L’Alberghiero di Sassari seduce anche Eataly a Stoccolma

Prosegue il tour svedese dell’istituto Ipsar-Ipseoa guidato da Antonietta Piras

I giovani studenti hanno scoperto le opportunità offerte dal mondo della ristorazione nel contesto enogastronomico scandinavo

STOCCOLMA. Dopo il successo all’Ambasciata D’Italia in Svezia prosegue il tour scandinavo dell’Istituto Alberghiero di Sassari, che mette a segno un altro importante successo nella sede di Eataly, la catena internazionale di punti vendita fondata da Oscar Farinetti nel 2007, dedicata alla gastronomia italiana di alta qualità.

Giovedì scorso, nel palazzo di Biblioteksgatan 5 di Stoccolma, i giovani chef sardi coordinati dai formatori Mario Sechi, Giovanni Antonio Serra e Fabio Zago – alla presenza della dirigente Antonietta Piras e dei docenti Barbara Dettori e Salvatore Taras – hanno proposto una cena in tre portate, tutta regionale, presentando alcuni dei piatti più iconici della Sardegna. Dopo il benvenuto con un tagliere di salumi e formaggi rigorosamente sardi, il menù è proseguito con passata di ceci, gamberi e olio fruttato, culurgionis ogliastrini fatti a mano sul posto per concludere con le classiche seadas con miele. Il tutto in abbinamento con alcuni dei migliori vini isolani. Ogni piatto è stato presentato agli ospiti in inglese, raccontando ad ogni portata un angolo di Sardegna.

«È bellissimo vedere un gruppo di giovani che ha dei sogni da realizzare in questo ambito, un settore ancora in forte crescita, che sicuramente avrà tanto da dare in Italia e ancor più all’estero – ha commentato il direttore del punto vendita Eataly a Stoccolma, Pietro Cirallero, la cui giovane età, 27 anni, fa ben comprendere lo spirito di meritocrazia che premia i giovani: «Eataly – ha spiegato il manager piemontese – fonda la sua filosofia su tre esperienze diverse: la ristorazione, il mercato e la didattica, proponendo uno storytelling a trecentosessanta gradi per valorizzare la cultura che c’è dietro il prodotto. Un po’ come quello che hanno fatto i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Sassari in occasione della decima Settimana della Cucina italiana in Svezia. Con gli studenti abbiamo deciso di promuovere il territorio sardo, la cucina sarda, con l’idea di portare sulla tavola ai clienti svedesi, oltre al gusto, anche un po’ di storia della gastronomia dell’isola».

La possibilità di emergere in questo contesto, per le nuove generazioni, è evidentemente molto alta. Restor manager di Eataly Stoccolma è Federico Ravanesi di Olmedo, sotto i trent’anni: «Lavoro da sette anni a Stoccolma e mi ci trovo molto bene, è un bello stile di vita, con due giorni liberi a settimana. Ovviamente padroneggiare l’Inglese aiuta. Gli italiani, un po’ come dappertutto, sono visti molto bene, e in questo ambiente l’italiano va sempre di moda. I ragazzi dell’Alberghiero di Sassari sono stati bravissimi, ci hanno permesso di proporre una serata nel migliore dei modi con i clienti».

Sardo è anche Christian Manca, capo chef della stessa catena: «Ho trentatré anni, vengo da Alghero e sono arrivato sei anni fa. Qui ho lavorato i primi due anni, poi sono andato a fare esperienza in uno Stellato e, ora, sono ritornato con un ruolo manageriale. Con la mentalità nostra, dedita al lavoro, qua le possibilità di crescita sono maggiori rispetto all’Italia, perché c’è una meritocrazia vera e propria, e l’escalation di posizioni è molto più veloce».

L’esperienza nella capitale svedese, per i ragazzi sardi si è conclusa venerdì nella sede dell’International Hotel & Restaurant School (IHR), dove hanno potuto imparare i segreti della preparazione del tipico cioccolato bianco svedese, guidati dalla docente Felicia Lilja.

Il progetto è sostenuto dall’Ambasciata italiana in Svezia, dalla Camera di Commercio e dalla Confcommercio Nord Sardegna, l’Associazione Cuochi della provincia di Sassari, e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sassari. Sono partner del progetto anche l’Istituto per il Commercio Estero, la Camera di Commercio Italo-Svedese, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, EATALY Stoccolma, l’IHR di Stoccolma.




