“Voci d’Europa” al via dal 3 settembre

Ospiti il Vikra di Trieste, il coro di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari e il britannico The Tallis Scholars

L’evento internazionale organizzato dal Coro Polifonico Turritano farà tappa nei comuni di Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Borutta e Monteleone Rocca Doria. Coinvolte dieci tra le più prestigiose formazioni sarde

PORTO TORRES. Il Coro Polifonico Turritano presenta la 43° edizione di “Voci d’Europa”: dal 3 al 6 settembre andranno in scena ben dieci tra le più rinomate compagini di settore provenienti dal territorio regionale, due prestigiose realtà friulane come Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari, per proseguire il 24 ottobre con un evento speciale in compagnia dell’ensemble britannico The Tallis Scholars.

La manifestazione prende il via sul traghetto per l’Asinara per proseguire con la chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas, la basilica di San Gavino a Porto Torres, il borgo di Monteleone Rocca Doria e la chiesa di Santo Stefano, San Pietro di Sorres a Borutta e la Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Il programma è stato presentato oggi (27 agosto) in conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio del Nord Sardegna: «Nata per intuizione del maestro Antonio Sanna, la rassegna ha rappresentato negli anni un dialogo fecondo con le principali realtà vocali del continente europeo – ha detto la direttrice artistica Laura Lambroni –. I festival corali custodiscono infatti un valore sociale e culturale inestimabile. La polifonia non è soltanto una tecnica esecutiva, ma è diplomazia culturale, è la metafora perfetta di una comunità coesa in cui identità differenti si fondono nell’ascolto reciproco, trasformando il canto in uno strumento d’intesa tra i popoli».

«Cantare in coro significa sacrificio e, per quanto complesso e faticoso, dà emozioni e porta una gratificazione considerevole e preziosa – ha affermato la presidente del Coro Polifonico Turritano, Maria Maddalena Simile – Nel nostro format abbiamo incluso diversi eventi collaterali che permetteranno di valorizzare la cultura del territorio e gli aspetti legati alla promozione delle produzioni locali».

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Porto Torres è intervenuto l’assessore Antonello Cabitta, che ha evidenziato il grande affetto e l’orgoglio che legano la comunità al Coro Polifonico Turritano: «È una ricchezza che Porto Torres si tiene cara e un cofanetto di valori che è legato alla nostra cultura e alla nostra storia e di cui andiamo particolarmente fieri».

Il progetto è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

PROGRAMMA.

Il momento inaugurale arriva giovedì 3 settembre con il suggestivo concerto sul traghetto per l’isola dell’Asinara a cura del Coro Polifonico Turritano, seguito in serata dall’esibizione nella chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas.

Venerdì 4 settembre il nuovo palcoscenico della manifestazione saràil piazzale della chiesa di San Gavino a Porto Torres, con un’apertura all’insegna della tradizione attraverso le voci del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, per proseguire all’interno della basilica con due eccellenze internazionali: il coro Vikra di Trieste diretto da Petra Grassi, che opera sotto l’egida della Glasbena Matica ed è un punto di incontro culturale tra Italia e Slovenia, dove cantano coristi di entrambi i paesi; e il Coro Polifonico di Ruda, compagine friulana guidata da Fabiana Noro.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con una doppia performance. Prima si esibiranno all’aperto il Coro de Iddanoa Monteleone e il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e quindi all’interno della storica chiesa di Santo Stefano saranno protagonisti il Coro Hic et Nunc di Cagliari e la formazione Vikra e il Coro Polifonico di Ruda.

Domenica 6 settembre si inizia al mattino nell’incomparabile scenario dell’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta, dove il Coro Vikra si esibirà nella messa cantata, per proseguire nel concerto insieme alla Polifonica Santa Cecilia e al Coro Hic et Nunc.

L’intensa settimana del festival si chiuderà in serata alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, con il festoso “Terzo Tempo” che riunirà il Coro Santu Mauru di Sorgono, il Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, il Coro San Teodoro di Paulilatino, l’Associazione Intragnas e il Coro Polifonico Turritano.

Il gran finale è in programma per sabato 24 ottobre nella Basilica di San Gavino a Porto Torres: in collaborazione con il Festival “Nella Città dei Gremi” di Sassari e con il patrocinio del Comune di Porto Torres, il palcoscenico sarà tutto per The Tallis Scholars, la prestigiosa formazione britannica diretta da Peter Phillips, considerata un punto di riferimento a livello globale per la musica sacra rinascimentale. Sarà un epilogo di forte impatto per un festival che continua a fare della Sardegna un crocevia universale d’arte, di musica e di incontro fra culture differenti.




Altro che People Strategy: Santa Maria La Palma sommersa dalla plastica di tutta Alghero

Le fotografie parlano da sole. Montagne di sacchi, cassette e imballaggi occupano il piccolo ecocentro di Santa Maria La Palma. Formalmente si tratta di un deposito temporaneo autorizzato. Visivamente, l’effetto è quello di una discarica cresciuta nel cuore della borgata.

I residenti denunciano inoltre un odore ormai insopportabile, che rende ancora più pesante una situazione considerata vicina al collasso.

È questa l’attenzione promessa alle borgate?

Il provvedimento è l’ordinanza sindacale contingibile e urgente numero 25 del 21 agosto 2026. Nasce da una crisi nazionale della filiera del riciclo: la saturazione degli impianti ha determinato la sospensione temporanea dei conferimenti.

La causa è nazionale. La decisione di concentrare a Santa Maria La Palma il materiale raccolto in tutta Alghero è però locale.

L’ordinanza indica una produzione media di circa undici tonnellate al giorno e richiama un quantitativo di 208 tonnellate di imballaggi in plastica e materiali misti. Numeri enormi per una struttura nata come servizio di prossimità per le borgate, non come polmone di emergenza dell’intero sistema cittadino.

Alghero conta poco meno di 42 mila residenti e punta a superare nel 2026 i due milioni di presenze turistiche, dato continuamente esibito dall’Amministrazione. Ma non si possono celebrare i numeri del turismo senza predisporre servizi capaci di sostenerli. E non si può scaricare materialmente il peso dell’affollamento su una sola comunità.

Non è plastica già selezionata

L’ordinanza autorizza il deposito del rifiuto classificato con il codice EER 15.01.06: “imballaggi in materiali misti”.

Non è quindi plastica pura già separata per tipologia e pronta al riciclo, ma una frazione differenziata a monte che deve ancora essere selezionata. Le immagini mostrano sacchi dal contenuto eterogeneo, imballaggi sparsi e cumuli esposti all’aperto.

Gli abitanti conoscono bene il paradosso. Quando sono loro a portare i rifiuti all’ecocentro, raccontano che le buste vengono controllate minuziosamente dall’addetto e che un conferimento non conforme può essere respinto. Oggi, invece, la stessa area accoglie montagne di materiale proveniente da tutta la città.

Due pesi e due misure difficili da accettare.

L’ecocentro chiude, i cumuli restano

Dal 23 agosto l’ecocentro è chiuso al pubblico per consentire lo stoccaggio straordinario. Resta accessibile soltanto l’isola ecologica destinata ai normali rifiuti domestici.

Il Comune sostiene che il sito sia pavimentato, impermeabilizzato, recintato e dotato di sistemi per la raccolta delle acque. Ma questo non risponde alle domande principali: quanta capacità rimane? Come vengono controllati odori, vento, incendi e dispersione dei materiali? Quando inizierà la rimozione?

L’ordinanza prevede lo svuotamento una volta ripresi i conferimenti agli impianti, ma attribuisce al provvedimento un’efficacia di sei mesi. Non significa che i rifiuti resteranno lì per tutto questo tempo, ma impone all’Amministrazione di comunicare una scadenza certa.

Selva dia risposte alla borgata

L’assessore Raniero Selva ha le deleghe all’ambiente, all’igiene urbana e ai rapporti con quartieri e borgate. L’emergenza nazionale può spiegare il blocco degli impianti, ma non può diventare una formula con cui chiudere ogni discussione.

Selva e il sindaco Cacciotto devono chiarire quante tonnellate siano già state depositate, quale sia la capienza autorizzata, quali controlli vengano effettuati e quale alternativa sia prevista se l’emergenza dovesse continuare.

Il Comitato della borgata, davanti a una situazione ritenuta non più tollerabile, starebbe valutando azioni dimostrative per portare il problema all’attenzione della città.

La People Strategy viene presentata come una politica che mette le persone al centro. Qui sembra prevalere una strategia diversa: togliere i rifiuti dalla vista della città e trasferirli lontano dalle vetrine turistiche.

Santa Maria La Palma non può diventare il retrobottega di Alghero. Mentre in città si celebrano milioni di presenze, nella borgata crescono montagne di rifiuti e i residenti sono costretti a convivere, secondo quanto denunciano, con un odore insopportabile.

È questo il prezzo che una borgata deve pagare per salvare il decoro e l’immagine turistica della città?




STEFANO FRESI DIVENTA CITTADINO ONORARIO DI LUOGOSANTO

IL 5 SETTEMBRE SEDUTA SPECIALE DEL CONSIGLIO COMUNALE

L’attore: “Ho sempre sentito la Gallura come terra madre, Luogosanto come casa”. Dopo la cerimonia la festa in piazza Incoronazione.

