PREMIO COSTA SMERALDA 2026, Si aggiunge un tassello al Premio Costa Smeralda: a Emilio Isgrò il Premio Cultura del Mediterraneo 2026

Il prestigioso riconoscimento celebra il Maestro della “Cancellatura” alla vigilia della sua grande retrospettiva londinese presso la Estorick Collection.

Porto Cervo, 7 aprile 2026 – Il Premio Costa Smeralda 2026 conferisce il prestigioso Premio Cultura del Mediterraneo a Emilio Isgrò, protagonista assoluto dell’arte concettuale internazionale che ha saputo rivoluzionare il rapporto tra parola e immagine. Questo riconoscimento intende omaggiare un autore capace di trasfigurare le proprie radici siciliane in una riflessione universale, gettando ponti ideali tra le sponde del mare nostrum e le più complesse geografie mondiali. Attraverso un linguaggio colto e stratificato, Isgrò esplora l’identità collettiva tramite la sua celebre “Cancellatura“. Lungi dal rappresentare un atto di negazione o una deriva censoria, questo gesto si configura come un potente strumento di rigenerazione creativa: oscurando il testo, l’artista sottrae la parola all’egemonia dei mass media per restituirle centralità, dignità e un nuovo, dirompente significato. 

Nel celebrare il Maestro, il Premio Costa Smeralda riconosce il valore di una pratica artistica che connette, trasformando l’assenza del segno in una voce eloquente che invita i popoli alla riscoperta di una memoria comune, capace di attraversare indenne i secoli e le nazioni. Soprattutto nel mare nostrum, quello che ha dato origine alla civiltà occidentale e di cui non solo Isgrò è figlio ma testimone delle mutazioni e dei cambiamenti, in un’ottica di riflessione sulla identità mediterranea che non ha mai smesso di interrogare.

L’inesausto impegno di Isgrò nel riconnettere e ridisegnare le rotte della conoscenza verrà celebrato dalla grande retrospettiva ospitata, dal 20 maggio al 6 settembre 2026, presso la Estorick Collection di Londra. La mostra Emilio Isgrò: Erasing to Create, nata dalla sinergia tra il Consolato Generale d’Italia a Londra e la Fondazione Emilio Isgrò, documenta oltre sei decenni di sperimentazione, ripercorrendo l’evoluzione del Maestro dalla poesia visiva degli esordi fino alle iconiche indagini su carte geografiche e mappamondi. Proprio in queste ultime opere, la rimozione intenzionale di toponimi e confini invita a una riconsiderazione delle nostre idee di spazio e storia, scardinando le barriere identitarie a favore di una fratellanza culturale che riconosce nel Mediterraneo non solo un’origine geografica, ma un luogo capace di creare identità nell’unione e nel dialogo. L’appuntamento londinese, arricchito da 35 capolavori e da un’opera inedita concepita appositamente per l’evento, ribadisce l’urgenza del messaggio di Isgrò, oggi più che mai. 

Il Premio verrà conferito a Isgrò sabato 18 aprile al Conference Center di Porto Cervo, nel corso della cerimonia pubblica di premiazione. 

L’iniziativa, promossa dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzata da Smeralda Holding, si conferma tra gli appuntamenti più significativi del panorama culturale italiano, capace di valorizzare l’eccellenza culturale e il dialogo tra diversi linguaggi espressivi, trasformando Porto Cervo nel palcoscenico dove le grandi voci della contemporaneità si incontrano per interpretare il presente. 

Il Premio Costa Smeralda 2026 si distingue anche quest’anno per l’alta qualità delle opere e degli autori selezionati nelle terne finaliste per le categorie Narrativa e Saggistica, scelte come di consueto da una giuria d’eccellenza guidata da Stefano Salis e composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio. I vincitori assoluti verranno proclamati nel corso della cerimonia di premiazione di sabato 18 aprile, durante la quale verrà inoltre assegnato il Premio Internazionale a Javier Cercas e il Premio Speciale al Comandante Giuseppe Lai, già Comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, che ha guidato durante lo storico tour mondiale iniziato nel 2023 e conclusosi nel 2025.

