Ospedale Marino di Alghero: crescita, riforma e incertezze sul futuro

Il dibattito sulla sanità algherese si accende attorno al destino dell’Ospedale Marino, al centro di una riforma che ne prevede il trasferimento dall’AOU di Sassari alla ASL. Tra dati di crescita e preoccupazioni politiche, il futuro della struttura resta un tema caldo per il territorio.

di Fausto Farinelli

alghero, 13 Marzo 2025

L’Ospedale Marino di Alghero ha registrato negli ultimi anni un significativo incremento delle attività grazie alla gestione dell’AOU di Sassari. I dati più recenti trasmessi all’Assessorato Regionale alla Sanità lo confermano: nel 2021 si contavano 226 interventi, mentre nel 2024 il numero è salito a 885, con un aumento anche della complessità degli interventi, come dimostra il passaggio da 24 a 136 protesi articolari annue.

A rafforzare il ruolo strategico della struttura è anche la sua integrazione nel Dipartimento di Scienze Motorie, Neurologiche e Riabilitative della AOU di Sassari, che include due corsi di laurea e una Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, con due nuove scuole di specializzazione in fase di istituzione. Un centro non solo di assistenza, ma anche di formazione per il futuro della medicina riabilitativa e ortopedica.

Il nodo della riforma sanitaria

Nonostante i numeri positivi, il futuro dell’Ospedale Marino è stato scosso dalla recente riforma sanitaria approvata in Consiglio Regionale, che stabilisce il passaggio della gestione dalla AOU alla ASL di Sassari a partire dal 1° gennaio 2026. Questa decisione ha sollevato numerose critiche, soprattutto per la mancanza di un piano dettagliato sugli investimenti futuri, sulle garanzie per il personale e sui livelli di assistenza che verranno mantenuti.

Secondo il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, l’incontro con l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha confermato la volontà della Regione di preservare la missione ortopedica dell’ospedale, ma senza fornire dettagli concreti su come verranno garantiti standard elevati di qualità. L’unica certezza, al momento, è l’intenzione di creare una rete formativa allargata, ma senza un protocollo chiaro.

Le critiche politiche e le preoccupazioni locali

L’opposizione, guidata da Fratelli d’Italia Alghero, ha espresso un netto dissenso, definendo la riforma una “spartizione politica” che penalizza la sanità locale. Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo è stato duramente criticato per il suo sostegno alla riforma, con l’accusa di aver tradito il territorio accettando un cambio di gestione senza precise garanzie.

Un punto critico riguarda il rischio di disimpegno dell’Università, che attualmente garantisce personale medico specializzato e investimenti in ricerca e formazione. Senza un protocollo chiaro che regoli la collaborazione tra ASL e AOU, la preoccupazione è che l’ospedale possa perdere il suo ruolo di polo d’eccellenza per ortopedia e riabilitazione.

La proposta di Carlo Doria: un’unica governance per il Nord-Ovest

Una prospettiva alternativa arriva dal senatore ed ex assessore regionale Carlo Doria, che propone un modello di riforma sanitaria basato sulla creazione di un’unica azienda ospedaliera per i presidi per acuti di Alghero e Ozieri sotto la guida dell’AOU di Sassari. Secondo Doria, questa soluzione porterebbe numerosi vantaggi:

  1. Migliore gestione del personale sanitario, evitando la carenza di specialisti nei presidi periferici, problema aggravato dalla difficoltà di attrarre professionisti verso le ASL.
  2. Chiarezza nella suddivisione delle competenze tra gli ospedali, garantendo una missione specifica a ciascuna struttura.
  3. Rafforzamento della sanità territoriale, lasciando alla ASL la gestione di medicina generale, prevenzione e lungodegenza, mentre l’AOU si occuperebbe degli interventi ospedalieri complessi.
  4. Ottimizzazione delle risorse per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, evitando dispersioni e riducendo il contenzioso medico-legale.

Doria evidenzia inoltre il rischio di dispersione delle competenze in caso di trasferimento dell’Ospedale Marino alla ASL, sottolineando come la gestione AOU abbia già portato risultati tangibili grazie a investimenti in nuove sale operatorie e nell’ampliamento delle attività di endocrinologia e medicina dello sport. Un ulteriore problema riguarda la distribuzione delle risorse umane, poiché gli specialisti tendono a gravitare verso i due poli ospedalieri di Sassari e Cagliari, lasciando sguarniti i presidi periferici.

Quale sarà il futuro dell’Ospedale Marino?

Mentre il dibattito prosegue, la comunità algherese attende risposte concrete su quale sarà il destino del suo ospedale. Il rischio di un indebolimento del sistema sanitario locale è reale, e senza un piano attuativo dettagliato, le promesse della Regione restano vaghe.

Riuscirà la politica a trovare un equilibrio tra riforma e garanzie per i cittadini? La sanità non può essere una merce di scambio, ma un diritto da tutelare con scelte lungimiranti. Il tempo stringe, e il futuro della sanità algherese è ancora tutto da scrivere.




Il Deffenu di Olbia protagonista dei Giochi matematici

Sei studenti il 18 maggio voleranno a Palermo per la Finale nazionale

OLBIA. L’Istituto Attilio Deffenu di Olbia nei giorni scorsi ha ospitato la Finale regionale dei Giochi Matematici del Mediterraneo in qualità di scuola polo per le categorie S4 (prima superiore), S5 (seconda superiore) ed S6 (terza superiore). A contendersi il podio, oltre alle squadre agguerrite del Deffenu, alla loro prima esperienza in questo tipo di competizione, ci sono state quelle dell’Istituto Francesco Ciusa di Nuoro, che invece vanta una tradizione decennale.