Stefano Fresi, attore, tra i volti più noti del cinema italiano, compositore e musicista, diventerà cittadino onorario di Luogosanto. Il prossimo 5 settembre, alle 17, il Consiglio comunale si riunirà in seduta speciale con un unico punto all’ordine del giorno: il conferimento della cittadinanza onoraria all’attore romano, profondamente legato al paese dalle origini della sua famiglia e da un rapporto con la Gallura che ha accompagnato tutta la sua vita. Romano di nascita, Fresi è cresciuto con Luogosanto come seconda casa. Il padre era originario del paese, qui vivevano i nonni e qui l’attore trascorreva da bambino lunghi periodi, soprattutto d’estate, nello stazzo di famiglia. Un’appartenenza mai recisa e più volte raccontata pubblicamente, attraverso i ricordi dell’infanzia, il rapporto con il gallurese, i legami familiari e il ritorno costante nei luoghi delle proprie origini.

FRESI, LUOGOSANTO È CASA.  “Ho sempre sentito la Gallura come terra madre, Luogosanto come casa – dichiara un emozionato Stefano Fresi -.  In queste terre ho avuto l’imprinting di quello che per me è il senso della famiglia, il senso di appartenenza ad una terra, il senso più profondo della parola comunità”. Il 5 settembre prossimo, Fresi diventerà cittadino di Luogosanto al termine di una seduta del Consiglio comunale che si annuncia sentita e partecipata.  “L’idea che io venga chiamato a far parte ‘ufficialmente’ dei cittadini di Luogosanto – commenta Fresi – è per me motivo di orgoglio e gioia infinita. E quanto sarebbero fieri li minnanni, Bacchisi e Pitrina”. 

Parole che riportano il riconoscimento alla sua dimensione più intima, quella familiare, ma anche al significato che il Comune ha voluto attribuire alla cittadinanza onoraria: riconoscere un’appartenenza che Fresi ha continuato a custodire e a manifestare nonostante il successo e una carriera che lo ha portato ad affermarsi tra gli attori più apprezzati del panorama italiano.

PIRREDDA, CON FRESI UN LEGAME AUTENTICO. “Con Stefano c’è un legame che dura da quando eravamo ragazzini e le nostre famiglie sono sempre state legate – spiega il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda -. Ma il riconoscimento che gli conferiamo nasce soprattutto dal suo rapporto con Luogosanto. Stefano non perde occasione per parlare del paese e della Gallura, per ricordare le sue origini, anche attraverso le battute in dialetto. Lui è luogosantese e questa cittadinanza non fa che riconoscere qualcosa che la nostra comunità sente già. Nonostante il successo e la posizione che ha raggiunto, ha mantenuto i valori delle sue origini e un legame autentico con questa terra”.

LUOGOSANTO IN FESTA, STEFANO FRESI OSPITE D’ONORE. Il riconoscimento attribuito a Stefano Fresi avrà anche una dimensione pubblica e corale con ‘Luogosanto in festa – Tradizioni, identità e spettacolo nel cuore della Gallura’, la manifestazione che, conclusa la seduta speciale del Consiglio comunale, animerà piazza Incoronazione e avrà proprio l’attore come ospite d’onore. Promossa dal Comune di Luogosanto in collaborazione con la Pro Loco, la manifestazione avrà la direzione artistica e il coordinamento di Alessandro Secchi, coreografo e direttore del Gruppo Folk Civitas Mariana di Luogosanto. Sarà Secchi a raccordare i diversi momenti e protagonisti di uno spettacolo pensato come un racconto corale dell’identità: dalla musica alla danza, dai costumi tradizionali alle diverse espressioni della cultura popolare sarda. A presentare la serata sarà Giuliano Marongiu che, con il suo stile coinvolgente e il suo consolidato legame con la cultura popolare sarda, guiderà le esibizioni dei gruppi folk e delle coppie in abito tradizionale provenienti da diversi centri dell’Isola, con una significativa rappresentanza della Gallura. Sul palco si alterneranno il corpo di ballo Incantos, protagonista di coreografie ispirate alla tradizione e alla contemporaneità, i suoni antichi delle launeddas di Roberto Tangianu, le melodie dell’organetto e della fisarmonica di Peppino Bande e le voci di Cecilia Concas, Lucia Budroni e Andrea Zara che alterneranno brani della tradizione e canzoni capaci di coinvolgere il pubblico in una vera festa collettiva. Spazio anche alle bambine e ai bambini delle scuole di danza, chiamati a rappresentare simbolicamente il passaggio delle tradizioni da una generazione all’altra. Prima la solennità del Consiglio comunale, poi la piazza. Due momenti diversi legati dallo stesso filo: il rapporto con le proprie radici. Quelle che Stefano Fresi non ha mai smesso di chiamare casa.

VERSO L’APERTURA DELLA PORTA SANTA. La giornata del 5 settembre si inserisce in una cornice particolarmente significativa: la 798ª edizione della Festa Manna di Gaddura e il percorso che condurrà, due giorni dopo, all’apertura della Porta Santa del Santuario di Nostra Signora di Luogosanto. Un evento straordinario, che si rinnova soltanto ogni sette anni e che rappresenta uno dei momenti più solenni e attesi dalla comunità, richiamando nel paese pellegrini e visitatori da tutta la Sardegna. Un contesto particolare nel quale il Comune ha voluto costruire una giornata capace di tenere insieme appartenenza, memoria e cultura popolare. In questa cornice, acquista un significato ancora più forte anche la scelta di conferire proprio quest’anno la cittadinanza onoraria a Stefano Fresi. Il riconoscimento a un uomo che ha continuato a indicare Luogosanto come casa e la Gallura come ‘terra madre’ avviene in un momento in cui la comunità rinnova il rapporto con la propria storia, le proprie tradizioni e il proprio senso di appartenenza.




LA CASA SI CERCA FUORI CITTÀ: IL CASO OLBIA

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA DOMANDA VERSO LOIRI, TELTI E MONTI

L’Osservatorio Brili-Brilas: la crescita della città potrebbe diventare un’opportunità

 contro lo spopolamento

La casa si cerca sempre più fuori dalla città. È una tendenza che interessa da tempo le grandi aree urbane italiane e che comincia a delinearsi anche intorno a Olbia, dove prezzi elevati, disponibilità limitata di immobili e difficoltà di accesso agli affitti stanno progressivamente allargando il perimetro della domanda residenziale. Loiri Porto San Paolo, Telti e Monti diventano così alternative per chi continua a lavorare e ad avere nella città il proprio principale punto di riferimento, ma cerca altrove una casa compatibile con le proprie esigenze e capacità di spesa. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio dell’agenzia immobiliare Brili-Brilas di Olbia, che ha messo a confronto l’andamento della popolazione residente nei comuni della cintura olbiese con le dinamiche del mercato immobiliare.

NUOVI RESIDENTI OLTRE I CONFINI DI OLBIA

A indicare che qualcosa sta cambiando sono innanzitutto i numeri della popolazione residente. Tra il 2022 e il 2024 Loiri Porto San Paolo è passato da 3.689 a 3.800 abitanti: 111 residenti in più, pari a una crescita del 3,01%. Nello stesso periodo Monti è salito da 2.334 a 2.383 residenti, con un incremento del 2,10%, mentre Telti è passato da 2.231 a 2.248 abitanti, +0,76%. Complessivamente i tre comuni considerati guadagnano 177 abitanti, ma quasi il 63% dell’incremento netto si concentra a Loiri Porto San Paolo.

 Un dato ancora più significativo arriva proprio da Loiri: nel 2025 il Comune ha dichiarato di aver accolto 68 nuovi residenti provenienti da Olbia. Un numero che rafforza l’indicazione di una progressiva redistribuzione della popolazione nell’area che gravita intorno alla città.

“Stiamo assistendo a un allargamento del mercato residenziale olbiese – spiega Lino Mura, titolare delle agenzie immobiliari Brili-Brilas –. I confini amministrativi contano sempre meno nelle scelte di chi cerca casa. Si può abitare a Loiri o a Telti e continuare a lavorare a Olbia, utilizzare ogni giorno i servizi della città e mantenere sostanzialmente invariato il proprio centro economico e professionale. È il concetto stesso di periferia che sta cambiando”.  Loiri Porto San Paolo rappresenta, in questo senso, il caso più evidente: la vicinanza a Olbia, al porto e all’aeroporto consente di vivere fuori città senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente il luogo di lavoro, i servizi e le principali infrastrutture.

OLBIA MOTORE ECONOMICO, UN’OPPORTUNITÀ CONTRO LO SPOPOLAMENTO

Nel caso di Olbia il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a formare con il centro urbano un sistema sempre più integrato. Si può scegliere di vivere a Loiri Porto San Paolo, Telti o Monti continuando a lavorare a Olbia e mantenendo nella città il proprio principale riferimento economico e professionale. Una dinamica che, secondo l’Osservatorio Brili-Brilas, apre anche una prospettiva più ampia. La capacità attrattiva di un centro economicamente dinamico può produrre effetti positivi anche sui comuni vicini, offrendo nuove opportunità residenziali a territori che possono così intercettare una parte della domanda proveniente dalla città. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può generare opportunità anche oltre i confini comunali – conclude Lino Mura –. Se vivere a pochi chilometri dalla città consente di continuare a lavorare e a mantenere lo stesso centro di riferimento, la ricerca di una casa fuori Olbia può diventare anche un’opportunità per i comuni vicini. È una dinamica che, nel tempo, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli, riportando residenti e domanda abitativa in territori che restano strettamente collegati alla città. I numeri che abbiamo analizzato non consentono ancora di parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che merita di essere osservata”.