Partner e sponsor principale della manifestazione è Smeralda Holding.
L’organizzazione operativa, l’allestimento scenografico e la produzione dell’evento di premiazione sono affidati a Filmmaster, che ha inoltre realizzato il logo, l’immagine grafica coordinata e il concept del premio.

L’appuntamento con la cerimonia pubblica di premiazione è sabato 18 aprile alle ore 17.30 al Conference Center di Porto Cervo.
L’accesso all’evento è libero.




L’Officina Filosofica approda a Oristano con l’Istituto Bellieni

Da venerdì 17 aprile dieci incontri a cadenza settimanale con Daniela Masia per riscoprire l’autenticità individuale e attraversare indenni la standardizzazione degli algoritmi e la società dei “like”

ORISTANO. L’Officina Filosofica dell’Istituto Bellieni approda nel cuore di Oristano. L’appuntamento inaugurale è fissato per venerdì 17 aprile, alle 17.30, nei locali di Via Cagliari 183, con un debutto atteso che segna una nuova tappa nel percorso di divulgazione culturale dell’Is.Be, portando in città il seminario di filosofia pratica dal titolo “Conosci te stesso nell’era digitale: identità e autenticità tra social e maschere”.

Il percorso, a cura e conduzione di Daniela Masia Urgu, si articolerà ogni venerdì dalle 17.30 alle 19.30, attraverso dieci incontri a cadenza settimanale, offrendo ai partecipanti uno spazio di riflessione critica sulla contemporaneità.

In un’epoca in cui gran parte della nostra esistenza trascorre mediata dagli schermi, il seminario pone una domanda cruciale: quanto della nostra identità ci appartiene realmente? Se gli algoritmi-oracolo sembrano conoscerci meglio di noi stessi, suggerendo desideri e comportamenti, il rischio è quello di soccombere a una standardizzazione invisibile.

Il percorso dell’Istituto invita a riscoprire l’antica regola socratica del “Conosci te stesso”, ripartendo dal concetto di atopos: quella singolarità imprevedibile e inclassificabile dell’anima che sfugge alle logiche dei sistemi predittivi. L’obiettivo è analizzare come non farsi schiacciare dai modelli digitali, cercando di ritrovare la propria autenticità dietro le maschere costruite per ottenere l’approvazione sociale online.

Per orientarsi nel labirinto della modernità liquida, l’Officina Filosofica proporrà un confronto con il pensiero di grandi filosofi contemporanei e del passato. Attraverso le lenti di Byung-Chul Han, Zygmunt Bauman e Michel Foucault, i partecipanti esamineranno il passaggio dall’identità reale alla proiezione digitale. La riflessione sarà orientata verso pratiche etiche capaci di recuperare l’imprevedibilità del singolo e la profondità dei legami umani, troppo spesso sacrificati sull’altare della velocità e della superficialità digitale.

Il seminario si svolgerà interamente in presenza. Per consultare il programma completo e ricevere ulteriori dettagli sulle modalità di partecipazione, è possibile scrivere a [email protected]




Istituto Bellieni, i nuovi appuntamenti fra lingua sarda, identità e pensiero critico

Al via il calendario di attività primaverili fra Sassari e Oristano

SASSARI. L’Istituto di Studi e Ricerche “Camillo Bellieni” dà avvio al calendario primaverile con una fitta agenda di appuntamenti che conferma la sua missione di presidio culturale d’eccellenza nel territorio. Il percorso intreccia la profondità della lingua sarda, il recupero della memoria storica e le sfide della filosofia contemporanea. Quasi tutti gli incontri si svolgeranno nella sede di Via Maddalena 35.

Dal 1° aprile al 4 di luglio, tutti i mercoledì mattina, alle 10, lo sguardo è rivolto alla didattica attiva con il Corso di Lingua e Cultura Sarda (Livello A1). Le lezioni, tenute da Adriana Cocco, sono destinate a chiunque desidera approcciarsi alla scrittura e alla norma ortografica della lingua sarda.