Il dolce Natale di Dickens rivive a Sassari con “A Christmas Carol Musical”

Mercoledì 26 novembre, al Teatro Verdi, la Compagnia Bit di Torino farà sognare grandi e piccoli con il riadattamento teatrale della regista Melina Pellicano. Sul palco venti artisti, centocinquanta costumi e imponenti scenografie

SASSARI. Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens rivive a Sassari in uno spettacolare musical adattato per essere il più fedele possibile al racconto originale. Mercoledì 26 novembre alle 21, sul palcoscenico del Teatro Verdi va in scena “A Christmas Carol Musical”, un’opera inedita in città che è pronta a far sognare adulti e bambini, mettendo in risalto i valori e le emozioni del Natale.

La regista e autrice Melina Pellicano ha voluto proporre, per la Compagnia BIT di Torino, una rivisitazione molto vicino al testo di Dickens, la cui scrittura si presenta già di per sé molto teatrale.
Sul palco salirà un cast importante di oltre venti artisti, tra gli effetti speciali curati da Alessandro Marrazzo, le musiche di Stefano Lori e Marco Caselle, le musiche originali, centocinquanta costumi e imponenti scenografie.
La narrazione mostra il vecchio Ebenezer Scrooge che, dopo la morte del suo socio d’affari Jacob Marley, continua a condurre il suo business con cinica avarizia, rifuggendo da ogni rapporto umano e affamando il suo sfortunato impiegato Bob Cratchit.

Questo riprovevole personaggio odia il Natale, e nemmeno l’invito a cena di suo nipote riesce a fargli cambiare idea. La notte della vigilia riceve la visita del fantasma del suo defunto socio Jacob Marley, che gli annuncia la visita di tre spiriti. Il primo è quello dei Natali passati, che gli mostra gli errori della sua vita. Poi lo spirito del Natale presente, che mette in luce la felicità emanata dalla ricorrenza. E infine, lo spirito dei Natali futuri gli mostra il suo orrendo destino qualora non modificasse la vita che ora conduce. Dopo la visita delle tre entità, Scrooge si risveglia la mattina di Natale profondamente mutato nell’anima, e apre finalmente i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. D’ora in avanti non mancherà mai di festeggiare il Natale e non perderà nessuna occasione per fare del bene.
La trasformazione di Scrooge avviene la notte della Vigilia di Natale, una ricorrenza che può essere occasione per fermarsi a riflettere, un momento per porsi in maniera propositiva verso il cambiamento. Diventa un’occasione per un coraggioso atto di trasformazione, che ognuno di noi vorrebbe fare, ma che spesso dimentica. L’evento è organizzato da Danzeventi per il festival della danza d’autore “Corpi in movimento”, in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari.




Is.Be, domenica a Sassari l’appuntamento con “L’Ischis ma no l’ischis”

Domenica 23 novembre l’evento più atteso dai corsisti dell’Istituto Bellieni con la presentazione delle attività svolte durante l’anno e la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione ai corsi e ai laboratori

SASSARI. Domenica 23 novembre, alle 10.30, l’Ex Ma di Sassari ospiterà “L’ischis ma no l’ischis”, la giornata più attesa dell’anno dai corsisti dell’Istituto Camillo Bellieni. L’evento sarà dedicato alla consegna degli attestati per coloro che hanno frequentato i corsi, i laboratori e i seminari, ma anche un’occasione per stilare un resoconto di fine attività del 2025, e un’opportunità per condividere scambi culturali e conviviali. A introdurre e presentare l’appuntamento sarà la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai.

Nel corso della sezione in Sassarese, moderata da Mario Lucio Marras, sarà presentata la collaborazione con Beppe Dettori per la realizzazione del cd musicale, e del Vocabolario in Sassarese di Bazzoni, riportato in normativa standard da Mario Marras e Gianni Muroni. Quindi Maria Daniela Carta e Roberta Tola animeranno la mattinata con “Aiò isciddinni a pizu”, teatro in sassarese per bambini.

