KATY PERRY SI ESIBIRÀ DURANTE IL GALA NIGHTDEL 12 AGOSTO ALL’HOTEL CALA DI VOLPE
La star mondiale sarà la protagonista della notte più esclusiva della Costa Smeralda Scenografie mozzafiato, effetti speciali e un ricco programma di performance artistiche per l’evento più glamour del Mediterraneo nell’hotel icona della Costa Smeralda
Il Gala Night del Cala di Volpe torna a trasformare la Costa Smeralda nel palcoscenico più esclusivo del Mediterraneo, dove spettacolo, eleganza e mondanità si incontrano in una notte destinata a lasciare il segno. Per l’edizione 2026, l’Hotel Cala di Volpe farà da cornice ad una serata d’eccezione caratterizzata da una raffinata cena di gala, scenografie immersive e un programma di performance artistiche pensate per sorprendere gli ospiti. Culmine della serata sarà l’esibizione live di Katy Perry, una delle più celebri icone del pop internazionale. La presenza di Katy Perry consacra ancora una volta il Cala di Volpe come simbolo globale di eccellenza, glamour e lifestyle internazionale. Inserito nell’atmosfera dell’Hotel Cala di Volpe, l’evento sarà una soirée esclusiva, concepita per celebrare lo spirito autentico dell’estate in Costa Smeralda.
L’EVENTO La serata del 12 agosto si preannuncia come un evento irripetibile, capace di unire musica, eleganza e spettacolo in una cornice senza tempo. Un live esclusivo che porterà sul palco del Cala di Volpe tutta la potenza scenica e il repertorio iconico di una superstar globale. Il Gala Night torna così ad accendere le luci sul Cala di Volpe, simbolo internazionale della Costa Smeralda, gestito da Marriott International e di proprietà di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA), il fondo sovrano dello Stato del Qatar.
PER INFO I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione. Si prega di contattare [email protected]
Sassari, Luciano e Giusy Pompilio alla Biblioteca Francescana
Chitarra classica e soprano il 23 maggio saranno protagonisti del prossimo appuntamento del Festival Internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco
SASSARI. Padre e figlia, lui chitarrista di fama internazionale e lei giovane soprano apprezzata per la vocalità espressiva e la forte presenza scenica. Luciano e Giusy Miriam Pompilio saranno i protagonisti a Sassari del concerto “Las lágrimas de amor y popular anime”, che si svolgerà alla Biblioteca Francescana di Santa Maria di Betlem il prossimo 23 maggio alle 18.30.
L’iniziativa porta in città un sodalizio artistico e familiare che dà vita a un dialogo musicale intenso e raffinato, per uno degli appuntamenti più attesi della III edizione del “Festival Internazionale Contrasti” diretto da Laura Cocco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Luciano Pompilio vanta una carriera di altissimo profilo, con concerti in Europa, America e Asia, numerosi riconoscimenti internazionali e una discografia di rilievo. Accanto a lui, Giusy Miriam rappresenta una delle voci emergenti più interessanti del panorama lirico contemporaneo, già protagonista di esperienze artistiche internazionali e selezionata in contesti di prestigio.
«Sarà un’occasione preziosa per il pubblico di vivere da vicino un’esperienza musicale autentica, in cui la qualità artistica incontra la forza comunicativa dell’esecuzione dal vivo – ha affermato Laura Cocco –. L’appuntamento si preannuncia come un viaggio musicale di grande intensità, capace di coniugare virtuosismo strumentale ed espressività vocale, in un contesto di rara suggestione».
Il concerto è inserito all’interno della programmazione del Festival Contrasti 2026-Spring Edition, che negli anni si è affermato come spazio di incontro tra linguaggi musicali, generazioni e visioni artistiche, offrendo al pubblico esperienze di alto valore culturale.
La manifestazione è organizzata dall’associazione Contrapunctum ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari, il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari all’interno del network Salude&Trigu. Per informazioni contattare [email protected].
LA STAGIONE 2026 DEL CAMPIONATO MONDIALE DI MOTONAUTICA UIM F1H2O PRENDE IL VIA A CAGLIARI , DAL 29 AL 31 MAGGIO
Helicopter atmosphere view
Cagliari ospiterà la tappa inaugurale della stagione 2026 del campionato mondiale di motonautica F1H2O, con l’inizio delle gare dal 29 al 31 maggio per il Gran Premio d’Italia Regione Sardegna che si svolgerà nelle acque di Su Siccu.
