Il futuro di Autunno in Barbagia:a Oliena i sindaci del circuito a confrontosul valore che resta nei territori.

DOMANI (giovedì 10 settembre) alle 10 

all’Hotel Su Gologone amministratori e operatori

si confrontano su impatto economico, 

destagionalizzazione, innovazione, 

governance e prospettive del circuito.

Invito conferenza stampa

Quanto valore lascia realmente Autunno in Barbagia nei territori e come trasformare un circuito capace di attrarre migliaia di visitatori in un’opportunità di sviluppo che duri tutto l’anno? Sono le domande al centro di “Il futuro di Autunno in Barbagia”, il convegno in programma domani(giovedì 10 settembre) all’Hotel Su Gologone di Oliena, organizzato dal Comune di Oliena in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro e ASPEN – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro.

Il confronto coinvolgerà i sindaci dei paesi che compongono il circuito di Autunno in Barbagia, insieme ai rappresentanti degli organismi camerali e agli operatori del territorio. Un sistema che nell’edizione 2026 riunisce 33 borghi in 32 Comuni, Lollove compreso, e che quest’anno celebra un doppio anniversario: venticinque anni della denominazione “Autunno in Barbagia” e trent’anni dalla prima Cortes Apertas di Oliena. La manifestazione si sviluppa dal 5 settembre al 13 dicembre.

Proprio Oliena, nell’anno del trentennale di Cortes Apertas, diventa così il luogo dal quale provare a spostare lo sguardo dal presente al futuro. Nel 1996 il paese apriva le sue Cortes mostrando ai visitatori case, mestieri, sapori, musica, balli, saperi e tradizioni: un’esperienza che avrebbe contribuito ad affermare un nuovo modo di raccontare la Barbagia e la Sardegna. 

A trent’anni di distanza, il convegno non nasce però per celebrare ciò che è stato fatto, ma per misurarne gli effetti e interrogarsi su ciò che ancora può essere costruito. Superata la fase nella quale la priorità era essenzialmente attrarre visitatori, il tema diventa comprendere quanto valore rimanga effettivamente sul territorio una volta conclusa ciascuna tappa, e come fare in modo che l’evento produca opportunità capaci di durare oltre il fine settimana. 

Non sarà una successione di relazioni formali, ma un confronto articolato in brevi panel tematici, costruiti per mettere amministratori, istituzioni e operatori del territorio davanti a questioni concrete. L’accoglienza è prevista dalle 9.30, con l’avvio dei lavori alle 10. A moderare sarà Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale, da anni impegnato nell’analisi delle dinamiche del settore turistico in Sardegna e componente del Comitato di indirizzo del corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale dell’Università di Cagliari.

Al centro, alcune delle questioni decisive per il futuro di Autunno in Barbagia: misurazione dell’impatto e valore economico trattenuto nei territori, passaggio dall’evento a un calendario permanente, innovazione di prodotto e digitale, governance e risorse. Uno spazio specifico sarà dedicato anche al rapporto tra la capacità della manifestazione di attrarre visitatori e le dinamiche di spopolamento che interessano i paesi dell’interno. 

L’obiettivo è spostare la riflessione dalla visibilità prodotta nei giorni della manifestazione alle ricadute che restano durante l’anno, interrogandosi sulle opportunità per imprese, artigiani e giovani, sulla ricettività e sui servizi, sulla costruzione di un’offerta turistica continuativa e sulle possibili forme di collaborazione tra i paesi. Anche il pubblico sarà coinvolto attraverso domande raccolte durante i lavori. 

La mattinata si concluderà chiedendo agli amministratori di indicare gli obiettivi concreti e verificabili da poter riprendere all’apertura dell’edizione 2027

Nel pomeriggio, a partire dalle 17, il programma proseguirà con l’inaugurazione delle mostre. Al Collegio dei Gesuiti aprirà “A manu tenta giro, vagando di paese in paese – Le gonne degli abiti tradizionali dei paesi di Autunno in Barbagia”, curata dal Presidio Turistico Galaveras, che riunisce idealmente attraverso gli abiti tradizionali le comunità protagoniste del circuito. A seguire, nella Pinacoteca della Parrocchia Sant’Ignazio di Loyola, sarà inaugurata “Profumo di mandorle”, collezione di dolci artistici di Anna Gardu, dedicata alla tradizione dolciaria e alla manualità che ne custodisce forme, tecniche e significati culturali. Nello stesso pomeriggio, nella Chiesa di Nostra Signora d’Itria, sarà inaugurata anche “Via Crucis”, con opere di Anna Gardu.




Il festival “Nessun Dorma” riporta la Belle Époque a Sassari, Sorso e Alghero

Si parte il 12 settembre da Villa Mosca con “La Chanteuse”. Fino al 27 ottobre dieci appuntamenti tra storia e immaginazione per riscoprire e vivere la musica, l’opera e le atmosfere di uno dei periodi di fermento culturale più affascinanti della storia europea. La terza edizione del festival è organizzata da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore

SASSARI. La Belle Époque torna a vivere in Sardegna tra musica da camera, opera, teatro d’ombre, recital, passeggiate narrative, salotti d’epoca e rievocazioni storiche. Dal 12 settembre al 27 ottobre è in programma la terza edizione del festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore.

Si parte sabato 12 settembre alle 19.30 a Villa Mosca di Alghero, dove Alessia Desogus porta in scena “La Chanteuse, un viaggio musicale e teatrale fatto di canzoni, racconto, ironia e atmosfere rétro nell’universo dei cafés chantants parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo.

Attraverso lo spettacolo, in replica a Sassari il 13 settembre, alle 20, nel Chiostro di Santa Maria di Betlem, Desogus permette un’incursione in quell’Europa vivacissima nella quale, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, nacquero nuove forme di intrattenimento destinate a influenzare profondamente la cultura popolare del XX secolo.