Il primo classificato per la categoria S4 classi prime superiori è Alessandro Fiore del Deffenu, seguito da Matteo Fiore, anche lui dell’istituto di Olbia, mentre terzo classificato è Francesco Cabiddu del Ciusa di Nuoro.

Il podio categoria S4 Prime superiori. In alto il podio della categoria S6 terze superiori

La categoria S5 delle classi seconde ha visto primeggiare Jacopo Caboni, seguito da Alexander Carzedda, entrambi del Deffenu; al terzo posto si è piazzato Salvatore Maccioni del Ciusa.

Nella categoria S6 legata alla terza superiore, a conquistare il primo posto è stato lo studente di origini cinesi Lei Changhao del Deffenu, secondo posto è andato a Pietro Bussu, sempre del Deffenu, e terzo a Sara Patteri del Ciusa.

Il progetto è stato portato avanti dalla referente d’istituto Sara Santandrea, docente di matematica, che ha consegnato le pergamene ai vincitori al fianco del dirigente Stefano Stacca.

Il Deffenu ha coinvolto circa seicento alunni delle tre classi di categoria per le prime qualificazioni che si sono svolte nel mese di ottobre. I migliori quindici per categoria hanno potuto partecipare alla finale d’istituto, la cui premiazione è avvenuta prima di Natale, e i primi cinque tra questi hanno poi partecipato alla finale regionale assieme agli studenti del Ciusa.

L’istituto di via Vicenza piazza quindi ben sei esponenti (2 per categoria) alle finali nazionali che si terranno a Palermo il 18 maggio prossimo. Sarà un confronto impegnativo con circa mille studenti provenienti da tutta Italia e si spera di ottenere un buon piazzamento.

I Giochi Matematici del Mediterraneo (GMM) si prefiggono di mettere a confronto fra loro allievi di diverse scuole che, gareggiando con lealtà nello spirito della sana competizione sportiva, sviluppano atteggiamenti positivi verso lo studio della matematica. Inoltre, i giochi offrono opportunità di partecipazione ed integrazione e di valorizzazione delle eccellenze.

Il podio della categoria S5 seconde superiori



La Sandalia Karate trionfa ai Campionati regionali: Oro e Argento a Oristano per Fatima Chessa e Aurora Vacca

Le due atlete della categoria Seniores il 28 marzo voleranno al PalaPellicone di Ostia per partecipare alle finali nazionali

La Sandalia Karate ASD di Ozieri trionfa ai Campionati regionali assoluti valevoli per la qualificazione alle finali nazionali. Domenica 9 marzo a Oristano, la società sportiva guidata dal maestro Daniele Ledda ha conquistato i due gradini più alti del podio nella categoria Seniores: l’Oro è andato a Fatima Chessa di Nughedu e l’Argento ad Aurora Vacca di Ardara, che hanno acquisito rispettivamente il titolo di campionessa e di vice-campionessa regionale.

Le due giovani atlete, molto promettenti e determinate, hanno mostrato fin da subito carattere, abilità e notevoli capacità tecniche. Sul tatami hanno superato le rispettive avversarie per ritrovarsi faccia a faccia nell’incontro finale che alla squadra è valso sia il primo che il secondo posto.

I campionati regionali sono valevoli per la qualificazione alle finali nazionali che si terranno a Ostia il 28 marzo prossimo. Entrambe le atlete logudoresi voleranno al centro olimpico PalaPellicone, il tempio del Karate italiano, dove gareggeranno in quella che è assimilabile alla Serie A di questa nobile arte marziale, confrontandosi con campionesse di grandissimo spessore.




Venerdì a Cagliari “La bella virtù” di Marisa Salabelle

Nuova anteprima della XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu

In programma il 7 marzo la presentazione del romanzo edito da Arkadia

È online il bando di concorso per le opere di Narrativa e Saggistica edita con scadenza il 1° giugno 2025

CAGLIARI. Un’opera corale che esplora temi universali come la memoria, la malattia, la perdita, l’amore e la ricerca delle proprie radici. È “La bella virtù”, il nuovo romanzo di Marisa Salabelle, edito da Arkadia (2025), che sarà presentato venerdì 7 marzo alle 19, al Centro Culturale Hermaea di Pirri (via Santa Maria Chiara 24A), tra le anteprime della XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco. A dialogare con l’autrice sarà lo scrittore Daniele Congiu.

La scrittura di Salabelle è elegante e incisiva, e rende la lettura un’esperienza intensa e appagante. Attraverso la storia di una famiglia, l’autrice offre uno spaccato della società italiana del Novecento, con le sue trasformazioni e i suoi contrasti, coinvolgendo il lettore all’interno di pagine dove prendono vita personaggi delineati con cura e profondità psicologica. Il racconto invita alla riflessione sulla complessità dei rapporti umani e sulla forza dei legami familiari.

La scrittrice è nata a Cagliari nel 1955 e vive a Pistoia dal 1965. È laureata in Storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di studi teologici al Seminario arcivescovile della stessa città. Dal 1978 al 2016 ha svolto la professione di insegnante. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, “L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu” (Piemme), seguito nel 2019 dal suo secondo romanzo, “L’ultimo dei Santi” (Tarka). Entrambe le opere sono state finaliste al Premio letterario “La Provincia in Giallo”, rispettivamente nel 2016 e nel 2020. Nel settembre 2020 è uscito il romanzo storico-familiare “Gli ingranaggi dei ricordi” (Arkadia Editore) e nel 2022 “Il ferro da calza” (Tarka), un giallo con ambientazione appenninica. Suoi articoli e racconti sono apparsi su riviste online e antologie cartacee.