La Sezione Ricerca sarà invece moderata da Antonello Nasone, direttore scientifico Is.Be. Ricchissimo il programma. Tra i punti in agenda la presentazione di “Camillo Bellieni: filosofo, storico, politico”; del CD di Antonio Simon Mossa ad Oristano, Cagliari e Sassari; dell’osservatorio linguistico composto da Daniela Masia, Immacolata Salis e Mario Marras; dell’osservatorio giuridico formato da Anna Aberti, Salvatore Mura, Chiara Cuccuru. Quindi il libro a cura di Alberto Contu “Luigi Nieddu: L’altro Gramsci e Dal mito alla Storia”. La pubblicazione di “Political figures for the Europe of the future” in collaborazione con la Coppieters Foundation. Ancora Collaborazioni extra programma con il Comune di Padria per “Storia di una comunità attraverso le deliberazioni degli organi consiliari” di Stefano Alberto Tedde; con il Comune di Bonorva di “Giovanni Antioco Mura” nelle ricerche di Lucia Sechi e Giovanna Ruggiu; con il Comune di Putifigari del Laboratorio e del convegno “L’arte del muro a secco”.

A moderare la sezione filosofica sarà Daniela Masia. Si parlerà del seminario di Cinemaieutica, del Book Club Filosofico, di Filosofia per ragazzi nella scuola-Philosophy for children, e saranno presentati i Quaderni di Filosofica numero 6 del 2025.

Tanto ancora in programma per la sezione biblioteca moderata da Barbara Salis. La sezione Lingua Sarda-Sportelli linguistici, con la consegna degli attestati, sarà moderata da Immacolata Salis, Maria Leonarda Correddu, Francesca Sini e Anna Laura Pirisi. Sarà quindi presentata l’anteprima del programma 2026.

Il prossimo appuntamento Is.Be sarà il 9 dicembre nell’Aula magna dell’Uniss per il Convegno “Camillo Bellieni a 50 anni dalla morte” per celebrare, con rigore e serietà, un personaggio di alta levatura nella sua poliedricità e molteplicità di interessi.




L’Istituto Alberghiero di Sassari conquista Stoccolma

L’Ambasciatore Michele Pala: “Gli studenti hanno presentato un menù di rara eccellenza, portando prestigio alla Sardegna e all’Italia”. Successo nella serata di “A taste of Sardinia” per la scuola guidata da Antonietta Piras

STOCCOLMA. Grande successo dell’Istituto Alberghiero di Sassari in Svezia, dove una rappresentanza di dieci studenti sardi è stata impegnata nella preparazione della cena di gala all’Ambasciata D’Italia a Stoccolma, in occasione della decima Settimana della Cucina Italiana nel mondo. E mentre fuori nevicava, nei caldi ambienti del prestigioso palazzo sull’isola di Djurgården, giovedì ha campeggiato la bandiera dei quattro mori: ed è stato un tripudio di sapori mediterranei e delle più rappresentative tipicità isolane. Alla serata, intitolata “A Taste of Sardinia”, hanno partecipato numerose personalità della cucina italiana in Svezia, esperti di enogastronomia locale, influencer, giornalisti ed esponenti del panorama culturale.

Nel discorso d’apertura, l’ambasciatore Michele Pala ha omaggiato l’enogastronomia sarda a più riprese, ribadendo che iniziative come quella presentata dall’Ipsar-Ipseoa di Sassari rientrano “in un discorso eccezionalmente ampio che, senza alcun timore, deve essere definito Cultura, un importante biglietto da visita per la promozione della propria terra”.

Di fronte all’autorevole parterre, la dirigente Antonietta Piras ha illustrato la storia, i valori e le eccellenze dell’istituto da lei presieduto, ha espresso gratitudine all’Ambasciata per la possibilità di rappresentare la Sardegna e l’Italia in Svezia e ha ribadito l’importanza dei progetti di internazionalizzazione per promuovere il territorio e permettere agli studenti di fare esperienze formative di alto livello. L’intervento bilingue, in italiano e inglese, è stato tradotto in tempo reale dalla docente dell’Alberghiero Barbara Dettori, responsabile del progetto.

Lo chef formatore Fabio Zago ha quindi presentato il menù realizzato con prodotti rigorosamente provenienti dall’isola. Il palato degli ospiti è stato conquistato dalle panadas, dalla zuppa gallurese, la frègula, l’agnello con finocchietti e olive, oltre naturalmente ai formaggi pecorini, le perette, i salumi e tanto altro, per concludere con una delicata timballa di latte e i gustosi turonzos.