Il programma è stato presentato oggi a Sassari da Irene Dore, presidente ARS Aurelia, con Nicoletta Puggioni, assessora alla Cultura di Sassari, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, la cantante Alessia Desogus e lo scenografo Fabio Loi.

Il festival ha in programma dieci appuntamenti in un grande scenario diffuso tra Sassari, Alghero e Sorso, dove palazzi storici, ville, chiostri, teatri e persino il Cimitero Monumentale diventano parte integrante della narrazione intorno a uno dei periodi di fermento culturale più affascinante della storia europea. Figuranti in costume, rievocazioni, ambientazioni e scenografie accompagneranno il pubblico all’interno di un’epoca segnata da profonde trasformazioni culturali e sociali.

Le scenografie sono a cura di Fabio Loi, mentre diverse realtà culturali e associazioni del territorio partecipano alla costruzione della dimensione immersiva.

«Nessun Dorma nasce dalla convinzione che un Festival non debba limitarsi a presentare degli spettacoli, ma possa costruire un immaginario e trasformare, anche solo per qualche settimana, il modo in cui viviamo i luoghi della nostra città e del nostro territorio – ha affermato Irene Dore –. Vogliamo che il pubblico non sia soltanto spettatore, ma possa entrare in questo mondo, incontrare i figuranti, attraversare un cimitero monumentale ascoltandone le storie, ritrovarsi in un salotto d’epoca, visionare un’opera attraverso il teatro d’ombre o scoprire la città seguendo il suono di un pianoforte. Nessun Dorma vuole dimostrare che la musica colta può essere rigorosa e allo stesso tempo accessibile, sorprendente e contemporanea».

Il festival prosegue sabato 19 settembre, a Villa Mimosa di Sassari dove alle 18, con “Il rito del tè”, sarà allestito un autentico salotto d’epoca nel quale, grazie anche ai figuranti dell’Associazione Quiteria, la tradizione parigina incontra la cultura sassarese. L’appuntamento è dedicato a uno dei grandi rituali sociali tra Otto e Novecento, un’occasione per raccontare abitudini, convenzioni, curiosità e trasformazioni del costume attraverso un’esperienza condivisa con il pubblico.

Primo appuntamento d’autunno sarà il 25 settembre al Civico di Sassari, che alle 21 accoglie lo spettacolo “Dido and Aeneas” di Henry Purcell, capolavoro del teatro musicale barocco. La vicenda della regina di Cartagine e dell’eroe troiano viene riletta attraverso l’incontro tra opera e teatro d’ombre, con la partecipazione di CONTROLUCE con la regia di Alberto Jona.

Il 1° ottobre alle 19, la Belle Époque fa tappa al Castello di Osilo, con uno spettacolo dedicato al canto de La Vie est Belle di Edith Piaf in un contesto fortemente suggestivo.

Il 3 ottobre, alle 17.30 si prosegue con una “Passeggiata nella memoria” al Cimitero Monumentale di Sassari, con la partecipazione dell’Associazione Quiteria.

Il 3 e 4 ottobre, Sassari incontra “Piano Pianissimo”, il primo festival pianistico diffuso della Sardegna, con l’obiettivo di superare il modello tradizionale del concerto in un unico spazio e costruire invece un percorso musicale capace di attraversare la città come strumento di scoperta urbana e di incontro.

Il 9 ottobre, alle 21 al Civico di Sassari, il Trio Visconti composto da Rusu, Valerio Battaglia e Tornabene, porta in scena una serata dedicata alla grande musica da camera.

Il 16 ottobre alle 21, sempre al Civico arriva il “Gilda Fiume Recital”, uno dei momenti più attesi del cartellone, che vedrà esibirsi il soprano Gilda Fiume, una delle voci italiane più richieste sulla scena internazionale, accompagnata al pianoforte da Marco Schirru. Parteciperanno all’evento i figuranti in costume dell’Associazione Arkadia.

Il18 ottobre alle 18, il Palazzo Baronale di Sorso si trasforma in un salotto parigino d’altri tempi con “Salon Belle Époque – Édith Piaf – Une nuit à Paris”, dedicato alla canzone francese e alle atmosfere della Parigi notturna.
Il 27 ottobre alle 21, gran finale al Teatro Civico di Sassari con il Recital pianistico di Paolo Ehrenheim, che chiude al pianoforte un percorso nel quale la musica torna al centro come esperienza di ascolto, memoria e bellezza.

Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.
Per info e prenotazioni contattare [email protected]. I biglietti sono acquistabili anche alle Messaggerie Sarde o tramite il sito Boxol. Gli interessati sono pregati di affrettarsi. I primi due spettacoli sono già sold-out.




ESTATE IN FIORE 2026: IL CENTRO STORICO SI TRASFORMA IN UN GIARDINO DEDICATO ALL’OUTDOOR

Quattro giornate tra installazioni floreali, ambiente, sport, natura, incontri, artigianato, enogastronomia, musica e attività per bambini. 

Arzachena, 3 settembre 2026 – Dal 10 al 13 settembre torna Estate in Fiore, che per la sua dodicesima edizione sceglie come filo conduttore l’Outdoor, inteso come incontro tra natura, movimento, benessere, scoperta del territorio e nuove opportunità di vivere e raccontare Arzachena in ogni stagione.

Per quattro giorni il centro storico si trasforma in un grande giardino urbano a cielo aperto, dove installazioni artistiche e composizioni floreali dialogano con gli spazi della città. Protagoniste dell’allestimento le aziende florovivaistiche Sgaravatti Group, Garden Center Costa Smeralda, Isola Verde Giardini di Piras Riccardo, Vivai Piante Prato Verde, MEF Landscaping & Gardening, Ever Green e Vivai Carta, affiancate dai tappeti floreali delle associazioni di infioratori “Puppusedda” di Arzachena e “Procupra” di Cupramontana.