Un fiume in piena il Carnevale Sennorese, Martedì grasso la sfilata conclusiva

Come nelle aspettative lungo le vie del paese è confluito un importante flusso turistico proveniente da tutto l’hinterland, stimato in oltre settemila presenze

La manifestazione è stata inserita nei giorni scorsi nel circuito dei grandi eventi della Regione Sardegna

SENNORI. Via Roma come un fiume in piena di maschere e di colori, tra carri allegorici, musica e centinaia di figuranti. Sabato 1 marzo sono stati oltre settemila gli spettatori stimati lungo il percorso della terza tappa del Carnevale Sennorese. Più che un fiume, una marea proveniente da tutto l’hinterland con tantissimi giovani. Un grande successo e una soddisfazione palpabile da parte degli organizzatori, per un evento che proprio nei giorni scorsi è entrato nel circuito degli eventi carnevaleschi più importanti a livello regionale, e che proseguirà martedì grasso con la sfilata conclusiva.

A dare il via alla manifestazione intorno sono stati i gruppi tradizionali: “S’ Urtzu” di Ula Tirso, “Is Cerbus” di Sinnai, “Is restes e S’Urtzu Pretistu” di Sorgono, “Is Sonaggiaos” di Ortueri. E naturalmente i “Gigantes” di Sennori, maschere nate di recente ma già celebri per la loro capacità di creare un’atmosfera mistica e potente. Al suono del corno antico hanno fatto seguito il rullo dei tamburi e gli sbandieratori di San Guantino Iglesias, poi le note suggestive della”Marching Band Berchidda” a cura dell’associazione Funky Jazz Orchestra e le movenze raffinate delle majorettes Tonino Spano di Olbia.

Il profumo di frittelle, gli ottimi “frisciolos” realizzati seguendo una riservatissima ricetta locale, ha pervaso il percorso della manifestazione mandato letteralmente a ruba il piatto simbolo del Carnevale sardo. Tanta allegria, divertimento e voglia di ballare, a iniziare dalla parata dei bambini con le mascotte della Walt Disney e Butterfly Parade, per poi immergersi nelle atmosfere hippy degli anni Sessanta con il carro dei “Figli dei Fiori”, seguiti dagli “Eschimesi”, a cura dell’associazione USD Sennori; poi gli “Space Jam” a cura dell’associazione ASD Pallacanestro Sennori; “Il carro” che ha trascinato il pubblico con l’energia delle star del basket; i fantastici “Pirati dei Caraibi” a cura dell’associazione culturale Banda Musicale “Città di Sennori”; “La fattoria” a cura dell’associazione culturale Sos Femmineddos; “Squid Game” a cura dell’associazione turistica Pro Loco Sennori; “Cartoons” a cura dell’Associazione culturale Coro delle voci bianche – città di Sennori; “Parata delle Mascotte della Walt Disney” e “Parata Butterfly Parade” organizzati dalla Ies Eventi.

Tradizione, radici e fantasia hanno unito vecchie e nuove generazioni con l’obiettivo di far crescere una manifestazione che sta dando sempre più importanti risvolti nel tessuto economico, culturale e turistico del territorio. «Siamo veramente contenti di come sia andata la sfilata – hanno dichiarato il sindaco Nicola Sassu e l’assessora alla Cultura e al Turismo, Elena Cornalis –. Ringraziamo infinitamente la ProLoco, i Corpi Barracellari di Sennori, Alghero e Sorso, la Polizia municipale di Sennori, la stazione dei Carabinieri, Sardegna Emergenza e tutti i cittadini e le associazioni che si sono prodigate per costruire i carri e fare insieme una bella festa per il nostro territorio. Questo è il primo anno in cui rientriamo nel circuito dei carnevali inserito nei grandi eventi della Regione, e siamo più che mai soddisfatti per il raggiungimento di questo ulteriore obiettivo d’eccellenza». La sfilata si ripeterà nel pomeriggio di martedì grasso (4 marzo), a partire dalle 16, seguendo lo stesso percorso in direzione inversa e portando allegria per tutto il paese.




Tassa d’imbarco in Sardegna: un freno per il turismo o una risorsa per la Regione?

di Fausto Farinelli – Alghero 1 Marzo 2025

Un confronto internazionale: la Sardegna è penalizzata?

Come evidenziato da Sandro Usai, studioso del fenomeno trasportistico sardo (Sandro Usai Blog), la tassa d’imbarco in Italia è aumentata notevolmente dal 2004, passando da 1 euro a 6,50 euro per passeggero nella maggior parte degli scali. In alcuni aeroporti, come Venezia (9 euro) e Napoli (8,50 euro), l’importo è ancora più elevato.

Se confrontata con il resto d’Europa, l’Italia risulta il secondo paese con la tassazione aeroportuale più alta, con un carico fiscale di 22,82 euro per passeggero, dietro solo al Regno Unito, dove può arrivare a 40 euro. Paesi come la Spagna applicano solo 2,57 euro, mentre la Lettonia addirittura 0,01 euro.

“L’eliminazione della tassa potrebbe rappresentare un volano per il turismo, ma servono politiche di compensazione per evitare squilibri nei bilanci pubblici”, spiega Usai nel suo studio sulle ripercussioni economiche della tassa (fonte).

