Mater Olbia Hospital, al via il nuovo centro chirurgia bariatrica
Dal 29 maggio, un team multidisciplinare guidato dalla Dott.ssa Berta e dal Prof. Verbo offrirà un percorso completo contro l’obesità. Sarà il solo centro attivo del nord Sardegna
Olbia, 27 maggio 2025 – Il Mater Olbia Hospital (MOH) annuncia la riattivazione del servizio di chirurgia bariatrica, istituito per far fronte sul territorio alla crescente domanda di cura di una patologia in costante aumento nella popolazione. A guidare il team multidisciplinare la Dott.ssa Rossana Berta, già responsabile della chirurgia bariatrica del Gruppo San Donato a Milano, insieme al Prof. Alessandro Verbo, Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale del Mater Olbia Hospital; parte dell’équipe anche il Dr. Mattia Bez, formatosi in chirurgia Bariatrica presso l’Università di Bruxelles, ULB. Il team di lavoro, composto da chirurghi, nutrizionisti, psicologi, cardiologi, internisti, anestesisti, infermieri specializzati ed eventuali ulteriori specialisti in base alla singola storia clinica, permette di offrire una valutazione che consenta di individuare il tipo di procedura più adatta in ogni singolo caso. L’intervento chirurgico è infatti un passo importante di un percorso che richiede modifiche allo stile di vita a lungo termine.
“La riapertura del reparto è un passo importante per combattere una malattia in costante crescita. La chirurgia bariatrica si conferma, anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, come un’opzione più efficace a lungo termine rispetto ai farmaci per il controllo del peso, con vantaggi sia clinici che economici,” ha dichiarato il Prof. Verbo.
“La chirurgia bariatrica prevede un insieme di interventi fondamentali per i pazienti affetti da obesità patologica, sia per eliminare l’eccesso di adipe, sia per prevenire o curare le patologie associate all’obesità,” commenta la Dott.ssa Berta. “Questo tipo di intervento procura in media un calo ponderale del 70% dei chili in eccesso, ma la perdita di peso può variare in relazione all’età, alla statura, al genere e alla storia clinica del paziente.”
Il servizio ripartirà ufficialmente con il primo intervento il 29 maggio 2025, con l’obiettivo di eseguire inizialmente 100 interventi l’anno, con un incremento graduale fino a 200.
Il Mater Olbia Hospital sarà così l’unico centro di chirurgia bariatrica attivo nel Nord Sardegna, affiancandosi a quello già presente a Cagliari.
“Un risultato importante che permetterà di ridurre sensibilmente la mobilità passiva dei pazienti sardi, costretti finora a rivolgersi a strutture fuori regione. La riapertura di questo reparto si inserisce nella mission del MOH volta a un supporto fattivo del territorio anche attraverso la cura di patologie complesse, al momento non sufficientemente coperte da altre strutture sanitarie in Sardegna,” ha commentato Dr. Marcello Giannico, Amministratore Delegato del MOH. Il servizio sarà accessibile sia tramite il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato.
DESBARRASSA – ALGHERO, LA CAMPAGNA DELL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE NELLE PRIME TRE DOMENICHE DI GIUGNO
Svuota cantine, il calendario della campagna di ritiro di rifiuti ingombranti
Alghero, 27 maggio 2025 – Ritorna la campagna di raccolta denominata Desbarrassa – ne tot con la quale i cittadini di Alghero e delle sue Borgate potranno disfarsi di rifiuti ingombranti ed elettrodomestici, depositandoli comodamente in punti di raccolta ben stabiliti. L’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente che ha avuto grande riscontro tra i cittadini verrà attivata nelle prime tre domeniche di giugno. Il servizio di svuota-cantine seguirà il seguente calendario:
domenica 1 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, via De Gasperi (slargo presso via Berlinguer)
domenica 8 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, Fertilia (Piazzale Trento)
domenica 15 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, Sa Segada (Piazza della borgata)
Potranno essere conferite solo ed esclusivamente frazioni valorizzabili che troveranno posto in appositi cassoni (inerti – plastica dura – ferro – legno – elettrodomestici). Potranno essere quindi conferiti solo rifiuti ingombranti totalmente recuperabili.
I cittadini dovranno perciò aver cura di conferire solo i singoli materiali, separando preliminarmente eventuali frazioni miste che compongono il proprio rifiuto.