Accanto ai giardini, il programma propone il Mercato in Fiore con artigianato ed enogastronomia, workshop, esperienze outdoor, musica dal vivo, laboratori e attività per bambini. La manifestazione si apre giovedì 10 settembre con l’apertura degli stand, il taglio del nastro e la presentazione del progetto “La Casa di Plastica Fatata”, realizzato nell’ambito della Scuola Estiva di Abbiadori dalla cooperativa sociale La Rosa di Gerico, un’iniziativa che unisce educazione ambientale, riciclo e creatività con il coinvolgimento dei più piccoli.

Uno dei momenti centrali sarà il Convegno “Outdoor”, in programma giovedì alle 18.30 in Piazza Risorgimento, dedicato a turismo sostenibile e destagionalizzazione, con gli interventi di Telemaco MurgiaElisa Asara e Fabio Viglioli (La Contea di Rena), Raimondo Ziroddu e Antonio Sanna (Hotel Vallicciola), Mario Sotgiu (La Scatola del Tempo) e di Adriana MiottoAndrea Gelsomino e Angelo Seneci, che presenteranno il Piano Arzachena Outdoor 2030.

«L’Outdoor rappresenta oggi una delle direttrici più importanti per lo sviluppo turistico del territorio. Non parliamo soltanto di attività sportive, ma di un modo nuovo di vivere Arzachena attraverso il cammino, la bicicletta, l’escursionismo, il contatto con la natura e la scoperta del patrimonio ambientale e culturale – afferma l’Assessore al Turismo e Commercio Claudia Giagoni – Con Estate in Fiore vogliamo raccontare questa visione e condividere con cittadini e operatori il percorso avviato con il Piano Arzachena Outdoor 2030, che punta a costruire un’offerta sempre più strutturata, sostenibile e capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, contribuendo concretamente alla destagionalizzazione».

Il tema prosegue nelle giornate successive con esperienze e itinerari proposti da operatori specializzati: dal 10 al 12 settembre lo Stand Verde Ambiente ospita le attività di Qr Sport, Gallura Avventura, Mediterranea Adventure e Pannysbikelab. Venerdì 11 settembre spazio alla cultura con la presentazione del libro “Selvaggio Blu” di Telemaco Murgia, il workshop “Oltre il miele. Biodiversità, territorio e futuro” a cura di Clem Bees e lo spettacolo musicale “Storie di un poeta” di Mauro Savignidedicato a Fabrizio De André.

Sabato 12 settembre la manifestazione unisce ambiente e solidarietà con la Walk for the Cure, passeggiata a sostegno di Komen Italia, il workshop “Olivi e olio di Sardegna” a cura di Agricura, un Pic Nic per bambini, la premiazione dei florovivaisti alle 19.00 e il live del Francesco Piu TrioDomenica 13 settembre è dedicata alla libera passeggiata tra le installazioni artistiche nel centro storico. Particolare attenzione è riservata in tutte le giornate ai più piccoli, con laboratori creativi, giochi e attività sulla natura, il riciclo e la sostenibilità.

«Estate in Fiore continua ad essere uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro calendario perché riesce a coniugare valorizzazione del verde, educazione ambientale e coinvolgimento della comunità – commenta l’Assessore all’Ambiente Michele Occhioni – Attraverso installazioni, laboratori, attività e momenti di approfondimento vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza sul rispetto dell’ambiente e sul ruolo che ciascuno può svolgere nella tutela del nostro territorio».

Con la dodicesima edizione di Arzachena Estate in Fiore 2026, il verde diventa così non soltanto elemento decorativo, ma strumento per raccontare il territorio e le sue potenzialità: un territorio da vivere all’aria aperta, da conoscere attraverso il movimento e l’esperienza, da valorizzare in una prospettiva di turismo sostenibile capace di andare oltre la tradizionale stagione estiva. La manifestazione è promossa dal Comune di Arzachena, con gli assessori Michele Occhioni e Claudia Giagoni, e organizzata da Enjoy Communication di Viola Angioi.




A Nuoro lo spettacolare Big Show di Didi Bizzarro

Dal 11 al 20 settembre stunt, motori e adrenalina

Il Big Show di Didi Bizzarro torna a Nuoro dall’11 al 20 settembre, dieci giorni dedicati a motori, acrobazie e spettacolo.

L’evento si svolgerà in via Sardegna, nella zona Terra Mala – Campi Neri, dove ogni sera, alle 21:00, Didi Bizzarro e il suo team di stuntman porteranno in scena un programma di circa 90 minuti caratterizzato da evoluzioni, acrobazie e numeri spettacolari con i motori. 

Lo spettacolo, rivolto a un pubblico di tutte le età, propone una combinazione di intrattenimento e performance ad alto tasso di adrenalina, con una successione di numeri pensati per mantenere alta l’attenzione del pubblico durante tutta la serata. 

Per le domeniche è prevista anche una replica pomeridiana alle ore 18:00, oltre allo spettacolo serale delle 21:00. 

Il ritorno a Nuoro rappresenta una nuova tappa del tour del Big Show di Didi Bizzarro, già protagonista di numerosi appuntamenti in Sardegna. 

I biglietti possono essere acquistati direttamente al botteghino prima dello spettacolo oppure online sul sito ufficiale www.big-show.it




LUOGOSANTO, LA PORTA SANTA SI APRE DOPO SETTE ANNI

CUORE DELLA DEVOZIONE ALLA MADONNA REGINA DI GALLURA

FOLLA DI FEDELI PER IL RITO CHE HA SEGNATO LA 798ª FESTA MANNA DI GADDURA

Agostino Pirredda, sindaco di Luogosanto. “È in momenti come questo che si comprende

il vero significato della Festa Manna: l’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese 

ai popoli della Gallura”.