L’impatto della tassa sugli aeroporti sardi: numeri e previsioni

Secondo Sandro Usai (fonte), il gettito della tassa d’imbarco in Sardegna è di circa 34 milioni di euro

    Dove finiscono i soldi della tassa d’imbarco?

    Nonostante venga chiamata addizionale comunale, solo una frazione minima dei 6,50 euro pagati per ogni passeggero viene effettivamente destinata ai Comuni aeroportuali. In realtà, la maggior parte del gettito finisce nelle casse dello Stato per scopi completamente estranei al settore del trasporto aereo.

    Secondo lo studio condotto da Andrea Giuricin, 5 euro su 6,50 vengono destinati all’INPS e al “Fondo Trasporto Volo”, ovvero a:

    • 1,5 euro per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo, che garantisce il sostegno al sistema aeroportuale;
    • 3,5 euro alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS), che finanzia alcune specifiche gestioni pensionistiche non direttamente legate al trasporto aereo.

    Dunque, la tassa d’imbarco non serve principalmente a finanziare gli aeroporti o le infrastrutture, ma a coprire spese previdenziali e assistenziali dello Stato.

    Solo 1,5 euro rimane in ambito aeroportuale, suddiviso tra:

    • Il servizio antincendio negli aeroporti;
    • L’ENAV per i costi di sicurezza degli impianti;
    • Una frazione minima destinata ai Comuni aeroportuali.

    In pratica, i Comuni ricevono una quota irrilevante, salvo alcune eccezioni (Roma, Venezia e Napoli), dove le amministrazioni hanno concordato piani di rientro dal debito con il governo nazionale.

    “Per i Comuni, l’introito della tassa è irrisorio, ma viene usato per coprire altre spese dello Stato”, evidenzia Giuricin.

    Questa ripartizione fa emergere un paradosso: si tratta di una tassa che incide direttamente sul costo dei biglietti e sulla competitività del trasporto aereo, senza però finanziare il settore in modo significativo.

    Ma cosa succederebbe se la tassa fosse eliminata?

    Secondo Usai, gli aeroporti sardi potrebbero non essere pronti a gestire un aumento improvviso del traffico aereo senza adeguati investimenti:

    “Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono dimensionati per il traffico attuale. Se la tassa venisse abolita e si verificasse un boom di passeggeri, le infrastrutture attuali non sarebbero in grado di sostenere la crescita senza investimenti significativi” (fonte).

    Senza interventi di ampliamento e modernizzazione, la Sardegna rischierebbe di trovarsi con aeroporti sovraffollati e servizi inefficienti.

    La posizione della politica sarda: un dibattito ancora aperto

    La questione della tassa d’imbarco ha acceso un acceso confronto tra le forze politiche sarde. Paolo Truzzu (FdI) ha attaccato la Giunta Todde, accusandola di immobilismo:

    “Mentre la Giunta continua a perdere tempo, altre regioni come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo hanno già eliminato la tassa. Non c’è più alcuna giustificazione per mantenere questo balzello che ostacola il diritto alla mobilità dei sardi”.

    Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde, ha sollecitato un intervento immediato, suggerendo di utilizzare i 30 milioni di euro destinati alla privatizzazione degli aeroporti per eliminare la tassa:

    “Abbiamo già un modello di riferimento: in altre regioni italiane, abolire la tassa ha favorito l’aumento delle rotte e del traffico aereo. Perché la Sardegna dovrebbe restare indietro?”.

    L’assessora ai Trasporti Barbara Manca, invece, ha frenato, sottolineando la necessità di valutare l’impatto economico dell’abolizione della tassa:

    “Non possiamo prendere decisioni affrettate. La Regione deve valutare l’impatto economico complessivo e garantire un approccio equilibrato”.

    La posizione di Ryanair: “Senza la tassa, più voli, più passeggeri e più lavoro”

    Ryanair, il principale operatore aereo in Sardegna, è tra i più accesi sostenitori dell’abolizione della tassa. Il direttore commerciale Jason McGuinness ha dichiarato che, senza questa imposta, la compagnia potrebbe aumentare significativamente le sue operazioni nell’isola.

    Secondo Ryanair, se la tassa venisse eliminata:

    • 40 nuovi aeromobili verrebbero basati in Italia,
    • 250 nuove rotte sarebbero attivate,
    • 20 milioni di passeggeri in più verrebbero trasportati ogni anno,
    • 1.500 nuovi posti di lavoro verrebbero creati tra personale aeroportuale e indotto.

    “Se la Sardegna vuole essere più competitiva e attrarre più turisti durante tutto l’anno, eliminare questa tassa è il primo passo necessario”, ha dichiarato McGuinness.

    Tuttavia, l’assenza della presidente Alessandra Todde all’incontro con Ryanair, sostituita dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca e dall’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, ha suscitato perplessità. Perché la presidente non ha partecipato a un incontro con la compagnia aerea più importante per l’Isola?

    L’analisi di Andrea Giuricin: i benefici dell’abolizione della tassa

    Sempre l’economista Andrea Giuricin, esperto di trasporti e docente alla Università Milano-Bicocca, ha analizzato il possibile impatto dell’abolizione della tassa. Secondo il suo studio, senza questa imposta, entro il 2030 si potrebbero registrare 9 milioni di passeggeri in più, con i seguenti effetti:

    • 4,2 miliardi di euro di crescita del PIL,
    • Oltre 65.000 nuovi posti di lavoro,
    • Un gettito fiscale aggiuntivo di oltre 1 miliardo di euro, compensando il mancato introito della tassa.