Fin dal primo mattino, sotto la sapiente regia dei docenti Mario Sechi, Giovanni Antonio Serra e naturalmente Fabio Zago, hanno operato con entusiasmo gli allievi Roberta Cozzula, Roberto Cau, Alessandro Falchi, Gianfranco Dessi, Giulia Piana, Giuseppe Porru, Edoardo Colombino, Maurizio Serra, Alex Carbini e Davide Deriu. Tra i docenti accompagnatori, Salvatore Taras ha seguito la comunicazione.

A conclusione dell’evento, l’Ambasciatore ha voluto ringraziare personalmente studenti e insegnanti per aver portato prestigio alla Sardegna e all’Italia attraverso la cultura enogastronomica: “Sono doppiamente felice oggi, perché venite dalla Sardegna, la regione in cui ho le mie radici, a Luras, che restano per me un punto di riferimento indissolubile”.

Inaspettata e molto gradita anche la visita di Massimo Apolloni, delegato dell’Accademia Italiana della Cucina a Stoccolma, che si è recato nelle cucine per complimentarsi con i ragazzi per il lavoro, a suo dire, straordinario, sia nella qualità dei piatti che nella loro presentazione. L’esperienza professionale è stata condivisa con alcuni studenti della International Hotel & Restaurant School (IHR) di Stoccolma che, con entusiasmo, hanno collaborato in cucina divertendosi a preparare le panadas e altri piatti tipici sardi insieme ai colleghi sassaresi.

Il progetto è sostenuto dall’Ambasciata italiana in Svezia, dalla Camera di Commercio e dalla Confcommercio Nord Sardegna, e dall’Associazione Cuochi della provincia di Sassari, con il patrocinio del Comune di Sassari. Sono partner del progetto anche l’Istituto per il Commercio Estero, la Camera di Commercio Italo-Svedese, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, EATALY Stoccolma, l’IHR di Stoccolma.




Messaggi truffa via SMS, la ASL Gallura invita gli utenti a non chiamare il numero indicato

L’Azienda Sanitaria fa sapere che anche in Gallura stanno circolando messaggi ingannevoli

Olbia, 20 novembre 2025 – Nessun ufficio o servizio della ASL Gallura sta inviando messaggi SMS ai cittadini per richiamare numeri con prefisso “893”. I messaggi truffa, diffusi nei mesi scorsi in diverse zone della Sardegna e nel resto del Paese, stanno circolando in questi giorni anche in Gallura. Nel testo vengono invitati gli utenti a contattare con urgenza gli uffici “per comunicazioni che li riguardano”, utilizzando la sigla ingannevole “Asl” in modo da far apparire credibile il messaggio e spingere, quindi, le persone a contattare il numero indicato, a pagamento.

L’Azienda invita i cittadini a diffidare da questa tipologia di SMS, a non comporre i numeri indicati e a seguire le raccomandazioni che dà in questi casi la Polizia Postale: prestare la massima attenzione, non richiamare numeri sospetti e segnalare eventuali tentativi di truffa.

—
ASL Gallura
Ufficio Comunicazione Istituzionale




LE GIORNATE DEL CIBO – WORKSHOP GRATUITIAll’interno del progetto ”Stintino una storia da raccontare” si svolgeranno al MUT ”Le giornate del cibo”

A partire dal 21 novembre 2025, presso il museo della Tonnara, saranno ospitati dei workshop gratuiti legati ai prodotti agroalimentari tradizionali ai fini della registrazione agli elenchi PAT. Gli incontri curati dal Dott. Tommaso Sussarello si svolgeranno a partire dalle 18:30, ad eccezione dell’incontro del 28 che si svolgerà alle ore 11:30.

Il progetto si colloca all’interno della manifestazione ”Stintino una storia da raccontare”, patrocinata da Comune di Stintino e Fondazione di Sardegna.

Data l’importanza dei temi trattati al fine del potenziamento della destinazione e dell’offerta turistica STINTINO LOW SEASON si auspica la massima partecipazione dei ristoratori e degli operatori turistici del territorio.