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA RICERCA FUORI CITTÀ

Alla base del fenomeno c’è anche il mercato immobiliare. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni a Olbia sono cresciuti sensibilmente, mentre all’aumento della domanda si sono aggiunti i maggiori costi di costruzione e, più in generale, quelli legati alla produzione di nuove abitazioni. Per molte famiglie, soprattutto quando il reddito deriva prevalentemente dal lavoro dipendente, la distanza tra capacità di spesa e prezzi richiesti è diventata considerevole. A questo si aggiunge il nodo degli affitti annuali: la disponibilità limitata di abitazioni destinate alla locazione stabile rende più complessa la ricerca di una casa per residenti, lavoratori e famiglie. Una pressione che contribuisce a spostare l’attenzione verso un territorio più ampio rispetto ai soli confini di Olbia. “Acquisto e locazione sono due facce dello stesso problema – osserva Mura –. Quando trovare una casa in città diventa più difficile o il prodotto disponibile non corrisponde alla capacità di spesa e alle esigenze della famiglia, la ricerca si allarga. Non significa necessariamente allontanarsi da Olbia: significa cominciare a considerare come parte dello stesso mercato residenziale anche i comuni che si trovano a pochi chilometri”. A spostarsi verso i comuni vicini è anche la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti, soprattutto da parte di chi cerca metrature maggiori, spazi esterni o una maggiore autonomia abitativa difficili da trovare in città a condizioni compatibili con il proprio budget. A pochi chilometri di distanza aumentano invece le possibilità di trovare immobili capaci di rispondere a queste esigenze.

OLBIA MOTORE DI UN SISTEMA RESIDENZIALE PIÙ AMPIO: I COMUNI CINTURA.

La dinamica osservata in Gallura si inserisce in una tendenza più ampia: dopo anni nei quali vivere nel centro urbano rappresentava quasi automaticamente un vantaggio, una parte della domanda immobiliare attribuisce oggi maggiore valore allo spazio, alla tranquillità, alla disponibilità di aree esterne e a una dimensione urbana meno congestionata. Nel caso di Olbia, però, il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a diventare parte di un unico sistema residenziale. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può produrre effetti sui territori circostanti – conclude Lino Mura –. La crescita dei prezzi, la difficoltà di trovare determinate tipologie di immobili e la pressione sul mercato degli affitti possono portare una quota crescente della domanda a guardare qualche chilometro più in là. I dati demografici non sono ancora sufficienti per parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che il mercato immobiliare deve cominciare a osservare con attenzione”.




Opere pubbliche ad Alghero: il tempo degli annunci e quello dei cantieri

Dal piano asfalti agli impianti sportivi, il monitoraggio incrocia dichiarazioni, scadenze e atti pubblici. Alcuni risultati sono arrivati, altri lavori procedono più lentamente del previsto. Per diverse opere manca ancora un riscontro conclusivo.

Come testata giornalistica abbiamo deciso di seguire con continuità l’attività dei politici che governano Alghero, monitorandone dichiarazioni, impegni e promesse. Metteremo a confronto gli annunci con gli atti amministrativi, le scadenze indicate e i risultati concretamente verificabili, distinguendo sempre la comunicazione politica dai fatti documentati. Non si tratta di formulare giudizi preventivi né di alimentare contrapposizioni, ma di offrire ai cittadini gli strumenti necessari per valutare, insieme e con trasparenza, l’operato di chi amministra la città.

Il monitoraggio sulle opere annunciate o rivendicate dall’assessore Enrico Daga nasce da qui. Non per negare ciò che è stato fatto, né per attribuire automaticamente ogni ritardo a una sola persona.

Un’opera pubblica attraversa molte fasi. Prima viene annunciata, poi finanziata, progettata, messa a gara e affidata. Soltanto dopo arrivano il cantiere e, alla fine, la consegna.

Sembra una distinzione scontata. Non lo è, soprattutto quando la comunicazione politica tende a raccontare nello stesso modo un finanziamento ottenuto, un progetto approvato e un lavoro realmente terminato.

Il quadro che emerge non è uniforme. Esistono cantieri avviati e risultati raggiunti. Ci sono, però, anche scadenze superate, date spostate e lavori indicati come prossimi alla conclusione per i quali non risulta ancora disponibile una certificazione finale.

Il piano asfalti: il bando esiste, ma i tempi annunciati sono saltati

Il caso più importante riguarda il piano da 1,4 milioni di euro destinato alla manutenzione straordinaria di 22 strade cittadine.

Nel settembre 2025 il progetto venne presentato con un cronoprogramma piuttosto preciso: approvazione del progetto esecutivo entro la metà del mese, procedura negoziata e aggiudicazione entro dicembre, conclusione dei lavori entro luglio 2026. Le risorse previste erano 710 mila euro provenienti dal bilancio comunale e altri 700 mila euro di finanziamento regionale.

A gennaio il calendario era già cambiato. L’Amministrazione annunciava l’affidamento tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, con l’apertura dei cantieri nel mese di marzo.

Il procedimento è poi andato avanti, ma molto più lentamente. Il 14 maggio la Luppu Srl di Orgosolo risultava aggiudicataria provvisoria. L’aggiudicazione definitiva è arrivata il 5 giugno 2026, con il CIG B976031392, ed è stata pubblicata sul portale comunale degli appalti il 9 luglio.

Il bando, quindi, non è scomparso. È stato aggiudicato definitivamente. Ciò che al momento non risulta pubblicamente documentato è il passaggio successivo: la consegna del cantiere e l’effettivo avvio delle asfaltature.

Il ritardo è evidente. L’aggiudicazione definitiva è arrivata circa 110 giorni dopo la previsione di metà febbraio. I cantieri, annunciati per marzo, non risultano ancora avviati attraverso una comunicazione ufficiale verificabile. Anche il termine indicato inizialmente per la conclusione dell’intervento — luglio 2026 — è ormai trascorso.

Le strade inserite nel piano sono distribuite tra centro, periferie e Fertilia. Nell’elenco figurano via Vittorio Emanuele, via Mazzini, via Sebastiano Satta, via IV Novembre, via Brigata Sassari, via Caravaggio, via Cagliari e via Catalogna. A nord sono previste asfaltature in viale Burruni, via Molise, via dell’Ostro, via Pacinotti, via degli Orti e via Oristano. A sud gli interventi riguardano viale Giovanni XXIII, via Fratelli Kennedy, via Anne Frank e via Enrico Mattei. A Fertilia sono compresi l’ingresso della borgata, via Zara, via dell’Istria e via Parenzo.

È corretto precisare che la delega ai Lavori pubblici appartiene all’assessore Francesco Marinaro. Daga, titolare del Bilancio e della Programmazione, non può quindi essere considerato l’unico responsabile politico dell’intero procedimento. Il piano entra comunque nel monitoraggio perché riguarda la programmazione finanziaria dell’Amministrazione e il racconto complessivo delle opere pubbliche portato avanti dall’assessore.

Palestra geodetica: il traguardo si sposta alla fine dell’anno

La nuova palestra geodetica di via XX Settembre rappresenta un altro caso nel quale i tempi sono cambiati.

Il primo lotto venne consegnato il 3 giugno 2025. Il contratto prevedeva sei mesi per realizzare il campo polivalente coperto, con un investimento iniziale di 525 mila euro.

Successivamente è stato aggiunto un secondo lotto da circa 800 mila euro. Il valore complessivo dell’opera ha così superato 1,3 milioni.

In un post pubblicato il 19 agosto, Daga ha indicato la fine del 2026 come nuova scadenza per avere la palestra completa di parquet e spogliatoi.

Il cantiere è reale e l’intervento sta procedendo. Resta il fatto che il termine originario del primo lotto è stato abbondantemente superato e che anche l’ipotesi di apertura prima dell’estate non si è concretizzata. Rispetto a quest’ultima previsione, al 19 agosto erano trascorsi almeno 59 giorni.

La nuova data da segnare sul calendario è quindi il 31 dicembre 2026. Sarà quello il momento nel quale verificare se l’intera struttura, compresi parquet, spogliatoi e accesso, sarà realmente pronta.

Tennis Club: il ritardo viene ammesso, ma manca una nuova data

I lavori di riqualificazione del Tennis Club di Maria Pia sono iniziati nel dicembre 2025. Il progetto, finanziato con oltre 300 mila euro, comprende la copertura di un campo, due campi da pickleball, nuove pavimentazioni e una pista destinata alla preparazione atletica.

Daga ha riconosciuto che i tempi si sono allungati. La spiegazione fornita riguarda una modifica richiesta dal Tennis Club durante l’esecuzione dell’opera: l’inserimento di sedute al coperto avrebbe reso necessari nuovi calcoli e ulteriori verifiche.