    “L’abolizione della tassa d’imbarco potrebbe portare benefici superiori ai costi. Se il traffico passeggeri cresce, lo Stato potrebbe recuperare il gettito fiscale attraverso un aumento delle entrate IVA e delle tasse sui consumi generati dall’incremento turistico”, ha spiegato Giuricin.

    In alcune regioni italiane, come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo, dove la tassa è stata eliminata, il traffico aereo è aumentato e il settore turistico ha beneficiato di una maggiore affluenza di visitatori.

    Eliminazione della tassa d’imbarco: impatto e beneficiari

    Alcune regioni italiane, come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Calabria, hanno eliminato l’addizionale comunale sui diritti di imbarco. Questa decisione è stata accolta con favore dalle compagnie aeree, in particolare da Ryanair, che ha annunciato investimenti e nuove rotte in queste regioni.  

    L’eliminazione della tassa d’imbarco ha avuto un impatto positivo sul numero di passeggeri e sulla connettività delle regioni interessate. Le compagnie aeree low cost, come Ryanair, hanno beneficiato maggiormente di questa misura, potendo offrire tariffe più competitive e attirare un maggior numero di passeggeri.  

    In Sicilia, l’abolizione della tassa d’imbarco è stata proposta da Ryanair, ma l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha espresso dubbi sulla sua fattibilità, a causa dell’impatto finanziario che avrebbe sulle casse della Regione.  

    Assaeroporti ha chiesto una revisione del quadro normativo sulla tassa d’imbarco, evidenziando che l’imposta incide fino a 9 euro sul costo del biglietto e che gran parte del gettito viene destinato a finalità estranee al settore del trasporto aereo.  

    L’associazione “Aeroporti 2030” ha chiesto uno stop agli aumenti della tassa sui biglietti aerei, evidenziando che l’addizionale aumenta il prezzo di ogni biglietto fino a 9 euro nel nostro Paese.  

    Uno studio dell’ACI (Airports Council International) ha dimostrato che le tasse aeroportuali possono avere un impatto economico negativo significativo, superando le entrate generate. Le tasse sui biglietti aerei sopprimono la domanda di trasporto aereo, con conseguente riduzione del traffico, dei posti di lavoro e del PIL.  

    La tassa d’imbarco in Europa

    La tassa d’imbarco è presente anche in altri paesi europei, ma con modalità e importi diversi.

    Belgio:

    In Belgio, è stata introdotta una “tassa d’imbarco” il 1° aprile 2022. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione finale dall’aeroporto di Bruxelles (BRU/EBBR):  

    • 10 euro per voli con destinazione a meno di 500 km da Bruxelles,
    • 2 euro per voli con destinazione a più di 500 km da Bruxelles e situata all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), Regno Unito o Svizzera, e
    • 4 euro per voli con destinazione al di fuori del SEE, Regno Unito o Svizzera.  

    Il governo belga ha proposto di aumentare le tasse sui voli a lungo raggio all’interno e all’esterno dell’UE a 5 euro a passeggero. Questa proposta è stata criticata da Ryanair, che ha sottolineato come altri paesi europei, come la Svezia, l’Ungheria e alcune regioni italiane, stiano abolendo le tasse sull’aviazione per mantenere la competitività e stimolare la crescita del traffico.  

    Per essere considerati residenti fiscali in Belgio, gli individui devono aver stabilito il loro “domicilio” o la “sede principale dei loro beni” in Belgio. Per le coppie sposate o conviventi legalmente, il domicilio fiscale è il luogo in cui è stabilita la famiglia. Gli individui che lasciano il Belgio devono notificare le autorità municipali, saldare la loro situazione fiscale e presentare una dichiarazione dei redditi “speciale” entro tre mesi dalla partenza.  

    L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società in Belgio è del 25%. Le piccole e medie imprese (PMI) sono soggette a un’aliquota del 20% sul primo reddito di 100.000 euro, a condizione che soddisfino determinati criteri. Esiste una deduzione per dividendi ricevuti (DRD) del 100% per i dividendi ricevuti da una società belga da una società nazionale o estera. Le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni materiali e immateriali sono soggette a imposta con l’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società del 25%.  

    Germania:

    In Germania, la tassa d’imbarco è chiamata “tassa sull’aviazione” (Luftverkehrsteuer) ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto tedesco. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione da Francoforte sul Meno, il più grande aeroporto commerciale tedesco:  

    • 7,50 euro per destinazioni negli Stati membri dell’UE, nei paesi candidati all’UE, nei paesi dell’EFTA e nei paesi terzi entro la stessa distanza,
    • 23,43 euro per destinazioni nei paesi non coperti dalla prima categoria di distanza, fino a una distanza di 6.000 km, e
    • 42,18 euro per destinazioni a una distanza di oltre 6.000 km.  

    Nel 2023, sono stati dichiarati 1,5 miliardi di euro di tasse sull’aviazione per circa 74,9 milioni di passeggeri aerei. La tassa non si applica, ad esempio, ai passeggeri di età inferiore ai due anni, ai voli per scopi militari, di pubblica autorità o medici e ai voli degli equipaggi che si occupano della sicurezza dei passeggeri aerei.  

    Il governo tedesco ha recentemente aumentato la tassa sui passeggeri aerei, con aumenti che vanno da 12,48 a 15,53 euro per i voli a corto raggio, da 32,25 a 39,34 euro per i voli a medio raggio e da 56,91 a 70,83 euro per i voli a lungo raggio. Questa decisione è stata criticata dall’International Air Transport Association (IATA) e dall’associazione tedesca degli acquirenti di viaggi VDR, che hanno avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe danneggiare la competitività della Germania e ostacolare la ripresa del settore aereo dopo la pandemia.  