Lunedì 13 aprile, alle 17, riparte il Book Club Is.Be. Il primo appuntamento sarà dedicato al romanzo “La sonnambula” di Bianca Pitzorno (Bompiani, 2026), un’occasione per esplorare, attraverso il racconto di Ofelia Rossi, il tema della libertà femminile e del destino nella Sardegna di fine Ottocento.

Martedì 14 aprile alle 10, prende il via il corso di Storia della Lingua Sarda curato da Daniela Masia Urgu, che comprende dieci incontri (fino al 23 giugno) per analizzare la lingua non solo come strumento di comunicazione, ma come “casa dell’essere” e dispositivo di pensiero bilingue, dalle radici nuragiche alla letteratura contemporanea.

Sempre il 14 aprile alle 17.30, sotto la guida di Daniela Masia Urgu, inizia l’11ª edizione del Laboratorio di Filosofia Pratica: il ciclo “Filosofia dell’amicizia e dell’amore” analizzerà i legami umani da Platone a Bauman, interrogandosi sulla fragilità degli affetti nella modernità “liquida”. La grande novità è che per la prima volta l’Officina Filosofica dell’Istituto Bellieni valica i confini sassaresi per approdare a Oristano: a partire da venerdì 17 aprile, in Via Cagliari 183, inizierà il seminario di filosofia pratica dal titolo “Conosci te stesso nell’era digitale”.

Il percorso, condotto da Masia Urgu e articolato in dieci incontri (ogni venerdì dalle 17.30 alle 19.30), invita i partecipanti a riscoprire l’atopos — la singolarità imprevedibile dell’anima — contro la standardizzazione dei sistemi predittivi e la “società del like”.

Giovedì 16 aprile un appuntamento speciale è rivolto al pubblico al “Vecchio Mulino” con “Paràulas in Musica”, anteprima del progetto “Contos in Musica” con Franco Sechi e Vladimiro Patatu, dove la poesia si trasforma in canto.

Dal 18 aprile l’attenzione si sposta su Putifigari, dove ogni sabato (dalle 16 alle 19), all’Auditorium Comunale si svolgeranno le lezioni del “Laboratorio di Teatro in Sardo” condotto dall’attrice Roberta Tola (Compagnia La Frumentaria). Il percorso creativo e formativo avrà la durata di 32 ore complessive.

Giovedì 23 aprile alle 18 si terrà il primo appuntamento del ciclo di seminari curato da Antonello Nasone, intitolato “I tre volti di Bellieni”, con un primo incontro focalizzato sulla figura di Camillo Bellieni nel primo dopoguerra.

In occasione della sottoscrizione o del rinnovo della tessera 2026, i soci riceveranno in omaggio l’esclusiva Agendina Tascabile Is.Be abbinata alla shopper dell’Istituto (fino a esaurimento scorte). Per info e iscrizioni [email protected].




Sassari, a Palazzo Ducale i “Cronotipi” di Domenico Dore

Dal 1° all’8 aprile, in Sala Duce, la mostra del pittore sassarese a cura di Antonio Ottavio Cattari e Luca Poddighe che indaga la relazione tra tempo e spazio. L’iniziativa è organizzata da Ars Aurelia in collaborazione con il Comune di Sassari