Il Gran Premio segnerà il ritorno della F1H2O a Cagliari dove mancava dal 2004. E l’attesa è febbrile. Tra i piloti che hanno già gareggiato a Cagliari, soltanto tre figurano ancora tra i protagonisti dell’attuale campionato: Sami Selio, Duarte Benavente e Cédric Deguisne. Selio e Benavente lasciarono Cagliari dopo l’ultima partecipazione con un risultato da podio, avendo conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto.
Il tracciato di Cagliari sarà dunque una novità per la maggior parte dei piloti attualmente in griglia, che potranno tuttavia contare sull’ampia esperienza di numerosi team manager presenti nel paddock e già protagonisti nelle competizioni disputate nella città sarda. Scott Gillman dello Sharjah Team trionfò nel Gran Premio del 2004, precedendo Massimo Roggiero del team Comparato F1 e Guido Cappellini del Team Abu Dhabi.
Il ritorno della F1H2O in Sardegna rappresenta un vero e proprio ritorno a casa per una delle sedi più apprezzate e accoglienti del campionato, rinomata per l’entusiasta ospitalità locale e per le eccellenti condizioni di gara.
La F1H2O gareggia in Sardegna dal 1994, quando l’attuale commentatore televisivo Jonathan Jones trionfò a Porto Cervo.
Questo sport ha fatto la sua ultima apparizione sull’Isola nel 2024, quando l’esordiente Rusty Wyatt si è aggiudicato la tappa di Olbia durante la sua straordinaria stagione di debutto.
Sardegna Rally Raid. Numeri Vincenti (ma non li potete giocare al lotto)
Dall’alba lo sbarco ordinato del Sardegna Rally Raid. Il Molo Brin si riempie gradualmente: è il bivacco della “carovana multicolore” che si espande tra banchina e lungomare. Si svolgono le verifiche sportive e tecniche di piloti e mezzi, in un carosello che si fonde con la vita cittadina e i festeggiamenti per San Simplicio, sacro e profano, occasione unica.
Dal 15 maggio si entra nel vivo: foreste intricate, montagne di granito rosa, strade della Gallura, Romangia, Monte Acuto e Anglona. Un paradiso-labirinto dove il road book è l’unica guida. La natura sarda esplode in tutta la sua meraviglia.
In gara i campioni dell’Europeo Baja Moto, dell’Italiano Cross Country e dei nazionali Motorally. Due versioni del percorso autografate da Tiziano Siviero, mondiale e campione. Sfida tra i top italiani: Jacopo Cerutti (Aprilia), Alessandro Botturi (Yamaha), Paolo Lucci (Husqvarna). Tra le auto, spiccano Alfio Bordonaro (Suzuki), campione uscente, Andrea Schiumarini, Lorenzo Codecà, e le ragazze del team Ladies Dakar: Serena Rodella e Paola Tagliabue, campionessa di apnea.
Tre giorni di gara, 792 chilometri totali, 504 di settori selettivi a cronometro. Per le classi Regolarità e Experience, invece, tempi imposti. Semaforo verde!
Olbia, 14 Maggio 2026. Lo sbarco ordinato, discreto e solo vagamente eccitato è iniziato all’alba ed è proseguito per quasi tutta la mattinata. Il tempo di veder occuparsi piano piano il Molo Brin, storico attracco della marinara Olbia che accoglie il paddock (ma sarebbe meglio dire “bivacco”) del Sardegna Rally Raid 2026. La “carovana multicolore” si espande a macchia d’olio sulla banchina e il lungomare di Olbia nel brulicare di attività che preludono alla competizione. Sono le operazioni preliminari, ovvero le verifiche sportive dei partecipanti e tecniche dei loro mezzi da corsa. Moto e Auto da competizione sfilano per la “OP” in un carosello di vetrina che si inoltra nel pomeriggio di Olbia, fino a fondersi non solo idealmente con il tessuto della vita della Città, tra le antiche vie della città marinara e nel programma della celebrazione del Santo Patrono, San Simplicio. Sacro e profano, la processione e la “parade” dei Concorrenti in una fusione irripetibile.
Poi, dall’alba del 15 Maggio, sarà Sardegna, la fascia settentrionale delle foreste intricate e della montagne di granito rosa. Saranno le visite alla Gallura, la Romangia, del Monte Acuto e dell’Anglona. Un Paradiso, s’è già detto, e un labirinto di strade e vie forestali il cui rebus può essere risolto solo con un preciso usi del road book, il libro del Rally che rivelerà ad ogni pagina un piccolo tratto del percorso, tutto insieme, esageriamo, il romanzo del Sardegna Rally Raid edizione 2026. non scordiamocelo, tutto questo accade nel periodo in cui la natura dell’Isola esplode nella sua totale meraviglia di scenari unici.