Foto, video apertura Porta Santa, video Festa Manna e videointerviste sono disponibili a questo link

Sette anni di attesa, poi la Porta Santa della Basilica di Nostra Signora di Luogosanto si è aperta nuovamente davanti a un grandissimo numero di fedeli. È stato il momento più intenso e simbolico della 798ª Festa Manna di Gaddura, che tra il 7 e l’8 settembre ha riportato nel paese gallurese pellegrini, comunità, confraternite e gruppi provenienti da diverse parti della Sardegna per rendere omaggio alla Madonna Regina di Gallura. Una Porta che si apre soltanto ogni sette anni e che per Luogosanto va ben oltre il rito. Attraversarla significa entrare in una storia di devozione che scorre lungo le generazioni e che, ancora una volta, ha trasformato il piccolo centro gallurese in uno dei luoghi di riferimento della spiritualità dell’Isola. La stessa Festa Manna, che da quasi otto secoli riunisce idealmente la Gallura, ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo proprio per la coincidenza con l’apertura settennale. 

Per il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, l’edizione 2026 ha restituito ancora una volta la dimensione sovracomunale della Festa Manna e, con l’apertura della Porta Santa, ha reso ancora più evidente il ruolo di Luogosanto come luogo di incontro per fedeli e comunità provenienti da tutta l’Isola. 

”L’8 settembre per Luogosanto – dichiara Pirredda – non è un giorno come gli altri. È il giorno nel quale ritroviamo le nostre radici, la nostra fede e il senso più profondo dell’appartenenza alla nostra comunità. La Festa Manna è un patrimonio di fede, di storia e di identità che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere di custodire, tutelare e tramandare. È sempre emozionante vivere la Festa dedicata a Maria Bambina e quest’anno abbiamo avuto ancora una volta il grande privilegio di assistere all’apertura della Porta Santa nella nostra Basilica. È in momenti come questo che si comprende fino in fondo il vero significato della Festa Mannal’accoglienza, il ritrovarsi, l’aprire il paese ai popoli della Gallura. 

Nei secoli – ricorda il sindaco – i popoli della Gallura raggiungevano Luogosanto per le celebrazioni e vi rimanevano per diversi giorni, fino alla loro conclusione. Si diceva in gallurese: “andemo a spunì a Locusantu”. Era l’espressione con cui gli abitanti degli stazzi indicavano proprio questo: andare dai parenti e fermarsi a Luogosanto per tutta la durata della festa, Novena compresa”.

LA PORTA SANTA, IL RITO CHE SI RINNOVA DOPO SETTE ANNI

Il momento più atteso è arrivato nella serata di lunedì 7 settembre, al termine di un percorso iniziato alle 18 dalla Chiesa di San Quirico con il Rito del Fuoco e la processione penitenziale delle Confraternite, presieduta dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, Roberto Fornaciari e accompagnata dalla banda musicale Città di Tempio e dai gruppi folk ‘Accademia Tradizioni Popolari’ di Tempio Pausania e Civitas Mariana di Luogosanto. Alle 19.15 la messa solenne nella basilica e, subito dopo, l’apertura della Porta Santa.  Davanti alla basilica, il rito ha riunito una folla di fedeli arrivati a Luogosanto per assistere a un gesto che conserva intatta la sua forza simbolica: il passaggio attraverso quella Porta che la tradizione lega al pellegrinaggio, alla riconciliazione e alla devozione alla Madonna.

“La festa della natività di Maria è la più importante e la celebriamo proprio come regina della Gallura, la prima festa mariana dell’anno pastorale, quando si raduna intorno all’immagine della Madonna tutta la devozione dei galluresi – sottolinea Dom Roberto Fornaciari, vescovo della diocesi di Tempio Ampurias -. L’apertura della Porta Santa rappresenta un motivo in più per venire a mostrare in questo luogo la propria fede, in un momento di riconciliazione con il Signore. Luogosanto è un posto di preghiera intorno al quale si riscopre il valore del pellegrinaggio e della partecipazione dei fedeli”. 

Un significato che alla vigilia della Festa era stato ricordato anche dal parroco, don Roberto Aversano: “Attraversare quella Porta significa ripercorrere le orme della fede di migliaia di pellegrini, che hanno scelto il nostro paese per deporre ai piedi della Madonna Regina di Gallura preghiere, suppliche, desideri e ringraziamenti”. 

L’8 SETTEMBRE, LA SARDEGNA RENDE OMAGGIO A NOSTRA SIGNORA DI LOCUSANTU

Dalla Porta Santa alla Festa Manna. L’8 settembre Luogosanto ha rinnovato il legame tra il paese, la Gallura e Nostra Signora di Locusantu. Le celebrazioni sono iniziate alle 8.30 nella Basilica con la Santa Messa officiata dal vescovo della diocesi di Ozieri, Corrado Melis. Alle 9.30 la tradizionale consegna dei vessilli di Nostra Signora di Locusantu e San Simplicio, patrono della Gallura, ai cavalieri di Luogosanto per il rito di Lu Caracolu. Dal bivio di San Trano si è quindi mosso il corteo dei cavalieri, dei gruppi folk e delle bande musicali che ha preceduto, alle 10.30, la grande processione di Nostra Signora di Luogosanto. Un lungo corteo di fede e tradizione nel quale alla dimensione religiosa si sono affiancati gli elementi che da generazioni accompagnano la Festa Manna: i cavalieri, gli abiti tradizionali, le bande, i gruppi folk e i vessilli delle comunità. Un rito che continua così a parlare non soltanto a Luogosanto ma all’intera Gallura, che nella Madonna di Locusantu riconosce uno dei propri riferimenti religiosi e identitari.

“Noi ci mettiamo il nostro impegno, è la festa più importante del paese. Collaboriamo con i Fidali 1982, con il parroco e l’amministrazione per fare in modo che sia una Festa Manna per tutti, non solo per noi ma anche per tutti gli ospiti che vengono dagli altri paesi – spiega Angelo Cuccu, presidente della Pro Loco di Luogosanto -. Appena finisce la Festa si inizia a lavorare per l’anno successivo, chiunque arrivi qui deve sentirsi come a casa, cerchiamo di fare il possibile perché questo avvenga”.