Può accadere che un progetto venga modificato mentre il cantiere è aperto. È una possibilità normale, soprattutto quando emergono nuove esigenze. Manca però un elemento fondamentale: una nuova data di consegna.

Il lavoro risulta avviato, ma il ritardo non può ancora essere quantificato con precisione. Finché non verrà comunicata una scadenza aggiornata, il completamento dell’opera resterà sospeso in un tempo indefinito.

Campo del Carmine: impresa annunciata a febbraio, avvio ancora da verificare

Per la riqualificazione del campo del Carmine sono stati previsti 675 mila euro. Il progetto comprende il nuovo manto in erba sintetica, la sistemazione degli spogliatoi, l’efficientamento energetico e il rifacimento dell’illuminazione.

All’inizio di gennaio era stato annunciato l’ingresso dell’impresa aggiudicataria nel mese di febbraio. Ad agosto l’intervento è stato definito «in dirittura d’arrivo».

Tra le fonti pubblicamente consultabili non è stato però individuato un riscontro aggiornato che certifichi l’effettiva apertura del cantiere. Non significa necessariamente che nulla si sia mosso. Significa, più semplicemente, che non ci sono ancora elementi sufficienti per presentare l’intervento come avviato o prossimo alla conclusione.

Rispetto alla fine di febbraio sono trascorsi almeno 172 giorni. Il prossimo passaggio da verificare sarà la consegna formale dei lavori o la presenza dell’impresa sul posto.

Stadio Mariotti: superato il cronoprogramma di 90 giorni

Il cantiere dello stadio Mariotti è partito il 17 febbraio 2026. Il primo intervento prevede la riqualificazione degli spogliatoi, la sostituzione degli infissi, il rifacimento dei servizi igienici sotto la tribuna, la messa in sicurezza delle parti esterne e il rinnovamento degli impianti.

Il cronoprogramma stabiliva 90 giorni per completare questo primo passaggio.

La scadenza cadeva intorno al 18 maggio. A fine giugno risultavano ancora in corso interventi sul terreno di gioco e sulle strutture. Ad agosto il Mariotti è stato inserito tra le opere «in dirittura d’arrivo», ma non risulta ancora pubblicata una certificazione conclusiva.

Il termine iniziale è stato superato da oltre 90 giorni. Il cantiere, dunque, è avviato e documentato; la conclusione deve ancora essere confermata.

Piscina scoperta: il risultato verificabile c’è

Non tutte le verifiche portano a un ritardo consistente. La piscina comunale scoperta di Maria Pia è stata effettivamente riaperta.

Ad aprile l’obiettivo dichiarato era rendere disponibile l’impianto entro la prima settimana di maggio. L’apertura è stata poi comunicata dal gestore il 15 maggio 2026.

Il risultato è arrivato con uno scostamento di circa otto giorni rispetto alla previsione, ma l’opera può essere classificata come conclusa e verificata. È uno dei casi nei quali all’annuncio è seguito un esito concreto e riscontrabile.

Diversa resta la vicenda della piscina coperta. Per quell’impianto è stato affidato a Sinloc Spa un percorso di accompagnamento destinato a individuare il modello per completare l’opera e renderne sostenibile la futura gestione. Al momento si tratta di una fase preparatoria: non esiste ancora un nuovo cantiere per il completamento.

Via Tramontana e PalaManchia: due situazioni differenti

Per viale Tramontana, nella cittadella sportiva di Maria Pia, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’installazione di 25 punti luce. Il finanziamento ammonta a 125 mila euro.

Il progetto esiste ed è finanziato. Devono però essere completati il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori. Non si può quindi parlare di opera già avviata.

Sul PalaManchia, invece, diversi interventi sono stati effettivamente realizzati. Nel gennaio 2025 vennero annunciati come conclusi i lavori sul parquet, sull’area di gioco e sulle tribune, con la riapertura dell’impianto per basket e calcio a cinque. Successivamente sono emersi altri problemi, in particolare sulla copertura e sull’impermeabilizzazione.

Daga oggi definisce il PalaManchia «sostanzialmente a posto» e riferisce che l’ultimo quadrante è stato pitturato. È un aggiornamento da registrare, ma l’espressione “sostanzialmente” non equivale a una certificazione di conclusione di tutti gli interventi. La verifica finale resta quindi aperta.

Non una pagella, ma un metodo

Il quadro complessivo non consente giudizi semplicistici. Sarebbe scorretto sostenere che nulla sia stato fatto. Diversi cantieri sono aperti, alcuni finanziamenti sono stati ottenuti e la piscina scoperta è tornata realmente disponibile.

Sarebbe altrettanto sbagliato, però, presentare ogni progetto approvato come un’opera realizzata. Il piano asfalti è stato aggiudicato, ma non risulta ancora avviato. La palestra geodetica ha una nuova scadenza. Il Tennis Club procede senza una data conclusiva. Carmine e Mariotti devono ancora superare la prova della consegna o della certificazione finale.

Il monitoraggio continuerà seguendo un criterio molto semplice: annotare ciò che viene promesso e confrontarlo, nel tempo, con ciò che accade davvero.

Senza pregiudizi. Senza sconti.

Perché un finanziamento non è ancora un cantiere, un cantiere non è automaticamente un’opera finita e una promessa diventa un risultato soltanto quando può essere verificata.




«Tari, l’ex sindaco Lubrano: “2.445 case per turisti pagano come abitazioni private”»

Ad Alghero ci sono 2.445 case affittate ai turisti. Fanno 7.335 posti letto, più del 70 per cento di tutta la ricettività extra-alberghiera della città. Il Comune sa quali sono, tanto che su quelle case incassa l’imposta di soggiorno.

Nel sistema tariffario dei rifiuti, però, sono abitazioni private. Come casa tua.

Da qui parte l’analisi del Piano economico finanziario 2026 che Stefano Lubrano ha messo in circolazione in questi giorni. Lubrano è stato sindaco di Alghero dal giugno 2012 fino al dicembre 2013, quando il Consiglio comunale decadde per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, ed è imprenditore nel settore turistico-alberghiero. Il suo documento, tre parti fitte di numeri, non contesta il diritto della Giunta di decidere come distribuire il costo del servizio. Contesta il fatto che nessuno abbia spiegato i numeri con cui quella distribuzione è stata costruita.

Il numero che ribalta tutto

I costi variabili sono la parte della TARI agganciata alla produzione presunta di rifiuti. Chi ne produce di più, in teoria, paga di più.

Nel 2025 quella componente era ripartita così: 69 per cento alle famiglie, 31 per cento alle imprese. Nel PEF 2026 diventa 93,99 contro 6,01.

Non è l’unico movimento. Sull’altro versante crescono i costi fissi a carico delle attività economiche, dal 40 al 54,55 per cento. Le due leve insieme producono il risultato che l’amministrazione ha annunciato: TARI dei residenti congelata, imprese con un aumento medio sopra il 13 per cento.

Fin qui è politica, e la politica si giudica. Il problema che solleva Lubrano è un altro: se il 94 per cento dei costi legati alla produzione di rifiuti viene messo in capo alle famiglie, bisogna essere sicuri che siano davvero le famiglie a produrre quei rifiuti.

Chi è impresa e chi no

Il Regolamento TARI 2026 ha una voce per gli affittacamere e una per i bed and breakfast. Sono 184 e 210, secondo l’Ufficio Turismo del Comune. Attività ufficiali, classificate tra le utenze non domestiche, come è giusto che sia.

Le locazioni turistiche brevi non hanno nessuna voce. Nessuna categoria, nessun coefficiente, niente. Restano nel calderone delle abitazioni private, cioè dentro quel 93,99 per cento.

La conseguenza, secondo Lubrano, è doppia. Una fetta dei rifiuti prodotti dal turismo viene contabilizzata come se la producessero i residenti. E il Comune si preclude l’unica leva che avrebbe potuto alleggerire il rincaro del 13 per cento su ristoranti, negozi, artigiani e sulla ricettività che le regole le rispetta.

A supporto, il documento tira fuori la composizione delle utenze domestiche. Su 29.241 utenze, 14.803 risultano intestate a una sola persona e 9.113 a due. Sommate fanno 23.916: più di otto su dieci.

«Non possiamo dire che siano tutte seconde case o locazioni turistiche», scrive Lubrano. «Ma in una città come Alghero il dato merita attenzione.»

Due numeri che non tornano

Nella relazione tecnica MTR-3, quella su cui poggia l’intera costruzione tariffaria, il documento individua due scostamenti.

Il primo riguarda la densità abitativa: la relazione parla di 42.200 abitanti e di 365 abitanti per chilometro quadrato. Ma 42.200 persone distribuite sull’intero territorio di Alghero danno circa 191 abitanti per chilometro quadrato. Per arrivare a 365 servirebbe un territorio grande poco più della metà di quello reale.

Il secondo riguarda il bacino demografico. Sommando i componenti attribuiti alle utenze domestiche nel PEF si arriva a 51.661 teste, contro i 42.200 abitanti dichiarati. Novemilaquattrocentosessantuno in più.

Su quest’ultimo punto va detta una cosa che il documento non dice. Uno scarto del genere non è di per sé un’anomalia: i regolamenti TARI assegnano d’ufficio un numero presunto di componenti alle utenze intestate a chi non risiede in città, di solito in base ai metri quadri. Dove ci sono molte seconde case la forbice è normale. Anche il dato sulla densità somiglia più a un refuso che a un vizio del procedimento.