“Un bullo da palcoscenico”: la sfida al bullismo tra scuola e arte

Domenica 23 novembre al Teatro Civico di Sassari Roberto Manca presenta la Semifinale della X Edizione del Talent che promuove il coraggio e la determinazione giovanile: ventisei esibizioni tra musica, danza e recitazione

SASSARI. È un talent unico nel suo genere, che si avvale del linguaggio dell’arte performativa per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo. Domenica 23 novembre, alle 17.30 nella Sala Teatrale di Palazzo di Città a Sassari, l’associazione culturale Music&Movie direttada Roberto Manca presenta la Semifinale sarda della X Edizione di “Un bullo da palcoscenico”: quaranta studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta la Sardegna – inclusi Cagliari, Porto Torres, Perfugas, Olbia, Alghero e Sassari – si sfideranno in ventisei performance di canto, musica, danza e teatro. L’unica regola per ogni esibizione è “tempo massimo tre minuti”. Anche il motto è forte e chiaro: “Bulli sì, ma da palcoscenico!”, e il messaggio è semplice: «È facile far gruppo prendendo di mira un singolo, ma il vero coraggio e la vera determinazione stanno nell’affrontare un palcoscenico, al cospetto di un pubblico che nella finale avrà circa 1400 persone».

La Semifinale di domenica porterà in scena un vasto parterre di talenti. Tra i partecipanti figurano Ariele Arosio, Rita Milia, Floating Turtle, Giulia Olivati, Beatrice Passamonti, Aurora Maria Sardu, Irene Mureddu, Alessia Sini, Veronica Satta, Greta Garrucciu, Giorgia Pinna, Giuseppe Piras, SkaMax, Viola Maddalena Porqueddu, Federica Luciano, Giulia Grazia Craba, Sofia Madeddu, Greta Aramini, Alessandra Contini, Elena Senes, Giulia Meloni, Eleonora Salatino, Sophia Salvio, Giuseppe Obinu, Eléna Pilisi, Testa Plastica, Sara Cossu, Sofia La Pegna, Maria Barbato e Shaira Sara Sechi.

A valutare le esibizioni sarà una giuria di esperti composta da Sharon Podesva, Francesca Arca, Bernadette Casu, Fabrizio Sanna, Lory Warner, Simona Cillo e Laura Calvia, tutti presenti con entusiasmo per supportare i giovani artisti. L’evento, condotto da Roberto Manca, si avvarrà anche della partecipazione speciale di Maria Paola Curreli, ex insegnante ed ex dirigente scolastica, attivista Agedo. La Semifinale sarà il preludio della grande conclusione regionale che è in programma per il 10 febbraio 2026 al Teatro Comunale di Sassari.

L’evento è organizzato da Music&Movie con il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e di Endas Sardegna. Per info e prenotazioni rivolgersi al numero 3401846468.




Libri, Giuseppe Cristaldi a Sorso presenta “Annamé”

Il 25 novembre al Palazzo Baronale, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un romanzo intenso sviscera i retroscena del fenomeno proponendo una reazione sorprendente e provocatoria. La serata sarà accompagnata dalla visione del book trailer

SORSO. Dal lontano Salento una storia per riflettere ed emozionarsi, in un contesto profondamente legato alla Sardegna, tra riferimenti all’alluvione di Olbia e la “fascinazione della protagonista per il pensiero di Joyce Lussu” durante i moti del ’68 a Lecce. Giuseppe Cristaldi torna in libreria con “Annamé, la madre dei pozzi” (edizioni Besa Muci 2025), un’opera intensa che introduce un dibattito profondo e necessario sulla violenza contro il genere femminile, un tema di sempre più urgente attualità sociale. Dopo una serie di anteprime, il libro sarà presentato ufficialmente martedì 25 novembre — Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne — alle 18.30 negli spazi storici del Palazzo Baronale di Sorso.

La narrazione si distingue per la sua proposta inattesa e disincantata della risposta all’abuso. Cristaldi introduce un elemento di provocazione che invita a riflettere: l’idea che, nel frangente di ribellione, “quella stessa violenza possa essere respinta nell’immediato soltanto attraverso una risposta altrettanto violenta”.

Quella di Anna, figlia del peccato, è la storia di una contadina coriacea nata al buio di una cantina, tra le privazioni e il senso di repulsione da parte di un universo che forse non avrebbe voluto vederla nascere. Appena venuta al mondo vede affibbiarsi una sillaba sul nome, per una tipica espressione del dialetto salentino: “Anna mena” significa “sbrigati, fai presto”, ma anche “togliti di mezzo, non essere d’intralcio”.

La ragazza disseppellisce le verità a cui ha diritto, e scava pozzi profondi che a tratti la ingoiano, altre volte la sputano fuori con violenza indicibile. La trama si snoda anche attraverso personaggi simbolici come il fabbro dal nome sardo, Nanneddu, una delle figure positive della trama, e poi le inspiegabili coincidenze che spesso ci accompagnano nel corso dell’esistenza.