Una partecipazione che ha accompagnato anche il lavoro del Comitato Festa Manna di Gaddura – Fidali 1982, presieduto da Alice Mannoni, protagonista dell’organizzazione di un’edizione preparata nell’arco di un intero anno, insieme alla parrocchia e all’amministrazione comunale, alla Pro Loco e con il coordinamento artistico di Alessandro Secchi. Il percorso dei dodici componenti del Comitato era iniziato il 15 settembre 2025 con il passaggio della bandiera della Madonna ed è proseguito tra questue, offerte, sponsor e organizzazione degli appuntamenti. 

LA FESTA MANNA CONTINUA

La giornata dell’8 settembre è proseguita nel pomeriggio con gli appuntamenti religiosi e le esibizioni legate alla tradizione. Alle 22, in Piazza Incoronazione, si è svolto il concerto di Ermal Meta, uno degli eventi più attesi del programma al quale ha assistito un pubblico numeroso proveniente da tutta l’isola. Ancora Festa mercoledì 9 settembre con la giornata dedicata a San Giuseppe: con la processione in onore del Santo, dalle 10.30 dalla Piazza della Basilica, accompagnata dai Portantini con la partecipazione della banda musicale Michele Columbano di Calangianus, del Gruppo Folk Civitas Mariana e delle autorità civili e religiose e la Messa solenne delle 11.30; nel pomeriggio, giochi e animazione per i bambini e, alle 19, il concerto della banda Michele Columbano. Alle 22 in Piazza Incoronazione ancora musica con i Tazenda. Il lungo calendario arriverà, infine, al 15 settembre con la Festa di L’Ottu, ultimo atto della 798ª edizione. Dopo le celebrazioni religiose, la serata sarà dedicata alla chiusura della manifestazione e al passaggio di consegne dai Fidali 1982 ai Fidali 1983, che segnerà simbolicamente l’inizio del cammino verso la prossima Festa Manna.




Sassari, Anna Massi è “Solista con Orchestra” 2026

L’artista aretina vince al Teatro Civico la IV edizione del concorso internazionale di pianoforte promosso dal Cism

SASSARI – La musicista toscana Anna Massi ha vinto al Teatro Civico di Sassari la IV edizione del “Solista con Orchestra”, il Concorso Internazionale di pianoforte promosso dal CISM (Centro Internazionale Studi Musicali) in collaborazione con l’Orchestra da Camera Ars Musicandi.

Anna Massi in concerto con orchestra al Civico di Sassari

Ventitré anni, di San Giovanni Valdarno (provincia di Arezzo), Massi si è aggiudicata il titolo eseguendo, di fronte a un pubblico numeroso, il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, KV. 595 di Mozart. Con la vittoria ha ottenuto la possibilità di suonare da protagonista due concerti in Sardegna.

Ex aequo al secondo posto gli altri due finalisti, Pietro Viola di Parma e Gianmaria Conzato di Vicenza, che si sono esibiti, rispettivamente, con il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi in Re minore, BWV 1052 di Bach, e con il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, op. 19 di Beethoven. Per loro, un concerto a testa nell’isola.

Anna Massi si è avvicinata al pianoforte a cinque anni. Dopo la formazione all’Accademia Musicale Valdarnese è stata ammessa per audizione alla Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, diplomandosi con il massimo dei voti con il maestro André Gallo. Ha inoltre frequentato numerose masterclass con importanti pianisti italiani e internazionali e ha sviluppato una significativa esperienza concertistica.

I vincitori con Giuseppe Mascia e Stefano Mancuso

«Sono stati tre giorni molto duri di lavoro, ma anche bellissimi – ha dichiarato subito dopo la premiazione –. È stata un’esperienza travolgente, più faticosa di quello che pensassi ma anche una soddisfazione: sono cresciuta, mi sono divertita. Quando mi sono iscritta avevo sottovalutato effettivamente la difficoltà della gara: conosco bene il concerto che ho scelto di cimentarmi, mi sentivo tranquilla. L’orchestra e il maestro Francesco Pasqualetti sono stati fondamentali».

A condividere il suo entusiasmo anche gli altri due finalisti. «Ho diciott’anni e studio pianoforte al Conservatorio di Parma. Ringrazio tutti gli organizzatori per questa bellissima esperienza che è stata molto formativa, sia per me e credo anche per i miei colleghi» ha commentato Pietro Viola. «Nonostante sia difficile rapportarsi con un’orchestra, sono molto contento di questa avventura, ho imparato tanto e mi sono anche divertito» ha aggiunto Gianmaria Conzato, quindici anni.

A complimentarsi con i tre musicisti la giuria, che nel corso di queste giornate li ha ascoltati e anche consigliati: Simone Ivaldi, docente del Conservatorio di Udine; Francesco Giammarco, insegnante del Conservatorio di Cagliari; Clara Antoniciello, docente del Conservatorio di Sassari; Marco Ligas, primo violino dell’orchestra e maestro del Conservatorio di Cagliari; il maestro Francesco Pasqualetti, direttore dell’orchestra che ha accompagnato i ragazzi durante il concorso.

Tra gli interventi, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha rivolto un plauso agli organizzatori: «Voi realizzate da tempo delle cose molto importanti. Con una certa abnegazione abbiamo voluto riaprire il Teatro Civico, accelerando i tempi, l’abbiamo fatto perché questo è un nostro gioiello al centro di Sassari. Abbiamo ascoltato tre prove notevoli, sono colpito dalla maturità dei tre ragazzi. Avete portato sul palco un ottimo esempio di bravura e dedizione».