Resta però il rilievo di metodo, e quello tiene: è lo stesso documento comunale a scrivere che quelle variabili sono servite a dimensionare il servizio e a costruire le analisi tariffarie.

Le imprese pagano adesso, il servizio arriva a ottobre

C’è poi una questione di calendario che riguarda chi lavora con le stagioni.

Il nuovo appalto di igiene urbana, affidato al raggruppamento Ciclat-Sangalli, dovrebbe entrare a pieno regime tra ottobre e novembre. L’aumento chiesto alle imprese viene motivato con più passaggi di raccolta, più spazzamento, nuovi servizi, controlli rafforzati.

Il punto è che gran parte delle attività turistiche algheresi chiude proprio a fine ottobre. Pagano nel 2026 un servizio che vedranno, nella migliore delle ipotesi, quando avranno già tirato giù la saracinesca.

Nel documento c’è anche una risposta a un argomento che sarebbe circolato tra alcuni esponenti della maggioranza: le imprese dovrebbero essere contente, perché altrove si paga di più. Per Lubrano è «un confronto verso il basso». Un’impresa guarda ai propri costi e ai propri margini, non alla TARI di Rimini.

E se nel 2027 il conto sale?

L’ultima obiezione guarda avanti. Se durante il 2026 i rifiuti prodotti risultassero più del previsto, per i maggiori conferimenti, per i rincari in discarica o per il carburante, la differenza andrebbe recuperata a conguaglio dall’anno successivo.

Sono costi variabili. Con la ripartizione attuale finirebbero quasi per intero sulle famiglie, e in particolare sui nuclei più numerosi. Oppure le percentuali verranno rimescolate un’altra volta, e a quel punto tocca di nuovo alle imprese.

La domanda con cui il documento si chiude è senza giri di parole: abbiamo protetto le famiglie o abbiamo solo spostato più in là il momento in cui qualcuno dovrà pagare il costo vero dei rifiuti?

Cosa manca per rispondere davvero

Una precisazione la dobbiamo al lettore. Lubrano lavora nel comparto turistico-ricettivo, cioè in uno dei settori che quest’anno assorbono il più 13 per cento e che guadagnerebbero dalla riclassificazione delle locazioni turistiche tra le utenze non domestiche. Non è un motivo per archiviare i suoi rilievi, che si basano su documenti pubblici e su dati dell’Ufficio Turismo comunale. È un motivo per verificarli.

Per farlo servono tre cose che oggi non sono pubbliche. Il gettito complessivo per categoria, non le sole percentuali di ripartizione. Il criterio con cui sono stati attribuiti i componenti alle utenze intestate a non residenti. E la ragione tecnica per cui 2.445 case affittate ai turisti non sono state associate ad alcuna categoria di utenza non domestica.

Le abbiamo chieste all’amministrazione comunale e a S.E.C.AL., la società che gestisce la riscossione. Le risposte, quando arriveranno, le pubblicheremo per intero.




Danza, luoghi e visioni: al via “Corpi in Movimento” XXIII

Il 27 agosto doppio appuntamento inaugurale: a Porto Ferro “Ombra” di Estemporada e al Vulcano di Ittireddu “Fortuna” di Piergiorgio Milano. Il calendario autunnale incontra Palazzo di Città

SASSARI-ITTIREDDU. Doppio appuntamento per la serata inaugurale di “Corpi in movimento – XXIII edizione”, che il 27 agosto porta in scena la compagnia Estemporada al Baretto di Porto Ferro e Piergiorgio Milano al Vulcano spento di Ittireddu.

A esordire a Porto Ferro, alle 20 sarà “Ombra / Omaggio a Michael Jackson / Runway“, una prima assoluta di Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri. Le coreografie firmate Cristian Pagliaro e Livia Lepri trasporteranno sul palcoscenico il ritmo e l’immaginario dell’alta moda e del cinema, per un travolgente omaggio al Re del Pop in uno scenario da favola affacciato sul mare.

Sempre il 27 agosto, alle 20.30 lo scenario diventa lunare sul Monte Lisiri di Ittireddu, accogliendo un’opera visionaria firmata da Piergiorgio Milano, “Fortuna“, che il coreografo interpreterà al fianco di Viviane Miehe. Lo spettacolo propone un viaggio poetico e drammatico ispirato al mare, in cui lo spettatore diventa passeggero di una nave tesa tra memorie, fragilità e resilienza.

Il festival organizzato dall’associazione Danzeventi prosegue il 29 agosto, sempre a Porto Ferro, dove alle 20.30 andranno in scena due produzioni dedicate ai nuovi talenti. La Compagnia Artemis Danza, con la direzione di Monica Casadei, presenterà “Infinitamente Mutabile“, un assolo intenso firmato da Raffaele Coppola sul tema delle maschere e delle barriere difensive dell’identità.

Subito dopo, ResExtensa Dance Company presenta “L’altro“, un lavoro firmato da Gianni Wers e interpretato da Moreno Guadalupi, che esplora le dinamiche di conflitto e individualismo della società contemporanea, fondendo la fluidità della danza con l’energia dell’house dance.

A chiudere il calendario estivo sarà l’appuntamento del 31 agosto alle 20.30 al Vulcano di Ittireddu, con una serata che vedrà protagoniste la Compagnia Zappalà Danza 2 con “LIF” e la ViDaVé Company con “Coraggio la Sfortuna non esiste”.

PROGRAMMA AUTUNNALE.

In autunno il festival si sposterà al Palazzo di Città di Sassari, proseguendo con una serie di appuntamenti ricchi di ospiti nazionali e internazionali. Il 26 settembre si esibiranno Komoko con “The Fridas” di Sofia Nappi, la Compagnia Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la Compagnia GDO con “Pre-giudizio”. Il 30 settembre sarà la volta della Compagnia BIT con “Pulse” e della Compagnia Fabula Saltica con “Risonanze”. L’11 ottobre la produzione Daniele Cipriani Entertainment presenterà “La Lalangue”, curato da Anna Lea Antolini con coreografia e regia di Giacomo Luci, interpreti lo stesso Luci e Pierre Loup Morillon con Beatrice Barison al pianoforte. La rassegna si concluderà il 17 ottobre con un triplo appuntamento che vedrà sul palco l’ASMED Balletto di Sardegna con ” Ucso”, una carezza sugli occhi”, la ARB Dance Company con “Dannatamente” e l’Albanian Dance Theater Company con “Void”.

Il festival è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Rifiuti e affitti brevi ad Alghero: il buco nero del porta a porta

INCHIESTA · RIFIUTI E TURISMO

Ad Alghero il porta a porta funziona per chi resta. Il problema sono le migliaia di ospiti che passano da una casa vacanza senza mastello e senza calendario. A Olbia la differenziata è scesa dal 75 al 65 per cento in tre anni. Cosa fanno gli altri comuni turistici e cosa manca nel nuovo appalto da 118 milioni.

Alghero, 16 Agosto 2026 – di Fausto Farinelli

Un sacchetto della spazzatura, in via Sardegna, è rimasto sul marciapiede per giorni. L’ha raccontato una turista in una lettera aperta, a metà luglio. Nessuno l’ha ritirato, e la ragione è ineccepibile: non era dentro il mastello. La regola dice così.

Via Sardegna è una delle strade di Alghero con la più alta concentrazione di B&B e affittacamere. Quel sacchetto non racconta un episodio di inciviltà. Racconta il punto preciso in cui il sistema di raccolta smette di funzionare.

Un patto che l’ospite non ha firmato

Il porta a porta si regge su un accordo implicito. Il Comune passa a orari fissi, tu esponi il contenitore giusto la sera prima. Funziona perché chi vive in una casa ci resta abbastanza a lungo da imparare il calendario, e perché il mastello gliel’hanno consegnato a domicilio.

Uno che arriva venerdì sera e riparte lunedì mattina non impara niente. Il kit non ce l’ha. Non sa che l’umido si espone dalle 20 del giorno prima. Non sa dov’è l’ecocentro. Molto spesso non parla italiano. E il proprietario, che magari vive a Milano e gestisce la casa da un’app, non ha nessun motivo pratico per preoccuparsene: la multa, quando arriva, arriva raramente e comunque non a lui.

C’è poi la parte fiscale, di cui non parla quasi nessuno. Il regolamento TARI di Alghero, come quello di mezza Italia, prevede che se l’immobile viene utilizzato per meno di sei mesi nell’anno solare il tributo lo paghi soltanto il possessore. L’ospite non è mai soggetto passivo. Nessuno, ovviamente, pensa di volturare la TARI a ogni prenotazione. Ma il risultato è questo: un appartamento affittato duecento notti l’anno a duecento persone diverse, sui registri comunali, resta un’utenza domestica come quella di una coppia di pensionati.

A Olbia i numeri si vedono già

120 chilometri più in là, la stessa dinamica ha lasciato tracce misurabili.

La raccolta differenziata di Olbia era al 75 per cento nel 2021. Poi 73 nel 2022, 67,8 nel 2023, 65,59 nel 2024. Una discesa costante, mentre la Sardegna nel suo insieme saliva verso il 76,5 per cento. Ricostruendo gli indirizzi della giunta nel marzo 2025, La Nuova Sardegna metteva tra le cause il sacchetto selvaggio, figlio del dilagare degli affitti brevi su seconde case «spesso non dotate di mastelli e a volte sconosciute alle banche dati della Tari».