Anche la storia dell’autore è già di per sé curiosa e inconsueta. Noto per i numerosi successi editoriali, in particolare per Macelleria Equitalia, ha scelto di trasferirsi in Sardegna, dove vive e lavora. Cristaldi è passato da giovane elettricista a scrittore affermato, imponendosi nel panorama editoriale con “La versione di C.”, biografia di Cristiano De André (tre ristampe e presentazione al Salone del Libro di Torino). Ha fatto discutere già nel primo romanzo, “Storia di un metronomo capovolto” (sulla strage di Bologna), un volume impreziosito dalla prefazione di Franco Battiato. La particolare sensibilità verso i più deboli, è crescita per l’attività di receptionist in una RSA che si occupa di persone con demenza e Alzheimer.Tra le altre opere “Un rumore di gabbiani – Orazione per i martiri dei petrolchimici”, “Drammaturgia degli Invissuti”, “Attenti al cane”.

Il booktrailer di “Annamé” può essere visionato cliccando sul link https://www.youtube.com/watch?v=2KmYemEkZ48.




Costa Smeralda: la storia segreta che passa da Orosei

Orosei, 15 Novembre 2025 –

A Orosei, in una sala gremita che “sa di casa”, si è svolta una serata destinata a cambiare la prospettiva sulla nascita della Costa Smeralda. Protagonista dell’incontro è stato Gesuino Cherchi, maestro del legno, accolto dalla sua comunità come l’epicentro di un racconto rimasto nell’ombra per oltre sessant’anni. Accanto a lui, lo storyteller e autore del libro ” Costa Smeralda®”Fausto Farinelli ha ricostruito il sorprendente percorso che lo ha portato proprio a Orosei, sulle tracce di un artigiano che nessuno aveva mai raccontato.

Una narrazione ribaltata

L’evento ha subito messo in luce un elemento centrale: la distanza fra la narrazione ufficiale e la realtà dei fatti. Lo ha ammesso apertamente anche l’architetto Antonello Loi, confessando di non aver mai immaginato un legame diretto tra Orosei e la Costa Smeralda. Per decenni si è creduto che l’estetica smeraldina fosse un’elaborazione originale degli architetti chiamati dal Principe Aga Khan. Ma la ricerca di Farinelli ha dimostrato l’esatto contrario.

Il ribaltamento parte da una testimonianza raccolta quasi per caso: durante una conversazione con Maria Giovanna Palimodde, patron del resort  “Su Gologone”, l’autore chiede se lo storico albergo barbaricino avesse tratto ispirazione dalla Costa Smeralda. La risposta è una rivelazione: **«No, è il contrario». Da quel momento prende forma un filo che conduce alla Fondazione Sulas di Nuoro, dove l’avvocato Francesca Manca custodisce l’eredità del professor Giovanni Antonio Sulas, figura chiave nella definizione dello stile del Consorzio.

Sfogliando documenti e fotografie d’epoca, Farinelli scopre che alcuni degli elementi iconici degli alberghi — la sedia “Mungivacca”, gli arredi del Cala di Volpe e dell’Hotel Cervo — non erano stati creati da designer internazionali, ma da un falegname di Orosei. «È vivo» rivela l’avvocato Manca. «Si chiama Gesuino Cherchi». È la scintilla che sposta il baricentro della ricostruzione storica.

Il maestro del legno che plasmò un mito

La storia di Gesuino Cherchi inizia nel 1963, dopo un ritorno amaro dalla Germania. È in quell’anno che il professor Sulas si presenta nella sua bottega con un progetto di sgabello portavaligie e una richiesta: dimostrare una levigatura perfetta. La prova è severa e quasi rituale: Sulas individua persino una micro-imperfezione “che con la verniciatura sarebbe saltata fuori”. Cherchi supera comunque il test e inizia una collaborazione storica con il professore.

La domanda di arredi era così imponente da svuotare le scorte di castagno dell’isola. Cherchi racconta di aver setacciato le segherie dell’intera Sardegna, per poi doversi rifornire in Campania e Abruzzo, inaugurando una rotta commerciale che portava il legno sull’isola tramite gli stessi tir che tornavano carichi di granito.