Sono i Campioni dell’Europeo Baja delle Moto, dell’Italiano Cross Country, delle serie nazionali Motorally e Raid TT, nel complesso edificio agonistico del Sardegna Rally Raid, che gli Organizzatori, AC Sassari e Moto Club Insolita Sardegna, sotto il patrocinio della Regione Sardegna e dell’Automobile Club d’Italia, hanno voluto dedicare in ben due versioni del percorso alle differenti finalità delle classi. È un’idea di Tiziano Siviero, Mondiale Campione e tracciatore, che ha voluto questo “special” mai visto prima d’ora nell’album del Rally-Raid. Non si può definire meno che attesa la sfida incrociata che vede protagonisti i tre migliori “Rally-Raid men” italiani, Jacopo Cerutti, Aprilia Racing, Alessandro Botturi, Yamaha, Paolo Lucci, Husqvarna, ma c’è aspettativa, personale e non, per molti dei piloti auto, e tra questi Alfio Bordonaro, Suzuki, il Campione in carica del Sardegna Rally Raid, Andrea Schiumarini, “L Dugento” come dice Patron Rickler, Lorenzo Codecà, Suzuki, le super ragazze del team Ladies Dakar… dalla Dakar all’Isola, Serena Rodella e Paola Tagliabue, Campionessa di apnea, Suzuki, o la già “leggendaria” Christine Giampaoli “GZ” Zonca, Polaris.
Per finire… anzi per iniziare, saranno tre giorni di gara, tre tappe, così “confezionate”:
Tappa 1. SS1a Coiluna Loelle + SS1b Fiorentini, 120 di Trasferimento, 190 Settore selettivo, 310KM totali
Tappa 2. SS2a + SS2b Monte Acuto, 65 di Trasferimento, 180 Settore Selettivo, 300KM Totali
Tappa 3. SS3 Padru + Terranova, 57 di Trasferimento, 125 Settore Selettivo, 182KM totali
In Totale, 792 Chilometri di cui 504 di Settori Selettivi contro il cronometro o, nel caso della Classe Regolarità e Experience, di tempi imposti.
Sardegna Rally Raid. FIA-FIM Rally-Raid World Championship Candidate Auto: Campionato Italiano Cross Country e SSV Moto: Campionati Italiani MotoRally e Raid-TT, Europeo Baja Epicentro: Olbia Organizzazione: Automobile Club Sassari e il supporto del Moto Club Insolita Sardegna Con il sostegno dell’Automobile Club d’Italia e della Regione Autonoma della Sardegna
Piergiorgio Odifreddi il 26 maggio al Teatro Verdi di Sassari
In scena “Bach, Webern e i numeri, tra musica e matematica”. Dall’incontro tra l’accademico piemontese e il pianista sardo Claudio Sanna uno spettacolo organizzato da Laborintus che scardina i confini tra rigore logico e creatività artistica
SASSARI. È una celebrità del mondo accademico, docente di Logica all’Università di Torino, autore di best-seller, saggista, divulgatore raffinato e imprevedibile, volto mediatico e affabulatore d’eccezione. In due parole: Piergiorgio Odifreddi. Il matematico più “impertinente” d’Italia sarà a Sassari il 26 maggio per un evento che promette di scardinare i confini tra rigore logico e creatività artistica, esplorando il legame millenario che unisce l’astrazione delle cifre all’armonia delle note.
L’appuntamento è alle 20.30 al Teatro Verdi, dove il genio di Odifreddi si scatenerà nel presentare al pubblico “Bach, Webern e i numeri, tra musica e matematica”, un confronto tra scienza e arte nato dalla preziosa collaborazione con il pianista e compositore sardo Claudio Sanna.
Originario di Ossi, Sanna è un nome noto a livello internazionale per il suo talento, la capacità espressiva e il virtuosismo non convenzionale. Il sodalizio tra i due è nato nel 2023 grazie all’Orchestra da Camera di Mantova, che ha permesso alla coppia di debuttare in un luogo caro alla storia della musica, il Teatro Bibiena (dove si esibì anche il giovane Mozart), riscuotendo un clamoroso sold out. La fortunata esperienza è ora impreziosita e replicata appositamente per il pubblico sassarese.