    La tassa di uscita tedesca si applica agli individui che detengono più dell’1% di una società (Kapitalgesellschaft) o che sono lavoratori autonomi. A partire dal 2025, la tassa di uscita si applicherà anche alle partecipazioni private in fondi, compresi gli ETF, con un valore di acquisto pari o superiore a 500.000 euro.  

    Regno Unito:

    Nel Regno Unito, la tassa d’imbarco è chiamata “Air Passenger Duty” (APD) ed è applicata a tutti i passeggeri in partenza da un aeroporto del Regno Unito o dell’Isola di Man. L’importo varia a seconda della distanza del volo e della classe di viaggio.  

    Esistono quattro fasce di APD, basate sulla distanza tra Londra e la capitale del paese di destinazione:  

    • Fascia A (0-2.000 miglia): £13 per la classe economica, £26 per tutte le altre classi.
    • Fascia B (2.001-4.000 miglia): £82 per la classe economica, £180 per tutte le altre classi.
    • Fascia C (4.001-6.000 miglia): £94 per la classe economica, £208 per tutte le altre classi.
    • Fascia D (oltre 6.000 miglia): £110 per la classe economica, £220 per tutte le altre classi.

    Alcuni passeggeri possono essere esenti dal pagamento dell’APD, come i bambini sotto i 16 anni e le persone che viaggiano per motivi medici.  

    Dal 1° aprile 2023, sono state introdotte quattro fasce di destinazione: una fascia “nazionale” per le destinazioni in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e le fasce internazionali A, B e C per tutte le altre destinazioni.  

    Il governo britannico ha annunciato un aumento dell’APD a partire dal 1° aprile 2026. Le nuove tariffe saranno:  

    • Nazionale: tariffa ridotta di £8, tariffa standard di £16 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia A: tariffa ridotta di £15, tariffa standard di £32 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia B: tariffa ridotta di £102, tariffa standard di £244 e tariffa più elevata di £1.097.
    • Fascia C: tariffa ridotta di £106, tariffa standard di £253 e tariffa più elevata di £1.141.

    Il Regno Unito ha introdotto nuove tariffe premium APD per i passeggeri sui voli che utilizzano aeromobili di 20.001 tonnellate o più con meno di 19 posti a sedere. I voli di questa categoria pagano l’APD al doppio della tariffa APD standard per la classe business/prima classe.  

    Francia:

    In Francia, la tassa d’imbarco è chiamata “Tarif de l’aviation civile de la Taxe sur le transport aérien de passagers” ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto situato sul territorio francese. La tariffa per il trasporto merci o posta è di 1,50 euro per tonnellata, mentre la tariffa per i voli passeggeri dipende dalla destinazione finale del passeggero:  

    • 5,05 euro per i voli verso lo Spazio economico europeo (SEE), il Regno Unito e la Svizzera, e
    • 9,09 euro per tutte le altre destinazioni.

    Le tariffe sono riviste ogni anno per tenere conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo.  

    Dal 1° marzo 2025, i voli charter in partenza dagli aeroporti francesi sono soggetti a un forte aumento delle tasse sui passeggeri, che vanno da 210 a 2.100 euro a passeggero. Questa decisione è stata criticata dall’European Business Aviation Association (EBAA), che ha avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe minacciare gli operatori con sede in Francia.  

    Gli individui che lasciano la Francia sono soggetti a tassazione su tutto ciò che hanno guadagnato in Francia prima della loro partenza, nonché su eventuali guadagni francesi tassabili in Francia ai sensi dei trattati fiscali internazionali che hanno guadagnato dopo la loro partenza. Se possiedono immobili in Francia, sono soggetti all’imposta sugli immobili e alla tassa di soggiorno.  

    La Francia applica anche una “tassa di uscita” o “contributo eccezionale sul valore di determinati beni” ai privati e alle società facoltosi che trasferiscono la loro residenza fiscale fuori dalla Francia. La tassa è calcolata sulle plusvalenze non realizzate delle attività finanziarie, ovvero la differenza tra il loro valore di mercato alla data di partenza e il loro prezzo di acquisto, che è quindi soggetta a un’aliquota fissa del 30%.  

    quale futuro per la tassa d’imbarco in Sardegna?

    L’abolizione della tassa potrebbe rendere la Sardegna più competitiva nel settore aereo, con biglietti meno costosi e un aumento del traffico turistico. Tuttavia, senza un piano di investimenti infrastrutturali, gli aeroporti dell’isola rischierebbero di diventare inadeguati alla nuova domanda.

    Inoltre, il dialogo con Ryanair, la compagnia con il maggior numero di voli in Sardegna, non è stato gestito in modo strategico: l’assenza della presidente Todde all’incontro con McGuinness ha lasciato molti interrogativi sulle reali intenzioni della Regione.

    La domanda ora è: la Sardegna vuole cogliere questa opportunità e rilanciare il suo sistema aereo o continuerà a restare vincolata a una tassa che potrebbe rallentare il suo sviluppo?