Sarà possibile conferire gli inerti: i cittadini potranno quindi disfarsi di vecchi sanitari, calcinacci, piastrelle, detriti di lavorazione muraria, ecc. (escluso il cartongesso) che provengano da piccole lavorazioni domestiche in fai da te. Non saranno accettati detriti provenienti da lavorazioni delle ditte/imprese edili, che per lo smaltimento devono seguire altri canali.
Porto Torres. Venerdì 30 maggio il Palazzo del Marchese si illumina di rosso per la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla
Venerdì 30 maggio, il Palazzo del Marchese, sede istituzionale del Comune, sarà illuminato di rosso, il colore simbolo della determinazione e del sostegno alla ricerca scientifica per un futuro senza Sclerosi Multipla. La Giornata Mondiale si inserisce nella Settimana Nazionale di informazione sulla Sclerosi Multipla, in programma dal 26 maggio al 1° giugno, con iniziative in tutta Italia. A Roma, dal 27 al 29 maggio, si terranno un congresso scientifico con oltre 200 ricercatori e un convegno pubblico per la presentazione dell’“Agenda della SM e patologie correlate 2025”, un progetto che mette al centro i diritti, l’inclusione e la partecipazione delle persone con SM. La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia neurologica cronica e progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale e può causare disabilità anche gravi. Al momento non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili numerose terapie che ne modificano l’andamento e ne rallentano la progressione. In Italia si contano oltre 140.000 persone con SM, con circa 3.600 nuove diagnosi all’anno. La Sardegna rappresenta una delle aree al mondo con la più alta incidenza della patologia: 370 casi ogni 100.000 abitanti, con 12 nuove diagnosi ogni 100.000 persone, il doppio rispetto alla media nazionale. La SM colpisce prevalentemente donne giovani, tra i 20 e i 40 anni. Con questa iniziativa, Porto Torres intende ribadire il proprio sostegno all’AISM e l’importanza della ricerca scientifica, dell’informazione e del diritto alla cura per tutte le persone colpite da Sclerosi Multipla e patologie correlate.
CRISI IN MAGGIORANZA, FDI: “AVS SVELA SUA NATURA INTOLLERANTE. SOLIDARIETÀ A COLLEDANCHISE”
Alghero, 27 maggio 2025 – Le reazioni scomposte e minacciose di AVS alle legittime scelte del consigliere Marco Colledanchise confermano plasticamente la vera natura di certa sinistra estrema: settaria, divisiva, intollerante. È bastato che un consigliere civico e moderato decidesse di rivendicare la propria autonomia rispetto alla mutazione di un contenitore politico ormai orientato esplicitamente a sinistra, per scatenare un attacco in piena regola.
Altro che centralismo democratico: siamo alle purghe sovietiche. Una cultura politica figlia di un certo comunismo che non ha mai fatto davvero i conti con la democrazia liberale, quella in cui il dissenso è un valore e non un problema da espellere. Con il comunicato, AVS non si limita a esprimere dissenso, ma etichetta Colledanchise come “ambiguo, poco responsabile e ingenuo”, e lo vorrebbe persino fuori coalizione. Un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di pluralismo di idee cui sono abituati in AVS, partito che oggi pretende di fare da custode dell’ortodossia ideologica all’interno della maggioranza.
Tentano persino di ridicolizzare il collega con l’espressione “giovane consigliere”, scelta sgradevole e che qualifica chi la fa più di chi la riceve.
A Colledanchise, con cui pure ci dividono posizioni politiche, Fratelli d’Italia esprime piena solidarietà. Ha avuto il coraggio di dire ciò che molti pensano: quel progetto civico che ha vinto le elezioni non esiste più. Al suo posto, un asse sempre più ideologico tra PD, M5S e AVS, dove chi non si allinea viene cancellato.
Ci auguriamo che altre voci moderate abbiano il coraggio di farsi sentire. Perché la democrazia si costruisce anche così: con il dissenso espresso a viso aperto e con il rispetto per chi ha idee diverse, non con gli inviti all’espulsione come in un comitato centrale.
Ha lasciato Futuro Comune ma non la maggioranza. Ora tutti lo cercano, tutti lo commentano. Ma c’è un precedente che fa riflettere: quello di Cristian Mulas.
Marco Colledanchise ha fatto la sua scelta: ha lasciato Futuro Comune, la lista civica che lo aveva portato in Consiglio comunale, ma non ha lasciato la maggioranza. E mentre da una parte si difende parlando di coerenza e libertà, dall’altra tutti – amici e avversari – hanno qualcosa da dire. Risultato? È diventato, nel giro di pochi giorni, il consigliere più chiacchierato di Alghero.