SASSARI. Un’indagine sul legame tra spazio e tempo lungo le direttrici che dall’infanzia portano all’età adulta e alla maturità, attraverso la suggestiva rappresentazione simbolica della natura morta. Il 1° aprile alle 17.30, nella Sala Duce di Palazzo Ducale di Sassari, l’Associazione Ars Aurelia, con il supporto del Comune di Sassari, presenta la mostra “Domenico Dore. Cronotipi”, a cura di Antonio Ottavio Cattari e Luca Poddighe.
L’esposizione, che resterà aperta fino all’8 aprile, analizza le diverse modalità con le quali prende forma il concetto di tempo nella produzione pittorica di Domenico Dore, artista sassarese nato nel 1954, autore di numerose mostre di successo in Italia e all’estero, fresco di esposizioni prestigiose a Roma, Parigi, Firenze e Berlino.
“Nella sua opera si avverte un’atmosfera incantata, che trova spazio nei toni tenui e nell’impostazione prospettica, suggerendo uno spazio sospeso e sognante”, dicono i curatori. Scelte stilistiche estremamente efficaci nel restituire la fluidità dello scorrere del tempo e delle stagioni della vita.
La natura morta, genere prediletto dall’artista, è storicamente legata ai temi della Vanitas e del Memento mori, taciti promemoria della caducità dell’esistenza umana. Ed è proprio la relazione tra tempo e spazio di Michail Bachtin, nel concetto di “cronotopo”, ad avere ispirato il nome alla produzione. Un concetto rimodulato distillando il ventaglio di interpretazioni offerto dalle opere di Dore, in cui la nozione di cronotipi rivela una pluralità di tempi e di sguardi.
Le tele dell’artista restituiscono le forme specifiche con cui le idee di pausa e di fuga dalla realtà si manifestano nei diversi momenti della vita, traducendosi in immagini che ne rivelano tensioni, desideri e fragilità.
La serata inaugurale sarà impreziosita dall’intervento musicale di Beatrice Melis con la sua arpa, e dalla collaborazione di Cantina Mario Bagella e dall’Accademia Culinaria del Coros di Fausto Tavera.
L’evento è inserito all’interno del cartellone “Aspettando Nessun Dorma”, prima performance preliminare al Festival Nessun Dorma 2026 dell’Associazione Ars Aurelia, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e inserito nel calendario di Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari. L’esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì (al mattino dalle 10 alle 13, nel pomeriggio dalle 16 alle 19) a ingresso libero. Per maggiori informazioni contattare Ars Aurelia al numero 349/5001580 o l’indirizzo [email protected].




Presentazione a Sassari della 23^ edizione della Guida Vinibuoni d’Italia 2026

Venerdì 27 marzo, a partire dalle ore 10:00, la Camera di Commercio IAA di Sassari (Via Roma,74) ospiterà la presentazione la 23^ edizione della Guida Vinibuoni d’Italia 2026, edita dal Touring Club Italiano. Seguirà la consegna del riconoscimento ai vini che hanno ottenuto le Corone (19),assegnate dal coordinatore regionale, ai TOP 300 (8), selezionate dai due curatori nazionali Mario Busso e Alessandro Scorsone, e ai Wine Lovers – Oggi le Corone le decido io (11), selezionate da parte di una commissione composta da enologi, enotecari, ristoratori, enologi e giornalisti, ed Ecofriendly (1).
Al termine della premiazione, gli ospiti della presentazione potranno degustare i vini premiati e altre referenze presenti nella Guida, accompagnati da assaggi gastronomici a cura del Caffè 2000 di Sassari.
La Guida è l’unica dedicata esclusivamente ai vini ottenuti rigorosamente da vitigni autoctoni, che riflettono il vitigno e l’area di produzione, come espressione della cultura e della tradizione locale.
La Sardegna è presente con 76 aziende e sono stati degustati oltre 500 vini da una commissione presieduta Gilberto Arru coordinatore regionale che ha dichiarato: ”Anche quest’anno abbiamo assaggiato molti vini importanti, a conferma della crescita qualitativa in tutta l’isola; tante le novità e tante anche le conferme. E’ un viaggio dove si scoprono territori e vini da vitigni quasi scomparsi. Vini con caratteristiche uniche e irripetibili con profili organolettici distintivi”. Il patrimonio viticolo, seppur depauperato nei decenni scorsi, per una forsennata corsa allo spianto, è di tutto rispetto. Al contrario, anno dopo anno, aumentano le cantine, e attualmente sono oltre 500, molte di piccole dimensioni. Nell’edizione 2026 la Sardegna è presente con 76 aziende; 54 quelle definite “schede autoctoni”, oltre a 5 aziende che hanno presentato spumanti con i punteggi più alti e 19 quelle citate tra Vini da Non Perdere, tutti con punteggi che sfiorano o superano i 90/100. Sono stati assaggiati oltre 500 vini e ne sono stati recensiti 251. Tra le novità si segnala la riscoperta del Girò, sia nel Campidano con il Girò di Cagliari doc e sia al nord in Romangia con il Zirone passito a Igt, ai quali si aggiungono l’Arvesiniadu del Goceano e le Malvasie di Bosa. Le conferme riguardano il Mandrolisai, tra i grandi e storici uvaggi che lo caratterizzano, i Moscati e Cagnulari di Usini e dintorni; il Torbato, presente in Sardegna dalla fine dell’800 si è rivelato tra i vitigni più versatili per ottenere grandi bianchi fermi e anche spumanti; tante le selezioni tra i Vermentini di Gallura che, ha dimostrato di poter resistere anche negli anni; antichi cloni, probabilmente i primi arrivati in Sardegna, sono stati riscoperti nell’isola di Culuccia dove si producono vini particolari. I Cannonau non deludono mai, soprattutto quelli delle zone tipiche Barbagia, Baronìe e Ogliastra. La Vernaccia di Oristano, tra i vini più longevi al mondo, è da considerarsi vino simbolo della Sardegna. Conferme anche dal Sulcis la terra del Carignano, dove si trovano vigne ancora su piede franco. La storia vitivinicola della Sardegna si sta pian piano riscrivendo e si sta sempre più caratterizzando grazie alle particolari condizioni pedologiche e climatiche, dove i vitigni autoctoni esprimono le proprie specificità. La crescente presenza di molti imprenditori, anche stranieri, non è casuale con investimenti importanti.