    Il Carnevale Sennorese al via giovedì con la festa dedicata a bambini e famiglie

    Al Centro polisportivo Romangia il primo di tre appuntamenti in un’atmosfera fatta di giochi, animazione, musica, gonfiabili e frittelle

    SENNORI. Il Carnevale Sennorese 2025 inizia Giovedì Grasso (27 febbraio) con una serata tutta dedicata a bambini e famiglie. La festa in maschera prende il via alle 16.30 negli ampi spazi del Centro polisportivo Romangia (accanto all’Istituto comprensivo) dove l’atmosfera sarà fatta di giochi, di animazione, musica e gonfiabili in un ambiente sicuro e festoso.  L’evento rappresenta il legame fra le radici della tradizione e le nuove generazioni, un’opportunità per i più piccoli di immergersi nel mondo travolgente del Carnevale.

    La festa richiama le antiche celebrazioni popolari, quando anche i più giovani partecipavano ai riti di Carnevale con giochi di strada e travestimenti improvvisati. Oggi i bambini sfilano in maschera, indossando costumi ispirati alle figure mitologiche, agli animali e agli eroi dei racconti popolari sardi. La festa si conclude con una frittellata e un rinfresco che aggiunge un tocco di dolcezza e convivialità, proprio come nelle antiche festività rurali dove la comunità si riuniva per festeggiare insieme. La frittella è il dolce simbolo del Carnevale sardo, preparata secondo ricette antiche per vivere un momento di condivisione e convivialità che richiama la promozione della gastronomia locale.

    Il Carnevale Sennorese proseguirà sabato (1 marzo) e poi martedì grasso (4 marzo) con la grande sfilata dei carri, dei gruppi di figuranti e di maschere tipiche sarde, che attraverserà la via Roma e altre vie principali del centro storico. Tra i gruppi presenti: la parata dei bambini con le mascotte della Walt Disney e Butterfly Parade, la spettacolare esibizione della “Marching Band Berchidda” a cura dell’associazione Funky Jazz Orchestra, gli “Sbandieratori San Guantino Iglesias” e le Majorette“ Tonino Spanu” di Olbia.




    Olbia, Onorato in visita al Nautico del Deffenu: una nuova opportunità per i futuri marittimi

    Stipulata una convenzione con Moby-Tirrenia che permetterà agli studenti di svolgere stage formativi sulle unità della flotta: i primi imbarchi già a fine febbraio sulle ammiraglie Moby Fantasy e Moby Legacy

    OLBIA. Il 17 febbraio l’armatore Vincenzo Onorato, alla guida del gruppo Moby-Tirrenia, ha fatto visita all’Istituto Tecnico Nautico “Attilio Deffenu” di Olbia, incontrando gli studenti della classe 5BTL dell’indirizzo Conduzione del Mezzo Navale (CMN). Un momento di grande valore per i futuri marittimi, che hanno avuto l’opportunità di mostrare le proprie competenze all’armatore attraverso un’esercitazione pratica al simulatore di manovra.

    L’incontro ha evidenziato quanto sia fondamentale investire nella formazione degli ufficiali fin dai banchi di scuola, favorendo un percorso che colleghi direttamente la didattica all’esperienza pratica a bordo. Proprio in questa direzione, dalla visita è nata un’importante convenzione tra l’ITN “Deffenu” e Moby-Tirrenia, che permetterà agli studenti di svolgere stage formativi direttamente sulle unità della flotta del gruppo.

    I primi imbarchi prenderanno il via già a fine febbraio sulle ammiraglie Moby Fantasy e Moby Legacy, offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con le dinamiche operative della navigazione, sotto la guida di professionisti del settore. L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso la creazione di un ponte tra scuola e mondo del lavoro, rafforzando il legame tra l’istruzione marittima e l’industria del trasporto navale.

    Grande soddisfazione per il dirigente scolastico Stefano Stacca e il corpo docente dell’indirizzo Nautico composto da Mariarosaria Marano (promotrice del progetto), Ilenia Novella, Giuseppe D’Alessio, Lorenzo di Giuseppe e Giuseppe Terrosu.

    Onorato al Nautico di Olbia



    Sabato a Cagliari la presentazione del libro“Simenon e le immagini. Cinema, Illustrazione, Fumetto”

    Il 22 febbraio una nuova Anteprima dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu con gli atti del convegno organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco sul celebre scrittore belga

    CAGLIARI. Sabato 22 febbraio alle 19, nella sala Eleonora D’Arborea del Polo Falzarego 35, a Cagliari, saranno presentati gli atti del convegno di studi su Georges Simenon realizzati a dicembre del 2023 dall’associazione culturale L’Alambicco. I contenuti del volume, dal titolo “Simenon e le immagini. Cinema, Illustrazione, Fumetto” (Mimesis, 2024), saranno illustrati dal critico cinematografico Roberto Chiesi, che ne ha curato la pubblicazione. Al fianco di Chiesi interverranno gli autori di alcuni saggi, Alessandro Macis e Bepi Vigna, e il giovane studioso di letteratura Davide Bonsignore. L’iniziativa rappresenta la seconda anteprima dell’XI edizione del Festival Premio Emilio Lussu organizzato sempre da L’Alambicco.

    Nei saggi del volume, Maurizio Testa analizza lo stile di scrittura di Simenon individuando tre tempi differenti della sua letteratura; Marina Geat rilegge invece la corrispondenza epistolare con Federico Fellini; Andrea Rabbito si sofferma sulla poetica simenoniana in relazione al cinema felliniano e a quello di Jean Renoir.

    Roberto Chiesi, nello specifico, confronta il romanzo “Les Fantômes du Chapelier – Il fantasma del Cappellaio” (1949) con il film che nel 1982 ne ha tratto Claude Chabrol, esempio di fedeltà e al tempo stesso di libertà creativa da parte di un cineasta da sempre in empatia con lo scrittore belga, come dichiara lo stesso Chabrol in un’intervista qui pubblicata per la prima volta in traduzione italiana.