In tanti lo applaudono per il “coraggio”, altri lo attaccano per “ambiguità”. Lui rivendica una posizione chiara: “Sono sempre stato moderato, ora il gruppo è cambiato, non io”. Ma allora perché restare nella stessa maggioranza che si dice trasformata in qualcosa che non condivide più?
Il punto, forse, è proprio questo. Perché in politica, quando si resta a metà strada, il rischio è di perdere credibilità da entrambi i lati. E un esempio, ad Alghero, ce l’abbiamo già: quello di Cristian Mulas. Ufficialmente è iscritto al Partito Sardo d’Azione, forza d’opposizione, ma in aula siede ancora con la maggioranza, quella di Orizzonte Comune. Una posizione che molti faticano a comprendere, ma che continua, inspiegabilmente, a reggere.
Ecco allora la domanda che in tanti si fanno: Colledanchise sta andando nella stessa direzione? Sta diventando anche lui un consigliere “in bilico”, che non appartiene davvero a nessuno ma resta dov’è perché – in fondo – conviene?
A destra intanto si fregano le mani. Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno perso tempo a difenderlo e a dirsi solidali. Non è difficile intuire che, se un giorno Colledanchise cercasse casa, qualcuno sarebbe pronto a spalancare la porta. Del resto, in politica, i consiglieri “liberi” sono una merce rara. E preziosa.
Ma attenzione: la coerenza non è solo dire “io sono sempre lo stesso”. È anche fare scelte conseguenti, anche quando costano. E restare in una maggioranza che non ti rappresenta più, solo per “esserci”, potrebbe sembrare più un calcolo che un principio.
Oggi Marco Colledanchise è “sul mercato”. Ma domani? Troverà una nuova casa politica o finirà per restare in quella zona grigia che confonde tutti?
E tu, che ne pensi? Sta dimostrando coerenza o sta giocando una partita tutta sua?
Aeroporto di Alghero al Bivio: L’Analisi Shock di Borlotti Scuote il Convegno
Alghero4 Maggio 2025– Un futuro incerto, appesantito da costi crescenti, un calo preoccupante di passeggeri internazionali e la dipendenza da logiche di mercato che rischiano di declassarlo a scalo secondario. È questo il quadro a tinte fosche dell’aeroporto di Alghero emerso dalla tagliente analisi di Umberto Borlotti, intervenuto sabato scorso durante un partecipato convegno dedicato alle sorti del Riviera del Corallo. Le parole di Borlotti, esperto conoscitore del settore aereo e delle dinamiche di Ryanair, hanno risuonato come un campanello d’allarme, invocando una riflessione urgente e un deciso cambio di rotta da parte del settore pubblico.
La Zavorra della Tassa e le Strategie Low Cost
Al centro dell’analisi, la controversa tassa addizionale comunale, definita “un’accisa” la cui rimozione, seppur auspicabile, comporterebbe costi significativi. “Nel 2024 Alghero ha contato 805.000 passeggeri in partenza, soggetti alla tassa,” ha precisato Borlotti. “Se una sua eliminazione portasse a un incremento del 10%, ogni nuovo passeggero non residente ci costerebbe 138 euro.” Una cifra che fa riflettere, soprattutto considerando che, secondo l’esperto, “le low cost si reggono perché ci sono i residenti, mentre la continuità territoriale si basa sui non residenti.”
Borlotti ha poi puntato i riflettori sulle strategie di vettori come Ryanair, che “d’inverno riducono l’operatività anche del 50%”. La loro politica, ha spiegato, è quella di “creare collegamenti tra tre o quattro regioni del Sud Italia, sfruttando l’assenza di tasse per offrire tariffe più basse.” Un meccanismo che, tuttavia, non garantisce grandi numeri sul fronte internazionale, il quale “crescerà solo se saremo appetibili turisticamente.”
Dati Impetuosi: Alghero Fanalino di Coda
I dati snocciolati da Borlotti sono impietosi. “Nel primo trimestre del 2025, Alghero è stato l’ultimo aeroporto in Italia per passeggeri internazionali, solo 3.500, perdendone 44.000 rispetto al 2009.” Un’emorragia che si inserisce in un contesto più ampio: “In quindici anni, dal 2009 al 2024, Alghero ha perso 1.500 movimenti, mentre Olbia ne guadagnava 6.000 e Cagliari 2.000.” E questo nonostante il traffico aereo in Italia sia cresciuto del 200% nello stesso periodo. “La Sardegna, con un +64%, non rappresenta un’eccellenza,” ha chiosato Borlotti.