Referendum sulla giustizia, la mossa che potrebbe cambiare la partita politica

Di Fausto Farinelli – direttore editoriale [email protected]

La sconfitta referendaria del governo apre uno scenario che va oltre il merito della riforma. Tra responsabilità istituzionale e strategia politica, l’ipotesi di dimissioni della premier potrebbe trasformarsi in un boomerang per le opposizioni e in un’opportunità di rilancio per la stessa maggioranza.


Il risultato del referendum sulla giustizia ha segnato un passaggio delicato per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La vittoria del “No” è stata letta da molti come un giudizio politico sull’azione del governo più che come una valutazione tecnica sulla separazione delle carriere. In questo contesto, si è riacceso il dibattito su quale debba essere la risposta della leadership quando una riforma fortemente sostenuta viene respinta dal voto popolare.

Una possibile scelta, più simbolica che procedurale, sarebbe quella di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica. Non come resa sul contenuto della riforma, ma come gesto di coerenza politica. In una fase storica in cui la fiducia nelle istituzioni appare fragile, una decisione di questo tipo potrebbe essere interpretata come un segnale di rispetto verso l’elettorato e verso il principio di responsabilità democratica.

Paradossalmente, una mossa simile potrebbe offrire alla premier un doppio vantaggio. Da un lato rafforzerebbe l’immagine di una leader disposta a trarre le conseguenze politiche delle sconfitte, consolidando una narrazione di fermezza e linearità nelle scelte. Dall’altro lato metterebbe in seria difficoltà il centrosinistra, che al momento non dispone di una figura capace di catalizzare consenso in modo unitario. In assenza di una leadership riconosciuta, l’apertura di una crisi politica rischierebbe di trasformarsi in un terreno favorevole per chi governa, più che per chi aspira a farlo.

La storia recente offre un precedente significativo. In Calabria, il presidente della Regione Roberto Occhiuto scelse di dimettersi subito dopo essere stato coinvolto in un’indagine giudiziaria. Una decisione che sorprese molti osservatori e che finì per spiazzare soprattutto le opposizioni, impreparate a gestire una fase politica così rapida e imprevedibile. La mossa contribuì a rafforzare la sua posizione sul piano politico e mediatico, trasformando un momento di difficoltà in un’occasione di rilancio.

Naturalmente, il contesto nazionale è più complesso e le implicazioni di un gesto simile sarebbero molto più ampie. Tuttavia, il principio resta lo stesso: in politica, assumersi la responsabilità delle sconfitte può diventare una forma di forza. In un sistema dove spesso si tende a rinviare le decisioni o a diluire le responsabilità, una scelta netta può ridefinire gli equilibri e rimettere al centro il rapporto diretto tra leader e cittadini.