    Denis Brotto esamina la funzione espressiva degli ambienti nel film che Mathieu Amalric ha tratto dal romanzo La chambre bleue – La camera azzurra; Bepi Vigna ripercorre le alterne fortune che le creazioni di Simenon hanno avuto nell’ambito dei fumetti e dell’illustrazione mentre Alessandro Macis traccia un parallelo fra le personalità femminili che hanno attraversato la vita dello scrittore e le protagoniste di alcuni suoi romanzi. L’ingresso alla presentazione è libero e aperto a tutti.




    la saga della lottizzazione Calabona, Abuso edilizio ad Alghero: una battaglia legale lunga quarant’anni.

    Giancarlo Scognamillo denuncia un abuso edilizio sin dagli anni ’80, ma il Comune respinge la richiesta di intervento. La vicenda si intreccia con complesse questioni amministrative e giuridiche.

    Un contenzioso senza fine
    Un contenzioso edilizio che si protrae da oltre quarant’anni sta infiammando la città di Alghero, tornando recentemente alla ribalta in seguito alla richiesta di intervento dell’ufficio legale di Giancarlo Scognamillo e alla risposta ufficiale del Comune, che ha negato l’adozione di misure correttive. Protagonista della vicenda è, appunto, Giancarlo Scognamillo, cittadino e noto imprenditore Algherese che sin dal 1984 segnala un presunto abuso edilizio su un lotto di terreno in località Calabona. Nonostante le sue ripetute istanze e diverse sentenze che confermerebbero le irregolarità, il Comune ha recentemente deciso di non procedere con atti di autotutela, lasciando irrisolta la questione.

    Le sentenze e le irregolarità contestate
    Secondo quanto denunciato , il complesso edilizio edificato dal Mariani sarebbe stato realizzato in violazione delle distanze previste dal regolamento edilizio comunale, con conseguenze significative in ambito legale. Le sentenze del Tribunale Civile di Sassari, della Corte d’Appello di Cagliari e della Cassazione hanno confermato tali violazioni, riconoscendo la posizione difforme rispetto al progetto originario e aprendo la strada alla richiesta di eventuali misure correttive da parte dell’amministrazione.

    Nonostante ciò, il Comune di Alghero, in una risposta ufficiale del settore Edilizia Privata, ha affermato che non vi sarebbero presupposti per contestare la violazione edilizia. Secondo l’amministrazione, infatti, il complesso edilizio risulterebbe conforme alle concessioni rilasciate negli anni ’80 e l’assenza di strumenti di progettazione avanzati all’epoca non consentirebbe un accertamento puntuale sulle presunte difformità.

    Un aspetto che desta perplessità è l’argomentazione del Comune secondo cui, all’epoca, non vi erano strumenti adeguati per verificare misurazioni e distanze. Sorge quindi un interrogativo: le perizie effettuate dai tribunali per accertare l’abuso edilizio con quali strumenti sono state condotte?

    Il rifiuto dell’autotutela e le contestazioni
    Un punto centrale del rifiuto di procedere con l’autotutela è il trascorrere del tempo: il Comune sostiene che, dopo quarant’anni, non sussista più un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dell’opera, specialmente considerando che gli attuali proprietari hanno acquistato gli immobili in buona fede, confidando nella legittimità delle autorizzazioni concesse all’epoca.

    Il legale ha contestato questa decisione, sottolineando come il tempo non possa legittimare una situazione di abuso e che l’amministrazione abbia il dovere di verificare la fondatezza delle contestazioni prima di rilasciare o confermare un titolo edilizio. Tuttavia, il Comune sembra deciso a non intervenire, ritenendo il caso chiuso.

    La questione dei terreni comunali e le reazioni politiche
    La vicenda mette in evidenza le difficoltà di far valere il rispetto delle normative urbanistiche a distanza di decenni e solleva interrogativi sulla tutela dei diritti dei cittadini di fronte a presunti abusi edilizi: il passare del tempo può giustificare il condono di un abuso edilizio?

    A tal proposito, Raffaele Cadinu, cittadino algherese, ha recentemente risposto in un post su Facebook all’Assessore al Demanio Enrico Daga, sollevando ulteriori questioni legate ai terreni comunali edificabili in località Calabona. Cadinu ha evidenziato come la bocciatura della lottizzazione abbia potenzialmente causato un danno erariale, chiedendo se l’Assessorato abbia esaminato il caso presso la Corte dei Conti.

    La lottizzazione Calabona prevede anche 5.500 mq di proprietà del Comune che, oltre a vedere aumentato il proprio valore, potrebbe ospitare dai 60 agli 80 alloggi in edilizia convenzionata, rispondendo così all’esigenza sempre più pressante della mancanza di alloggi in città. Una situazione che continua ad inasprirsi, anche in vista della risposta dell’amministrazione all’interrogazione del consigliere di FDI Alessandro Cocco in occasione del consiglio comunale del 18 Febbraio.

    Una vicenda ancora aperta
    Questo caso sta suscitando preoccupazioni tra alcuni politici, che, secondo le nostre fonti, sarebbero entrati in fase di allarme. Una cosa è certa: se la giustizia è uguale per tutti, ora più che mai è il caso di dimostrarlo, anche se lo ha già fatto con le tre sentenze emesse, l’ultima della Cassazione nel 2016. Per Scognamillo e gli altri lottizzanti, la battaglia legale non sembra ancora conclusa: resta da vedere se il suo legale intraprenderà ulteriori azioni per ottenere giustizia.