Costi alle Stelle e Produttività in Calo
Ma l’attrattività di uno scalo, ha ammonito l’esperto, non si misura solo sui contributi. “I costi di assistenza ad Alghero sono raddoppiati in 14 anni, passando da 175 a 370 euro medi a movimento.” Parallelamente, “il numero di dipendenti è salito da 185 a 225, a fronte di una diminuzione dei movimenti, con una conseguente caduta della produttività.” Il bilancio 2024 parla chiaro: una perdita di 585.000 euro, compensata solo da un contributo straordinario. “Se non c’è la mano pubblica, l’aeroporto continua a essere in crisi.”
Anche i contratti con le compagnie aeree come Ryanair sono diventati più onerosi: “Un milione di passeggeri, che un tempo costava 6 milioni secondo il principio dell’investitore pubblico, oggi ne costa 18.”
L’Appello: “Il Pubblico Deve Tornare Protagonista”
Di fronte a questo scenario, la conclusione di Borlotti è netta: “Bisogna fare riflessioni molto più attente. Credo che il pubblico debba tornare ad una maggiore presenza e indirizzo negli atti della società di gestione.” Il rischio, altrimenti, è che “da qui a cinque anni Alghero diventi solo un aeroporto sede di rischieramento per forze militari, Protezione Civile e assistenza sanitaria, con qualche volo di continuità ma senza una forte valenza turistico-commerciale.” Un monito severo che chiama all’azione immediata per non vedere declassato un asset strategico per il territorio.
GUARDA LA PRESENTAZIONE a cura della redazione di Alghero Channel
Harry Allen in concerto a Sassari: al Verdi una leggenda del sassofono
Mercoledì 28 maggio il celebre sassofonista americano apre la sezione Jazz del Festival Internazionale Contrasti 2025 – “Spring Edition”
SASSARI. Harry Allen ha scelto Sassari come punto di partenza del suo nuovo tour europeo:mercoledì 28 maggio alle 19.30, al Teatro Verdi andrà in scena il concerto del grande sassofonista americano, riconosciuto a livello mondiale come uno dei maggiori interpreti contemporanei del sassofono tenore. Una vera leggenda vivente del jazz, che promette di regalare al pubblico sardo una serata di elegante intensità musicale.
L’evento d’eccezione inaugura la programmazione Jazz “Spring Edition” del Festival Internazionale Contrasti 2025, organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum in collaborazione con Ars Aurelia e l’associazione culturale di volontariato San Domenico – Caniga. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione di Sardegna.
Il concerto rappresenta un’opportunità imperdibile per il pubblico sardo di ascoltare dal vivo artisti di fama internazionale. Ad accompagnare Allen sul palco sarà un trio di musicisti di straordinaria bravura. Alla chitarra si esibirà Simone Faedda, artista portotorrese di grande sensibilità che vanta collaborazioni internazionali e una discografia di rilievo. Nel 2020 ha inciso proprio con Allen l’album Watering The Roots, pubblicato da GAC Records, a testimonianza di una solida intesa artistica.
Al contrabbasso Emanuele Valente, musicista di origini molisane, versatile e molto apprezzato. Ha collaborato con grandi nomi come Scott Hamilton, Samara Joy e Pasquale Grasso. A completare il quartetto alla batteria è Bruno Brozzu, un talento sassarese garanzia di una ritmica solida e precisa, ricca di gusto e nuance.
Nato nel 1966 a Washington DC, Harry Allen è un artista discografico degli Swing Bros con oltre settanta album come leader e numerosi altri da session man. Ha vinto tre Gold Disc Award, e il suo album Tenors Anyone? ha ottenuto sia il Gold Disc Award che il New Star Award. Le sue pubblicazioni sono state spesso ai vertici delle classifiche di Swing Journal Magazine e Jazz Journal International.
“The big Harry” ha calcato i palchi di festival e jazz club in tutto il mondo, con tournée regolari negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Ha collaborato con nomi iconici come Rosemary Clooney, Ray Brown, Hank Jones, Scott Hamilton, Kenny Burrell, John e Bucky Pizzarelli, Tony Bennett, Sheryl Crow, James Taylor, e molti altri.