Odifreddi guiderà i presenti in un viaggio nel tempo che, a partire dagli antichi greci e dall’intuizione di Pitagora sulla relazione tra suoni e numeri (le proporzioni), incontrerà Bach, Haydn, Mozart e porterà gli spettatori fino alle avanguardie del Novecento e alla musica contemporanea, toccando le ricerche di Schoenberg e, in particolare, di Anton Webern.
Al centro del percorso brilla la figura di Johann Sebastian Bach che, per Odifreddi e Sanna, rappresenta la summa, il vertice insuperato in cui la logica, i numeri e la musica vengono sublimati in pura arte. L’incontro si configura come una narrazione avvincente, una “lectio magistralis” che si trasforma in monologo e concerto. Sui tasti del pianoforte, i concetti astratti diventano emozione sonora, e gli spettatori possono “sentire” fisicamente le relazioni matematiche.
L’evento è organizzato dal Circolo Musicale Laborintus e sostenuto dal Ministero della Cultura e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna.
Per maggiori informazioni contattare il numero 349/8024059. I biglietti sono disponibili in prevendita a Sassari in Via Politeama 8 dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20 (079/236121), oppure online su https://www.anyticket.it/anyticketprod/Default.aspx?partner=TRMU.
Le storiche Ville Couelle diventano patrimonio del Comune di Arzachena
Ad annunciarlo è il sindaco Roberto Ragnedda: le architetture simbolo della Costa Smeralda saranno trasformate nel nuovo Museo della Costa Smeralda.
Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, ha annunciato l’acquisizione ufficiale delle storiche Ville Couelle da parte del Comune. Le strutture diventeranno la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, un progetto pensato per valorizzare il patrimonio architettonico, rafforzare l’identità culturale del territorio e ampliare l’offerta turistica oltre la stagione estiva.
Arzachena scrive una nuova pagina della propria storia. A darne l’annuncio è il sindaco Roberto Ragnedda, che ha comunicato l’ingresso ufficiale delle storiche Ville Couelle nel patrimonio del Comune.
Un passaggio che rappresenta molto più di una semplice acquisizione immobiliare. Si tratta di una scelta strategica e culturale, definita dallo stesso primo cittadino come un atto di visione e di profondo amore per il territorio.
Le Ville Couelle, architetture iconiche che hanno contribuito a definire nel mondo lo stile della Costa Smeralda, non resteranno più tesori chiusi al pubblico. Diventeranno infatti la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, uno spazio destinato a raccontare la storia, l’identità e l’evoluzione culturale di uno dei territori più conosciuti del Mediterraneo.
L’obiettivo dell’amministrazione è restituire alla comunità un patrimonio d’eccellenza, rendendolo accessibile ai cittadini, ai visitatori e a chiunque voglia conoscere più da vicino le radici della Costa Smeralda. Un bene di grande valore diventa così patrimonio comune, luogo di memoria, conoscenza e partecipazione.
Il progetto punta anche a rafforzare il ruolo di Arzachena come cuore culturale della Costa. Celebrare il genio architettonico dei Couelle significa valorizzare una parte fondamentale della storia del territorio, custodendo un’eredità che ha contribuito a rendere riconoscibile nel mondo l’immagine della Costa Smeralda.
L’iniziativa guarda però anche al futuro. Investire nella cultura significa diversificare l’offerta turistica, creare nuove opportunità e generare valore durante tutto l’anno, andando oltre la sola stagione estiva.
L’acquisizione delle Ville Couelle rappresenta dunque un traguardo collettivo e indica una direzione precisa: far crescere Arzachena come città più consapevole, più colta e più fiera delle proprie radici.
Nuoro, corso di Lingua sarda “con Giorgio Asproni”
L’Istituto Bellieni organizza un ciclo di lezioni per una corretta scrittura del sardo analizzando una delle massime figure dell’Ottocento isolano
NUORO. Imparare a scrivere in sardo attraverso l’approfondimento di una delle massime figure della storia del Nuorese e di tutta la Sardegna: quella di Giorgio Asproni. È questo il focus del corso di Livello A2 (venti ore) che l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari sta organizzando all’Isola del MAN di Nuoro (Corso Garibaldi), per chiunque ritenga di avere una minima competenza della lingua sarda parlata e desideri acquisire i rudimenti fondamentali della normativa ortografica. L’accesso è libero e gratuito.