Il referendum sulla giustizia ha dunque aperto una fase nuova, in cui il vero terreno di confronto non sarà soltanto il merito delle riforme, ma la capacità dei protagonisti di interpretare il segnale arrivato dalle urne. La partita non si gioca solo sulle norme, ma sulla credibilità politica. E proprio da qui potrebbe partire la prossima mossa decisiva.




“Perseo e Medusa” danzano a Sassari con Asmed

Sabato 28 marzo in Sala Estemporada per Primavera a Teatro rivive il mito più avvincente firmato da Senio Dattena fra teatro e arte coreutica

SASSARI – Uno dei miti più affascinanti dell’antichità rivive nella danza della quindicesima edizione di Primavera a Teatro: sabato 28 marzo, alle 19.30, in Sala Estemporada a Sassari (via Venezia 7) la compagnia ASMED – Balletto di Sardegna porta in scena lo spettacolo dedicato a “Perseo e Medusa”, un’opera firmata da Senio G.B. Dattena (idea, regia e costumi) fondendo narrazione e arti coreutiche in un viaggio fuori dal tempo.

A impreziosire il lavoro sono le coreografie di Cristina Locci interpretate da un cast di talento che vede sul palco, oltre allo stesso Dattena, gli artisti Luca Mameli, Luana Maoddi e Martina Spiga.

Quella di Perseo è molto più di una narrazione fantastica: è il punto d’incontro di una serie di miti che in parte si esauriscono con la storia, mentre altri la iniziano. È un’impresa avventurosa compiuta all’insegna della giustizia e dell’amore, ed è il coraggio del singolo a essere premiato con un pizzico di fortuna e il favore degli dei.

La narrazione è rivisitata attraverso la lente della fiaba, contemplando tutti gli archetipi universali: l’eroe coraggioso (Perseo), l’antagonista spietato (il re Polidette), le figure femminili da salvare (Danae e Andromeda) e l’indispensabile intervento divino di Atena ed Ermes.

A dare un tocco ulteriore di pregio sono i costumi realizzati da Stefania Dessì in collaborazione con le allieve della IVªA dell’Istituto Professionale Sandro Pertini di Cagliari. Questa sinergia tra produzione artistica e formazione evidenzia l’impegno sociale e culturale dell’opera, sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Autonoma della Sardegna.

Lo spettacolo si inserisce nel calendario della rassegna diretta da Livia Lepri, confermandosi come un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro-danza e per gli appassionati desiderosi di riscoprire i grandi classici. Primavera a Teatro è organizzata dall’associazione Danza Estemporada con il sostegno e il patrocinio del MIC, Regione Sardegna, Comune di Sassari, Fondazione di Sardegna e Artemide. Per info e prevendita è possibile contattare il numero 079 281129 o inviare un’email all’indirizzo [email protected].




Aeroporti sardi, Stefano Lubrano lancia l’allarme: “Alghero da porta d’oro del turismo a semplice scalo di servizio”

La Regione Autonoma della Sardegna con l’approvazione della delibera di Giunta regionale n.12/03 del 16 marzo scorso ha avviato il processo di integrazione degli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari attraverso una partecipazione ad una nuova holding controllata da fondi privati F2i Ligantia e BlackRock e la Camera di Commercio di Cagliari.

Un’operazione definita “integrazione industriale” che, nei fatti, nasce senza un piano industriale. Lo studio su cui si basa la delibera, costato 170 mila euro, non dice infatti come i tre aeroporti dovrebbero funzionare insieme ma analizza aspetti giuridici ed economici, senza alcuna visione operativa. Eppure, si decide di andare avanti.

Il cuore dell’accordo è contenuto in un documento riservato, ancora non reso pubblico, chiamato “Term Sheet”, di fatto una Lettera di Intenti formalmente non vincolante, ma con clausole che lo sono. Tra queste, la possibile rinuncia ai contenziosi avviati nel 2023 per bloccare la fusione degli aeroporti di Alghero e Olbia.

