un contributo è stato offerto dal regista cileno Orlando Lübbert e dal regista basco trapiantato in Cile, José María González. Gonzales in particolare ha evidenziato l’esperienza della legge cinema del Paese sudamericano, che prevede che chiunque ottenga dei finanziamenti per fare dei film, debba inserire tra le spese un intervento significativo di cinema nelle scuole. L’ultimo obiettivo sarebbe quello di far diventare il cinema materia curricolare a tutti gli effetti.




Libera Sardegna: a Cagliari e Oristano si parla di memoria delle vittime innocenti e si presenta il libro “Pane sporco”

“Verso il 21 marzo”: a Cagliari e Oristano 

si parla di memoria delle vittime innocenti

e si presenta il libro “Pane sporco”

Martedì 12 marzo appuntamento all’Istituto Pertini del capoluogo.

Venerdì 15 e sabato 16 all’Euclide di Cagliari e al De Castro di Oristano Vittorio V. Alberti presenta invece il suo volume “Pane sporco: come combattere la corruzione e la mafia con la cultura”

 

Cagliari, 11 marzo 2019

 

Proseguono a Cagliari e Oristano le tappe di “Verso il 21 marzo”, una serie di iniziative rivolte principalmente alle scuole e organizzate da Libera Sardegna in collaborazione con Sardegna Solidale in vista della 34a Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che a livello regionale verrà celebrata a Cagliari.

 

Il tema della memoria delle vittime innocenti delle mafie sarà al centro dell’appuntamento in programma martedì 12 marzo a Cagliari presso l’istituto Pertini. A partire dalle 11.20 a dialogare con i ragazzi saranno il referente regionale di Libera Sardegna Giampiero Farru e la dirigente scolastica Laura Caddeo.

 

“Pane sporco: come combattere la corruzione e la mafia con la cultura” è invece il titolo del libro scritto dal filosofo, storico e giornalista Vittorio V. Alberti e che sarà presentato a Cagliari venerdì 15 marzo e sabato 16 a Oristano. Nel capoluogo l’appuntamento è per le 11.30 presso il liceo classico e scientifico Euclide dove, insieme a Vittorio V. Alberti, interverranno anche il dirigente scolastico Vanni Mameli, la docente Graziella Serra e Carlo Veglio di Libera Sardegna. Ad Oristano invece l’incontro si terrà alle 10.30 presso il liceo classico De Castro, relatori lo stesso Alberti, il dirigente scolastico Pino Tilocca, la docente Sabrina Sanna e Carlo Veglio di Libera Sardegna.

 

In “Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura”Vittorio V. Alberti affronta alla radice la piaga originaria che a suo avviso consuma la società italiana e mina alle basi qualunque prospettiva di progresso civile: una non-cultura che disprezza il merito, la riflessione, la ricerca della bellezza in nome di miopi interessi personali o di gruppo. È contro la cultura della mafia e della corruzione che è indispensabile battersi, come sostengono nel saggio introduttivo il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, e nella postfazione il fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti. “La corruzione e la mafia sono simboli maledetti di questa grande corruzione culturale, sono bruttezza. Per ricucire un futuro la strada è nel passato, nel nostro patrimonio, che è bellezza. Ecco l’idea: la potenza culturale italiana per combattere la corruzione e le mafie. Il patrimonio di intelligenza e bellezza, che è il nostro valore, la nostra identità, è nostro e nessuna forza oscura può togliercelo a meno che non glielo lasciamo fare, come spesso avviene per nostra colpa” spiega Alberti.

 




Comunicato stampa 8 marzo 2019

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MEA di Asuni: dalla collettiva Dimore l’appello per un nuovo manifesto dei giovani artisti sardi

L’inaugurazione della collettiva “Dimore”, che accoglie opere di autori emigrati a Milano, testimonia la vitalità e la freschezza dello stato dell’arte nell’isola. Il messaggio di unità prende spunto da esempi virtuosi del passato come il Gruppo Transazionale e il Gruppo Iniziativa

ASUNI. Dal Museo dell’Emigrazione di Asuni arriva un appello ai giovani artisti sardi per costituire un nuovo movimento, un manifesto capace di rappresentare in modo significativo le più fresche generazioni di autori. Si darebbe così vita a un circuito virtuoso dal quale trarrebbe giovamento tutta la Sardegna artistica.

Il messaggio è stato lanciato nel weekend al MEA durante l’inaugurazione della collettiva “Dimore”, che accoglie le opere di nove artisti sardi emergenti, tutti emigrati a Milano per inseguire i propri sogni. Sono Silvia Argiolas, Irene Balia, Nicola Caredda, Roberto Fanari, Silvia Idili, Claudia Matta, Silvia Mei, Paolo Pibi e Giuliano Sale.

«Questo gruppo di ragazzi è esempio di come la storia dell’arte in Sardegna non sia stagnante ma goda di grande vitalità e di nuova forza espressiva – ha spiegato Antonello Carboni, curatore dell’esposizione assieme a Silvia Oppo –. Sarebbe bello vederli riuniti in un movimento come è avvenuto in passato per il Gruppo Transazionale rappresentato da personaggi come Casula, Leinardi, Ugo e Utzeri, o per il Gruppo di Iniziativa che faceva riferimento a Pantoli e Staccioli. Ne godrebbe non solo ognuno di loro individualmente, ma tutto l’universo dell’arte isolana, oggi più che mai lanciata oltre i confini del mare».

Nel corso della serata è stato presentato il libretto “Dimore”, che contiene le biografie di tutti i protagonisti. La mostra sarà fruibile al pubblico fino al 10 marzo a ingresso libero, dal venerdì al sabato, con orari di apertura che vanno dalle 16 alle 19.

«Con l’inaugurazione di questa collettiva – ha commentato il sindaco di Asuni, Gionata Petza –  vogliamo dare prova del fatto che l’emigrazione può avere anche lati positivi, di crescita e di confronto, offrendo la possibilità di coronare i sogni e le ambizioni, come testimoniano i protagonisti della mostra».

La domanda è: quale valore aggiunto può offrire una città come Milano a un artista sardo emergente? La risposta arriva da Silvia Mei, 35enne cagliaritana laureata all’Accademia di Belle Arti di Sassari e specializzata all’Accademia di Brera, che al MEA ha rappresentato tutti i colleghi della collettiva: «Nel capoluogo lombardo il mondo dell’arte contemporanea è più vivace rispetto ad altre regioni. È un po’ una capitale artistica – ha spiegato Silvia – si vive una dimensione internazionale e si trovano tantissimi contatti con collezionisti, galleristi, curatori e rappresentanti di fondazioni. Emigrare a Milano per emergere è praticamente fondamentale. Ma sono felicissima di esporre ad Asuni, perché penso che la nostra terra debba essere la prima a sostenerci e a promuoverci».

“Dimore” è il primo tassello di una serie di eventi che, grazie al finanziamento della Regione e all’impegno dell’Amministrazione comunale, nei mesi a venire permetterà di dare un ulteriore input alle attività del MEA, una realtà attiva ormai da dodici anni nel piccolo centro della Marmilla, esempio per i piccoli borghi in via di spopolamento affinché riescano ad utilizzare l’arte come veicolo di promozione.