Le lezioni, condotte dalla docente Immacolata Salis, si svolgeranno tutti i martedì dalle 16 alle 19, e sono finalizzate alla preparazione di un convegno a tema che si svolgerà a inizio estate. Ci sono ancora posti disponibili e gli interessati sono invitati ad inviare le richieste di adesione nel più breve tempo possibile.
L’iniziativa è promossa dall’Istituto Bellieni in collaborazione con la Provincia di Nuoro e il Museo MAN (Museo d’Arte Provincia di Nuoro)”, e fa parte del Programma Is.Be 2026.
Il tema centrale è “Jorgi Asproni: s’òmine e su polìticu peri su Diàriu polìticu” (Giorgio Asproni: l’uomo e il politico attraverso il diario politico). Tra gli argomenti toccati, saranno oggetto di particolare attenzione: sa limba sarda in s’iscritu e in su faeddu, normas ortogràficas e istruturas morfo-sintàticas.
Per quanto riguarda la Grammàtica, saranno analizzati “sos tempos verbales de su modu Indicativu e de su conditzionale”. E ancora “artìculos, agetivos, su plurale de sos nùmenes, averbios, significu denotativu e connotativu de sas paràulas. Esertzìtzios de aplicatzione e compositzione iscritas sighende sa cunsigna dada. Detadu de testos iscertados dae su dotzente”.
Pro maggiori informazioni e iscrizioni inviare un’email a [email protected] o chiamare il numero 079/230268 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.
Alghero “Iron City”: Come il brand Sardegna ha conquistato l’olimpo dell’endurance mondiale.
redazione on line
Il risveglio di un gigante mediterraneo
Per anni, il racconto turistico della Sardegna è rimasto prigioniero di un cliché dorato: quello del “sole e mare”, un modello vincente ma stagionale, incapace di narrare l’Isola oltre i mesi più caldi. Oggi, Alghero ha deciso di spezzare questa narrazione. L’arrivo dell’Iron Man 70.3 Alghero Sardegna, previsto per il 7 giugno, non è una semplice gara sportiva, ma un’operazione di rebranding territoriale senza precedenti. Non stiamo parlando solo di triathlon, ma della risposta coraggiosa di un intero territorio che vuole “cambiare postura” sulla scena internazionale, trasformando il nord-ovest della Sardegna in una capitale del benessere e delle prestazioni outdoor per dodici mesi l’anno.
Una connessione inaspettata
Dietro l’assegnazione di questo evento prestigioso non ci sono solo freddi parametri tecnici, ma una storia di identità culturale che sembra uscita da un romanzo di spionaggio industriale. Tutto nasce da un’intuizione di Sandro Salerno, il “ponte” fondamentale che ha suggerito l’evento all’amministrazione, consapevole che Alghero avesse le carte in regola per competere con le grandi capitali dello sport.
Il processo di negoziazione, durato due anni, ha vissuto momenti di tensione e “missioni segrete”: i vertici di Iron Man Italy e South EMEA, tra cui l’AD Augustin Perez e l’Operation Director Ferran Jimenez, hanno visitato la città in incognito, osservandone la logistica e l’anima prima ancora di palesarsi. Ma la vera svolta è stata linguistica. Durante una delle prime call, la barriera tra organizzatori e territorio è crollata quando si è scoperto che parlavano la stessa lingua: il catalano.
“In questa call abbiamo scoperto che avevamo una cosa in comune che è fortissima, che supera qualsiasi barriera: la nostra lingua catalana. Quando Augustin e Ferran hanno trovato qualcuno dall’altra parte del mare che parlava come loro, tutto è diventato fluido. È nato un feeling immediato, tra un ‘Gianzi, Cusizzi, Cataranzi’, che ha trasformato una trattativa complessa in un’intesa naturale.”
Questa affinità ha dimostrato come l’identità culturale possa diventare un asset strategico imprevisto nel business globale, creando un legame di fiducia istantaneo che ha sbaragliato la concorrenza di altre città italiane.
Come Alghero ha riscritto i tempi dell’endurance mondiale
Il mercato ha risposto con un vigore che ha lasciato sbalorditi persino i veterani del circuito. Quello che è accaduto ad Alghero è un fenomeno paragonabile solo a destinazioni d’eccellenza assoluta come Maiorca.
Inizialmente erano previsti 2.500 slot, ma la richiesta è stata così violenta da costringere l’organizzazione a salire a quota 3.000 atleti, provenienti da 90 paesi. Il sold out è arrivato in tempi record: circa un mese e mezzo, un risultato quasi mai visto per l’edizione inaugurale di un evento Iron Man. Migliaia di atleti sono rimasti in lista d’attesa, a conferma che il connubio tra il brand “Sardegna” e il fascino storico di Alghero ha creato un mix magnetico per la comunità globale dell’endurance.