A chiudere la serata finale del concorso, la riflessione di Stefano Mancuso, presidente del CISM. «L’articolo quattro del nostro statuto specifica la nostra vocazione, che consiste nel voler elevare la persona umana attraverso l’arte musicale e le sue connessioni con le altre forme d’arte. Siamo convinti che lo studio, la musica, qualunque forma artistica, seria e approfondita, possa produrre dei cittadini migliori». Il concorso è organizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, e si avvale della collaborazione di importanti associazioni del territorio quali ‘Musicando insieme’, ‘Ars Aurelia’ e ‘Thàmus‘.

Anna Massi sul palco del Teatro Civico a Sassari



Festival City&City, domani il dibattito sul presente e futuro di Sassari “Ricomincio da me”

La rassegna al Chiostro di Santa Maria di Betlem si concluderà lunedì 7 settembre con un dibattito aperto tra istituzioni e cittadini. Tra gli ospiti anche il Sindaco Giuseppe Mascia

Il Festival City&City giungerà alla sua conclusione nella giornata di domani, lunedì 7 settembre. La settimana di eventi al Chiostro di Santa Maria di Betlem, a Sassari, costellata da numerose presentazioni letterarie e da spettacoli di musica dal vivo, arriva così al suo atto conclusivo.

La chiosa della rassegna sarà rappresentata dall’appuntamento “Ricomincio da me”, dedicato al presente al futuro di Sassari e del suo territorio. L’iniziativa riprende il tema del primo appuntamento “Dove eravamo rimasti”, svoltosi nel 2021 sempre nel Chiostro di Santa Maria di Betlem. L’incontro sarà dedicato a un dialogo e a un dibattito aperto alla comunità, con l’obiettivo di proseguire un percorso di riflessione condivisa.

Interverranno Monsignor Francesco Soddu (Arcivescovo di Sassari), Giuseppe Mascia (Sindaco di Sassari e Sindaco Metropolitano), Andrea Piana (Pro Rettore Vicario Università di Sassari), GiacomoSpissu (Presidente Fondazione di Sardegna), Pietro Esposito (Segretario Generale Camera di Commercio) e Sergio Salis (Presidente Tavolo Istituzionale Politiche Sociali). A moderare la serata sarà il giornalista Gianni Garrucciu.

Al termine del dibattito è prevista l’esibizione del Gruppo Folk San Nicola.

Tutti gli eventi sono gratuiti e a ingresso libero.

Il Festival City&City è organizzato dall’Associazione Culturale City&City, in collaborazione con la Chiesa di Santa Maria di Betlem, le Librerie Giunti al Punto di Sassari, la Libreria Chiara e Stefy di Bachisio Medde e la Fondazione Maria Carta. La manifestazione è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il sostegno della Fondazione di Sardegna, il contributo del Comune di Sassari, della Camera di Commercio di Sassari attraverso il circuito Salude & Trigu, oltre al supporto dei partner Grimaldi Sardegna, C.A.P.R.I. Scarl, Web Solutions Siti web e Internet marketing, Maggi Sassari e del media partner City&City Magazine.




STEFANO FRESI È CITTADINO ONORARIO DI LUOGOSANTO

IL RICONOSCIMENTO IN COMUNE E POI LA FESTA CON TUTTA LA GALLURA

In piazza Incoronazione il grande varietà tra talk, musica, balli e folclore. Una giornata nel segno delle radici e dell’identità

Stefano Fresi con il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda

foto, video e videointerviste sono disponibili a questo link

Stefano Fresi è cittadino onorario di Luogosanto. L’attore, romano di nascita ma profondamente legato alle sue origini galluresi, ha ricevuto il riconoscimento sabato 5 settembre, durante un partecipato Consiglio comunale riunito in seduta speciale. Poche ore dopo la celebrazione si è spostata in Piazza Incoronazione, dove “Luogosanto in festa” ha riunito le comunità della Gallura in un grande varietà tra talk, musica, danza, costumi e folclore. Due momenti diversi di una stessa giornata, legati da un filo comune: l’appartenenza a una terra e il valore delle proprie radici. Prima l’atto istituzionale, con cui Luogosanto ha riconosciuto ufficialmente come proprio cittadino uno dei volti più noti del cinema italiano; poi la dimensione pubblica e corale della piazza, con Fresi ospite d’onore di una festa che ha portato a Luogosanto l’intera Gallura. 

“Sono ufficialmente cittadino di Luogosanto e questa consapevolezza mi emoziona molto – ha dichiarato il neocittadino Stefano Fresi durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria-.  Non è più un’idea, un racconto, è la realtà.  Luogosanto per me è sempre stato ‘casa’, quel posto dove vuoi tornare quando sei altrove. È l’Itaca di Ulisse, il luogo dove sai che trovi il calore d’inverno, il fresco d’estate, il cibo preferito, il clima ideale, le persone migliori che vuoi avere intorno a te le trovi lì a casa. E a me è sempre successo qui a Luogosanto”.

Il Consiglio comunale, convocato con un unico punto all’ordine del giorno, ha formalizzato un’appartenenza che per Fresi ha radici molto più lontane. Il padre era originario di Luogosanto, qui vivevano i nonni e qui l’attore ha trascorso lunghi periodi della propria infanzia. Un rapporto mai interrotto, rimasto presente anche durante l’ascesa professionale e i tanti riconoscimenti conquistati nel cinema. 

“Ho visto la gioia enorme che mi ha sempre dato questo luogo – ha dichiarato Stefano Fresi, nell’aula del Consiglio comunale -. Ho messo al mondo un figlio e ho detto: perché non fare in modo che mio figlio abbia la stessa gioia che ho avuto io? Con mio cugino abbiamo pensato alla terra di nonno, abbandonata, e abbiamo deciso di lavorarla. Lui è un agronomo specializzato e quindi abbiamo rimesso in piedi la vigna di nonno. Stamattina – ha raccontato Fresi – ho fatto gli innesti e in primavera vedremo germogliare la parte nuova della vigna. Siamo partiti con un’avventura che è un atto d’amore per raccontare un luogo. Facciamo un vino che è tipicamente gallurese: era il vino di nonno. Questa nuova avventura mi porterà a venire in Sardegna molto più spesso perché tra controllo del trattore che non funziona, fare gli innesti e comprare le barbatelle, verrò almeno venti volte l’anno. E ora, quando verrò, lo farò da cittadino di Luogosanto”.  L’attore romano di nascita e dal 5 settembre 2026 luogosantese, ha salutato i presenti parlando in perfetto gallurese, lingua che studia da anni e che parla abitualmente quando torna in Sardegna.