Sconosciute alle banche dati. Vale la pena rileggerla, quella frase.

Il centro studi di UniOlbia ha provato a misurare la pressione vera: 14.500 seconde case a Olbia, 9.500 ad Arzachena, 9.300 a San Teodoro. E siccome all’Istat i dati li comunica circa la metà delle strutture ricettive, mentre le seconde case non entrano proprio nel conteggio, le presenze reali sono verosimilmente il doppio di quelle ufficiali.

L’appalto olbiese era stato costruito su previsioni che quell’impatto lo sottostimavano. La giunta ha dovuto rifare i conti e il costo annuo è passato da 18 a 24 milioni, con l’aumento della Tari a seguire. Un comitato di residenti, pochi giorni fa, l’ha messa giù senza tecnicismi: paghiamo una tassa che cresce ogni anno per un servizio che peggiora, e ci chiediamo tutti come facciano le case vacanza a smaltire i rifiuti.

Chi ha smesso di fingere

Qualche comune ha preso atto che il porta a porta non può funzionare per chi si ferma tre giorni, e ha aperto un canale parallelo.

Viareggio ha le isole ecologiche informatizzate, le Cam: strutture chiuse riservate alle utenze domestiche non residenti, con badge elettronico nominativo consegnato insieme al kit. La motivazione è scritta nero su bianco dal gestore: servono nelle zone con molte utenze non residenti o forti flussi turistici, dove rispettare i calendari è materialmente impossibile. C’è pure un tetto, 52 conferimenti l’anno per l’indifferenziato, che è già una tariffa puntuale in embrione.

Oristano rilascia una tessera magnetica per l’accesso alle isole ecologiche ai proprietari di immobili locati a turisti per periodi sotto i trenta giorni. Categoria riconosciuta, canale dedicato.

Terni, con fondi Pnrr, ha attivato cinque isole scarrabili pensate per le attività turistiche: si aprono con un QR code o con una tessera numerata distribuita a B&B e case vacanza.

All’Isola d’Elba le isole ecologiche stanno nei punti di maggior transito e si aprono con la tessera sanitaria. Sono fatte per i turisti in partenza, quelli che hanno in mano i rifiuti del soggiorno e nessun posto dove metterli.

San Teodoro ha scelto la strada opposta, e altrettanto sensata. Dal primo giugno al 30 settembre, in due vie del centro, ha vietato l’esposizione dei mastelli su strada e ha messo un eco-punto presidiato, aperto sette giorni su sette dalle 18 alle 21. Nessun bidone sul marciapiede e una persona in carne e ossa che spiega dove va cosa.

Ma la tessera, da sola, non basta

Va raccontato anche il rovescio, altrimenti sembra tutto facile.

A Rimini il sistema ruota attorno alla Carta Smeraldo e ai cassonetti informatizzati Smarty. Nel centro storico Hera ha dovuto disattivare temporaneamente l’accesso con tessera alle isole interrate: troppi studenti, lavoratori fuori sede, turisti e proprietari di seconde case non avevano mai ritirato le dotazioni, malgrado le campagne ripetute. A Misano, per lo stesso motivo, hanno piazzato un ecopoint temporaneo il sabato mattina nella zona turistica di Portoverde, apposta per consegnare le tessere ai non residenti.

Sui controlli, invece, la Romagna è tra le più dure d’Italia: 93 sanzioni dall’inizio del 2026, 200 euro per le utenze domestiche e 400 per quelle non domestiche, con apertura materiale dei sacchetti abbandonati per risalire ai responsabili attraverso documenti e bollette.

Cosa cambia ad Alghero, e cosa resta scoperto

Il nuovo appalto di igiene urbana, aggiudicato al raggruppamento Ciclat Trasporti Ambiente e Sangalli Giancarlo & C. per 118,2 milioni su otto anni più uno, contiene parecchie cose che vanno nella direzione giusta.

Il porta a porta viene esteso a tutto il territorio comunale. Il servizio estivo passa da quattro a cinque mesi. In centro storico arriva un passaggio notturno nei periodi di maggiore affluenza e, soprattutto, sono previsti contenitori smart ad accesso controllato per ogni frazione, con svuotamento quotidiano. Gli ecocentri aprono anche la domenica. Ci sono 400 nuovi cestini a bocca stretta, oltre 200 fototrappole, un front office in via Tarragona, il Centro del Riuso a Galboneddu. Con gli stagionali l’organico è salito a 142 unità. L’assessore all’Ambiente Raniero Selva punta a superare l’80 per cento di differenziata: oggi Alghero è al 72,2 (dato Ispra 2024), sotto la media regionale.

Tra le attività preliminari del nuovo appalto ci sono il censimento delle utenze domestiche e l’aggiornamento delle banche dati. È il pezzo più importante di tutta l’operazione ed è quello di cui si parla meno.

Perché la domanda che il capitolato lascia aperta è una sola: i contenitori smart del centro storico, a chi saranno abilitati? Solo agli intestatari Tari, come a Rimini nella prima fase, oppure anche a chi gestisce una locazione turistica? E l’ospite di passaggio, quello senza tessera né badge né mastello, dove conferisce alle sette del mattino di un martedì di agosto?

Nei documenti pubblici consultabili non c’è risposta. Il regolamento comunale si limita ad attribuire al proprietario dell’immobile la responsabilità di mettere l’ospite in condizione di differenziare. Una formula corretta e finora rimasta sulla carta.

Le isole ecologiche del porto ridotte a discariche a cielo aperto a inizio luglio, i mobili e i sacchi fotografati dal Comitato Suolo Pubblico Bene Comune la domenica del 28 giugno tra piazza del Teatro, via Roma e vicolo del Teatro: è sempre la stessa storia, vista da angolazioni diverse.

Chi paga davvero

Alghero ha stimato in 2,4 milioni di euro il gettito annuo atteso dall’imposta di soggiorno e dal novembre 2025 ne ha eliminato la stagionalità, rendendola valida tutto l’anno. Quel gettito, per legge, va a interventi in materia di turismo, manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali, e ai relativi servizi pubblici locali. Nelle riunioni con gli operatori l’amministrazione ha assicurato che le risorse aggiuntive andranno su decoro urbano, verde, pulizia delle spiagge, marketing ed eventi.

“Decoro urbano” è una voce abbastanza larga da comprendere la gestione dei rifiuti nelle zone a maggiore pressione turistica. Quanto ci finisce dentro, di quei 2,4 milioni, si può sapere solo leggendo gli impegni di spesa, che lo stesso regolamento comunale prevede vengano pubblicati.

Sull’altro versante la leva esiste già, e non è comunale. Dal primo gennaio 2025 il Codice identificativo nazionale è obbligatorio per tutte le strutture ricettive. Nel luglio dello stesso anno la Guardia di finanza ha condotto ad Alghero una verifica su affitti brevi e strutture ricettive, chiusa con sanzioni per 16mila euro: sotto controllo il Cin, le comunicazioni ad Alloggiati Web e i versamenti dell’imposta di soggiorno, con ricostruzione dei redditi non dichiarati incrociando i dati delle piattaforme di intermediazione.

Quell’incrocio (Cin, Alloggiati Web, portale Staytour dell’imposta di soggiorno, ruolo Tari) è quanto servirebbe per sapere quante case vacanza ci sono davvero ad Alghero, dove stanno e quanti rifiuti producono. I dati esistono. Non risulta che siano mai stati usati per dimensionare il servizio di igiene urbana.

Le domande che restano

Quante utenze Tari, ad Alghero, risultano come locazioni turistiche o strutture extra-alberghiere, e quante di queste sono state incrociate con l’elenco dei Cin attivi in città? Il censimento condotto nella fase preliminare del nuovo appalto ha trovato immobili affittati ai turisti e assenti dal ruolo? I contenitori smart del centro storico saranno accessibili ai gestori delle locazioni brevi, e con quale strumento? Esiste un kit informativo multilingue per gli ospiti, e chi ha l’obbligo di consegnarlo? Quanto vale il Pef 2026 e quale coefficiente è stato applicato alle utenze non domestiche a vocazione ricettiva?

Sono le domande che questa redazione ha rivolto all’amministrazione comunale, a S.E.C.AL. e al nuovo gestore del servizio. Per il valore del Piano economico finanziario e per il dettaglio tariffario, che non risultano pubblicati, è in preparazione una richiesta di accesso agli atti.

I dati sulla raccolta differenziata provengono dal Catasto Rifiuti Ispra, ultimo aggiornamento disponibile 2024. I dati sulle seconde case in Gallura sono elaborazioni del centro studi UniOlbia su base Istat. Le informazioni sul nuovo appalto algherese sono tratte dagli atti comunali e dalle dichiarazioni dell’assessorato all’Ambiente.