Alghero come Hub del Benessere e della Ricerca
L’Iron Man è il pilastro visibile di un progetto ancora più ambizioso: InnoBay. La visione politica dietro l’evento mira a cambiare la “postura” della città — ovvero la sua riconoscibilità e il suo posizionamento globale — elevandola a centro di ricerca e innovazione.
Esiste un legame diretto tra l’atleta endurance e lo sviluppo economico: chi partecipa a queste gare è spesso un professionista di alto livello, un ricercatore o un decision-maker che cerca luoghi capaci di offrire un’alta qualità della vita. Alghero si candida così a essere non solo una meta turistica, ma un luogo dove vivere, studiare e fare ricerca tutto l’anno. L’atleta che corre sul lungomare oggi è il potenziale investitore o il ricercatore scientifico di domani, attratto da un territorio che offre infrastrutture outdoor naturali uniche nel Mediterraneo.
per il territorio e la rivoluzione dello stile di vita
Ospitare 3.000 atleti (più accompagnatori e staff) rappresenta una sfida logistica monumentale, un vero e proprio stress test per l’intero sistema regionale:
Logistica e Trasporti: Un coordinamento massiccio che coinvolge porti, aeroporti e il sistema dei trasporti interni per gestire flussi internazionali.
Sicurezza e Comunità: Una mobilitazione totale che vede in prima linea Protezione Civile, Forze dell’Ordine e le società in-house del Comune.
Ecosistema Ambientale: La sfida di far convivere l’evento con il Parco e l’Area Marina Protetta, dove la natura incontaminata non è solo una cornice, ma il prodotto stesso che gli atleti vengono a “consumare”.
Tuttavia, la vittoria più grande è la rivoluzione culturale già in atto tra i cittadini. Si assiste a un ritorno di massa al nuoto, alla corsa e all’acquisto di biciclette. Lo sport sta cambiando le abitudini sociali, promuovendo uno stile di vita sano che coinvolge tutte le generazioni.
“Questa è una rivoluzione che deve aprire la mente a tutti i comparti, dal portuale all’aeroportuale. Non è solo un evento, è un emblema di un nuovo tipo di turismo: rispettoso, amante della natura e capace di promuovere la salvaguardia del territorio attraverso la sua stessa fruizione.”
Il matrimonio destinato a durare
Quello tra Alghero e Iron Man non è un flirt estivo, ma un “matrimonio felice” basato sulla reciproca valorizzazione. Se la città saprà accogliere questa sfida, superando la tentazione della “stazione balneare” stagionale, potrà stabilire uno standard mondiale per il turismo sportivo. Il 7 giugno Alghero non ospiterà solo una gara; celebrerà la sua nuova identità di avamposto mediterraneo per l’innovazione e il benessere.
In un’epoca in cui le città d’arte soffrono per un turismo di massa spesso invasivo, può lo sport endurance diventare il motore definitivo per proteggere l’ambiente e garantire uno sviluppo economico sostenibile per tutto l’anno?
Ritornano le “Note Senza Tempo” della musica barocca
La VIII Edizione del Festival Internazionale di Musica Antica organizzato da Dolci Accenti fa sognare il Nord Sardegna
SASSARI – Dal 23 maggio al 14 novembre, alcuni dei luoghi più suggestivi del nord Sardegna si animano con le “Note senza tempo” del Festival Internazionale di Musica Antica – VIII edizione, organizzato dall’associazione Dolci Accenti di Sassari.
Per sette mesi,il patrimonio esclusivo della musica barocca si materializza tra chiese e monumenti storici, coinvolgendo i comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Castelsardo e Uri. I luoghi simbolo del territorio diventano così il palcoscenico d’eccellenza di una manifestazione che si conferma un punto di riferimento culturale di respiro europeo.
Il programma è stato presentato oggi (12 maggio) in conferenza stampa nella sala convegni della Camera di Commercio di Sassari, alla presenza di Calogero Sportato, presidente dell’associazione APS Musicale “Dolci Accenti”, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, Matteo Dettori, sindaco di Uri, Maria Bastiana Cocco, assessora alla Cultura di Porto Torres, Christian Speziga, assessore ai Beni archeologici di Castelsardo.