Michael Bailey lo ha definito “il Frank Sinatra del sax tenore”, un maestro degli standard, mentre il critico britannico Dave Gelly lo considera uno dei più importanti sassofonisti tenore swing viventi.
L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. Per info e prenotazioni contattare [email protected] o il numero 393/4632959.
One Ocean Foundation avvia in Sardegna il più grande progetto di riforestazione marina del Mar Mediterraneo
Un progetto di ricerca che interesserà 80 ettari di fondale marino, in collaborazione con l’Università di Sassari e il supporto di Pirelli e Smeralda Holding
Milano, 22 maggio 2025 – One Ocean Foundation, realtà non profit operante a livello internazionale per la tutela dell’ambiente marino, ha presentato questa mattina l’ampliamento del progetto Blue Forest in Sardegna, nella baia di Cala di Volpe. Si tratta della più estesa iniziativa di riforestazione marina nel Mar Mediterraneo, orientata alla tutela e al ripristino di Posidonia oceanica, pianta endemica dei nostri mari e fondamentale per la salute dell’ecosistema marino.
Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione scientifica tra One Ocean Foundation e l’Università di Sassari, con il supporto tecnico della International School for Scientific Diving e con il sostegno di partner come Pirelli, che ha reso possibile l’avvio del progetto, e Smeralda Holding, insieme a una rete crescente di aziende e istituzioni impegnate nella salvaguardia del mare.
Area di intervento: Cala di Volpe L’intervento in questione interessa circa 80 ettari di mare all’interno del campo boe di Cala di Volpe, dove si trova una prateria di Posidonia oceanica danneggiata prima che fossero regolamentati accessi e ancoraggi. Il primo passo fondamentale verso la sua tutela fu infatti compiuto già vent’anni fa da Smeralda Holding, con la creazione del campo boe per regolamentare gli accessi e tutelare l’ecosistema marino, limitando la pressione antropica sulla prateria. Il sistema, tuttora vigente, vieta l’ancoraggio libero e consente l’accesso controllato, condizioni essenziali per l’intervento di restauro ecologico.
“Cala di Volpe e l’intero litorale del Comune di Arzachena sono aree di grande valore ambientale: un ecosistema delicato da proteggere in spiaggia così come nei fondali. La tutela della Posidonia oceanica è un’azione concreta per preservare l’identità del territorio visto il suo ruolo di tutela dall’erosione costiera. Questo progetto coniuga l’impegno di scienziati, aziende private, fondazioni in una sinergia virtuosa, il nostro Ente non può che sposare e sostenere l’iniziativa” ha dichiarato il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda.
Le fasi del progetto e la ricerca scientifica Guidato dalla dott.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Chimiche Fisiche Matematiche e Naturali dell’Università di Sassari e coordinato sul piano tecnico dal dott. Stefano Acunto (I.S.S.D.), il progetto si distingue per un approccio scientifico e sperimentale volto a individuare soluzioni replicabili per la riforestazione marina su larga scala.
Mappatura dell’area La prima fase ha previsto la mappatura pre-intervento di circa 80 ettari di fondale, con l’obiettivo di individuare le aree idonee alla riforestazione. Le attività, coordinate dallo spin-off universitario Geomars sotto la guida del Prof. Vincenzo Pascucci, hanno impiegato strumenti avanzati come Side Scan Sonar e ROV, accompagnati da immersioni ARA per ottenere una carta biocenotica ad alta risoluzione dello stato della prateria di Posidonia oceanica presente nella baia
Riforestazione marina Ad oggi sono già state concluse le prime operazioni di trapianto su una superficie di circa 500 mq, mediante l’installazione sul fondale di biostuoie in fibra di cocco e rete metallica, che ospitano circa 20 talee per metro quadrato. Le talee, raccolte esclusivamente tra quelle eradicate naturalmente nelle zone di decantazione della baia, saranno affiancate dalla sperimentazione con germogli provenienti da frutti spiaggiati, raccolti in seguito alle eccezionali fioriture invernali.
Ricerca e monitoraggio A conclusione della riforestazione, è prevista una fase triennale di monitoraggio scientifico. Il team dell’Università di Sassari stimerà l’evoluzione temporale dello stato morfologico e fisiologico della prateria ripristinata e condurrà analisi sulla biodiversità associata, utilizzando anche tecniche innovative come l’ecoacustica e strumenti di intelligenza artificiale per l’elaborazione dei dati ambientali.