I numeri

  • 72,2% — raccolta differenziata di Alghero nel 2024 (Ispra), contro il 76,5% della media sarda
  • 118,2 milioni — valore del nuovo appalto di igiene urbana, otto anni più uno
  • 80% — obiettivo dichiarato dall’amministrazione
  • 65,59% — differenziata di Olbia nel 2024, dal 75% del 2021
  • 14.500 — seconde case a Olbia (elaborazione UniOlbia su dati Istat)
  • 2,4 milioni — gettito annuo atteso dall’imposta di soggiorno ad Alghero
  • 6 mesi — sotto questa soglia di utilizzo la Tari la paga solo il proprietario







Il Paradosso del Decoro – Inchiesta Rifiuti Città Turistiche









Il Paradosso del Decoro


🔍 Dossier Inchiesta Speciale

Dati ISPRA 2024/2025

Turismo di Massa e la Sfida Invisibile dei Rifiuti Urbani

Come le località costiere affrontano la triplicazione estiva della popolazione. Un’indagine approfondita sul modello ibrido di Alghero, sul confronto con le grandi riviere italiane e sui nodi dell’evasione fiscale negli affitti brevi.

Produzione Italia
29,9 M t
+2,3% vs anno prec.

Sardegna RD %
76,6 %
3ª Regione più virtuosa

Appalto Alghero
118 M €
Durata 8+1 Anni (Ciclat)

Posidonia PNRR
20.000 t/a
Impianto Soil-Washing

CAPITOLO I

MACRO-TERRITORIALE

Il Contesto Nazionale e l’Anomalia Virtuosa Sarda

L’analisi dei dati ufficiali forniti dal Catasto Nazionale Rifiuti dell’ISPRA rivela una ripresa della produzione complessiva di rifiuti urbani (+2,3%), direttamente legata alla crescita dei consumi e al pieno ripristino dei flussi turistici post-pandemici. Sebbene la media nazionale di Raccolta Differenziata (RD) si attesti al 67,69% (superando il target normativo del 65%), persiste un marcato divario geografico. In questo panorama, la Sardegna rappresenta un’eccellenza collocandosi al terzo posto nazionale col 76,6%, ma affronta nei comuni costieri picchi pro-capite estremi.

Produzione Pro Capite e Raccolta Differenziata (2024)

Dati ISPRA

I dati evidenziano come la produzione pro-capite aumenti nel Centro e nelle zone a forte impatto turistico, mascherando il reale volume procapite generato dai visitatori.

Il Paradosso della “Popolazione Equivalente”

Le statistiche ufficiali dividono i rifiuti prodotti per la sola popolazione residente anagrafica. Nei comuni turistici ciò provoca un’impennata fittizia dell’indicatore pro-capite:

  • Media Nazionale:
    507,9 kg/ab. anno
  • Provincia di Rimini:
    ~755 kg/ab. anno
  • Alghero (Resid. 42k):
    >550 kg/ab. anno
  • Arzachena (Picco estivo):
    >1.000 kg/ab. anno

Menzione Legambiente “Comuni Ricicloni Costieri”

Per neutralizzare questa distorsione, Legambiente applica un correttore matematico per i comuni dove la popolazione estiva aumenta di oltre il 30%, premiando chi mantiene oltre l’80% di RD durante i picchi estivi.

CAPITOLO II

CASE STUDY VERTICALE

Il Modello Alghero: Progettazione, Tecnologie e Nodi Logistici

Alghero (Riviera del Corallo) rappresenta un laboratorio emblematico: deve conciliare un centro storico medievale a viabilità ristretta, chilometri di litorale sabbioso, vaste borgate agricole nella Nurra e un afflusso turistico che quadruplica le presenze estive.

L’Appalto Titanico
118,2 Milioni €

Aggiudicato al RTI Ciclat Trasporti Ambiente + Sangalli Giancarlo per 8 anni (+1 opzionale). Avvio a regime definitivo da gennaio 2026.

Stagionalità Estesa
5 Mesi Intensivi

Potenziamento dei servizi estivi esteso dal 15 maggio al 15 ottobre per coprire il prolungamento effettivo della stagione turistica.

Innovazione & Decoro
Mezzi Elettrici & HVO

400 nuovi cestini stradali, cassonetti smart con sensori volumetrici nel Centro Storico e mezzi elettrici/HVO per l’azzeramento dell’impatto acustico/ambientale.

🔄 Architettura Integrata: Domiciliare e Sistemi di Backup Flessibili

Il modello domiciliare “porta a porta” puro soffre della rigidità del calendario per i turisti in partenza. Alghero ha strutturato una rete di backup multilivello per garantire valvole di sfogo legali h24.



Postazioni Fisse (Via De Gasperi / Cimitero):

Accesso controllato mediante identificazione elettronica: Tessera Sanitaria per i residenti o badge magnetico fornito dagli host regolarmente registrati agli ospiti stranieri. Dotate di sensori volumetrici che segnalano la saturazione in tempo reale.

Innovazione Economia Circolare (PNRR 5M€)

L’Impianto per il Trattamento della Posidonia Spiaggiata

Realizzato nell’area industriale di San Marco (CIPSS & Gruppo Esposito), questo impianto trasforma una biomassa percepita come rifiuto in risorsa grazie a un brevetto di soil-washing da 20.000 t/anno (110 t/giorno).

1. Prelievo Arenili
Raccolta banquettes miste a sabbia e microplastiche

2. Soil-Washing
Lavaggio ad alta pressione e separazione idraulica

3. Recupero Sabbia
Sabbia depurata (fino al 60%) restituita alle spiagge

4. Valorizzazione Biomasse
Compost agricolo & Pannelli isolanti acustici

⚠️ Criticità: Saturazione di Scala Erre e il Trasferimento a Tossilo

A causa della saturazione della discarica consortile di Scala Erre, la Regione Sardegna ha disposto il dirottamento del 60% dell’indifferenziato verso il termovalorizzatore di Tossilo (Macomer). Il trasporto su gomma genera un extracosto logistico stimato in circa 500.000 €/anno per il bacino di Sassari-Alghero, mettendo sotto pressione il Piano Economico Finanziario della TARI.

CAPITOLO III

ANALISI COMPARATIVA

Benchmark nei Principali Poli Turistici Italiani

Ogni costa italiana ha adottato strategie differenziate per coniugare decoro e turisti. Confronta il modello di Alghero con Rimini (cassonetti smart), Gallipoli (criticità salentine), Jesolo (gestione impurità) e Vieste.

Filtra per città:





CAPITOLO IV

LEGISLAZIONE & SOMMERSO

Affitti Brevi, Codice CIN e l’Evasione Tariffaria

Gli appartamenti destinati a locazione breve non dichiarati operano come utenze domestiche fittizie, sfuggendo alle tariffe maggiorate e privando gli ospiti dei kit per la differenziata. Questo genera l’abbandono notturno dei sacchi e il collasso dei cestini stradali.

🚨 Il Meccanismo del Collasso Urbano

1. Omessa Dichiarazione: L’host non registra l’immobile come utenza ricettiva non-domestica TARI per eludere il fisco.
2. Assenza di Strumenti: L’ospite non riceve i mastelli con codice a barre né la card per le ecoisole automatizzate.
3. Scarico Illecito: Il turista in partenza abbandona i sacchi indefferenziati presso i cestini stradali o nei vicoli.

🛡️ La Risposta: Legge 191/2023 & Codice CIN

L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) obbligatorio negli annunci online e all’esterno degli stabili consente l’incrocio telematico tra banche dati:

  • Incrocio dati: CIN ↔ Portale Alloggiati Web ↔ TARI ↔ Imposta di Soggiorno.
  • Sanzioni CIN: Da 800 € a 8.000 € per assenza di codice.
  • Sanzioni SCIA: Fino a 10.000 € per carenza di segnalazione amministrativa.
  • Fototrappole: Videosorveglianza ad alta tecnologia per sanzionare gli abbandoni nelle periferie.

CAPITOLO V

ARCHITETTURA FINANZIARIA

Tariffe TARI, Regolazione ARERA e Imposta di Soggiorno

Sotto il Metodo Tariffario Rifiuti (ARERA MTR-2), il 100% dei costi del Piano Economico Finanziario (PEF) deve essere coperto integralmente dalla TARI, senza sussidi dal bilancio generale. I comuni turistici devono coprire gli extracosti estivi sterilizzando l’impatto sulle famiglie residenti.

Costo Medio TARI Familiare per Regione (2023)

Dati Cittadinanzattiva

Composizione della Bolletta TARI

1. Quota Fissa: Superficie calpestabile (m²) × Tariffa base (copre ammortamenti e spazzamento).

2. Quota Variabile: Numero dei componenti del nucleo (o coefficienti presuntivi Kd per le attività commercial).

3. Tributo TEFA: Addizionale obbligatoria del 5% per la Città Metropolitana/Provincia.

La Leva dell’Imposta di Soggiorno

Ad Alghero e in grandi mete balneari, la TARI domestica è stata sterilizzata. Le amministrazioni propongono di destinare quote dell’Imposta di Soggiorno per coprire i turni straordinari di nettezza urbana estiva, riequilibrando il carico fiscale tra cittadini stanziali e visitatori.

Il Paradosso del Decoro • Inchiesta Rifiuti

Focus sul Comune di Alghero e Benchmark Città Turistiche

Elaborazione dati basata su fonti ISPRA, ARERA, Cittadinanzattiva & Comune di Alghero

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Gala Night 2026 al Cala di Volpe: una notte con Katy Perry nel cuore della Costa Smeralda

Tra gli ospiti lo sceicco Faisal Al Thani. Poi gli incontri, i selfie, le battute e un gesto della popstar che racconta forse meglio di ogni altro la magia del Gala Night 2026.