Una retromarcia che desta molte perplessità ed interrogativi: la Regione non fa valere il proprio peso istituzionale, non si pone come soggetto guida per definire un serio piano industriale con cui creare e far funzionare il nuovo sistema aeroportuale sardo e addirittura, unico tra i vari soggetti in causa, andrebbe a sborsare ben 30 milioni di euro di denaro pubblico per assicurarsi niente di meno che il 9,75 % delle quote nella holding che gestirà i 3 aeroporti sardi, mentre i fondi privati e la Camera di Commercio di Cagliari avranno il controllo totale della governance. Tutto questo nonostante la Corte dei conti avesse già bloccato in passato un’operazione analoga, ritenendo illegittima la gestione, da parte della Camera di Commercio di Cagliari, di realtà situate al di fuori del proprio territorio di competenza, come Alghero e Olbia. Nel frattempo, ora come allora, il presidente della Camera di Commercio di Sassari resta immobile, senza difendere le proprie prerogative istituzionali e il sistema delle imprese del proprio territorio.

Il passaggio da una politica trasparente a una politica dell’equivoco viene celebrato, cosa di una gravità assoluta, quando nella stessa delibera la Giunta dichiara che andrà avanti nella propria azione anche in caso di parere negativo della Corte dei conti. Un’affermazione che apre un problema istituzionale serio, soprattutto se si considera che l’attuale presidenza regionale è l’espressione del M5S, che ha sempre richiamato il tema della legalità come valore fondante della propria missione politica.

E Alghero? Nel silenzio complice e consapevole delle istituzioni locali, provinciali e regionali l’aeroporto di Alghero scivola verso un declassamento definitivo, confinato a traffico stagionale e a bassa capacità di spesa, oltre che a parcheggio di jet privati per sostenere il traffico dell’Aviazione Generale di Olbia.

Serve una reazione immediata del territorio: Sindaco di Alghero, Sindaco della Città Metropolitana, Presidente della Camera di Commercio di Sassari, consiglieri regionali algheresi, associazioni tutte, perché oggi più che mai una cosa appare chiara: Alghero, da porta d’oro del turismo, rischia di diventare una semplice porta di servizio.

firmato Stefano Lubrano




Sassari, debutta al Cityplex “Arturo & Teresa” la nuova sitcom animata di Apocaloso

Il 27 marzo il regista sassarese presenta al pubblico una serie scorretta e provocatoria che esplora il lato oscuro della coppia italiana

Dal 6 aprile ogni lunedì sul canale YouTube tutti gli altri episodi

SASSARI. Dimenticate il romanticismo e i messaggi edificanti: quella di “Arturo & Teresa” è una relazione sbilenca, tossica e grottesca.  Una storia d’amore che forse non dovrebbe essere raccontata, se non fosse più reale di quanto non si possa ammettere. La nuova sitcom animata per adulti di Fry J. Apocaloso debutta venerdì 27 marzo alle 19, al Cityplex Moderno di Sassari, con la proiezione dei primi due episodi in anteprima assoluta.

Il poliedrico regista sassarese incontrerà il pubblico in sala in una serata che si preannuncia già ricca di interventi e di sorprese, e che proseguirà nell’after-showall’Abetone con l’allestimento di una mostra dedicata ai materiali di lavorazione (bozzetti, illustrazioni e dietro le quinte), allietata dalle musiche punk/rock dei Rodeo Clown in concerto.

Già noto per la realizzazione di lavori di forte impatto come “Preti in Mano”, “Rikkardo’s Tales” e i videoclip per Elio e le Storie Tese, Apocaloso stavolta ha voluto provocare il pubblico con dieci episodi che descrivono la “peggiore coppia italiana”: lui scontroso, insensibile e ossessionato dal calcio; lei docile, ingenua e fin troppo accondiscendente. Viene fuori una relazione irritante priva di filtri morali, volutamente sgradevole, ispirata a cult come South Park e Rick & Morty. La sitcom utilizza il linguaggio dell’animazione per sviscerare dinamiche relazionali tossiche che, pur nella loro deformazione, risultano non essere affatto lontane dal vero.