“Affiancare all’azione di riforestazione anche attività di ricerca scientifica permetterà di contribuire in modo significativo alle conoscenze attuali sulla riforestazione di Posidonia oceanica, migliorando l’efficacia delle azioni di ripristino e garantendo un impatto concreto e duraturo sui servizi ecosistemici associati. Questo approccio integrato consentirà inoltre di monitorare meglio le risposte dell’habitat ai cambiamenti ambientali, ottimizzare le tecniche di trapianto e favorire una gestione sostenibile delle praterie marine nel lungo periodo” specifica la prof.ssa Ceccherelli.
Il ruolo delle aziende partner Progetti di questa portata richiedono la partecipazione di aziende visionarie che credano in un futuro in cui progresso economico e tutela ambientale procedano insieme. Ne sono già esempi una realtà locale come Smeralda Holding così come una grande multinazionale come Pirelli.
“Da molti anni Smeralda Holding investe nella sostenibilità e nella tutela dell’ecosistema marino con azioni concrete, come l’installazione del campo boe a Cala di Volpe – ha commentato Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding – un progetto nato 20 anni fa, che ha rappresentato un primo passo effettivo nella tutela dei nostri fondali e della posidonia, regolamentando l’accesso nella baia. Preservare e proteggere il territorio e il mare della Costa Smeralda è un nostro obiettivo prioritario, così come la ricerca di nuove forme e applicazioni di questo impegno e il progetto di riforestazione della posidonia “Blue Forest” – che abbiamo condiviso fin dall’inizio – ne è un esempio tangibile. Collaborazione e visione condivisa verso un obiettivo comune sono essenziali per affrontare la sfida della salvaguardia della biodiversità in Costa Smeralda, e auspichiamo che molte altre realtà si uniscano a noi, affinché questo modello diventi replicabile in tante altre destinazioni turistiche”.
“La tutela della biodiversità è parte delle strategie di Pirelli e i nostri investimenti in ricerca e sviluppo puntano verso soluzioni capaci di diminuire l’impatto sull’ambiente. Crescita economica e conservazione della natura e degli ecosistemi devono procedere di pari passo ed è per questo che Pirelli è orgogliosa di supportare One Ocean Foundation nel suo progetto Blue Forest. Sostenere il ripristino della Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema del Mediterraneo, significa tutelare un patrimonio ecologico inestimabile e promuovere una visione di progresso che mette la natura al centro”, afferma Filippo Bettini, Senior Advisor Sustainability di Pirelli.
L’obiettivo della Fondazione è quello di creare una cordata di imprese unite da un impegno comune per la tutela del capitale naturale blu, che consenta di rendere queste azioni sempre più scalabili e replicabili.
Il progetto Blue Forest di One Ocean Foundation Blue Forest, progetto di riforestazione marina di One Ocean Foundation, lanciato nel 2023, conta oggi quattro siti attivi in Liguria, uno in Puglia e uno in Sardegna. Fin dalla sua istituzione ha coinvolto università, centri di ricerca e aziende e finanziato programmi di dottorato e campagne di sensibilizzazione sul ruolo fondamentale della Posidonia oceanica per la biodiversità e la salute dell’oceano. Questa pianta marina, protetta a livello internazionale, cresce esclusivamente lungo le coste del Mar Mediterraneo fino a circa 40 metri di profondità e riveste un ruolo ecologico essenziale. Forma estese praterie che agiscono da barriera naturale contro l’erosione costiera e da hotspot di biodiversità, ospitando oltre 350 specie che vi trovano rifugio, nutrimento e un’area per riprodursi. Inoltre, è responsabile di circa l’80% della produzione costiera di ossigeno ed è un’alleata fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, stoccando grandi quantità di anidride carbonica nei sedimenti marini, sottraendola all’atmosfera e bloccandola potenzialmente per sempre.
Conclude Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation: “L’ampliamento del progetto Blue Forest in Sardegna rappresenta un passo importante nel nostro percorso per la tutela degli ecosistemi marini e il riconoscimento del valore del capitale naturale blu. Intervenire attivamente con azioni di tutela e ripristino di praterie di Posidonia significa tutelare la biodiversità e promuovere la salute dell’oceano, da cui dipende il nostro futuro. Questa iniziativa nasce dalla collaborazione tra organizzazioni, imprese e istituzioni: una rete di alleanze concrete che dimostra come la cooperazione sia la chiave per affrontare le sfide ambientali e costruire una reale transizione ecologica”.