L’apertura della stagione è affidata all’Accademia del Festival de Musica de Caimari proveniente dalla Spagna, che il 23 maggio inaugurerà la rassegna a Porto Torres.
«La nostra missione è quella di rievocare atmosfere create dai grandi compositori che hanno segnato un’epoca, riproducendo virtuosismi e sonorità il più vicine possibili a quelle originali attraverso una maniacale accuratezza tecnica e strumentale – hanno spiegato gli organizzatori –. L’obiettivo è quello di creare un connubio perfetto tra la bellezza architettonica dei luoghi e le melodie degli ensemble protagonisti».
Il calendario prosegue il 29 e 30 maggio con l’Accademia Galan e il Festival SYEMF, che presentano due appuntamenti di rilievo internazionale tra Porto Torres e Sassari. I concerti proposti dall’Accademia Galan sono un prodotto del vivaio di un’attività didattica e di divulgazione rivolta ai giovani, pronti finalmente a esibirsi in un palcoscenico importante.
Il 6 giugno, il festival accoglierà per la prima volta come palcoscenico il comune di Alghero, peraccogliere l’Ensemble Benedetto Marcello. Il 4 luglio, un’altra località turistica dal grande fascino, Castelsardo, vedrà protagonista un ensemble di chiara
fama come Amoris Laetitia. Il 4 settembre Dolci Accenti presenta l’Orfeo Futuro a Sassari e replica il giorno seguente a Uri. Sempre a Sassari il 4 ottobre arriva l’Ensemble Baroque Lumina. Il 14 novembre gran finale a Sassari con la prestigiosa partecipazione della Polifonica Santa Cecilia.
La manifestazione è diretta artisticamente da Daniele Cernuto ed è organizzata da Dolci Accenti con il patrocinio e il supporto della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e dei comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo. L’evento è inserito all’interno del network “Salude&Trigu” (VIII edizione)della Camera di Commercio di Sassari, mirato a valorizzare gli eventi identitari, culturali e turistici del Nord Sardegna. Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it.
Destagionalizzazione, due patti e una verità: Nizzi parla di Gallura, Cacciotto di Alghero.
redazione economia.
Il confronto tra il Protocollo per la Destinazione Sardegna Nord Ovest e il progetto Gallura All Seasons mostra due visioni molto diverse: da una parte una cornice istituzionale ancora da riempire, dall’altra un modello operativo già più dettagliato su soldi, governance, aeroporti e prodotto turistico.
La parola è la stessa: destagionalizzazione. L’obiettivo anche: portare turisti in Sardegna non solo d’estate, ma anche nei mesi più deboli dell’anno. Eppure, leggendo i due documenti, emerge una differenza netta: il Nord Ovest mette in campo un protocollo, la Gallura prova a costruire un piano di lavoro già più concreto.
Il Protocollo per la Destinazione Sardegna Nord Ovest parte da Alghero, dalla Camera di Commercio di Sassari, da Sogeaal, da Confcommercio e dai Comuni che vorranno aderire. Il documento individua l’Aeroporto di Alghero come infrastruttura strategica e punta a rafforzare collegamenti, promozione, marketing territoriale, eventi e nuovi prodotti turistici nei mesi di bassa stagione. È un passaggio importante, perché prova a mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e aeroporto.
Ma il punto debole è evidente: il protocollo definisce il contenitore, non ancora il contenuto economico reale. Il Fondo pluriennale per la destagionalizzazione viene previsto, ma la quota che dovranno versare Comune di Alghero, Comuni aderenti, Camera di Commercio e Sogeaal sarà stabilita solo con un atto successivo. Anche le modalità operative di gestione delle risorse saranno definite più avanti.
La Gallura, invece, entra subito nel merito. Il progetto Gallura All Seasons nasce come documento programmatico di indirizzo strategico, ma ha un taglio molto più operativo. Indica chiaramente i mesi critici — novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo — e li considera il vero banco di prova per cambiare il modello turistico del territorio. Non parla solo di allungare la stagione: prova a costruire una destinazione viva anche d’inverno.
La prima differenza sostanziale riguarda i soldi. Nel Nord Ovest il fondo è previsto, ma ancora da quantificare. In Gallura, invece, la proposta è esplicita: destinare il 10% della tassa di soggiorno annua 2025 al programma di destagionalizzazione, affiancando a queste risorse i contributi volontari degli operatori economici, eventuali sponsor, investitori e il piano di incentivazione già attivato da Geasar per rafforzare la connettività aerea.