Il senso della famiglia e l’appartenenza a questa terra, indicati da Fresi come l’eredità più profonda delle sue origini, sono anche le ragioni alla base della cittadinanza onoraria. Per il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda, il conferimento ha dato forma ufficiale a un legame che la comunità sentiva già come proprio: quello con un personaggio che, nonostante la notorietà e il successo raggiunti, non ha mai dimenticato da dove viene e ha continuato, anzi, a farne motivo di orgoglio. 

“Stefano, da queste porte, non entra come uno sconosciuto. Stefano ritorna a casa – ha detto il sindaco durante il Consiglio comunale –. Oggi non gli abbiamo attribuito un’appartenenza che prima non esisteva. Abbiamo semplicemente riconosciuto formalmente un sentimento che Stefano ha sempre provato e che anche Luogosanto sentiva già da tempo. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi e le nostre famiglie sono sempre state legate, ma oggi gli parlo come sindaco della comunità che ho l’onore di rappresentare. Lo ringraziamo per aver custodito le sue radici, per averle raccontate con orgoglio e per non aver mai smesso di considerare Luogosanto parte della sua storia e della sua vita. Oggi gli consegniamo formalmente la nostra cittadinanza, ma per noi luogosantese lo era già”. 

Pirredda ha legato il significato del conferimento anche al momento particolare in cui avviene. La cittadinanza onoraria arriva infatti nei giorni della Festa Manna di Gaddura, quando Luogosanto si prepara ad accogliere la Gallura, i pellegrini e i visitatori e, quest’anno, a vivere l’apertura settennale della Porta Santa. “Trovo bello pensare che proprio in questo contesto – ha commentato Agostino Pirredda – Luogosanto abbia aperto anche le proprie porte istituzionali per accogliere un nuovo cittadino onorario”. 

DALL’AULA CONSILIARE ALLA PIAZZA, LA GALLURA SI RITROVA A LUOGOSANTO

Conclusa la cerimonia istituzionale, il riconoscimento ha assunto la sua dimensione più popolare. Piazza Incoronazione è diventata il grande palcoscenico a cielo aperto di “Luogosanto in festa – Tradizioni, identità e spettacolo nel cuore della Gallura”, con Stefano Fresi ospite d’onore. Una piazza, tanti linguaggi e le comunità galluresi riunite intorno allo stesso spettacolo. La formula scelta è stata quella del varietà, sempre più rara anche nelle manifestazioni all’aperto: il talk si è alternato alla musica, il racconto alla danza, l’intrattenimento ai costumi e alle espressioni della tradizione popolare.  L’idea dello spettacolo porta la firma di Giuliano Marongiu, protagonista delle piazze della Sardegna e cultore della cultura e delle tradizioni dell’Isola, che ha guidato la serata facendo da filo conduttore tra i diversi momenti del varietà, affiancato dal corpo di ballo Incantos, protagonista dei momenti coreografici del varietà. Fresi è tornato protagonista sul palco, questa volta davanti alla piazza, raccontandosi come uomo e attore e condividendo con il pubblico il significato di una giornata che poche ore prima lo aveva reso ufficialmente cittadino di Luogosanto. A dare alla serata una dimensione gallurese sono state anche 17 coppie in abito tradizionale, espressione delle diverse comunità del territorio, riunite per rendere omaggio a Luogosanto e alla sua festa religiosa. Colori, costumi e identità differenti hanno composto in Piazza Incoronazione quel mosaico della Gallura sul quale era stata costruita l’intera manifestazione. Il coordinamento artistico è stato affidato ad Alessandro Secchi, che ha raccordato gruppi, artisti e rappresentanze tradizionali e scandito i diversi momenti del varietà. Sul palco si sono alternati il Gruppo Folk Civitas Mariana di Luogosanto e il Gruppo Folk OlbieseRoberto Tangianu, Peppino Bande, Lucia Budroni, Andrea Zara e Cecilia Concas. Spazio anche alla danza classica con i giovani allievi della Scuola Civitas Mariana

Una festa costruita per mettere insieme linguaggi e generazioni e che ha trasformato la celebrazione di un nuovo cittadino onorario in un momento condiviso dal territorio: Luogosanto ha festeggiato Stefano Fresi chiamando intorno a sé la Gallura, la stessa terra che l’attore non ha mai smesso di indicare come propria.

VERSO LA FESTA MANNA E L’APERTURA DELLA PORTA SANTA: TRA RELIGIONE, CULTURA E ARTE

La giornata del 5 settembre ha aperto così gli appuntamenti della 798ª Festa Manna di Gaddura, in un’edizione particolarmente significativa che condurrà, il 7 settembre, all’apertura della Porta Santa del Santuario di Nostra Signora di Luogosanto, rito che si rinnova ogni sette anni, e l’8 settembre alle celebrazioni della Festa Manna, organizzate quest’anno dal Comitato Fidali 1982, presieduto da Alice Mannoni, con il coordinamento artistico di Alessandro Secchi. Ad accompagnare le giornate della festa, dal 5 all’8 settembre, sarà anche l’arte. Nella suggestiva cornice di Palazzo Dasara, la Pro Loco Luogosanto presenta “Siamo Canne al Vento” di Vanni Rocca, la prima trasposizione pittorica del romanzo di Grazia Deledda: un ciclo di nove tele dedicato all’unica donna italiana Premio Nobel per la Letteratura, nel quale le parole della scrittrice diventano luce, ombra e oro per raccontare l’anima della Sardegna. 