«Arturo & Teresa non promette di piacere a tutti – dichiara Apocaloso – ma promette di non lasciare indifferenti». Realizzata in totale indipendenza, la serie si avvale della collaborazione di professionisti del calibro di Luca Tuveri (character design), Claudia Cocci (background), Erica Meloni (rigging) e Pier Piras (musiche).

L’iniziativa è organizzata con il supporto di Sardinia Film Festival, Abetone, Peko Neko e la collaborazione della Fondazione Sardegna Film Commission e Abetone Arti Visive. La serie sbarcherà sul web a partire dal 6 aprile sul canale YouTube ufficiale “Apocaloso”, dove ogni lunedì verrà pubblicato un nuovo episodio.

Per seguire gli aggiornamenti sulla serie e sui progetti del regista è possibile visitare il canale YouTube Apocaloso e i profili Instagram @apocaloso e @arturoeteresa. Chi volesse prenotare un posto in sala può scrivere agli indirizzi Instagram o inviare una e-mail a [email protected].




Is.Be, a Ossi nuova edizione di “Limba de vida”

Con il progetto dell’Istituto Bellieni sono coinvolti anche Laerru, Martis, Ploaghe, Uri, Usini e Cargeghe. Da quest’anno, tutte le attività saranno condivise anche nei canali web dedicati. Il progetto rientra nelle attività del bando Tulis della Regione Autonoma della Sardegna finanziato con i fondi della L 482/99 e LR 22/18

OSSI. “Limba de vida” ritorna a Ossi grazie al nuovo bando triennale finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e sarà presente nel territorio fino a tutto il 2027. Il progetto, realizzato a cura dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, mette insieme una serie di iniziative culturali e di promozione della lingua sarda che nei prossimi mesi coinvolgeranno, oltre a Ossi (Comune capofila), anche Laerru, Martis, Ploaghe, Uri, Usini e, da quest’anno, anche Cargeghe. Operatrici dello sportello linguistico saranno Francesca Sini (Ossi, Laerru, Martis, Ploaghe e Usini), Anna Laura Pirisi (Uri) e Daniela Masia Urgu (Cargeghe).

Nel corso del progetto saranno realizzate diverse attività di promozione della lingua e della cultura sarda rivolte a tutta la cittadinanza tra cui 4 corsi di formazione linguistica sia in presenza che online, laboratori culturali dedicati alla scoperta della figura di Giovanni Maria Angioy dedicati ai bambini delle scuole del territorio, 2 laboratori di lettura per adulti, la realizzazione di un podcast con interviste e racconti sul territorio, la seconda edizione del Premio di poesia dedicato a Michele Pinna, intellettuale sempre impegnato nella valorizzazione della lingua e della cultura sarda, nonché fondatore dell’Istituto Bellieni di Sassari e varie attività di animazione per adulti e bambini in collaborazione con biblioteche, associazioni culturali del territorio e scuole.

Sportello e consulenza saranno aperti al pubblico per la traduzione di materiali personali, e saranno attivate azioni di consulenza per gli enti locali, sia riguardo alla traduzione che alla realizzazione di articoli e altri materiali in lingua sarda mediante i quali diffondere, promuovere e dare visibilità al territorio.

«Il ritorno del progetto “Limba de vida” rappresenta un passo importante per la tutela e la valorizzazione della lingua sarda come patrimonio vivo delle nostre comunità – ha detto l’assessora alla Cultura di Ossi, Maria Franca Campus –. Attraverso attività culturali, formative e di coinvolgimento delle nuove generazioni, il progetto rafforza il legame tra lingua, identità e territorio, promuovendo una partecipazione attiva dei cittadini e delle istituzioni locali. È un investimento culturale che guarda al futuro, mantenendo vive le radici della nostra storia».

Tutte le attività saranno documentate nei siti istituzionali dei comuni coinvolti e nelle pagine facebook e instagram “Limba de vida”. Sarà aperto anche il canale WhatsApp attraverso il quale saranno condivisi tutti gli appuntamenti nei vari comuni. Per contattare le operatrici è possibile inviare un messaggio all’indirizzo e-mail [email protected] o nelle pagine social dedicate. Il progetto rientra nell’attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99 e LR 22/18″.