È qui che il confronto diventa dirompente: da una parte c’è un fondo da costruire, dall’altra una leva economica già indicata.
Anche sul ruolo degli aeroporti la differenza è chiara. Nel Nord Ovest, l’Aeroporto di Alghero è indicato come porta d’ingresso fondamentale per il territorio e come condizione per sostenere i flussi nei periodi di bassa e media stagione. In Gallura, però, l’Aeroporto Costa Smeralda assume un ruolo ancora più centrale: viene descritto come infrastruttura abilitante, senza la quale nessuna politica di destagionalizzazione può produrre risultati strutturali.
Cambia anche la governance. Il Nord Ovest prevede un Comitato Guida presieduto dal Comune di Alghero, con Camera di Commercio, Comuni aderenti, Sogeaal e Confcommercio. È una struttura istituzionale, ordinata, utile a dare legittimità politica al percorso. Gallura All Seasons, invece, immagina una cabina di regia più larga, con Confcommercio, Geasar, Comuni aderenti, soggetti privati qualificati, professionisti e aziende specializzate in comunicazione, eventi, marketing, produzione contenuti e analisi dati.
In parole semplici: il Nord Ovest presidia il tavolo pubblico, la Gallura prova ad accendere la macchina operativa.
Il documento gallurese entra poi in un terreno che nel protocollo del Nord Ovest resta appena accennato: il prodotto turistico. Non si limita a dire che servono eventi o promozione. Parla di turismo culturale, esperienziale, enogastronomico, sportivo, outdoor, senior, long stay, city break e short stay. Prevede una mappatura del territorio, la costruzione di un catalogo di prodotti turistici tematici e un piano di comunicazione strutturato per rendere riconoscibile l’offerta invernale.
Questo è il nodo politico ed economico della questione. La destagionalizzazione non si fa solo con uno slogan, né con un calendario di eventi messo insieme all’ultimo momento. Si fa se ci sono voli, risorse, pacchetti, servizi aperti, imprese coinvolte, comunicazione coordinata e una ragione concreta per cui un turista dovrebbe scegliere quel territorio anche fuori stagione.
Il Protocollo del Nord Ovest ha un merito: prova a dare una forma istituzionale a una battaglia che Alghero e il suo territorio non possono più rinviare. La stagione corta pesa sulle imprese, sul lavoro, sull’aeroporto e sulla tenuta economica della città. Mettere insieme Comune, Camera di Commercio, Sogeaal, Confcommercio e altri Comuni è un primo passo necessario.
Ma il documento gallurese appare, almeno sulla carta, più maturo nella parte progettuale. Non si limita a dire che bisogna destagionalizzare. Dice con quali risorse partire, quali mesi aggredire, quali target intercettare, quale ruolo affidare all’aeroporto, come costruire il prodotto e come misurare i risultati.
La differenza, alla fine, è tutta qui: il Nord Ovest ufficializza l’alleanza; la Gallura prova già a trasformarla in sistema economico.
Per Alghero e per tutto il Nord Ovest, questo confronto non dovrebbe essere letto come una sconfitta, ma come un avvertimento. La destinazione non può permettersi di restare nel campo delle intenzioni. Se vuole competere davvero, deve passare rapidamente dalla cornice al contenuto: soldi certi, obiettivi misurabili, regia professionale, voli programmabili e prodotti turistici vendibili.
Perché la destagionalizzazione non si annuncia. Si organizza. Si finanzia. Si vende. E soprattutto si misura.
Sandro Usai mette in evidenza Il limite dei protocolli: senza prodotto turistico i voli non bastano.
Il nodo vero, sostiene Usai, non è la firma dei protocolli, è ciò che quei protocolli riescono realmente a mettere in campo. Perché la destagionalizzazione non nasce dalla semplice apertura di nuove rotte, né da un’azione di co-marketing affidata agli aeroporti. I collegamenti aerei sono indispensabili, ma da soli non bastano: servono prodotti turistici capaci di motivare il viaggio, pacchetti costruiti con gli operatori, territori interni coinvolti, strutture ricettive aperte, esperienze vendibili e mercati già individuati. Senza questa base, Alghero e Olbia rischiano di restare soltanto due porte d’ingresso senza un viaggio organizzato alle spalle. Ed è qui che il Nord Sardegna mostra la sua fragilità: continua a parlare di sistema, ma firma accordi separati e arriva al tavolo dei vettori con un’offerta invernale ancora troppo debole, troppo frammentata e troppo legata alla stagione balneare.