La visione del Principe

La serata restituisce anche il ritratto di un Principe Karim Aga Khan sorprendentemente sensibile all’identità sarda. La sua filosofia — “la casa in funzione del territorio, non il territorio in funzione della casa” — ha guidato ogni scelta: dalla tutela delle piante autoctone all’impossibilità di abbattere alberi e rocce, fino al rifiuto di spianare il terreno del futuro Pevero Golf Club. Per preservare l’ambiente, si avvalse perfino di tecnologie satellitari NASA, allora utilizzate solo dall’ENI e dal governo americano.

Una rara registrazione del 1962, proiettata durante la serata, riassume perfettamente la sua intenzione: «Vogliamo fare uno sviluppo che prende tutte le cose belle della storia della Sardegna e le mettiamo sulla Costa Smeralda».

L’importanza della memoria nelle scuole

Durante il suo intervento, Fausto Farinelli ha sottolineato con forza anche un altro aspetto fondamentale: la necessità che la storia della Costa Smeralda e della visione del Principe Aga Khan venga insegnata nelle scuole. Una storia – ha ricordato – che non appartiene solo all’élite internazionale, ma alla Sardegna più autentica, fatta di artigiani, architetti, lavoratori e comunità. Secondo l’autore, portare questo patrimonio narrativo ai ragazzi significa educarli al rispetto per l’ambiente, al valore dell’altrui persona e, soprattutto, alla capacità di riconoscere e amare la bellezza in tutte le sue forme: materiali, come un arredo scolpito a mano, e immateriali, come la cura, il senso del limite e la visione che hanno guidato la nascita della Costa Smeralda.

Un dibattito vivo

Accanto ai ricordi di Pietro Moro, fondatore del primo cantiere navale di Olbia, che descrive un giovane Aga Khan agile “come un cerbiatto” sulle rocce galluresi, emerge anche una lettura critica. L’ex sindaco Giovanni Saba propone una interpretazione politica, definendo la Costa Smeralda un progetto pensato per un’élite internazionale. La discussione si accende, ma è ancora Moro a riportare la complessità del personaggio: «Il Principe non ha mai guadagnato una lira, ci ha rimesso», racconta, citando episodi di coinvolgimento umano e rispetto per i lavoratori.

Un’eredità ritrovata

L’incontro a Orosei si conclude con un momento simbolico. Quando viene chiesto a Cherchi che effetto gli faccia vedere riconosciuto il suo nome dopo tanti anni di silenzio, il maestro risponde con una semplicità che commuove la sala: «Per tanti anni sembrava che Gesuino Cherchi era morto. Mi avete resuscitato».

È in questa frase che si condensa il senso più profondo della serata: non solo la presentazione di un libro, ma un atto di riappropriazione culturale. Una storia che finalmente torna nelle mani di chi l’ha davvero costruita.




“Pani di Sardegna ad Alghero”, tre giorni di manifestazioni per una festa di tradizione, scienza e sapori antichi

Dal 28 al 30 novembre in programma laboratori, approfondimenti sul lievito madre, mostre, degustazioni e premiazioni al concorso per il miglior pane dell’isola

Un focus di approfondimento sull’olio del territorio

ALGHERO. Un fitto calendario di appuntamenti trasforma Alghero in un vero e proprio laboratorio di conoscenza del pane sardo, celebrato non solo come alimento, ma come espressione di identità, tradizione e innovazione scientifica. Dal 28 al 30 novembre la città accoglie la prima edizione di “Pani di Sardegna ad Alghero”, un evento che già si preannuncia tra i più significativi nel contesto dedicato al patrimonio agroalimentare sardo. Il cuore pulsante della manifestazione sarà a Lo Quarter, dove saranno valorizzati non solo il pane e la fermentazione naturale, elementi fondanti della cultura, della storia e della dieta dell’isola, ma anche un altro pilastro dell’agricoltura locale: il pregiato olio d’oliva del territorio.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Accademia Sarda del Lievito Madre APS-ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero e della Regione Autonoma della Sardegna, e si preannuncia come un importante appuntamento per la destagionalizzazione e la valorizzazione del territorio.