Di Fausto Farinelli

Porto Cervo 12 Agosto 2026

Anche quest’anno ho avuto il privilegio di essere invitato come “stampa” al Gala Night del Cala di Volpe. E ogni volta, mentre percorro la strada che porta all’hotel, ho la sensazione di andare incontro a qualcosa che conosco e che, allo stesso tempo, riuscirà ancora a sorprendermi.

Sono le 20.15 quando arrivo nella hall. È da qui che, in qualche modo, comincia lo spettacolo prima dello spettacolo.

Ritrovo i colleghi delle diverse testate sarde, ci si saluta, si scambiano impressioni e intanto si osserva quel continuo via vai di ospiti che attraversano l’albergo per raggiungere la piscina. È lì che è stato allestito il cuore della serata: il palco, i tavoli, il grande buffet e una macchina organizzativa pronta ad accogliere oltre quattrocento persone.

Il Gala Night del Cala di Volpe non è semplicemente un concerto.

Negli anni da questo palco sono passati artisti internazionali come Elton John, Ricky Martin, OneRepublic e Jennifer Lopez. Nomi che hanno contribuito a trasformare questa serata in uno degli appuntamenti simbolo dell’estate della Costa Smeralda.

Nel 2026 tocca a Katy Perry.

Ma prima che si accendano le luci sul palco c’è un altro spettacolo, più discreto e forse proprio per questo interessante: quello degli incontri.

Saluto vecchi amici, incrocio il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. Tra gli ospiti c’è anche lo sceicco Faisal Al Thani. La sua presenza assume inevitabilmente un significato particolare in un luogo legato agli investimenti del Qatar nella Costa Smeralda.

Come faccio sempre, mi guardo intorno. Cerco volti conosciuti.

A un certo punto, insieme ad alcuni colleghi, incrocio Matteo Renzi.

È ospite del Cala di Volpe e racconta che, per la prima volta, quest’anno assisterà al concerto. La conversazione nasce quasi per caso e in pochi minuti diventa uno dei momenti più divertenti della serata.

Gli chiedo perché sia lì.

La risposta porta a un altro protagonista inatteso della notte: Justin Trudeau 23º Primo ministro del Canada dal 2015 al 2025. È stato proprio Trudeau, racconta Renzi, a suggerirgli di raggiungerlo in Sardegna.

E così ci ritroviamo a parlare tutti insieme.

Politica? Solo in parte.

La conversazione prende subito una piega molto più leggera. A Renzi lancio una battuta:

«Dal concerto di De André a quello di Katy Perry è un salto quantico».

Ride.

E replica, altrettanto rapidamente:

«Sì, però non confondere i due Matteo».

Una battuta tira l’altra. Si parla, si scherza e per qualche minuto scompaiono ruoli e formalità.

Poi succede qualcosa che rende perfettamente l’atmosfera.

Justin Trudeau prende direttamente il telefono di un collega e scatta un selfie con tutti noi.

Una di quelle immagini che non programmi e che, proprio per questo, finiscono per raccontare una serata molto meglio di tante fotografie ufficiali.

Poi arriva il momento che tutti aspettano.

Ci spostiamo verso il palco.

Le luci cambiano, la musica sale e quando Katy Perry entra in scena il Gala Night cambia improvvisamente ritmo.

La piscina del Cala di Volpe diventa una grande platea a cielo aperto. Il pubblico si alza, canta, balla. A pochi metri dal palco si percepisce tutta l’energia di una popstar abituata ai grandi concerti internazionali.

Ma il momento che mi rimane maggiormente impresso arriva alla fine.

Ed è qualcosa che, personalmente, non ricordo di aver visto nelle precedenti edizioni.

Terminato il concerto, Katy Perry non si limita a salutare il pubblico dal palco.

Scende.

Va verso le persone che per tutta la sera hanno lavorato dietro le quinte. Camerieri, cuochi, personale dell’hotel, addetti ai lavori.

Stringe mani, saluta, ringrazia.

Poi entra letteralmente in mezzo alla gente e conclude la sua presenza al Cala di Volpe circondata dal pubblico.

È un gesto semplice, quasi fuori copione, ma probabilmente è proprio per questo che resta impresso.

Perché dietro una serata di questo livello ci sono centinaia di persone che lavorano per giorni affinché, agli occhi degli ospiti, tutto sembri naturale.

E per qualche minuto la star internazionale sembra voler riconoscere proprio loro.

Poi arriva l’ultimo atto.

Il cielo sopra il Cala di Volpe si illumina con gli ormai celebri fuochi d’artificio. La musica, la piscina, le luci dell’hotel e i colori che esplodono sopra la baia costruiscono quell’immagine che, anno dopo anno, continua a identificare una certa idea della Costa Smeralda nel mondo.

Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding, usa spesso una definizione che trovo particolarmente efficace: il Cala di Volpe è una destinazione nella destinazione.

Difficile trovare una sintesi migliore.

Ferraro è naturalmente presente alla serata insieme ai vertici di Smeralda Holding, in una notte che ancora una volta mette insieme ospitalità, spettacolo, alta cucina e quella capacità di costruire un’esperienza che va ben oltre il semplice concerto.

Anche il cibo fa parte dello spettacolo.

La qualità è quella che ci si aspetta dal Cala di Volpe, ma ciò che colpisce è ancora una volta la presentazione: elegante, curata, talvolta quasi subliminale. Nulla sembra essere lasciato al caso, eppure nulla dovrebbe dare l’impressione di essere costruito.

È forse questo uno dei segreti di serate come questa.

Quando intorno all’una del mattino lascio il Cala di Volpe e rientro in albergo, ripenso agli incontri, alle battute con Renzi, al selfie improvvisato da Trudeau, all’energia di Katy Perry, al suo gesto verso i lavoratori e ai fuochi che hanno chiuso la notte.

Sono stato al Gala Night diverse volte.

Eppure, anche questa volta, ho le netta la sensazione di aver vissuto qualcosa che non è stato semplicemente un concerto.

È stata una di quelle notti nelle quali la Costa Smeralda riesce ancora a mettere insieme persone, luoghi e situazioni apparentemente lontanissimi tra loro.

E a trasformarli, per qualche ora, in un’unica storia.

Una storia che vale la pena raccontare.

Il mio ringraziamento va ancora una volta a Smeralda Holding per l’invito e per avermi permesso di essere testimone, anche quest’anno, di una delle notti più attese dell’estate smeraldina.




A La Maddalena il jazz del Michael Kanan Quartet

Il 17 agosto l’evento organizzato da Contrapunctum ETS e dalla Sound Music Association con la direzione artistica di Bruno Brozzu. Ad affiancare il celebre pianista statunitense ci sarà il Simone Faedda Trio

LA MADDALENA – Un appuntamento imperdibile per gli amanti del grande jazz acustico si prepara ad animare il cuore dell’isola. Lunedì 17 agosto, alle 21.30, il Palazzo Comunale di La Maddalena ospiterà il concerto del Michael Kanan Quartet, una produzione di altissimo profilo inserita nel calendario ufficiale del Contrapunctum Jazz Festival.

L’iniziativa, firmata dalla direzione artistica di Bruno Brozzu, è organizzata dall’associazione culturale Contrapunctum ETS in collaborazione con la Sound Music Association e si avvale del contributo del Ministero della Cultura e del Comune di La Maddalena.

Sul palco, ad affiancare il celebre pianista statunitense, ci sarà il Simone Faedda Trio, dando vita a un incontro artistico intenso e ricco di suggestioni. Michael Kanan è riconosciuto come uno dei pianisti più eleganti, sensibili e profondi della scena jazzistica internazionale. Nato a Boston ma newyorkese d’adozione dal 1991, Kanan ha costruito una carriera luminosa basata su una devozione assoluta verso la tradizione e su un’incessante ricerca espressiva.

La sua identità musicale affonda le radici nella leggendaria scuola di Lennie Tristano, assimilata attraverso gli insegnamenti dei maestri Harvey Diamond e Sal Mosca. Da questa importante eredità Kanan ha tratto il rigore del pensiero compositivo, la cura maniacale per il fraseggio e la spinta a sviluppare un linguaggio intimamente personale. Il suo stile, pur nutrendosi della linfa vitale dello swing e del bebop, si distingue per una nitidezza melodica disarmante, un’armonia raffinata e un senso del ritmo fluido e naturale.

Nel corso degli anni il pianista americano ha condiviso il palco e lo studio di registrazione con autentici giganti del panorama mondiale, da Lee Konitz a Kurt Rosenwinkel, fino a Mark Turner, Peter Bernstein, Jorge Rossy e Jimmy Scott, oltre a figurare come storico accompagnatore e colonna portante del suono della celebre vocalist Jane Monheit. Capace di coniugare essenzialità, spontaneità ed equilibrio formale, il pianismo di Kanan incarna una delle testimonianze più vive e autentiche del jazz acustico moderno, abile nel proiettarsi verso il futuro senza mai smarrire il legame viscerale con la propria storia. Per maggiori informazioni contattare [email protected].