One Ocean Foundation, nata nel 2018, è un’organizzazione non profit che promuove la blue economy attraverso soluzioni orientate alla tutela dell’oceano. Guidata da un comitato scientifico internazionale, la Fondazione sviluppa progetti basati su evidenze scientifiche, capaci di generare un impatto concreto per la protezione e la rigenerazione degli ecosistemi marini. Coinvolgendo il mondo delle imprese e della finanza nel dialogo sulla sostenibilità, favorisce partnership efficaci e durature, agendo come catalizzatore di un cambiamento reale per le generazioni future.
Fondata nel 1872, Pirelli è tra i principali produttori mondiali di pneumatici e l’unico a essere interamente focalizzato sul mercato Consumer che comprende i pneumatici per auto, moto e bici. Con 18 stabilimenti in 12 Paesi e una presenza commerciale in 160 Paesi, Pirelli ha un posizionamento distintivo sull’alto e l’altissimo di gamma – il segmento “High Value” – ed è un marchio globale dalle forti radici italiane, noto per le sue tecnologie all’avanguardia, l’eccellenza produttiva, la passione per l’innovazione e la costante attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale, oltre che alle nuove forme di mobilità.
Smeralda Holding è una società italiana indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (“QIA”). QIA è uno dei fondi sovrani più importanti al mondo, che nel 2012 ha acquistato la proprietà di un patrimonio immobiliare composto da quattro hotel (Cala Di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), la Marina di Porto Cervo (uno dei più importanti porti nel Mediterraneo), un cantiere navale, il Pevero Golf Club, a cui si aggiungono altri asset minori come shops, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e 2.300 ettari di terreni in Costa Smeralda.
A Sassari “Il carcere entra a scuola”
Un “Corso di Tecnico dello spettacolo” come opportunità di reinserimento sociale e un “Corso sulla Giustizia ripartiva” all’interno delle scuole secondarie
Tra i partner figurano Endas Sassari, l’associazione culturale musicale Ars Aurelia Sassari e l’associazione culturale musicale Contrapunctum, il cui lavoro sinergico ha portato a creare un impareggiabile connubio tra musica, spettacolo, patrimonio storico e ambientale e contesto del turismo come mediatori del fine educativo.
L’iniziativa è stata presentata oggi (19 maggio) a Sassari in conferenza stampa nella sede della Fondazione di Sardegna, con gli interventi della fondatrice dell’associazione San Domenico, Anna Cherchi, che è garante delle persone private della libertà a Sassari, della progettista Dora Quaranta, del vicesindaco di Sassari Pierluigi Salis, e della rappresentante dell’Endas Fiorella Donatini.
Tra gli altri hanno preso parola l’avvocata Anastasia Fara, il presidente della Studios Academy Furio Capozzi, poi la direttrice dell’Uepe Sassari Carmen Magistro e la prefetta di Sassari Grazia La Fauci.
Anna Cherchi con la prefetta di Sassari Grazia La Fauci
Tutti hanno dichiarato di apprezzare la validità del percorso, che intende offrire una possibilità di formazione specifica, per entrare nel mondo del lavoro con competenze tecniche e professionali richieste dal mercato. Non si tratta però di formare soltanto dei professionisti, ma di dare una risposta concreta a quelle persone che oggi si sentono smarrite e senza prospettive, nel tentativo di trasformare una generazione a rischio in una risorsa preziosa per l’intera comunità.
«Il settore dello spettacolo è in crescita continua – ha spiegato Anna Cherchi – e presenta una vasta gamma di offerte lavorative non solo con sbocchi professionali stabili e remunerativi, ma permette ai ragazzi di sviluppare competenze tecniche avanzate e di lavorare in un ambiente creativo e dinamico, ed essere anche una risorsa per la comunità».
Il ventaglio di opportunità è ampio e variegato. Le occasioni di occupazione si trovano nei teatri, dove sono richiesti tecnici luci, fonici o addetti alla scenografia; poi nelle produzioni cinematografiche e televisive in qualità di tecnici del suono, addetti alla gestione delle attrezzature video, montatori e responsabili dell’illuminazione.
Tra le attività più richieste c’è quella dei responsabili dell’allestimento e della gestione delle strutture audio e luci, figure essenziali per garantire il successo di eventi, concerti, festival e manifestazioni culturali; poi tecnici per la gestione dell’audio-visivo e l’organizzazione logistica degli spazi di fiere e congressi; quindi nella manutenzione e gestione di attrezzature per lo spettacolo; noleggio e servizi tecnici; fonici e assistenti in studi di registrazione.