L’8 settembre sarà, invece, la grande giornata della Festa Manna. Le celebrazioni prenderanno il via con la Santa Messa nella Basilica di Nostra Signora di Luogosanto, officiata dal vescovo della diocesi di Ozieri, Corrado Melis, e proseguiranno con la tradizionale consegna dei vessilli di Nostra Signora di Locusantu e San Simplicio, il corteo dei cavalieri, dei gruppi folk e delle bande musicali e, alle 10.30, la grande processione di Nostra Signora di Luogosanto. Nel pomeriggio spazio ancora alle celebrazioni religiose e alle espressioni della tradizione, prima del concerto di Ermal Meta, in programma alle 22 in Piazza Incoronazione.




“Voci D’Europa” canta la pace con le parole di Hemingway: “Smettete di combattere”

Da Ruda a Trieste passando per la Sardegna le mille voci di un festival che unisce popoli e culture

PORTO TORRES. “Perché non smettono di combattere?! Perché non smettono di combattere?!”. Le parole di Ernest Hemingway tuonano come fulmini a ciel sereno tra le navate della Basilica di San Gavino a Porto Torres, impattando contro il pubblico di “Voci D’Europa” come cannonate a salve. È un invito alla pace esternato dal Coro Polifonico di Ruda, la prestigiosa formazione maschilediretta da Fabiana Noro, che chiude la serata turritana del festival con un brano di forte suggestione. Un’opera di Giovanni Sollima tratta dai “Canti Rocciosi”, che reinterpreta il testo di “Addio alle Armi” con voci gridate che pesano come macigni, per rivolgere un invito al silenzio delle armi in un momento forse mai più attuale di questo: “La guerra non si vince con la vittoria, una delle due parti deve smettere di combattere”.

Il saluto finale dell’ensemble friulano è stato un omaggio alla Sardegna, con la versione per violoncello e coro di “No potho reposare” riarrangiata dal maestro Valter Sibilotti, in cui una veste originale è riuscita a emozionare il pubblico senza tradire il modello classico.

Petra Grassi dirige Vikra. In alto il coro di Ruda

Altra grande sorpresa della serata è stata l’esibizione del Coro sloveno Vikra diretto da Petra Grassi, un vero fuoriclasse tra le formazioni polifoniche, che ha stupito gli ascoltatori con le sue modulazioni sorprendenti, posizionando i membri del gruppo in modi inconsueti all’interno dell’edificio religioso, talvolta in formazione classica, talvolta a corona tra le colonne, quasi a rivolgere un abbraccio simbolico agli spettatori, nell’intento di sfruttare nel modo più sublime l’acustica della struttura. Il repertorio ha spaziato dal Rinascimento al Romanticismo senza trascurare il contemporaneo, stimolando il pubblico con nuovi linguaggi musicali dal fascino sperimentale.

Vikra opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di formazione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, che incarna una profonda riconciliazione tra le comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Il Coro de Iddanoa Monteleone sul sagrato di San Gavino

La serata ha preso il via sul sagrato della basilica con un’anteprima all’aperto a cura del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Quindi è stata la formazione padrona di casa, il Coro Polifonico Turritano diretto da Laura Lambroni,

ad impreziosire di armonie un’eccellenza del Romanico come la chiesa di San Gavino, per poi lasciare spazio agli artisti ospiti.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e all’interno della chiesa di Sant’Antonio il Coro Hic et Nunc di Cagliari, Vikra e il Coro Polifonico di Ruda. Domenica 6 settembre appuntamenti al mattino all’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta e nel pomeriggio alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Voci D’Europa” è organizzato dal “Coro Polifonico Turritano”, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Il coro di Ruda canta “No potho reposare”



 Voci d’Europa, domenica in musica tra Borutta e Porto Torres

Dalla messa cantata a San Pietro di Sorres al Terzo tempo a Li Lioni, saranno protagonisti il coro sloveno Vikra, Santa Cecilia di Sassari, Hic et Nunc di Cagliari, Santu Mauru di Sorgono, Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, San Teodoro di Paulilatino, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano

PORTO TORRES / BORUTTA. Domenica 6 settembre il festival “Voci D’Europa” 2026 si prepara a un’intensa giornata di fede, musica corale e convivialità fra Borutta e Porto Torres. Alle 11 nella chiesa di San Pietro di Sorres, il Coro sloveno Vikra si esibirà accompagnando la Messa cantata, un momento di profonda spiritualità e raccoglimento che alle 12 lascerà spazio al concerto polifonico in cui, oltre a Vikra, saranno impegnate l’associazione Santa Cecilia APS di Sassari e del Coro Hic et Nunc di Cagliari.

Vikra di Trieste. Sopra Hic et Nunc di Cagliari.

Nel tardo pomeriggio la manifestazione si trasferisce alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, dove ogni anno lo spirito autentico del festival fonde l’espressività corale con la socialità, la cultura dell’ospitalità e la tradizione enogastronomica sarda. A partire dalle 18, la serata procederà nel festoso “Terzo Tempo”, con la partecipazione del Coro Santu Mauru di Sorgono, del Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano.

L’appuntamento a Li Lioni è un omaggio alla condivisione, nella serata più informale in cui si riducono le distanze tra palco e platea, e in cui la convivialità e i sapori dell’isola diventano uno strumento di dialogo universale e un veicolo di accoglienza. I coristi daranno vita a momenti irripetibili, nei quali l’energia del gospel riesce a mescolarsi alle tradizioni sarde e alle polifonie classiche, dando prova che la musica non è solo performance ma anche un elemento di unione e di scambio culturale.

Il festival è organizzato dal Coro Polifonico Turritano, inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Polifonica Santa Cecilia di Sassari