CONCORSO PANI DI SARDEGNA. Entro lunedì 24 novembre, al massimo martedì, arriveranno pani da tutta la Sardegna per partecipare al concorso per il miglior pane dell’isola, pronti a essere esposti e giudicati. Sarà allestita una mostra nei locali di Lo Quarter, suddivisa in due categorie principali che rispecchiano la duplice anima dei pani dell’Isola: da tavola e rituali, in un tripudio di forme, intagli e tradizioni che vanno dal semplice “Civraxiu” ai più complessi “Coccoi pintados”, dal “Cocarrori” alla “Semoleta esperrada” e tanti altri. Una commissione di esperti si riunirà mercoledì per esaminare e valutare le creazioni in concorso, assegnando i riconoscimenti in funzione delle caratteristiche fisiche, organolettiche e sensoriali da un lato e per la capacità tecnica e l’originalità artistica dall’altro.

PROGRAMMA. Il programma offre un ventaglio di attività che va della pratica fino all’approfondimento scientifico. Venerdì 28 novembre (dalle 16 alle 17), l’Oratorio Santa Maria La Palma si trasformerà (per tutte le giornate del weekend) in un laboratorio dedicato ai più piccoli, realizzato in collaborazione con l’Oratorio Interparrocchiale ANSPI di Santa Maria La Palma-Villassunta e il Comitato Borgata di Santa Maria la Palma.

In contemporanea, dalle 16 alle 18, negli spazi di Lo Quarter Hall si svolgerà il laboratorio-dimostrazione “Lievito Madre e Panificazione”, a cura di Porto Conte Ricerche. Il pubblico potrà assistere dal vivo alla lavorazione dell’impasto e scoprire tutti i segreti del lievito madre.

Dalle 18 alle 20, dopo l’intervento dei partner e la presentazione del programma, la classe 4^ B della Scuola primaria di Alghero “La Pedrera”, diretta dal maestro Dante Tangianu, eseguirà un breve concerto di launeddas. La serata si concluderà con la degustazione del pane a lievito madre e l’olio dei produttori di Alghero.

Sabato 29 novembre la manifestazione riprende al mattino, dalle 10 alle 13, a Lo Quarter Alghero Hall con il laboratorio di “Lievito madre e panificazione” a cura di Porto Conte Ricerche, e il laboratorio “Osservare la diversità dell’infinitamente piccolo: i microrganismi del Lievito Madre”, a cura della Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Agraria di Agraria UNISS. Un dettaglio affascinante, mostrare i microbi che animano la fermentazione, una curiosità certamente apprezzata dagli appassionati di panificazione.

Dalle 17 saranno conferite le premiazioni del concorso regionale “Pani di Sardegna” ad Alghero, nelle due categorie Pani rituali e Pani da tavola. I membri della commissione tecnica consegneranno i diplomi di partecipazione e gli attestati a personalità del mondo dei pani rituali. Finale di serata con “Bread and music”, un party che mette insieme pane, olio, musica, degustazioni a cura del Comitato algherese Ristoratori di qualità.

Anche nella mattinata di domenica 23 novembre, dalle 11 alle 13, spazio ai laboratori pratici, per un’ultima sessione a Lo Quarter Alghero Hall: “Come nasce il lievito madre” a cura dei Soci dell’Associazione Culturale Accademia Sarda del Lievito Madre e “Come nasce e si crea un pane rituale” a cura dei Soci Associazione culturale Amici dell’Accademia Sarda del Lievito Madre.

A sottolineare l’importanza dell’evento, giovedì 27 novembre la manifestazione collaborerà a un incontro tra il Gruppo Famiglia Alghero e la Fondazione Kessler di Trento, per un’azione extra evento che rafforza la collaborazione tra i Pani di Sardegna e altre importanti iniziative culturali e scientifiche.

Per tutto il periodo della manifestazione alcuni pani rituali e da tavola verranno esposti nelle vetrine aderenti all’associazione “Al Centro Storico” (Centro commerciale naturale), nelle camere aderenti a Well Come to Alghero, Domos e Consorzio Turistico Riviera del Corallo.

PARTENARIATO. L’iniziativa mette insieme un partenariato esteso che coinvolge soggetti chiave, tra i quali il Distretto rurale, Porto Conte Ricerche e il Parco di Porto Conte, oltre a un’altra numerosa serie di partner (Associazioni varie, Consorzi, Scuole, Comitati zonali, Università, Parrocchie, ecc.). Questa sinergia sottolinea l’obiettivo di promuovere un pacchetto turistico concreto che, attraverso la ricchezza del pane e dell’olio sardi, mira all’accoglienza anche fuori stagione, un obiettivo supportato attivamente dall’impegno dei tour operator locali.