Il progetto ha in programma una seconda azione di fondamentale importanza pedagogica, un “Corso sulla Giustizia ripartiva” all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado a cura di esperti socio-psicopedagogici e giuridici con il prezioso contributo delle testimonianze dei detenuti e di persone sottoposte a misure alternative al carcere.
«L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani sul valore della legalità, sul vissuto travagliato delle persone private della libertà e sull’importanza della rieducazione e del reinserimento nella società come “operatori di Ben-Essere” – ha specificato la progettista Dora Quaranta –. L’idea è quella di creare un’esperienza umanizzante e costruttiva verso il rispetto della cosa pubblica, cercare di prevenire gli atteggiamenti violenti e ridurre la “logica” dell’avventura nell’illecito». Il progetto potrebbe concludersi con la realizzazione di un festival musico-artistico di libera espressione a cura dei giovani studenti partecipanti al Tour “Legalità e Ben-Essere”.
Un momento della conferenza stampa
Oristano applaude le musiche di Antonio Simon Mossa: presentato al Museo Diocesano il cd con la raccolta dei brani
La serata promossa dall’Is.Be è stata accompagnata da un concerto per quartetto d’archi e pianoforte
Il 21 maggio la presentazione alla Fondazione Siotto di Cagliari
ORISTANO. Dopo anni di lavoro finalmente “Le musiche di Antonio Simon Mossa” sono racchiuse in un CD che può essere ascoltato e goduto da tutti. La pubblicazione del disco prodotto dall’Is.Be è stata presentata nei giorni scorsi in un evento concerto al Museo Diocesano Arborense di Oristano, con la partecipazione del figlio del grande intellettuale sardo, Pietro Simon, del maestro Battista Giordano, che ha trascritto le partiture ritrovate, e l’introduzione di Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che ha promosso e portato a compimento il progetto.
Di fronte a un pubblico attento e incuriosito si sono esibiti i componenti del quartetto d’archi Reunis con Antonella Chironi al pianoforte. Già dalle prime note la mente degli spettatori ha ripercorso immagini da film. Ed è emerso così il talento sorprendente di un personaggio notissimo per il suo impegno di ideologo dell’indipendentismo sardo, poliedrico uomo di cultura, architetto, giornalista e scrittore.
Gli spartiti, riscoperti a Pisa diversi anni fa, sono stati sottoposti all’analisi del maestro Giordano, che con sorpresa vi ha riscontrato ottimi segni di espressione, frutto di una cultura musicale ereditata dalla madre pianista.
Le partiture più facili su cui lavorare sono state quelle per pianoforte, mentre più difficoltà si è avuta per le parti orchestrali di un brano destinato a una pellicola, che è un po’ il gioiello della raccolta, Song of the sand, i cui manoscritti erano in qualche modo un po’ cancellati e i fogli destinati ai diversi strumenti musicali sparpagliati in maniera disorganica.
Come hanno ampiamente evidenziato i relatori, ascoltando i materiali non è difficile rendersi conto di che meraviglia musicale sia riuscito a creare Simon Mossa negli anni Trenta, quando era di certo un compositore in erba. I pezzi presentano un orientamento cosmopolita stupefacente, impreziositi da citazioni che, nelle parole di Giordano: portano all’idea che il giovane Antonio, per i lavori cinematografici, fosse giunto alla stessa sintesi percorsa da Nino Rota.
All’interno del CD è presente anche il brano “Dimandas”, scritto dal compianto direttore scientifico del Bellieni, Michele Pinna, e musicato e cantato da Beppe Dettori. La studiosa e docente Daniela Masia, dopo un’attenta introduzione alla filosofia insita nei versi di Pinna, ha lasciato spazio a Dettori che ha interpretato il motivo tra gli applausi, con la richiesta di un bis.
La prossima presentazione del CD sarà il 21 maggio alle 18, alla Fondazione “Giuseppe Siotto” di Cagliari; e il 17 giugno, alle 18, al Teatro Astra di Sassari. Entrambi gli appuntamenti saranno accompagnati dall’ensemble d’archi Glareano.
L’iniziativa è organizzata dall’Is.Be con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (legge regionale del 07.08.2009, art. 9, c. 10, lett. m. annualità 2025), e solo per la prima tappa con il patrocinio delle Acli provinciali di Oristano (risorse 5×1000). Per info e prenotazioni contattare l’email [email protected] o chiamare il numero 079/230268 (lun-merc-ven dalle 10 alle 13).